La “vongola lupino” ormai sempre più rara: c’è un progetto per le lagune Fvg

«Il progetto di ripristino ambientale e conservazione della “Chamelea gallina” nel compartimento marittimo di Monfalcone è lo strumento per mettere a punto un metodo di solida base tecnico-scientifica che permetta di identificare le cause di fenomeni negli specchi d’acqua del Friuli Venezia Giulia come, nello specifico, la moria di vongole, che sta pesando enormemente sul comparto della molluschicoltura regionale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e ittiche Stefano Zannier aprendo all’Ateneo di Trieste, come informa una nota Arc, il convegno conclusivo sul progetto affidato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali all’Ersa con il coinvolgimento di Arpa Fvg, Dipartimento Scienze della Vita dell’Università di Trieste e Cogemo, il consorzio di gestione pesca del Compartimento di Monfalcone.
La “Chamelea gallina” è un mollusco bivalve, conosciuto anche con il nome di “vongola lupino”, la cui presenza si è progressivamente rarefatta nelle lagune del Friuli Venezia Giulia negli ultimi vent’anni, segnando una particolare flessione dal 2009 e un vero e proprio azzeramento dopo la tempesta Vaia del 2018, con gravissime perdite di fatturato per i pescatori, che hanno dovuto ripiegare sulla cattura dei fasolari. «Il progetto portato avanti da Ersa ci permetterà di fare delle valutazioni sgombre dall’aspetto emotivo – ha rilevato Zannier – e capire se si può perseguire ancora con buoni risultati economici la coltura della “Chamalea”. In ogni caso,lo studio multidisciplinare ci offrirà un metodo, fatto di analisi, confronto, sperimentazione e monitoraggio, che risulterà utilissimo per tutte le attività di pesca in un’ottica di sviluppo sostenibile e di redditività economica».
Accanto alla parte di studio, l’iniziativa dell’Ersa dibattuta all’Ateneo triestino include anche attività sperimentali di ripristino della “Chamelea gallina” che sono state condotte al Banco della Mula di Muggia e alla Bocca d’Anfora, con risultati promettenti nel primo caso. Dal convegno è emerso che la decifrazione delle cause che hanno portato alla rarefazione e fin quasi alla scomparsa delle vongole è molto complessa: tra i fattori che possono incidere vi sono le correnti marine, l’ossigenazione e il grado di salinità del mare, la presenza di fitofarmaci, la torbidità dell’acqua, senza escludere il tema dei nutrienti, che possono essere stati sottratti dai processi di depurazione.

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In copertina, la “Chamelea gallina” e all’interno l’assessore Zannier al convegno dell’Università di Trieste.

“La memoria della terra” interpretata dagli ecomusei del Friuli Venezia Giulia

«Il legame con la propria terra è un filo invisibile, fatto di memoria, ricordi, emozioni, sensazioni, immagini che ci riportano a un vissuto più remoto o vicino, e ci consentono di percepire il senso della identità, il senso della comunità: quel legame che va al di là dei rapporti familiari e ci offre l’opportunità di sentire l’appartenenza a una comunità dalla quale possiamo trasmettere, qui come nel mondo, a nostra volta i valori e i tesori caratterizzanti e frutto del territorio, delle sue tradizioni; di una vita secolare nella quale si sono sapute tramandare le ricchezze e i simboli di un’area come delle piccole comunità che la compongono, elementi di attrazione di una realtà dalle innumerevoli peculiarità qual è il Friuli Venezia Giulia». È il messaggio – come evidenzia l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – che il documentario “La memoria della terra” intende trasmettere.


Realizzato dalla regista friulana, Roberta Cortella, protagonista della trasmissione televisiva Geo, promosso dall’Ente Friuli nel mondo per ricollegare le comunità di corregionali all’estero, è stato presentato da Cinemazero a Pordenone, presente lo stesso esponente della Giunta Fedriga. Il filmato interpreta gli ecomusei come insieme di attrattive delle quali è ricco il nostro territorio. Tratta infatti del Maniaghese, delle acque tra il Tagliamento e il lago dei Tre Comuni, del Gemonese, della Val Resia, dei mestieri della Carnia, dei territori di Ronchi dei Legionari, delle tradizioni agrarie a Fagagna, oltre che delle Dolomiti Friulane.
«Un messaggio – prosegue Zannier – quello de “La memoria della terra”, che vuole evocare le ricchezze e le risorse delle quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare, veicolato attraverso la individuazione degli “ecomusei” intesi come un insieme di caratteristiche identificative e identitarie dei luoghi, delle carature ambientali, naturali e paesaggistiche, delle attività tradizionali della nostra terra che suggeriscono un legame con la stessa. Il plauso della Regione – conclude l’assessore Zannier – è rivolto all’iniziativa e all’autrice, in particolare perché si propone di ricollegare e riaccendere quel filo della memoria che ha tenuto connesse le comunità di nostri corregionali sparse nel mondo con le proprie radici, e diviene nel contempo un elemento di promozione delle nostre specificità».

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In copertina e all’interno tre immagini di Cjase Cocel, il famoso Museo della vita contadina di Fagagna.

 

Sviluppo rurale, oltre 237 milioni erogati nel 2021 in Friuli Venezia Giulia

Il 2021 è stato un anno importante per il Programma di sviluppo rurale 14-20 del Friuli Venezia Giulia, prorogato di due anni in quanto la nuova Politica agricola comune prenderà avvio nel 2023. Nella sua nuova versione, definita una volta sbloccato il riparto delle risorse tra Regioni italiane e dopo un breve negoziato con la Commissione europea, il Programma ha ricevuto un’integrazione finanziaria di oltre 106 milioni di euro, di cui 14 circa messi a disposizione dall’European Recovery Plan, lo strumento creato per favorire la ripresa e la resilienza dei territori rurali dell’Unione Europea in risposta alla pandemia. Inoltre, è stato portato a termine il percorso di consultazione locale per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030, con la definizione di 9 priorità strategiche regionali per rendere il settore e le zone rurali più resistenti e resilienti, più moderne e adeguate alle nuove tecnologie, più ecologiche, ma con un’attenzione speciale al loro valore aggiunto e alla loro prosperità. Questo il bilancio tracciato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, assieme all’Autorità di Gestione del Psr Fvg 14-20.

Stefano Zannier

«In vista della nuova Pac – ha affermato l’assessore – è stato condotto anche un importante lavoro di confronto con il Ministero (Mipaaf) e con le altre Regioni per la definizione del Piano Strategico per la Pac per il periodo 23-27, il nuovo strumento che comprenderà tutte le componenti della Politica agricola comune, dai pagamenti diretti, agli eco-schemi, gli interventi settoriali delle Ocm (Organizzazioni comuni di mercato) e quelli di sviluppo rurale. Il Piano è stato inviato alla Commissione europea e nel corso del negoziato saranno dettagliate le linee di intervento, comprese le specificazioni regionali per lo sviluppo rurale». Come ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga, «sul piano dell’avanzamento finanziario del Psr il bilancio è positivo, nonostante le difficoltà riscontrate e grazie ai pagamenti autorizzati nelle ultime settimane, il volume complessivo di risorse erogate è superiore a 237 milioni di euro, di cui 14,8 milioni di fondi integrativi regionali e il primo milione e mezzo di fondi Euri, con il superamento del target di spesa 2021 per circa 33 milioni».

Da parte dell’Autorità di Gestione, è stata riscontrata una maggiore efficacia nella procedura di istruttoria automatizzata per il pagamento dei premi a superficie, con l’anticipazione dei fondi (oltre 14 milioni) riconosciuta alla maggior parte dei beneficiari. Ciò grazie ad alcune condizioni previste nei nuovi bandi per nuovi impegni pluriennali di tre anni agro-climatico-ambientali e di agricoltura biologica, che hanno favorito la presentazione al sistema di domande “più pulite”, con minori anomalie bloccanti e quindi con istruttoria volta al pagamento molto più rapida. I nuovi bandi, inoltre, hanno registrato una forte adesione, con oltre 2.000 domande e una superficie sotto impegno più che raddoppiata rispetto ai bandi quinquennali precedenti. L’integrazione delle risorse ha consentito anche di disporre lo scorrimento di graduatorie valide su bandi del 2020, per l’insediamento dei giovani in agricoltura, per gli investimenti in fabbricati e in macchinari e attrezzature, per l’agriturismo e la pioppicoltura, oltre che avviare subito il nuovo intervento per sostituire gli impianti di irrigazione con altri più efficienti, per ridurre il consumo dell’acqua.
«Nel 2022 – ha concluso l’assessore – ci saranno diverse altre opportunità di accesso ai contributi del Programma, a partire dal bando annuale per l’insediamento dei giovani che sarà pubblicato a gennaio e poi a seguire diverse altre procedure di finanziamento scandite secondo un cronoprogramma che tiene conto delle tempistiche necessarie per partecipare, di quelle per la conclusione degli investimenti entro la scadenza del Programma e al contempo del carico di lavoro istruttorio per gli uffici regionali, da distribuire nel corso dell’anno per non creare rallentamenti nelle concessioni».

Il calendario dei nuovi bandi è stato condiviso con le organizzazioni di categoria ed è stato reso pubblico in questi giorni sul sito della Regione Fvg al link https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agrico ltura-foreste/psr-programma-sviluppo-rurale/news/502.html. Comprende iniziative per la trasformazione, commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli, per la creazione di energia da fonti rinnovabili, per acquisto di macchinari e attrezzature particolarmente performanti sul piano ambientale, per l’imboschimento e per l’avvio di imprese ex-tra-agricole nelle zone rurali e diverse opportunità nelle aree di competenza dei Gal.

La Regione Fvg aiuta i giovani agricoltori. Zannier: “Così favoriremo il ricambio”

«Con questo provvedimento andiamo a favorire il ricambio generazionale in un campo strategico come quello agricolo, sostenendo giovani che per competenza e formazione siano in grado di guidare i processi di crescita e di sviluppo delle loro aziende garantendo la qualità dei prodotti». Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, a margine dell’approvazione da parte della Giunta Fedriga della delibera, proposta dallo stesso Zannier, relativa al Bando per l’avviamento di imprese per giovani agricoltori.
Come ha spiegato l’assessore, l’obiettivo della misura è quello di supportare con un contributo (premio) i nuovi agricoltori, compresi in una fascia d’età che va dai 18 anni (compiuti) ai 41 anni (non compiuti), per la fase di avvio dell’impresa. Tra i requisiti richiesti – precisa Arc – una comprovata competenza e conoscenza professionale in ambito agricolo o, in alternativa, il diploma (perito agrario o agrotecnico) o la laurea in campo agrario, forestale, naturalistico, ambientale o veterinario; oppure un corso di formazione su materie come le pratiche agricole rispettose dall’ambiente (corretto uso dei fertilizzanti) e l’applicazione delle norme in agricoltura.
Il beneficiario dovrà essere titolare di un’impresa agricola individuale e presentare, tra le altre documentazioni, il piano finanziario e il cronoprogramma di realizzazione delle operazioni programmate. In merito al calcolo del premio, vengono considerati i seguenti criteri tra loro cumulabili: localizzazione della superfice agricola utilizzata prevalente dell’azienda (40 mila euro per parchi e riserve naturali, 30 mila per aree rurali C, 20 mila per le altre aree); per aziende che soddisfano determinate condizioni (prevalenza di prodotti biologici, Doc, Docg, Dop, Igp, Igt o Aqua) 30 mila euro.
La presentazione della domanda va eseguita dopo la pubblicazione del Bando sul Bollettino ufficiale della Regione Fvg ed entro il 30 giugno 2022. I premi saranno concessi attraverso un procedimento valutativo a graduatoria. Il punteggio massimale è di 100 punti, mentre le domande che non supereranno il limite di 34 punti non verranno ammesse al finanziamento. Per il Bando sono previsti a bilancio 3 milioni 400 mila euro, con la possibilità per l’Amministrazione regionale di destinare in corso d’opera ulteriori risorse aggiuntive.

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In copertina, l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

Oltre 112 milioni per l’agroalimentare. Torre-Natisone e Prepotto candidati Snai

«Per il comparto dell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia la Regione nel 2021 ha impegnato oltre 112 milioni di euro, a cui vanno sommati i 9 milioni di euro per la montagna e i quasi 8 milioni per la caccia e pesca. Un impegno che dimostra l’attenzione per dei settori strategici dello sviluppo economico della regione«». Lo ha detto a Trieste, come informa Arc, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nel corso della conferenza stampa di fine anno.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, sul fronte della crisi dovuta alla pandemia «non abbiamo mai mancato di dare il nostro sostegno alle imprese del comparto attraverso 50 milioni di euro per la liquidità delle aziende e altri 25 per gli investimenti a favore della ripresa». Ottimi risultati, ha sottolineato poi l’assessore, anche per quel che riguarda il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”: le aziende che hanno aderito sono arrivate a 190, a 300 i prodotti e a 240 i punti vendita. «In relazione al settore vitivinicolo – ha quindi detto Zannier -, grazie ad un anticipo delle risorse che ha consentito alle imprese di stipulare le fideiussioni necessarie per rendere cantierabili gli interventi, dal 2013 sono stati recuperati 13 milioni di finanziamenti inutilizzati assegnati alle altre regioni».
Infine, in chiave prospettica che guarda al 2022, tra le priorità della Regione Fvg c’è la candidatura dei Comuni delle Valli del Torre e Natisone, oltre che del Comune di Prepotto (attualmente esclusi dai fondi statali), nella Strategia nazionale per le aree interne. La Snai rappresenta una politica nazionale innovativa di sviluppo e coesione territoriale che mira a contrastare la marginalizzazione ed i fenomeni di declino demografico propri di territori caratterizzati da importanti svantaggi di natura geografica o demografica. Su tali luoghi la Strategia nazionale punta ad intervenire, investendo sulla promozione e sulla tutela della ricchezza del territorio e delle comunità locali, valorizzandone le risorse naturali e culturali, e creando nuovi circuiti occupazionali e nuove opportunità. In definitiva, contrastandone l’“emorragia demografica”.

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier durante la conferenza stampa di fine anno.

Quale sarà il futuro per il Vigneto Fvg? Ecco cosa ne pensa Assoenologi

di Giuseppe Longo

Auguri con riflessioni via web per Assoenologi Fvg. I tecnici della vite e del vino, nell’imminenza delle festività natalizie, hanno infatti dovuto nuovamente approfittare delle grandi opportunità offerte dalla “rete” per esprimere auspici in vista del nuovo anno e trarre alcune considerazioni su quello che sta per finire. A cominciare da quelle del presidente nazionale Riccardo Cotarella, il quale, dopo l’intervento introduttivo del leader regionale Rodolfo Rizzi – che ha portato anche il saluto dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, «sempre vicino al nostro settore» -, non ha indugiato nel criticare aspramente l’Unione Europea che «tratta il vino come un prodotto che provoca tumori, accomunandolo a carni e formaggi». «Ma non demorderemo – ha assicurato -, daremo battaglia con tutte le nostre forze per contrastare questi disegni che mettono in serio pericolo tutto il Made in Italy». Cotarella ha espresso anche un elogio alla sezione Fvg e al suo presidente, Rizzi appunto, che sono d’esempio a livello nazionale. «Le loro azioni – ha detto – sono volte a dare all’enologo ciò che è dell’enologo, veramente bravi!». Ma non poteva non fare riferimento all’annullato Congresso nazionale di Verona, «scelta doverosa ma opportuna. Speriamo – ha aggiunto – di poterlo indire nel primo weekend di marzo per celebrare degnamente i 130 anni della nostra associazione, nessuna così longeva in Italia». Concludendo il suo apprezzatissimo intervento, il capo degli enologi italiani – richiamandosi anche a quanto detto da Rizzi nelle premesse – ha sottolineato quanto sia importante il settore vitivinicolo nel Belpaese: «Vale la bellezza di 13 miliardi, una Finanziaria, senza considerare l’indotto. Il vino è la nostra bandiera nel mondo, per cui dobbiamo fare di tutto per difenderlo e valorizzarlo».

Cotarella e Rizzi a Trieste nel 2018.


Se il presidente nazionale ha, dunque, avuto l’onore di aprire i lavori, al direttore generale è spettacolo quello di chiuderli. Paolo Brogioni – che ebbe il “battesimo del fuoco” al riuscitissimo Congresso di tre anni fa a Trieste – ha tratto infatti le conclusioni dell’incontro telematico, facendo riferimento all’«anno particolare che si sta per chiudere», sotto il profilo tecnico-produttivo, ma anche sociale registrando una «accelerazione della digitalizzazione del nostro Paese». E questo è probabilmente l’unico dato positivo che ci lascerà l’emergenza pandemica. Per quanto riguarda l’attività futura, Brogioni ha anticipato l’intenzione di intensificare le azioni a favore degli enologi associati, incrociando gli ormai collaudati webinar con le analisi sensoriali “in presenza”. Attività che avrebbe – ha osservato concludendo la sua riflessione – sicuramente un impulso dal Congresso di Verona.
E tra gli interventi di Cotarella e Brogioni, ci sono state alcune apprezzate disamine, ben coordinate dallo stesso presidente Rizzi, il quale aprendo il collegamento web aveva fatto riferimento all’interessante momento che sta vivendo il settore vitivinicolo, nonostante il duro colpo inferto dal “ciclone Covid” che ha penalizzato soprattutto la ristorazione, quella che oggi va sotto l’acronimo di Horeca. Buone prospettive di rilancio, dunque, ma che possono avere esito ancora più soddisfacente se si registrerà maggior unione di intenti fra gli operatori. E’ l’auspicio di Adriano Gigante, confermato alla guida del Consorzio delle Doc Fvg, il quale ha sottolineato la necessità di investire maggiormente in progetti che possano dare un’immagine più appropriata della nostra regione e delle sue produzioni. In questo percorso non mancherà l’aiuto dell’Università di Udine – ha assicurato Emilio Celotti, responsabile del corso di laurea in viticoltura ed enologia -, tanto che fondamentale è stato il suo apporto, attraverso l’Istituto di genomica applicata, per dare vita ad alcuni “vitigni resistenti” che, come è noto, hanno appena avuto il via libera europeo per etichettare i loro vini anche come Doc e non soltanto come Igt o da tavola. L’Ateneo friulano – ha detto il professore – è il più a Nordest e richiama studenti di enologia da tutta Italia e pure dall’estero, sia per la laurea triennale che per quella magistrale. «E questo per noi è un vanto», ha aggiunto.
Alle nuove varietà di vite – in grado di contrastare le malattie più comuni, ma anche altre molto temibili come il “blackrot” – si è riferito pure Eugenio Sartori, direttore dei Vivai cooperativi di Rauscedo, il quale è intervenuto dopo il saluto di Chiara Peresani a nome dei giovani enologi. Sempre sul fronte dei “vitigni resistenti”, ha annunciato per il 2022 importanti novità per quanto riguarda Traminer e Glera, il vitigno base del Prosecco. «Fare una nuova varietà – ha chiosato – serve investire qualcosa come 500 mila euro», e a tale riguardo ha messo l’accento sui «costi raddoppiati per impiantare nuovi vigneti». Dal punto di vista “politico”, Sartori ha infine invitato a istituire una «cabina di regia» nazionale, poiché «ogni Regione continua ad andare per proprio conto».
Dopo le riflessioni sul clima che cambia repentinamente, non senza creare preoccupazione fra quanti operano in campagna, del meteorologo Marco Virgilio, e sul ruolo degli enologi anche nella cooperazione del presidente della Cantina di Ramuscello e San Vito, Gianluca Trevisan – che ha appena vissuto con grande soddisfazione il debutto del primo “vino vegano” del Friuli Venezia Giulia -, Bruno Augusto Pinat, leader dei vivaisti viticoli friulani, si è richiamato alle analisi di Sartori e Gigante, auspicando che finalmente «vengano avanti progetti comuni, quelli che il settore aspetta da 30 anni». Nel contempo, ha messo in guardia contro il pericolo ormai mondiale dell’omologazione viticola – «si vorrebbe ridurre tutto a sei o sette varietà» -, mentre in Italia c’è un patrimonio ampelografico prezioso (ben 450 vitigni diversi!) che attende d’essere valorizzato e non abbandonato. Infine, tra gli altri, un saluto anche da Alessandro Salvin, da quest’anno nuovo leader del Ducato dei vini friulani che si appresta a celebrare il mezzo secolo di vita, con «rinnovato impegno, restando a fianco di un settore strategico che, con coesione e unità d’intenti, è chiamato ad affrontare nuove sfide».

Una “varietà resistente”.

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In copertina, un brindisi beneaugurante: a fine anno lo fanno anche gli enologi Fvg auspicando nuove fortune fortune per il settore vitivinicolo.

Latteria di Ovaro presidio per la valle: riaperta dopo l’incendio di un anno fa

«Un presidio con un grande valore per la zona, che rappresenta una scommessa vinta per quanti, soprattutto i conferitori, hanno creduto in una sua rinascita dopo l’incendio devastante avvenuto a dicembre dello scorso anno». Così si è espresso l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo alla cerimonia di riapertura della Latteria di Ovaro. Alla presenza del sindaco Lino Not e dei proprietari della struttura, Marco e Paolo Pezzetta, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha voluto porre in risalto l’importanza che il caseificio riveste non solo per l’aspetto economico, ma anche sociale di quanti vivono nella valle.
«Quando ci è stato chiesto il supporto per riaprire la latteria di Ovaro – ha detto Zannier nel suo intervento – abbiamo garantito il sostegno della Regione Fvg. Questo perché c’è stata una condivisione di intenti nel ritenere questo presidio un punto di riferimento per coloro che vivono e lavorano nel mondo della zootecnia in questa parte del Friuli. Abbiamo così lavorato di comune accordo per trovare una soluzione ai vari problemi, attingendo da strumenti normativi e risorse che già esistevano per tenere in vita questa importante attività».
Zannier ha poi evidenziato ed elogiato «quanti – soprattutto tra i conferitori – hanno mantenuto il proprio impegno nonostante le difficoltà nel riavviare la latteria. La Regione, fino ad oggi, ha investito molto nel settore della zootecnia, allargando il raggio di azione anche alla trasformazione e commercializzazione; il nostro obiettivo è, infatti, quello di sostenere l’intera filiera per fare in modo che il prodotto possa essere valorizzato al meglio».

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In copertina, formaggio prodotto dalla Latteria di Ovaro; qui sopra, due momenti della cerimonia inaugurale presente l’assessore regionale Stefano Zannier.

Piano di sviluppo rurale Fvg, a Udine via ai lavori programmatici del Tavolo verde

L’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha aperto ieri a Udine il Tavolo verde per illustrare il cronoprogramma dei bandi a valere sul Piano di sviluppo rurale per il 2022. Molte le novità annunciate dall’esponente della Giunta Fedriga, tra cui una modifica ai bandi per il sostegno all’imprenditoria agricola giovanile in montagna, dove sarà eliminata la voce attrezzature e la materia forestale per evitare un utilizzo improprio del bando rispetto ad altri canali contributivi esistenti. Zannier – come informa Arc – ha poi annunciato ulteriori 2 milioni di euro sulla legge regionale per l’acquisto di attrezzature e una norma a sostegno di nuovi impianti arborei per estendere la frutticoltura.
Entrando nel dettaglio della programmazione Psr, il titolare del settore primario ha dato conto di tavoli di lavoro costanti tra la Direzione centrale della Regione Fvg e il Ministero di via XX Settembre sia sulla programmazione 14-20 (che è stata estesa di due anni, fino al 2022, a causa della pandemia) sia sulla nuova programmazione che afferisce al quadriennio 23-27. Per il biennio 21-22 al Friuli Venezia Giulia sono stati destinati 92 milioni di euro di fondi ordinari, integrati con 14 milioni di euro da fondi legati alla ripresa dalla pandemia (fondi Euri). Il piano è stato approvato dall’Unione Europea a settembre, includendo il nuovo intervento sul miglioramento dell’uso e della gestione delle risorse idriche da parte delle aziende agricole (valore 2,5 milioni di euro, in scadenza il 7 febbraio).
Il prossimo avviso in pubblicazione è il bando annuale per l’insediamento di giovani agricoltori (sarà aperto dal 1° gennaio al 30 giugno) ed avrà una dotazione di 3,4 milioni di euro. Il bando per interventi agro-climatico-ambientali aprirà a marzo 2022 e scadrà il 15 maggio 2022 con una dotazione di 12,6 milioni; il bando agricoltura biologica avrà le stesse tempistiche e una dotazione di 7,4 milioni. L’avviso “Indennità Natura2000” (apertura a marzo 2022 e scadenza 15 maggio 2022) avrà una dotazione di 800 mila euro, mentre il bando di indennità a favore degli agricoltori della zona montana, con le stesse scadenze temporali, avrà 7,5 milioni di euro di dotazione.
Il bando per investimenti nella trasformazione, commercializzazione e sviluppo di prodotti agricoli avrà invece una dotazione di 4,3 milioni di euro, sarà pubblicato a maggio e avrà scadenza a fine settembre. Il sostegno a investimenti nella creazione di energie rinnovabili potrà contare su 600 mila euro di finanziamenti e sarà aperto tra luglio e settembre 2022. Saranno riattivati il fondo di rotazione Feasr con 6,55 milioni, il bando imboschimento e creazione aree boscate a pioppicoltura con 2,235 milioni di euro, l’aiuto all’avviamento di imprese extra agricole nelle zone rurali per poco più di un milione di euro. Infine, il bando per investimenti in macchinari e attrezzature sostenibili avrà una dotazione di 3,7 milioni, sarà aperto a dicembre e scadrà a marzo 2023. Le tempistiche sono provvisorie e saranno coordinate con i termini dei bandi previsti all’interno del Pnrr. A questi bandi a valere sul Psr si aggiungono i bandi del Gal, ovvero le strategie di sviluppo locale, per le aree interne e montane.

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In copertina, l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

Guida ai vini Fvg, premi speciali ai produttori di Pignolo e Ribolla gialla

«Top vini Friuli Venezia Giulia è un’iniziativa che deve stimolare l’intera filiera vitivinicola a perseguire un percorso di analisi, condivisione delle valutazioni, confronto, promozione e comunicazione che possa concorrere a far vincere al sistema vino della nostra regione le sfide imposte da un mercato non soltanto nazionale ma internazionale in continua evoluzione e spesso fluttuante, attraverso un percorso di qualità consono alle attese dei consumatori e dei degustatori, ma anche del pubblico più attento». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenuto a Corno di Rosazzo, a Villa Clabassi Nachini, ai lavori di una delle commissioni di valutazione dei 210 vini delle 55 aziende del Friuli Venezia Giulia che hanno aderito alla guida Top Vini Friuli Venezia Giulia. La guida è stata ideata per favorire la conoscenza dei prodotti di pregio del Vigneto Fvg mettendo a disposizione il giudizio espresso da commissioni di tecnici del mondo vitivinicolo, che sono stati selezionati dall’enologo Paolo Valdesolo. Per promuovere due vitigni autoctoni che hanno buone prospettive tra gourmet, degustatori, appassionati del gusto e dei sapori, quest’anno le selezioni preliminari alla realizzazione della Guida 2021 prevedono l’assegnazione di due premi speciali alla qualità per i produttori di Pignolo e Ribolla gialla.

Zannier con Gambarotto.

«L’idea che sta alla base di questa iniziativa, editoriale e non solo – ha detto l’assessore Zannier rivolgendosi ai curatori, Valdesolo, Tiziana Pittia, Nicolò Gambarotto che ne è l’editore, ma anche ai degustatori – è fortemente connessa con il momento particolare che stiamo attraversando e la necessità di far percepire ai consumatori, ma anche agli esperti, il livello di qualità raggiunto dal vigneto regionale, ma nel contempo di permettere ai produttori di confrontarsi, acquisire suggerimenti e l’esito di valutazioni che non possono che contribuire al consolidamento della qualità e soprattutto a facilitare la percezione del Vigneto Friuli Venezia Giulia come una realtà vocata a una qualità sostenibile del prodotto vino». Come ha voluto ancora rimarcare Zannier, «uno dei problemi ricorrenti dei quali soffre il nostro sistema vitivinicolo, ma anche quello agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, deriva dal fatto che spesso trascura un’adeguata comunicazione e informazione, soprattutto rivolta a bacini di utenza che possono rappresentare mercati di riferimento duraturi». L’assessore si riferiva in particolare ai Paesi limitrofi, come l’Austria, che costituisce un importante bacino di affluenza turistica verso l’Italia e può continuare a rappresentare uno dei mercati di riferimento per la collocazione dei prodotti di pregio del Friuli Venezia Giulia.
«Occorre – ha concluso Zannier – che la nostra filiera vitivinicola comprenda i vantaggi che possono derivare da una adeguata comunicazione delle peculiarità e specificità che caratterizzano il Vigneto regionale, per consolidare risultati che hanno consentito di creare una realtà ormai conosciuta e affermata nel mondo, ma che si deve continuare a confrontare con successo con mercati spesso determinati da tendenze temporanee».

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier con l’enologo Paolo Valdesolo durante la seduta delle commissioni di assaggio.

Acque interne, per la stagione 2022 in Fvg ritornerà l’attesa “trota iridea”

La stagione di pesca sportiva 2022 nelle acque interne del Friuli Venezia Giulia avrà una novità attesa a lungo dai pescatori del Friuli Venezia Giulia, ovvero l’immissione della “trota iridea”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, riferendo che il Ministero per la transizione ecologica ha autorizzato la Regione Fvg – come informa una nota Arc – a immettere questa specie a scopo di pesca sportiva e per lo svolgimento delle gare di pesca per il prossimo triennio. «Si tratta di un risultato importante arrivato dopo un lungo percorso per il quale si è lavorato molto – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga -, che fornisce la giusta risposta agli oltre 12mila pescatori sportivi di questa regione che chiedevano di riprendere le immissioni. Un ringraziamento sentito va al sottosegretario alla transizione ecologica Vannia Gava per il suo supporto determinante nel raggiungimento dell’obiettivo. Ora disponiamo di un’autorizzazione triennale che ci consente di dare risposte concrete al mondo della pesca sportiva».

L’assessore Zannier con Vannia Gava.

L’impiego di “trota iridea” era stato infatti abbandonato a seguito della sentenza della Corte Costituzionale numero 98/2017 con la quale era stata dichiarata illegittima una legge regionale che autorizzava tali interventi e che la Corte aveva ritenuto di contrastare con il divieto dell’articolo 12 del Dpr 357/1997. La norma nazionale è stata però nel frattempo modificata e il divieto attenuato, aprendo la possibilità per le Regioni, su richiesta e previo studio del rischio connesso a queste operazioni, di ottenere apposita autorizzazione in deroga.
«La nostra Regione si è mossa per prima, avanzando una prima richiesta a febbraio – ha ricordato a tale riguardo Zannier -, ma gli organi incaricati dal Ministero per le necessarie valutazioni tecniche hanno richiesto numerose e approfondite integrazioni che gli uffici dell’Ente tutela patrimonio ittico hanno provveduto ad effettuare». L’autorizzazione consente per il triennio 2022-2024 il rilascio di femmine sterili di “trota iridea” nei soli canali artificiali indicati nell’autorizzazione e impone alla Regione Fvg un attento monitoraggio sul numero di individui immessi e quelli che vengono catturati, nonché l’esame della dieta degli individui che rimangono in acqua più a lungo per verificare il loro reale impatto.
«Si tratta di un primo importante risultato, ancorché parziale, perché la Regione chiederà immediatamente la possibilità di utilizzare pesci non autoctoni anche in alcuni corsi d’acqua naturali, prevedendo altresì l’utilizzo della “trota fario”, che coglie ancor maggiore interesse da parte dei pescatori. Siamo consapevoli – ha concluso l’assessore – che questi animali possono avere un impatto sulla conservazione delle specie autoctone e infatti il loro impiego è limitato nelle quantità e nel tempo ed è riservato ad alcuni corsi d’acqua attentamente selezionati. La nostra Regione opera da quasi trenta anni per la salvaguardia della “trota marmorata” e da oltre venti per la tutela del “temolo”, con specifici progetti mai finanziati dall’Europa o dallo Stato, ma sempre con fondi regionali. Siamo quindi i primi a voler difendere le nostre specie, ma siamo anche consapevoli che questo può avvenire anche mediante l’utilizzo controllato delle trote di interesse per la pesca sportiva».
La stagione 2022 si aprirà anche con altre novità concernenti i requisiti per esercitare la pesca sportiva, possibile ora non solo ai possessori di licenza di pesca, ma anche a coloro che per un numero limitato di giornate desiderano cimentarsi in questa attività. Questa maggiore flessibilità unita all’impiego di APPesca.fvg, l’applicazione per smartphone in distribuzione da gennaio 2022 sul sito dell’Ente tutela patrimonio ittico www.etpi.fvg.it, agevolerà i pescatori eliminando vecchie difficoltà burocratiche e consentendo finalmente la ripresa dell’attività e un rilancio dell’indotto economico e turistico ad essa legato.

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In copertina e qui sopra ecco due immagini della “trota iridea”.