Assoenologi, auguri e riflessioni domani online sul settore vitivinicolo Fvg

(g.l.) Lo scambio degli auguri per le imminenti festività e per un anno di maggiori certezze, ma anche una importante occasione per tracciare un bilancio del settore vitivinicolo e per formulare qualche riflessione sul breve-medio periodo, alla luce di un’emergenza sanitaria che purtroppo continua a perdurare, tanto che le previsioni a lunga scadenza risultano più difficili. Tutto questo, per Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, avverrà domani, nuovamente attraverso la rete web.
«Anche quest’anno – afferma, infatti, il presidente regionale Rodolfo Rizzi -, per i noti motivi legati al Covid-19, i tradizionali auguri di Natale, al posto di un accogliente ristorante, l’Assoenologi Fvg è costretta ad organizzarli online. L’appuntamento è stato fissato per martedì 21 dicembre alle ore 18.30 sulla piattaforma Gotomeeting». All’incontro presenzieranno, come l’anno scorso, anche il presidente nazionale Assoenologi, Riccardo Cotarella, il direttore Paolo Brogioni e i rappresentanti istituzionali del settore vitivinicolo regionale.
Proprio per i motivi purtroppo ancora legati alla recrudescenza pandemica, è infatti saltata la cena natalizia che era stata programmata nei giorni scorsi a Buttrio, per cui ad Assoenologi Fvg non è rimasto che optare nuovamente per le grosse opportunità offerte dalla rete. La quale già l’anno scorso aveva dato modo di realizzare attraverso gli schermi dei computer un vero e proprio convegno, consentendo anche a chi è lontano – come appunto il presidente nazionale e il direttore generale – di partecipare non solo per la formulazione degli auguri, ma anche per esprimere interessanti considerazioni sulla situazione del settore della vite e del vino. Opportunità che sarà, dunque, offerta anche quest’anno. E di motivi di approfondimento e riflessione ce ne sono sempre tanti.

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In copertina, Rodolfo Rizzi con il presidente Riccardo Cotarella.

 

Magici “intrecci” autunnali a Strassoldo con vivaisti di nicchia e artigiani

Da 23 anni i Castelli di Strassoldo, nell’omonima località friulana (fra i Borghi più Belli d’Italia), in Comune di Cervignano, ospitano in primavera ed in autunno due raffinati eventi dedicati all’artigianato e al florovivaismo d’eccellenza. Per dare un segnale di continuità e di speranza, in questi luoghi incantati della pianura friulana sono state studiate nuove vie per non far mancare al pubblico, in tutta sicurezza, le rassegne tanto attese, utilizzando innanzitutto gli ampi spazi esterni del Castello di Sopra, proponendo poi nuovi percorsi, coinvolgendo una folta squadra di sicurezza e introducendo un rigoroso protocollo di protezione attinente alle normative Covid-19. Immutato resta il fascino delle passate edizioni.

Il prossimo appuntamento sarà dunque il 15, 16 e 17 ottobre con “Magici Intrecci Autunnali”. Fra i suggestivi addobbi (ogni volta diversi, sono una caratteristica che distingue da sempre gli eventi di Strassoldo) e il fascino antico del sito, il richiamo sarà sempre quello degli artigiani, degli artisti e dei vivaisti d’eccellenza rigorosamente selezionati che attenderanno i visitatori all’ombra degli alberi secolari e delle possenti colonne dell’Orangerie del Castello di Sopra, vicino ad antichi pozzi ed aiuole fiorite, lungo un suggestivo percorso che si dipanerà nei giardini della Vicinia, nel Parco, nel Brolo e nella Cancelleria del maniero.

I maestri artigiani proporranno décor e arredi per la casa e il giardino, abbigliamento, cappelli, borse, tappeti e sciarpe tessuti a telaio, creazioni in oro, argento, pietre preziose, carta, pelle, ferro, lana cotta, stoffe preziose, legno, ceramica, fildiferro, cera e molti altri raffinati oggetti difficili da trovare altrove, selezionati con cura dalla padrona di casa, ideali anche per un regalo di Natale raffinato e inconsueto. Gli appassionati di giardinaggio troveranno alcuni dei migliori vivaisti italiani, con piante rare, antiche e particolari. Per i più golosi, non mancheranno specialità alimentari di piccoli laboratori artigianali, come cioccolate, torte glassate, biscotti e pasticcini artigianali, primizie dell’orto e derivati e olio extravergine d’oliva provenienti dall’Umbria, vero aceto balsamico di Modena e originali condimenti estratti da una vasta collezione di peperoncini coltivati in Friuli.

A corollario, belle iniziative collaterali, tra le quali un piccolo angolo ristoro curatissimo e sicuro, una mostra di galline ornamentali, visite guidate al Castello e altro. Il fascino del luogo e dei suoi giardini sarà esaltato dal profumo di muschio e dall’incedere dell’autunno, che tingerà le corolle delle Hydrangee delle più svariate sfumature di rosa, mentre le foglie degli alberi secolari vireranno al giallo, al rosso, all’arancione e al viola e si staccheranno danzando dai rami tappezzando lentamente l’erba ancora verdissima.
L’evento si terrà anche in caso di pioggia, per cui si consiglia di munirsi di scarpe comode e impermeabili, come d’uso per queste iniziative di campagna.

Orari
Venerdì 15 ottobre: ore 14-19
Sabato 16 e domenica 17 ottobre – ore 9-19
Ingresso: Adulti € 10. Bambini 6-12 anni € 6. Bimbi 0-6 anni gratis.
Per saltare la fila e accedere velocemente all’evento, è consigliabile (ma non obbligatorio) acquistare il biglietto online su www.vivaticket.com

Per informazioni: www.castellodistrassoldo.it – IG e FB: castelli di strassoldo e/o castellodistrassoldodisopra
Info: eventi@castellodistrassoldo.it

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In copertina, una suggestiva immagine del Castello di Sopra a Strassoldo; all’interno, addobbi in giardino e all’interno.

 

A Buttrio torna la Fiera regionale dei vini, “piccolo Vinitaly” in chiave Fvg

(g.l.) Riecco la Fiera regionale dei vini di Buttrio, il piccolo Vinitaly in chiave Fvg! Dopo un lungo inverno segnato dalla pandemia, la Pro Loco e il Comune di Buttrio vogliono, infatti, lanciare un messaggio di speranza e ottimismo per il futuro: torna, così, la rassegna enologica che figura, a buon diritto, fra le più antiche d’Italia – ma c’è pure chi assicura sia la più longeva! -, visto che questa sarà la sua 88ma edizione. Il 19 e 20 giugno Villa di Toppo-Florio, dopo lo stop dello scorso anno causa l’emergenza sanitaria, sarà quindi nuovamente al centro della proposta vinicola di eccellenza del Friuli Venezia Giulia, anche grazie alla partnership confermata con la “Guida ai Vini Buoni d’Italia” del Touring Club Italiano che è un prezioso vademecum ai vini autoctoni nazionali.

In attesa di conoscere il programma, che sarà ufficializzato nei prossimi giorni, si sa già che ci sarà un momento di approfondimento in stile talk show sulle sfide del mondo del vino ora che la ripartenza post Covid-19 è sempre più vicina e con massima attenzione alla sostenibilità, nonché le consuete degustazioni guidate dei migliori vini del territorio regionale e d’Italia. Un momento sicuramente importante, quello del dibattito, anche perché riprenderà certi temi che sono stati affrontati nel recentissimo webinar di Assoenologi Fvg, di cui abbiamo riferito domenica scorsa e che ha suscitato notevole interesse fra gli addetti del settore vitivinicolo. Funzionerà anche l’enoteca, il cui banco d’assaggio sarà dedicato ai migliori vini autoctoni del Vigneto Fvg, il tutto ovviamente rispettando le misure anti-contagio e con ingresso contingentato all’area festeggiamenti e su prenotazione agli eventi.
«Stiamo allestendo un programma con interessanti proposte e spunti – spiega il presidente della Pro Buri, Emilio Bardus -: ripartiamo da dove ci eravamo fermati con tanto entusiasmo, tra le prime Pro Loco del Friuli Venezia Giulia a organizzare qualcosa per l’estate. I nostri volontari sono pronti ad accogliere i visitatori, consci che era fondamentale non saltare per due anni la Fiera, amata non solo dai cittadini di Buttrio, ma anche da numerose persone del resto del Friuli Venezia Giulia e oltre».

«Attraverso questa manifestazione – aggiunge Tiziano Venturini, assessore comunale alle Città del Vino (associazione nazionale di cui è stato recentemente confermato coordinatore Fvg), alla promozione turistica e allo sviluppo economico – vogliamo tornare a ragionare e progettare attorno al vino, elemento di forza del nostro territorio, per una ripartenza che è ormai a portata di mano. In tal senso, il talk show sarà ricco di idee progettuali. La comunità, dopo mesi difficili, potrà tornare a ritrovarsi, in sicurezza e in serenità. Finalmente è tornato il tempo di brindare». Tutti i dettagli verranno forniti attraverso il sito www.buri.it e i canali social della Pro Loco.

ORGANIZZATORI. La Fiera Regionale dei Vini di Buttrio è organizzata da Pro Loco Buri, Comune di Buttrio e Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia, con l’importante sostegno della Fondazione Friuli e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Si tiene in collaborazione con la Guida Vini Buoni d’Italia del Touring Club Italiano e il Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, di PromoturismoFvg, della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, dell’Associazione nazionale Città del Vino, del Servizio civile universale. Partner preziosi CiviBank, Vitis e Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

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In copertina e qui sopra due suggestivi scorci dei vigneti di Buttrio in pieno sviluppo vegetativo.

(Le immagini dei calici sono di Bluefoto)

Un altro stop per “Sapori Pro Loco”: l’enogastronomia tipica nel 2022

(g.l.) Anche quest’anno dovremo rinunciare ai piatti tipici e ai vini Made in Fvg di “Sapori Pro Loco”, la bella e importante manifestazione enogastronomica che ormai da parecchi anni, a fine maggio, aveva quale scenario incomparabile Villa Manin di Passariano. Ne dà notizia il presidente del Comitato regionale Unpli, Valter Pezzarini, pur sapendo di deludere molti amanti della buona tavola offerta da tanti paesi del Friuli Venezia Giulia, ma certo di venire incontro alle esigenze locali in questo momento ancora delicatissimo della crisi pandemica. «Abbiamo deciso con senso di responsabilità – afferma infatti – di non effettuare neanche quest’anno la nostra manifestazione “Sapori Pro Loco”, dando appuntamento alla sua tradizionale collocazione di maggio nel 2022».

Il presidente Valter Pezzarini.

Ma, accanto a questa scelta sofferta, è stata espressa soddisfazione da parte del Comitato Fvg delle Pro Loco d’Italia per il disegno di legge approvato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia che stanzia un contributo massimo di 1.500 euro, per le realtà, comprese appunto le Pro, che organizzano eventi e che devono ancora fare i conti con lo stop dovuto al Covid-19. E mentre si attendono dal Governo nazionale le linee guida per la ripresa delle sagre e di altri festeggiamenti, è operativo lo Sportello Sos Eventi di Villa Manin, primo in Italia a essere gestito da un Comitato Unpli. Un servizio a disposizione delle associazioni del Terzo settore della nostra regione per offrire consulenze e supporto circa gli adempimenti amministrativi necessari per l’organizzazione di eventi, anche per quanto riguarda gli aspetti legati alle disposizioni di sicurezza sanitaria e la compilazione e trasmissione delle pratiche telematiche allo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap). La struttura è stata resa possibile dalla Legge regionale 7/2019, che prevede misure per la valorizzazione e la promozione delle sagre e feste locali e delle fiere tradizionali, anch’essa un unicum a livello nazionale.

Il logo del servizio di assistenza.

Da parte del Comitato regionale Pro Loco c’è, dunque, l’invito a guardare al futuro con fiducia, consci che gli eventi facciano parte di un quadro più ampio di rinascita. «Dopo questi mesi di emergenza sanitaria – afferma il presidente Pezzarini – abbiamo comunità che devono essere ricostruite nei legami interpersonali. Il tessuto sociale si è indebolito e non si può far finta di niente pensando che tutto sia come prima: per certi versi siamo in un nuovo mondo, che avrà bisogno anche di nuovi approcci pure nell’organizzazione di eventi. Le feste, svolte in sicurezza e con criterio, saranno un importante primo passo verso la rinascita. Lo sto dicendo anche alle nostre Pro Loco che ci contattano per capire come fare per i prossimi mesi: privilegiate eventi dalle dimensioni ridotte e prettamente all’aria aperta, seguendo le indicazioni che tempo per tempo saranno emanate dagli organi competenti. Sarà un’estate di appuntamenti paesani nel vero senso del termine, ma da questi possiamo ripartire con forza dopo il lungo stop. Grazie alla Regione Fvg per i contributi al Terzo settore, che proseguono l’attenzione rivolta al nostro mondo con l’istituzione dello sportello Sos Eventi».

I mesi estivi saranno dunque quelli che, stando a quanto successo lo scorso anno con la riduzione dell’epidemia (effetto su cui ora incideranno pure i vaccini), permetteranno con più successo di svolgere gli eventi. Per questo da parte del Comitato si è deciso di non caricare ulteriormente un calendario già pieno, rinunciando appunto ancora a “Sapori Pro Loco”, dando appuntamento alla sua tradizionale collocazione fra un anno, che si spera ovviamente migliore. «Spostarla in estate – ha concluso il presidente Valter Pezzarini – e chiedere ai volontari delle singole Pro Loco di essere presenti a Villa Manin, quando invece nei loro paesi c’è un grande bisogno di loro proprio per ricostruire il senso di comunità, non ci sembrava un progetto plausibile. Meglio programmare “Sapori Pro Loco” per il prossimo anno, nella speranza di esserci lasciati l’emergenza sanitaria alle spalle».

L’ultima manifestazione due anni fa.

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In copertina, una volontaria di “Sapori Pro Loco” a Villa Manin.

Viticoltura colpita dai danni del Covid: deroghe per la “vendemmia verde”

(g.l.) Anche vite e vino, come è noto, devono sempre più fare i conti con i pesantissimi contraccolpi dell’emergenza sanitaria, che ora si aggraveranno ulteriormente con le nuove restrizioni in arrivo. Tanto che si sono decise alcune deroghe ai regolamenti Ue per la viticoltura, in particolare per i delegati 884 del 2020 e 1149 del 2016. La maggiore flessibilità – riferisce Il Punto Coldiretti – si è resa necessaria per sostenere il settore vitivinicolo particolarmente colpito appunto dal Covid-19, prima di tutto attraverso il blocco della ristorazione, e per il quale non si prevede un rapido ritorno alla normalità. Nel pacchetto delle modifiche apportate dal Regolamento delegato della Commissione Ue (374/2021) del 27 gennaio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea del 3 marzo si parte dalla possibilità di praticare la “vendemmia verde” per due o più anni consecutivi sulla stessa particella.
Per quanto riguarda poi le operazioni dei beneficiari, la deroga introdotta – prosegue l’organizzazione guidata da Ettore Prandini – prevede che “in casi debitamente giustificati collegati alla pandemia di Covid-19 gli Stati membri possono consentire di attuare senza approvazione preventiva le modifiche introdotte entro il 15 ottobre 2021, a condizione che non pregiudichino l’ammissibilità di nessuna parte dell’operazione e i suoi obiettivi generali e purché non sia superato l’importo totale del sostegno approvato per l’operazione. Il beneficiario comunica la modifica all’autorità competente entro il termine fissato da ciascuno Stato membro». E ancora, viene consentita la presentazione di modifiche da introdurre entro il 15 ottobre 2021 che interessano l’obiettivo dell’intera operazione già approvata. Il beneficiario deve comunicare la modifica all’autorità competente entro il termine fissato da ciascuno Stato membro e per tale modifica è necessaria l’approvazione preventiva dell’autorità competente.
Capitolo pagamenti: per le richieste di pagamento presentate entro il 15 ottobre 2021 gli Stati membri calcolano il sostegno da versare sulla base della superficie determinata tramite i controlli in loco dopo l’attuazione, quando motivi collegati alla pandemia di Covid-19 impediscono di realizzare l’operazione sostenuta sulla superficie totale per la quale è stato chiesto il sostegno. Altre modifiche relative al regolamento 1149/2016 prevedono che il sostegno che va versato solo dopo l’esecuzione dell’intera operazione possa invece essere versato “per le singole azioni realizzate se i controlli dimostrano che non è stato possibile eseguire le azioni rimanenti a causa di forza maggiore o di circostanze eccezionali o se nonostante le azioni rimanenti non siano state eseguite l’obiettivo dell’operazione è stato comunque raggiunto”.
Coldiretti – riferisce infine Il Punto Coldiretti – accoglie con favore le modifiche intervenute che dovranno essere concretamente rese applicabili a livello nazionale per evitare penalizzazioni. In questo senso è assolutamente indispensabile che sia data la possibilità ai beneficiari delle misure di sostegno di modificare gli obiettivi delle operazioni oggetto di contributo al fine di non incorrere nelle penalizzazioni. Accanto a queste deroghe, l’organizzazione si aspetta inoltre che sia recepita la richiesta di prorogare la validità delle autorizzazioni agli impianti in scadenza nel 2021 a tutto il 2022 e che sia concessa a chi ne farà richiesta una proroga di un anno ai beneficiari degli interventi per ristrutturazione e riconversione dei vigneti e per la misura investimenti per completare le operazioni e rendicontare le spese sostenute.

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In copertina, grappoli in crescita: l’epoca della “vendemmia verde”.

 

Premio Mattia Trivelli: domani si conoscerà il miglior piatto con la Pitina

Al Museo dell’arte fabbrile e coltellerie di Maniago, appuntamento domani, 28 febbraio, con la cerimonia conclusiva del Premio Mattia Trivelli, il concorso tra i ristoratori per il miglior piatto a base di Pitina, giunto alla IX edizione. Nel rispetto delle normative in vigore, saranno presenti, opportunamente distanziati, i rappresentanti degli Enti organizzatori (l’Ecomuseo Lis Aganis e l’Associazione Produttori Pitina) e la Giuria; i ristoratori in gara ed il pubblico potranno partecipare virtualmente, assistendo alla diretta che sarà trasmessa a partire dalle 10 sui canali Facebook e YouTube dell’Ecomuseo.
«Con la proclamazione dei vincitori archivieremo l’edizione 2020 – spiega il presidente dell’Ecomuseo, Giampaolo Bidoli – che non si è potuta svolgere in autunno come di consueto a causa della seconda ondata del Covid-19. Siamo soddisfatti e orgogliosi della risposta dei ristoratori che, nonostante le difficoltà di questo periodo si sono messi come sempre in gioco ed hanno aderito con entusiasmo».
Soddisfazione anche da parte dello Ial Friuli Venezia Giulia, che ha ospitato nella Scuola Alberghiera di Aviano i ristoratori in concorso, trasformando i lavori della Giuria in un entusiasmante momento didattico che ha coinvolto docenti e allievi. Per testimoniare il positivo avvio di un nuovo capitolo nella storia del Premio Trivelli, parteciperà alla cerimonia di premiazione la responsabile del settore alberghiero Ial, Anna Gandini. Porteranno il loro saluto il presidente dei produttori di Pitina, Filippo Bier, il sindaco di Maniago Andrea Carli ed il direttore marketing di PromoTurismo Fvg Bruno Bertero.
Annullato (causa Covid) il tradizionale convegno, si pensa fin d’ora alla prossima edizione:  «Già dalle prossime settimane – conferma Bidoli – inizieremo a lavorare per il Mattia Trivelli del decennale, in calendario per l’autunno di quest’anno. Nel ricordo di Mattia Trivelli e con i produttori di Pitina vogliamo sostenere il rilancio (e, ci auguriamo, il ritorno alla normalità) dei ristoratori del territorio, che hanno dato e stanno dando una grande prova di professionalità, resistenza e resilienza».

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In copertina e qui sopra la Pitina che si fregia del marchio Igp.

Nuovi impianti viticoli: le domande vanno presentate entro il 31 marzo

La domanda di autorizzazione di nuovi impianti viticoli può essere presentata fino al 31 marzo prossimo e deve contenere la regione o le regioni su cui si chiede il via libera, le superfici e la scelta dei criteri di priorità. E’ stata infatti pubblicata il 10 febbraio – come informa Il Punto Coldiretti – la circolare Agea con le istruzioni per ottenere le autorizzazioni per nuovi impianti, reimpianti viticoli e per la costituzione e aggiornamento del Registro informatico pubblico delle autorizzazioni per gli impianti viticoli. Come è noto, dal 2016 (e fino al 2030) si possono impiantare vigneti da uva da vino solo se si dispone di un’autorizzazione.
Dal 2018, inoltre, è stato fissato un tetto massimo per ogni domanda di 50 ettari. E’ possibile avvalersi dei criteri di priorità che sono: organizzazioni senza scopo di lucro con fini sociali che hanno ricevuto terreni confiscati per reati di criminalità, superfici caratterizzate da vincoli naturali, viticoltori che hanno applicato le norme della produzione biologica sull’intera superficie vitata per almeno 5 anni precedenti alla domanda.
La circolare ricorda che a seguito dell’emergenza Covid-19 la durata delle autorizzazioni all’impianto o al reimpianto scadute nel 2020 è prorogata fino al 31 dicembre 2021. Inoltre, i produttori in possesso di autorizzazioni per nuovo impianto in scadenza nel 2020 non sono passibili delle sanzioni – anche per una quota parte dell’autorizzazione – a condizione che comunichino al Mipaaf e alla Regione o Provincia Autonoma competente entro il 28 febbraio 2021 che non intendono avvalersene e che non desiderano beneficiare della proroga di validità
Secondo le scelte effettuate dalle regioni per il 2021 la soglia massima in ettari è di 50 ettari per la Valle d’Aosta, 20 ettari per il Piemonte, 2 ettari per la Lombardia, 2 ettari per la Provincia autonoma di Trento, 0,3 ettari per la Provincia autonoma di Bolzano, 1 ettaro per il Friuli Venezia Giulia, 1 ettaro per il Veneto, 2 ettari per la Liguria, 1 ettaro per l’Emilia Romagna, 10 ettari per le Marche, 30 ettari per la Toscana, 25 ettari per l’Umbria, 25 ettari per il Lazio, 10 ettari per l’Abruzzo, 5 ettari per il Molise, 3 ettari per la Campania, 20 ettari per la Puglia, 2 ettari per la Basilicata, 5 ettari per la Calabria, 5 ettari per la Sicilia e 7 ettari per la Sardegna.

 

 

In Cina nasceranno vitelli con origine Fvg: una luce in un 2020 da dimenticare

(g.l.) E ora anche in Cina nasceranno vitelli con origine Friuli Venezia Giulia grazie a un importante accordo per l’esportazione del seme dei nostri tori. Questa è una delle pochissime luci, assieme a quella della stagione positiva di Malga Montasio, per gli allevatori friulani. Per il resto, si è trattato di un 2020 tutto da dimenticare. Anno molto difficile, infatti, per le nostre stalle che hanno dovuto fare i conti con il crollo del prezzo del latte, passato dai 40 centesimi di gennaio ai 35 di fine anno, e a quello della carne, in particolare bovina e suina, con quest’ultima che nell’arco dei 12 mesi ha perso oltre un terzo del valore al chilo, passando dall’iper-valutazione di gennaio, quando la sia vendeva a 1,50 euro, alla discesa sotto l’euro di dicembre. Ciò, nonostante gli appelli, sia nazionali che regionali, rivolti ai consumatori affinché, ancor più durante la pandemia, acquistassero prodotti locali. «Sembra che questi inviti a preferire prodotti italiani purtroppo non abbiamo giovato al sistema: le importazioni non si sono fermate e tantomeno paiono aver rallentato». A fare il punto della situazione, concluso un anno che ha pagato un prezzo altissimo all’epidemia di Covid-19, sono il direttore e il presidente dell’Associazione allevatori Fvg, Andrea Lugo e Renzo Livoni, che in uno scenario a tinte per lo più fosche vedono la luce solo, come si è detto, in Malga Montasio e nell’attività del Cts di Moruzzo.

LATTE. L’andamento dei mercati del latte e dei formaggi nel 2020 è stato piuttosto altalenante, in certi periodi anche poco interpretabile rispetto alla formazione del prezzo, che non sempre ha seguito le logiche della domanda e dell’offerta. «Per il latte – spiega Lugo – nel primo trimestre il prezzo del litro alla stalla è stato ancora soddisfacente, pari a 40 centesimi tra gennaio e febbraio, per poi iniziare a scendere in concomitanza con il primo lockdown a marzo. Da quel momento – ricorda ancora il direttore -, nonostante il mercato soprattutto dei formaggi freschi abbia avuto incrementi considerevoli nei volumi di vendita della Gdo, che ha raggiunto quote anche maggiori al 25% rispetto allo stesso periodo del 2019, il prezzo del latte ha prima frenato per poi iniziare una discesa continua fino ai 35,50/36,00 centesimi al litro di settembre-ottobre». Negli ultimi due mesi del 2020 si è assistito a una leggera ripresa del prezzo a livello nazionale, che si è attestato a 37 centesimi al litro, non in Fvg. «In regione – aggiunge Lugo – il mercato non si è più ripreso toccando in alcuni casi livelli ancora inferiori ai 35 centesimi, che non bastano nemmeno a coprire i costi di produzione».

CARNE. Il settore della carne ha forse pagato ancor più degli altri una diminuzione dei consumi legati alle restrizioni imposte dall’emergenza Covid al settore della ristorazione. Si è assistito a un vero e proprio crollo del prezzo al chilo nel settore bovino e a un andamento anomalo e altalenante in quello suinicolo. «A inizio 2020 – rileva ancora il direttore Lugo – il prezzo di vendita dei suini era addirittura troppo alto, pari a 1,40/1,50 euro al kg, poi con la crisi dovuta al Covid e a causa di una certa speculazione, anche da parte di alcuni macelli, il prezzo è letteralmente crollato, arrivando a novembre e dicembre sotto l’euro».

MONTASIO. L’unica soddisfazione in un anno del resto da dimenticare agli allevatori l’ha data Malga Montasio. «Nonostante le premesse non fossero delle migliori, il riscontro reale è stato notevole – racconta dal canto suo il presidente Livoni -, c’era molta voglia e necessità da parte dei turisti di frequentare luoghi all’aria aperta che garantissero o quantomeno fornissero le condizioni ideali di distanziamento sociale come richiede purtroppo ancora oggi l’emergenza Covid e in questo senso Malga Montasio è stata una delle mete più gettonate. Anche l’attività del Rifugio Divisione Julia a Sella Nevea si è attestata ad alti livelli nonostante, terminata la stagione estiva, abbia dovuto fare i conti con il secondo lockdown, costretta a chiudere proprio nel momento di ripresa dell’attività invernale quando, complici le abbondanti nevicate in arrivo, la stagione si annunciava di quelle da tutto esaurito».

CTS MORUZZO. Ulteriore soddisfazione all’associazione è venuta dal lavoro ormai decennale del Centro di fecondazione tori e stalloni di Moruzzo (Cts) che nel 2020 ha raggiunto un promettente accordo con una società statunitense che esporta seme bovino in Cina aprendo così un altro fronte di mercato dopo le importanti esperienze in Turchia e in Egitto.

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In copertina, il presidente dell’Associazione Allevatori Fvg Renzo Livoni.

In tavola oggi c’è più pesce allevato, ma sul settore pesa lo stop dei ristoranti

Luci e ombre sulle vendite di pesce ai tempi della pandemia. Questo è il quadro della situazione tracciata dall’Associazione italiana piscicoltori di Confagricoltura, avvalorata da uno studio commissionato a Crea-Mc. «Il settore – sottolinea Pier Antonio Salvador, presidente Api e titolare di impianti di troticoltura dell’azienda agricola di famiglia a Sacile – sta attraversando un ulteriore periodo di crisi a seguito delle nuove misure attivate per ridurre la diffusione del Covid-19. Il nuovo blocco dell’Horeca, delle pesche sportive e di buona parte delle esportazioni causa grossi problemi agli allevamenti, che guardavano con speranza al futuro».
Per contro, il rimanere a casa ha avuto risvolti positivi sui consumi domestici di pesce, facendo registrare una crescita dell’11 per cento dallo scorso marzo, ancor più significativa se viene raffrontata con altri alimenti: solo la pasta e la verdura presentano incrementi superiori. Nel periodo di emergenza sanitaria, mette in evidenza la ricerca, si registra anche una maggior sensibilità sull’origine: le famiglie mostrano una spiccata preferenza per il pesce allevato in Italia, perché ritenuto di migliore qualità e più controllato, rispetto al prodotto di importazione.
«Quello che stiamo vivendo – rimarca Salvador – è un periodo estremamente difficile, che ha fatto riflettere e approfondire i temi dell’importanza di un’alimentazione equilibrata per la salute. Sempre più viene riconosciuto il valore dell’acquacoltura, che gioca un ruolo fondamentale nel comparto ittico italiano, europeo e globale, perché produce alimenti di qualità e genera occupazione».
Il 48 per cento dei consumatori, si legge nello studio, continua a modificare le proprie abitudini alimentari in conseguenza della pandemia. E sono cambiate anche le modalità di preparazione del pesce: il 10 per ceto dei consumatori, grazie alla possibilità di avere più tempo per sperimentare, ha migliorato la capacità di provare nuove ricette, cucinando ottimi piatti pure a casa. Per quanto riguarda gli acquisti, invece, anche se non si osservano particolari criticità riguardo alla vendita di pesce fresco al supermercato, molti hanno cambiato luoghi e modalità, optando per la consegna direttamente dalle aziende di acquacoltura, o per l’”home delivery”. «È fondamentale – conclude Salvador, ribadendo la mission dell’Api – fornire una giusta e puntuale informazione sul comparto, sull’importanza di una corretta etichettatura e tracciabilità, anche attraverso i vari canali social».

Un’orata allevata.

L’Associazione piscicoltori italiani (Api), aderente a Confagricoltura, associa più di 300 imprese di allevamento di pesce, che rappresentano oltre il 90 per cento delle imprese ittiche dell’acquacoltura del nostro Paese, con una produzione che, lo scorso anno, ha raggiunto le 60.000 tonnellate di prodotto e una Plv superiore ai 286 milioni di euro.

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In copertina, ecco un impianto per la troticoltura in Friuli Venezia Giulia.

Torricella, dai cereali anche energia “verde”, economia circolare e solidarietà

(g.l.) Davvero brillante, nonostante questi difficilissimi momenti di emergenza sanitaria, il bilancio della Cooperativa intercomunale cereali Torricella, con un raccolto in crescita del 18 per cento nella campagna che si conclude oggi assieme a quest’anno tutto particolare che passerà alla storia.  E che proprio dalla coltivazione dei cereali ha ottenuto non solo risultati in ambito agricolo, ma anche nella produzione di energia “verde”, con anche un occhio alla solidarietà in questi tempi segnati dal Covid-19. Il rendiconto è stato infatti approvato all’unanimità dai 260 soci della importante realtà  di San Vito al Tagliamento (associata a Confcooperative Pordenone), durante l’assemblea che ha visto anche ricordare i 45 anni di esperienza nel settore e i 9 anni (tre mandati) del presidente Tomaso Pietro Fabris, riconfermato nella carica. In particolare, proprio l’esercizio 2019/20 ha permesso di raggiungere due obiettivi fondamentali: il primo è di avere realizzato il sogno di produrre energia elettrica dai sottoprodotti della lavorazione del mais, il secondo di avere raggiunto un equilibrio finanziario nel corso di questo mandato come da progetto industriale.

Tomaso Pietro Fabris

Infatti, l’impianto biogas della cooperativa produce 999 watt/ora utilizzando sottoprodotti della lavorazione del mais e liquami suini e bovini: tutti materiali forniti dai soci stessi, per un’economia veramente circolare. “Siamo riusciti – ha spiegato Fabris, che è anche vicepresidente di Confcooperative Pordenone – dove nessuno era arrivato prima di noi a livello nazionale, cioè realizzare a pieno regime tutto l’anno ottimo biogas per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili come spezzati di mais, pule o mais non adatto alla commercializzazione. Una scommessa vinta con caparbietà e determinazione, che è valsa ai soci della cooperativa vantaggi unici come una redditività di 2-3 euro al quintale in più rispetto al normale prezzo di mercato del mais, la possibilità di utilizzare il digestato che è risultato un valido concime naturale e un ammendante per i terreni, nonché la possibilità di non trattare contro piralide le proprie coltivazioni, in quanto il deterioramento del mais non costituisce a questo punto, grazie all’utilizzo per biogas, un problema economico per i soci”.
Il più recente asset strategico che la cooperativa ha portato avanti è quello della consulenza con Ersa Fvg per sostenere il miglior uso di diserbanti e una particolare attenzione alla lotta agli insetti terricoli, a piralide e diabrotica nel mais. “Inoltre – ha aggiunto il presidente -, la futura Pac (Politica agricola comune dell’Unione Europea, ndr) insisterà molto sugli aspetti di sostenibilità ambientale e di carbon bank del terreno (compensazione della C02 emessa per la produzione, ndr): due obiettivi che la cooperativa vorrà portare avanti con energia insieme ai propri associati”.
Da non dimenticare, poi, la solidarietà: quest’anno la cooperativa, che ha lavorato anche nel periodo del lockdown di primavera, ha voluto sostenere il territorio con un’importante elargizione all’associazione Somsi di San Vito al Tagliamento per l’acquisto di attrezzature ospedaliere utili nella lotta al Coronavirus.

Granella dopo l’essiccazione.

Il nuovo consiglio di amministrazione eletto in assemblea e composto da Paolo Bagnarol, Giuseppe Bozzetto, Sandro Scodeller, Mauro Sorgi, Tomas Sovran, Leonardo Nimis e lo stesso Tomaso Pietro Fabris sarà ora chiamato a portare avanti nuovi investimenti volti a migliorare l’efficienza dell’attività caratteristica dell’essiccazione, ma anche quella rivolta a trovare nuove possibili innovazioni nel campo delle energie rinnovabili e della sostenibilità e valorizzazione anche del digestato o di altre fonti.
“Quello della cooperativa sanvitese – ha commentato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è il chiaro esempio di come si possa fare agricoltura di qualità rispettando l’ambiente e sostenendo le comunità del territorio in cui si opera. La sfida dell’economia circolare è ormai non solo il futuro, ma anche il presente della nostra società, a cui come cooperative aggiungiamo il valore della solidarietà”.
Il presidente Fabris ha riconosciuto tutta la validità di aver investito in strategie tipicamente industriali lungo questi anni, prima con il dottor Davide Da Pieve e poi con i preziosi consigli del ragionier Lorenzo Galante revisore contabile, per sostenere gli ingenti investimenti della cooperativa con un’analisi dei flussi di cassa e la capitalizzazione della cooperativa. Continuando, ha rimarcato l’importante risultato conseguito nei primi anni dall’avvio dell’impianto biogas grazie alla competenza del dott Daniel Zovi della ditta Ies Biogas e del dottor Massimiliano Pilosio che opera nella cooperativa.
Fabris ha, inoltre, ringraziato per questi suoi nove anni alla guida della cooperativa i dipendenti Claudio, Giuliano e Massimiliano, la banca Bcc Pordenonese Monsile e il suo direttore generale Pilosio, la citata Ies Biogas e i collaboratori, ma non ultimi i soci che hanno riposto la fiducia nel consiglio di amministrazione. Nel corso di questi nove anni sono stati sviluppati rapporti di collaborazione fra cooperative friulane per meglio disporre di sottoprodotti per l’impianto biogas e soprattutto con la Cooperativa Vieris di Castions di Strada con una fidejussione per un mutuo, rivolgendo al presidente Castagneviz e ai soci di quella cooperativa il riconoscimento per il prezioso aiuto.

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In copertina e qui sopra ecco la raccolta meccanica del mais.