Vaia, cimici, siccità, guerra e pandemia: bilancio di cinque anni difficili in Fvg

«La legislatura che si sta per chiudere ha avuto il carattere dell’eccezionalità per la serie di calamità che si sono susseguite in Friuli Venezia Giulia e che si sono sommate alla pandemia e alla guerra in Ucraina. La tempesta Vaia, l’invasione delle cimici, la siccità ci hanno imposto di intervenire in via straordinaria con quote ingenti di risorse per fronteggiare tutte le crisi che si sono manifestate, sfruttando come prima Regione in Europa i vari quadri temporanei a disposizione e ricevendo encomi da parte della Commissione europea». È questo il bilancio che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha voluto tracciare a margine della conferenza stampa di fine anno.
«Nonostante il quadro emergenziale – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga – siamo riusciti a riallineare i programmi europei agli obiettivi di spesa, abbiamo definito misure strutturali a sostegno dell’imprenditoria dei giovani in montagna e delle filiere del settore lattiero-caseario; abbiamo, inoltre, impresso una forte spinta all’innovazione nel mondo dei Consorzi di bonifica e nell’uso intelligente delle risorse idriche».
Prendendo in considerazione interventi più diretti alle imprese agricole, l’assessore all’Agricoltura ha tenuto a evidenziare come la Regione Fvg abbia introdotto formule innovative di gestione dei finanziamenti che «consentono alle imprese di poter beneficiare con estrema celerità di risorse sia per l’acquisto di attrezzature sia per le esigenze aziendali. Sostenibilità e territorio rappresentano un binomio inscindibile anche sul piano della promozione, come testimoniato dalla creazione del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”«», ha ricordato ancora.
«La realizzazione di un sistema informativo del capitale naturale e dei servizi ecosistemici del settore agricolo e forestale rappresenta inoltre – secondo Zannier – uno strumento che sarà accessibile a tutti e che permetterà, a regime, di pianificare una programmazione coerente con le esigenze del territorio su alcuni ambiti quali l’erosione del suolo o i problemi relativi alle capacità del sistema irriguo». Tra le partite strategiche per il futuro, infine, l’esponente della Giunta Fedriga ha scelto di porre l’accento sull’attivazione del nuovo ente pagatore, che è in via di creazione ed entrerà in funzione dal 2024, e sugli interventi strutturali legati al settore dei seminativi.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Fvg terra anche di piccole, grandi birre artigianali che hanno fatto nascere a Udine il primo corso universitario d’Italia

di Giuseppe Longo

UDINE – A Capodanno solitamente si brinda con spumanti, ma anche una buona birra, meglio ancora se Made in Fvg, fa la sua bella figura sulla tavola di chi ne è appassionato. Non solo terra di grandi vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, la nostra regione si sta, infatti, facendo sempre più strada anche nella produzione della birra artigianale, dopo quella dei famosi marchi industriali – Moretti e Dormisch (proprio in queste settimane è terminata la demolizione dello stabilimento che, tanti anni fa, venne devastato da un incendio) -, che hanno segnato la storia di Udine, ma anche Dreher a Trieste. Tanto che questa a questa produzione è stata riservata un’attenzione tutta speciale dall’Ateneo friulano che, in Italia, è stato il primo ad istituire dei corsi di studio specifici. Le aziende erano 19 nel 2012 e quest’anno sono diventate 37, con un incremento del 95% in 10 anni e con l’impiego di 170 addetti. Piccoli numeri in valore assoluto, ma segno di un settore, quello delle imprese produttrici di birra, che anche in Friuli Venezia Giulia sta crescendo sensibilmente, secondo i dati elaborati dal Centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Certamente si tratta di una produzione di “nicchia”, e tale è destinata a rimanere, ma contraddistinta da un’elevata qualità sulla quale concordano gli estimatori della spumeggiante bevanda contraddistinta dall’aroma del luppolo.

E ai birrifici artigianali di casa nostra  la Cciaa ha voluto dedicare il quarto libro della collana, cartacea e online, “Quaderni di Agricoltura”, edita da Vinibuoni Biblioteca e tradizionale strenna natalizia dell’ente camerale. Il volume conclude la quadrilogia che racconta, con la voce narrante del giornalista, scrittore e docente universitario Walter Filiputti, i diversi comparti del settore agricolo. «La birra è un modo felice di concludere questo viaggio librario, di cui l’autore ci parla con la sua penna sempre originale e con il suo spirito entusiastico, sia sulla carta sia tramite il sito web, con le interviste e le pagine interattive di www.quadernidiagricoltura.it, che rendono ancora più completa e viva l’opera», ha detto il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che alla presentazione ha aperto il lavori. Con lui in Sala Valduga c’erano anche il sindaco di Udine Pietro Fontanini, al cui saluto sono seguiti gli interventi dell’autore, dell’editore Francesco Busso e del presidente dell’Associazione Artigiani Birrai del Fvg Severino Garlatti Costa. Le conclusioni sono spettate all’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier.


«Il mercato della birra artigianale si espande e trova una risposta di eccellenza nella produzione regionale, che ha saputo cogliere questa opportunità puntando soprattutto sulla qualità», ha detto l’esponente della Giunta Fedriga. «È un settore di nicchia che sta appassionando soprattutto i giovani, sia come consumatori che come produttori – ha detto ancora il titolare dell’Agricoltura Fvg -. La birra artigianale riesce così a diventare un prodotto distintivo capace di crearsi un mercato differenziato rispetto alla grande distribuzione».
Come si diceva all’inizio, l’Università di Udine è stata la prima ad istituire dei corsi sulla produzione di birra anche in considerazione della presenza di alcuni grandi birrifici industriali che hanno contribuito a favorire in Friuli la conoscenza di questo prodotto. «La cultura della birra è un ulteriore elemento di crescita del mercato, anche se le regole della produzione sono differenziate tra mondo agricolo, artigianale e industriale. Questo comporta anche una maggior capacità tecnica e una maggiore conoscenza tecnologica del settore, che è ciò che qualifica i nostri produttori, bravissimi anche nel narrare la storia e l’origine del proprio prodotto. Certo, se la birra fosse inclusa nelle produzioni agricole potrebbe godere di maggiori incentivi», ha concluso l’assessore. Va, infatti. rilevato che in Italia la birra continua a essere classificata come prodotto industriale, sebbene le materie prime siano agricole.


Se le edizioni precedenti dei “Quaderni” si sono soffermate sul mondo del vino, sul seminativo e l’allevamento, il lattiero-caseario, l’acquacoltura, la silvicoltura e la caccia, quindi l’orticoltura, la frutticoltura e le produzioni di nicchia, il quarto e conclusivo libro della collana si concentra dunque sul magico mondo della birra artigianale nostrana, una realtà che presenta moltissime eccellenze – dimostrate anche dalla degustazione che ha concluso l’incontro -, anche pluripremiate in Italia e a livello internazionale.  «Oggi la birra vive un rifiorire e un rinnovamento senza precedenti – ha evidenziato ancora Filiputti – e il nostro Quaderno 2022-2023 mette in luce il lavoro competente, le conoscenze degli imprenditori del settore (una ventina i birrifici artigianali protagonisti, ndr), la passione schietta di tanti giovani che si mettono in gioco e che sanno e vogliono proporre un prodotto d’eccellenza, originale, espressione di un territorio che rispettano in ogni aspetto».
Infine, alcuni dati sulle edizioni precedenti del “Quaderni”, ricordati dallo stesso ente di piazza Venerio: nel 2019, il volume dedicato al futuro della viticoltura e del mercato enologico ha avuto come protagoniste 70 storie aziendali. Nel 2020 sono state 50 le interviste, sul tema “il cibo del futuro, tra sostenibilità, coltivazioni e allevamento” e anche quelle del Quaderno 2021-2022 dedicato a ortofrutta, miele e produzioni di nicchia.
La collana “Quaderni di Agricoltura” fa seguito ad una prima collana camerale dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi, e la collana, in quattro volumi, dedicata agli “artigiani del fare”, con le storie di 228 imprenditori.

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In copertina, alcune delle birre artigianali degustate al termine della presentazione in Camera di Commercio a Udine;  all’interno, immagini della serata, il libro e la collana di quattro volumi giunta a conclusione.

Piano di sviluppo Fvg per 3152 beneficiari: il primo gennaio via al nuovo strumento

«Nel 2022 sono stati complessivamente 3.152 i beneficiari di finanziamenti del Programma di sviluppo rurale regionale (Psr Fvg) 2014-2022 che hanno usufruito delle risorse erogate dalla Regione e dai Gruppi di azione locale (Gal). Gli obiettivi di spesa annuali sono stati superati mediamente del 15 percento e il target per il 2022 è stato conseguito già nel mese di luglio. L’importo dei contributi concessi nel 2022 ha raggiunto i 30 mln di euro, mentre ammontano a circa 47,5 mln i pagamenti liquidati nell’annualità che sta per concludersi, di cui 4,2 mln di risorse aggiuntive regionali». Lo ha comunicato l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, a conclusione del Psr Fvg relativo al periodo 2014-2022.

Stefano Zannier

Il nuovo piano strategico prenderà il via il 1° gennaio 2023 e avrà durata quinquennale. Tra gli interventi di sviluppo rurale che continueranno ad essere gestiti a livello regionale, «per la programmazione 2023-2027 – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga – sono già stati approvati due bandi inerenti alle indennità compensative agli agricoltori delle zone montane e delle aree Natura 2000. A livello nazionale sono stati invece programmati i pagamenti diretti e gli interventi settoriali sostenuti dal Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga)».
Riguardo alle risorse che la Conferenza Stato Regioni ha attribuito per lo sviluppo rurale a Regioni e Province autonome, al Friuli Venezia Giulia sono stati assegnati 227.593.361,19 euro, di cui 92.630.498 di fondi europei Feasr. A queste si sommeranno risorse aggiuntive che la Regione Fvg ha già stanziato con la legge di Stabilità per 50 mln di euro.
Nell’ambito del Piano strategico nazionale Pac 2023-2027 per l’Italia approvato dalla Commissione Europea, “«la nostra Regione – ha spiegato ancora Zannier – ha avviato prontamente i lavori per l’approvazione del Complemento regionale di programmazione per lo Sviluppo rurale, che declinerà la strategia, anche grazie al supporto ricevuto dagli addetti ai lavori in tutto il periodo di consultazione con il territorio, adattandola alle necessità del territorio regionale».
Prosegue, inoltre, l’iter di avviamento dell’Organismo pagatore regionale degli aiuti comunitari per i settori agricolo e forestale, istituito con l’ultima Finanziaria. «L’obiettivo – ha dichiarato l’assessore – è di renderlo operativo entro il 16 ottobre 2023, data in cui avrà inizio il prossimo esercizio finanziario della Pac. In questa ottica, una parte delle procedure per il reclutamento del personale per l’esecuzione delle funzioni è già stata conclusa, così come quella per l’acquisizione di un sistema informativo specifico. Entro il primo trimestre del 2023 sarà possibile presentare l’istanza di riconoscimento al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste».
Il rappresentante della Giunta Fedriga ha infine annunciato l’approvazione da parte del Psr Fvg di un bando premio per favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo, che partirà il 2 gennaio prossimo.

Montagna, Dolomiti Friulane d’esempio per i progetti europei di rilancio

«Si è trattato di un incontro estremamente costruttivo e interessante quello svoltosi a Tramonti di Sotto con la Magnifica Comunità di Montagna delle Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio. Dove i diversi protagonisti dei territori montani, come in questo caso, hanno già da tempo cominciato a lavorare insieme facendo sinergia, tanto che emerge con chiarezza come la collaborazione sia utile ai fini di preparare la programmazione per i prossimi progetti che saranno finanziati dall’Unione europea». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Montagna, Stefano Zannier, a margine dell’incontro che si è tenuto l’altra sera a Tramonti di Sotto nel quale erano presenti anche le municipalità di Tramonti di Sopra e di Frisanco, oltre a rappresentati delle categorie economiche. «La collaborazione – ha rimarcato Zannier – e la cooperazione che si è creata in quest’ambito montano è da esempio proprio per come si riesce a lavorare insieme con il coinvolgimento del territorio».
«È emerso come le progettualità già esistenti – ha evidenziato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – stiano dando un effettivo aiuto nel creare le strategie future, quindi nel riuscire a fornire l’evidenza di quella che dovrà essere la scrittura dei nuovi programmi di sostegno ai territori montani e le migliori azioni per poi realizzare i bandi e applicare i programmi stessi».
Già da alcune settimane l’assessore Zannier – accompagnato dai tecnici degli uffici e delle Direzioni regionali – sta procedendo con una serie di incontri con le Comunità di montagna del Friuli occidentale. Momenti di confronto diretto che hanno proprio l’obiettivo di raccogliere attorno alle Comunità di montagna tutti i protagonisti e tutte le diverse espressioni del territorio. Le Comunità hanno proprio il compito di progettare gli indirizzi e le strategie di sviluppo condivise sui propri territori. Azioni che, come ribadito dall’assessore, «devono essere fatte insieme proprio per delineare un percorso comune che consenta alla Regione di declinare, nei prossimi mesi, le effettive linee attorno alle quali verranno costruiti i bandi e le programmazioni con i relativi finanziamenti sulle progettualità avanzate». E ha aggiunto:«Le collettività che hanno già da tempo cominciato a lavorare assieme, come quelle che costituiscono la Magnifica Comunità delle Dolomiti, stanno dimostrando in questo momento quanto vantaggio possono avere grazie a questa unione e alla reciproca collaborazione che ne deriva. Compito della Regione, anche grazie a questi incontri con le popolazioni locali, è quello di riuscire a dare anche alle altre comunità montane una metodologia di lavoro simile».
I prossimi incontri programmati saranno con la Comunità delle Prealpi orientali: in calendario il 15 dicembre a Travesio, il 19 dicembre ad Arba e l’11 gennaio a Pinzano al Tagliamento.

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In copertina, la zona di Tramonti di Sotto con il lago di Redona e le Dolomiti Friulane; qui sopra, un momento dell’incontro.

 

Nasce “Terra Sancti Viti”, il vino dedicato al Comune leader del Vigneto Fvg

«Un regalo alla comunità e un bel segnale per il territorio offerto attraverso un prodotto di qualità realizzato a San Vito. Tutto ciò avviene nel Comune più “vitato” del Friuli Venezia Giulia, in una regione che è al primo posto in Italia per superficie destinata a questa coltivazione con un valore pari al 13 per cento. Questo vino presentato oggi è un progetto che riesce a valorizzare sia il prodotto sia il territorio, un connubio indispensabile anche in termini di promozione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, durante la presentazione del progetto “Terra Sancti Viti”, il vino dedicato a San Vito al Tagliamento, Città del vino Fvg, prodotto dalla Cantina Bagnarol e descritto nella sala consiliare del Municipio, a palazzo Rota.

L’assessore Zannier alla presentazione.

Nel giorno di San Martino, che da sempre segna la conclusione dell’annata agraria e l’avvio di quella nuova, rinnovando la tradizione di assaggiare il vino novello, questa terra ha ricevuto un dono prezioso: un vino dedicato alla terra di San Vito al Tagliamento e alla sua comunità che vuole intrecciarsi con la storia delle persone e del territorio. Si tratta di un Refosco dal peduncolo rosso, un vitigno e un vino decisi, autorevole e orgoglioso, le cui caratteristiche corrispondono alle caratteristiche di San Vito al Tagliamento, ma anche dei sanvitesi.
Nell’occasione, Zannier ha sottolineato la necessità di valorizzare la nostra regione in modo unitario. «Dobbiamo agganciare il prodotto al territorio – ha detto – e promuoverci in un’unica soluzione perché siamo una regione che non ha pari a livello nazionale grazie alle sue molteplici diversità. Abbiamo territori vocati alla viticoltura che continuano ad essere attrattivi sul mercato – ha infine rimarcato l’esponente della Giunta Fedriga -, ma dobbiamo essere capaci di valorizzare l’intero panorama della viticoltura, dalla pianura alla collina, senza distinzioni, senza antagonismi perché siamo una regione piccola che deve saper comunicare in un modo unico offrendo un’ampia varietà di prodotti, paesaggi, esperienze».

Vendemmia del Refosco alla Bagnarol.

Ein Prosit ritorna a Udine che sarà la “capitale” dell’enogastronomia

«Ein Prosit valorizza il comparto enogastronomico della nostra regione, contribuendo ad attrarre ancora più visitatori e a destagionalizzare l’offerta turistica. Grazie ad un apprezzamento nazionale e transfrontaliero, ormai trasversale e consolidato, la kermesse rappresenta una vetrina straordinaria per Udine e per l’intero Friuli Venezia Giulia, promuovendo le eccellenze e la cultura del cibo tipica della nostra regione. L’Amministrazione regionale prosegue ad investire su questi eventi che portano ricadute tangibili sull’economia reale del territorio oltre che in termini di visibilità internazionale». Lo ha affermato l’assessore alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, ieri nella sede della Regione Fvg a Udine, in occasione della presentazione della 23maa edizione di Ein Prosit che, come informa Arc, si terrà dal 19 al 24 ottobre nel capoluogo friulano.
«Udine – ha aggiunto Bini – diventa per cinque giorni la capitale internazionale dell’enogastronomia, con un ricco programma che sarà richiamo per un’ampia partecipazione di pubblico anche da oltre confine. I nostri produttori potranno godere di questa visibilità per mettere in mostra la grande qualità delle loro proposte». Nel suo intervento, l’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato l’importanza dell’enogastronomia dal punto di vista turistico. «Sono in crescita i cosiddetti turisti enogastronomici, che scelgono la meta delle proprie vacanze in base all’offerta enogastronomica del territorio e questo è un indicatore di quanto il settore sarà sempre più determinante per l’attrattività oltre che strategicamente rilevante per l’occupazione».
Bini ha ricordato, infine, la necessità di rafforzare il comparto anche attraverso queste manifestazioni, che rappresentano un fattore importante per destagionalizzare l’offerta di una stagione turistica già molto ricca e che ha visto Udine protagonista, con una crescita significativa del numero di visitatori, attratti proprio dal connubio tra enogastronomia e cultura, oltre che dalle possibilità garantite dal clicloturismo. Ein Prosit, come è emerso durante l’incontro, è uno degli eventi simbolo dell’enogastronomia a livello nazionale e internazionale. Per il terzo anno l’evento si terrà nel centro di Udine, con un calendario ricco di appuntamenti, oltre 120, alla scoperta dei migliori chef, piatti, prodotti, vini e abbinamenti. L’edizione 2022 intende rilanciare il prodotto italiano nel mondo, ma anche la cucina dei migliori chef in abbinamento ai vini del Friuli Venezia Giulia.
Sono intervenuti alla presentazione, moderata dal direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, il presidente e il direttore del Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e del Passo Pramollo rispettivamente Gabriele Massarutto e Claudio Tognoni, con l’assessore alle Attività Produttive, Turismo e Grandi Eventi del Comune di Udine, Maurizio Franz.
Nell’edizione 2022 verrà dedicata grande attenzione ai vini bianchi, protagonisti indiscussi delle degustazioni guidate e di tutte gli abbinamenti delle cene. L’evento enogastronomico, capace di mettere in relazione temi quali la cultura culinaria, la tradizione vinicola regionale e la conoscenza delle materie prime nella cucina attraverso incontri, degustazioni e laboratori dedicati, è organizzato dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e del Passo Pramollo, in collaborazione con la Regione Fvg, PromoturismoFvg, il Comune di Udine, la Camera di commercio Pordenone-Udine, la Fondazione Friuli e l’Università degli Studi di Udine.

Bini presenta Ein Prosit 2022.

Il programma completo dell’evento è consultabile sul sito: www.einprosit.org

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In copertina, il centro storico di Udine sarà il fulcro della rassegna enogastronomica.

Confagricoltura Fvg, siccità molto grave. Zannier: altri 10 milioni per le reti irrigue

«Di carenza idrica e siccità sento parlare da almeno tre anni, cioè da quando sono stato eletto presidente regionale di Confagricoltura, ma con questa gravità, e già da metà giugno, non era mai successo prima. È evidente che la situazione non è stata affrontata adeguatamente nel recente passato e, oggi, il sistema agricolo e agroalimentare ne paga le conseguenze»: sono alcune delle parole di fine mandato con le quali Philip Thurn Valsassina ha esordito in apertura dell’assemblea dei delegati di Confagricoltura Fvg, tenutasi a Latisana.
«Non posso non segnalare – ha proseguito il presidente – le grosse problematicità che provengono dal settore zootecnico, con molte aziende a rischio chiusura e dalle conseguenze della guerra in Ucraina che possono compromettere le opportunità straordinarie offerte dal Pnrr. D’altro canto, evidenziamo che la vitivinicoltura sta attraversando un momento assai vivace con le iniziative di crescita, sostegno e tutela messe in campo dai Consorzi del Prosecco Doc, del Pinot grigio Doc “Delle Venezie” e l’avvio dell’attività del Consorzio della Doc Friuli Venezia Giulia. Per creare nuove opportunità al nostro comparto – ha sottolineato ancora Thurn Valsassina – abbiamo partecipato alla creazione del Consorzio per la coltivazione della canapa e alla nascita della Fondazione “Agrifood e Bioeconomy”, assieme ad altri 33 enti e associazioni regionali, oltre al mondo bancario con particolare riferimento al sistema del Credito cooperativo».
«Le nuove regole europee non consentono alle Regioni di intervenire sulla Pac e ciò causerà effetti distorsivi notevoli sulle aziende agricole – ha aggiunto nelle sue riflessioni l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier -. Anche sul Pnrr le Regioni non hanno voce, compresi i progetti proposti sul tema della carenza idrica e della corretta gestione delle risorse. Ciò nonostante – ha annunciato l’esponente della Giunta Fedriga – il Friuli Venezia Giulia metterà a disposizione ulteriori 10 milioni di euro, oltre ai 25 già stanziati in passato, per l’ammodernamento delle reti irrigue e per la razionalizzazione della raccolta d’acqua».
In occasione dell’assemblea, ci sono stati alcuni momenti di approfondimento sulla riforma della Pac 2023-27 proposti da Vincenzo Lenucci, direttore Area Politiche europee e internazionali, competitività e Centro studi di Confagricoltura e sul ruolo delle aziende agricole nella transizione energetica, illustrato da Donato Rotundo, direttore Area Sviluppo sostenibile ed innovazione di Confagricoltura nazionale.

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In copertina, Thurn Valsassina con l’assessore Zannier; qui sopra, i delegati di Confagricoltura Fvg a Latisana.

L’antica Fiera dei vini di Buttrio ritrova finalmente (dopo due anni) il suo passo

(g.l.) «I primi dati sul turismo in nostro possesso ci confermano che il Friuli Venezia Giulia è ripartito alla grande. Manifestazioni storiche e di altissima qualità come la Fiera dei vini di Buttrio ci consentono di far scoprire e valorizzare ancora di più il nostro meraviglioso territorio». Lo ha evidenziato ieri a Udine l’assessore alle Attività produttive e al turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso della presentazione della 89ª Fiera regionale dei vini in programma dal 10 al 12 giugno negli spazi di Villa di Toppo-Florio e nel suo parco storico, organizzata dal Comune di Buttrio e dalla Pro Loco Buri con il sostegno della Regione Fvg e della Fondazione Friuli.

Nel corso della sua storia quasi centenaria, questo evento è stato fermato soltanto dalla guerra e dal Covid. Nel suo intervento l’esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato che le numerose e autorevoli realtà pubbliche e private impegnate nella realizzazione della manifestazione sono la testimonianza dell’importanza di questo evento che, oltre a mettere in mostra i migliori vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia, presenta iniziative dedicate all’agricoltura biologica, alla sostenibilità, alla cucina, alla musica, al cinema ambulante nei vigneti e alle auto storiche. L’assessore ha ricordato poi l’apporto fondamentale dei volontari nella gestione di eventi di questa portata. «Senza questo esercito di persone perbene, altruiste e generose – ha aggiunto il titolare delle Attività produttive -, difficilmente si potrebbero avere i risultati assolutamente positivi che in Friuli Venezia Giulia continuiamo a registrare. Il ruolo delle istituzioni, come la Regione Fvg da sempre vicina alla Fiera dei vini di Buttrio, è quella di accompagnare queste iniziative, vero e proprio volano per il turismo e la crescita economica dei nostri territori».

Finalmente, la manifestazione regina dei vini autoctoni – che ci piace etichettare come una sorta di “Vinitaly in formato Fvg” – torna con il suo programma completo, dopo i due anni segnati dall’emergenza sanitaria: sipario alzato, dunque, da domani su una tra le più antiche rassegne enologiche d’Italia. Sede, come da tradizione, la magnifica Villa di Toppo-Florio e il suo parco storico. Oltre 170 i vini di 113 cantine che saranno presentati nell’enoteca e nelle degustazioni della Guida ViniBuoni d’Italia – con cui prosegue la fortunata collaborazione – da abbinare a una ventina di piatti proposti tra chiosco Le Fucine e laboratori Despar, in un corollario di 40 eventi per tutte le età.
«Dopo due edizioni, una annullata e una vissuta in forma ridotta a causa della pandemia – ha affermato il presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – questa Fiera 2022 si ricollega a quella che, nel 2019, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Sagra di Qualità da parte dall’Unpli nazionale. Ancora una volta, Villa di Toppo-Florio sarà una “cittadella” per degustare i migliori vini autoctoni e quest’anno ci sarà anche l’inserimento nel programma nazionale di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022. Grazie a tutti i volontari per l’impegno, agli enti e partner per il sostegno che hanno reso possibile questo ricco programma. Auguro a coloro che parteciperanno alla nostra Fiera di trascorrervi, soddisfatti, piacevoli momenti».
«Per Buttrio la Fiera Regionale dei Vini – ha aggiunto il sindaco Eliano Bassi – non è una semplice festa, ma significa ricordare e manifestare quelle che sono la sua origine e la sua storia. In questo Comune convivono due anime solo apparentemente contrapposte: quella agricola e quella industriale. Entrambe hanno in comune l’altissima qualità, la continua ricerca, l’innovazione e la tutela dell’ambiente. Ma c’è un ulteriore settore che non ha ancora espresso in modo compiuto tutte le sue potenzialità ed è quello turistico, inteso come turismo lento e meditativo, capace di cogliere la bellezza dei luoghi e l’altissima qualità dei prodotti, in particolare quelli derivanti dall’attività vitivinicola delle nostre aziende. E la Fiera mette in mostra queste qualità». E tornando all’assessore Bini: «In Friuli Venezia Giulia, vino non significa soltanto eccellenza enogastronomica, ma sta diventando sempre più un volano per il turismo. La pandemia ha fatto riscoprire a tante persone le virtù del turismo lento e in quest’ambito la nostra regione può vantare un’offerta imbattibile. Ne è un chiaro esempio la Fiera regionale dei vini di Buttrio: nel fine settimana dal 10 al 12 giugno non si potrà soltanto degustare 170 specialità diverse, ma anche godere di buona musica, approfondire i temi del cibo e dell’agricoltura biologica, giocare con eventi dedicati ai più piccoli e godere di splendide escursioni in bicicletta. Insomma, il vino è una ricchezza, sotto ogni punto di vista. E il Friuli Venezia Giulia ne è a pieno diritto ambasciatore, a maggior ragione perché quest’anno la Città italiana del vino è Duino Aurisina. Dopo due anni segnati dalle restrizioni, torna finalmente alla normalità anche la Fiera vini: a Villa di Toppo – Florio si prepara una grande festa, che mette in mostra quanto di meglio la nostra regione ha da offrire, per questo un sentito ringraziamento va fatto agli organizzatori».

Come dicevamo, la Fiera regionale dei vini di Buttrio è stata presentata ieri a Udine nella sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: sono intervenuti oltre a Bini, Bassi e Bardus, anche il presidente Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia Valter Pezzarini, per ViniBuoni d’Italia Cristina Burcheri e Ada Regina Freire, Gianpietro Colecchia per Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022, Carlo Toppazzini, consigliere Associazione Italiana Agricoltura Biologica – Aiab Fvg, Silvia Moras e Cristina Battaglini del Cinemambulante, Eva Seminara della giunta della Camera di Commercio di Pordenone Udine, Tiziana Pituelli responsabile marketing e ufficio stampa Despar Friuli Venezia Giulia, Mauro Cedermas di Several Broker, Tiziano Venturini assessore al turismo del Comune di Buttrio e coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg.  Domani, giornata inaugurale della Fiera (ore 18.30),  faremo cenno anche al ricco programma della manifestazione, vanto del Vigneto Fvg.

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In copertina e all’interno immagini della presentazione della Fiera dei vini di Buttrio, ieri a Udine, presieduta dall’assessore regionale Bini,  e della splendida Villa di Toppo-Florio che ospita la storica rassegna. (Bluefoto)

 

Dal mare al Collio tra vini, storia ed enogastronomia da giugno con il bus

Un progetto per esplorare il territorio regionale, dal mare al Collio, terra di grandi vini Doc, all’insegna della mobilità sostenibile ed intermodale, attraverso “Hop on hop off Collio tour”, il nuovo servizio che verrà attivato da giugno grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia e Apt Gorizia con la collaborazione di PromoturismoFvg. A presentarlo, con il sindaco di Cormòns e la presidente dell’Azienda provinciale trasporti spa di Gorizia, è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, nella sala civica comunale cormonese.

L’esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato la qualità della proposta da subito condivisa con l’Apt di Gorizia e ha sottolineato la preziosa collaborazione di PromoturismoFvg che si è subito messa all’opera per rendere immediatamente operativo il servizio. Per l’assessore del Friuli Venezia Giulia l’iniziativa consente di promuovere e rafforzare il turismo della zona del Collio, contribuendo anche alla valorizzazione dell’intera regione proponendo soluzioni di turismo attivo per gli ospiti che arrivano a Grado, ma anche Lignano e Trieste, grazie al collegamento con le linee marittime, per far loro scoprire e apprezzare le bellezze dell’entroterra. L’assessore ha sottolineato l’importanza di lavorare per raggiungere obiettivi di alto livello, investendo energie e risorse come fatto fin dall’inizio della legislatura per portare il Friuli Venezia Giulia ad essere sempre di più meta turistica apprezzata e per creare le condizioni con le quali ottenere positive ricadute in termini economici per il territorio.
Il progetto complessivo, come è stato spiegato, prevede una serie di servizi di trasporto a connotazione turistica dal mare al Collio. Si tratta di un’offerta all’insegna della mobilità sostenibile ed intermodale che unisce bus, bicicletta e motonave con tre itinerari “slow” ideati per soddisfare i più diversi interessi. La prima proposta riguarda un servizio con le caratteristiche del classico “hop on hop off” con trasporto biciclette. Il bus si fermerà nei punti di maggior interesse e nei pressi dei percorsi ciclabili. Due anelli effettuati quattro volte nel corso della giornata che toccano le località di Capriva, Cividale, Cormòns, Dolegna del Collio – tutte Città del vino Fvg -, Mossa Preval e Spessa. Giorni di effettuazione lunedì, mercoledì e venerdì.
Previsto poi un percorso storico-culturale che, partendo da Grado, porta il turista alla scoperta degli insediamenti dei Longobardi a Romans d’Isonzo e a Cividale, con una tappa a Cormòns. Giorno di effettuazione martedì. Ci sarà inoltre un percorso ispirato all’enogastronomia che, sempre da Grado, porterà i turisti attraverso il Collio lungo la Strada del Vino e dei Sapori toccando le località di Capriva, Cormòns, Mariano e San Floriano del Collio. Giorno di effettuazione giovedì. Gli ultimi due servizi, svolti con bus dotato di portabiciclette, saranno in connessione con le linee marittime in arrivo a Grado da Lignano e da Trieste; una novità che va ad arricchire ulteriormente il ventaglio di scelte messe a disposizione dei turisti.
Per questo primo anno di lancio dell’iniziativa, verrà applicata una tariffa unica promozionale, uguale per tutti gli itinerari: 15 euro per gli adulti mentre sarà gratuita per i bambini con meno di 10 anni e ridotta a 10 euro per i ragazzi sotto i 18. Per usufruire del servizio sarà necessaria una prenotazione online nella giornata precedente il viaggio. Viene inoltre confermato il trasporto pubblico locale bicibus Grado-Gorizia-Cormòns. Partiranno, invece, dal 1° giugno le due linee marittime regionali di competenza di Apt Gorizia, Trieste-Grado-Lignano.

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In copertina, un’immagine primaverile del Collio e all’interno uno dei mezzi che saranno usati per il servizio turistico.

Prosciutto di Ragogna e Cipolla di Cavasso ora hanno il marchio Pat

Importante riconoscimento alla qualità di due prodotti tipici del Friuli: il Prosciutto di Ragogna, evidentemente “cugino”  se non “gemello” di quello ben più famoso di San Daniele, e la Cipolla rossa di Cavasso Nuovo, nell’Alta Pordenonese. Entrano, infatti, «a far parte dell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat), che viene implementato ogni anno dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, sulla base delle segnalazioni delle Regioni dei prodotti, scoperti o riscoperti, con un’anzianità documentata di almeno 25 anni», ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che appunto aggiorna l’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali.

Stefano Zannier


«La ventiduesima edizione dell’elenco suddivisa per regione comprende 181 prodotti del Friuli Venezia Giulia, più del doppio di quella del 2001, che ne contava 90 – spiega l’esponente della Giunta Fedriga -. Il Prosciutto di Ragogna è stato inserito su richiesta di un produttore locale, il prosciuttificio Fratelli Molinaro, mentre la Cipolla rossa su istanza dell’Associazione produttori di Cavasso Nuovo, che vedono così riconosciuta la loro peculiarità, come in precedenza era stato fatto per la Cipolla rosa della Val Cosa».
Secondo Zannier, si tratta di un passo avanti importante per i prodotti locali perché «ci sono tradizioni antiche che rischiavano di perdersi e che grazie a questo censimento sistematico hanno trovato nuovi produttori e nuovi consumatori. Ve ne sono altre che testimoniano la crescita del comparto agroalimentare e il consolidarsi di realtà produttive che si sono affacciate sul mercato negli ultimi lustri del secolo scorso. Per una regione piccola come la nostra, 181 prodotti oggi, che potrebbero essere 200 nel giro di pochi anni, sono un fiore all’occhiello, una testimonianza di attaccamento alle tradizioni e di fiducia nel futuro».

Il prosciuttificio Molinaro.

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In copertina, le tradizionali trecce con la Cipolla rossa di Cavasso Nuovo.