Vino Fvg, oltre 2 milioni per la promozione nei Paesi extra Ue

Ci sono oltre 2 milioni di euro per promozione del vino Fvg nei Paesi extra Ue. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, ha infatti attivato la misura di promozione sui mercati dei Paesi terzi per l’accesso all’aiuto comunitario per la campagna 2020-2021 dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo (Ocm vino). I progetti, finanziati con la quota regionale pari a euro 2.192.731,53, dovranno essere presentati – informa Arc – entro le 15 del 23 novembre prossimo al protocollo della Direzione regionale centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche (servizio valorizzazione qualità della produzioni). Saranno ammessi solo i progetti della durata massima di 9 mesi.

L’Ocm è un regime di aiuto che comprende specifiche misure finanziate direttamente dall’Unione europea, fra le quali la promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi – ha indicato Zannier -. Per questa specifica misura, i contributi erogati sostengono le aziende per adottare azioni di informazione e promozione dei vini attuate nei mercati dei Paesi terzi e destinate a migliorarne la competitività in queste aree”. I vini a cui si rivolge la misura sono quelli a Denominazione di origine protetta, a Indicazione geografica protetta, vini spumanti di qualità, di qualità aromatici e vini con l’indicazione della varietà. Gli importi massimi di contributo per i progetti regionali, nei quali partecipano solo le aziende del Friuli Venezia Giulia, prevedono fino a 350mila euro per progetti con un solo partecipante, cifra che sale a 500mila euro se i partecipanti sono da due a 10, 700mila euro da 11 a 30 partecipanti e, se il progetto coinvolge oltre 30 partecipanti, l’importo arriva a 750mila euro. Per i progetti multiregionali a cui aderiscono anche aziende di altre regioni, l’importo massimo di contributo pubblico non può eccedere i 350mila euro per progetto con un solo partecipante e i 500mila euro con più partecipanti. Vengono riservati 200mila euro per il finanziamento dei progetti multiregionali sia per quelli nei quali la Regione Friuli Venezia Giulia è capofila sia se capofila è un’altra Regione.
Rispetto infine al criterio adottato dal decreto ministeriale, il contributo minimo ammissibile per i progetti regionali e multiregionali nei quali la Regione Fvg è capofila, non può essere inferiore a 25mila euro per mercato o Paese terzo e a 50mila euro qualora il progetto sia destinato ad un solo Paese extra Ue.

Stefano Zannier

La delibera recepisce inoltre i criteri di priorità fissati dal decreto ministeriale delle Politiche agricole agroalimentari, Forestali e Turismo n. 3893/2019. Vengono assegnati 20 punti se il soggetto proponente è un nuovo beneficiario; se il progetto è rivolto ad un nuovo mercato o ad un nuovo Paese terzo, i punti complessivi sono 68 divisi secondo cinque percentuali (da 4 punti per percentuale superiore al 15% a 8, 12, 16 punti per oltre il 30%, 50%, 70% fino a 20 punti se l’importo complessivo del progetto è del 100%). Punteggio massimo di 10, invece, se il soggetto proponente richiede una percentuale di contribuzione pubblica inferiore al 60%. I punti andranno da 5 a 8 se il soggetto proponente è un Consorzio di tutela o una federazione di Consorzi di tutela, 7 punti se il progetto riguarda vini a denominazione d’origine protetta. Se il progetto è rivolto ad un mercato emergente si va da 3 a 13 punti a seconda della percentuale dell’importo destinato a quel mercato, da 2 a 4 punti se il soggetto proponente produce e commercializza prevalentemente vini provenienti da uve di propria produzione o di propri associati e fino a 18 punti se il soggetto proponente presenta una componente di piccole o micro imprese (da 5 a 18 punti).
La delibera quantifica il punteggio attribuito ai criteri di priorità in maniera diversa da quanto stabilito dal decreto ministeriale, per la valutazione dei progetti regionali, per adattarlo maggiormente alla realtà regionale e fissa altri criteri nel caso di parità di punteggio nella graduatoria dei progetti. Viene data precedenza, in questo senso, ai soggetti proponenti che presentano un solo progetto. Le priorità successive, sempre a parità di punteggio sono, nell’ordine, i progetti presentati da Consorzi di tutela; il coinvolgimento del maggior numero di partecipanti; soggetti proponenti che producono e commercializzano prevalentemente vini di propria produzione; il costo medio per partecipante più basso; la promozione nel maggior numero di Paesi terzi/mercati dei Paesi terzi.

Agriturismi, fattorie didattiche e sociali: ci sono 3 milioni per il dopo-Covid

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, il bando per l’accesso al sostegno temporaneo eccezionale a favore delle aziende agricole che diversificano la loro attività in agriturismi, fattorie didattiche, fattorie sociali del Programma di sviluppo rurale 2014-2020.
Le risorse assegnate, come informa una nota Arc, comprendono fondi cofinanziati per poco meno di 3 milioni di euro di spesa pubblica con una quota pari a 1.260.419,16 euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (Feasr) oltre a fondi aggiuntivi regionali per euro 358.589,79. Si tratta di un intervento volto a fare fronte alla crisi derivante dalla pandemia da Covid-19 previsto nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 (misura 21). La scopo è di fornire il più ampio supporto alle aziende colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria che hanno interessato l’intero comparto della diversificazione delle attività agricole nei settori dell’agriturismo, dell’agricoltura sociale e delle fattorie didattiche.
Il bando prevede la concessione di un contributo forfettario modulato, da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 7.000, in base al servizio offerto dalle aziende agricole che svolgono attività di agriturismo o di agricoltura sociale o di fattoria didattica e che hanno avviato l’attività non più tardi del 31 gennaio 2020. Nel caso in cui la dotazione finanziaria del bando non fosse sufficiente a soddisfare tutte le richieste, il contributo – conclude la nota della Regione Fvg – verrà proporzionalmente ridotto in rapporto all’entità delle risorse disponibili. Le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 12 ottobre attraverso il portale del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian).

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In copertina, l’ambiente collinare in Friuli Venezia Giulia è molto vocato all’attività agrituristica.

 

Dolomia investe 7 milioni e punta sul vetro. Fedriga: uniti per l’agroalimentare

“L’Amministrazione regionale punta a una partnership con le attività produttive dell’agroalimentare per una promozione reciproca del territorio. Solo se facciamo squadra, infatti, possiamo competere con le regioni più grandi della nostra”, ha detto a Cimolais il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso della visita allo stabilimento della Dolomia in occasione dell’apertura di una nuova linea produttiva. Era presente anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Stefano Zannier. Fedriga ha ricordato come in pochi anni l’azienda sia riuscita a conquistare importanti fette di mercato “puntando su quello che è tipicamente Made in Italy: la qualità”. “Dobbiamo essere in grado – ha concluso il presidente della Regione Fvg – di fare squadra e farci una promozione reciproca, è importante cioè che i cittadini percepiscano che prendere un prodotto fatto in Friuli Venezia Giulia è un valore aggiunto e che quel prodotto quando va in giro per il mondo fa conoscere il Friuli, il suo territorio e le sue ricchezze”.

La visita del presidente Fedriga.

Sono 7 i milioni di euro di investimento impiegati per la nuova linea Dolomia Emotion, pensata per completare la gamma di prodotti e guardare al mercato “green” del vetro a rendere (Var). E tutto questo si è tradotto, dando pure un importante contributo alla difesa dell’occupazione, nella nuova linea di produzione realizzata in Sorgente Valcimoliana srl, l’azienda di Cimolais che imbottiglia appunto con il marchio Dolomia, unica acqua al mondo che sgorga all’interno di un sito dichiarato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. Disponibile nei formati 0.70 L e 1 L e nelle versioni naturale e frizzante, Emotion è una linea pensata per soddisfare le esigenze del mondo Ho.re.ca, della ristorazione e dell’ospitalità, ma che presto entrerà nella quotidianità anche del consumo privato, in famiglia o in ufficio. In particolare, la distribuzione “porta a porta” del formato da 1 litro verrà infatti gestita attraverso il contatto con i principali grossisti, attivi capillarmente nel territorio, mentre una particolare modalità operativa è in fase di definizione per l’agevolazione delle consegne nelle aree limitrofe.
“Per il momento le nostre bottiglie in vetro a rendere sono distribuite principalmente in Area Nielsen 2, coprendo il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna ma, grazie all’attivazione di nuove piattaforme di distribuzione in Italia, stiamo raggiungendo anche Roma, Milano e Firenze – ha spiegato Gilberto Zaina, amministratore delegato di Acqua Dolomia -. Non è stato facile investire così tante risorse in una fase congiunturale delicata che impone di navigare a vista. Ma il completamento del progetto Dolomia2020 era alle porte ed il logo delle Dolomiti Friulane da sempre ci sostiene nel rassicurare la clientela sulla totale qualità. La certezza di disporre di un’acqua tra le più pure e equilibrate ci ha quindi convinti: è dal 2008 che portiamo il Made in Friuli sulle tavole dei cinque continenti e i primi segnali di ripresa dopo l’emergenza Coronavirus ci confortano”.

Alla importante cerimonia erano inoltre presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali: Marco Dreosto, europarlamentare, Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, Alessandro Da Re, presidente del Comitato di Gestione del Frie, il consigliere regionale Emanuele Zanon, il sindaco di Cimolais, Davide Protti, con i colleghi di Barcis, Claudio Traina, e di Erto, Antonio Carrara, oltre a Gianandrea Grava, in rappresentanza del Comune di Claut e quale presidente del Parco Naturale Dolomiti Friulane all’interno del quale sgorga appunto l’acqua Dolomia.

Autorità e stabilimento Dolomia.

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In copertina, le purissime acque del torrente Cimoliana nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.

(Foto Arc Montenero)

Festa della trebbiatura a Palazzolo: orzo e malto sono sinonimo di qualità

“Una festa che esprime le potenzialità di un sistema di filiera che i produttori di orzo e malto hanno saputo creare nella pianura friulana, dalle colline moreniche alla riviera, per dare un significato nuovo alla cerealicoltura, non più esclusivamente massiva, ma orientata anche alle lavorazioni di qualità che possono essere destinate a realtà di trasformazione presenti sul territorio regionale”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo, nella campagna di Palazzolo dello Stella, all’annuale “Festa della trebbiatura dell’orzo da birra”, svoltasi in concomitanza con la raccolta delle ultime spighe del cereale.

“E’ stato un momento di valorizzazione – ha detto Zannier, come si legge in una nota Arc – di un percorso improntato su un modello di filiera completa auspicato e sostenuto dalla Regione, volto a consentire di riversare i benefici delle attività rurali, di qualsivoglia settore, sul territorio, favorendo strutture di trasformazione locali. Strutture – ha aggiunto – che come in questo caso esistono nell’area rivierasca, a San Giorgio di Nogaro, ma che potrebbero essere create anche a vantaggio di altri comparti dell’agricoltura e dell’agroalimentare”.
Unire obiettivi e sforzi del mondo rurale e di quello agroalimentare ed enogastronomico, che in questo periodo a causa degli effetti della pandemia stanno soffrendo economicamente più di altri, come ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga significa aiutare le aziende e le imprese, favorire nuovi investimenti, nonché rivitalizzare il teritorio sul quale le ricadute sarebbero evidenti. Ciò avviene anche per l’economia delle aziende coinvolte nel progetto dell’Associazione produttori di orzo e malto (Asprom), lanciata e presieduta da Alido Gigante, che – a seguito del cammino intrapreso – stanno rivivendo una nuova fase di ripresa.

“Un altro risultato importante – ha aggiunto L’assessore regionale – è quello che gli agricoltori, attraverso la produzione dell’orzo e del malto locali, riescono a spuntare una remunerazione migliore rispetto alle medie del mercato, potendo contare sulla qualità del prodotto”. Nel contempo – ha concluso il titolare dell’Agricoltura Fvgr -, “questa filiera consente ai consumatori di vedere certificata la materia prima con la quale, in questo caso, viene realizzata la birra, e di degustare un prodotto che proviene dal territorio: un valore aggiunto che ancor più in questo periodo ha un significato importante a vantaggio della economia locale, ma anche per chi sceglie di consumare prodotti del posto”.
Asprom – ha spiegato infine Gigante, dopo l’intervento del sindaco, Franco D’Altilia, presenti i consiglieri regionali Alberto Budai e Mauro Bordin – è una rete contratto nata nel 2013, che raggruppa produttori (180 aziende agricole con 920 ettari coltivati), trasformatori, commercializzatori di cereali da malto, destinati a realizzare birra, caffè, farine, e altri prodotti agroalimentari.

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In copertina, spighe di orzo e all’interno la Festa della trebbiatura con l’assessore regionale Zannier. (Foto Arc Morandini)