Alla Sagra del vino di Casarsa il debutto di Zannier confermato alla guida dell”Agricoltura Fvg

(g.l.) “Il sistema legato all’agricoltura del Friuli Venezia Giulia deve continuare a guardare al futuro e può farlo grazie alla sua grande capacità di adattamento alle diverse mutazioni in atto. Ma per stare al passo con i tempi è anche necessario riuscire a fare sintesi di fronte alle diverse opportunità in questo importante settore che contribuisce, in modo importante, alla definizione del nostro Pil”. Lo ha detto il confermato assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nella sua prima uscita pubblica post-nomina, partecipando a Casarsa della Delizia alla cerimonia di inaugurazione della 75ma edizione della Sagra del Vino e alla premiazione del concorso “Filari di Bolle” con il quale è stato assegnato un riconoscimento ai migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia.

Alla presenza del sindaco Claudio Colussi, del presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin, del ministro per i Rapporti con il Parlamento il pordenonese Luca Ciriani, del viceministro Vannia Gava e del presidente dei Viticoltori friulani “La Delizia”, Fabio Bellomo, e dell’onorevole Michelangelo Agrusti, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga, nel suo in intervento, ha posto in evidenza il valore della continuità che potrà essere dato al comparto nei prossimi cinque anni di legislatura. “Se da un lato la Regione continuerà a sostenere la prosecuzione aziendale di quei settori a maggiore difficoltà reddituale, per quelli che invece dimostrano importanti opportunità economiche, l’Amministrazione darà il proprio contributo affinché si aggancino le sfide del futuro nel mercato di riferimento. Per fare questo, il sistema regionale è interessato a mettere in atto azioni il più unitarie possibile nel segno della continuità con il passato, senza iniziare da zero e facendosi forte del fatto che già si conoscono gli interlocutori con i quali ci si dovrà interfacciare”.
Cerimonia di apertura, dunque, ricca di interventi per la rinomata rassegna enologica: tema centrale la qualità del vino e la sua tutela come elemento non solo economico ma anche sociale e culturale del Friuli Venezia Giulia, oltre al plauso agli organizzatori e ai volontari della manifestazione che andrà avanti fino al 2 maggio coinvolgendo di fatto tutta la comunità (programma completo su www.procasarsa.org).


Presenti le massime autorità civili, militari, del mondo associativo e imprenditoriale e cooperativo: Luca Carocci questore di Pordenone, Michael Mastrolia viceprefetto aggiunto capo gabinetto del prefetto di Pordenone, senatore Marco Dreosto, Valter Pezzarini presidente Comitato regionale Friuli Venezia Giulia Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, Tiziano Venturini Coordinatore regionale Città del Vino Fvg insieme al vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo, Luigi Piccoli presidente Confcooperative Pordenone, Sabrina Francescutti presidente Coop Casarsa insieme alla vicepresidente Patrizia Mander e al direttore Stefano Cesarin, Ester Pilosio Consigliere Friulovest Banca in rappresentanza del presidente Lino Mian e del direttore Giuseppe Sartori), Antonio Cesare Marinelli vicepresidente del Centro studi Pier Paolo Pasolini presieduto da Flavia Leonarduzzi, la giunta della Città di Casarsa della Delizia con il vicesindaco Ermes Spagnol e gli assessori Aurora Gregoris, Cristina Gallo, Paola Zia, Samuele Mastracco e Antonio Pisani, i consiglieri delegati Manola Bellinato e Antonio Deganutti e altri rappresentanti del consiglio comunale. Sono stati portati i saluti dei consiglieri regionali eletti in provincia di Pordenone, presente anche il nuovo sindaco di Zopppola Antonello Tius. Per le autorità militari il Comandante interinale Compagnia di Pordenone dei Carabinieri Tenente Giovanni Cito insieme al Luogotenente Donato Perrone Comandante stazione dei Carabinieri Casarsa, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Pordenone colonnello Davide Cardia e il tenente colonnello Marini dell’Aves Rigel.

Nell’occasione, sono state presentate la mostra fotografica “Il mondo agricolo, ieri e oggi” da uno dei curatori, Marco Salvadori, e dal presidente del Circolo fotografico f64 Gianni Stefanon e la mostra “Persone e Personaggi di Casarsa 2023” di Luigi Intorcia.  Pier Dal Mas Presidente giuria e delegato Pordenone Associazione italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia ha, quindi, illustrato i risultati della nona edizione della Selezione spumanti del Friuli Venezia Giulia “Filari di Bolle”, a cui hanno partecipato 35 cantine con 80 vini. Come premi le splendide foto del maestro Elio Ciol e del figlio Stefano, presente in sala, riguardanti come soggetto luoghi di Pasolini, incorniciate da Il Glifo di Vincenza Crimi. Ecco, dunque, tutti i premiati:

Premio Metodo Charmat Prosecco Doc allo spumante della cantina Pitars – Prosecco Doc Extra Dry. Ha ritirato il premio Nicola Pittaro.
Premio Metodo Charmat Ribolla Gialla allo spumante de La Delizia Viticoltori Friulani – Naonis Ribolla Gialla Brut. Ha ritirato il premio il Responsabile spumantizzazione Daniele Zoratto.
Premio Metodo Charmat allo spumante della cantina Pitars – Cuvée Prestige Extra Dry. Ha ritirato il premio Paolo Pittaro.
Premio Metodo Classico allo spumante di Vigneti Pietro Pittaro – V.S.Q. Talento MC Pas Dosè Etichetta Nera 2015. Ha ritirato il premio Stefano Trinco enologo e Responsabile produzione.
Premio Metodo Charmat Prosecco Doc Rosè de La Delizia Viticoltori Friulani – Prosecco Doc Rosè Extra Dry Millesimato. Ha ritirato il premio Responsabile di cantina Gabriele Mincin.
Inoltre Riconoscimento Miglior etichetta e Packaging a Valentino Butussi per la Ribolla Gialla Extra Dry “Kret”. Ha ritirato il premio Angelo Butussi con moglie Pierina.
A concludere brindisi con le bollicine de La Delizia nell’Amateca, l’enoteca della Sagra del Vino al centro dei festeggiamenti.

ORGANIZZATORI, PARTNER E SPONSOR. La Sagra del Vino è organizzata da Città di Casarsa della Delizia e Pro Casarsa della Delizia insieme con La Delizia Viticoltori Friulani. Gli organizzatori ringraziano Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, Camera di Commercio di Pordenone Udine, Confcooperative Pordenone, Friulovest Banca, Coop Casarsa, Associazione nazionale Città del Vino – Coordinamento FVG, Fondazione Friuli, PromoTurismoFvg, Ambiente Servizi, Servizio civile universale. La Sagra del Vino gode del riconoscimento nazionale di Sagra di Qualità dell’Unpli e di Ecofesta per la sua attenzione all’ambiente.

Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia è organizzata da Pro Casarsa della Delizia Aps, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Uni DOC-FVG e la sponsorizzazione di Friulovest Banca. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Consorzio Tutela Doc Fvg, Assoenologi, Onav, Donne del Vino, PromoturismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e all’interno immagini della cerimonia inaugurale alla quale hanno partecipato anche il ministro Luca Ciriani, il viceministro Vannia Gava e il neo-confermato assessore regionale Stefano Zannier.

(Foto Devis Solerti)

I problemi della siccità a Ortogiardino: massima attenzione al risparmio d’acqua

Oggi il settore dell’orticoltura, della frutticoltura e in genere delle colture specializzate ha il merito riconosciuto di svolgere un ruolo da apripista rispetto all’attuale problema della gestione sostenibile dell’acqua. E’ questo, infatti, il comparto in cui l’innovazione irrigua è più evoluta con impianti e tecnologie all’avanguardia e all’insegna del risparmio idrico, il vero grande tema dell’immediato futuro. E la Fiera di Pordenone, con manifestazioni come Ortogiardino ma anche AquaFarm da poco conclusa, rappresenta una platea davvero strategica anche per fare informazione e formazione sul tema della gestione idrica e sull’uso consapevole dell’acqua.
E’ questo il messaggio che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari ha espresso ieri mattina all’inaugurazione di Ortogiardino, la 42ma edizione della rassegna dedicata al mondo del florovivaismo e dell’orticoltura organizzata nel quartiere fieristico di Pordenone. L’esposizione – che continua oggi e poi proseguirà fino al 12 marzo – si rivolge a vivaisti, floricoltori, produttori e rivenditori di attrezzature e prodotti per la cura del giardino e dell’orto, bulbi e sementi, attrezzature per giardini e parchi, arredamento da esterni e decorazioni.
Nel suo intervento l’esponente della Giunta regionale ha informato sulla situazione della siccità in Friuli Venezia Giulia. A fronte di un anno passato in cui si sono registrati i record di mancanza di piogge, oggi vige una situazione di grande deficit con gli invasi montani nei quali i livelli dell’acqua sono ai minimi storici e le falde in pianura in forte abbassamento. Senza che ci sia una previsione, almeno a breve, di un incremento di piovosità importante.
I piani di emergenza che la Regione Fvg aveva decretato già l’anno scorso, come ha sottolineato ancora l’assessore, non si sono mai fermati e continuano a essere operativi. Al fine di gestire l’emergenza con un’ottica di sistema, permane un continuo confronto anche con le società produttrici di energia che gestiscono gli impianti. In questo senso nel Pordenonese, come ha rimarcato l’esponente dell’Esecutivo regionale, la società Edison, che gestisce gli impianti dell’asta del Meduna in Val Tramontina, ha annunciato uno stop degli impianti per due, forse tre settimane. Una manovra che consentirà di “immagazzinare” circa 10 milioni di metri cubi nei bacini montani in modo da costituire una riserva importante. Ma è chiaro, è stato il monito lanciato, che in vista della prossima stagione estiva l’impegno da parte di tutti dovrà continuare. La Regione proseguirà, come è stato assicurato, nel mantenere aperto il dialogo all’interno del sistema virtuoso della “filiera dell’acqua” affinché si possa affrontare un periodo che si preannuncia non facile.
All’inaugurazione dell’esposizione ortofloricola i vertici della società Pordenone Fiere hanno ricordato l’importanza dell’evento che è riconosciuta anche oltre i confini nazionali. La manifestazione si sviluppa su oltre 20 mila metri quadrati di aree coperte e scoperte e ospita oltre duecento espositori. Nelle ultime edizioni i visitatori sono stati oltre 65 mila: da tutto il Nord Italia e dall’estero, in particolare da Carinzia, Slovenia e Croazia.

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In copertina, un moderno sistema irriguo in uso in Friuli Venezia Giulia.

Volano le eccellenze agroalimentari Fvg: oltre un miliardo il valore dell’export

«La nostra Regione ha investito molto sul potenziamento delle filiere agroalimentari che oggi sono ritenute sempre più strategiche anche dai singoli protagonisti dell’intero settore. Dalla produzione primaria alla trasformazione, fino alla commercializzazione finale riescono a tenere insieme tutti quegli elementi fondamentali per garantire la reale sostenibilità sia di una singola attività agricola sia degli investimenti che vengono messi in campo a favore del nostro territorio». Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Trieste al Forum “Il modello Friuli Venezia Giulia: il valore della filiera agroalimentare regionale e la percezione del consumatore” organizzato da The European House-Ambrosetti.

L’assessore Zannier al Forum di Trieste.

«L’elevata qualità dei prodotti del Friuli Venezia Giulia è ormai riconosciuta all’estero, ma dobbiamo migliorare ancora – ha sottolineato Zannier -. Quando si parla di turismo e di risorse agroalimentari dobbiamo però abbiamo avere una visione più ampia e puntare a una promozione e a una comunicazione unitaria e univoca per massimizzare i risultati, raggiungendo le persone che stanno visitando la nostra regione e possono degustare le nostre eccellenze, ma anche il mercato nazionale e quello estero».
«È fondamentale pertanto utilizzare una strategia di comunicazione sempre più organizzata e organica in grado – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – di declinare in modo adeguato i messaggi, raggiungendo al tempo stesso target anche molto diversi. Non va dimenticato infatti che in alcuni casi, come per esempio nel settore vitivinicolo, abbiamo un surplus di produzione che non potrà mai essere consumata sul territorio del Friuli Venezia Giulia. Una quota importante è necessariamente destinata ai mercati extraregionali».
Nel corso della mattinata è stato presentato lo studio di approfondimento sul valore generato dalla filiera agroalimentare del Friuli Venezia Giulia realizzato da The European House-Ambrosetti in collaborazione con PromoTurismoFvg e l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa).
Il settore presenta performance migliori rispetto alla media nazionale. Inoltre, la proiezione internazionale dell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia è in continua crescita, anche grazie alla particolare posizione geografica: nel 2021 ammontavano a 1,1 miliardi di euro le esportazioni. Si tratta di un record storico, con una crescita del +15,5% rispetto all’anno precedente, che colloca questa regione al 4° posto tra quelle italiane.
Il Friuli Venezia Giulia è anche il quarto esportatore italiano di prodotti ittici freschi (30,2 milioni di euro) e il sesto di caffè (305,4 milioni di euro). È inoltre la quarta regione per valore della produzione di vino certificato (803 milioni di euro nel 2021) e la quinta per valore della produzione agroalimentare certificata (359 milioni di euro nel 2021).

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In copertina, i nostri grandi vini, soprattutto bianchi, sono trainanti nel paniere agroalimentare del Friuli Venezia Giulia: allora è proprio il caso di brindare alle fortune dell’importante settore.

“Top vini Fvg” giunta alla terza edizione: è una Guida che promuove la qualità

«La guida “Top vini Fvg” ha il pregio di spingere le nostre aziende a cercare di migliorare costantemente la qualità delle proprie produzioni. Questo è fondamentale in una regione come la nostra, che conta un patrimonio vitivinicolo di 28 mila ettari corrispondente a ben il 13 per cento della superficie agricola. La guida si pone inoltre come una valida opportunità per promuovere anche le piccole attività, rendendole riconoscibili a un vasto pubblico di appassionati, ristoratori, enoteche e turisti». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, durante la fase di selezione e degustazione dei vini che saranno inseriti nella guida “Top Vini Fvg” 2023, giunta al terzo anno e pubblicata da Editoriale Top di Nicolò Gambarotto.
Il volume, che ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, elenca i migliori vini della regione evidenziandone le caratteristiche e le qualità. Le degustazioni di assaggio e la valutazione dei vini sono state realizzate in collaborazione con il Collegio territoriale dei periti agrari e Assoenologi Fvg, rappresentati nell’occasione dai rispettivi presidenti Luigi Pravisani e Matteo Lovo.
La giuria è composta principalmente da enologi, enotecnici e periti agrari iscritti nei rispettivi albi professionali, per un totale di 336 professionisti che, nel corso di queste settimane, hanno analizzato e recensito più di 200 vini certificati con marchi di qualità Docg, Doc e Igt di oltre 50 produttori regionali. I vini con un punteggio minimo di 77 su scala da 1 a 100 sono ammessi a entrare nella guida e ottengono diversi sigilli di qualità, sempre in base al giudizio ricevuto dalla commissione.
“Top vini Fvg 2023” sarà redatta in tre lingue (italiano, inglese e tedesco) e darà spazio anche alle descrizioni delle singole aziende, a cui verrà riservato uno spazio di due pagine ciascuna per presentare la propria attività.

L’assessore Zannier a Corno di Rosazzo.

 

Zannier e la nuova Pac in Fvg: approvate le linee strategiche, ora aspettiamo Agea

La Giunta del Friuli Venezia Giulia ha approvato il Complemento per lo sviluppo rurale del Piano strategico della Politica agricola comune 2023-2027 per la nostra regione. «Con la delibera si è compiuto l’ultimo atto formale – ha spiegato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, proponendo il documento all’Esecutivo Fedriga – che dà il via al piano che sostituisce di fatto il precedente Piano sviluppo rurale e che allinea la Regione alla nuova Pac. Ora attendiamo solo l’attivazione, da parte di Agea, della piattaforma informatica che consentirà la presentazione delle domande dei contributi da parte degli agricoltori. Si tratta – come ha spiegato ancora l’assessore – delle priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale della nostra regione che contiene anche le proposte di intervento per lo sviluppo rurale all’interno della Pac 2023-2027».

L’assessore Stefano Zannier.


Nel Complemento per lo sviluppo rurale si riportano le indicazioni di come la strategia nazionale viene declinata a livello regionale. «Si è trattato di un lavoro molto complesso – ha sottolineato l’assessore Zannier, che evidenzia alcuni elementi di criticità nel sistema – anche a causa dell’anomalia di una Politica agricola comune che è diventata quinquennale, anziché settennale. Un piano che viene redatto a livello nazionale a fronte di competenze che erano sempre state regionali. I limiti posti dal regolamento comunitario hanno sensibilmente ridotto gli spazi per le azioni di partenariato pubblico-privato, con l’eccezione del progetto “Leader” per favorire la vitalità delle aree rurali e combattere lo spopolamento con il coinvolgimento dei Gal, i Gruppi di azione locali».
Alla redazione del piano, come ha spiegato il titolare dell’Agricoltura Fvg, «si è arrivati attraverso un importante percorso partecipativo a tappe con tutti gli attori del mondo agricolo e rurale che ha permesso di fare sintesi delle esigenze e degli obiettivi del Friuli Venezia Giulia. Questo nonostante gli spazi di manovra autonomi delle Regioni sulla Pac siano stati fortemente limitati e ridotti a pochi punti percentuali del budget. Per questo la politica del Friuli Venezia Giulia è stata quella di concentrare i volumi finanziari su un numero ridotto di interventi al fine di massimizzarne l’efficacia».
L’esponente della Giunta ha fatto, inoltre, notare che «l mondo agricolo regionale ha ben chiaro, in particolare in questa non facile congiuntura economica e a fronte del cambiamento climatico, che la priorità strategica è rappresentata dagli investimenti in innovazione tecnologica». E sulla dotazione finanziaria ha aggiunto: «È vero che è aumentata, salendo a 227 milioni per i cinque anni a fronte dei 292 dell’arco temporale dei precedenti sette anni, ma è vero anche che contemporaneamente sono in proporzione diminuite le risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale».
La nuova Pac, tra le altre prescrizioni, introduce una condizionalità rafforzata a partire dal 2024: per avere accesso alle risorse economiche gli agricoltori dovranno rispettare alcuni obblighi tra cui la rotazione annuale delle colture come cambio di genere botanico al fine di abbassare l’uso di fitofarmaci e rafforzare la salubrità delle colture. Una ulteriore condizione impone di destinare il 4 per cento delle proprietà agricole ad area non produttiva a salvaguardia delle biodiversità. Previsto, inoltre, un meccanismo che incentiva la riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti.

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In copertina, la coltivazione della soia in Friuli Venezia Giulia.

“Voglia di Bio”, Zannier ai produttori: l’offerta cresce se il mercato conosce

«Per rendere sostenibile qualsiasi attività, è opportuno che le imprese riescano a trovare la giusta collocazione del proprio prodotto nel mercato di riferimento. In questo senso, svolgere attività di sensibilizzazione per far capire quali sono i vantaggi derivanti dalla scelta di prodotti biologici contribuisce ad allargare questa fetta di mercato. Si crea così un percorso virtuoso, dal momento che dalla crescita della domanda scaturisce la necessità di aumentare di pari passo anche l’offerta». È la considerazione che l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha condiviso a Udine nel corso del convegno “Agricoltura biologica, dalle politiche europee alla concreta implementazione in Friuli Venezia Giulia”, appuntamento conclusivo del progetto di divulgazione “Voglia di Bio” che gode del sostegno dell’Ente regionale per lo sviluppo rurale. L’iniziativa si è articolata, in questi mesi, in una serie di incontri formativi dedicati alle aziende interessate ad adattare la propria attività ai canoni del biologico e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

L’intervento dell’assessore Zannier.

L’analisi di Zannier ha toccato l’aspetto della sostenibilità all’interno del sistema agricolo. «Una complessità di elementi – ha precisato l’assessore – che, in tutte le forme di agricoltura realizzate nel territorio regionale, nazionale ed europeo, deve trovare una forma di sostenibilità complessiva. È un bene che ci siano indirizzi d’intervento precisi a livello comunitario, ma in presenza di limitazioni troppo stringenti si corre il rischio di complicare i diversi percorsi attuativi».
L’esponente della Giunta Fedriga si è successivamente soffermato sui cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi decenni che hanno convolto il mondo dell’agricoltura. «Fino a trent’anni fa – ha osservato Zannier -, quando l’agricoltura era maggiormente diffusa tra le famiglie, la percezione su quali fossero le modalità più corrette di fare agricoltura era più alta. Ora invece assistiamo a una costante diminuzione della popolazione nelle aree rurali e a una trasformazione dell’attività in una direzione sempre più imprenditoriale. Fortunatamente, negli ultimi vent’anni, sono state emanate normative che hanno impedito pericolose derive di insostenibilità, specialmente ambientale: un modello che vede una propensione imprenditoriale alla sostenibilità sempre più trasversale tra le varie tipologie di conduzione agricola. È importante che questa mentalità si stia finalmente radicando».

“Dop economy”, il Fvg è leader in Italia: vale 1 miliardo e 162 milioni di euro

«Il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana in cui le produzioni dell’agroalimentare Dop e Igp hanno registrato la crescita maggiore nel 2021. L’incremento del 63 per cento, rispetto all’anno precedente, nel valore generato dalle produzioni a marchio tipico rispetto al totale della produzione agroalimentare pone la nostra regione al primo posto in Italia per il tasso di aumento che si è registrato nell’anno post-pandemia rispetto al 2020». A renderlo noto è stato, a Roma, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier proprio in occasione della presentazione del ventesimo Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate Dop Igp Stg, che descrive i dati del settore dei prodotti registrati a origine protetta e tipici e analizza i consumi delle stesse tipologie di prodotti nel mercato italiano nel 2021, con un focus anche sull’andamento e l’evoluzione nel corso del 2022.
«Il dato di crescita record, il 63 per cento nell’ultimo anno quando la media nazionale è del 21 per cento – ha sottolineato l’assessore – rappresenta un risultato molto importante per il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. In numeri e i dati che pongono la regione in vetta alla classifica del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 testimoniano anche la capacità del settore e delle sue imprese a reagire con le strategie giuste nonostante le diverse difficoltà che non sono mancate nella congiuntura internazionale». L’analisi territoriale del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 ha un nuovo indicatore “Peso Dop Igp” che, per ogni regione, esprime l’incidenza del comparto sul totale del settore agroalimentare regionale.
In Friuli Venezia Giulia il peso della “Dop economy” equivale a un valore pari a un miliardo e 162 milioni di euro. Il settore delle produzioni a marchio tipico comprende 26 prodotti (oltre a molti vini, tra le produzioni certificate più “blasonate” e conosciute vi sono Prosciutto di San Daniele, formaggio Montasio, olio Tergeste, la Pitina, la Brovada, il Prosciutto di Sauris) e occupa circa 3.650 addetti. Sul valore complessivo la parte del leone è rappresentata dai vini: 803 milioni di valore economico, quasi tremila occupati e una crescita di oltre il 35 per cento nel 2021 rispetto al 2020. Nel segmento del cibo l’incremento è stato di circa il 7 per cento e il valore nella “bilancia” complessiva delle produzioni a marchio registrato è di 359 milioni di euro. Nelle filiere, quella vitivinicola rappresenta il 69% del totale, mentre quella dei prodotti a base di carne il 29%.
«I risultati che emergono dal Rapporto – ha concluso l’assessore Zannier, a margine della presentazione dei dati alla quale era presente anche il neoministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida – mostrano che la strada intrapresa dalle imprese del settore e dalle politiche regionali degli ultimi anni in difesa e per la valorizzazione delle produzioni certificate va perseguita con ancora maggiore determinazione. Nella convinzione che non serve competere sulla quantità ma bisogna saper investire sulla qualità e sulle tipicità».

Vaia, cimici, siccità, guerra e pandemia: bilancio di cinque anni difficili in Fvg

«La legislatura che si sta per chiudere ha avuto il carattere dell’eccezionalità per la serie di calamità che si sono susseguite in Friuli Venezia Giulia e che si sono sommate alla pandemia e alla guerra in Ucraina. La tempesta Vaia, l’invasione delle cimici, la siccità ci hanno imposto di intervenire in via straordinaria con quote ingenti di risorse per fronteggiare tutte le crisi che si sono manifestate, sfruttando come prima Regione in Europa i vari quadri temporanei a disposizione e ricevendo encomi da parte della Commissione europea». È questo il bilancio che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha voluto tracciare a margine della conferenza stampa di fine anno.
«Nonostante il quadro emergenziale – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga – siamo riusciti a riallineare i programmi europei agli obiettivi di spesa, abbiamo definito misure strutturali a sostegno dell’imprenditoria dei giovani in montagna e delle filiere del settore lattiero-caseario; abbiamo, inoltre, impresso una forte spinta all’innovazione nel mondo dei Consorzi di bonifica e nell’uso intelligente delle risorse idriche».
Prendendo in considerazione interventi più diretti alle imprese agricole, l’assessore all’Agricoltura ha tenuto a evidenziare come la Regione Fvg abbia introdotto formule innovative di gestione dei finanziamenti che «consentono alle imprese di poter beneficiare con estrema celerità di risorse sia per l’acquisto di attrezzature sia per le esigenze aziendali. Sostenibilità e territorio rappresentano un binomio inscindibile anche sul piano della promozione, come testimoniato dalla creazione del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”«», ha ricordato ancora.
«La realizzazione di un sistema informativo del capitale naturale e dei servizi ecosistemici del settore agricolo e forestale rappresenta inoltre – secondo Zannier – uno strumento che sarà accessibile a tutti e che permetterà, a regime, di pianificare una programmazione coerente con le esigenze del territorio su alcuni ambiti quali l’erosione del suolo o i problemi relativi alle capacità del sistema irriguo». Tra le partite strategiche per il futuro, infine, l’esponente della Giunta Fedriga ha scelto di porre l’accento sull’attivazione del nuovo ente pagatore, che è in via di creazione ed entrerà in funzione dal 2024, e sugli interventi strutturali legati al settore dei seminativi.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Dalla Regione Fvg oltre 80 milioni per agroalimentare, ittico e montagna

«Le risorse complessive stanziate nel bilancio regionale per il 2023 a favore del settore agroalimentare, ittico, delle foreste e della montagna ammontano a oltre 81 milioni di euro. Particolare rilievo in questa manovra assumono gli ulteriori 50 milioni per gli interventi nell’ambito del Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027 (Psn Pac) e i 20 per la programmazione in chiusura. Destineremo, inoltre, 7 milioni in tre anni ai Consorzi di bonifica e 4 milioni al settore zootecnico per compensare i maggiori costi derivanti dal conflitto russo-ucraino». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, in merito alle poste riservate dalla legge finanziaria alla Direzione di sua competenza.
La Stabilità di fine anno sosterrà anche le attività per le imprese agricole e agroalimentari, con il trasferimento di 14,5 milioni di euro al Fondo di rotazione in agricoltura, lo stanziamento di 9,5 milioni per opere di irrigazione e relative manutenzioni realizzate dai Consorzi di bonifica, 4,3 milioni di trasferimenti all’Ersa e per la promozione dell’agroalimentare, oltre 1 milione per aiuti per servizi consulenza aziende zootecniche, 1 milione per contributi destinati alla realizzazione di impianti arborei e 1 milione per il Fondo emergenze in agricoltura.
“Altri fondi – ha spiegato Zannier – saranno destinati alla valorizzazione e la salvaguardia del territorio: 10 milioni per la realizzazione delle sistemazioni idraulico forestali, 5 milioni per le aree naturali regionali, riserve parchi e biotopi, 2,3 milioni per la viabilità forestale e 1 milione per azioni di antincendio boschivo. Previsti inoltre 3 milioni per gli investimenti dei Comuni montani e per contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzativo, 1,5 milioni per la riqualificazione del patrimonio malghivo e 2,2 milioni per gli indennizzi e la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica”.
Per quanto riguarda, infine, la riduzione del consumo idrico a fini agricoli, saranno riconosciuti contributi pari a 7 milioni complessivi sul triennio a beneficio delle imprese agricole per impianti di micro-irrigazione e fertirrigazione. Finanziamenti anche per progetti di ripristino danni alle foreste da calamità naturali (4,6 milioni), per compensare l’aumento dei costi di produzione del latte (4 milioni) e per la partecipazione al Vinitaly delle aziende agricole (250 mila euro). L’assessore ha concluso la sua relazione ringraziando l’Aula e le strutture regionali della Direzione Risorse agroalimentari, forestali e ittiche per il lavoro svolto nel corso della legislatura che sta per concludersi.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Quale futuro per l’agricoltura biologica? Farla conoscere per allargare il mercato

«Per rendere sostenibile qualsiasi attività, è opportuno che le imprese riescano a trovare la giusta collocazione del proprio prodotto nel mercato di riferimento. In questo senso, svolgere attività di sensibilizzazione per far capire quali sono i vantaggi derivanti dalla scelta di prodotti biologici contribuisce ad allargare questa fetta di mercato. Si crea così un percorso virtuoso, dal momento che dalla crescita della domanda scaturisce la necessità di aumentare di pari passo anche l’offerta». È la considerazione che l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha condiviso a Udine nel corso del convegno “Agricoltura biologica, dalle politiche europee alla concreta implementazione in Friuli Venezia Giulia”, appuntamento conclusivo del progetto di divulgazione dell’agricoltura biologica “Voglia di Bio”, che gode del sostegno dell’Ente regionale per lo sviluppo rurale. L’iniziativa si è articolata, in questi mesi, in una serie di incontri formativi dedicati alle aziende interessate ad adattare la propria attività ai canoni del biologico e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

L’assessore Stefano Zannier.


L’analisi di Zannier ha toccato l’aspetto della sostenibilità all’interno del sistema agricolo. «Una complessità di elementi – ha precisato l’assessore – che, in tutte le forme di agricoltura realizzate nel territorio regionale, nazionale ed europeo, deve trovare una forma di sostenibilità complessiva. È un bene che ci siano indirizzi d’intervento precisi a livello comunitario, ma in presenza di limitazioni troppo stringenti si corre il rischio di complicare i diversi percorsi attuativi».
L’esponente della Giunta si è successivamente soffermato sui cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi decenni che hanno convolto il mondo dell’agricoltura.
«Fino a trent’anni fa – ha osservato Zannier -, quando l’agricoltura era maggiormente diffusa tra le famiglie, la percezione su quali fossero le modalità più corrette di fare agricoltura era più alta. Ora, invece, assistiamo a una costante diminuzione della popolazione nelle aree rurali e a una trasformazione dell’attività in una direzione sempre più imprenditoriale. Fortunatamente, negli ultimi vent’anni, sono state emanate normative che hanno impedito pericolose derive di insostenibilità, specialmente ambientale: un modello che vede una propensione imprenditoriale alla sostenibilità sempre più trasversale tra le varie tipologie di conduzione agricola. È importante che questa mentalità si stia finalmente radicando».