Il ruolo giocato dall’enoturismo è sempre più cruciale in Friuli Venezia Giulia. Infatti, l’80 per cento dei visitatori sceglie una destinazione tenendo conto dell’offerta enogastronomica del posto. E proprio l’enoturismo è stato in grado di favorire la crescita di tante piccole aziende che oggi rappresentano uno dei motori per la promozione territoriale, anche in questa zona della Venezia Giulia, incentivando un indotto fatto di realtà agroalimentari e di agriturismi che è decisamente in crescita.
E’ questo, in sintesi, il messaggio che l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo ha voluto lanciare ieri mattina alla presentazione del libro “Vitovska frutto del Carso” all’Infopoint di Duino-Aurisina. Il volume – realizzato con il contributo di PromoTurismo Fvg – è una riedizione aggiornata e in più lingue (oltre all’italiano, sloveno, tedesco e inglese) a distanza di quindici anni dal primo libro sulla Vitovska dal titolo “Vitovska, i vitigni dal mare al Carso”. La nuova pubblicazione (con prefazione di Carlin Petrini, testi di Stefano Cosma e Veronica Marzini) vuole rendere omaggio alla Vitovska come vero tesoro nascosto del Carso e al suo intimo rapporto con la storia e la cultura del territorio.
Oggi il Carso rappresenta un panorama vitivinicolo internazionale, un simbolo di artigianalità e di forte legame con la comunità rurale. Un territorio che ha enormi potenzialità, come ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale ringraziando i produttori della Vitovska e gli altri produttori del Carso per la passione e la dedizione. Uno sforzo che è stato premiato anche con il riconoscimento di Duino Aurisina come Capitale italiana del vino nel 2022. Un riconoscimento che sta registrando effetti positivi sul fronte dell’enoturismo. Mai come negli ultimi anni, ha rimarcato l’assessore, la nostra regione ha visto molti piccoli borghi popolarsi di appassionati e intenditori. Ma anche di turisti curiosi di conoscere e scoprire territori attraverso la degustazione dei prodotti tipici e delle specialità che sanno proporre.
La Regione Fvg punta molto sull’enograstronomia, un segmento non legato alla stagionalità e che può contare su tutti i mesi dell’anno. E i risultati, è stato sottolineato, dimostrano che si è sulla strada giusta. Come dimostrano anche i 26 vini con etichette del Friuli Venezia Giulia premiati nel 2022 con i “Tre bicchieri” della prestigiosa guida del Gambero Rosso. Nell’ultimo anno, secondo i dati della Regione stessa, il segmento del vino ha pesato per il 21 per cento nel comparto agroalimentare con quasi 30 mila ettari coltivati a vigneto. Il settore occupa più di 23 mila addetti nelle 6.600 aziende vitivinicole. E il valore dell’export è stato di 180 milioni di euro.
Oggi a Bertiolo la prima “Festa del vino”. Intanto scalda i motori la Fiera di Buttrio
(g.l.) Mentre proprio oggi si alzerà il sipario sulla 74ma Festa regionale del vino di Bertiolo – la prima in assoluto dell’intero Friuli Venezia Giulia, in quanto collocata a cavallo della tradizionale ricorrenza di San Giuseppe -, scalda i motori la famosissima Fiera di Buttrio, una delle manifestazioni enoiche più antiche d’Italia che è pronta a tagliare il traguardo delle 90 edizioni. Per l’occasione in programma alcune novità, come il logo celebrativo, una mostra fotografica per ricordare i 9 decenni di vita e un concorso letterario nazionale per prosa e poesia con temi legati proprio al vino. La Fiera, nel contesto della magnifica Villa Toppo-Florio, si terrà dal 9 all’11 giugno. Organizzazione a cura della Pro Loco Buri insieme al Comune di Buttrio, entrambi soggetti aderenti all’Associazione nazionale Città del Vino.
“Oltre al traguardo del 90° – spiega il presidente della Pro Loco, Emilio Bardus – sarà un’edizione speciale perché torneremo all’ampiezza di programma che abbiamo avuto fino al 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Grandi vini del territorio, a partire dagli autoctoni insieme alla guida Vini Buoni d’Italia, sapori locali Io sono Fvg, mostre, arte e cultura, oltre a momenti di approfondimento ed uscite tra i vigneti, senza dimenticare le proposte per i più piccoli: tante le conferme oltre a diverse novità che annunceremo prossimamente”.
Nell’attesa, però, ecco una richiesta da parte della Pro Loco. “Stiamo allestendo la mostra fotografica per il 90° – aggiunge Bardus – e se qualche famiglia ha qualche “scatto” interessante delle vecchie edizioni saremo lieti di visionarlo”.
Sono poi aperte le iscrizioni alla prima edizione del premio letterario nazionale “Di viti in vita – Poesie e vin tal cuei di Buri”, curato da Maurizio Mattiuzza, noto poeta e romanziere di Buttrio. È rivolto ad adulti e ragazzi, che possono inviare brevi racconti e poesie in lingua o in friulano. Scadenza per l’invio il 15 maggio, premiazioni domenica 11 giugno, con premi in denaro. “Il premio – conclude il presidente della Pro Buri – che organizziamo con il sostegno del Comune, è rivolto a opere letterarie che si ispirino e trattino in piena libertà creativa, l’arte del produrre vino di pregio, della coltivazione della vite e temi legati all’amore per la terra e per il paesaggio”. Regolamento e dettagli su www.buri.it

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In copertina, vini protagonisti in giugno a Villa Florio che qui sopra vediamo in una bella immagine di Bluefoto.
L’agricoltura Fvg tra cambiamenti climatici e transizione ecologica in un vertice regionale oggi a Udine
i“L’agricoltura regionale tra cambiamenti climatici e transizione ecologica” è il tema scelto da Confagricoltura Fvg per aprire un dialogo con l’Amministrazione regionale su temi cruciali per il presente e il futuro del mondo rurale. L’appuntamento avrà luogo nel Salone del Parlamento, al Castello di Udine, oggi 7 marzo a partire dalle ore 14.30.
Ai saluti del sindaco di Udine, onorevole Pietro Fontanini, faranno seguito gli interventi di Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg; Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura; Massimiliano Fedriga, presidente della Giunta regionale Friuli Venezia Giulia, e Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari Fvg.
Le imprese agricole faranno sentire la loro voce, sottolineando problemi e proposte, durante una breve Tavola rotonda che verrà chiusa con le considerazioni e i saluti dell’onorevole Vannia Gava, sottosegretaria all’Ambiente e alla Sicurezza energetica.
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In copertina, Massimiliano Giansanti presidente nazionale di Confagricoltura che questo pomeriggio sarà a Udine.
I problemi della siccità a Ortogiardino: massima attenzione al risparmio d’acqua
Oggi il settore dell’orticoltura, della frutticoltura e in genere delle colture specializzate ha il merito riconosciuto di svolgere un ruolo da apripista rispetto all’attuale problema della gestione sostenibile dell’acqua. E’ questo, infatti, il comparto in cui l’innovazione irrigua è più evoluta con impianti e tecnologie all’avanguardia e all’insegna del risparmio idrico, il vero grande tema dell’immediato futuro. E la Fiera di Pordenone, con manifestazioni come Ortogiardino ma anche AquaFarm da poco conclusa, rappresenta una platea davvero strategica anche per fare informazione e formazione sul tema della gestione idrica e sull’uso consapevole dell’acqua.
E’ questo il messaggio che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari ha espresso ieri mattina all’inaugurazione di Ortogiardino, la 42ma edizione della rassegna dedicata al mondo del florovivaismo e dell’orticoltura organizzata nel quartiere fieristico di Pordenone. L’esposizione – che continua oggi e poi proseguirà fino al 12 marzo – si rivolge a vivaisti, floricoltori, produttori e rivenditori di attrezzature e prodotti per la cura del giardino e dell’orto, bulbi e sementi, attrezzature per giardini e parchi, arredamento da esterni e decorazioni.
Nel suo intervento l’esponente della Giunta regionale ha informato sulla situazione della siccità in Friuli Venezia Giulia. A fronte di un anno passato in cui si sono registrati i record di mancanza di piogge, oggi vige una situazione di grande deficit con gli invasi montani nei quali i livelli dell’acqua sono ai minimi storici e le falde in pianura in forte abbassamento. Senza che ci sia una previsione, almeno a breve, di un incremento di piovosità importante.
I piani di emergenza che la Regione Fvg aveva decretato già l’anno scorso, come ha sottolineato ancora l’assessore, non si sono mai fermati e continuano a essere operativi. Al fine di gestire l’emergenza con un’ottica di sistema, permane un continuo confronto anche con le società produttrici di energia che gestiscono gli impianti. In questo senso nel Pordenonese, come ha rimarcato l’esponente dell’Esecutivo regionale, la società Edison, che gestisce gli impianti dell’asta del Meduna in Val Tramontina, ha annunciato uno stop degli impianti per due, forse tre settimane. Una manovra che consentirà di “immagazzinare” circa 10 milioni di metri cubi nei bacini montani in modo da costituire una riserva importante. Ma è chiaro, è stato il monito lanciato, che in vista della prossima stagione estiva l’impegno da parte di tutti dovrà continuare. La Regione proseguirà, come è stato assicurato, nel mantenere aperto il dialogo all’interno del sistema virtuoso della “filiera dell’acqua” affinché si possa affrontare un periodo che si preannuncia non facile.
All’inaugurazione dell’esposizione ortofloricola i vertici della società Pordenone Fiere hanno ricordato l’importanza dell’evento che è riconosciuta anche oltre i confini nazionali. La manifestazione si sviluppa su oltre 20 mila metri quadrati di aree coperte e scoperte e ospita oltre duecento espositori. Nelle ultime edizioni i visitatori sono stati oltre 65 mila: da tutto il Nord Italia e dall’estero, in particolare da Carinzia, Slovenia e Croazia.
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In copertina, un moderno sistema irriguo in uso in Friuli Venezia Giulia.
Confagricoltura Fvg: contro la Flavescenza dorata più strategia, ricerca, tecnici e risorse adeguate
L’avvicinarsi della primavera, con il risveglio vegetativo della vite, mette di nuovo sotto la lente d’ingrandimento delle aziende agricole la diffusione della Flavescenza dorata. Una fitoplasmosi da lotta obbligatoria che, in questi ultimi due anni, ha registrato una preoccupante accelerazione, arrivando a minacciare le principali produzioni enologiche di Piemonte, Toscana, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, che hanno registrato e segnalato, proprio di recente, nuovi focolai.
Alberto d’Attimis-Maniago Marchiò

«Chiediamo che venga messa a punto una strategia di interventi uniformi per tutto il territorio regionale alla quale gli enti competenti partecipino in modo coordinato e con la condivisione delle proprie iniziative – dice Alberto d’Attimis-Maniago Marchiò, nuovo presidente della Sezione economica viticola di Confagricoltura Fvg –. Una strategia che, oltre a essere operativa al più presto, deve fornire un’informazione capillare poiché il diffondersi dell’infezione è un problema di territorio e non solo di singolo vigneto. La Regione Friuli Venezia Giulia, finora, ha stanziato 100 mila euro per l’assistenza tecnica e il monitoraggio capillare della fitoplasmosi, ma non sono sufficienti per mettere in campo un numero adeguato di tecnici per il monitoraggio e per indennizzare, almeno in parte, le aziende più colpite che sono costrette a estirpare numerosi ettari di vigneto con, tra l’altro, nel caso in cui venga colpito un vigneto storico, la perdita di una parte del patrimonio di biodiversità varietale del Vigneto Fvg».
Anche a livello nazionale, secondo Confagricoltura, il fondo istituito dal ministero dell’Agricoltura nella legge di Bilancio 2023 che prevede una dotazione di 1,5 milioni di euro per il 2023 e altri 2 milioni per il prossimo anno, è insufficiente. Bisogna trovare le risorse economiche necessarie sia per finanziare gli interventi di selezione delle piante sintomatiche, sia per ristorare i viticoltori che stanno affrontando alti costi per l’estirpazione delle piante compromesse dalla malattia. Attualmente, infatti, le imprese colpite dalla Flavescenza dorata non sono coperte da nessun tipo di sostegno, né possono usufruire di compensazioni per i mancati ricavi. Per Confagricoltura è urgente intervenire per interrompere la diffusione della Flavescenza dorata al fine di tutelare e sostenere il comparto vitivinicolo che, nel 2022, ha raggiunto gli 8 miliardi di euro di esportazioni, con una crescita rispetto all’anno precedente del 12 per cento.
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In copertina, i gravissimi effetti della Flavescenza dorata sulla vite.
Il Pinot grigio delle Venezie Doc protagonista a Miami in Florida
A un anno di distanza e forte del grande successo ottenuto con la precedente edizione, il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – che riunisce i produttori di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – è tornato a Miami per raccontarsi nuovamente al pubblico del Food Network & Cooking Channel South Beach Wine & Food Festival presentato da Capital One (SOBEWFF®) inaugurando così la stagione promozionale Usa 2023. Ancora una volta, infatti, è sponsor dell’evento enogastronomico più atteso della Florida, la cui missione si riassume da ormai ventidue anni nelle parole “To EAT. DRINK. EDUCATE”. Una quattro giorni che colora e anima le rinomate e affollate spiagge di Miami – Miami Beach e South Beach –, dove fino a domani, 26 febbraio, migliaia di wine & food enthusiasts hanno a disposizione innumerevoli e prestigiose vetrine ed iniziative promozionali a celebrare i migliori chef del paese ma anche importanti personalità della cucina internazionale, oltre a tante aziende del vino e dei distillati tra le più famose al mondo.
Pensata per consumatori high spender americani e puntando da sempre i riflettori sui nomi più celebri del settore a livello globale, SOBEWFF sposa perfettamente quelli che sono gli obiettivi della campagna promozionale del Consorzio di tutela che segue la crescita del posizionamento del Pinot grigio delle Venezie. Nella manifestazione di Miami, infatti, il Consorzio trova la narrativa perfetta per descrivere e, soprattutto, valorizzare la Do, il suo territorio d’origine, i suoi produttori, la sua storia, la sua tradizione e soprattutto la sua inconfondibile italianità, celebrando i tratti distintivi che caratterizzano il Pinot grigio delle Venezie – qualità, freschezza e versatilità – stile che oggi molte regioni vinicole del mondo cercano di emulare.
In questo preciso contesto si inseriscono le due cene esclusive sponsorizzate dal Consorzio, che sceglie di presentarsi all’esigente pubblico americano – che annualmente assorbe oltre il 40% del totale imbottigliato della Doc – affiancandosi ad una proposta gastronomica variegata e di alto livello, che mette alla prova la versatilità del Pinot grigio Doc delle Venezie, perfetto per ogni tipo di social & food occasion o per le diverse cucine e specialità internazionali.
Oggi i vini Doc delle Venezie saranno serviti in abbinamento a sofisticate pietanze frutto della contaminazione di due grandi culture gastronomiche, rappresentate dalla chef coreana Esther Choi, responsabile di cucina del Mokbar di Brooklyn, ospitata in città dallo chef Diego Oka, talento peruviano in sella al ristorante La Mar by Gaston Acurio del Mandarin Oriental Hotel di Miami (https://sobewff.org/la-mar/).
Il tour del Consorzio delle Venezie negli Stati Uniti è cominciato in realtà a inizio mese con gli ormai consueti Simply Italian Great Wines in collaborazione con International Event & Exhibition Management, che il 6 febbraio a Dallas e l’8 febbraio sempre a Miami ha organizzato due approfondite masterclass – guidate rispettivamente dai due wine expert & educator locali Jeremy Parzen e Charlie Arturaola – dedicate alla Denominazione e seguite da circa 90 ospiti tra operatori, stampa ed opinion leader.
www.pinotgrigio.wine
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In copertina, una bella panoramica sul quartiere espositivo in spiaggia a Miami.
Terapia forestale, dieta e salute oggi nel nuovo corso dell’Arga Fvg a Pieris
di Ida Donati
Entra nel vivo il percorso di formazione programmato da Arga Fvg, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, con la nuova tappa in programma proprio oggi, 24 febbraio, alle 18 a Pieris (Gorizia), nella sede dell’azienda agricola I Feudi di Romans della famiglia Lorenzon.
Al centro degli interventi di esperti, esponenti dell’associazionismo culturale e delle istituzioni ci saranno la gestione sostenibile delle foreste e le prospettive della terapia forestale, gli aspetti inerenti dieta e salute, e il turismo sanitario. Organizzato con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera friulana e di Italia Nostra, sotto l’egida del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, introdotto dal presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini, e del presidente onorario, Amos D’Antoni, che recherà alcune comunicazioni rivolte ai giornalisti, l’evento sarà aperto da Gabriele Cragnolini, presidente della sezione friulana di Italia nostra, che si soffermerà sulle tecniche e gli accorgimenti per la lettura e classificazione del paesaggio. Quindi Maurizio Droli, dell’associazione no profit Malin Mill, parlerà della terapia forestale in Friuli Venezia Giulia, dalle necessità all’origine del progetto datata 2010 alla successiva esperienza, ai nostri giorni. Leopoldo Comisso, coordinatore responsabile di Word Package n.8 – Progetto europeo HonCab, analizzerà invece la mobilità sanitaria internazionale. Infine, Claudio Lucas, dietologo nutrizionista medico internista, si esprimerà sui cibi sintetici, sui riflessi del benessere ambientale e di una dieta corretta sulla nostra salute.
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In copertina, un bel bosco di abete rosso specie di cui è ricco il Friuli Venezia Giulia.
Sostenibilità, la Cantina di Rauscedo anticipa di un anno il rispetto normativo
«Per primi, in Friuli Venezia Giulia, abbiamo anticipato di un anno il rispetto della norma ministeriale che obbligherà tutti i trasformatori d’uva certificati Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale di Protezione Integrata), a certificare pure le attività di cantina sotto il segno della sostenibilità», afferma il presidente della Cantina Rauscedo, Antonio Zuliani, ricevendo l’apposito attestato di certificazione rilasciato dal Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità). «È una scelta ben precisa finalizzata ad adottare, all’interno della Cantina, le pratiche di un protocollo di “sostenibilità per la filiera vitivinicola” finalizzata alla maggiore qualità e, soprattutto, alla completa tracciabilità dei prodotti e dei processi».
A oggi, la cantina cooperativa pordenonese lavora circa 240mila ettolitri di vino, commercializzati soprattutto sfusi e, in piccola parte, in bottiglie e bag in box. I produttori che, in vigna, rispettano le norme della certificazione Sqnpi, sono una quarantina. «Riteniamo che la sostenibilità sia molto di più che una parola di moda – prosegue Zuliani -, e cioè, una coerente interpretazione dello spirito cooperativo e una visione strategica proiettata verso il futuro».
«La certificazione di “Sostenibilità della Filiera Vitivinicola” (requisito da quest’anno obbligatorio per le cantine certificate Sqnpi per la fase di trasformazione dell’uva) – aggiunge il direttore di Ceviq, Michele Bertolami – impegna le strutture di produzione enoica a rispettare una serie di parametri e a migliorarli nell’arco di un
triennio. Tutte le operazioni di cantina, in sostanza, devono essere “sostenibili”: la gestione dei reflui e delle acque di scarico; dei residui e degli scarti di produzione; i consumi energetici e le fonti di approvvigionamento; gli imballaggi; i contratti di lavoro dei collaboratori e la loro formazione, come pure il rispetto delle norme
di sicurezza».
Perciò, oltre a essere già certificata come “biologica”, la Cantina di Rauscedo punta al raddoppio dell’autoproduzione energetica nel triennio e all’utilizzo di imballaggi in carta provenienti dalla filiera certificata della Gestione Forestale Sostenibile.
Roma promuove il Consorzio Doc Friuli. FedAgriPesca Fvg: un passo importante
Con un Decreto emanato dal Masaf – cioè il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste -, è stato ufficialmente approvato il riconoscimento del Consorzio tutela vini Friuli Venezia Giulia con l’attribuzione dell’incarico a svolgere le funzioni di promozione, valorizzazione, tutela, vigilanza, informazione del consumatore e cura generale degli interessi degli associati per la Doc “Friuli” o “Friuli Venezia Giulia” o “Furlanjia” o “Furlanjia Julijska”.
Venanzio Francescutti

«Si tratta di un passaggio importante – sottolinea Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedAgriPesca –, non solo per la storia abbastanza travagliata della nascita del Consorzio, ma anche perché, sullo stesso, sono concentrate molte aspettative dei vignaioli regionali. Tra l’altro, ritengo che, sperabilmente, da qui in avanti, si riesca a ridurre la burocrazia che sta ingabbiando la filiera enologica; a fare maggiore sintesi tra le varie Doc del Friuli Venezia Giulia e a diventare protagonisti nella progettazione del futuro vitivinicolo del territorio. Un lavoro impegnativo e, per questo, vanno fatti gli auguri di buon lavoro al presidente e a tutti i consiglieri ai quali, però, l’erga omnes conferisce indubbiamente un decisivo impulso operativo».
Stefano Trinco

La Denominazione (coinvolgendo il territorio di 160 Comuni è la più grande della regione) è nata ufficialmente nel 2016 e il Consorzio di Tutela, fondato nel 2019, attualmente è presieduto dall’enologo Stefano Trinco (coadiuvato alla vicepresidenza da Flavio Bellomo) che è succeduto a Giuseppe Crovato. Una Doc di successo, la “Friuli” visto che secondo i dati forniti dal Ceviq (Certificazione vini e prodotti italiani di qualità), nel 2021 gli ettari vitati rivendicati sono stati 2.967 (erano 2.497 nel 2018), per 163.431 hl di vino prodotti che, nel 2022, sono cresciuti del 17 per cento attestandosi sui 191.190 hl complessivi. I vini più rivendicati: tra i bianchi, il Pinot grigio; tra i rossi, il Merlot.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio varietà bianca fra le più rivendicate della Doc Friuli.
A Ramuscello il vino vegano raddoppia: cinque etichette con il certificato Ceviq
La Cantina Produttori Ramuscello e San Vito raddoppia la produzione di vino vegano. Dalla vendemmia 2022, infatti, sono stati prodotti e certificati 10 mila ettolitri rispetto ai 5.400 dell’anno precedente. Di fatto, si tratta della maggior quantità di vino vegano prodotto e certificato in Friuli Venezia Giulia.
«Da molti anni la nostra Cantina cooperativa – spiega il presidente Gianluca Trevisan – è impegnata sulla costante ricerca della salubrità, sia delle uve che dei vini prodotti. Oltre al vino vegano, lo scorso anno abbiamo ottenuto anche la certificazione per la produzione del vino biologico. Inoltre, l’80 per cento dei nostri soci aderisce volontariamente alla difesa integrata, denominata Sqnpi, seguendone scrupolosamente il disciplinare ministeriale. Sul tema della sostenibilità ambientale, siamo sempre attenti alle sensibilità del mercato e alle diverse richieste degli imbottigliatori: per questo abbiamo intrapreso un percorso di assistenza tecnica in campagna, fatta di controlli e verifiche, che dovrebbe portarci all’obbiettivo di un vino a “residuo zero”».
«Quello del quale stiamo parlando è un mercato in crescita – aggiunge il direttore della Cantina, Rodolfo Rizzi – al quale noi dedichiamo circa il 20 per cento della nostra produzione che, dalle nostre previsioni, sarà destinata ad aumentare ancora negli anni futuri. I principali imbottigliatori, per ora, sono dislocati nel Nord Italia, ma il nostro vino vegano viene già distribuito in tutta la Penisola».
Il relativo protocollo di certificazione è stato predisposto dal Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità) che ha provveduto, nei giorni scorsi, a consegnare il documento ufficiale alla Cantina attraverso il suo direttore, Michele Bertolami, e la dottoressa Federica Buchini. I vini certificati sono Pinot grigio, Prosecco, Merlot, Ribolla gialla e Refosco dal peduncolo rosso. Presenti alla consegna anche la vicepresidente della Cantina di Ramuscello, Laura Bertolin; il vicesindaco di Sesto al Reghena, Andrea Nonis, e il coordinatore regionale delle Città del Vino del Fvg, Tiziano Venturini.
La consegna del certificato Ceviq.

No a prodotti animali
e relativi derivati
Per ottenere la certificazione, con la menzione a produttore di “vino vegano”, la Cantina e i suoi soci devono ottemperare a un rigido protocollo che il Ceviq ha elaborato al fine di evitare qualsiasi contaminazione con prodotti di origine animale e i relativi derivati. Il consumatore vegano, per propria scelta, non intende assimilare alcun alimento di origine animale e nemmeno i relativi derivati. Quindi, partendo dal vigneto, si devono evitare concimazioni a base di letame e pollina per sostituirle con sovesci di leguminose e composti vegetali a base di humus, da compiere durante l’anno, a seconda delle esigenze colturali.Per quanto riguarda il processo di trasformazione in cantina, si devono eliminare tutti i derivati animali che servono per la stabilizzazione e chiarificazione del vino per sostituirli con estratti di origine vegetale. In questo modo si eliminano anche le tante problematiche derivate dall’assunzione di sostanze allergeniche le quali, tra le altre cose, in ottemperanza alla legislazione in vigore in alcuni Paesi esteri, devono essere riportate in etichetta. Inoltre, grazie alle lunghe soste del vino sui lieviti di fermentazione, si riesce a conferire ulteriore stabilità e completezza aromatica al prodotto. Per ottenere poi la certificazione a “vino vegano”, non si possono utilizzare le colle, a base di caseina, per etichettare le bottiglie e, quindi, vanno utilizzate esclusivamente etichette adesive. Infine, il vino deve essere analizzato da un laboratorio accreditato che stabilisca l’assenza totale del Dna animale (bovino, suino e ittico).
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In copertina, ecco l’etichetta del Refosco dal peduncolo rosso “vegano” di Ramuscello.
