Caso Prošek, Fedagripesca in prima linea per l’opposizione alla menzione croata

«Siamo in prima linea nel sostenere la procedura di opposizione alla richiesta di riconoscimento del Prošek, istanza che riteniamo lesiva per le filiere e per le comunità viticole del Prosecco Doc e Docg, un segmento di assoluto valore economico e territoriale nel quale la cooperazione esercita un ruolo di primo piano sia a livello produttivo che commerciale». Lo ha dichiarato Venanzio Francescutti, presidente regionale di Fedagripesca, al termine della riunione del gruppo di opposizione alla domanda di riconoscimento della menzione Prošek avvenuta, come è noto, a Venezia alla presenza, tra l’altro, del sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, per mettere a punto le linee e la strategia del procedimento di contestazione che sarà notificato alla Commissione europea.
Fedagripesca ci tiene a evidenziare come il caso Prošek violi i principi stabiliti a livello europeo, perché potenzialmente in grado di ingenerare confusione e di indurre in errore i consumatori che, in taluni casi, ha ricordato Francescutti, «pur non conoscendo le caratteristiche dei prodotti Prošek e Prosecco, riconoscono, o credono di riconoscere, la notorietà del nome, corrispondente alla sua letterale traduzione. Il fatto che il Prošek sia un vino ottenuto da uve appassite e non un vino spumante o frizzante non esclude pertanto – ha proseguito Francescutti – che tale circostanza non possa ingenerare confusione nel consumatore, anche considerando le recenti pronunce della Corte di Giustizia europea che, in più occasioni, ha garantito un ampio raggio di tutela delle Dop e delle Igp, esteso a tutti gli usi, compresi tra l’altro i servizi e non solo i prodotti, come indicato nella sentenza “Champanillo”, che sfruttano la notorietà dei nomi protetti. Il caso Prošek – ha concluso Francescutti – potrebbe rappresentare un precedente pericoloso e un grimaldello per indebolire in futuro altre filiere territoriali Dop e Igp. Per questo abbiamo apprezzato l’azione unitaria e coordinata tra il Governo, il Ministero delle politiche agricole, che ha attivato uno specifico tavolo di lavoro, nonché le Regioni, i Consorzi di tutela e le altre associazioni e organizzazioni del settore vitivinicolo».

Venanzio Francescutti

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In copertina, grappoli di Glera il vitigno base del Prosecco spumante.

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Video sul Prosecco:

 

Zannier: tutti uniti in difesa del Prosecco. Le opposizioni entro il 21 novembre

(g.l.) C’è tempo fino al 21 novembre prossimo per presentare le opposizioni, motivate, al riconoscimento europeo della menzione Prošek richiesta dalla Croazia, che si ritiene fortemente lesiva per i produttori friulani e veneti. «Sulla tutela del Prosecco rispetto alle pretese del Prošek croato la visione delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e del Governo è unica e univoca e porterà a un’azione coordinata anche con altri Paesi europei che la pensano come noi, come Francia, Spagna e Portogallo», ha affermato infatti l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in rappresentanza del governatore Massimiliano Fedriga, al termine della giornata di incontri politici e tecnici tenutisi a Venezia, nella sede della Regione Veneto in Fondamenta Santa Lucia, con il sottosegretario di Stato alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenuto con l’assessore all’Agricoltura Federico Caner. Erano presenti anche il presidente della Commissione agricoltura del Senato Gianpaolo Vallardi e il direttore generale del Ministero di via XX Settembre, Giuseppe Ambrosio.

Zannier parla all’incontro di Venezia.

«L’incontro odierno a Venezia – ha spiegato Zannier, come si rileva in una nota Arc – ha un valore determinante sia per la modalità di due Regioni e un Ministero che lavorano assieme sulla produzione di un’opposizione rispetto alla tematica legata al Prošek sia per il tema di fondo che è stato affermato con forza e che viene sottoposto nelle sedi europee. Se cioè la tutela delle denominazioni – principio basilare dell’Unione europea che risponde alla tutela dei consumatori secondo definizioni chiare e inequivocabili – possa essere messa in discussione attraverso menzioni tradizionali che di fatto richiamano nomi e denominazioni assonanti ingenerando una confusione inaccettabile».
Nel corso dell’incontro è stato fissato il ruolino di marcia dell’azione italiana, che, come ha spiegato Zannier, «è formale e sostanziale e proseguirà in tutte le sedi opportune». Come detto, entro il 21 novembre lo Stato e parallelamente le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, ognuno per propria parte, depositeranno le opposizioni al riconoscimento della menzione tradizionale al Prošek; memorie parallele saranno presentate anche dai Consorzi di tutela e dalle Associazioni di settore. La Croazia avrà, a sua volta, 60 giorni di tempo per presentare eventuali controdeduzioni. Seguirà quindi la decisione della Commissione europea. «Purtroppo non c’è un vincolo temporale per il verdetto finale – ha rilevato Zannier -, ma il Governo italiano è in pressing per richiedere la procedura più rapida possibile in modo da giungere quanto prima alla soluzione di una vertenza i cui presupposti e i cui contorni appaiono evidenti».

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In copertina, spumanti friulani fra i quali primeggia il Prosecco Doc.

“Io Sono Friuli Venezia Giulia” e l’enogastronomia prende il volo

Coinvolgere cittadini e imprese nella promozione dei prodotti regionali realizzati nel rispetto dell’ambiente e con un’attenzione al sociale, attraverso un marchio di immediata comprensione. È questo l’obiettivo di “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, il marchio sviluppato dal cluster Agrifood Fvg e PromoTurismoFvg su indicazione della Regione Fvg, che oggi si arricchisce con un’ampia serie di prodotti che spaziano dall’abbigliamento agli accessori per il settore alimentare, rivolti sia al pubblico sia a professionisti e aziende.

Fedriga con Zannier e Filipuzzi.

A presentare il nuovo merchandising è stato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il quale – come informa Arc – ha sottolineato che «la campagna promozionale “Io Sono Friuli Venezia Giulia” è un’azione di marketing importante per l’enogastronomia regionale che, nonostante il periodo pandemico sta già dando buoni risultati, perché punta sulla qualità e la riconoscibilità. Si tratta di un marchio di facile lettura e interpretazione che, oltre a indicare direttamente la nostra regione, racchiude elementi, come il tricolore, che consentono di comprendere immediatamente a chiunque nel mondo che si tratta di un prodotto Made in Italy».
Intervenendo sul tema, l‘assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha quindi rimarcato che «essendo un marchio collettivo basato su sostenibilità e tracciabilità “Io Sono Friuli Venezia Giulia” è rivolto alle aziende che vogliono valorizzare questi due aspetti consentendo, allo stesso tempo, di abbinarlo a forme di tutela della qualità dei prodotti già esistenti, come ad esempio le denominazioni di origine controllata o geografica. In questo modo è possibile rendere subito riconoscibili e identificabili con il territorio i prodotti del Friuli Venezia Giulia e allo stesso tempo garantire l’eccellenza degli stessi, grazie a certificazioni di livello europeo. Le numerose richieste di adesione al marchio, che vengono attentamente vagliate dal comitato valutativo del cluster, confermano che gli investimenti su qualità, tracciabilità e sostenibilità sono la via maestra da seguire per valorizzare le produzioni regionali, perché avvantaggiano le nostre aziende e tutelano i consumatori».

Dai pregiati vini…


Tra i prodotti marchiati “Io Sono Friuli Venezia Giulia” ci sono zaini, borracce, t-shirt, tute e felpe, ma anche abbigliamento professionale che le aziende possono personalizzare con i propri loghi, come cappelli da chef o capi per agricoltori. “Il tutto realizzato solo con materiali di alta qualità – ha spiegato Fedriga – perché puntiamo su prodotti che attirino i consumatori, rendendoli ambasciatori del Friuli Venezia Giulia”. La campagna, lanciata da meno di un anno, ha raggiunto risultati rilevanti: tra le numerose realtà che hanno già chiesto di aderire all’iniziativa sono 173 quelle che hanno ottenuto il marchio e questo è già presente su 278 prodotti e in 107 punti vendita e ristoranti.
Il governatore ha quindi confermato che «Il Friuli Venezia Giulia sarà presente all’Expo Internazionale di Dubai e il claim “Io Sono Friuli Venezia Giulia” verrà utilizzato in tutte le campagne promozionali regionali, dall’enogastronomia al turismo alla cultura. Per quanto ricco di prodotti di eccellenza, il nostro è un territorio che ha 1,2 milioni di abitanti e non può avere troppi loghi e claim diversi tra loro come accedeva in passato, ma focalizzare tutte le risorse su un unico marchio che risulti incisivo e caratterizzante dell’intera regione».
Concludendo la presentazione il presidente di Agrifood Fvg Claudio Filipuzzi ha sottolineato l’importanza delle sinergie messe in campo con le altre realtà regionali, come PromoTurismoFvg, che consentono di evitare duplicazioni e favoriscono la promozione trasversale di tutte le attività del Friuli Venezia Giulia mettendo al primo posto la sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Il merchandising marchiato “Io Sono Friuli Venezia Giulia” è ordinabile attraverso la sezione shop del sito web www.iosonofvg.it con consegna a domicilio o ritiro negli appositi punti di distribuzioni presenti sul territorio regionale.

… al prosciutto Dop.

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In copertina, le mascherine di Fedriga e Zannier recano il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

 

Studenti universitari da tutt’Italia per il sistema bosco-legno in Fvg

Si terrà dal 29 al 31 ottobre, nella sede del Centro servizi per le foreste e le attività della montagna, a Paluzza, il workshop di approfondimento per gli studenti universitari di scienze forestali e ambientali di tutta Italia, dedicato al sistema bosco-legno del Friuli Venezia Giulia. «La formazione e la cultura del bosco-legno verso i giovani è fondamentale per poter garantire la sostenibilità futura del comparto – afferma l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier -. Dopo esserci presentati come un unico sistema in Cansiglio durante il Festival delle Foreste, il Friuli Venezia Giulia collabora nuovamente per poter organizzare una tre giorni di altissimo livello che vedrà coinvolti i giovani, i futuri professionisti forestali, nella gestione della risorsa legno e dove verranno sottolineate le potenzialità del patrimonio boschivo regionale ma anche le sfide del comparto».

Stefano Zannier

L’evento, primo appuntamento di questo genere programmato in regione, si svolgerà – come informa Arc – in tre sessioni a partire appunto dal 29 ottobre a partire dalle ore 18.30 quando sarà affrontato il tema della sostenibilità. Il giorno successivo dalle 8.30 sarà la volta della sicurezza e dell’innovazione con, nel pomeriggio, la visita ad alcuni cantieri forestali. Il 31 ottobre si parlerà, invece, della bellezza e della multifunzionalità delle foreste. Il workshop vedrà gli interventi dei protagonisti regionali del sistema bosco-legno e di autorevoli relatori ministeriali come Alessandra Stefani, direttore generale delle foreste italiane del ministero delle Politiche agricole agroalimentari forestali. Un programma che si snoda tra boschi e vallate dell’area montana friulana e che vede il fulcro delle attività nel Cesfam della Regione Fvg che ha riavviato, fra gli altri, i percorsi formativi legati all’ottenimento del patentino forestale essenziale per operare in sicurezza all’interno dei cantieri boschivi.
«E’ stato raggiunto il numero massimo di adesioni degli studenti provenienti da tutta Italia per questo primo esperimento di workshop – sottolinea Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi -. Dopo questa prima esperienza vorremmo che l’appuntamento fosse a cadenza annuale coinvolgendo nel progetto anche altri partner regionali e nazionali per una tre giorni in cui proseguire a discutere del futuro del bosco-legno insieme a quelli che saranno i futuri dirigenti e dottori del sistema forestale italiano».
L’evento vede coinvolta la Regione in collaborazione con Legno Servizi, Aibo Fvg, Consorzio Boschi Carnici e Cluster Fvg Legno Arredo Casa, con il diretto coinvolgimento della Confederazione delle associazioni universitarie degli studenti forestali italiani (Ausf Italia) e degli studenti di Scienze per l’ambiente e la natura dell’Università di Udine.

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In copertina, autunno tra le conifere e qui sopra un bosco di latifoglie.

Agricoltura Fvg, una Pac semplificata per aiutare la ripresa post-pandemica

Ripensare gli schemi ai quali è soggetto il mondo rurale per ottenere i benefici e ristori previsti dall’Unione Europea, ai quali si affiancano quelli della Regione Fvg, per ridare ossigeno a un’agricoltura che dopo gli eventi pandemici soffre ulteriori criticità. Ovvero, semplificare le gabbie delle direttive e dei regolamenti europei che comprimono e rendono meno accessibili le possibilità di utilizzo di fondi che hanno lo scopo di rivitalizzare un comparto essenziale per la comunità. È l’appello che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha rivolto al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto in videoconferenza all’evento finale del percorso di confronto con il partenariato regionale organizzato dall’Autorità di gestione del Psr Fvg 2014-2020, svoltosi a Udine, nell’auditorium dell’Amministrazione.

Il ministro Patuanelli…

… e l’assessore Zannier.

L’incontro, al quale hanno partecipato i soggetti coinvolti nell’attuazione del settennato della Pac che si è concluso lo scorso anno ma che sta producendo ancora effetti sulle realtà rurali, era incentrato sul ruolo e sul futuro dell’agricoltura e del mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030. Proprio per ritarare gli interventi e cercare di incidere maggiormente nelle prospettive offerte dalle politiche comunitarie, assieme alla Regione l’Autorità di gestione del Psr ha organizzato l’iniziativa in presenza alla quale, assieme ai vertici del ministero, sempre online, è intervenuto il ministro Patuanelli.
Zannier, che aveva parlato in apertura dell’incontro soffermandosi sui contenuti del documento di sintesi dell’attuazione della Pac 2014-2020 nel Friuli Venezia Giulia ha evidenziato che – nonostante la pandemia – il mondo rurale della nostra regione è senza dubbio uscito rafforzato dalla situazione di impasse che si era creata. Proprio sull’onda di questa ripresa ora deve saper cogliere le occasioni per recuperare mercati e redditività.

L’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha superato la crisi – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, grazie a un impegno corale di tutte le componenti, dalla Regione agli stessi agricoltori, assecondando la strategia del partenariato volta a favorire collaborazione e sinergie tra soggetti mossi dagli stessi interessi e obiettivi. Come ha evidenziato Zannier, il percorso seguito per fruire della Pac ha lasciato un segno importante nell’agricoltura regionale; ciò non potrà che arricchire la capacità di progettare il futuro già presente nel Dna dei nostri agricoltori. Proprio per questo, Zannier ha rivolto al ministro l’appello, a nome dell’intero sistema rurale del Friuli Venezia Giulia, di sbrogliare l’intricata e fitta maglia di strutture e direttive che debbono poter essere complementari tra loro, per permettere alle innumerevoli aziende presenti sul nostro territorio di trarre beneficio dalla Pac.

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In copertina, la granella di mais  dopo il trattamento in essiccatoio.

 

Ai Vivai cooperativi di Rauscedo debutta un nuovo centro di ricerca

«La ricerca sarà la chiave con cui l’agricoltura potrà superare le sfide che le si porranno di fronte e centri come quelli inaugurati oggi a Rauscedo permettono al Friuli Venezia Giulia di affrontare a testa alta la concorrenza mondiale». Lo ha sostenuto con forza l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando nella frazione di San Giorgio della Richinvelda al taglio del nastro del nuovo centro di ricerca dei Vivai cooperativi.

Stefano Zannier


Alla presenza del sindaco, del presidente e del direttore dei Vivai, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in risalto la necessità di strutture come quelle realizzate a Rauscedo, in un momento in cui l’agricoltura si trova di fronte a fattori esogeni da dover affrontare, quali ad esempio i cambiamenti climatici, ma anche le direttive di carattere comunitario che riducono sempre più l’utilizzo di prodotti fitosanitari.
La ricerca – è stato ricordato – permette qui di fornire gli strumenti capaci di fornire quelle risposte richieste dal sistema, selezionando quelle barbatelle che meglio delle altre siano in grado di rispondere a questi requisiti. Per la Regione Fvg queste sfide si vincono con aziende come quella appena inaugurata, che rappresentano una eccellenza non solo in Friuli Venezia Giulia, ma anche nel resto dell’Italia, intenzionata nel continuare ad investire sugli approfondimenti scientifici legati ai propri prodotti.
Parlando di sostenibilità, che parte dalla barbatella per arrivare fino alla bottiglia di vino, l’assessore regionale all’Agricoltura ha infine evidenziato che la ricerca da sola non basta: accanto ad essa, infatti è l’intera filiera che deve compiere dei passi in avanti, altrimenti il frutto della sperimentazione rischia di non venire a galla. Attorno a un settore in cui la regione, attraverso proprio i Vivai cooperativi di Rauscedo, è uno dei leader a livello mondiale sia per capacità operativa che per i risultati delle sperimentazioni compiute fino ad oggi, è necessario ricompattarsi per poter vincere le sfide che arrivano dal mercato globale e dalla concorrenza.

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In copertina, barbatelle negli impianti dei Vivai cooperativi di Rauscedo.

“Paîs di rustic amour”, un progetto per 9 Comuni lungo il Tagliamento

“Paîs di rustic amour – Sistemi integrati di cooperazione territoriale per uno sviluppo locale sostenibile ed inclusivo” è il titolo del progetto presentato a Spilimbergo, relativamente alla strategia finanziata nella Misura 16.7.1 del Programma di Sviluppo rurale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 2014-2020. La strategia coinvolge i Comuni di Spilimbergo (capofila), Casarsa della Delizia, Chions, Cordovado, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Valvasone Arzene.

Parla l’assessore Stefano Zannier.

«Un progetto interessante, perché dimostra come si possano integrare le attrattive di un’area omogenea attraverso settori a volte poco considerati per le loro potenzialità, che invece occupano uno spazio importante nell’economia e nella vita delle nostre comunità e possono rivestire un ruolo trainante per la promozione e la conoscenza del territorio. Un esempio di buone prassi soprattutto perché consente di mettere in rete 9 Comuni dell’asta mediana del fiume Tagliamento, situati a valle di Spilimbergo, e con essi altri 22 soggetti pubblici e privati, per creare e valorizzare occasioni di attrazione e di arricchimento capaci di richiamare l’interesse di quello che oggi viene definito “turismo lento”», ha evidenziato durante la presentazione, avvenuta a palazzo Tadea, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier.

A introdurre i lavori il sindaco di Spilimbergo, Enrico Sarcinelli, che ha lodato il grande lavoro tra così tante realtà. L’assessore comunale al turismo Anna Bidoli ha sottolineato, invece, il ruolo di vettore per il turismo e marketing territoriale del progett, mentre l’assessore comunale alle politiche agricole Armando Spagnolo ha indicato come la sinergia tra privato e pubblico messa in atto sia una delle “best practice” a livello regionale. Obiettivo della strategia, che conta su 3 milioni 457 mila euro di investimenti, è quello di costruire un distretto rurale innovativo di economia sostenibile e solidale basato su un modello di agricoltura integrato con l’ambiente e che promuova un sistema socio-economico inclusivo che attragga anche il turismo slow.
Elementi chiave dell’azione operativa la valorizzazione del territorio quale patrimonio del mondo rurale, la promozione di un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, la creazione di reti come connessione tra luoghi, servizi e attori.

Il sindaco Enrico Sarcinelli.

Nel dettaglio, attraverso la strategia si andranno a unire 196 chilometri di rete ciclabile tra strade bianche e piste ciclabili, in 5 grandi itinerari segnalati da cartellonistica sul territorio che potranno usufruire anche di 7 edifici riqualificati, di 3 infrastrutture recuperate e dell’allestimento di 11 spazi fisici per l’accoglienza dei turisti e a disposizione della comunità, nei quali avviare e sviluppare opportunità di incontro e attività di animazione. Le aree verdi riqualificate sono in totale ampie 75 mila 400 metri quadri. Inoltre, ci saranno 10 interventi di agricoltura sociale e laboratori e la creazione di un portale web unico per la comunicazione con le schede dei luoghi storici, artistici e naturali da visitare e delle aziende aderenti.

Alla presentazione sono intervenuti la project manager Elisa Tomasinsig (introduzione al progetto – i numeri – le reti) anche a nome dei colleghi Antonio Ferraioli e Alessandro Mazzeschi; l’architetto Veronica Rossi (spiegazione degli itinerari); Antonio Tesolin presidente della Pro Casarsa Aps (sul logo scelto) e Davide Lorigliola (sul portale web); Alex Cittadella dell’Ecomuseo Lis Aganis (presentazione dei primi eventi in programma il 9 e 10 ottobre alla manifestazione spilimberghese De Gustibus).

Il pubblico a palazzo Tadea.


Presenti in sala, oltre all’europarlamentare Marco Dreosto, anche amministratori degli altri Comuni partner con i sindaci di Casarsa della Delizia Lavinia Clarotto, di Cordovado Lucia Brunetti, di Valvasone Arzene Markus Maurmair (presente anche l’assessore Annibale Bortolussi) e l’assessore all’ambiente del Comune di Chions Caterino Trevisan, oltre ai rappresentanti degli uffici comunali di San Vito al Tagliamento. Presente anche una delle aziende partner, azienda agricola Madonna di Campagna con Ezio Benvenuto. Il responsabile dell’Area Cultura e valorizzazione turistica del territorio del Comune di Spilimbergo, Marco Salvadori, ha presentato la conferenza.

LA SCHEDA

PROTAGONISTILa strategia coinvolge i Comuni di Spilimbergo (capofila) – Casarsa della Delizia – Chions – Cordovado – San Giorgio della Richinvelda – San Martino al Tagliamento – San Vito al Tagliamento – Sesto al Reghena – Valvasone Arzene.
Oltre ai 9 Comuni dell’asta della Destra Tagliamento hanno aderito al consorzio altri operatori ed enti pubblici e aziende agricole, per un totale di una trentina di partner coinvolti.
Operatori pubblici: Servizi sociali d’ambito, I.I.S. Il Tagliamento, AAS n.5 Friuli Occidentale, CCIAA di Pordenone – Udine, Azienda Speciale Concentro, Promoturismo Fvg.
Altri enti: Associazione Arcometa, Pro Casarsa Della Delizia APS, Comitato Regionale del FVG Pro Loco d’Italia, Associazione Lis Aganis – Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, Confcooperative FVG, Confcooperative – Unione Cooperative Friulane di Pordenone, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Associazione di volontariato Laluna Onlus Impresa sociale, Società cooperativa sociale “Il piccolo principe” Onlus.
Aziende agricole: Impresa individuale Bagnarol Simone, Azienda agricola Eredi Truant Armando di Sbrizzi Maria G. & figli S.S. Impresa individuale Bagnarol Paolo
Azienda Agricola Tina di Lenarduzzi Fausto Dino e Barbara S.S., Impresa individuale Ivo Iop, Società agricola Madonna di Campagna di Benvenuto Angelo e Giuseppe S.S., Azienda agricola De Colle Marco.

OBIETTIVO Obiettivo della strategia, che conta su 3 milioni 457 mila euro di investimenti, è quello di costruire un distretto rurale innovativo di economia sostenibile e solidale basato su un modello di agricoltura integrato con l’ambiente e che promuova un sistema socio-economico inclusivo che attragga anche il turismo slow.
Elementi chiave dell’azione operativa la valorizzazione del territorio quale patrimonio del mondo rurale, la promozione di un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, la creazione di reti come connessione tra luoghi, servizi, attori.

NUMERI Nel dettaglio attraverso la strategia si andranno a unire 196 km di rete ciclabile tra strade bianche e piste ciclabili (strutturata dallo studio Rossi), in 5 grandi itinerari segnalati da cartellonistica sul territorio che potranno usufruire anche di 7 edifici riqualificati, di 3 infrastrutture recuperate e dell’allestimento di 11 spazi fisici per l’accoglienza dei turisti e a disposizione della comunità, nei quali avviare e sviluppare opportunità di incontro e attività di animazione. Le aree verdi riqualificate sono in totale ampie 75 mila 400 metri quadri. Inoltre ci saranno 10 interventi di agricoltura sociale e laboratori e la creazione di un portale web unico per la comunicazione con le schede dei luoghi storici, artistici e naturali da visitare e delle aziende aderenti.

RETE DI OPERATORI Il percorso di elaborazione della strategia ha fatto emergere, tra i soggetti coinvolti, la consapevolezza che per uno sviluppo sostenibile e solidale del territorio è necessario sviluppare una visione, una gestione unitaria dello stesso e la realizzazione di azioni sinergiche tra i tanti soggetti in esso presenti. La strategia propone la collaborazione tra gli attori istituzionali, economici e sociali, mediante l’attivazione di reti che coinvolgano operatori economici, soggetti istituzionali, realtà del terzo settore e cittadini, al fine di rispondere meglio ai bisogni, acquisire buone pratiche, favorire lo scambio di saperi e la collaborazione.

ITINERARI L’individuazione e la sistemazione di una rete di sentieri e di strade ad uso agricolo, fornirà una inedita ma affascinante chiave per leggere ed esplorare il territorio, per scoprire le risorse esistenti (risorse storiche, architettoniche ma anche ambientali e paesaggistiche), per scoprire le realtà economiche del territorio rurale (aziende agricole, operatori dell’accoglienza), per accogliere diverse categorie di fruitori, con un’attenzione particolare alle persone fragili. Gli itinerari sono collegati alla Rete ciclabile regionale, alle rete ciclabile europea EuroVelo e a servizi di intermodalità, contribuendo allo sviluppo della mobilità lenta come previsto dal Piano paesaggistico, in coerenza con la politica regionale settoriale.

PORTALE La rete fisica costituita dagli itinerari, sarà affiancata da una rete virtuale tramite la realizzazione di un portale: un sito web che renderà immediatamente accessibili le opportunità presenti quali siti da visitare, eventi, attività da fare, i soggetti che operano sul territorio (realtà istituzionali, economiche e del terzo settore) con informazioni coerenti e aggiornate, e fornirà anche innovative chiavi di esplorazione del territorio consentendo di scaricare le tracce degli itinerari e fruibili contenuti descrittivi sui luoghi da visitare.

LOGO La conferenza stampa di “Paîs di rustic amour” ha visto anche la presentazione del logo della strategia che rende omaggio alla geografia e alle eccellenze agricole di questo angolo di terra friulana. L’idea grafica omaggia, stilizzandolo, il corso del Tagliamento che unisce geograficamente e anche storicamente tutte le realtà partner.
Ma non solo il grande fiume è protagonista del logo, visto che, sempre stilizzata, è riportata pure una foglia di vite, simbolo del prodotto agricolo principale dei 9 Comuni con oltre 5 mila 697 ettari totali coltivati a vigneto (in prevalenza con le varietà Pinot grigio, Glera, Chardonnay e Ribolla gialla), ai quali si aggiungono poi le superfici utilizzate per la vivaistica delle barbatelle, altro motivo di vanto internazionale per queste terre. La vite in questo territorio è allo stesso tempo memoria storica, elemento culturale e motore di sviluppo economico e sociale.
I due colori predominanti scelti richiamano proprio l’unione tra queste due forze locali: l’azzurro dell’acqua del fiume e il verde delle coltivazioni. A chiudere il tutto il nome della strategia, “Paîs di rustic amour”, ispirata a un verso di una poesia di Pier Paolo Pasolini, cantore noto a livello mondiale di questa parte della Destra Tagliamento.

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In copertina, il significativo logo; all’interno, nella scheda, il Tagliamento a Spilimbergo (foto di Nicola Borrelli) e l’area interessata dal progetto per i 9 Comuni vista dal monte di Ragogna.

 

Sicurezza, gli operatori forestali Fvg a lezione per conseguire i patentini

«Il Cesfam, grazie anche alla forte collaborazione con Legno Servizi, ha ripreso in pieno la propria attività formativa per il rilascio e il mantenimento dei patentini forestali, strumento di professionalizzazione molto atteso dagli operatori del settore e assolutamente indispensabile per operare in sicurezza all’interno di boschi e foreste. Iniziati a ottobre, i corsi proseguiranno anche durante il mese di novembre, a partire dal giorno 2». Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier.
«In ogni attività operativa – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga – la prima regola è la sicurezza, che richiede in primis adeguata formazione. Un concetto importantissimo anche per le aziende delle utilizzazioni boschive che da alcuni anni reclamavano i corsi e alle quali diamo risposta».
Il Cesfam (Centro servizi per le foreste e le attività della montagna), che ha sede a Paluzza, agisce in stretta intesa con la cooperativa Legno Servizi, il cui presidente Carlo Piemonte ha evidenziato la progressiva integrazione e il rafforzamento del Sistema Bosco Legno Fvg e Innovazione, basato sui pilastri della sicurezza e sostenibilità. La presentazione di un sistema compatto e unitario, molto apprezzato al Festival delle Foreste tenutosi recentemente sul Cansiglio e alla fiera udinese della Casa Moderna, appena conclusa, nonché, ora, la riattivazione dei corsi Cesfam, secondo Piemonte, sono solo alcuni dei passi avanti del comparto realizzati grazie alla collaborazione costante tra il sistema delle imprese forestali, rappresentato in primis dall’Aibo Fvg, e gli organi regionali e territoriali con competenze sulle filiere del bosco legno.
«Le sfide che ci attendono sono ancora molte, ma indubbiamente la strada intrapresa, basata sulla realizzazione di progettualità condivise, sarà quella che permetterà al comparto bosco legno del Friuli Venezia Giulia di crescere», ha osservato in conclusione l’assessore Zannier.

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In copertina, un operatore forestale mentre lavora in piena sicurezza.

 

Nuovi fondi per riconvertire i vigneti Fvg. E oltre 2 milioni per promuoverne i vini

«Dopo una settimana di continui monitoraggi, di telefonate e scambi di pareri e informazioni tra gli uffici regionali, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, siamo riusciti ad ottenere le risorse finanziarie per scorrere completamente la graduatoria “Ristrutturazione riconversione vigneti 2020/2021″». Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, evidenziando – come riferisce Arc – che «rispetto alla dotazione iniziale assegnata al Friuli Venezia Giulia, abbiamo recuperato risorse che altre Regioni non sono state in grado di utilizzare, per 1,4 milioni di euro. Attraverso questa operazione siamo riusciti a pagare ben 55 aziende, per oltre 148 ettari di vigneto, che altrimenti non sarebbero state finanziate». Zannier ha precisato che «ciò è stato possibile, dato il meccanismo connesso alla tempistica delle fideiussioni, solamente grazie al fatto che queste sono arrivate quasi sempre, anche grazie agli incentivi regionali, con congruo anticipo rispetto alla chiusura dei pagamenti da parte di Agea e all’impegno costante profuso dai tecnici regionali che seguono la materia». L’assessore ha infine evidenziato che «si tratta di un buon risultato, anche in considerazione del fatto che sono state finanziate tutte le domande inserite nelle rispettive graduatorie anche sulle altre due misure dell’Ocm Promozione e Investimenti».

Intanto, ammontano a 2,23 milioni di euro i fondi che la Regione Fvg metterà a disposizione dei produttori locali per sostenere azioni di informazione e promozione dei vini nei mercati al difuori dell’Unione europea allo scopo di migliorarne la competitività in tali Paesi. Lo ha deciso la Giunta regionale approvando un’apposita delibera su proposta dello stesso assessore alle Risorse agroalimentari. Nella misura, che fa riferimento a un decreto e alle risorse di un provvedimento ministeriale, si stabilisce che i progetti possono essere sia di carattere regionale, cioè presentati da aziende con sede in Friuli Venezia Giulia, sia multiregionali (aziende della nostra regione e di altre zone d’Italia). Nel primo caso, i termini per la presentazione delle domande scadono il 29 ottobre prossimo mentre nell’altro la scadenza è fissata per il 25 ottobre. Il provvedimento stabilisce, inoltre, i criteri di priorità ai fini della valutazione del progetto. Tra questi figura il fatto che il soggetto proponente sia un nuovo beneficiario, il progetto sia rivolto a un nuovo Paese terzo oppure se il proponente richiede una percentuale di contribuzione pubblica inferiore al 50 per cento. Gli altri criteri sono i seguenti: il soggetto proponente è un Consorzio di tutela, una federazione o un’associazione di Consorzi di tutela; il progetto riguarda esclusivamente vini a denominazione d’origine protetta e/o ad indicazione geografica tipica; il progetto è rivolto ad un mercato emergente; il soggetto proponente produce e commercializza prevalentemente vini provenienti da uve di propria produzione o di propri associati; il soggetto proponente presenta una forte componente aggregativa di piccole o micro imprese.

La delibera inoltre stabilisce che per la campagna 2021-2022 è ammessa la sola presentazione di progetti della durata di 10 mesi e prevede gli importi massimi dei contributi concessi: questi ultimi sono pari a 350mila euro nel caso in cui il progetto sia presentato da un solo partecipante, valore che sale a 500mila euro nel caso in cui coinvolga da 2 a 10 partecipanti, 700mila euro (11-30 partecipanti) e 750mila euro (più di 30 partecipanti). Infine, per i progetti multiregionali in cui il Friuli Venezia Giulia risulta essere capofila, l’importo massimo di contributo pubblico non può eccedere i 350mila euro nel caso in cui ci sia un solo partecipante; il valore è di 500mila euro per progetto se invece risultano esserci più partecipanti.

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In copertina, viticoltura nella zona collinare friulana.

Prosek, Zannier al Senato: fermi tutti, sarebbe troppa confusione col Prosecco

«Sulla vicenda del Prosek croato è inaccettabile che si creino a livello europeo basi giuridiche contrastanti e che non si riconosca il criterio di prevalenza delle denominazioni già esistenti». Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, in sede di IX Commissione del Senato dove, come informa Arc, è intervenuto da remoto assieme agli omologhi del Veneto e del Piemonte per perorare la difesa del Prosecco nell’audizione informale dedicata alla salvaguardia delle produzioni Doc, Docg, Dop e Igp.

L’assessore Stefano Zannier.


Secondo l’assessore del Friuli Venezia Giulia, «la confusione che si ingenererebbe a livello giuridico con l’assegnazione da parte dell’Unione europea della menzione tradizionale al Prosek si ripercuoterebbe sul consumatore e sul suo diritto di essere tutelato e di poter riconoscere in maniera evidente l’origine del prodotto che acquista. Ciò accadrebbe a fronte di una qualità imparagonabile dei due vini».
Zannier si è soffermato, poi, su un duplice risvolto della questione. «La menzione al Prosek, da un lato, potrebbe costituire un precedente a livello europeo e innescare reazioni a catena a discapito di eccellenze di altri Paesi, come per esempio lo Champagne francese, mentre, d’altro lato, indurrebbe il Friuli Venezia Giulia a riaprire la partita che pareva chiusa da un decennio come quella del Tokaji. Si tratterebbe in questo caso di un’azione estrema, di principio e non di merito, per evitare che la tutela del vino croato ponga in essere due pesi e due misure nell’ambito della medesima materia giuridica».
Da parte dell’esponente della Giunta Fedriga è stata infine «apprezzata la coralità della posizione delle Regioni e la sintonia con il Governo nella difesa del Prosecco in una trasversalità assoluta che offre un base solida – è stato ribadito – per portare avanti tutte le azioni di opposizione in sede europea che si renderanno necessarie».

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In copertina, grappoli di Glera il vitigno base del Prosecco Doc e Docg.