La Delizia, al via la vendemmia (dieci giorni di anticipo) con il Pinot grigio

Come già anticipato nel resoconto sul tradizionale incontro prevendemmiale organizzato da Assoenologi Fvg ai Vivai Cooperativi di Rauscedo, è iniziata ieri la vendemmia 2022 de La Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa con vigneti delle aziende associate tra le province di Pordenone e Udine, tra le principali Cantine del Friuli Venezia Giulia e tra le prime dieci per la produzione di Prosecco Doc in Italia. I 400 soci hanno iniziato a raccogliere i grappoli di Pinot grigio, in una vendemmia anticipata rispetto agli anni scorsi di circa una decina di giorni a causa del meteo caldo che si è avuto in quest’estate caratterizzata, come è noto, anche da molto scarse precipitazioni.

Mirko Bellini


«Andremo a vendemmiare nei vigneti – ha informato il direttore Mirko Bellini – che hanno ricevuto meno acqua, ma dalle prime campionature i grappoli presentano uva di buona qualità come gradi, valuteremo ora quanto abbia influito il caldo sull’acidità. Fino a quando il meteo non cambierà anche per diminuire i costi energetici vendemmieremo nelle ore meno calde. Una situazione, quella della vendemmia 2022, che si preannuncia comunque discreta e che ci fa ben sperare nonostante le grandi difficoltà che abbiamo avuto quest’anno a livello meteorologico. L’aver puntato nella grande maggioranza dei vigneti dei nostri soci su impianti di irrigamento a goccia, che permettono di utilizzare al meglio l’acqua senza sprechi e aver avviato un progetto generale di produzione sostenibile in termini ambientali-sociali-economici ci sta permettendo di affrontare al meglio queste sfide».
«Non mancano però le criticità – conclude Bellini – legate ai costi energetici e all’aumento del costo delle materie, ma siamo fiduciosi anche se un bilancio più concreto si potrà fare tra qualche giorno dopo aver incamerato in cantina i primi quintali di uva. Il nostro presidente Flavio Bellomo nei prossimi giorni porterà all’attenzione dei soci, nell’incontro che precede la nostra assemblea annuale, un quadro solido che vede consolidarsi sia le esportazioni che il mercato interno legato all’Horeca, non solo per le bollicine che sono il traino della nostra produzione, ma anche per i vini fermi, sempre più apprezzati».

Pinot grigio

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In copertina, la vendemmiatrice che ieri ha esordito nei vigneti dei soci La Delizia.

Con Assoenologi la “radiografia” di una vendemmia in Fvg del tutto inedita

di Giuseppe Longo

Purtroppo anche con danni, alla fine la tanto sospirata pioggia è arrivata, seppure non sufficiente a spegnere la lunga sete delle nostre campagne. Per cui, anche dal punto di vista vitivinicolo, quella che stiamo vivendo resterà sicuramente un’annata da ricordare.  Sotto molti aspetti, in senso negativo. La lunghissima siccità – che, per quanto riguarda la sua durata, almeno in Friuli Venezia Giulia a memoria non ha stagioni simili – ha infatti pesantemente colpito i vigneti, ormai prossimi alla vendemmia per certe varietà più precoci – o addirittura anche già avviata, come è avvenuto oggi con il Pinot grigio dei soci della Cantina di Casarsa – e  per le basi spumanti, tra le quali ormai domina il Prosecco, influendo sulla quantità che risulterà sensibilmente decurtata – si stima un 10-15 per cento in meno -, mentre la qualità dovrebbe essere garantita sebbene certe criticità siano evidenti come la bassa acidità contenuta in acini piccoli e dalla buccia ispessita. Le piogge annunciate anche per le prossime ore – auspicabilmente tranquille, senza altri danni – potrebbero però ancora fare la differenza, soprattutto in quei terreni sprovvisti di alcun sistema irriguo. E poi c’è il problema, sempre più preoccupante, della flavescenza dorata che sta falcidiando i vigneti, con danni spesso irreversibili.

L’intervento di Cotarella e di due relatori.

Una “radiografia” certamente problematica quella emersa dall’affollato incontro prevendemmiale che Assoenologi Fvg – presente anche il leader nazionale Riccardo Cotarella – ha tenuto ieri ai Vivai Cooperativi di Rauscedo, ma che può essere affrontato con risposte efficaci proprio attraverso la competenza dei tecnici della vite e del vino, come ha sottolineato in un puntuale e interessante messaggio audio l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, trattenuto da improrogabili impegni. Di tutto rispetto i relatori che hanno sviluppato la importante tematica stagionale, dopo i saluti del presidente Matteo Lovo, al suo esordio nel tradizionale vertice tecnico-scientifico-economico, dopo avere ricevuto il testimone da Rodolfo Rizzi. «Più che la mancanza d’uva, perché i grappoli ci sono, a pesare negativamente – ha osservato – saranno le basse rese in mosto, specialmente su Collio, Colli orientali del Friuli e Carso dove l’irrigazione non esiste». E ha aggiunto: «Per fortuna in questi ultimi giorni, dopo la interminabile siccità, c’è stata una escursione termica rivelatasi benefica per l’accrescimento di aromi e profumi, visto che in questi mesi, soprattutto nelle zone non irrigate, le viti non hanno avuto uno sviluppo regolare».
Mentre Eugenio Sartori, direttore generale Vcr, ha fatto gli onori di casa, il presidente Cotarella ha tra l’altro osservato che «nessuno di noi ha la preparazione per gestire una vendemmia particolare come questa, che ci ha colti tutti di sorpresa. Ma – ha continuato – la passione e l’umiltà dell’enologo per capire, vigna per vigna, cosa è accaduto in questa estate insolita, consentiranno certamente di individuare il da farsi, gestendo al meglio le operazioni vendemmiali con sensibilità e dedizione».

Calzavara, Cotarella, Fabbro e Rizzi.


Quindi, Sandro Bressan, dell’Ersa Fvg, ha parlato delle patologie della vite e in particolare di flavescenza dorata, della sua incidenza e dei possibili rimedi, mentre Valentina Gallina, Osmer Fvg, si è soffermata sul quanto mai anomalo Andamento meteo della stagione 2022, caratterizzato appunto da una siccità che si protrae da fine inverno, facendo altresì riferimento alle complicazioni causate dal repentino cambiamento climatico. Paolo Sivilotti, Università di Udine, in collaborazione con Francesco Degano, Consorzio delle Doc Fvg, si è poi soffermato sugli aspetti fitosanitari della vite e sulle curve di maturazione dei grappoli, con interessanti indicazioni varietali. Michele Bertolami, del Ceviq, ha poi disquisito sul nuovo piano dei controlli, cedendo il microfono a Franco Battistutta, Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo friulano,  il quale ha fornito alcune considerazioni sulla lavorazione dei mosti in cantina, tenendo conto delle conseguenze provocate appunto dall’anomalo andamento meteorologico. Infatti, la prolungata carenza idrica ha causato uno stress sulle piante che ha influito notevolmente su ph ed equilibrio acidico, con non trascurabili ricadute tecnologiche e sensoriali, che si rifletteranno anche sulla longevità dei vini. L’esperto ha pertanto sottolineato l’importanza del nutrimento e della regolarità fermentativa, ma anche del contenimento dei difetti da riduzione. «Attenzione a non generalizzare – ha osservato -, le ultime piogge, anche locali, possono cambiare drasticamente il quadro acidico». E poi ha anche messo in guardia: «Non perdere di vista le diverse maturità, il raggiungimento degli obiettivi rispetto a zuccheri e acidità non significa avere uva matura».

Stefano Trinco

Adriano Gigante

Infine, gli interventi di Stefano Trinco, neo presidente della Doc Friuli, e di Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Friuli Venezia Giulia, che hanno proposto interessanti riflessioni sullo stato di salute del Vigneto Fvg e sulla situazione economica in questa importante fase che ci vede finalmente, almeno pare, all’uscita dalla crisi pandemica che tanto ha influito anche sul settore vitivinicolo, raccordandosi pure sulle considerazioni di carattere generale che aveva fatto Riccardo Cotarella all’apertura dei lavori.
Molto interessante, dicevamo il messaggio dell’assessore Zannier, il quale ha esordito riferendosi proprio alle difficoltà estreme causate dalla gravissima siccità, appunto senza precedenti, e che non ha risparmiato il settore vitivinicolo, soprattutto dove non c’è la possibilità di irrigare, per cui la Regione Fvg è impegnata a sostenere tutte quelle iniziative atte almeno ad attenuare un problema sempre più evidente, innescato dai citati mutamenti atmosferici: interessante, al riguardo, l’invaso collinare realizzato recentemente a Prepotto a beneficio delle vigne di Albana. L’esponente della Giunta Fedriga ha fatto quindi riferimento alle caratteristiche quali-quantitative di questa particolarissima annata e a una vendemmia che richiederà tutta la preparazione degli enologi per essere affrontata in modo efficace. E poi la vera e propria «esplosione della flavescenza dorata», un fenomeno ancora tutto da capire ma con contorni preoccupanti sotto gli occhi di tutti, tanto che le viti colpite «vanno messe quanto prima fuori ciclo» al fine di non compromettere anche quelle sane. Zannier ha riferito, al riguardo, che è allo studio con la Regione Veneto un efficace metodo di lotta.
Insomma, più ombre che luci, purtroppo, in quest’annata tutta eccezionale per le nostre latitudini, a cavallo del 46° parallelo. Non eravamo abituati a questi prolungati stress idrici che hanno richiesto attenzioni speciali per il vigneto, e che le richiederanno anche in cantina. La competenza e la passione dei nostri enologi sapranno, però, anche stavolta metterci la classica “pezza”. Per cui anche quest’anno, nonostante tutto, la riconosciuta qualità dei nostri vini sarà salvaguardata. Come dire che il Vigneto Fvg, con i suoi produttori e tecnici, saprà vincere anche questa inedita sfida.

Infine una bella foto-ricordo.

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In copertina, Matteo Lovo con il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella ieri pomeriggio ai Vivai di Rauscedo.

(Foto Claudio Fabbro)

 

Come sarà l’imminente vendemmia? Arriva la risposta di Assoenologi Fvg

(g.l.) Come sarà la ormai imminente vendemmia nel Vigneto Fvg? Come si presenta lo stato sanitario delle viti e dei grappoli? Qual è l’incidenza della temutissima Flavescenza dorata? Quali saranno le caratteristiche quali-quantitative in un questo anno tutto particolare, caratterizzato da una perdurante siccità fra le più gravi che si ricordino? Quali sono le indicazioni che provengono dal mercato ora che l’emergenza pandemica è finalmente rientrata? Tutte domande che avranno adeguata risposta nel tradizionale incontro prevendemmiale di Assoenologi Fvg che il presidente Matteo Lovo – il quale da pochi mesi ha ricevuto il testimone da Rodolfo Rizzi – ha convocato per mercoledì prossimo, 17 agosto. Il convegno si terrà quest’anno in provincia di Pordenone, esattamente nella nuova sede del Centro di ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo, in via Ruggero Forti, Comune di San Giorgio della Richinvelda, con inizio alle 17.30.

Matteo Lovo leader Assoenologi Fvg.


L’incontro prevendemmiale – che per il presidente Lovo «rappresenta il momento di maggior importanza tecnica, mediatica e di aggregazione per la nostra associazione» – vedrà la successione di numerosi interventi che metteranno a fuoco le varie problematiche. Così dopo i saluti e l’introduzione ai lavori dello stesso Matteo Lovo, parleranno: Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi; Eugenio Sartori, direttore generale Vcr; Sandro Bressan, dell’Ersa Fvg, Flavescenza dorata; Valentina Gallina, Osmer Fvg, Andamento meteo della stagione 2022; Paolo Sivilotti, Università degli studi di Udine, in collaborazione con Francesco Degano, Consorzio delle Doc Fvg, Aspetti fitosanitari e curve di maturazione; Franco Battistutta, Uniud, Aspetti e considerazioni enologiche sulla lavorazione in cantina; Michele Bertolami, Ceviq, Nuovo piano dei controlli.
Infine, sono annunciati gli interventi di Stefano Trinco, neo presidente della Doc Friuli, e di Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Friuli Venezia Giulia, mentre le conclusioni saranno tratte da Stefano Zannier, assessore all’agricoltura della Regione Fvg.
Il presidente Matteo Lovo auspica «una numerosa e nutrita partecipazione» – l’invito oltre che ai tecnici associati è rivolto alle aziende produttrici e alle associazioni di categoria -, ma questa dovrebbe essere scontata a giudicare dagli affollati parterre che hanno caratterizzato i vertici prevendemmiali convocati da Rodolfo Rizzi durante la sua lunga permanenza alla guida di Assoenologi Fvg. Si tratta, infatti, del “verdetto ufficiale”, oltre che molto atteso, sulla nuova racccolta delle uve.

 

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In copertina, grappoli d Pinot grigio e qui sopra di Sauvignon: questa sono tra le prime varietà a essere raccolte in Fvg.

Confagricoltura Fvg, la siccità peserà sulla ormai vicina vendemmia

Sono giorni cruciali per il settore vitivinicolo. Se in alcune zone d’Italia la vendemmia è già in corso, eventuali piogge entro Ferragosto potrebbero essere decisive per definire l’annata 2022 in Friuli Venezia Giulia: siamo nel momento che completa la maturazione delle uve, che hanno sofferto l’estrema siccità della stagione.

Michele Pace Perusini


Le prime considerazioni raccolte da Confagricoltura Fvg concordano su un calo generalizzato dei livelli quantitativi di almeno il 10-15 per cento, più accentuato laddove ci sono state grandinate, mentre sulla qualità mai come quest’anno si conferma determinante l’attenta gestione agronomica del vigneto. Dal 2003, l’annata che ha segnato la svolta climatica con conseguenze evidenti sulle produzioni, l’intero settore primario e il suo indotto investono affinché il comparto vitivinicolo possa affrontare senza gravi conseguenze gli effetti del cambiamento meteorologico. Quindi, anche di fronte a stagioni difficili come questa, la qualità non sarà messa in discussione. Preoccupano, tuttavia, le fitopatie come il mal dell’esca e la flavescenza dorata che hanno avuto delle recrudescenze infettive favorite dal gran caldo.

«Saranno molte le viti da espiantare – afferma Michele Pace Perusini, coordinatore della Sezione economica vitivinicola di Confagricoltura Fvg – e si dovrà considerare, in qualche modo, il ristoro dei costi di reimpianto. Nella nostra regione, la situazione vendemmiale si divide in base alla tipologia dei terreni. In quelli più drenanti e ghiaiosi, lo stress idrico è maggiore, perché la forte evapotraspirazione ha limitato l’efficacia dell’irrigazione. Sulle varietà precoci (Pinot grigio in primis) si registrano i primi arresti di maturazione da calore. Con meno acqua calerà anche la resa dovuta soprattutto al minor peso degli acini – prosegue l’imprenditore – e, probabilmente, anche la qualità. Nei vigneti collocati sui terreni più pesanti, invece, i danni saranno minori. L’andamento climatico sarà favorevole soprattutto per la qualità dei vini rossi. Per tutte le aziende, comunque, incide l’aumento dei costi di produzione. E, a influire sull’andamento del mercato, ci saranno anche le giacenze. In prospettiva, alla luce della situazione economica attuale – sottolinea ancora Pace Perusini – è ragionevole immaginare, nel medio periodo, un rallentamento del mercato del vino con minori scambi in volume e valore più contenuto. I consumatori potrebbero cominciare a ridurre gli acquisti di beni non di prima necessità, come il vino, anche nella grande distribuzione organizzata».

La migliore reazione per il settore vitivinicolo – secondo Confagricoltura – è quella di essere ancora più concentrati sui mercati di esportazione, sia europei, sia di Paesi terzi (Usa e Canada), ma anche del Sud Est asiatico, dove il nostro Paese è molto competitivo per il buon rapporto qualità/prezzo e per l’estrema varietà di prodotto che è il punto di forza della nostra viticoltura. «La consolidata immagine del vino regionale e italiano, sostenuta da opportune campagne di comunicazione – conclude Pace Perusini – dovrebbe permetterci di affrontare positivamente questa sfida a livello internazionale, già a partire dall’autunno».

In copertina, la vendemmia del Pinot grigio una delle prime varietà ad essere raccolte nel Vigneto Fvg.

La “carta geografica” di Livio Felluga va in vacanza con i suoi Colloqui in Abbazia

(g.l.) Tempo di vacanze, con il gran caldo che la fa da padrone. E così anche per i “Colloqui dell’Abbazia”, che avvengono sempre all’insegna della famosa carta geografica che, storicamente, contraddistingue i vini Livio Felluga, è giunto il momento di concedersi la consueta pausa estiva. Come tra poche settimane se la concederanno le stesse piante, nella nota fase dell'”agostamento” (durante la quale le parti verdi si lignificano), preparandosi alla maturazione dei loro frutti: l’uva, nel caso della vite, con l’invaiatura cambia colore, matura pian piano, accompagnandoci verso la nuova vendemmia, che si spera generosa e di qualità.
Per cui venerdì 8 luglio, alle 18, all’Abbazia di Rosazzo, sarà il romanzo dell’autrice pordenonese Lorenza Stroppa, intitolato “Cosa mi dice il mare” (Bottega Errante Edizioni), a chiudere la stagione primaverile della fortunata rassegna, cosicché “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curati da Elda Felluga e Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, in collaborazione con la Fondazione Abbazia di Rosazzo, riprenderanno il prossimo settembre, con un nuovo calendario di incontri.
La rassegna è realizzata grazie appunto alla Fondazione Abbazia di Rosazzo e all’azienda vitivinicola Livio Felluga, a Vigne Museum associazione culturale (promotrice di altre belle iniziative, soprattuto musicali), al Comune di Manzano e al sostegno di Banca Intesa. Informazioni sui siti: www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it e pagine social.

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In copertina, la storica Abbazia benedettina di Rosazzo circondata dai pregiati vigneti.

Nimis e il ricordo dei famosi “uessuz” su Telefriuli con Tiziana e Dj Tubet

di Mariarosa Rigotti

Nimis nuovamente sotto i riflettori di Telefriuli. Dopo la puntata curata da Daniele Paroni e dedicata alla vendemmia nella zona del Ramandolo Docg, ora a prestare interesse per il paese pedemontano è Tiziana Bellini, volto noto della rete con la sua gettonatissima trasmissione “Messede che si Tache”, una novità del palinsesto 2021 dell’emittente televisiva, «trasmissione di cucina dal sapore squisitamente friulano». E stasera, appunto, alle 20.30, protagonista sarà proprio Nimis con il ricordo dei famosi “uessuz”, fragranti biscotti con una ricetta che risale al Medioevo – i dolci venivano infatti prodotti dai monaci dell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio -, ricetta poi acquisita da un Luigi Grassi e tramandata per generazioni fino all’attuale Luigi Grassi, “Vigjut de Frare”, che li realizzò fino ad una dozzina di anni fa, quando il forno è stato chiuso, come purtroppo anche gli altri due del paese.

Tiziana Bellini con Luigi Grassi.


Ma ospite della food blogger sarà anche un altro nimense, il rapper Dj Tubet. Tutti gli ospiti, che Tiziana Bellini intervista, infatti, sono friulani o hanno un legame con questa terra e che si stanno impegnando per valorizzarne le prerogative. Così, nella cucina della conduttrice, a Moruzzo, dove ogni sabato viene presentato un piatto della tradizione friulana, come anticipa la stessa Bellini, in questa occasione saranno proposti i “Kipferl” alla vaniglia, dolci che arrivano dalla pasticceria austriaca creati in occasione della vittoria di Vienna sui Turchi. Questi biscotti venivano preparati storicamente in attesa del Natale perpetuando una tradizione tra Friuli e Austria. E nel contempo si porrà anche l’accento proprio sugli storici “uessuz” di Nimis, originariamente chiamati “uess di muart” per la caratteristica forma che, ricordando le ossa umane, avevano quando venivano fatti manualmente.
Tubet “alfiere rap della friulanità” non nasconde il proprio entusiasmo per questa sua ospitata. Sarà l’occasione per «entrare nel vivo della mia storia personale e artistica legatissima al Friuli e al mio amatissimo paese, Nimis. Qui ebbe inizio la mia carriera». E Mauro Tubetti aggiunge: «Abbiamo scelto un dolcetto che parlasse di Nimis e che fosse in linea con la mia dieta vegetariana, un modo per far luce anche sulla cucina tipica friulana non a base di carne o alcolici visto il mio stile di vita salubre di stampo “Straight Edge”. Nell’intervista più che focalizzarsi sulla mia carriera, che oramai in zona è conosciuta, si è pensato di dare spazio alla persona, ai sogni e alle motivazioni che stanno dietro ad una scelta più che ventennale come la mia».

Dj Tubet nella cucina di Moruzzo.


«Mi sono divertito e arricchito dal dialogo con Tiziana scoprendo che entrambi amiamo il nostro territorio in una visione integrata e sempre alla ricerca di nuove storie e curiosità, di stimoli e di particolarità che possano rendere sempre più unica la nostra professione. Sono felice – aggiunge il musicista – di aver potuto parlare dei miei sogni da bambino, del mio senso di rivalsa che mi ha portato a creare uno dei primi casi di Hip Hop Pedagogy in Italia proprio per poter trasmettere ai ragazzi la mia lingua madre attraverso la mia più grande passione che è la musica. Alcuni accenni anche al mio stile di vita in controtendenza con lo stereotipo del rapper disagiato… lo stile sXe che prevede l’astinenza dal consumo di tabacco, alcol e droghe ma anche alcune riflessioni sul matrimonio in lingua friulana che uso nella musica non perché minoritaria ma proprio perché ha un sound adeguato».
Resta, certo, grande attesa per la trasmissione di stasera condotta da Tiziana Bellini che, come è noto, potremo seguire non solo in Tv. E allora, è la blogger che racconta, ricordando come l’anno scorso, a causa del lockdown, «capitava spesso che cucinavo. E poi mettevo le foto su whatsapp. E capitava pure che mi chiedevano le ricette. Vuoi non essere contributivo in una situazione del genere? Così scrivevo con quei tastini minuscoli del telefono. Finché, per offrire qualcosa di meglio e per rendermi la vita più facile, ho deciso di creare su Facebook un contenitore che poteva chiamarsi solo “Il Fogolar di Ticjiuti”. Fogolar perché è il posto dove si condividono ricette, storie e leggende friulane e Ticjiuti è il nomignolo con il quale mi chiamava mia nonna. Ed è proprio con mia nonna, vicino al fogolar che ho imparato tante cose da bambina. Quindi, ho cominciato con le ricette e siccome la cosa è piaciuta ai friulani sparsi in Italia e all’estero, ho continuato anche con le leggende, gli esseri mitici, le tradizioni e i vini. Credo di aver scritto un milionesimo di quello che intendo condividere». La pagina Facebook di cui parla Tiziana Bellini è https://www.facebook.com/ilfogolar

L’antica Pieve di Nimis.

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In copertina, i famosi “ues di muart” poi chiamati semplicemente “uessuz” in una vecchia immagine scattata da Bruno Fabretti.

L’addio del Collio a Roberto Felluga alfiere del Vigneto Fvg nel mondo

di Claudio Soranzo

Ha atteso di trascorrere la splendida Estate di San Martino, di pensare alla festa della vendemmia da poco terminata, prima di lasciarci da soli a terminare tutti i suoi progetti, concretando le sue idee, e trasferirsi nel mondo dei più, senza darci il tempo di capire quale vuoto intendeva lasciarci. Se n’è andato così, Roberto Felluga, in una tiepida giornata di novembre, lasciando nello sconforto più totale i suoi cari – la moglie Elena, la figlia Ilaria, il padre Marco, le sorelle Patrizia e Alessandra -, ma anche tantissimi altri parenti, amici e conoscenti che l’hanno sempre amato, ascoltato e rispettato. Roberto, a soli 63 anni, ci lascia un vuoto incolmabile in campo umano e professionale, dopo una vita intera vissuta con le mani nella sua terra ad accarezzare i grappoli d’uva appena raccolti e ad assaporare i profumi e i sapori dei suoi magnifici vini. Non tralasciando la ricerca e lo sviluppo del territorio, della sua cantina e di quanto poteva essere utile e innovativo per una viticoltura migliore, di minor impatto ambientale e volta al sociale. Come ha detto anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, interpretando i sentimenti di tutto il Friuli Venezia Giulia, in occasione della Festa del Ringraziamento di Udine: «È doveroso il ricordo di un grande della vitivinicoltura della nostra regione che ci ha lasciato, Roberto Felluga, vignaiolo del Collio che assieme al padre Marco ha costituito un’impresa pilastro del settore: un imprenditore a cui il Friuli Venezia Giulia deve molto in termini di innovazione, promozione del territorio e di immagine nel mondo».


Ci ha lasciato così, a pensare ai suoi ultimi approcci con questo mondo, con la nostra consapevolezza che da lassù non solo proteggerà i suoi cari e i suoi campi, ma anche che arruolerà nuovi lavoratori eccellenti per allestire dei magnifici vigneti fra le candide nuvole del Cielo. Mi piace ricordarlo con le due nostre ultime occasioni d’incontro: la prima a marzo di tre anni fa, durante un’intervista a Gradisca, e la seconda a metà maggio 2019 all’inaugurazione del monumento all’ingresso della cantina e dello showroom a Russiz Superiore. Nell’intervista pose in evidenza tutte le sue idee di rinnovamento e di coesione con altre realtà della zona. Ecco alcuni spunti: «In un mondo del vino sempre più globalizzato, dove purtroppo sta entrando la speculazione, la ricetta per stare al passo dei mercati è investire sulla qualità» – «Non dobbiamo correre dietro alle mode, anche se siamo inevitabilmente influenzati dalle tendenze, come accade per esempio nel campo dell’abbigliamento, e sono tante le zone prestigiose del mondo che hanno già variato un po’  la qualità. In questo contesto che cambia costantemente dobbiamo cercare di rimanere in qualche modo autentici e di non correre dietro per forza a quello che il mercato chiede, ma dobbiamo saper imporre varietà che definirei tipiche, più che autoctone, perché non è facile stabilire un parametro per decidere quale vino è veramente autoctono in una determinata area; parlerei piuttosto di autenticità e di caratterizzazione».


A una mia precisa domanda su cosa dovrebbero fare i vignaioli del Friuli Venezia Giulia per caratterizzare meglio il loro prodotto – ricordo che era anche responsabile del settore viticoltura di Confagricoltura -, Roberto Felluga così mi rispose: «La collina del Friuli Venezia Giulia non ha seguito le mode, l’entrata di nuovi vitigni o di una nuova denominazione non ne ha stravolto la produzione, ma guardando più in generale, per il Vigneto regionale occorre stabilire una politica a lungo termine, sui quindici-vent’anni, che possa individuare cosa vogliamo esattamente da questa regione, dal Vigneto Fvg, senza che ci limitiamo a guardare al domani. Per poter cogliere preparati anche le sfide del futuro. Finora – continuò il viticoltore – non c’è stata una visione univoca del Friuli Venezia Giulia, mentre per quanto riguarda il Collio la nuova frontiera potrebbe essere rappresentata dal passaggio dalla Doc alla Docg: abbiamo già rese per ettaro molto basse e seguiamo un percorso di qualità da sempre, ovviamente con l’alternanza tra le diverse annate».
E questo fu il suo pensiero finale per mantenere una strada che già aveva dato grandi soddisfazioni: «Servirebbe una Docg da riempire anche con altri valori, quali la questione ambientale, la capacità di ancorare sempre di più il prodotto alle nostre tradizioni, la volontà di riscoprire un uvaggio che ha fatto sempre parte della nostra storia, ma che è stato messo un po’ da parte, realizzato con una gran selezione, che può essere composta da uve di Ribolla, Pinot bianco e Malvasia».
All’inaugurazione del monumento di Johann Willsberger lo ricordo alquanto emozionato, durante il discorso prima dello scoprimento, pensando che il poliedrico artista, uno dei grandi innovatori del Ventesimo secolo nella comunicazione visiva, avesse scelto proprio la sua tenuta per erigere nel cuore del Collio uno degli allora nuovi 40 progetti, tutte opere realizzate tra Italia, Austria, Germania e Francia. La scultura ideata esclusivamente per Russiz Superiore riproduce il simbolo emblematico del territorio circostante, la collina, che decise di rappresentare attraverso una forma stilizzata e lineare, composta da una sezione orizzontale verde atta a rispecchiare i vigneti e un basamento nero a testimonianza di una terra sicura e ben salda. «Vi è un aspetto di base fondamentale – disse Willsberger in quell’occasione -, quello di proiettarsi verso il futuro dell’enologia, che va di pari passo al rispetto e alla salvaguardia della propria terra. Per questo dobbiamo pensare “green”. Da qui il prestigio della collina del Collio: dolcemente definita ed elegante, proprio come i suoi vini».


Mi piace ricordare, infine, Roberto Felluga con un post che Francesca Fiocchi, eclettica Donna del Vino dell’Oltrepò Pavese, pubblicò sul suo blog nel 2016 in occasione di una sua visita a Russiz Superiore: «La cena da Roberto Felluga mi ha fatto respirare l’anima del vero Friuli, vuoi per la bellezza del posto, incantevole, immerso nel verde di quel territorio magnetico che è il Collio, vuoi per i vini estremamente eleganti e sempre molto corrispondenti al vitigno di appartenenza, vuoi – elemento assolutamente da non sottovalutare – per la cortesia e il buon gusto del padrone di casa, sempre attento alla convivialità e a far star bene i suoi ospiti» – «Senza dimenticare che i vini del Collio, figli della migliore espressione del territorio, sono in grado di regalare piccoli e grandi tesori. Se poi, dopo una cena a base di tipicità locali e bottiglie che sanno farsi ricordare, Roberto Felluga decide di stappare a sorpresa – imprevedibile com’è – una bottiglia importante, oserei dire memorabile, impolverata e con l’etichetta stinta e rovinata dal tempo, la serata diventa addirittura speciale. Il Russiz Superiore Pinot Bianco 1985 – descrive la Fiocchi – è un piccolo capolavoro del gusto che ci regala Roberto Felluga, e che non stappa proprio per tutti: acidità ancora splendida dopo trent’anni, colore vivo, freschissimo. Un vino di classe e personalità che si concede poco alla volta al naso e al palato, con un ventaglio aromatico complesso, che riflette un territorio carismatico, avaro e generoso al tempo stesso. Degustarlo nelle cantine sotterranee aggiunge fascino a un vino tecnicamente perfetto e capace di emozionare. A lungo».
Così a lungo ricorderemo tutti un grande alfiere del nostro tempo e del nostro territorio, una bravissima persona che ha saputo spendersi per la coltivazione della vite e la produzione di un vino che ci contraddistingue in tutto il mondo.

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In copertina, Roberto Felluga durante l’inaugurazione del monumento; all’interno, immagini della cerimonia e della cantina di Russiz Superiore.

 

 

Una piccola, grande vendemmia a Nimis a vent’anni dalla Docg Ramandolo

di Giuseppe Longo

Piccola, grande vendemmia quella che si è appena conclusa nei “ronchi” di Nimis. L’affermazione fotografa, infatti, esattamente come sono andate le cose in vigna in questo 2021 che coincide anche con il ventennale dell’approvazione della Docg Ramandolo, la prima ad essere riconosciuta nel Vigneto Fvg. La qualità, infatti, è ai massimi livelli, grazie all’uva perfettamente matura, ma la quantità – complici la gelata tardiva e l’intensa piovosità primaverile – è risultata piuttosto avara. Anche del 40 per cento in meno, mi ha detto qualche giorno fa Sandro Vizzutti. Parole confermate da Ivan Monai, alla vigilia della raccolta degli ultimi, appassiti grappoli di Verduzzo prima dell’arrivo del maltempo, previsto dall’Osmer per domani, giorno dei Santi. «Devo raccogliere ancora quei grappoli che mi hanno lasciato uccelli e caprioli», ha aggiunto il produttore di Ramandolo evidenziando i danni prodotti dalla fauna selvatica, specie nei vigneti vicini a boschi o a terreni abbandonati. Un problema, questo, evidente ormai da anni e che sta molto preoccupando i viticoltori, non solo della zona di Nimis e Tarcento, quella appunto “ritagliata” per dare vita alla denominazione di origine controllata e garantita, massimo grado di espressione e tutela della qualità di un vino.

Refosco dal peduncolo rosso.


E della vendemmia in questo angolo dei Colli orientali del Friuli, fra l’altro il più settentrionale, tanto che i suoi vignaioli sono gli ultimi a portare in cantina il frutto dell’annata, si è occupato efficacemente martedì scorso anche il programma “Lo scrigno” che va in onda da molti anni su Telefriuli ponendo l’accento su tanti aspetti della vita nella “Piccola Patria”. La troupe guidata dal direttore Daniele Paroni ha ripreso il lavoro di raccolta delle uve, tutto fatto a mano in quanto in queste zone di collina la meccanizzazione è pressoché impossibile, soffermandosi soprattutto nei vigneti delle sorelle Daniela ed Elena Comelli (“Matie”), alla prima vendemmia senza i preziosi consigli del padre Sergio che, novantenne, si è spento quest’estate. Un lavoro fatto secondo i crismi della tradizione, descritto minuziosamente anche attraverso le parole della mamma Teresa. Nelle vigne anche il dottor Marco Malison, responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti, che ha espresso interessanti osservazioni anche di carattere generale su questa stagione, sulla quale pesano gli effetti del secondo anno pandemico, sebbene fortunatamente una certa, incoraggiante ripresa si sia cominciata a registrare. Concetti ripresi poi pure da Giorgio Bertolla, presidente locale della stessa organizzazione agricola, e da Paolo Comelli, mentre i suoi vendemmiatori raccoglievano cantando villotte i bellissimi grappoli nelle giovani vigne terrazzate sulle colline dirimpettaie al monte Bernadia.
Una vendemmia che, dunque, va in archivio anche nella zona di Nimis. Poco generosa in termini di ettolitri, ma di grande qualità, a cominciare appunto dal dolce Ramandolo e dal generoso Refosco, nostrano e dal peduncolo rosso. Ed è proprio la qualità che fa grande e famosa una zona che ora, come l’intero Vigneto Fvg, guarda con fiducia alla ripresa, dopo i gravi danni causati dalle misure adottate nell’ambito della emergenza sanitaria, con una forte riduzione dei consumi provocata dal prolungato blocco di un settore così importante e vitale come quello della ristorazione, che nella zona di Nimis è molto conosciuto e rinomato.

La vallata di Nimis da Ramandolo.

Infine, va registrata una bellissima notizia. Anche Nimis infatti fa parte, assieme ad altri 25 Comuni del Friuli Venezia Giulia, dell’Associazione nazionale Città del Vino: si è appena saputo che Duino Aurisina è stata proclamata “Città del Vino 2022”, come dire che tutta l’attenzione nazionale nel prossimo anno sarà calamitata dalla località carsica e, appunto, dai Comuni che aderiscono all’Associazione stessa. Un riconoscimento importante sul quale dedicheremo un approfondimento nei prossimi giorni.

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In copertina, ecco alcuni grappoli di Verduzzo perfettamente maturi.

Al lavoro per la Guida Top vini Fvg 2022: in novembre le commissioni d’assaggio

(g.l.) L’ha definita «unica e storica annata» quella che si sta avviando alla conclusione e che sta vivendo le battute finali della vendemmia. Le parole sono di Paolo Valdesolo, enologo di lungo corso e voce autorevole del settore vitivinicolo friulano nel quale, pur essendo vicentino di origine, ha speso tutta la vita professionale. E che ora continua ad assicurare il suo competente apporto in varie attività e iniziative, come la “Guida Top vini Friuli Venezia Giulia” per la quale, visto il successo della prima edizione, è stata avviata l’organizzazione della seconda, la cui uscita è prevista all’inizio della primavera. Per cui anche quest’anno – afferma il tecnico, coordinatore delle commissioni di assaggio – «sarà indispensabile l’intervento dei migliori esperti del settore enologico per la valutazione dei vini presentati dai produttori della nostra regione», anticipando che le commissioni stesse si riuniranno a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo (dove ha sede anche il Consorzio tutela vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo), nei giorni compresi fra il 15 e il 26 novembre. Gli esperti che vorranno partecipare alle sedute degustative sono invitati a comunicare la propria disponibilità all’indirizzo di posta elettronica valdesolo@gmail.com oppure al cellulare 338.7130225.
L’enologo ricorda che alla Guida “Top vini Fvg 2022” possono partecipare tutti i produttori di vino certificato con marchi di qualità Docg, Doc e Igt della nostra regione. Con questo vademecum si vuole infatti «offrire una visione completa del panorama enologico, ricco e articolato del Friuli Venezia Giulia e vuole essere uno strumento di confronto e di crescita anche per i piccoli e medi produttori che hanno l’opportunità di valorizzare la propria realtà aziendale. Una opportunità per promuovere il territorio, i produttori e i vini che permetterà a tutte le aziende, anche a quelle che non trovano spazio nelle guide nazionali, di valorizzare la propria produzione e diventare riconoscibili ad un vasto pubblico di appassionati, turisti, ristoratori, enoteche ed entrare così nelle case di tutti».
Nel contempo, in una nota, si ricordano i principali plus della Guida 2022:
– Una giuria di assaggiatori competenti, seri e indipendenti, presieduta da Nicola Biasi, giovane enologo emergente a livello nazionale e coordinatore tecnico del Wine Research Team, e diretta dallo stesso Valdesolo.
– All’interno della giuria parteciperanno due giornaliste del settore enologico del territorio austriaco.
– La Guida ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
– Redatta in 3 lingue: italiano, inglese e tedesco.
– Le cantine avranno a disposizione 2 pagine per illustrare al meglio la propria azienda.
– La promozione sarà effettuata in diversi momenti ed eventi enogastronomici in Italia e all’estero.
– Saranno assegnati due premi speciali ai migliori vini autoctoni Ribolla gialla e Pignolo.
– La Guida uscirà a marzo 2022.
Ricordiamo, infine, che la Guida verrà distribuita nelle edicole allegata alla rivista Top, Taste of Passion e venduta nelle librerie del Friuli Venezia Giulia. Sarà pure scaricabile dal sito Top Taste of Passion.

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In copertina, l’enologo Paolo Valdesolo, coordinatore delle commissioni tecniche della “Guida Top vini Friuli Venezia Giulia”, durante una degustazione.

Tra i profumi della vendemmia Fvg. E ad Aquileia salutano vini e teatro

(g.l.) Fine settimana con due invitanti proposte nel settore vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia “immerso” nella vendemmia: “Vigneti Aperti” e “Un Calice a Teatro”, iniziative del Movimento turismo del vino e dalle Città del vino, le cui sezioni regionali sono guidate rispettivamente da Elda Felluga e Tiziano Venturini. Ecco, allora, il dettaglio delle due manifestazioni.

VIGNETI APERTI – Il mese di settembre nella nostra regione significa, appunto, vendemmia e non poteva mancare un appuntamento di “Vigneti Aperti” dedicato proprio al periodo più intenso e frenetico per ogni vignaiolo dal titolo “I profumi della vendemmia”. Così, domani e domenica, nelle aziende associate al Movimento Turismo del Vino Fvg aderenti all’iniziativa, si potrà, tra visite e degustazioni, conoscere l’andamento della vendemmia 2021, assaggiare mosti, passeggiare nei vigneti e assaggiare, assieme ai vignaioli, gli acini ancora sulla pianta per scoprire se l’uva è matura per la raccolta. Molte le proposte legate al tema del weekend: un pomeriggio di letture su “Storie di profumi e d’altri tempi” (Cantina Ballaminut), la possibilità di vivere l’esperienza della vendemmia (de Claricini), la degustazione dei mosti in fermentazione comparati allo stesso vino della scorsa annata (Elio Vini e Ferrin Paolo), il picnic in vigna (Tarlao Vignis in Aquileia), un menu degustazione pensato per l’occasione (Vidussi Vini), oltre alle classiche degustazioni, le visite e le passeggiate nei vigneti. Le aziende vitivinicole Fvg che aderiscono all’iniziativa sono: in provincia di Udine Cantina Puntin e Tarlao ad Aquileia, Cantina Ballaminut a Terzo di Aquileia, de Claricini a Bottenicco di Moimacco, Elio Vini a Grupignano, Ferrin Paolo a Camino al Tagliamento, Le Due Torri a Corno di Rosazzo, Spolert Winery a Prepotto, Vigne del Malina a Remanzacco e Villa Vitas a Strassoldo. In provincia di Gorizia invece ci sono Tenuta Villanova a Farra d’Isonzo e Vidussi Vini a Capriva del Friuli. Tutti gli enoturisti che vogliono essere informati sulle news della manifestazione e le aziende aderenti nei vari weekend trovano tutte le informazioni sul sito www.cantineaperte.info

UN CALICE A TEATRO – Ultimo appuntamento con Un Calice a Teatro, la nuova manifestazione organizzata dal Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino. Sarà il Comune di Aquileia a ospitare la tappa finale di domani 25 settembre, alle 20.30, da Vini Brojli con l’opera in friulano “Il Miedi par Fuarze” della Compagnia “El Tendon” di Corno di Rosazzo (nella foto).  Nell’occasione, saranno degustati i vini della stessa azienda di Franco Clementin, già presidente del Consorzio vini Doc Friuli Aquileia. Ingresso libero con posti limitati: la prenotazione è obbligatoria e saranno rispettate le norme sanitarie vigenti. Prenotazioni solo con messaggio Whatsapp (no telefonate) al numero 389.2858620. Un Calice a Teatro è una rassegna teatrale itinerante che nasce da un’idea di Sonia Paolone e che è organizzata assieme al citato El Tendon e all’Associazione Teatrale Friulana con il coordinamento di Luigino Zucco. Il progetto è sostenuto da BancaTer, PromoturismoFvg e Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, partecipanti a “Vigneti Aperti” in una uscita di inizio estate.