Quell’occhio che dallo Spazio vigila sulle piantagioni di caffè: oggi a Trieste obiettivo sull’agricoltura di “precisione”

(f.s.) Appuntamento oggi all’Hotel Savoia Excelsior di Trieste (Riva del Mandracchio 4), inizio alle ore 17.30, con il quinto incontro del ciclo 2023-2024 dei “Cenacoli” dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, stavolta dedicato al tema “Verso il mondo del caffè dallo spazio, fra ricerca e industria”. Protagonista dell’appuntamento sarà Anna Gregorio Michelazzi, docente di Astrofisica all’Università di Trieste, coordinatrice dei team strumentali di grandi missioni scientifiche spaziali (Planck, Euclide) dell’Agenzia Spaziale Europea, membro del consiglio di amministrazione di Elettra-Sincrotrone, Sissa-Medialab, Kyma, Women in Aerospace-Europe, valutatore esperto della Commissione Europea, nonché co-fondatrice e responsabile della strategia di Picosats, società spin-off dell’Università che opera nel campo dei piccoli satelliti.

Anna Gregorio Michelazzi


Personalità eclettica, appassionata sportiva (velista convinta, sciatrice, subacquea e viaggiatrice), inserita da Forbes fra le 100 donne manager italiane di maggior successo, pluripremiata da numerosi altri riconoscimenti italiani e internazionali, la professoresaa Michelazzi ci illustrerà le grandi possibilità offerte dall’attuale “agricoltura di precisione” che dallo Spazio permette di studiare nei dettagli la situazione dei campi agricoli e delle piantagioni di caffè, in particolare. In questo caso ponendo la ricerca spaziale al servizio dell’industria della bruna bevanda. E ci farà pure scoprire come, viceversa e sorprendentemente, anche tale industria può essere utile allo Spazio… In questo quadro la relatrice offrirà inoltre ai presenti una opportuna breve analisi della storia dello Spazio e della “New Space Economy”.
Come di consueto, l’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’attuale settima edizione dei “Cenacoli”, dedicata al tema “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”, è coordinata da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e cultrice del mondo del caffè) e organizzata da Giulio Rebetz e Piero Ambroset. Tutti gli appuntamenti potranno essere seguiti anche online sul portale web ell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

Nel contempo, la stessa Amdc ha informato che domani 8 marzo, dalle ore 15.30 alle 17.30, ci sarà una nuova apertura straordinaria (dopo l’ottimo risultato della precedentee tornata) del “Magazin de cafè” di via Aldo Manuzio 10 B (laterale di via Tonello, nel rione di San Vito – Campi Elisi). Le volontarie dell’Associazione Museo del Caffè cureranno alcune visite guidate gratuite illustrando le numerose e particolarissime chicche caffeicole, macchine, strumenti e stoviglie per tutte le “fasi del caffè”, dalla preparazione alla degustazione, nonché i reperti della gloriosa storia mercantile ed emporiale triestina raccolti in questo piccolo ma curioso angolo di una città che si pregia con ragione del titolo di “Capitale del Caffè”.

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In copertina e all’interno, la coltivazione del caffè nelle piantagioni del Brasile.

A Trieste ritorna “Olio Capitale” protagonisti oltre 200 espositori

«La Regione è orgogliosa di essere al fianco della Camera di commercio Venezia Giulia, che anche quest’anno ha saputo innovare e rinnovare una manifestazione di grande rilevanza come “Olio Capitale”. Un evento che promuove le eccellenze del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia nel mondo, grazie alla presenza di espositori da tutta la Penisola e un ampio pubblico internazionale». Lo ha detto l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente ed energia, Fabio Scoccimarro, alla presentazione della sedicesima edizione del Salone degli oli extravergini tipici e di qualità in programma a Trieste dall’8 al 10 marzo al Generali convention center di Trieste, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti, il sindaco del capoluogo regionale Roberto Dipiazza, la presidente della Fipe Federica Suban e Serena Tonel in rappresentanza dell’Associazione nazionale Città dell’Olio.

La presentazione del Salone a Trieste.

(Foto Regione Fvg)

Auspicando una futura partecipazione a Olio Capitale anche del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Scoccimarro ha evidenziato che «l’Amministrazione regionale sta investendo in maniera rilevante sul marchio ‘Io Sono Friuli Venezia Giulia’, attraverso il quale vengono promosse tutte le eccellenze del nostro territorio a partire da quelle enogastronomiche in Italia e all’estero. Un brand che sta dando ottimi risultati e che si inserisce bene nel contesto complessivo di tutela delle produzioni Made in Italy».  Il presidente dell’ente camerale Paoletti ha evidenziato alcuni dei numeri di Olio Capitale 2024: 220 espositori, 168 oli che partecipano al concorso e poi buyer da tutta Europa e da altri Paesi. Come sempre la manifestazione sarà aperta dal convengo “Le Radici dell’Oleoturismo. Alla scoperta delle Comunità dell’Olio”, dedicato alle radici dell’oleoturismo, anche in chiave turistica. Paoletti ha quindi rimarcato la collaborazione con i ristoranti locali per proporre l’olio a tavola e quella con i bar per i cocktail a base di olio.


Olio Capitale è la prima occasione dell’anno per provare il meglio della produzione olivicola italiana 2023 con 220 produttori che proporranno il meglio della loro offerta in un contesto ricco di eventi e appuntamenti che renderanno l’Evo protagonista dentro e fuori il salone. Appuntamento immancabile, inoltre, il Concorso Olio Capitale al quale partecipano 120 aziende per complessivi 168 oli in valutazione provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Croazia, Grecia e Spagna.
La fiera è organizzata dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua azienda in house Aries, in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’Olio, la co-organizzazione del Comune di Trieste e che vede quali partner Unioncamere nazionale, il network Mirabilia, Io Sono Friuli Venezia Giulia e il Trieste Convention and Visitors Bureau.

Molto pesante il conto del maltempo estivo in Fvg. Fedriga: dalla Regione una pronta risposta alle emergenze

«Il Friuli Venezia Giulia è la regione che, a seguito della drammatica ondata di maltempo della scorsa estate, ha investito maggiori risorse per dare una risposta celere ed efficace alla situazione emergenziale. Ancora una volta abbiamo dimostrato di saper reagire con tempestività nel momento del bisogno, con 150 milioni di euro prontamente stanziati. Una risposta importante, resa possibile da una struttura organizzativa altamente efficiente e da una fattiva collaborazione con le Amministrazioni locali». È quanto ha comunicato il governatore Massimiliano Fedriga nella conferenza stampa, tenutasi ieri nel Palazzo della Regione Fvg a Trieste, inerente alle misure adottate dall’Amministrazione regionale stessa per il ristoro dei danni causati dagli eventi meteorologici avversi occorsi tra il 13 luglio e il 6 agosto scorsi. Presenti anche l’assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che coordina la cabina di regia istituita per la gestione dell’emergenza, e gli assessori Cristina Amirante (Infrastrutture e territorio) e Stefano Zannier (Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna), le cui Direzioni di competenza, assieme a quella delle Attività produttive guidata dall’assessore Sergio Emidio Bini, supportano la gestione delle istruttorie per la concessione dei ristori da destinarsi a edifici, veicoli privati, imprese agricole e non agricole.

Riccardi, Fedriga, Amirante e Zannier.


Come è emerso nel corso dell’incontro, il procedimento contributivo approvato dalla Giunta Fedriga, che prevede in alcuni casi anche l’anticipazione fino al 50 per cento dell’importo concedibile, è semplificato dalla possibilità di presentare le richieste di ristoro tramite autocertificazione. «Una scelta – ha osservato il governatore – che snellisce in maniera significativa le procedure e che deve essere accompagnata da un forte senso di responsabilità pubblica. Saranno attivati in tal senso gli opportuni controlli, che verranno ulteriormente potenziati nel caso in cui vengano rilevate delle irregolarità. Contiamo su provvedimenti semplificatori anche a livello nazionale: non si possono aspettare le emergenze per velocizzare le procedure, ma al contrario è fondamentale risultare efficienti anche nell’ordinarietà».
Secondo il governatore, «è necessario essere consapevoli che in futuro le calamità atmosferiche saranno sempre più frequenti e, per questo, vogliamo incentivare comportamenti a tutela dei beni del territorio. La visione che stiamo cercando di tradurre in realtà è quella di costruire un percorso che preveda interventi strutturali e preventivi, come dimostrano ad esempio le misure attuate in questi anni per il contrasto del dissesto idrogeologico, che hanno permesso di mitigare la portata dell’emergenza meteorologica».
L’assessore Riccardi, dopo aver ringraziato tutti gli operatori che si sono impegnati nel fronteggiare la situazione emergenziale, ha illustrato nel dettaglio le azioni messe in campo dalla Regione a seguito del maltempo. «Accanto agli interventi di somma urgenza (50 in 23 Comuni per un importo complessivo di 4.243.000 euro), è stato attivato l’apposito portale online tramite il quale – ha riferito Riccardi – tra metà settembre e metà novembre sono state raccolte 29.364 domande di contributo, che sommate tra loro raggiungono un valore di 665,1 milioni di euro. Per i veicoli sono state finanziate il 68 percento delle istanze presentate per un valore di 5.225.000 euro, per gli edifici il 91 percento per 96.408.000 euro, per le imprese non agricole il 99 percento per 25.000.000 euro, per le imprese agricole 98 percento per 16.500.000 euro».
Per quanto riguarda il cronoprogramma per l’erogazione dei contributi, «entro il primo trimestre 2024 – verrà emessa la comunicazione di concessione del ristoro, in modo progressivo e in base all’istruttoria e alle istanze di regolarizzazione – ha reso noto Riccardi – . Per gli edifici per cui sarà previsto un ristoro superiore a 5mila euro, dal 1° febbraio al 31 dicembre 2024 sarà possibile richiedere l’anticipazione fino al 50 percento dell’importo concesso. Le liquidazioni partiranno dal mese di marzo 2024 e saranno erogate entro 90 giorni dalla presentazione della richiesta».
L’assessore Amirante ha precisato che i criteri adottati per l’ammissibilità delle domande hanno tenuto conto delle riparazioni ritenute necessarie per la circolazione dei veicoli (cristalli, fanali, specchietti, fino al 50 percento del danno) e per l’abitabilità degli edifici (coperture e serramenti, fino al 45 percento del danno). Per i veicoli non più riparabili il valore del ristoro sommando le spese rottamazione e sottraendo l’utile di vendita. «Il range dei danni indennizzabili – ha aggiunto l’assessore – va dai 50 ai 1.500 euro per le auto riparabili, dai 50 ai 3.000 euro per quelle non riparabili e dai 50 ai 30.000 euro per gli immobili. In tutti i casi la rendicontazione delle istanze sarà possibile per tutto il 2024».
L’assessore Zannier ha specificato che il canale contributivo regionale dedicato al comparto agricolo i danni inferti a strutture, impianti e prodotti a magazzino, mentre le produzioni agricole «sono definite per legge assicurabili e non indennizzabili. Per poter derogare a questo principio – ha spiegato Zannier – è necessario un atto legislativo nazionale non ancora perfezionato e l’attivazione di un fondo di solidarietà nazionale per le produzioni».
L’assessore Sergio Emidio Bini in un messaggio ha infine riferito che, per il comparto imprenditoriale, sono ammesse a ristoro tutte le tipologie di danno (esclusa la ricollocazione), per un importo del 20 percento fino a un massimo di 100.000 euro. L’esponente dell’Esecutivo ha inoltre sottolineato la costante vicinanza dimostrata dalla Regione in questi mesi al tessuto produttivo colpito dal maltempo, a partire dalle agevolazioni per l’accesso al credito adottate già a ridosso degli eventi atmosferici.

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In copertina, enormi chicchi di grandine, mai visti in Fvg, hanno devastato metà regione.

Trieste, viaggiando nella terra del caffè in una grande mostra all’Itis. Sold out il primo “cenacolo” con Marino Petracco

(f.s.) Sarà inaugurata oggi, alle ore 17.30, nell’atrio monumentale dell’Asp Itis di Trieste, in via Pascoli 31 (con entrata all’ingresso all’angolo di via Conti), la grande mostra “Viaggiando nella terra del caffè”, organizzata dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, guidata da Gianni Pistrini, in collaborazione con lo stesso Itis. Alla breve cerimonia, accanto ai vertici dell’AMdC e ai curatori Bruno Vajente, per AMdC, e Francesco Mosetti, per Itis, porterà un saluto di apertura il presidente dell’Istituto, Aldo Pahor.

Gianni Pistrini

L’esposizione, che si svilupperà nei diversi spazi dello storico atrio e in alcuni ambiti circostanti, consentirà di rivolgere lo sguardo sui molteplici e spesso poco noti aspetti del complesso “mondo del caffè”, esaminandone la storia (dalle origini etiopi alla sua prima introduzione in Brasile, e poi alla sua diffusione in tutto il mondo), sottolineando quindi i diversi metodi di tostatura e modi di preparazione del caffè, l’attenzione attuale ai criteri di qualità, illustrando in particolare lo stretto legame tra il caffè italiano e il chicco brasiliano, nonché, in questo quadro, il ruolo peculiare del Porto di Trieste e la storica attiva presenza nella nostra città di tutti i “passaggi” della filiera, dal chicco alla tazzina servita nei locali e nei prestigiosi caffè storici, tanto da farne una vera e propria “capitale del caffè” a livello internazionale.
La mostra proporrà bellissime foto, testi esplicativi ma pure un video che sarà proiettato in continuo anche nel salone del bar interno dell’Istituto. “Viaggiando nella terra del caffè” sarà visitabile, con ingresso libero, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Caffè verde, tostato e in tazzina al bar.

Intanto, grande successo in termini di presenze e di vivo interesse da parte del pubblico, per il primo incontro dell’anno sociale 2023-2024, settimo della serie, dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dalla stessa Associazione Museo del Caffè. Protagonista di questa riuscita “premiere”, tenutasi all’Hotel Savoia Excelsior, è stato l’ingegnere chimico Marino Petracco, per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè; un vero e proprio “specialista” che con la sua davvero approfondita relazione su “La chiave per apprezzare la nera bevanda? Un viaggio tra i cinque sensi!” ha chiarito tutti gli aspetti dei complessi e spesso ignoti “misteri del caffè”, storia, chimica, varietà, proprietà e influssi sull’uomo, rispondendo infine in modo esaustivo alle numerose domande. Un incontro perciò molto interessante e di piena soddisfazione.

Il prossimo appuntamento sarà giovedì 7 dicembre, con Matteo Carzedda, sul tema “Caffè, farfalle e comunità”, sempre alle 17.30, all’hotel Savoia Excelsior. Ma, nel frattempo, l’attività dell’Associazione Museo del Caffè non si ferma, tanto che oggi sarà aperta, come detto, la grande mostra di soggetto caffeicolo all’Itis di Trieste.

L’incontro con Marino Petracco.

Per ulteriori informazioni: amdctrieste@gmail.com, sito web: https://www.amdctrieste.it

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In copertina, le bacche del caffè durante la loro maturazione nei Paesi d’origine.

Sul Carso alla scoperta della biodiversità: domenica invito a Banne tra natura e arte

Domenica 10 settembre si avvia tra Trieste, Gorizia e l’oltreconfine sloveno la seconda edizione di “Quanto vale un petalo?”, progetto multidisciplinare tra scienza, cultura, arte, escursioni e documentari sulla biodiversità. Promosso dalla cooperativa Curiosi di natura, prevede iniziative fino a primavera, per spiegare quanto la biodiversità sia importante per la salute del pianeta e per la qualità della vita. Il progetto è stato approvato dalla Direzione Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per quanto riguarda i bandi per la divulgazione della cultura scientifica, e ammesso alla possibilità di contributi di mecenati tramite l’Art Bonus.
“Quanto vale un petalo?” prevede più tipi di appuntamenti: dalle escursioni in Carso a uscite a tema per gruppi di adulti e della terza età a prezzo ribassato, a laboratori gratuiti in italiano e sloveno per le scuole primarie, oltre ad alcuni documentari.

Il programma inizia domenica 10 settembre, con un’uscita sul Carso triestino dalle 9.30 alle 13: “A Banne tra natura e arte”. Una passeggiata tra boschi e prati, osservando colori e forme del mondo vegetale. Allo stagno di Banne (Stari kal) laboratorio di acquerello con Marta Jerian – laureata in Scienze agrarie e diplomata all’Istituto d’Arte – per riproporre creativamente quanto osservato. Ritrovo alle 9.10 alla Scuola media “de Tommasini” di Banne, in via di Basovizza 60 (raggiungibile da Trieste con il bus 51).
Segue domenica 17 settembre, dalle 9.30 alle 13.30, “Tra Opicina e il Monte Grisa”: un’escursione-evento con spiegazioni e laboratori con le guide di Curiosi di natura. I giovani attori dell’Actis, per la regia di Daniela Gattorno, leggeranno estratti dal libro “Il Gelso dei Fabiani”, sulla vita a Trieste e in Carso nel 1800. E l’associazione “Oltre quella sedia” proporrà delle performances di teatro sperimentale. Ritrovo alle 9.10 all’Obelisco di Opicina (bus 2/ e 4 da Trieste).
È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costi: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. I partecipanti riceveranno un buono sconto del 10%, per un pasti presso i ristoratori convenzionati di “Sapori del Carso”.

Seguiranno in ottobre: domenica 15, dalle 9.30 alle 17, “In autunno sul Collio”. Un’escursione di una giornata tra vigneti dai colori autunnali, con panoramiche sui monti e la pianura, e giovani ricercatori che illustrano i loro studi su natura e biodiversità. Ritrovo alle 9.10 al Municipio di Cormons, in piazza XXIV Maggio. E domenica 29, dalle 9.30 alle 13, una camminata meditativa “Nei boschi di Volčji Grad”, in Slovenia. Con un laboratorio creativo sull’arte del racconto, curato da Martina Kafol, dell’associazione “Naš mali dobri svet, zavod za razvoj in lepoto bivanja”. Ritrovo alle 9.10 sulla Strada Provinciale 6 di Trieste verso Komen, al bivio per Ternova. Trasferta a Volčji Grad con mezzi individuali.
Sono inoltre aperte le prenotazioni per i laboratori gratuiti per le scuole primarie e per le camminate per gruppi a prezzo ribassato di 5 euro. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it, sull’omonima pagina Facebook e alla mail curiosidinatura@gmail.com

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In copertina e qui sopra laboratorio di disegni sulla natura: all’interno, laboratorio didattico e teatro sperimentale nel bosco.

“Fish Very Good”, sarà protagonista nel fine settimana a Trieste la pesca Fvg

«Le iniziative di promozione e di valorizzazione del pescato della nostra regione sono vantaggiose sia per i consumatori, che hanno la certezza della salubrità e della qualità di un prodotto super-controllato, sia per i pescatori del Friuli Venezia Giulia, che hanno bisogno di trovare nella loro attività un profilo di sostenibilità economica». Si è espresso così l’assessore regionale alle Risorse ittiche, Stefano Zannier, intervenuto alla presentazione di “Fish Very Good. Salone a miglio zero 2023”, la vetrina itinerante dei prodotti ittici della regione allestita a Trieste in piazza Ponterosso. Erano presenti nella sede camerale giuliana, tra gli altri, il presidente della Cciaa della Venezia Giulia Antonio Paoletti e il Comune di Trieste con il sindaco Roberto Dipiazza.
«Nonostante l’impegno profuso a livello regionale e locale – ha rilevato Zannier – il futuro della pesca è incerto: dai regolamenti europei giungono indicazioni restrittive, anche con la contrazione delle giornate consentite, indicazioni che sembrano non tenere in considerazione le differenze tra l’esercizio della pesca nel mare del Nord e nel bacino dell’Adriatico. Ben vengano quindi iniziative come “Fish Very Good” che la Regione sostiene e con cui si fa conoscere e si supporta un sistema impegnato ormai da anni a perseguire linee di specializzazione e capace attraverso le proprie organizzazioni di mantenere una condizione economica sufficiente».
Come ha spiegato Paoletti, la rassegna di piazza Ponterosso offrirà 14 showcooking in questo fine settimana destinati a promuovere specie tradizionali dimenticate, scarsamente utilizzate o da acquacoltura. Da oggi le casette dei pescatori proporranno piatti d’assaggio con il salmone della Val Rosandra, la trota di San Daniele, branzini, sarde, sardoni e molluschi. Sarà anche allestita una pescheria didattica per presentare le specie ittiche tipiche, mentre un’imbarcazione ospiterà brevi tour guidati nel Golfo di Trieste.

I problemi dei pescatori:
ora bisogna fare squadra

«Il settore della pesca è molto complesso ed è controproducente muoversi in modo autonomo. Per questo da alcuni anni in Friuli Venezia Giulia istituzioni e operatori stanno lavorando insieme per cercare di superare con spirito positivo le numerose difficoltà che via via si trovano ad affrontare. Un esempio concreto di questo modus operandi è l’istituzione del gruppo di lavoro interdirezionale che opera in stretta collaborazione con chi quotidianamente esce in mare. Dobbiamo proseguire su questa strada, facendo ognuno la propria parte al meglio». Lo ha affermato l’assessore Stefano Zannier intervenendo al convegno “Il nuovo programma Feampa a sostegno del settore pesca e acquacoltura in Friuli Venezia Giulia: focus su strategie di sviluppo, gruppi di azione locale e necessità del comparto” organizzato ieri a Trieste da Gac Fvg, Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia e Aries.
«Questo sforzo comune – ha sottolineato Zannier – ha messo il Friuli Venezia Giulia nelle condizioni di presentare livelli di sicurezza per i consumatori tra i più elevati in Italia. Un risultato ottenuto grazie all’azione svolta in sinergia dalle categorie economiche, dalle aziende sanitarie e dalle diverse istituzioni. Pertanto è profondamente sbagliato guardare esclusivamente al proprio interesse particolare senza tener conto delle interazioni esistenti. Una direttiva europea che riguarda l’ambiente non può esistere se prima non c’è stato un confronto con il mondo dell’agricoltura, della pesca, dell’industria e del commercio. Allo stesso tempo – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – anon è accettabile che alcune regole siano valide per ogni situazione. Se prendiamo in considerazione i nostri mari, è noto che l’Alto Adriatico è diverso dal Basso Adriatico e ha poche affinità con lo stesso Mediterraneo. Sono contesti che presentano ecosistemi, biologie, specie ittiche e condizioni molto diverse fra loro. Con queste premesse risulta molto difficile – spesso impossibile – applicare sempre e ovunque le medesime regole».
Confrontandosi con gli operatori del settore l’esponente della Giunta regionale ha poi rimarcato l’importanza di interventi sempre più coordinati. «Risulta illogico infatti da una parte supportare un sistema economico orientato verso metodologie di pesca più sostenibili da un punto di vista ambientale e dall’altra imporre livelli superiori di protezione senza fare valutazioni approfondite. È fondamentale invece guardare l’insieme, la complessità delle relazioni esistenti, senza concentrarsi esclusivamente sulla singola circostanza. Se prendiamo in esame poi le analisi tecniche, quelle fatte a terra sono già molto complicate ma in mare diventano difficilissime da realizzare. L’eradicazione di alcune specie marine aliene è di fatto impraticabile. Una soluzione può essere quella di adeguarsi alla situazione. Le meduse e i granchi blu, per esempio, possono diventare una risorsa, ma dentro un quadro normativo e linee guida che devono superare qualsiasi tipo di ipocrisia. In caso contrario – ha concluso l’assessore Zannier – il sistema rischia di collassare definitivamente».

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In copertina, la zona di Ponterosso con il Canal Grande a Trieste; all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier durante i due incontri.

In Val Rosandra nel ricordo di Julius Kugy con musica e vini tipici del Carso

Sabato 22 luglio, a Trieste, dalle ore 17.30 alle 22, la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione-omaggio alla figura storica di Julius Kugy, nella ricorrenza del suo compleanno (ieri 19 luglio). Una facile camminata in Val Rosandra, ripercorrendo con letture e musica dal vivo alcune tappe della vita dell’alpinista, botanico, scrittore e musicista “di confine” dell’epoca asburgica, Julius Kugy appunto. Con degustazione finale in vigna di vini del Carso.

Julius Kugy


Kugy, nato a Gorizia nel 1858, con radici familiari, culturali e linguistiche slovene, austriache e italiane, fu un intellettuale eclettico, innamorato della montagna e della natura. Nei suoi testi le descrizioni delle esplorazioni botaniche e imprese alpinistiche sono rese con un linguaggio scientifico, ma colorate di viva poesia.
Un’escursione con la guida naturalistica Barbara Bassi, letture di brani di Kugy a cura di Maurizio Bekar e interventi musicali alla tromba del giovane concertista Gregor Rogelja (con all’attivo studi in Slovenia e Germania, e concerti a livello europeo). Conclusione con una degustazione di vini, formaggi e salumi nel vigneto dell’azienda agricola Zahar, di Sant’Antonio in Bosco, che produce olio e vino biologici.
Ritrovo alle 17.10 alla chiesa di Sant’Antonio in Bosco, a San Dorligo della Valle-Dolina. Uscita su un percorso ombreggiato, di 4 km, su un dislivello di 100 metri. Sono raccomandate scarpe antiscivolo e, per chi è abituato, i bastoncini. Costi: interi 15 euro; i minori di 14 anni 10 euro. È richiesta la prenotazione per tempo a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374.
L’uscita è realizzata nell’ambito del programma escursionistico “Piacevolmente Carso”, in collegamento con il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, curati da Curiosi di natura. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Gregor Rogelja

“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina e qui sopra immagini di vigneti e ambiente in Val Rosandra sul Carso.

 

“Olio Capitale” da oggi al via a Trieste: sotto la lente i valori degli extravergini

A Trieste, la crescita di “Olio Capitale” in questi anni è stata costante. L’impegno dei suoi organizzatori, dei partner e dei suoi sostenitori ha permesso alla manifestazione di raggiungere un pubblico ampio e internazionale, con operatori specializzati provenienti da Austria, Germania, Ungheria, Olanda, Estonia, Repubblica Ceca, Giappone, Belgio e Serbia. “Olio Capitale” non è, infatti, solo una fiera specializzata dedicata all’extra vergine d’oliva, ma anche un evento che coniuga temi di grande rilevanza per il Friuli Venezia Giulia come la promozione delle produzioni d’eccellenza e lo sviluppo del turismo attraverso le tipicità locali. Questo, in sintesi, il pensiero espresso dall’assessore regionale alle Attività produttive e turismo alla presentazione dell’edizione 2023 di Olio Capitale, la fiera che animerà il Convention Center del Porto Vecchio da oggi al 12 marzo. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i vertici della Camera di commercio Venezia Giulia, i rappresentati dell’Associazione nazionale Città dell’Olio e della Fipe nonchè il sindaco della città giuliana.
L’esponente dell’Esecutivo regionale ha rimarcato come il Salone degli extravergini tipici e di qualità, pur specializzandosi e rivolgendosi agli operatori professionali, puntando sull’eccellenza, abbia ampliato la propria capacità di attrarre un numero sempre crescente di amanti dei prodotti di qualità. In questo modo è divenuta un appuntamento atteso e un ulteriore elemento d’attrazione per il capoluogo regionale, che genera ricadute positive per il territorio.
Anche quest’anno Olio Capitale proporrà centinaia di etichette di oli extra vergine di qualità superiore provenienti oltre che dal Friuli Venezia Giulia da quasi tutte le regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria Campania, Toscana, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e dalla Grecia. Inoltre sono previsti laboratori dedicati all’Olio Evo, dove degustare pietanze accompagnate da oli di diverse tipologie, sessioni di degustazione guidata e introduzione all’assaggio, presentazioni di libri di cucina e sull’olio extravergine, convegni e incontri. Grazie alla collaborazione con la Fipe, Olio Capitale arriva poi anche sulle tavole di 11 ristoranti triestini. Non mancherà, inoltre, fra le molte iniziative in programma, la 17ma edizione del Concorso Olio Capitale, al quale parteciperanno 188 oli di 118 aziende provenienti da 15 regioni italiane e 5 Paesi europei.
L’evento è organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua azienda in house Aries, in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’Olio, la co-organizzazione del Comune di Trieste e la partnership di Unioncamere nazionale, del network Mirabilia, della Fipe e del brand Io Sono Friuli Venezia Giulia. Il presidente dell’Ente camerale ha evidenziato come l’obiettivo della manifestazione sia portare l’extravergine d’oliva al centro del dibattito agroalimentare nazionale, dando luce a un elemento fondamentale della dieta mediterranea, universalmente riconosciuta come sana e sostenibile. L’edizione 2023 di Olio Capitale consentirà un ulteriore passo avanti per il riconoscimento dell’importanza dell’Extra vergine all’interno del Made in Italy agroalimentare, accendendo i riflettori su Trieste come città simbolo per l’olio Evo italiano.
Ad aprire la fiera il convegno “Valore e Valori dell’Olio Evo” con i massimi esperti del settore, al fine di dimostrare come l’olivicoltura italiana, nel panorama internazionale, rappresenti non solo un’eccellenza della produzione di qualità, ma anche i valori culturali di tanti, diversi e specifici territori. Un mondo complesso che deve tener conto di molteplici interessi, di tutta la filiera, in un contesto nazionale produttivo variegato e unico a livello mondiale per la sua biodiversità, ma con notevoli potenzialità ancora inespresse.

Trieste, dal caffè candidato Unesco ai grandi vini del Piemonte in passerella

(g.l.) Due importanti eventi, dedicati alle eccellenze agroalimentari, questo pomeriggio a Trieste: riguardano, in particolare, la valorizzazione del caffè, tramite la sua candidatura Unesco, e la degustazione dei grandi vini del Piemonte. Ma ecco qualcosa di più in dettaglio.

Alfiere dell’Espresso – “Dieta mediterranea: dal 2010 nella Lista del Patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco, ora il Caffè Espresso?”: questo il tema che la presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, svilupperà durante l’annunciato incontro che si terrà con inizio alle 15.30 a palazzo Gopcevic (in via Rossini). Le farà eco Gianni Pistrini, presidente dell’Associazione Museo del caffè, cui si deve l’odierna iniziativa, che parlerà di “Trieste testa di ponte e alfiere del Caffè Espresso in Italia”. Un nuovo incontro pubblico, dunque, a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, campagna iniziata a livello nazionale nell’autunno scorso e che si concluderà a fine marzo col “verdetto” (di ammissione o meno) della Commissione italiana della stessa Unesco. L’incontro sarà aperto a tutti i cittadini, istituzioni e realtà associative interessate. Organizzato, appunto, da Amdc di Trieste che fin dall’inizio ha convintamente aderito a questo “iter” di valorizzazione e promozione del caffè italiano, pur nel rispetto delle diverse peculiarità territoriali nel modo di fare e di “vivere” la “nera bevanda” (esempio classico Napoli e Trieste), si svolgerà con la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole triestine e del Club Unesco di Udine, nonché con il supporto del Comune di Trieste che ha concesso la prestigiosa sala sul Canal Grande. Interverranno anche per la Amdc il vicepresidente Doriano Simonato, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz, il quale è anche il coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia) e Federica Suban presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale hanno dato la loro adesione l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco con il presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca, oltre al presidente del Consiglio regionale Fvg Piero Mauro Zanin. Per maggiori informazioni tel. 368.435343, www.amdctrieste.it

Barolo re dei vini – Il Consorzio di promozione “I Vini del Piemonte” on Tour incontra questo pomeriggio gli operatori professionali e i wine lovers del Friuli Venezia Giulia all’Antico Caffè San Marco. Il Piemonte, “la regione dell’eccellenza nel paese della bellezza”, con il suo incredibile patrimonio fatto di piccoli vignaioli che producono vino con grande passione e la sua ricchezza e particolarità di denominazioni, per la prima volta fa tappa a Trieste in un appuntamento esclusivo ed immancabile per tutti gli operatori professionali (distributori, Ho.Re.Ca., buyers) e gli appassionati. Dalle 15 alle 20.30, il pubblico professionale e degli amanti del vino potrà conoscere e degustare etichette provenienti da un territorio dove nascono i vini più pregiati d’Italia e tra i più importanti al mondo. Alle 15.30 e alle 19 due masterclass condotte da Stefano Cosma appunto sui vini piemontesi. Saranno ospiti dell’evento anche alcune cantine selezionate provenienti dalla Valle del Vipacco in Slovenia (Vidus), dall’Istria (Veralda e Kabola) e dal territorio di Trieste (Skerk e Lenardon). Il Barolo, soprannominato “re dei vini” o “vino dei re” è uno dei protagonisti della odierna manifestazione. La Strada del Barolo sarà presente con un banco a degustazione libera con quattro cantine: La Biòca, Aurelio Settimo, Sordo, Le Strette. L’evento segue un più ampio percorso nelle terre delle Langhe e del Piemonte che potrete scoprire in questo magnifico viaggio con la presenza di sedici cantine piemontesi con i loro banchi assaggio, per oltre 120 etichette in degustazione. Apertura workshop alle 15. Come detto, accompagneranno l’evento due masterclass: ore 15.30 – “I Vini del Piemonte: tra grandi classici e denominazioni uniche”, rivolta al settore professionale del vino; ore 19 “I vini del Piemonte: un viaggio nell’identità del territorio”, rivolta ai wine lovers. Le Masterclass sono solo su prenotazione. Per info-adesioni: info@pilotagreen.it, telefono 0422.423411; tutto il programma: www.pilotagreen.it

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In copertina, il Canal Grande uno dei simboli di Trieste città che oggi focalizza la sua attenzione sul caffè candidato Unesco e sui vini piemontesi.

 

Il “rito” del caffè Patrimonio Unesco: Trieste in campo per la candidatura

(f.s.) Un nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, campagna iniziata a livello nazionale nell’autunno scorso e che si concluderà a fine marzo col “verdetto” (di ammissione o meno) della Commissione italiana della stessa Unesco, avrà luogo martedì prossimo 28 febbraio, a Trieste, con inizio alle ore 15.30, alla Sala “Bazlen” di Palazzo Gopcevic (via Rossini 4) e sarà aperto a tutti i cittadini, istituzioni e realtà associative interessate.

Gianni Pistrini


L’incontro, organizzato in quest’occasione dall’associazione Museo del Caffè di Trieste che fin dall’inizio ha convintamente aderito a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè italiano, pur nel rispetto delle diverse peculiarità territoriali nel modo di fare e di “vivere” la “nera bevanda” (esempio classico Napoli e Trieste!), si svolgerà con la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole triestine e del Club Unesco di Udine, nonché con il supporto del Comune di Trieste che ha concesso la prestigiosa sala sul Canal Grande.
Interverranno per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria d’Aronco, presidente del Club Unesco friulano, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz che è anche il coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale hanno dato finora la loro adesione l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco, il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca e l’omologo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin.
La finalità dell’incontro, oltre a ribadire la nostra visione, triestina e italiana, secondo la quale il caffè non è solo una bevanda, pur pregiata, ma è prima di tutto un’arte, un modo di essere, un’occasione per stare assieme, un simbolo insomma dell’”italian way of life”, sarà quella di mantenere un’elevata attenzione sull’argomento e far formalizzare adeguatamente l’appoggio istituzionale pubblico alla candidatura del “Rito del Caffè Espresso Italiano” che, come detto, sarà innanzitutto valutata dalla Commissione nazionale, anche con la partecipazione dei Ministeri competenti, per poi, in caso positivo, venir presentata a Parigi per la scelta finale.
L’associazione Museo del Caffè – il cui prioritario fine sociale, lo ricordiamo, è la costituzione, in accordo con le Istituzioni cittadine, di un Museo degno di questo nome, dedicato alle testimonianze, oggetti, reperti e molteplici connessioni che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale – non poteva non essere in prima linea anche in questa azione coordinata con le più importanti realtà caffeicole, nell’intento di fare di Trieste, ancora una volta – e in questo caso nell’ambito della più ampia “candidatura nazionale” all’Unesco – un “centro” di primaria importanza per tutto ciò che ruota attorno al “prezioso chicco”.

Per maggiori informazioni tel. 368-435343, www.amdctrieste.it