Vini, formaggi e prosciutto del Carso protagonisti al Castello di Duino

Terrano, Vitovska e Malvasia, i tre vini portabandiera del Carso, assieme ai tipici formaggi e al prosciutto crudo dell’Altopiano sferzato dalla bora, saranno i grandi protagonisti domani e domenica di “Primavera al Castello”, a Duino, un maniero meraviglia tra natura e storia, arroccato su uno sperone di roccia carsica a picco sul mare, con una splendida vista sul Golfo di Trieste, che ha ispirato poeti e artisti. Proprio questo luogo magnifico, che ha recentemente fatto da cornice alla ufficializzazione di “Duino Aurisina Città italiana del vino”, accoglierà l’evento che dà il via alla stagione turistica: un vero peccato che, dopo tante splendide giornate, il bel tempo non sia proprio alleato, anche se domenica dovrebbe migliorare come anticipa Osmer Fvg.

“Primavera al Castello”, dunque. L’iniziativa, giunta alla XIII edizione di quella che è stata una felice intuizione per vivere la bellezza di un luogo che non ha uguali, è promossa dal Gruppo culturale e sportivo Ajser 2000 in sinergia con molte associazioni del territorio, che si sono unite per realizzare un’offerta turistica di prestigio. I diversi appuntamenti – ha anticipato, durante la presentazione dell’evento, l’organizzatrice Lucia Lalovich Toscano – sono rivolti a un pubblico variegato: oltre all’ex tempore che è diventata il centro di tutte le iniziative che fanno da cornice alla manifestazione, i visitatori e i turisti, potranno trovare, negli angoli più suggestivi, diversi incontri d’arte, mostre a cielo aperto, poesia, appunto offerta enogastronomica, laboratori e letture per bambini. Raggiante anche il presidente del sodalizio Andrea Spadaro, per il fatto di «poter riproporre una delle nostre principali manifestazioni».
La splendida location del Castello di Duino ospiterà in contemporanea la manifestazione “Bollicine Vini e Formaggi”, promossa dall’Associazione Triestebay. La manifestazione, alla sua prima edizione, ideato dalla vulcanica Linda Simeone assieme a Roberto Filipaz e Gianfranco Burni, è tra gli eventi protagonisti di Duino Aurisina Città Italiana del Vino 2022, che come detto ha visto proprio al Castello di Duino la sua presentazione ufficiale.


Dopo Bertiolo, con la tradizionale Festa del Vino che si conclude proprio in questo weekend, quello di domani e domenica è dunque il primo degli eventi che si terranno sul territorio comunale di Duino Aurisina. «Nel Progetto generale di Città Italiana del Vino – ha commentato il vicesindaco ed assessore al Turismo, Massimo Romita – abbiamo voluto inserire eventi nuovi ed accattivanti come “Bollicine, Vini e Formaggi” accanto a tradizionali appuntamenti come “Teranum” che si terrà a Portopiccolo il 23 aprile e “Mare Vitovska in Morje” in programma a luglio sempre al Castello di Duino». «“Primavera al Castello” rappresenta il principale evento turistico e culturale della primavera a Duino Aurisina. Un plauso aall’Ajser 2000 e alle Associazioni che, con la loro importante attività, hanno voluto proporre iniziative per tutte le età», ha aggiunto il sindaco Daniela Pallotta, presente anche la consigliere delegata Annalisa D’Errico.

Protagonisti della manifestazione castellana saranno l’Unione Regionale Economica Slovena Ures-Sdgz con la promozione dei Sapori del Carso, le Aziende agricole Kmetja Franc Fabec di Malchina con il Crudo Carsolino, Pernarcich di Visogliano con il formaggio del Carso, Bruno Leghissa di Ceroglie con prodotti a base di miele e lavanda, Bajta di Sgonico, Fior Rosso di Aquilinia, il Caseificio di Pasquo, Eppinger dolci con l’acqua di mare di Aurisina, i dolcetti di cioccolato con la santoreggia, lo stand dei vini del Carso promosso in collaborazione con il Lions Club, ma non mancheranno i vini austriaci e croati promossi attraverso l’Ambasciata. Media partner dell’evento la rivista enogastronomica q.b.quantobasta.

L’evento è promosso dal Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000 con il patrocinio del Comune di Duino Aurisina Assessorati al turismo e alla cultura con la collaborazione del Castello di Duino, con la partecipazione e collaborazione di Trieste Bay Le Vie delle Foto Bocciofila Duinese Lions Club Duino Aurisina Unitre Duino Aurisina Teatro Armonia Ass. Amici del Caffè Ass. Genitori Rilke Proloco Mitreo Lambretta Club Gruppo Ermada VF Nati per Leggere Ass. PerCarso Gruppo Speleologico Flondar.

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In copertina, un vecchio vigneto tra le pietraie del Carso e all’interno alcune belle immagini del Castello di Duino, oltre a quella della presentazione mentre parla l’assessore Romita.

 

Duino Aurisina è “Città Italiana del Vino”: a giorni riceverà il testimone da Barolo

(g.l.) L’ambito titolo di “Città Italiana del Vino 2022” spetta dunque al Vigneto Fvg e lo avrà meritatamente, perché lo ha voluto con tenacia, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, proiettando così la piccola grande Doc Carso sulla scena nazionale, con ricadute positive in tutto il Friuli Venezia Giulia. Lo ha deciso – come anticipato domenica scorsa, riferendo degli ottimi risultati qualititativi della vendemmia a Nimis, pure “storica” Città del Vino – la commissione incaricata di giudicare i dossier di candidatura pervenuti alla segreteria dell’Associazione entro la data del 30 settembre scorso. Tre i Comuni partecipanti: appunto Duino Aurisina (Trieste), Menfi (Agrigento) e Ziano Piacentino (Piacenza). Nella decisione ha giocato un ruolo importante la forte condivisione con gli altri territori Città del Vino del Friuli Venezia Giulia di un programma ricco e articolato, espressione di una forte identità che supera i confini comunali con un forte messaggio inclusivo e partecipativo. Del resto Trieste, capoluogo a due passi da Duino, è città di confine, territorio attraverso il quale si intrecciano culture e lingue, un passaggio a nord-est che ancora oggi è testimone di vicende che hanno segnato la storia.

Il Comune in provincia di Trieste, capofila di un progetto di ampio respiro, mette in rete altre Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e le comunità delle vicine Slovenia e Croazia, in un’ottica europea e transfrontaliera. Un ricco programma d’eventi culturali ed enoturistici per un anno intero, con uno sguardo rivolto a Gorizia e Nova Goriča 2025 (Capitale Europea della Cultura) e allo sviluppo sostenibile (Agenda 2030). Il passaggio delle consegne si terrà a Barolo Città Italiana del Vino 2021 durante la Convention delle Città del Vino (19-21 novembre), mentre il 5 febbraio prossimo è prevista la cerimonia di investitura a Duino Aurisina.

Il Comune enoturistico in provincia di Trieste ha superato a pieni voti “l’esame” della commissione tecnica del consiglio nazionale dell’Associazione Città del Vino, spuntandola su le altre candidature, appunto Menfi e Ziano Piacentino. La nomina ha ricevuto il plauso del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e Daniela Pallotta, sindaco di Duino Aurisina, sottolinea la grande soddisfazione per un «riconoscimento a un ambiente estremo e affascinante come il Carso, luogo d’eccellenza della produzione vitivinicola italiana ed europea; un territorio unico e meraviglioso – sottolinea ancora il primo cittadino – premiato da un grande lavoro di squadra con un programma che coinvolgerà quasi tutte le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e i rispettivi territori».

«Siamo particolarmente soddisfatti del risultato ottenuto da Duino Aurisina, che già lo scorso anno aveva partecipato al bando con grande convinzione – ha commentato il coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini -. L’originalità del progetto è quello di rappresentare non soltanto il Comune ma un intero territorio, mettendo in sinergia altre amministrazioni e dando valore al rapporto di collaborazione ormai consolidato in questi anni. Inoltre, l’iniziativa ha una vocazione transfrontaliera che coinvolge anche le Città del Vino istriane della Croazia, come Buie, Verteneglio, Umago e Grisignana. E l’impegno continuerà anche in seguito perché intendiamo candidarci a ospitare l’edizione 2025 del concorso enologico internazionale delle Città del Vino, quando Gorizia e Nova Goriča saranno Capitali europee della cultura».

«Un risultato importante sia per la proposta, completa ed articolata che tiene conto delle peculiarità non solo di Duino Aurisina, ma di tutte le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, sia per le potenzialità che la stessa ha messo in campo», sottolinea Massimo Romita, assessore al turismo agricoltura e politiche per il Carso che ha ideato e coordinato il progetto. «Tra i punti salienti – ricorda Romita – oltre all’importante valorizzazione dei vitigni autoctoni Vitovska e Terrano e dei luoghi, il Carso, dove si coltivano e sono prodotti gli omonimi vini, vi sono argomenti rilevanti come il cammino delle comunità locali verso il 2030, legato alla sostenibilità della produzione regionale, la sinergia tra le stesse Città grazie al lavoro infaticabile di Tiziano Venturini, coordinatore del Fvg di Città del Vino». Romita sottolinea, inoltre, che questo riconoscimento si aggiunge agli obiettivi di candidatura del Collio-Brda a patrimonio Unesco, e GO2025, quando Gorizia sarà appunto Capitale europea della cultura.
«Il riconoscimento a Duino Aurisina ha un alto valore anche in un’ottica di collaborazione europea tra Paesi vicini e confinanti – ha commentato il presidente nazionale di Città del Vino, Floriano Zambon -. Il Carso è da sempre un territorio di influenze tra lingue e culture diverse e il titolo di Città Italiana del Vino 2022 è anche un omaggio a una condivisione di valori e di reciproca collaborazione tra territori e culture diverse. Anche in questo caso l’enoturismo e la difesa delle economie locali è un grande terreno di unione e confronto».

Il riconoscimento ottenuto da Duino Aurisina è frutto di un grande lavoro di squadra condotto in questi mesi dal coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia (30 soci, di cui 26 Comuni e 4 Pro Loco) che ha saputo mettere a regime un dossier progettuale convincente e di qualità, in un’ottica di sinergia collaborativa tra vari Comuni ed enti locali.
Tra i numeri del progetto da segnalare 33 schede di grandi ed importanti eventi della nostra regione, che vedranno lo sviluppo da febbraio a dicembre 2022 con un significativo indotto per tutto il territorio. Tra le schede presentate figura la presenza di oltre 25+15 Comuni del Friuli Venezia Giulia e delle vicine Slovenia e Croazia per rendere transfrontaliero il progetto, oltre 13 Pro Loco regionali, per un totale di 218 soggetti coinvolti, tra pubblici e privati, a cui vanno ad aggiungersi tutte le aziende agricole partecipanti a vario titolo. Un “esercito” di quasi 500 entità pronte a promuovere la importante candidatura.

LA SCHEDA

Oltre a Duino Aurisina – Devin Nabrežina e alla citata Nimis, i Comuni aderenti alle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda , Sequals, Trivignano Udinese, Torreano. Nel loro territorio vitato sono presenti tutte le Doc e Docg della regione e risiedono circa 130 mila abitanti (pari all’11% dell’intera popolazione regionale).

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In copertina e all’interno vigneti del Carso dopo la vendemmia e sul Golfo di Trieste; il Castello di Duino e la Baia di Sistiana.

Sul Carso tra i colori “infuocati” dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa

Il fascino dei colori autunnali del Carso, che sembra “esplodano” al termine della vendemmia e della stagione dei raccolti, offrono l’opportunità di compiere escursioni davvero suggestive e appaganti, prima dell’arrivo del freddo. Così, proprio in queste invitanti atmosfere che preludono all’inverno e alla bora che sferzerà queste rocce, nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 24 ottobre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle ore 9.30 alle 13 un’escursione leggera “Nella riserva dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa”, sul Carso Goriziano.
Un itinerario tra boschi, cespugli di sommaco e scotano rossi e arancioni – che pare prendano… fuoco -, resti di castellieri e testimonianze della Grande Guerra che su queste alture fu veramente sanguinosa, come testimoniato con intensità nelle liriche di Giuseppe Ungaretti: ricordate “San Martino del Carso”,  composta il 27 agosto 1916 sul Monte San Michele?  Tutto questo con, dal margine dell’altopiano, una vista spettacolare sul del tutto speciale specchio d’acqua di Doberdò. Un facile percorso naturalistico di 6 chilometri, quasi pianeggiante.
Ritrovo alle ore 9.10, davanti alla sede del Comune di Doberdò del Lago. Dopo l’uscita, possibilità di gustare i piatti di “Sapori del Carso” nei ristoratori convenzionati, con un buono sconto del 10%, valido fino al 14 novembre. Costo di partecipazione: 10 euro gli adulti; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla e-mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374.

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it
L’iniziativa è in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje) e “Sapori del Carso”.

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In copertina e qui sopra i primi infuocati colori del Carso e del lago di Doberdò che invitano a uscire per una bella escursione domenicale.

I formaggi Fvg Presidio Slow Food a “Cheese” che premia Renato Gortani

Il Friuli Venezia Giulia, grazie al contributo di PromoTurismo Fvg, anche quest’anno è tra i protagonisti di “Cheese”, la più importante manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte, organizzata da Città di Bra e Slow Food, con il sostegno della Regione Piemonte e il patrocinio del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e del Ministero della Transizione ecologica. La manifestazione si tiene appunto a Bra da oggi a lunedì 20 settembre, ed è stata appena inaugurata. Il tema che guida questa edizione è “Considera gli animali”, per raccontare il regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo, dalle razze da latte che garantiscono reddito alla microbiodiversità, dalle api a tutti gli altri impollinatori indispensabili per l’allevamento al pascolo.


Il Friuli Venezia Giulia a “Cheese” 2021 è presente con uno stand in piazza Carlo Alberto, spazio animato dalle condotte Slow Food nostrane: un tour completo dei territori regionali, abbinando ai formaggi caratteristici di ogni zona i prodotti più peculiari e originali della tradizione gastronomica. Dalle montagne della Carnia ai territori di frontiera del Carso, dalle colline vitate del Collio e dei Colli orientali del Friuli alle valli del Pordenonese, attraverso degustazioni guidate le condotte Slow Food, la nostra regione racconterà la produzione di qualità lattiero-casearia al grande pubblico della qualificata rassegna. Le aziende partecipanti sono state selezionate tra produttori dei Presìdi Slow Food caseari della regione e non solo. In abbinamento, i vini delle cantine appartenenti alla Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia selezionati dai collaboratori di Slow Wine.

Anno importante anche sotto il profilo delle premiazioni. Renato Gortani della Fattoria Gortani, infatti, ha appena ricevuto, durante la cerimonia inaugurale, il Premio della Resistenza Casearia 2021. È il premio internazionale che Slow Food assegna a ogni edizione della manifestazione Cheese a quei produttori che con tenacia resistono e continuano a produrre formaggi nel rispetto dell’ambiente, della tradizione, a custodire razze animali locali e patrimoni straordinari di conoscenza, paesaggi e gusto. Il premio prevede sei categorie e Gortani – con azienda a Mereto di Capitolo e Malga Pozof sul monte Zoncolan – è stato individuato nella categoria “Un anziano casaro/pastore/allevatore, punto di riferimento e custode di un sapere antico trasmesso alle nuove generazioni”. Con il lavoro di tutta la sua vita ha tramandato il suo sapere e la tradizione della monticazione in alpeggio. Grazie a lui, e ai giovani casari che ne hanno seguito le tracce, si è salvato il “çuç di mont”, formaggio vaccino della Carnia, oggi Presidio Slow Food.
E ora ecco tutte le proposte delle quattro giornate dello stand Friuli Venezia Giulia.

 

PROGRAMMA

Venerdì 17 settembre

Ore 11 – Assaggiamo i Presìdi Slow Food della montagna pordenonese: tour gastronomico dell’area attraverso i prodotti dei Presìdi (çuç di mont, pitina, fagiolo di San Quirino, cipolla di Cavasso e della Val Cosa). Presentazione delle Slow Pic Nic Box a cura di Slow Food del Pordenonese e di Federico Mariutti, cuoco dell’Alleanza Slow Food dell’Osteria Turlonia con il supporto di Camera di Commercio di Pordenone-Udine e il patrocinio del Comune di Pordenone.

Ore 15 – Sulle malghe del Friuli: degustazione dei formaggi di malga delle aziende Petris, Gortani, Daniele Matiz in abbinamento al miele di alta montagna del Presidio Slow Food.

Ore 17 – Sapori Forti: degustazione della saurnschotte sappadina di Plodar Kelder e del Formadi frant dell’azienda Matiz, in abbinamento un assaggio del brovadar di Moggio Udinese, Presidio Slow Food.

Sabato 18 settembre

Ore 11 – ­Salumi da Spalmare: degustazione dei Presìdi Slow Food varhackara di Timau di Massimo Mentil e pestât di Fagagna di Casale Cjanor in abbinamento alla crema di fagiolo di San Quirino.

Ore 15 – Assaggiamo i Presìdi Slow Food della Carnia: tour gastronomico dell’area attraverso i prodotti dei Presìdi (çuç di mont, brovadar di Moggio Udinese, varhackara, formadi frant).

Ore 17 – I Presìdi caseari del Friuli Venezia Giulia (çuç di mont, formadi frant e formaggio di latteria turnaria) in abbinamento alle birre artigianali di Foglie d’Erba, The Lure, Bondai, Basei, Borderline e Galassia. Degustazione guidata da Savio Del Bianco coordinatore regionale della Guida Slow Food Birre d’Italia.

Domenica 19 settembre

Ore 11 – A tutta capra: degustazione della produzione casearia di capra regionale attraverso i formaggi delle aziende Zore, Fabee, San Gregorio e L’Asan e la Mussa.

Ore 15 – Un viaggio nel Carso: degustazione dei pecorini di Antonic e dei vaccini di Zidarič in abbinamento al Miele di marasca del Carso, prossimo Presidio Slow Food.

Ore 17 – Giro del Friuli Venezia Giulia coi formaggi: degustazione dei formaggi dalla zona del Collio con l’azienda Zoff, la tradizione delle latterie turnarie nel Friuli centrale con il formaggio di Campolessi, Presidio Slow Food, e la montagna pordenonese con il çuç di mont dell’azienda Celant. In abbinamento la cipolla di Cavasso e della Val Cosa, Presidio Slow Food.

Lunedì 20 settembre

Ore 11 – Giro del Friuli Venezia Giulia coi formaggi: degustazione dei formaggi dalla zona del Collio con l’azienda Zoff, la tradizione delle latterie turnarie nel Friuli centrale con il formaggio di Campolessi, Presidio Slow Food, e la montagna pordenonese con il çuç di mont dell’azienda Celant. In abbinamento la cipolla di Cavasso e della Val Cosa, Presidio Slow Food.

Ore 15 – Assaggiamo i Presìdi Slow Food della montagna pordenonese: tour gastronomico dell’area attraverso i prodotti dei Presìdi (çuç di mont, pitina, fagiolo di San Quirino, cipolla di Cavasso e della Val Cosa). Presentazione delle Slow Pic Nic Box a cura di Slow Food Pordenonese e Federico Mariutti, cuoco dell’Alleanza Slow Food dell’Osteria Turlonia con il supporto di Camera di Commercio di Pordenone-Udine e il patrocinio del Comune di Pordenone.

Ore 17 – Un viaggio nel Carso: degustazione dei pecorini di Antonic e dei vaccini di Zidarič in abbinamento al Miele di marasca del Carso, prossimo Presidio Slow Food.

Tutti gli incontri si svolgono nello stand Slow Food Friuli Venezia Giulia e sono gratuiti, disponibili fino a esaurimento posti, non necessitano di prenotazione. Per maggiori informazioni: antoniacomi.laura@gmail.com

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In copertina Renato Gortani a Malga Pozof sul monte Zoncolan e all’interno con la moglie e i due figli; inoltre, alcune immagini dello stand Slow Food del Friuli Venezia Giulia.

 

“Borderwine”, oggi a Udine ultimo giorno con il salone del vino naturale

Seconda e ultima giornata, oggi a Udine, con “Borderwine”, il Salone transfrontaliero del vino naturale ritornato per la quinta edizione dopo lo stop forzato del 2020 dovuto all’emergenza Covid. Come è noto, l’edizione della ripartenza ha segnato un importante cambio di location, in quanto si è spostata da Cividale al capoluogo friulano, dove anche oggi l’appuntamento è dalle 18 alle 23.30, nel giardino esterno del Cinema Visionario che ospita 30 vignaioli tra Friuli Venezia Giulia, Italia, Austria e Slovenia, numerosi produttori locali e degustazioni, oltre ad aperitivi, musica ed incontri.
Tra gli eventi che hanno contrassegnato questa nuova edizione la masterclass dedicata alla Vitovska, antico vitigno autoctono a bacca bianca del Carso, e la performance live a fumetti del duo friulano Francesco Scalettaris e Gio Di Qual, autori del libro illustrato “Conoscere il vino. Manuale a fumetti per bere con gusto” che insegna attraverso i loro disegni come si produce, come si assaggia e come si abbina una buona etichetta a un piatto.
Ad accompagnare i vini rigorosamente naturali delle cantine ci saranno anche oggi le creazioni della storica Osteria Pieri Mortadele, di riva Bartolini a Udine, che per l’occasione diventa “Pierin Tarantolato”, in una speciale collaborazione con la Libreria Tarantola, assieme alla quale gestirà il cartellone del giardino del Visionario per tutta l’estate.
I criteri per poter partecipare come produttori a “Borderwine” – ricordano gli ideatori, Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti – sono ferrei: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Per cui, produrre vino naturale per questa rassegna significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo. L’ingresso a “Borderwine” costa 20 euro, 35: i biglietti sono acquistabili in prevendita sul sito gustait.com

L’ultima edizione a Cividale.

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In copertina, grappoli di Vitovska dai quali si ottiene il grande bianco della Doc Carso, sopra Trieste.

Dal “pane del bosco” al Tagliamento. Ma anche enoturismo e Vìtovska

di Gi Elle

Che belle proposte (virtuali, però) per questo fine settimana! Il Friuli Venezia Giulia è, infatti, tra i protagonisti di “Cibo a regola d’arte”, il food festival del Corriere della Sera che quest’anno, anche in forma digitale, prevede dibattiti, performance e discussioni con chef, scrittori, produttori ed esperti del mondo dell’enogastronomia. Il tema dell’edizione 2020 è “Tempo di scegliere” e ruota attorno alla responsabilità collegata proprio al mondo del cibo. In questo senso, il Fvg si inserisce nel palinsesto delle conferenze con due racconti di storie del territorio che parlano di sostenibilità, produzioni enogastronomiche locali e turismo.

Lo chef  Stefano Basello.

Il primo appuntamento, dal titolo “Il tesoro degli alberi: farine e mulini da scoprire”, è in programma oggi 7 novembre, alle 16, e vedrà Stefano Basello, chef del ristorante Il Fogolar dell’hotel Là di Moret, a Udine, il regista Swan Bergman, Edoardo Marini, proprietario e direttore dell’Hotel Là di Moret, e Massimiliano Plett, gastronomo esperto di grani antichi, dialogare tra di loro su tecniche innovative di panificazione legate al territorio del Friuli Venezia Giulia. Proprio grazie allo chef Basello, con la ricetta del “pane del bosco” ideato dopo la devastazione della tempesta Vaia nei boschi della Carnia, il Friuli Venezia Giulia lo scorso febbraio, a Milano, aveva vinto il premio “sostenibilità” alla prima edizione dei “Food&Wine Italia Awards 2020”, organizzati dalla testata “Food&Wine Italia” per celebrare il talento, la creatività e la responsabilità sociale nell’enogastronomia italiana.
Durante il secondo incontro “Viaggio (etico) lungo il Tagliamento”, previsto per domani 8 novembre alle 9.30, lo scrittore Angelo Floramo e Claudio Salvalaggio, guida naturalistica e turistica, si percorrerà il corso del fiume per raccontare storie, produzioni e biodiversità del Friuli Venezia Giulia.

Il Tagliamento a Venzone.

Per PromoTurismoFvg la partecipazione a “Cibo a regola d’arte” si inserisce nella strategia di promozione dell’enogastronomia regionale e della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, la “Route63” del gusto che, a oggi, conta ben 400 aderenti tra produttori, vignaioli, aziende e artigiani, verso un pubblico qualificato di esperti e appassionati. Promuovere e “vendere” il territorio scegliendo i prodotti locali come ambasciatori: questa la linea che da diversi mesi ha deciso di adottare l’ente per far conoscere questa affascinante regione nel resto d’Italia e in giro per il mondo. Attraverso i sapori, che generano ricordi, si sostengono degustazioni a distanza, e-commerce e piattaforme per la vendita delle specialità enogastronomiche, in grado di mantenere sempre vivo e autentico il legame con il territorio.

Sempre domani è in programma invece la Giornata Mondiale dell’Enoturismo 2020 promossa da Recevin in collaborazione con le Associazioni nazionali delle Città del Vino europee, organizzazione che nel Vigneto Fvg ne conta ben 25 dopo i recenti ingressi dei Comuni di Moraro e Povoletto. In questo contesto, da segnalare l’iniziativa (dalle 10), che il Comune di Duino Aurisina ha dedicato al tema “Vìtovska, un vino un territorio“. Al pregiato bianco del Carso triestino – poco conosciuto, ma di grande finezza e qualità al pari della più famosa Malvasia – sarà riservato un interessante approfondimento che sarà diffuso in diretta su YouTube con la partecipazione di vitivinicoltori, pubblici amministratori e rappresentanti delle organizzazioni produttive.

Un bel grappolo di Vìtovska.

Entrambi gli interventi si potranno seguire in diretta sul sito https://cucina.corriere.it/ciboaregoladarte/milano/

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In copertina, il “pane del bosco” ideato da Stefano Basello dopo la tempesta Vaia in Carnia.

Ecco i Sapori del Carso tra natura ed enogastronomia: il via in Val Rosandra

Nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, le domeniche dal 18 ottobre all’8 novembre la cooperativa Curiosi di natura organizza delle escursioni dalle ore 9.30 alle 13, alla scoperta degli ambienti e dei prodotti del Carso, con la possibilità di degustazioni tipiche. L’iniziativa, intitolata “Piacevolmente Carso – Natura e gastronomia”, è realizzata in collaborazione con l’Sdgz-Ures (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje) e “Sapori del Carso”.
Si visiteranno quattro differenti zone del Carso triestino e goriziano. Le guide di Curiosi di natura illustreranno le caratteristiche del territorio e come queste influenzano l’agricoltura, l’allevamento e la gastronomia. In programma anche delle letture a tema. Dopo le uscite, adatte anche a persone poco allenate, possibilità di gustare i piatti di “Sapori del Carso” nei ristoratori convenzionati, con un buono sconto del 10 per cento.

S’inizia domenica 18 ottobre con “Nella Riserva della Val Rosandra”: una valle affascinante, ricca di storia e biodiversità, con un torrente e una cascata di 30 metri. Era un’antica via di commercio, con testimonianze del passato come i resti di un acquedotto romano e una chiesetta del XIII secolo. Ritrovo alle 9.10 nella piazza di Bagnoli della Rosandra, alla fermata bus n. 40 e 41 da Trieste.
Seguirà domenica 25 “Redipuglia e il Monte Sei Busi”: sopra il Sacrario di Redipuglia, tra i colori dell’autunno, le trincee e testimonianze della Grande Guerra. Con letture a tema. Ritrovo alle 9.10, davanti al Museo Storico Militare di Redipuglia.
Domenica 1 novembre, sempre dalle 9.30 alle 13, si andrà “Da Duino al Monte Ermada e al Mitreo”: sulle pendici dell’Ermada, tra scotani colorati e rocce carsiche, fino alla grotta del Mitreo, dove si trova un tempio dedicato al Dio Mitra, antico culto diffuso nell’antica Roma. Ritrovo alle 9.10 davanti al Conad Gran Duino (ex Bar Bianco).
Infine, domenica 8 novembre, escursione “Tra Samatorza e il Monte San Leonardo”, sulla cui cima si trovano i resti di un castelliere e di un’antica chiesetta. Dal monte la vista spazia sul Carso e il mare. Con letture a tema sul Carso e l’autunno. Ritrovo alle 9.10 sulla Strada Provinciale 6 da Gabrovizza, nello spiazzo vicino al bivio per Ternova.

Per le uscite sono consigliate scarpe da trekking, ed è richiesta la prenotazione. Quote di partecipazione: 10 euro gli adulti; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. Informazioni e prenotazioni: www.curiosidinatura.it, cell. 340.5569374 e curiosidinatura@gmail.com
“Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dei prodotti e dell’enogastronomia locali, è realizzato dall’Sdgz-Ures (Unione regionale economica slovena), con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Spirit Slovenia. Programma completo sul sito web www.saporidelcarso.net

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In copertina, l’ulivo e la vite sul Carso triestino che, all’interno, regala i suggestivi colori dell’autunno.

Quando il vino è amore e poesia, parola di Rosinella Celeste

di Giuseppe Longo

Picolit e Terrano sono vini eccezionali, espressi da una viticoltura avara, su colline e altipiani che hanno ispirato scrittori e poeti, da Ippolito Nievo a Fulvio Tomizza. Sì, perché il vino è anche poesia. Eccome! Ne sa qualcosa Rosinella Celeste Lucas che ha provveduto alla ristampa di “Vino, amore e poesia”, meritando l’Acino d’oro per il Vino della Pace. Una poesia che attinge proprio all’essenza del Vigneto Fvg, in particolare – per fermare l’attenzione sui due grandi vini appena citati – a quello delle terre meravigliose, ma aspre e difficili, come lo sono quelle dei Colli orientali del Friuli, da Nimis a Savorgnano e Cividale, e del Carso, da Sagrado a Sgonico e Prosecco. Un bel libro, scritto appunto con amore e trasporto per una espressione della nostra economia, fatta di etichette affermatesi in tutto il mondo. Economia che è la somma di lavoro, ingegno, intraprendenza, ma anche di cultura. Perché attorno a un grappolo d’uva, ma soprattutto attorno a un buon bicchiere di vino c’è anche cultura, tanta. E appunto poesia. Quella che ha ispirato la nostra autrice, innamorata dei vini friulgiuliani, tanto da scrivere una serie di liriche che hanno dato vita proprio a “Vino, amore e poesia” (Edizioni della Laguna), tradotto anche in friulano e sloveno, visto che la nostra viticoltura ha un intimo rapporto con la nazione confinante, attravero la Brda, continuazione del Collio, e il Kras, la prosecuzione delle terre rosse carsoline.

Rosinella Celeste Lucas


Ma perché il vino? «E’ stato un modo – spiega la stessa autrice – per assomigliargli di più. Una duplice tematica: amore e vino, movenze e colori, sapori ed affetti si fondono in una sorta di “uvaggio sentimentale”. Così la realtà di un vino e la memoria di un Amore si sovrappongono in una sorta di “uvaggio simbolico”, pretesto lirico, dunque per amare i vini autoctoni con tutti i sensi e i sobbalzi del cuore pronti a captarne le suggestioni. Vino che è anche dura conquista,come duro a volte l’Amore, ma per il quale vale la pena d’esistere. Vino che si umanizza nel riflesso della gente che lo lavora e suda tra le spalliere dei vigneti… specie in Carso (Terrano)».
Il libro, illustrato dall’inconfondibile tratto di Arrigo Poz, ha la prefazione di Piero Fortuna – entrambi, purtroppo, ci hanno lasciato – e la postfazione di Paolo Maurensig. E’ stato premiato a Cormons, Città del vino, ma soprattutto del “Vino della Pace” che si è fatto conoscere in tutto il pianeta, valorizzando nel contempo anche il nome del nostro Vigneto, al quale ha voluto rendere omaggio anche Rosinella Celeste, che l’indimenticabile Fulvio Tomizza accostò “alla schiera dei nostri Slataper, Stuparich e Saba…”. “Figlio del sole” ottenuto “lassù tra Savorgnano e il Torre”, scrive la poetessa di Fiumicello a proposito del Picolit, frutto di “acini d’oro” donati da un “vigneto scabro come un amore taciuto”. Mentre i “contadini del Carso”, dai “visi scorzati dalla Bora” producono l’inimitabile Terrano “nei vigneti dove si spacca la pietra dura”. Un “vino aspro e sanguigno” che in una parola soltanto significa “Umanità”. Ma Picolit e Terrano sono soltanto due esempi di cosa sanno produrre i nostri bravi vignaioli, ai quali ha reso giustamente merito anche il libro “Vino, amore e poesia”. «Una poesia – scrive Licio Damiani – che delinea paesaggi densi e odorosi, nitidi e terragni, paesaggi che incisi espressionisticamente, accennano a una mitologia interiore e che si modulano come un vero e proprio racconto, articolando una vera storia d’amore».

Assieme a Fulvio Tomizza.

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In copertina, il libro di Rosinella Celeste illustrato da Arrigo Poz.

Refoschi, ultimo atto a Gradisca che festeggia i protagonisti del vino

di Giuseppe Longo

Ultimo giorno, oggi, con “La grande famiglia dei Refoschi” al Gran Premio Noè di Gradisca d’Isonzo. Stamane incontro-degustazione dedicato ai vini ai tempi di Leonardo, il genio vinciano di cui ricorrono cinque secoli dalla morte, seguito dal promettente assaggio di vini delle aziende più antiche della regione. Ovviamente anche oggi, fino alle 18, saranno aperti i banchi di assaggio di Refosco e Terrano, pregiato rosso del Carso della stessa “famiglia” viticola, abbinati a prodotti tipici del territorio. Fulcro di tutto, come sempre, la centralissima sala Bergamas.

La premiazione di Claudio Fabbro.

Si avvia così a conclusione la bella e importante rassegna – un vero peccato che pure questa iniziativa sia stata disturbata dal maltempo che ha imperversato in questi giorni e che purtroppo continua – organizzata dal Comune e dalla Pro Loco, con la regìa di Stefano Cosma. Era stata inaugurata ufficialmente venerdì con una importante cerimonia che era seguita alla lectio magistralis di Angelo Costacurta dedicata proprio ai Refoschi. Momento focale della stessa la consegna delle statuette del Patriarca Noè – tanto che questi premi vengono simpaticamente definiti anche “oscar del vino Fvg” – a due applauditi esponenti della vitivinicoltura regionale: Claudio Fabbro, agronomo, enologo, giornalista in quanto appassionato e coinvolgente divulgatore del mondo della vite e del vino, nonché delle eccellenze, Made in Friuli Venezia Giulia, e i Produttori del Refosco di Faedis, altrettanto appassionati e tenaci nel difendere il loro gioiello, tanto da rivendicare e ottenere dallo Stato il riconoscimento di una specifica sottozona per questo vino che, assieme al Refosco dal peduncolo rosso, rappresenta uno dei vanti del Vigneto Fvg. Come fosse il Barolo di casa nostra, tanto è pregiato questo vino d’antiche radici, le cui origini si fanno risalire addirittura all’epoca romana, allo splendore anche vitivinicolo di Aquileia con il suo fertile Agro. E altri riconoscimenti, come avevamo annunciato, sono andati al vignettista Francesco Tullio Altan – il “padre” della Pimpa – e all’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo, splendida cittadina della costa istriana.
Sul palco della Bergamas numerose autorità accolte dal sindaco Linda Tomasinsig: tra queste anche l’ex assessore all’Agricoltura e oggi consigliere regionale, Cristiano Shaurli, orgoglioso di festeggiare i suoi concittadini produttori del Refosco di Faedis che sicuramente nuove soddisfazioni darà alla vitivinicoltura di questa importante area dei Colli orientali del Friuli.

Tutti i protagonisti della cerimonia.

Cala dunque il sipario anche su questa edizione del Gran Premio Noè, prestigiosa manifestazione enologica che vanta oltre mezzo secolo di vita, in quanto nata nell’ormai lontano 1965 agli albori del rilancio della produzione vitivinicola regionale attraverso l’istituzione delle denominazioni di origine controllata, per le quali apripista è stata quella del Collio (seguito poi dalla Isonzo), i cui vignaioli hanno il merito di aver creato il primo Consorzio Doc del Friuli Venezia Giulia. In questo mezzo secolo un grosso aiuto per la valorizzazione dell’immagine dei nostri vini l’ha dato proprio questa manifestazione gradiscana. E allora lunga vita al Gran Premio Noè!

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In copertina, ecco gli insigniti delle statuette del Gran Premio Noè sul palco di Gradisca d’Isonzo.

(Foto Archivio Fabbro)

Il Biwa 2019 premia Carso e Colli orientali con Vitovska e Picolit

di Gi Elle

Il Friuli Venezia Giulia ha piazzato due etichette fra le 50 che la giuria internazionale del Biwa (il Best Italian Wine Awards, ideato da Luca Gardini, sommelier già campione del mondo) ha scelto per l’annuale classifica. E si tratta di due vini di “nicchia” che provengono da altrettante prestigiose zone Doc: Carso e Colli orientali del Friuli. Eccoli: la Vitovska 2017  Venezia Giulia Igt di Zidarich e il Picolit Docg Cof 2016 di Dario Coos. Due piccole, ma rinomate aziende espresse da ambienti vitivinicoli fra i più considerati delle citate denominazioni di origine: Prepotto del Carso, in Comune di Duino Aurisina, e Ramandolo di Nimis, famose per altri grandi vini dei rispettivi territori come il Terrano e la Malvasia, nel primo caso; il Ramandolo Docg, del quale è in atto la vendemmia, proprio in questi giorni, nel secondo. E per quanto riguarda più espressamente il grande vino dolce – protetto dal primo marchio Docg concesso nel Vigneto Fvg -, ottenuto sulle colline digradanti dal monte Bernadia, si stanno definendo gli ultimi dettagli organizzativi in vista della ormai celebre manifestazione novembrina “Oro di Ramandolo”.

Picolit

Ma ecco la classifica completa:

  1. Tenuta San Guido – Sassicaia 2016 – TOSCANA
  2. Burlotto – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  3. Cantina Tramin – Terminum 2016 – ALTO ADIGE
  4. Petrolo – Galatrona 2017 – TOSCANA
  5. Lusignani Alberto – Vin Santo di Vigoleno 2009 – EMILIA ROMAGNA
  6. Florio – Donna Franca – SICILIA
  7. Casanova di Neri – Cerretalto 2013 – TOSCANA
  8. Poliziano – Le Caggiole 2016 – TOSCANA
  9. Grattamacco Collemassari – Grattamacco 2016 – TOSCANA
  10. Broglia- Vecchia Annata 2010 – PIEMONTE
  11. Ca’ del Bosco – Annamaria Clementi 2009 – LOMBARDIA
  12. Fratelli Alessandria – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  13. Cantina S. Michele Appiano – Appius 2014 – ALTO ADIGE
  14. Cantina Terlano – Terlaner I G. Cuvée 2016 – ALTO ADIGE
  15. Marco De Bartoli – Vecchio Samperi Perpetuo – SICILIA
  16. Giuseppe Quintarelli – Amarone classico 2011 – VENETO
  17. Donnafugata – Ben Ryé 2016 – SICILIA
  18. Ferrari – Giulio Rosé Riserva 2007 – TRENTINO
  19. Uberti – Dequinque Cuvée – LOMBARDIA
  20. Torre San Martino – 1922 2016 – EMILIA ROMAGNA
  21. Tornatore – Trimarchisa 2016 – SICILIA
  22. Roagna – Barbaresco Asili 2013 – PIEMONTE
  23. Elvio Cogno – Barolo Ravera 2015 – PIEMONTE
  24. Manincor – Réserve della Contessa 2018 – ALTO ADIGE
  25. Azelia di Scavino – Barolo Margheria 2015 – PIEMONTE
  26. AR.PE.PE. – Rocce Rosse 2009 – LOMBARDIA
  27. Dario Coos – Picolit 2016 – FRIULI VENEZIA GIULIA
  28. Cantine Dei – Madonna delle Querce 2015 – TOSCANA
  29. Valentini – Trebbiano d’Abruzzo 2015 – ABRUZZO
  30. Monte Rossa – Fuoriserie N.021 – LOMBARDIA
  31. Il Cellese – Sor Bruno 2014 – TOSCANA
  32. Cusumano – Alta Mora 2018 – SICILIA
  33. Sette Ponti – Vigna dell’Impero 1935 2016 – TOSCANA
  34. Il Marroneto – Madonna delle Grazie 2013 – TOSCANA
  35. Roccapesta – Calestaia 2015 – TOSCANA
  36. Frescobaldi – Mormoreto 2016 – TOSCANA
  37. Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2015 – TOSCANA
  38. Donna Olimpia 1898 – Millepassi 2016 – TOSCANA
  39. Marisa Cuomo – Fiorduva 2017 – CAMPANIA
  40. Santa Barbara – Tardivo ma non tardo 2017 – MARCHE
  41. Giovanni Rosso – Barolo Vigna Rionda 2015 – PIEMONTE
  42. Isole e Olena – Cepparello 2016 – TOSCANA
  43. Zidarich – Vitovska 2017 – FRULI VENEZIA GIULIA
  44. Ca’ del Baio – Barbaresco Asili 2016 – PIEMONTE
  45. Conte Emo Capodilista – Donna Daria 2016 – VENETO
  46. Barale Fratelli- Barolo Bussia 2015 – PIEMONTE
  47. Podere Il Carnasciale – Il Caberlot 2016 – TOSCANA
  48. Elena Fucci – Titolo 2017 – BASILICATA
  49. Cavallotto – Barolo Riserva Vignolo 2013 – PIEMONTE
  50. Andrea Felici – Il Cantico della Figura 2016 – MARCHE

Vitovska

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In copertina, colori d’autunno ormai nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.