“Francy for Children”, Casa Lis Neris crocevia di solidarietà a San Lorenzo Isontino nel ricordo di Francesca Pecorari

Appuntamento oggi, 24 maggio, per il dodicesimo anno con l’evento benefico organizzato da Lis Neris “Francy for Children” per promuovere le attività umanitarie dell’Associazione “Francesca Pecorari. Un viaggio di solidarietà”, iniziato nel 2003, grazie all’entusiasmo, all’impegno e all’aiuto di molte persone che ha contribuito a portare il sorriso sul volto di tanti bambini che vivono situazioni di difficoltà in diverse parti del mondo. Casa Lis Neris a San Lorenzo Isontino sarà ancora una volta il cuore pulsante di questo evento: in programma alle 15 il convegno “Impegno Cuore Passione”. Presenti, tra gli altri, l’Aasessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, storico sostenitore dell’associazione, l’ambasciatore d’Italia in Myanmar Nicolò Tassoni Estense, Roberta Demartin, da poco nuovamente presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, e padre Livio Maggi, responsabile PIME/New Humanity.

ArteGioia di Remanzacco.


In chiusura di convegno l’esibizione dell’Orchestra d’archi “ArteGioia” di Remanzacco diretta da Antonella Tosolini che riunisce musicisti professionisti e allievi impegnati in un repertorio che spazia dalla musica classica, al folk, fino al jazz e al pop/ rock. Alle 17 apertura del percorso enogastronomico con gli “artigiani del gusto del Friuli Venezia Giulia” che racconteranno e faranno assaggiare i loro prodotti. La partecipazione per il pubblico è libera su prenotazione: già aperte le iscrizioni sul portale eventbrite (link: https://FrancyForChildren.eventbrite.it) o via mail a relais@lisneris.it
Tutti partecipanti potranno sottoscrivere le loro donazioni tramite le “Borse Solidali” con i prodotti del territorio e con il vino Fatto in Paradiso, un blend speciale di Riesling e Sauvignon disponibile in formato magnum e doppia magnum con l’etichetta disegnata da Francesca che rende questa bottiglia un simbolo di bellezza e memoria, oltre che un gesto concreto di solidarietà. Aperte le prenotazioni per le borse solidarli al link https://forms.gle/F8TwXoY5C3LzbWcx6.

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In copertina, Alvaro Pecorari davanti alla foto della figlia Francesca.

Agricoltura, Zannier alla Fiera di Udine apre Sissar Open Day che sarà ciclico

«L’Open Day Sissar è un’occasione per evidenziare a tutti gli operatori del settore agricolo le opportunità offerte dal sistema dell’assistenza tecnica regionale, che vede una serie di partner tecnici e istituzionali collaborare per fornire al mondo dell’impresa agricola i massimi risultati in termini di ricerca applicata, innovazione, assistenza fitosanitaria, dando così la possibilità di agganciare le nuove opportunità e le migliori tecniche sempre in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, inaugurando l’open day del Sistema integrato dei servizi di sviluppo agricolo e rurale (Sissar) al quartiere fieristico di Udine assieme al presidente di Udine Esposizioni Antonio Di Piazza.

«Un progetto che avrà una continuazione – ha annunciato l’esponente della Giunta Fedriga – perché la comunicazione e l’informazione sono decisive per riuscire a ottenere i migliori risultati. Offrire al mondo imprenditoriale i risultati della ricerca applicata per dare tutte le possibilità di sviluppo all’interno di un mondo che cambia sempre più velocemente è fondamentale. Per questo si inizia oggi un percorso che diventerà ciclico e continuerà nel tempo».
Organizzato dalla Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione, con la collaborazione dell’Ersa, il coordinamento di Udine Esposizioni Spa e il contributo del Programma di Sviluppo Rurale Fvg, l’open day è cofinanziato dall’Unione Europea e mette a disposizione di imprese, agricoltori, tecnici, studenti e cittadini, visitatori e operatori 18 enti del settore.
I momenti formativi saranno in tema di difesa fitosanitaria della vite, gestione sostenibile della risorsa idrica, contributi europei all’agricoltura, soluzioni colturali innovative per il clima e qualità nella frutticoltura, multifunzionalità in zootecnia, nuove filiere emergenti, sicurezza e pianificazione aziendale, tecniche agronomiche per il futuro delle colture estensive. Previa iscrizione online, la partecipazione è gratuita e aperta.

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In copertina e all’interno immagini della cerimonia inaugurale alla quale è intervenuto l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

(Foto Regione Fvg)

 

Sissar Open Day 2025, l’agricoltura Fvg tra problemi e prospettive domani sarà grande protagonista alla Fiera di Udine

Nasce un nuovo spazio di incontro e collaborazione per l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia: il Sissar Open Day 2025, in programma domani, 17 aprile, alla Fiera di Udine e presentato ieri nella sede friulana della Regione Fvg alla presenza dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali, e del presidente di Udine Esposizioni Spa. L’evento rappresenta un appuntamento inedito e strategico per il settore agricolo e agroalimentare, promosso dalla Regione Fvg per valorizzare il Sistema Integrato dei Servizi di Sviluppo Agricolo e Rurale (Sissar). E riunirà per la prima volta in un’unica sede diciotto enti tra i più rappresentativi del comparto.
Una giornata pensata per rafforzare la rete territoriale e condividere strumenti, conoscenze e buone pratiche, all’insegna dell’innovazione, sostenibilità e sviluppo rurale. Attraverso workshop, seminari e aree espositive, il Sissar Open Day sarà un’occasione concreta per confrontarsi sulle principali sfide dell’agricoltura contemporanea e valorizzare le eccellenze locali. L’obiettivo è favorire il dialogo e il coordinamento tra istituzioni, associazioni di categoria, cooperative e consorzi, ponendo le basi per una crescita rurale equilibrata, innovativa e condivisa. La scelta della Fiera di Udine, crocevia strategico per il territorio, sottolinea l’importanza dell’appuntamento e ne amplifica il potenziale in termini di visibilità e impatto.

La presentazione ieri a Udine.

“Nel contesto attuale – ha affermato l’assessore Stefano Zannier – l’agricoltura si trova costantemente a dover affrontare molteplici sfide. È strategico promuovere la crescita di conoscenza e innovazione armonizzando le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: redditività, sostenibilità ambientale e sociale”. L’esponente della Giunta Fedriga ha, inoltre, sottolineato il valore della legge regionale che ha istituito il sistema. “Con la Lr 5/2006 – ha evidenziato – il Friuli Venezia Giulia ha scelto di puntare su un modello integrato che finanzia la ricerca applicata, promuove tecniche rispettose dell’ambiente e garantisce consulenza specialistica alle aziende agricole”. Un impegno che continua con forza anche nel presente. “Per il 2025 abbiamo stanziato oltre 2,3 milioni di euro per sostenere il sistema Sissar – ha precisato l’assessore – consapevoli dell’importanza che riveste nel fornire assistenza tecnica gratuita, incontri formativi e strumenti pratici per affrontare con successo le sfide del settore. E in questo senso si inquadra l’iniziativa Sissar Open Day 2025 del 17 aprile alla Fiera di Udine: un’occasione di incontro. e formazione dedicate alle imprese agricole per il futuro”.
La giornata, come detto, è stata ideatapensata per rafforzare la rete territoriale e condividere strumenti, conoscenze e buone pratiche, all’insegna dell’innovazione, sostenibilità e sviluppo rurale. Attraverso workshop, tour e aree espositive, il Sissar Open Day sarà un’occasione concreta per confrontarsi sulle principali sfide dell’agricoltura contemporanea e valorizzare le eccellenze locali. Organizzato dalla Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione FVG, con la collaborazione di Ersa, il coordinamento di Udine Esposizioni Spa e il contributo del Programma di Sviluppo rurale Fvg, l’evento è cofinanziato dall’Unione Europea e vede Terra e Vita – Edagricole come media partner.
Il programma si articolerà dalle 9 alle 17 negli spazi del Padiglione 6 della Fiera di Udine (ingresso Ovest, Via della Vecchia Filatura, Torreano di Martignacco), con un format dinamico e interattivo. I visitatori potranno partecipare a tour guidati tra gli stand degli enti coinvolti per scoprire da vicino servizi, proposte e progettualità attive sul territorio. I momenti formativi si terranno nelle due sale convegni dedicate: in Sala 1 si discuterà di difesa fitosanitaria della vite, gestione sostenibile della risorsa idrica, contributi europei all’agricoltura, soluzioni colturali innovative per il clima e qualità nella frutticoltura. Sala 2 ospiterà interventi su multifunzionalità in zootecnia, nuove filiere emergenti, sicurezza e pianificazione aziendale, fino alle tecniche agronomiche per il futuro delle colture estensive.
Alle 9 è prevista l’inaugurazione ufficiale nello stand centrale della Regione, seguita da due sessioni di tour guidati (11.15-13.15 e 14.30-16.30) per favorire il contatto diretto tra operatori, tecnici e visitatori. I tour partiranno dallo stand della Regione Fvg – Direzione Risorse Agroalimentari e saranno condotti dai giornalisti di Edagricole che illustreranno, fermandosi ai loro stand, le attività dei diciotto enti erogatori di servizi presenti in Fiera. I workhop invece, saranno condotti da tecnici Ersa, da alcuni dei 18 enti erogatori e dai redattori della stessa casa editrice emiliana.
“Dopo Idrofuture dedicato, nel novembre scorso, all’irrigazione sostenibile, la Fiera di Udine è ancora una volta e con orgoglio al fianco della Regione Fvg come braccio operativo e come location strategica per un altro evento di rilievo che promuove innovazione, sostenibilità e sviluppo nel settore agricolo e agroalimentare regionale – ha, infine, affermato il presidente di Udine Esposizioni – per questa nuova opportunità di metterci in gioco e per la rinnovata fiducia nel Campus fieristico udinese, ringrazio l’assessore e la Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche. Ancora una volta la Fiera di Udine mette a disposizione delle istituzioni e del territorio la propria esperienza, diversifica l’attività e l’utilizzo delle strutture ribadendo la sua mission storica e sempre attuale come strumento di confronto, crescita e collaborazione”. Il Sissar Open Day 2025 si propone così come un punto di riferimento annuale per il settore primario regionale, un’occasione unica per fare rete, condividere progetti e costruire insieme il futuro dell’agricoltura friulana.

Previa iscrizione online, la partecipazione all’evento sarà gratuita e aperta a tutti: agricoltori, tecnici, studenti e cittadini interessati ad approfondire tematiche centrali come la transizione ecologica, la digitalizzazione delle pratiche agricole, la tutela della biodiversità e la promozione dei prodotti tipici regionali (iscrizione online su: https://bit.ly/41QTwcZ).
Parteciperanno come partner dell’iniziativa: Associazione Italiana Agricoltura Biologica Fvg, Agenzia per l’Energia del Friuli Venezia Giulia, Associazione dei Consorzi di Bonifica del Friuli-Venezia Giulia, Confederazione Produttori Agricoli Fvg, Cefap, Cia Agricoltori Italiani del Friuli Venezia Giulia, Coldiretti – Fvg, Confagricoltura Fvg, Confservizi Fvg Srl, Consorzio Tutela del Formaggio Montasio, Consorzio Olio Fvg, Cooperativa Agricola Fiumicello – S.C.A. Co.Pro.Pa. Scarl, Tergeste Dop, Friulana Nocciole S.C.A., Frutta Friuli S.Ca. , Kmečka zveza – Associazione agricoltori, Uni.Doc Fvg.

Il Vigneto Fvg al Vinitaly di Verona con uno stand tutto nuovo ed “elegante” come i vini che presenterà al mondo. Ma c’è preoccupazione per i maxi-dazi Usa

(g.l.) Conto alla rovescia per il Vinitaly di Verona che dà appuntamento a Verona Fiere alla fine della prossima settimana. Un appuntamento strategico anche per il Friuli Venezia Giulia e che quest’anno avviene in un clima di preoccupazione particolare creato dalla ormai più che nota possibilità che l’Amministrazione Trump introduca pesantissimi dazi (fino al 200 per cento!) sui vini europei e quindi anche italiani. E proprio anche per questo la presentazione del Vigneto Fvg deve avvenire nel modo migliore e incisivo. «Il nuovo stand della Regione ideato per Vinitaly 2025 promuove l’intero Friuli Venezia Giulia, in una connessione sinergica che, partendo dell’eccellenza dei nostri vini, abbraccia tutto il territorio, reso immediatamente riconoscibile nelle sue tipicità e unicità: non a caso, uniti in questo percorso, ci sono Ersa e PromoTurismoFvg. Una vetrina importante per l’enogastronomia ma anche per le nostre imprese e per i grandi eventi: un chiaro esempio di quello che intendiamo per promozione integrata del sistema regionale, uno strumento capace di far crescere ancora di più il Friuli Venezia Giulia e di renderlo sempre più attrattivo», hanno detto al riguardo gli assessori regionali al Turismo e alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ieri sono intervenuti alla presentazione del nuovo stand della Regione Friuli Venezia Giulia a Vinitaly (6-9 aprile), illustrazione che si è tenuta nella sede di Udine della Regione Fvg alla presenza del direttore di PromoTurismoFvg, Iacopo Mestroni, e del nuovo direttore dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa Fvg), Mauro Giovanni Viti.

Sergio Emidio Bini


«Uno stand elegante, così come sono ovunque riconosciuti i nostri vini – ha detto Zannier -, ma anche comodo, funzionale e che nei colori richiama quelli della nostra terra: spazi ideali, studiati con chi lavora nel settore ogni giorno, che permetteranno alle aziende di operare al meglio, per rafforzare i mercati già consolidati e per stringere alleanze con nuovi buyer. Il sostegno che offriamo alle imprese tramite la Collettiva consente inoltre di mettere in mostra in fiera il meglio e il buono che offre tutto il variegato mondo vitivinicolo del Fvg».
«Gli interni dello stand sono stati realizzati col coinvolgimento di imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia, trasformato così in una vetrina dell’eccellenza del “saper fare” regionale – ha detto Bini, ricordando che “questa Amministrazione regionale ha alzato molto l’asticella della qualità e ha puntato sulla promozione del territorio a 360 grandi, con investimenti mirati e linee contributive dedicate. I risultati sono evidenti, sotto gli occhi di tutti, con incremento dei turisti e resilienza e crescita delle imprese nonostante il mondo storico».

Stefano Zannier


Da quest’anno il Vigneto Fvg si presenta, dunque, al Vinitaly con un nuovo stand, pensato per far conoscere il Friuli Venezia Giulia sotto una luce più ampia e completa, puntando da un lato a rafforzare il “sistema vino”, dall’altro a raccontare i valori che contraddistinguono la regione: enogastronomia, cultura e territorio. Si metteranno così in evidenza ricchezza e varietà del patrimonio del Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, dove ogni ambiente coltiva e produce un vino con proprietà e caratteristiche differenti, influenzate dagli elementi naturali. Lo stand coprirà un’area di circa 1.500 mq che ospiterà quasi 140 produttori e comprenderà anche 80 postazioni individuali, l’enoteca regionale gestita da Sommelier dell’Associazione italiana sommelier (Ais), la sala degustazioni con il supporto di personale della Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori (Fisar) e servizio catering, due infopoint con personale dedicato che accoglierà i visitatori e fornirà informazioni rispettivamente sulle aziende vitivinicole presenti in Collettiva e sulla regione, distribuendo materiale promozionale, gadget e guide. PromoTurismoFvg gestirà la Collettiva regionale, l’Enoteca, la Sala degustazioni e la sala Lobby, compresi i servizi accessori e le iniziative promozionali. Sarà, insomma, un grande Vinitaly per il Friuli Venezia Giulia!

La Regione con Zannier promuove il Pignolo “ambasciatore” di qualità e tradizione del Friuli Venezia Giulia

«Il Pignolo è il cuore pulsante della nostra identità vinicola, un vino che racconta la storia del nostro territorio e che, grazie all’impegno delle cantine locali, sta conquistando sempre più apprezzamenti a livello non solo a livello nazionale. Il nostro obiettivo è promuovere il Pignolo come “ambasciatore” della grande qualità e della tradizione del Friuli Venezia Giulia a livello internazionale». Lo ha detto ieri pomeriggio l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, al “World Pignolo Day 2025”, il simposio organizzato a Udine dell’Associazione del Pignolo del Friuli Venezia Giulia, anche in collaborazione con PromoTurismo Fvg. Una giornata dedicata al vitigno autoctono del Friuli per esplorare l’universo del Pignolo, l’agronomia, lo spirito della grappa e l’arte del vino, oltre alla scrittura.
L’esponente della Giunta Fedriga ha partecipato anche al talk show a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vignaiolo pluripremiato Sylvio Jermann, il giornalista e inviato di guerra Toni Capuozzo e Tommaso Cerno, giornalista e scrittore. L’Associazione del Pignolo del Fvg, fondata nel 2023 conta oggi 34 soci attivi, nasce per unire le energie dei vignaioli, ricercatori e appassionati del leggendario vitigno, con lo scopo di custodirlo, raccontarlo e valorizzarlo.

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All’Ecomuseo di Fagagna

Due appuntamenti sono in programma questo weekend sotto l’egida dell’Ecomuseo il Cavalîr di Fagagna. Oggi, alle 18, il professor Stefano Filacorda parlerà di colline moreniche, crocevia di migrazioni e nuove colonizzazioni. L’appuntamento si terrà all’Oasi dei Quadris a e per informazioni è possibile rivolgersi direttamente a oasidellecicogne@gmail.com, telefono 331.97885. Domenica, alle 10.30, ci sarà invece il convegno, moderato da Cristina d’Angelo, dal titolo “Asino è benessere”. A intervenire saranno Luca Lanfrit e Debora Valent, i due giovani rappresentanti de “Gli asini di Manute”, azienda a conduzione familiare di Rive d’Arcano, che alleva asine romagnole per la produzione, trasformazione e vendita di latte d’asina, nel pieno rispetto del benessere animale. Ci saranno anche Maddalena Bolognesi, naturopata ed educatrice alimentare, che analizzerà le caratteristiche e i benefici del latte d’asina e dei suoi derivati, Gianluigi D’Orlandi, agronomo, e la psicologa Erica Molinaro Franzil, con la quale si parlerà dell’Iaa (Attività assistita con gli animali) e dell’importanza del rapporto uomo-asino, soprattutto per i bambini, le persone con disabilità e gli anziani. A conclusione, è in programma una degustazione dei prodotti a base di latte d’asina dell’azienda. In questo caso, l’appuntamento è al Museo di Cjase Cocèl, nella Sala Asquini in Via Lisignana 15. Per informazioni 347.3030254.

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«Il Pignolo – ha aggiunto Zannier – come vitigno Doc esprime al meglio le capacità produttive del nostro territorio e le sue peculiarità climatiche, con una visione rispetto a un mercato che può trovare in questo vitigno un prodotto che si colloca ai più alti livelli. E’ stato intrapreso – ha osservato l’assessore – un percorso di valorizzazione che punta sempre più in alto, considerando che la produzione non è può essere molto rilevante dal punto di vista quantitativo, ma proprio per questo si riesce a raggiungere l’eccellenza nella qualità».
La Regione Friuli Venezia Giulia, grazie a un piano strategico di valorizzazione del settore vitivinicolo, sta investendo risorse per migliorare la competitività delle produzioni locali. L’esponente della Giunta regionale ha anche evidenziato l’importanza di «sostenere l’innovazione nelle pratiche agricole e la sostenibilità economica, sociale e ambientale, aspetti che contribuiscono a mantenere alto il profilo del vitigno e delle aziende che lo coltivano». «La Regione – ha concluso il titolare dell’agricoltura Fvg – è pronta a raccogliere la sfida del futuro, garantendo un’adeguata valorizzazione e promozione di un vitigno che, seppur da sempre radicato nel nostro territorio, ha tutte le potenzialità per diventare protagonista nei mercati internazionali».

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In copertina, il tipico grappolo del Pignolo celebre vitigno autoctono friulano.

Trieste, in Fvg l’olivicoltura da marginale è diventata di qualità. E oggi la giornata del “patto” tra le Città del Vino e dell’Olio

(g.l.) «Diciannove anni fa, quando questa iniziativa è nata, parlare di olio d’oliva in Friuli Venezia Giulia poteva sembrare in contrasto con una realtà agricola dove questa produzione non era centrale. Invece, la tradizione olearia in questa regione ha radici antiche e oggi il settore è in crescita, con un aumento delle superfici coltivate, delle trasformazioni, del numero di imprenditori e le nostre produzioni si distinguono per qualità e riconoscibilità».Lo ha detto ieri, a Trieste, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura della XVII edizione di Olio Capitale, a cui partecipano 212 espositori da 18 regioni italiane e buyer da 16 Paesi di tutto il mondo.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, c’è la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori riguardo alla provenienza dell’olio d’oliva. «L’Italia – ha affermato l’assessore – è un garante dei principi fondamentali di tracciabilità. In questo contesto, i veri concorrenti non sono all’interno del Paese o in Grecia, bensì nelle produzioni di oltre mare, di cui spesso non si conosce nulla. Per questo è essenziale promuovere la conoscenza della filiera e delle modalità di produzione. Come Amministrazione regionale – ha aggiunto Zannier – da anni sosteniamo i nuovi impianti olivicoli e la creazione delle filiere, inclusa la fase di molitura, per riuscire a rendere questo prodotto accessibile a un’ampia fascia di consumatori».

L’assessore, infine, ha sottolineato i benefici per la salute derivanti dal consumo di olio extravergine di oliva, sostenendo che questo valore aggiunto rappresenta il futuro del prodotto. «Si tratta di effetti positivi che gli studi scientifici dimostrano – ha concluso – ed è necessario comunicare e approfondire questi aspetti con i consumatori per favorire lo sviluppo delle nostre produzioni».
Intanto, si infittisce l’attività convegnistica del Salone in Porto Vecchio che continuerà fino a domani. Il rapporto sempre più sinergico tra Città del Vino e Città dell’Olio – sancito nel 2020 con il “Patto di Spello” per promuovere insieme enoturismo e oleoturismo – sarà infatti al centro di un momento di approfondimenti questo pomeriggio. Alle ore 15, nell’Area talk della kermesse, si terrà il già annunciato convegno “Città del Vino e Città dell’Olio un cammino insieme”, promosso dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.
Moderato da Massimo Romita – promotore di Enobook Festival internazionale letteratura enogastronomica (in programma a settembre) – il dibattito vedrà diverse tematiche toccate dai pubblici amministratori e rappresentanti delle due Associazioni nazionali che, dopo il citato “Patto di Spello”, stanno proseguendo un forte cammino in piena sintonia. Giovanni Antoni Sechi, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città del Olio e Città del Vino, assieme a Tiziano Venturini, vicesindaco del Comune di Buttrio e anch’egli vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, nonché coordinatore delle Città del Vino Fvg, parleranno di “Olio e Vino uniti nel registro delle Associazione delle Città di Identità”.
Infatti, grazie al lavoro congiunto tra gli attori coinvolti, a gennaio è arrivata l’attesa firma del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in calce ai decreti attuativi della Legge Made in Italy che all’articolo 40 istituisce il Registro delle Associazioni nazionali delle Città di Identità. Per essere iscritte nel Registro, le Città di Identità̀ devono essere costituite in forma di associazione riconosciuta e senza scopo di lucro ed avere come finalità̀ il sostegno e lo sviluppo della qualità̀ delle produzioni agricole e dei territori delle città di identità̀ associate. In tal senso, l’adesione alle Città del Vino o dell’Olio rafforza l’appartenenza al registro.
Si ragionerà poi sugli strumenti operativi e sugli eventi associativi che Città dell’Olio e Città del Vino promuovono nel corso dell’anno attraverso le amministrazioni comunali e le Pro Loco. A parlarne saranno Serena Tonel, vicesindaco del Comune di Trieste e consigliere nazionale Città dell’Olio, e Maurizio D’Osualdo, vicesindaco di Corno di Rosazzo e consigliere nazionale Città del Vino, oltre che vicecoordinatore delle Città del Vino Friuli Venezia Giulia. Sarà il modo per conoscere eventi di richiamo come la Merenda nell’oliveta, Le Notti del Vino, Le Grandi Verticali delle Città del Vino e la Camminata tra gli Ulivi.
Per concludere l’incontro verranno raccontate le buone pratiche di gestione ed organizzazione della promozione dei territori attraverso le testimonianze di Silvia Parmian, vicesindaco di Manzano, e Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina Devin Nabrežina, due Comuni del Friuli Venezia Giulia che vantano la doppia adesione a Città del Vino e Città dell’Olio.

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In copertina e all’interno, immagini della giornata inaugurale del Salone dell’olio extravergine di oliva in Porto Vecchio presenti l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier e il presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti.

(Foto Facebook di Olio Capitale)

“Olio Capitale” stamane al via a Trieste: dalla fiera grande impulso a un settore in Fvg ogni anno sempre più rilevante

«La nostra regione ha una produzione d’extravergine di elevatissima qualità, che negli ultimi anni è cresciuta in maniera rilevante sia in termini di superficie coltivata a ulivi, sia di addetti e punti di lavorazione. Si tratta infatti di un settore che riesce a dare un reddito significativo alle imprese, nonostante tutte le difficoltà del clima, e a garantire una prospettiva di crescita in un mercato che ancora rende merito ai prodotti di alta qualità. “Olio Capitale” è quindi un ottimo strumento per allargare le opportunità offerte alle imprese del Friuli Venezia Giulia e ampliare ulteriormente i loro orizzonti, anche attraverso un evento come il Concorso internazionale che quest’anno vedrà sfidarsi quasi 200 oli». È il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Trieste alla presentazione della diciassettesima edizione del Salone dell’olio extravergine d’oliva tipico e di qualità, che si terrà da oggi a domenica, al Generali Convention Center, in Porto Vecchio, nel capoluogo regionale. Una fiera specializzata che vede la partecipazione di oltre 210 espositori, da 18 regioni italiane e dalla Grecia, buyer da 16 Paesi di tutto il mondo, 176 oli in gara, 27 ristoranti coinvolti tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia con piatti dove l’olio sarà protagonista, e 12 bar che proporranno per l’occasione diversi “cocktOil”.

La presentazione di “Olio Capitale” a Trieste.

«La Camera di commercio Venezia Giulia ha avuto la costanza e la lungimiranza di creare e sostenere “Olio Capitale” dimostrando una significativa visione di prospettiva e contribuendo allo sviluppo di un settore che diviene ogni anno più rilevante nel contesto regionale. Per quanto riguarda la fiera, attraverso Ersa abbiamo raddoppiato la nostra presenza all’evento, mentre sul fronte del supporto alle imprese questo è il terzo anno in cui sosteniamo economicamente gli impianti di olivi e supportiamo le realtà che hanno affiancato alla produzione anche la trasformazione dei propri prodotti in un’ottica di diversificazione, per sostenere il passaggio dalle produzioni “familiari” a quelle orientate al mercato».
Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha quindi sottolineato che uno dei tratti distintivi della fiera è l’internazionalità, che la distingue da altri appuntamenti. Inoltre, i produttori sanno che a Trieste possono fare affari interessanti, perché incontrano ristoratori, un pubblico attento e soprattutto buyer da tutto il mondo. Tra gli eventi all’interno di “Olio Capitale”, Paoletti ha ricordato in particolare il convegno di apertura, sul benessere, per evidenziare con diversi esperti quanto l’olio sia importante per la salute.
“Olio Capitale” è realizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia, attraverso la sua azienda in house Aries, gode del patrocinio del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e delle foreste, ed è co-organizzato dal Comune di Trieste e dal Trieste Convention and Visitors Bureau, con partner l’Associazione nazionale delle Città dell’Olio e l’Associazione Mirabilia Network e il sostegno del marchio “lo Sono Friuli Venezia Giulia” e di Unioncamere. Alla presentazione di “Olio Capitale 2025” hanno preso parte, oltre a Zannier e Paoletti, tra gli altri, i sindaci di Trieste e Muggia Roberto Dipiazza e Paolo Polidori, il consigliere nazionale per il Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città dell’olio, Serena Tonel, e il direttore generale di PromoTurismoFvg, Iacopo Mestroni.

La protesta degli agricoltori a Pordenone: così le aziende lavorano in perdita. Zannier: doveroso essere oggi qui con voi

«È doveroso essere qui, anche per il modo pacifico con cui si è scelto di far sentire la voce dell’agricoltura. Oggi il sistema agricolo sconta una difficoltà difficilmente gestibile a livello locale, poiché spesso è indotta a livello europeo. Il settore sta affrontando un problema reale: il fatto che i costi di produzione siano superiori ai ricavi. Il mercato non tutela assolutamente la produzione primaria e, se pensiamo al bilancio di una media azienda agricola, gli interventi contributivi non permettono nemmeno il pareggio dei conti». Lo ha detto ieri mattina l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando alla manifestazione di protesta indetta dal Comitato spontaneo Agricoltori Pordenone. Al centro della manifestazione – che ha visto il raduno dei trattori nell’area del centro commerciale “Meduna”, con il successivo corteo che ha attraversato la città e un presidio in piazza XX Settembre – vi sono le difficoltà delle aziende agricole sul fronte del reddito, l’accordo Ue-Mercosur e l’eccessiva burocratizzazione, che rischia di soffocare le attività agricole.


«Una situazione complessiva di disagio – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga – che però richiede molta attenzione. Può esserci la tendenza a cercare di strumentalizzare politicamente il momento di difficoltà che il comparto sta attraversando, da parte di qualcuno che rischia di fare campagne sulla pelle degli stessi agricoltori, senza portare alcun vantaggio al settore». «Le istituzioni – ha precisato poi l’assessore – hanno il compito di conoscere le problematiche in modo specifico, per poter fornire le migliori risposte possibili e garantire i relativi servizi alle imprese. Il nostro obiettivo è quello di individuare soluzioni a un vero e proprio caos che sta attanagliando l’intero sistema europeo, il quale troppo spesso – ha rimarcato l’esponente della Giunta regionale – concepisce l’attività agricola quasi esclusivamente come una gestione del territorio, e non invece come un’attività economica di produzione alimentare e di creazione di reddito per le imprese e per le famiglie che vi lavorano».
«O si supera questa visione in cui il mondo agricolo non viene affatto valorizzato – ha avvertito Zannier – oppure assisteremo a un progressivo abbandono delle attività, con il rischio di dover reperire i prodotti in altre aree del mondo, esponendoci al pericolo di importare produzioni che non garantirebbero certo le stesse qualità e caratteristiche dei prodotti dei nostri territori, sottoposti al vaglio di un sistema di controlli a volte persino eccessivamente rigoroso».
Rispetto alle oltre diecimila imprese agricole del Friuli Venezia Giulia, l’assessore ha voluto ricordare: «Nel 2024 la Regione ha stanziato complessivamente 250 milioni di euro per il comparto agricolo, una cifra che non è stata allocata nemmeno a livello nazionale. Con il sistema autonomo dei pagamenti sui contributi, gestito attraverso l’ente pagatore regionale, diventato operativo lo scorso anno, ci stiamo allineando, consapevoli dei disagi, ma anche del fatto che le novità introdotte con la nuova Pac necessitano di un periodo di assestamento, il quale, una volta superato, non ripresenterà difficoltà in futuro. L’Amministrazione regionale – ha concluso Zannier, che si è poi spostato al presidio nel centro della città – sta facendo la propria parte. Non è certo sufficiente a risolvere tutti i problemi del settore agricolo, ma la collaborazione continua con l’intero sistema della rappresentanza delle categorie aiuta ad agire congiuntamente per perseguire gli interessi collettivi, tutelando il comparto primario».

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In copertina e all’interno due immagini della protesta degli agricoltori a Pordenone alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale Stefano Zannier.

I Consorzi di bonifica Fvg sono essenziali per il territorio. Va ottimizzato il consumo d’acqua con strutture efficienti

«I tre Consorzi di bonifica regionali hanno dato vita a un sistema solido, strutturato ed economicamente sostenibile, capace di portare a compimento opere e interventi essenziali a favore del settore agricolo e a tutela del territorio. Sono certo che il rapporto instaurato con la Regione in questi anni continuerà a dare risultati tangibili. Sappiamo di poter contare sull’apporto dei Consorzi per affrontare una sfida cruciale per il futuro: riuscire a ottimizzare il consumo di acqua rendendo più efficienti le strutture oggi disponibili». Sono le considerazioni espresse dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, all’incontro sul tema “I Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia: sicurezza idraulica, irrigazione e tutela ambientale, storia, attualità e futuro di un servizio essenziale al territorio”.

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Irrigazione a bassi volumi

«La Regione innalzerà i limiti massimi di contributi ammissibili per la realizzazione, su uno o più appezzamenti ciascuno di estensione minima pari a un ettaro, di impianti di irrigazione e fertirrigazione a bassi volumi per colture a pieno campo e per i frutteti. Un intervento che si pone tra le azioni volte a ridurre il consumo della risorsa idrica a fini agricoli, favorendo l’impiego di tecniche colturali efficaci sia sotto il profilo produttivo che ambientale». Lo ha comunicato l’assessore Stefano Zannier, spiegando i contenuti della delibera approvata dalla Giunta, che definisce i limiti di spesa, per il 2025, a seconda delle caratteristiche tecniche dei sistemi utilizzati e della loro estensione. Per gli appezzamenti fino a 5 ettari sarà possibile richiedere contributi fino a 6.000 euro all’ettaro per l’installazione di impianti con ala gocciolante superficiale monostagionale, mentre il tetto sale a 10.000 euro all’ettaro per quelli di subirrigazione multistagionali e di irrigazione superficiale non monostagionali. Gli incrementi del contributo concedibile rispetto al 2024 ammontano, rispettivamente, a 2.000, 1.500 e 3.500 euro. Per gli appezzamenti con estensione superiore a 5 ettari, la spesa ammissibile passa da 2.500 a 4.000 euro all’ettaro per i sistemi superficiali monostagionali, da 5.500 a 7.000 euro all’ettaro per quelli di subirrigazione multistagionali e da 4.000 a 6.000 euro all’ettaro per quelli superficiali non monostagionali. La delibera stabilisce, inoltre, che ogni impianto debba essere obbligatoriamente dotato di contalitri, nonché delle eventuali ulteriori dotazioni tecniche essenziali al corretto funzionamento, come richieste dai Consorzi di bonifica, qualora questi siano i soggetti fornitori dell’acqua irrigua. Il costo massimo ammissibile per l’acquisto di rotoloni con barre nebulizzatrici a bassa pressione è pari a 41.500 euro.

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Nel corso dell’incontro, organizzato a Udine da Anbi Fvg, i presidenti dei Consorzi regionali Enzo Lorenzon (Venezia Giulia), Valer Colussi (Cellina Meduna) e Rosanna Clocchiatti (Pianura friulana) hanno spiegato come i Consorzi operino quotidianamente nell’ottica di razionalizzare il consumo dell’acqua e di favorire anche la transizione energetica, utilizzando la risorsa idrica come fonte rinnovabile.
«Ci troviamo oggi di fronte all’esigenza di ampliare le superfici irrigate, ma con minore disponibilità di acqua – ha rilevato Zannier -. Per fare ciò serve innanzitutto un cambiamento culturale, che implichi il passaggio a un’idea di gestione della risorsa idrica che comprenda l’utilizzo dei moderni sistemi ad alta efficienza. È bene ragionare su soluzioni in cui si possano implementare i sistemi a scorrimento già esistenti con le tecnologie ad alta efficienza. Un intervento massivo di infrastrutturazione richiede ingenti risorse economiche e non può essere attuabile nel breve periodo».

Ieri a Udine il punto su un anno disastroso per l’apicoltura regionale. Zannier assicura gli operatori Fvg: faremo tutto quanto sarà possibile

«Il dialogo costruttivo resta un elemento fondamentale per cercare soluzioni concrete in un momento in cui non è scontato che tutto si possa fare e che si possa fare per tutti. Se pur non mancheranno la disponibilità e il sostegno della Regione, dobbiamo tenere presente che il settore apistico ha le stesse regole di quello dell’agricoltura come attività economica. Gli spazi di manovra che abbiamo devono comunque confrontarsi con quelle regole e, quando si parla di api, a partire dal livello europeo rilevo una profonda ipocrisia perché da un lato l’Ue ne evidenzia le assolute qualità dal punto di vista ambientale ma dall’altro è stringente e, a volte, limitante per il sostegno del comparto, come ad esempio sui contributi pro alveare. Queste limitazioni nascono perché il punto di vista è prettamente produttivo, e l’incremento delle produzioni è legato ai regolamenti comunitari come quelli agricoli. E’ quindi importante ampliare il dialogo perché le regole slegate dalla parte economica che potrebbero aiutare in via continuativa il comparto apistico fanno riferimento ad altri referati e non a quello dell’agricoltura».

Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, al XVI meeting organizzato dal Consorzio apicoltori della provincia di Udine, e moderato dal giornalista Rossano Cattivello, su “Un nuovo futuro per un’apicoltura sotto pressione. Clima, nuovi parassiti e mercato richiedono strategie inedite”: l’appuntamento ieri mattina nell’auditorium dell’istituto salesiano Bearzi a Udine dove gli allevatori di api del Friuli Venezia Giulia si sono ritrovati. L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato l’importanza di alimentare il confronto e lavorare sull’unità per riuscire a dare risposte alle problematiche del comparto.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consorzio, Marco Felettig, da poco eletto in occasione del rinnovo del direttivo a cui sono seguiti l’intervento di Zannier e il contributo di Cattivello sulla percezione nella pubblica opinione dei problemi dell’apicoltura. Per le relazioni tecniche sono invece intervenuti esperti di livello nazionale: Antonio Nanetti del Crea di Bologna che ha trattato l’impatto dei cambiamenti climatici, Franco Mutinelli dell’Izsve il cui contributo ha riguardato il contrasto alla presenza di un nuovo potenziale acaro che colpisce le api, mentre Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio nazionale miele, ha affrontato il tema del mercato con analisi e proposte. Il presidente nazionale dell’Unaapi, Giuseppe Cefalo, è intervenuto, invece, sull’importanza dell’associazionismo a supporto dei singoli apicoltori.

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Confagricoltura Fvg, webinar
oggi sulla legge di bilancio

Per oggi, alle 16.30, in collaborazione con Agrisoluzioni srl e la Regione Friuli Venezia Giulia, Confagricoltura Fvg ha organizzato un webinar online su Google Meet. L’incontro avrà come relatore Daniele Hoffer, responsabile fiscale di Confagricoltura Vicenza, e si concentrerà sulle novità per il settore agricolo contenute nel Decreto per la riforma fiscale delle imposte sui redditi e nella Legge di Bilancio per il 2025. La partecipazione è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria rivolgendosi a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it; telefono 0432.507013.

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Il settore, per Felettig, si trova davanti a sfide epocali da affrontare uniti, perché grandi e piccoli apicoltori svolgono un ruolo essenziale non solo per l’economia e la filiera alimentare, ma anche per l’impollinazione della produzione agricola e dell’intero ecosistema locale. Felettig ha tracciato una sintesi del 2024 definendolo come «un anno disastroso, l’ultimo di una serie di stagioni infelici per l’apicoltura». Gli apicoltori, però, non si sono lasciati scoraggiare e hanno cercato di far fronte alla situazione con tutti i mezzi, garantendo la sopravvivenza delle proprie colonie, mai come quest’anno vicine alla morte per fame. Ma, nonostante questi sforzi, il sistema produttivo apistico è entrato in crisi con aziende pronte a chiudere i battenti per mancanza di reddito e liquidità. Gli apicoltori, tuttavia, hanno saputo fare fronte comune e si sono rivolti alle istituzioni con un grido d’allarme che è stato ascoltato. Il neo presidente ha, infatti, ringraziato l’assessore Zannier che ha raccolto quel grido d’allarme con una misura concreta: un contributo straordinario elargito a favore delle aziende apistiche che traggono un reddito significativo dall’apicoltura, andando così a mettere in sicurezza più della metà degli alveari allevati in regione. Il Friuli Venezia Giulia, come ha riferito Felettig, è stata la prima regione, e fino a un mese fa l’unica, ad avere dedicato un occhio di riguardo al settore.


Durante l’incontro, il presidente Felettig ha manifestato l’esigenza del Consorzio di una nuova sede, perché gli uffici attuali non sono più funzionali all’attività che viene svolta; sul punto, Zannier ha mostrato disponibilità assicurando al sistema la vicinanza e la presenza della Regione Fvg: «Faremo tutto quello che si può fare, troverete sempre aperta la mia porta». Nel dettaglio, il settore, in regione, conta 1.800 apicoltori che gestiscono 38 mila alveari ed è minacciato dai cambiamenti climatici, da un nuovo parassita e anche dal mercato, in cui importazioni a basso costo e poco trasparenti stanno penalizzando le produzioni locali. Sotto il dato produttivo, per esempio, nella provincia di Udine (che rappresenta il 66% degli alveari) il raccolto complessivo del 2024 ha visto una contrazione del 68%, con punte negative per il miele di acacia che si è addirittura azzerato. Tornando all’aspetto dimensionale, gli apicoltori con meno di 50 alveari a testa rappresentano il 91% delle attività e il 42% delle arnie, mentre quelli che svolgono l’attività in maniera professionale e spesso anche esclusiva sono un centinaio con il 45% degli alveari.

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In copertina, un’ape bottinatrice al lavoro; all’interno, l’incontro al Bearzi presente l’assessore Stefano Zannier.

(Foto Regione Fvg)