Lignano, una fresca Ribolla gialla del Collio per il nuovo libro di Toni Capuozzo che spiega le tragedie della guerra

Una fresca Ribolla gialla del Collio per il nuovo libro di Toni Capuozzo. Dopo avere seguito conflitti in mezzo mondo, avere visto da vicino gli effetti delle guerre ed essersi interrogato a lungo, sulle loro dinamiche, il famoso inviato firma un vero e proprio manuale per spiegare “la guerra” e dare risposte in questi tempi così complessi. È “Cos’è la guerra” (Signs Publishing) e l’autore lo presenta domani 5 settembre, in dialogo con la giornalista e scrittrice Elisabetta Pozzetto, agli Incontri con l’autore e con il vino, la rassegna promossa dall’Associazione Lignano Nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curata dallo scrittore Alberto Garlini. Appuntamento alle 18.30 al PalaPineta nel Parco del Mare, nel cuore di Lignano Pineta.
Un libro aggiornato, principalmente rivolto ai ragazzi, arricchito dai contributi del generale Francesco Ippoliti e dalle illustrazioni di Armando Miron Polacco. Un’opera sulle guerre che oggi scuotono il mondo, sui nuovi conflitti – come quello tra Russia e Ucraina – sui conflitti “storici” che sono più attuali che mai – come quello in Medio Oriente – sul terrorismo, sulle missioni di pace, sulle nuove tecnologie di guerra… «Capita che mi chiedano se ho avuto paura. Sì, spesso», scrive Capuozzo. «A volte, abbiamo bisogno di avere paura, di misurarci, per capire quanto teniamo a noi stessi, agli affetti che ci circondano, alla nostra vita, la vita normale. Ogni guerra mi ha lasciato qualcosa, e tutte insieme mi hanno insegnato quanto sia importante la pace, e quanto valore abbiano le piccole cose che ci circondano, la quiete che diamo per scontata, i soldi che ci permettono di andare a mangiare una pizza, la tranquillità di una passeggiata, persino la noia di una domenica di pioggia».
Si brinda con il Collio Ribolla Gialla delle Cantine Marco Felluga – Russiz Superiore di Gradisca d’Isonzo. Dal colore giallo paglierino con riflessi maturi. I profumi, armonizzati dal sentore di legno, spaziano tra note tropicali e frutta acida, quali mandarino e polpa di agrumi. A questi si uniscono sentori di fumo speziato, noci tostate e rosmarino. Il gusto mantiene una certa freschezza, ma la sua centralità lo indirizza verso un tono sapido e salato. La sua permanenza gustativa fa emergere delle note gessose, date dal connubio tannico e acido.

Gli Incontri con l’autore e con il vino 2024 sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano Nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curati da Alberto Garlini, Giovanni Munisso e Michele Bonelli. La manifestazione e le iniziative collegate (corso di scrittura creativa, cene con l’autore) hanno il sostegno della Città di Lignano Sabbiadoro – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Assoenologi, Società Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno Resort, Hotel President Lignano, Banca360FVG, Ramberti, CiviBank, Adriastrade, Aedificare, Lazzarini Impianti , Officine Zamarian, Repower, Ma.in.cart., Nosella Dante, Applicatori società cooperativa, Bliz, Costruzioni Cicuttin, Dersut Caffè, Omnia Energy 3, T.KOM, Neri Maurizio, Koki, Artesegno, Lignano Banda Larga, Legnolandia.

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In copertina, il giornalista e scrittore Toni Capuozzo atteso domani a Lignano Pineta.

Giardinieri d’arte, primo corso del Cefap di Codroipo a Gorizia tra le bellissime piante monumentali del Parco Basaglia

Per diventare “Giardiniere d’arte per giardini e parchi storici” bisogna studiare. Anche attraverso lo specifico corso, primo nel suo genere in regione, ideato e gestito dal Cefap di Codroipo che, a scopo di conoscenza e approfondimento, ha organizzato una straordinaria lezione nel suggestivo contesto del Parco Basaglia a Gorizia.
Si è trattato di un approfondimento tecnico-pratico altamente qualificante, guidato dall’esperto agronomo e arboricoltore Ivan Snidero, che segue un’intensa attività formativa sulla manutenzione del verde con il maestro giardiniere Daniele Marinotto e lezioni, anche in contesti di ville storiche, con l’architetto Massimo Asquini, inerenti la realizzazione di interventi di restauro, manutenzione e gestione, rispettando le forme originarie del giardino e valorizzando le peculiarità storiche, architettoniche, ambientali e paesaggistiche dei parchi. Partner qualificato del progetto, iGreenproject, un’azienda specializzata nella valutazione integrata della stabilità delle alberature e nella gestione sostenibile del verde. In questo contesto formativo, iGreenprojet ha fornito agli aspiranti “Giardinieri d’arte” un prezioso contributo per comprendere le tecniche e le metodologie necessarie per la conservazione e la valorizzazione delle piante monumentali.
Durante la giornata, i partecipanti al corso hanno indagato la conoscenza degli alberi monumentali attraverso un programma completo di analisi teoriche e pratiche. Snidero ha guidato gli studenti nell’esame approfondito delle piante, concentrandosi sull’analisi fitopatologica, sulla valutazione dello stato di salute e sulla stabilità delle piante stesse. Tutti argomenti che rivestono particolare importanza per i futuri “Giardinieri d’arte”, poiché saranno responsabili della conservazione e del restauro di elementi vegetali di grande valore storico e culturale all’interno di giardini e parchi pubblici e privati.
«Il corso “Giardiniere d’arte per giardini e parchi storici” nasce dal partenariato attivato tra il Cefap, il Comune di Gorizia, l’Istituto agrario superiore “Brignoli” di Gradisca d’Isonzo e l’azienda iGreenproject – spiega il presidente del Cefap, Sergio Vello – per dare una risposta concreta all’esigenza di qualificazione del settore, offrendo anche un’opportunità di specializzazione per gli studenti della scuola agraria. Una partnership sinonimo di un approccio multidisciplinare e collaborativo nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio del verde storico regionale».

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In copertina e qui sopra due immagini della visita degli studenti al Parco Basaglia.

Marco Felluga torna nella sua Grado: in Sant’Eufemia l’addio all’imprenditore che ricercando qualità e innovazione ha fatto crescere la vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Sarà la sua amata Grado, dove era nato nel 1927, a riaccogliere Marco Felluga, il patriarca del Vigneto Fvg, spentosi nell’azienda di Gradisca d’Isonzo. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, dove saranno sicuramente in molti a stringersi accanto alle figlie Patrizia e Alessandra. Il famoso vitivinicoltore, la cui famiglia era originaria di Isola d’Istria ed era giunta in laguna oltre un secolo fa, aveva perso infatti nel 2021 il figlio Roberto, stroncato prematuramente da una malattia rivelatasi senza speranze, e due anni prima la moglie Maria Alba Pipani, originaria proprio di Grado. Due gravissimi lutti che ne avevano piegato la sua forte tempra, molto simile a quella di Livio Felluga, fratello maggiore e altro indimenticabile “patriarca del vino” scomparso a 102 anni. Due fratelli che hanno molto inciso sulla viticoltura della nostra regione alla quale con genialità e lungimiranza hanno saputo dare quella spinta che ha contribuito in maniera determinante a renderla famosa in tutto il mondo.


«Se ne è andato un uomo appartenente a quella generazione che, dopo la seconda Guerra mondiale, ha saputo ripartire con coraggio e visione del futuro, rilanciando il Paese verso il benessere. Perché a questo ha contribuito Marco Felluga, facendo con successo impresa nel settore della viticoltura, ricercando sempre la qualità e l’innovazione», ha scritto di lui il governatore Massimiliano Fedriga, il quale, manifestando ai familiari la vicinanza dell’Amministrazione regionale, ha sottolineato come l’eredità imprenditoriale di Marco Felluga rappresenti un patrimonio storico e morale «di cui la comunità regionale deve fare tesoro».
Assieme al fratello Livio, Marco Felluga è stato, infatti, uno dei pionieri della viticoltura del Collio. Nel 1956, seguendo la tradizione di famiglia – portata dall’Istria dapprima, appunto, a Grado -, fondò a Gradisca d’Isonzo l’omonima azienda, divenuta famosa per quell’etichetta con il Leone alato di San Marco, simbolo della Fortezza della Serenissima. Alla fine degli anni Sessanta il grande passo avanti nel cuore del Collio – da poco marchiato dalla prima Doc nata in Friuli Venezia Giulia e che lo stesso Felluga ha rappresentato a lungo attraverso la guida del Consorzio di tutela – con l’acquisizione di Russiz Superiore, una tenuta a Capriva del Friuli ricca di storia, diventata con i suoi ordinatissimi vigneti il vero fiore all’occhiello dell’azienda. Un grande intuito imprenditoriale di cui, all’avanzare dell’età del padre, era diventato degno interprete il figlio Roberto, il cui testimone, alla sua morte avvenuta ad appena 63 anni, è stato raccolto dalla nipote Ilaria. La quale, proprio in queste settimane, sta perfezionando un’intesa con la Tommasi Viticoltori, produttrice in Valpolicella del famoso Amarone.
Ma Marco Felluga non ce l’ha fatta a vedere il nuovo corso della sua importante realtà vitivinicola. E fra poco, tornando alle origini, riceverà l’omaggio di Grado dove poi riposerà accanto alla sua amata Maria Alba. Il Vigneto Fvg dovrà essergli riconoscente per quanto ha fatto, con grande intelligenza, per la sua crescita.

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In copertina, l’imprenditore Marco Felluga spentosi a 96 anni; all’interno con il figlio Roberto, la nipote Ilaria e la moglie Maria Alba.

Nozze Friuli-Valpolicella, Tommasi leader dell’Amarone punta sui grandi bianchi della Marco Felluga

di Giuseppe Longo

Nozze in vista per il Friuli con la Valpolicella, la Doc veneta nota a tutti per l’inconfondibile Amarone. Come ha riferito in questi giorni il Sole24Ore, Tommasi Viticoltori, storica azienda produttrice proprio del famoso vino, sarebbe infatti in procinto di rilevare la Marco Felluga di Gradisca d’Isonzo, prestigiosa cantina forte di 50 ettari di vigneti, 4,5 milioni di fatturato e 500 mila bottiglie prodotte. Secondo il quotidiano di Confindustria, le trattative sarebbero a buon punto tanto da portare a conclusione l’importante affare proprio in questi giorni.

Marco Felluga


«Prosegue quindi – osserva Giorgio dell’Orefice nel suo articolo – la grande campagna di acquisizioni che Tommasi Viticoltori ha avviato un po’ in sordina nel ’97, ma che poi ha vissuto una grande accelerazione a partire dagli anni 10 del 2000. Uno shopping che l’ha portata a uscire dalla comfort zone della Valpolicella e portare il proprio know how enologico in diversi altri territori del vino tanto che oggi, con l’ultima operazione, si avvicina alla soglia dei 900 ettari di vigneti. Una dimensione che in Italia contano pochissime altre aziende e che fa di Tommasi un player del vino in grado potenzialmente di concorrere con i leader vitivinicoli mondiali».
«In questo quadro – aggiunge l’autorevole giornale economico – l’acquisizione della friulana Marco Felluga va inoltre a rafforzare non solo le proprietà terriere di Tommasi Viticoltori ma soprattutto il suo portafoglio prodotti. L’azienda infatti nata e cresciuta prevalentemente con i vini rossi della Valpolicella, negli anni ha aggiunto le produzioni sempre di vini rossi della Toscana (con anche Montalcino), della Puglia e della Basilicata. Poi in anni più recenti ha avviato una strategia di diversificazione anche sui vini bianchi, in linea con le tendenze del mercato». Ed è quello che ha fatto puntando proprio all’acquisizione della Marco Felluga.
Questa importante operazione commerciale seguirebbe un’altra altrettanto strategica acquisizione avvenuta tre anni fa, sempre nella zona Collio, quando la cantina Jermann aveva raggiunto un’intesa con la toscana Marchese Antinori – amministratore delegato Renzo Cotarella, fratello di Riccardo leader di Assoenologi -, la quale aveva rilevato la maggioranza del capitale, assumendo quindi il controllo del marchio noto in tutto il mondo.

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In copertina, un’immagine delle famose cantine Tommasi nella Doc Valpolicella.

Il caffè e l’energia del fuoco, domani a Trieste un incontro con Roberto Nocera

(f.s.) Domani, 1 febbraio, all’Hotel Savoia Excelsior (Riva del Mandracchio 4), con inizio alle ore 17.30, avrà luogo il quarto incontro del ciclo 2023-2024 dei “Cenacoli” dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, stavolta dedicato al tema “Dominare l’energia del fuoco per servire la magnifica bevanda”. Protagonista di questo nuovo appuntamento (già inizialmente calendarizzato per gennaio, ma poi rinviato appunto a questo giovedì) sarà l’ingegner Roberto Nocera, dal 2013 direttore dell’ufficio tecnico e direttore generale de “La San Marco” Spa, la nota azienda di Gradisca d’Isonzo produttrice di macchine per caffè e altre attrezzature del settore.


L’ingegner Nocera vanta una vasta esperienza professionale: da oltre 25 anni si occupa con successo di macchine professionali per la preparazione del caffè, ma in precedenza aveva lavorato anche come progettista aeronautico all’Aeritalia di Pomigliano d’Arco e poi alla Diesel Ricerche di Trieste, nonché nel settore della trasportistica. Attualmente è presidente nazionale dell’Associazione dei Costruttori di macchine e attrezzature per caffè.
Nel suo atteso intervento, l’ingegner Nocera tratterà della relazione tra i quattro elementi della cosmogonia e il caffè, con particolare riferimento all’energia del fuoco, intesa come energia chimica della terra che occorre dominare per servire al meglio la preziosa bevanda. Come di consueto, l’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
L’attuale settima edizione dei “Cenacoli”, dedicata al tema “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”, è coordinata da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e cultrice del mondo del caffè) e organizzata da Giulio Rebetz e Piero Ambroset. Tutti gli appuntamenti potranno venir seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

Roberto Nocera

La stessa Amdc, con l’occasione, informa pure che nella successiva giornata di venerdì 2 febbraio, dalle 15.30 alle 17.30, ci sarà un’apertura straordinaria del “Magazin de cafè” di via Aldo Manuzio 10 B (laterale di via Tonello, nel rione di San Vito-Campi Elisi). Le volontarie dell’Associazione Museo del Caffè cureranno alcune visite guidate gratuite illustrando agli ospiti le numerose e particolarissime chicche caffeicole, macchine, strumenti e stoviglie per tutte le “fasi del caffè”, dalla preparazione alla degustazione, nonché i reperti della nostra gloriosa storia mercantile ed emporiale raccolti in questo piccolo ma curioso angolo di una Trieste che si pregia con ragione del titolo di “Capitale del Caffè”.

Gradisca, dopo la superverticale dedicata al Friulano, oggi finalissima per il Noè protagonisti Schioppettino e Tazzelenghe

(g.l.) Finalmente una buona, anche se fredda, giornata per gli ultimi appuntamenti con il Gran Premio Noè, a Gradisca d’Isonzo. Nell’ambito della manifestazione, che è uno degli avvenimenti di punta della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, venerdì sera ha riscontrato un vero e proprio successo di partecipazione, oltre ad aver suscitato un notevole interesse, la terza tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino Fvg, organizzate assieme alle Pro Loco Buri di Buttrio, di Manzano e Mitreo di Duino Aurisina.

Le bottiglie di Friulano in degustazione.


Bilancio più che positivo, dunque, per questa superverticale dedicata al Friulano – da uve di Tocai – nella Città del Vino isontina, nella storica cornice dell’Enoteca Serenissima. Una serata sapientemente condotta dal wine ambassador e scrittore Matteo Bellotto con le etichette delle cantine Blason wines, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Ricordiamo che questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano invece costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa, nel programma messo a punto dall’associazione guidata da Tiziano Venturini, è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali propongono un’etichetta più datata e una più recente che poi vengono confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo è la “chiave di lettura” delle serate e viene scandito da una grande clessidra.

Schioppettino

Tazzelenghe

E veniamo al gran finale della rassegna, dopo la importante giornata di ieri che ha visto anche la consegna di numerosi e importanti riconoscimenti. Stamane, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo pregiato vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli che a Prepotto e a Cialla esprimere tutte le sue potenzialità. Nel pomeriggio, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe, abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, un momento della Verticale di Friulano guidata da Matteo Bellotto.

Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe i “magnifici tre” del vecchio Friuli protagonisti da oggi al Gran Premio Noè

(g.l.) Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, i “magnifici tre” della vecchia viticoltura friulana che fortunatamente sono stati salvati dall’oblio, saranno i protagonisti della nuova edizione del Gran Premio Noè che comincia proprio oggi, primo dicembre, a Gradisca d’Isonzo, con punto focale la storica Enoteca Serenissima che riapre soltanto per la importante occasione: la prestigiosa rassegna nata quasi sessanta anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia.


Il Gran Premio Noè 2023 – organizzato dal Comune isontino con il supporto della Regione Fvg – si terrà infatti nei giorni 1, 2 e 3 dicembre e quest’anno sarà dedicato appunto alle tre varietà autoctone a bacca rossa citate che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. Una buona occasione, dunque, per capire ancora una volta quanto sia stata provvidenziale l’iniziativa per salvaguardare questo prezioso patrimonio ampelografico della nostra terra che consente di ottenere tre vini prestigiosi, seppur di nicchia, che qualificano ulteriormente la vitivinicoltura regionale.
Questa sera, alle 19.30, nell’enoteca si terrà l’annunciata degustazione verticale di Friulano – da uve di Tocai – del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i Friulani giovani e d’annata delle aziende gradiscane Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali, guidate da Tiziano Venturini, attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa (questa è la terza, dopo Corno di Rosazzo e Buttrio) è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.
Domani, invece, la giornata sarà dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia appunto, e il suo popolo.


Ultima giornata domenica. Alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino – l’orgoglio di Prepotto e di Cialla -, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, ma alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio del singolare autoctono.
L’Enoteca Serenissima, nello storico Palazzo dei Provveditori Veneti, sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – oggi fino alle 14 e dalle 17 alle 21.30, domani dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca. Un bel programma, insomma: c’è soltanto da sperare nella clemenza del tempo perché, secondo Osmer Fvg, ci sarà un miglioramento appena nella giornata di domenica.

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In copertina, grappoli di Tazzelenghe; all’interno, di Schioppettino e di Pignolo.

Buttrio (con il Pignolo) oggi ricorda Girolamo Dorigo grande innovatore della moderna vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Non si è ancora spenta l’eco della riuscitissima cerimonia per l’apertura ufficiale del Museo della cività del vino del Friuli Venezia Giulia, che a Buttrio si affaccia una nuova iniziativa (la terza) collegata alla importante realizzazione storico-culturale dedicata al mondo della vite. Oggi, infatti, si terrà il già annunciato incontro dedicato al Pignolo, uno dei vitigni autoctoni più pregiati e che fortunatamente, con lungimiranza, il Friuli ha saputo salvaguardare. Ma anche, e soprattutto, al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti assoluti della storia delle viticoltura regionale, grande pioniere e innovatore, anche per quanto riguarda la produzione spumantistica con metodo classico. L’appuntamento è alle 19, a villa di Toppo-Florio, la sede che la civica amministrazione – con la regia del sindaco Eliano Bassi e dell’assessore Tiziano Venturini – ha appunto scelto per ambientare il bellissimo Museo.
“L’importanza di essere Pignolo” hanno opportunamente intitolato l’incontro gli organizzatori, riferendosi ovviamente al nome del vino che sarà illustrato e degustato, ma anche al vitivinicoltore scomparso a 89 anni nella scorsa primavera, tante erano la precisione, la cura e la tenacia nel portare avanti il progetto aziendale nell’ambito del Vigneto Fvg, che oggi si trova a esserne continuatore il figlio Alessio, il quale interverrà all’incontro assieme a Giulio Colomba, giornalista, Stefano Trinco, enologo, e Claudio Fabbro, agronomo e storico della viticoltura regionale, autore di un efficace “ritratto” di Girolamo Dorigo, oltre che dello stesso Pignolo. Gli interventi saranno moderati da Matteo Bellotto, l’esperto che in queste settimane conduce le Grandi Verticali delle Città del vino Fvg che, dopo le degustazioni comparate di Corno di Rosazzo e Buttrio stessa, approderanno domani all’Enoteca Serenissima di Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata del Gran Premio Noè.
«Con Girolamo Dorigo – aveva scritto Renato Paglia, presidente dell’Ais Fvg, appena saputo della morte del grande viticoltore – il Friuli perde uno dei padri della moderna viticoltura. Anche grazie a lui l’enologia regionale è salita sui palcoscenici internazionali dei vini di qualità. Dorigo – arrivato al mondo del vino da un’altra professione – ha saputo interpretare al meglio il significato dell’allevamento della vite e della tutela del territorio. Dal cru di Montsclapade ha saputo estrarre vini di altissima qualità e perfezione organolettica valorizzando le colline a sud della denominazione Friuli Colli orientali come particolarmente vocate alle uve a bacca rossa. Assieme ad altri illuminati vignaioli ha messo intelligenza ed entusiasmo anche nella creazione del marchio Talento per i vini spumanti con metodo classico. Girolamo Dorigo resterà una figura indelebile dell’enologia non solo regionale». Poche ma efficaci parole quelle del leader dei sommelier, che ci donano la “fotografia” esatta di un uomo che, con intelligenza e caparbietà – pignolo, appunto – ha contribuito a rendere grande il Vigneto Fvg in Italia e nel mondo. E proprio per questo merita riconoscenza, per cui benissimo ha fatto Buttrio – paese che ha significato tanto nel suo impegno vitivinicolo – a organizzare, proprio nell’ambito della inaugurazione del Museo della civiltà del vino, il ricordo di questo indimenticabile vignaiolo. Facendolo, altresì, con un vino fra i più amati da Girolamo Dorigo, tanto da costituire un'”architrave” del suo progetto che rimarrà scritto a chiare lettere nella storia della viticoltura friulana.

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In copertina, Girolamo Dorigo orgoglioso di mostrare una magnum con il suo grande e inimitabile spumante metodo classico.

Riapre la storica Enoteca Serenissima per ospitare il Gran Premio Noè targato 2023

Ritorna a Gradisca d’Isonzo il Gran Premio Noè, la prestigiosa rassegna nata quasi sessant’anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione 2023 – organizzata dal Comune con il supporto della Regione – si terrà nei giorni 1, 2 e 3 dicembre nella cornice della storica enoteca La Serenissima che riapre per l’occasione. L’edizione di quest’anno sarà dedicata alle tre varietà autoctone a bacca rossa regionali Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. La manifestazione vuole offrire l’opportunità di valutare il cambiamento che c’è stato in questi ultimi 45 anni, con l’affermazione seppur di nicchia di questi vitigni.

Cerimonia del Gran Premio Noè in Teatro.


In apertura del Noè, venerdì 1° dicembre, alle 19.30, nell’enoteca si terrà – come si spiega in dettaglio nell’articolo precedente – la degustazione verticale di Friulano del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i vini Friulano giovani e d’annata delle aziende Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Sabato 2 sarà la giornata dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia, e il suo popolo. La giornata di sabato si concluderà con l’appuntamento musicale delle 19 con “Jazz Trick” a cura di Complotto Adriatico, Walter Sguazzin e Francesco Ivone in un mix musicale con Ableton push e la tromba per un risultato dall’atmosfera lounge molto newyorkese.
Infine domenica, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 21.30, sabato dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, l’ingresso dell’Enoteca Serenissima nello storico palazzo dei Provveditori Veneti a Gradisca.

Le Grandi Verticali, ora Città del vino Fvg a Gradisca con protagonista il Friulano

Grandi Verticali ora a Gradisca d’Isonzo. Prosegue, infatti, il progetto delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, organizzate dal Coordinamento regionale dell’Associazione assieme alle Pro Loco di Buri Buttrio, Manzano e Mitreo di Duino Aurisina. Tocca al Friulano (da uve di Tocai) nel prossimo appuntamento (terzo del calendario), in programma, come anticipato ieri, nella Città del Vino isontina – nel contesto del Gran Premio Noè – all’Enoteca Serenissima, venerdì 1 dicembre, alle 19.30. Condurrà, come avvenuto nelle prime tappe di Corno di Rosazzo e di Buttrio, il wine ambassador e scrittore Matteo Bellotto, guidando all’assaggio i vini delle cantine Blason wines, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena.
Il progetto è realizzato in collaborazione con il Consorzio Montasio. Costo 35 euro, iscrizioni contattando la Pro Loco Manzano, info@prolocomanzano.ud.it, telefono 391.3865981/347.0091764. Questa nuova iniziativa delle Città del Vino della nostra regione attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione.
L’associazione guidata da Tiziano Venturini ha dedicato ogni tappa a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.

Grappoli di Tocai friulano.

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In copertina, il dottor Matteo Bellotto che guiderà le degustazioni anche a Gradisca.