Sviluppo rurale, la Regione Fvg aumenta l’anticipo ai beneficiari di tre bandi a sostegno della liquidità delle imprese

La Regione Friuli Venezia Giulia ha appena deliberato (Dgr n. 212) un aumento che porta dal 30 al 50 la percentuale di anticipo dei tre bandi dello Sviluppo rurale Fvg Ps Pac 23-27, ovvero SRD01, SRD02, SRD03. Una variazione che si basa sul Regolamento UE 2021/2116 (Parag. 3 / Art. 44), nel quale si prevede che “gli Stati membri possono decidere di versare anticipi fino al 50% nell’ambito degli interventi di cui agli articoli 73 e 77 del reg (UE) 2021/2115”, tra cui rientrano anche gli interventi oggetto dei citati bandi regionali.
Lo Sviluppo Rurale Fvg ha dunque colto questa opportunità di modifica resasi necessaria anche alla luce delle crescenti esigenze di liquidità manifestate dalle imprese agricole, determinate dal perdurare di conflitti militari a livello globale, dal verificarsi di condizioni meteorologiche avverse e di eventi climatici eccezionali, nonché dai continui aumenti dei prezzi dei fattori di produzione e dell’inflazione, a fronte di prezzi relativamente bassi dei prodotti agricoli di base. Si sottolinea che la modifica riguarda gli articoli 19 dei bandi SRD01 (DGR 1811/2023), SRD02 (DGR 2086/2023) e SRD03 (DGR 1772/2024), ormai scaduti ma i cui progetti sono in corso. Obiettivo dei tre bandi è quello di accompagnare le imprese agricole in una fase di trasformazione che richiede investimenti concreti, maggiore efficienza nell’uso delle risorse e nuove opportunità di reddito. Le misure incidono infatti su tre ambiti strategici e complementari: ammodernamento e competitività aziendale, gestione sostenibile della risorsa idrica e diversificazione delle attività. La dotazione complessiva è pari a 37 milioni di euro, di cui 30 milioni destinati al bando SRD01, 4 milioni al bando SRD02 e 3 milioni al bando SRD03.

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Il Valore agricoltura

«Con l’approvazione del Programma valore agricoltura per il 2026, la Regione mette in campo risorse per oltre 5,4 milioni di euro con l’obiettivo di potenziare la competitività, la redditività e la sostenibilità ambientale delle nostre imprese agricole. Si tratta di un piano organico di investimenti mirati a favorire l’innovazione tecnologica, la transizione energetica e il miglioramento delle condizioni di lavoro, sostenendo al contempo la multifunzionalità del settore». Lo ha comunicato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier (nella foto) illustrando i contenuti della delibera approvata dalla Giunta Fedriga che definisce le linee d’azione per l’annualità 2026 del Programma valore agricoltura (Pva), in attuazione della legge di stabilità 2025. L’intervento dispone di uno stanziamento complessivo di 5.490.000 euro e individua 13 interventi prioritari suddivisi tra i comparti zootecnico, orticolo, del vivaismo viticolo, frutticolo, viticolo e pataticolo. Nel dettaglio, per il settore zootecnico sono previsti contributi per l’automazione dei processi, il miglioramento del benessere animale (anche per l’allevamento di conigli) e l’efficientamento delle malghe, con una specifica linea di finanziamento dedicata alle imprese condotte da giovani agricoltori. Sul fronte delle colture, il piano sostiene l’innovazione nell’orticoltura, includendo tecniche avanzate come l’acquaponica, l’idroponica e l’aeroponica, e la promozione della filiera pataticola e della frutticoltura in zona montana. «Il Programma – ha aggiunto Zannier – guarda con attenzione anche alla protezione delle colture, attraverso il sostegno per l’acquisto di macchinari antigelo e antibrina, e alla diversificazione del reddito agricolo, incentivando le imprese agrituristiche a investire in strutture ricettive ecocompatibili come il glamping e le bio-costruzioni». Tra le novità, figura anche un intervento per coprire i costi di certificazione dei crediti di carbonio sostenuti dalle aziende. L’attuazione del Programma avverrà tramite successivi bandi regionali che definiranno nel dettaglio le modalità di accesso ai contributi. La delibera prevede inoltre che eventuali risorse aggiuntive potranno essere impiegate sia per incrementare i fondi delle linee già attivate, sia per finanziare nuovi interventi.

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«Con l’incremento portato al 50% dell’anticipo ai beneficiari di questi tre bandi – spiega l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali, Stefano Zannier –, la Regione offre strumenti operativi e di sostegno alle esigenze molto concrete manifestate dalle aziende: disporre di maggiore liquidità per investire e restare competitive, migliorare l’efficienza irrigua e ampliare le fonti di reddito. Si tratta di un intervento organico che coglie le opportunità offerte dal regolamento comunitario puntando a sostenere la tenuta economica del nostro comparto agricolo e, al contempo, ad accompagnarne l’evoluzione in chiave sostenibile».
Il bando SRD01 sostiene gli investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole, con spese ammissibili comprese tra 30 mila e 1,5 milioni di euro. Il contributo è in conto capitale con aliquota ordinaria del 40%, elevabile al 60% per i giovani agricoltori e, in specifici casi previsti dal bando, anche per le aziende che operano prevalentemente in aree svantaggiate. Il bando SRD02 è rivolto agli investimenti irrigui finalizzati a migliorare le prestazioni ambientali e climatiche delle aziende e a favorire un uso più efficiente dell’acqua, anche in relazione al benessere animale. La spesa ammissibile per domanda va da 20 mila a 350 mila euro. Il contributo è pari al 60%, elevabile al 75% per i giovani agricoltori in possesso dei requisiti previsti. Il bando SRD03 finanzia la diversificazione in attività non agricole, comprese le attività agrituristiche previste dagli allegati di bando, con l’obiettivo di rafforzare la multifunzionalità delle imprese. Il contributo è in conto capitale, con un’alienazione del 40%, elevabile al 60% per i giovani agricoltori. L’aiuto è concesso in regime “de minimis”, con un tetto massimo di 300 mila euro nell’arco di tre anni per impresa unica.

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In copertina, panoramica su un paesaggio rurale in Friuli Venezia Giulia.

Vigneto Fvg, oltre 5,5 milioni di euro per sostenere competitività e rinnovamento. A Trieste Vitae 26 Gran Galà dei vini Top

«Con oltre 5,5 milioni di euro sosteniamo la competitività e il rinnovamento del comparto vitivinicolo regionale, garantendo continuità agli interventi e procedure più snelle ed efficaci», ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Giunta delle disposizioni che disciplinano l’applicazione del regime di sostegno comunitario alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti dalla campagna 2026/2027. Il provvedimento dà attuazione all’articolo 58 del regolamento (Ue) 2021/2115, nell’ambito del Commissione europea relativo alla Pac 2023-2027, e si inserisce nel quadro del Piano Strategico Nazionale approvato a fine 2022. Per la misura, alla Regione Friuli Venezia Giulia sono assegnate risorse pari a 5.518.039 euro per la campagna 2026/2027, a valere sulla dotazione nazionale di 323.883.000 euro annui destinata al settore vitivinicolo.
Con questa delibera della Giunta Fedriga vengono, dunque, approvati disposizioni, indirizzi e criteri per l’accesso agli aiuti destinati al Vigneto Fvg, mentre un successivo decreto del direttore del Servizio competente definirà il bando con le regole operative. In particolare, sono predeterminati i soggetti beneficiari, la superficie minima oggetto di intervento ed eventuali deroghe, le attività ammissibili, l’entità dell’aiuto, la dotazione finanziaria con il relativo riparto tramite graduatoria e i criteri di attribuzione dei punteggi. La novità procedurale, prevista dalla legge regionale 7/2025, sostituisce il precedente strumento regolamentare con la modalità della delibera di Giunta e successivo bando, con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficiente l’accesso agli incentivi per le imprese vitivinicole.

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«Il vino non è solo qualità, ma un modello di sviluppo che coniuga sostenibilità e storia: in ogni bottiglia c’è l’identità del nostro territorio e la tutela dell’ambiente passa anche attraverso la salvaguardia delle superfici agricole di pregio», ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e allo sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, intervenendo a Trieste alla manifestazione “Esperienze di Vitae 2026 – Gran Galà dei vini Top». L’appuntamento è stato proposto al Generali Convention Center e ha celebrato l’eccellenza enologica regionale riunendo un centinaio di aziende selezionate dall’Associazione italiana sommelier – presente il vicepresidente Ais nazionale Marco Aldegheri – per gli altissimi punteggi raggiunti nella guida nazionale.
Scoccimarro ha rimarcato come il settore vitivinicolo rappresenti un pilastro che unisce cultura, turismo ed economia, sottolineando che «investire nella terra non è solo un business, ma un atto di tutela del territorio: è fondamentale evitare l’utilizzo delle aree agricole per scopi diversi dalle coltivazioni d’eccellenza». L’assessore ha, inoltre, evidenziato che, nonostante le complessità dello scenario internazionale, la Regione Fvg resta ottimista e pronta a vincere le sfide globali puntando sulla professionalità e sulla visione dei propri produttori. Esprimendo grande soddisfazione per la crescita della manifestazione e ricordando lo straordinario valore dei vini del Carso e della zona del Prosecco che arricchiscono l’offerta del territorio, Scoccimarro ha confermato che l’Amministrazione regionale continuerà a sostenere attivamente tutti gli investitori e le iniziative volte a promuovere la qualità e la storia del Friuli Venezia Giulia.

Friuli Colli orientali e Ramandolo riflettono sul mercato. Zannier: anche il clima cambiato impone analisi mirate

«La crescente variabilità climatica impone un’analisi sempre più capillare delle differenze produttive anche all’interno di uno stesso territorio, mantenendo comunque una unica visione generale. A fianco di questo tema, è necessario mantenere un equilibrio economico che consenta alle aziende vitivinicole di generare un reddito». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo nel Salone del Parlamento del Castello di Udine alla presentazione di “Le stagioni e le uve”, la relazione tecnica dell’area Friuli Colli orientali e Ramandolo per l’annata 2025, alla presenza del presidente del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg, Filippo Butussi, produttori e amministratori del prestigioso comprensorio vitivinicolo che da va Nimis e Tarcento fino a Corno di Rosazzo, passando per Buttrio e Premariacco.


Nel suo intervento, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha sottolineato come accanto all’analisi tecnica della produzione sia fondamentale mantenere l’attenzione sull’equilibrio economico delle aziende. «Senza la capacità di generare reddito – ha osservato – ogni discussione tecnica rischia di perdere significato». Secondo l’assessore, il risultato economico è determinato da una serie di fattori che comprendono il valore riconosciuto dal mercato al prodotto, la capacità gestionale dell’azienda e, in parte, anche elementi meno facilmente modificabili. «In alcuni casi – ha spiegato – questi parametri possono essere gestiti con attenzione e rappresentano la chiave per ottenere o meno un profitto, soprattutto in una fase in cui i margini di manovra delle imprese sono condizionati dall’andamento dei prezzi».
Infine, pur definendo l’attuale fase congiunturale «non particolarmente esaltante», Zannier ha invitato a cogliere anche gli elementi positivi presenti nel settore, concentrando l’attenzione sui comparti che mostrano segnali di vitalità e sulla capacità di raggiungere volumi adeguati, indispensabili assieme alla marginalità.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Stefano Zannier; all’interno, il tavolo dei relatori al Castello di Udine.

(Foto Regione Fvg)

Da sessant’anni a Gradisca d’Isonzo il Gran Premio Noè. L’assessore Zannier: guardare al futuro senza perdere le radici

«Iniziative come quella di oggi devono guardare “oltre”, continuando a rinnovarsi e a trovare nuove modalità per proporre contenuti, senza però perdere il legame con le proprie radici. È fondamentale mantenere saldo il solco tracciato in questi decenni di attività, che ha dato valore al territorio e ai suoi prodotti e che continua a rappresentare un riferimento per chi opera nel settore». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo alla cerimonia di apertura del Gran Premio Noè 2025 a Gradisca d’Isonzo, la storica rassegna enologica – conta la bellezza di 60 anni! – che si concluderà proprio nella giornata odierna.

Due momenti della cerimonia inaugurale.


L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato il valore storico e identitario della manifestazione, che rappresenta una delle più longeve iniziative dedicate alla cultura enologica regionale. Zannier ha ricordato come il Premio, nato negli anni Sessanta per valorizzare la qualità produttiva delle cantine del territorio, abbia saputo evolversi nel tempo mantenendo intatta la propria vocazione originaria. «Questo Premio – ha affermato – amplia oggi la propria offerta e si apre sempre più alla cultura e alle attività capaci di valorizzare un prodotto che definisce le caratteristiche storiche e culturali della nostra regione e dell’area di Gradisca d’Isonzo in particolare». Secondo l’assessore, tale evoluzione testimonia una crescita costante della manifestazione, che sa coniugare promozione del territorio, identità locale e attenzione alla qualità. «Parlare di vino nella nostra regione – ha osservato – significa porre l’attenzione su una molteplicità di produzioni, con differenze significative da territorio a territorio, che riflettono direttamente la varietà dell’orografia regionale. Andiamo dalle colline alle pianure fino al mare, e questa diversità morfologica ci consente di esprimere vini dalle caratteristiche profondamente diverse, ma accomunati da una qualità costante e riconosciuta».
L’assessore Zannier ha quindi evidenziato come la qualità resti l’elemento chiave della competitività del comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia. «Abbiamo mantenuto nel tempo livelli elevatissimi delle nostre produzioni – ha precisato – e questo ci pone stabilmente ai vertici in termini di mercato e di confronti internazionali». Un risultato che, ha aggiunto l’assessore, è il frutto dell’impegno dei produttori, della ricerca, dell’innovazione e dell’azione della Regione nel garantire condizioni favorevoli allo sviluppo del settore agroalimentare. «Il traguardo dei sessant’anni del Premio Noè – ha concluso – è un elemento di forza e insieme uno stimolo a proseguire nel percorso di valorizzazione della nostra identità vitivinicola, continuando a innovare senza smarrire le radici che hanno reso questa manifestazione un punto di riferimento per il mondo del vino regionale».

Riecco “Cantine Aperte a San Martino” festa dell’enoturismo in Fvg tra i colori dell’autunno e il profumo del mosto

È il momento in cui le vigne si vestono d’oro e di rosso e il profumo del mosto riempie ancora l’aria. È nella poesia di questo scenario che torna Cantine Aperte a San Martino, l’appuntamento autunnale firmato Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, in programma domani e domenica, 8 e 9 novembre, in oltre 40 cantine della regione. Un weekend suggestivo che celebra la fine della vendemmia e l’inizio del nuovo anno agricolo nella tradizione, offrendo ai visitatori l’occasione di vivere il vino là dove nasce, tra i racconti dei vignaioli e l’atmosfera intima delle cantine. Non solo degustazioni, ma vere e proprie esperienze da condividere come passeggiate tra i filari, laboratori sensoriali, pranzi e cene con il vignaiolo, abbinamenti cibo-vino e attività per famiglie e bambini, dalle raccolte di foglie al gioco con le castagne.

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Città del vino a Rauscedo

E proprio in coincidenza con “Cantine Aperte a San Martino” e con la Giornata mondiale dell’Enoturismo, domani sindaci, amministratori comunali, presidenti di Pro Loco e amici delle Città del Vino sono invitati al Vivai Cooperativi Rauscedo Research Center. «Quello dell’enoturismo – ha osservato il coordinatore delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini – è un fenomeno che continua a registrare una crescita nel suo valore: basti pensare che in Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino, vale oltre 2,9 miliardi di euro, con una crescita del 16% del 2004 sul 2023 e con una spesa media, per singolo turista, di 400 euro». Dati aggiornati relativi a questo 2025 che verranno forniti nella prima parte della giornata, dalle 9.30. “Il futuro della proposta enoturistica: cambiamenti in atto e buone prassi” è infatti il titolo del momento informativo con lole Piscolla, responsabile Progetti speciali e Turismo di Città del Vino, e con Francesco Marangon, docente Università di Udine e Ambasciatore delle Città del Vino.

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Un appuntamento, quello di quest’anno, che coincide anche con la Giornata mondiale dell’enoturismo. Quale momento migliore, quindi, per immergersi in quei luoghi aperti di incontri e racconti che sono le cantine della regione, dove le parole lasciano posto a emozioni calice dopo calice, dai vini novelli a quelli più strutturati e corposi. A rendere ancora più ricco il programma saranno anche gli eventi speciali organizzati in collaborazione con foodblogger, travelblogger, fotografi e videomaker che saranno ospiti di alcune aziende per raccontare storie di viaggi, persone e sapori.
«“Cantine Aperte a San Martino” non è solo un evento – sottolinea Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg –, è un invito a scoprire il territorio attraverso le emozioni che solo il vino sa trasmettere. È un modo per valorizzare il paesaggio, le persone e la cultura del Friuli Venezia Giulia, con lo spirito di condivisione e di passione che ci contraddistingue da oltre trent’anni. Cantine Aperte a San Martino è quindi un’occasione per rallentare, respirare la magia dell’autunno e brindare alla fine della vendemmia in uno dei momenti più suggestivi dell’anno».

Il programma completo e l’elenco delle cantine aderenti sono disponibili su www.cantineaperte.info e sui canali social del Movimento Turismo del Vino Fvg.

Enoturismo, un giro d’affari che rasenta i 3 miliardi di euro: sabato a Rauscedo le Città del vino Fvg in assemblea celebreranno la sua Giornata mondiale

(g.l.) Il turismo della vite e del vino in Italia rasenta un giro d’affari di 3 miliardi di euro, tanto che ogni fruitore ne spende ogni anno mediamente 400. Un fenomeno importante, in grande e continua crescita, del quale si parlerà l’8 novembre in Friuli Venezia Giulia. Anche nella nostra regione si celebrerà, infatti, la Giornata mondiale dell’Enoturismo, per cui sindaci, amministratori comunali, presidenti di Pro Loco e amici delle Città del Vino sono stati invitati, sabato prossimo, al Vivai Cooperativi Rauscedo Research Center. Ospite nella frazione di San Giorgio della Richinvelda – capitale mondiale delle barbatelle – l’assessore regionale alla Politiche agricole e forestali, Stefano Zannier, la giornata vedrà anche l’Assemblea regionale delle Città del vino Fvg, nonché un momento di premiazione delle cantine regionali e dei nuovi Ambasciatori dell’associazione nazionale guidata da Angelo Radica.

Tiziano Venturini


«Una location perfetta – commenta il vicepresidente nazionale delle Città del Vino e coordinatore regionale del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini -, che unisce tradizione e innovazione, in un territorio dall’alta vocazione vinicola. Oltre che dei Vivai, saremo ospiti del sindaco Michele Leon e della sua Amministrazione per questo momento in cui non solo analizzeremo il futuro dell’enoturismo a livello nazionale e internazionale, ma anche racconteremo il successo delle attività che abbiamo organizzato sul territorio regionale lungo questo anno. D’altronde, quello dell’enoturismo è un fenomeno che continua a registrare una crescita nel suo valore: basti pensare che in Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino, vale oltre 2,9 miliardi di euro, con una crescita del 16% del 2004 sul 2023 e con una spesa media, per singolo turista, di 400 euro”. Il sindaco di San Giorgio della Richinvelda, Michele Leon, sottolinea come questa iniziativa rappresenti “un riconoscimento importante per il nostro territorio, cuore pulsante della viticoltura e dell’innovazione agricola, ma anche un’occasione per valorizzare la nostra identità e la cultura dell’accoglienza».


Dati aggiornati relativi a questo 2025 che si va a chiudere verranno forniti nella prima parte della giornata. “Il futuro della proposta enoturistica: cambiamenti in atto e buone prassi” è infatti il titolo del momento informativo con Iole Piscolla responsabile Progetti speciali e Turismo di Città del Vino e con Francesco Marangon docente Università di Udine e Ambasciatore delle Città del Vino. A seguire l’Assemblea delle Città del Vino Fvg: andamento e prospettive dell’Associazione a livello nazionale e regionale, i progetti del 2025 e il programma per il 2026. Poi riconoscimento alle Aziende vitivinicole della Regione premiate alla 23ma edizione del Concorso Enologico Internazionale di Città del Vino e il saluto ai nuovi Ambasciatori delle Città del Vino. A seguire visite guidate alla struttura dei Vivai e momento conviviale.
In totale, i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 41: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moimacco, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Remanzacco, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Ronchi dei Legionari, Manzano e Latisana.

Vivai Cooperativi Rauscedo Research Center

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In copertina, vivai di barbatelle nella frazione di San Giorgio della Richinveldia.

“Rive” domani al via a Pordenone: un momento di confronto e una spinta all’innovazione a favore del Vigneto Fvg

«”Rive” ha assunto negli anni un ruolo centrale non soltanto per il sistema fieristico e per il comparto vitivinicolo, ma anche come momento di confronto e riflessione, segno della sua autorevolezza e della capacità di creare connessioni tra il mondo imprenditoriale e quello istituzionale». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della presentazione della Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia (Fiera di Pordenone 5, 6 e 7 novembre), incontro ospitato nella sede della Garbellotto a Sacile.


L’esponente della Giunta Fedriga ha osservato come l’appuntamento rappresenti oggi un’occasione significativa non solo per presentare le innovazioni di settore, ma anche per analizzare con realismo la congiuntura economica. «Non stiamo vivendo il momento di massima espansione del mercato vitivinicolo, ma non è il caso di drammatizzare. Si tratta di una fase che impone riflessione e scelte ponderate, perché i periodi di rallentamento – ha aggiunto – sono quelli che consentono di fermarsi, ragionare e definire strategie per il futuro». In questo senso, Zannier ha rimarcato il fatto che la fiera assume un’importanza ulteriore come luogo di confronto tra imprese e operatori: «Il sistema vitivinicolo regionale, che occupa il 13% della superficie agricola del Friuli Venezia Giulia – un dato di rilievo anche in ambito nazionale – deve continuare a innovare e a crescere. Gli incontri tematici e i convegni previsti durante Rive sono fondamentali proprio perché permettono di discutere i nuovi scenari e le opportunità del settore».
Secondo il titolare dell’agricoltura regionale, la competitività futura dipenderà dalla capacità delle aziende di aggregarsi, di ripensare le modalità commerciali e di orientarsi verso i mercati più adatti. «Il nostro prodotto non ha problemi di qualità o quantità, ma è necessario interrogarsi su dove e come commercializzarlo, su quali mercati investire e come riposizionare l’intero sistema regionale. Il comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia – ha concluso Zannier – deve ragionare in un’ottica unitaria, presentandosi sui mercati internazionali come un’unica grande area di riferimento, valorizzando le peculiarità locali all’interno del sistema “vino italiano”».

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In copertina e all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier durante la presentazione di “Rive” a Sacile presenti il presidente di Pordenone Fiere Renato Pujatti e di Pietro Garbellotto.

Natura 2000, mezzo milione di euro per la tutela della Val Cavanata a Fossalon. L’assessore Zannier: opere improrogabili per preservare la sua ricca biodiversità

«La Regione finanzierà con 500 mila euro di fondi europei interventi dedicati al ripristino idraulico, alle manutenzioni straordinarie dei canali e alla sistemazione degli argini nella Val Cavanata. L’obiettivo è di preservare la natura e la biodiversità di questa zona di elevato pregio inserita nel novero dei siti Natura 2000, incrementandone il valore attraverso l’attuazione di opere manutentive divenute improrogabili». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha commentato l’approvazione, da parte della Giunta Fedriga, della delibera che assegna 350 mila euro del Pr Fesr 2021-27 e altri 150 mila del Programma aggiuntivo regionale per interventi a tutela della Riserva naturale regionale “Valle Cavanata”, nel territorio rivierasco di Fossalon, a Grado.

Stefano Zannier

Le opere finanziate, come ha specificato il rappresentante della Regione Fvg, «saranno accompagnate da attività di monitoraggio volte a verificare l’efficacia dei miglioramenti e da adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione che vive nella zona, con particolare riferimento ai principali soggetti o gruppi interessanti o coinvolti nella loro attuazione. A tutto ciò si affiancherà la promozione di forme di fruizione eco-sostenibili e rispettose della storia e della cultura locali, perseguite mediante l’utilizzo di sistemi digitali».

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In copertina e all’interno due immagini della bellissima Val Cavanata a Fossalon.

La melicoltura Fvg si ritrova alla mostra di Pantianicco. Zannier: la Regione per il settore frutticolo investe altri 1,5 milioni. Va a Lucio Cisilino il Premio alla carriera

«Sono convinto che abbiamo spazi, capacità e mercati per crescere con la frutticoltura regionale e toglierci delle grandi soddisfazioni anche sotto il profilo della remunerazione, se avremo la capacità di lavorare insieme come sistema». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier inaugurando la Mostra regionale della Mela di Pantianicco, giunta alla sua 54ma edizione e che continua anche oggi per poi riprendere il 2 ottobre. «Proprio per sostenere lo sviluppo della frutticoltura – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga – la Regione mette a disposizione un bando da 1,5 milioni di euro rivolto alle Pmi agricole per impianti arborei di almeno un ettaro e per l’introduzione di specie pregiate, così da intercettare una domanda in crescita e favorire tecniche agronomiche in linea con il mercato». «Con questo intervento – aveva sottolineato alla presentazione della mostra a Udine – vogliamo dare un segnale concreto agli imprenditori agricoli, sostenendo chi investe in qualità, innovazione e sostenibilità. La frutticoltura del Friuli Venezia Giulia ha grandi potenzialità e rappresenta un comparto capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende sul mercato nazionale». Nell’occasione, Zannier si era complimentato con la Pro Loco di Pantianicco per gli «ottimi risultati ottenuti anche quest’anno e per la costante crescita che dimostra l’importanza del lavoro di squadra e la vitalità del territorio».


Nel 2024 il comparto melicolo del Friuli Venezia Giulia ha confermato numeri solidi: le superfici a meleti ammontano a 1.098 ettari per una produzione stimata di 64.970 tonnellate; le aree coltivate sono concentrate nelle province di Pordenone con 582 ettari, Udine con 503 ettari e Gorizia con 12 ettari, mentre a Trieste le aree dedicate alla melicoltura risultano trascurabili. Le varietà più diffuse sono Golden Delicious, Red Delicious, Imperatore, Granny Smith, Royal Gala e Zeuka. Il prezzo medio annuo delle mele da tavola rilevato alla Borsa merci di Verona è stato di 0,67 euro al chilo, con un incremento del 24,9% rispetto al 2023, a conferma di una fase di mercato favorevole.
«Un aspetto fondamentale è la capacità che dobbiamo avere nel comparto di confrontarci continuamente – ha osservato Zannier – sotto tutti i profili, agronomico, fitosanitario e climatico. Fare comunità, battere l’individualismo: da questo punto di vista è emblematico e opportuno che la Mostra della Mela abbia consegnato a Lucio Cisilino, vero pionere del melicolo, un premio alla carriera e la presidenza onoraria del Premio».
Come detto, anche quest’anno la Mostra della Mela si snoderà lungo due fine settimana, quindi anche oggi e poi dal 2 al 5 ottobre, organizzata dalla Pro Loco Pantianicco con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba e in collaborazione con Ersa-Regione Fvg, Arpa Fvg, PromoTurismoFvg, Unpli, Consorzio Pro Loco Medio Friuli, Università degli Studi di Udine, Confagricoltura, Circolo Agrario Friulano, Aiab-Associazione italiana agricoltura biologica, Consorzio apicoltori, Associazione regionale produttori apistici, Istituto d’istruzione superiore “Il Tagliamento”. La manifestazione aderisce al progetto “EcoFVG” della Regione Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e all’interno l’assessore regionale Stefano Zannier alla premiazione di Lucio Cisilino e al taglio del nastro.

Energia rinnovabile che nasce sopra i filari di vite con l’agrivoltaico avanzato: a Palazzolo un impianto unico in Europa

Aziende agricole che producono energia rinnovabile mantenendo la fertilità dei suoli sottostanti, integrando in modo significativo il reddito dell’impresa, rafforzandone la competitività. È quanto ci si ripromette di studiare a Palazzolo dello Stella, all’azienda Weldan, con l’impianto di agrivoltaico avanzato presentato da Ape Fvg, in collaborazione con Ersa (nell’ambito del Sissar), Università di Udine, Akren e Cet Eletronics. Un impianto dimostrativo di circa 600 metri quadrati, dalle caratteristiche uniche in Europa e posizionato su seminativi e vigneto (biologico). L’impianto è stato installato in un campo della tenuta agricola di Walter Bagnarol, il quale raccontato come si è avvicinato all’agrovoltaico: «Avevamo la necessità di risolvere tre problemi: limitare la peronospora della vite, incrementare e diversificare il reddito agricolo, migliorare il nostro impatto ambientale».

Sistema innovativo – Si parla di agrivoltaico, altra cosa rispetto al fotovoltaico a terra, poiché si concretizza un utilizzo duale del suolo agricolo, con pannelli solari installati su strutture sopraelevate che consentono la prosecuzione delle attività agricole sottostanti. Uno degli aspetti sottolineati nel corso della presentazione, infatti, è l’importanza di progettare un impianto agrivoltaico “su misura” che si adatti alle diverse situazioni agrarie, che si integri con le pratiche colturali in uso e con le attrezzature disponibili in azienda. Ciò permette di massimizzare i risultati produttivi, sia della componente energetica che di quella agricola, riducendo al minimo gli investimenti. Inoltre, l’installazione è “cemento-free” perché i pali sono solo piantati nel terreno, in modo da garantire il completo ripristino del suolo a fine ciclo dell’impianto.
«Oggi viviamo in un mondo assai complesso, che rende ancor più inquinato e difficile il rapporto fra cittadini e Istituzioni. Nel caso degli impianti fotovoltaici, molto spesso, si tende a equivocare fra quelli che sono delle vere e proprie officine elettriche e quelli che possono, grazie a un percorso assai impegnativo, fregiarsi del termine di agrifotovoltaico avanzato. Ovviamente si tratta di due iniziative totalmente diverse, con dimensioni, produzioni e impegni di ordine ambientale ed economico assai distanti fra loro – ha evidenziato il presidente di Ape Fvg, Loreto Mestroni -. L’obiettivo di Ape Fvg assieme ad Ersa Fvg e ai partner di progetto, grazie al sostegno dell’assessore Stefano Zannier, è quello di contribuire a fare chiarezza e, nel caso specifico, di rappresentare in maniera estremamente efficace e corretta cos’è un impianto agrifotovoltaico avanzato, come funziona e quali sono i vantaggi sia per le diverse colture che per la sostenibilità ambientale».

I pareri tecnici – Come ha spiegato Maurizio Commodi di Akren, la società bolognese che si è occupata dello studio e della realizzazione, «non si può progettare un impianto agrivoltaico senza considerare le colture che si faranno sotto i moduli: ogni tipologia richiede una configurazione diversa, anche strutturalmente. È per questo che la progettazione deve essere condivisa tra chi si occupa di energia e chi di agricoltura».
L’agrivoltaico dimostrativo di Palazzolo, poi, è un vero e proprio laboratorio in cui grazie alla sensoristica installata vengono svolte attività di ricerca e sviluppo, a testimonianza del carattere fortemente innovativo e orientato allo studio delle soluzioni agrivoltaiche. Il sistema consiste in una serie di sensori installati sia sotto i pannelli che in campo aperto, in modo da poter valutare scientificamente l’impatto dell’agrivoltaico sulle colture. I sensori impiegati consentono di rilevare parametri che fino a poco tempo fa erano considerati quasi inaccessibili. Tra questi, ci sono le cosiddette “foglie elettroniche”, poi camere 3D e IA che permettono di osservare in tempo reale come cambiano microclima, crescita e salute della vite sotto i pannelli. «Data l’importanza di capire gli effetti degli impianti agrivoltaici sulle colture, per questo impianto è stato installato un sistema di monitoraggio di ultima generazione, probabilmente il più avanzato mai impiegato per questo genere di indagine, almeno in Europa», afferma Nicola Vicino di Cet Electronics.
«Il sistema vitivoltaico in corso di test è il primo passaggio per andare verso l’elettrificazione di alcune attività di coltivazione, come il carico di robot tagliaerba e per trattamenti UVC – ha osservato l’agronomo Osvaldo Tramontin -. Ci aspettiamo che il sistema agrivoltaico allenti la pressione della peronospora sulla vite, limitando la bagnatura; la prova con le cappottine potrebbe dare ulteriori elementi in questo senso».
Paolo Sivilotti, professore dell’Università degli Studi di Udine, e Selena Tomada, di Ersa Fvg, hanno sottolineato che: «Nello specifico contesto della viticoltura risulta fondamentale valutare il potenziale effetto della copertura agri-voltaica sulla coltura sottostante per comprendere i potenziali benefici sinergici del sistema sul lungo termine. Sarà necessario studiare la fisiologia della pianta a 360 gradi, dall’impatto della copertura sulle fasi fenologiche alle performance quali-quantitative della varietà, tassello fondamentale per la sostenibilità economica del sistema. Sarà inoltre interessante comprendere se la copertura agri-voltaica potrà essere impiegata come soluzione di adattamento agli stress ambientali estremi, quali gelate tardive e ondate di calore estive».

I servizi offerti – Per conto di Ape Fvg, Samuele Giacometti, esperto in Gestione dell’Energia, ha illustrato i servizi offerti nell’ambito del Sistema Sissar 2025 legati alle agroenergie: «L’impianto agrivoltaico di Palazzolo dimostra il valore del Sistema Sissar, che offre alle aziende agricole regionali strumenti e consulenze gratuite per innovare. La nostra Agenzia, nella veste di soggetto erogatore di questi servizi nel campo delle agroenergie, pone l’attenzione sul fatto che prima di produrre energia serve conoscere e ottimizzare i consumi attraverso diagnosi energetiche. Solo così si possono fare scelte sostenibili e individuare strategie di decarbonizzazione a lungo termine».
«Siamo di fronte al primo vero impianto agrivoltaico che si caratterizza per la piena integrazione con l’ambiente e le risorse agricole, valorizzandole. È una visione completamente diversa da quella della mera produzione di energia elettrica con impianti fotovoltaici a terra, rispetto ai quali ci sono aspetti paesaggistici e ambientali difficili da accettare». È quanto ha dichiarato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, presente al taglio del nastro – «I vantaggi di questa tecnologia sono molteplici perché aiuta a migliorare la produzione agricola, con impianti che sono nella piena disponibilità delle imprese agricole e comportano un’integrazione al reddito indispensabile alla sostenibilità economica dell’azienda. Non siamo di fronte a operazioni di acquisto di terreni da parte di fondi finanziari per l’installazione di impianti destinati esclusivamente alla produzione di energia elettrica. Per questo la Regione sostiene queste tecnologie, consapevole che stiamo contribuendo a costruire l’evoluzione della visione agricola del futuro” ha commentato Zannier.

Il Comune di Palazzolo – «L’amministrazione comunale è da anni impegnata sul nostro territorio a trovare soluzioni che vadano incontro all’esigenza di impianti sostenibili e rispettosi dell’ambiente – ha affermato Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella -. Insieme all’assessore Roberto Ventre valutiamo positivamente questa iniziativa di impianto agrivoltaico, che rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per l’utilizzo del territorio agricolo».

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In copertina e all’interno immagini dell’impianto e della cerimonia inaugurale a Palazzolo dello Stella.