Dal Fondo di rotazione liquidità alle imprese dell’agroalimentare

“Attiviamo un’apposita sezione contabile del Fondo di rotazione in agricoltura, lo strumento finanziario regionale dedicato alle imprese della filiera agroalimentare, ‘mettendo in campo’ un programma di interventi anticrisi Covid-19 per istituire una nuova tipologia di finanziamento che anticipa alle imprese le spese di conduzione e per adattare al contesto di crisi i finanziamenti agevolati già attuati dal Fondo”. Lo ha sottolineato – come informa una nota Arc – l’assessore alle Risorse agricole, Stefano Zannier, in merito all’emendamento della Giunta regionale al ddl 85 “Ulteriori misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.
“Le imprese del comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia – ha spiegato Zannier – accusano eccezionali difficoltà finanziarie, in primo luogo di liquidità. La norma consentirà al Fondo di rotazione di poter prontamente realizzare interventi di sostegno mirati, incisivi ed efficaci, così come è richiesto dal momento. Il sistema produttivo agricolo è a rischio di sopravvivenza e necessita di un intervento straordinario sia nelle dimensioni, dell’ordine di decine di milioni, che nella tempistica e questo intervento l’Amministrazione può provare a realizzarlo con il Fondo di rotazione agricolo in sinergia con il sistema bancario regionale.
L’emendamento – come ha ancora illustrato l’esponente della Giunta Fedriga – propone inoltre una moratoria delle rate dei finanziamenti in essere del Fondo, da realizzarsi a favore delle imprese con modalità diverse rispetto alle classiche sospensive, in modo da non privare il Fondo dei rientri indispensabili al prosieguo dell’attività. La norma, di fatto, demanda ad un tavolo negoziale tra la Regione ed il sistema creditizio la definizione di un meccanismo attraverso il quale le banche, pur concedendo alle imprese la sospensiva delle rate, verserebbero comunque al Fondo gli importi corrispondenti alle quote di ammortamento sospese, ricevendo per questo un compenso.
“In questo modo – ha concluso l’assessore Zannier – il Fondo potrebbe continuare a garantire, oltre agli interventi sulla liquidità, l’ordinario supporto ai progetti di investimento delle imprese, il ché per le sorti del tessuto produttivo, ha una valenza altrettanto imprescindibile”.

L’assessore Stefano Zannier.

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In copertina, prodotti della norcineria tradizionale carnica.

Agricoltura e pesca in difficoltà: è urgente intervenire

Proroghe dei termini di pagamento, anticipi finanziari su canali ordinari, costituzione di fondi specifici e in generale accesso a una maggiore liquidità: sono questi alcuni dei provvedimenti urgenti richiesti al Governo per il comparto agricolo e della pesca da parte dell‘assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier. Lo ha comunicato lo stesso assessore nel corso della riunione, tenutasi in videoconferenza, con tutti i rappresentanti regionali delle categorie di comparto. Un tavolo tecnico – riferisce una nota Arc – voluto da Zannier e riunito settimanalmente per raccogliere e condividere informazioni sulla crisi del settore agricolo e ittico determinata dalla pandemia per il Covid-19.

“Ho informato il tavolo di crisi di tutte le interlocuzioni avute con il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali e con le altre Regioni per la condivisione dei provvedimenti e delle proposte da avanzare al Governo” ha informato Zannier, specificando che “in generale, raccogliendo le istanze provenienti dalle imprese, abbiamo avanzato una forte richiesta di liquidità che non trova adeguata copertura nei provvedimenti nazionali”. L’esponente della Giunta Fedriga si è anche fatto portatore di una richiesta specifica per il settore lattiero-caseario: “Ho sollecitato il ministro alla Salute a fornirci i dati del latte estero conferito in regione e lavorato da trasformatori del Friuli Venezia Giulia; avere un quadro dettagliato dei conferimenti dall’estero, pur utilizzando questi dati strettamente nell’ambito dell’attività interna alla regione, ci consentirebbe di attuare politiche per favorire, in questo particolare momento, l’utilizzo di latte di produzione regionale”.

È stata, inoltre, richiesta l’istituzione di un fondo specifico per la filiera florovivaista o quanto meno la previsione di protocolli di attività che consentano alle aziende di questo specifico settore di continuare a lavorare. Zannier ha infine confermato la disponibilità della Commissione europea ad avviare una rimodulazione dell’Organizzazione comune del mercato (Ocm), ovvero della regolamentazione unica dell’Unione europea che disciplina il comparto, definendo sia le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende. Un tavolo tecnico tra Regioni e Ministero è stato avviato per fare una sintesi delle proposte da portare in Commissione, con particolare riguardo all’Ocm vino.

Coltura di soia in Friuli.

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In copertina, ecco due pescatori al lavoro nel porto di Grado.

Il Coronavirus da oggi ferma anche i pescasportivi

Il Coronavirus ferma anche i pescasportivi del Friuli Venezia Giulia. Con propria ordinanza, l’Ente tutela patrimonio ittico (Etpi) ha sospeso infatti da oggi 21 marzo, e sino al perdurare delle misure di emergenza per il contenimento del Covid-19 disposte dal Governo nazionale, l’attività di pesca sportiva in tutte le acque interne della nostra regione. Al momento, quindi, l’ordinanza è in vigore fino al 3 aprile, ma con possibilità di proroga nel caso in cui i termini di validità delle disposizioni nazionali venissero spostati in avanti. “Si è deciso di adottare questo provvedimento – ha spiegato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier – in quanto molti pescatori continuano a rivolgersi ai nostri uffici manifestando l’interesse a praticare l’attività, nonostante i ripetuti richiami alla necessità di non muoversi sul territorio se non per esigenze di lavoro, motivi di salute o stato di necessità. Questi pescatori, ciascuno con una propria interpretazione delle norme adottate, non si rendono probabilmente conto delle conseguenze che un comportamento errato può avere sulla salute di tutti i cittadini e anche sulla loro fedina penale”.

Il provvedimento – come si legge in una nota Arc – stabilisce in modo perentorio che ogni attività di pesca sportiva venga sospesa, prevedendo altresì di dare massima diffusione alla notizia, che interessa oltre 13mila pescatori residenti in regione, tramite la sua pubblicazione sul sito web dell’Etpi e l’invio di un’apposita comunicazione alle 144 associazioni di pescatori. Lo stop dell’Etpi arriva pochi giorni prima di quello che per la stragrande maggioranza dei pescatori regionali è vissuto come il momento clou dell’attività, ovvero l’avvio della stagione di pesca alla trota, in programma per il 29 marzo prossimo.
“Nonostante l’emanazione dell’ordinanza della Protezione civile del 19 marzo, che dispone il divieto di svolgere attività motorie o sportive, nonché di effettuare passeggiate o comunque di intrattenersi in aree frequentate da più persone contemporaneamente, si è preferito adottare un provvedimento che si basa sul divieto di spostamento del singolo, indipendentemente dalla presenza di altre persone, liberando tutti da qualsiasi dubbio interpretativo”, ha precisato Zannier. Come ha osservato ancora l’assessore, “questo provvedimento è stato richiesto anche da numerosi utenti e ha trovato approvazione da parte del Comitato ittico, l’organo consultivo della Regione per le questioni legate alla gestione ittica in cui sono rappresentate tutte le categorie di portatori di interesse coinvolti nei processi decisionali”.

L’adozione del divieto di pesca espone gli eventuali trasgressori non solo alle sanzioni amministrative legate alla violazione della normativa regionale, ma anche alla possibile applicazione delle sanzioni penali previste per l’inosservanza delle disposizioni emanate per il contrasto del Coronavirus. Ciò in quanto l’esercizio della pesca sportiva non rientra nel novero delle necessità che possano spingere il cittadino a spostarsi sul territorio. Il testo dell’ordinanza e tutte le informazioni relative alla successiva riapertura della pesca sono disponibili nel sito web www.etpi.fvg.it

Ecco un fiume friulano.

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In copertina, un pescasportivo nelle acque interne Fvg.

(Foto dal sito ufficiale Etpi)

Gravi danni da cimice: 80 milioni anche per il Fvg. Plaude Confagricoltura

di Gi Elle

Ci sono 80 milioni di euro per intervenire contro i gravissimi danni causati anche in Friuli Venezia Giulia dalla famigerata cimice asiatica che ha invaso le coltivazioni, soprattutto del Codroipese e della Bassa pianura. Per Confagricoltura Fvg è, infatti, una buona notizia la decretazione del Ministero delle Politiche agricole per la dichiarazione dello stato di calamità e per l’avvio del ristoro degli ingenti danni subiti dai produttori, nel 2019, per l’infestazione di Halyomorpha halys – questo il nome scientifico del temutissimo insetto – nella nostra regione, in Lombardia ed Emilia Romagna.

Philip Thurn Valsassina

«È stata accolta – osserva Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg – la nostra richiesta di intervenire al più presto con il Fondo di Solidarietà Nazionale che è stato appositamente finanziato con 80 milioni dall’ultima legge di bilancio. In particolare, potranno essere concessi: contributi in conto capitale fino all’80 per cento del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria; prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale nell’anno in cui si è verificato l’evento e in quello successivo; proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell’anno in cui si è verificato l’evento; esonero parziale (fino al 50 per cento) dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e dei propri dipendenti. Però – specifica Thurn Valsassina – per gli agricoltori danneggiati e ora nel pieno manifestarsi dell’emergenza Covid-19 sarà opportuno ampliare i termini per la presentazione delle domande di intervento. Attendiamo che terminino in tempi rapidi le istruttorie nelle altre regioni, per provvedere così a una nuova dichiarazione dello stato di calamità. Andrà poi varato, al più presto, il decreto che consenta l’utilizzo degli antagonisti naturali della cimice». A questo, ultimo passaggio, dopo l’approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente, manca solo il via libera della Conferenza Stato-Regioni.

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In copertina, la cimice asiatica: gravissimi i danni provocati in Fvg.

 

Allevatori, incontri annullati per Coronavirus fino a domenica

Anche l’Associazione allevatori Fvg fa i conti con l’epidemia del Covid-19 annullando i vari incontri tecnici in programma per questi giorni. “In conformità con le disposizioni di legge, atte a contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus, ci troviamo costretti ad annullare gli incontri e i corsi di formazione previsti per questa settimana sperando di poterli recuperare al più presto – fa sapere il direttore dell’Aafvg, Andrea Lugo, spiegando che l’annullamento degli eventi ha scopo precauzionale, per evitare l’eventuale diffusione del virus che invece non interessa, non almeno direttamente, l’attività degli allevamenti. “Il virus non interessa gli animali”, ha infatti precisato.
Sono, dunque, annullati il corso di formazione per operatori di inseminazione artificiale bovina previsto da oggi al 27 febbraio, quello per addetti alla mungitura in agenda per il 26 e l’incontro del 27 febbraio dedicato all’allevamento suino. Annullata anche la due giorni di festa “Rifugiamoci” organizzata al rifugio Divisione Julia a Sella Nevea per il fine settimana del 29 febbraio e 1 marzo.