La vendemmia secondo Assoenologi Fvg: -7 per cento. Ma di una qualità ottima

di Giuseppe Longo

Primi a partire con la vendemmia, all’inizio della settimana appena conclusa, con la raccolta del Pinot grigio, sono stati i viticoltori della Cantina di Casarsa. E ora si preparano i soci della Produttori di Cormons, ma anche altri viticoltori, singoli o in cooperativa, soprattutto delle zone rivierasche e del Medio Friuli. Due aree importanti del Vigneto Fvg dalle quali sono giunti segnali molto buoni per la stagione vitivinicola 2021, soprattutto in termini qualitativi grazie all’eccellente salute dei grappoli, mentre la quantità è ovunque stimata con un leggero calo, dovuto soprattutto ad avversità atmosferiche come le grandinate che hanno devastato importanti aree della Destra Tagliamento. Indicazioni confermate da Assoenologi Fvg, voce notoriamente autorevole in materia, attraverso la propria riunione prevendemmiale, dalla quale è emerso un decremento produttivo di circa il 7 per cento rispetto alla precedente campagna, che pure non era stata particolarmente generosa, per un totale che supera di poco 1 milione e 700 mila ettolitri di vino. Ma, appunto, di ottima qualità.

Calzavara, Rizzi, Zannier, Cotarella e Brogioni a Corno di Rosazzo.

Una “fotografia” scattata grazie alle parole di qualificati relatori, presenti i vertici di Assoenologi: a Corno di Rosazzo c’erano, infatti, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore generale Paolo Brogioni, che hanno dato una “lettura” a livello nazionale del settore della vite e del vino proprio alla vigilia della vendemmia che è ormai quasi ovunque ai nastri di partenza (pur essendo sensibilmente posticipata rispetto alla media degli ultimi anni), eccettuate le zone più a nord dei Colli orientali del Friuli, non solo per questioni ambientali ma anche per la presenza di varietà tardive come Verduzzo (per il Ramandolo Docg) e il Refosco di Faedis (o nostrano) e dal peduncolo rosso, o il pochissimo ma eccelso Picolit.
C’era anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha sottolineato che un ruolo determinante per la produzione vitivinicola, ma anche per la tutela e la valorizzazione del territorio, si ritrova proprio nella figura dell’enologo, che ha il compito di assicurare al processo produttivo dei vini, dalla coltivazione del vigneto alla diffusione delle bottiglie sul mercato, un percorso atto a garantire una qualità sostenibile e il successo tra i consumatori, portando giovamento all’intera economia del Friuli Venezia Giulia.
I temi principali affrontati dai qualificati relatori ruotavano attorno al concetto che il vino risulta essere sempre di più un “ambasciatore” della qualità del territorio che lo esprime, attraverso una realtà produttiva nella quale la necessità di coesione, del saper fare sistema – argomento questo che da sempre sta molto a cuore dell’assessore Zannier – risulta essere ancor di più oggi elemento cardine per la tenuta e la crescita di un settore che in certi segmenti ha ancora spazi di espansione, come quelli del Prosecco Doc e del Pinot grigio. Occorre però che l’intera filiera vitienologica si impegni, sempre più unita, per consolidare e rafforzare il livello di qualità, già alto, dimostrandosi altresì capace di affermare nel mondo l’immagine del vino Fvg. Per raggiungere questo traguardo – è stato sottolineato durante la convention prevendemmiale a villa Nachini Cabassi, dove ha sede anche il Consorzio Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo – bisogna essere in grado di affrontare e superare il confronto con le altre realtà di produzione, che hanno ormai consolidato la loro immagine.

Fabbro e Rizzi

Stefano Zannier

Albino Armani

Stefano Zanette

Per favorire questo processo, la Regione Fvg – ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga – è disponibile a fornire un sostegno mirato, nella consapevolezza che dovranno essere sempre le aziende e i loro Consorzi a voler investire con convinzione nella promozione, in quanto le istituzioni non si potranno sostituire alla loro capacità di conoscere e interpretare i mercati e le tendenze. Le quali sono spesso determinate da una non approfondita conoscenza delle specificità di un settore articolato e complesso qual è, appunto, quello della vitivinicoltura, tanto che proprio gli enologi possono dare un importante contributo alle stesse aziende, ma anche gli enti pubblici e ai consumatori, nell’affermazione di una cultura del territorio, attraverso la quale il Vigneto Fvg non potrà che vincere nuove sfide.
Approfondite le analisi dei relatori, presentati e moderati da Claudio Fabbro, intervenuto pure con le sempre interessanti e puntuali osservazioni sul settore, anche con richiami ad annate pregresse. La “scaletta” dei lavori prevedeva, infatti, dopo il saluto di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, le relazioni del meteorologo Marco Virgilio, sull’andamento atmosferico primavera-estate; dell’agronomo Giovanni Bigot, sulla sanità e sul potenziale qualitativo delle uve; del professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, sulla vendemmia in generale e sulla necessità di vinificare con attenzione avendo come primo obiettivo proprio la qualità. C’erano anche Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco, e Albino Armani, leader della Doc Delle Venezie (Pinot grigio), i quali sono intervenuti con interessanti considerazioni riguardanti i rispettivi ambiti di competenza che sottendono settori ancora in piena espansione, veri e propri “fenomeni” produttivi del momento.

Vertici Assoenologi e relatori.


E, allora, via alla vendemmia 2021 che, come dicevamo, parte con il piede giusto perché lo stato sanitario delle uve è ottimale e solo in alcune varietà a grappolo compatto si è notato qualche lieve attacco di Botrite. «Allo stato attuale, rispetto allo scorso anno – ha osservato a tale riguardo Rizzi – la quantità di uva si attesta attorno ad un meno 7% e i primi dati analitici (rapporto zucchero-acido) fanno registrare la stessa concentrazione zuccherina della scorsa vendemmia, con un leggero aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino». Dopo le basi spumante, scatta dunque l’ora per la raccolta in grande stile del Pinot grigio, Pinot nero e di alcuni cloni di Sauvignon, varietà che in Friuli ha trovato la sua “patria” di elezione facendosi amare in tutto il mondo. A seguire si vendemmieranno le uve di Traminer aromatico, Chardonnay, Pinot bianco, Glera, varietà atta a dare il Prosecco (essendo questo soltanto il nome del vino e non del vitigno) e Ribolla gialla, altro “caso” produttivo di questi anni. Stando alle attuali condizioni climatiche – sono ancora le previsioni Assoenologi Fvg -, solo dopo il 20 di settembre dovrebbero arrivare nelle cantine i primi carri di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet franc) per terminare con la raccolta delle varietà tardive (gli appunto già ricordati Verduzzo, Refosco e Picolit).
E il mercato? «Per quanto riguarda le contrattazioni, sul mercato delle uve – sono le osservazioni conclusive di Rodolfo Rizzi -, per ora c’è una certa stagnazione dei prezzi in attesa che si consolidino le varietà più richieste come il Glera per Prosecco e il Pinot grigio. Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un venti per cento dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot, al Cabernet sauvignon e al Pinot nero che, dallo scorso anno, è entrato nella produzione del Prosecco Rosé». E’ chiaro che sul mercato hanno pesato finora, e non poco, gli effetti pandemici. Ma che un’estate così bella, soprattutto dal punto di vista turistico, potrebbe anche far presto dimenticare, o quasi. Ce lo auguriamo, per il bene di tutti. Intanto, però, buona vendemmia!

La foltissima platea.

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In copertina, grappoli perfettamente maturi di Pinot grigio, nel Cividalese, sui Colli orientali del Friuli.

Produttori Cormòns, bilancio record e premi. E ora un’ottima vendemmia

(g.l.) Quella che sta per partire ha tutti i numeri per essere un’ottima vendemmia, soprattutto in termini di qualità. Un’annata quindi favorevole che s’incrocia con i risultati più che lusinghieri dell’ultimo bilancio e con la indubbia soddisfazione per l’assegnazione di prestigiosi riconoscimenti: è questo il “ritratto” della Cantina Produttori Cormòns alla vigilia della raccolta delle uve 2021. E di tutto questo i vertici aziendali hanno parlato con i soci che si sono ritrovati in occasione della consueta riunione prevendemmiale, per un’analisi sull’andamento della stagione e per stilare il programma delle prossime giornate, quando si cominceranno a staccare i primi grappoli nei vigneti della zona interessata dall’attività della Cantina, divenuta ovunque famosa per il suo “Vino della Pace”.

La riunione prevendemmiale.

Il presidente Filippo Bregant ha anticipato ai numerosi associati il risultato di bilancio 2020, che verrà approvato in assemblea ad ottobre: «Nonostante le chiusure e le restrizioni causate dall’emergenza Covid, la Cantina registra uno dei migliori bilanci degli ultimi vent’anni – ha dichiarato soddisfatto -, con il fatturato in aumento e una maggior remunerazione delle uve ai soci. La politica di rinnovamento e di efficientamento degli ultimi anni sta dando i primi risultati. Quando ci riuniremo per l’approvazione del consuntivo, contiamo di inaugurare il nuovo impianto di imbottigliamento, l’ultimo grande sforzo finanziario per ammodernare la Cantina».
Successivamente, il direttore generale Alessandro Dal Zovo ha analizzato l’annata viticola che si sta concludendo: «Dopo un inizio difficile, dettato da un aprile freddo e siccitoso, il germogliamento – ha spiegato – è partito con un ritardo di una decina di giorni rispetto alla media degli ultimi anni. Da giugno in poi l’andamento climatico è stato favorevole, senza lunghi periodi di grande caldo e con piogge che si sono susseguite con costanza. Da qualche settimana le temperature notturne e diurne si sono abbassate creando la situazione ideale per la produzione degli aromi primari varietali nelle bacche. Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni sono molto buone e si prospetta un’annata tipicamente friulana e di ottima qualità. Decideremo a breve quando iniziare a vendemmiare, in base ai campionamenti delle uve».


La Cantina Produttori ha in questi giorni conquistato, inoltre, importanti premi. Il Collio Bianco Uve autoctone 2019 è, infatti, stato premiato con la Corona, il massimo riconoscimento da Vinibuoni d’Italia, l’unica guida dedicata ai vini da vitigni autoctoni. Un vino di qualità che si è distinto fra 904 etichette finaliste dell’edizione 2022, soprattutto per la sua eleganza e finezza, ottenuto da uve indigene – Tocai friulano, Malvasia istriana e Ribolla gialla – che donano ai vini fragranza e mineralità. Un altro grande riconoscimento arriva dalle commissioni di degustazione di Gourmet’s International del Merano Wine Festival, che attestano prodotti di elevata qualità, assegnando alla Malvasia Doc Friuli Harmo 2019 il premio “The WineHunter Award Rosso”. Ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, dalle quali nasce un vino elegante e profumato, la Malvasia Harmo è stata imbottigliata e messa in commercio da poco, ma si è subito distinta lo scorso aprile con la medaglia d’oro a Parenzo, nell’Istria croata.

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In copertina, uve con un ottimo stato di maturazione nei vigneti del Cormonese, tanto che la vendemmia è ormai imminente.

La Delizia, primi grappoli in Cantina: vendemmia al via sotto buoni auspici

In ritardo di circa una settimana, è scattato ieri, 30 agosto, il via alla vendemmia nei vigneti dei soci della Cantina La Delizia Viticoltori Friulani: quantità in leggera flessione, ma con qualità su appaganti livelli. La storica Cantina di Casarsa, che riunisce oltre 400 viticoltori soci per una superficie di 2000 ettari vitati, è tra le maggiori realtà vitivinicole del Friuli Venezia Giulia tra i vini fermi e spumanti, nonché tra le prime 9 in Italia per la produzione di Prosecco Doc. Come annunciato dal direttore Mirko Bellini, l’andamento climatico comporterà un leggero calo di qualche punto percentuale nella quantità rispetto allo scorso anno, ma con una riconferma della qualità. Il tutto attraverso una filiera produttiva che punta alla sostenibilità e con mercati che attendono con interesse, sia nella Grande distribuzione che nell’Horeca, i nuovi vini La Delizia. Si è partiti con la raccolta del Pinot grigio per proseguire poi con il Glera-Prosecco: le due varietà principali che quest’anno si sormonteranno per qualche giorno nella vendemmia, la quale in tutto durerà circa un mese.

Mirko Bellini

PREVISIONI – «Una vendemmia 2021 – aggiunge Bellini – che parte sotto buoni auspici, caratterizzata da quello che oramai è l’andamento cluonimatico degli ultimi anni: primavere inizialmente asciutte, seguite da un periodo piovoso e da estati calde, mentre in questi ultimi giorni le temperature si stanno abbassando. Come inizio della vendemmia siamo in ritardo rispetto agli scorsi anni di circa una settimana, con un settembre che si preannuncia soleggiato ma fresco. Annata non particolarmente ricca nelle quantità di uva, ma fortunatamente non abbiamo avuto grossi problemi con la grandine. La qualità la stiamo andando ad analizzare e i primi campioni ci confermano un prodotto in linea con i nostri standard qualitativi. Facendo un’analisi del bilancio climatico, uno degli elementi fondamentali per il futuro sarà la gestione dell’acqua, ovvero la possibilità di irrigare non solo nei mesi estivi ma anche a inizio primavera, fattore che quest’anno ci ha comportato un ritardo nel germogliamento».

SOSTENIBILITÀ – «Sostenibilità – sottolinea il direttore – in tutta la filiera vuol dire un nuovo metodo di lavoro su tre aspetti: ambiente, società ed economia. Infatti, l’aspetto economico è fondamentale, con il giusto prezzo di pagamento delle uve prima e delle bottiglie poi, per rendere possibili le altre due dimensioni, quella ambientale e sociale. La sostenibilità è già ora l’elemento principale del nostro futuro: fare agricoltura oggi vuol dire in primis gestire il territorio, salvaguardando l’importanza di un comparto che negli scorsi anni era stato visto solo come un elemento da sfruttare».

MERCATI – «I mercati si stanno riprendendo, la pandemia ha condizionato tutto il 2021 ma, nonostante sia stato segnato dall’emergenza sanitaria, abbiamo chiuso il nostro bilancio con segno positivo. Inoltre, negli ultimi tre mesi c’è stata una ripresa importante dei mercati Italia ed Estero. Noi avendo suddiviso i canali distributivi tra Grande distribuzione e Horeca abbiamo lavorato bene. Ma la bolla speculativa sulle materie prime in questo momento è molto forte e nel confezionamento del prodotto inizia a farsi sentire: acciaio, plastica e legno hanno anche incrementi di prezzo del 100-150%, troppo alti perché un sistema economico, non solo noi ma tutte le aziende del comparto, li possa sostenere a lungo. Fortuna che l’estate è andata bene anche nel settore Horeca, con i ristoratori che hanno ripreso a lavorare e hanno trovato risposte pronte nei nostri agenti, i quali credono nella nostra linea. Un grande segnale di speranza e di crescita per il futuro».

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In copertina e qui sopra i primi grappoli raccolti ieri a Casarsa.

A Cividale energia pulita dal fotovoltaico per lo spumante classico di Paolo Rodaro

(g.l.) Pigiadiraspatrici, torchi, presse, impianti per la refrigerazione dei mosti in caso di vendemmia troppo “calda” o per il mantenimento in cantina di temperature controllate, soprattutto nella produzione spumantistica. Macchinari e attrezzature che, é noto, assorbono tutti una consistente quantità di energia elettrica, il cui costo è sicuramente più leggero se questa è autoprodotta, mediante un moderno impianto fotovoltaico. Come ha fatto, con un ottimo riscontro economico, Paolo Rodaro a Spessa di Cividale, già dieci anni fa. Tanto data infatti l’operatività del suo impianto che è il più grande parco fotovoltaico realizzato in Friuli Venezia Giulia da un’azienda agricola: era il maggio del 2011 quando l’impianto che produce 928,41 kw all’anno veniva collegato alla rete elettrica. Un mese prima ci fu l’inaugurazione alla quale intervenne il presidente dell’Autority per l’energia, il friulano Alessandro Ortis.

Paolo Rodaro illustra l’impianto.


Per ricordare l’importante anniversario, si sono ritrovati tutti gli artefici di questa realizzazione nella sede della famosa azienda vitivinicola dei Colli orientali del Friuli, fondata nel lontano 1846. Rodaro ha voluto, nella circostanza, fare il punto su questa struttura innovativa dal grande valore economico: «Spesso – ha detto il vignaiolo – assistiamo all’intervento di industriali nel settore agricolo e vitivinicolo, in particolare; raramente accade, invece, che un imprenditore agricolo avvii un’attività industriale».
Realizzato prevalentemente a terra, circondato perimetralmente dalla piantumazione di specie arboree autoctone come il carpino bianco, l’impianto denominato “Picolit solar” interessa una superficie di circa 2 ettari tra Spessa e Premariacco, accanto alla sede aziendale di via Cormons, e ha comportato un investimento di oltre 2 milioni di euro. Ad assistere l’azienda nel piano finanziario era stata la Banca di Cividale, leader in regione nel finanziamento dell’energia pulita, mentre sul piano tecnico l’opera era stata seguita dallo studio dell’ingegner Raffaele Basso, di Tolmezzo.
Il fotovoltaico produce l’energia elettrica necessaria al funzionamento sostenibile dei processi di produzione e stoccaggio della cantina e rappresenta una considerevole integrazione al reddito della casa vitinicola di Paolo Rodaro che in questo lungo periodo di pandemia si è rivelata particolarmente preziosa. Tra i programmi innovativi dell’azienda cividalese, da qualche anno, è stata intrapresa la produzione di spumante classico “pas dosé” che ha riscosso un’ottima accoglienza da parte del mercato di settore, tanto che l’imprenditore si è attrezzato per raggiungere nel breve periodo il traguardo delle 100 mila bottiglie che riposeranno per il lungo affinamento sui lieviti in stanze a temperatura controllata, alimentate, come si diceva, esclusivamente dall’energia pulita prodotta dall’impianto. Quello che ha, appunto, appena compiuto dieci anni.

I pannelli fotovoltaici.

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In copertina, uno scorcio dei vigneti di Paolo Rodaro sui Colli orientali del Friuli a Spessa di Cividale.

La Delizia, vendemmia da 300 mila quintali. E gli spumanti volano

E per i Viticoltori Friulani La Delizia è già l’ora per fare un primo bilancio d’annata. Vendemmia conclusa, infatti, a Casarsa per i soci della storica Cantina del Friuli Venezia Giulia (nel 2021 celebrerà i 90 anni dalla fondazione) e tra le prime nove in Italia per la produzione di Prosecco. Nonostante un’estate complicata, per quanto riguarda le condizioni meteorologiche, la raccolta ha superato i 300 mila quintali d’uva conferiti dai 450 viticoltori aderenti, confermando i quantitativi delle scorse annate. “È stata una vendemmia veloce – ha spiegato il direttore commerciale, Mirko Bellini -, svoltasi nel giro di un mese: il meteo ci ha fatto un po’ tribolare, con un’alternanza caldo-freddo inframmezzata dalla pioggia, ma ciononostante l’annata è discreta, soprattutto per i vini bianchi e ancora meglio per gli spumanti, per i quali ci attendiamo degli ottimi profumi”.

Mirko Bellini

Ora spazio all’autunno-inverno, quando a livello commerciale occorrerà affrontare alcune incognite. “Non solo il Covid-19 – ha aggiunto Bellini – c’è ancora, determinando dei blocchi per le persone che, seppur non ai livelli del lockdown, comporteranno dei cali nella domanda, ma a livello internazionale il mercato vinicolo guarderà con attenzione pure agli avvenimenti politici, con Brexit ed elezioni americane sempre sullo sfondo. Gli effetti del Coronavirus ormai sono visibili e cosa fare nel breve e medio periodo è evidente. Quindi, bisogna intervenire subito sia come singole aziende che come sistema vitivinicolo regionale. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. Detto questo, rispetto alla primavera i mercati stanno tenendo e noi con loro: di sicuro nella grande distribuzione, dove abbiamo aumentato le vendite del 15%, ma anche nel canale Horeca (hotel, ristoranti e bar, ndr) italiano che ha dato segnali di ripresa, con alcuni determinati segmenti e zone geografiche che nel corso di questa estate sono stati addirittura migliori rispetto al 2019 e che con la nostra rete commerciale siamo andati ad intercettare”.
Tra agosto e settembre sono, infine, arrivati importanti riconoscimenti per le bollicine La Delizia nei due più prestigiosi concorsi al mondo. Al Berliner Wein Trophy lo Jadér e il Prosecco Doc Extra Dry Naonis hanno ottenuto la medaglia d’oro. Ai Decanter World Wine Awards, invece, è giunta la medaglia d’argento per lo Jadér e il Rosé Naonis e di bronzo per il Prosecco Doc Brut e il Prosecco Doc Extra Dry Naonis. Infine, anche Filari di Bolle, la Selezione dei migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia, ha incoronato la cantina casarsese, assegnando il primo premio nella categoria monovarietale metodo di spumantizzazione Charmat alla Ribolla gialla Naonis e nella cuvée Charmat allo Jadér. “Ma il premio più grande che abbiamo ricevuto – ha concluso Bellini – è stata la fedeltà dei nostri clienti e dei nostri agenti”.

Il tipico terreno sassoso delle Grave.

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In copertina, gli spumanti La Delizia premiati con medaglia d’oro al Berliner Wein Trophy.

Pinot grigio superstar nelle Venezie. Rizzi: “Prevedo grandi vini”

Pinot grigio superstar nelle Tre Venezie, vale a dire Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto, con meno quantità in vigna (un calo tra il 15 e il 20%), ottima qualità diffusa delle uve su tutto l‘areale, listini in crescita (+20%) assieme agli imbottigliamenti (che nel periodo gennaio-agosto segnano +6,35% sul 2019). Nell’anno del Covid-19, la quarta stagione produttiva del Pinot grigio delle Venezie Doc si chiude, infatti, con un bilancio a dir poco positivo, ancor più significativo considerato il contesto di difficoltà segnato dalla più grande emergenza sanitaria ed economica dell’ultimo secolo. Terminata ormai in quasi tutte le aree rivendicate del Veneto, la vendemmia proseguirà ancora per qualche giorno in Friuli Venezia Giulia e in Trentino. La campagna produttiva 2020, a una prima analisi, si presenta sicuramente meno abbondante, ma, da un punto di vista qualitativo e sanitario dell’uva, in linea – se non superiore – rispetto al 2019.

Rodolfo Rizzi, Assoenologi Fvg.

Negli impianti del Friuli Venezia Giulia, che in alcune aree ha registrato un andamento stagionale un po’ più altalenante, troviamo una maturazione del Pinot grigio abbastanza uniforme. “È caduta la giusta quantità di pioggia e il sole non è mai stato eccessivo”, commenta Rodolfo Rizzi, direttore della Cantina di Ramuscello e San Vito, nonché presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia. “Anche nella nostra regione – spiega – il buon andamento climatico ha permesso di portare a una perfetta maturazione del Pinot grigio, facendo registrare sia una buona sanità del grappolo sia un aumento della qualità rispetto al 2019. Ottimo anche il rapporto zuccheri/acidi, con un’uva non eccessivamente zuccherina, rispetto ad altri anni, ma con un corredo acido notevolmente interessante. I primi vini usciti dalla fermentazione sono molto corrispondenti, varietali e ricchi in freschezza e di questo siamo pienamente soddisfatti. Rispetto ai volumi, a parte alcuni giorni di piogge intense, fortunatamente non siamo stati colpiti da grosse calamità che abbiano potuto compromettere l’aspetto quantitativo dell’uva; c’è una lievissima flessione rispetto all’anno scorso a causa della siccità primaverile che ha colpito alcune zone della regione, ma certamente non quella temuta a inizio stagione”.

Nonostante il forte maltempo che ha interessato il Veneto nelle scorse settimane, anche se marginale nelle aree di produzione della Doc delle Venezie, l’uva presenta mediamente una sanità ottima – cosa assolutamente non scontata per una varietà delicata come il Pinot grigio – con parametri chimici equilibrati, buona acidità e senza eccessi di gradazione. Ci sono tutti i presupposti per trovare nel calice vini ottimi, dal grande potenziale già evidente dopo le prime fermentazioni di inizio settembre. E il merito va soprattutto ai viticoltori del Nordest, che dimostrano, anno dopo anno, grande competenza e soprattutto consapevolezza nella gestione di quest’uva particolarmente sensibile alle muffe e alle condizioni di umidità, e che necessita quindi di cure speciali.
“In Veneto la vendemmia del Pinot grigio si è conclusa la scorsa settimana – riferisce Alberto Marchisio, direttore generale di Cantine Vitevis e presidente Assoenologi Veneto Occidentale -, abbiamo avuto una stagione abbastanza buona sotto l’aspetto delle piogge e delle temperature, che ci ha consegnato in cantina una quantità d’uva certamente un po’ ridotta rispetto all’anno scorso – parliamo di un 5% al di sotto del disciplinare, ovvero sotto i 130 quintali di uva per ettaro nel rispetto delle misure di gestione di giugno 2020, per un totale di circa -15% sulla campagna 2019 –, ma in compenso di alta qualità, molto bilanciata e con una buona freschezza”.

Albino Armani, Doc Venezie.

Una notevole diminuzione dell’offerta, quindi, che di conseguenza ha contribuito a far salire il prezzo dell’uva. “Stiamo assistendo in questi giorni a un sostanzioso aumento dei prezzi sulle uve che raggiunge mediamente un +20% rispetto allo scorso anno. Un miglioramento dovuto in parte alla mancanza di produzione, ma soprattutto legato alle misure straordinarie deliberate a giugno – ridefinizione delle rese e stoccaggio amministrativo – a dimostrazione del fatto che la gestione del potenziale di produzione fatta dal Consorzio delle Venezie Doc inizi a dare importanti risultati”, commenta il presidente del Consorzio delle Venezie Doc, Albino Armani, che continua: “Un’annata certamente in controtendenza per quanto riguarda i prezzi del Pinot grigio. Di fronte a una sostanziale stabilità a livello nazionale, la nostra Doc registra invece una crescita importante non solo di prezzi, ma anche di imbottigliamenti: nel periodo gennaio-agosto 2020 abbiamo imbottigliato una media di 151.490 ettolitri/mese pari a una crescita media mensile del +3% sul 2019”.

Particolarmente soddisfatta la filiera trentina, impegnata ancora per qualche giorno nei vigneti di Pinot grigio. “Lo stato sanitario dell’uva è ottimo”, riferisce Goffredo Pasolli, enologo dell’azienda vinicola Gaierhof di Roverè della Luna e presidente di Assoenologi Trentino, il quale aggiunge: “Nonostante le piogge importanti delle scorse settimane, siamo riusciti ad intervenire con una gestione oculata del calendario di raccolta, andando ad anticipare eventuali zone a rischio, come la parte sud del Trentino. Adesso invece siamo nel vivo della vendemmia più a nord, che si protrarrà fino a circa metà settembre. Siamo molto soddisfatti del profilo qualitativo del Pinot grigio, un po’ meno della quantità perché, come da previsioni estive, manca effettivamente un po’ di produzione, tra il 15 e il 20% circa, nonostante le piogge degli ultimi giorni abbiano aiutato a gonfiare un pochino il grappolo”.

Infine, secondo Andrea Paladin, voce di Coldiretti Veneto in seno al Cda del Consorzio delle Venezie Doc, si tratta di una buona annata: “Sul piano della quantità, non ci sono grandi rese, è evidente, ma la qualità è molto buona e il mercato inizia a rispondere in maniera positiva. È ancora presto per dirlo, ma credo ci siano buoni presupposti. È una fase molto delicata per la compravendita, in cui chi vende ha delle aspettative importanti dovute alla diminuzione dell’offerta, mentre la maggior parte degli acquirenti è legata a contratti soprattutto con la grande distribuzione. Ma in virtù di questa campagna produttiva, non abbondante ma sicuramente di alta qualità, abbiamo prospettive favorevoli sul mercato, nonostante continui ad essere un momento economico difficile e soprattutto incerto a livello mondiale”.

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In copertina e qui sopra bella produzione di Pinot grigio sui Colli orientali del Friuli.

Vendemmia al via. E anche in Fvg avviene tra luci e ombre

di Gi Elle

Proprio in questi giorni è fissato il via alla vendemmia in Friuli Venezia Giulia: una raccolta concentrata, per ora, soprattutto nella Destra Tagliamento, dove è molto attiva la cooperazione. Ma come si presenta quest’annata tutta particolare – di luci (ottima qualità, anche se quantitativi leggermente contenuti) e ombre (problemi di mercato) -, essendo anche il settore vitivinicolo rimasto pesantemente condizionato dall’emergenza sanitaria? Un quadro preciso e dettagliato emergerà oggi durante l’annunciato incontro che Assoenologi del Friuli Venezia Giulia ha indetto come ogni anno in questo periodo. La Prevendemmiale 2020 si terrà pertanto alle 18.30, a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. I lavori, moderati da Claudio Fabbro, saranno aperti da Rodolfo Rizzi, presidente della sezione Fvg dei tecnici della vite e del vino. Quindi sarà la volta dei relatori: il meteorologo Marco Virgilio (Andamento meteoorologico Primavera-Estate), l’agronomo Giovanni Bigot (Sanità e potenziale qualitativo delle uve) e il docente dell’Università di Udine Emilio Celotti (Vendemmia, vinificare nel rispetto della qualità). L’incontro dovrà ovviamente rispettare le ormai consuete prescrizioni anti-Covid e per la prenotazione gli interessati dovranno inviare una mail a segreteria.assoenologifvg@outlook.com

Quello di oggi sarà dunque il quadro che emergerà sul Vigneto Fvg, mentre a livello nazionale i dati ufficiali della vendemmia saranno resi noti appena giovedì 3 settembre, alle 11, nel corso di una conferenza stampa online alla quale parteciperà anche il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, e che, come sempre, è stata organizzata da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini. Nell’attesa, sono state fornite le prime indicazioni, osservando che “si annuncia una vendemmia buona sotto il profilo qualiquantitativo un po’ in tutto il Paese, ma rimane la preoccupazione dei produttori sul fronte prezzi e tenuta dei mercati”. Si conferma, infatti, “un contesto congiunturale difficile dove è necessario lavorare per recuperare gli spazi di crescita che si profilano all’orizzonte. Il settore vino vive un momento decisivo di una stagione complessa: se infatti sul piano climatico e vegetativo al momento si prevede una vendemmia interessante, con uve sane e un ciclo vegetativo che prospetta, a livello nazionale, una raccolta leggermente anticipata, tra i produttori permane un sentiment di incertezza, a pesare la visione nel breve periodo relativa agli ordini provenienti sia dalla domanda interna che estera, mentre sono migliori le attese di un ritorno ai livelli economici pre-Covid nel giro dei prossimi anni”.

Riccardo Cotarella

“Una situazione generale – si sottolinea in un comunicato diffuso dall’Associazione degli enologi italiani, guidata da Riccardo Cotarella – che deve stimolare un rinnovato confronto tra Ministero e filiera per definire strumenti in grado di rilanciare la domanda, con nuove strategie di promozione concertate insieme alle aziende e alle organizzazioni rappresentative per riposizionare presenza e prestigio del vino italiano nel mondo. Servono azioni di rilancio che vadano oltre l’aiuto alla distillazione, il cui impatto sul calo delle giacenze – alla luce dell’esito del bando – sarà molto limitato, e le misure sulla riduzione delle rese, i cui effetti reali non si vedranno prima della conclusione delle operazioni vendemmiali e della presentazione delle dichiarazioni di produzione”.

“Sul fronte dell’andamento climatico – osserva infine la nota -, aprile e maggio hanno riportato temperature miti e piovosità scarsa, diversamente da giugno e in buona parte luglio in cui le condizioni termiche rilevate sono state lievemente inferiori alla norma, con piovosità abbondante e ondate di calore limitate agli
ultimi giorni del mese. Sul piano fitosanitario, i vigneti si presentano sani, con pochi focolai di infezioni a macchia di leopardo lungo la Penisola. Solo in alcune zone del Trentino e del Friuli la peronospora ha causato danni, anche se la situazione è sotto controllo, mentre l’oidio è stato rilevato con maggior presenza in Romagna, Toscana e Abruzzo”.

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In copertina, scatta l’ora della vendemmia anche in Fvg e, all’interno, uve bianche mature.

Una vendemmia particolare da tempi Covid: il punto con Assoenologi Fvg

di Gi Elle

Passato Ferragosto, si riparla anche di vendemmia. Seppure leggermente posticipata rispetto all’anno precedente, la raccolta dell’uva dovrebbe cominciare a metà della settimana entrante, soprattutto, come riferito ieri, nei vigneti delle Grave condotti dai soci delle numerose cantine cooperative del Friuli occidentale. Ma, verosimilmente, le operazioni scatteranno anche in altre zone, specialmente di pianura, dove la priorità viene ovviamente riservata ai grappoli destinati a dare spumanti e che richiedono una maturazione meno accentuata. Dalle prime indicazioni, la quantità dovrebbe essere leggermente più contenuta – e questo non è un male, viste le ancora cospicue giacenze dovute all’interruzione commerciale causata dal lungo blocco delle attività imposto dall’emergenza sanitaria – e la “salute” dei grappoli è ottimale, essendo stati ovunque ben arginati gli attacchi fungini.

Rodolfo Rizzi


Ma per saperne di più bisogna aspettare il tradizionale incontro organizzato dalla sezione Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, vero “termometro” della situazione, fotografata da tecnici che ogni giorno sono “a tu per tu” con la vite e con il vino. La Prevendemmiale 2020 è stata pertanto indetta per mercoledì 19 agosto, alle 18.30, a villa Nachini Cabassi in piazza XXIV Maggio a Corno di Rosazzo, che è pure sede del Consorzio Colli orientali del Friuli e Ramandolo. Storico moderatore dell’incontro Claudio Fabbro, mentre i lavori saranno aperti con i saluti e il messaggio introduttivo del presidente Rodolfo Rizzi. Quindi sarà la volta dei relatori, tutti ormai collaudate presenze nell’appuntamento agostano: il meteorologo Marco Virgilio (Andamento meteoorologico Primavera-Estate), l’agronomo Giovanni Bigot (Sanità e potenziale qualitativo delle uve) e il docente dell’Università di Udine Emilio Celotti (Vendemmia, vinificare nel rispetto della qualità). L’incontro dovrà ovviamente rispettare le ormai consuete prescrizioni anti-Covid, ma doveva avvenire, perché – come ha sottolineato Rizzi – “siamo consapevoli di questo difficile momento, ma convinti che dobbiamo guardare avanti”. E quindi guardare a questa nuova vendemmia tutta particolare e che per certi versi può essere associata a quella successiva al terremoto del 1976 che peraltro – come molti ricorderanno – era stata caratterizzata da una situazione sanitaria dei grappoli pessima, dovuta all’imperversare del maltempo. Quest’anno le avversità atmosferiche, salvo alcuni pur gravi episodi, hanno risparmiato il Vigneto Fvg e si spera lo facciano anche nelle prossime settimane. Anche questo settore, strategico nell’economia agricola della nostra regione, ha infatti bisogno di credere nella ripresa e di guardare a un futuro di nuove soddisfazioni, quelle che i nostri bravi vignaioli meritano.

Vigneti sui Colli orientali.

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In copertina, ecco alcuni grappoli di Pinot grigio pressoché maturi.

Da Calici di Stelle a “Vinum in Fundo”: debutto ad Aquileia

Dopo il successo di Calici di Stelle”, la grande manifestazione agostana svoltasi in contemporanea con il resto d’Italia, le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia replicano anche in autunno il fortunato format che permette ai visitatori, acquistando un braccialetto, di degustare quanti vini vogliono abbinandoli a specialità gastronomiche locali. L’occasione è in programma domenica 3 novembre grazie a “Vinum in Fundo”, evento inserito all’interno della manifestazione “Gaudeamus” (2-3 novembre) del Comune di Aquileia, anch’esso membro delle Città del Vino e la cui area archeologica è stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

In piazza Capitolo, a due passi dalla Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta, dalle 11.30 alle 20, si potranno degustare i vini e i sapori di una decina di Città del Vino della nostra regione. Il costo del braccialetto, che dà il diritto a degustazioni illimitate, è di 15 euro. “Per noi – ha detto il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e assessore del Comune di Buttrio, Tiziano Venturini – é l’occasione di festeggiare, assieme a winelover ed enoturisti, la fine dell’annata culminata con la recente vendemmia. Con un brindisi nell’emozionante scenario della piazza principale di Aquileia celebreremo un anno che è stato ricco di progetti per tutte le nostre aderenti”.
Non solo: nell’occasione, si attendono le persone che hanno partecipato ad agosto a “Calici di Stelle”. Chi presenterà più braccialetti dei singoli eventi estivi, potrà partecipare – come annunciato a suo tempo – all’assegnazione di un soggiorno in una meta turistica regionale in collaborazione con PromoturismoFvg.
“Siamo lieti – commenta il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino – di ospitare questo evento all’interno di Gaudeamus, perché in qualità di Città del Vino e centro d’eccellenza della cultura friulana facciamo la significativa, degna chiosa all’intera manifestazione. Ad agosto Calici di stelle, con due appuntamenti, è stato un successo in piazza Capitolo, sede che ben si sposa a questo genere di kermesse enogastronomiche”.
A “Vinum in Fundo”, con i propri banchi allestiti con le bottiglie e le specialità gastronomiche della propria zona parteciperanno, come detto, una decina di Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

Piazza Capitolo con la Basilica.

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In copertina, il logo della nuova manifestazione enogastronomica in programma domenica 3 novembre.

Vendemmia tutta ok a Casarsa: a Natale le nuove “bollicine”

A Natale si potrà già brindare con gli spumanti di Casarsa. Conclusa la vendemmia, per i Viticoltori Friulani La Delizia, cantina leader del Friuli Venezia Giulia e tra le prime nove in Italia per la produzione di  “bollicine”, ma nota anche per i vini tranquilli, è il momento opportuno per tirare le prime somme. Quest’annata 2019, con 310 mila quintali di uva raccolti, si presenta equilibrata, quindi tutta ok. Le prime bottiglie dei nuovi spumanti saranno pronte appunto a dicembre, portando a compimento così il grande lavoro iniziato nelle vigne dei suoi oltre 400 soci e proseguito nel reparto produttivo con una grande attenzione per la qualità del vino grazie a costanti ricerca e innovazione, anche per rispondere al clima che sta cambiando.

Il direttore Mirko Bellini.


“Ormai è innegabile – ha commentato Mirko Bellini, direttore commerciale de La Delizia -: primavere un po’ più lunghe e piovose ed estati con picchi di temperatura più elevati portano a dover essere tecnologicamente avanzati, dalla cura della vigna alla raccolta fino alla vinificazione, come lo siamo noi. Grazie a questo impegno costante, arriviamo ad avere un’uva sana ideale per i nostri prodotti di qualità”.
La quantità di uva raccolta quest’anno è quella giusta per le logiche produttive della cooperativa casarsese. “Dopo gli ultimi due anni altalenanti – ha aggiunto Bellini – abbiamo quest’anno dei quantitativi corretti per la nostra viticoltura. Ora abbiamo avviato la trasformazione, i profumi giusti ci sono e stiamo producendo quello che il mercato ci richiede di più, ovvero le bollicine, dal Prosecco alle Cuvée, senza dimenticare che l’altra “colonna” portante de La Delizia sono i vini fermi, a partire dal Pinot grigio. Le prime bottiglie saranno pronte a dicembre“.
La Delizia si conferma attenta all’innovazione anche nel marketing. “Sia in Italia che all’Estero i nostri marchi stanno andando molto bene – ha sottolineato il direttore commerciale – e sono sempre più conosciuti. Offriamo infatti una continuità nella qualità dei vini che è la richiesta principale da parte del consumatore moderno”.
Immagine che cresce pure grazie alla novità delle edizioni speciali legate alle stagioni. “La nostra Cuvée Jadér – ha concluso Mirko Bellini – quest’estate ha visto nascere la sua prima Summer Edition, dal packaging dedicato e che in un solo mese ha visto la vendita di 60 mila bottiglie, tutte in fascia alta di gamma. Un’iniziativa giovane, che punta al divertimento bevendo in maniera responsabile e che riproporremo, visto il gradimento, con la Winter Edition che presenteremo prossimamente”.

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In copertina e qui sopra la presentazione dello spumante Jadér della vendemmia 2019.