A Casarsa ancora il vecchio mondo agricolo aspettando la Marcia del Vino

Sarà visitabile fino al 2 maggio a Casarsa della Delizia, nella sala espositiva dell’ex Municipio, la mostra “Il Mondo agricolo, ieri e oggi”: un tributo alla storia contadina della cittadina di Pasolini e del Friuli Venezia Giulia. Si spazia nel tempo: le foto vanno dagli anni ’20 sino ai nostri giorni. Ad arricchire l’esposizione, alcuni scatti del maestro Elio Ciol. Le foto storiche sono tratte dall’archivio del Circolo fotografico f64 (Anna Maria Bellot, Loredana Morassutti, Sonia Moro, Giuliano Novello, Stefano Palamin, Valerio Ros, Gianni Stefanon, Luigi Zancan), dal Craf di Spilimbergo e dall’archivio della Cantina sociale La Delizia Viticoltori Friulani e dall’archivio Circolo Culturale Erasmo di Valvason. Inoltre, sono esposte immagini scattate dai membri del Circolo fotografico f64 e dal noto fotografo udinese Fabrizio Zanfagnini. A curare presentazione e testi Angelo Bertani, Marco Salvadori, Gianni Stefanon e Renzo Colussi.
Come ha ricordato lo stesso Salvadori, “è difficile spiegare a chi non ha vissuto in quegli anni, i tempi, i modi e le abitudini che scandivano le giornate delle famiglie contadine e la totale partecipazione di tutti i componenti a ruoli ben precisi e attribuiti nell’economia generale del lavoro nei campi. Il momento sacro del “gustà” ai bordi delle vigne vendemmiate, il dipanarsi lungo le strade cittadine dei carri carichi di uva pronta per essere conferita nella Cantina Sociale, le quotidiane discussioni sul momento giusto per vendemmiare e fare maturare ancora di qualche grado, il chiacchierio e le canzoni ritmate dai colpi secchi delle forbici, l’odore di mosto che spandeva ovunque inebriando un paese intero per settimane”. Da qui l’importanza di questa mostra, inserita nel programma della locale Sagra del Vino. “Molte tra le più note fotografie di Elio Ciol – sottolinea invece Bertani – hanno per protagonista il cielo e il suo rapporto con la terra degli uomini: pure le immagini che raffigurano i lavori nei campi sono in verità rappresentazioni delle opere e dei giorni, dirette discendenti contemporanee di quelle che comparivano, simboliche e concrete al tempo stesso, sui portali delle chiese romaniche e gotiche per significare un indissolubile legame cosmico e il riscatto dell’uomo attraverso il lavoro”.

Gli intervenuti alla inaugurazione.

LIBERTAS CASARSA, 4O ANNI
IN UN LIBRO IL 27 APRILE

Lo scoppio della pandemia aveva costretto a rimandare il tutto, ma ora è giunto il momento di festeggiare: la Libertas Casarsa, storica società di atletica, celebrerà il suo 40mo anniversario con la presentazione del libro “Storia e Passione” che ne ripercorrerà tutta la vita. “Abbiamo realizzato questa pubblicazione – spiega il presidente Adolfo Molinari – per offrire l’occasione di ricordare nomi, volti, risultati e record di generazioni di atleti. Il libro è anche un omaggio alla forza del volontariato che contraddistingue il nostro territorio”. Scritto con la collaborazione del giornalista Emanuele Minca, sarà presentato giovedì 27 aprile, alle 18.30, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich all’interno del programma della Sagra del Vino. Modererà l’incontro la giornalista Chiara Muzzin.
E sempre con la Libertas protagonista a Casarsa della Delizia si terrà il 1° maggio la Marcia “Terre e città del Vino”. Giunta quest’anno alla sua 51ma edizione, si tratta di una delle più longeve manifestazioni podistiche del Friuli Venezia Giulia. Previsti due percorsi di 6 e 12 km, con scorci suggestivi vicino ai vigneti dove nascono i grandi vini del Friuli Venezia Giulia a partire da Prosecco e Ribolla gialla. Partenza libera dalle 8.30 alle 10 da piazza Cavour, ove ci sarà anche l’arrivo e ci si potrà iscrivere. Entrambi i tracciati sono pianeggianti di bassa difficoltà, percorribili anche con il passeggino. Sono previsti ristori lungo il percorso. “Un appuntamento con la tradizione che piace sia agli sportivi sia a chi ama camminare immerso nella natura – ha affermato Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa -, tra i filari di vite, per scoprire la bellezza della nostra campagna, stare all’aria aperta e passare qualche ora in Sagra in compagnia e spensieratezza. Una proposta che unisce enoturismo alla voglia di stare insieme. Un grazie particolare all’associazione Libertas Casarsa che si occupa della organizzazione tecnica e a tutti coloro che sono impegnati nella Marcia, dagli enti agli sponsor fino ai preziosi volontari che rendono possibile ancora una volta questo progetto”. L’evento – valido per il Concorso nazionale Fiasp Piede alato e i concorsi internazionali IVV – è organizzato dalla Libertas Casarsa in collaborazione con Pro Casarsa della Delizia Aps, Città di Casarsa della Delizia, Comitato territoriale marciatori di Pordenone, Groupama Assicurazioni, Avis comunale di Casarsa e San Giovanni e Gruppo Ana di Casarsa – San Giovanni.

ORGANIZZATORI, PARTNER E SPONSOR. La Sagra del Vino è organizzata da Città di Casarsa della Delizia e Pro Casarsa della Delizia insieme con La Delizia Viticoltori Friulani. Gli organizzatori ringraziano Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, Camera di Commercio di Pordenone Udine, Confcooperative Pordenone, Friulovest Banca, Coop Casarsa, Associazione nazionale Città del Vino – Coordinamento FVG, Fondazione Friuli, PromoTurismoFvg, Ambiente Servizi, Servizio civile universale. La Sagra del Vino gode del riconoscimento nazionale di Sagra di Qualità dell’Unpli e di Ecofesta per la sua attenzione all’ambiente.

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In copertina e qui sopra due immagini dell’ultima edizione della marcia tra i vigneti.

Alla Sagra del vino di Casarsa il debutto di Zannier confermato alla guida dell”Agricoltura Fvg

(g.l.) “Il sistema legato all’agricoltura del Friuli Venezia Giulia deve continuare a guardare al futuro e può farlo grazie alla sua grande capacità di adattamento alle diverse mutazioni in atto. Ma per stare al passo con i tempi è anche necessario riuscire a fare sintesi di fronte alle diverse opportunità in questo importante settore che contribuisce, in modo importante, alla definizione del nostro Pil”. Lo ha detto il confermato assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nella sua prima uscita pubblica post-nomina, partecipando a Casarsa della Delizia alla cerimonia di inaugurazione della 75ma edizione della Sagra del Vino e alla premiazione del concorso “Filari di Bolle” con il quale è stato assegnato un riconoscimento ai migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia.

Alla presenza del sindaco Claudio Colussi, del presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin, del ministro per i Rapporti con il Parlamento il pordenonese Luca Ciriani, del viceministro Vannia Gava e del presidente dei Viticoltori friulani “La Delizia”, Fabio Bellomo, e dell’onorevole Michelangelo Agrusti, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga, nel suo in intervento, ha posto in evidenza il valore della continuità che potrà essere dato al comparto nei prossimi cinque anni di legislatura. “Se da un lato la Regione continuerà a sostenere la prosecuzione aziendale di quei settori a maggiore difficoltà reddituale, per quelli che invece dimostrano importanti opportunità economiche, l’Amministrazione darà il proprio contributo affinché si aggancino le sfide del futuro nel mercato di riferimento. Per fare questo, il sistema regionale è interessato a mettere in atto azioni il più unitarie possibile nel segno della continuità con il passato, senza iniziare da zero e facendosi forte del fatto che già si conoscono gli interlocutori con i quali ci si dovrà interfacciare”.
Cerimonia di apertura, dunque, ricca di interventi per la rinomata rassegna enologica: tema centrale la qualità del vino e la sua tutela come elemento non solo economico ma anche sociale e culturale del Friuli Venezia Giulia, oltre al plauso agli organizzatori e ai volontari della manifestazione che andrà avanti fino al 2 maggio coinvolgendo di fatto tutta la comunità (programma completo su www.procasarsa.org).


Presenti le massime autorità civili, militari, del mondo associativo e imprenditoriale e cooperativo: Luca Carocci questore di Pordenone, Michael Mastrolia viceprefetto aggiunto capo gabinetto del prefetto di Pordenone, senatore Marco Dreosto, Valter Pezzarini presidente Comitato regionale Friuli Venezia Giulia Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, Tiziano Venturini Coordinatore regionale Città del Vino Fvg insieme al vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo, Luigi Piccoli presidente Confcooperative Pordenone, Sabrina Francescutti presidente Coop Casarsa insieme alla vicepresidente Patrizia Mander e al direttore Stefano Cesarin, Ester Pilosio Consigliere Friulovest Banca in rappresentanza del presidente Lino Mian e del direttore Giuseppe Sartori), Antonio Cesare Marinelli vicepresidente del Centro studi Pier Paolo Pasolini presieduto da Flavia Leonarduzzi, la giunta della Città di Casarsa della Delizia con il vicesindaco Ermes Spagnol e gli assessori Aurora Gregoris, Cristina Gallo, Paola Zia, Samuele Mastracco e Antonio Pisani, i consiglieri delegati Manola Bellinato e Antonio Deganutti e altri rappresentanti del consiglio comunale. Sono stati portati i saluti dei consiglieri regionali eletti in provincia di Pordenone, presente anche il nuovo sindaco di Zopppola Antonello Tius. Per le autorità militari il Comandante interinale Compagnia di Pordenone dei Carabinieri Tenente Giovanni Cito insieme al Luogotenente Donato Perrone Comandante stazione dei Carabinieri Casarsa, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Pordenone colonnello Davide Cardia e il tenente colonnello Marini dell’Aves Rigel.

Nell’occasione, sono state presentate la mostra fotografica “Il mondo agricolo, ieri e oggi” da uno dei curatori, Marco Salvadori, e dal presidente del Circolo fotografico f64 Gianni Stefanon e la mostra “Persone e Personaggi di Casarsa 2023” di Luigi Intorcia.  Pier Dal Mas Presidente giuria e delegato Pordenone Associazione italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia ha, quindi, illustrato i risultati della nona edizione della Selezione spumanti del Friuli Venezia Giulia “Filari di Bolle”, a cui hanno partecipato 35 cantine con 80 vini. Come premi le splendide foto del maestro Elio Ciol e del figlio Stefano, presente in sala, riguardanti come soggetto luoghi di Pasolini, incorniciate da Il Glifo di Vincenza Crimi. Ecco, dunque, tutti i premiati:

Premio Metodo Charmat Prosecco Doc allo spumante della cantina Pitars – Prosecco Doc Extra Dry. Ha ritirato il premio Nicola Pittaro.
Premio Metodo Charmat Ribolla Gialla allo spumante de La Delizia Viticoltori Friulani – Naonis Ribolla Gialla Brut. Ha ritirato il premio il Responsabile spumantizzazione Daniele Zoratto.
Premio Metodo Charmat allo spumante della cantina Pitars – Cuvée Prestige Extra Dry. Ha ritirato il premio Paolo Pittaro.
Premio Metodo Classico allo spumante di Vigneti Pietro Pittaro – V.S.Q. Talento MC Pas Dosè Etichetta Nera 2015. Ha ritirato il premio Stefano Trinco enologo e Responsabile produzione.
Premio Metodo Charmat Prosecco Doc Rosè de La Delizia Viticoltori Friulani – Prosecco Doc Rosè Extra Dry Millesimato. Ha ritirato il premio Responsabile di cantina Gabriele Mincin.
Inoltre Riconoscimento Miglior etichetta e Packaging a Valentino Butussi per la Ribolla Gialla Extra Dry “Kret”. Ha ritirato il premio Angelo Butussi con moglie Pierina.
A concludere brindisi con le bollicine de La Delizia nell’Amateca, l’enoteca della Sagra del Vino al centro dei festeggiamenti.

ORGANIZZATORI, PARTNER E SPONSOR. La Sagra del Vino è organizzata da Città di Casarsa della Delizia e Pro Casarsa della Delizia insieme con La Delizia Viticoltori Friulani. Gli organizzatori ringraziano Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, Camera di Commercio di Pordenone Udine, Confcooperative Pordenone, Friulovest Banca, Coop Casarsa, Associazione nazionale Città del Vino – Coordinamento FVG, Fondazione Friuli, PromoTurismoFvg, Ambiente Servizi, Servizio civile universale. La Sagra del Vino gode del riconoscimento nazionale di Sagra di Qualità dell’Unpli e di Ecofesta per la sua attenzione all’ambiente.

Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia è organizzata da Pro Casarsa della Delizia Aps, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Uni DOC-FVG e la sponsorizzazione di Friulovest Banca. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Consorzio Tutela Doc Fvg, Assoenologi, Onav, Donne del Vino, PromoturismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e all’interno immagini della cerimonia inaugurale alla quale hanno partecipato anche il ministro Luca Ciriani, il viceministro Vannia Gava e il neo-confermato assessore regionale Stefano Zannier.

(Foto Devis Solerti)

E a San Vito al Tagliamento nasce il Ribolla Gialla Wine Festival

Un nuovo evento nasce per l’estate di San Vito al Tagliamento: dal 3 al 4 giugno si terrà infatti nel centro cittadino la prima edizione del Ribolla Gialla Wine Festival. Una due giorni che avrà al suo centro uno dei vini autoctoni simbolo del Friuli Venezia Giulia, declinato in degustazioni guidate, in abbinamento con sapori gastronomici e al centro di incontri e musica. Nell’attesa di ufficializzare il programma, l’Amministrazione comunale ha fornito le prime anticipazioni, tra cui il primo grande nome del calendario musicale: Phil Palmer, chitarrista britannico che in carriera ha suonato tra gli altri assieme a Dire Straits ed Eric Clapton, nonchè ha collaborato con tanti artisti italiani (solo per citarne uno Lucio Battisti, per il quale ha firmato il celebre assolo di chitarra in Con il nastro rosa).

Andrea Bruscia


“Il festival – spiega l’assessore alla vitalità Andrea Bruscia – nasce da un progetto di valorizzazione enoturistica della Ribolla gialla che abbiamo intrapreso assieme alla Regione Fvg e a Promoturismo Fvg. Partendo dal primato che vanta il nostro territorio comunale, che è quello con la maggior superficie vitata dell’intero Friuli Venezia Giulia, abbiamo deciso di ideare un evento iconico per un vino che rappresenta la nostra realtà regionale d’eccellenza e che è sempre più apprezzato, in versione spumantizzata o ferma, sia in Italia che all’Estero. Da qui l’idea della manifestazione, che tra le casette per le degustazioni in piazza del Popolo e gli altri eventi suddivisi tra palazzo Rota, Castello, Teatro Arrigoni, Palazzo Altan con il vicino Museo della civiltà contadina, permetterà a tutti di immergersi in un’atmosfera piacevole all’insegna del buon bere, mangiare e vivere. Sarà data grande attenzione alla musica di qualità e il primo nome che annunciamo è quello del grande Phil Palmer, ma ne seguiranno presto altri”.
Ribolla Gialla Wine Festival vede il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Promoturismo Fvg, in collaborazione con il coordinamento regionale delle Città del Vino (di cui San Vito fa parte), Le Donne del Vino Fvg (la cui vicedelegata regionale Maria Teresa Gasparet curerà gli aspetti enoici del programma della manifestazione), Confcommercio Ascom Pordenone, la Pro Loco di San Vito al Tagliamento, Associazione Sviluppo e Territorio – C’entro anch’Io, Concentro e Consorzio Doc Friuli Grave.
Strategica la data scelta. “Ci sarà un ideale passaggio di consegne – conclude Bruscia – tra il Ribolla Gialla Wine Festival che “stapperà” l’estate sul nostro territorio e la successiva Piazza in fiore che durerà fino ai giorni del patrono. Sappiamo che essendo la prima edizione per questo evento sarà necessario un percorso di crescita, ma puntiamo a farlo diventare un punto di riferimento per l’avvio della stagione turistica estiva regionale, richiamando anche enoturisti dalle spiagge e non solo. In tal senso, utilizzare il ponte legato alla Festa della Repubblica è fondamentale in questa proposta di cui prossimamente ufficializzeremo il programma”.

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In copertina, la Ribolla gialla sarà protagonista a Piazza del Popolo cuore di San Vito.

Il mondo agricolo tra ieri e oggi in mostra a Casarsa della Delizia

All’interno del programma della 75ma Sagra del Vino di Casarsa della Delizia (21 aprile – 2 maggio) si terrà “Il mondo agricolo, ieri e oggi”, mostra fotografica ospitata nella sala espositiva dell’ex Municipio che è un tributo alla storia contadina di Casarsa della Delizia e del Friuli Venezia Giulia. Si spazia nel tempo: le foto vanno dagli anni ’20 sino ai nostri giorni.


Ad arricchire l’esposizione, alcuni scatti del grande maestro casarsese Elio Ciol. Le foto storiche sono tratte dall’archivio del Circolo fotografico f64 (Anna Maria Bellot, Loredana Morassutti, Sonia Moro, Giuliano Novello, Stefano Palamin, Valerio Ros, Gianni Stefanon, Luigi Zancan), del Craf di Spilimbergo e dall’archivio della Cantina sociale La Delizia Viticoltori Friulani e dall’archivio Circolo Culturale Erasmo di Valvason. Inoltre, sono esposte immagini scattate dal noto fotografo udinese Fabrizio Zanfagnini. Inaugurazione sabato 22 aprile alle 10.30 con visita guidata.
“Attraverso tutte queste fotografie, sia quelle più antiche che quelle più recenti, sentiamo come l’urgenza di riconciliarci con i ritmi lenti della natura, con le sue stagioni e i suoi antichi saperi. Grazie, perché il mondo contadino raccontato in queste foto, ci parla di noi e dell’amore per la nostra terra, che non deve mancare mai”, ha affermato il sindaco Claudio Colussi.
“Una mappa per immagini dei nostri ricordi: con questa pubblicazione la Pro Loco è felice di poter contribuire a documentare e conservare, grazie alla preziosa attività del Circolo Fotografico f64, le nostre radici contadine. Un volume da conservare e da sfogliare anche insieme alle nuove generazioni, per capire meglio chi siamo e da dove veniamo, per guardare con fiducia al futuro”, ha aggiunto Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa.
“Il Circolo Fotografico f64, che fa parte della Pro Loco di Casarsa, con questa mostra, vuole festeggiare il 75° anniversario della Sagra del vino. Le sezioni in esposizione sono le seguenti: Il paesaggio agrario – La casa contadina – Manifestazioni religiose e civili – L’aratura e la semina – La fienagione – La mietitura e la trebbiatura del frumento e della soia – La raccolta del mais – Il ciclo della vite”, ha sottolineato il coordinatore del Circolo Fotografico f64 Gianni Stefanon.

Orari: prefestivi dalle 15.30 alle 20;
festivi dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 20

ORGANIZZATORI, PARTNER E SPONSOR. La Sagra del Vino è organizzata da Città di Casarsa della Delizia e Pro Casarsa della Delizia insieme con La Delizia Viticoltori Friulani. Gli organizzatori ringraziano Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, Camera di Commercio di Pordenone Udine, Confcooperative Pordenone, Friulovest Banca, Coop Casarsa, Associazione nazionale Città del Vino – Coordinamento FVG, Fondazione Friuli, PromoTurismoFvg, Ambiente Servizi, Servizio civile universale. La Sagra del Vino gode del riconoscimento nazionale di Sagra di Qualità dell’Unpli e di Ecofesta per la sua attenzione all’ambiente.

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In copertina, un’opera di Gianni Stefanon; all’interno, di Giuliano Novello.

Il Pinot grigio Doc delle Venezie sarà grande protagonista al Vinitaly

Il Vinitaly torna finalmente ad incontrare il suo pubblico internazionale di operatori, media, sommelier e winelover provenienti da tutto il mondo. Grande attesa per l’edizione numero 55 del più importante Salone del vino italiano in programma a Verona da domenica 2 a mercoledì 5 aprile e che si preannuncia ricca di novità ed appuntamenti imperdibili. Il Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie – Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – sarà in prima linea nello spazio espositivo allestito al Padiglione 5 stand F2 e come sempre farà da punto di raccolta e informazione per raccontare ai visitatori tutto ciò che riguarda il territorio di produzione, lo stile unico del Pinot grigio delle Venezie e le sue peculiarità, oltre a far conoscere più da vicino diverse referenze – oltre cento a disposizione tra le tipologie ferma e spumante, in bianco e nella seducente versione ramata – e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alla manifestazione.
Qualità, stile, unicità. Parole d’ordine che da molti e molti anni rendono il Pinot grigio delle Venezie Doc una superstar del panorama enologico italiano all’estero, soprattutto negli Usa, in Uk e in Germania. Per il Consorzio di tutela l’impegno più grande del 2023 sarà quello di portare la Doc delle Venezie sulle tavole, nelle occasioni di consumo e nei momenti conviviali degli italiani, perché il vino accessibile, fresco e versatile che cercano per l’aperitivo è proprio qui, a casa loro, e anche in diverse tipologie!
La Doc delle Venezie ricopre oggi un ruolo di tale importanza nella valorizzazione del patrimonio vitivinicolo del Belpaese nel mondo da non passare inosservata al Wine & Spirit Education Trust, che attraverso Grande Passione di J.C. Viens – educatore certificato Wset, comunicatore esperto e giudice di concorsi enologici di rilievo internazionale come il Decanter Asia Wine Awards – ha recentemente scelto la sede del Consorzio Doc delle Venezie, situata nel cuore di Verona a due passi da Piazza Bra, come polo scaligero dei propri corsi. Una partnership prestigiosa che conferma la volontà da parte del Wset di stringere rapporti di collaborazione con i più autorevoli enti italiani di rappresentanza e di tutela delle denominazioni d’origine del vino e offre ai propri corsisti e professionisti del settore opportunità uniche di formazione.

Anche le bollicine
asolane a Verona

È un fitto calendario di eventi quello dell’Asolo Prosecco a Vinitaly, dove sarà possibile conoscere da vicino la denominazione e la biodiversità che la contraddistingue grazie alle numerose iniziative che il Consorzio Asolo Prosecco proporrà durante la fiera veronese, in programma da domenica 2 a mercoledì 5 aprile. Tanti gli appuntamenti durante la manifestazione, a partire dalle masterclass di domenica alle 11 e lunedì alle 10. Condotti rispettivamente da Andrea Gori e Gianpaolo Giacobbo, i due incontri si terranno all’interno dello stand consortile (padiglione 8, stand F7) e si focalizzeranno sulle peculiarità dell’Asolo Prosecco e del luogo in cui questo nasce, un territorio ricco di storia e dalla bellezza selvaggia, dove accanto ai vigneti si trovano boschi e altre coltivazioni. Un’altra degustazione dedicata all’Asolo Prosecco e condotta da Gianpaolo Giacobbo si terrà martedì, alle 11, nella Sala Degustazioni C del Centro Servizi Bra. Spazio anche alla scoperta del cibo e dei sapori del territorio, con i momenti gourmet curati dalla Trattoria da Burde (Firenze) e dal Caffé Centrale di Asolo, e agli assaggi di formaggi locali di Aprolav, dove assieme alle bollicine asolane sarà possibile assaporare la Casatella Trevigiana Dop, il Bastardo del Grappa, il Formajo Imbriago e il Piave Dop – Selezione Oro. L’Asolo Prosecco sarà inoltre di nuovo protagonista della mixology di Samuele Ambrosi. Dopo il successo della scorsa edizione di Vinitaly, le raffinate bollicine asolane saranno ancora una volta l’ingrediente segreto di tre inediti cocktail, ideati e preparati dal bartender pluripremiato nei più prestigiosi concorsi internazionali e titolare del Cloakroom Cocktail Lab di Treviso. Da domenica 2 a martedì 4 aprile, dalle 15 alle 17, e mercoledì 5 aprile dalle 11 alle 14, Ambrosi e il suo team prepareranno tre imperdibili ricette: Made in Italy, cocktail con cordiale al pomodoro e basilico e Asolo Prosecco Extra Brut, Dirty Highball, a base di London Dry Gin, Sherry Manzanilla, Vermouth ambrato, brina di olive e top di Asolo Prosecco, e lo Spritz andaluso, reinterpretazione del classico aperitivo veneto con Bitter Chinato, Sherry Fino, gocce di apricot brandy e top di Asolo Prosecco. L’Asolo Prosecco è infine presente anche a Vinitaly and the City, il fuorisalone in programma da oggi al 3 aprile nel centro storico di Verona. In particolare, le bollicine asolane hanno uno spazio riservato all’interno del Cortile del Mercato Vecchio, nel cuore della città scaligera, e saranno le protagoniste della masterclass guidata da Bernardo Pasquali, in programma lunedì alle alle 18.

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezie che ha conquistato mezzo mondo.

Guerra, siccità e crisi bancarie mettono in ginocchio anche l’agricoltura Fvg

«Guerra, siccità, crisi bancarie, stanno impattando seriamente sull’intero sistema economico, agricoltura compresa. Siamo colpiti dall’aumento dei prezzi e dell’inflazione e questa instabilità si riversa su imprese e famiglie, senza considerare che l’emergenza siccità (il 30% delle colture è già oggi a rischio), soprattutto per gli agricoltori ma non solo, esige una politica di governo concreta e veloce come mai si è visto sino a ora», ha esordito Franco Clementin presidente di Cia Fvg-Agricoltori Italiani esponendo la situazione dell’agricoltura regionale davanti al candidato alla presidenza del Friuli Venezia Giulia, Massimo Moretuzzo.

Moretuzzo e Clementin


«Chiediamo alla politica regionale diversi impegni nei primi 100 giorni del prossimo governo. Insistiamo su alcuni punti. Imprescindibile la difesa dell’agricoltura e dell’agroalimentare, settore trainante del Pil nazionale e regionale, ma anche contenitore di migliaia di posti di lavoro. Le aziende sono sempre pronte a impegnarsi sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sulla trasparenza, ma allo stesso modo aspettano risposte certe per il futuro. Grazie al Pnrr, finalmente, si potrebbero costruire infrastrutture più moderne per la gestione dell’acqua. Risale a diversi anni fa il progetto ideato dalla Federazione dei consorzi di bonifica per la realizzazione di invasi che non è mai stato recepito, ma che è indispensabile a fronte della siccità che ha distrutto i raccolti. Ora è venuto il tempo di un Commissario, altrimenti la situazione sarà disastrosa nell’estate prossima o, forse, già a partire dalla tarda primavera. Infine, non meno importante, chiediamo una diversa gestione del territorio (sull’agrovoltaico, sulle infrastrutture e sul consumo di suolo, ad esempio) e della fauna selvatica (cinghiali, caprioli, nutrie, cormorani) che mette a rischio la sicurezza delle persone», ha sottolineato infine Clementin.
Il candidato Moretuzzo ha ascoltato anche gli interventi dei presenti e ha espresso le sue critiche a quelli che, secondo lui, su questi argomenti sono stati gli errori dalla attuale Giunta regionale. Non sono mancate, infine, le proposte contenute nel programma della coalizione.

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In copertina, ecco i gravissimi effetti della siccità sulla coltura del mais.

A San Giovanni debutta Friuli Enologia nuovo punto di riferimento per le cantine

Un ringraziamento ai soci dell’azienda Friuli Enologia che hanno investito sul territorio in un settore, quello vitivinicolo, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale ed è fondamentale per l’economia della regione. E’ questa la sintesi del messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia ha portato ieri all’inaugurazione dell’azienda con sede a San Giovanni al Natisone e attiva nella vendita e nell’assistenza tecnica di tutte le attrezzature da cantina, partendo dalle presse per spremere il grappolo, alle macchine per vinificarlo, arrivando alle botti e barriques per invecchiare il vino ed infine alle macchine per imbottigliarlo.
Un passaggio dell’intervento ha riguardato le ottime performance dell’export dell’Italia e del Friuli Venezia Giulia; un risultato che ci pone in cima alla classifica europea e di cui il governatore si è detto orgoglioso, ascrivendolo non solo alle politiche di attrazione degli investimenti messe in campo in questa legislatura e alle misure volte a favorire lo sviluppo e la crescita delle imprese ma soprattutto ai veri protagonisti ovvero il mondo imprenditoriale e ai lavoratori che con il loro impegno fanno apprezzare i nostri prodotti in tutto il mondo. Il capo dell’Esecutivo regionale ha rivolto un apprezzamento particolare alla famiglia Garbellotto, uno dei soci dell’azienda, che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy capace di esportare in tutto il mondo. L’alleanza con il tessuto imprenditoriale, secondo il governatore, rafforza il nostro sistema economico e produttivo con ricadute positive in termini occupazionali.
Dopo gli interventi istituzionali e la benedizione di don Luigi Paolone è stato tagliato il nastro alla presenza delle campionesse d’Italia e del mondo in carica Robin De Krujif e Roberta Carraro, atlete dell’Imoco Volley. La sede di San Giovanni al Natisone occupa 1.000 mq ed è stata scelta perché ubicata nella direttrice Gorizia-Udine, facilmente raggiungibile da tutti i produttori di vino del territorio.

Flavescenza dorata nuovo flagello della vite oggi sotto la lente a Nimis. Fondi della Regione Fvg

di Giuseppe Longo

La Flavescenza dorata, per la vite, è il flagello del Terzo millennio, come lo fu la Fillossera da metà Ottocento, tanto da richiedere l’uso dei portinnesti. Un problema che ormai interessa tutte le zone viticole e quindi anche il Vigneto Fvg non ne poteva essere esente. E proprio per questo, vista la preoccupante situazione legata appunto al dilagare della malattia, il Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con Unidoc Fvg ed Ersa, ha organizzato una serie di incontri in preparazione alla stagione 2023. Per cui la riunione dedicata alla zona settentrionale del comprensorio – dove c’è appunto anche il “cru” del Ramandolo, prima Docg ad essere istituita nel Friuli Venezia Giulia – si terrà oggi, 21 marzo, alle 18, nel salone delle ex scuole elementari in via Giacomo Matteotti a Nimis. Interverranno il dottor Sandro Bressan e il dottor Pierbruno Mutton, del Servizio Fitosanitario dell’Ersa, e il dottor Francesco Degano, coordinatore dei tecnici Unidoc Fvg. L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Nimis.
Ricordiamo che la Flavescenza dorata è una malattia epidemica segnalata per la prima volta in Francia negli anni Cinquanta e in In Italia venne osservata nell’Oltrepò Pavese sul finire dei Sessanta. “I primi sintomi – si legge in una nota tecnica della Regione Veneto, dove il patogeno si è manifestato quarant’anni fa – si verificano generalmente in luglio, ma in annate particolarmente calde e sicci­tose si evidenziano già a metà giugno e possono interessare grappoli, foglie e tralci. Nelle manifestazioni precoci le infiorescenze o i grappolini disseccano e poi cadono. Nelle manifestazioni tardive, i grappoli raggrinziscono progressivamente fino a disseccare in modo parziale o totale. Nel caso di comparsa precoce dei sintomi, i tralci infetti appaiono di consistenza gommosa e tendono a piegarsi verso il basso, conferendo alla pianta un aspetto prostrato. La lignificazione non avviene o avviene solo par­zialmente e, nel contempo, i tralci si ricoprono alla base di piccole pustole scure dall’aspetto oleoso. Nel caso, invece, di manifesta­zioni tardive (settembre-ottobre) possono essere completamente lignificati e le foglie presentare i tipici accartocciamenti. Le foglie assumono colorazione giallo-dorata nei vitigni ad uva bianca e rosso­vinosa in quelli ad uva nera. Le decolorazioni possono essere limitate ad un settore della foglia o estendersi a tutta la lamina, comprese le nervature. La lamina fogliare risulta ispessita, bollosa, di consistenza cartacea, con i bordi arrotolati verso il basso, fino ad assumere una forma a trian­golo”.
L’anno scorso Giunta regionale aveva disposto lo stanziamento di ulteriori 40 mila euro per aumentare il numero di tecnici che svolgono attività di divulgazione, formazione, informazione ed assistenza tecnica relativamente al riconoscimento e al contenimento della Flavescenza dorata. Per effetto di questa delibera, è dunque salito dunque a 100 mila euro il totale dei fondi che la Regione Fvg ha riservato per contrastare il temuto patogeno. I primi 60 mila euro erano stati stanziati con la “Programmazione del sistema integrato dei servizi di sviluppo agricolo e rurale per il periodo 2022-2024”. Da ricordare, altresì, che il Consorzio delle Doc Fvg ha incaricato alcuni tecnici di visitare capillarmente i vigneti della regione per insegnare al personale addetto a riconoscere la fitopatia e ad adottare le opportune misure per il contenimento della stessa.

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In copertina e qui sopra foglie di vite attaccate dalla Flavescenza dorata.

Il vino di pregio è una risorsa o un problema? Gli attacchi sotto la lente di Arga Fvg ad Aquileia

di Ida Donati

AQUILEIA – Il pianeta vino analizzato da diversi punti di vista per comprenderne la valenza, il ruolo nella società moderna, la funzione, i costi e i benefici attuali, con analisi che partono anche da lontano, dalla notte dei tempi, seguendone il percorso evolutivo compiuto in questi decenni anche nel Friuli Venezia Giulia, ascoltando le diverse posizioni di rappresentanti del mondo della ricerca, di studiosi, analisti, economisti, enologi, produttori, nutrizionisti, nonché esponenti dell’universo culturale e giornalisti. È questo, in sintesi, il contenuto dell’incontro di approfondimento e formativo organizzato dall’Associazione culturale La riviera friulana e dall’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine all’azienda agricola Brojli della Famiglia Clementin, ad Aquileia.


Come ha ricordato il presidente di Riviera friulana e di Arga Fvg, Carlo Morandini, che ha condotto il dibattito, il vino è nuovamente sotto attacco visto che in alcuni Paesi, dal Canada all’Irlanda, è stato imposto di apporre sulle etichette delle bottiglie una frase che richiama l’attenzione sui rischi per la salute derivanti dalla sua assunzione. Il vino, a memoria d’uomo, rappresenta un elemento indissolubile della buona tavola, ma è anche il mezzo per suggellare incontri, momenti felici, successi, amicizie, completare occasioni conviviali. Fa anche parte del costume e della cultura dei popoli occidentali.
Gli antichi, ha ricordato la scrittrice Rosinella Celeste Lucas, lo identificavano in figure divine, come Bacco, Dioniso, Demetra, mentre innumerevoli artisti gli hanno dedicato quadri e opere, scritti e prosa. Ma anche poesie, come la stessa autrice ha raccolto nel libro “Vino, amore e poesia”, scritto in italiano e in friulano, brevi ma intense liriche dedicate ai vini da vitigni autoctoni friulani. Claudio Lucas, nutrizionista, ha parlato dei rischi che può generare una tendenza proibizionista, e si è rifatto a esempio alla Cultura Wok, che per imporre una teoria o una visione cerca dapprima di instillare dei dubbi, quindi cita esempi probatori per poi negare l’evidenza di fatti reali affermando verità diverse. Lucas, soffermandosi sul tema dell’incontro e per evidenziare i cambiamenti di costume e degli orientamenti culturali, ha ricordato che nel 2010 nei corsi di nutrizionismo e di educazione alimentare veniva portata a esempio una piramide alimentare allora riportata sui libri di testo. In cima alla quale c’era il vino perché ritenuto componente ineludibile della dieta quotidiana, mentre oggi, invece, ne sono messi in risalto valori negativi.


Per Nicola Fiotti, docente di nutrizione all’Università di Trieste, il vino è una bevanda alcolica che va assunta con consapevolezza, come tutti gli alimenti, liquidi e solidi, che se ingeriti senza misura possono generare effetti dannosi. Il vino è da decenni un fattore determinante dell’economia rurale, nei settori della enogastronomia, della ristorazione, del turismo e, come ha ricordato Rodolfo Rizzi, enologo, uno fra gli esperti più in vista del mondo vitivinicolo, ciononostante viene preso di mira periodicamente da organismi comunitari o correnti di pensiero, oppure finisce al centro di polemiche e di decisioni avverse o negative. Per quanto riguarda specificamente il Friuli Venezia Giulia, Rizzi ha infatti ricordato le questioni del Tocai, nome di vino da vitigno autoctono assegnato a un altro Paese in seguito a una determinazione Ue che riconosce ufficialmente le denominazioni assimilabili a realtà omonime presenti sul territorio. Diversa, ma non meno rischiosa per gli effetti sull’economia locale è stata la vicenda del Prosek, un vino prodotto in altri Paesi che però per assonanza rischiava di prendere il posto nell’immagine collettiva del Prosecco, “carta”, quest’ultima, giocata di recente e rivelatasi vincente per l’economia vitivinicola veneta e friulana. Un’opportunità, che però al momento della costituzione della Doc interregionale tra Fvg e Veneto non fu colta pienamente dai viticoltori friulani. E oggi il successo del Prosecco conferma l’avvedutezza delle scelte attuate.


Occasioni trascurate, perse, non opportunamente colte, che come ha messo in luce il segretario generale dell’Unarga, l’Unione nazionale delle Arga, Gian Paolo Girelli, presente con il vicepresidente di Arga Fvg, Claudio Soranzo, provocano effetti negativi non meno nefasti di quanto generato dall’”italian sounding”. Si tratta dell’utilizzo di denominazioni copiate da quelle di prodotti di successo del nostro Paese regolarmente registrati con l’obiettivo di sfondare sui mercati internazionali. Il fenomeno “italian sounding”, ha insistito Girelli, provoca nelle nostre regioni la perdita di 100 milioni di euro l’anno del Pil che sarebbe generato dalla stessa quantità di prodotti se fosse regolarmente realizzata in Italia. Ecco, dunque, che una scelta vincente per sconfiggere frodi e sofisticazioni, nonché l’introduzione di metodi di classificazione degli alimenti che mistificano la valenza dei prodotti agroalimentari danneggiando la percezione dei valori nutritivi e della salubrità, come il metodo “nutriscore”, le etichette a semaforo evocate in precedenza da Rodolfo Rizzi, e i cibi sintetici, è la valorizzazione dei prodotti locali, delle tipicità, dell’identità del territorio che si concretizza e si tramanda anche attraverso il cibo. Lo ha ribadito Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, ricordando che la Dieta mediterranea è stata riconosciuta tra gli elementi Patrimonio dell’Umanità in quanto ne sono stati statisticamente dimostrati i valori salutistici. Valori alla base del percorso di crescita interpretato dal sistema enologico del Friuli Venezia Giulia e del Nordest, e che secondo Franco Clementin, presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori (Cia Fvg) e perfetto padrone di casa della riuscita serata, sono attestati sul territorio del quale anche il vino è l’espressione, ed è la sintesi delle tradizioni e della cultura locali. Lo testimonia l’interesse manifestato dai degustatori, dagli appassionati, dagli enoturisti che arrivano anche da lontano, a partire dalla primavera anche dall’Austria lungo le piste ciclabili, per raggiungere Grado, Lignano, la Riviera Friulana, le altre ricchezze e attrattive del Friuli Venezia Giulia. Attrattive uniche tra le quali vi sono i siti riconosciuti dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”, tra i quali c’è Aquileia. Essi colgono le proposte enologiche di pregio di un territorio sul quale il vino viene prodotto fin dall’epoca degli antichi romani. Un prodotto che oggi è divenuto uno dei biglietti da visita di pregio della nostra terra, delle sue attrattive, della stessa comunità che l’ha saputa sviluppare e far apprezzare da turisti che vi arrivano da diverse parti del mondo.
Nel corso della serata è stata anche citata la Carta Fvg, il documento congiunto adottato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, sostenuto anche da Arga Fvg, che è stato fatto condividere dal presidente, Piero Mauro Zanin, e dalla Conferenza nazionale dei Consigli regionali. Arga Fvg, ha ricordato in conclusione il presidente Morandini, già oltre due mesi fa ha adottato un proprio documento a sostegno delle campagne di contrasto agli attacchi perpetuati alle tipicità e alle produzioni identitarie locali, contro l’adozione del metodo “nutriscore”, le già ricordate etichette a semaforo per i prodotti agroalimentari, contro l’utilizzo dei cibi sintetici e per la difesa della salvaguardia dei prodotti locali di qualità. Prodotti, dei quali il Friuli Venezia Giulia e l’intero Paese sono ricchi: essi rappresentano un imprescindibile biglietto da visita di eccellenza dei territori di provenienza.

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In copertina, l’intervento dell’enologo Rodolfo Rizzi (a sinistra, il presidente Carlo Morandini); all’interno, altre immagini del riuscito incontro di Aquileia.

Doc Venezie ritorna a Prowein e Vinitaly. A Düsseldorf anche i bianchi di Armani

Siamo ai blocchi di partenza, tornano le più importanti fiere internazionali del vino a Düsseldorf prima, con Prowein dal 19 al 21 marzo, e due settimane dopo a Verona, con la 55ma edizione di Vinitaly dal 2 al 5 aprile, e come sempre si preparano ad ospitare migliaia tra produttori e visitatori provenienti da ogni angolo del mondo. Il Consorzio Tutela Vini della Denominazione d’Origine delle Venezie – la grande Doc italiana che riunisce gli operatori del Pinot grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – non può certo mancare agli appuntamenti più significativi in termini di consolidamento di partnership e creazione di nuovi network utili a sviluppare strategie di comunicazione e promozione internazionali; ma soprattutto come importante sostegno per le aziende associate, in generale, e per quelle presenti ai due saloni in particolare.
Infatti, lo spazio espositivo allestito alle due kermesse del vino farà come sempre da punto di raccolta ed informazione per tutto ciò che riguarda territorio di produzione, numeri, stile e peculiarità del Pinot grigio delle Venezie e dove sarà possibile confrontarsi sui temi più attuali della Denominazione, conoscere più da vicino diverse referenze e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alle manifestazioni. Inoltre, al Prowein il Consorzio di Tutela guidato da Albino Armani si presenterà per la prima volta con un proprio stand, strumento chiave che arricchirà ulteriormente un racconto che parte dal territorio, passa attraverso i valori intrinseci di Denominazione d’Origine e si chiude con un prodotto unico e dallo stile inimitabile, il Pinot grigio delle Venezie, che proprio nel Nordest italiano trova la sua naturale collocazione.

Un prodotto molto ricercato e apprezzato dai mercati internazionali e una quasi totale vocazione all’export, che oggi sfiora il 95%. Incoraggiante il trend di imbottigliamenti della Doc delle Venezie nel primo bimestre del 2023 che si chiude con un +2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; in particolare assistiamo a un mese di febbraio molto performante, sia in termini di certificazioni – che toccano un +23% sullo stesso mese del 2022 – sia di imbottigliato per un totale di 140.648 hl di Pinot grigio delle Venezie Doc (di cui l’82% proveniente dall’ultima annata), ovvero il +7% sul 2022 messo in bottiglia in soli 28 giorni; un bilancio positivo degli ultimi mesi – e anni – ottenuto anche grazie al dinamismo degli imbottigliatori esteri che credono nei valori e negli alti standard qualitativi della Doc e che contribuiscono al suo successo. Nel secondo mese dell’anno le vendite di sfuso Pinot grigio delle Venezie raggiungono i 15.176 hl (di cui il 97% appartiene all’ultima stagione produttiva), dove i Paesi partner ancora una volta più fedeli alla Do triveneta sono nell’ordine: Germania, Usa, Uk e Austria.
Negli ultimi anni viene confermata la crescita del valore economico del Pinot grigio delle Venezie che è stata rilevante, con un trend iniziato nel 2020 e una stabilizzazione dello sfuso che da maggio 2021 non ha mai più visto il prezzo scendere sotto l’euro al litro (anzi, superandolo). Il Consorzio di Tutela è oggi testimone di un percorso di crescita anche della qualità della Denominazione d’Origine delle Venezie, con il suo stile fresco, elegante e versatile simbolo di italianità, che molte aree produttive del mondo cercano di emulare e che per questo deve essere vigilato e protetto. Chiaro infine l’impegno del Consorzio a voler aumentare la notorietà di marca a livello nazionale e fidelizzare sempre più il mercato domestico, con la certezza di replicare lo straordinario successo conseguito all’estero.

E al Prowein di Düsseldorf, anche quest’anno torna in scena la storica azienda Albino Armani per presentare al pubblico tedesco le nuove annate dei suoi vini prodotti tra Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Un territorio vasto e ricco, il Triveneto, patria di alcuni tra i vitigni e i vini più conosciuti e amati al mondo, varietà autoctone ed internazionali coltivate da decenni o addirittura secoli per portare sulle tavole rossi, bianchi, rosati e spumanti dalle caratteristiche più svariate, proprio come sono le microaree che disegnano le forme di questa terra da sempre vocata alla viticoltura. Tante le differenze, certo, ma anche un fondamentale comune denominatore che la famiglia Armani ha fatto diventare grande punto di forza nonché firma della sua produzione: le Alpi. Dalle Dolomiti venete e trentine fino alle Alpi Carniche che si affacciano sulle Grave, l’approccio produttivo di Armani svela la sua vera anima nella scelta e, conseguentemente, nella valorizzazione dei territori alpini, “l’unico contesto in cui mi sento a casa e a mio agio nel produrre vino” dice Albino con la sua fiera natura di “trentino doc”. Un areale, il Nordest, che a tutti gli effetti ha portato la qualità e l’eleganza dei grandi bianchi italiani nel mondo.
E proprio qui, nelle sue tenute di Dolcé in Vallagarina, di Crosano (Trento) sul Monte Baldo e a Sequals e Lestans in provincia di Pordenone, in luoghi spesso al limite per la coltivazione della vite (per quota o adattabilità pedologica), come mostra la foto, vengono prodotti i bianchi di Albino Armani che sposano il gusto del consumatore tedesco e che rappresentano la grande maggioranza del vino totale esportato nel paese dalla cantina: dal Gewürztraminer allo Chardonnay, dal Sauvignon Blanc – classico o superiore – al Lugana, fino al campione Pinot grigio oggi best seller aziendale in Germania, tutti veicolo di uno stile unico ed inconfondibile figlio dei territori di montagna e oggi ricercato a livello internazionale per freschezza, sapidità e versatilità; non mancano di certo qualità elevata, tradizione ed eleganza – attributi che comunque i tedeschi si aspettano dal prodotto enologico Made in Italy – e grande attenzione alla sostenibilità, a partire dal marchio Sqnpi – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata che certifica tutti i vigneti di proprietà.
Ottime anche le performance del Prosecco firmato Albino Armani, che segue il trend positivo generale della tipologia, al primo posto dei vini italiani più consumati in Germania. Ma anche per i vini da base spumante di Armani vince il medesimo approccio. Qui la Glera cresce sotto l’antico sguardo delle Alpi Carniche – il paesaggio dei Magredi – dove si respira un clima pedemontano con forti venti e sbalzi termici, nell’altipiano disegnato dai fiumi Meduna e Tagliamento, dove regnano suoli notoriamente pietrosi e sassosi. La vite qui deve fare i conti da sempre con un contesto difficile, che concede rese naturalmente contenute ma con una qualità molto alta, dove prendono vita vini dall’inconfondibile tipicità, piacevolmente freschi, sapidi, eleganti e minerali.

Per maggiori informazioni
www.pinotgrigio.wine