Agricoltura in difficoltà per i rincari: l’analisi di Zannier con Coldiretti Fvg

Rincari energetici, controllo della fauna selvatica e organismo pagatore sono stati i principali temi affrontati dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nella riunione con il Consiglio direttivo di Coldiretti Fvg, a Udine, nella sede della Cciaa Pordenone-Udine. «L’aumento dei costi energetici sta mettendo in difficoltà tutte le imprese anche quelle del comparto agroalimentare – ha ricordato Zannier -; il contraccolpo più rilevante lo avverte il settore primario che non ha una linea diretta sulla commercializzazione, ma vende il prodotto alla trasformazione. Non ci sono ricette regionali specifiche per intervenire anche per questioni di competenza. C’è una forte sollecitazione rivolta al Governo centrale affinché si trovino soluzioni a favore delle imprese per l’abbattimento dei costi energetici».

Zannier alla riunione Coldiretti Fvg.

«La Regione non ha strumenti propri per intervenire se non misure di tipo finanziario – ha specificato l’esponente della Giunta Fedriga come si legge in una nota Arc -: abbiamo la possibilità di concedere prestiti di conduzione piuttosto che anticipi di magazzino, ma le misure di intervento dedicato devono essere nazionali». Zannier ha voluto fare un distinguo su alcune situazioni sleali nei confronti dei produttori primari: «Non si può remunerare il latte al di sotto del costo di produzione, ovvero al di sotto dei 46 centesimi; su questo bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione. E’ una pratica sleale come indicato chiaramente nei decreti ministeriali emanati a dicembre e va segnalata per tutelare le aziende del settore. Vanno dati segnali al sistema anche in virtù dell’accordo dello scorso novembre siglato tra le organizzazioni agricole, l’industria alimentare e la grande distribuzione».
«Accanto alla necessità di individuare delle linee di intervento immediato per compensare i costi energetici – ha aggiunto Zannier – serve una visione per il futuro utilizzando, ad esempio, le risorse del Pnrr per favorire sistemi alternativi all’energia elettrica: dal fotovoltaico installato sulle coperture dei fabbricati, ai sistemi a biogas o biometano».
Sull’agrovoltaico l’assessore ha annunciato l’intenzione di effettuare delle simulazioni in campi sperimentali, in collaborazione con l’Università e i centri di ricerca, per raccogliere i dati e capire se installando queste tipologie di impianti impattanti sia possibile fare produzione agricola. Durante la riunione Zannier ha spiegato anche la già annunciata scelta di uscire dall’ambito di Agea come organismo pagatore. La prima ipotesi, ovvero l’adesione del Friuli Venezia Giulia all’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura (Avepa) risultava preferibile, ma è stata poi abbandonata a fronte di alcuni approfondimenti tecnico-amministrativi; è stato quindi deciso di costituire un organismo pagatore interamente interno al Friuli Venezia Giulia con una dotazione organica propria.
Quanto al controllo della fauna selvatica l’esponente regionale ha dato conto delle scarse forze da poter mettere in campo per rendere efficace il controllo, ma ha ricordato, grazie alla nuova legge regionale, l’apertura il 1° aprile della stagione della caccia e la possibilità di utilizzare i cacciatori, e non solo i forestali, sul territorio per il contenimento dei cinghiali. L’assessore regionale ha concluso evidenziando la proficua reciproca collaborazione con le categorie che ha permesso di ottenere un confronto franco e di dare risposte a diverse questioni.

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In copertina, terreni arati in  vista delle imminenti semine primaverili.

Raccolta dei funghi, restano invariate in Fvg le quote annuali e giornaliere

La Giunta regionale Fvg, con delibera proposta dall’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha approvato le quote dovute nel 2022 per la raccolta dei funghi sul territorio regionale. «Le tipologie di autorizzazione e di quota da versare sono quattro a seconda della durata, giornaliera o annuale, e dell’estensione della zona in cui è autorizzata la raccolta. Tutte le quote sono rimaste invariate rispetto allo scorso anno», ha confermato l’esponente della Giunta Fedriga.
Il contributo giornaliero da versare nel 2022 a ciascuna Comunità di montagna, per la raccolta dei funghi nel suo territorio, sia da parte dei residenti in regione che dei non residenti, è fissata in 10 euro. La quota annuale è stabilita in 20 euro da versare a ciascun Ente di decentramento regionale, per la raccolta dei funghi nel territorio dell’Edr (ex Provincia) non compreso in una Comunità di montagna. Ammonta, invece, a 25 euro il contributo annuale da versare a ciascuna Comunità di montagna, per la raccolta dei funghi nel suo territorio.
Infine, il contributo annuale per l’autorizzazione alla raccolta funghi su tutto il territorio regionale è fissato in 60 euro da versare alla Regione Fvg con le modalità pubblicate sul sito istituzionale.

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In copertina, ecco i caratteristici e diffusi chiodini (Armillaria mellea).

Dalla Regione Fvg oltre 40 milioni per ridurre la marginalità della montagna

«Gli oltre 40 milioni di euro che abbiamo già individuato sono la base di partenza per potenziare tre aspetti in grado di rendere le tre aree interne della nostra regione – Alta Carnia, Dolomiti Friulane e Canal del Ferro-Valcanale – sempre meno marginali: le connessioni non solo digitali, l’innovazione sociale per creare reti locali capaci di erogare beni e servizi e lo sviluppo delle filiere tipiche della montagna». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, dopo che la Giunta regionale ha approvato una generalità riguardante lo stato di avanzamento del percorso che prevede, per la fase di Programmazione europea 2021-2027, la revisione e l’aggiornamento delle strategie territoriali per le aree interne della nostra regione.

Stefano Zannier

«Queste risorse, che si aggiungono a quelle garantite dallo Stato, sono ricavate dai fondi strutturali Fesr e Fse e dal Feasr e potranno essere ulteriormente aumentate – ha spiegato Zannier – anche a seguito della candidatura della quarta area interna della nostra regione, quella relativa ai Comuni dell’area del Torre e Natisone, che a breve dovrebbe essere approvata e inserita all’interno della Strategia nazionale aree interne (Snai)”. “Caratteristiche fondamentali del nostro importante Piano di investimenti sono l’integrazione e la sinergia tra questi fondi comunitari sia nella fase di programmazione che in quella di attuazione – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga -. Per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti, tutti gli interventi continueranno a essere definiti attraverso un attento percorso partecipativo dei diversi territori».
«Per quanto riguarda il tema delle connessioni – definito “Montagna smart” – vogliamo realizzare un sistema per alcune zone montane prive di copertura particolarmente frequentate da escursionisti, alpinisti e persone che amano lo sport. Una situazione che spesso rende impossibile l’attivazione dei soccorsi in caso di emergenza”, ha aggiunto Zannier, osservando poi: “In questo ambito rientra anche una serie di interventi innovativi e attenti ai processi di transizione ecologica riguardanti i rifugi alpini, la connettività di diversi tratti di piste ciclabili e alcuni progetti pilota finalizzati a garantire la qualità e la continuità del servizio idrico a favore di piccole comunità che vivono lontano dai centri più densamente popolati».

Come precisato nella generalità di Giunta, l’obiettivo delle iniziative caratterizzate da una forte innovazione sociale è invece quello di stimolare e supportare ad ogni livello la nascita di imprese multifunzionali e multisettoriali coniugando obiettivi di reddito con quelli di sviluppo territoriale e di valorizzazione delle caratteristiche naturali e delle tradizioni di queste comunità. «Questo aspetto non si riferisce solo alle produzioni manifatturiere, agricole o forestali molto diffuse in queste aree – ha rimarcato Zannier -, ma anche e soprattutto a quelle attività, quali la formazione professionale, le iniziative culturali e ricreative, i servizi alla persona, quelli ambientali e turistici, la diversificazione dell’attività agricola, che debitamente valorizzate e sostenute possono contribuire alla nascita di nuove imprese e allo sviluppo sociale ed economico di queste zone».
Il Piano della Regione punta infine a sviluppare le filiere tipiche della montagna: legno, servizi ecosistemici, turistico-ricreative, alpeggio, agricola e agroalimentare e agroalimentare/turismo. «La valorizzazione dell’ambiente, contraddistinto dalla presenza di aree naturali uniche a livello regionale e delle produzioni locali in un’ottica multifunzionale e integrata costituisce – ha concluso l’assessore -, un elemento strategico per lo sviluppo delle aree interne del Friuli Venezia Giulia».

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In copertina, ecco un suggestivo paesaggio dell’Alta Carnia.

 

Malghe Fvg, ecco le priorità regionali (con punteggi) per sostenerne l’attività

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha stabilito i criteri di priorità per l’assegnazione di aiuti destinati a favorire lo sviluppo dell’attività malghiva. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, precisando che – «al fine di poter predisporre la graduatoria necessaria alla concessione delle somme stabilite, sono stati definiti anche i relativi punteggi». «I criteri individuati – precisa Zannier – intendono favorire gli interventi che meglio risponderanno alle finalità della normativa di riferimento; l’obiettivo è quello di incentivare la riqualificazione del patrimonio malghivo e di promuovere la gestione sostenibile dei pascoli, il mantenimento dell’attività di monticazione connessa al benessere animale nonché l’attività antropica ritenuta un elemento fondamentale per prevenire i dissesti idrogeologici».

Stefano Zannier


«Con tale obiettivo – prosegue l’esponente della Giunta Fedriga – è prevista la concessione di aiuti ai soggetti che siano proprietari o titolari di diritti di godimento del compendio malghivo e vogliano realizzarvi interventi strutturali o di adeguamento funzionale degli edifici e relative pertinenze, oppure impianti che ne consentano la riqualificazione o acquistare nuove attrezzature per le attività di trasformazione e commercializzazione del latte e dei suoi derivati». Come ricorda Zannier, «l’attività malghiva è riconosciuta dalla Regione come modello di gestione del territorio montano, perché si fonda su attività antropiche che hanno permesso di conservare e qualificare la produzione lattiero-casearia regionale».
Nell’attuale emergenza da Covid-19, nell’ambito del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia e degli aiuti individuati nel “Programma Anticrisi Covid-19”, sono stati previsti incentivi funzionali a un modello di sviluppo e di ripresa duratura, prevedendo siano concesse somme nella misura dell’80 per cento della spesa ammessa (limite massimo complessivo di 400 mila euro, della quale non oltre 200 mila per spese relative alle attività di ottenimento di prodotti agricoli).

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In copertina, bovine al pascolo sulle montagne del Friuli Venezia Giulia.

 

Agea-lumaca, in Fvg per i pagamenti Ue nascerà un organismo autonomo Ersa

La Regione Fvg ha imboccato la strada per costituire un nuovo autonomo Organismo pagatore degli aiuti comunitari per il Friuli Venezia Giulia che sarà operativo per effettuare i pagamenti dal 2024 e consentirà all’Amministrazione regionale di affrancarsi dalla gestione dell’organismo pagatore nazionale Agea. Lo ha riferito alla II Commissione consiliare l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, il quale ha illustrato, come informa Arc, le motivazioni che hanno portato a questa scelta e le modalità da adottare per avviare l’iter di costituzione del nuovo organismo.

L’assessore Stefano Zannier.


«Il ritardo nei pagamenti da parte di Agea è ormai strutturale», ha affermato Zannier annunciando che ci sarebbe stato un incontro tra il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, tutti gli assessori regionali competenti e i vertici di Agea per fare il punto su alcune criticità. «Nel frattempo – ha aggiunto l’assessore -, altre Regioni tra cui Marche, Abruzzo e Campania, stanno uscendo dal sistema Agea che ad oggi gestisce solo 13 Regioni su venti e domani potrebbe gestirne nove».
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, la prima ipotesi, ovvero l’adesione del Friuli Venezia Giulia all’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura (Avepa) risultava preferibile, ma è stata poi abbandonata a fronte di alcuni approfondimenti tecnico-amministrativi. «Hanno pesato sia valutazioni relative agli oneri delle risorse umane per la Regione Veneto, sia la procedura di riconoscimento, che secondo il Mipaaf non si sarebbe potuta limitare a un aggiornamento del riconoscimento di Avepa per l’estensione delle funzioni, ma avrebbe dovuto ripercorrere integralmente l’iter come nel caso di un’istituzione ex novo», ha spiegato l’assessore.
«Abbiamo quindi deciso di costituire un organismo pagatore interamente interno al Friuli Venezia Giulia con una dotazione organica propria», ha dichiarato Zannier. Ulteriori valutazioni tecniche hanno portato alla decisione di costituire una componente interna all’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa), con una direzione a sé stante distinta da quella di Ersa che ne garantisca l’autonomia e una struttura amministrativa simile a quella del Veneto, ma proporzionalmente adeguata alle procedure di cui l’organismo pagatore si dovrà fare carico. «Attualmente stiamo ancora valutando se portare in carico al nuovo organismo sia la gestione del primo che del secondo pilastro della Programmazione comunitaria o se affidargli inizialmente solo una gestione parziale. Di certo, il passaggio avverrà gradualmente e valuteremo in corso d’opera se sia più opportuno abbandonare del tutto Agea o lasciare in capo ad essa alcune gestioni, almeno provvisoriamente», ha aggiunto il titolare dell’Agricoltura Fvg. Per rendere operativa la struttura verranno avviati percorsi assunzionali specifici per dotarsi di una pianta organica attualmente stimata in 53 addetti, con un costo medio nei prossimi anni attorno ai 3 milioni di euro l’anno. «È una scelta ambiziosa e complessa – ha rimarcato Zannier -, ma divenuta necessaria se si considera che l’attuale capacità di pagamento è di alcuni mesi, mentre il Veneto con Avepa impiega 45 giorni a liquidare i beneficiari». L’attuale Programmazione agricola comunitaria (Pac), prorogata a causa del Covid fino al 2023, conta su una dotazione finanziaria del solo Psr di 398 milioni di euro; la prossima programmazione, che abbraccerà l’arco temporale 2023-2027, dovrebbe assegnare al Friuli Venezia Giulia una dotazione ancora incerta, ma comunque del medesimo ordine di grandezza rapportata alle sole cinque annualità.

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In copertina, si provvede all’aratura dei terreni in vista delle semine.

“La memoria della terra” interpretata dagli ecomusei del Friuli Venezia Giulia

«Il legame con la propria terra è un filo invisibile, fatto di memoria, ricordi, emozioni, sensazioni, immagini che ci riportano a un vissuto più remoto o vicino, e ci consentono di percepire il senso della identità, il senso della comunità: quel legame che va al di là dei rapporti familiari e ci offre l’opportunità di sentire l’appartenenza a una comunità dalla quale possiamo trasmettere, qui come nel mondo, a nostra volta i valori e i tesori caratterizzanti e frutto del territorio, delle sue tradizioni; di una vita secolare nella quale si sono sapute tramandare le ricchezze e i simboli di un’area come delle piccole comunità che la compongono, elementi di attrazione di una realtà dalle innumerevoli peculiarità qual è il Friuli Venezia Giulia». È il messaggio – come evidenzia l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – che il documentario “La memoria della terra” intende trasmettere.


Realizzato dalla regista friulana, Roberta Cortella, protagonista della trasmissione televisiva Geo, promosso dall’Ente Friuli nel mondo per ricollegare le comunità di corregionali all’estero, è stato presentato da Cinemazero a Pordenone, presente lo stesso esponente della Giunta Fedriga. Il filmato interpreta gli ecomusei come insieme di attrattive delle quali è ricco il nostro territorio. Tratta infatti del Maniaghese, delle acque tra il Tagliamento e il lago dei Tre Comuni, del Gemonese, della Val Resia, dei mestieri della Carnia, dei territori di Ronchi dei Legionari, delle tradizioni agrarie a Fagagna, oltre che delle Dolomiti Friulane.
«Un messaggio – prosegue Zannier – quello de “La memoria della terra”, che vuole evocare le ricchezze e le risorse delle quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare, veicolato attraverso la individuazione degli “ecomusei” intesi come un insieme di caratteristiche identificative e identitarie dei luoghi, delle carature ambientali, naturali e paesaggistiche, delle attività tradizionali della nostra terra che suggeriscono un legame con la stessa. Il plauso della Regione – conclude l’assessore Zannier – è rivolto all’iniziativa e all’autrice, in particolare perché si propone di ricollegare e riaccendere quel filo della memoria che ha tenuto connesse le comunità di nostri corregionali sparse nel mondo con le proprie radici, e diviene nel contempo un elemento di promozione delle nostre specificità».

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In copertina e all’interno tre immagini di Cjase Cocel, il famoso Museo della vita contadina di Fagagna.

 

Sviluppo rurale, oltre 237 milioni erogati nel 2021 in Friuli Venezia Giulia

Il 2021 è stato un anno importante per il Programma di sviluppo rurale 14-20 del Friuli Venezia Giulia, prorogato di due anni in quanto la nuova Politica agricola comune prenderà avvio nel 2023. Nella sua nuova versione, definita una volta sbloccato il riparto delle risorse tra Regioni italiane e dopo un breve negoziato con la Commissione europea, il Programma ha ricevuto un’integrazione finanziaria di oltre 106 milioni di euro, di cui 14 circa messi a disposizione dall’European Recovery Plan, lo strumento creato per favorire la ripresa e la resilienza dei territori rurali dell’Unione Europea in risposta alla pandemia. Inoltre, è stato portato a termine il percorso di consultazione locale per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030, con la definizione di 9 priorità strategiche regionali per rendere il settore e le zone rurali più resistenti e resilienti, più moderne e adeguate alle nuove tecnologie, più ecologiche, ma con un’attenzione speciale al loro valore aggiunto e alla loro prosperità. Questo il bilancio tracciato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, assieme all’Autorità di Gestione del Psr Fvg 14-20.

Stefano Zannier

«In vista della nuova Pac – ha affermato l’assessore – è stato condotto anche un importante lavoro di confronto con il Ministero (Mipaaf) e con le altre Regioni per la definizione del Piano Strategico per la Pac per il periodo 23-27, il nuovo strumento che comprenderà tutte le componenti della Politica agricola comune, dai pagamenti diretti, agli eco-schemi, gli interventi settoriali delle Ocm (Organizzazioni comuni di mercato) e quelli di sviluppo rurale. Il Piano è stato inviato alla Commissione europea e nel corso del negoziato saranno dettagliate le linee di intervento, comprese le specificazioni regionali per lo sviluppo rurale». Come ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga, «sul piano dell’avanzamento finanziario del Psr il bilancio è positivo, nonostante le difficoltà riscontrate e grazie ai pagamenti autorizzati nelle ultime settimane, il volume complessivo di risorse erogate è superiore a 237 milioni di euro, di cui 14,8 milioni di fondi integrativi regionali e il primo milione e mezzo di fondi Euri, con il superamento del target di spesa 2021 per circa 33 milioni».

Da parte dell’Autorità di Gestione, è stata riscontrata una maggiore efficacia nella procedura di istruttoria automatizzata per il pagamento dei premi a superficie, con l’anticipazione dei fondi (oltre 14 milioni) riconosciuta alla maggior parte dei beneficiari. Ciò grazie ad alcune condizioni previste nei nuovi bandi per nuovi impegni pluriennali di tre anni agro-climatico-ambientali e di agricoltura biologica, che hanno favorito la presentazione al sistema di domande “più pulite”, con minori anomalie bloccanti e quindi con istruttoria volta al pagamento molto più rapida. I nuovi bandi, inoltre, hanno registrato una forte adesione, con oltre 2.000 domande e una superficie sotto impegno più che raddoppiata rispetto ai bandi quinquennali precedenti. L’integrazione delle risorse ha consentito anche di disporre lo scorrimento di graduatorie valide su bandi del 2020, per l’insediamento dei giovani in agricoltura, per gli investimenti in fabbricati e in macchinari e attrezzature, per l’agriturismo e la pioppicoltura, oltre che avviare subito il nuovo intervento per sostituire gli impianti di irrigazione con altri più efficienti, per ridurre il consumo dell’acqua.
«Nel 2022 – ha concluso l’assessore – ci saranno diverse altre opportunità di accesso ai contributi del Programma, a partire dal bando annuale per l’insediamento dei giovani che sarà pubblicato a gennaio e poi a seguire diverse altre procedure di finanziamento scandite secondo un cronoprogramma che tiene conto delle tempistiche necessarie per partecipare, di quelle per la conclusione degli investimenti entro la scadenza del Programma e al contempo del carico di lavoro istruttorio per gli uffici regionali, da distribuire nel corso dell’anno per non creare rallentamenti nelle concessioni».

Il calendario dei nuovi bandi è stato condiviso con le organizzazioni di categoria ed è stato reso pubblico in questi giorni sul sito della Regione Fvg al link https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agrico ltura-foreste/psr-programma-sviluppo-rurale/news/502.html. Comprende iniziative per la trasformazione, commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli, per la creazione di energia da fonti rinnovabili, per acquisto di macchinari e attrezzature particolarmente performanti sul piano ambientale, per l’imboschimento e per l’avvio di imprese ex-tra-agricole nelle zone rurali e diverse opportunità nelle aree di competenza dei Gal.

La Regione Fvg aiuta i giovani agricoltori. Zannier: “Così favoriremo il ricambio”

«Con questo provvedimento andiamo a favorire il ricambio generazionale in un campo strategico come quello agricolo, sostenendo giovani che per competenza e formazione siano in grado di guidare i processi di crescita e di sviluppo delle loro aziende garantendo la qualità dei prodotti». Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, a margine dell’approvazione da parte della Giunta Fedriga della delibera, proposta dallo stesso Zannier, relativa al Bando per l’avviamento di imprese per giovani agricoltori.
Come ha spiegato l’assessore, l’obiettivo della misura è quello di supportare con un contributo (premio) i nuovi agricoltori, compresi in una fascia d’età che va dai 18 anni (compiuti) ai 41 anni (non compiuti), per la fase di avvio dell’impresa. Tra i requisiti richiesti – precisa Arc – una comprovata competenza e conoscenza professionale in ambito agricolo o, in alternativa, il diploma (perito agrario o agrotecnico) o la laurea in campo agrario, forestale, naturalistico, ambientale o veterinario; oppure un corso di formazione su materie come le pratiche agricole rispettose dall’ambiente (corretto uso dei fertilizzanti) e l’applicazione delle norme in agricoltura.
Il beneficiario dovrà essere titolare di un’impresa agricola individuale e presentare, tra le altre documentazioni, il piano finanziario e il cronoprogramma di realizzazione delle operazioni programmate. In merito al calcolo del premio, vengono considerati i seguenti criteri tra loro cumulabili: localizzazione della superfice agricola utilizzata prevalente dell’azienda (40 mila euro per parchi e riserve naturali, 30 mila per aree rurali C, 20 mila per le altre aree); per aziende che soddisfano determinate condizioni (prevalenza di prodotti biologici, Doc, Docg, Dop, Igp, Igt o Aqua) 30 mila euro.
La presentazione della domanda va eseguita dopo la pubblicazione del Bando sul Bollettino ufficiale della Regione Fvg ed entro il 30 giugno 2022. I premi saranno concessi attraverso un procedimento valutativo a graduatoria. Il punteggio massimale è di 100 punti, mentre le domande che non supereranno il limite di 34 punti non verranno ammesse al finanziamento. Per il Bando sono previsti a bilancio 3 milioni 400 mila euro, con la possibilità per l’Amministrazione regionale di destinare in corso d’opera ulteriori risorse aggiuntive.

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In copertina, l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

Impianti fotovoltaici su terreni agricoli, da Roma è stop ai vincoli imposti in Fvg

«Eravamo consapevoli della possibile impugnazione da parte del Governo della nostra norma, ma abbiamo lavorato nella direzione giusta e infatti il Ministero della Cultura ci ha dato ragione esprimendo parere favorevole ai nostri “vincoli” per le installazioni fotovoltaiche su terreni agricoli o tutelati. Ho sempre sostenuto la necessità di trovare un equilibrio tra ambiente e necessità dell’uomo, ma l’attuale situazione rischiava di vederci invasi da richieste di multinazionali straniere interessate più al profitto che alla tutela del nostro territorio». L’assessore regionale all’Energia, la Difesa dell’ambiente e lo Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, ha commentato così – informa Arc – la notizia giunta da Roma dell’impugnazione da parte del Governo guidato da Mario Draghi della legge del Friuli Venezia Giulia 16/2021 “Misure finanziarie intersettoriali”, «relativamente al limite di 1 megawatt che – precisa l’esponente della Giunta Fedriga – imponevamo ai terreni agricoli per la realizzazione degli impianti fotovoltaici, ritenendo questo limite idoneo e stimato per l’autoconsumo di un’azienda agricola».
«La competenza, ancora di più in un momento storico come questo di crisi energetica e Pnrr, è dello Stato – ha confermato Scoccimarro -. Lo abbiamo ripetuto anche in Consiglio regionale quando abbiamo ribadito che legiferare prima del recepimento della direttiva Red2 esponeva a possibile impugnazione del Governo presso la Corte Costituzionale come successo per Toscana ed Emilia Romagna». E ha concluso: «Per limitare il proliferare mega parchi fotovoltaici in regione, avevamo predisposto norme e fondi perché i Comuni e gli enti pubblici indicassero gli edifici o aree dismesse non agricole su cui poter installare impianti fotovoltaici pubblici: questo avrebbe significato meno spese per l’energia elettrica e riqualificazione di edifici e aree dissestate».

Fabio Scoccimarro


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In copertina, un impianto fotovoltaico a fianco di un fondo agricolo.

 

Oltre 112 milioni per l’agroalimentare. Torre-Natisone e Prepotto candidati Snai

«Per il comparto dell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia la Regione nel 2021 ha impegnato oltre 112 milioni di euro, a cui vanno sommati i 9 milioni di euro per la montagna e i quasi 8 milioni per la caccia e pesca. Un impegno che dimostra l’attenzione per dei settori strategici dello sviluppo economico della regione«». Lo ha detto a Trieste, come informa Arc, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nel corso della conferenza stampa di fine anno.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, sul fronte della crisi dovuta alla pandemia «non abbiamo mai mancato di dare il nostro sostegno alle imprese del comparto attraverso 50 milioni di euro per la liquidità delle aziende e altri 25 per gli investimenti a favore della ripresa». Ottimi risultati, ha sottolineato poi l’assessore, anche per quel che riguarda il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”: le aziende che hanno aderito sono arrivate a 190, a 300 i prodotti e a 240 i punti vendita. «In relazione al settore vitivinicolo – ha quindi detto Zannier -, grazie ad un anticipo delle risorse che ha consentito alle imprese di stipulare le fideiussioni necessarie per rendere cantierabili gli interventi, dal 2013 sono stati recuperati 13 milioni di finanziamenti inutilizzati assegnati alle altre regioni».
Infine, in chiave prospettica che guarda al 2022, tra le priorità della Regione Fvg c’è la candidatura dei Comuni delle Valli del Torre e Natisone, oltre che del Comune di Prepotto (attualmente esclusi dai fondi statali), nella Strategia nazionale per le aree interne. La Snai rappresenta una politica nazionale innovativa di sviluppo e coesione territoriale che mira a contrastare la marginalizzazione ed i fenomeni di declino demografico propri di territori caratterizzati da importanti svantaggi di natura geografica o demografica. Su tali luoghi la Strategia nazionale punta ad intervenire, investendo sulla promozione e sulla tutela della ricchezza del territorio e delle comunità locali, valorizzandone le risorse naturali e culturali, e creando nuovi circuiti occupazionali e nuove opportunità. In definitiva, contrastandone l’“emorragia demografica”.

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier durante la conferenza stampa di fine anno.