Le Notti del Vino ora diventano un grande evento nazionale: al Vinitaly la presentazione dell’iniziativa che in Fvg raccoglie già 35 pre-adesioni con puntata estera anche a Capodistria. E a Prepotto stasera c’è la Grande Verticale

(g.l.) Il Vinitaly, che si conclude proprio oggi alla Fiera di Verona, ha fatto ieri da prestigiosa cornice alla presentazione della manifestazione promozionale “Le Notti del Vino – L’Evento enoico dell’Estate italiana”: infatti, il successo ottenuto dalle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia l’anno scorso al debutto dell’originale iniziativa si allarga ora a tutta Italia. L’incontro è avvenuto nel nuovissimo stand del Friuli Venezia Giulia ospiti della Regione e di PromoturismoFvg.

Angelo Radica, presidente nazionale delle Città del Vino, assieme al suo vice Tiziano Venturini (che è anche coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia) e a Paolo Corbini direttore nazionale delle Città del Vino, ha dunque presentato questa rassegna “diffusa” che animerà l’estate italiana con degustazioni, incontri, arte e musica, in una serie di appuntamenti tutti dedicati alla cultura del vino, dal 21 giugno al 22 settembre. Nell’occasione, Davide Bevilacqua, dello studio Mumble, ha presentato logo e grafica ufficiale che uniscono luna e costellazioni. Presenti anche i membri del Coordinamento regionale Città del vino Fvg con il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo, Massimo Romita, Giorgio Cattarin e Gianpietro Colecchia. Rappresentate le Città del Vino di Bertiolo, Buttrio, Chiopris-Viscone, Cormons, Corno di Rosazzo, Duino Aurisina/Devin Nabrežina, Monrupino/Repentabor e Ronchi dei Legionari.
L’iniziativa nasce, appunto, dal successo della prima edizione, nell’estate 2024, che ha visto le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia protagoniste di serate indimenticabili dedicate all’enoturismo e alla valorizzazione dei territori. Venturini ha fornito i numeri dell’esordio dello scorso anno: 28 serate (non solo in regione ma anche con una tappa a Buje d’Istria in Croazia), pubblico di oltre 7 mila persone, oltre 300 cantine coinvolte e oltre 100 tra ristoratori e punti food organizzati. Numeri che si punta a superare quest’anno e che saranno al centro di una presentazione ufficiale in regione a inizio estate.
Ma si può già sottolineare, come anticipato al Vinitaly, che solo in Friuli Venezia Giulia ci sono 35 pre-adesioni per l’estate 2025, ampliando così fin da adesso il numero dello scorso anno, con pure un altro appuntamento transfrontaliero: oltre a Buje, quello di Capodistria. Il calendario completo degli eventi de “Le Notti del Vino – L’Evento enoico dell’Estate italiana” sarà disponibile prossimamente sul sito web di Città del Vino e sui canali social dell’associazione, oltre che per quanto riguarda quelli regionali su www.cittadelvinofvg.it. Il conto alla rovescia per vivere un’estate indimenticabile all’insegna dell’enologia di qualità è, dunque, partito.

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Intanto, per rimanere sempre nel solco delle qualificate iniziative delle Coordinamento Fvg, proseguono gli incontri con Le grandi Verticali del vino. L’appuntamento è fissato proprio per oggi, 9 aprile, nella nuova sala consiliare del Municipio di Prepotto, dove la serata offrirà l’occasione per una sorta di gemellaggio dello Schioppettino di Prepotto con la Schiava dell’Alto Adige. Una degustazione tutta speciale che si annuncia come “un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia”. Come si ricorderà, il sentore di pepe dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla era stato anche il filo conduttore di una riuscitissima degustazione comparativa che era avvenuta nell’autunno scorso con l’esperta guida della sommelier Liliana Savioli. Stasera, ospite speciale sarà André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Schioppettino

Schiava

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale Angelo Radica che ha accanto il direttore Paolo Corbini e il coordinatore Fvg Tiziano Venturini; all’interno, tre immagini della presentazione avvenuta ieri al Vinitaly.

Giorni intensi al Vinitaly di Verona per il Pinot grigio Doc delle Venezie: oggi una riflessione su normative e strategie

Il Consorzio Doc delle Venezie, che tutela e promuove la denominazione del Pinot grigio delle tre regioni, sarà di nuovo presente a Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati che si terrà da oggi al 9 aprile a Verona. Un appuntamento imperdibile per gli esperti del settore e gli appassionati di vino, che quest’anno vedrà il Consorzio al Padiglione 5, Stand F2 con una grande selezione di etichette della denominazione d’origine Delle Venezie – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica Doc il Pinot grigio proveniente da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento per un territorio che copre circa 27 mila ettari potenziali di vigneto e circa 230 milioni di bottiglie tracciate con il contrassegno di Stato.

Albino Armani


Nei giorni di fiera, il Consorzio presenterà nel proprio stand l’ampia gamma di Pinot grigio territoriale e porterà anche le importanti novità emerse durante la conferenza stampa organizzata a Milano lo scorso 12 marzo nella Pinacoteca Ambrosiana. Durante l’incontro, sono stati condivisi i risultati di ricerche di mercato quantitative e qualitative, con un focus particolare sul Pinot grigio Doc delle Venezie, e sono stati trattati i nuovi trend di consumo che caratterizzano il mercato, in particolare per i consumatori più giovani. Una più moderata gradazione alcolica e la sostenibilità sono i due temi principali che influenzano sempre di più le scelte d’acquisto della fascia di consumatori che predilige bevande con un basso grado alcolico.
Il Vinitaly si conferma un’importante occasione per condividere spazi di lavoro e di riflessione: il Consorzio parteciperà infatti attivamente ai dibattiti che animeranno la quattro giorni scaligera in tema di normative, trend e strategie per il settore e nuove sperimentazioni. Una serie di incontri congressuali e tecnici che si apre oggi, alle ore 13, nella Sala Salieri con il Convegno, organizzato da Ugivi (Unione dei Giuristi della Vite e del Vino) dal titolo “Consorzi di Tutela alla prova della riforma 2024: evoluzione normativa e strategie per la valorizzazione delle Denominazioni”. A seguire il presidente del Consorzio Doc delle Venezie Albino Armani ed il direttore Stefano Sequino interverranno al convegno, organizzato congiuntamente con Ismea, dal titolo “I dati e la loro analisi come asset strategico per la crescita del settore vitivinicolo: il modello Ismea-Consorzio Doc delle Venezie”, che si terrà alle ore 14.30 presso l’area Talk dello spazio Masaf-Palaexpo. Qui verrà illustrato il protocollo d’intesa tra Ismea e il Consorzio Doc delle Venezie con l’obiettivo di trasformare l’analisi dei dati in un vantaggio competitivo per le imprese: un modello innovativo e replicabile, ideato per ridurre i rischi, migliorare l’efficienza e anticipare le tendenze in un mercato caratterizzato da un crescente grado di incertezza e imprevedibilità.
Sempre oggi, alle ore 15.45, ancora nello spazio Masaf-Palaexpo, Sala Talk, il Consorzio parteciperà al Convegno organizzato da Agea dal titolo “Vino e promozione nei paesi terzi: la normativa, la filiera del territorio e il ruolo di Agea”: un’occasione per portare un contributo rispetto alle necessità della filiera del Pinot grigio Doc delle Venezie, in termini di valutazioni, fabbisogni e di spazi di riflessione, con particolare riferimento al funzionamento della misura OCM Promozione nei mercati dei Paesi terzi.

Stefano Sequino


Inoltre, martedì 8 aprile si terrà il Convegno organizzato dal Consorzio dal titolo “La nuova frontiera dei vini a bassa gradazione alcolica naturale e varietà resistenti: strategie di intervento e prospettive commerciali”, che si terrà dalle 12 alle 13 sempre nello spazio Masaf-Palaexpo. Un’occasione per guardare al futuro spingendo sull’innovazione e per riflettere sulle nuove tendenze di mercato che sono oggetto di dibattito anche a livello europeo e sulle quali il Consorzio sta avviando un progetto di modifica del disciplinare di produzione. Durante l’evento, che sarà moderato dal direttore Sequino, interverranno Riccardo Velasco (Crea-Ve Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia), Paolo Sivilotti (Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali dell’Università degli Studi di Udine), Marco Stefanini (Fondazione Edmund Mach e Piwi International.it), Yuri Zambon (VCR Research Center) e Michele Giannini (Veneto Agricoltura).
Infine, nella giornata di mercoledì 9 aprile il direttore Sequino interverrà nel corso dell’evento organizzato dai Carabinieri e dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino dal titolo “Il vino italiano nel mondo – prospettive culturali, economiche e giuridiche” in programma alle ore 10 in Sala Rossini, Centro Congressi Arena – Galleria 6-7.
Parallelamente alla partecipazione a Vinitaly il Consorzio, dopo la prima edizione 2024 che ha fatto registrare oltre 10 mila assaggi di Pinot grigio Doc delle Venezie, tornerà anche al Vinitaly & The City, il fuori salone che anche oggi, giorno conclusivo, animerà i luoghi più suggestivi del centro storico di Verona, patrimonio mondiale dell’Unesco. In Piazza dei Signori, nella storica Loggia di Fra’ Giocondo, è stata allestita un’enoteca dedicata esclusivamente al Pinot grigio Doc delle Venezie, dove sommelier esperti guidano i visitatori nella scoperta di decine di etichette. Un’opportunità unica per i winelovers di assaporare il meglio del territorio e per il Consorzio di avvicinarsi direttamente ai consumatori, consolidando la sua posizione di leadership nel settore. In particolare, il Consorzio punta a coinvolgere i giovani in questa iniziativa, invitandoli a scoprire la storia e la cultura che si celano dietro un calice di Pinot grigio Doc delle Venezie: una lunga tradizione in grado di esprimere un vino contemporaneo, simbolo del Made in Italy nel mondo ma anche di innovazione e rispetto per l’ambiente.

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In copertina, il Pinot grigio nelle tipologie bianco e ramato; qui sopra, i tipici grappoli della importante varietà.

Vinitaly al via, importante termometro del gradimento e delle attese di mercato tra le preoccupazioni del momento. Protagonista anche la Riviera friulana

di Carlo Morandini

Ritorna il Vinitaly, dal 6 al 9 aprile alla Fiera di Verona, per presentare in particolare a tecnici, operatori e giornalisti, uno spaccato esaustivo del panorama del mondo del vino. Nato nel 1967, quando l’Italia enogastronomica doveva ancora vivere le emozioni create nel tempo da Gino Veronelli a tavola, a Nordest e non solo da Isi Benini, giornalista gourmet che trovava sponda a riflettere i suoi messaggi in personaggi fondanti del giornalismo globale come Gianni Brera, il prodotto enologico si stava appena sganciando dal vino da consumo, in Friuli il “vin di famee” o vino di casa, ha vissuto in 56 edizioni tutte le tappe delle difficoltà, gli ostacoli, gli scandali, le crisi, le demonizzazioni che in 58 anni hanno attraversato il pianeta enologico e con esso, negli anni recenti sempre di più, non soltanto l’agricoltura ma l’intera economia italiana ed europea.
Anche questa volta lo stato d’animo dei 4 mila 300 espositori, tra viticoltori, produttori oleari e di birra che animeranno non solo Veronafiere ma anche il centro della città, non sarà del tutto sereno. Sul settore pendono infatti le nubi minacciose dei dazi sulle esportazioni, ma nel contempo si aprono scenari nuovi come quello dei vini dealcolati. In uno scenario complessivo nel qualii timori generati dal nuovo Codice della strada negli automobilisti sta contribuendo a cambiare le abitudini dei degustatori, spinti al consumo a casa e, nei locali, a ridurre le consumazioni al bicchiere. Il vino rischia dunque di perdere il ruolo di elemento socializzante che in Europa, in particolare in Italia ha sempre avuto, ancora dai tempi dell’antica Roma, per essere sempre più destinato ai degustatori più attenti. In crisi sono soprattutto le produzioni di superalcolici, che evidentemente ormai sempre meno commensali scelgono per il bicchiere della staffa al ristorante, dovendo più mettersi alla guida delle proprie automobili. In difficoltà, perché con prospettive incerte, sono anche i produttori del Friuli Venezia Giulia, che essendo numerosi in una terra vocata ma in una regione di dimensioni limitate rispetto ad altre della Penisola, in questi anni hanno puntato molto sulle esportazioni, soprattutto verso gli Stati Uniti che stanno per gravare le importazioni verso gli Usa con nuovi e pesanti dazi.
Al Vinitaly 2025, come evidenziato dall’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier che di concerto con l’assessore alle Attività produttive Sergio Bini e Promoturismo segue il “racconto” del vino Fvg con un investimento da 2 milioni di euro, le aziende della Doc unica Fvg saranno 142, 56 nello stand collettivo, le altre in propri spazi espositivi assieme a 6 biologiche. Un numero leggermente inferiore rispetto alle edizioni degli inizi del terzo millennio, ma che rispecchia anche il pubblico al quale esse si rivolgono. Tra le aziende della Riviera friulana ci sono quelle che hanno deciso di limitare la partecipazione al Prowein di Dusseldorf o al Salone del vino di Parigi, balzato di recente all’attenzione di degustatori, enologi e pubblico, come la aziende agricole Toniatti, dei fratelli Toniatti, di San Michele al Tagliamento e Latisana, altre che hanno optato per la partecipazione ad altri eventi ma si basano soprattutto su un plafond di estimatori ormai consolidato nel Friuli Venezia Giulia e nel Veneto, come Lorenzonetto Cavalier Guido di Pertegada di Latisana, con Guido assieme al figlio enologo Marco sempre attento alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e al carattere del vino locale, e a ottenere dai terreni in prossimità del fiume Tagliamento il massimo, come Blancjuris, biancori in lingua friulana, un vigneto che si sviluppa su terreni resi bianchi dal salmastro dell’acqua che sgorga dal sottosuolo.
Altre come Isola Augusta di Palazzolo dello Stella di Massimo Bassani, assecondato anche all’estero, a Bruxelles in particolare dal figlio Jacopo, che nel proprio stand amplierà ancora, se ce ne fosse bisogno, la platea degli estimatori della Ribolla gialla spumantizzata. E’ il cavallo di battaglia dei produttori fondanti del Vigneto Friuli, tra i quali Massimo Bassani che con suo padre Renzo fece tesoro dell’osservazione di Gino Veronelli, in visita a Isola Augusta negli anni ’70, il quale definì quei terreni a metà strada tra le zone di bonifica e sabbie e ghiaie un “Cru” da valorizzare. A est nella Riviera friulana ecco un’altra realtà resiliente, come lo sono la gran parte di quelle citate nella Riviera friulana, perché capaci di realizzare da terreni forse beneficiati da un clima influenzato positivamente dalla vicinanza dell’Alto Adriatico una qualità premiata anche nei concorsi mondiali mono varietali. È Feudi di Romans di Renzo Lorenzon, uno dei pionieri dell’area che oggi condivide l’ulteriore sviluppo dell’azienda con i figli, Davide, enologo, e Nicola, alla promozione, il quale proprio mentre l’abbiamo sentito per questa nota stava viaggiando verso Genova per una serata degustazione con i vini prodotti a Pieris da Feudi di Romans, distintivi del territorio fatto di grave e sabbie, perché il risultato dei depositi alluvionali del fiume Isonzo. A conferma che i vini della Riviera friulana, come molti del Vigneto Friuli ipotizzato da Piero Pittaro, hanno un forte appeal anche in terre lontane e tra appassionati con una diverse formazione e consuetudine enologica al gusto e ai profumi.
Infatti, i Lorenzon puntano, e punteranno anche al 57° Vinitaly nello stand personale come quello dei Bassani, le loro attenzioni su Sontium, un blend di uve bianche fortemente voluto da Enzo Lorenzon che porta il nome antico latino dell’Isonzo. È il fiume che pur tra le ghiaie e i microclimi insoliti gli ha consentito di inventare grandi vini, come la Ribolla gialla, una sfida recente e una “chicca” per estimatori, che viene fatta maturare in anfore interrate per un anno. Ma si tratta davvero di una produzione di nicchia. Come per gli altri produttori della Riviera friulana difficilmente escono dalle loro cantine, frutto di vigneti beneficiati dall’aria leggermente sapida della brezza marina prodotti enologici che non ottengano il riscontro dei degustatori e dei tecnici. La scelta di seguire le tecniche tradizionali, e pure in presenza di un clima, freddo a parte, spesso estremo nelle assolate giornate estive, di mantenere il giusto livello alcolico e l’adeguata presenza di aromi e profumi, ha generato vini gradevoli e di facile interpretazione e beva. Ora tutti attendono con ansia l’esito di questo Vinitaly, frequentato ormai da tecnici e operatori (lo scorso anno meno di 30 mila) per favorire gli scambi, i contatti con una clientela selezionata, e la possibilità, per chi sarà presente, di fruire di un contatto diretto con i produttori e con le loro eccellenze.

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In copertina, etichette del Vigneto Fvg protagoniste al Vinitaly di Verona.

Ma stasera sul Ponte dello Schioppettino non ci sarà Flavio Schiratti, un grande imprenditore che ha onorato Prepotto

di Giuseppe Longo

Sarà grande festa questa sera sul Ponte dello Schioppettino, a Prepotto. Ma lui, purtroppo, non ci sarà, perché il “re dello Schioppettino” è scomparso, prematuramente, appena una decina di giorni fa. Alla Notte del vino che, proprio sul ponte che attraversa il fiume Judrio unendo i territori di Albana e Mernico – per dirla in termini vitivinicoli Colli orientali del Friuli e Collio -, sarà infatti avvertita l’assenza di Flavio Schiratti, il titolare di “Ronc Soreli” che ha investito tutto proprio sullo Schioppettino, coltivandone oltre 40 ettari, la maggior superficie in assoluto nel Vigneto Fvg, a dimostrazione di quanto l’imprenditore majanese credesse in questo straordinario vitigno che regala tante emozioni e soddisfazioni ai produttori di Prepotto e di Cialla. Schiratti è stato strappato alla sua amata famiglia, ma anche alla tanto coccolata azienda di Novacuzzo, ad appena 64 anni, vinto da una malattia rivelatasi purtroppo senza speranze.


Risale al 2008 la nascita della rinomata cantina nell’altrettanto rinomata zona produttiva di Prepotto, in una zona sempre baciata dal sole, tanto che il novello vignaiolo – proveniente a 50 anni dal mondo industriale – l’aveva appunto voluta chiamare “Ronc soreli” che, per chi non è friulano, significa ronco del sole cioè vigneto di collina sempre inondato da quella luce e da quel calore che consentono di produrre vini di straordinaria finezza, quelli che era riuscito ad ottenere Flavio Schiratti puntando alla valorizzazione delle varietà autoctone, in primis la Ribolla nera cioè lo Schioppettino. Ci credeva così tanto che questa era divenuta la sua “mission” produttiva, arricchendola con importanti interventi agronomici per il recupero dei vigneti antichi e per la regimentazione delle acque collinari, portando la superficie vitata dagli originari 33 ettari a 42, ristrutturando e ampliando la cantina che oggi non è soltanto un prestigioso polo produttivo, ma anche un luogo di importanti degustazioni e incontri di cultura, arte e musica. Un vanto, insomma, per Prepotto, tanto che Mariaclara Forti, avvocato e sindaco per la terza volta di questo piccolo-grande Comune di confine, gli ha dedicato toccanti parole. «Brillante e non banale era il suo modo di agire, dotato di una fertile creatività che ha portato e che avrebbe continuato a portare lustro e prestigio a tutto ciò che la circondava”. Aggiungendo che altri parleranno di lui “chi come grande imprenditore, chi come illustre personalità del mondo del vino e dell’accoglienza».
E per i suoi prestigiosi vini Flavio Schiratti è stato premiato in questi anni con importanti riconoscimenti. Il suo Schioppettino, in particolare, è stato protagonista di una qualificatissima degustazione avvenuta due anni fa nel Congresso nazionale Assoenologi che si era riunito alla Fiera di Verona, negli stessi padiglioni che ogni primavera ospitano il Vinitaly. Era stato, infatti, proprio lo Schioppettino di Prepotto a rappresentare il Vigneto Fvg nella degustazione, con 15 “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che ha concluso l’importante appuntamento dei tecnici della vite e del vino. Era un vino di ben undici anni, trattandosi dello Schioppettino Riserva 2011. Un vino che un paio di mesi più tardi dello stesso 2022 era stato protagonista di una splendida degustazione comparata che, a Cividale con il coordinamento di Claudio Fabbro, lo aveva visto sfilare assieme ad altri tre grandi Schioppettini, quelli di Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt.
Tornando alla odierna Notte dello Schioppettino di Prepotto, ricordiamo che questa comincerà alle 19.30 mentre la cerimonia inaugurale seguirà alle 20. Protagonisti saranno ben 17 vignaioli di Prepotto e della contermine Dolegna del Collio assieme a tredici ristoratori della Val Judrio. Per cui il successo, viste anche le ottime condizioni del tempo, è garantito. E sarà una nuova dimostrazione di quanto questa formula innovativa proposta per la prima volta dalle Città del vino Fvg sia stata azzeccata. E, allora, buon Schioppettino a tutti, proprio con un grato pensiero rivolto a Flavio Schiratti che ci ha lasciato troppo presto.

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In copertina, Flavio Schiratti scomparso a 64 anni; all’interno, l’imprenditore alla degustazione di Cividale di due anni fa con altri produttori di Schioppettino di Prepotto e di Cialla e il sindaco Mariaclara Forti.

Villa de Claricini un Vinitaly in miniatura: etichette provenienti da tutto il mondo

Villa de Claricini Dornpacher, a Bottenicco, ha ospitato una stimolante e ricca degustazione di vini friulani, italiani ed internazionali a cura dell’enoteca Tabogan di Cividale. Un “Vinitaly in miniatura” che ha attirato centinaia di wine lovers nella splendida cornice del giardino all’italiana della dimora seicentesca nel corso di una serata limpida e tiepida.
Gli avventori si sono potuti così sbizzarrire tra una grande varietà di vini: dal Collio alla Nuova Zelanda, dal Cile all’Alto Adige, dallo Champagne all’Australia, dal Piemonte alla Sicilia. Un vero e proprio giro del mondo enologico in cui il Friuli Venezia Giulia ha comunque avuto il posto d’onore con 33 aziende presenti più le 6 del consorzio del Pinot bianco del Collio.
A suggellare il successo della serata hanno contribuito le specialità gastronomiche delle Valli del Natisone, proposte dai ristoranti aderenti alla rete “Invito a pranzo nelle Valli”, oltre ad altre sei aziende che presentavano i prodotti tipici locali, dai formaggi alla gubana. La formula è stata premiata dal numeroso pubblico intervenuto, ospitato ordinatamente in un arco di sei ore, dalle 18 alle 24.

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In copertina, il giardino di Villa de Claricini che ha ospitato la degustazione.

Il Prosecco è soltanto Made in Veneto e Friuli Venezia Giulia: l’Unione Europea ha bloccato la menzione Prosek

di Giuseppe Longo

Il Prosecco può essere soltanto Made in Italy, cioè veneto e friulgiuliano. Parola dell’Unione Europea che, come abbiamo riferito l’altro giorno a proposito di un convegno al recente Vinitaly da parte del Consorzio Doc delle Venezie, ha licenziato, pubblicandole sulla Gazzetta Ue, le nuove norme che regolano le indicazioni geografiche dei vini. Quindi stop al termine Prosek sulle etichette croate o di qualsiasi altro Stato membro al fine di non ingenerare confusione fra i consumatori.

Luca Zaia

Entusiasta dell’attesissima svolta Ue il governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale si è sempre speso per il successo delle “bollicine” protette da anni, oltre che dalla Docg di Conegliano e Valdobbiadene, anche dalla Doc interregionale Friuli Venezia Giulia-Veneto che fa leva sul nome geografico Prosecco, piccola località carsica in provincia di Trieste, storicamente nota per la produzione di questo vino ottenuto dal vitigno Glera. «Prosek dossier chiuso: questo nome – ha dichiarato infatti Zaia all’Ansa – è nostro e nessuno potrà mai utilizzalo in Europa come “menzione tradizionale” per indicare un vino che vuole solamente evocare le nostre bollicine, ma non ha nulla di veneto. Il nuovo Regolamento europeo sulle indicazioni geografiche Ig mette, quindi, la parola fine a una sgradevole vicenda e questo risultato è frutto di una grande lavoro di squadra tra istituzioni, associazioni di categoria e consorzi che in tutte le sedi hanno difeso non solo un brand, ma un vino che esprime la storia e l’identità del Veneto». E pure del Friuli Venezia Giulia, ci pare logico osservare, perché proprio in questa regione si trova la citata località di Prosecco, del cui nome ha potuto beneficiare l’intero Veneto “disegnando” una Doc fra le più vaste d’Italia, dopo quella del Pinot grigio che riunisce anche i produttori del Trentino.
«Ci tengo anche a ricordare – prosegue il governatore trevigiano sempre nel commento rilasciato all’Agenzia giornalistica – che Prosek è un nome che ci appartiene. C’è una riserva del nome con un decreto del 2009 che firmai quand’ero ministro, riconosciuto dall’Europa, e c’è il pronunciamento dell’Unesco che, nel 2019, ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità le Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. Ma c’è pure una motivazione storica: le prime citazioni del nome “Prosecco”, con riferimento al vino, risalgono infatti al XIV secolo, ed esiste una cartina geografica storica in cui la città di Prosecco, situata poco a occidente di Trieste, è denominata Proseck, in ragione dell’assoggettamento, in quel periodo storico, dell’area al dominio asburgico».

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In copertina, grappoli di Glera il vitigno che dà origine al Prosecco: qui sopra, la omonima località carsica.

A New York in arrivo il Pinot grigio day con la Doc delle Venezie protagonista. Una riflessione al Vinitaly sulle nuove Ig

Non si arresta, e anzi si arricchisce di nuove tappe, il tour istituzionale e informativo 2024 del Pinot grigio Doc delle Venezie, promosso dal Consorzio di Tutela che riunisce produttori di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino, per raccontare all’estero lo stile iconico e distintivo del bianco fermo italiano più consumato nel mondo e valorizzare sempre di più la denominazione d’origine nei Paesi extra-Ue.
Immancabili gli appuntamenti in Usa e Canada, primi partner commerciali della denominazione d’origine che insieme assorbono circa il 44% dell’export. Proprio da qui – dopo un inizio d’anno che ha già visto il Pinot grigio delle Venezie protagonista di due masterclass in collaborazione con Iem a Houston e Miami e di un evento esclusivo a Vancouver nei giorni dell’atteso Vancouver International Wine Festival che ha ufficialmente inaugurato la promozione anche in British Columbia dopo anni di iniziative a Montréal e Toronto – ripartirà il fitto calendario di azioni indirizzate ad esperti, media e winelover. Il 16 maggio, a New York, il Consorzio celebrerà il Pinot grigio day in un evento organizzato con Iem e il partner d’eccezione VinePair, la piattaforma digitale americana più seguita dagli appassionati di vino: dopo una degustazione alla cieca che metterà in luce le sfumature del Pinot grigio nordestino, il pubblico invitato e accolto al Lounge Rooftop at Royalton Park Avenue potrà godere di una serata all’insegna di sfiziosi abbinamenti a base di cicchetti veneziani e Pinot grigio Doc Delle Venezie.

Albino Armani

Stefano Sequino


Resta forte anche l’esigenza di presidiare il Regno Unito, che rappresenta il secondo mercato di riferimento per il Pinot grigio delle Venezie, titolare di circa il 25% delle esportazioni. Sempre in primavera il Consorzio volerà infatti a Londra prima per un seminario rivolto al trade in programma il 20 maggio e organizzato dallo storico media partner The Drinks Business nell’ambito della London Wine Fair 2024, poi per il Taste of London, l’atteso food festival che dal 12 al 16 giugno trasformerà ancora una volta Regent’s Park nel più grande ritrovo dei food enthusiast britannici più attenti e curiosi.
Oltre alla promozione nei Paesi di riferimento – imprescindibile per consolidare la presenza nel mercato, con l’obiettivo di sostenere visibilità, identità territoriale e culturale ed aumentare la fidelizzazione del consumatore – nel 2024 la Doc delle Venezie torna per il terzo anno consecutivo anche in Giappone, un mercato dinamico che in pochi anni ha saputo accogliere molto bene il Pinot grigio delle Venezie e oggi maturo per diventare uno dei futuri partner di punta della Doc. A Tokyo – dopo un primo approccio educativo che ha caratterizzato la promozione nel 2022 e nel 2023 e oltre alla classica degustazione nell’ambito del Simply Italian Great Wines Tour di Iem che si terrà il 21 maggio – da maggio a luglio il Consorzio in collaborazione con la Iccj Tokyo organizza una roadmap di Pinot grigio delle Venezie in una selezione di ristoranti di cucina triveneta nella capitale nipponica e aperto agli operatori locali.
Ma l’attenzione va anche ai mercati emergenti, con percorsi formativi tradizionali quali masterclass e seminari volti ad educare il pubblico alle caratteristiche e all’identità della denominazione. Per la prima volta il Pinot grigio delle Venezie si apre al Sud-est asiatico – dove il Consorzio già ad aprile ha incontrato il pubblico al ProWine Singapore al fianco di The Drinks Business – e, in particolare, al Vietnam, che a maggio accoglierà un concorso volto ad eleggere l’ambasciatore 2024 del Pinot grigio delle Venezie nel paese. A inizio maggio il Consorzio ha infatti tenuto una formazione online ad un pubblico selezionato dalla Camera di Commercio italiana in Vietnam seguita da un breve esame per la selezione del vincitore che sarà proclamato il 10 maggio in occasione di una serata presso il ristorante Pendolasco di Ho Chi Minh e che sarà incaricato della promozione della Doc delle Venezie a livello nazionale (prossimi eventi a ottobre 2024). A fine maggio il Consorzio sarà anche a Taipei (Taiwan) e a Hong Kong per Vinexpo Asia, fiera che conta su circa 10 mila visitatori tra importatori, grossisti e addetti ai lavori e, in tale contesto, si terranno due masterclass dedicate al Pinot grigio Doc delle Venezie.

Grappoli di Pinot grigio.

Bianco e ramato.


Commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc Delle Venezie: «In un momento positivo per la nostra denominazione, il Consorzio ha pianificato una serie di azioni promozionali mirate in ognuno dei paesi target. L’obiettivo è prima di tutto consolidare i mercati maturi – come Stati Uniti, Uk e Canada – investendo nel percorso di crescita della percezione qualitativa della denominazione di origine delle Venezie e in una sempre maggiore fidelizzazione dei partner commerciali esteri che continuano a scegliere e a sostenere la sua unicità. In Usa, in particolare, abbiamo fatto leva sul Pinot grigio day per aumentare la notorietà di marca della Doc delle Venezie e diventare il punto di riferimento rispetto alla varietà, considerando che qui il Pinot grigio rappresenta una vera e propria icona dell’offerta enologica Made in Italy. Con l’occasione – ha proseguito Stefano Sequino – avvieremo anche delle partnership strategiche con noti influencer statunitensi che ci aiuteranno a raggiungere obiettivi di visibilità e a diffondere i valori e lo stile della denominazione, prima, durante e dopo l’evento. Oltre a ciò, intendiamo anche raggiungere e sollecitare i mercati emergenti, a cominciare dall’Asia sud-orientale, attraverso format tradizionali volti a sviluppare la conoscenza di base della DOC e a creare nuovi network con il pubblico specializzato di buyer, stampa e professionisti del settore».

Lo stand consortile al Vinitaly.


Infine, un cenno ancora al Vinitaly, manifestazione che a Verona ha chiuso un’edizione di grande successo, con circa 97mila presenze di cui oltre 30mila rappresentate da operatori esteri. Il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie, presente tra i 4.300 espositori della più importante fiera per la promozione del vino italiano nel mondo, conferma con entusiasmo il ruolo cardine che ancora oggi il Salone scaligero ricopre in termini di network, confronto e pubbliche relazioni per il settore. Un palcoscenico utile a raccontare – attraverso le oltre cento etichette in degustazione e a disposizione dei visitatori in visita allo stand – i valori e il territorio del più grande e virtuoso modello di integrazione interregionale che unisce in un’unica denominazione d’origine la filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento, ma anche occasione di dibattito rispetto a tematiche di grande attualità.
Durante i giorni di fiera e a distanza di poche settimane dal via libera del Parlamento europeo al nuovo regolamento sulle Ig, il direttore Stefano Sequino è intervenuto in occasione del convegno dal titolo Verso il nuovo regolamento sulle indicazioni geografiche dell’Unione Europea per il vino e le bevande spiritose. Un passo molto importante che rafforza la tutela delle specificità e delle eccellenze vitivinicole ed agroalimentari e che attribuisce ai Consorzi nuove competenze e nuovi compiti sia in termini di prodotto e di filiera ma anche rispetto alla capacità di presidio del sistema territoriale. In Italia arriviamo da una disciplina consolidata, ritenuta virtuosa a livello europeo ed i Consorzi esercitano già oggi un ruolo essenziale grazie all’applicazione del quadro normativo definito dalla legge 12 dicembre 2016, numero 238, Testo unico del vino. «Il regolamento 2024/1143 appena pubblicato, che disciplina la riforma del sistema Ig, armonizza in un’unica base normativa il settore vitivinicolo delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli a Indicazione geografica – ha affermato Sequino –: si tratta di uno strumento importante che consolida il ruolo centrale dei Consorzi di tutela fornendo strumenti più efficaci e utili per rispondere alle variabili dettate dal mercato e dal cambiamento climatico, dando loro maggiori responsabilità rispetto ai bisogni e alle scelte da intraprendere, con particolare riferimento alle misure di gestione dell’offerta e alle iniziative a supporto delle filiere vitivinicole territoriali. Si aprono nuovi spazi di intervento nella tutela della proprietà intellettuale, estesa ai domini online che utilizzano impropriamente i nomi protetti Dop e Igp, nel contrasto delle cosiddette pratiche svalorizzanti che pregiudicano la reputazione della IG così come nello sviluppo di attività e servizi enoturistici».

Vigneti Doc in Friuli.

Tra gli altri ospiti, Stefano Sequino è nuovamente intervenuto rispetto al ruolo dei Consorzi come baluardi delle attività di controllo e vigilanza nell’agroalimentare all’incontro sulla legalità alimentare: le garanzie scientifiche e giuridiche nel percorso del vino, organizzato da Accademia Italiana della Vite e del Vino in collaborazione con il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri. Nell’occasione, il presidente del Consorzio Doc delle Venezie, Albino Armani, che ha chiuso il convegno, ha ricordano che la legalità crea valore: «Sono circa 10mila gli agricoltori che, lavorando sui 25mila ettari di vigneto potenzialmente rivendicabili Doc delle Venezie, hanno creduto e dato fiducia al nostro progetto virtuoso di aggregazione e valorizzazione del Pinot grigio delle Venezie. Lavoriamo per dare tutela e risposte ai nostri produttori che hanno scelto di aderire al nostro progetto utilizzando il contrassegno di Stato applicato su ciascuna bottiglia messa in commercio, a garanzia della tracciabilità e dei requisiti del disciplinare di produzione».
Grande successo, infine, per il debutto del Pinot grigio Doc delle Venezie al Vinitaly and The City, il fuori salone di Vinitaly che si è svolto nel Centro storico di Verona, città Patrimonio mondiale Unesco. In Piazza dei Signori, nella Loggia di Fra’ Giocondo, è stata allestita la prima enoteca interamente dedicata all’offerta dei vini Pinot grigio Doc delle Venezie a consumatori e winelover italiani e stranieri: oltre 10mila hanno scelto di degustare il vino bianco più rappresentativo del Nordest italiano e simbolo dell’eccellenza Made in Italy nel mondo.

Vini estremi, il concorso mondiale presentato al Vinitaly sul quale ieri a Veronafiere è sceso il sipario

Al Vinitaly, che si è concluso ieri con grande successo alla Fiera di Verona, nello stand della Regione Valle d’Aosta, è avvenuta la presentazione del 32° Mondial des Vins Extrêmes, l’unico concorso enologico al mondo specificatamente dedicato ai vini frutto di viticoltura estrema. L’edizione 2024 si terrà a Sarre (Aosta) domenica 29 e lunedì 30 settembre. Nelle stesse date è inoltre in programma il quarto Extreme Spirits International Contest, competizione rivolta ai distillati di vinacce, fecce e vino provenienti da zone eroiche. ​

Abbrescia con Carrel e Dinato a Verona.


Per l’occasione il neo presidente del Cervim – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana, Nicola Abbrescia, è stato affiancato da Marco Carrel, assessore all’agricoltura e risorse naturali della Regione Valle d’Aosta, Alessandra Dinato, ambasciatrice della Viticoltura eroica Cervim, e Franco Santini, giornalista e critico enogastronomico. ​
«Chi si adopera per la viticoltura eroica è un attore fondamentale per la comunità perché presidia il territorio e produce qualità – ha affermato Abbrescia –. La nostra manifestazione, che intende premiare il lavoro di questi vignaioli, negli anni è diventata un punto di riferimento fondamentale per addetti ai lavori e per il pubblico di curiosi ed enoappassionati, ma anche momento di confronto e crescita per i produttori stessi».

Organizzato annualmente dal Cervim, dal 1992 il Mondial des Vins Extrêmes si propone di promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole aree vitivinicole isolane o montane, in forte pendenza o terrazzate. L’Extreme Spirits International Contest intende valorizzare non solo i distillati ma anche le rispettive zone produttive, oltre che orientare i consumatori a un consumo responsabile e alla scelta di questi particolari prodotti. Apposite commissioni d’assaggio, composte ciascuna da 5 membri tra cui enotecnici, enologi, giornalisti e degustatori esperti, si riuniranno a fine settembre in Valle d’Aosta per la valutazione dei vini e dei distillati in gara.

Città del vino Fvg, il Concorso enologico internazionale di Gorizia al Vinitaly: rapporto virtuoso tra aziende e territorio

Presentato al Vinitaly il 22° Concorso Enologico Internazionale Città del Vino. Il tutto è avvenuto nello stand del Friuli Venezia Giulia, regione che ospiterà il concorso in programma a Gorizia, dal 31 maggio al 2 giugno. In una location originale come l’ottocentesca palestra dell’Unione Ginnastica Goriziana, in pieno centro storico di un importante Comune di Città del Vino, sarà una tappa di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura.
Sono intervenuti nell’ordine Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino Fvg, Angelo Radica presidente nazionale Città del Vino, Paolo Corbini direttore nazionale Città del Vino, e Andrea Meucci di Eftilìa – Società benefit economia sostenibile che darà un’opportunità speciale alle aziende premiate nel campo della sostenibilità. A chiudere l’incontro l’intervento di Stefano Zannier, assessore regionale Fvg alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, il quale ha sottolineato – come si rileva anche nel servizio che segue – l’importanza dell’inserimento delle eccellenze vitivinicole regionali in questo progetto d’ampio respiro e incentrato su Gorizia.

RADICA E VENTURINI – «Il Concorso Enologico Internazionale Città del Vino – ha sottolineato il presidente nazionale delle Città del Vino, Angelo Radica – offre ogni anno l’opportunità di far conoscere e promuovere la qualità dei vini e il virtuoso rapporto esistente tra aziende e territorio, inteso non solo come ambiente e paesaggio, ma anche come pubblica amministrazione. Non è un caso, infatti, che il Concorso assegni i suoi premi contemporaneamente all’azienda e al Comune, per sottolineare questo legame, elemento indispensabile per la promozione dei vini». «Sarà un’occasione non solo di accogliere i delegati, provenienti da tutta Italia e dall’Estero, che giudicheranno i vini e che scopriranno il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto il coordinatore delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini -, ma anche, grazie a degli eventi speciali, proporre degustazioni alla cittadinanza goriziana e non solo».

ISCRIZIONI – Le iscrizioni dei vini e delle grappe si chiuderanno improrogabilmente martedì 30 aprile. L’internazionalità del Concorso, ogni anno data dai vini provenienti da diverse parti del mondo, è ulteriormente rafforzata quest’anno dalla presenza dei vini di Croazia e Slovenia, a sottolineare il carattere transfrontaliero dell’evento che si svolge in questa città di confine per antonomasia e che sarà tra le tappe di avvicinamento a “Go!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025”, occasione di promozione e di sviluppo del tessuto creativo e culturale del Friuli Venezia Giulia e della confinante Slovenia.

COME PARTECIPARE – Le aziende possono partecipare inviando i loro campioni di vino (al costo di 85 euro a campione) e devono seguire la procedura di iscrizione online sul sito www.concorsoenologicocittadelvino.it. Avranno tempo per farlo fino al 30 aprile prossimo e fino al 3 maggio è attiva la ricezione dei campioni (orario consegna 8.30 – 12.30 dal lunedì al venerdì) nella sede di Uni.Doc Fvg (lato ovest di Villa Nachini) in piazza XXVII Maggio, a Corno di Rosazzo.
Perché un’azienda dovrebbe iscrivere i suoi vini al Concorso? La valutazione dei campioni è effettuata da commissioni internazionali (enologi, esperti assaggiatori, sommelier, importatori, buyer e giornalisti con comprovata esperienza). Il vino è valutato, in maniera anonima e secondo le direttive dell’Oiv, in modo che il degustatore non sia influenzato da fattori come l’etichetta o il nome dell’azienda. A fronte di un costo d’iscrizione competitivo, l’azienda ha una valutazione obiettiva e non influenzata del prodotto. Partecipare ad un concorso enologico certificato è un buon test per capire il posizionamento dei propri prodotti. Se un vino ottiene un riconoscimento, vuol dire non solo che è di qualità ma che anche il suo posizionamento commerciale è centrato.

GRANDI BRAND – Le piccole e medie aziende vitivinicole, grazie al concorso, possono competere con i grandi brand grazie alla visibilità e al ritorno d’immagine, e dal canto loro le cantine affermate possono consolidare ulteriormente il loro prestigio. Con l’assegnazione dei riconoscimenti (Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento) si ottiene un attestato di qualità grazie al quale è possibile promuovere e valorizzazione il proprio vino, uno strumento per valorizzare il vino in un’ottica di commercializzazione e marketing. La novità per il 2024 è la promozione attiva fino al Vinitaly: ogni 3 campioni iscritti il quarto è omaggio.

PREMI SPECIALI – Confermati anche per questa edizione i Premi speciali: Forum Spumanti, Mondo Merlot, Vini Vulcanici riconoscimenti realizzati in collaborazione, rispettivamente, con le Città del Vino di Valdobbiadene, Aldeno e Frascati, oltre che il Premio speciale Nebbiolo Award a cura dei Coordinamenti regionali delle Città del Vino di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Sardegna. Confermata anche la collaborazione con l’associazione nazionale Città del Bio per il Premio speciale dedicato ai vini biologici. Novità ulteriore, il focus sul vitigno Vermentino, che mette a confronto realtà territoriali diverse, dalla Liguria, alla Sardegna, alla Toscana, per sbarcare fino in Corsica.

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In copertina, l’intervento di Venturini presenti Zannier e Radica; all’interno, il pubblico.

Il Prosecco lega Fvg e Veneto, da Verona dimostrazione di unità fra due regioni

Il Prosecco è diventato un’unica realtà che lega indissolubilmente il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, unità che va necessariamente mantenuta una volta che si esce dal confine nazionale per proporsi nei mercati internazionali. È questo, in sintesi, uno dei concetti espressi ieri dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari durante la seconda giornata della 56ma edizione di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato ai vini ed ai distillati in corso a Verona, dove il Fvg è presente con un proprio stand istituzionale curato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa).


Il programma di ieri si è caratterizzato per la partecipazione dell’esponente dell’esecutivo Fvg a vari eventi organizzati per promuovere il sistema regionale e la sua presenza agli stand di alcuni produttori del Friuli Venezia Giulia. Tra gli appuntamenti quello ospitato nello stand allestito dalla Doc del Prosecco, in cui la Regione Fvg ha posto in evidenza la necessità di proseguire uniti tra le quattro province del Friuli Venezia Giulia e le cinque del Veneto quando ci si presenta al di fuori dei confini nazionali. Una visione unica, è stato detto, che poggia su solide basi e sulle quali entrambe le realtà territoriali stanno lavorando per rafforzarne l’immagine.
Inoltre nell’area convegni dello stand del Friuli Venezia Giulia è stata presentata la 21ma Edizione del concorso enologico internazionale “Città del vino” che il prossimo anno verrà ospitato a Gorizia, tornando quindi nella nostra regione dopo 18 anni. In particolare, è stata messa in risalto l’importanza di un evento che richiamerà nel capoluogo isontino una settantina di commissari provenienti da tutto il mondo, i quali saranno chiamati ad esaminare 1500 campioni tra vini e distillati in concorso. Quello del vino, è stato ricordato dall’assessore alle risorse agroalimentari, è un settore che non sempre può essere compresso all’interno di confini geografici soprattutto quando questi ultimi si trovano lungo una linea di frontiera. Pertanto l’approdo naturale per un evento internazionale qual è quello legato al concorso delle Città del vino non può che essere Gorizia, città che ospiterà la manifestazione transfrontaliera Go!2025.
Infine, alla presenza anche del presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è seguito un incontro con una delegazione brasiliana, durante il quale sono state gettate le basi in vista di una futura partecipazione del nostro territorio ad un evento dedicato ai vini in programma in Sudamerica. Il Brasile è, infatti, un mercato al quale la nostra Regione guarda con grande interesse, per avviare collaborazioni che possano valorizzare le nostre specialità ma anche per esportare il grande bagaglio di conoscenze che il Friuli Venezia Giulia vanta in questo settore.

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In copertina e all’interno tre immagini del maxi-stand del Friuli Venezia Giulia.