Collio, Villa Russiz torna al Vinitaly per consolidare i rapporti con i suoi buyer

La Fondazione Villa Russiz sarà presente anche quest’anno al Vinitaly di Verona (padiglione 6, stand C5). Un’occasione importante di promozione a cui la cantina di Capriva del Friuli avrà l’opportunità di consolidare rapporti con buyer di Paesi target come la Svizzera, l’Austria, la Germania, l’Inghilterra, ma anche proseguire il lavoro avviato negli ultimi anni con agenti professionisti sia italiani che di altri 15 Paesi del mondo. “Contiamo molto in questa edizione del Vinitaly – commenta il presidente della Fondazione Villa Russiz, Antonio Paoletti – che vediamo come punto di arrivo per la promozione dei nostri vini ma anche per confermare la bontà del percorso di risanamento e di rilancio di un brand, quello della Fondazione Villa Russiz, che è motivo di orgoglio per tutto il Collio. In questi mesi abbiamo realizzato un intenso lavoro sia in vigna che in cantina, affinando e affiancando le professionalità impegnate in Fondazione per offrire sempre e con continuità vini d’eccellenza”.

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In copertina, il presidente Antonio Paoletti con il direttore Giulio Gregorutti durante una degustazione in azienda dello scorso autunno.

Il Pinot grigio Doc delle Venezie sarà grande protagonista al Vinitaly

Il Vinitaly torna finalmente ad incontrare il suo pubblico internazionale di operatori, media, sommelier e winelover provenienti da tutto il mondo. Grande attesa per l’edizione numero 55 del più importante Salone del vino italiano in programma a Verona da domenica 2 a mercoledì 5 aprile e che si preannuncia ricca di novità ed appuntamenti imperdibili. Il Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie – Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – sarà in prima linea nello spazio espositivo allestito al Padiglione 5 stand F2 e come sempre farà da punto di raccolta e informazione per raccontare ai visitatori tutto ciò che riguarda il territorio di produzione, lo stile unico del Pinot grigio delle Venezie e le sue peculiarità, oltre a far conoscere più da vicino diverse referenze – oltre cento a disposizione tra le tipologie ferma e spumante, in bianco e nella seducente versione ramata – e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alla manifestazione.
Qualità, stile, unicità. Parole d’ordine che da molti e molti anni rendono il Pinot grigio delle Venezie Doc una superstar del panorama enologico italiano all’estero, soprattutto negli Usa, in Uk e in Germania. Per il Consorzio di tutela l’impegno più grande del 2023 sarà quello di portare la Doc delle Venezie sulle tavole, nelle occasioni di consumo e nei momenti conviviali degli italiani, perché il vino accessibile, fresco e versatile che cercano per l’aperitivo è proprio qui, a casa loro, e anche in diverse tipologie!
La Doc delle Venezie ricopre oggi un ruolo di tale importanza nella valorizzazione del patrimonio vitivinicolo del Belpaese nel mondo da non passare inosservata al Wine & Spirit Education Trust, che attraverso Grande Passione di J.C. Viens – educatore certificato Wset, comunicatore esperto e giudice di concorsi enologici di rilievo internazionale come il Decanter Asia Wine Awards – ha recentemente scelto la sede del Consorzio Doc delle Venezie, situata nel cuore di Verona a due passi da Piazza Bra, come polo scaligero dei propri corsi. Una partnership prestigiosa che conferma la volontà da parte del Wset di stringere rapporti di collaborazione con i più autorevoli enti italiani di rappresentanza e di tutela delle denominazioni d’origine del vino e offre ai propri corsisti e professionisti del settore opportunità uniche di formazione.

Anche le bollicine
asolane a Verona

È un fitto calendario di eventi quello dell’Asolo Prosecco a Vinitaly, dove sarà possibile conoscere da vicino la denominazione e la biodiversità che la contraddistingue grazie alle numerose iniziative che il Consorzio Asolo Prosecco proporrà durante la fiera veronese, in programma da domenica 2 a mercoledì 5 aprile. Tanti gli appuntamenti durante la manifestazione, a partire dalle masterclass di domenica alle 11 e lunedì alle 10. Condotti rispettivamente da Andrea Gori e Gianpaolo Giacobbo, i due incontri si terranno all’interno dello stand consortile (padiglione 8, stand F7) e si focalizzeranno sulle peculiarità dell’Asolo Prosecco e del luogo in cui questo nasce, un territorio ricco di storia e dalla bellezza selvaggia, dove accanto ai vigneti si trovano boschi e altre coltivazioni. Un’altra degustazione dedicata all’Asolo Prosecco e condotta da Gianpaolo Giacobbo si terrà martedì, alle 11, nella Sala Degustazioni C del Centro Servizi Bra. Spazio anche alla scoperta del cibo e dei sapori del territorio, con i momenti gourmet curati dalla Trattoria da Burde (Firenze) e dal Caffé Centrale di Asolo, e agli assaggi di formaggi locali di Aprolav, dove assieme alle bollicine asolane sarà possibile assaporare la Casatella Trevigiana Dop, il Bastardo del Grappa, il Formajo Imbriago e il Piave Dop – Selezione Oro. L’Asolo Prosecco sarà inoltre di nuovo protagonista della mixology di Samuele Ambrosi. Dopo il successo della scorsa edizione di Vinitaly, le raffinate bollicine asolane saranno ancora una volta l’ingrediente segreto di tre inediti cocktail, ideati e preparati dal bartender pluripremiato nei più prestigiosi concorsi internazionali e titolare del Cloakroom Cocktail Lab di Treviso. Da domenica 2 a martedì 4 aprile, dalle 15 alle 17, e mercoledì 5 aprile dalle 11 alle 14, Ambrosi e il suo team prepareranno tre imperdibili ricette: Made in Italy, cocktail con cordiale al pomodoro e basilico e Asolo Prosecco Extra Brut, Dirty Highball, a base di London Dry Gin, Sherry Manzanilla, Vermouth ambrato, brina di olive e top di Asolo Prosecco, e lo Spritz andaluso, reinterpretazione del classico aperitivo veneto con Bitter Chinato, Sherry Fino, gocce di apricot brandy e top di Asolo Prosecco. L’Asolo Prosecco è infine presente anche a Vinitaly and the City, il fuorisalone in programma da oggi al 3 aprile nel centro storico di Verona. In particolare, le bollicine asolane hanno uno spazio riservato all’interno del Cortile del Mercato Vecchio, nel cuore della città scaligera, e saranno le protagoniste della masterclass guidata da Bernardo Pasquali, in programma lunedì alle alle 18.

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezie che ha conquistato mezzo mondo.

Compie 50 anni “il Grigio” di Collavini: Vinitaly festeggerà la nuova etichetta

Il Grigio Spumante Brut di Collavini compie cinquant’anni e celebra l’importante traguardo raggiunto con un restyling della storica etichetta. La nuova bottiglia verrà presentata durante la 55ma edizione di Vinitaly, a Verona, dove il primo spumante friulano da uve di Pinot grigio e Chardonnay creato con metodo Martinotti debuttò nel 1973. Nella grafica scelta traspare l’amore di Manlio Collavini per uno stile che si avvicina alle correnti artistiche del Liberty e dell’Art Nouveau. Il disegno, ispirato a un’immagine rinvenuta da Manlio stesso in un libro antico, è stato riadattato per l’etichetta de Il Grigio, dove il movimento delle piccole spirali ricorda l’elegante armonia dei cirri della vite. L’autore dell’opera originale è Aubrey Beardsley, illustratore inglese contemporaneo di Oscar Wilde, che lo scrittore descrisse “dalla faccia come un piatto d’argento e con capelli verdi come l’erba”.
“I miei primi ricordi de Il Grigio Spumante – racconta Luigi Collavini, titolare assieme al fratello Giovanni e al padre Manlio di Collavini – si legano a quando da bambini andavamo a giocare nel magazzino e con gli amici si costruiva con i cartoni dei veri e propri fortini dove poi ci fronteggiavamo a colpi di fucili ad elastico. Poi, come logica conseguenza, arrivavano le tirate d’orecchi del magazziniere che si trovava tutti i cartoni sporchi e sparpagliati. Passavo poi, qualche anno dopo, ai primi sorsi di vino bevuti in occasione dei brindisi natalizi o di Capodanno in famiglia. E nella mia età adulta diventava un compagno di lavoro, quando andavo a proporlo ai clienti nelle enoteche e nei ristoranti. Io e Il Grigio abbiamo fatto molta strada assieme e adesso, che sono ‘grigio’ anche io, vivo questo vino quasi come un membro della nostra famiglia e per questo il 50° anniversario mi è particolarmente caro”.
Nel corso dei suoi cinquant’anni, Il Grigio ha ottenuto numerosi successi, affermandosi tra le personalità più in vista degli anni Settanta e Ottanta. Carlo, l’allora erede al trono e oggi re d’Inghilterra, e la moglie Diana Spencer lo assaggiarono durante il loro viaggio in Italia nel 1985: ne è testimone la lettera inviata da Buckingham Palace in cui si ringrazia per il gradito dono ai principi di Galles. Anche Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni, Teo Teocoli, Enzo Jannacci, Steno, Guido Nicheli, meglio noto come Il Dougui o Il Cumenda dei cinepanettoni dei fratelli Vanzina, e il gruppo di comici che si esibiva al Derby Club di Milano ne furono grandi ammiratori. Fu proprio Nicheli a consigliare a Manlio Collavini di distribuirlo nei club e nei bar più esclusivi della città meneghina, decretandone il successo. Non solo: Il Grigio è stato per anni utilizzato nella preparazione del celebre cocktail Bellini all’Harry’s Bar di Venezia, luogo di ritrovo del jet set internazionale. E a bordo degli aerei Alitalia e Air Canada è stato per lungo tempo servito come brindisi benaugurale per il volo.
Di colore paglierino scarico, brillante con venature verdognole, il profumo de Il Grigio è fragrante e fresco, con note di mela golden, pera e crosta di pane caldo. Il sapore rotondo, leggermente aromatico, è armonico e persistente. Si presta a essere servito come aperitivo o per accompagnare primi piatti vegetariani e pesce al forno.

Collavini una storia di famiglia che inizia più di un secolo fa e che continua oggi raccontando nel calice il migliore Friuli enoico. Nel 1896 Eugenio Collavini inizia a commerciare vino alle nobili famiglie udinesi. Il testimone passa poi al figlio Giovanni, che guiderà l’azienda tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. La svolta avviene con l’ingresso di Manlio, che con uno sguardo rivolto al futuro porterà Collavini e i vini friulani alla ribalta sui mercati internazionali. Nel 1971 nasce Il Grigio, spumante da uve pinot grigio e chardonnay, probabilmente il primo prodotto con metodo Martinotti in Friuli. Alla fine del decennio, Manlio con spirito pionieristico produce uno spumante a base di Ribolla Gialla: un successo che gli varrà l’appellativo “Il Signore della Ribolla Gialla”. Proprio queste uve, nella versione Brut, danno vita al Metodo Collavini, innovando la tecnica enologica friulana del tempo. Oggi Giovanni e Luigi, figli di Manlio, guidano l’azienda con attenzione alla qualità e voglia di sperimentare. Collavini produce un milione e mezzo di bottiglie, esportandone circa il 50%. I mercati di riferimento esteri più importanti sono Canada, USA, Germania, Regno Unito, Thailandia e Giappone.

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In copertina, il restyling della storica etichetta del celebre spumante brut di Collavini.

 

Doc Venezie ritorna a Prowein e Vinitaly. A Düsseldorf anche i bianchi di Armani

Siamo ai blocchi di partenza, tornano le più importanti fiere internazionali del vino a Düsseldorf prima, con Prowein dal 19 al 21 marzo, e due settimane dopo a Verona, con la 55ma edizione di Vinitaly dal 2 al 5 aprile, e come sempre si preparano ad ospitare migliaia tra produttori e visitatori provenienti da ogni angolo del mondo. Il Consorzio Tutela Vini della Denominazione d’Origine delle Venezie – la grande Doc italiana che riunisce gli operatori del Pinot grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – non può certo mancare agli appuntamenti più significativi in termini di consolidamento di partnership e creazione di nuovi network utili a sviluppare strategie di comunicazione e promozione internazionali; ma soprattutto come importante sostegno per le aziende associate, in generale, e per quelle presenti ai due saloni in particolare.
Infatti, lo spazio espositivo allestito alle due kermesse del vino farà come sempre da punto di raccolta ed informazione per tutto ciò che riguarda territorio di produzione, numeri, stile e peculiarità del Pinot grigio delle Venezie e dove sarà possibile confrontarsi sui temi più attuali della Denominazione, conoscere più da vicino diverse referenze e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alle manifestazioni. Inoltre, al Prowein il Consorzio di Tutela guidato da Albino Armani si presenterà per la prima volta con un proprio stand, strumento chiave che arricchirà ulteriormente un racconto che parte dal territorio, passa attraverso i valori intrinseci di Denominazione d’Origine e si chiude con un prodotto unico e dallo stile inimitabile, il Pinot grigio delle Venezie, che proprio nel Nordest italiano trova la sua naturale collocazione.

Un prodotto molto ricercato e apprezzato dai mercati internazionali e una quasi totale vocazione all’export, che oggi sfiora il 95%. Incoraggiante il trend di imbottigliamenti della Doc delle Venezie nel primo bimestre del 2023 che si chiude con un +2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; in particolare assistiamo a un mese di febbraio molto performante, sia in termini di certificazioni – che toccano un +23% sullo stesso mese del 2022 – sia di imbottigliato per un totale di 140.648 hl di Pinot grigio delle Venezie Doc (di cui l’82% proveniente dall’ultima annata), ovvero il +7% sul 2022 messo in bottiglia in soli 28 giorni; un bilancio positivo degli ultimi mesi – e anni – ottenuto anche grazie al dinamismo degli imbottigliatori esteri che credono nei valori e negli alti standard qualitativi della Doc e che contribuiscono al suo successo. Nel secondo mese dell’anno le vendite di sfuso Pinot grigio delle Venezie raggiungono i 15.176 hl (di cui il 97% appartiene all’ultima stagione produttiva), dove i Paesi partner ancora una volta più fedeli alla Do triveneta sono nell’ordine: Germania, Usa, Uk e Austria.
Negli ultimi anni viene confermata la crescita del valore economico del Pinot grigio delle Venezie che è stata rilevante, con un trend iniziato nel 2020 e una stabilizzazione dello sfuso che da maggio 2021 non ha mai più visto il prezzo scendere sotto l’euro al litro (anzi, superandolo). Il Consorzio di Tutela è oggi testimone di un percorso di crescita anche della qualità della Denominazione d’Origine delle Venezie, con il suo stile fresco, elegante e versatile simbolo di italianità, che molte aree produttive del mondo cercano di emulare e che per questo deve essere vigilato e protetto. Chiaro infine l’impegno del Consorzio a voler aumentare la notorietà di marca a livello nazionale e fidelizzare sempre più il mercato domestico, con la certezza di replicare lo straordinario successo conseguito all’estero.

E al Prowein di Düsseldorf, anche quest’anno torna in scena la storica azienda Albino Armani per presentare al pubblico tedesco le nuove annate dei suoi vini prodotti tra Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Un territorio vasto e ricco, il Triveneto, patria di alcuni tra i vitigni e i vini più conosciuti e amati al mondo, varietà autoctone ed internazionali coltivate da decenni o addirittura secoli per portare sulle tavole rossi, bianchi, rosati e spumanti dalle caratteristiche più svariate, proprio come sono le microaree che disegnano le forme di questa terra da sempre vocata alla viticoltura. Tante le differenze, certo, ma anche un fondamentale comune denominatore che la famiglia Armani ha fatto diventare grande punto di forza nonché firma della sua produzione: le Alpi. Dalle Dolomiti venete e trentine fino alle Alpi Carniche che si affacciano sulle Grave, l’approccio produttivo di Armani svela la sua vera anima nella scelta e, conseguentemente, nella valorizzazione dei territori alpini, “l’unico contesto in cui mi sento a casa e a mio agio nel produrre vino” dice Albino con la sua fiera natura di “trentino doc”. Un areale, il Nordest, che a tutti gli effetti ha portato la qualità e l’eleganza dei grandi bianchi italiani nel mondo.
E proprio qui, nelle sue tenute di Dolcé in Vallagarina, di Crosano (Trento) sul Monte Baldo e a Sequals e Lestans in provincia di Pordenone, in luoghi spesso al limite per la coltivazione della vite (per quota o adattabilità pedologica), come mostra la foto, vengono prodotti i bianchi di Albino Armani che sposano il gusto del consumatore tedesco e che rappresentano la grande maggioranza del vino totale esportato nel paese dalla cantina: dal Gewürztraminer allo Chardonnay, dal Sauvignon Blanc – classico o superiore – al Lugana, fino al campione Pinot grigio oggi best seller aziendale in Germania, tutti veicolo di uno stile unico ed inconfondibile figlio dei territori di montagna e oggi ricercato a livello internazionale per freschezza, sapidità e versatilità; non mancano di certo qualità elevata, tradizione ed eleganza – attributi che comunque i tedeschi si aspettano dal prodotto enologico Made in Italy – e grande attenzione alla sostenibilità, a partire dal marchio Sqnpi – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata che certifica tutti i vigneti di proprietà.
Ottime anche le performance del Prosecco firmato Albino Armani, che segue il trend positivo generale della tipologia, al primo posto dei vini italiani più consumati in Germania. Ma anche per i vini da base spumante di Armani vince il medesimo approccio. Qui la Glera cresce sotto l’antico sguardo delle Alpi Carniche – il paesaggio dei Magredi – dove si respira un clima pedemontano con forti venti e sbalzi termici, nell’altipiano disegnato dai fiumi Meduna e Tagliamento, dove regnano suoli notoriamente pietrosi e sassosi. La vite qui deve fare i conti da sempre con un contesto difficile, che concede rese naturalmente contenute ma con una qualità molto alta, dove prendono vita vini dall’inconfondibile tipicità, piacevolmente freschi, sapidi, eleganti e minerali.

Per maggiori informazioni
www.pinotgrigio.wine

Il Merano WineFestival al via con l’ombra dell’idea Oms attaccata da Assoenologi

(g.l.) Farà sicuramente da sfondo all’imminente Merano WineFestival l’intenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità di equiparare il vino alle sigarette, in quanto ai possibili danni che potrebbero derivare alla nostra salute, con tutte le conseguenze che un pronunciamento del genere potrebbe trascinare con sè. Una eventualità subito bollata come «assoluta follia» dal presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella che sul mensile della categoria – in Friuli Venezia Giulia rappresentata dalla sezione guidata da Matteo Lovo – ha scritto un editoriale di fuoco per condannare questo progetto che «rischia di mettere davvero in ginocchio il mondo del vino e un pezzo determinante dell’economia italiana in maniera irreversibile».
Giunto alla sua 31ma edizione, il Merano WineFestival – punto di riferimento, dopo Vinitaly, anche per molti produttori del Vigneto Fvg – è l’occasione perfetta per conoscere prodotti di selezionata qualità, premiati con The WineHunter Award. L’elegante Kurhaus, nel cuore della città altoatesina, è la location perfetta per l’atmosfera unica del salone enologico che non è solo degustazione, ma anche un’occasione di incontro tra produttori e un pubblico esperto composto da importatori, giornalisti, influencer e wine&food lover. L’opportunità di scambiare opinioni, di conoscere le novità e le tendenze del mercato, di degustare i prodotti della selezione ufficiale e di incontrare altri appassionati durante un viaggio attraverso la storia del vino e del cibo, uno showcooking, una masterclass, un convegno e molto altro ancora.
Il Merano WineFestival si apre dopodomani, 4 novembre, con la prima session di WineItalia The WineHunter Official Selection e Food, Spirits&Berr – The WineHunter Official Selection, rispettivamente nelle storiche sale del Kurhaus e della splendida Gourmet Arena. Tra venerdì e sabato prossimi al Teatro Puccini il Summit “Respiro e Grido della Terra” dove si parlerà si sostenibilità per tutto il comparto viticolo ed enologico, seguito dalla serata inaugurale “Small Plates Gala”, sempre nell’affascinante location.
Le eleganti sale del Kurhaus accolglieranno The Official Selection – Wine Session 1 e Session 2, cuore dell’evento: in degustazione etichette italiane e internazionali selezionate dalle commissioni d’assaggio The WineHunter. Sul Parco del Kurhaus la WineHunter Area, un’area gestita da personale specializzato che raccoglie oltre 400 etichette. Da non dimenticare The Official Selection – Food, Spirits, Beer e Territorio&Consortium all’interno della GourmetArena: un percorso di degustazione, tra eccellenze culinarie, birrifici artigianali, distillerie e consorzi di tutela, attraverso i sapori dell’Italia e del mondo, per celebrarne l’alta qualità. E, soprattutto per quanto riguarda il vino, sarebbe veramente grave se passasse il pronunciamento Oms di cui si è detto nelle premesse.

Brischis-Albana, un impianto microirriguo disseterà i vigneti dello Schioppettino

di Giuseppe Longo

Gli agricoltori di Prepotto e in particolare i vitivinicoltori di questa pregiata area dei Colli orientali del Friuli – nella quale eccellono i cru dello Schioppettino di Cialla e di Prepotto – stanno per vivere un momento molto importante. Fra poco, infatti, sarà inaugurato l’impianto microirriguo di Brischis-Albana con una cerimonia che si terrà, alle 17.30, presso l’azienda Ronc Soreli in località Novacuzzo, come ha annunciato il presidente del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, Enzo Lorenzon.

I grappoli dello Schioppettino.

Una realizzazione strategica, considerato il cambiamento climatico in atto che ci impone estati sempre più calde e siccitose, con effetti pesanti anche sulla vitivinicoltiua di qualità che appunto contraddistingue questa zona collinare. Il bacino costruito a Brischis consentirà infatti l’uso razionale della risorsa idrica e l’accumulo delle acque meteoriche a beneficio di oltre 100 ettari (e non sono pochi!) di colture di pregio del territorio di Albana, dove eccelle proprio la vite e dove c’è il famoso “Ponte dello Schioppettino” che collega la piccola frazione di Prepotto con quella di Mernico nel contermine Comune di Dolegna del Collio, territori divisi storicamente e politicamente dal corso del fiume Judrio, ma fra i quali lo spirito di intesa e collaborazione è molto evidente e fruttuosa. Un’opera di approvvigionamento idrico salutata con grande soddisfazione dal sindaco Mariaclara Forti, da sempre sensibile alle problematiche del settore primario. E proprio quella della carenza d’acqua nelle settimane più critiche dell’estate, quando i grappoli devono crescere e prepararsi alla maturazione, è una di quelle maggiormente sentite, come pure nel vicino Comune di Dolegna. Tanto che il problema riemerge costantemente all’annuale Festa del Ringraziamento, a San Martino, quando la locale Coldiretti assegna il prestigioso Premio del Falcetto d’oro.

Il presidente Enzo Lorenzon.


Infine, è appena il caso di ricordare che Ronc Soreli – che appunto ospiterà l’evento inaugurale – è una delle aziende più famose proprio per la produzione dello Schioppettino di Prepotto. Con Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt aveva partecipato un paio di mesi fa a una importante degustazione comparativa al Castello di Cividale e in vista dell’arrivo del Giro d’Italia a Castelmonte il suo era stato uno degli otto Schioppettini abbinati ciascuno a una delle otto stagioni di Vivaldi-Piazzolla durante il bellissimo concerto proposto dalla Nuova Orchestra Busoni, diretta dal maestro Massimo Belli (erano stati serviti anche i vini delle aziende Grillo Iole, Nicola Bodigoi, Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Vigna Petrussa, tutti presentati dalla bravissima enorelatrice Liliana Savioli). Ma ancora prima, in solitaria, lo Schioppettino di Prepotto targato Ronc Soreli aveva addirittura rappresentato il Friuli Venezia Giulia nella maxi-degustazione, con “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che aveva concluso il 75° Congresso nazionale Assoenologi alla Fiera di Verona, in occasione del Vinitaly: si trattava di un vino di ben undici anni, lo Schioppettino Riserva 2011. «Questo è un riconoscimento – aveva allora commentato Mariaclara Forti – al grande lavoro svolto da tutti i vignaioli riuniti nell’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto. Mi congratulo ovviamente con l’azienda Ronc Soreli – aveva aggiunto il primo cittadino – per il prestigioso riconoscimento, ma anche con tutti i suoi colleghi impegnati nella valorizzazione dei loro meravigliosi vini».

Mariaclara Forti con il maestro Belli.

 

L’antica Fiera dei vini di Buttrio ritrova finalmente (dopo due anni) il suo passo

(g.l.) «I primi dati sul turismo in nostro possesso ci confermano che il Friuli Venezia Giulia è ripartito alla grande. Manifestazioni storiche e di altissima qualità come la Fiera dei vini di Buttrio ci consentono di far scoprire e valorizzare ancora di più il nostro meraviglioso territorio». Lo ha evidenziato ieri a Udine l’assessore alle Attività produttive e al turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso della presentazione della 89ª Fiera regionale dei vini in programma dal 10 al 12 giugno negli spazi di Villa di Toppo-Florio e nel suo parco storico, organizzata dal Comune di Buttrio e dalla Pro Loco Buri con il sostegno della Regione Fvg e della Fondazione Friuli.

Nel corso della sua storia quasi centenaria, questo evento è stato fermato soltanto dalla guerra e dal Covid. Nel suo intervento l’esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato che le numerose e autorevoli realtà pubbliche e private impegnate nella realizzazione della manifestazione sono la testimonianza dell’importanza di questo evento che, oltre a mettere in mostra i migliori vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia, presenta iniziative dedicate all’agricoltura biologica, alla sostenibilità, alla cucina, alla musica, al cinema ambulante nei vigneti e alle auto storiche. L’assessore ha ricordato poi l’apporto fondamentale dei volontari nella gestione di eventi di questa portata. «Senza questo esercito di persone perbene, altruiste e generose – ha aggiunto il titolare delle Attività produttive -, difficilmente si potrebbero avere i risultati assolutamente positivi che in Friuli Venezia Giulia continuiamo a registrare. Il ruolo delle istituzioni, come la Regione Fvg da sempre vicina alla Fiera dei vini di Buttrio, è quella di accompagnare queste iniziative, vero e proprio volano per il turismo e la crescita economica dei nostri territori».

Finalmente, la manifestazione regina dei vini autoctoni – che ci piace etichettare come una sorta di “Vinitaly in formato Fvg” – torna con il suo programma completo, dopo i due anni segnati dall’emergenza sanitaria: sipario alzato, dunque, da domani su una tra le più antiche rassegne enologiche d’Italia. Sede, come da tradizione, la magnifica Villa di Toppo-Florio e il suo parco storico. Oltre 170 i vini di 113 cantine che saranno presentati nell’enoteca e nelle degustazioni della Guida ViniBuoni d’Italia – con cui prosegue la fortunata collaborazione – da abbinare a una ventina di piatti proposti tra chiosco Le Fucine e laboratori Despar, in un corollario di 40 eventi per tutte le età.
«Dopo due edizioni, una annullata e una vissuta in forma ridotta a causa della pandemia – ha affermato il presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – questa Fiera 2022 si ricollega a quella che, nel 2019, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Sagra di Qualità da parte dall’Unpli nazionale. Ancora una volta, Villa di Toppo-Florio sarà una “cittadella” per degustare i migliori vini autoctoni e quest’anno ci sarà anche l’inserimento nel programma nazionale di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022. Grazie a tutti i volontari per l’impegno, agli enti e partner per il sostegno che hanno reso possibile questo ricco programma. Auguro a coloro che parteciperanno alla nostra Fiera di trascorrervi, soddisfatti, piacevoli momenti».
«Per Buttrio la Fiera Regionale dei Vini – ha aggiunto il sindaco Eliano Bassi – non è una semplice festa, ma significa ricordare e manifestare quelle che sono la sua origine e la sua storia. In questo Comune convivono due anime solo apparentemente contrapposte: quella agricola e quella industriale. Entrambe hanno in comune l’altissima qualità, la continua ricerca, l’innovazione e la tutela dell’ambiente. Ma c’è un ulteriore settore che non ha ancora espresso in modo compiuto tutte le sue potenzialità ed è quello turistico, inteso come turismo lento e meditativo, capace di cogliere la bellezza dei luoghi e l’altissima qualità dei prodotti, in particolare quelli derivanti dall’attività vitivinicola delle nostre aziende. E la Fiera mette in mostra queste qualità». E tornando all’assessore Bini: «In Friuli Venezia Giulia, vino non significa soltanto eccellenza enogastronomica, ma sta diventando sempre più un volano per il turismo. La pandemia ha fatto riscoprire a tante persone le virtù del turismo lento e in quest’ambito la nostra regione può vantare un’offerta imbattibile. Ne è un chiaro esempio la Fiera regionale dei vini di Buttrio: nel fine settimana dal 10 al 12 giugno non si potrà soltanto degustare 170 specialità diverse, ma anche godere di buona musica, approfondire i temi del cibo e dell’agricoltura biologica, giocare con eventi dedicati ai più piccoli e godere di splendide escursioni in bicicletta. Insomma, il vino è una ricchezza, sotto ogni punto di vista. E il Friuli Venezia Giulia ne è a pieno diritto ambasciatore, a maggior ragione perché quest’anno la Città italiana del vino è Duino Aurisina. Dopo due anni segnati dalle restrizioni, torna finalmente alla normalità anche la Fiera vini: a Villa di Toppo – Florio si prepara una grande festa, che mette in mostra quanto di meglio la nostra regione ha da offrire, per questo un sentito ringraziamento va fatto agli organizzatori».

Come dicevamo, la Fiera regionale dei vini di Buttrio è stata presentata ieri a Udine nella sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: sono intervenuti oltre a Bini, Bassi e Bardus, anche il presidente Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia Valter Pezzarini, per ViniBuoni d’Italia Cristina Burcheri e Ada Regina Freire, Gianpietro Colecchia per Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022, Carlo Toppazzini, consigliere Associazione Italiana Agricoltura Biologica – Aiab Fvg, Silvia Moras e Cristina Battaglini del Cinemambulante, Eva Seminara della giunta della Camera di Commercio di Pordenone Udine, Tiziana Pituelli responsabile marketing e ufficio stampa Despar Friuli Venezia Giulia, Mauro Cedermas di Several Broker, Tiziano Venturini assessore al turismo del Comune di Buttrio e coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg.  Domani, giornata inaugurale della Fiera (ore 18.30),  faremo cenno anche al ricco programma della manifestazione, vanto del Vigneto Fvg.

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In copertina e all’interno immagini della presentazione della Fiera dei vini di Buttrio, ieri a Udine, presieduta dall’assessore regionale Bini,  e della splendida Villa di Toppo-Florio che ospita la storica rassegna. (Bluefoto)

 

“Cibo a Regola d’Arte” a Milano protagonisti Alto Tagliamento e Montasio

Si terrà da oggi a domenica, 29 maggio, alla Fabbrica del Vapore di Milano, la tredicesima edizione di “Cibo a Regola d’Arte”, il food festival del Corriere della Sera curato dalla redazione di Cook che ogni anno porta all’attenzione del grande pubblico tematiche importanti legate al mondo dell’alimentazione offrendo al tempo stesso un’occasione unica di convivialità e divertimento. Una tre giorni di performance, discussioni e dibattiti guidati dai più noti protagonisti del mondo gastronomico italiano ed internazionale, che quest’anno vede tra le sue presenze più qualificate anche il vitivinicoltore veneto-friulano Albino Armani – appena riconfermato alla guida del Consorzio Doc delle Venezie (che riunisce i produttori di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento) -, il quale stamane ha dato vita a una masterclass dal titolo “Dall’Alto Tagliamento all’Altopiano del Montasio”, suscitando grande interesse.
Coordinato da PromoTurismoFvg, l’ente di sviluppo e promozione turistica del Friuli Venezia Giulia, e condotto da Gunnar Cautero – resident oste de L’Osteria della Stazione, punto di riferimento del capoluogo lombardo per tutti gli affezionati di enogastronomia friulana – il seminario ha fornito l’occasione per parlare di Terre di Plovia, il nuovo progetto dell’Alta Grave Friulana per la valorizzazione dei vitigni autoctoni già presentato da Albino Armani a Vinitaly. In particolare, è stato il bianco “Flum” (cioè fiume, in lingua friulana, e quindi Tagliamento) – con il suo straordinario equilibrio tra Chardonnay, bacca bianca internazionale per antonomasia, e Friulano (ex Tocai) e Sciaglin, vitigni di profonda matrice locale – ad essere proposto in abbinamento al formaggio Montasio Dop, co-partner dell’evento. Un connubio perfetto tra due eccellenze della regione friulana che da sempre fanno del legame con il territorio e dell’esaltazione delle tradizioni la propria forza.

Il bianco “Flum” dedicato al Tagliamento.

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In copertina, ecco un’immagine dei vigneti di Terre di Plovia nelle Grave del Friuli.

Cambia il Vigneto Fvg, nella Guida Top anche un assaggio di vini… resistenti

di Giuseppe Longo

CORNO DI ROSAZZO – C’è anche un assaggio di vini da viti “resistenti” nella Guida Top 2022 presentata ieri pomeriggio a villa Nachini Cabassi, dopo l’anteprima che era avvenuta al Vinitaly di Verona. Non poteva non farne cenno, descrivendo il vademecum enologico di cui è “anima” tecnica assieme a Paolo Valdesolo, il perito agrario Giovanni Cattaruzzi, il quale ha messo l’accento proprio su questo nuovo, straordinario progresso nella vitivinicoltura nostrana, tanto che finirà per “rivoluzionare” almeno in parte il Vigneto Fvg all’insegna della sostenibilità ambientale, valore di cui si sente sempre più pressante bisogno. Per cui non sarà lontano il giorno in cui “Top Vini Friuli Venezia Giulia” dedicherà un’attenzione speciale a queste nuove produzioni della nostra regione – con l’Università di Udine, l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo – in una posizione leader a livello nazionale grazie alle nuove quattordici varietà che richiedono meno trattamenti chimici e quindi garantiscono maggiore rispetto dell’ecosistema.

 Da sinistra, Valdesolo, Biasi, Gambarotto, Tiziana Pittia, i premiati e Cattaruzzi.


Alla seconda uscita, tradotta in due lingue (inglese e tedesco), in prodotto cartaceo che sfida la dura crisi della stampa tradizionale, come ha detto il suo editore Nicolò Gambarotto, la Guida recensisce una cinquantina di aziende con oltre duecento vini prodotti nelle varie e prestigiose Doc, offrendosi quindi come utile strumento per mettere a disposizione degli eno-appassionati un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole nella variegata offerta enologica del Friuli Venezia Giulia. La Guida è un utile compagno di viaggio anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali, sempre più frequenti, e che in questo volume hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione ha realizzato un importante accordo di promozione con Agrifood Fvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” lodevolmente promosso dalla nostra Regione a difesa e valorizzazione del nostro “Made”.
Alla presentazione sono intervenuti il consigliere regionale Mauro Di Bert, che ha portato il saluto del governatore Fedriga e dell’assessore Zannier, sottolineando la vicinanza dell’Istituzione non solo a “Top” – che colma una lacuna nella nostra regione dopo la positiva, ma da tempo ormai conclusa, esperienza della Guida ai vini Fvg dell’allora Camera di commercio di Udine -, ma anche all’intero settore vitivinicolo, il sindaco di Corno di Rosazzo Daniele Moschioni, che per il secondo anno consecutivo ha messo a disposizione gli spazi della storica dimora per questo progetto editoriale, Nicola Biasi, presidente delle commissioni di degustazione, Egon Vazzoler, neo vicepresidente di Assoeneologi Fvg (quindi braccio destro di Matteo Lovo), Enos Costantini, prolifico divulgatore di cultura agraria (bella e interessante la sua disquisizione sulla Ribolla, vino storico da riportare ai fasti di un tempo) e Ben Little, artista e sommelier, irlandese ma che ha scelto di vivere in Friuli, “innamorato” dei suoi vini e in particolare del Pignolo, gemma ritrovata dei Colli orientali, a proposito del quale ha parlato di un vero e proprio “rinascimento”. All’incontro sono intervenuti anche Paolo Valle, presidente del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo, che ha sede proprio a villa Nachini, il preside dell’Istituto tecnico agrario di Gradisca d’Isonzo, Marco Fragiacomo, e Michele Biscardi per la Fondazione Italiana Sommelier.

I premi con Costantini, Gambarotto e Little.

Come detto, la Guida nel suo dettaglio è stata descritta da Nicolò Gambarotto per l’Editoriale Top, Tiziana Pittia per Espressione e, appunto, da Giovanni Cattaruzzi per il suo Studio Tecnico Agrario. Nei vari interventi è stata posta risalto la cultura tipica del nostro territorio dedicata al vino e alla capacità di creare prodotti straordinari e di grande valore (e non solo bianchi, sebbene questi rappresentino la stragrande maggioranza) che hanno conquistato grande notorietà ovunque nel mondo. Tanto da non temere confronti, ovviamente, in fatto di qualità. Nelle pagine dedicate alle aziende sono riportati i vini presentati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto dei vini. Nella descrizione delle cantine si trovano una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, su raccolta, vinificazione e affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, sulla ricordata sostenibilità ambientale. Le schede delle aziende, inoltre, ospitano i servizi offerti, come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e la possibilità di effettuare acquisti online attraverso il proprio e-commerce.
La Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” racchiude, come si diceva, la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata appunto da Paolo Valdesolo. Il primo, quarantenne, nel 2020 ha conquistato il titolo di Miglior Giovane Enologo d’Italia ed è stato “cult oenologist” per il Merano Wine Festival nel 2021; il secondo notissimo enologo di lungo corso e con una forte visione e disponibilità per il futuro del settore in Friuli – che, vicentino di origine, ha fatto diventare la sua terra -, seppure da un paio d’anni sia in meritata pensione.


Terminate le presentazioni, l’incontro – che ha richiamato una folta partecipazione – si è concluso con la consegna degli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione

Le tre T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti:
Chardonnay 2019 – Collio – Marcuzzi – San Floriano del Collio
Sauvignon 2019 – Friuli Colli Orientali – Meroi – Buttrio
Sauvignon 2020 De la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva
Merlot 2016 Graf de la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva

E per i premi speciali autoctoni Ribolla gialla e Pignolo:
Ribolla gialla 2019 Trebes – Collio – Attems – Capriva
Pignolo 2017 – Friuli Colli Orientali – Scarbolo – Cividale

La Guida ospita il 10% di cantine in più con 213 vini, rappresentativi di tutte le DOC del Friuli Venezia Giulia.
55 aziende partecipanti rispetto al 2020
213 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti
78 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi.
5.000 le copie stampate per la prima edizione
La Guida, realizzata in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) sarà distribuita presso le edicole ed è acquistabile online dal sito www.toptasteofpassion.it

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In copertina, il consigliere regionale Di Bert con Valdesolo e Gambarotto. (PhotoLife)

“Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”: oggi la Guida protagonista a Corno di Rosazzo

Da Verona a Corno di Rosazzo. Dopo la bella presentazione al Vinitaly, la Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” sarà presentata oggi, 29 aprile, alle 18, a villa Nachini Cabassi, in piazza XXVII Maggio, che è anche sede del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli orientali e Ramandolo. Giunta alla seconda edizione, la Guida racchiude la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici e periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata da Paolo Valdesolo. “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”, come già riferito, è un concentrato di informazioni con un unico obiettivo: mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e degustazione di vini del ricco patrimonio del Friuli Venezia Giulia e, nel contempo, creare un movimento di crescita e di sviluppo in un mercato che va sempre più alla ricerca di novità e di eccellenze da un lato, mentre il consumo dei vini sta cambiando e si guarda alle nuove generazioni che saranno i consumatori di domani. Si tratta altresì di un utile “vademecum” anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali in visita in Fvg che in questo volume hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha realizzato un importante accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.