Cambia il Vigneto Fvg, nella Guida Top anche un assaggio di vini… resistenti

di Giuseppe Longo

CORNO DI ROSAZZO – C’è anche un assaggio di vini da viti “resistenti” nella Guida Top 2022 presentata ieri pomeriggio a villa Nachini Cabassi, dopo l’anteprima che era avvenuta al Vinitaly di Verona. Non poteva non farne cenno, descrivendo il vademecum enologico di cui è “anima” tecnica assieme a Paolo Valdesolo, il perito agrario Giovanni Cattaruzzi, il quale ha messo l’accento proprio su questo nuovo, straordinario progresso nella vitivinicoltura nostrana, tanto che finirà per “rivoluzionare” almeno in parte il Vigneto Fvg all’insegna della sostenibilità ambientale, valore di cui si sente sempre più pressante bisogno. Per cui non sarà lontano il giorno in cui “Top Vini Friuli Venezia Giulia” dedicherà un’attenzione speciale a queste nuove produzioni della nostra regione – con l’Università di Udine, l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo – in una posizione leader a livello nazionale grazie alle nuove quattordici varietà che richiedono meno trattamenti chimici e quindi garantiscono maggiore rispetto dell’ecosistema.

 Da sinistra, Valdesolo, Biasi, Gambarotto, Tiziana Pittia, i premiati e Cattaruzzi.


Alla seconda uscita, tradotta in due lingue (inglese e tedesco), in prodotto cartaceo che sfida la dura crisi della stampa tradizionale, come ha detto il suo editore Nicolò Gambarotto, la Guida recensisce una cinquantina di aziende con oltre duecento vini prodotti nelle varie e prestigiose Doc, offrendosi quindi come utile strumento per mettere a disposizione degli eno-appassionati un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole nella variegata offerta enologica del Friuli Venezia Giulia. La Guida è un utile compagno di viaggio anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali, sempre più frequenti, e che in questo volume hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione ha realizzato un importante accordo di promozione con Agrifood Fvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” lodevolmente promosso dalla nostra Regione a difesa e valorizzazione del nostro “Made”.
Alla presentazione sono intervenuti il consigliere regionale Mauro Di Bert, che ha portato il saluto del governatore Fedriga e dell’assessore Zannier, sottolineando la vicinanza dell’Istituzione non solo a “Top” – che colma una lacuna nella nostra regione dopo la positiva, ma da tempo ormai conclusa, esperienza della Guida ai vini Fvg dell’allora Camera di commercio di Udine -, ma anche all’intero settore vitivinicolo, il sindaco di Corno di Rosazzo Daniele Moschioni, che per il secondo anno consecutivo ha messo a disposizione gli spazi della storica dimora per questo progetto editoriale, Nicola Biasi, presidente delle commissioni di degustazione, Egon Vazzoler, neo vicepresidente di Assoeneologi Fvg (quindi braccio destro di Matteo Lovo), Enos Costantini, prolifico divulgatore di cultura agraria (bella e interessante la sua disquisizione sulla Ribolla, vino storico da riportare ai fasti di un tempo) e Ben Little, artista e sommelier, irlandese ma che ha scelto di vivere in Friuli, “innamorato” dei suoi vini e in particolare del Pignolo, gemma ritrovata dei Colli orientali, a proposito del quale ha parlato di un vero e proprio “rinascimento”. All’incontro sono intervenuti anche Paolo Valle, presidente del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo, che ha sede proprio a villa Nachini, il preside dell’Istituto tecnico agrario di Gradisca d’Isonzo, Marco Fragiacomo, e Michele Biscardi per la Fondazione Italiana Sommelier.

I premi con Costantini, Gambarotto e Little.

Come detto, la Guida nel suo dettaglio è stata descritta da Nicolò Gambarotto per l’Editoriale Top, Tiziana Pittia per Espressione e, appunto, da Giovanni Cattaruzzi per il suo Studio Tecnico Agrario. Nei vari interventi è stata posta risalto la cultura tipica del nostro territorio dedicata al vino e alla capacità di creare prodotti straordinari e di grande valore (e non solo bianchi, sebbene questi rappresentino la stragrande maggioranza) che hanno conquistato grande notorietà ovunque nel mondo. Tanto da non temere confronti, ovviamente, in fatto di qualità. Nelle pagine dedicate alle aziende sono riportati i vini presentati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto dei vini. Nella descrizione delle cantine si trovano una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, su raccolta, vinificazione e affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, sulla ricordata sostenibilità ambientale. Le schede delle aziende, inoltre, ospitano i servizi offerti, come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e la possibilità di effettuare acquisti online attraverso il proprio e-commerce.
La Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” racchiude, come si diceva, la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata appunto da Paolo Valdesolo. Il primo, quarantenne, nel 2020 ha conquistato il titolo di Miglior Giovane Enologo d’Italia ed è stato “cult oenologist” per il Merano Wine Festival nel 2021; il secondo notissimo enologo di lungo corso e con una forte visione e disponibilità per il futuro del settore in Friuli – che, vicentino di origine, ha fatto diventare la sua terra -, seppure da un paio d’anni sia in meritata pensione.


Terminate le presentazioni, l’incontro – che ha richiamato una folta partecipazione – si è concluso con la consegna degli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione

Le tre T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti:
Chardonnay 2019 – Collio – Marcuzzi – San Floriano del Collio
Sauvignon 2019 – Friuli Colli Orientali – Meroi – Buttrio
Sauvignon 2020 De la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva
Merlot 2016 Graf de la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva

E per i premi speciali autoctoni Ribolla gialla e Pignolo:
Ribolla gialla 2019 Trebes – Collio – Attems – Capriva
Pignolo 2017 – Friuli Colli Orientali – Scarbolo – Cividale

La Guida ospita il 10% di cantine in più con 213 vini, rappresentativi di tutte le DOC del Friuli Venezia Giulia.
55 aziende partecipanti rispetto al 2020
213 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti
78 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi.
5.000 le copie stampate per la prima edizione
La Guida, realizzata in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) sarà distribuita presso le edicole ed è acquistabile online dal sito www.toptasteofpassion.it

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In copertina, il consigliere regionale Di Bert con Valdesolo e Gambarotto. (PhotoLife)

A Cordenons il “Salotto dell’asparago” eccellenza (750 quintali) dei Magredi

Fino a domani, 25 aprile, Cordenons ospita il “Salotto dell’asparago”, un evento realizzato assieme alla Pro Cordenons e alla Camera di commercio di Pordenone Udine – Azienda Speciale ConCentro giunto alla sua terza edizione. All’inaugurazione tra gli stand di piazza della Vittoria c’era anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, che ha indicato nell’asparago cordenonese uno dei prodotti d’eccellenza del territorio inserito in una filiera sostenibile che include la trasformazione, la promozione e la ristorazione.
Proprio la presenza di ristoratori di qualità è indicata dalla Regione Fvg come uno dei valori aggiunti essenziali per far conoscere e apprezzare i prodotti locali e inserirli nella variegata offerta turistica del territorio che in quest’area include la bellezza tipica dei Magredi. L’asparago di Cordenons si fregia di una denominazione comunale (Be.Co.), estesa anche alla trota iridea e alle nocciole, una produzione cresciuta molto negli ultimi anni. La produzione di asparago bianco cordenonese conta 15 ettari di coltivazioni per 750 quintali l’anno prodotti.
Per la Regione, che sta puntando sul marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, comunicare il valore del prodotto e dell’area in cui è realizzato è il primo passo per creare le condizioni di attrazione e riconoscibilità del marchio stesso. Condizioni che poggiano sulla sostenibilità sia dal punto di vista ambientale, sia economico e sociale; uno dei tasselli della filiera “Io Sono Fvg” si fonda infatti sulla rete di distributori locali e sulla garanzia di una giusta remunerazione ai produttori.
Il salotto dell’asparago è stato definito un’iniziativa esperenziale di promozione dei prodotti tipici perché offre la possibilità di assaporare l’asparago nelle tante declinazioni culinarie presenti tra gli stand espositivi. Sono previsti anche tour gratuiti per il pubblico nelle asparagiaie per raccogliere gli ortaggi, continuando poi con visite guidate ai Magredi e alle risorgive del fiume Noncello. Tutti i video promozionali dell’evento sono stati realizzati dagli studenti del Liceo artistico cittadino “Galvani” nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro con la Camera di commercio.

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In copertina, mazzi con gli asparagi bianchi di Cordenons. (Foto Arc Savi)

Sipario sul Vinitaly, che successo per i produttori del Vigneto Fvg!

Sipario sceso, nella giornata di ieri, sul Vinitaly di Verona, dove un grande successo è stato ottenuto dai produttori vitivinicoli del Friuli Venezia Giulia. Soddisfazione è stata espressa dal governatore della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che, l’altro pomeriggio, ha visitato gli stand delle aziende assieme all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e all’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini. Per questo importante appuntamento, che è tornato finalmente in presenza dopo il lungo periodo pandemico, la regione si è infatti mossa compatta.
Il governatore, come riferisce Arc, ha sottolineato come sia importante fare squadra, mettendo insieme armoniosamente e sinergicamente le forze, in modo che tutti gli attori coinvolti ne traggano beneficio; ha ricordato poi come gli imprenditori dell’agroalimentare in Friuli Venezia Giulia siano riusciti a lavorare con lungimiranza, uniti, e promuovendo l’intero territorio in Italia e all’estero: tra questi ha citato, ad esempio, anche il prosciutto San Daniele e il formaggio Montasio, i due grandi prodotti Dop del Made in Fvg. Fedriga ha quindi ricordato il marchio “Io sono Friuli V enezia Giulia”, che veicola valori ed eccellenze in modo chiaro e semplice, non solo sotto il profilo enogastronomico ma anche per quanto riguarda la cultura, l’arte e lo sport, all’insegna della sostenibilità, e come sia importante non solo guardare al domani ma anche al dopodomani.
L’assessore Zannier ha invece ricordato che, quando si parla di un sistema del mondo agroalimentare, si parla di un sistema di attività e azioni che devono essere interconnesse tra loro per raggiungere l’obiettivo. Ha messo in evidenza la lungimiranza dei produttori che hanno lavorato in squadra, determinando una crescita, rappresentando un valore aggiunto per tutte le aziende e per tutto il territorio che oggi sta beneficiando, appunto, di questa azione collettiva. Ha rimarcato anche quanto sia importante valorizzare ogni peculiarità territoriale locale e come le produzioni del comparto primario non arrivino mai da sole alla tavola, ma sempre in abbinamento. È stato convenuto unanimemente come sia necessario puntare sulla sinergia, in forma sostenibile, tutelando il territorio, per far parlare una sola lingua alle eccellenze enogastronomiche della nostra regione. In abbinamento anche con lo sport e la cultura: sono stati ricordati in tal senso la celebre regata velica Barcolana e la Mitho marathon che promuove tra i runners i siti Unesco del Friuli Venezia Giulia.
Assieme al governatore e all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, in visita agli stand del Fvg anche l’assessore Bini che ha ricordato l’importanza di appuntamenti come questi, vetrine di promozione internazionali delle eccellenze della nostra regione. Un evento, quello di Vinitaly, che ha mostrato ancora una volta la forza delle aziende Fvg e la loro capacità di crescere, di fare squadra e di trovare le migliori soluzioni per trasformare anche le difficoltà in opportunità, in particolare negli ultimi due anni segnati dalla pandemia, e non solo.

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In copertina, il presidente Fedriga con gli assessori Zannier e Bini; qui sopra, l’ingresso al mega-stand del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly di Verona.

 

 

Il Vigneto Fvg con Ribolla e Sauvignon protagonista al Vinitaly che riparte

(g.l.) Ha tutte le caratteristiche per entrare nella storia enologica del nostro Paese, il 54° Vinitaly apertosi ieri alla Fiera di Verona dove si protrarrà in un crescendo di iniziative e proposte fino a mercoledì. E dove grande protagonista, come del resto è sempre avvenuto, è il Vigneto Fvg, sia in forma associata – attraverso il megastand dell’Ersa con una ottantina di produttori -, sia individuale. Espresso anche dalle Città del Vino, presenti con Duino Aurisina leader nazionale per il 2022.

Tavola rotonda col ministro Patuanelli.

«È l’edizione della ripresa, segue un 2021 incredibile con 7,100 mld di esportazioni: l’exportagroalimentare ha fatto tutti i record, è una filiera forte, che funziona», ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla cerimonia di inaugurazione, certificando proprio il carattere storico del Salone, il più importante evento enologico del Belpaese, che finalmente riparte dopo l’interminabile stop causato dall’emergenza sanitaria. Ad accogliere il rappresentante del Governo Draghi, il presidente e il direttore generale di Veronafiere, rispettivamente Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il Presidente Ice, Carlo Ferro, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il presidente della Provincia di Verona, Manuel Scalzotto.
Patuanelli dal palco dell’auditorium Verdi ha sottolineato l’importanza che riveste il ritorno in presenza di Vinitaly, manifestazione di riconosciuto prestigio che nel tempo è riuscita ad interpretare e favorire la crescita di un grande prodotto italiano divenuto simbolo del Made in Italy nel mondo. Vinitaly, come ha evidenziato il ministro, arriva in un momento particolarmente critico non solo per l’agroalimentare, ma per tutto il pianeta, a causa della crisi geopolitica in atto in Ucraina, il cui conflitto ha acuito un contesto già difficile a causa delle problematiche dovute alla pandemia Covid e ai costi energetici.
Il titolare del dicastero di via XX Settembre, dopo aver elencato i numeri da record dell’export del settore vino, ha sottolineato come l’Italia debba puntare a essere il primo produttore nel mercato internazionale, un obiettivo da raggiungere perché il vino rappresenta il nostro Paese nel mondo e ci sono tutte le possibilità di far crescere la filiera vinicola italiana. Il Governo, ha infine assicurato Patuanelli, è al lavoro sia a livello nazionale, che in Europa, per attuare tutte le misure necessarie per proteggere i mercati e riprendere, quando sarà possibile, tutte le attività di promozione. Dal palco della 54ma edizione del Vinitaly ha poi anticipato l’arrivo di un nuovo decreto dopo Pasqua per il caro-prezzi, tema centrale in questo momento per tutti i settori produttivi.

Tiziano Venturini con Buttrio.

Ma dicevamo del Friuli Venezia Giulia. Il Vigneto Fvg dimostra di essere una forza nell’ambito della produzione enologica potendo vantare il miglior Sauvignon d’Italia. Un primato in campo vitivinicolo rafforzato anche dal prestigioso riconoscimento recentemente conferito a Duino Aurisina: Città italiana del vino 2022. Questo il concetto espresso a Verona dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura dello stand collettivo, dove la nostra regione è presente con 77 aziende vitivinicole e una promozione unitaria all’insegna della Ribolla gialla associata al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia“. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, dopo avere ringraziato il ministro dell’Agricoltura per la sua presenza allo stand Fvg, questa rappresenta una vera e propria nuova partenza dopo i due anni di sospensione dell’evento a causa dell’emergenza Covid. E proprio in ragione dei numeri ridotti in termini di partecipanti imposti in questa edizione dalle restrizioni anti-pandemiche, la Regione ha deciso di rinunciare agli spazi istituzionali per fare più posto agli espositori del territorio in quanto, come è stato rimarcato, il comparto vitivinicolo funziona se i produttori hanno l’opportunità di proporre le loro etichette.
L’assessore ha poi messo a fuoco il tema portante del padiglione Fvg di Vinitaly di questa edizione: la Ribolla gialla. Come è stato sottolineato, infatti, in questo specifico campo si è arrivati a un punto di svolta grazie alla condivisione messa in atto da tutti i produttori, che ha portato a una presentazione unitaria. Un progetto che punta a fare di questo grande vino autoctono uno dei simboli della regione enologica. Nel programma della rassegna, che si chiuderà appunto mercoledì 13 aprile, sono previsti incontri con i buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati Uniti.

Foto ricordo con Angelo Radica…

Alla giornata inaugurale di Vinitaly, presente dal Friuli Venezia Giulia anche lo “stato maggiore” delle Città del vino – rappresentate dal presidente nazionale Angelo Radica – guidato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini con il vice Maurizio D’Osualdo, esponenti della viticoltura di Buttrio e di Corno di Rosazzo sui Colli orientali del Friuli, e l’assessore Massimo Romita in rappresentanza di Duino Aurisina eletta, appunto, per l’anno in corso “regina” delle Città italiane. Nell’occasione è stato conferito il Premio Angelo Betti a Ilaria Felluga, in memoria del padre Roberto, storico viticoltore del Collio scomparso prematuramente lo scorso anno. E sono stati premiati i migliori vigneti d’Italia in base all’ormai famoso Indice Bigot volto all’esaltazione della qualità della produzione vitivinicola.

… e con il ministro Patuanelli.

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In copertina, il ministro Patuanelli e l’assessore Zannier alzano i calici di Ribolla con Rodolfo Rizzi, leader fino a pochi giorni fa di Assoenologi Fvg.

Riecco Vinitaly! Dai “vigneti qualità” alla Guida Top 2022 e all’etichetta trasparente

(g.l.) Torna il Vinitaly, finalmente! Sipario alzato da stamane, alla Fiera di Verona, sul più importante appuntamento enologico italiano e fra i primissimi a livello internazionale: un’occasione irrinunciabile per tastare il posto al settore in un momento molto delicato per l’economia, dopo due anni di emergenza pandemica che hanno influito enormemente soprattutto sulla ristorazione, intimamente legata al prodotto della vite, e tra le incertezze del momento dovute alla guerra in Ucraina e ai folli rincari di materie prime ed energia. Ecco tre appuntamenti previsti nell’ambito del Salone, dove anche in questo tanto atteso ritorno c’è una massiccia presenza del Vigneto Fvg, sia in forma individuale che attraverso la rappresentanza collettiva della Regione che conta una ottantina di aziende.

INDICE BIGOT – I migliori vigneti secondo l’Indice Bigot, il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un vigneto, verranno premiati da Giovanni Bigot, ideatore dell’Indice, durante un incontro che si terrà proprio oggi, giornata inaugurale, alle 14.30 in sala Bellini al padiglione 6. A ricevere il premio saranno le aziende i cui vigneti si sono classificati con un punteggio superiore ai 90 centesimi, grazie all’eccellenza nei nove parametri su cui è basato l’Indice: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. L’esperienza più che ventennale dell’agronomo friulano, assieme al suo team di Perleuve, ha permesso di quantificare in maniera oggettiva il potenziale qualitativo dei singoli vigneti e di migliorare il lavoro sul campo per innalzare la qualità delle uve e, dunque, dei vini. Alla presentazione interverranno anche Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Fvg, e Francesco Miniussi, direttore dell’Ersa.

I MIGLIORI VINI FVG – Mercoledì 13 aprile, ultimo giorno di Vinitaly, alle ore 12, nello Stand Ersa, si terrà la presentazione della “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” nel corso della quale saranno annunciati i risultati delle degustazioni. L’incontro, coordinato dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi ideatore della Guida, sarà poi seguito da un’ulteriore presentazione a Corno di Rosazzo (Villa Nachini Cabassi) per la consegna degli attestati attribuiti ai migliori vini Fvg.

FIVI-ADICONSUM – Il presidente della Fivi – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Lorenzo Cesconi, e il segretario nazionale di Adiconsum, Andrea Di Palma, hanno incontrato giovedì al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il sottosegretario Gian Marco Centinaio, in merito a una possibile riforma del sistema di etichettatura dei vini. L’esito dell’incontro è stato proficuo: l’esponente del Governo Draghi ha dato il via ad un gruppo di lavoro al fine di approfondire la tematica. La finestra di confronto si è aperta a seguito dell’invio della lettera congiunta che i Vignaioli Indipendenti e l’Associazione di consumatori avevano scritto in data 24 marzo al ministro Patuanelli e allo stesso sottosegretario Centinaio per chiedere la modifica del sistema di etichettatura dei vini considerata ormai superata, per rispondere alla richiesta di chiarezza e completezza di informazioni da parte dei consumatori. L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo, per questo è fondamentale che le indicazioni che contiene siano chiare e trasparenti: è uno strumento fondamentale per il consumatore che vuole acquistare in modo consapevole e sostenibile. Questa è la prima volta che un’associazione di produttori di vino e una di consumatori si uniscono per un’istanza comune. La strategia di comunicazione congiunta tra Fivi e Adiconsum per sensibilizzare sulla necessità di avere etichette complete e chiare sulle bottiglie di vino sarà presentata al pubblico e alla stampa a Vinitaly domani 11 aprile, ore 15, Area Fivi Padiglione 8 Stand D8-H9.

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In copertina, ecco come si presenta la “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”.

Scocca l’ora del Vinitaly: la Regione Fvg porta 77 aziende, protagonista la Ribolla

Scocca l’ora del Vinitaly, finalmente! Da domenica prossima a mercoledì 13 aprile la Regione Fvg si presenta, infatti, al tanto atteso Salone enologico con 77 aziende vitivinicole della collettiva Ersa e una promozione unitaria all’insegna del marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”. Il programma dei quattro giorni alla Fiera di Verona e le strategie regionali sono state illustrate ieri mattina a Udine dagli assessori regionali alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione.

Gli assessori Zannier e Bini.

«Siamo felici di tornare a Vinitaly in presenza – hanno commentato all’unisono i due rappresentati dell’Esecutivo Fedriga – anche se con spazi ridotti dalla scia pandemica, che ci hanno imposto di portare 77 aziende anziché gli oltre cento produttori a cui eravamo abituati. L’obiettivo comunque è stato quello di dare priorità alle realtà produttive, rinunciando ad una parte degli spazi istituzionali».
Per quanto riguarda il programma, la regina dello stand Fvg sarà la Ribolla gialla. Protagonista di diversi focus e degustazioni, sarà presentata ai buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati Uniti. «La Ribolla gialla è il vino simbolo del Friuli Venezia Giulia in cui troviamo rinchiuse le caratteristiche di questa regione: qualità, capacità, unità. Presenteremo la Ribolla come solo questa regione sa fare, ovvero in mille modi diversi e tutti d’eccellenza. C’è un’intima unione tra la regione e la presenza di questo vitigno che ne determina l’identità. Mancano alcuni passaggi relativi ai disciplinari di produzione, ma la sua promozione va avanti con convinzione», ha affermato Zannier.
Anche Bini è tornato sul concetto di unità, evidenziando che «quando si parla di enogastronomia e turismo non si può non giocare di squadra. Penso che in questi anni abbiamo costruito un sistema importante, per cui anche a Vinitaly si parlerà di vino così come di eccellenze gastronomiche a partire dai consorzi quali il Montasio, il San Daniele, l’olio Tergeste». Per i due assessori “il territorio è il nostro vero ed unico valore aggiunto e va comunicato in modo unitario”. Da qui la forte collaborazione con PromoTurismoFvg e l’annuncio, da parte dell’assessore Bini, della volontà della Giunta regionale di lanciare nel 2023 un grande evento internazionale dedicato al vino attorno a cui collocare anche le nicchie di eccellenza gastronomica. «Non vogliamo competere con Vinitaly, ovviamente – ha precisato Bini -, ma accendere un faro internazionale sulle peculiarità della nostra regione a partire dai luoghi e dai territori». Nel frattempo, PromoTurismoFvg ha dato il via ad una campagna di marketing televisiva con fondi regionali per 1,5 milioni di euro finalizzata a promuovere il Friuli Venezia Giulia sui palinsesti televisivi dei canali generalisti Mediaset e Dazn.
Alla presentazione ha preso parte anche Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg, che ha espresso ottimismo sia sui dati di tenuta del comparto vitivinicolo dopo due anni di crisi sanitaria, sia sulla possibilità di pronosticare una crescita del turismo enogastronomico in regione, spinta dall’integrità del paesaggio e dalla varietà dei territori, compatibilmente con la tenuta del contesto geo-politico.
Altri dettagli del programma riguardano la giornata di apertura con una degustazione anche di Pinot bianco del Collio, mentre nella giornata di chiusura due presentazioni speciali saranno dedicate al Tazzelenghe e alla Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia. Nelle giornate centrali due gli appuntamenti particolari: il primo su Italo Cosmo, Omaggio a un protagonista dell’ampelografia del XX secolo, uomo di scienza e divulgazione, appassionato alpinista, a cura della Itas Spilimbergo (lunedì pomeriggio); il secondo sulla dendrochirurgia: una cura contro il mal dell’esca. Dieci anni di sperimentazioni e ricerche tra Italia e Francia (martedì pomeriggio).

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In copertina, ecco lo stand collettivo nell’edizione 2019 prima della pandemia.

Prosciutto di Ragogna e Cipolla di Cavasso ora hanno il marchio Pat

Importante riconoscimento alla qualità di due prodotti tipici del Friuli: il Prosciutto di Ragogna, evidentemente “cugino”  se non “gemello” di quello ben più famoso di San Daniele, e la Cipolla rossa di Cavasso Nuovo, nell’Alta Pordenonese. Entrano, infatti, «a far parte dell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat), che viene implementato ogni anno dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, sulla base delle segnalazioni delle Regioni dei prodotti, scoperti o riscoperti, con un’anzianità documentata di almeno 25 anni», ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che appunto aggiorna l’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali.

Stefano Zannier


«La ventiduesima edizione dell’elenco suddivisa per regione comprende 181 prodotti del Friuli Venezia Giulia, più del doppio di quella del 2001, che ne contava 90 – spiega l’esponente della Giunta Fedriga -. Il Prosciutto di Ragogna è stato inserito su richiesta di un produttore locale, il prosciuttificio Fratelli Molinaro, mentre la Cipolla rossa su istanza dell’Associazione produttori di Cavasso Nuovo, che vedono così riconosciuta la loro peculiarità, come in precedenza era stato fatto per la Cipolla rosa della Val Cosa».
Secondo Zannier, si tratta di un passo avanti importante per i prodotti locali perché «ci sono tradizioni antiche che rischiavano di perdersi e che grazie a questo censimento sistematico hanno trovato nuovi produttori e nuovi consumatori. Ve ne sono altre che testimoniano la crescita del comparto agroalimentare e il consolidarsi di realtà produttive che si sono affacciate sul mercato negli ultimi lustri del secolo scorso. Per una regione piccola come la nostra, 181 prodotti oggi, che potrebbero essere 200 nel giro di pochi anni, sono un fiore all’occhiello, una testimonianza di attaccamento alle tradizioni e di fiducia nel futuro».

Il prosciuttificio Molinaro.

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In copertina, le tradizionali trecce con la Cipolla rossa di Cavasso Nuovo.

 

Stalle Fvg schiacciate dal caro prezzi: oggi i rischi in un vertice con Zannier

Allevatori del Friuli Venezia Giulia sempre più in affanno. Il rischio, infatti, è che in breve le aziende zootecniche decidano di chiudere e che non ci sia più latte da trasformare per la Gdo. A dare l’allarme è l’Associazione allevatori Fvg che denuncia la gravissima situazione vissuta dalle stalle in regione (e non solo), strozzate dai costi energetici più che raddoppiati di elettricità, gas e combustibili, dal costo delle materie prime per la coltivazione dei terreni, vedi sementi, concimi e fitosanitari, e ancora dei mangimi e concentrati per l’alimentazione degli animali. Un grido d’allarme trasformato anche in un appello che è stato subito raccolto dalla politica grazie all’interessamento del consigliere regionale Alberto Budai che ha informato l’assessore alle risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha immediatamente convocato, per oggi 30 marzo, un incontro per raccogliere le istanze dell’associazione allevatori e per portarle successivamente all’attenzione della Gdo e dei trasformatori.

L’assessore Stefano Zannier.

«Molti allevatori – spiegano Andrea Lugo e Renzo Livoni, rispettivamente direttore e presidente dell’Aafvg – hanno già inviato parte delle bovine allevate al macello per consentire di mantenere in vita gli animali rimasti in stalla e continuare a produrre il latte, ma nel giro di pochi mesi, i pochi animali rimasti non avranno più di che mangiare per sopravvivere».
La fiammata dei costi energetici, dei fertilizzanti e dei mangimi, peraltro pure di difficile reperimento dall’esplosione del conflitto in Ucraina, ha cancellato con un colpo di spugna i tempi del lockdown, «tempi – ricordano Lugo e Livoni – in cui la zootecnia in generale e quella da latte in particolare garantivano le produzioni ricevendo la gratitudine dei consumatori che nel frattempo prendevano d’assalto i supermercati spingendo le vendite della Gdo su del 25%».
Da mesi ormai la situazione è gravemente peggiorata. Il costo medio di produzione del latte, già nel 2021 (dati Ismea) era di 46 cent/litro, con un aumento medio del 7,4% rispetto all’anno precedente, a fronte di un rialzo dei prezzi del latte pagati agli allevatori limitato al solo 2,9%. Già l’anno scorso, il rapporto tra costi di produzione e prezzi di vendita aveva determinato l’annullamento della redditività del settore. Oggi quel rapporto si è ulteriormente deteriorato.
I vertici dell’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia fanno appello alla grande distribuzione: «Dev’esserci una presa di coscienza da parte della Gdo e del settore della trasformazione, ognuno deve fare la sua parte e riconoscere, almeno per qualche mese, un prezzo del latte alla stalla di 5 centesimi in più per consentire alle aziende di andare avanti mantenendo le produzioni», rivendicano Lugo e Livoni che avvertono: «Se non sarà così, a breve non ci sarà nemmeno latte da trasformare per la Gdo».
Come detto, oggi si terrà un incontro con l’assessore alle risorse agricole, Stefano Zannier, al fine di raccogliere le istanze dell’Associazione allevatori.

Il presidente Renzo Livoni.

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In copertina, bovine di razza Pezzata rossa allevate in Friuli Venezia Giulia.

 

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Le “viti resistenti” oggi a Gradisca – Obiettivo sulla nuova vitivinicoltura Fvg oggi a Gradisca d’Isonzo, dove si porrà l’accento sulle ormai note “varietà resistenti” che coniugano la qualità della produzione con la salvaguardia dell’equilibrio ambientale, richiedendo meno interventi chimici per la loro difesa dagli attacchi parassitari. Nel Teatro comunale, dalle 15 alle 18, si terrà infatti l’annunciato convegno sul tema “Le varietà e i vini resistenti del Friuli Venezia Giulia”, organizzato dal locale Isis “Brignoli-Einaudi-Marconi” con la collaborazione di Piwi Fvg e con il patrocinio del Comune di Gradisca. La maggior parte delle varietà di vite coltivate è colpita da ampelopatie causate da funghi, virus, fitoplasmi ed insetti verso i quali le piante non dispongono di resistenze intrinseche. La protezione da questi patogeni richiede pertanto un pesante ricorso a pesticidi, soprattutto nelle aree temperate, con piovosità ed umidità elevate. Nonostante la lotta fitosanitaria oggi sia condotta con principi attivi sicuramente più rispettosi dell’ambiente, la viticoltura resta l’attività agricola maggiormente impattante. In tale contesto, la diminuzione dell’utilizzo di anticrittogamici e la salvaguardia delle risorse ambientali sono considerate delle priorità. Per saperne di più, allievi dell’Istituto agrario gradiscano, tecnici e viticoltori potranno ascoltare da ricercatori di chiara fama, quali Stefano Gri e Alexander Morandel (Piwi Fvg e International), Gabriele Di Gaspero (Iga ovvero Institute of Applied Genomics), Luca Grizzo (Progetto Natura), Flavio Montanino (“Brignoli”), Emanuele Serafin (enologo) e Luca De Palma (winemaker) tutte le novità che animano questo affascinante nuovo mondo della vitivinicoltura. Dopo il convegno – moderato dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi -, i partecipanti potranno anche degustare i vari vini Piwi, guidati dagli assaggiatori dell’Onav di Gorizia e dell’Associazione Narratori del Gusto. Collabora all’iniziativa anche la Bcc Staranzano-Villesse.

Agricoltura in difficoltà per poca acqua – «Ci troviamo a vivere una situazione certamente delicata, con condizioni meteo che, per mesi, hanno visto un’assenza di precipitazioni sulla nostra regione, sia nel periodo della fine dello scorso anno, tra novembre e dicembre, sia in questi primi tre mesi del 2022. È evidente a tutti che oggi la capienza dei nostri sistemi di stoccaggio dell’acqua, per quello che è l’utilizzo irriguo, è al limite. Così come è evidente a ciascuno di noi che i corsi d’acqua si stanno prosciugando e stanno andando in asciutta. C’è una oggettiva difficoltà che, però, cade fortunatamente in un momento in cui le colture non sono ancora in fase di vegetazione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e Montagna, Stefano Zannier, intervenuto a un incontro tenutosi nella sede di Udine della Regione Fvg, incentrato sul problema della carenza idrica e sulle possibili criticità legate al settore agroalimentare del Friuli Venezia Giulia; vertice al quale hanno preso parte i presidenti e i direttori dei consorzi di bonifica e i rappresentanti delle associazioni agricole del territorio. «Si sta approssimando, tuttavia, il periodo delle semine e quindi, il possibile perdurare della situazione di siccità, potrà creare delle condizioni di difficoltà; una condizione di sollievo potrà arrivare dalle precipitazioni previste nei prossimi giorni, che speriamo siano sufficienti a dare ristoro – ha detto Zannier, che ha ascoltato e recepito le istanze delle associazioni di categoria e dei consorzi -. È altrettanto evidente che, non essendoci delle soluzioni immediate da poter attuare in questi frangenti, l’utilizzo assolutamente consapevole della risorsa idrica sarà indispensabile, unito, ne consegue, a una gestione oculata del bene acqua. Sarà essenziale evitare qualsiasi tipo di gestione che possa portare a un uso scorretto e improprio di quello che ormai è diventato un bene assolutamente ricercato – ha chiuso Zannier -. Oggi l’acqua manca non solo per l’agricoltura ma anche per altre necessità fondamentali: dobbiamo guardando globalmente alla gestione complessiva di questa risorsa per non trovarci costantemente ad avere delle situazioni di squilibrio». Nel corso del lungo incontro, l’assessore Zannier ha avuto modo di ascoltare e recepire, per voce dei loro rappresentanti, le problematiche e le istanze degli agricoltori e di chi opera nello strategico primo settore, assicurando l’appoggio della Regione in questo momento critico, in cui non solamente la carenza idrica pesa ma anche la generale situazione di difficoltà internazionale.

La moria di pesci nell’Isonzo – I fenomeni di secca grave che hanno causato una moria di pesci nell’alveo dell’Isonzo sono una delle conseguenze più gravi della perdurante siccità. Per questo l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, rivolge un appello ai cittadini affinché segnalino alla Regione le situazioni di grave mancanza idrica, con appunto morie di pesci, nei corsi d’acqua del Friuli Venezia Giulia. Le segnalazioni possono essere fatte al numero verde della Protezione civile regionale 800 500 300 oppure scrivendo una mail all’Ente Tutela patrimonio ittico all’indirizzo etpi@regione.fvg.it. «La situazione legata alla carenza idrica ha raggiunto livelli di gravità importante – ha ribadito Zannier -, l’altro giorno abbiamo dovuto decretare lo stato di estrema pericolosità rispetto al rischio di incendi boschivi. Ad oggi continuiamo a registrare un calo delle portate con asciutte improvvise in tutto il reticolo idrografico regionale. Facciamo fatica ad arrivare in tempo per salvare la fauna ittica quindi il mio richiamo è alla massima collaborazione di tutti i cittadini affinché possano darci modo di ricevere in tempo le segnalazioni di eventuali asciutte. Solo così possiamo far intervenire i mezzi in maniera tempestiva. D’altro canto, non abbiamo alcuno strumento per invertire il fenomeno siccitoso, perché fino a che non arriveranno delle precipitazioni capaci di ricondurre le portate a un livello accettabile, questo sarà un periodo decisamente critico. Le previsioni danno per la fine del mese qualche evento piovoso in alcune zone della regione, ma non sappiamo ancora la possibile entità del fenomeno». Zannier ha inoltre comunicato che il comitato ittico ha deciso di posticipare di una settimana l’apertura della stagione di pesca nella zona B con possibilità di posticiparla ulteriormente qualora le precipitazioni non arrivino, mentre fortunatamente non sono iniziate le immissioni di pesci, decisione questa dovuta proprio alla situazione di prolungata carenza idrica.

Viabilità nel pel Parco delle Prealpi Giulie – «Aggiornare e consolidare gli obiettivi strategici del Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie. Questo l’obiettivo della Regione per lo sviluppo della viabilità silvo-pastorale in Val Resia, per l’accesso al patrimonio boschivo, ai pascoli in quota e per il mantenimento degli edifici rurali del territorio». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse forestali e Montagna, Stefano Zannier, intervenuto a un incontro, che ha promosso e coordinato, tenutosi nel municipio di Resia, assieme al sindaco Anna Micelli, al primo cittadino di Resiutta, Francesco Nesich, e al presidente del Parco, Annalisa Di Lenardo. «La Regione – ha detto Zannier – è indirizzata a coniugare le necessità e i fabbisogni in materia di ambiente ed economia, attraverso la sinergia delle azioni in ambito di conservazione e tutela ambientale, ma anche dello sviluppo economico sostenibile e delle politiche che traguardino il rafforzamento della presenza dell’uomo in questo contesto territoriale». Durante l’incontro l’assessore regionale ha sottolineato la centralità che hanno le infrastrutture di viabilità agro-silvo-psatorale, da innestarsi razionalmente sulle strade comunali; questa viabilità deve svolgere una pluralità di funzioni collegate alla gestione attiva e sostenibile delle foreste, anche a fini antincendio boschivo, o per interventi in caso di calamità naturali, al fine di raggiungere i pascoli e le malghe in quota e per consentire, infine, un turismo lento e legato all’uso delle biciclette. In ambito forestale è stata condivisa la necessità di valorizzare le specifiche risorse in particolare quelle maggiormente presenti, come il faggio e il pino nero d’Austria, quest’ultimo utilizzabile nelle attività di sistemazione idraulico forestale. «È nel nostro intento – ha concluso Zannier – potenziare le infrastrutture viarie silvo-pastorali e migliorarle sotto il profilo tecnico e costruttivo, ispirandosi a criteri di bioingegneria naturalistica. Così come riteniamo importante la valorizzazione del torrente Resia, per quel che attiene il profilo naturalistico e della difesa delle sponde, per non compromettere sentieri e viabilità dei versanti».

I migliori vini del Veneto a Treviso – Due giorni per degustare i migliori vini del Veneto nei luoghi più suggestivi della città: Vinetia Tasting – La Guida dei Vini del Veneto a Treviso è in programma sabato 14 e domenica 15 maggio nel capoluogo della Marca trevigiana. Durante l’evento dell’Associazione Italiana Sommelier Veneto sarà possibile scoprire i vini di 100 aziende selezionate nella guida Vinetia.it, che ogni anno raccoglie il meglio del mondo enoico regionale e si propone sempre più come strumento di promozione turistica, grazie a una nuova sezione dedicata ai territori, ai prodotti tipici, ai luoghi della cultura e ai percorsi enoturistici veneti. Oltre ai banchi d’assaggio, a Treviso è in programma anche un fitto calendario di degustazioni guidate ed eventi. «Vinetia Tasting è molto di più che una manifestazione dedicata al vino – spiega Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto –. Sempre di più infatti vogliamo raccontare la bellezza del territorio veneto e del suo paesaggio attraverso la cultura enogastronomica, patrimonio ricchissimo della nostra regione. A tal proposito, è significativo il fatto che la città di Treviso abbia aperto le sue porte e abbia deciso di ospitare il nostro evento accogliendoci nei suoi spazi più preziosi: un gesto che racconta come sempre più vino, turismo e cultura siano intimamente legati». Durante Vinetia Tasting verranno consegnati anche i premi del Memorial Dino Marchi, alla sua prima edizione. Il riconoscimento, dedicato al presidente di Ais Veneto scomparso nel 2014, è nato con l’obiettivo di valorizzare le competenze di giovani talenti della narrativa per diffondere la cultura del vino e del cibo attraverso la proposta di spazi di attrazione turistica nel territorio veneto. Il premio non ha finalità di lucro ed è aperto esclusivamente agli allievi del Master in Cultura del Cibo e del Vino – Ca’ Foscari Challenge School e del Master in Restaurant Business Management (2° anno) di Fondazione ITS Academy Turismo Veneto. I concorrenti dovranno raccontare un itinerario nel territorio veneto enfatizzando elementi storici, artistici, architettonici e paesaggistici, intimamente legati al mondo del vino e della gastronomia regionale. Il percorso dovrà essere composto da una serie di tappe che comprendano anche alcune aziende produttrici di vino, presenti sulla guida Vinetia.it (vinetia.it/aziende). Una giuria valuterà gli elaborati e assegnerà una borsa di studio agli autori dei tre migliori itinerari.

Sul Garda vola il Chiaretto di Bardolino – Il Chiaretto di Bardolino ha chiuso il primo bimestre del 2022 con una crescita su base annua del 26,7% e si prepara a riproporre il grande evento del vino rosa veronese: domenica 1 maggio l’Istituto Tusini di Bardolino, specializzato nella formazione di giovani operatori di cantina e vigneto, ospiterà la tredicesima edizione di Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino. In degustazione ci saranno le nuove annate in commercio del vino rosa da uve Corvina che nasce sulla sponda orientale del lago di Garda. In larghissima parte, si tratterà di etichette della vendemmia 2021, la prima nella storia per la quale è obbligatoria la nuova menzione “Chiaretto di Bardolino”, entrata in vigore con il disciplinare approvato lo scorso anno, al posto della vecchia denominazione “Bardolino Chiaretto”. In aggiunta, saranno a disposizione alcune “selezioni” affinate uno o due anni in cantina, anch’esse di nuovo ingresso sul mercato. Quest’anno, inoltre, nella sezione dedicata alla stampa, l’Anteprima sarà internazionale: per la prima volta, l’iniziativa vedrà tra i protagonisti i grandi vini rosé francesi, con la presenza dei produttori di Rosés de Terroirs, associazione recentemente nata in Francia, cui sono state invitate a far parte, uniche realtà non transalpine, anche due aziende del Chiaretto di Bardolino. Oltre alle masterclass sui vini di Rosés de Terroir, in programma una degustazione dedicata alla Aoc Tavel, denominazione della Valle del Rodano che nel 1936, prima al mondo, ha previsto esclusivamente vini rosé nel proprio disciplinare. Per il pubblico, saranno a disposizione i rosé della Côtes du Rhône del Domaine de l’Odylée, con la presenza della vignaiola indipendente Odile Couvert. «Dopo due anni di stop forzato – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino – siamo davvero felici di poter presentare al pubblico la nostra nuova annata, nonché di ospitare il Consorzio del Tavel e i produttori di Rosés de Terroirs in una nuova sede, il centro di formazione professionale salesiano del Tusini, sulla Rocca di Bardolino, nel cuore dei nostri vigneti. Intanto, registriamo con grande soddisfazione la crescita a doppia cifra del Chiaretto di Bardolino: il nuovo nome, entrato ufficialmente in vigore dalla vendemmia 2021, sembra portare decisamente bene, visto che in due mesi abbiamo già collocato 1,4 milioni di bottiglie, con un incremento a doppia cifra».

Il Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene – Bellenda con S.C. 1931 affronta il mondo del Prosecco Superiore con un approccio innovativo e creativo, ritagliandosi una nicchia produttiva esclusiva con il Metodo Classico e con processi naturali di fermentazione. Ispirato al nome del fondatore, Sergio Cosmo, e al suo anno di nascita, il Conegliano Valdobbiadene Docg Pas Dosé di Bellenda è un’esperienza che evolve di annata in annata. Una bollicina non convenzionale, dalla decisa personalità, che regala note intriganti e sfumature sorprendenti agli occhi, al naso e al palato. Quando si parla di Prosecco si pensa a un vino di pronta beva da consumare in tempi brevi. S.C. 1931, invece, regala col passare degli anni un’evoluzione che rimanda alle particolarità tipiche di altri grandi Metodo Classico. In un viaggio tra le sublimi sfumature di questo spumante, le prime annate si differenziano dalle ultime per la metodologia di vinificazione utilizzata: inizialmente il processo avveniva in tini aperti con bucce, poi l’azienda ha preferito l’impiego di barili da 500 litri con una minore presenza di fecce. Una trasformazione che nelle annate più giovani di S.C. 1931 esprime le linee caratteristiche del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, per virare col tempo verso note armoniose che ricordano prima la voluttuosità del pan brioche e della crema pasticcera, poi l’aroma speziato dello zafferano, degli agrumi canditi e delle nocciole tostate. Infine, le annate più mature offrono un’incredibile complessità e una spiccata mineralità, con interessanti sentori di idrocarburo, miele e caramella d’orzo. Realizzato con uve glera provenienti dalle colline di Carpesica, in quel di Vittorio Veneto, S.C. 1931 è un Prosecco Superiore DOCG Metodo Classico Pas Dosé la cui fermentazione avviene in parte in acciaio e in parte in recipienti di legno senza controllo di temperatura, con una leggera malolattica prima della presa di spuma. L’affinamento su fecce fini per tre mesi è seguito da spumantizzazione in bottiglia e da sosta sui lieviti di 22-24 mesi, per rifinire il tutto da successiva sboccatura e ricolmatura senza dosaggio.

A Pasqua con la colomba al cioccolato  dell’Ecuador – Pasticceria Filippi per la Pasqua 2022 sceglie di celebrare nelle sue colombe uno degli ingredienti più amati in pasticceria: il cioccolato. Grazie alla costante ricerca e al desiderio di esplorare nuovi gusti, Andrea Filippi, titolare dell’azienda vicentina, ha creato delle ricette che giocano con i sapori e le consistenze, proponendo diversi abbinamenti nella Colomba con Cioccolato, Colomba con Pere e Cioccolato e Colomba con Arancia e Cioccolato. Il punto di partenza di tutti i prodotti è sempre la materia prima, che viene selezionata con attenzione per garantire ingredienti di ottima qualità, la cui filiera sia tracciata e sostenibile: la cura verso l’ambiente e la comunità fa parte delle pratiche di una Benefit Corporation quale è Pasticceria Filippi. Il cacao per le gocce di cioccolato delle Colombe nasce nelle piantagioni attorno a un piccolo villaggio dell’Ecuador, raggiungibile solamente in barca, dove quasi tutta la popolazione è dedita alla sua coltivazione. Grazie a una cooperativa locale, qui i produttori riescono a mantenere un elevato standard qualitativo e allo stesso tempo a valorizzare le relazioni umane e professionali. Il cioccolato fondente è ottenuto da una selezione di fave di cacao Criollo e Trinitario e ha una percentuale minima del 60%, ideale per integrarsi al meglio con la pasta lievitata e con gli altri ingredienti. Si presenta al gusto decisamente intenso, esprimendo note lievemente acidule tipiche dei frutti rossi, con delicati sentori di frutta secca: per gli amanti del cioccolato in purezza la Colomba con Cioccolato è un trionfo di gusto. Si evolve in unione alle pere candite naturalmente, senza pressioni meccaniche e senza zuccheri aggiunti, nella Colomba con Pere e Cioccolato, che crea al palato un’avvolgente morbidezza, dove la delicata dolcezza delle pere mitiga le note più astringenti del cioccolato. D’altra parte anche la leggera acidità dei cubetti di arancia ben si compensa con la rotondità del cioccolato, creando un equilibrio di raffinata eleganza nella Colomba con Arancia e Cioccolato.

Viti resistenti, il plauso dell’Europa a Università di Udine e Vivai Rauscedo

«Il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato in questi anni una capacità di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare di qualità eccellente, tale da diventare patrimonio dell’intero Paese. La sfida principale è trasferire la ricerca al settore produttivo, guardando in particolare alle soluzioni nel settore vitivinicolo che rispondono meglio alla sostenibilità ambientale delle colture e alla resistenza ai cambiamenti climatici». È quanto ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della tavola rotonda organizzata dall’Università di Udine in occasione della visita di Francesco Mattina, presidente del Community Plant Variaty Office (Cpvo), l’ufficio della Comunità europea per le varietà vegetali.

Ecco l’incontro con Zannier a Udine.

Zannier, come riferisce Arc, ha ricordato che «il Friuli Venezia Giulia con il 13 per cento di superficie vitata sull’intera superficie agricola supera di molto la media italiana, la quale si attesta sul 5 per cento. Numeri che danno conto dell’interesse con cui i produttori locali guardano alla ricerca in questo settore e ripongono fiducia nelle ulteriori innovazioni attese, ma che richiamano anche alla necessità di attivare eventuali inserimenti dei vini derivanti da queste nuove varietà nei disciplinari Igt, attività questa che potrà avvenire solo a fronte di una iniziativa dei produttori vinicoli nel rispetto delle normative statali».
Il presidente del Cpvo si è detto sorpreso della qualità dell’attività vitivinicola in regione, in particolare di quanto fatto dall’Ateneo friulano, dall’Istituto di genomica applicata e dai Vivai cooperativi Rauscedo per la creazione, lo sviluppo e la valorizzazione delle nuove varietà di vite resistenti alle malattie, considerandolo un caso esemplare di collaborazione tra ricerca pubblica e privata.
La delegazione comunitaria ha incontrato a palazzo Antonini Maseri il rettore Roberto Pinton e i professori Michele Morgante, Silvia Bolognini, Francesco Marangon e Claudio Cressati, nonché il direttore del centro ricerca di Rauscedo, Eugenio Sartori. L’Università di Udine ha costituito 25 nuove varietà vegetali protette con privative comunitarie, di cui 15 varietà di vite resistenti alle malattie, 8 varietà di kiwi (uno con brevetto nazionale) e 2 di girasole. Le privative vegetali rappresentano un fattore strategico della proprietà intellettuale generata dalla ricerca universitaria e proprio su queste si è concentrata la delegazione comunitaria preposta alla tutela di queste nuove varianti.

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In copertina,  Fleurtai  e qui sopra Cabernet Eidos: sono due dei vitigni resistenti prodotti dai Vivai Cooperativi Rauscedo.