Sapori Pro Loco invita al 2021, per ora online i ricordi più belli

di Gi Elle

Cari buongustai, dovete purtroppo pazientare un anno e per ora accontentarvi soltanto di quanto potrete vedere online. Sapori Pro Loco 2020, la manifestazione dedicata alle tipicità del Friuli Venezia Giulia organizzata dal Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia, a Villa Manin di Passariano, ha scelto infatti di diventare “virtuale” e dà appuntamento a tutti i suoi fan sulla sua pagina Facebook ufficiale: qui saranno pubblicati video e fotografie delle più belle edizioni del passato. Originariamente, la 19ma edizione era prevista nei due weekend dal 16 al 17 maggio e dal 22 al 24, ma Sapori Pro Loco è stata rimandata al 2021 a causa dell’emergenza Covid-19. Però non rinuncia ad intrattenere i suoi tantissimi visitatori che ogni anno raggiungono Villa Manin per assaporare i gusti tipo del Friuli Venezia Giulia con oltre 100 specialità enogastronomiche preparate con passione da oltre 30 Pro Loco della nostra terra. Un’iniziativa simile è stata fatta nella vicina Casarsa della Delizia per la sua storica Sagra del Vino. Ed è stato un grande successo, per cui anche questa proposta sarà sicuramente apprezzata dagli affezionati sostenitori che – a parte la scorsa edizione, martellata pesantemente dal maltempo – ogni anno affollavano il prato antistante la residenza dogale.

“In attesa dell’edizione 2021 – fa sapere Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale delle Pro Loco – faremo un viaggio tra i ricordi: vogliamo ricordare, attraverso le immagini e i volti delle edizioni passate, tutto l’affetto che in questi anni di Sapori Pro Loco la gente, i volontari, le istituzioni e gli sponsor ci hanno dimostrato. Vi invitiamo a seguire la nostra pagina Facebook, a condividere i vostri ricordi, ad inviarci le vostre fotografie perché sappiamo che per molti di voi Sapori Pro Loco era un appuntamento imperdibile, un’occasione per incontrare gli amici e scoprire attraverso i tantissimi piatti proposti dalle nostre Pro Loco del nostro amato Friuli Venezia Giulia. Per questo – ha specificato – rivivremo la manifestazione attraverso i ricordi più belli e divertenti, in attesa di rivederci di persona il più presto possibile”.
Oltre alle delizie enogastronomiche, lungo le giornate di Sapori Pro Loco si potevano ammirare mostre d’arte, partecipare a laboratori per bambini, assistere a showcooking con chef famosi o partecipare ad incontri letterari, partecipare a camminate nella natura, concerti e spettacoli dal vivo, come quelli folcloristici. Immancabili, poi, i fuochi d’artificio che, a conclusione della manifestazione, illuminavano la suggestiva cornice della dimora di campagna dell’ultimo Doge di Venezia.

“Ringraziamo tutti i volontari, gli sponsor e le istituzioni – ha concluso Pezzarini – che ogni anno ci sostengono e credono in questa manifestazione che promuove le tipicità enogastronomiche d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia, insieme alla grande opera a favore delle comunità da parte delle sue Pro Loco. Il nostro quest’anno sarà un appuntamento virtuale ma che ci permetterà di accorciare le distanze, seppur divisi e sentirci tutti una grande comunità”.

“Sapori Pro Loco”  a Villa Manin in una bella immagine di Diego Petrussi.

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In copertina, il logo dell’affermata manifestazione enogastronomica.

La Sagra del Vino di Casarsa piace anche se non c’è

di Gi Elle

La Sagra del Vino di Casarsa della Delizia è così rinomata che piace anche quando non c’è. Come è noto, a causa del Coronavirus è stata stoppata come tutte le manifestazioni enologiche, ma al suo posto la Pro Loco ha “messo in onda” sul suo canale social tante bellissime immagini delle passate edizioni. Il successo è stato strabiliante, superiore a ogni più rosea previsione o auspicio: più di centomila clic. E questo inviterà di certo a fare ancora meglio per il 2021, quando la rassegna tornerà regolarmente in pista nel suo tradizionale periodo.

Bilancio più che positivo, dunque, per l’edizione virtuale della Sagra del Vino 2020 che si è conclusa con la diretta disco del dj Sal e i mitici fuochi d’artificio (sempre soltanto sul web). La kermesse in modalità online è stata ideata dalla Pro Casarsa (membro dell’Associazione nazionale Città del Vino) per colmare il vuoto causato dall’annullamento della storica manifestazione che, originariamente, si sarebbe dovuta svolgere dal 23 aprile al 4 maggio e che è stata appunto rimandata al prossimo anno, sempre assieme al Comune e alla cantina Viticoltori Friulani La Delizia, a causa dell’emergenza Covid-19. E così, per tutto il periodo in cui l’evento si sarebbe svolto, sulla pagina Facebook ufficiale della manifestazione sono state pubblicate ogni giorno delle foto storiche riguardanti le edizioni passate, “scatti” che, come si diceva, hanno raggiunto, sommando i risultati dei vari post pubblicati, oltre 100 mila persone in totale sul social network. Una sorta di foto-racconto che è stato accolto con grande interesse ed emozione dal pubblico di Facebook, che ha dimostrato il suo gradimento non solo attraverso i “like” che hanno accompagnato tutte le foto pubblicate, ma anche le condivisioni, i commenti con i ricordi personali e lo scambio di altre immagini.

La Sagra premiata a Roma.

“È stato un modo per tenere vivo il ricordo di quello che per tutti i casarsesi è uno dei periodi più belli dell’anno – ha commentato il presidente della Pro Loco Antonio Tesolin – con i tanti volontari al lavoro, le associazioni impegnate nei chioschi enogastronomici, i colori del luna park, il buon vino, gli eventi culturali, la musica e le vie del paese affollate e festose. È stato bello – ha aggiunto – ripercorrere le tappe di questi 72 anni di Sagra del Vino e darsi appuntamento al 2021 per la Sagra vera, salutando questa edizione con due appuntamenti conclusivi che sono stati molto apprezzati: l’aperitivo musicale, con l’atmosfera della Sagra ricreata per l’occasione, gentilmente offerto dal dj Matteo Sal Colussi con una grande carica di energia e i fuochi d’artificio virtuali. Ringraziamo i tanti – ha concluso Tesolin – che hanno creduto e credono nella Sagra del Vino di Casarsa. Un grazie speciale a tutti coloro che hanno collaborato nei mesi scorsi alla preparazione dell’evento che poi è stato annullato con responsabilità civile. In particolare, ringraziamo i volontari della Pro Loco con la sua segreteria, i gruppi di lavoro, tutto il personale impiegatizio, tutti i tecnici, tutte le attività economiche con cui abbiamo collaborato nei mesi scorsi, tutti i soggetti che ci credono e ci sostengono, gli sponsor, l’amministrazione comunale, tutte le attività della ristorazione, tutte le nostre associazioni casarsesi e i gestori del luna park. Noi ci abbiamo creduto, ci crediamo e ci crederemo nella Sagra del Vino anche per l’anno che verrà: arrivederci alla 73a edizione”.

In marcia tra i vigneti.

Nella galleria virtuale di Facebook, le foto che più hanno toccato il cuore e fatto volare i Like sono state alcune immagini delle edizioni più datate della Sagra del Vino, come quella del 1958 che ritrae il concorso dei Piccoli cantori tratta dall’archivio di Elio e Stefano Ciol oppure le immagini dei vip dell’epoca alla Sagra del Vino. Tra le più amate, l’immagine di Caterina Caselli in uno scatto dall’archivio di Agostino Colussi e comparsa sul libro “50 anni di Sagra, mezzo secolo di storia” a cura di Ester Pilosio e Giovanni Castellarin. Ma non è mancata la nostalgia per alcuni eventi più recenti, come il mitico concerto di Doro Gjat al Bar agli Amici nel 2016, la sfida amichevole di calcio tra Pro Casarsa e i gestori del luna park del 2013, il video dei runner lungo il tragitto della gara “Running tra le Vigne Trofeo Jadèr” nel 2019 oppure l’incontro con il primo vincitore di Masterchef Italia Spyros Theoderidis, intervistato da Valentina Gasparet nel 2012. E poi, molti hanno ricordato il concerto con la grande Antonella Ruggiero alla Sagra del Vino 2010 e i gemellaggi con le città del vino come quello con Matelica nel 2017 quando la Sagra divenne anche l’occasione per raccogliere fondi per la ricostruzione post-terremoto della località marchigiana. Perchè la Sagra del Vino è tutto questo: solidarietà, amicizia, festa, cultura, buon vino, enogastronomia e tutta la comunità di Casarsa si è unità sotto l’hashtag #iostoconlasagra in attesa di tornare a festeggiare per le vie del paese nell’edizione 2021.

Ruggero dei Timidi riempie piazza Italia alla Sagra del Vino 2015.

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In copertina, spumanti protagonisti nel 2019 a “Filari di Bolle”.

Ecco il Pinot grigio delle Venezie nei 19 video clip di Filippo Bartolotta

Siamo nelle Venezie, terra di canali, di vicine brezze marine e di laguna, ma anche di vini. Terra di acqua, insomma, terra che in quest’acqua ha sempre trovato una bandiera. Ma Filippo Bartolotta ci pone dinanzi a un grande quesito: meglio l’acqua o il vino?
Così prende vita la sequenza di 19 video clip che, oltre ad allietare il difficile tempo di quarantena dovuto all’attuale imperversare dell’emergenza Covid-19, permetterà ai buyer esteri e nostrani di assaporare virtualmente le mille sfumature – organolettiche e territoriali – delle nuove annate di Pinot grigio delle Venezie.
A fronte delle restrizioni imposte dai governi di tutto il mondo che hanno causato la sospensione delle principali fiere di settore quali Prowein e Vinitaly, il Consorzio del Pinot grigio delle Venezie ha strizzato l’occhio della creatività alla scioltezza poliglotta del comunicatore Filippo Bartolotta. Storyteller, docente e scrittore con una formazione estera e un grandissimo seguito specialmente negli Usa, Filippo sa trasportare l’auditorium con l’energia coinvolgente della solarità e con la fermezza professionale della competenza. Il suo carisma raggiungerà l’Europa e le sponde del Nord America – ove risiedono le maggiori esportazioni del Pinot grigio delle Venezie (le cui quote estere raggiungono il 95% del prodotto imbottigliato) – avvicinando il pubblico di operatori del settore a quello dei winelovers di tutto il mondo.

Sedici video, quindi, che andranno a raccontare oltre 100 etichette della Doc nella loro ultima annata, la 2019, previa introduzione di altri tre video che condurranno per mano l’ascoltatore alla scoperta del territorio, del vitigno e della denominazione, svelando la storia e la cultura del luogo ma anche le caratteristiche ampelografiche della varietà di vite e tutti i processi che la rendono tracciabile, sicura e garantita. Ma soprattutto, Filippo Bartolotta aprirà il sipario su quello che è lo “Stile Italiano”, quel savoir fair che il calice emana ad ogni rotazione, sprigionando ricordi del nostro Paese, e che viene trasferito in un sorso versatile, fresco e ricco di tradizione. Il Pinot grigio è in grado di rappresentare perfettamente tutti i volti delle Tre Venezie, grazie a un legame con questa terra che ha origini ormai storiche.
“Dopo aver assaggiato oltre cento cento Pinot grigio delle Venezie, posso dire di sentire ancora al naso i profumi ampi di frutta bianca matura, di lime e di un tocco di spezia, che tornano in un sorso croccante, reattivo e di grandissima bevibilità”, ci dice Filippo che continua: “Confermo che tra i vini della Doc, peraltro molto recente, si è già alzata notevolmente l’asticella della qualità, tenuto conto che la maggior parte dei Pinot grigio triveneti cui eravamo abituati fino a qualche anno fa era giocata quasi esclusivamente sulla semplicità e sulla freschezza. Qui invece il frutto è chiaramente più maturo e questo è da imputare principalmente all’alta qualità dell’uva portata in cantina. Il risultato è una bocca molto più voluminosa, con un fruttato più generoso, senza perdere mai quella caratteristica di ‘easy drinking’ che favorisce questo bianco sia come vino da aperitivo sia in abbinamento a cibo leggero”.

I 19 video saranno fruibili sui canali dei produttori, che provvederanno a diffondere le suggestioni di un territorio incantevole come lo è quello delle Venezie in ogni angolo di mondo, quel mondo che in aprile era solito viaggiare per i padiglioni del Vinitaly, perdendosi fra le eccellenze vinicole del Belpaese. Ma non solo: tali video saranno infatti reperibili anche sul sito del Consorzio www.dellevenezie.it e sul canale YouTube ufficiale del Consorzio delle Venezie. Per chi volesse invece utilizzare i mezzi social, i video cilp saranno condivisi su tutte le piattaforme afferenti alla Denominazione e, al loro lancio, sulle piattaforme social di Filippo Bartolotta, nonché degli enti che hanno contribuito alla realizzazione dei video, ossia la MaMa Florence e Le Baccanti.

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In copertina, Filippo Bartolotta, storyteller, docente e scrittore.

 

Al via un progetto per vendere in rete i prodotti Fvg

Una piattaforma online e una rete di vendita dei prodotti del Friuli Venezia Giulia che si appoggi sui Comuni e sulle Pro Loco. È questo, in sintesi, il progetto a cui stanno lavorando congiuntamente gli assessori regionali alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, assieme al cluster AgrifoodFvg, a PromoturismoFvg, al sistema delle Pro Loco regionali e all’Anci Fvg.
“L’idea – ha spiegato Bini – è quella di favorire il più possibile l’acquisto di produzioni locali che in questo momento di emergenza, da un lato, godono di una crescita della domanda interna da parte dei consumatori, dall’altro, scontano dimensioni e strutture che non consentono loro di garantire al meglio la possibilità della vendita online o della consegna a domicilio”.


“Il lancio dell’iniziativa #iocomproFVG – ha aggiunto Zannier – ha avuto un forte richiamo tanto che ci stiamo scontrando con tentativi di imitazione se non addirittura di ‘scippo’ del marchio. Ma il progetto della Regione intende superare l’emergenza e favorire la creazione di una piattaforma regionale che attivi una vera e propria filiera commerciale, promozionale e distributiva dei prodotti agroalimentari locali”.
Una cabina di regia operativa, diretta dal Cluster AgrifoodFvg e supportata da PromoTurismoFvg, dall’Anci e dalle Pro Loco, sta già lavorando alla realizzazione di una vetrina web che aggreghi l’offerta a livello locale (a partire da quanto già realizzato da AgrifoodFvg con #iocomproFVG sul proprio sito) e alla possibilità, con l’appoggio di una piattaforma logistica alimentare e di un sistema di pagamenti online, di distribuire la merce in maniera capillare nei vari Comuni.
Parallelamente PromoTurismoFvg sta lavorando al rafforzamento della promozione dei prodotti locali nel circuito della grande distribuzione (supermercati) dove le abitudini di consumo, a seguito dell’emergenza Covid-19, si sono fortemente orientate sui marchi e sulle specialità a ‘chilometro zero’.

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In copertina e all’interno prosciutti, vini e formaggi: prodotti d’eccellenza del Made in Fvg.

La fattoria didattica di Medea in festa per la laurea di Clara

di Claudio Fabbro

In tempo di asparagi, grande festa alla “fattoria didattica” di Medea per Clara Felchero, neo-dottoressa. Una notizia, quella della laurea in Scienze dell’Educazione e Formazione, accolta con comprensibile soddisfazione non solo nel paese isontino, ma in tutto il settore agrituristico regionale e in “Campagna Amica” di Coldiretti. La giovane ha coronato così gli studi compiuti all’Ateneo di Trieste, conciliando gli impegni universitari con quelli sociali e dell’azienda agricola di casa. Clara ha discusso brillantemente con la relatrice Elena Bortolotti (“da remoto” per le regole imposte dal problema Covid-19) la tesi “Le difficoltà di risoluzione dei problemi aritmetici – Una proposta di intervento”.

La tesi discussa al computer.

Studi, sociale e agriturismo

Dopo il diploma di maturità al Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi“ di Gorizia, Clara ha iniziato a relazionarsi con persone di diversa nazionalità e a comunicare con queste, italiane e straniere, in modo professionale e cordiale, arricchendo quanto appreso negli studi grazie all’esperienza nell’attività agrituristica. Ha lavorato anche a contatto con bambini e adolescenti, e ha partecipato a diversi seminari; in queste occasioni, ha appreso come adeguare il proprio stile comunicativo a seconda delle situazioni. La neo-laureata ha contribuito a far crescere con passione, nel campo dell’accoglienza, promozione e marketing, l’azienda di famiglia “Lis Rosis”, accanto al padre Andrea (noto esperto di norcineria ed asparagicoltura) ed alla mamma Donatella (amministrazione, bed & breakfast, mercati di “Campagna Amica”, nonché “agrichef – cuoca contadina”). La sua preparazione teorico-pratica è stata riconosciuta dalle istituzioni impegnate nell’emergenza attuale e soprattutto dalla “Comunità Mamma & Bambino”, di Udine, in cui Clara già opera da novembre e nel cui ambito il suo ruolo è comprensibilmente cresciuto con la prestigiosa laurea.

Andrea e Donatella Felchero.

Il purcit di Migjee

L’azienda agricola “Lis Rosis” ha iniziato a metà ottobre la “stagione del maiale” (avvalendosi delle moderne strutture della Coopnorcini di Cormons) e dedicando il fine settimana alla produzione di insaccati nel proprio laboratorio. Numerosi sono i gruppi di appassionati d’enogastronomia e più in generale delle tradizioni legate ai sapori contadini che riscoprono l’“arte della norcineria”, intervistando l’esperto Renato Toros, della stessa Coopnorcini, ed il titolare Andrea Felchero, i quali illustrano tutta la filiera che dall’allevamento porta all’insaccato, con dimostrazione pratica in diretta.

Claudio Fabbro intervista i norcini.

Le vecchie tradizioni

Quale recupero di una vecchia tradizione contadina, la “fattoria didattica” propone, approfondendone le caratteristiche, anche una degustazione di fegato di maiale con polenta, salame nell’aceto, “muset e brovade” ed altro ancora di molto gustoso. Durante i mesi invernali la giornata di sabato è riservata, su prenotazione, a gruppi organizzati (Associazioni, Giornalisti, Scuole, Confraternite, Pro Loco eccetera). Il venerdì, invece, dalle 11 alle 13 (ancora su prenotazione), viene riproposto – preparato da Donatella Felchero – il particolare “aperitivo-degustazione” di fegato & polenta, abbinato ad un vino bianco o rosso autoctono, riprendendo pertanto il tradizionale rito della pausa lavorativa assieme ai norcini che hanno iniziato a lavorare all’alba e devono recuperare un po’ di energie per proseguire la loro opera nel pomeriggio.

Si confezionano gli asparagi.

I Sparcs di Migjee

La primavera è invece dedicata all’asparago bianco. Ma se negli anni scorsi didattica e degustazione qui erano di casa, le attuali restrizioni “virali” impongono di rinviare a tempi migliori queste belle occasioni. Resta tuttavia aperto lo spaccio aziendale all’interno della fattoria “Lis Rosis”, i cui prodotti possono essere acquistati anche nei mercati di “Campagna Amica” e nel sito coperto, di recente inaugurazione, in via IX Agosto 4 a Gorizia (lunedì pomeriggio, giovedì e sabato mattina).
E,  per concludere, alla neo-dottoressa Clara Felchero le nostre felicitazioni!

La fattoria didattica.

Azienda agricola
fattoria didattica
ANDREA FELCHERO

Agriturismo
LIS ROSIS

Via Trieste, 15
Tel. 048167200
Mob. 3356810197
mail : info@lisrosis.it

Per informazioni: info@claudiofabbro.it

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In copertina, Clara Felchero si laurea con la tesi discussa da casa.

(Le foto sono di Claudio Fabbro)

Anche da uno spumante può arrivare un messaggio di speranza

A Casarsa della Delizia massima attenzione per la sicurezza dei propri dipendenti, vicinanza alla rete vendita e ai clienti della pubblica ristorazione e un’edizione speciale della propria Cuvée di successo Jadér per ricordare a tutti che, rimanendo uniti, possiamo vincere l’emergenza Covid-19: i Viticoltori Friulani La Delizia tengono aperta la cantina per rispondere alle esigenze dei mercati essendo produttori di un bene essenziale e, allo stesso tempo, esprimono la propria attenzione per quella che sarà la fase 2 di contenimento del virus e ripresa delle attività sociali. Il tutto all’insegna di un elemento che è più forte di qualsiasi virus: i rapporti umani.

“Abbiamo avviato rapidamente – spiega il presidente Flavio Bellomo – sia lo smart working per i dipendenti che possono lavorare da casa che il giusto distanziamento per chi deve continuare a operare in cantina, rispondendo così prontamente a tutti gli ordini dei clienti, principalmente della grande distribuzione, che ci stanno continuando ad arrivare. Abbiamo avviato una sanificazione periodica della cantina, che si è aggiunta alle consuete pulizie che già effettuavamo. Siamo anche vicini alla nostra rete vendita di 100 agenti, supportandoli in questo momento in cui i clienti del settore Horeca (hotel, bar, ristoranti e catering, ndr) sono chiusi e anzi ideando per loro una speciale edizione della nostra Cuvée Jadér: le bollicine portano ora in etichetta un cuore e delle mani multicolori che s’incontrano, con la scritta ‘Vicini con il cuore’ per lanciare un messaggio di speranza per il futuro. Futuro che è già presente nelle vigne, dove le viti hanno iniziato l’attività vegetativa: anche ai nostri soci, all’opera pure durante l’emergenza, va il nostro pensiero in questa Pasqua così diversa da quelle a cui eravamo abituati”.

Il mondo è cambiato in poche settimane, filiera del vino compresa. “Ma abbiamo ritarato rapidamente la nostra ‘macchina’ produttiva – aggiunge il direttore commerciale Mirko Bellini – rispondendo alle esigenze della grande distribuzione, sia in Italia che in altri Paesi esteri come Usa e Regno Unito in cui l’emergenza si è palesata dopo. Tutto questo grazie alla disponibilità dei nostri dipendenti che ci hanno permesso di continuare a lavorare nonostante le condizioni limitative in essere. Ma siamo ancora vicini ai nostri clienti dell’Horeca, ai bar e ristoratori italiani che da oltre un mese sono chiusi: per questo lanciamo un appello affinché interventi di sostegno siano distribuiti su tutta la filiera, non solo sui produttori ma anche sull’ambito commerciale, Horeca compreso, fino ad arrivare al consumatore finale. Solo uniti riusciremo a tornare forti: tutto ripartirà dai rapporti umani, che La Delizia ha sempre saputo coltivare. Il mese di marzo ha già fornito i primi dati sull’effetto Coronavirus sul sistema economico, in particolare vendite e incassi. Il quadro è chiaro, pertanto è il momento di intervenire trasformando le promesse ed aiuti in azioni concrete sulla filiera produttiva commerciale. Noi friulani, nella nostra storia, abbiamo già affrontato alcune ‘ripartenze’ dopo eventi molto dolorosi, come per esempio il terremoto: questa volta vogliamo farlo assieme a tutta l’Italia”.

“Horeca (acronimo di Hotellerie-Restaurant-Café, ma la terza parola viene a volte identificata con Catering, o altre similari) è un termine commerciale che si riferisce al settore dell’industria alberghiera”. (Da Wikipedia)

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In copertina, Mirko Bellini e l’etichetta di Jader “Vicini con il cuore”.

Allevatori, oggi in Fvg ripartono i controlli dei tecnici nelle stalle

di Gi Elle

Dopo un mese di stop deciso a causa del Coronavirus, e ora che si sono concluse le festività pasquali, oggi 14 aprile ripartono i controlli nelle stalle del Friuli Venezia Giulia. Tornano infatti nelle aziende i tecnici dell’Associazione allevatori Fvg. Sospesi i controlli funzionali dallo scorso 11 marzo, a garanzia della salute dei propri dipendenti e dei soci, i vertici dell’associazione hanno quindi deciso dinanzi al rallentamento dell’epidemia di Covid-19 di ripartire con l’attività. Che sarà imponente se si considera che l’Aafvg controlla più dell’80% della produzione di latte e il 90% dei caseifici per un totale di 3.300 giornate di controlli all’anno e più di 220mila analisi.

Il direttore Andrea Lugo.

“Con il lockdown noi siamo rimasti al lavoro – ricorda il direttore dell’associazione, Andrea Lugo -, anche se abbiamo ridotto l’attività nelle stalle degli associati sia a tutela del nostro personale che degli stessi allevatori. Far girare i tecnici per tre, quattro stalle al giorno non ci è parso opportuno. La norma ce l’avrebbe consentito, ma dinanzi alla crescita esponenziale dei contagi, alla paura delle persone e alla difficoltà di reperire i dispositivi di protezione individuale abbiamo preferito fermare quella parte di attività. Siamo andati avanti, invece, con i controlli che la legge impone – prosegue Lugo -, come l’analisi del latte e dei formaggio nei caseifici”.  Quindi, con i numeri dell’epidemia in calo, l’associazione ha deciso di tornare gradualmente a regime, con la massima cautela e attenzione attuando tutte le precauzioni previste dai decreti. Per cui i 30 tecnici impegnati nella raccolta dei campioni di latte e in laboratorio tornano in attività a partire proprio da oggi.
L’emergenza ha dimostrato ancora una volta il ruolo ruolo strategico della zootecnia sia per i risvolti sul piano economico e occupazionale che per il ruolo fondamentale giocato dal settore nell’approvvigionamento alimentare. Fondamentali il lavoro e la professionalità degli allevatori italiani e dell’Associazione Allevatori Fvg che, come detto, controlla una consistente fetta del patrimonio zootecnico Fvg che conta su circa 100 mila bovini da latte, 200mila suini e 25 aziende caprine.
Nel contempo, gli allevatori rilanciano l’appello a consumare latte e prodotti lattiero-caseari Fvg e più in generale italiani. Un appello questo rivolto in particolare ai consumatori, mentre alle istituzioni e ai componenti delle varie filiere “chiediamo di sostenere e riconoscere il valore indiscusso e la necessità primaria della zootecnia regionale e nazionale – afferma il presidente dell’Aafvg, Renzo Livoni -. Chiunque, soprattutto in questo contesto di grave crisi, ponga in atto azioni speculative è bene si renda conto del danno irreparabile che verrebbe causato all’allevamento e a ruota al sistema Paese”.

Alcuni tipici formaggi di malga in mostra. (Foto Claudio Rizzi)

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In copertina, bovine allevate in Fvg: da oggi tornano i tecnici nelle stalle.

Vigneto Friuli, è primavera ma con incubo vendemmia

di Claudio Fabbro

Già il fatto di aver mutuato frasi lette o ascoltate in altre sedi o momenti conferma che la certezza, ma anche la fantasia, in questo momento non viaggiano col turbo, bensì con un modesto “Landini a testa calda“, trattore probabilmente sconosciuto al millennial, salvo chi va ancora in qualche museo di agricoltura di persona e non sui social.  E poi c’è il “Coronavirus” che – chi va di fretta (oggi? per andare dove?) preferisce “Covid-19” – sta segnando un momento epocale fra prima (che fra un elicottero e un drone già ci sembrava futuro) e dopo, cioè quanto ci aspetta al varco, senza sapere chi e cosa sia.
Viaggiare nel buio a fari spenti crea angoscia; se insisti o trovi il fossato o il palo della luce. Pertanto, quanto leggeremo in futuro su questa esperienza virale traumatica ed imprevista invaderà le edicole, che fino a pochi mesi fa hanno vissuto bene riproponendo scritti relativi a due altri traumi e cioè la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Ovviamente, spunteranno santoni che già lo avevano previsto, leggendo la mano o l’oroscopo altrui. Quindi ci sarà lavoro per molti faccendieri.

Vicina l’ora dei primi trattamenti.

Cantina a “chilometro zero”

Ma ci sarà lavoro anche per altre categorie, quali gli avvocati ed i magistrati (con ben quattro autodichiarazioni, elasticamente interpretabili, in un mese è inevitabile che le sanzioni, a fine pandemia, supereranno il numero dei contagiati!).
Grande lavoro anche per psicanalisti, psicoterapeuti e psichiatri (ogni riferimento al grande Basaglia è puramente casuale).
Dovranno lavorare sodo anche i dietologi, poiché in un piccolo appartamento con un grande frigo il percorso avviene in automatico.
Se poi la cantina è a “chilometro zero” allora il cerchio si chiude.
Infine, le Pompe funebri: ora stanno lavorando alla grande; in futuro ancora di più.
Previsioni pessimistiche o realistiche? Parliamone.

Malattie funginee sempre in agguato.

Quando raccogliere: 2021?

Ma torniamo al Vigneto Friuli a noi più familiare della psicanalisi. Nelle vigne, dopo le potature, in aprile già si stanno preparando gli atomizzatori, dosando gli anticrittogamici per i primi trattamenti contro Oidio e Peronospora che alla prossima precipitazione (regola dei “tre 10″… cioè 10 gradi di temperatura, 10 mm di pioggia e 10 cm dei germogli) presenteranno il conto.
E con i trattamenti si dovrà andare avanti fino a luglio, con una coda forse in agosto (ma fra “viti resistenti” e cambiamenti climatici in futuro probabilmente si vendemmierà ai primi di agosto, non solo per farne bollicine…).
Dunque, fra tre-quattro mesi, il vignaiolo dovrà aggiungere al vino di cui ha le cantine già piene a metà (ovvio, se il cliente beve il doppio – ma solo in casa, con enoteche e trattorie ko -, ma deve ancora saldare): è il caso di riflettere cosa fare della vendemmia 2020.
Quindi già si interroga: gli conviene continuare a fare costose irrorazioni e farsi fare preventivi per nuove vasche inox, che dovrà collocare in giardino avendo già le cantine full, oppure riflettere se rinunciare al prossimo raccolto e pensare già al 2021?
Questa sarebbe una scelta epocale, drammatica, storicamente non nota (almeno a me).
E se poi tutto si normalizza, come potrà vivere la vite, seppur ben trattata, reggendo quei meravigliosi grappoli mai raccolti?
Interrogativi cui chi scrive non è in grado di rispondere, ma sono ipotesi da non scartare.
Conclusioni, ovviamente, non è il caso di trarne.

E poi d’estate bisogna irrigare.

Ma c’è la creatività

La creatività e la voglia di andare comunque avanti, soprattutto nelle aziende che hanno forze giovani ed hanno saputo ben gestire il ricambio generazionale, è stata ed è, in questa occasione, ammirevole. Basti pensare alle piccole e medie aziende vitivinicole che stanno facendo consegne a domicilio h 24, agli anziani che hanno sempre schivato cellulari e computer ed ora, soccorsi dai nipoti, loro malgrado si ritrovano sulla tastiera davanti al monitor, invece di godersi “Linea Verde “ o speciali radiotelevisivi del genere a loro più familiari, nazionali o nostrani.
Scoprono, nella neo lingua, che frontale è sostituito da remoto!
Mancano tremendamente, dopo una giornata in vigna, la partita a carte, la bottiglia in compagnia, il confronto su politica, squadra di calcio del cuore e conversazioni tradizionali per chi vive ed ama il mondo contadino. Un comparto, questo, che per gli ampi spazi in cui si muove l’agricoltore (vuoi mettere la triste vita condominiale!), per la manualità quotidiana e per i tanti interessi che offre la natura dovrebbe essere l’ultimo ad entrare in depressione.
Almeno così si spera!

Claudio Fabbro però invita a sperare.

info@claudiofabbro.it

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In copertina, la vite durante il “pianto”: fase conclusa che lascia spazio alla ripresa vegetativa.

(Foto di Claudio Fabbro)

Fvg, agriturismo ko per Coronavirus: ormai persi 45 milioni

di Gi Elle

Agriturismo Fvg ko a causa della gravissima epidemia da Coronavirus. Per la Pasqua ormai imminente azzerate tutte le prenotazioni, ma stessa sorte è toccata anche a quelle di mezza estate. Per cui il danno è enorme anche se riferito a una piccola regione come la nostra: perso, infatti, completamente un flusso di 35 mila turisti per un valore di 45 milioni di euro.
Nei 670 agriturismi del Friuli Venezia Giulia transitano, in media, oltre 70mila persone l’anno (il 2 per cento di quelli che utilizzano in Italia, complessivamente, queste strutture per trascorrere, tutto o in parte, il loro periodo di vacanza). Di questi, oltre 32 mila sono stranieri (circa il 46 per cento), attratti non solo dalle bellezze ambientali e paesaggistiche ma anche dall’offerta enogastronomica tipica e di qualità, volàno sempre più imprescindibile nel supportare il movimento turistico in generale.

Philip Thurn Valsassina


Un flusso praticamente dimezzato, se consideriamo che tutte le celebrazioni religiose della stagione (Cresime, Prime Comunioni…) sono state annullate dalla pandemia da Covid-19, come pure le vacanze pasquali, nonché quelle dei tradizionali “ponti” del 25 aprile, del 1° maggio e della Pentecoste, molto amate e frequentate soprattutto dai turisti di lingua tedesca. Inoltre, continuano a fioccare le disdette per i primi mesi estivi – sottolineano in Confagricoltura Fvg, l’organizzazione imprenditoriale guidata da Philip Thurn Valsassina – e restano molti dubbi che la mobilità turistica possa avere un colpo di coda positivo ad agosto e settembre. Insomma, il settore agrituristico regionale è praticamente in ginocchio, con i suoi 4.434 posti letto e 27.579 coperti inutilizzati, con un danno stimato, per questo periodo, che come dicevamo all’inizio è di oltre 45 milioni di euro. Peggio di così…

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In copertina e qui sopra offerte agrituristiche in Friuli Venezia Giulia.

 

Ortofrutta solidale per i malati del Coronavirus

di Gi Elle

Quando anche l’ortofrutta può essere un efficace veicolo di solidarietà in tempi difficili come questi del Coronavirus. Ecco, allora, che vi segnaliamo questo bellissimo esempio che ci arriva da Bologna – capoluogo di una regione fra le più provate dall’emergenza sanitaria – e che vede al centro della importante iniziativa un docente dell’Università felsinea, il professor Andrea Segrè, originario di Trieste e che è molto noto pure in Friuli Venezia Giulia per la sua campagna anti-spreco alimentare.

Il presidente Caab Andrea Segrè.

Arance, mele, pere e clementine, ma anche fragole, finocchi, gentilina, trocadero, radicchio rosso, zucchine e pomodori sono, infatti, una corposa selezione dei prodotti ortofrutticoli freschi e stagionali sarà fornita gratuitamente, due volte alla settimana, da Caab – Centro Agroalimentare di Bologna, d’intesa con Fedagro Acmo Bologna che riunisce gli operatori grossisti del Caab, ai reparti Covid-19 del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi. L’iniziativa, concordata con la Fondazione Sant’Orsola, trova la collaborazione di Cofamo per la realizzazione delle consegne, previste ogni martedì e giovedì mattina a partire dalla prima fornitura recapitata ieri 2 aprile: per ogni prodotto sono stati consegnati una media di 4/5 colli destinati alla fruizione non solo dei pazienti, ma anche di medici e infermieri. «In questa emergenza – ha commentato il presidente della Fondazione Sant’Orsola, Giacomo Faldella – Bologna sta mostrando il proprio volto migliore. Le preoccupazioni per la salute, così come le paure per il futuro dell’economia, non ci stanno portando a chiuderci ma ad essere più solidali, ad aver cura insieme delle esigenze della comunità. Questa iniziativa è un ottimo esempio di tutto ciò e farà sentire ancor più a tutto il personale l’abbraccio della città».

«Sentirsi parte di una comunità significa testimoniare concretamente la propria solidarietà, anche e soprattutto nei momenti che richiedono coesione e partecipazione attiva a sostegno della salute pubblica e della ripresa – ha spiegato il presidente Caab, il citato Andrea Segrè -. Per questo abbiamo preso contatto con la Fondazione Sant’Orsola e, d’intesa con Fedagro Acmo e altre realtà cittadine, abbiamo avviato questa iniziativa che proseguirà sino alla conclusione dell’emergenza». «Stamane da Caab al Policlinico Sant’Orsola sono transitati circa 2 quintali e mezzo di ortofrutta – ha osservato il direttore generale Caab, Alessandro Bonfiglioli –. Pensiamo sia importante dare un piccolo segno di vicinanza ai nostri medici che stanno svolgendo un compito eroico con una dedizione incredibile in condizioni di lavoro estreme. Facilitarli nel reperimento dei prodotti di prima necessità per consentire a loro e ai degenti una sana e corretta alimentazione, che aiuti a potenziare le difese immunitarie naturali, è quanto abbiamo pensato di fare insieme ad Acmo e Cofamo».
«L’iniziativa – aggiunge Valentino Di Pisa, presidente di Fedagromercati – rientra in un progetto più ampio, promosso da Fedagro su scala nazionale per donare frutta e verdure agli ospedali delle proprie città e già avviato ad esempio a Torino, Genova, Firenze, Bergamo e Treviso. È un gesto semplice ma autentico per trasmettere a tutto il reparto Covid, la vicinanza ed il sostegno dei grossisti del Mercato in un momento drammatico come questo. Ci impegneremo ad inviare due volte alla settimana i prodotti che riterremo migliori per freschezza e stagionalità oltre ad assecondare eventuali richieste specifiche che ci dovessero pervenire». «Con la volontà di essere parte attiva in questo momento di grande difficoltà, il Cda della Cofamo – ha spiegato il vicepresidente Luca Poggioli – ha aderito con immenso piacere all’iniziativa per la fornitura omaggio di frutta e verdura per i reparti Covid del Policlinico Sant’Orsola, mettendo a disposizione dell’iniziativa i servizi di movimentazione erogati dalla Cooperativa all’interno del Mercato Ortofrutticolo e i propri mezzi per la consegna».

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In copertina e all’interno immagini del Centro Agroalimentare di Bologna.