Viaggiano online anche gli auguri di Assoenologi Fvg: “Ce la faremo!”

di Giuseppe Longo

«Un anno che ci ha visti fisicamente lontani, ma professionalmente vicini e sempre in “prima linea” nel settore vitivinicolo. Bellissimi, anche se online, sono stati gli “Auguri di Natale” che Assoenologi Friuli-Venezia Giulia ha rivolto al comparto, alla presenza del presidente Riccardo Cotarella e del direttore Paolo Brogioni».
È quanto scrive Rodolfo Rizzi in un messaggio augurale, accompagnandolo con una foto istantanea dei partecipanti al meeting online che si era tenuto pochi giorni fa con un’ottima riuscita. Quest’anno infatti, a causa dell’emergenza sanitaria, Assoenologi Fvg non ha potuto tenere viva la tradizione della tanto sentita cena prenatalizia con i tecnici della vite e del vino e i loro amici, per cui ha sfruttato le grandi possibilità offerte dalla Rete che, quando è utilizzata bene, offre immense e inesplorate opportunità a tutti. Un vero e proprio esperimento per la sezione regionale, ma che ha colto nel segno ripagando dello sforzo fatto pur di non mancare al consueto appuntamento di fine anno. Tanto che, annota ancora il presidente Rizzi riferendosi alla foto citata, «questa è l’immagine che più di altre ci ricorderà il 2020″. E difatti come sarà possibile dimenticare questo sfortunato anno pandemico, che tanti danni ha causato a tutti i settori economico-produttivi, compreso ovviamente quello vitivinicolo, oltre che alla sfera sociale e personale di ognuno?


Rodolfo Rizzi ricorda quindi tutti coloro che hanno partecipato all’incontro virtuale, dando vita anche a un proficuo dibattito su problemi e prospettive del settore. Sui monitor dei computer sono apparsi, infatti, i volti «dell’assessore agricoltura Fvg Stefano Zannier, del presidente del Consorzio Doc Prosecco Stefano Zanette, del presidente del Consorzio Doc Delle Venezie Albino Armani, del presidente dei Vivaisti Fvg Bruno Augusto Pinat, del presidente Fedagri Fvg Venanzio Francescutti, del delegato nazionale settore vitivinicolo Fedagri Gianluca Trevisan, del presidente del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia Emilio Celotti». E, ancora, «del delegato Città del Vino Tiziano Venturini, del presidente Ente Friuli nel Mondo Loris Basso, del presidente Ais Fvg Renzo Zorzi, del Delegato Onav Marco De Savorgnani, del direttore Ceviq Michele Bertolami, del direttore Triveneta Certificazioni Denis Giorgiutti e di tanti colleghi, giornalisti e amici». Ma sui video erano presenti «anche numerose aziende partners con Assoenologi, Vivai Cooperativi di Rauscedo con Eugenio Sartori, Amorim con Carlo Santos, Enoplastic con Michele Moglia, Vason Group con Albano Vason, Apra con Alessandro Manoni, SteroGlass con Jacopo Portello, Enartis con Gianluca Cigaia e Lafood con Massimiliano Zingaropoli».
E Rizzi conclude: «A nome mio, del consigliere nazionale Daniele Calzavara e del Comitato Assoenologi Fvg, vi auguro “Buone Feste” e un 2021 diverso da questo». Perché c’è proprio la impellente necessità che quello in arrivo sia un anno decisamente migliore di quello che si chiude e che non ha perso occasione di dimostrare di essere bisestile (a proposito, c’è ancora qualcuno che non crede al detto “An bisest, nuje di sest”?). I problemi creati dall’emergenza sanitaria e dai provvedimenti emanati dal governo con il blocco di quasi tutte le attività economiche – in primis quelle della ristorazione che hanno avuto un contraccolpo immediato anche sul settore della vite e del vino che vi è intimamente legato – hanno fatto inevitabilmente da filo conduttore ai vari interventi, anche molto ricchi e circostanziati, sebbene non siano mancate le note positive colte pur in questi difficilissimi mesi, unitamente a una nota di ottimismo sulla ripresa. «Il vino è andato meno peggio di altri settori – ha infatti commentato al riguardo il presidente Cotarella -, c’è gente che soffre più di noi. E oggi cogliamo segni che ci invitano a credere in un ritorno alla normalità. Questo con l’aiuto di Assoenologi che vuole ascoltare, ma che chiede anche di essere ascoltata. E Rodolfo Rizzi ci dà un grande esempio di saper dialogare con tutti». Insomma, il settore vitivivinicolo – può essere la sintesi del messaggio uscito da questo originalissimo, primo incontro online – ha le energie, le capacità, il coraggio e la volontà per potersi riprendere. Anche perché in fondo a ogni tunnel c’è la luce. Il mondo ne ha passate di epidemie, per cui passerà anche questa. E, allora, cin cin con i grandi vini, tranquilli o con bollicine, del Vigneto Fvg!

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In copertina e all’interno tre immagini dell’incontro prenatalizio online organizzato da Assoenologi Fvg.

Assoenologi Fvg, online oggi il meeting degli auguri con Rizzi e Cotarella

(g.l.) In questo periodo, a pochi giorni dal Natale, era tradizione per Assoenologi Fvg organizzare la cena degli auguri che, oltre a offrire un festoso momento conviviale, dava anche l’occasione per un rapido bilancio dell’attività annuale della categoria che è ogni giorno a diretto contatto con il Vigneto Fvg. Ma anche i tecnici della vite e del vino devono fare i conti con le limitazioni anti-contagio richieste da questa emergenza sanitaria che ancora non vuole arrendersi, tanto da dover rinunciare all’incontro di fine anno. Questo riguarda, però, soltanto il metodo appunto tradizionale, quello cioè “in presenza” come si usa dire oggi, perché l’associazione guidata da Rodolfo Rizzi ha optato, come ormai fanno tutti, per i vantaggi offerti dalla Rete. “Quest’anno, per i noti motivi legati al Covid-19, i tradizionali auguri di Natale, al posto di un accogliente ristorante, l’Assoenologi del Fvg è costretta ad organizzarli online”, ha infatti comunicato a tutti gli associati e agli ospiti il presidente, annunciando che l’appuntamento è stato fissato per oggi venerdì 18 dicembre, alle ore 18.30, sulla piattaforma Gotomeeting. Al meeting mediatico parteciperanno anche il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella, il direttore Paolo Brogioni e i rappresentanti istituzionali del settore vitivinicolo regionale.

Il link per il collegamento:
https://global.gotomeeting.com/join/639900157
Codice accesso: 639-900-157

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In copertina, Rodolfo Rizzi con il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella.

 

In Fvg anno disastroso per l’agriturismo che però continua a crescere

di Gi Elle

Si sta per concludere un anno disastroso, a causa dell’emergenza sanitaria, anche per l’agriturismo del Friuli Venezia Giulia. Tuttavia, il settore conferma la sua lenta crescita, con un incremento delle aziende attive, tanto che oggi la nostra è la quinta regione italiana per densità agrituristica.
In Fvg, nel 2019, si è infatti mantenuta stabile al 2,8 per cento la crescita degli agriturismi attivi, tanto che il loro numero è salito dai 670 del 2018 ai 676 attuali (erano 643 nel 2015), confermando il trend positivo dell’anno precedente (in Italia la crescita media è stata del 4,4 per cento), come confermano le elaborazioni del Centro studi di Confagricoltura Fvg sull’annuale rilevazione settoriale dell’Istat, secondo la quale, nell’arco dei dodici mesi, le chiusure di attività sono state 14 e le nuove aperture 20.
«Pur di fronte alla costante diminuzione del numero di aziende agricole nazionali e regionali, si assiste a una altrettanto lieve crescita delle strutture agrituristiche – commenta il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina -. Ciò significa che le nostre imprese rurali sono impegnate con convinzione nella diversificazione aziendale e nella multifunzionalità. Azioni imprenditoriali dalle quale si può trarre reddito: principale o integrativo, in anni economicamente abbastanza critici per tutto il comparto e con un 2020 difficilissimo per tutti. Nonostante ciò, il Friuli Venezia Giulia si conferma la quinta regione italiana per densità agrituristica, con una struttura attiva ogni 394 ettari, contro una media nazionale di 1 ogni 679 ettari».

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In copertina, un agriturismo in collina e qui sopra il presidente di Confagricoltura Fvg Philip Thurn Valsassina.

San Martino, un Ringraziamento senza Premi oggi a Dolegna del Collio

di Giuseppe Longo

Undici novembre, ricorrenza di San Martino e, nelle campagne del Friuli, Giornata del Ringraziamento. Una tradizione che oggi si ripete puntuale, ma in tono minore, a Dolegna del Collio dove da parecchi anni ormai questa è la “festa delle feste”, perché abbinata a due famosi Premi: il Falcetto e la Foglia d’Oro, giunti rispettivamente alla 24ª e alla 19ª edizione. Riconoscimenti che, quest’anno, complice Coronavirus, non saranno assegnati, perché il Comune e la Coldiretti, rappresentati dal sindaco Carlo Comis e dal presidente sezionale Michele Buiatti, hanno deciso di soprassedere alla manifestazione nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio. Per cui, alle 11, nella parrocchiale di San Giuseppe, che sorge accanto al Municipio, sarà reso omaggio al Vescovo di Tours (ma in Chiesa potranno accedere soltanto quaranta persone) e al termine sulla piazzetta seguirà la consueta benedizione delle macchine agricole.
Stamane, quindi, soltanto il rito religioso nella festa che si rinnova da 70 anni, mentre tutto il resto è necessariamente rinviato al 2021, quando dell’emergenza sanitaria – questo è l’auspicio di tutti – non resterà che un triste ricordo, pur tra gli innegabili contraccolpi economici che purtroppo si ripercuoteranno a lungo. La pandemia ha infatti causato, e continua a causare con la recrudescenza in atto, gravissimi anche all’agricoltura e in particolare al mondo della vite e del vino, essendo stato pesantemente colpito il settore della ristorazione.
Ed è un vero peccato che, per la prima volta, la festa per la consegna degli ambiti riconoscimenti sia stata cancellata. Perché l’attenzione del mondo agricolo non solo del Collio, ma anche del Friuli, è ogni anno calamitata dalla bellissima manifestazione della “piccola” Dolegna – un Comune di poco più di 300 residenti, tra il fiume Judrio e il confine con la Slovenia – che però diventa “grande” proprio con questa qualificata iniziativa. Come è noto, in tale circostanza, la Coldiretti di Dolegna, conferisce il Falcetto d’Oro e il Comune collinare la Foglia d’Oro, Premi assegnati a illustri personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo sui cui nomi, tradizionalmente, il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia. Negli ultimi anni, l’evento – sempre sostenuto da Civibank – ha acquisito un notevole spessore per aver insignito viticoltori, tecnici, giornalisti, ristoratori, istituti e associazioni, come quella vicinissima dello Schioppettino di Prepotto. Ricordiamo, infatti, che il Falcetto viene assegnato a chi, attentamente selezionato, ha valorizzato settore primario e territorio, come pure la Foglia viene attribuita a personaggi di chiara fama. Tanto per soffermarci sull’ultima edizione, quella appunto di un anno fa, il Premio della Coldiretti era andato al dottor Gabriele Di Gaspero, che opera al Centro di genomica applicata di Udine, i cui studi hanno dato un importante apporto per la creazione dei vitigni speciali, le cosiddette “viti resistenti”. Mentre il Premio istituito dal Comune di Dolegna era stato attribuito al consigliere regionale ed ex sindaco Diego Bernardis, per il suo instancabile impegno a favore della vite e del vino, nonché, appunto, per il rilancio e la valorizzazione della stessa Giornata del Ringraziamento.
Quest’anno, dunque, la parte “civile” dedicata ai riconoscimenti non ci sarà. Ma, come detto, il tutto sarà limitato soltanto alla Messa – per molti anni celebrata dal compianto arcivescovo Dino De Antoni – con la quale i credenti, esprimeranno gratitudine, per un’annata che, pandemia a parte, è andata bene e che regalerà grandi vini. «Anno bestiale, ma almeno abbiamo avuto una vendemmia speciale! Su col morale: non potrà piovere sempre», ha detto infatti Claudio Fabbro, presidente della Giuria che ogni anno assegna i Premi e impareggiabile animatore della festosa cerimonia. Ha ragione, prima o poi le cose si rimetteranno a posto. Ogni pestilenza ha avuto un inizio, ma anche una fine. E anche questa passerà. Arrivederci, allora, al San Martino 2021!

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In copertina, l’arcivescovo Redaelli alla benedizione dei trattori di due anni fa e qui sopra una foto ricordo della bellissima festa del 2019.

Un’ottima vendemmia (in Fvg -9%), ma pesa l’emergenza sanitaria

di Gi Elle

Mentre sulle tavole degli italiani arriva il vino novello – si tratta, secondo i dati Coldiretti, di 3,5 milioni di bottiglie alle quale è stato dato il via venerdì 30 ottobre, con tre settimane di anticipo rispetto al più famoso Beaujolais noveau, che invece esce dalle cantine, secondo consolidata tradizione, il terzo giovedì di novembre – si tirano le somme sulla vendemmia 2020 che in Italia si è rivelata ottima nella qualità e misurata nella quantità. E questo non è certamente un male, considerato il momento difficile. “Un verdetto della natura – osservano Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini – favorevole rispetto alla congiuntura economica mondiale, che consegna una raccolta molto promettente anche per il futuro commerciale del principale produttore mondiale di vino al mondo”. Ma che contrasta con l’anno sfortunatissimo che stiamo vivendo – bisestile sotto tutti i punti vista! – a causa dell’emergenza sanitaria e dei gravissimi danni inferti da Coronavirus, o Covid che dir si voglia, a tutti i settori produttivi, non ultimo quello del vino che ora subisce anche i pesanti effetti dell’ultimo Dpcm con cui si vietano fiere, sagre e rassegne, limitando l’attività di bar, osterie, enoteche e ristoranti con la loro chiusura anticipata alle sei di sera. In questo quadro, il Vigneto Fvg si colloca meglio di quanto indicavano le previsioni pre-raccolta, tanto che nelle botti sta fermentando un prodotto sceso di poco meno del 10 per cento ma di sicura qualità.

Rodolfo Rizzi e Riccardo Cottarella.

Il responso definitivo della vendemmia italiana 2020, elaborato appunto da Assoenologi – sulla base delle rilevazioni delle sezioni regionali, come quella del Friuli Venezia Giulia guidata da Rodolfo Rizzi -, Ismea e Unione Italiana Vini, rileva una produzione complessiva di vino e mosto di 46,6 milioni di ettolitri, con una flessione del 2% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri del 2019. Una stima che registra un lieve calo anche rispetto alle prime stime di settembre (-1%, a 47,2 milioni; dato ripreso da Oiv per il nostro Paese e diffuso per le previsioni mondiali) dovuto a minori rese sia in campo che in cantina, ma che vede crescere l’asticella della qualità, con uno standard che grazie al meteo si è elevato di settimana in settimana, con punte di eccellenza in quasi tutto il Paese anche dopo le piogge di fine settembre. La geografia della raccolta, perfetta anche dal punto di vista dello stato fitosanitario delle uve, segna la contrazione maggiore per le regioni del Centro e Sud Italia, a partire dalla Toscana (-21%) fino alla Sicilia (-20), all’Umbria e al Lazio (-10). In controtendenza la Sardegna (+20%). In equilibrio il Veneto (+1%), che con 11 milioni di quintali di vino previsti mantiene il primato produttivo nazionale, seguito dalla Puglia, in calo dell’8% e dall’Emilia Romagna (+10%). In crescita, in un contesto generale che si posiziona sotto la media quantitativa dell’ultimo quinquennio, anche importanti regioni produttive come Abruzzo (+6%), Trentino Alto Adige (+5%), Lombardia (+10%) e Marche (+5%), mentre, come si diceva, cala di 9 punti il Vigneto Fvg.

“La vendemmia 2020 – ha osservato il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella – ci ha regalato uve di altissima qualità grazie anche a un leggero decremento della quantità. D’altronde, come è noto, da sempre riteniamo che l’unico elemento che possa dar valore al vino italiano, oltre alla nostra immensa biodiversità, sia la qualità intrinseca dei nostri vini. Il record mondiale della quantità prodotta non è ritenuto da noi elemento qualificante sia per la forma che per la sostanza. Data anche la situazione pandemica sono certo che l’ottima qualità saprà essere il valore aggiunto di una vendemmia che, per gli aspetti legati proprio all’emergenza sanitaria, è stata vissuta anche con quel senso di preoccupazione che ormai ci attanaglia da mesi. Un senso di preoccupazione che non deve però intaccare il sentimento di speranza e la voglia di superare questo drammatico momento. Da presidente di Assoenologi, ma anche da uomo e imprenditore del settore, mi sento di rinnovare, oggi più che mai, l’appello a tutta la filiera del nostro comparto, a moltiplicare gli sforzi e far sì che questa vendemmia possa essere tradotta in grandi vini”.

“Le cantine italiane stanno affrontando le difficoltà derivanti dalla pandemia con grande dinamismo e spirito di adattamento – gli ha fatto eco Raffaele Borriello, direttore generale dell’Ismea -. Sono sempre di più le imprese che hanno operato un processo di diversificazione dei canali distributivi, riuscendo a collocare i prodotti anche nel momento di blocco totale del canale Horeca. In questa difficile congiuntura è stata soprattutto la Gdo a mitigare le perdite del comparto sul mercato italiano, in virtù del buon andamento degli acquisti durante i primi 9 mesi del 2020 (+7% in valore con punte dell’11% per il segmento della spumantistica). Ma l’emergenza sanitaria, come rivela un’indagine Ismea in corso di realizzazione, ha impresso anche una forte accelerazione nella digitalizzazione del settore vinicolo, tramite un più diffuso ricorso all’e-commerce e a nuove modalità di vendita e interazione con il cliente finale. Anche sul fronte dell’export, nonostante il tonfo registrato a maggio, la riduzione dei flussi in valore si è limitata nei primi 7 mesi dell’anno a un meno 3,2%, registrando addirittura un piccolo spunto di crescita nel mese di luglio (+1,1%)”.

Infine, per il presidente di Unione Italiana Vini, Ernesto Abbona, “la natura è riuscita a esprimere in un anno di estrema difficoltà una vendemmia ovunque molto equilibrata e, in molte aree, certamente, da ricordare. L’ottima qualità, unita alla giusta quantità, saranno di aiuto per le aziende in questa particolare congiuntura economica. I volumi, sensibilmente più bassi (-2%) della media dell’ultimo quinquennio, consentiranno di contenere le tensioni del mercato interno determinate dalle rinnovate restrizioni imposte dalle ultime misure governative e, sul fronte internazionale, dalla dilagante emergenza sanitaria globale. Il contesto è senz’altro difficile – ha concluso Abbona –, ma c’è la consapevolezza che, appena ci saranno le condizioni, il settore sarà in grado di ripartire come ha sempre fatto negli ultimi anni. Al governo chiediamo cautela e attenzione nel gestire le misure di emergenza sanitaria. In questa fase servono ascolto e condivisione, equità nei trattamenti e tempi certi per i ristori economici annunciati dal Governo. Inoltre, ci auguriamo che si avvii rapidamente una fase di progettazione dei piani promozione istituzionale del made in Italy agroalimentare e del vino per la prossima annualità, al fine di rilanciare l’immagine del nostro settore nei principali mercati internazionali”.

Vigne dopo la raccolta in Friuli.

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In copertina, mascherine anche per i vendemmiatori in quest’annata dominata dalla pandemia.

Riecco WeFood, in Fvg cinque “Fabbriche del Gusto” aprono le porte

di Gi Elle

Ci sono anche cinque aziende del Friuli Venezia Giulia che parteciperanno il 31 ottobre e il 1° novembre a WeFood, un weekend alla scoperta delle “Fabbriche del Gusto” di Emilia Romagna, Lombardia, Trentino, Veneto e, appunto, della nostra regione che in fatto di eccellenze enoagastronomiche si distingue a livello internazionale. Un format che – sottolineano gli organizzatori – ogni anno attira migliaia di amanti e appassionati del mondo della cucina direttamente all’interno delle aziende, con showcooking, conferenze, visite guidate e laboratori. Un evento unico in Italia che per l’edizione 2020 punta a rinnovare il successo delle precedenti edizioni, nonostante il momento difficile che tutti stiamo attraversando a causa dell’emergenza sanitaria. Per cui le visite nelle sedi interessate avverranno all’insegna della massima prudenza e scrupolosità nell’osservanza delle norme anti-contagio. Possono partecipare a WeFood case di produzione vinicola, distillerie, birrifici artigianali, produttori di specialità del territorio – dai salumi alle carni, dai formaggi ai dolci –, produttori di generi alimentari di alta qualità, nonché produttori di food equipment, dai forni alle cucine. La manifestazione è promossa da ItalyPost, con la collaborazione per il Triveneto della Guida Venezie a Tavola.

Adelia Di Fant (San Daniele)

Domani e domenica, dunque, anche le cinque Fabbriche del Gusto Fvg apriranno le proprie porte per raccontarsi e farsi scoprire dal pubblico: un grande evento di turismo industriale ed enogastronomico, fatto direttamente sul territorio. Se c’è un settore che ha reagito meglio di altri alla crisi dei mesi scorsi, e che purtroppo continua con la ripresa pandemica, questo è l’agroalimentare. E dentro questo comparto a prevalere è il Wine & Food di alta qualità, di cui il nostro Paese è diventato negli anni sempre più punto di riferimento internazionale. Certo, la ristorazione ha patito e sta patendo molto questa difficile situazione a causa delle nuove restrizioni governative, che impongono la chiusura dei locali alle 18, ma, anche all’interno di questa nicchia, si deve distinguere tra la ristorazione di eccellenza che, ad eccezione delle metropoli e delle città d’arte, ha ripreso con ottimi risultati, e chi invece opera nella ristorazione legata ai luoghi di lavoro. Il tema che si è imposto a tutti i livelli è stata la capacità di continuare a produrre o a consumare in ambienti dove siano stati garantiti spazi, distanziamento e sicurezza igienico-sanitaria.

Distilleria Ceschia (Nimis)

Proprio per questi motivi, WeFood acquista un valore particolare. Grazie a partner come Grana Padano, Lattebusche, Rigoni di Asiago, Berto’s, Agugiaro & Figna, e con il sostegno in alcune regioni di realtà come La Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, domani e domenica sarà possibile visitare 30 tra le migliori cantine, distillerie, produzioni di birre artigianali, caseifici, salumifici, laboratori di cioccolato e dolci tipici, produttori di paste alimentari e di farine sparsi tra l’Emilia, il Veneto, il Trentino e, appunto, il Friuli Venezia Giulia.
Visite guidate, laboratori, showcooking e degustazioni permetteranno ad un vasto pubblico, limitato negli accessi da stringenti misure di sicurezza, di cogliere i segreti delle produzioni di qualità. Una scelta, quella di realizzare gli incontri in sicurezza e “in presenza”, che tende a dare concreta dimostrazione tutti, anche di come la filiera agroalimentare sia oggi talmente sicura da superare ogni tipo di esame igienico e sanitario. Considerando il numero limitato di posti a disposizione le prenotazioni per visitare le Fabbriche del Gusto sono già state numerose, indice che, garantendo la sicurezza il pubblico sta apprezzando la possibilità di entrare nel vivo dei luoghi produttivi e scoprire i segreti di prodotti che contribuiscono al piacere della tavola. Per prenotare le visite tutte gratuite, è sufficiente consultare il sito www.wefood-festival.it

Dorbolò Gubane (Valli del Natisone)

In Friuli Venezia Giulia sarà possibile addentrarsi nei segreti della tradizione dolciaria regionale: a San Daniele, infatti, la cioccolateria artigianale Adelia Di Fant svelerà tutti i segreti del cacao, facendo vedere dal vivo la lavorazione del cioccolato e la sua trasformazione in tavolette, praline e crema spalmabile. Ma nel laboratorio artigiano le sorprese non sono finite: i visitatori potranno anche scoprire tutta la linea di distillati prodotti “come una volta”, dalle grappe agli amari alle erbe, dai liquori alla frutta sotto spirito. E se si vorrà proseguire con la degustazione delle grappe del territorio, spostandosi a Nimis, si potrà conoscere da vicino la Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, che pur essendo entrata a far parte del grande Gruppo Molinari continua a utilizzare il metodo di distillazione artigianale. Simbolo della tradizione dolciaria delle Valli del Natisone è poi la gubana e la si potrà scoprire nell’azienda familiare Dorbolò Gubane, giunta ormai alla terza generazione. Seguendo la ricetta originale della fondatrice, il tipico prodotto viene preparato con una pasta dolce lievitata e farcita di noci, uvetta e pinoli, ai quali si possono aggiungere a piacimento mandorle, cubetti di arancio e nocciole, il tutto amalgamato con zucchero, liquori, sale, limone e vaniglia. Gli appassionati di birra artigianale, invece, potranno sbizzarrirsi al Birrificio Foràn, a Castions di Strada. Flavio e Ivano Mondini, titolari dell’omonima azienda agricola che la famiglia porta avanti da generazioni, hanno da poco concluso un percorso che li ha portati a trasformare l’orzo da loro coltivato in prodotto finito, la birra. Dopo una prima esperienza di maltazione e birrificazione con la rete Asprom e i corsi per imprenditori della birra dell’Università di Udine, i tempi sono stati maturi per avviare la produzione in proprio e da marzo 2019 è attivo l’impianto da 5 ettolitri, da cui escono ad oggi cinque diversi tipi di birra. Per coloro che invece preferiscono il vino potranno visitare l’azienda agricola Zidarich, nel cuore del Carso Triestino, a Duino Aurisina dal 1988. Verrà presentato l’intero processo produttivo vitivinicolo in un luogo suggestivo, quale la cantina Zidarich di cinque piani e interamente scavata nella roccia.

Cantina Zidarich (Duino Aurisina)

«Quello che propone il format di WeFood, cioè l’accoglienza turistica nelle aziende enogastronomiche, è un elemento – afferma Lucio Gomiero, direttore generale PromoTurismoFvg – sempre più importante nel settore del turismo e continuerà a esserlo anche prossimamente, in particolare per turisti privati o piccoli gruppi che decidono di abbinare la proposta food&wine alla scoperta del territorio. Il progetto della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, la nostra “Route 63”, in questo senso è un esempio virtuoso e a oggi raccoglie più di 400 aderenti: da anni accompagna l’enoturista a conoscere vigneti, coltivazioni, allevamenti, aziende agricole, strutture ricettive, ristoranti, enoteche, produzioni tipiche di qualità, svelandone la grande varietà e le molte biodiversità. Per PromoTurismoFvg, inoltre, collaborare con Italy Post significa lavorare su un mercato di prossimità importante come il Veneto, che da sempre consideriamo strategico in termini turistici».

Per prenotare le visite gratuite www.wefood-festival.it

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In copertina, beneaugurante cin cin per le eccellenze agroalimentari Fvg che cinque aziende della regione propongono nel weekend a WeFood.

“Nuova Cucina”, rinvio per Costantini e Paradiso. E a Collalto formula anti-crisi

di Gi Elle

Come tutta la ristorazione, anche La Nuova Cucina di Fvg Via dei Sapori è finita nel mirino delle regole richieste per l’emergenza sanitaria. Per cui, a causa delle recentissime normative anti-Covid, le ultime due cene-laboratorio del calendario autunnale di Friuli Venezia Giulia – La Nuova Cucina che erano previste per domani 29 ottobre al ristorante Costantini, a Collalto di Tarcento, e al ristorante Paradiso, a Pocenia, sono state ricalendarizzate rinviandole a giovedì 26 novembre. Si chiuderà allora il primo ciclo di 20 eventi di questo progetto che ha riscontrato molto interesse ed ha fatto registrare in tutti gli appuntamenti l’overbooking.

Il 26 novembre Costantini ospiterà, per l’occasione, gli chef dei ristoranti Da Toni di Gradiscutta di Varmo e Tre Merli di Trieste, mentre Al Paradiso gli chef in scena saranno quelli dei ristoranti La Subida di Cormòns ed Enoteca di Buttrio, secondo l’apprezzato format di queste cene-laboratorio, che sono firmate da due chef del consorzio Friuli VG Via dei Sapori e da uno dei 20 giovani chef, nuovi “amici” in cui il gruppo crede, che sono stati invitati a collaborare al progetto. Ognuno presenterà un piatto inedito a cui ha lavorato confrontandosi con i colleghi. “La conclusione de I giovedì di Fvg Via dei Sapori – afferma il presidente Walter Filiputti – non sarà un punto di arrivo ma di partenza, perché verrà svelato un nuovo, interessante capitolo de La Nuova Cucina”.

Ma soffermandoci ancora sul ristorante Costantini va registrata una importante formula anti-crisi adottata con grande tempismo appunto subito dopo l’uscita del nuovo decreto governativo che ha imposto lo stop all’attività di ristorazione dopo le 18, a eccezione degli alberghi che servono la cena per i propri clienti. Il rinomato locale di Collalto ha infatti lanciato una interessante proposta, valida fino al 24 novembre (data entro la quale rimarrà in vigore l’ultimo Dpcm), secondo la quale si potrà pernottare a un prezzo molto invitante – vale a dire 10 euro per persona – avendo così anche la possibilità di cenare nel ristorante annesso all’albergo, senza la preoccupazione di rimettersi al volante, soprattutto se i piatti saranno stati accompagnati da ottimi vini – come promette la cantina del ristorante -, tanto che lasciarsi andare a un bicchiere in più è pressoché inevitabile. La innovativa promozione ideata da Pio Costantini è valida nei giorni di venerdì sabato e domenica, previa prenotazione almeno 24 ore prima. Per informazioni e prenotazioni telefonare al 335.5204678 oppure scrivere a info@albergocostantini.com

Informazioni su www.fvg-lanuovacucina.it

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In copertina, il ristoratore Pio Costantini nella sua fornita cantina.

 

Finita la vendemmia, a Povoletto una riflessione con i “Racconti di vino”

di Gi Elle

Concluse le operazioni vendemmiali, anche nel Comune di Povoletto è opportuno ritagliare un momento utile per una riflessione post-raccolta e per guardare al futuro del settore vitivinicolo soprattutto alla luce dei tanti problemi causati dall’emergenza sanitaria che ancora non si vuole arrendere. Giornata importante, quindi, quella di domani, 19 ottobre, quando alle 18, nell’auditorium del capoluogo, sarà presentato“2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Nel contempo, si terrà un convegno che ha per tema proprio “Vendemmia 2020, quale futuro” che sarà coordinato da Claudio Fabbro, giornalista ed enologo.

Lisa Rossi


Quello del vino è il fiore all’occhiello delle produzioni del vasto territorio comunale che dalle porte di Udine si estende fino a Nimis, concentrato per lo più sulle colline di Savorgnano del Torre, ma anche a Ravosa, Marsure e Bellazoia: la zona Doc è quella dei Colli orientali del Friuli che quest’anno compie mezzo secolo di vita. Copre un’area di circa 200 ettari, con una produzione di oltre 1,5 milioni di bottiglie, tutte di riconosciuto pregio. Tanto che l’amministrazione civica guidata dal sindaco Giuliano Castenetto ha voluto premiare queste eccellenze supportando il settore con la richiesta di aderire al circuito delle Città del Vino. L’obiettivo dell’Associazione nazionale è quello di sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita e uno sviluppo sostenibile, nonché più opportunità di lavoro.
Dopo un censimento condotto grazie al supporto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, sono state contattate tutte le aziende del territorio caratterizzate da una produzione commercializzata con etichetta. Sono seguiti degli incontri durante i quali sono state realizzate delle brevi videointerviste. Come ci spiega l’assessore Lisa Rossi, “le aree vitate sono una parte fondamentale del nostro paesaggio, così come le aree agricole, la loro tutela ha un ruolo importante per la nostra azione amministrativa. Per lo sviluppo locale creare una sinergia tra pubblico e privato in questo settore significa creare un ambiente con una buona qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro”.
Pertanto, con quest’iniziativa, l’amministrazione di Povoletto ha voluto creare un format che desse visibilità alle realtà del territorio sottolineando il rapporto diretto tra microclima, terreno e tradizioni. Nelle interviste sono emerse le buone pratiche agronomiche, la propensione per un’attività responsabile e sostenibile. Questo progetto continuerà con un evento in cantina che si terrà l’8 novembre in occasione della Giornata mondiale dell’enoturismo. I video saranno raccolti e pubblicati, il mercoledì e il venerdì, sulla pagina Youtube di PromoTurismoFVG t.ly/mKqR e condivisi sulla pagina Facebook (@Comune di Povoletto).
In occasione della presentazione ufficiale del progetto, che si terrà come detto domani, alle 18, nell’auditorium di Povoletto, interverrà con una sua relazione appunto il dottor Claudio Fabbro, il  quale metterà a confronto le vendemmie degli ultimi quattro anni con i dati di quello ancora in corso. Assieme a Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e a Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino, farà il punto anche sugli orientamenti dei consumatori dopo l’epidemia sanitaria da Covid-19.
Al termine interverranno i vignaioli che hanno aderito alle videointerviste portando la loro testimonianza diretta. Hanno aderito all’iniziativa le aziende Aquila del Torre, Clochiatti Giorgio, Falcon, Marchese Mangilli, Pinat Marco – Famiglia Paravano, Giambate, Marco Sara, Mont’Albano, Perini Giancarlo, Sara&Sara, Fattor Roberto e Fausto, Tenimenti Civa e Teresa Raiz.

Il progetto, nato da un’idea dell’assessore comunale Lisa Rossi, è stato realizzato con riprese e montaggio di Renato Bonin, fotografie di Sonia Fattori, regia di Visual-Studio.it e con l’assistenza di Edoardo Rossi. E’ stato patrocinato da PromoTurismoFvg, Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Ducato dei Vini Friulani, Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo.

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In copertina e all’interno due immagini dello splendido ambiente collinare del Comune di Povoletto molto vocato alla vitivinicoltura.

 

I cereali e le oleaginose sono ok nella cooperazione del Friuli occidentale

Fortunatamente, ci sono anche delle note positive in questa difficile annata, contraddistinta dall’emergenza sanitaria, ma non solo. E riguarda il settore cerealicolo-oleaginoso della Destra Tagliamento. L’estate 2020, con caldo mite e piogge in quantità ottimale, ha infatti favorito in Friuli occidentale la coltivazione, con aumenti in doppia cifra percentuale in media, di cereali (mais in primis e poi grano e orzo) e oleaginose (piante utilizzate per la produzione di olii come soia, colza e girasoli). Il settore, che si rivolge sia all’alimentazione umana che animale, a livello territoriale è trainato dalle cooperative agricole di raccolta associate a Confcooperative Pordenone: un mondo che conta oltre mille 600 soci sempre più impegnati verso un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, attenta ai consumi energetici e che coltiva prodotti di qualità.
Come nel caso dell’Essiccatoio intercomunale cereali di Torricella a San Vito al Tagliamento. “Dal 2012 – spiega il presidente Tomaso Pietro Fabris, che è referente provinciale del comparto nonché vicepresidente di Confcooperative Pordenone – ci siamo dotati di un impianto biogas che produce 999 watt/ora utilizzando sottoprodotti dalla lavorazione del mais e liquami suini e bovini: tutti materiali forniti dai soci della cooperativa, per un’economia veramente circolare, che ricicla gli scarti ed è orientata alla produzione di energia pulita”. Dalla raccolta che si sta concludendo in questi giorni nei terreni dei 250 soci ci si aspettano note liete. “Le condizioni climatiche ottimali di quest’anno – ha aggiunto Fabris – ci stanno facendo raccogliere oltre il 10% in più di prodotto rispetto al 2019. La qualità del prodotto stessa è in aumento, facendoci confidare quindi che possa trovare agevole collocazione nei mercati”.

Previsioni confermate dal Circolo agrario friulano di San Giorgio della Richinvelda, il quale vanta 790 soci conferenti. “Siamo fiduciosi – sottolinea il presidente Paolo Pittaro insieme al responsabile del settore cereali Christie Castellarin -: la situazione climatica del 2020, con un caldo mite e la pioggia giunta al momento giusto, ha senza dubbio favorito la produzione di cereali e delle oleaginose, tanto che al momento si registra in media un aumento delle rese del 12%-15% ad ettaro”. Anche il Centro intercomunale di Essiccazione mais – Ciem di San Quirino punta all’energia verde: vi aderiscono 450 soci presieduti da Luigi Boschian Cuch. “La raccolta sta vedendo una crescita del 10% rispetto allo scorso anno – sottolinea il direttore Paolo De Biasio – per mais, soia, grano tenero, orzo, girasole e colza. Siamo dotati di un impianto fotovoltaico che produce 121 kw e provvediamo inoltre a macinare in sede il mais per circa 50 mila quintali l’anno”.


La Cooperativa agricola Bannia di Fiume Veneto presieduta da Claudio Zuccato ha 197 soci con il 60% di essi che attualmente conferiscono prodotto. “Oltre alle piogge ottimali – spiega il direttore Ezio Colin – da segnalare la bassa presenza di insetti dannosi. Prevediamo un incremento produttivo per colza e girasoli, mais e soia in media del +20%, con prezzi in rialzo. Anche orzo e grano, che hanno avuto nei terreni dei nostri soci un calo di superficie a semina, otterranno comunque prezzi leggermente più elevati”. Da ricordare, poi, come sul territorio raccolgano i prodotti dei soci pure le Cooperative agricole di Castions di Zoppola, presiedute da Umberto Scodeller, che poi li avviano ai vicini essiccatoi.
“L’impegno delle nostre aderenti – ha concluso il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è costante per un’agricoltura rivolta al futuro ma con le radici salde nei valori della cooperazione. Siamo al loro fianco per questa visione rispettosa dei territori e delle comunità”.

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In copertina e all’interno la raccolta del mais e una coltivazione di soia.

Ecco “Contea, profumi di cultura europea” che da oggi invita a Gorizia

di Gi Elle

“Contea, profumi di cultura europea” è la manifestazione, nuova di zecca, pronta al debutto a Gorizia in sostituzione di “Gusti di frontiera”, l’ormai famosissima rassegna alla quale quest’anno la città isontina ha rinunciato a causa dell’emergenza sanitaria. Si tratta di un evento sicuramente invitante fra storia, appunto cultura e cucina. Con la presentazione di piatti tipici e specialità enogastronomiche, ma anche racconti, libri e rievocazioni. Ospite d’onore Valerio Massimo Manfredi. La manifestazione, articolata in quattro giornate, dà quindi appuntamento da oggi a domenica prossima. L’inaugurazione questo pomeriggio ai Giardini pubblici: alle 18.30, Tenda Mainardo, con una cerimonia in abiti rievocativi medievali a cura dell’Associazione Culturale Musei Formentini in collaborazione con il gruppo di rievocazione medievale Principesca Contea di Gorizia. Alle 20.30, stesso luogo, “Il Conte è servito”, spettacolo teatrale a cura del Collettivo Terzo Teatro: torna in scena la commedia sul tramonto dell’antica Contea di Gorizia in una versione rivisitata che vede tra i suoi personaggi Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte. Lo spettacolo, scritto da Mauro Fontanini, si propone di far ridere e di far conoscere la storia della città.

Il sindaco Rodolfo Ziberna.

I Giardini pubblici di corso Verdi e piazza Battisti saranno, dunque, il cuore della nuova festa cultural-gastronomica. Alla sua presentazione erano intervenuti, in municipio, il sindaco Rodolfo Ziberna, gli assessori alle Attività produttive Roberto Sartori e alla Cultura Fabrizio Oreti, ma anche ristoratori, gestori delle librerie, operatori culturali e giornalisti enogastronomici, che hanno aderito con grande entusiasmo a questa iniziativa che rappresenta, come ha spiegato il primo cittadino, la volontà della città di non fermarsi e di affrontare con una rinnovata energia questo particolare momento storico. Il programma propone un intreccio fra eventi culturali ed enogastronomici. Ma oggi, vista la particolarità del sito, fermiamo l’attenzione proprio su questi ultimi.

“VILLAGGIO DEL GUSTO”
In piazza Battisti ci saranno tante specialità del territorio, frutto di una cucina sviluppata e contaminata nel corso dei secoli, dagli gnocchi di susine al maialino, dall’orzotto al collo di suino cotto nel sale, ma anche i tradizionali gnocchi di patate e di pane (salati e dolci), frittate, formaggi, minestre e diversi dolci tipici. Ci sarà anche un’attrezzata area showcooking all’interno della quale cuochi goriziani cucineranno e racconteranno alcuni nostri tipici piatti, dall’antipasto al dolce, passando per primi e secondi made in “Contea”.

 “PIATTO CONTEA”
Nei ristoranti cittadini, ma anche nelle pasticcerie aderenti, si potranno trovare le più caratteristiche specialità del territorio: dai blecs col goulasch al pollo fritto, dal frico di patate ai cevapcici, dai crostini con il liptauer allo struccolo in strazza.

Ecco, dunque, il programma enogastronomico, unitamente all’elenco di ristoranti e pasticcerie che proporranno il “Piatto Contea”.

Domani
ore 21, Tenda Mainardo
MARCO ENGLARO
Incontro con l’autore, noto fumettista, che presenterà i libri sulla cucina locale “Frichissimo” e “Jota continua” (Englaro Edizioni). Organizzato da libreria Voltapagina.

Sabato
ore 12, Tenda Mainardo
CE VITIS IN CUSINE!
Armando Mucchino (giornalista Rai) e Giampiero Rorato (direttore rivista Fuocolento) presentano il libro “Ce vitis in cusine!”, corsivi gastronomici per la trasmissione “Vita nei campi”. Interverrà l’autore Roberto Zottar. Organizzato da Società Filologica Friulana.

ore 16.30, Tenda Mainardo
KARTOFFELN, CARTÙFOLAS, PATATE
Stefano Cosma presenta il libro “Kartoffeln, cartùfolas, patate: 810 ricette di cucina tra Vienna, Gorizia e ricordi di famiglia” di Carlotta Kowatsch. Interverrà il curatore del libro, il giornalista enogastronomico Bepi Pucciarelli.

DOVE TROVARE IL “PIATTO CONTEA”

Ristorante Rosenbar
sardoni barcolani impanati con i radicchi degli orti goriziani
coc di semolino con l’uva fragola

Trattoria Alla Luna
frico di patate e radicchietto con la mela grattugiata e kren fresco

Trattoria Al Ponte del Calvario
gnocchi di pane con goulasch e strudel di uva

Ristorante 101
bocconcini dorati di pescatrice e gamberi con julienne di verdure

Trattoria da Turri
pollo fritto, kipfel

Ca’ di Pieri
ljubljanska e spinaci in tecia

Trattoria Primosic
blecs con il goulasch e patate in tecia

Agriturismo Brumat
cevapcici e kipfel di patate

Antica trattoria Sabotino
liptauer e crostini di pane
guancia di maiale con patate in tecia e polenta

Vecia Gorizia
zlikrofi
filettino mitteleuropeo

Enoteca dell’Impero
zlikrofi artigianali con salsa di cipolle, filetto di maialino con le prugne e patate in tecia

Wiener Haus Gorizia
spatzle verdi speck & gorgonzola
gnocchetti agli spinaci con salsa al gorgonzola, speck e noci

Oca golosa (Colazione Contea)
struccolo in strazza
gnocchi di susine
la torta delle suore Orsoline
succo di mele bio a km 0
cappuccino Contea

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In copertina, una tavola apparecchiata nel Castello, simbolo della città e dell’antica Contea. (Foto da Gorizia Turismo)