Friuli Colli orientali e Ramandolo riflettono sul mercato. Zannier: anche il clima cambiato impone analisi mirate

«La crescente variabilità climatica impone un’analisi sempre più capillare delle differenze produttive anche all’interno di uno stesso territorio, mantenendo comunque una unica visione generale. A fianco di questo tema, è necessario mantenere un equilibrio economico che consenta alle aziende vitivinicole di generare un reddito». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo nel Salone del Parlamento del Castello di Udine alla presentazione di “Le stagioni e le uve”, la relazione tecnica dell’area Friuli Colli orientali e Ramandolo per l’annata 2025, alla presenza del presidente del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg, Filippo Butussi, produttori e amministratori del prestigioso comprensorio vitivinicolo che da va Nimis e Tarcento fino a Corno di Rosazzo, passando per Buttrio e Premariacco.


Nel suo intervento, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha sottolineato come accanto all’analisi tecnica della produzione sia fondamentale mantenere l’attenzione sull’equilibrio economico delle aziende. «Senza la capacità di generare reddito – ha osservato – ogni discussione tecnica rischia di perdere significato». Secondo l’assessore, il risultato economico è determinato da una serie di fattori che comprendono il valore riconosciuto dal mercato al prodotto, la capacità gestionale dell’azienda e, in parte, anche elementi meno facilmente modificabili. «In alcuni casi – ha spiegato – questi parametri possono essere gestiti con attenzione e rappresentano la chiave per ottenere o meno un profitto, soprattutto in una fase in cui i margini di manovra delle imprese sono condizionati dall’andamento dei prezzi».
Infine, pur definendo l’attuale fase congiunturale «non particolarmente esaltante», Zannier ha invitato a cogliere anche gli elementi positivi presenti nel settore, concentrando l’attenzione sui comparti che mostrano segnali di vitalità e sulla capacità di raggiungere volumi adeguati, indispensabili assieme alla marginalità.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Stefano Zannier; all’interno, il tavolo dei relatori al Castello di Udine.

(Foto Regione Fvg)

Da sessant’anni a Gradisca d’Isonzo il Gran Premio Noè. L’assessore Zannier: guardare al futuro senza perdere le radici

«Iniziative come quella di oggi devono guardare “oltre”, continuando a rinnovarsi e a trovare nuove modalità per proporre contenuti, senza però perdere il legame con le proprie radici. È fondamentale mantenere saldo il solco tracciato in questi decenni di attività, che ha dato valore al territorio e ai suoi prodotti e che continua a rappresentare un riferimento per chi opera nel settore». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo alla cerimonia di apertura del Gran Premio Noè 2025 a Gradisca d’Isonzo, la storica rassegna enologica – conta la bellezza di 60 anni! – che si concluderà proprio nella giornata odierna.

Due momenti della cerimonia inaugurale.


L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato il valore storico e identitario della manifestazione, che rappresenta una delle più longeve iniziative dedicate alla cultura enologica regionale. Zannier ha ricordato come il Premio, nato negli anni Sessanta per valorizzare la qualità produttiva delle cantine del territorio, abbia saputo evolversi nel tempo mantenendo intatta la propria vocazione originaria. «Questo Premio – ha affermato – amplia oggi la propria offerta e si apre sempre più alla cultura e alle attività capaci di valorizzare un prodotto che definisce le caratteristiche storiche e culturali della nostra regione e dell’area di Gradisca d’Isonzo in particolare». Secondo l’assessore, tale evoluzione testimonia una crescita costante della manifestazione, che sa coniugare promozione del territorio, identità locale e attenzione alla qualità. «Parlare di vino nella nostra regione – ha osservato – significa porre l’attenzione su una molteplicità di produzioni, con differenze significative da territorio a territorio, che riflettono direttamente la varietà dell’orografia regionale. Andiamo dalle colline alle pianure fino al mare, e questa diversità morfologica ci consente di esprimere vini dalle caratteristiche profondamente diverse, ma accomunati da una qualità costante e riconosciuta».
L’assessore Zannier ha quindi evidenziato come la qualità resti l’elemento chiave della competitività del comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia. «Abbiamo mantenuto nel tempo livelli elevatissimi delle nostre produzioni – ha precisato – e questo ci pone stabilmente ai vertici in termini di mercato e di confronti internazionali». Un risultato che, ha aggiunto l’assessore, è il frutto dell’impegno dei produttori, della ricerca, dell’innovazione e dell’azione della Regione nel garantire condizioni favorevoli allo sviluppo del settore agroalimentare. «Il traguardo dei sessant’anni del Premio Noè – ha concluso – è un elemento di forza e insieme uno stimolo a proseguire nel percorso di valorizzazione della nostra identità vitivinicola, continuando a innovare senza smarrire le radici che hanno reso questa manifestazione un punto di riferimento per il mondo del vino regionale».

“Rive” domani al via a Pordenone: un momento di confronto e una spinta all’innovazione a favore del Vigneto Fvg

«”Rive” ha assunto negli anni un ruolo centrale non soltanto per il sistema fieristico e per il comparto vitivinicolo, ma anche come momento di confronto e riflessione, segno della sua autorevolezza e della capacità di creare connessioni tra il mondo imprenditoriale e quello istituzionale». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della presentazione della Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia (Fiera di Pordenone 5, 6 e 7 novembre), incontro ospitato nella sede della Garbellotto a Sacile.


L’esponente della Giunta Fedriga ha osservato come l’appuntamento rappresenti oggi un’occasione significativa non solo per presentare le innovazioni di settore, ma anche per analizzare con realismo la congiuntura economica. «Non stiamo vivendo il momento di massima espansione del mercato vitivinicolo, ma non è il caso di drammatizzare. Si tratta di una fase che impone riflessione e scelte ponderate, perché i periodi di rallentamento – ha aggiunto – sono quelli che consentono di fermarsi, ragionare e definire strategie per il futuro». In questo senso, Zannier ha rimarcato il fatto che la fiera assume un’importanza ulteriore come luogo di confronto tra imprese e operatori: «Il sistema vitivinicolo regionale, che occupa il 13% della superficie agricola del Friuli Venezia Giulia – un dato di rilievo anche in ambito nazionale – deve continuare a innovare e a crescere. Gli incontri tematici e i convegni previsti durante Rive sono fondamentali proprio perché permettono di discutere i nuovi scenari e le opportunità del settore».
Secondo il titolare dell’agricoltura regionale, la competitività futura dipenderà dalla capacità delle aziende di aggregarsi, di ripensare le modalità commerciali e di orientarsi verso i mercati più adatti. «Il nostro prodotto non ha problemi di qualità o quantità, ma è necessario interrogarsi su dove e come commercializzarlo, su quali mercati investire e come riposizionare l’intero sistema regionale. Il comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia – ha concluso Zannier – deve ragionare in un’ottica unitaria, presentandosi sui mercati internazionali come un’unica grande area di riferimento, valorizzando le peculiarità locali all’interno del sistema “vino italiano”».

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In copertina e all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier durante la presentazione di “Rive” a Sacile presenti il presidente di Pordenone Fiere Renato Pujatti e di Pietro Garbellotto.

Natura 2000, mezzo milione di euro per la tutela della Val Cavanata a Fossalon. L’assessore Zannier: opere improrogabili per preservare la sua ricca biodiversità

«La Regione finanzierà con 500 mila euro di fondi europei interventi dedicati al ripristino idraulico, alle manutenzioni straordinarie dei canali e alla sistemazione degli argini nella Val Cavanata. L’obiettivo è di preservare la natura e la biodiversità di questa zona di elevato pregio inserita nel novero dei siti Natura 2000, incrementandone il valore attraverso l’attuazione di opere manutentive divenute improrogabili». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha commentato l’approvazione, da parte della Giunta Fedriga, della delibera che assegna 350 mila euro del Pr Fesr 2021-27 e altri 150 mila del Programma aggiuntivo regionale per interventi a tutela della Riserva naturale regionale “Valle Cavanata”, nel territorio rivierasco di Fossalon, a Grado.

Stefano Zannier

Le opere finanziate, come ha specificato il rappresentante della Regione Fvg, «saranno accompagnate da attività di monitoraggio volte a verificare l’efficacia dei miglioramenti e da adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione che vive nella zona, con particolare riferimento ai principali soggetti o gruppi interessanti o coinvolti nella loro attuazione. A tutto ciò si affiancherà la promozione di forme di fruizione eco-sostenibili e rispettose della storia e della cultura locali, perseguite mediante l’utilizzo di sistemi digitali».

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In copertina e all’interno due immagini della bellissima Val Cavanata a Fossalon.

La melicoltura Fvg si ritrova alla mostra di Pantianicco. Zannier: la Regione per il settore frutticolo investe altri 1,5 milioni. Va a Lucio Cisilino il Premio alla carriera

«Sono convinto che abbiamo spazi, capacità e mercati per crescere con la frutticoltura regionale e toglierci delle grandi soddisfazioni anche sotto il profilo della remunerazione, se avremo la capacità di lavorare insieme come sistema». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier inaugurando la Mostra regionale della Mela di Pantianicco, giunta alla sua 54ma edizione e che continua anche oggi per poi riprendere il 2 ottobre. «Proprio per sostenere lo sviluppo della frutticoltura – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga – la Regione mette a disposizione un bando da 1,5 milioni di euro rivolto alle Pmi agricole per impianti arborei di almeno un ettaro e per l’introduzione di specie pregiate, così da intercettare una domanda in crescita e favorire tecniche agronomiche in linea con il mercato». «Con questo intervento – aveva sottolineato alla presentazione della mostra a Udine – vogliamo dare un segnale concreto agli imprenditori agricoli, sostenendo chi investe in qualità, innovazione e sostenibilità. La frutticoltura del Friuli Venezia Giulia ha grandi potenzialità e rappresenta un comparto capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende sul mercato nazionale». Nell’occasione, Zannier si era complimentato con la Pro Loco di Pantianicco per gli «ottimi risultati ottenuti anche quest’anno e per la costante crescita che dimostra l’importanza del lavoro di squadra e la vitalità del territorio».


Nel 2024 il comparto melicolo del Friuli Venezia Giulia ha confermato numeri solidi: le superfici a meleti ammontano a 1.098 ettari per una produzione stimata di 64.970 tonnellate; le aree coltivate sono concentrate nelle province di Pordenone con 582 ettari, Udine con 503 ettari e Gorizia con 12 ettari, mentre a Trieste le aree dedicate alla melicoltura risultano trascurabili. Le varietà più diffuse sono Golden Delicious, Red Delicious, Imperatore, Granny Smith, Royal Gala e Zeuka. Il prezzo medio annuo delle mele da tavola rilevato alla Borsa merci di Verona è stato di 0,67 euro al chilo, con un incremento del 24,9% rispetto al 2023, a conferma di una fase di mercato favorevole.
«Un aspetto fondamentale è la capacità che dobbiamo avere nel comparto di confrontarci continuamente – ha osservato Zannier – sotto tutti i profili, agronomico, fitosanitario e climatico. Fare comunità, battere l’individualismo: da questo punto di vista è emblematico e opportuno che la Mostra della Mela abbia consegnato a Lucio Cisilino, vero pionere del melicolo, un premio alla carriera e la presidenza onoraria del Premio».
Come detto, anche quest’anno la Mostra della Mela si snoderà lungo due fine settimana, quindi anche oggi e poi dal 2 al 5 ottobre, organizzata dalla Pro Loco Pantianicco con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba e in collaborazione con Ersa-Regione Fvg, Arpa Fvg, PromoTurismoFvg, Unpli, Consorzio Pro Loco Medio Friuli, Università degli Studi di Udine, Confagricoltura, Circolo Agrario Friulano, Aiab-Associazione italiana agricoltura biologica, Consorzio apicoltori, Associazione regionale produttori apistici, Istituto d’istruzione superiore “Il Tagliamento”. La manifestazione aderisce al progetto “EcoFVG” della Regione Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e all’interno l’assessore regionale Stefano Zannier alla premiazione di Lucio Cisilino e al taglio del nastro.

Agricoltura, Zannier alla Fiera di Udine apre Sissar Open Day che sarà ciclico

«L’Open Day Sissar è un’occasione per evidenziare a tutti gli operatori del settore agricolo le opportunità offerte dal sistema dell’assistenza tecnica regionale, che vede una serie di partner tecnici e istituzionali collaborare per fornire al mondo dell’impresa agricola i massimi risultati in termini di ricerca applicata, innovazione, assistenza fitosanitaria, dando così la possibilità di agganciare le nuove opportunità e le migliori tecniche sempre in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, inaugurando l’open day del Sistema integrato dei servizi di sviluppo agricolo e rurale (Sissar) al quartiere fieristico di Udine assieme al presidente di Udine Esposizioni Antonio Di Piazza.

«Un progetto che avrà una continuazione – ha annunciato l’esponente della Giunta Fedriga – perché la comunicazione e l’informazione sono decisive per riuscire a ottenere i migliori risultati. Offrire al mondo imprenditoriale i risultati della ricerca applicata per dare tutte le possibilità di sviluppo all’interno di un mondo che cambia sempre più velocemente è fondamentale. Per questo si inizia oggi un percorso che diventerà ciclico e continuerà nel tempo».
Organizzato dalla Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione, con la collaborazione dell’Ersa, il coordinamento di Udine Esposizioni Spa e il contributo del Programma di Sviluppo Rurale Fvg, l’open day è cofinanziato dall’Unione Europea e mette a disposizione di imprese, agricoltori, tecnici, studenti e cittadini, visitatori e operatori 18 enti del settore.
I momenti formativi saranno in tema di difesa fitosanitaria della vite, gestione sostenibile della risorsa idrica, contributi europei all’agricoltura, soluzioni colturali innovative per il clima e qualità nella frutticoltura, multifunzionalità in zootecnia, nuove filiere emergenti, sicurezza e pianificazione aziendale, tecniche agronomiche per il futuro delle colture estensive. Previa iscrizione online, la partecipazione è gratuita e aperta.

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In copertina e all’interno immagini della cerimonia inaugurale alla quale è intervenuto l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

(Foto Regione Fvg)

 

Il Premio “Angelo Betti” a Stefano Trinco enologo che ha saputo portare la vitivinicoltura friulana a nuovi traguardi

«È un momento di grande orgoglio per il Friuli Venezia Giulia. Con il conferimento del prestigioso Premio “Angelo Betti”, consegnato oggi pomeriggio a Vinitaly 2025, all’enologo friulano Stefano Trinco, un professionista che ha saputo interpretare al meglio l’eccellenza vitivinicola del territorio, viene riconosciuto un tributo al suo impegno e alla sua passione, che da anni contribuiscono a promuovere la regione nel panorama internazionale del vino». È questo, in sintesi, il messaggio della Regione Fvg, espresso attraverso l’assessore alle Risorse agroalimentari, durante la cerimonia di consegna del Premio “Angelo Betti” nell’ambito della 57ma edizione della manifestazione internazionali del mondo del vino in corso da ieri a mercoledì 9 aprile a Veronafiere.
Il Premio “Angelo Betti” – istituito molti anni fa come Gran Medaglia di Cangrande -, per il Friuli Venezia Giulia, è andato quest’anno allo stimato tecnico del vino Stefano Trinco. Enologo dal 1982, dopo il diploma alla Scuola enologica “Cerletti” di Conegliano, è stato – dal 1985 al 2024 – responsabile di produzione della “Vigneti Pietro Pittaro” di Codroipo, di cui oggi è consocio proseguendo l’attività anche come produttore. Questa la motivazione ufficiale del Premio che gli è stato consegnato sul palco presente l’esponente della Giunta Fvg. «Stefano Trinco è un enologo di altissimo profilo umano e professionale, un riferimento acclamato per colleghi e produttori. Può ben essere considerato tra i massimi esperti, non solo a livello regionale, nel complesso mondo del metodo Champenois ma, non solo. Oggi anche produttore, con i consoci, prosegue l’attività di uno dei più blasonati marchi regionali, ma nel contempo presiede con competenza e indiscussa capacità la Doc Friuli, la più estesa Doc del Friuli Venezia Giulia, garantendo un’elevata capacità di ascolto e di mediazione. La sua professionalità, competenza e disponibilità lo rendono autorevole e indiscusso interlocutore nel panorama vitivinicolo della regione Friuli Venezia Giulia nonché in quello nazionale».
Giunto alla sua 51ma edizione, con la Medaglia annuale l’importante riconoscimento nazionale intende valorizzare istituzioni o personalità delle diverse regioni italiane che hanno significativamente contribuito al progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione, così come alla crescita del settore vinicolo italiano attraverso la loro attività professionale o imprenditoriale. Si tratta, come evidenziato dai vertici di Veronafiere, di un’iniziativa volta a valorizzare non solo l’eccellenza, ma anche la tipicità dei territori e che, proprio per questo, richiede ogni anno la preziosa collaborazione degli assessorati regionali all’Agricoltura.
Come sottolineato dall’esponente della Giunta Fvg, con la sua competenza e dedizione in oltre quarant’anni di attività, Stefano Trinco ha saputo portare la tradizione vitivinicola friulana a nuovi traguardi, confermando il ruolo di eccellenza del Friuli Venezia Giulia nel mondo del vino. La sua capacità di coniugare innovazione e rispetto per il territorio rappresenta un esempio luminoso per le future generazioni di enologi e produttori.

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In  copertina, l’enologo friulano Stefano Trinco durante la  cerimonia a Veronafiere.

La Regione con Zannier promuove il Pignolo “ambasciatore” di qualità e tradizione del Friuli Venezia Giulia

«Il Pignolo è il cuore pulsante della nostra identità vinicola, un vino che racconta la storia del nostro territorio e che, grazie all’impegno delle cantine locali, sta conquistando sempre più apprezzamenti a livello non solo a livello nazionale. Il nostro obiettivo è promuovere il Pignolo come “ambasciatore” della grande qualità e della tradizione del Friuli Venezia Giulia a livello internazionale». Lo ha detto ieri pomeriggio l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, al “World Pignolo Day 2025”, il simposio organizzato a Udine dell’Associazione del Pignolo del Friuli Venezia Giulia, anche in collaborazione con PromoTurismo Fvg. Una giornata dedicata al vitigno autoctono del Friuli per esplorare l’universo del Pignolo, l’agronomia, lo spirito della grappa e l’arte del vino, oltre alla scrittura.
L’esponente della Giunta Fedriga ha partecipato anche al talk show a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vignaiolo pluripremiato Sylvio Jermann, il giornalista e inviato di guerra Toni Capuozzo e Tommaso Cerno, giornalista e scrittore. L’Associazione del Pignolo del Fvg, fondata nel 2023 conta oggi 34 soci attivi, nasce per unire le energie dei vignaioli, ricercatori e appassionati del leggendario vitigno, con lo scopo di custodirlo, raccontarlo e valorizzarlo.

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All’Ecomuseo di Fagagna

Due appuntamenti sono in programma questo weekend sotto l’egida dell’Ecomuseo il Cavalîr di Fagagna. Oggi, alle 18, il professor Stefano Filacorda parlerà di colline moreniche, crocevia di migrazioni e nuove colonizzazioni. L’appuntamento si terrà all’Oasi dei Quadris a e per informazioni è possibile rivolgersi direttamente a oasidellecicogne@gmail.com, telefono 331.97885. Domenica, alle 10.30, ci sarà invece il convegno, moderato da Cristina d’Angelo, dal titolo “Asino è benessere”. A intervenire saranno Luca Lanfrit e Debora Valent, i due giovani rappresentanti de “Gli asini di Manute”, azienda a conduzione familiare di Rive d’Arcano, che alleva asine romagnole per la produzione, trasformazione e vendita di latte d’asina, nel pieno rispetto del benessere animale. Ci saranno anche Maddalena Bolognesi, naturopata ed educatrice alimentare, che analizzerà le caratteristiche e i benefici del latte d’asina e dei suoi derivati, Gianluigi D’Orlandi, agronomo, e la psicologa Erica Molinaro Franzil, con la quale si parlerà dell’Iaa (Attività assistita con gli animali) e dell’importanza del rapporto uomo-asino, soprattutto per i bambini, le persone con disabilità e gli anziani. A conclusione, è in programma una degustazione dei prodotti a base di latte d’asina dell’azienda. In questo caso, l’appuntamento è al Museo di Cjase Cocèl, nella Sala Asquini in Via Lisignana 15. Per informazioni 347.3030254.

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«Il Pignolo – ha aggiunto Zannier – come vitigno Doc esprime al meglio le capacità produttive del nostro territorio e le sue peculiarità climatiche, con una visione rispetto a un mercato che può trovare in questo vitigno un prodotto che si colloca ai più alti livelli. E’ stato intrapreso – ha osservato l’assessore – un percorso di valorizzazione che punta sempre più in alto, considerando che la produzione non è può essere molto rilevante dal punto di vista quantitativo, ma proprio per questo si riesce a raggiungere l’eccellenza nella qualità».
La Regione Friuli Venezia Giulia, grazie a un piano strategico di valorizzazione del settore vitivinicolo, sta investendo risorse per migliorare la competitività delle produzioni locali. L’esponente della Giunta regionale ha anche evidenziato l’importanza di «sostenere l’innovazione nelle pratiche agricole e la sostenibilità economica, sociale e ambientale, aspetti che contribuiscono a mantenere alto il profilo del vitigno e delle aziende che lo coltivano». «La Regione – ha concluso il titolare dell’agricoltura Fvg – è pronta a raccogliere la sfida del futuro, garantendo un’adeguata valorizzazione e promozione di un vitigno che, seppur da sempre radicato nel nostro territorio, ha tutte le potenzialità per diventare protagonista nei mercati internazionali».

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In copertina, il tipico grappolo del Pignolo celebre vitigno autoctono friulano.

Trieste, in Fvg l’olivicoltura da marginale è diventata di qualità. E oggi la giornata del “patto” tra le Città del Vino e dell’Olio

(g.l.) «Diciannove anni fa, quando questa iniziativa è nata, parlare di olio d’oliva in Friuli Venezia Giulia poteva sembrare in contrasto con una realtà agricola dove questa produzione non era centrale. Invece, la tradizione olearia in questa regione ha radici antiche e oggi il settore è in crescita, con un aumento delle superfici coltivate, delle trasformazioni, del numero di imprenditori e le nostre produzioni si distinguono per qualità e riconoscibilità».Lo ha detto ieri, a Trieste, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura della XVII edizione di Olio Capitale, a cui partecipano 212 espositori da 18 regioni italiane e buyer da 16 Paesi di tutto il mondo.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, c’è la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori riguardo alla provenienza dell’olio d’oliva. «L’Italia – ha affermato l’assessore – è un garante dei principi fondamentali di tracciabilità. In questo contesto, i veri concorrenti non sono all’interno del Paese o in Grecia, bensì nelle produzioni di oltre mare, di cui spesso non si conosce nulla. Per questo è essenziale promuovere la conoscenza della filiera e delle modalità di produzione. Come Amministrazione regionale – ha aggiunto Zannier – da anni sosteniamo i nuovi impianti olivicoli e la creazione delle filiere, inclusa la fase di molitura, per riuscire a rendere questo prodotto accessibile a un’ampia fascia di consumatori».

L’assessore, infine, ha sottolineato i benefici per la salute derivanti dal consumo di olio extravergine di oliva, sostenendo che questo valore aggiunto rappresenta il futuro del prodotto. «Si tratta di effetti positivi che gli studi scientifici dimostrano – ha concluso – ed è necessario comunicare e approfondire questi aspetti con i consumatori per favorire lo sviluppo delle nostre produzioni».
Intanto, si infittisce l’attività convegnistica del Salone in Porto Vecchio che continuerà fino a domani. Il rapporto sempre più sinergico tra Città del Vino e Città dell’Olio – sancito nel 2020 con il “Patto di Spello” per promuovere insieme enoturismo e oleoturismo – sarà infatti al centro di un momento di approfondimenti questo pomeriggio. Alle ore 15, nell’Area talk della kermesse, si terrà il già annunciato convegno “Città del Vino e Città dell’Olio un cammino insieme”, promosso dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.
Moderato da Massimo Romita – promotore di Enobook Festival internazionale letteratura enogastronomica (in programma a settembre) – il dibattito vedrà diverse tematiche toccate dai pubblici amministratori e rappresentanti delle due Associazioni nazionali che, dopo il citato “Patto di Spello”, stanno proseguendo un forte cammino in piena sintonia. Giovanni Antoni Sechi, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città del Olio e Città del Vino, assieme a Tiziano Venturini, vicesindaco del Comune di Buttrio e anch’egli vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, nonché coordinatore delle Città del Vino Fvg, parleranno di “Olio e Vino uniti nel registro delle Associazione delle Città di Identità”.
Infatti, grazie al lavoro congiunto tra gli attori coinvolti, a gennaio è arrivata l’attesa firma del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in calce ai decreti attuativi della Legge Made in Italy che all’articolo 40 istituisce il Registro delle Associazioni nazionali delle Città di Identità. Per essere iscritte nel Registro, le Città di Identità̀ devono essere costituite in forma di associazione riconosciuta e senza scopo di lucro ed avere come finalità̀ il sostegno e lo sviluppo della qualità̀ delle produzioni agricole e dei territori delle città di identità̀ associate. In tal senso, l’adesione alle Città del Vino o dell’Olio rafforza l’appartenenza al registro.
Si ragionerà poi sugli strumenti operativi e sugli eventi associativi che Città dell’Olio e Città del Vino promuovono nel corso dell’anno attraverso le amministrazioni comunali e le Pro Loco. A parlarne saranno Serena Tonel, vicesindaco del Comune di Trieste e consigliere nazionale Città dell’Olio, e Maurizio D’Osualdo, vicesindaco di Corno di Rosazzo e consigliere nazionale Città del Vino, oltre che vicecoordinatore delle Città del Vino Friuli Venezia Giulia. Sarà il modo per conoscere eventi di richiamo come la Merenda nell’oliveta, Le Notti del Vino, Le Grandi Verticali delle Città del Vino e la Camminata tra gli Ulivi.
Per concludere l’incontro verranno raccontate le buone pratiche di gestione ed organizzazione della promozione dei territori attraverso le testimonianze di Silvia Parmian, vicesindaco di Manzano, e Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina Devin Nabrežina, due Comuni del Friuli Venezia Giulia che vantano la doppia adesione a Città del Vino e Città dell’Olio.

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In copertina e all’interno, immagini della giornata inaugurale del Salone dell’olio extravergine di oliva in Porto Vecchio presenti l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier e il presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti.

(Foto Facebook di Olio Capitale)

“Olio Capitale” stamane al via a Trieste: dalla fiera grande impulso a un settore in Fvg ogni anno sempre più rilevante

«La nostra regione ha una produzione d’extravergine di elevatissima qualità, che negli ultimi anni è cresciuta in maniera rilevante sia in termini di superficie coltivata a ulivi, sia di addetti e punti di lavorazione. Si tratta infatti di un settore che riesce a dare un reddito significativo alle imprese, nonostante tutte le difficoltà del clima, e a garantire una prospettiva di crescita in un mercato che ancora rende merito ai prodotti di alta qualità. “Olio Capitale” è quindi un ottimo strumento per allargare le opportunità offerte alle imprese del Friuli Venezia Giulia e ampliare ulteriormente i loro orizzonti, anche attraverso un evento come il Concorso internazionale che quest’anno vedrà sfidarsi quasi 200 oli». È il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Trieste alla presentazione della diciassettesima edizione del Salone dell’olio extravergine d’oliva tipico e di qualità, che si terrà da oggi a domenica, al Generali Convention Center, in Porto Vecchio, nel capoluogo regionale. Una fiera specializzata che vede la partecipazione di oltre 210 espositori, da 18 regioni italiane e dalla Grecia, buyer da 16 Paesi di tutto il mondo, 176 oli in gara, 27 ristoranti coinvolti tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia con piatti dove l’olio sarà protagonista, e 12 bar che proporranno per l’occasione diversi “cocktOil”.

La presentazione di “Olio Capitale” a Trieste.

«La Camera di commercio Venezia Giulia ha avuto la costanza e la lungimiranza di creare e sostenere “Olio Capitale” dimostrando una significativa visione di prospettiva e contribuendo allo sviluppo di un settore che diviene ogni anno più rilevante nel contesto regionale. Per quanto riguarda la fiera, attraverso Ersa abbiamo raddoppiato la nostra presenza all’evento, mentre sul fronte del supporto alle imprese questo è il terzo anno in cui sosteniamo economicamente gli impianti di olivi e supportiamo le realtà che hanno affiancato alla produzione anche la trasformazione dei propri prodotti in un’ottica di diversificazione, per sostenere il passaggio dalle produzioni “familiari” a quelle orientate al mercato».
Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha quindi sottolineato che uno dei tratti distintivi della fiera è l’internazionalità, che la distingue da altri appuntamenti. Inoltre, i produttori sanno che a Trieste possono fare affari interessanti, perché incontrano ristoratori, un pubblico attento e soprattutto buyer da tutto il mondo. Tra gli eventi all’interno di “Olio Capitale”, Paoletti ha ricordato in particolare il convegno di apertura, sul benessere, per evidenziare con diversi esperti quanto l’olio sia importante per la salute.
“Olio Capitale” è realizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia, attraverso la sua azienda in house Aries, gode del patrocinio del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e delle foreste, ed è co-organizzato dal Comune di Trieste e dal Trieste Convention and Visitors Bureau, con partner l’Associazione nazionale delle Città dell’Olio e l’Associazione Mirabilia Network e il sostegno del marchio “lo Sono Friuli Venezia Giulia” e di Unioncamere. Alla presentazione di “Olio Capitale 2025” hanno preso parte, oltre a Zannier e Paoletti, tra gli altri, i sindaci di Trieste e Muggia Roberto Dipiazza e Paolo Polidori, il consigliere nazionale per il Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città dell’olio, Serena Tonel, e il direttore generale di PromoTurismoFvg, Iacopo Mestroni.