Riecco la “Festa dell’Uva” a Cormons che celebra la vendemmia tra approfondimenti e degustazioni

Questo fine settimana ritorna a Cormòns la “Festa dell’Uva”, l’attesissimo evento dedicato alla vendemmia, all’uva e alla cultura del vino. Tre giorni di festa, da domani a domenica 17 settembre, per celebrare il periodo della raccolta dei grappoli, proprio nel cuore del Collio goriziano, attraverso appuntamenti enogastronomici, seminari, mostre, musica, oltre alla tradizionale sfilata dei trattori d’epoca.


Nell’ambito dell’evento, si terrà una serie di incontri nella sala degustazione della storica Enoteca di Cormòns, che da sempre si impegna nella valorizzazione del territorio attraverso il vino. Sei masterclass alla scoperta delle migliori eccellenze locali a cura di Stefano Cosma, a partire da sabato, alle 10.30, con l’incontro dal titolo “Oltre al Merlot, qual è il futuro dei Rossi nel Collio?” assieme all’esperto Wayne Young, ambasciatore del vino friulano, che racconterà i rossi autoctoni di Alessio Komjanc e Gradis’ciutta di San Floriano del Collio, Jermann e Tenuta Stella, entrambe di Dolegna del Collio, Picech di Cormòns e Villa Vasi di San Mauro (Gorizia). Sempre sabato, alle 16.30, si terrà l’appuntamento dedicato a “Il Pinot bianco del Collio: 6 annate giovani”, condotto da Lorena Ceolin dell’Ais Venezia, durante il quale saranno degustati i vini delle aziende Castello di Spessa e Russiz Superiore di Capriva del Friuli, Livon, Pascolo e Venica & Venica di Dolegna del Collio e Toros di Cormòns. La giornata si concluderà alle 19.30 con l’incontro “Ribolla & Rebula da Collio, Colli orientali e Brda”, ne parleranno Alessio Turazza e Cristina Burcheri, assaggiando le Ribolle gialle di Conte d’Attimis-Maniago di Buttrio, Ferruccio Sgubin di Dolegna del Collio, Primosic di Oslavia (Gorizia), Ronco Blanchis di Mossa e De Noüe-Marinic, dalla Goriska Brda.
Le masterclass proseguiranno domenica, con inizio alle 10.30, scoprendo “Gli spumanti del Friuli Venezia Giulia” assieme agli esperti Andrea Zanfi e Stefano Trinco, enologo e presidente della Doc Friuli, degustando gli spumanti della Cantina Produttori Cormòns, Cantarutti di San Giovanni al Natisone, Castello di Spessa di Capriva, Lupinc di Prepotto (Duino), Paolo Rodaro di Cividale del Friuli e Vigneti Pittaro di Codroipo. Mentre, alle 16.30, sarà possibile assaggiare i vini Pinot bianco di Castello di Spessa, Livon, Pascolo, Russiz Superiore, Toros e Venica&Venica all’appuntamento “6 riserve di Pinot Bianco del Collio” condotto sempre da Lorena Ceolin dell’Ais Venezia. Infine, alle 19.30, sarà presentato il progetto “Il Collio Bianco da uve autoctone” con l’approfondimento di Francesco Saverio Russo e la presenza delle sei aziende – Maurizio Buzzinelli, Cantina Produttori Cormòns, Edi Keber, Korsic, Muzic e Terre del Faèt – con i propri i vini in degustazione. Sarà possibile partecipare alle masterclass previa prenotazione online.
In questo ricco fine settimana si terranno altri due importanti momenti culturali che vedranno la presentazione del libro “Radici – la Ribolla di Oslavia, una tradizione di famiglia” a cura del giornalista e autore Alessio Turazza, assieme ai vignaioli Silvan e Marko Primosic, sabato alle 18, nella sala Civica comunale. Poi ancora, domenica alle 11.30, nello stesso luogo, sarà presentato il libro “Vitovska – Frutto del Carso”: dialogheranno l’autore Stefano Cosma e lo chef stellato Matteo Metullio, con assaggi di vini al termine di entrambe le presentazioni nel Museo del territorio dov’è allestita una mostra sulle pubblicità della Ditta Abuja.

—^—

In copertina e all’interno immagini di Cormons che si prepara a ospitare la sua famosa Festa dell’Uva.

***

Che bella Ribolla!

Ribolla gialla di Borgo Savaian, a Cormòns: da una bella uva un grande vino! (Foto Claudio Fabbro)

 

Vendemmia ’23 tra previsioni e analisi secondo i parametri dell’Indice Bigot

Una vendemmia dal potenziale qualitativo medio-alto, sinora pari a 76/100, nonostante la difficile situazione sanitaria delle uve: il friulano Giovanni Bigot, agronomo fondatore della società Perleuve, ha analizzato l’annata 2023 attraverso l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, incrociando i dati rilevati durante la stagione. Il potenziale, ancora parziale, è elevato in particolare per i vitigni a bacca bianca e per i cru di quelli a bacca nera. Si prospetta inoltre, nella maggior parte dei casi, un’ottima annata per le basi spumante.
Relativamente al meteo, il periodo compreso tra il 28 luglio e il 28 agosto in Italia è stato più piovoso della media dal 50 al 100%, comportando un aumento del peso medio degli acini e una riduzione degli zuccheri. In merito alle temperature, sono state rilevate minime inferiori rispetto alla media storica (19,2 °C) in tutte le aree viticole monitorate: si tratta di un ottimo indicatore della qualità della vendemmia. Le massime, invece, sono risultate leggermente superiori, ma sono raddoppiati i giorni in cui si sono superati i 35 °C rispetto alla media degli ultimi dieci anni (+122%). L’escursione termica è stata tra le maggiori registrate negli ultimi trentanove anni, con temperature medie non troppo alte a garanzia di uve con un grande potenziale viticolo per quel che riguarda l’aromaticità e la longevità dei vini.
I dati esaminati durante la stagione 2023 attraverso l’Indice Bigot descrivono chiaramente la situazione, nonostante la varietà delle zone viticole considerate. In particolare, il deficit idrico nell’annata 2023 è stato di media intensità e ha favorito lo sviluppo di una maggior superficie fogliare, oltre che un’importante vigoria delle viti. Queste condizioni hanno quindi aumentato in particolar modo la produzione per ceppo. La biodiversità, in netto aumento, ha dato il suo contributo a mantenere i vigneti in equilibrio e a prolungarne la vita.
“La qualità delle uve – spiega Giovanni Bigot – è fortemente influenzata dai suoli, dall’andamento meteorologico e, soprattutto, dalle pratiche agronomiche. I suoli però non mutano nel tempo, mentre il meteo, al contrario, cambia molto. L’uomo fa il resto: modifica, adatta e cerca di plasmare la vite alle sue idee, alle sue esigenze e alle tecniche a disposizione. Per questo è centrale il lavoro umano: adottando un rigoroso metodo olistico si può fare molto per migliorare la gestione del vigneto. Investire nella sua applicazione è fondamentale per garantire una produzione vitivinicola sostenibile e di alta qualità in qualunque situazione”.
Delicata invece la sanità delle uve: “Nella mia esperienza – continua Bigot – l’annata 2023 è stata una delle più difficili, vista la variabilità di casi e le problematicità oggettive da affrontare. La pressione fitosanitaria è stata indubbiamente importante, ma chi ha adottato un approccio attento e preciso nella conduzione del vigneto ha avuto un danno trascurabile”.
Un’altra interessante ricerca di Bigot riguarda la comparazione dell’annata in corso con le precedenti stagioni relative alla stessa zona. L’agronomo ha utilizzato un approccio statistico di clustering per associare e confrontare i dati meteo e le medie storiche degli ultimi trentanove anni in Italia, sempre nel periodo compreso tra il 28 luglio e il 28 agosto. In particolare, è stato rilevato che il meteo di quest’anno, dall’invaiatura all’inizio della vendemmia, è stato simile a quello del 1985 per quel che riguarda il Nord Est, al 2021 e al 2003 per il Centro, al 2000 per il Nord Ovest. In tutti i casi si tratta di annate caratterizzate da buona piovosità, da escursioni termiche elevate e temperature minime inferiori alla media.

—–

La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes®, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre, l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

Gli enoturisti a “Vigneti Aperti” in Fvg nel clima speciale della vendemmia

Approfittando di queste splendide giornate settembrine, il Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia propone per oggi e domani “Vigneti Aperti”: una bella opportunità per visitare cantine e filari di viti nel clima speciale della vendemmia che in diverse località della regione è ormai entrata nel vivo. Ecco pertanto le tappe proposte per gli enoturisti dall’associazione guidata da Elda Felluga:

Barone Ritter de Zàhony – entrambe le giornate
Borgo delle Rose – solo domenica 10
Borc da Vila – entrambe le giornate
Borgo Conventi – entrambe le giornate
Dario Coos – solo sabato 9 settembre
Ferrin Paolo – entrambe le giornate
Graunar – entambe le giornate
Spolert Winery – entrambe le giornate
Villa Vasi – entrambe le giornate
Villa Vitas – entrambe le giornate
Vini Puntin – entrambe le giornate

Produttori di Ramuscello e San Vito verso una vendemmia settembrina con produzione che sarà leggermente ridotta

«Quella del 2023 sarà sicuramente una vendemmia all’insegna della prudenza e della consapevolezza», anticipa il direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Rodolfo Rizzi. La cooperativa, una delle più importanti del Friuli Venezia Giulia, nell’annata 2021/2022 ha fatturato quasi 13 milioni di euro (con previsioni di crescita) e superato i 128 mila quintali di uve raccolte dagli 810 ettari dei 159 vignaioli associati che fanno riferimento alla struttura da ben 21 Comuni di tre diverse province: Pordenone, Udine e Treviso.


«Meteorologicamente parlando, l’annata è stata completamente diversa rispetto a quella siccitosa del 2022 – prosegue Rizzi con un’analisi che si incrocia con quella presentata ieri pomeriggio da Assoenologi Fvg all’annuale incontro prevendemmiale tenutosi ai Vivai cooperativi di Rauscedo -. Le piogge di luglio e le grandinate hanno messo in difficoltà le viti dal punto di vista sanitario e produttivo. Fitopatie (peronospora) ed eccesso idrico hanno colpito soprattutto le varietà a grappolo compatto (Pinot grigio, Pinot nero, Sauvignon) ingrossando eccessivamente gli acini e provocando, in alcuni casi, la rottura della buccia. Il gran caldo della seconda metà di agosto ha, in parte, provveduto a una chirurgia riparativa. Minori problemi li registriamo sulle varietà a grappolo spargolo: Glera (per Prosecco), Malvasia, Refosco dal peduncolo rosso. Di converso, c’è stata una significativa riduzione delle necessità irrigue che si sono limitate a pochi interventi di soccorso».
«Da tutto ciò, in previsione, ci possiamo attendere una leggera riduzione della produzione dei soci, rispetto all’annata media, che potremmo compensare con nuovi ingressi di conferitori – aggiunge il presidente Gianluca Trevisan -. Fin qui, gli agronomi hanno dato una grande mano ai nostri soci per gestire comunque, nel migliore dei modi, un’annata viticola problematica, senza rinunciare alla sostenibilità. Nel 2020 ha preso avvio l’esperienza della Sqnpi, a esempio che, a oggi, coinvolge 66 soci e 630 ettari di vigna. In ogni caso, con la Cantina già operativa per le eventuali prime consegne, lunedì 28 agosto riuniremo i soci per fare il punto dell’annata e della vendemmia». Per cui, come appare evidente, la raccolta sarà soprattutto settembrina.
«Ora la palla passa agli enologi – conclude Rizzi – che dovranno gestire i momenti della raccolta e della prima trasformazione con la massima attenzione e adottando le più corrette e opportune scelte tecniche (e la Cantina è assolutamente attrezzata in tal senso anche grazie ai recenti investimenti in moderne attrezzature) assistiti, come speriamo, da un meteo clemente. Per la qualità dei vini saranno determinanti proprio questi fattori».

—^—

In copertina, la vendemmia del Pinot grigio; all’interno, il direttore Rodolfo Rizzi con il presidente Gianluca Trevisan e Riccardo Cotarella, leader nazionale Assoenologi, insigniti nobili del Ducato dei vini friulani.

Pinot grigio, è tempo di vendemmia: salgono del 10% gli imbottigliamenti alla Doc interregionale delle Venezie

Mentre, giorno più giorno meno, è ormai tempo di vendemmia,  per il Pinot grigio si chiudono bene i parziali del 2023 per la Denominazione d’origine delle Venezie, con un trend di imbottigliamenti che nel primo semestre tocca il +10% sullo stesso periodo dell’anno precedente. È stato giugno, in particolare, a segnare la migliore performance di un semestre sempre in positivo sul 2022, trainando l’avanzamento della Do, che rispetto allo stesso mese del 2022 ha visto mettere in bottiglia il 38% in più di Pinot grigio Doc per un totale di 898.951 hl da inizio anno. Inoltre, gli imbottigliatori esteri – con Stati Uniti, Regno Unito e Germania come primi interlocutori -, da gennaio hanno preso in carico oltre 100 mila ettolitri, di cui 22.621 hl nel solo mese di giugno. Bene anche le certificazioni che nel periodo gennaio-giugno, nonostante un lieve rallentamento alla fine della primavera, osservano un rassicurante +4% rispetto ai primi sei mesi del 2022 a presagire una continuità nei prossimi mesi.
Tiene il piede ben saldo sull’acceleratore, dunque, la Doc interregionale che riunisce gli operatori della Filiera produttiva del Pinot grigio delle Venezie di Friuli-Venezia Giulia, Trentino e Veneto. Un momento positivo confermato anche dai dati delle disponibilità, che assicurano imbottigliamenti di prodotto in giacenza – quasi interamente 2022 – fino a fine anno, ad una media di poco meno di 150 mila hl/mese. Ad eccezione di squilibri o riclassificazioni inattese da parte di altre denominazioni, si prevede quindi un positivo passaggio di testimone con la prossima annata, che andrà ancora una volta a costituire quasi interamente la nuova disponibilità.

Il presidente Albino Armani.


«È confermato come la nostra Doc rappresenti per tutte le aziende e i produttori un valido sostegno in termini di posizionamento internazionale, qualità, ma soprattutto una garanzia di equilibrio di Sistema per la filiera vitivinicola del Nordest», dice Albino Armani alla presidenza del Consorzio di tutela e protagonista in questi giorni, a Grado, con i suoi vini alla cena-spettacolo di Fvg Via dei Sapori. E continua: «Siamo testimoni giorno dopo giorno del percorso di riconoscimento della Denominazione delle Venezie, raggiunto in prima battuta grazie al dinamismo dei nostri imbottigliatori, nazionali ed esteri, e alla fiducia di tutti gli operatori nazionali ed internazionali che continuano a credere e a investire nei valori intrinseci di territorio, certificazione e tracciabilità che definiscono il nostro Pinot grigio Doc; non meno significativo il ruolo della grande distribuzione e quindi della scelta da parte del consumatore globale, capace di apprezzare il prodotto e le sue caratteristiche di versatilità e semplicità che lo rendono unico rispetto alle altre produzioni mondiali della varietà. Dietro le quinte, un Consorzio ed un Cda che svolgono un’attività costante di monitoraggio e gestione: è stata infatti approvata la riclassificazione del prodotto stoccato proveniente dalla stagione produttiva 2022, misura che ha lo scopo di supportare il valore economico della Doc: dai mercuriali delle Camere di Commercio si evince un trend di stabilità nel valore che dura da ormai due anni».
Fondamentale quindi continuare a lavorare congiuntamente con le altre Denominazioni del Triveneto per una politica ampia e condivisa di programmazione delle disponibilità; un dialogo da anni moderato dal Consorzio delle Venezie che, assieme agli altri Consorzi territoriali, si impegna a mantenere alto il livello qualitativo e a garantire equilibrio di sistema attraverso strategie comuni di governo dell’offerta; proprio a fine luglio è previsto il consueto incontro prevendemmiale tra le principali Do del Pinot grigio del Nordest. Infine, è in fase di pubblicazione l’adozione da parte delle tre Amministrazioni delle misure relative alla ormai prossima stagione produttiva 2023, che vede confermata, come per il 2022, la gestione della resa produttiva ad ettaro e lo stoccaggio amministrativo, che si traduce in una produzione massima consentita di 160 q/ha con 30 q/ha stoccati, a esclusione del prodotto Biologico e delle produzioni sostenibili SQNPI per una eventuale gestione diversificata al momento del loro svincolo.

Per maggiori informazioni visita il sito www.dellevenezie.it

—^—

In copertina, grappoli di Pinot grigio ormai pressoché pronti per la vendemmia.

Nuova frontiera dell’enoturismo in Fvg con la vendemmia turistico-didattica

Raccogliere l’uva e conoscere i segreti che racchiudono i vigneti in compagnia di mani esperte come quelle dei viticoltori. Tra storia e magia, la vendemmia è il rito che ogni anno si compie tra i filari e diventa ora un’esperienza turistica e didattica ad arricchire la proposta del Friuli Venezia Giulia.
Lanciata da PromoTurismoFvg e dal coordinamento regionale dell’Associazione nazionale Città del Vino, l’iniziativa offre dal 1° settembre l’occasione di vendemmiare (“vendemâ” nella lingua friulana) e trascorrere qualche ora o mezza giornata tra le vigne del Collio e dei Colli orientali del Friuli, nelle aziende vitivinicole che apriranno i cancelli agli appassionati, ai curiosi e ai turisti. Adatta anche alle famiglie con bambini, l’esperienza offre infatti l’occasione di partecipare attivamente alla vendemmia in totale sicurezza, vivendo l’atmosfera di questo magico momento dell’anno immersi in alcuni dei più suggestivi paesaggi di una terra vocata alla vinificazione. Dopo la “lezione” tra i filari, con la vendemmia guidata e le spiegazioni sulla maturità dell’uva, i visitatori potranno scendere in cantina in cui saranno illustrate le prime fasi di vinificazione, per poi godersi un calice dei vini dell’azienda in compagnia del produttore, o assaggiare le tipicità locali nella cena degustazione.
Il vendemmiatore turista rappresenta una delle ultime frontiere dell’enoturismo e il Friuli Venezia Giulia è la prima regione d’Italia ad aver firmato un protocollo d’intesa per promuovere il valore di un’esperienza che incrementerà l’offerta turistica del territorio. Per partecipare sarà possibile prenotare direttamente nelle cantine coinvolte, oppure scegliere i pacchetti comprensivi di soggiorno e vendemmia experience nelle strutture aderenti all’iniziativa sul sito www.turismofvg.it/it/vendemmia-turistica-didattica. Al momento è già possibile prenotare l’attività nelle date disponibili indicate dalle realtà aderenti alla Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia:

IL PROGRAMMA

  • Vendemmia turistica e didattica – Azienda Gori Agricola, Nimis (Ud) – 1°, 22, 25 e 29 settembre

www.turismofvg.it/booking-delle-esperienze?re-product-id=262597

www.turismofvg.it/it/visite-guidate-escursioni/dall-uva-al-succo-d-uva-e-al-vino-nell-azienda-gelindo-dei-magredi

—^—

In copertina, la vendemmia nei vigneti del Collio in un’immagine colta da Luigi Vitale.

Cantina La Delizia in continua crescita: ora i vini di Casarsa (anche spumanti) sono affermati leader a livello nazionale

Una crescita caratterizzata dalla continuità, che pone La Delizia Viticoltori Friulani tra le maggiori realtà vitivinicole d’Italia e tra le più vocate all’export. Il fatturato è salito dai 47 milioni di euro del 2020/2021 ai 67,5 attuali (secondo i primi dati dell’esercizio 2022/2023 appena concluso), passando per i 63,102 del 2021/2022 (settimo posto a livello nazionale per incremento): ma questo è solo uno dei numeri che raccontano l’ascesa. Infatti, dati alla mano tratti dall’annuale ricerca del Corriere Economia, nel periodo 2021/2022 la Cantina di Casarsa della Delizia è risultata la migliore d’Italia per l’incremento del fatturato estero (+69,27%) e l’undicesima a livello nazionale per numero di bottiglie prodotte (26,4 milioni).

Vendemmia all’alba nel 2022.


“Questi numeri – sottolinea il presidente Flavio Bellomo – testimoniano come la nostra cooperativa abbia una crescita consolidata, frutto di un lavoro che ci ha visti puntare, nell’ultimo quadriennio, sul valore della sostenibilità ambientale, economica e sociale del prodotto, sull’innovazione e sulla qualità della filiera dalla vigna al bicchiere e sugli aspetti commerciali. In questo modo siamo tra le aziende leader in Italia per gli spumanti, con anche una significativa quota di vini fermi. Abbiamo colto, nella ripresa post-emergenza sanitaria, le opportunità derivanti dall’innovazione, valutando e introducendo concetti come performance, programmazione, informatizzazione e comunicazione in un settore come quello vitivinicolo che ha bisogno di questo sguardo al futuro. Risultati che insieme al consiglio d’amministrazione, voglio condividere con tutti i soci, dipendenti e forza vendita”.
Inoltre, sono pronti i primi numeri indicativi della chiusura dell’esercizio 2022/2023 (come noto nelle cooperative agricole l’annata fiscale segue quella dell’agricoltura, da luglio al giugno successivo). Se nel 2021/2022 i milioni di euro del fatturato erano stati 63,102 (+33,89 sull’annata precedente) ora hanno proseguito nella crescita fino a 67,5 attuali (un ulteriore +6,91%). Molto interessanti i dati dell’export: 2021/2022 +69,27, 2022/2023 un ulteriore +25,82%. In Italia dal +5,08 si è saliti al +7,26%. Nel dettaglio, riguardo il 2022/2023 l’aumento sui mercati esteri è trainato da Unione Europea (+142,51%) e a seguire Usa (+28,59%) e resto del mondo (+8,64%). In Italia il segno più è anche grazie al settore Horeca a +15,18%.

Bollicine del marchio Naonis.

L’analisi del direttore Mirko Bellini si concentra sul perché i vini La Delizia sono richiesti dal mercato. “Qualità dei nostri prodotti – sottolinea -, serietà e trasparenza dell’azienda e un plus significativo dato dall’immagine aziendale che abbiamo costruito in primis sul mercato Horeca Italia attorno al marchio Naonis: questi i punti di forza che ora ci rendono riconoscibili e richiesti sui mercati, a fronte di un “mare” di proposte vinicole che però non hanno saputo o non hanno avuto il coraggio di compiere le scelte, anche comunicative e di strategia, che noi abbiamo voluto fare. Basti pensare al caso del Prosecco, un driver che naturalmente traina le vendite per tutte le aziende. Ma non tutti hanno saputo fare le scelte giuste e hanno saputo cavalcarne l’onda, finendo schiacciati a volte dalle dinamiche dei prezzi. Noi sì, grazie all’innovazione, progettualità, visione futura, trasparenza e passione”.
Ora è già tempo di guardare alla prossima vendemmia. “Partiremo poco dopo Ferragosto – conclude Bellini -, l’estate è stata sicuramente diversa da quella siccitosa del 2022 anche se abbiamo dovuto far fronte alle ondate di maltempo che hanno colpito il Friuli Venezia Giulia. Ci stiamo preparando per la raccolta 2023”.

Vigneti tra le ghiaie delle Grave.

—^—

In copertina, il direttore della Cantina Mirko Bellini con il presidente Flavio Bellomo.

La Delizia, vendemmia ormai conclusa: molto bene per Prosecco e Pinot grigio

Conclusione della vendemmia per La Delizia Viticoltori Friulani, Cantina di Casarsa con vigneti nelle province di Pordenone e Udine, tra le principali del Friuli Venezia Giulia e tra le prime dieci per la produzione di Prosecco Doc in Italia. I 400 soci hanno completato con le uve rosse le intense settimane di raccolta iniziate addirittura il 18 agosto con il Pinot grigio. Una vendemmia anticipata rispetto agli anni scorsi di circa una decina di giorni a causa del meteo caldo che si è avuto in quest’estate, caratterizzata anche da scarse precipitazioni. Ciononostante, il risultato è stato positivo, alla pari dei risultati di bilancio della prima annata agricola post Covid-19.

Il direttore Mirko Bellini.


«Infatti è stata una vendemmia più facile rispetto alle previsioni iniziali determinate dall’annata agronomica, resa difficile dalla carenza d’acqua – spiega il direttore Mirko Bellini -. Sono arrivati dei risultati molto buoni, visto che un mese di settembre ottimo dal punto di vista climatico ci ha permesso di lavorare con serenità e portare a casa una discreta quantità e un’eccellente qualità delle uve. Chiudiamo con 320 mila quintali d’uva, una vendemmia molto positiva soprattutto per Prosecco e Pinot grigio. Un buon grado zuccherino, una discreta acidità con una buona aromaticità potranno contraddistinguere i vini dell’annata 2022».
Negli scorsi giorni ai soci sono stati presentati i dati del bilancio dell’annata agricola, che segnano una crescita della Cantina e testimoniano la sua solidità. «Il bilancio – prosegue Bellini – come da prassi per le cooperative agricole è stato chiuso il 31 luglio: è stata la prima annata post Covid-19 e i numeri sono sorprendenti con dei valori positivi molto interessanti. Il fatturato ha segnato un aumento del 34%, pari a oltre 62 milioni di euro quando invece nel 2020-2021 ne avevamo fatturati circa 47 milioni. Le bottiglie prodotte sono state 24 milioni. Analizzando i singoli mercati sono cresciuti molto quelli esteri, con un +55% generale. Tra le aree maggiormente in crescita l’Europa, che si è ripresa dalla pandemia con un +100% e gli Usa con un +40%. Per quanto riguarda l’Italia nel canale Horeca abbiamo avuto il +40%, mentre la grande distribuzione, che aveva tenuto livelli alti durante i lockdown, ha logicamente rallentato. Trainano gli spumanti, con Prosecco Doc e le cuvèe, mentre sui mercati esteri prosegue la crescita del Pinot grigio».

—^—

In copertina e all’interno due immagini della vendemmia meccanica nei vigneti dei soci.

 

Sesta vendemmia per la Doc Venezie: Pinot grigio ok nonostante gli stress

Vendemmia numero sei per il Pinot grigio Doc delle Venezie – il cui Consorzio tutela le produzioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino -, in un’annata che ha messo a dura prova la resistenza di molte colture e la filiera agricola a livello nazionale, con previsioni di cali generalizzati delle rese o variazioni qualitative delle diverse varietà – in base alla specifica zona di produzione all’interno del Territorio – dovuti allo straordinario andamento stagionale caratterizzato da siccità e stress termico. Per la denominazione di origine controllata non sono attese differenze significative rispetto alle quantità del 2021 – in alcune province, quelle più pianeggianti servite da irrigazione di soccorso, come Padova e Vicenza, si osservano a macchia di leopardo anche “segni più” in termini di volumi –, mentre a livello qualitativo si prevedono risultati che oscillano dal buono all’ottimo.

Il presidente Albino Armani.

Una annata, la 2022, che come avvenuto per le ultime cinque stagioni sarà amministrata attraverso misure di gestione dell’offerta in un quadro di riconfermata e sempre più ampia sinergia con le altre Denominazioni del Sistema Pinot grigio del Nordest. Deliberata la misura precauzionale relativa alla diminuzione di resa e di uno stoccaggio amministrativo che, per la prossima stagione produttiva, viene tuttavia portata a 160 q/ha con 30 q/ha stoccati (si ricorda che lo scorso anno si raggiungevano 150 q/ha con 20 q/ha messi a stoccaggio). Dalla misura viene escluso il prodotto biologico e viene altresì confermata la tracciatura delle produzioni sostenibili Sqnpi per una eventuale gestione diversificata, cercando di fare fronte ad una lieve diminuzione dell’imbottigliato e in attesa di trovare soluzioni idonee alle problematiche che sono causa di questo rallentamento, legate in parte alla carenza di materie prime come il vetro bianco. In virtù dell’andamento di mercato, infatti, a marzo il Cda del Consorzio Doc delle Venezie aveva fatto richiesta di svincolo del prodotto stoccato atto a Doc delle Venezie proveniente dalla vendemmia 2021. Per analizzare alcuni numeri, al 1° settembre scorso la Denominazione ha quasi toccato l’1,1 milioni di hl imbottigliati con una flessione del 16% sul 2021. In termini temporali, si tratta di un rallentamento di circa 40 giorni su un anno che, tuttavia ricordiamo, registrava risultati straordinari grazie ad un giugno da fuori quota, di fatto migliorando sensibilmente la diminuzione della disponibilità in giacenza.

Queste analisi sono tanto più significative poiché, da un confronto dei dati del Sistema Pinot grigio, si evidenzia un rallentamento delle riclassificazioni a “delle Venezie” in favore di un trend positivo sugli imbottigliamenti delle altre principali Denominazioni, per le quali in molti casi si prospetta a fine anno un ampio risultato positivo sul precedente 2021. Rispetto alle giacenze, peraltro, il trend attuale potrebbe portare all’utilizzo di tutto il patrimonio oggi in disponibilità in tempi non troppo lunghi, favorendo un maggior valore al prodotto fresco in arrivo nei prossimi mesi. Non ultimo, già dal 2020 le principali Do del territorio – Garda, Grave, Friuli, Valdadige, Trentino, Vicenza, Venezia ed Arcole – avevano iniziato un programma di condivisione della misura precedentemente messa in atto dal Consorzio delle Venezie per una gestione coordinata delle disponibilità attraverso quello che viene chiamato “blocco degli impianti” (di fatto viene sospesa l’idoneità a rivendicare le uve), portando alla comune richiesta di rinnovo per il prossimo triennio della sospensione alla rivendica di tutto il Pinot grigio delle principali Do del Triveneto legate alla varietà (ovvero quelle sopraccitate) dei vigneti messi a dimora dopo il 31 luglio 2021.

Con i suoi oltre 27mila ha di vigneto di cui 14 mila direttamente rivendicati, “la Doc delle Venezie, la più estesa a livello nazionale, rappresenta oggi una garanzia di stabilità per il sistema produttivo delle tre regioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino, è chiamata a gestire oltre al proprio potenziale anche i quantitativi riclassificati da parte delle altre Do territoriali, garantendo sia un importante equilibrio di Sistema delle Do del Triveneto a produzione di Pinot grigio sia valore e accreditamento per la varietà prodotta nel nostro areale, non solo a Doc delle Venezie. Sarà fondamentale quindi continuare a lavorare congiuntamente per una politica ampia di programmazione della produzione con le denominazioni del Nordest e ad attivare misure straordinarie di gestione dell’offerta da immettere sul mercato, quali mitigazione delle rese, blocco degli impianti e stoccaggio amministrativo, che ci hanno permesso di raggiungere oggi importanti risultati”, afferma il presidente del Consorzio di Tutela Doc delle Venezie, Albino Armani. Un progetto importante, quello del coordinamento tra Denominazioni, che unitamente al lavoro di controllo costante delle informazioni relative a riclassificazioni, giacenze ed imbottigliamenti chiama il Consorzio delle Venezie ad essere il punto di equilibrio non solo del Pinot grigio ma anche di tante altre varietà del Nordest che compongono il “Bianco Doc delle Venezie”, importante punto di ricaduta per la pratica del taglio e non solo, ulteriore opportunità di valore per il Triveneto vitivinicolo.

Il Consorzio delle Venezie Doc nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica grande Denominazione la Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento ed il Veneto. La Doc delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della denominazione di origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico. Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare i consumatori internazionali, considerato soprattutto che la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene venduto oltre confine.

www.dellevenezie.it

—^—

In copertina, i caratteristici grappoli del Pinot grigio il re dei vini delle Venezie.

Castello di Spessa, vendemmia in festa: protagonisti sono i giovani winelovers

­­Sul Collio Goriziano, come è tradizione, si festeggia la vendemmia.  E al Castello di Spessa, immerso fra le vigne della storica tenuta di Capriva del Friuli a cui dà il nome, e dove si stanno raccogliendo le uve di un’annata che si preannuncia molto interessante dal punto di vista qualitativo, lo si fa in maniera diversa dal solito, con un occhio rivolto in modo particolare ai giovani winelovers (ma non solo a loro), sempre più interessati a conoscere da vicino lo straordinario mondo del vino e i suoi protagonisti.
L’appuntamento è stato fissato per domenica 11 settembre sul far della sera. Nuova la location: non la cantina, ma la terrazza a bordo piscina e il dehors della Summer Club della Vinum Spa del Castello di Spessa, la nuova area dove si pratica da oltre un anno la “vinoterapia”. Nuova la formula: un happy hour, o meglio un AperiVinum, che si terrà dalle 18.30 alle 21.30. I partecipanti saranno deliziati da un aperitivo a buffet, con finger food preparati dallo staff del ristorante La Tavernetta al Castello guidato dallo chef Antonino Venica. In abbinamento una raffinata selezione di vini della tenuta. Il tutto, nella magica atmosfera del tramonto sulle vigne, con un Dj a fare da regista per la musica.

L’area della vinoterapia.­ ­ ­ ­­ ­


Castello di Spessa Golf Wine Resort & Spa, legato a nobili casate e illustri ospiti come Giacomo Casanova, si trova nel cuore del Collio Goriziano, a Capriva, ed è completamente circondato dalle vigne della tenuta, fra cui si snodano le 18 buche del Golf Country Club. Le origini del Castello risalgono al 1200. Oggi elegante Resort, ha una quindicina di suites arredate con mobili del’700 e dell’800 italiano e mitteleuropeo e, scavata nella collina sottostante il maniero, la più antica e scenografica cantina del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta. Nel Gusto di Casanova, il Bistrot del Castello, si degusta una straordinaria selezione di prodotti del Friuli Venezia Giulia. Dal restauro di una vecchia cascina ai piedi del castello è stata ricavata la Tavernetta al Castello, con un rinomato ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country. La Club House del Golf Country Club è ospitata in un antico rustico, con ampio dehors e un’ombreggiata terrazza: nel suo ristorante, l’Hosteria del Castello (aperta anche a chi non gioca a golf), la cucina rincorre la stagionalità e ricalca i sapori del territorio. In un casale affacciato sul green sono stati ricavati 8 Appartamenti nelle Vigne riservati al Digital Detox, arredati con caldo stile rustico e dedicati soprattutto ai golfisti e alle famiglie, e nel Casale in collina, il più appartato della tenuta, 10 stanze arredate in stile shabby chic che si affacciano su uno splendido paesaggio di vigneti e sul campo da golf. La nuovissima Vinum Spa di 2 mila mq è dedicata alla vinoterapia ed ha piscina interna ed esterna e idromassaggio panoramico esterno.

Un brindisi tra le colline.

­Dato che i posti sono limitati, vale la pena di prenotarsi, contattando:
info@castellodispessa.it, Telefono 0481.808033, Whatsapp: 389.0950733. Facendolo, si ha una riduzione sul biglietto. In caso di brutto tempo l’evento verrà rinviato al 16 settembre.

—^—

In copertina, una suggestiva immagine del Castello di Spessa tra i vigneti nei quali la vendemmia è ormai avviata.