Cefap Fvg, nuovo Centro formativo a Paluzza: avviato anche il corso di addetto alle attività ambientali montane

«L’apertura del Centro di Formazione a Paluzza è, per Cefap, un bell’obiettivo raggiunto. Abbiamo portato la scuola in una sede funzionale e prestigiosa organizzando un indispensabile servizio formativo in montagna per la montagna». Lo ha detto Sergio Vello, presidente del Cefap, in occasione del taglio del nastro della nuova sede. «Il Centro è fornito di laboratori (in condivisione con il Cesfam) per approfondire varie manualità legate ai corsi e di convitto, per favorire l’iscrizione e la frequenza anche di studenti con una residenza distante e/o con difficoltà di trasporto. Questa apertura – ha aggiunto Vello – è il frutto di molte collaborazioni istituzionali; della disponibilità di tanti privati che hanno messo a disposizione le loro strutture aziendali per le lezioni pratiche dei ragazzi (attualmente sono 35 gli iscritti, ma abbiamo spazi per altrettanti studenti) e della nostra rete di organismi e organizzazioni con le quali collaboriamo da anni facendo perno sulla nostra sede di Codroipo». Complessivamente, nel 2024, il Cefap ha organizzato 380 nuovi corsi, erogando 20.900 ore di lezione a oltre 4.400 allievi.

Il tradizionale taglio del nastro.


Dopo i saluti del sindaco Luca Scrignaro, il quale ha sottolineato il fatto che, dopo 25 anni di assenza, la formazione torna a Paluzza, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha aggiunto come il risultato ottenuto con questa apertura rappresenti un modello di collaborazione tra vari assessorati, enti e organizzazioni del territorio. «La gestione forestale è indispensabile – ha detto ancora – e su di essa serve investire. Inoltre, c’è assoluta necessità di aziende strutturate sul territorio che operino in rete e utilizzino operatori formati».
Gli ha fatto eco l’assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen: «Per essere competitivi oggi, servono capitale umano e innovazione tecnologica. Perciò, reti e sistemi sono condizioni necessarie. La Regione, in questi anni, ha investito fortemente sulla formazione e sugli Enti che la erogano, ma da qui in avanti è necessario impegnarsi per costruire le filiere mettendo insieme tutti i passaggi necessari e, anche su tale costruzione, la Regione sta camminando con decisione prendendo pure spunto da questa nuova apertura del Cefap».
In merito alle attività formative di Paluzza, il corso di riferimento è il percorso di Istruzione e Formazione Professionale rivolto ai ragazzi in uscita dalla scuola media, ovvero la Qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane con collegato il Quarto anno per il Diploma professionale di Tecnico delle aree boscate e forestali. Il corso è, infatti, un unicum in regione e, per caratteristiche curricolari, in Nord Italia, orientato a formare le professionalità richieste dalla filiera bosco-legno, fornendo competenze per operazioni di lavorazioni boschive e, grazie al diploma, anche di gestione dei cantieri di lavoro. Inoltre, fornisce conoscenze nella gestione delle attività agricole montane.

Vello con Rosolen e Zannier.

La parola d’ordine è multicompetenza, in un’ottica di collaborazione con le diverse aziende del territorio, da quelle boschive a quelle prettamente agricole, ma anche con realtà come il Cai, la Riserva di Cornino e La Polse di Cougne, per le manutenzioni sentieristiche e ambientali. L’obiettivo è, da un lato, cercare di dare risposte diverse al territorio per valorizzare tutto ciò che ruota attorno all’agricoltura di montagna; dall’altro, far fare esperienze diversificate agli allievi. Si parla, quindi, di moderna selvicoltura, interventi forestali, sistemazioni idraulico-forestali, recupero di aree degradate, tutela e valorizzazione delle aree protette, servizi ambientali, coltivazione di specie adeguate alla montagna, trasformazione dei prodotti, gestione di allevamenti e delle attività di alpeggio. È, inoltre, caratterizzato da numerose attività sportive: i ragazzi, ad esempio, vengono addestrati nell’arrampicata e nello sci affinché siano in grado di intervenire, se necessario, in opere di ingegneria naturalistica e gestire in sicurezza lavori in forte esposizione.
I curricula formativi di Paluzza sono implementati sulle nuove forme di produzione agricola sostenibile, sull’innovazione introdotta nelle lavorazioni boschive e forestali grazie anche allo smart farming, con uno sguardo all’agricoltura e selvicoltura del futuro. Nella sede locale sono stati anche attivati vari corsi, di diversa durata, per imprese e adulti. Le prossime sfide mirano a continuare sulla strada dell’agricoltura e forestazione 4.0 e ad allargare le sinergie con realtà formative omologhe di altre regioni italiane e di Austria e Slovenia.

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In copertina, il presidente Sergio Vello durante la cerimonia inaugurale a Paluzza.

Regione Fvg, quasi sette milioni nel 2025 per produzioni bio e attività montane

«Con l’inizio del 2025 sarà predisposta una serie di quattro nuovi importanti bandi; prevista una dotazione economica complessiva di 6,7 milioni, con il fondamentale obiettivo di favorire il mantenimento del territorio e della biodiversità e contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici». Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, illustrando i provvedimenti approvati nel corso dell’ultima riunione della Giunta regionale. Tra gli interventi previsti dal Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027 e dal Complemento regionale per lo sviluppo rurale (che è il documento attuativo della Regione Fvg della strategia nazionale contenuta nel Piano nazionale della Pac) che saranno attuati nel territorio regionale a partire dal 2025, rispetto agli impegni in materia di ambiente e di cambiamento climatico, vi sono gli interventi per la Gestione e mantenimento dei prati e pascoli permanenti nell’ambito della zootecnica biologica (SrA08) e per il sostegno all’agricoltura biologica, consentendo la possibilità di accesso a un nuovo bando quinquennale per la programmazione Ps Pac 2023-2027 (SrA29). La delibera che approva i due bandi prevede una dotazione finanziaria di 2,7 milioni complessivi di fondi cofinanziati.

Stefano Zannier

Approvato dalla Giunta regionale anche il nuovo bando – giunto alla terza edizione dall’inizio dell’attuale programmazione – per l’accesso all’intervento “Sostegno zone di svantaggi naturali di montagna (SrB01)” volto a mantenere e a incentivare le attività agricole e zootecniche situate in ambito montano al fine di compensare gli svantaggi che gli imprenditori agricoli devono affrontare operando nelle terre alte. Al bando è assegnata una dotazione finanziaria di 5 milioni. Le indennità variano dai 90 ai 280 euro per ettaro a seconda della tipologia di attività, di azienda e a seconda di una serie di coefficienti stabiliti. L’indennità per ettaro non può comunque superare la cifra di 450 euro.
Via libera anche al nuovo bando per l’accesso al pagamento compensativo per le attività nelle zone agricole rientranti nelle aree di Natura 2000 (SrC01) volto a compensare agricoltori e altri gestori del territorio rispetto agli svantaggi specifici derivanti dall’operare all’interno delle zone agricole ricomprese nelle aree tutelate di Naturale 2000. Il bando conta su una dotazione finanziaria di un milione di euro, mentre il sostegno ai beneficiari è costituito da un’indennità annuale pari a 500 euro per ettaro. Per tutte le tipologie di bando le domande da parte dei beneficiari dovranno essere inoltrate in forma telematica sul portale dell’Organismo pagatore regionale (Opr Fvg) raggiungibile dal sito www.opr.fvg.it a partire dalla data di operatività del sistema informativo e comunque entro il 15 maggio 2025.

L’assessore Zannier: quest’anno decollerà il “Programma valore agricoltura”. E i bandi-contributi saranno snelli e veloci

«Sono stati oltre 340 i milioni che la Regione ha erogato nel 2024 a sostegno del sistema delle risorse agroalimentari, forestali e ittiche. Oltre 500 le imprese finanziate con l’anticipo della liquidità superiore a 146 milioni. A partire dal 2025 sarà operativo il “Programma valore agricoltura”, un innovativo strumento previsto dall’ultima legge di Stabilità, che stanzia i primi 4 milioni in dotazione al progetto; ciò permetterà di gestire i contributi alle imprese, decidendo quanto e come finanziare, in tempi molto rapidi e seguendo una procedura decisamente snella rispetto ai normali bandi. Questo nuovo sistema consentirà, nel corso dell’anno, di trovare le soluzioni più appropriate per rispondere nell’immediatezza alle esigenze di investimento e alle emergenze delle aziende», ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier.

Stefano Zannier


«A inizio 2025 – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga illustrando il “Programma valore agricoltura” – si decideranno le cinque o sei aree considerate strategiche per le necessità aziendali – per esempio l’innovazione tecnologica, situazioni di crisi derivanti dalle tensioni geopolitiche sui mercati internazionali, necessità legate alla gestione delle malghe o situazioni riguardanti gli eventi avversi del cambiamento climatico – sulle quali si potrà intervenire tempestivamente nel corso dell’anno, attraverso bandi molto veloci, approvati dalle Direzioni di servizio riducendo così di molto i tempi di risposta alle imprese».
Facendo il bilancio dei progetti e dei finanziamenti erogati a sostegno del comparto nel 2024, l’assessore ha evidenziato i quasi 150 milioni a favore della competitività delle aziende (circa 500 le imprese finanziate) e i 14 milioni di finanziamento per gli impianti fotovoltaici (231 le aziende che ne hanno usufruito). Nell’ambito dei Fondi europei, la Regione Fvg ha erogato 35 milioni a favore delle imprese del settore, 54 milioni per interventi agro-climatico-ambientali e per le produzioni biologiche, oltre a 45 milioni sull’efficientamento irriguo. «Il 2024 – ha ricordato l’assessore – è stato anche l’anno in cui è divenuto operativo l’Organismo pagatore regionale che ha erogato quasi 10 milioni a 6.400 agricoltori beneficiari».
Circa 20 milioni, sempre nel corso dell’anno passato, sono stati destinati a oltre 490 imprese del settore vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia: particolare attenzione all’ammodernamento tecnologico delle cantine, alla ristrutturazione dei vigneti e al sostegno dell’export delle produzioni nei diversi mercati internazionali. «L’impegno proseguirà – ha assicurato Zannier – sui diversi settori e sarà garantito dalla capacità molto elevata di sostegno finanziario della Regione che prevede sia linee contributive dirette, sia linee finanziarie a tassi zero, con dotazioni di alcune centinaia di milioni annui. Il Fondo di rotazione per l’agricoltura, che nel 2024 ha erogato liquidità per quasi 200 milioni alle imprese, è un’eccellenza del Friuli Venezia Giulia che non vede eguali a livello nazionale e che ci consente di supportare le aziende che presentano progetti ritenuti sostenibili dal sistema bancario e che, anche grazie a questi strumenti, possono essere realizzati».

Regione Fvg e legge di Stabilità 2025: disponibili oltre 119 milioni di euro per agroalimentare e imprese di settore

«Superano i 119 milioni di euro le risorse complessive destinate al settore agroalimentare, ittico, forestale e della montagna nella manovra finanziaria regionale di fine anno. Tra le voci principali riguardanti le attività a sostegno delle imprese agricole e agroalimentari è riconfermato l’importante stanziamento destinato al Fondo di rotazione, con 18 milioni di euro, l’assegnazione di 2 milioni di contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici, quasi 1,8 milioni alle attività di zootecnia e oltre 1,3 milioni al settore dell’apicoltura». Così l’assessore regionale a Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha riassunto i principali dati inclusi nella legge di Stabilità 2025 per il comparto di riferimento.
«Una fetta consistente di risorse – ha illustrato l’esponente della Giunta Fedriga – riguarda i trasferimenti per la realizzazione di opere di irrigazione e manutenzione ai Consorzi di bonifica (oltre 11 milioni). Se in materia di produzione agroalimentare le risorse si attestano a quasi 7,5 milioni, nell’ambito della promozione e commercializzazione oltre 3 mln sono attribuiti al Sistema integrato dei servizi di sviluppo agricolo e rurale (Sissar), che si occupa di consulenza alle aziende. La promozione dell’agroalimentare passa anche da Ersa, sostenuta con più di 5 milioni (dei 6,4 milioni agli enti regionali, 1,2 va a l’Ente tutela pesca Etpi). Si sottolinea l’attenzione per l’inserimento di prodotti biologici nelle mense pubbliche (1,5 milioni)».
In merito, poi, alla valorizzazione e alla salvaguardia del territorio vanno menzionati: quasi 1,4 milioni per attività di antincendio boschivo, 4 milioni per interventi relativi a proprietà silvo-pastorali e 3,5 milioni per azioni sulla viabilità forestale. A questi si aggiungono i trasferimenti ad aree naturali, riserve, parchi biotopi (6,5 milioni) e lo stanziamento per opere di sistemazione idraulico-forestale, per oltre 16 milioni totali. Vengono assegnati contributi per il ripristino delle foreste colpite dalla tempesta Vaia (oltre 1 milione). Per quanto riguarda le politiche per il territorio montano e la sua crescita, si prosegue con quasi 4,9 milioni tra aiuti ai Comuni per investimenti e aiuti erogati dalle comunità di montagna per i piccoli esercizi commerciali. La gestione fauna verrà trattata con circa 3 milioni per la prevenzione e l’indennizzo danni. Zannier ha poi ricordato che «tra i principali interventi legislativi va segnalata una prima novità: sarà attivato uno specifico e innovativo programma di interventi, il Programma Valore Agricoltura (Pva), per potenziare la competitività e la redditività delle imprese agricole attraverso investimenti mirati e diretti a favorire l’innovazione produttiva e tecnologica, la transizione energetica, il miglioramento della qualità delle condizioni di lavoro e la multifunzionalità dell’attività agricola; è previsto uno stanziamento di 14,9 milioni sul triennio».
Viene, infine, modificata la normativa del Fondo di rotazione in agricoltura, autorizzando la formula della conversione del finanziamento in sovvenzione (la rinuncia, da parte dell’Amministratore del Fondo, ad una quota dei rientri) e permettendo così lo snellimento della procedura. Aggiornata pure la disciplina del “Programma Anticrisi conflitto russo-ucraino”: si prevede che i finanziamenti agevolati erogati possano essere concessi anche per gli investimenti diretti a favorire la transizione energetica attraverso l’uso delle fonti energetiche rinnovabili e l’accumulo di energia. Ancora, nell’ambito del Programma, si indica che l’erogazione delle misure di aiuto alle imprese agroalimentari possa avvenire non solo in regime de minimis, ma anche in applicazione delle più favorevoli regole comunitarie. L’assessore ha posto l’accento anche sulle misure per la montagna. «A supporto del territorio montano – ha concluso Zannier – si ripropongono, in primis, due linee contributive già note alle comunità: quella volta a incoraggiare la diffusione dell’attività casearia con il recupero a fini divulgativi delle latterie non più utilizzate e quella che ha come scopo il miglioramento della viabilità e delle infrastrutture comunali nei Comuni montani (l’importo massimo del contributo sale a 200 mila euro). Volendo poi rinforzare la qualità dei servizi erogati nei Comuni della Carnia e del Gemonese (non rientranti nella Strategia Nazionale aree interne) e dei Comuni del Natisone e Torre (ammissibili alla Strategia, ma che non riceveranno i fondi per il 2025), l’Amministrazione finanzia un apposito programma di interventi tra salute, istruzione e mobilità (300 mila euro per il 2025). Infine, la Regione Fvg procederà con l’adeguamento funzionale della sede logistica situata in località Avons, a Verzegnis, per rendere più efficienti l’attività di antincendio boschivo, e con la realizzazione della nuova sede della falegnameria regionale a Pontebba, al fine di valorizzare le attività connesse all’uso del legno montano».

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier.

Scende il sipario sul Gran Premio Noè: un premio a Giovanni Dri storico produttore del Ramandolo e ai Colli orientali del Friuli unica area con Docg

di Giuseppe Longo

GRADISCA – Il Ramandolo Docg sarà oggi il grande protagonista della terza e ultima giornata del Gran Premio Noè 2024, a Gradisca d’Isonzo, che ieri ha ospitato l’attesa cerimonia di premiazione, alla quale è intervenuto, nella splendida cornice del Teatro Comunale, anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. Come è noto, l’edizione di quest’anno è dedicata ai vini passiti e dolci, tra cui Picolit, appunto Ramandolo, Verduzzo, Traminer, Moscato e molti altri, prodotti in Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Slovenia e Istria croata. «Una premiazione che guarda all’eccellenza dei nostri prodotti e, in particolare, di alcune tipologie di vini che sono importanti per comprendere come la capacità produttiva del Friuli Venezia Giulia riesca ad avere un forte impatto sul mercato anche nel settore dei vini dolci e passiti», ha detto al riguardo l’esponente della Giunta Fedriga. «Si tratta – ha aggiunto – di vini che raggiungono livelli di qualità altissimi e un altrettanto elevato numero di estimatori dentro e fuori i confini regionali e nazionali. È giusto valorizzare anche queste tipologie per avere una panoramica completa delle produzioni vitivinicole del nostro territorio». Con l’assessore regionale sul palco anche il sindaco Alessandro Pagotto, orgoglioso che la bellissima cittadina, fortezza della Serenissima, possa esprimere una così qualificata manifestazione affidata alla competente regia di Stefano Cosma.


Ma torniamo alle proposte conclusive di oggi. Alle 11.30, nella cornice dell’Enoteca regionale “La Serenissima” – un autentico gioiello, nello storico palazzo dei Provveditori Veneti, che è ancora in attesa di essere adeguatamente rilanciato e valorizzato -, sarà proprio il dottor Cosma a guidare una originale e quanto mai interessante degustazione di Ramandolo Docg abbinato ai rinomati Esse di Raveo. Biscotti che, in questa occasione, sostituiscono quelli classici – i tradizionali “uessuz” – che a Nimis venivano prodotti dalla famiglia di Luigi Grassi, all’ombra dell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio. Ma il loro forno, purtroppo, è ormai chiuso da anni e anche per i famosi biscotti da bagnare in un calice di biondo Ramandolo è calato il sipario. E a proposito di questo grande vino dolce-non dolce, per la sua rilevante consistenza tannica, che nell’ormai lontano 2001 è stato il primo in Friuli Venezia Giulia a beneficiare proprio della Docg, la denominazione di origine controllata e garantita, fra i vignaioli premiati ieri a Gradisca c’era anche Giovanni Dri (Il Roncat), storico produttore di Nimis, autentico pioniere nella valorizzazione di questo inimitabile vino protetto, appunto, da ventitré anni dal massimo riconoscimento di qualità. Nell’occasione, un riconoscimento è andato anche a Paolo Valle, presidente del Consorzio per la tutela dei vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo, l’unica area che nella nostra regione esprime Docg, per cui accanto al Ramandolo ci sono Picolit e Rosazzo.

Il produttore Giovanni Dri

Paolo Valli (Friuli Colli orientali)

Nel pomeriggio, alle 16, il programma conclusivo proseguirà con la presentazione del libro “Sentieri e cibi locali” realizzato da Gal Carso-Kras e Torre-Natisone, con una delle autrici, Isabella Franco, e degustazione di gubane e vini dolci. Ricordiamo, infine, che la manifestazione sarà aperta oggi dalle 11 alle 20. E con questo appuntamento scenderà, dunque, il sipario sulla storica rassegna gradiscana che riveste un importante significato per la promozione dell’intero Vigneto Fvg. Ricordiamo al riguardo che la manifestazione, beneficiante del sostegno della Regione Fvg, è nata nel 1965 con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole regionali, nonché per premiare viticoltori della regione e personaggi di respiro internazionale. Arrivederci, allora, alla prossima edizione, quando il Gran Premio Noè festeggerà i suoi 60 anni!

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In copertina e all’interno la cerimonia di premiazione presenti l’assessore regionale Stefano Zannier, il sindaco Alessandro Pagotto e il regista della rassegna gradiscana Stefano Cosma.

Gran Premio Noè, i vini dolci friulani protagonisti. All’enoteca “Serenissima” Liliana Savioli con Picolit e formaggi

Si alza il sipario sul Gran Premio Noè. Alla storica manifestazione enologica di Gradisca d’Isonzo, come annunciato anche ieri, il tema principale dell’edizione di quest’anno, dal titolo “Vini dolci e passiti, da dessert o da meditazione”, sarà costituito da grandi prodotti quali Picolit, Ramandolo, Verduzzo, Traminer Passito, Moscato e altri ancora. La manifestazione aprirà ufficialmente alle 11, assieme ad un ospite d’eccezione che arriverà nell’Enoteca “La Serenissima”: una personalità di spicco nel mondo dell’enogastronomia come Helmuth Köcher, fondatore del Merano WineFestival, che riceverà la statuetta del Noè 2024 dalle mani del sindaco Alessandro Pagotto e inaugurerà questa edizione della importante rassegna. Si potranno assaporare, perciò, i vini dolci friulani premiati con il The Wine Hunter Award 2024, assieme ai loro produttori: La Roncaia, Jacuss, Scubla Roberto, Conte d’Attimis-Maniago, Ermacora, Tenute Tomasella, Lis Neris, Butussi Valentino, Dario Coos, Rocca Bernarda e Le Due Torri. Ci farà inoltre scoprire, assieme a Stefano Cosma, i vini dei vincitori del Premio Dolcissimo del Merano Wine Festival: il Moscato Rosa 2023 di Muri Gries, Cantina Girlan con Pasithea Oro Gewürztraminer 2022, Kiemberger Paul con il Lagrein 2022, Moscato di Scanzo 2018 di Pagnoncelli e Possa con Sciacchetrà underwater 2021.
Sempre nella giornata odierna, e ancora in Enoteca, ma alle 18, si terrà una degustazione guidata di “Picolit e formaggi” su prenotazione, condotta da Liliana Savioli. La prestigiosa rassegna, organizzata dal Comune di Gradisca e sostenuta dalla Regione Fvg, proseguirà poi fino a domenica 8 dicembre con assaggi di vini dolci e passiti, abbinati a prodotti gastronomici locali, e presentazioni di libri in Enoteca. Domani mattina, alle 11, nel Nuovo Teatro Comunale, si terrà l’annunciata cerimonia di premiazione con la partecipazione anche dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.

Liliana Savioli

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In copertina, i tipici grappoli del Picolit prestigioso vino dolce del Friuli.

Terza assemblea per Frutta Friuli a Rauscedo. L’assessore Zannier: settore con ampi margini di sviluppo

«L’Amministrazione regionale ha investito importanti risorse nel settore della frutticoltura; nonostante le problematiche legate ai cambiamenti climatici e al contrasto alle fitopatie che il comparto vive, il settore ha ampi margini di sviluppo». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’assemblea dei soci di Frutta Friuli, la più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia con 150 soci, sede centrale a Spilimbergo nella zona industriale Nord e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e Rauscedo. L’incontro è avvenuto nel Vcr research center-Vivai cooperativi Rauscedo. Si tratta della terza assemblea di questa realtà sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct e Friulkiwi.

Un momento dell’assemblea.


«Le strategie adottate dal punto di vista tecnico, fitosanitario e produttivo, con impianti adeguati rispetto alla protezione dagli effetti atmosferici e il contenimento della cimice asiatica, incidono sulle produzioni che non sempre sono in linea con le aspettative sia a livello qualitativo che quantitativo. Eppure l’incremento degli ettari produttivi, le ottime liquidazioni garantite ai soci mostrano come il comparto abbia notevoli potenzialità di incremento – ha commentato Zannier -. In quest’ottica sosteniamo la messa a dimora di nuovi impianti che stanno dando una soddisfazione anche economica agli operatori nonostante le criticità. Si tratta di difficoltà che vengono affrontate con grande capacità, garantendo quella qualità che nella nostra regione è una certezza».
Ad illustrare il bilancio è stato il presidente Livio Salvador, mentre il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. Nel dettaglio, guardando ai dati si evince che la raccolta di mele è in crescita: da 173 mila a 181 mila quintali, grazie soprattutto ai nuovi meleti impiantati dai soci all’interno di un progetto di rinnovamento che sta coinvolgendo anche le sedi produttive e di stoccaggio, sempre più moderne ed efficienti dal punto di vista energetico. In calo solo la produzione di kiwi, a causa della grandinata di luglio 2023, che ha ridotto di circa il 50% la produzione, attestatasi quindi sui 16 mila quintali. Ciononostante è cresciuto il fatturato, passato da 15 milioni 800 mila euro a 20 milioni 491 mila euro.
Forte la propensione all’export, segno di come la frutta friulana sia molto apprezzata sui mercati globali. I mercati extra Unione europea sono principalmente l’area Mediterraneo e Golfo Persico ma anche India, Brasile e Canada (oltre il 70% delle vendite); a seguire l’ltalia e gli altri Paesi dell’Ue. In questo quadro è aumentata anche la remunerazione per i soci, i quali ora hanno una redditività lorda di 30 mila euro ad ettaro. Cifre che si riverberano sull’occupazione: la cooperativa ha raddoppiato i suoi occupati in 4 anni, arrivando a 80 persone, alle quali si aggiungono un centinaio di persone in più al lavoro nelle campagne dei soci.
Durante l’assemblea è stata sottolineata la validità del processo di integrazione tra le due realtà e gli importanti lavori dell’ultimo anno, quali il cambio della macchina cernitrice per le mele e la realizzazione di 5 nuove celle per il prodotto pre-calibrato e confezionato a Spilimbergo mentre a Rauscedo, dove si concentreranno diversi investimenti nei prossimi anni, si è provveduto all’adeguamento della macchina cernitrice per i kiwi. È stato anche installato a Spilimbergo un impianto fotovoltaico della capacità di kWp 497,94, così da aumentare l’autoconsumo proseguendo nel processo di sostenibilità.
Un altro dato rilevante è la capacità di conservazione, pari ai 260 mila quintali di frutta, fra le due sedi, fondamentale per contenere i nuovi volumi della cooperativa dopo l’impianto di nuovi frutteti, con una produzione che nella raccolta 2024, in conclusione in questi giorni, si attesterà su 220 mila quintali di mele e 13 mila di kiwi.

Impianti di Frutta Friuli.

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In copertina, la raccolta delle mele un settore produttivo in crescita.

 

Zannier con Assoenologi Fvg ad Aiello: vitale il confronto con nuovi mercati

«Il Friuli Venezia Giulia è già conosciuto come nome di rilievo e come eccellenza per le produzioni vinicole, in particolare per i vini bianchi, sui mercati internazionali di spiccata qualità. Ne abbiamo avuto conferma recentemente al Vinitaly di Chicago, raccogliendo ottimi riscontri. Questo non deve però farci “sedere sugli allori”, ma spronarci a fare meglio». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’incontro organizzato da Assoenologi Fvg a Villa Luisa Strassoldo ad Aiello. Ospite della serata il secondo Master of Wine italiano, Andrea Lonardi, esperto di mercati e produzione che ha offerto degli spunti di riflessione sul futuro del mercato anche per i vini friulani. L’incontro è stato aperto dal saluto del presidente di Assoenologi Fvg, Matteo Lovo.
«Il confronto proposto con la Nuova Zelanda può essere utile soprattutto a rafforzare alcune capacità di marketing e comunicazione e a ricordarci che la leva principale per fa conoscere all’estero una nicchia di mercato come quella dei bianchi friulani, è la capacità di proporsi assieme», ha aggiunto Zannier. E ha concluso: «La Regione è impegnata a supportare al meglio gli imprenditori, a tutelare le tipicità, a rafforzare le filiere. Ersa e PromoTurismoFvg già lavorano in sinergia con questa finalità rivolgendo attenzione e cura ai rapporti con i buyer che sono gli apripista dei nuovi mercati e anche coloro che per primi possono restituirci i segnali di cambiamento del mercato».

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Zannier all’incontro di Aiello.

La Latteria Sociale Turnaria di Trivignano compie 100 anni: fra gli eventi celebrativi anche un libro storico di Enos Costantini

Serviva una festa comunitaria per celebrare il 100° anniversario della nascita della Latteria Sociale Turnaria di Trivignano Udinese. Così, per domani e sabato, sono state organizzate una serie di iniziative per ricordare questo bel compleanno. Domani, al Teatro Parrocchiale (Area Gruppo Alpini, via Palma), a partire dalle ore 19.30, ci sarà pertanto un momento di approfondimento, con Francesco Zaccheo, dell’Associazione Allevatori Fvg, su: “Le latterie sociali in Friuli: salvaguardia del latte crudo e del saper fare”, seguito da un intervento di Paola Valdinoci, su: “Il valore nutrizionale del formaggio”. Al termine, la presentazione e la proiezione del filmato dedicato al centenario della Latteria di Trivignano Udinese.
Sabato, a partire dalle 9, sarà possibile partecipare alle visite guidate della Latteria durante la produzione del formaggio. Dalle 10, dopo i saluti delle autorità, del presidente della Latteria, Stefano Azzano, della presidente di Confcooperative Alpe Adria, Serena Mizzan, e del presidente di Confcooperative Fedagripesca Fvg, Venanzio Francescutti, Enos Costantini presenterà il libro scritto per l’occasione e dedicato alla storia centenaria della Latteria. Prima del taglio della torta, non mancherà il saluto conclusivo dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.
Nata nel febbraio 1924, la Latteria Sociale Turnaria di Trivignano Udinese non ha mai interrotto la propria attività salvo, per un paio d’anni, durante il secondo conflitto mondiale, riprendendo immediatamente l’operatività nel 1946.
Attualmente, la compagine sociale è composta da 6 soci che conferiscono circa 10 mila quintali di latte prodotto mungendo, annualmente, oltre 250 vacche. Il 90% del latte lavorato è destinato a formaggio Latteria, per un totale di oltre 14 milz forme all’anno; il restante 10% del latte lavorato è destinato a prodotti freschi tra cui mozzarella, stracchino, caciotta, yogurt e anche panna cotta.

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In copertina, il casaro al lavoro per preparare l’ottimo formaggio di Trivignano.

San Martino, Dolegna del Collio premia i vitivinicoltori Livon (da 60 anni realtà in evidenza nel Vigneto Fvg) e il giornalista Toni Capuozzo attento ai problemi del mondo ma vicino anche all’amato Friuli

di Giuseppe Longo

DOLEGNA – Due grandi nomi quest’anno sono risultati i titolari degli ambiti Premi che Dolegna del Collio assegna nella ricorrenza di San Martino e della tradizionale Festa del Ringraziamento. Tenuti segreti, come è consuetudine, fino al momento della consegna, sono stati accolti da calorissimi applausi gli annunci dell’assegnazione del Falcetto d’oro, creato ventotto anni fa dalla sezione Coldiretti, alla Famiglia Livon che da 60 anni esprime una delle realtà più in vista del Vigneto Fvg, e della Foglia d’oro, il riconoscimento istituito dal Comune collinare nel 2001, al giornalista friulano Toni Capuozzo, notissimo volto di Mediaset inviato per molti anni sui fronti più caldi del pianeta, ma da sempre attento anche alle piccole cose della sua terra, a cominciare da quelle della vite e del vino. La consegna dei Premi è avvenuta ieri, ricorrenza del Santo di Tours, in una mattinata inondata da un sole limpidissimo, da vera “estate di San Martino”. E il tutto è avvenuto all’interno della splendida barricaia della Vineria di Vencò, un “gioiello” che i Livon esibiscono con orgoglio.

Come è tradizione, la cerimonia è stata preceduta dalla parte religiosa, cominciata con la benedizione di una ventina di trattori schierati nel piazzale, assieme alle numerose autovetture. Celebrante don Joseph, cooperatore della Parrocchia di Cormons che da anni ha in carico anche la piccola comunità di Dolegna, il quale durante la Messa ha insistito molto sul significato di “dire grazie” al termine della stagione dei raccolti. Sul cui esito si è soffermata, al termine del rito, Marta Venica, presidente della Coldiretti locale, la cui apprezzata analisi è stata seguita dal saluto dell’avvocato Guglielmo Pelizzo, vicepresidente di Civibank, lo storico istituto di credito cividalese oggi facente parte del Gruppo Sparkasse, sempre a fianco in qualità di “main sponsor” della manifestazione autunnale. Sono quindi intervenuti il presidente provinciale della Coldiretti, Martin Figelj, e il consigliere regionale Diego Bernadis, già sindaco di Dolegna, che hanno messo l’accento sulla presenza dell’organizzazione nell’assecondare l’attività degli agricoltori e l’attenzione che l’amministrazione guidata da Massimiliano Fedriga riserva sempre a favore del settore primario attraverso la delega assegnata all’assessore Stefano Zannier. Infine, ha preso la parola il sindaco Carlo Comis, esprimendo compiacimento per la continuità della sentita manifestazione rinnovando la vicinanza dell’ente locale all’attività agricola, di cui lui stesso è espressione, che ha messo in tutta evidenza la piccola Dolegna del Collio divenuta grande, non solo per la bravura dei coltivatori tutti provetti vignaioli, ma anche grazie ai due prestigiosi riconoscimenti che hanno reso questa Giornata del Ringraziamento una fra le più note e attese dell’intero Friuli Venezia Giulia, proprio per il valore degli assegnatari dei Premi scelti ogni anno con scrupolosità da una commissione presieduta dall’agronomo Claudio Fabbro al quale, impossibilitato a intervenire, è andato un caloroso applauso.

Infine, il momento clou della festa con la consegna appunto dei Premi, dando lettura degli attestati che ne motivano l’assegnazione. Il Falcetto d’oro, come detto, è stato consegnato nelle mani di Matteo Livon, a suggello della lunga attività dell’azienda fondata nei primi anni sessanta dal nonno Dorino e che proprio a Dolegna produce il prestigioso Tiare Blu, mentre la Foglia d’oro è andata al giornalista Toni Capuozzo, attento commentatore televisivo delle tensioni che agitano il nostro tempo, soprattutto le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Entrambi hanno ringraziato con emozione, orgogliosi per essere stati omaggiati attraverso questi importanti segni di stima e amicizia. Anche quest’anno la cerimonia è stata presentata e coordinata dal giornalista Nicolò Gambarotto, editore di Top. E accanto alla folta partecipazione di agricoltori e tecnici del settore primario, fra i numerosi ospiti c’erano i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, il sindaco della contermine Prepotto, Mariaclara Forti, la dottoressa Augusta Marrosu, già prefetto di Gorizia sempre presente a queste belle manifestazioni, il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop, e il coordinatore regionale delle Città del vino – di cui anche Dolegna del Collio fa parte -, Tiziano Venturini, titolare del Falcetto 2023. Insomma, anche questa si è rivelata una riuscitissima giornata che ha confermato quanto sia sentita da residenti e non, per cui tutti si sono lasciati con il proposito di tornare al Ringraziamento che si terrà il giorno di San Martino del prossimo anno. Dove? Ancora presto per dirlo perché Comune e Coldiretti scelgono ogni anno una “location” diversa così da far sentire coinvolte tutte le frazioni.

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In copertina, la consegna del Falcetto d’oro alla Famiglia Livon; all’interno, la Foglia d’oro al giornalista Toni Capuozzo, i saluti del sindaco Carlo Comis, della presidente di Coldiretti Marta Venica, del vicepresidente di Civibank Guglielmo Pelizzo e del consigliere regionale Diego Bernardis; infine, la benedizione di trattori e autovetture impartita da don Joseph della Parrocchia di Cormons.