Pinot grigio, Stefano Sequino è il nuovo direttore del Consorzio Doc Venezie: ecco la sua strategia per Italia ed Estero

Stefano Sequino è il nuovo direttore del Consorzio Tutela Vini Doc Delle Venezie. Scelto dal consiglio di amministrazione presieduto da Albino Armani, a partire da gennaio 2024 il neodirettore è quindi chiamato a gestire gli aspetti statutari, istituzionali, amministrativi e tecnici del Consorzio nonché a dirigere un team consolidato nello svolgimento delle numerose attività di promozione, comunicazione e sviluppo della Doc triveneta – la seconda più estesa in Italia – che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, territorio che conta 27 mila ettari vitati potenzialmente destinati alla Doc delle Venezie per una produzione di 250 milioni di bottiglie/anno.

Stefano Sequino


Nato a Tivoli nel 1978, Stefano Sequino è laureato in scienze e tecnologie agrarie e in viticoltura ed enologia. Dal 2004 al 2020 ha lavorato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali come funzionario del Dipartimento Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), mentre negli ultimi tre anni ha ricoperto la carica di responsabile del settore vitivinicolo in Confcooperative. Docente e relatore in numerosi convegni per tematiche relative ai sistemi normativi del settore vitivinicolo, ha partecipato attivamente al confronto europeo e nazionale nonché ai tavoli di lavoro costituiti per l’adozione nazionale della normativa di settore.
Nel suo nuovo ruolo dirigenziale, Sequino guiderà la Doc delle Venezie nel percorso strategico di tutela e di valorizzazione già avviato dal Consorzio che, negli ultimi anni, ha rafforzato la reputazione del Pinot grigio delle Venezie a livello internazionale, illustrando i valori della Doc ad operatori e consumatori di Europa, Nord America e Asia. «Sono onorato di intraprendere questa nuova esperienza professionale – ha affermato Sequino – e desidero ringraziare il presidente Albino Armani e il consiglio di amministrazione per la fiducia che mi hanno accordato. Mi impegnerò a dare il mio contributo per un progetto particolarmente importante, per le dimensioni economiche oltre che territoriali, per la straordinaria capacità di proiezione della Doc delle Venezie nei mercati esteri, un’autentica ambasciatrice dell’Italia nel mondo che diventa veicolo di uno stile versatile e accessibile che ritengo debba trovare maggiore spazio anche nella propria terra d’origine».

Albino Armani


Tra i primi obiettivi, accanto al rafforzamento delle misure di governo dell’offerta, vi è infatti il consolidamento delle attività di promozione che, affiancando le operazioni di visibilità all’estero, dovrà prevedere un piano strategico e strutturato di fidelizzazione del mercato domestico, che ad oggi assorbe circa il 5% del consumo totale. Imprescindibile per Sequino proseguire, accanto a Triveneta Certificazioni, il lavoro per mantenere tracciabilità e controllo dei vini Doc delle Venezie, non solo per tutelarne la qualità e le peculiarità ma, grazie all’applicazione del contrassegno di Stato su tutte le confezioni in commercio, anche per accrescere il valore del prodotto sul mercato. Rispetto al Pinot grigio del Nordest, occorre considerare, afferma Sequino, che «la Doc delle Venezie è al centro di un sistema complesso, costituito dal proprio potenziale viticolo nonché dai volumi riclassificati dalle altre denominazioni territoriali. Per questo confermiamo l’impegno a lavorare in maniera armonizzata e congiunta con le altre Do per programmare e governare l’offerta a livello territoriale».
Infine, in quanto espressione di una tipicità tutta italiana fortemente legata alle proprie radici, la Doc non può prescindere dal fornire il suo contributo su tematiche importanti a livello internazionale relative ai valori di qualità, cultura e identità territoriale. «Il Pinot grigio delle Venezie trova la sua naturale collocazione nel Nordest italiano e, per farne apprezzare ancora di più lo stile distintivo che ne ha fatto il successo nel mondo, dobbiamo lavorare più che mai per dare voce, anche nell’areale di produzione, all’identità territoriale: è solo raccontando il legame con il territorio che possiamo valorizzare il patrimonio culturale collettivo e rafforzare l’unità e la consapevolezza di condividere una denominazione d’origine che è leader nei mercati mondiali», commenta infine Stefano Sequino.

Pinot grigio in bianco e ramato.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio nel Cividalese sui Colli orientali del Friuli.

Pinot grigio, anche una masterclass con degustazione prima del Forum di Verona

(g.l.) Fari puntati sul Pinot grigio delle Venezie – prodotto nei vigneti di Friuli, Veneto e Trentino – stamane a Verona dove, come annunciato anche ieri, si è aperto il secondo Forum internazionale dedicato a a questo vino, vero fenomeno produttivo del Triveneto. L’evento, che si tiene al Teatro Ristori, prevede due sessioni di approfondimento su valori della Doc delle Venezie, dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei Paesi di riferimento.

Il convegno è moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino. Dopo l’intervento introduttivo del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione sta analizzando i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’Origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.
L’importante incontro di oggi è stato preceduto ieri pomeriggio da una partecipatissima masterclass proprio sul Pinot grigio abbinata anche a una degustazione che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Daniele Cernilli, direttore responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, che oggi si soffermerà sul rapporto del Pinot grigio Doc delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine. Tra i numerosi tecnici intervenuti alla masterclass anche l’enologo Rodolfo Rizzi, direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, già presidente di Assoenologi Fvg, che ha sottolineato l’importanza di questo vitigno nell’economia del Nordest e in particolare nella realtà produttiva sanvitese nella quale attualmente sta operando.
«La masterclass – ci ha spiegato Rizzi – si è concentrata su alcuni campioni di Pinot grigio di annate diverse e di diversa tipologia produttiva. All’inizio è stata focalizzata la zona di origine del Pinot grigio mondiale per poi ribadire che il 50% della produzione del pianeta è ottenuta in Italia e l’85% nel Nordest, pari a 250 milioni di bottiglie. Si tratta della maggiore Doc italiana con circa 27 mila ettari di vigneti.  Innanzitutto, si è fatta una panoramica attraverso interessanti immagini di carte geologiche che evidenziano le diverse strutture dei terreni vitati. Quindi, un focus sul sistema produttivo del vino. Dalla tradizionale vinificazione in bianco (che è quella maggiormente usata) fino alla leggera macerazione sulle bucce, per la vinificazione ramata».


E l’enologo Rizzi prosegue: «La masterclass non aveva nessuna conduzione fissa. Infatti, dopo la presentazione del presidente Armani, si sono susseguiti gli interventi di alcuni buyer internazionali, di Masterwine, presidenti di Consorzio (per il Fvg Stefano Trinco che ha posto l’accento sull’importanza che questa varietà riveste in regione, vista la quantità di ettari vitati). Interessante, poi, l’intervento di Daniele Cernilli, direttore di Doctor Wine, grande conoscitore del territorio, che ha sottolineato come la qualità dei vini degustati determini la linea guida oggi ricercata dal consumatore. I vini degustati, di tutte le zone della Doc, hanno offerto un percorso interessante perché ci ha presentato l’intera gamma produttiva che oggi l’enologo dispone. Sicuramente, a prescindere dalle moderne tecniche, l’importante è mantenere una sua riconoscibilità degustativa e  migliorare costantemente la qualità in campagna e in cantina».
«I vini – conclude Rizzi – sono stati assaggiati in forma anonima, annata compresa: il primo, un vino semplice rivolto ad un’ampia fascia di consumatori; il secondo uno più corposo; il terzo un  Pinot grigio veneto; il quarto un Pinot grigio trentino; il quinto un Pinot grigio friulano. Con questi tre si è potuto notare le differenze dettate dalle diverse zone climatiche. Ma altre degustazioni hanno riguardato vini con diverse modalità di macerazione leggera e altri per constatare la loro durata nel tempo. Molto interessante un Pinot grigio del 2016».

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In copertina, intervento del dottor Daniele Cernilli durante la degustazione di ieri pomeriggio a Verona.

Pinot grigio delle Venezie, domani le prospettive al Forum di Verona dopo l’analisi a San Vito al Tagliamento

Dopo la prima edizione del 2019, domani mattina si alza nuovamente il sipario sulla Denominazione d’origine delle Venezie, questa volta a Verona. In arrivo, infatti, il secondo Forum internazionale dedicato al Pinot grigio italiano più consumato al mondo, prodotto nelle tre regioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino.
Come già annunciato, l’evento, che si terrà al Teatro Ristori a partire dalle 10, prevede due sessioni di approfondimento su valori della Doc delle Venezie, dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei paesi di riferimento.
Il convegno sarà moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino, e prevede due sessioni di approfondimento su dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei Paesi di riferimento. Dopo i saluti delle autorità e del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione analizzerà i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’Origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.

Albino Armani nelle Grave del Friuli.


Ad aprire i lavori sarà Luca Rigotti – consigliere del Consorzio delle Venezie e presidente del Gruppo Mezzacorona, coordinatore Settore vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative e presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa Cogeca – con un intervento sulla sostenibilità, vista come indirizzo strategico virtuoso per il futuro dell’enologia, e sulle nuove dinamiche innescate nel settore da questa scelta di fondo. Herbert Dorfmann, europarlamentare Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, offrirà invece una panoramica sul tema del no alcol e sull’utilizzo delle avvertenze sanitarie in etichetta, facendo chiarezza sulle normative e prospettive del settore vitivinicolo a livello europeo, mentre Sandro Sartor – consigliere del Consorzio delle Venezie, presidente e amministratore delegato di Ruffino e presidente di Wine in Moderation – esaminerà le opportunità di mercato dei vini low and no alcol in relazione al cambiamento degli stili di vita e di una sempre maggiore ricerca di prodotti considerati salutari, oltre che di qualità, da parte del consumatore.
Ad illustrare poi i valori della Doc delle Venezie saranno chiamati Francesco Liantonio – presidente di Triveneta Certificazioni, ente incaricato di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie e dunque di garantirne e tutelarne la qualità e la peculiarità – e Riccardo Velasco, direttore di Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, che racconterà il Pinot grigio come preziosa eredità da tutelare nel Nordest, attraverso un excursus sulle origini della varietà coltivata nell’areale e un esame dei tratti intrinseci e distintivi che collegano indissolubilmente questo prodotto al suo territorio, primo tra tutti la tipologia ramata.
La seconda parte del convegno sarà dedicata a mercati, consumi e prospettive del Pinot grigio delle Venezie DOC e alle strategie di valorizzazione e posizionamento nei mercati di riferimento e in Italia. Lulie Halstead, Founder di Wine Intelligence, Non-executive Director IWSR and Trustee e WSET, discuterà le opportunità e le sfide che il mercato vinicolo statunitense presenta per il Pinot grigio alla luce dei nuovi trend di consumo, mentre Kristi Paris, Head of Global Partnership in Vivino, racconterà le tendenze e la percezione del Pinot Grigio secondo la wine community più influente al mondo.
Entrando nel vivo delle strategie di valorizzazione, interverranno David Gluzman, CEO di Wine Folly, la piattaforma digitale leader non solo tra gli operatori del vino ma anche tra i consumatori, per le tecniche di promozione delle Denominazioni negli Stati Uniti, Felicity Carter, Co founder di Business of Drinks, per il posizionamento e l’innalzamento del percepito del Pinot Grigio nei mercati di riferimento, in particolare Nord e Centro Europa, e, a chiudere, Daniele Cernilli, Direttore Responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, per il rapporto del Pinot Grigio DOC delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine.

Il convegno di San Vito al Tagliamento.

Il Forum di Verona segue il convegno che, come è noto, si era tenuto nel giugno scorso a San Vito al Tagliamento, in Friuli, sul tema Venezie Doc: maturi per crescere. Origine, stili e mercati del Pinot grigio, ultimo di due appuntamenti tecnici e di mercato, alla presenza di oltre cinquanta ospiti tra soci, enologi, studenti e stampa. Organizzato dal Consorzio Tutela Vini delle Venezie Doc, questo ciclo di incontri è parte di un percorso di intensificazione delle attività di sviluppo a livello nazionale rivolto in prima battuta ai produttori della Denominazione, che, dopo i seminari di San Michele all’Adige (Trento), si chiuderà appunto in Veneto.
A moderare l’appuntamento tecnico Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. L‘incontro si è aperto con l’introduzione del Presidente del Consorzio delle Venezie, Albino Armani, che ha sottolineato l’importanza di definire un percorso di qualificazione distintiva della Denominazione Delle Venezie, che sia legato al territorio di appartenenza e a un’identità collettiva che unisce Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto. “Ora più che mai è necessario coinvolgere più da vicino le istituzioni e i produttori che contribuiscono alla costante crescita della Doc delle Venezie, evidenziandone il legame con il territorio – di cui il Friuli Venezia Giulia è parte fondamentale – e raggiungendo un obiettivo comune: la valorizzazione del patrimonio culturale comune, il rafforzamento dell’unità territoriale, la consapevolezza di condividere un Denominazione d’Origine leader nei mercati mondiali”.
Mauro Pizzuto, dei Vivai Cooperativi Rauscedo, ha quindi aperto con un approfondito excursus sul Pinot grigio, ‘origini e virtù della varietà coltivata nell’area delle Venezie’: “Il Pinot grigio inizia ad apparire in documenti ufficiali del Friuli (Tenimento Orto Agricolo di Udine) già dalla seconda metà del XIX secolo e poi in Veneto nel 1902, precisamente nel catalogo del vivaio governativo di Conegliano istituito l’anno precedente – con l’arrivo della Fillossera nella regione -, periodo in cui molte varietà francesi, appunto, acquisivano impulso nel territorio. Il Pinot Gris arriva in Italia essenzialmente grazie alla nobiltà che lo voleva nei propri vigneti sia per la qualità del prodotto che per l’origine francese (vini della Côte d’Or). Non era molto apprezzato però dai viticoltori per l’inferiore produttività, l’elevata alcolicità e l’inferiore acidità dei vini rispetto agli autoctoni, caratteristiche che portarono a sperimentare nuove vie enologiche fino al debutto del primo Pinot grigio vinificato in bianco – ad opera di Gaetano Marzotto – e alla successiva conquista del mercato statunitense”. Oggi il Pinot grigio proveniente dall’area delle Venezie rappresenta la quasi totalità della produzione nazionale (87%); mentre del totale prodotto nelle tre regioni, il 30% proviene dal Friuli Venezia Giulia – rendendola quindi la seconda maggiore produttrice nazionale della varietà – il 59% dal Veneto e l’11% dal Trentino Alto Adige.

In bianco e ramato.


Interessanti valutazioni delle attitudini agronomiche di diversi cloni di Pinot grigio nell’areale sono state presentate da Nicola Belfiore, ricercatore Crea Ve, attraverso lo studio comparativo condotto nel triennio 2019-2021 su 17 cloni di Pinot grigio presenti in un vigneto-collezione situato nel territorio pianeggiante della Doc delle Venezie in località Cimadolmo (Treviso). “Si tratta di una varietà internazionale diffusa in tutto il mondo e una delle più importanti in Italia dove, soprattutto nelle regioni settentrionali, si coltiva poco meno della metà della superficie totale mondiale. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare le attitudini agronomiche, la suscettibilità delle uve alla botrite e ai marciumi del grappolo, la resistenza meccanica della buccia, la fertilità delle gemme e la vigoria. Le caratteristiche enologiche e sensoriali dei vini sono state studiate nel 2020 e nel 2021 durante le micro-vinificazioni, rispettivamente in bianco e con macerazione delle bucce. Sono emerse interessanti differenze che riguardano l’aspetto qualitativo, produttivo e sanitario delle uve con alcuni cloni che si sono distinti per l’accumulo zuccherino, per la produzione, per la resistenza alla botrite e per il quadro enologico mentre altri sembrerebbero non adattarsi bene in questo areale di coltivazione”. L’obiettivo di questo studio è fornire alla viticoltura del territorio indicazioni agronomiche, sanitarie ed enologiche che aiutino a scegliere il genotipo che meglio valorizzi ed esalti, sinergicamente, il binomio clone/ambiente.
Si è quindi passati ad un’analisi sugli andamenti delle certificazioni dei vini delle Venezie Doc a cura di Denis Giorgiutti, direttore di Triveneta Certificazioni, Organismo di controllo che gestisce annualmente volumi di quasi 2 milioni di ettolitri imbottigliati di Doc delle Venezie e oltre 200 milioni di contrassegni di Stato apposti su ogni singola bottiglia, con una base produttiva di circa 15 mila ha (di 27 mila a Pinot grigio potenziali del Triveneto) – 6.141 viticoltori, 574 vinificatori, 363 imbottigliatori, di cui una trentina esteri che devono e accettano di apporre il contrassegno sulle loro bottiglie. “Questi sono i numeri di un Servizio oggi a Garanzia del Consumatore e della qualità dei Vini del nostro Territorio” dice Giorgiutti e chiude, “Triveneta Certificazioni nasce nel 2016 dall’esperienza degli Organismi di Controllo del Triveneto con l’incarico di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie: un lavoro di grande importanza per la tutela della denominazione più estesa d’Italia che abbraccia il territorio di 12 Province del nordest italiano, a forte vocazione vitivinicola”.

Pinot grigio nel Cividalese.


A seguire, Denis Pantini, responsabile Business Unit Agrifood and Wine di Nomisma, ha illustrato i trend dei consumi e le prospettive per il Pinot grigio. “Nell’ultimo decennio, l’export di vini italiani imbottigliati – oltre agli spumanti – ha visto crescere quello di vini bianchi fermi di oltre il 10% in termini di bottiglie, rispetto ad un leggero arretramento dei vini rossi. Tra i principali mercati di destinazione figurano gli Stati Uniti, dove il Pinot grigio Delle Venezie rappresenta uno dei vini bianchi italiani più consumati, tanto che nel canale off-trade americano, una bottiglia su cinque di Pinot grigio venduta nel 2022 era collegata alla denominazione”. Negli Stati Uniti il Pinot grigio è il quarto varietale più venduto e la quota di mercato del delle Venezie rispetto alla tipologia è pari al circa il 20% sul 40 per cento totale di Pinot grigio italiano venduto. Numeri importanti che confermano la denominazione come pilastro della produzione e dell’export nazionale.
E dopo il focus sugli Stati Uniti, Luca Rossetto, professore associato dell’Università di Padova, ha preso in esame le dinamiche del mercato internazionale esplorando i cambiamenti in atto a livello globale nei segmenti fermi e spumanti, le tendenze, le opportunità e le minacce nei mercati dei paesi importatori, sia tradizionali sia emergenti. La Francia e l’Italia sono i due principali produttori, formando il 37% della produzione mondiale, nonché le prime nazioni esportatrici di vino al mondo detenendo il 33% dell’export mondiale in volume. A trainare l’export del Belpaese oggi è il segmento degli spumanti, seguito dai bianchi. I primi partner commerciali dei bianchi veneti restano Stati Uniti, Germania, Grand Bretagna, Belgio e Canada che negli ultimi cinque anni hanno visto crescite percentuali fino a tre cifre dove il Pinot grigio (55-60% dei vini bianchi certificati) è il principale driver di crescita. Questi sono inseriti nei cosiddetti mercati ‘affidabili’, diversamente da quelli attualmente ‘instabili’ come la Cina e da quelli ‘difficili o speciali’ come Singapore o la Tailandia, legati ai flussi turistici e che soffrono la concorrenza dei vini francesi, australiani o americani.
A chiudere il convegno, un approfondimento sullo scenario Fmcg e sulle opportunità di crescita per il Pinot grigio delle Venezie attraverso un intervento di Daniela Granata, di GfK Italia, che racconta come “in Italia quasi 8 famiglie su 10 acquistano vino, con una media nazionale di oltre 35 litri annui: si tratta di 20,2 milioni di famiglie. Di queste 1,3 milioni acquistano Pinot grigio (mediamente 2,3 litri/anno). Il Pinot grigio delle Venezie Doc rappresenta una grande percentuale del Pinot Grigio totale, con ulteriori potenzialità di sviluppo”.

Per maggiori informazioni
www.dellevenezie.it

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In copertina, i tipici grappoli del Pinot grigio varietà che ha dato vita a un vero e proprio fenomeno produttivo e commerciale per il Triveneto.

Doc delle Venezie, è conto alla rovescia per il forum internazionale di Verona su Pinot grigio, nuove tendenze e mercato

È iniziato il conto alla rovescia per il “delle Venezie Doc International Forum”, il convegno internazionale firmato Doc delle Venezie in programma sabato 4 novembre a Verona in cui operatori, opinion leader e stampa di settore avranno l’opportunità di confrontarsi sui valori del Pinot grigio delle Venezie Doc (Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto), tra nuove tendenze e cambiamenti di mercato. Forte del successo della prima edizione tenutasi nel 2019, il Consorzio torna a proporre una giornata di presentazione e dibattito sui temi dell’eccellenza produttiva del Triveneto, dentro e fuori i suoi mercati di riferimento. L’evento, che si terrà al Teatro Ristori a partire dalle ore 10 e sarà moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino, prevede due sessioni di approfondimento su dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei paesi di riferimento.

Albino Armani


Dopo i saluti delle autorità e del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione analizzerà i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.
Ad aprire i lavori sarà Luca Rigotti – consigliere del Consorzio delle Venezie e presidente del Gruppo Mezzacorona, Coordinatore Settore Vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative e presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa Cogeca – con un intervento sulla sostenibilità, vista come indirizzo strategico virtuoso per il futuro dell’enologia, e sulle nuove dinamiche innescate nel settore da questa scelta di fondo. Herbert Dorfmann, europarlamentare della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, offrirà una panoramica sul tema del no alcol e sull’utilizzo delle avvertenze sanitarie in etichetta, facendo chiarezza sulle normative e prospettive del settore vitivinicolo a livello europeo, mentre Sandro Sartor – consigliere del Consorzio delle Venezie, presidente e amministratore delegato di Ruffino e presidente di Wine in Moderation – esaminerà le opportunità di mercato dei vini low and no alcol in relazione al cambiamento degli stili di vita e di una sempre maggiore ricerca di prodotti considerati salutari, oltre che di qualità, da parte del consumatore.
Ad illustrare invece i valori della Doc delle Venezie saranno chiamati Francesco Liantonio – presidente di Triveneta Certificazioni, ente incaricato di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie e dunque di garantirne e tutelarne la qualità e la peculiarità – e Riccardo Velasco, direttore di Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, che racconterà il Pinot grigio come preziosa eredità da tutelare nel Nordest, attraverso un excursus sulle origini della varietà coltivata nell’areale e un esame dei tratti intrinseci e distintivi che collegano indissolubilmente questo prodotto al suo territorio, primo tra tutti la tipologia ramata.
La seconda parte del convegno sarà dedicata a mercati, consumi e prospettive del Pinot grigio delle Venezie Doc e alle strategie di valorizzazione e posizionamento nei mercati di riferimento e in Italia. Lulie Halstead, Founder di Wine Intelligence, Non-executive Director Iwsr and Trustee e Wset, discuterà invece le opportunità e le sfide che il mercato vinicolo statunitense presenta per il Pinot grigio alla luce dei nuovi trend di consumo, mentre Kristi Paris, Head of Global Partnership in Vivino, racconterà le tendenze e la percezione del Pinot Grigio secondo la wine community più influente al mondo.
Entrando nel vivo delle strategie di valorizzazione, interverranno David Gluzman, Ceo di Wine Folly, la piattaforma digitale leader non solo tra gli operatori del vino ma anche tra i consumatori, per le tecniche di promozione delle Denominazioni negli Stati Uniti, Felicity Carter, Co founder di Business of Drinks, per il posizionamento e l’innalzamento del percepito del Pinot Grigio nei mercati di riferimento, in particolare Nord e Centro Europa, e, a chiudere, Daniele Cernilli, direttore responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, per il rapporto del Pinot grigio Doc delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine.

L’evento è su registrazione. In caso di interesse, preghiamo dunque di confermare la partecipazione entro martedì 31 ottobre a questo LINK.
Per maggiori informazioni visita il sito www.dellevenezie.it
Facebook: @dellevenezie
Instagram: @dellevenezie
Twitter: @dellevenezie
Linkedin: Consorzio Tutela Vini delle Venezie DOC
Youtube: Pinot Grigio DOC Delle Venezie

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In copertina, bellissimi grappoli di Pinot grigio sui Colli orientali del Friuli.

Novembre, scuole di potatura al via con Simonit&Sirch Academy in Italia e Spagna, California, Canada e Australia

La Vine Master Pruners Academy diventa Simonit&Sirch Academy, un’articolata piattaforma di formazione dedicata all’allevamento della vite basata su un ambiente di apprendimento virtuale (www.simonitesirchacademy.com) e su Scuole di potatura della vite in campo. Unica nel suo genere a livello internazionale, offre sulla piattaforma 4 corsi on demand continuativi e 8 webinar registrati nelle vigne su tematiche diverse (potatura, dendrochirurgia, parete fogliare), e 16 Scuole di Potatura in presenza in diverse regioni italiane e straniere.
Le prossime Scuole di Potatura di 1° livello si terranno a partire da novembre. Il pacchetto prevede 2 corsi online, Vine Pruner e Vine Pruner Advanced, e 3 giornate di esercitazioni pratiche, che si svolgeranno full time dalle 8 alle 17 tra novembre e febbraio per la potatura invernale e in primavera per la selezione dei germogli. I tutor Simonit&Sirch insegneranno le tecniche di potatura e gestione delle piante per salvaguardarne la salute, la longevità, favorire la resilienza agli stress climatici e migliorare la sostenibilità dei vigneti. Verranno esplorati i quattro principi fondamentali della Potatura Simonit&Sirch: rispettare il flusso linfatico, favorire la ramificazione e la crescita cronologica del legno, praticare tagli piccoli e preservare il legno vivo.
Complessivamente si terranno 14 Scuole di potatura in varie regioni italiane (Piemonte, Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Campania) e 2 in Spagna in Ribera e Rioja. A chi frequenterà tutte le lezioni e supererà una prova pratica d’esame, sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Inoltre, off-line si terranno scuole in California, Oregon, British Columbia (Canada), UK, Germania, Ungheria, Australia e Lussemburgo.
Date e programmi dettagliati si trovano sul sito www.simonitesirchacademy.com, dove si possono già fare le iscrizioni. Il costo è di 640 euro. Chi ha già frequentato una Scuola, o già acquistato online i corsi Vine Pruner e Vine Pruner Advanced, può iscriversi a una o più sessioni pratiche nella sede che preferisce (costo 480 euro).


SCUOLE DI POTATURA
DI 1° LIVELLO

ITALIA

Toscana – Guyot
27-28 novembre 2023
SEDE: Agricola San Felice – Località San Felice – Castelnuovo Berardenga (SI)

Toscana – Cordone speronato
29-30 novembre 2023
SEDE: Agricola San Felice – Località San Felice – Castelnuovo Berardenga (SI)

Veneto – Guyot
4-5 dicembre 2023
SEDE: Azienda Agricola Cecchetto – Via Largoni 27 – Motta di Livenza (TV)

Lombardia – Guyot (inglese)
11-12 dicembre 2023
SEDE: Azienda Bellavista – Via Bellavista 5 – Erbusco (BS)

Lombardia – Cordone speronato (inglese)
13-14 dicembre 2023
SEDE: Azienda Bellavista – Via Bellavista 5 – Erbusco (BS)

Piemonte – Guyot
14-15 dicembre 2023
SEDE: Braida di Giacomo Bologna – Via Roma 94 – Rocchetta Tanaro (AT)

Friuli Venezia Giulia – Guyot
18-19 dicembre 2023
SEDE: Accademia Vine Lodge – Campus Simonit&Sirch – Via degli Alpini 2 – Capriva del Friuli (GO)

Lombardia – Guyot
15-16 dicembre 2023
SEDE: Azienda Bellavista – Via Bellavista 5 – Erbusco (BS)

Lombardia – Cordone speronato
17-18 dicembre 2023
SEDE: Azienda Bellavista – Via Bellavista 5 – Erbusco (BS)

Campania – Guyot
22-23 gennaio 2024
SEDE: Azienda Agricola Feudi di San Gregorio – Località Cerza Grossa – Sorbo Serpico (AV)

Campania – Guyot
24-25 gennaio 2024
SEDE: Azienda Agricola Feudi di San Gregorio – Località Cerza Grossa – Sorbo Serpico (AV)

Veneto – Guyot
29-30 gennaio 2024
SEDE: Allegrini – Via Giare 9 – Fumane (VR)

Friuli Venezia Giulia – Cordone speronato
31 gennaio – 1 febbraio 2024
SEDE: Accademia Vine Lodge – Campus Simonit&Sirch Via degli Alpini 2 – Capriva del Friuli (GO)

Trentino Alto Adige – Guyot
12-13 Febbraio 2024
SEDE: Cantine Ferrari – Via del Ponte 15 – Trento (TN)

SPAGNA

Ribera – Cordone speronato
14-15 dicembre 2023
SEDE: Pago de Carraovejas – Camino de Carraovejas – Peñafiel, Valladolid

Rioja – Cordone speronato
18-19 dicembre 2023
SEDE: Marques de Riscal – C. Torrea Kalea 1 – Eltziego, Álava

Per iscrizioni e informazioni – SIMONIT&SIRCH ACADEMY
www.simonitesirchacademy.com – info@simonitesirchacademy.com

Pinot grigio in Consorzio da cinque anni: giù le giacenze, su gli imbottigliamenti. Doc di Friuli, Trentino e Veneto in salute

Continua il trend positivo per il Pinot grigio delle Venezie, che ha iniziato il mese settembre con un +10% di prodotto messo in bottiglia, pari a +106.268 hl, per un totale di 1.174.900 hl da inizio anno. Seppur gli attuali volumi di imbottigliato siano in linea con la media dell’ultimo quinquennio – ovvero dalla prima vendemmia della Doc andata in archivio nel 2018 -, nel 2023 si osserva un trend costantemente positivo rispetto al periodo gennaio-agosto dello scorso anno, con un giugno super-performante che ha toccato il +38%. Bene anche le certificazioni di agosto, con un +14% sullo stesso mese del 2022 a presagire continuità degli imbottigliamenti.

Albino Armani


Lo stato di salute della Doc è ottimo, nessun record di stock in cantina per la denominazione interregionale che riunisce gli operatori della filiera produttiva del Pinot grigio di Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto. A confermarlo i dati delle disponibilità della Doc, che a fine stagione produttiva registrano nelle cantine circa 80 mila hl in meno di giacenze rispetto a dodici mesi fa, utili a mettere Pinot grigio delle Venezie in bottiglia fino all’autunno. Interessante notare come dalla nascita della denominazione d’origine delle Venezie l’inizio dell’imbottigliamento della nuova stagione produttiva sia stato progressivamente anticipato: a novembre nel 2018 e 2019, a ottobre nel 2020 e 2022 e addirittura in settembre nel 2021, a conferma, peraltro, di una richiesta sempre maggiore di prodotto fresco da parte del mercato. Con giacenze inferiori del 15% su quanto disponibile in cantina al 1° settembre 2022, si prevedono quindi – salvo imprevisti o riclassificazioni inattese – tempistiche molto simili anche per la stagione 2023. I dati sulle disponibilità non sono solo confutati dal trend positivo di imbottigliamenti, ma anche dalla maggior rivendica a Do delle Venezie in vendemmia e dunque minori riclassificazioni in fase successiva, a dimostrare l’ottimo lavoro svolto dal Cda del Consorzio di tutela, presieduto da Albino Armani, nelle scelte di gestione.
In un momento difficile per il comparto italiano (ma non solo) – che secondo i dati elaborati da Cantina Italia non ha mai visto negli ultimi anni tanto vino in giacenza –, la denominazione d’origine delle Venezie viaggia quindi in controtendenza. «In momenti congiunturali difficili – afferma infatti Armani – è fondamentale non cedere a pessimismi generalizzati e affidarsi invece ai dati di imbottigliamento e disponibilità di ogni singola denominazione, nel nostro caso certificati e garantiti dall’organismo di controllo Triveneta e dalla fascetta di stato. Il nostro Consorzio di tutela infatti riceve e fornisce ogni mese dati aggiornati, precisi e reali che possono dimostrare come la situazione delle nostre cantine non si rispecchi in quella diffusa dall’Osservatorio italiano. Siamo testimoni di un equilibrio che non interessa solo il Pinot grigio delle Venezie, ma tutto il Sistema Pinot grigio del Nordest di cui la nostra Doc rappresenta oggi una garanzia di stabilità, essendo chiamata a gestire oltre al proprio potenziale anche i quantitativi riclassificati da parte delle altre Do territorial».
«Rappresentiamo una “denominazione cappello” della filiera produttiva di Pinot grigio del Triveneto e ci impegniamo da sempre a lavorare congiuntamente con le altre Do territoriali per una politica ampia di programmazione della produzione e governo dell’offerta da immettere sul mercato, quali blocco degli impianti in primis, mitigazione delle rese, e stoccaggio amministrativo, che ci hanno permesso di raggiungere oggi importanti risultati», conclude il presidente del Consorzio di tutela.

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In copertina, ecco i caratteristici, piccoli e compatti, grappoli del Pinot grigio.

Pinot grigio, è tempo di vendemmia: salgono del 10% gli imbottigliamenti alla Doc interregionale delle Venezie

Mentre, giorno più giorno meno, è ormai tempo di vendemmia,  per il Pinot grigio si chiudono bene i parziali del 2023 per la Denominazione d’origine delle Venezie, con un trend di imbottigliamenti che nel primo semestre tocca il +10% sullo stesso periodo dell’anno precedente. È stato giugno, in particolare, a segnare la migliore performance di un semestre sempre in positivo sul 2022, trainando l’avanzamento della Do, che rispetto allo stesso mese del 2022 ha visto mettere in bottiglia il 38% in più di Pinot grigio Doc per un totale di 898.951 hl da inizio anno. Inoltre, gli imbottigliatori esteri – con Stati Uniti, Regno Unito e Germania come primi interlocutori -, da gennaio hanno preso in carico oltre 100 mila ettolitri, di cui 22.621 hl nel solo mese di giugno. Bene anche le certificazioni che nel periodo gennaio-giugno, nonostante un lieve rallentamento alla fine della primavera, osservano un rassicurante +4% rispetto ai primi sei mesi del 2022 a presagire una continuità nei prossimi mesi.
Tiene il piede ben saldo sull’acceleratore, dunque, la Doc interregionale che riunisce gli operatori della Filiera produttiva del Pinot grigio delle Venezie di Friuli-Venezia Giulia, Trentino e Veneto. Un momento positivo confermato anche dai dati delle disponibilità, che assicurano imbottigliamenti di prodotto in giacenza – quasi interamente 2022 – fino a fine anno, ad una media di poco meno di 150 mila hl/mese. Ad eccezione di squilibri o riclassificazioni inattese da parte di altre denominazioni, si prevede quindi un positivo passaggio di testimone con la prossima annata, che andrà ancora una volta a costituire quasi interamente la nuova disponibilità.

Il presidente Albino Armani.


«È confermato come la nostra Doc rappresenti per tutte le aziende e i produttori un valido sostegno in termini di posizionamento internazionale, qualità, ma soprattutto una garanzia di equilibrio di Sistema per la filiera vitivinicola del Nordest», dice Albino Armani alla presidenza del Consorzio di tutela e protagonista in questi giorni, a Grado, con i suoi vini alla cena-spettacolo di Fvg Via dei Sapori. E continua: «Siamo testimoni giorno dopo giorno del percorso di riconoscimento della Denominazione delle Venezie, raggiunto in prima battuta grazie al dinamismo dei nostri imbottigliatori, nazionali ed esteri, e alla fiducia di tutti gli operatori nazionali ed internazionali che continuano a credere e a investire nei valori intrinseci di territorio, certificazione e tracciabilità che definiscono il nostro Pinot grigio Doc; non meno significativo il ruolo della grande distribuzione e quindi della scelta da parte del consumatore globale, capace di apprezzare il prodotto e le sue caratteristiche di versatilità e semplicità che lo rendono unico rispetto alle altre produzioni mondiali della varietà. Dietro le quinte, un Consorzio ed un Cda che svolgono un’attività costante di monitoraggio e gestione: è stata infatti approvata la riclassificazione del prodotto stoccato proveniente dalla stagione produttiva 2022, misura che ha lo scopo di supportare il valore economico della Doc: dai mercuriali delle Camere di Commercio si evince un trend di stabilità nel valore che dura da ormai due anni».
Fondamentale quindi continuare a lavorare congiuntamente con le altre Denominazioni del Triveneto per una politica ampia e condivisa di programmazione delle disponibilità; un dialogo da anni moderato dal Consorzio delle Venezie che, assieme agli altri Consorzi territoriali, si impegna a mantenere alto il livello qualitativo e a garantire equilibrio di sistema attraverso strategie comuni di governo dell’offerta; proprio a fine luglio è previsto il consueto incontro prevendemmiale tra le principali Do del Pinot grigio del Nordest. Infine, è in fase di pubblicazione l’adozione da parte delle tre Amministrazioni delle misure relative alla ormai prossima stagione produttiva 2023, che vede confermata, come per il 2022, la gestione della resa produttiva ad ettaro e lo stoccaggio amministrativo, che si traduce in una produzione massima consentita di 160 q/ha con 30 q/ha stoccati, a esclusione del prodotto Biologico e delle produzioni sostenibili SQNPI per una eventuale gestione diversificata al momento del loro svincolo.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio ormai pressoché pronti per la vendemmia.

San Vito (dopo il successo con la Ribolla) domani porrà sotto la lente il Pinot grigio Doc fenomeno produttivo delle Venezie

In replica al convegno svoltosi pochi giorni fa alla Fondazione Mach di San Michele all’Adige, in Trentino, domani 12 giugno alle ore 9.30, a San Vito al Tagliamento, precisamente al Teatro Arrigoni, in Piazza del Popolo, si terrà il secondo dei due appuntamenti tecnici e di mercato, organizzati dal Consorzio Tutela Vini delle Venezie Doc intitolati “Delle Venezie Doc: maturi per crescere. Origine, stili e mercati del Pinot grigio”. Si tratta di un ciclo di incontri dedicati in prima battuta ai produttori della Denominazione, ma anche a media, tecnici e studenti, nel contesto di un percorso di intensificazione delle attività di sviluppo a livello nazionale che intende partire proprio dal territorio di origine.

Pinot grigio, un fenomeno produttivo.

Nel pieno dell’attività promozionale del Consorzio – che in queste settimane vede lo stile iconico del Pinot grigio delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino) raccontato a un pubblico di esperti ed operatori di Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito e Germania – una particolare attenzione viene riservata alle aziende socie e al rafforzamento del legame con il territorio, attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale comune, il rafforzamento dell’unità territoriale, la consapevolezza di condividere un Denominazione d’Origine fortemente apprezzata nei mercati mondiali.
A moderare l’appuntamento sanvitese Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Dopo i saluti di apertura del presidente del Consorzio Albino Armani, si passerà ad illustrare origini e virtù del Pinot grigio coltivato nell’area delle Venezie, con una relazione a cura di Mauro Pizzuto dei Vivai Cooperativi Rauscedo, fino ad arrivare a valutazioni delle attitudini agronomiche di 17 cloni di Pinot grigio nell’areale illustrate da Nicola Belfiore, ricercatore Crea-Ve, che racconterà lo studio comparativo, condotto nel triennio 2019-2021, su appunto 17 cloni di Pinot grigio presenti in un vigneto-collezione situato nel territorio pianeggiante della Doc delle Venezie in località Cimadolmo (Treviso). “Si tratta di una varietà internazionale diffusa in tutto il mondo e una delle più importanti in Italia dove, soprattutto nelle regioni settentrionali, si coltiva poco meno della metà della superficie totale mondiale. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare le attitudini agronomiche, la suscettibilità delle uve alla botrite e ai marciumi del grappolo, la resistenza meccanica della buccia, la fertilità delle gemme e la vigoria”.
Dopo un’analisi sugli andamenti delle certificazioni dei vini delle Venezie Doc a cura del direttore di Triveneta Certificazioni, Denis Giorgiutti, che anticipa come “oggi l’Organismo di controllo gestisca annualmente volumi di quasi 2 milioni di ettolitri imbottigliati e oltre 200 milioni di contrassegni di Stato apposti su ogni singola bottiglia, con una base produttiva di 6.141 viticoltori, 574 vinificatori, 363 imbottigliatori, di cui una trentina esteri”, si passerà alle dinamiche del mercato internazionale, tendenze e opportunità che verranno prese in esame da Luca Rossetto, professore Associato dell’Università di Padova, che esplorerà i cambiamenti in atto a livello globale nei segmenti fermi e spumanti, le prospettive di crescita nonché le opportunità e le minacce nei mercati dei paesi importatori, sia tradizionali sia emergenti. Seguirà un focus sul mercato dei vini bianchi: consumi e prospettive per il Pinot grigio, in cui Denis Pantini, responsabile Business Unit Agrifood and Wine di Nomisma, spiegherà come “nell’ultimo decennio, l’export di vini italiani imbottigliati – oltre agli spumanti – ha visto crescere quello di vini bianchi fermi, rispetto ad un leggero arretramento dei vini rossi. Tra i principali mercati di destinazione figurano gli Stati Uniti, dove il Pinot grigio delle Venezie Doc rappresenta uno dei vini bianchi italiani più consumati”. Numeri e percentuali collegati alla Denominazione verranno illustrati nel corso del convegno.
Per finire si prenderanno in esame sia lo scenario Fmcg sia le opportunità di crescita per il Pinot grigio delle Venezie attraverso un intervento di Daniela Granata, commercial director di GfK Italia. A chiusura lavori, light lunch e una degustazione dei 17 cloni di Pinot grigio vinificati in purezza del progetto sopraccitato in collaborazione con Crea-Ve e Regione del Veneto.

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E dal Pinot grigio,  ecco un altro grande bianco del Vigneto Fvg che nei giorni scorsi ha tenuto banco a San Vito al Tagliamento. Buona, infatti, la prima per il Ribolla Gialla Wine Festival, manifestazione che ha fatto registrare un molto positivo accesso di pubblico al suo esordio. La visuale di Piazza del Popolo gremita di migliaia di persone per l’evento finale, il concerto del grande chitarrista britannico Phil Palmer, è stata il culmine di una due giorni che tra il 3 e 4 giugno ha visto numerose persone frequentare i numerosi eventi collaterali e la “cittadella del gusto” allestita in centro storico con due punti enoteca, un chiosco, il mercatino dei sapori e la novità delle dieci casette. Le quali hanno funzionato talmente bene che sono rimaste anche per questo weekend in cui si svolge Piazza in fiore.

Il sindaco Bernava e l’assessore Bruscia.


“Da un anno – commenta l’assessore alla vitalità, Andrea Bruscia – lavoravamo a questo progetto che attraverso la valorizzazione della Ribolla gialla, vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, ha anche promosso San Vito al Tagliamento come punto di attrazione attraverso un concetto per noi vincente, ovvero quello del vino e cibo come cultura. Infatti, abbiamo creato un festival incentrato sulla qualità e la ricercatezza dell’offerta sia enogastronomica che culturale. Un nuovo format, fresco come un calice di Ribolla gialla, che è stato molto apprezzato dal pubblico. E anche l’investimento fatto come amministrazione comunale per acquistare le casette è già stato messo a frutto visto che dopo un weekend di grandi numeri siamo già pronti a continuare con la Piazza in fiore della Pro Loco, che come Comune sosteniamo. Un grazie di cuore a tutta la squadra che ha contribuito a questo successo, a partire dalla Regione che ha sempre creduto nel progetto, sostenendolo”.
Uno sguardo ai numeri: sono stati serviti oltre 15 mila calici da bottiglie di una trentina di cantine, accompagnate da una settantina di specialità gastronomiche del territorio. Posti esauriti nelle degustazioni guidate e tanta partecipazione a tutti gli eventi collaterali. “Numeri – conclude Bruscia – da cui ripartiamo in vista del prossimo anno, per una seconda edizione che inizieremo a breve a progettare”.
C’è stato anche spazio per la solidarietà: il torneo di burraco ha visto raccogliere fondi da parte degli organizzatori di Sorsi e Percorsi, Associazione APS Tagliamento Lemene e UTE di San Vito al Tagliamento. Fondi che sono stati consegnati all’amministrazione comunale per donarli all’associazione sanvitese Noi uniti per l’Autismo. Molto apprezzate anche le mostre “Altre forme” di Valter Trevisiol, allestita negli spazi del Castello a cura di Franca Benvenuti in collaborazione con Sorsi e Percorsi e con il patrocinio della Fondazione Giovanni Santin Onlus e a Palazzo Rota l’esposizione della collezione di oltre 180 etichette dal titolo “Ribolla Gialla e Art” accompagnata dalla mostra del maestro Gianni Borta. La mostra di Trevisiol si concluderà oggi, 11 giugno.
Ribolla Gialla Wine Festival è stato organizzato dal Comune di San Vito al Tagliamento insieme a Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoturismoFVG. Collaborazioni con Città del Vino coordinamento FVG, Sorsi e Percorsi, UNI.DOC FVG, C’entro anch’io – Associazione Sviluppo e Territorio, Pro San Vito, ConCentro – Azienda Speciale della CCIAA Pordenone-Udine con il brand Pordenone With Love e Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom – Pordenone.

Phil Palmer (al centro) in concerto.

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In copertina, piazza del Popolo con le magiche casette invasa per il primo festival della Ribolla gialla.

Pinot grigio Doc delle Venezie a Tokyo: oggi entra nel vivo il tour mondiale

Dopo le grandi fiere di settore che hanno visto il Pinot grigio delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento) protagonista a Parigi, Düsseldorf e Verona, il Consorzio di tutela torna in prima linea nell’attività di promozione e valorizzazione della Denominazione d’Origine delle Venezie, a partire da Usa, Canada, Regno Unito, primi partner commerciali che insieme assorbono oltre il 70% dell’export, fino in Giappone, dove domanda e affermazione della Do crescono di anno in anno.
Non solo rafforzamento del posizionamento dell’eccellenza e del fenomeno tutto nostrano del Pinot grigio delle Venezie Doc all’estero e in Italia: le rinnovate strategie di comunicazione messe in atto dal Consorzio non sostituiranno, bensì andranno ad affiancare i consolidati messaggi legati al territorio e alle caratteristiche intrinseche di qualità e certificazione, trovando però un contatto più diretto ed emozionale con il consumatore finale. Stile iconico e convivialità diventano parole d’ordine che da molti anni fanno del Pinot grigio delle Venezie Doc una delle espressioni più tipiche del panorama enologico italiano all’estero, soprattutto nel Regno Unito e in Nord America: un vino accessibile, fresco e versatile, perfetto per l’aperitivo ma ottimo compagno di ogni social occasion e, diversamente da produzioni mondiali della varietà che cercano di inseguirne il trend, disponibile anche nelle diverse tipologie bianco, ramato e spumante.

Commenta Flavio Innocenzi alla direzione del Consorzio: “In questi ultimi mesi siamo testimoni di un crescente interesse da parte di operatori, media e consumatori nei confronti delle più recenti espressioni della Doc delle Venezie, il Pinot grigio ramato e spumante, che vanno ad arricchire la solida offerta enologica rappresentata dalla versione in bianco, oggi vino bianco più esportato a livello nazionale, che stagione dopo stagione osserva incrementi di volumi e di imbottigliamenti. Queste tipologie stanno contribuendo a valorizzare la specificità della nostra Doc, sia in Italia che all’estero, permettendo al Pinot Grigio delle Venezie Doc di distinguersi ancora di più dalle tante imitazioni”.

A maggio, quindi, il Consorzio di tutela ha iniziato il suo tour promozionale volando prima a Londra, poi a Tokyo e New York per incontrare operatori, sommelier, giornalisti e appassionati a partire dalla London Wine Fair – evento trade di riferimento in UK e appena concluso, in programma dal 15 al 17 maggio all’Olympia London – dove il Master of Wine Patrick Schmitt, caporedattore del magazine The Drinks Business, ha parlato dello stile e della tradizione che contraddistinguono il Pinot grigio Ramato delle Venezie Doc. Il Consorzio tornerà nel Regno Unito tra un mese per incontrare il grande pubblico di Taste of London, il festival gourmet di Regent’s Park più atteso dai food enthusiast e buongustai britannici; mentre a luglio sarà nuovamente a Brighton dove riproporrà un grande aperitivo veneziano aperto a decine di media locali.

Il weekend da oggi a domani a Tokyo e in collaborazione con la Camera di Commercio italiana in Giappone, sarà la volta di “Italia Amore Mio”, il più grande appuntamento nipponico con le eccellenze Dop e Igp made in Italy, dove giornalisti, influencer e wine lovers potranno partecipare il primo giorno ad una degustazione dedicata e guidata dal sommelier Yasushi Honda di Shiseido Parlor The Harajuku e, in una seconda parte della giornata dedicata alla mixology, assaporare un intrigante cocktail realizzato con il Pinot grigio delle Venezie Doc a cura del bartender di fama internazionale Shinko Gokan. La domenica, infine, gli ospiti assisteranno alla preparazione del tipico cicchetto veneziano da parte di due squadre guidate dagli chef Hayashi del ristorante Tanta Roba e Carmine Cozzolino del ristorante Carmine. Sempre nella capitale del Sol Levante, il 31 maggio la Doc delle Venezie sarà protagonista di una degustazione guidata da Isao Miyajima, massimo esperto di vini italiani, nell’ambito del Simply Italian Great Wines Tour di IEM a Tokyo.

A New York il Consorzio delle Venezie Doc, a fianco della Brand Ambassador, giornalista e wine educator Regine Rousseau, sarà partner della conferenza stampa di presentazione del libro White Wine Book di Jeff Jensen e Mike De Simone seguita da un walk around tasting e da un light lunch in cui i vini dei soci saranno nuovamente abbinati ai cicchetti veneziani. “Negli Stati Uniti in particolare, dove viene esportato circa il 40% del nostro imbottigliato totale, non c’è ad oggi una Denominazione d’Origine che possa vantare una pari diffusione e domanda come quella delle Venezie” afferma Albino Armani alla guida del Consorzio. “Qui troviamo un consumatore attento, per il quale i fattori legati allo stile e all’unicità, ma certamente anche alla tracciabilità e alla provenienza sono determinanti nel processo d’acquisto. L’attività di promozione del Pinot grigio delle Venezie trova negli Stati Uniti un terreno decisamente fertile”.

Infine, i vini delle Venezie voleranno in Canada per il Vancouver International Wine Festival che ospiterà un tasting per raccontare peculiarità, stili e tipologie della Do ad un’audience di esperti ed appassionati. Nel frattempo, il Consorzio delle Venezie intensifica le proprie attività anche nel territorio di origine, con un ciclo di eventi dedicati in prima battuta ai produttori della Denominazione – il 5 giugno a San Michele all’Adige (Trento) e il 12 giugno a San Vito al tagliamento (Pordenone) – dal titolo “Delle Venezie Doc: maturi per crescere. Origine, stili e mercati del Pinot Grigio”; una serie di incontri che si chiuderà a Verona con un grande evento celebrativo aperto ad aziende, media ed opinion leader internazionali.

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezie grande protagonista nel mondo.

Alleanza per il Prosecco Doc sostenibile: il via dalla Sagra del Vino di Casarsa

(g.l.) Ormai la parola d’ordine in ogni settore economico è “sostenibilità”. Anche nel caso del Prosecco, vero e proprio fenomeno produttivo del Terzo millennio, tutelato dalla denominazione di origine interregionale ritagliata tra Friuli Venezia e Veneto, beneficiando del nome della località geografica omonima sul Carso Triestino. Tanto che, nell’ottica di una ulteriore valorizzazione del settore, si punta alla creazione di una sorta di “Alleanza per il Prosecco Doc sostenibile”.

Un proficuo momento di approfondimento sulla sostenibilità in viticoltura è dunque avvenuto venerdì pomeriggio in una delle realtà trainanti di questo comparto in Friuli Venezia Giulia: a Casarsa della Delizia, in occasione della Sagra del Vino (che proseguirà fino al 2 maggio proponendo in degustazione tra i tanti vini il Prosecco Doc anche in versione Rosè) nel teatro comunale Pier Paolo Pasolini il convegno “Prosecco, denominazione sostenibile – Una comunità d’imprese per un prodotto sostenibile” ha fatto il punto sull’impegno da parte dei produttori per garanzie di sostenibilità sempre più richieste dai consumatori.
Tra i dati emersi quello per cui in alcuni mercati, come quello del Regno Unito, la produzione sostenibile è già il maggiore driver che influenza l’acquisto da parte dei consumatori. E con l’arrivo nella platea dei consumatori delle nuove generazioni – al compimento della maggiore età – questa attenzione alla sostenibilità diventerà sempre più imprescindibile.
Il convegno a cura del Consorzio di tutela della Doc Prosecco in collaborazione con Confcooperative Pordenone ha visto gli interventi del presidente del Consorzio Stefano Zanette, Silvia Liggieri, responsabile Viticoltura, ricerca e sostenibilità del Consorzio, e Michele Granzotto, consulente Sistemi di gestione.
Come sottolineato da Zanette, l’impegno per la sostenibilità non comporta solamente l’attenzione all’ambiente, ma anche all’aspetto sociale ed economico della produzione, ricordando che questo cambio culturale sarà fondamentale per far proseguire il successo del Prosecco. Come raccontato da Silvia Liggieri, nelle richieste dei consumatori figura anche il lavoro utilizzato per la produzione sia etico che ad impatto zero, sul fronte della produzione di C02 nei processi, oltre alla promozione del bere responsabile. Granzotto ha ricordato, invece, come gli aspetti ambientali, sociali ed economici della produzione debbano stare tutti in equilibrio. Interessanti i dati, con un sistema produttivo del Prosecco composto sostanzialmente da Pmi (con tutte le sfide che questo comporta e il sostegno che il Consorzio può portare a esse in termini non solo di promozione): 11 mila 609 aziende viticole, 1200 aziende di vinificazione, spumantizzazione e imbottigliamento, 26 filiere cooperative (con collegate a esse 7 mila aziende agricole). Il progetto, come dicevamo all’inizio, punta alla nascita di un’Alleanza per il Prosecco Doc sostenibile.
Presenti molti rappresentanti delle cantine, a partire dal presidente de La Delizia Viticoltori Friulani Flavio Bellomo, realtà che ha già iniziato un cammino di produzione sostenibile. Bellomo ha portato il suo saluto assieme al sindaco di Casarsa Claudio Colussi, al presidente della Pro Loco Antonio Tesolin e al consigliere regionale Lucia Buna che ha espresso anche l’adesione del riconfermato assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier. Presenti anche il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, e quello di Fedagripesca Fvg, Venanzio Francescutti.

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In copertina, il saluto del sindaco Claudio Colussi; all’interno, altre immagini del convegno a Casarsa della Delizia.

(Foto Devis Solerti)