Un anno di “Io sono Friuli Venezia Giulia”: ci credono già 200 aziende

«Un bilancio positivo per il primo anno del marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”; risultati particolarmente importanti in un periodo straordinario qual è quello pandemico, un successo ottenuto grazie alla partecipazione convinta degli imprenditori del settore agroalimentare, della distribuzione e della ristorazione che stanno credendo nell’iniziativa di valorizzazione dei prodotti locali e del nostro territorio». Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, collegandosi online al convegno “Un anno di: Io sono Friuli Venezia Giulia” tenutosi, nell’auditorium Antonio Comelli della sede della Regione Fvg a Udine. L’evento aperto alle aziende concessionarie dell’omonimo marchio ha fatto il punto sul progetto che valorizza sostenibilità e tracciabilità nel settore agroalimentare del Friuli Venezia Giulia.
«Tengo molto a “Io sono Friuli Venezia Giulia” – ha sottolineato Fedriga – alla cui base c’è la volontà di informare i consumatori sull’origine dei nostri prodotti e sull’impegno delle imprese sulla sostenibilità garantendo trasparenza e l’origine dei prodotti regionali. Accanto a questo, vi è il valore dell’appartenenza che riguarda tutto l’agroalimentare e le offerte dell’intero territorio del Friuli Venezia Giulia, sia produttive che turistiche. Il marchio dovrà spaziare sempre di più nella promozione delle nostre eccellenze e tipicità».

Zannier e il Marchio Fvg.

Il marchio – secondo Fedriga – contribuirà ad accrescere la conoscibilità dei nostri prodotti e di tutta la regione. «Un’idea ottima se non ha un’adesione corale non può ottenere risultati positivi come dimostrano invece i numeri: quasi 200 aziende hanno già aderito, mentre sono 300 gli articoli con il marchio e 107 i punti vendita e i ristoranti», ha riferito Fedriga che ha richiamato la strategia messa in atto fin dall’inizio della legislatura, quella di inserire la parte promozionale dell’agroalimentare all’interno di PromoTurismoFvg. Un altro aspetto sottolineato dal governatore ha riguardato le caratteristiche proprie del marchio: «E’ di facile lettura, il consumatore coglie immediatamente la provenienza del prodotto dal Friuli Venezia Giulia e la sua italianità. La capacità di penetrazione di un marchio è data anche da questa percezione».
Accanto al governatore, anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha analogamente apprezzato gli indicatori positivi del marchio. «Registriamo un’elevata risposta delle aziende a un progetto che cambia il paradigma: siamo abituati a pensare in un’ottica di certificazione di origine sui prodotti o di marchio di qualità sempre legato ai prodotti, oggi invece iniziamo a ragionare su uno strumento legato al sistema del Friuli Venezia Giulia, sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale delle imprese con una possibilità di espansione anche al di fuori dell’ambito agroalimentare da cui siamo partiti. Una valorizzazione complessiva del sistema porta vantaggi a tutti gli aderenti».
«Il marchio esprime anche l’orgoglio di appartenere al Friuli Venezia Giulia», ha aggiunto l’assessore, il quale ha comunicato che per il futuro saranno attuate alcune migliorie per rendere il marchio sempre più strutturato anche sul fronte delle garanzie nella concessione dello stesso «per dare il massimo grado di trasparenza». Zannier ha evidenziato, inoltre, la necessità di intraprendere la promozione «anche oltre il nostro territorio per far riconoscere la regione come una realtà nella quale le eccellenze sono presenti in tutti i comparti per arrivare a fare in modo che tutto sia “Io sono Friuli Venezia Giulia”».
Tra gli interventi anche quello di Claudio Filipuzzi, presidente Agrifood Fvg, che ha rilevato l’importanza della reputazione del territorio «un valore fondamentale, segno della credibilità e della riconoscibilità». Anche Filipuzzi ha rimarcato la necessità di allargare il marchio ad altre attività, dato che «non c’è un limite di settore al quale può essere applicato». In chiusura, Zannier ha rimarcato come «oggi le imprese comprendano la validità dello strumento e le opportunità correlate ed iniziano a ragionare come sistema, a vantaggio di tutti, non più in modo individuale».

—^—

In copertina, l’assessore Stefano Zannier in collegamento video col governatore Massimiliano Fedriga.

 

Dalla latteria di Maniago del 1882 a quella di Palse: un premio dalle Cooperative

Dalla prima latteria sorta nel 1882 a Maniago alle sfide odierne dell’era del Covid-19 su tutto il territorio del Friuli occidentale, dove la cooperazione pesa per il 10% dell’intero panorama occupazionale: il mondo produttivo provinciale celebra Confcooperative Pordenone che, erede della cooperazione di fine Ottocento e inizio Novecento, sorse nel 1951. Una ricorrenza che sarà ricordata nel convegno su invito “La Cooperazione a Pordenone. I 70 anni di Confcooperative”, in programma sabato 27 novembre, dalle 10, in sala Zuliani a Pordenone Fiere con la presenza del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini. La giornata vedrà anche la presentazione dello studio “La cooperazione pordenonese alla prova della pandemia: un dinamismo in trasformazione”, realizzato dal professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova.

Luigi Piccoli e Marco Bagnariol

«Questo convegno si lega idealmente alla data del 15 settembre 1951, quando nacque la nostra realtà – afferma il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli -, allora chiamata L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ancora prima dell’istituzione della Provincia di Pordenone nel 1968. Una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative che fu resa possibile proprio in virtù dell’importanza delle cooperative locali nel tessuto sociale ed economico del territorio del Friuli occidentale». «La cooperazione – aggiunge il direttore Marco Bagnariol – costituisce un patrimonio economico-imprenditoriale del Friuli occidentale spesso poco conosciuto: i valori che guidano la nostra associazione sono però sempre più attuali e tramite questo evento vogliamo renderli più accessibili a tutti».

Il programma prevede, dopo la registrazione dei partecipanti e il welcome coffee, la parte istituzionale con la premiazione dell’unica cooperativa ancora attiva tra quelle fondatrici nel 1951 (la Latteria di Palse) e una di quelle di più recente costituzione (cooperativa di comunità Insieme di Meduno sorta da poche settimane) oltre al neocostituito Gruppo giovani di Confcooperative Pordenone. “Facciamo impresa nella comunità dal 1951” il titolo della relazione del presidente Luigi Piccoli, seguita dai saluti del prefetto di Pordenone Domenico Lione, del vescovo della Diocesi di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, di Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e portavoce di Alleanza Cooperative Italiane Fvg e dell’assessore alle attività produttive del Comune di Pordenone, Samantha Miot.

Lo studio del professor Daniele Marini sarà seguito dalla tavola rotonda “La cooperazione fattore di sviluppo nella comunità”, moderata dal direttore del Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier. Interverranno l’assessore regionale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti, il presidente Consorzio tutela Doc Prosecco Stefano Zanette assieme agli stessi Piccoli e Marini. Conclusioni affidate al presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini. Accesso su prenotazione e con Green pass. Info: pordenone@confcooperative.it

I soci fondatori nel 1951.

—^—

In copertina, la cagliata è il passo fondamentale nella produzione del formaggio.

Enogastronomia Fvg verso il rilancio con un grande evento internazionale nel ’22

Nel 2022 la Regione Fvg intende lanciare un grande evento internazionale a tema enogastronomico all’insegna del nuovo marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” e in forza della collaborazione vincente tra Ersa e PromoTurismoFvg. Questo l’obiettivo che gli assessori regionali alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, hanno trasferito al board enogastronomico Fvg, tavolo che riunisce i vari Consorzi del settore e coordinato dalla stessa PromoTurismoFvg.


«La nostra Regione ha tutti i numeri in regola per presentarsi al grande pubblico con le sue eccellenze, dal Montasio al San Daniele, ai vini, solo per citarne alcune – ha detto Bini, come si legge in una nota Arc -; dal 2022 quindi, superata anche la fase pandemica, è lecito pensare di lanciare un importante evento legato all’enogastronomia che nel giro di qualche anno possa essere riconosciuto a livello internazionale sotto l’egida del nuovo marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia». L’assessore ha citato come esempi Vinitaly, la festa del tartufo di Alba, la festa del cioccolato a Torino, appuntamenti che ormai sono attesi annualmente da chi proviene dall’estero.
A questo obiettivo concorre la sinergia tra Ersa e PromoTurismoFvg a cui ha fatto riferimento Zannier: «Abbiamo deciso di coordinare attività che storicamente venivano gestite in maniera separata e poco organica perché è necessario agire assieme per essere efficaci, soprattutto in questo periodo. Questo metodo ha funzionato, accompagnato da un’attenta analisi dell’efficacia delle azioni e da scelte conseguenti per gestire al meglio le risorse disponibili».


Sul mondo del vino, Zannier ha ricordato l’impegno di Ersa «che continua ad occuparsi del B2B in particolare delle fiere del mondo vitivinicolo, gravato in questi due anni dal blocco del lockdown e dalla chiusura di alcuni canali commerciali. Ci auguriamo che con i primi mesi del 2022 tornino alla normalità anche le fiere Vinitaly e ProWein. La Regione non ha fatto mancare il sostegno al sistema dei Consorzi che avviene in maniera unitaria sia con PromoTurismoFvg sia con un canale contributivo specifico per il Consorzio delle Doc a favore di tutte le denominazioni d’origine del territorio regionale«».
Tornando sull’evento da lanciare nel 2022 e su cui gli assessori hanno chiesto un contributo di idee e proposte agli attori del settore, Bini ha rimarcato che «le risorse regionali ci sono, ma non vanno disperse; perciò l’impegno della Regione dovrà focalizzarsi su eventi che abbiano un effettivo ritorno e che siano misurabili».

Anche oggi e domani
a Udine “IdeaNatale”

«”IdeaNatale” è una rassegna bella, elegante, calda e accogliente, un’iniziativa di cui mai come quest’anno si sente il bisogno e uno splendido biglietto da visita per il comprensorio fieristico di Martignacco che ha tutte le carte in regola per diventare un campus multifunzionale del Friuli Venezia Giulia». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, inaugurando nel quartiere espositivo di Udine “IdeaNatale”, giunta alla sua 32ma edizione e aperta al pubblico fino a domani 22 novembre. Dopo un anno di fermo dovuto alla pandemia l’iniziativa è stata riproposta con ben 187 espositori e forte di 50 eventi, come ha spiegato l’amministratore unico di Udine e Gorizia Fiere Lucio Gomiero. «Se siamo riusciti a riprenderci un po’ di normalità e possiamo godere di questa bellissima rassegna fatta di regali, addobbi, libri ed enogastronomia all’interno di una fiera che sotto la guida di Gomiero sta riprendendo quota – ha osservato Bini – lo dobbiamo al vaccino; è questo, in fondo, il vero regalo che dobbiamo farci per Natale: vaccinarci». L’assessore ha anche abbozzato le caratteristiche dello sviluppo futuro dei padiglioni di Martignacco: «Una parte della fiera potrà essere dedicata a rassegne, feste, musiche ed eventi, un’altra alla sanità e ai vaccini e una terza a un aspetto fondamentale che riguarda il fabbisogno del nostro territorio: la formazione, in particolare nel settore horeca (hotellerie-restaurant-café) e in generale all’enograstronomia». Madrine di “IdeaNatale” sono le due campionesse paralimpiche friulane Katia Aere e Giada Rossi che hanno portato la loro testimonianza nel corso della presentazione cui sono intervenuti al microfono, tra le altre autorità, l’assessore comunale di Udine alle Attività produttive e Grandi eventi, Maurizio Franz, e il sindaco di Martignacco, Gianluca Casali.

Le madrine Katia Aere e Giada Rossi.

L’assessore regionale Bini.

—^—

In copertina, i grandi bianchi Fvg esibiti da un sommelier al Vinitaly di Verona; all’interno, formaggio Montasio e prosciutto di San Daniele, prodotti Dop vanto della regione.

Agricoltura sostenibile, Isola Augusta in Italia all’apice dei distretti del vino bio

di Claudio Soranzo

Friuli Venezia Giulia e Toscana sul gradino più alto del podio a livello nazionale per l’agricoltura locale sostenibile. In rappresentanza delle due regioni sono state selezionate due sole realtà – Isola Augusta e Chiantiform – che hanno raggiunto l’apice fra i distretti del vino bio nella prospettiva di raggiungere la neutralità climatica. Un impegno non da poco per l’azienda friulana di Massimo e Jacopo Bassani, che hanno illustrato il notevole lavoro svolto in azienda per perseguire i dettami della sostenibilità, in diretta streaming sulla piattaforma Zoom collegata con la Cop26, nell’ambito degli eventi collaterali della Conferenza delle Nazioni Unite di Glasgow.

Jacopo e Massimo Bassani.

Un evento davvero importante, che ha dato grande visibilità internazionale all’azienda di Palazzolo dello Stella, proiettandola così a modello sostenibile internazionale di neutralità climatica, da copiare e amplificare a livello globale. Quasi un’ora di trasmissione per le due realtà tricolori, selezionate fra ben 170 concorrenti della Comunità Europea, uscite da una piattaforma iniziale di ben 500 candidature giunte alla DG Clima, la direzione per l’Azione per il Clima. Così alla fine soltanto Isola Augusta e Chiantiform hanno superato la durissima selezione come modelli virtuosi di aziende ecocompatibili in Italia, con la straordinaria opportunità di poter raccontare il loro percorso ecosostenibile in diretta streaming in tutte le nazioni del mondo.

Il titolare con l’assessore Zannier.


In precedenza aveva avuto luogo nella sede di Casali Isola Augusta una tavola rotonda, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni regionali, giornalisti, addetti ai lavori e invitati di prestigio. A fare gli onori di casa il titolare Massimo Bassani, che ha ringraziato l’avvocato Cinzia De Marzo, ambasciatrice dell’Unione Europea per il Patto sul Clima, per aver seguito la candidatura di Isola Augusta nell’importante percorso di riconoscimento della fattiva operatività dell’azienda, allo scopo di poter raggiungere l’obiettivo delle «zero emissioni» nel minor tempo possibile. La De Marzo, barese, che lavora da una decina d’anni proprio a Bruxelles, ha spiegato come è avvenuta la scelta della candidatura di Isola Augusta, tra le tante giunte alla Commissione Europea. «La lungimirante politica aziendale, basata sull’ecosostenibilità, ha origini ben più lontane rispetto a quando questo argomento è divenuto di stretta e cogente attualità. Si è tenuto anche conto – ha rivelato Cinzia De Marzo – della segnalazione fatta nel 2019 da Legambiente nazionale, che indicava Isola Augusta tra le aziende più ecocompatibili d’Italia».
Da parte sua, il moderatore Alfonso Di Leva, già capo dell’Agenzia giornalista Ansa di Trieste, ha illustrato la storia di Isola Augusta dalla fondazione a oggi. La filosofia aziendale di produrre nel rispetto dell’ambiente non è il risultato di una moda del momento – ha precisato Di Leva -, ma una profonda convinzione che già dagli anni 50 ha portato a produrre un “Vino Vivo”, non pastorizzato e fedele ai sapori e agli aromi dell’uva da cui aveva avuto origine. E a seguire tutta la filiera di produzione, dalla vigna alla bottiglia per garantire la genuinità del prodotto, a terebrare il terreno a una profondità di 450 metri per scoprire l’acqua calda e con essa riscaldare a emissioni zero tutti i locali dell’azienda, a ricoprire i tetti degli edifici di pannelli fotovoltaici che consentono di soddisfare quasi interamente il fabbisogno energetico, di mettere a disposizione gratuita degli ospiti del chiosco e dell’agriturismo una colonnina di ricarica per le auto elettriche, di produrre vini a basso impatto ambientale. Seguendo i dettami di un regolamento della Comunità Europea e utilizzando al minimo l’uso di anticrittogamici per il trattamento dei vigneti. Non solo, anche abolendo l’utilizzo di erbicidi, sostituiti da interventi meccanici di pulizia del sottofila.
Sono intervenuti anche il sindaco Franco D’Altilia, che ha indicato Massimo Bassani e Isola Augusta come motivo d’orgoglio da seguire per tutta la comunità; il consigliere regionale Mauro Bordin, che ha sottolineato l’importanza del rapporto tra istituzioni e imprenditori del territorio. «In alcuni casi – ha detto – le scelte imprenditoriali dei privati devono essere sostenute con forza dalle amministrazioni locali e regionali, rendendo più agevoli i percorsi virtuosi intrapresi».

Un momento dell’incontro.


Dal canto suo. l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Forestali, Ittiche e Montagna, Stefano Zannier, ha espresso il suo disappunto rispetto ai regolamenti che rendono spesso particolarmente farraginosa l’attuazione pratica delle leggi, auspicando una futura e progressiva sburocratizzazione. Così come Graziano Pizzimenti, assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, ha portato l’attenzione sul rapporto che lega il territorio all’agricoltura, soffermandosi sull’impegno che la Regione Fvg ha assunto per migliorare viabilità e piste ciclabili, per rendere il territorio sempre più fruibile e sicuro. Non di meno, Carlo Morandini, presidente della Stampa Agricola Fvg, ha sottolineato come proprio Massimo Bassani sia stato anche a suo tempo il promotore della “Riviera Friulana”, come termine per indicare una zona che prima veniva identificata come la Bassa, denominazione davvero nemica della promozione e del marketing.
Ad auspicare un sempre maggior interscambio tra agricoltura e turismo è stata poi Sara Pugnale, responsabile Marketing Cluster Agroalimentare del Fvg, promuovendo la vendita di prodotti provenienti da aziende ecosostenibili aderenti al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, che garantisce una sostenibilità nel settore ambientale, ma anche in quello sociale ed economico. Sono intervenuti inoltre il presidente di Legambiente Fvg, Marco de Munari, in rappresentanza della Camera di Commercio Udine-Pordenone, l’ex assessore regionale all’agricoltura Gianluigi D’Orlandi e l’avvocato Cesare Tapparo.
Al collegamento con Glasgow alla Cop26 sono intervenuti tra gli altri Cinzia De Marzo, ambasciatrice europea Patto sul clima e membro EuCliPa Italy nel ruolo di moderatrice e promotrice della candidatura di Isola Augusta e di Chiantiform, lo stesso Massimo Bassani, che ha parlato sulla “Filosofia lungimirante dell’azienda a favore della produzione sostenibile e nel rispetto dell’ambiente”; Stefano Amadeo, agronomo di Isola Augusta, esperto in agricoltura biologica e a basso impatto ambientale, entrato nel merito delle pratiche agronomiche ecocompatibili in vitivinicoltura, e infine Jacopo Bassani, responsabile marketing dell’azienda, sulla “Promozione di prodotti vitivinicoli eco-sostenibili, e la risposta del mercato italiano ed europeo”. Da sottolineare, inoltre, gli innumerevoli ed entusiastici commenti in chat dei partecipanti virtuali, provenienti da tutto il mondo. In ultima analisi, è stato davvero uno straordinario successo, che premia l’impegno profuso in tutti questi anni da Isola Augusta, accompagnato da un riconoscimento di grande prestigio per tutta la regione Friuli Venezia Giulia.

Folto il pubblico intervenuto.

—^—

In copertina, una bella veduta aerea della Tenuta vitivinicola Isola Augusta a Palazzolo dello Stella.

Il successo dei “top wine” dimostra che bisogna puntare sul Vigneto Fvg

«I dati degli studi che ci son stati illustrati oggi dimostrano in modo lampante che il mercato in cui viene venduto il nostro vino regionale non si interroga su quanta uva per ettaro viene coltivata per poi produrre il vino. I parametri di riferimento per farci conoscere al di fuori dei confini regionali sono altri ed è su quelli che dovremmo soffermarci di più per essere maggiormente competitivi». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo al convegno dal titolo “Gdo, eCommerce, wine delivery: il giusto mix per valorizzare origine e qualità del vino” svoltosi a Pordenone nell’ambito della fiera internazionale “Rive” dedicata alla vitivinicoltura e all’enologia, e che si è conclusa da qualche giorno.
«Se è vero che la qualità ha degli standard minimi che vanno rispettati – ha detto ancora l’esponente della Giunta Fedriga – è altrettanto vero che, come dimostrano i dati illustrati da Nomisma, è l’aspetto territoriale il valore aggiunto che caratterizza la vendita di un vino in un mercato globale qual è quello online. Se quindi i “top wine” permettono di identificare un territorio, dobbiamo lavorare affinché tutto il resto della nostra produzione venga trainata da questa riconoscibilità, agganciando il consumatore che sta compiendo la ricerca sui vini più conosciuti. Questo significa che vanno rafforzate le capacità promozionali delle Doc di riferimento del Friuli Venezia Giulia affinché facciano da traino a tutto il resto della produzione locale».
«Stare su una piattaforma specializzata – ha aggiunto Zannier – ha degli indubbi vantaggi legati al numero di accessi. C’è però la forte esigenza di targetizzare il segmento di produzione regionale, evidenziando le caratteristiche di questi prodotti a seconda di ciò che chiede il mercato, come ad esempio la sostenibilità ambientale di una azienda o la sua capacità di essere integrata all’interno di un territorio con vini autoctoni o di nicchia. Le discussioni che invece fino ad oggi stanno animando il dibattito in regione sulla quantità di uva per ettaro coltivata e poi utilizzata per produrre il vino – ha concluso l’assessore regionale – non vanno incontro alle caratteristiche individuate dai consumatori per scegliere la bottiglia».

—^—

In copertina, alcune bottiglie del Friuli Venezia Giulia esposte al Vinitaly di Verona.

I cambiamenti climatici nel vigneto: ora è il momento di adottare “azioni pilota”

«Sui cambiamenti climatici, tema che sta interessando sempre di più non solo il territorio ma che è diventato un argomento di interesse globale, si parla troppo spesso senza ascoltare invece la scienza che ha dati e studi più approfonditi. In questo settore ciò che dobbiamo fare è chiederci come possiamo reagire di fronte a situazioni sempre più complicate, lasciando ad altri il compito di individuare il modo in cui invertire la rotta». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando a Fiume Veneto, nella tenuta Fossa Mala, al convegno dal titolo “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e in cantina” organizzato dalle Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia.
«Convegni come quello di oggi – ha detto Zannier nel suo intervento – devono avere lo scopo di lasciare la parola a chi ogni giorno, con metodo scientifico e studi alla mano, cerca di capire qual è l’andamento del sistema, indicandoci quali sono gli effetti diretti che si possono verificare anche nei vigneti. Il nostro compito come istituzioni è quello di raccogliere i suggerimenti proposti, mettendo in atto conseguentemente delle “azioni pilota” che possano essere di aiuto al comparto per capire quali siano gli effetti delle scelte suggerite sulle produzioni».
Zannier ha poi posto l’accento sull’aspetto relativo ai danni che gli eventi calamitosi provocano nelle coltivazioni. «Pensare di poter utilizzare ancora gli strumenti finanziari nazionali emergenziali quali i fondi di solidarietà per far fronte alle perdite subite in agricoltura a seguito delle conseguenze del maltempo – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – è una cosa sempre più difficile. La ciclicità con cui si verificano questi eventi è ormai diventata assai elevata e quindi le dotazioni nazionali non sono più in grado di far fronte alle richieste. I dati ci dimostrano che le percentuali di ristoro sono assai basse e a malapena coprono i costi delle pratiche. Pertanto – ha concluso Zannier – è necessario incentivare forme diverse di ristori già esistenti, basati sul mutualismo e le assicurazioni per non dare false illusioni agli agricoltori».

L’assessore Stefano Zannier.

—^—

In copertina, distesa di vigneti nella zona Doc delle Grave del Friuli.

Prosciutto di San Daniele, da 60 anni il Consorzio a tutela della qualità

«Ringrazio il Consorzio del prosciutto di San Daniele e i produttori che ne fanno parte per questi 60 anni di attività: grazie a loro il marchio San Daniele e il territorio in cui viene prodotto sono conosciuti in tutto il mondo come sinonimo di qualità. L’alleanza fra pubblico e privato, anche nella promozione dell’agroalimentare, è fondamentale per valorizzare una comunità e un prodotto che deve essere sempre più apprezzato dai consumatori internazionali». Così il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo alla tavola rotonda organizzata dal Consorzio del prosciutto di San Daniele per il 60° dalla sua costituzione, nel Castello di Susans, alla quale hanno partecipato – come informa Arc – il presidente e il direttore del Consorzio Giuseppe Villani e Mario Emilio Cichetti e, da remoto, il ministro delle Politiche agricole Stefani Patuanelli e Paolo De Castro, vicepresidente della commissione agricoltura al Parlamento europeo. Presente all’evento anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.


«La politica deve tutelare dall’omologazione delle produzioni agroalimentari e valorizzare invece le diversità dei territori – ha affermato Fedriga -. Strumenti come il nutri-score mettono in discussione questo valore aggiunto e danneggiano il nostro comparto agroalimentare”. Sul tema della qualità il governatore ha poi evidenziato che “il prosciutto di San Daniele e tante altre produzioni della nostra regione garantiscono un alto livello qualitativo, dentro quella qualità ci sono dei costi da sostenere che devono essere valorizzati sul mercato».
«La qualità del San Daniele – ha aggiunto il capo dell’esecutivo della Regione Fvg – deriva dall’ambiente in cui viene prodotto che va quindi tutelato, mettendo in atto tutti gli interventi necessari per salvaguardarlo. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’ideologia ambientalista favorevole all’abbandono che danneggia l’ambiente e non lo protegge; serve invece un giusto equilibrio con azioni volte a preservare l’ambiente e garantirlo sano e sicuro per le generazioni future».
Infine, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha ricordato la scelta fatta ad inizio legislatura di affidare la promozione dell’agroalimentare a Promoturismo Fvg «consci che il comparto fosse un volano fondamentale per far crescere ulteriormente le nostre potenzialità turistiche. Il turismo slow, ad esempio, sta crescendo e l’agroalimentare tipico e di nicchia può diventare un valore aggiunto enorme per attrarre turisti e fare in modo che queste eccellenze siano una ricchezza anche di tipo economico e non solo culturale».

—^—

In copertina, prosciutti col marchio consortile; all’interno, due momenti della festa con il presidente Fvg Massimiliano Fedriga.

A Pordenone oggi l’ultimo giorno di Rive: Zannier al convegno su viticoltura-clima

«Accanto al sistema nazionale basato sul fondo per il risarcimento dei danni causati da eventi eccezionali, va assolutamente incentivato quello già esistente basato sul mutualismo e le assicurazioni per non dare false illusioni agli agricoltori di fronte ad eventi che si ripetono sempre con maggiore frequenza». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, partecipando a Pordenone al convegno svoltosi in Fiera dal titolo “La viticoltura moderna tra cambiamento climatico, il greening e delle nuove tecnologie. Gestire al meglio il rischio climatico e fitopatologico”, nell’ambito di Expo Rive, il salone del settore vitivinicolo che si conclude proprio oggi.

Zannier e Del Fabbro.

L’esponente della Giunta Fedriga ha posto in evidenza la necessità di sostenere un sistema parallelo al fondo nazionale per garantire risarcimenti congrui agli agricoltori. «La gestione del rischio – ha detto Zannier – non può essere più coperta esclusivamente dal fondo nazionale di solidarietà, poiché gli eventi eccezionali si stanno ripetendo con una certa continuità. Di conseguenza la capienza del fondo stesso si sta svuotando e quindi se si continua a battere questa strada si rischia di illudere gli agricoltori su possibili risarcimenti a loro favore. C’è quindi bisogno di incentivare e sostenere i sistemi già esistenti di tipo mutualistico o basati su polizze assicurative, poiché questi garantiscono una copertura del rischio più certa rispetto a qualsiasi intervento straordinario del piano nazionale».
Come detto, l’incontro – moderato dal giornalista Adriano Del Fabro, è avvenuto nell’ambito di Rive, la rassegna internazionale dedicata alla viticoltura ed enologia in corso di svolgimento nei padiglioni della Fiera di viale Treviso, a cui l’assessore ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione. Alla presenza in remoto del ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del presidente della Fiera Renato Puiatti, del prefetto di Pordenone Domenico Lione e del presidente di Confindustria Alto Adriatico e vicepresidente della Camera di Commercio di Udine e Pordenone, Michelangelo Agrusti, Zannier ha posto in evidenza la necessità che i vari attori protagonisti del comparto agricolo si confrontino per definire scenari futuri possibili da raggiungere.
«Se a monte delle specializzazioni non c’è una visione di insieme che mira alla definizione di obiettivi perseguibili – ha detto il titolare regionale delle Risorse agroalimentari – la meccanizzazione e l’innovazione in un settore di vitale importanza per l’economia regionale e nazionale, qual è quello agricolo, resta fine a se stessa e non porterà a sviluppo futuro di lungo periodo. La presenza di risorse provenienti da vari canali contributivi di per se non è sufficiente per far compiere all’agricoltura un salto di qualità; perché ciò accada è altrettanto importante che quelle risorse vengano utilizzate anche per dare forma ad una tecnologia intimamente calata nel contesto in cui si trova, altrimenti il rischio è di avere a disposizione macchinari che non producono i vantaggi sperati».

Da remoto il ministro Patuanelli.

Riflessione a Fiume Veneto
con le Donne del Vino Fvg

E di clima e viticoltura, come già annunciato, si parlerà oggi, 12 novembre, anche a Fiume Veneto. Alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha organizzato, infatti, nella sede della cantina Fossa Mala, il convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura nel nostro territorio e in tutta Italia. Sarà presente Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, con una breve introduzione al tema del convegno, mentre il tecnologo e ricercatore dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Emanuele Eccel, esporrà i risultati del progetto MEDCLIV come opportunità per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, metterà quindi in evidenza le problematiche che riguardano la produzione dei vini, mentre l’agronomo Giovanni Bigot, di Perleuve, spiegherà le ripercussioni in vigna e il metereologo dell’Osmer Fvg, Marco Virgilio, mostrerà alcuni dati utili degli ultimi anni nel nostro territorio. Amorim Cork Italia e Verspieren Italia indicheranno, invece, progetti interni alle aziende relativi alla sostenibilità ambientale e al contenimento del rischio.
Le Donne del Vino, comunicatrici ed esperte del settore Elena Roppa, Roberta d’Urso e Marianna Cardone porteranno alcune buone pratiche ed esempi virtuosi dalle aziende vitivinicole delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Puglia. La discussione sarà moderata da Domenica Grande, conduttrice radiofonica e sommelier. Le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il biennio 2020-2021 è stato consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni. Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice delegata Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino.
Per chi fosse interessato a partecipare, è necessario inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre. Per accedere al convegno, è necessario essere muniti di green pass.

Vigneti delle Grave del Friuli.

—^—

In copertina, l’assessore regionale Zannier alla Fiera di Pordenone.

Dai Premi di Dolegna del Collio agli effetti clima-vite di Fiume Veneto

(g.l.) Due importanti appuntamenti del settore primario, tra oggi e domani, a Dolegna del Collio e a Fiume Veneto, rispettivamente nei territori provinciali di Gorizia e di Pordenone. Ecco, allora, in dettaglio di che cosa si tratta.

DOLEGNA – Quella di Dolegna del Collio è diventata la Festa del Ringraziamento più attesa del Friuli. L’evento, giunto alla 55a edizione, richiama infatti ogni anno l’11 novembre, in occasione della ricorrenza di San Martino, l’attenzione del mondo dei campi poiché in tale circostanza la sezione locale di Coldiretti conferisce il premio “Falcetto d’oro” e il Comune collinare il premio “Foglia d’oro” a illustri enti o personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo, sui cui nomi il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia.
Sostenuta da CiviBank la manifestazione è in programma proprio stamane, alle ore 11, nell’area della cooperativa agraria di via Zorutti. Negli ultimi anni l’evento ha acquisito un notevole spessore per gli illustri personaggi che hanno ricevuto il riconoscimento. Del resto, la banca cividalese è l’istituto leader in Friuli Venezia Giulia nel credito agrario e ha voluto contribuire a conferire a questa iniziativa la massima rilevanza possibile tanto è vero che nelle ultime edizioni non sono mai mancati i massimi esponenti politico-istituzionali e del settore agricolo regionali. Dopo la celebrazione eucaristica e la successiva benedizione dei mezzi agricoli, il presidente della giuria, l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, condurrà la cerimonia della consegna dei riconoscimenti.
Il “Falcetto d’oro” viene assegnato a enti o personalità che hanno valorizzato con la loro attività l’agricoltura, l’enologia e il territorio. Anche l’amministrazione comunale ha voluto affiancare a questo premio un proprio riconoscimento denominato “Foglia d’oro” assegnato a personaggi di chiara fama. A Dolegna per San Martino sono attesi i massimi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Coldiretti e della CiviBank. A favore del comparto primario la banca cividalese ha rinnovato il proprio impegno anche nell’annata agraria 2020-21 accompagnando le imprese sia sul fronte ordinario che in quello straordinario a seguito delle calamità che si sono verificate. Sul fronte ordinario, si è ulteriormente messa a frutto la convenzione stipulata con la Regione Fvg per la concessione di finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione.

Vigneti a Dolegna del Collio.

FIUME VENETO – Per domani 12 novembre, alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha organizzato a Fiume Veneto, nella sede della cantina Fossa Mala, l’annunciato convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura nel nostro territorio e in tutta Italia. Sarà presente Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, con una breve introduzione al tema del convegno, mentre il tecnologo e ricercatore dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Emanuele Eccel, esporrà i risultati del progetto MEDCLIV come opportunità per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, metterà quindi in evidenza le problematiche che riguardano la produzione dei vini, mentre l’agronomo Giovanni Bigot, di Perleuve, spiegherà le ripercussioni in vigna e il metereologo dell’Osmer Fvg, Marco Virgilio, mostrerà alcuni dati utili degli ultimi anni nel nostro territorio. Amorim Cork Italia e Verspieren Italia indicheranno, invece, progetti interni alle aziende relativi alla sostenibilità ambientale e al contenimento del rischio.
Le Donne del Vino, comunicatrici ed esperte del settore Elena Roppa, Roberta d’Urso e Marianna Cardone porteranno alcune buone pratiche ed esempi virtuosi dalle aziende vitivinicole delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Puglia. La discussione sarà moderata da Domenica Grande, conduttrice radiofonica e sommelier. Le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il biennio 2020-2021 è stato consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni. Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice delegata Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino.
Per chi fosse interessato a partecipare, è necessario inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre. Per accedere al convegno, è necessario essere muniti di green pass.

Vigneti nelle Grave del Friuli.

—^—

In copertina, una preziosa scultura che ritrae San Martino di cui ricorre proprio oggi la memoria.

A Pordenone è pronta al via Expo Rive la rassegna di viticoltura ed enologia

(g.l.) Pronta ai nastri di partenza, nei quartieri espositivi della Fiera di Pordenone, “Expo Rive 2021, Rassegna Internazionale Viticoltura Enologia”. «Questo evento incrocia un’esigenza primaria per il settore: quella del confronto. C’è, infatti, tra gli operatori tanta necessità di incontrarsi e di scambiarsi informazioni per essere pronti a cogliere quei cambiamenti ormai ineludibili del nostro tempo, che se gestiti con competenza e professionalità rappresentano delle concrete opportunità di miglioramento per le aziende», ha detto, collegato in videoconferenza, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, nel corso della presentazione della importante rassegna vitienologica.
Come ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga, i momenti dedicati alle rassegne espositive sono particolarmente utili, soprattutto in un passaggio storico come quello attuale ancora contrassegnato dall’emergenza pandemica. «In queste occasioni infatti – ha spiegato Zannier, come si legge in una nota Arc – c’è la possibilità di incrociare le esigenze con le offerte e di capire quindi dove sia più opportuno concentrare le proprie attività. L’Amministrazione regionale – ha concluso l’assessore -, come ha già fatto nel passato, continuerà a dare il massimo sostegno a questa iniziativa, perché la riteniamo unica nel panorama locale e indispensabile per gli operatori, sia per quelli che espongono sia per quelli che vengono per comprendere e toccare con mano come stanno evolvendo i sistemi di produzione e il mercato».
«Rive – ha affermato dal canto suo Renato Pujatti, presidente di Pordenone Fiere – è l’unico appuntamento italiano dedicato all’intera filiera della viticoltura ed enologia. All’origine del progetto Rive c’è anche l’idea di valorizzare un settore come quello della viticoltura, che rappresenta un’eccellenza italiana e che richiede quindi tecnologie molto avanzate. La collaborazione con FederUnacoma garantisce la presenza in fiera delle tecnologie migliori sul mercato per la meccanizzazione del vigneto».
Da segnalare tre importanti proposte in questa edizione della ripartenza: DynamicRive (in azione le macchine presenti in fiera in modo da conoscerne funzionalità e caratteristiche), Making Spirits (produzione di distillati e superalcolici) ed Enotrend (spazio di approfondimento, organizzato da Fondazione Friuli con il patrocinio di Ministero delle Politiche agricole, con più di trenta appuntamenti).

—^—

In copertina, uno scorcio di vigneti nella zona Doc Grave del Friuli.