AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Non piove, in Fvg rischio incendi – Anche se la nostra regione ha un deficit idrico meno grave rispetto ad altre zone dell’arco alpino, la scarsità di precipitazioni registrata negli ultimi mesi (le ultime piogge e nevicate di un certo rilievo risalgono al 15 e 16 febbraio) sta causando una progressiva disidratazione della vegetazione erbacea ed arbustiva, in particolare, nelle zone montane e nei versanti più soleggiati, che può facilmente alimentare, in caso di innesco, gli incendi boschivi. Ad evidenziare la situazione in cui versa il Friuli Venezia Giulia è l’assessore alla Montagna, Stefano Zannier. In via preventiva, e considerato l’avvio della stagione primaverile, periodo in cui per tradizione vengono svolte quelle operazioni colturali che prevedono anche l’accensione di fuochi, il Servizio foreste e Corpo forestale della Regione, sentita la Protezione civile Fvg, ha decretato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Oltre ai divieti in vigore per tutto l’anno è quindi inibita qualsiasi operazione che possa creare pericolo di incendio; inoltre, sono temporaneamente sospese tutte le autorizzazioni rilasciate per l’accensione di fuochi. Il Corpo forestale regionale, a cui compete oltre allo spegnimento degli incendi boschivi anche la vigilanza per il rispetto dei divieti previsti, intensificherà quindi la vigilanza al fine di prevenire la propagazione di eventuali incendi. L’assessore Zannier chiede quindi «la massima collaborazione per ridurre i rischi d’incendio in un periodo di particolare rischio come quello attuale. Invito, inoltre, i cittadini a prestare la massima attenzione e a segnalare alla Sala operativa della Protezione civile della Regione, al numero 800 500 300, o al Numero unico per le emergenze 112, la presenza di fiamme o colonne di fumo provenienti dalle aree boscose o dalle zone limitrofe».

Udine si prepara ad “Agriest 2023”– «Il dovere dell’Amministrazione regionale è di intervenire verso il settore primario con quella flessibilità e quel pragmatismo che la politica agricola richiedono in questa fase immediata di crisi per il tempo necessario a garantire la sostenibilità anche economica delle nostre aziende senza per questo stravolgere gli obiettivi di lungo periodo». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso dell’evento “Agriest Workshop: Farm to fork strategy 2023” organizzato nella sede di Telefriuli, a Tavagnacco, primo di tre appuntamenti di avvicinamento alla rassegna Agriest del 2023. «Dobbiamo continuare a garantire la reperibilità dei nostri prodotti agroalimentari – ha rilevato Zannier – sapendo che le nostre imprese non hanno paura di affrontare la sfida di standard qualitativi già molto alti, confidando naturalmente che questa terribile crisi internazionale aggiuntasi alla pandemia possa terminare prima possibile». Nell’ottica della sostenibilità ambientale, economica e sociale, Zannier ha osservato che «il marchio “Io sono Fvg” ha avuto un ruolo importante di aggregatore di tutti gli attori della filiera del Friuli Venezia Giulia in un percorso che parte dal piatto e arriva al campo e non viceversa, in cui si fa del consumatore il capofila e si creano le condizioni di un ritorno di reddito a tutte le imprese, dal primario, alla trasformazione alla distribuzione». Al workshop, moderato da Alessandra Salvatori, direttore responsabile di Telefriuli, hanno preso parte Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone Udine, e Lucio Gomiero, amministratore unico di Udine e Gorizia Fiere. Sono intervenuti il presidente di Agrifood Fvg Claudio Filipuzzi, Andrea Segrè, docente a Bologna di Politica Agraria internazionale e comparata, Maria Cristina Nicoli, docente di Tecnologie Alimentari all’Università di Udine, Massimiliano Cattozzi, responsabile direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo e il rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton.

Pordenone verso “Novel Farm” – «Aver deciso di dedicare uno spazio autonomo a valenza internazionale ad una esposizione fieristica nel campo delle nuove tecnologie dedicate all’agricoltura, dimostra ancora una volta la grande capacità dell’ente pordenonese di essere precursore dei tempi, sapendo guardare con ottimismo al futuro per cogliere le nuove sfide che giungono dal settore primario della nostra economia». Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando in remoto alla conferenza stampa di presentazione di “Novel Farm”, la mostra convegno sulle nuove tecniche di coltivazione e vertical farm in programma il 23 e 24 marzo del 2023 negli spazi espositivi di Pordenone Fiere. L’iniziativa, ancora per quest’anno, si svolgerà come è avvenuto nel corso dell’ultimo triennio, all’interno di AquaFarm, la fiera dedicata all’acquacoltura e industria della pesca in calendario il 25 e 26 maggio prossimi, per poi diventare una manifestazione a se stante a partire dal prossimo anno. Alla presenza del presidente dell’ente fieristico Renato Pujatti, l’esponente dell’esecutivo Fedriga ha salutato con soddisfazione il fatto di essere riusciti a dare autonomia alla mostra convegno sulle nuove tecniche di coltivazione in campo agricolo. Nel corso della presentazione dell’evento fieristico è stata data la notizia secondo cui a Pordenone è nata Anifus, l’Associazione Nazionale Imprese Fuori Suolo, la prima del suo genere che raggruppa le aziende di questo specifico settore, riconoscendo così anche a livello di rappresentanza un comparto che sta diventando sempre più strategico per il futuro dell’agricoltura. «Un ringraziamento – ha detto Zannier – va rivolto a Confindustria Alto Adriatico, anche in questo caso fortemente innovativa, che ha saputo cogliere un’esigenza nata dal territorio e che non tarderà ad avere riflessi a livello nazionale».

“Io sono Fvg” sul Piancavallo – «Il rally del Piancavallo sarà uno dei primi appuntamenti di grande richiamo e alta visibilità nello scenario nazionale e internazionale al quale la Regione abbinerà il marchio “Io sono Fvg”». A darne l’annuncio è l’assessore regionale alle politiche agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier. La manifestazione, giunta quest’anno alla sua 35ma edizione, si svolgerà il 14 e 15 maggio e consentirà, attraverso le sue tradizionali prove speciali, di valorizzare paesi e borghi delle Dolomiti orientali e della Pedemontana pordenonese. La prestigiosa gara motoristica diventa così anche una vetrina del meglio della produzione agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, utilizzando il marchio regionale che ne garantisce l’origine e la sostenibilità. Nel corso degli anni il Rally Piancavallo, definito come “Un viaggio nel territorio, itinerario alla scoperta dei luoghi e della gente”, è diventato un brand sia sportivo sia turistico per il pordenonese, che accanto all’aspetto puramente motoristico abbina anche quello turistico ed enogastronomico. «Quest’anno, sotto il segno di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” – spiega Zannier – saranno diverse le iniziative di promozione dei prodotti tipici e del settore agroalimentare che faranno da corollario alla gara. Si verrà così a creare un connubio tra sport e territorio, una vetrina carica di suggestioni non solo per gli amanti della competizione automobilistica, ma per un più vasto pubblico attirato dalle eccellenze locali, con un indotto economico altamente significativo e stimolante per ulteriori partnership nel prossimo futuro».

Quel bosco tra ulivi e vigneti – A Coste di Maser, tra le colline asolane, cresce un bosco responsabile di tre ettari certificato FSC® – C121844 nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Sabato 19 marzo Cecchetto, azienda vitivinicola con sede a Tezze di Piave, ha messo a dimora gli ultimi alberi con l’aiuto dei ragazzi della Scuola media Paolo Veronese di Maser. Il bosco esistente da oltre tre secoli, un tempo abbandonato, oggi rinasce in un panorama attorniato da ulivi e vigneti, inserito all’interno del sito Rete Natura 2000. Dopo un primo processo di pulizia e riassetto dell’habitat avvenuto nel 2018, sono state organizzate attività didattiche e create nuove strade forestali, per proteggere questo ecosistema e per farlo conoscere a turisti, appassionati della natura e all’intera comunità locale. Passeggiandovi all’interno, infatti, si possono ammirare castagni secolari, ciliegi selvatici, frassini, bagolari e molte specie mellifere sotto le quali sono state posizionate alcune arnie. Cecchetto con questo progetto punta all’obiettivo di diventare climate positive entro il 2026, creando un ambiente salubre e virtuoso in cui la presenza delle api diventi un segno tangibile dell’utilizzo di processi eco-sostenibili che incentivino lo sviluppo armonico della biodiversità. Un piano di sostenibilità ideato e sviluppato assieme a Etifor, spin-off dell’Università di Padova, che offre consulenza a enti e aziende per migliorare i benefici economici, ambientali e sociali di politiche, progetti e investimenti attraverso la scienza, l’innovazione e la buona governance. In occasione della piantumazione di sabato 19 marzo, il team di Etifor ha presentato al pubblico il progetto di gestione del bosco, introducendo importanti tematiche legate al cambiamento climatico e alla tutela della biodiversità.

Cantina Toblino e l’innovazione – Cantina Toblino si aggiudica il Premio Eccellenza dell’Anno nella categoria Innovazione nel Settore vitivinicolo, assegnato alla dodicesima edizione di Le Fonti Awards®. Alla cerimonia tenutasi a Palazzo Mezzanotte, storica sede della Borsa Valori di Milano, è intervenuto Carlo De Biasi, direttore generale della cooperativa trentina nata nella Valle dei Laghi. In una premiazione che ha coinvolto studi legali, imprese e professionisti leader nei rispettivi settori, Le Fonti Awards® ha riconosciuto a Cantina Toblino il merito di “essere un punto di riferimento per la viticoltura nella Valle dei Laghi” e di “garantire ai clienti l’eccellenza lungo l’intera filiera produttiva”. Risultati significativi ottenuti grazie alla ricerca e alla continua innovazione in campo viticlo ed enologico e al costante raggiungimento di nuovi standard qualitativi. «Ricevere un premio così importante – afferma Carlo de Biasi – assieme ad autorevoli protagonisti del mondo imprenditoriale e professionale dà a Cantina Toblino la giusta motivazione per continuare un percorso che punta all’eccellenza. Un’eccellenza all’avanguardia, rispettosa dell’ambiente e attenta alle esigenze di viticoltori, vignaioli e consumatori». La cerimonia di premiazione non è stata solo un’occasione per celebrare i vincitori, ma si è rivelata un vero momento di approfondimento, condivisione e dibattito tra attori di rilievo, pronti ad affrontare temi di attualità legati a innovazione, tecnologia, leadership ed evoluzione normativa.

Gewürztraminer chiave del successo – Il bilancio 2021 di Cantina Tramin raggiunge per la prima volta quota 15 milioni di euro di vino imbottigliato. La crescita complessiva si attesta sul +30% rispetto al 2020 e sul +9% in rapporto al 2019. A trainare le vendite si conferma come prima varietà il Gewürztraminer, per un introito che rappresenta il 27% del fatturato totale, seguito dallo Chardonnay, cresciuto del 26% rispetto al 2019. «Siamo molto soddisfatti del traguardo raggiunto – sottolinea Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin –. In particolare, tengo a sottolineare la performance di Glarea, la nuova interpretazione di Chardonnay alpino presentata lo scorso ottobre. Nei primi tre mesi di messa in commercio, infatti, le vendite hanno superato il 63% della produzione, risultato che conferma la qualità del lavoro svolto intorno a questa varietà». La crescita sorprende ancora di più considerando il -10% registrato a livello regionale a causa della mancata stagione invernale del 2021, calo che ha toccato soprattutto i vini rossi autoctoni come il Lagrein. Il trend positivo ha riguardato anche il mercato estero, con le esportazioni cresciute del +35% rispetto al 2019. Le premesse per il 2022 sono altrettanto favorevoli in termini di qualità di prodotto, con una flessione tuttavia per quanto riguarda la quantità, dovuta alla scarsità vendemmiale dell’ultima annata. In conclusione, l’evento più atteso del 2022 sarà la presentazione di Epokale 2015. L’iconico Gewürztraminer vendemmia tardiva affina sette anni al buio della miniera di Ridanna Monteneve, a oltre 2.000 metri di altitudine. Al suo debutto con l’annata 2009, Epokale conquistò i 100/100 punti di Robert Parker’s Wine Advocate, passando alla storia come il primo vino bianco italiano a ottenere tale risultato.

“Sabi ’60 Dolomiti” a Cortinametraggio Partita la XVII edizione di Cortinametraggio a Cortina d’Ampezzo, con la Carpenè-Malvolti che rinnova anche per quest’anno la partnership già avviata tre anni fa. La storica Cantina di Conegliano fino al 27 marzo sarà infatti partner nonché fornitore ufficiale dell’evento dedicato al meglio della corto-cinematografia italiana e da sempre attento allo scouting dei giovani talenti. Un Festival che torna finalmente in presenza dopo due anni di dirette streaming a causa della pandemia. «La Carpenè-Malvolti si pregia per il terzo anno consecutivo di far parte dei selezionati partners della manifestazione Cortinametraggio – commenta il direttore generale, Domenico Scimone – ed anche in questa occasione si presenta all’appuntamento con una esclusiva Magnum della “Sabi ’60 Dolomiti” appartenente alla Sabi Collection per premiare il Miglior Attore e la Migliore Attrice del concorso. Una scelta dettata dal valore doppiamente simbolico che per noi rappresenta tale selezione. Il palcoscenico di Cortinametraggio ha rappresentato, infatti, il debutto internazionale assoluto dell’etichetta, ispirata all’immagine pubblicitaria realizzata dal celebre grafico Sandro Bidasio degli Imberti, in arte Sabi, negli anni Sessanta del secolo scorso. Ed altresì perché tale veste grafica richiama una eccezionale immagine delle Dolomiti, che insieme al Territorio del Prosecco, ovvero le colline di Conegliano e Valdobbiadene, interpreta virtuosamente due eccellenze paesaggistiche italiane divenute Patrimonio Unesco».

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Fondi per l’agroalimentare Fvg – Su proposta dell’assessore regionale alle risorse Agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, la Giunta regionale ha approvato uno spostamento di risorse integrative, a seguito di una ricognizione dei fondi assegnati ai bandi dove si sono evidenziate delle economie, in modo tale da utilizzare in maniera più efficiente le stesse risorse. «Andiamo a supportare così, fattivamente, investimenti sul territorio per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli – ha detto Zannier -. Le risorse saranno assegnate tramite due bandi: il primo è quello cui si può accedere mediante il “pacchetto giovani”, con una disponibilità complessiva di circa 130 mila euro. Il secondo è quello cui si può accedere mediante i “progetti di filiera”, dell’importo di oltre 700 mila». L’operazione rientra nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Fvg. «Mai come in questo momento di difficoltà sul fronte di reperimento di materie prime, è necessario puntare sulle risorse che offrono i nostri prodotti di territorio – ha rimarcato Zannier -. La promozione del comparto, anche tramite i “progetti di filiera”, favorirà lo sviluppo dell’agroalimentare, aiutando l’economia del Friuli Venezia Giulia e i produttori del settore primario, quello su cui si fonda l’intera rete che porta dal campo fino alla tavola e al negozio».

Spilimbergo sempre più verde – «Piantumare alberi è un’operazione significativa se compiuta in aree pianeggianti e densamente abitate perché contribuisce non solo a rivitalizzare il paesaggio ma anche a migliorare la qualità dell’aria in zone antropizzate». Lo ha detto l’assessore Stefano Zannier, partecipando a Spilimbergo alla messa a dimora di alcune piante donate dai vivai del Servizio foreste all’amministrazione comunale della Città del mosaico. Alla presenza del sindaco Enrico Sarcinelli, del presidente della Pro Loco Roberto Mongiat e dell’europarlamentare Marco Dreosto, l’esponente dell’esecutivo regionale ha dapprima provveduto ad interrare una delle essenze arboree nel parco situato nella zona Peep e, successivamente, al posizionamento di un ulivo nelle rive dei giardini municipali, zona di pregio naturalistico e sottoposta a vincolo ambientale. «La piantumazione di alberi – ha detto Zannier – ha senso laddove ce n’è realmente bisogno. In un territorio come quello della nostra regione, la necessità si manifesta nelle aree urbane, nelle zone pianeggianti e in generale in quelle che nel tempo sono state private della presenza di queste essenze vegetali. Molto meno significato ha invece compiere un’operazione del genere nelle aree della nostra montagna: qui c’è sempre il timore di dar vita ad abbattimenti indiscriminati, quando invece vi è la reale necessità di gestire un patrimonio che va implementandosi a dismisura e che ha bisogno di una oculata gestione. Queste piante – ha concluso l’esponente dell’Esecutivo Fedriga – sono tutte essenze autoctone, originate da semi raccolti nei nostri territori che poi hanno germinato e sono cresciute nei nostri vivai, messe poi a disposizione delle pubbliche amministrazioni e dei privati». Nello specifico, sono state in tutto 200 le piante donate dalla Regione Fvg attraverso i vivai del Servizio Foreste all’amministrazione comunale. Le essenze arboree utilizzate sono in prevalenza quelle di quercia, frassino, carpino e tiglio. Oltre alla zona Peep, gli alberi sono stati messi a dimora anche nell’area del circolo culturale di Istrago, nei pressi del campo sportivo di Vacile e nella zona del laghetto Le Telisse di Barbeano, località individuate dal Comune di Spilimbergo. Come ricordato dal sindaco, l’iniziativa prende le mosse da un progetto avviato assieme alla Pro loco durante la manifestazione “Di erbe, di natura e benessere” che prevedeva la piantumazione di un albero ogni cento abitanti.

Piano di controllo del cormorano – L’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale ha espresso parere favorevole all’attuazione del Piano di controllo del cormorano a scopo deterrente in alcune aeree chiave per la conservazione di temolo e trota marmorata. Può così proseguire l’iter di approvazione del Piano regionale di controllo dell’uccello acquatico, strumento regolatore che una volta approvato darà la possibilità di intervenire con prelievi mirati, effettuati da operatori abilitati, per i prossimi di cinque anni nel periodo che intercorre tra il 1 ottobre e il 15 marzo. Secondo l’assessore Stefano Zannier «questo importante risultato raggiunto consentirà di iniziare una attività strutturata e continuativa nel tempo, nel pieno rispetto delle indicazioni fornite da Ispra, e potrà contribuire a salvaguardare l’importante lavoro svolto da Etpi relativamente all’immissione dei pregiati esemplari di trota marmorata e di temolo; darà inoltre una prima risposta alle sollecitazioni più volte formulate dal territorio rispetto alla massiccia presenza di cormorani». Sono già in corso le fasi di coordinamento tra i competenti servizi regionali ed Etpi per definire le modalità operative al fine di essere prontamente efficaci fin dalla prima data utile di intervento, mentre nel contempo verranno definiti i percorsi formativi per gli operatori. Riguardo al controllo del cormorano a tutela dell’attività di itticoltura, sono in fase di pubblicazione i decreti autorizzativi per i quali è già stato acquisito il parere positivo di Ispra; anche in tali aree, pertanto, sarà consentita l’attività di controllo.

Vinophila, dialogo con moda e design – Il settore vitivinicolo italiano è impegnato in un percorso di conquista della giusta corrispondenza tra valore intrinseco e riconoscimento economico. Da qui nasce l’idea di un dialogo con i settori moda e design, già capaci di colmare il gap che vedeva l’inventiva e l’eccellenza sartoriale penalizzate dal prezzo di mercato. Giovedì 17 marzo, dalle 16.30 alle 18, in occasione dell’inaugurazione di Vinophila, il primo metaverso dedicato al vino e alle bevande alcoliche, ospiti di rilievo del wine, del fashion e dell’arredamento dialogheranno guidati dal moderatore Beppe Giuliano, direttore responsabile di The Italian Wine Journal. I partecipanti condivideranno storie e strategie di successo adottate dai rispettivi settori sui mercati internazionali, offrendo spunti utili a valorizzare e veicolare la qualità della filiera vitivinicola italiana. Interverranno: Gilda Bojardi, direttrice della rivista Interni; Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione nazionale Donne del vino; Gaetano Marzotto, presidente del Gruppo vinicolo Santa Margherita; Mirco Cervi, chief digital officer Italian Design Brands; Lorenzo Biscontin, ideatore e fondatore di Vinophila. Link: zoom.us/j/8544417573?pwd=Z0FSL2taYzJ5MVN2a3FDVkJJeGJDdz09

Cesconi guida i Vignaioli indipendenti – Lorenzo Cesconi, produttore in Trentino, è il nuovo presidente di Fivi, la Federazione italiana vignaioli indipendenti. È stato eletto a Piacenza durante l’assemblea ordinaria dei soci che ha visto anche il rinnovo del consiglio direttivo della Federazione. Cesconi succede a Matilde Poggi che è stata alla guida di Fivi per nove anni e che attualmente ricopre il ruolo di presidente di Cevi, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants. Lorenzo Cesconi, 43 anni, gestisce con i fratelli e il padre l’omonima azienda agricola con 20 ettari di vigneto suddivisi tra la zona di Pressano e della Valle dei Laghi. Fa parte del consiglio direttivo della Federazione dal 2013 ed è stato vicepresidente nell’ultimo triennio. «Ringrazio i vignaioli e i consiglieri che mi hanno dato fiducia e hanno scelto di affidarmi il ruolo di presidente di questa grande famiglia che è Fivi – ha detto Cesconi –. Una famiglia che è cresciuta in numero di associati, siamo ormai quasi a 1400, ma anche come autorevolezza: Fivi è ormai riconosciuta sia a livello politico che sindacale come un interlocutore serio e affidabile. Credo nei valori che il concetto di vignaiolo esprime: lavorare nel e per il territorio, applicando la stessa filosofia, legata ai valori della terra, dal vigneto alla cantina fino alla vendita. Il mio impegno come presidente è di continuare il lavoro di chi mi ha preceduto, Costantino Charrere e Matilde Poggi. Conto sull’aiuto di tutti per farlo al meglio perché FIVI è fatta di braccia, tante braccia e teste che lavorano per raccogliere i frutti che ci dona la terra». Oltre a lui sono stati riconfermati nel ruolo di consiglieri Rita Babini, Emilia Romagna; Paolo Beretta, Marche; Luca Ferraro, Veneto; Luigi Maffini, Campania; Gaetano Morella, Puglia; Diletta Nember, Lombardia; Ermes Pavese, Valle d’Aosta, e Stefano Pizzamiglio, Emilia Romagna. Entrano nella squadra sei nuovi consiglieri: Ludovico Maria Botti, Lazio; Francesco Maria De Franco, Calabria; Walter Massa, Piemonte; Pietro Monti, Piemonte; Monica Raspi, Toscana, Stefan Vaja, Alto Adige.

Il legno friulano (con l’abete rosso) testimonial all’Expo Dubai 2020

«Una delle ricchezze del Friuli Venezia Giulia è indubbiamente quella dell’abete rosso da cui nasce anche il legno di risonanza, patrimonio prezioso dei boschi regionali. Questo è uno dei motivi per i quali abbiamo lavorato sul tema e abbiamo prodotto un piacevole oggetto d’arredo che ne rappresenta, a mio avviso, una bella e utile sintesi – spiega la giovane designer friulana, Marta Caldana, -. Così è nato il Woo-d-fer, una cassa acustica naturale, in legno di abete rosso che, sulla scrivania, sostiene elegantemente il cellulare e ne amplifica i suoni durante le videoconferenze e le chiamate. È il frutto di uno studio specifico sul concept, il design, la forma “acustica” e la stabilità, divenuto un simbolo rappresentativo del bosco-legno regionale, tanto che l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, l’ha scelto come omaggio per gli ospiti presenti alla giornata del Fvg all’Expo Dubai 2020 riscuotendo un fortissimo apprezzamento».
Il progetto è stato ideato e realizzato dalla cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo, realtà di riferimento per lo sviluppo del settore bosco-legno regionale, utilizzando legno certificato Pefc proveniente dai boschi dell’Alta Carnia fornito dall’impresa boschiva Del Fabbro Maurizio a cui sono seguite le lavorazioni di Domini Legnami di San Pier d’Isonzo, Arredo Italiana di San Giovanni al Natisone e di Antonia Cardin di UnostudioX (Pordenone) per la comunicazione grafica. A dimostrazione di come possano nascere dei magnifici prodotti “100 per cento Fvg” grazie alla valorizzazione delle filiere regionali.
«È per noi particolarmente importante – spiega Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi – dare valore al bosco e al legno della nostra regione iniziando dal coinvolgimento attivo delle diverse filiere che partono dalle imprese boschive per arrivare alle aziende del legno strutturale, dell’imballaggio, della carta e dei pannelli, così come quelle dell’artigianato artistico che, proprio utilizzando l’abete rosso, è capace di creare dei fantastici strumenti musicali conosciuti in tutto il mondo. Non dimentichiamo, inoltre, che per lo sviluppo sostenibile dei boschi sia per noi fondamentale dare valore sia alla materia prima che al territorio, ponendo in evidenza eventi legati al bosco come ad esempio “Risonanze” di Malborghetto che valorizza tale tipologia di legno e che attrae ogni anno centinaia di persone alla scoperta delle bellezze forestali della nostra regione».

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In copertina, l’originale Woo-d-fer e qui sopra un bosco di abete rosso.

 

Con Ortogiardino (fino a domani a Pordenone) un assaggio di normalità

«Con l’avvio di questa tradizionale fiera, che da anni sa attrarre il grande pubblico, possiamo dire che vi sia uno scorcio di primavera non solo dal punto di vista meteorologico ma anche sociale, con una ripresa della normalità che porta i visitatori all’interno dei padiglioni espositivi pordenonesi». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Foreste e Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando alla cerimonia di inaugurazione della 41ma edizione di Ortogiardino, il Salone della floricoltura, orticoltura, vivaismo in programma alla Fiera di Pordenone fino a domani 13 marzo.

Alla presenza del presidente dell’Ente di viale Treviso, Renato Puiatti, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in evidenza l’importanza di questa manifestazione che nel tempo ha sempre riscosso un grande successo di pubblico, richiamando visitatori non solo da fuori regione ma anche dalle vicine Slovenia, Croazia e Austria.
«Il florovivaismo – ha spiegato Zannier a margine della cerimonia – è stato un settore che ha sofferto molto soprattutto nel periodo del primo lockdown ma che adesso vede i segni della ripresa, trainato principalmente dalla voglia che tutti hanno di tornare all’aria aperta e alla quotidianità, mettendo in atto quelle pratiche come il giardinaggio che danno grande soddisfazione personale. L’interesse che c’è verso questo comparto è testimoniato anche dal grande numero di persone che già dalle prime ore di questa mattina, all’apertura della rassegna, stanno frequentando i padiglioni della Fiera di Pordenone».
L’assessore regionale ha fatto poi visita allo stand della Regione Fvg allestito dal servizio Gestione forestale e produzione legnosa e successivamente a quello della Coldiretti, dove sono state presentate alcune peculiarità a chilometro zero del Friuli Venezia Giulia proposte da Campagna amica. «In occasioni come queste – ha detto Zannier -, grazie agli chef del nostro territorio, i prodotti dell’eccellenza agroalimentare regionale diventano piatti di indiscusso valore. La presenza della Regione vuole testimoniare l’attenzione che l’Amministrazione dedica ad un importante comparto della nostra economia, dove diventa sempre più strategico compiere un lavoro di squadra per venire incontro alle esigenze espresse da chi opera in questo settore».

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In copertina, uno scorcio di Ortogiardino; all’interno, la visita dell’assessore regionale Stefano Zannier.

Ucraina, drammatico in agricoltura l’aumento dei costi energetici

«Il settore agricoltura sta vivendo un momento drammatico derivato dall’aumento dei costi energetici a seguito della crisi in Ucraina. Alle conseguenze della guerra si sono infatti aggiunte le gravi difficoltà in termini di approvvigionamento e di mercato». È questo il quadro delineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e condiviso dalla Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni che ieri ha incontrato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, la sottosegretaria Vannia Gava ed il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.
La Commissione ha avanzato alcune proposte su diversi temi, dalla contribuzione straordinaria per il settore al rinvio della nuova Programmazione agricola comunitaria (Pac) e la sospensione delle condizionalità e dei set aside, dalla diminuzione delle accise allo sblocco di tutti i pagamenti sospesi, la moratoria e la ristrutturazione del debito, dalle criticità croniche legate ai grandi carnivori e agli ungulati alle difficoltà registrate nel settore della pesca, dagli incentivi alle aziende alla semplificazione per l’implementazione dell’uso delle fonti energetiche alternative, dalla crisi dei settori lattiero-caseario e dei seminativi alle esigenze di una nuova taratura del Pnrr, al temporary framework.
Zannier ha riferito che tutti gli assessori che condividono le deleghe all’agricoltura stanno lavorando ad un documento per indicare al Governo le priorità del settore a cui dare immediata risposta, riscontrando nei ministri la piena disponibilità ad affrontare i temi posti con la massima urgenza.

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In copertina e qui sopra due immagini della riunione della Conferenza delle Regioni.

Peste suina africana, la Regione Fvg ha pronto un piano frenare i contagi

Il Friuli Venezia Giulia è pronto a mettere in campo un piano di intervento per il contenimento della diffusione della Peste suina africana, un’infezione virale che non si trasmette all’uomo ma che si diffonde tra i cinghiali e può mettere ad alto rischio gli allevamenti di maiali nel Nord Italia. È quanto ha confermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, durante l’incontro divulgativo promosso dal Servizio Prevenzione regionale in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

Stefano Zannier


Zannier, come informa Arc, ha rimarcato «la necessità di attivare una Unità di crisi ristretta per il coordinamento delle azioni da intraprendere a breve termine e un gruppo allargato di analisi e azione che coinvolga anche il Servizio caccia, con l’intento di aumentare la segnalazione di ritrovamenti di eventuali carcasse di cinghiali, primi portatori della malattia». Quanto alla difesa degli allevamenti, Zannier ha ricordato che a livello nazionale il Ministero dell’Agricoltura ha stanziato 50 milioni di euro per il contenimento della Peste suina africana, di cui 15 milioni per l’installazione di reti e 35 milioni per interventi di biosicurezza negli stabilimenti. «Anche la Regione Fvg lo scorso anno ha aperto una linea contributiva per 800mila euro, ma abbiamo ricevuto richieste per soli 200 mila», ha sottolineato l’assessore.
Nel corso del confronto Gioia Capelli, direttore sanitario dell’Izsve ha ricordato come l’ingresso dell’infezione in Italia fosse atteso da Est, mentre attualmente ha fatto ingresso in Piemonte e Liguria. Se da un lato, ciò consente di avere più tempo a disposizione, resta fondamentale mettere in atto piani di contenimento condivisi, rapidi ed efficaci. Denis Vio, veterinario dirigente della sezione di Pordenone dell’Izsve, ha quindi precisato che dal 2021 esiste un piano di sorveglianza e prevenzione, basato su un sistema di allerta precoce, ma altri fattori importanti sono la formazione degli allevatori sulla diffusione della malattia e sulla gestione delle popolazioni di cinghiali. Francesca Scolamacchia, veterinario della sezione Epidemiologia dell’Izsve, ha invece illustrato la proposta di contenimento attraverso recinzioni non elettrificate lungo i confini tra Italia e Slovenia; il programma stima una barriera di 206 chilometri che andrebbe ad isolare oltre 260 allevamenti, consentendo di sorvegliarne indirettamente ulteriori 300. Infine, Vittorio Guberti, ricercatore veterinario dell’Ispra, ha richiamato la pratica delle recinzioni già attuata in Belgio e in Repubblica Ceca, auspicando un’iniziativa nazionale per attivare un sistema emergenziale univoco.

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In copertina, un cinghiale specie suina vettore per la trasmissione del virus che costituisce una seria minaccia per gli allevamenti di maiali del Nord.

Friulfruct e Friulikiwi uniscono le forze: nasce “Frutta Friuli” colosso cooperativo

Due grandi realtà uniscono le loro forze dando vita alla più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia: le assemblee dei soci della cooperativa Friulfruct di Spilimbergo e Friulkiwi di Rauscedo, in Comune di San Giorgio della Richinvelda, hanno infatti deliberato la fusione che dal 1° agosto porterà alla nascita della nuova cooperativa Frutta Friuli. Mele e kiwi (più una parte di ciliegie) saranno i prodotti principali della nuova cooperativa che eredita dalle fondatrici una spiccata predisposizione per l’esportazione e un processo di rinnovamento dei frutteti in corso negli ultimi anni, proponendo le nuove varietà che i consumatori richiedono, nonché l’ampliamento delle sedi di stoccaggio. Questi i numeri della nuova realtà, che avrà sede principale a Spilimbergo e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e la stessa Rauscedo, capitale del vivaismo viticolo: 150 soci, 14 milioni di fatturato e 170 mila quintali di raccolto nel 2021, 600 ettari di frutteti e una ricaduta occupazionale sul territorio di una 70ina di addetti.

Kiwi e mele di alta qualità.

«La fusione – ha spiegato Livio Salvador, presidente di Friulfruct – fa seguito a un ragionamento iniziato già l’anno scorso sui presupposti di una collaborazione. Un ragionamento portato avanti con maturità e con la consapevolezza che le nuove sfide dei mercati hanno bisogno di aziende con dimensioni operative capaci di razionalizzare i costi e offrire maggiori prodotti. Abbiamo così superato logiche di campanile e deciso la fusione, che avviene, questo è il fatto importante da sottolineare, tra due realtà in grande salute e con ottime prospettive, le quali avrebbero anche potuto continuare sulle proprie gambe ma che così facendo allargano il loro raggio di azione futura e la capacità di programmare e investire».
«Una scelta – ha aggiunto Juri Ganzini, presidente di Friulkiwi – nata per il bene del territorio e dei nostri soci, ai quali potremmo dare così più servizi. In questo modo potremo realizzare delle economie di scala davvero interessanti per la nostra nuova cooperativa, anche gestendo i dipendenti tra le due sedi in base ai picchi di lavoro dettati dalla stagionalità. Un elemento fondamentale, anche per dare prospettive professionali e invogliare gli addetti migliori, a fronte di un mercato del lavoro che invece non offre molta manodopera specializzata. Il tutto in un quadro internazionale in cui, da diversi mesi e ancora di più in questi ultimi giorni, le sfide non mancano: è proprio il caso di dire che l’unione fa la forza».  I due presidenti hanno anche ringraziato chi è stato accanto alle due cooperative in questo fondamentale passo, a partire dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con l’assessore regionale alle politiche agricole, Stefano Zannier, e da Confcooperative Pordenone, di cui entrambe le realtà fondatrici fanno parte, con le sue consulenze.

«A livello commerciale ci presenteremo con un unico brand Frutta Friuli – spiega Armando Paoli, direttore di Friulfruct, che con il collega di Friulkiwi, Antonio Pittana, sta predisponendo la struttura operativa post fusione – declinato in base alla tipologia di frutta. Mele e kiwi sono due prodotti che vengono venduti attraverso gli stessi canali di mercato e quindi ci rafforzeremo sia nella grande distribuzione italiana che all’Estero. Grazie al rinnovamento dei frutteti e alla capacità di conservazione aumentata puntiamo nei prossimi anni ad arrivare a 300 mila quintali di frutta raccolta. Non operavamo nell’area russa, ma alcune tensioni, oltre all’aumento dei costi energetici e dei prodotti per l’agricoltura, potrebbero arrivare da competitor che dalla Russia ora vorranno vendere gli stessi prodotti nella nostra area di riferimento, che spazia dall’Europa occidentale ai Paesi Arabi fino al Nord e Sud America. Per questo una cooperativa unica e ancora più forte darà migliori risposte».

Le sedi di Friulfruct e Friulkiwi.

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In copertina, Ganzini, Salvador e Paoli protagonisti dell’operazione frutta in Fvg.

 

 

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Quanta burocrazia in Europa! – «Tutti ci aspettavamo una nuova politica agricola europea che fosse più semplice e sburocratizzata. E invece ora ci troviamo di fronte a un sistema più complesso che rischia di mettere in difficoltà le realtà locali». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo – come già riferito ieri – a Palmanova all’assemblea regionale della Confederazione italiana agricoltori. Alla presenza del nuovo presidente dell’associazione degli agricoltori Franco Clementin, l’esponete dell’esecutivo regionale ha focalizzato l’intervento sul nuovo sistema che di fatto sta creano non poche difficoltà all’intero comparto. «Ci troviamo – ha detto Zannier – di fronte a un cambio di paradigma che però non ha semplificato la situazione. In passato potevamo contare su un primo pilastro nazionale e poi un programma di sviluppo rurale regionalizzato che teneva in considerazione le esigenze espresse a livello locale. Adesso, invece, siamo alle prese con un piano strategico nazionale di cui non si comprendono ancora le definizioni complessive e sul quale le Regioni si sono trovate a discutere su temi mai affrontati in passato. In questo clima di grande incertezza e confusione sarà difficile che le 21 Regioni riescano a trovare un piano unico di condivisione. Rispetto al passato – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – avevamo chiara evidenza di come fosse strutturato un programma di sviluppo rurale, quali erano le matrici che lo generavano e come venivano declinate sul territorio, sapendo quelle che erano le capacità di intervento all’interno di una regolamentazione comunitaria. Oggi, invece, si apre uno scenario completamente diverso caratterizzato da un confronto tra regioni per trovare gli accordi economici, uscendo dal criterio storico che vedeva distribuito il 50 per cento delle risorse a sei regioni e la parte rimanente a tutte le altre. Sarà questo un percorso difficile ma sul quale in qualche modo si troverà la quadra. Diverso sarà invece il ragionamento quando si dovranno mettere a fattor comune le esigenze di regioni profondamente diverse tra di loro. Per superare questa difficoltà – ha concluso Zannier – sarà necessario definire all’interno del piano strategico nazionale delle linee sufficientemente ampie che lascino così poi lo spazio per una sua declinazione a livello territoriale».

I giovani e l’enogastronomia – «Valorizzare il sistema della ristorazione, attraverso percorsi virtuosi di formazione e di trasmissione della conoscenza ai giovani studenti, significa valorizzare il prodotto primario, quindi il prodotto agricolo, che con l’enogastronomia è un tutt’uno, specialmente per il Friuli Venezia Giulia. La filiera complessiva, difatti, parte dal campo e arriva sul piatto del consumatore. Oggi più che mai abbiamo la necessità di aumentare il livello di conoscenza e della capacità di valorizzare il prodotto tipico e di qualità: in questo modo sarà garantita una maggiore remunerazione dello stesso prodotto a livello primario». Sono le parole dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’evento “Fare Formazione. Cibo per la mente delle future generazioni del settore enogastronomico” all’Isis Bonaldo Stringher di Udine, cui ha preso parte anche il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione ambasciatori del gusto in collaborazione con Ministero e Rete nazionale istituti alberghieri (Renaia). «Per valorizzare il prodotto primario serve un approccio sia tecnico che culturale da trasmettere agli studenti attraverso percorsi di formazione di eccellenza come quelli che vengono promossi in istituti come lo Stringher. L’iter virtuoso presentato all’Isis di Udine illumina la mente dei giovani allievi, così capaci di guardare al prodotto primario come grande valore, da trasmettere attraverso passione e conoscenza. Una volta adulti, saranno loro a spiegarli e a raccontarli ai loro clienti: facendolo in modo consapevole, valorizzeranno un’intera filiera». Una considerazione anche sui giovani impegnati nel settore primario dell’agricoltura nella montagna del Fvg. «Ritenendo che ci fossero delle aree con maggiore necessità di intervento, per l’agricoltura dei giovani la Regione ha varato una specifica legge (Giovani agricoltori in montagna) che ha avuto rilievo a livello nazionale: siamo riusciti infatti a sostenere gli imprenditori agricoli giovani in montagna con formule contributive assolutamente fuori scala, con copertura dall’80 al 100% – ha detto Zannier -. Abbiamo lasciato ai giovani la libertà di scelta per le iniziative che volessero intraprendere e la possibilità di farlo in modo semplicissimo. In un’area dove tutti ritenevano che non ci fosse interesse abbiamo visto 150 nuove imprese che hanno aderito. Ciò dimostra che nella realtà ci sono ragazzi e ragazze che vogliono investire sul loro futuro anche in agricoltura; bisogna dotarli di strumenti validi, che li mettano nella condizione di essere artefici delle proprie scelte; l’Amministrazione regionale dà loro sostegno».

Aspettando la Fiera di Trento – In attesa di riaprire le porte della Fiera di Trento per accogliere gli oltre cento produttori dell’arco alpino che saranno i protagonisti della Mostra mercato sabato 26 e domenica 27 marzo, l’associazione Centrifuga presenta il Forum Vinifera, una serie di appuntamenti aperti al pubblico nati per avvicinare chiunque voglia conoscere o approfondire tematiche legate al mondo del vino e al territorio montano. In calendario undici incontri, di cui sei precedenti la Mostra mercato, che animeranno l’intero mese. Dopo l’appuntamento di sabato scorso dedicato alla birra, giovedì prossimo, alle ore 20, alla Bookique di Trento si parlerà invece di vino con Le diverse facce della Valpolicella. Revalpo, un’associazione di otto vignaioli locali artigianali, accompagnerà in una degustazione che metterà in evidenza le molteplici sfaccettature della Valpolicella, un territorio piccolo ma molto eterogeneo. L’indomani, venerdì, alle 18, a Palazzo Candelpergher di Nogaredo sarà la volta di Viti parallele. Un percorso lessicografico ed enostorico in Trentino Radici: il Dizionario dialettale lagarino, un archivio della memoria. Tralci: le parole del vino, un ponte tra passato e presente. Grappoli: l’enologia trentina tra fine Ottocento e inizio Novecento. Una chiacchierata accompagnata da stuzzichini e vini della Vallagarina introdotta da Marco Felceri e che vedrà gli interventi di Danilo Bettini, autore del Dizionario dialettale lagarino, e di Gabriele Galli, ricercatore di storia del vino trentino. Sabato, poi, alle ore 14, alla Cantina El Zeremia di Revò Revò against the machine dove l’esperto Nereo Pederzolli condurrà alla scoperta dei vini autoctoni della Val di Non. Dopo una breve passeggiata in vigna, un racconto accompagnato da buoni calici di vino – tra cui quello del recuperato vitigno storico “Maor” – e prodotti tipici a km 0. Due invece gli appuntamenti in programma al Leno Klandestino Ind. di Rovereto. Martedì 15 marzo, alle ore 19, Tre per Tre. 3 territori, 3 vini, 3 storie. Una serata in compagnia di tre vignaioli artigianali provenienti da tre territori diversi – veneto, trentino e altoatesino – che racconteranno le loro storie e quelle dei loro vini, intimamente legate al loro territorio, proponendo in assaggio i vini che più li rappresentano. Venerdì 18, alle ore 18, l’appuntamento con Nel nome del padre, della vite e del vino, presentazione del libro di Flavio Demattè, a cura del giornalista Walter Nicoletti: una storia di un territorio e della sua gente, fra tradizioni, ricordi e curiosità; un libro da «degustare», assaporandone i diversi aromi: racconto, testimonianza, ma anche strumento pratico per meglio comprendere l’affascinante mondo dei vigneti. Le prenotazioni sono disponibili qui: https://www.eventbrite.com/cc/forum-vinifera-2022-eventi-117939. Durante la Mostra Mercato, invece, gli appuntamenti saranno sabato 26, alle ore 11, Piwi Doc: i vini resistenti nelle denominazioni di origine, un dibattito sull’evoluzione normativa che prevede l’utilizzo dei vitigni resistenti all’interno delle denominazioni di origine e sulle opportunità che ne derivano moderata dal giornalista Maurizio Gily, mentre alle ore 14.30 la degustazione condotta da Matteo Gallello Oltralpe: suggestioni biodinamiche da oltreconfine dedicata ai produttori dell’associazione francese Vignerons de Nature. Domenica, invece, alle ore 11, ci sarà il laboratorio di analisi gusto-olfattiva Bee The Future – mieli, erbe, pane, e alle ore 14, Tra 0 e 1, presentazione ufficiale del numero 0 della rivista Verticale, il nuovo interessante magazine dedicato alle verticali del vino, in compagnia di Jacopo Cossater, Matteo Gallello e Nelson Pari seguito da una degustazione. Tutte le info, il programma completo e l’elenco dei produttori italiani ed esteri presenti alla Mostra Mercato su www.viniferaforum.it

Un brindisi dedicato a tutti i papà – C’è chi condivide il momento con i propri cari, chi invece corre in pasticceria per gustare una golosa zeppola di San Giuseppe. Il 19 marzo è l’occasione perfetta per brindare a tutti i papà e perché non farlo con un calice di vino? Per la festa del papà, Studio Cru racconta la storia di 7 padri fondatori che hanno saputo racchiudere in un vino, in una cantina, in un’azienda vitivinicola l’anima di un territorio e i ricordi di famiglia. Si tratta di: Castello di Cigognola, Cuvée dell’Angelo Blanc de Noirs; Giannitessari, Dosaggio Zero Lessini Durello Riserva Doc; Cantina Tramin, Troy Chardonnay Riserva 2018; Monte del Frà, Colombara Veronese Igt – Garganega 2017; Roeno, Roeno – Il Vino del Fondatore; Cecchetto, Raboso del Piave Doc; Monte Zovo, Amarone della Valpolicella Docg.

Quel Satèn 2017 in Franciacorta – Spesso dalle difficoltà nascono rarità eccellenti: è questo il caso del Satèn 2017 di Mosnel, Franciacorta, che ha raggiunto un’ottima qualità in un’annata che verrà ricordata per la gelata straordinaria di aprile, che ha quasi dimezzato la quantità di uve vendemmiate nella denominazione. Nella nottata tra il 18 e il 19 aprile, infatti, le temperature minime hanno toccato un picco negativo di -2/-3 °C: gelate tardive di questa entità, nella terza decade di aprile, si verificano meno di una volta ogni quarant’anni. L’azienda di Camignone (Brescia), guidata dai fratelli Lucia e Giulio Barzanò, ha scelto di non produrre i millesimati 2017 Ebb, Parosé e Riserva, ma di puntare tutto sul Satèn, tipologia esclusiva della denominazione Franciacorta, per esprimere a pieno lo Stile Mosnel, inconfondibile fatto di lunghi affinamenti in cantina. Prodotto a partire dal 1996, il Satèn è tra i vini che meglio interpreta, per complessità e ricchezza, il terroir aziendale. Da solo uve Chardonnay e con un basso dosaggio zuccherino, asciutto ed elegante, il Brut Satèn presenta un perlage finissimo e suadente che avvolge il palato con la classica sensazione setosa di questa tipologia. Parte della cuvée fermenta e affina in barrique e dopo il tiraggio prosegue sui lieviti almeno 30 mesi. Il calice è intensamente dorato, al naso ricorda dapprima il mandarino e lo zenzero candito, ma compare subito una personalità maestosa, con aromi di caramello al burro e noci macadamia. Il sorso, pieno e complesso, ha note minerali e di frutta estiva. Cremoso e avvolgente, continua a mutare nel calice con sentori di pasticceria secca e lievi canditure, pur con una luminosa freschezza che seduce il palato. Un vino complesso, da degustare con attenzione, ideale se abbinato a tavola con primi piatti delicati, sorprendente con i risotti di verdure primaverili come gli asparagi. Il Satèn 2017 di Mosnel è disponibile in enoteche e ristoranti a partire da 30 euro.

 

Cia Fvg, Clementin nuovo presidente. “Ora basta con l’agrovoltaico a terra”

Franco Clementin è il nuovo presidente Fvg di Cia – Agricoltori italiani. Lo ha eletto, all’unanimità, l’assemblea dei delegati del sindacato agricolo friulano riunitosi a Palmanova. Clementin, 63 anni, è un imprenditore vitivinicolo di Aquileia e, in quanto tale, per un mandato ha anche ricoperto la carica di presidente del Consorzio di tutela dei vini della Doc Friuli Aquileia.
Il suo intervento programmatico ha evidenziato la necessità che la nuova agricoltura del Friuli Venezia Giulia accolga e affronti le sfide della digitalizzazione, dell’innovazione e della modernizzazione in senso lato. Le produzioni di qualità dovranno essere al centro delle politiche di valorizzazione e della lotta ai cambiamenti climatici, integrandosi con il turismo e le reti territoriali connesse con l’artigianato, la ristorazione, l’ospitalità e la ricerca. Intervenendo sulle tematiche più attuali, Clementin ha sottolineato la contrarietà di Cia Fvg all’agrovoltaico a terra che produce un non più tollerabile consumo di suolo. «In questo senso – ha spiegato -, la transizione energetica deve indirizzarsi prioritariamente verso l’utilizzo a fini energetici delle coperture, anche industriali, e delle aree dismesse».
«Questa assemblea – ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier – crea i presupposti per vedere lavorare il mondo agricolo in maniera unita nella soluzione dei problemi. Uno dei principali è legato alla costante richiesta di sburocratizzazione del settore della quale siamo consapevoli, ma ci troviamo di fronte un’Europa che, sul tema, manda segnali contrastanti».
Secondo il presidente nazionale di Cia – Agricoltori Italiani, Dino Scanavino: «La nostra indipendenza organizzativa ci rende autorevoli nel confronto delle istituzioni, così pure le nostre idee e visioni programmatiche. La sfida della transizione ecologica va trasformata in valore, dagli agricoltori, modificando i propri comportamenti produttivi in sintonia con le richieste dei consumatori, e facendoseli pagare».

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In copertina, il neo presidente Franco Clementin; qui sopra, l’intervento dell’assessore Zannier all’assemblea di Cia Fvg a Palmanova.

 

AGRIFLASH.FVG – E non solo

Le foreste Fvg a Dubai – “In Friuli Venezia Giulia il legno e le foreste rappresentano elementi fondamentali del paesaggio. Si tratta di una risorsa rinnovabile e sostenibile di circa 330 mila ettari che si trova sia nell’arco alpino che in quello pedemontano. Ogni anno aumenta infatti di un milione di metri cubi”. Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenendo online alla Giornata dedicata al Friuli Venezia Giulia durante l’Expo organizzato a Dubai. “Questa risorsa che ci garantisce acqua e aria pulita può entrare nei cicli produttivi dei nostri artigiani e delle nostre aziende, garantendo ogni anno l’immagazzinamento – ha spiegato Zannier – di circa un milione di metri cubi di CO2 derivanti solamente dall’accrescimento del nostro patrimonio boschivo che occupa il 40 per cento del territorio regionale”. “Attraverso una gestione sostenibile di questo patrimonio forestale, che rispetta i protocolli previsti dal Programma di valutazione degli schemi di certificazione forestale (Pefc), siamo in grado – ha rimarcato l’assessore – di garantire una serie di azioni che continueranno ad avere effetti positivi nel tempo”. “Già oggi abbiamo la possibilità di avere sul nostro territorio del legname di grande qualità come quelli che vengono definiti abeti di risonanza con i quali – ha specificato Zannier – vengono costruiti gli strumenti musicali apprezzati in tutto il mondo”. “Più che parlare di risonanza, è bene provare direttamente cosa significhi tutto questo. Proprio per fare sentire la magia dei nostri boschi grazie alla trasformazione dell’abete rosso – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – abbiamo realizzato un “woofer” per ascoltare, con un semplice telefono cellulare, il suono del Friuli Venezia Giulia”. “Una magia che adesso è possibile ascoltare in modo virtuale nella speranza – ha concluso – che a breve in molti possano provare queste sensazioni di persona visitando il nostro territorio e le nostre magnifiche foreste”.

Campoformido e il Parco del Cormôr – “Iniziative come quella di oggi si inseriscono in un mosaico più ampio in cui l’Amministrazione regionale è coinvolta con il proprio servizio Biodiversità nella tutela di riserve, oasi naturalistiche, parchi comunali e intercomunali. Si tratta di un sistema ben strutturato che ha il suo fondamento nella legge regionale 42/1996, recentemente aggiornata a 25 anni dalla sua prima stesura, e che è fondamentale per la conservazione del patrimonio naturalistico”. Sono le parole con cui l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha rivolto il plauso della Regione Fvg alla presentazione del progetto di valorizzazione del Parco del Cormôr di Campoformido, che si è svolta nella sede della Regione a Udine, alla presenza, tra gli altri, dei sindaci di Campoformido Erika Furlani e Udine Pietro Fontanini. “I parchi cittadini hanno il proprio valore aggiunto nella prossimità alle zone urbane, dove garantiscono una fruibilità elevata del patrimonio naturalistico – ha detto Zannier -. Da qui la necessità di fare informazione, divulgazione e realizzare esperienze organizzate che consentono, attraverso la conoscenza, la possibilità di conservare al meglio le aree verdi, con particolare riguardo alla tutela dei prati stabili e delle colonie di api nelle loro varie specie”. Il progetto si articola in un pieghevole, redatto dalle guide Laura Fagioli e Pierino Picco, con le fotografie di Marzio Moretti, che presenta in modo agile e immediato il Parco comunale, una vasta area tra il sottopassaggio della ferrovia, Villa Primavera, Parco Riviera e il letto del torrente Cormôr, fino al guado di Basaldella. Di notevole interesse naturalistico per la conoscenza dell’ambiente boschivo e della flora spontanea della nostra regione, ha un’estensione di 82 ettari, tra cui altre aree pubbliche e private ritenute indispensabili al mantenimento dell’equilibrio ecologico e delle caratteristiche ambientali. La divulgazione si avvale inoltre di una serie di video realizzati dal regista Massimo Garlatti-Costa per la promozione a livello locale dei prati stabili e a livello globale della tutela dell’ape nelle sue varie specie (sono oltre 800 quelle presenti in regione). Il piano di valorizzazione, infatti, intercetta anche la vocazione di Campoformido come “Comune amico delle api” e il progetto di FederSanità Anci regionale “Fvg in Movimento-10mila passi di salute”. Vi hanno lavorato, coordinati dal vice sindaco di Campoformido Christian Romanini ideatore delle iniziative, i professori Francesco Nazzi, Pietro Zandigiacomo, Desiderato Annoscia dell’ateneo di Udine e Paola Visentini, direttrice del Museo Friulano di Storia Naturale che sono partner del progetto. “È importante – ha sottolineato Zannier – che in questo contesto si inserisca anche la creazione di un centro visite naturalistico in via di allestimento nell’antico Mulino di Basaldella sulle sponde del Cormôr e della Roggia di Udine, uno dei rari esempi di restauro conservativo perfettamente funzionante con il sistema molitorio originale”. Il depliant sarà distribuito alle scuole del territorio, nelle attività commerciali del comune, presso l’Università di Udine, tramite FederSanità Anci FVG, e infine grazie all’accordo con Comune di Udine e Regione anche negli infopoint della zona.

L’esempio di Acqua Dolomia – “Per la Regione è un motivo di orgoglio la presenza nella montagna pordenonese di una realtà come Acqua Dolomia: un’azienda esemplare perché ha dimostrato anche in questo periodo non facile la capacità di perseguire la qualità con obiettivi di marketing accurati e mirati, tenendo fede a un percorso di investimenti destinato ad assicurare un’ulteriore espansione dell’attività e a garantire solidità anche dal punto di vista occupazionale. Un elemento, quest’ultimo, che risulta essenziale per l’economia dell’area montana specialmente in questo periodo”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali e alla montagna, Stefano Zannier, intervenuto a Pordenone, nella sede di Unindustria, alla conferenza annuale di presentazione dell’attività e del bilancio di Acqua Dolomia, l’azienda che produce acque minerali e ha sede nella Val Cimoliana, nelle Dolomiti friulane. Ed è proprio nel luogo scelto dai fondatori per realizzarvi la sede dello stabilimento nel quale vengono imbottigliate le acque captate nel cuore della valle, ha spiegato l’amministratore delegato, Gilberto Zaina, che sta la ricetta della qualità e del successo del prodotto: l’acqua utilizzata viene infatti filtrata per quarant’anni dalle rocce alcaline di origine fossile delle Dolomiti friulane e risulta così essere particolarmente alcalina e ricca di ossigeno. La ricetta di sviluppo industriale di Dolomia, ha aggiunto Zannier intervenuto assieme al presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti, rappresenta un vanto per l’intero Friuli Venezia Giulia. Dolomia è infatti tra le prime aziende ad avere aderito al marchio ‘Io sono Friuli Venezia Giulia’. “Potrà così esportare – ha detto ancora l’assessore – l’immagine di una regione in grado di risollevarsi e ripartire anche dalla pandemia”. “Dolomia – ha concluso Zannier – è dunque il simbolo di una scelta imprenditoriale vincente; il suo impegno potrà stimolare altri imprenditori a credere e a investire nella montagna friulana, per rafforzare il tessuto economico produttivo locale e dare prospettive al territorio e alla sua gente”.

Vola il fatturato di Labrenta – Azienda di Breganze specializzata in soluzioni di chiusura per il settore wine&spirits, Labrenta ha concluso il 2021 con un fatturato complessivo di 20 milioni di euro, doppiando il risultato dell’anno precedente. La crescita aziendale è legata all’exploit dell’azienda vicentina nei mercati americani ed europei, in particolar modo di Messico, Regno Unito, Centro Europa e lo straordinario +128% di vendite registrato negli Stati Uniti. Tali risultati sono stati possibili grazie a importanti azioni programmatiche, tra cui l’arricchimento dell’organico con cinquanta nuove assunzioni divise tra Italia, Brasile e Messico. Entrambe le sedi americane, inoltre, evidenziano una crescita a tripla cifra percentuale rispetto al 2020. Le richieste del mercato riguardano soprattutto i prodotti a basso impatto ambientale, prime tra tutte le chiusure a base di legno certificato FSC® e di Sughera®, materiale rivoluzionario brevettato da Labrenta composto da granina di sughero naturale e polimeri plastici. “Nonostante la perdita di fatturato che ha contraddistinto il primo periodo di pandemia, abbiamo scommesso in sostenibilità, ricerca&sviluppo e impianti all’avanguardia perché la nostra forza risiede in una visione imprenditoriale lungimirante – afferma Gianni Tagliapietra, ad di Labrenta – Per questo abbiamo investito nella partnership con Mixcycling, start-up innovativa con expertise nella realizzazione di materiali rispettosi dell’ambiente, e in progetti come il nuovo reparto legno-torneria della sede di Breganze, inaugurato nel 2020. Il tutto per offrire ai nostri clienti soluzioni di qualità in modo tempestivo”. Gli sforzi sostenuti dall’azienda sono stati ripagati: a fronte di una previsione di crescita del 50%, il fatturato finale è andato ben oltre le aspettative. A suggellare l’andamento positivo anche alcuni riconoscimenti autorevoli, l’ultimo de Il Sole 24 Ore che ha inserito Labrenta nella classifica delle 200 imprese italiane leader nell’export. L’eccellente 2021 prepara la strada a un 2022 con ottime prospettive, messe nero su bianco grazie a un piano biennale 2022-2024 di sviluppo, ampliamento e strutturazione dei reparti produttivi. Il progetto implica la managerializzazione del gruppo, con l’ingresso di Stefano Romoli – nuovo direttore vendite con forte esperienza nel settore packaging –, il deposito di tre brevetti entro il primo quadrimestre e l’assunzione di 30 profili specializzati.

Bardolino tra le Note in Rosa – In primavera tornano i concerti di 100 Note in Rosa, la rassegna musicale che coinvolge ristoranti e winebar di Verona, della provincia e del lago di Garda, portando nei plateatici il Chiaretto di Bardolino e la musica live di numerosi musicisti emergenti. Nel frattempo, a sancire l’impegno del vino rosa gardesano a favore della musica giovane, è uscito il videoclip della band Le Cose Importanti, girato tra Verona, le spiagge del Garda veronese e i vigneti del Chiaretto. “Il vino è la musica della terra, la musica è il vino dell’anima e dunque per noi che facciamo vino è naturale essere accanto a chi fa musica. E poi il Chiaretto di Bardolino, con la sua freschezza giovanile, è il perfetto complemento della buona musica in una serata piacevole trascorsa in città o sulla spiaggia”, dice Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino. Tutto pronto, dunque, per la terza edizione della rassegna di 100 Note in Rosa, che nel 2021 ha visto il cartellone arricchirsi continuamente di nuove date, protratte ben oltre la fine dell’estate. Per la lunga serie di questi aperitivi musicali, anche quest’anno il Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, ideatore dell’iniziativa, rinnova la partnership con il formaggio Monte Veronese Dop. “Siamo felici – dice Alfonso Albi, presidente del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese Dop – che i nostri formaggi siano di nuovo tra i protagonisti di 100 Note in Rosa, assieme alla buona musica e al Chiaretto di Bardolino, con il quale si abbinano perfettamente, nei luoghi di ritrovo della città e della provincia di Verona, oltre che del lago di Garda. Durante le serate della rassegna si creerà quell’atmosfera di convivialità e festa che non vediamo l’ora di rivivere”. Sempre all’insegna del motto che “squadra che vince non si cambia”, la direzione artistica e la promozione di 100 Note in Rosa sono nuovamente affidate a Doc Servizi e a Studioventisette, che sono anche le realtà che hanno prodotto e lanciato il video musicale del brano Come Si Fa della band Le Cose Importanti, patrocinato dal Consorzio del Chiaretto di Bardolino e presentato lo scorso anno a Verona in Love, nel cui ambito fu vincitore del Premio Arte d’Amore 2021, iniziativa alla quale il Consorzio bardolinese ha rinnovato il supporto anche per il 2022. Il videoclip, ambientato fra il capoluogo scaligero e la sponda orientale del Garda, tra i filari dei vigneti e con riprese subacquee, evidenzia poeticamente il legame del territorio veronese con la terra e l’acqua.