La Birra Made in Fvg oggi a Udine nel nuovo libro scritto da Walter Filiputti

Un prezioso volume, dedicato alla birra artigianale Made in Fvg, conclude la collana-quadrilogia “Quaderni di agricoltura”, promossa dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine per raccontare, con la voce narrante di un esperto come Walter Filiputti, i diversi comparti del settore agricolo. Sarà presentato ufficialmente oggi, 13 dicembre, nella Sala Valduga di piazza Venerio, con inizio alle 17, e con una piacevole conclusione: una piccola degustazione di una selezione delle birre narrate nel libro.

Walter Filiputti


Sì, perché, se le edizioni precedenti si sono soffermate sull’affascinante mondo del vino, sul seminativo e l’allevamento, il lattiero-caseario, l’acquacoltura, la silvicoltura e la caccia, quindi l’orticoltura, la frutticoltura e le produzioni di nicchia, il quarto e conclusivo libro della collana si concentra proprio sul magico mondo della birra artigianale nostrana, una realtà in crescita che nel territorio presenta moltissime eccellenze.
«La birra è un modo felice di concludere questo viaggio, di cui Filiputti ci parla con la sua penna sempre originale e con il suo spirito entusiastico, sia sulla carta di questo volume, sia online, con le interviste e le pagine interattive di www.quadernidiagricoltura.it, che rendono ancora più completa e viva l’opera libraria», anticipa il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che alla presentazione aprirà il lavori. Con lui in Sala Valduga ci saranno anche il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, al cui saluto seguiranno gli interventi dell’autore e del presidente dell’associazione Artigiani Birrai del Fvg, Severino Garlatti Costa. Le conclusioni spetteranno all’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier.
«Oggi la birra vive un rifiorire e un rinnovamento senza precedenti – preannuncia Walter Filiputti – e il nostro Quaderno 2022-2023 mette in luce il lavoro competente, le conoscenze degli imprenditori del settore (una ventina i birrifici artigianali protagonisti, ndr), la passione schietta di tanti giovani che si mettono in gioco e che sanno e vogliono proporre un prodotto d’eccellenza, originale, espressione di un territorio che rispettano in ogni aspetto».
Alcuni dati sulle edizioni precedenti dei Quaderni: nel 2019, il volume dedicato al futuro della viticoltura e del mercato enologico ha avuto come protagoniste 70 storie aziendali. Nel 2020 sono state 50 le interviste, sul tema “il cibo del futuro, tra sostenibilità, coltivazioni e allevamento” e anche quelle del Quaderno 2021-2022 dedicato a ortofrutta, miele e produzioni di nicchia.
La collana “Quaderni di Agricoltura” fa seguito ad una prima collana dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi, e la collana, in quattro volumi, dedicata agli “artigiani del fare”, con le storie di 228 artigiani.

L’ente camerale a Udine.

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In copertina, un particolare della copertina del libro che sarà presentato oggi a Udine.

 

Dop e Igp, il Friuli Venezia Giulia è leader in Italia nella crescita post-pandemica

«Il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana in cui le produzioni dell’agroalimentare Dop e Igp hanno registrato la crescita maggiore nel 2021. L’incremento del 63 per cento, rispetto all’anno precedente, nel valore generato dalle produzioni a marchio tipico rispetto al totale della produzione agroalimentare pone la nostra regione al primo posto in Italia per il tasso di aumento che si è registrato nell’anno post-pandemia rispetto al 2020». A renderlo noto è stato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Roma proprio in occasione della presentazione del ventesimo Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate Dop Igp Stg, che descrive i dati del settore dei prodotti registrati a origine protetta e tipici e analizza i consumi delle stesse tipologie di prodotti nel mercato italiano nel 2021, con un focus anche sull’andamento e l’evoluzione nel corso del 2022.

Grandi protagonisti anche il prosciutto…


«Il dato di crescita record, il 63 per cento nell’ultimo anno quando la media nazionale è del 21 per cento – ha sottolineato l’assessore – rappresenta un risultato molto importante per il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. I numeri e i dati che pongono la regione in vetta alla classifica del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 testimoniano anche la capacità del settore e delle sue imprese a reagire con le strategie giuste nonostante le diverse difficoltà che non sono mancate nella congiuntura internazionale”. L’analisi territoriale del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 ha un nuovo indicatore “Peso Dop Igp” che, per ogni regione, esprime l’incidenza del comparto sul totale del settore agroalimentare regionale».
In Friuli Venezia Giulia il peso della “Dop economy” equivale a un valore pari a un miliardo e 162 milioni di euro. Il settore delle produzioni a marchio tipico comprende 26 prodotti (oltre a molti vini, tra le produzioni certificate più “blasonate” e conosciute vi sono Prosciutto di San Daniele, formaggio Montasio, olio Tergeste, la Pitina, la Brovada, il Prosciutto di Sauris) e occupa circa 3.650 addetti. Sul valore complessivo la parte del leone è rappresentata dai vini: 803 milioni di valore economico, quasi tremila occupati e una crescita di oltre il 35 per cento nel 2021 rispetto al 2020. Nel segmento del cibo l’incremento è stato di circa il 7 per cento e il valore nella “bilancia” complessiva delle produzioni a marchio registrato è di 359 milioni di euro. Nelle filiere, quella vitivinicola rappresenta il 69% del totale, mentre quella dei prodotti a base di carne il 29%.
«I risultati che emergono dal Rapporto – ha concluso l’assessore Zannier, a margine della presentazione dei dati alla quale era presente anche il neoministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida – mostrano che la strada intrapresa dalle imprese del settore e dalle politiche regionali degli ultimi anni in difesa e per la valorizzazione delle produzioni certificate va perseguita con ancora maggiore determinazione. Nella convinzione che non serve competere sulla quantità, ma bisogna saper investire sulla qualità e sulle tipicità».

… e il formaggio di qualità.

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In copertina, i grandi vini Fvg sono l’elemento di traino nel “paniere” Dop e Igt.

Trent’anni di viticoltura ed enologia: lungimirante fu l’Università di Udine

«Nel Friuli Venezia Giulia dove l’attività legata alla vite e al vino assume una rilevanza determinante entro il panorama agricolo – siamo la regione con la maggior superficie vitata rispetto a quella agricola – il corso di laurea in viticoltura ed enologia iniziato ben trent’anni fa dimostra la lungimiranza di chi aveva capito che questa sarebbe stata una delle colture in forte espansione vista la vocazione del nostro territorio». L’ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo nel polo economico e giuridico di via Tomadini alla celebrazione dei trent’anni di formazione vitivinicola all’Università di Udine.

Enrico Peterlunger e l’assessore Zannier.


Zannier ha insistito sulla «centralità del capitale umano che è la risorsa fondamentale per ottenere grandi risultati. Le sfide che il mercato ormai pone quotidianamente e a ritmo incessante sono sempre più difficili da cogliere – ha rilevato l’assessore regionale – ed è possibile per le nostre imprese tenere il passo solo attingendo a conoscenze ed esperienze di eccellenza. Ecco perché oggi è indispensabile dotarsi di tecnici e di professionisti in grado di apportare al settore vitivinicolo capacità che possono essere garantite solo da corsi di formazione di altissimo livello quali quelli proposti dall’Università degli studi di Udine».
La formazione vitivinicola dell’Ateneo friulano ha generato 1190 laureati enologi (il numero più alto rispetto alle altre università italiane), 292 dottori magistrali e un nuovo master di I livello in partenza a gennaio, intitolato Gestione della filiera vitivinicola. Tra i tratti distintivi la forte internazionalizzazione, le elevate percentuali di studenti provenienti da fuori regione, l’alto tasso occupazionale dei laureati e la ricerca, che ha contribuito anche allo sviluppo dei primi vitigni resistenti alle malattie costituiti in Italia. All’evento erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, e il rettore della stessa Università, Roberto Pinton.
Come si ricorderà, l’11 novembre scorso, ricorrenza di San Martino, era stato insignito con il Premio “Falcetto d’oro”, dalla sezione Coldiretti di Dolegna del Collio, il professor Roberto Zironi, proprio per la istituzione a Udine, appunto trent’anni fa, del corso di viticoltura ed enologia.

La premiazione di Roberto Zironi a Dolegna.

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In copertina, è ormai tempo di potatura anche nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.

 

 

 

La Regione Fvg finanzia 9 “mini-invasi” (18 milioni) contro la siccità nei vigneti

«Con l’assestamento di bilancio di luglio la Giunta regionale aveva destinato 18 milioni di euro per la realizzazione o il completamento di interventi per la raccolta e gestione delle acque, i cosiddetti “mini-invasi”. Oggi siamo in grado di approvare un piano di nove interventi che verrà realizzato dai Consorzi di bonifica e che ci consentirà di affrontare meglio periodi di lunga siccità come quelli sempre più frequenti degli ultimi anni». È quanto ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, rendendo noti i contenuti di una delibera dell’Esecutivo con cui è stato approvato il programma straordinario di interventi a tutela del fabbisogno idrico da realizzare a cura dei Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia per la realizzazione di invasi di raccolta o per il ripristino della funzionalità di quelli esistenti. Il programma vale 18 milioni di euro che saranno trasferiti direttamente ai Consorzi per il compimento delle opere. Ricordiamo che, nel luglio scorso, era stato inaugurato l’impianto micro-irriguo “apripista” di Prepotto per la raccolta delle acque meteoriche al servizio di oltre cento ettari di vigneto della importante area di Albana che, come è noto, eccelle per lo Schioppettino.

L’impianto realizzato a Prepotto.


«In base a criteri di priorità sul breve e medio termine la Giunta ha approvato un programma che consente di realizzare in ogni territorio di competenza di ciascun consorzio almeno tre interventi. In alcuni casi, come per il Consorzio Pianura Friulana, si tratta di completare opere in corso, in altri casi verrà invece ripresa la programmazione interrotta anni fa» ha detto Zannier, aggiungendo che «la Regione avrà così nuovi sistemi di accumulo idrico che servono soprattutto all’agricoltura di precisione e che ci tutelano dai ricorrenti eventi climatici avversi». Qualora si rendessero disponibili ulteriori risorse finanziarie destinate agli interventi in oggetto, ferma restando la proposta di programma, si procederà al finanziamento di ulteriori interventi in funzione delle priorità definite.
Le opere finanziate sono le seguenti: realizzazione di un impianto irriguo per la razionalizzazione delle risorse idriche e la valorizzazione delle colture di pregio nella zona dei Colli Orientali del Friuli nel comune di Manzano – 2° intervento (contributo di 2.744.000 euro); realizzazione di un impianto irriguo per la razionalizzazione delle risorse idriche e la valorizzazione delle colture di pregio nella zona dei Colli Orientali del Friuli in località Casali Gallo nel Comune di Corno di Rosazzo (contributo di 6.370.000 euro); efficientamento di opere irrigue nella zona collinare del Collio e dei Colli orientali (98mila euro); realizzazione di bacini irrigui collinari nella zona dei Colli orientali – 1° intervento (2.205.000 euro di contributo); realizzazione di bacini irrigui collinari nella zona del Collio – 1° intervento (contributo di 2.097.200 euro); interventi di sistemazione ed efficientamento del bacino di Maraldi (2 milioni di euro); riconversione ai fini irrigui della ex cava sita in località Saletto nel Comune di San Martino al Tagliamento (1,2 milioni di euro); riconversione ai fini irrigui della ex cava sita in località Carbona nel Comune di San Vito al Tagliamento (contributo 1,1 milioni di euro); realizzazione di un impianto irriguo per la razionalizzazione delle risorse idriche e la valorizzazione delle colture di pregio nella Pianura Friulana nel territorio udinese – 1° intervento (contributo di 185.800 euro per la progettazione).

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In copertina, la zona Doc Collio: anche quest’area sarà interessata dagli interventi.

San Vito al Tagliamento leader in viticoltura è la nuova “bandiera” dell’enoturismo Fvg

(g.l.) «San Vito al Tagliamento entra a pieno diritto nel circuito delle Città del vino. Il territorio del Comune sanvitese registra un importante primato: vanta infatti la maggiore percentuale di viticoltura in tutta la regione Friuli Venezia Giulia. Questo è un fattore determinante anche rispetto ai criteri e ai parametri previsti per fare parte della prestigiosa rete delle Città del vino. Un circuito che abbina l’importanza della produzione vitivinicola alle opportunità di promozione turistica e alle iniziative culturali legate alla viticoltura». E’ quanto affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione della consegna ufficiale al Comune della bandiera dell’associazione nazionale Città del Vino. Un passaggio che segue l’adesione avvenuta nelle scorse settimane e che ha fatto diventare il Comune della Destra Tagliamento membro del sodalizio che riunisce le cittadine con forte vocazione e tradizione vitivinicola. «Si tratta – ha sottolineato l’assessore regionale prendendo la parola al convegno che si è svolto nel castello sanvitese – di un eccellente risultato per l’area sanvitese. Si potrà ora raggiungere un ampliamento dell’offerta e un rafforzamento della capacità di marketing del territorio che consentirà al Comune di San Vito al Tagliamento di mettersi in rete con altri territori all’interno di un sistema che è efficientemente organizzato e estremamente performante».

La Bandiera Città del Vino.


A margine del convegno in cui si è ufficialmente attribuita a San Vito la bandiera di “Città del vino” è stata presentata, con il sindaco sanvitese Alberto Bernava, una delle importanti iniziative previste a livello regionale per la prossima primavera sempre legata alla promozione territoriale attraverso la cultura vitivinicola. «Abbiamo presentato – ha spiegato ancora l’assessore con la delega all’Agricoltura – un focus, che la Regione sostiene con forte convinzione assieme a PromoturismoFvg, di iniziative che saranno realizzate il prossimo anno e che vedranno come protagonista la Ribolla gialla. Un tema – ha aggiunto ancora Zannier – determinante per il territorio della nostra regione e per il suo comparto vitivinicolo sul quale non sono mancate diverse difficoltà che ora però auspichiamo di superare definitivamente per arrivare alla conclusione di un progetto che vedrà il coinvolgimento del mondo dei produttori e dell’intera filiera”. Si sono infatti individuate importanti strategie per un miglior posizionamento sul mercato di questo importantissimo vitigno Doc del Friuli Venezia Giulia. “Un percorso che sarà accompagnato da manifestazioni di richiamo turistico. E gli eventi – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – che nei primi mesi del 2023 saranno organizzati anche a San Vito sotto le insegne della Ribolla gialla serviranno sia a promuovere il prestigioso vitigno locale, ma anche uno dei territori in cui viene prodotto».

Il sindaco Bernava.

L’assessore Bruscia.

Il senatore Stefàno.

Tre momenti significativi, dunque, per la valorizzazione delle eccellenze vinicole del territorio in un unico evento a San Vito al Tagliamento, il cui Castello ha ospitato “Fvg: Terra di vigne e calici attraverso le Città del Vino”. Un appuntamento realizzato dal Comune sanvitese – Assessorato alla Vitalità, assieme al Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia attraverso PromoturismoFvg. Partner della giornata l’Associazione nazionale Le Donne del Vino. Il tutto all’interno del programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022.

Primo momento. Dopo i saluti delle autorità – Alberto Bernava sindaco di San Vito al Tagliamento che ha ricordato come quello sanvitese sia il territorio maggiormente vitato del Friuli Venezia Giulia con oltre mille e cento ettari di vigneto; Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che portando il saluto del presidente nazionale Angelo Radica ha sottolineato il grande lavoro di squadra dei soggetti aderenti all’associazione a livello regionale; Maria Cristina Cigolotti, delegata Fvg dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino, che ha ricordato il sempre maggior rilievo delle donne nella filiera vitivinicola – il primo momento con l’intervento di Dario Stefàno, senatore della Repubblica Italiana e coautore di “Viaggio nell’Italia del Vino”. L’opera – realizzata assieme a Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale delle Donne del Vino – integra l’annuale Osservatorio enoturismo dell’Associazione nazionale Città del Vino con i dati del Wine monitor di Nomisma, delineando normative-buone pratiche-nuovi trend del turismo legato al vino. Stefàno ha sottolineato come le realtà a vocazione vinicola debbano puntare sulla propria identità vera per essere sempre più attrattive. Tra i dati emersi dalla ricerca quello per cui il Friuli Venezia Giulia è all’interno della top 5 nazionale tra le regioni più attrattive dal punto di vista dell’enoturismo. Attrattività confermata in vari settori, dalla qualità del vino al contesto storico e paesaggistico fino alle capacità di accoglienza. La ricerca delinea anche il profilo del nuovo enoturista, dal reddito alto e proveniente principalmente dalle grandi città, che ricerca informazioni online e sempre online condivide le sue esperienze, rimane più giorni sul territorio e vuole integrare alla degustazione del vino un’esperienza tra cultura, benessere e sostenibilità.
Al tavolo dei relatori anche Luca Iseppi, economista agrario e docente dell’Università di Udine. Assieme ai colleghi professori dell’Ateneo friulano partecipa al progetto per una viticoltura sostenibile “Città del Vino Fvg: obiettivo Agenda 2030”. Un progetto di ricerca applicata per la definizione di uno schema di “Regolamento Intercomunale di Polizia rurale – VITE FVG 2030” rivolto al territorio dei Comuni aderenti alle Città del Vino.Il lavoro vedrà ora inserire i dati del Comune di San Vito al Tagliamento assieme a quelli delle altre Città del Vino regionale, come annunciato da Iseppi. Il collega Francesco Marangon, docente di Economia dell’ambiente pure dell’Università di Udine, nonché ambasciatore delle Città del Vino, ha ricordato la grande collaborazione tra ateneo e Città del Vino.

Il pubblico in Castello.

Secondo momento la cerimonia di consegna della bandiera delle Città del Vino all’Amministrazione comunale di San Vito al Tagliamento, che diventa così il 32° Comune del Friuli Venezia Giulia aderente all’associazione nazionale. In totale, i soggetti aderenti alle Città del Vino in regione sono ora 38 tra Comuni e Pro Loco. I Comuni sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

La Ribolla gialla.

Terzo momento la conferenza stampa di presentazione dell’evento enoturistico dedicato alla Ribolla gialla che si terrà a San Vito nella primavera 2023 grazie alla collaborazione tra Comune e PromoturismoFvg. Andrea Bruscia assessore alla vitalità di San Vito al Tagliamento nel delineare le caratteristiche dell’evento, ne ha annunciato il nome – San Vito Ribolle – e le modalità di coinvolgimento degli attori locali (dalle cantine ai pubblici esercizi e commercianti) con proposte rivolte a esperti del settore vinicolo, appassionati, wine lovers e semplici curiosi. Il tutto nel centro storico durante un intenso weekend, tra degustazioni ed eventi collaterali come concerti e appuntamenti culturali. Oltre alle cantine presenti sul suo territorio (tra cui la Bagnarol che ha curato il brindisi finale,) ospita anche in palazzo Altan le sedi istituzionali dei Consorzi Doc Friuli Venezia Giulia, Doc Friuli Grave, Doc delle Venezie e degli organismi di certificazione Valoritalia e Triveneta Certificazioni e Ceviq.

Come citato in premessa, saluto finale di Stefano Zannier, assessore regionale del Friuli Venezia Giulia alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, che ha plaudito all’entrata di San Vito nelle Città del Vino, circuito che abbina l’importanza della produzione vitivinicola alle opportunità di promozione turistica e alle iniziative culturali legate alla viticoltura.
A completare la giornata nel vicino Palazzo Altan l’anteprima (con degustazione guidata di Ribolla gialla e assaggi dei prodotti gastronomici di aziende locali) di Pordenone ArtAndFood, festival culinario in programma il prossimo weekend nel capoluogo (un progetto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine e Concentro e Comune di Pordenone in collaborazione con il Consorzio delle DocFvg).

La degustazione finale.

“La Politica agricola comune limita la capacità decisionale delle Regioni”

«La nuova architettura della Politica agricola comune (Pac) di fatto limita pesantemente la capacità decisionale delle Regioni, le quali si trovano a dover adottare su scala locale quanto già deciso ai livelli superiori rendendo di fatto difficoltosa l’applicazione di alcune misure. A ciò si aggiunge la complessa gestione finanziaria delle risorse dovuta alla possibilità di utilizzarle in un arco temporale ridotto rispetto al passato». Su questi argomenti si è soffermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo ai lavori della II Commissione. L’assise è stata convocata per approvare il documento denominato “Le priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia al 2030 e gli interventi di sviluppo rurale per la Politica agricola comune (Pac) 2023-2027″.
Nel delineare la nuova architettura del programma, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in risalto alcune problematiche strettamente operative che di fatto rischiano di mettere in difficoltà i beneficiari. «La nuova Pac – ha detto Zannier – è innanzitutto nata da un difficile confronto europeo conclusosi con anni di ritardo rispetto alla sua tempistica ordinaria. Inoltre, è il frutto di un compromesso che dà origine a qualcosa che è profondamente diverso sia negli obiettivi che nelle modalità di attuazione rispetto alla programmazione precedente. Se, infatti, fino ad oggi il sistema aveva una forte vocazione regionale, adesso invece la cornice unica è quella costituita dal piano strategico nazionale; questo diverso modo di operare ha creato grosse difficoltà dovendo mettere a sistema le necessità delle Regioni ognuna con proprie specificità in un quadro definito dallo Stato nel rispetto dei vincoli posti dall’Europa” Ciò comporta la limitata capacità di decisione delle regioni sull’utilizzo dei fondi. Il piano strategico nazionale – ha evidenziato Zannier – prevede una serie di interventi predeterminati che poi possono essere solo scelti dalle Regioni e non definiti assieme a loro. Ciò che c’è scritto all’interno dell’intervento è già predeterminato a livello statale e non può essere quindi in alcun modo negoziato, portando in alcuni casi a non poterlo applicare nella realtà locale pur essendo di per se interessante guardando solo il titolo della misura».
Ultimo aspetto messo in evidenza dall’assessore nel suo intervento è stato quello riguardante la riduzione temporale della Pac, che passa dal naturale settennato al nuovo quinquennio. «Anche questa innovazione – ha spiegato il titolare dell’Agricoltura Fvg – crea non pochi problemi sulla gestione finanziaria delle risorse. Alcune misure, in particolar modo quelle strutturali, nascono con un budget spalmato su 5 annualità con volumi di risorse disponibili inferiori rispetto a quelle previste sul settennato, pur essendo queste le azioni più richieste in assoluto. Ciò comporta di conseguenza un numero inferiore di beneficiari che potranno accedere ai vantaggi della programmazione».

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari Fvg Stefano Zannier.

Mela Fvg, dalla mostra di Pantianicco un’opportunità per il rilancio frutticolo

La Mostra regionale della mela 2022 non è solo un’occasione di festa e di premiazioni, ma un’opportunità per trasferire conoscenze che favoriscono lo sviluppo della capacità produttiva nel settore della frutticoltura per strutturarlo, attraverso un’annata difficile, in modo stabile. È la riflessione portata dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari all’inaugurazione ufficiale della mostra di Pantianicco, giunta alla sua 51ma edizione, rassegna che si protrarrà fino al 2 ottobre. L’evento è stato riproposto quest’anno dopo due anni di fermo a causa della pandemia.
Da parte del rappresentante della Regione Fvg è stata evidenziata la necessità di combinare i tre fattori chiave della sostenibilità: l’innovazione, la capacità produttiva e l’approccio coerente sui mercati. Sono stati ricordati anche gli interventi recenti più importanti promossi dall’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia con il finanziamento delle reti antigrandine, l’efficientamento del sistema irriguo e i contributi per la realizzazione di nuovi impianti disposti in legge di Stabilità regionale che hanno portato al finanziamento di tutte le domande per un totale di 40 nuovi ettari di melicoltura e di 25 nuovi ettari per la coltivazione di kiwi.
Nell’occasione della Mostra è stata suggellato il gemellaggio tra i Comuni di Mereto di Tomba e di Sankt Paul im Lavanttal, in Carinzia, con il proposito espresso dalle due parti di ampliare la collaborazione dal settore strategico della mela a nuove iniziative culturali e sportive, sempre con il supporto della Pro Loco di Pantianicco e dei consorzi collegati.

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In copertina e all’interno mele in esposizione e in concorso alla Mostra regionale di Pantianicco.

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Oscar Green, Coldiretti premia i giovani “innovativi” che credono nel futuro

In questi anni di difficoltà il settore agricolo ha dimostrato una grande adattabilità e gli Oscar Green sono la testimonianza che i giovani imprenditori, con la loro proposta di soluzioni innovative, sono la luce per guardare con speranza al futuro. Questa la sintesi del messaggio che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna ha rivolto a Udine – nell’ambito di Friuli Doc, manifestazione che oggi vivrà la sua ultima giornata – in occasione della consegna dei premi Oscar Green, sedicesima edizione del concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa nazionale e patrocinato dal Ministero delle Politiche agricole – presente alla premiazione anche il suo titolare – che riconosce l’innovazione, valorizza i progetti dei giovani imprenditori e promuove l’agricoltura di qualità.

I giovani agricoltori premiati.


L’assessore si é soffermato anche sull’attuale emergenza energetica da affrontare con un intervento comune, unitario e significativo per la produzione sostenibile, sia in termini ambientali che economici, altrimenti nessuna soluzione sarà efficace a mantenere e sviluppare il mercato. A nome della Regione Fvg ha poi rivolto un ringraziamento a Coldiretti e alle attività imprenditoriali, definite un baluardo del fare agricoltura sostenibile oltre il mero paradigma ideologico.
I premi sono stati consegnati a “Sviluppo lento” di Fasan Nicola Agribirrificio Borgo Decimo di Azzano Decimo; “Basta credere – Dopo di noi” di Davide Samsa Società agricola Samsa Paolo & Css di Fogliano; “Bastano semplicità e rispetto” – Marta di Piller Roner azienda agricola Plodar Kelder di Sappada; “La sostenibile leggerezza dell’uva” de La Delizia Vini – Viticoltori friulana S.c.a; “Refoscollection. Il giardino del Refosco” di Marco Tonutti azienda agricola Tonutti Dino e Marco di Tavagnacco; “Spiripau, Spirulina bio italiana” – Federico Paulitti Società Agricola Paulitti & C. di Pocenia.
I progetti premiati vanno dalla birra artigianale che “sa aspettare”, alla fattoria che ospita ragazzi con disabilità intellettive, alla riscoperta di un antico formaggio sappadino, alla bottiglia interamente sostenibile, a un viaggio tra i Refoschi e alla coltivazione sostenibile dell’alga Spirulina.
Il Friuli Venezia Giulia conta circa 800 giovani imprenditori agricoli in rappresentanza del 6 per cento degli imprenditori di settore.

Le patate friulane saranno valorizzate dall’Indicazione geografica protetta

«Sono fiducioso nel buon esito del percorso per l’ottenimento del marchio europeo di Indicazione geografica protetta (Igp) per la patata friulana; una strada sostenuta dall’Amministrazione regionale che potrà contribuire a valorizzare la produzione pataticola locale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a chiusura del convegno “Forma è sostanza, le moderne tecniche di marketing” che si è tenuto nell’auditorium di Zoppola. L’evento ha fornito anche l’occasione per presentare il restyling del marchio aziendale della cooperativa Copropa, premessa per l’avvio di una nuova strategia commerciale e d’immagine, e per premiare i campioni di tuberi esposti nella Sagra delle patate di Ovoledo. Quest’anno i campioni in mostra sono stati circa una sessantina, tutti di provenienza regionale, e 19 le varietà.
Nel suo intervento, Zannier ha focalizzato l’attenzione sull’importanza delle filiere agroalimentari: «In regione le filiere ci sono anche se, a volte, incomplete e si traducono in produzione e trasformazione, ma è necessaria anche la parte distributiva. Una filiera funziona quando è completa nelle sue diverse componenti, questo significa anche garantire una sostenibilità economica; il confronto con tutti gli attori offre maggiori opportunità per trovare i corretti equilibri dando soddisfazioni a tutte le parti della catena».

L’assessore regionale Stefano Zannier con Piervito Quattrin presidente di Copropa e l’esperto di marketing Alberto Abate.

Il collegamento produttore-distributore, per Zannier, ha un’efficacia anche in termini di marketing che può essere pensato in maniera unitaria. «In questo modo è possibile dare valore a tutti gli elementi della filiera all’interno, però, di un’area geografica limitata in cui la mia comunicazione risulti efficace», ha precisato l’assessore regionale che ha voluto poi fare un richiamo alla produzione del Friuli Venezia Giulia.
«La nostra produzione agricola – ha indicato Zannier – non ha una dimensione tale da poter competere su un mercato in cui sono presenti grandi volumi, ma può trovare opportunità su un mercato diverso che oggi ha canali aperti all’interno di una logica di produzioni locali gestite in base al venduto per dare impulso al territorio come è emerso nel convegno. Un mercato che presenta volumi potenziali interessanti».
Una riflessione più generale ha riguardato, poi, la riconversione della produzione agricola. «In Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto l’assessore regionale – riscontriamo la carenza di alcune produzioni locali nonostante la richiesta del territorio non manchi; pensiamo all’ortofrutta che, ad eccezione di alcune tipologie, non riesce a soddisfare il fabbisogno della regione». Su questo aspetto, Zannier ha collegato il tema delle riconversioni produttive che «possono rappresentare un’alternativa di mercato per i produttori e una sfida per tutto il sistema. Per compiere quel passo serve, però, un soggetto che aggreghi le produzioni e le renda disponibili nei tempi e nelle quantità utili alla distribuzione per garantirle poi al cliente».
L’esponente della Giunta Fedriga ha voluto anche esprimere un apprezzamento a Copropa. «La cooperativa ha saputo evolversi anche, ma non solo, dal punto di vista agronomico; siamo all’ultimo miglio da percorrere insieme per fare quel salto di qualità per collocare sul mercato un prodotto che ha tutte le caratteristiche di qualità e riconoscibilità per essere largamente apprezzato dal consumatore».
L’incontro, organizzato in collaborazione con Ersa, ha visto dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesca Papais, di Piervito Quattrin, presidente di Copropa, e di Renato Danielis, dell’Ersa, anche l’illustrazione delle moderne tecniche per trasmettere attraverso un marchio i valori e la qualità del prodotto da parte dell’esperto di marketing Alberto Abate. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Rossano Cattivello, sono intervenuti alcuni dei rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo agricolo ed esperti del comparto.

Un momento della premazione dei produttori.

Prepotto, acqua per cento ettari di vigna: l’impianto irriguo ricorderà Lucio D’Atri

(g.l.) «Un’opera importante, finanziata dalla Regione, che testimonia la capacità del sistema dei Consorzi di bonifica regionale di operare nell’interesse dei coltivatori e del territorio». Lo ha detto a Prepotto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’impianto microirriguo di Brischis-Albana, intitolato alla memoria del funzionario regionale Lucio D’Atri, prematuramente scomparso nel 2020, che consentirà l’uso razionale della risorsa idrica e l’accumulo delle acque meteoriche a beneficio di oltre 100 ettari di colture di pregio della zona, come lo Schioppettino di Prepotto.

La targa dedicata a Lucio D’Atri.

Tra le autorità presenti all’evento – avvenuto nella sede dell’azienda agricola Ronc Soreli di Novacuzzo -, il sindaco Mariaclara Forti che ha espresso tutta la sua soddisfazione per la realizzazione di quest’opera altamente significativa per quanti, nella zona di Albana terra eletta per lo Schioppettino ma non solo, operano in vitivinicoltura, e il presidente del Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, Enzo Lorenzon, ente che si è fatto carico della realizzazione dell’importante impianto per l’irrigazione di soccorso dei vigneti. C’era inoltre Rodolfo Rizzi, in rappresentanza di Assoenologi Fvg, che ha espresso tutto il suo apprezzamento per l’opera consortile.
Come ha spiegato l’assessore, dopo avere ringraziato il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia proprio per aver intitolato l’opera a Lucio D’Atri, relativamente all’impianto di Brischis-Albana lo stanziamento regionale è stato di 1.760.000 euro e «come tutte le decisioni assunte in questa legislatura, anche questa – ha detto – è partita da un ragionamento di sistema e condivisa in base a un’esigenza concreta. A riprova di ciò – ha continuato Zannier – oggi abbiamo presenti i rappresentanti di tutti i Consorzi del Friuli Venezia Giulia, perché c’è una vera cultura di sistema fondata sulla lealtà e sulla fiducia declinata più nelle strette di mano che con le carte bollate».

Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto.


L’esponente della Giunta Fedriga ha poi ricordato i 18 milioni di euro recentemente deliberati a favore dei Consorzi «per realizzare nel tempo più breve possibile in tutto il territorio regionale impianti come quello appena inaugurato». Infine, l’assessore ha concluso affermando che serve spiegare all’esterno il fatto che la risorsa idrica viene utilizzata in campo agricolo per produrre un bene primario essenziale e non per fare del business o del profitto fine a se stesso. In quest’ottica, vanno trovate soluzioni per ridurre ancora di più l’uso dell’acqua, senza però demonizzare un settore produttivo fondamentale della filiera agroalimentare.

Infine un brindisi beneaugurante.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale dell’impianto di Brischis-Albana.