Il Carso goriziano, triestino e sloveno laboratorio europeo di biodiversità: le comunità come tutelano gli ecosistemi?

La tutela della biodiversità e la risposta ai cambiamenti climatici rappresentano oggi una delle principali sfide strategiche per l’Europa. In questo scenario il Carso, territorio fragile e straordinariamente ricco dal punto di vista ambientale che si distende tra Trieste, Gorizia e le aree confinarie della Slovenia, diventa un laboratorio transfrontaliero di sperimentazione e buone pratiche grazie al progetto Kras4Us cofinanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia 2021–2027.

Aleš Pernarčič


Azioni pilota, monitoraggi scientifici, nuovi modelli di gestione sostenibile: la mission del progetto è costruire strumenti concreti per la tutela del Carso transfrontaliero, coinvolgendo attivamente comunità locali, agricoltori e operatori del territorio. A guidare questo percorso una partnership composta da Gal Carso – Las Kras con Università del Litorale, BirdLife Slovenia e l’Autorità governativa slovena. Tra le attività aperte al pubblico spiccano le Serate biologiche, incontri di divulgazione scientifica con esperti del settore. Il prossimo appuntamento è in programma mercoledì 4 marzo alle 19.00 con il talk online del direttore di Gal Carso – Las Kras, Aleš Pernarčič (link Zoom: https://bioloski-veceri.famnit.upr.si/sl/program/), che approfondirà il ruolo attivo della popolazione locale nel mantenere alto il livello di biodiversità del Carso triestino e goriziano.
Tra i territori più ricchi e complessi dell’area italo-slovena, il Carso custodisce 23 habitat di interesse comunitario (di cui 5 prioritari), 6 specie vegetali di interesse comunitario – comprese specie endemiche – e 27 specie animali, esclusi gli uccelli. Un vero “mosaico” dove ambienti diversi si alternano e si integrano, dando vita a un sistema tanto prezioso quanto vulnerabile. «Proteggere e implementare la biodiversità del Carso rappresenta una sfida che riguarda tutti e può essere vinta solo con il pieno coinvolgimento di enti pubblici, soggetti privati, agricoltori e comunità locali, con il supporto di ricercatori ed esperti», sottolinea Aleš Pernarčič. «La gestione sostenibile del territorio non è solo una priorità ambientale, ma una responsabilità condivisa che richiede modelli partecipati e visione a lungo termine».
Preservare questa ricchezza significa tutelare l’identità stessa del territorio e costruire un equilibrio possibile tra natura, comunità ed economia, principi fondanti del progetto Kras4Us. Nel corso dell’incontro Pernarčič approfondirà temi centrali come la protezione dei siti degradati, la tutela degli habitat seminaturali — in particolare le aree agricole — e la creazione e il mantenimento dei corridoi ecologici, strumenti essenziali per garantire continuità ambientale e adattamento ai cambiamenti climatici. Kras4Us proseguirà con ulteriori incontri con esperti — il prossimo il 18 marzo — e con attività esperienziali aperte al pubblico durante la primavera, in fattorie e agriristori del Carso triestino e goriziano. Tutte le informazioni sono disponibili sui canali social di Gal Carso / Las Kras, Trieste Green e sul sito ita-slo.eu

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In copertina, panoramica su un tipico ambiente del Carso triestino.

Carso, un “laboratorio” europeo di biodiversità, resilienza e sviluppo sostenibile: via alle serate biologiche

In un territorio fragile e straordinario come il Carso, dove biodiversità, attività umane e cambiamenti climatici si intrecciano in modo sempre più complesso, Kras4Us si propone come un laboratorio europeo di buone pratiche per la conservazione e il ripristino degli ecosistemi. Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia 2021-2027 e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il progetto promuove azioni pilota, monitoraggi scientifici e nuovi modelli di gestione sostenibile, coinvolgendo attivamente comunità locali, agricoltori e operatori del territorio. Il progetto riunisce le partnership di Gal Carso – Las Kras, Università del Litorale (University of Primorska), Dopps – BirdLife Slovenia e l’Autorità governativa slovena responsabile della gestione, protezione e conservazione del Parco regionale delle Grotte di Škocjan, per una visione strategica del paesaggio carsico transfrontaliero.


A fare il punto sui primi risultati e sulle prospettive del progetto è stato il Simposio sulle buone pratiche per la conservazione della biodiversità nel paesaggio agricolo del Carso, svoltosi di recente a Isola, in Slovenia,con una giornata coordinata dal direttore del Gal Carso Aleš Pernarčič che ha approfondito tre aree principali: gestione sostenibile di pascoli, prati e stagni, ripristino delle aree colpite dagli incendi, rapporto tra biodiversità ed economie circolari. L’incontro ha evidenziato la complessità del sistema carsico e l’importanza di una cooperazione transfrontaliera basata su solide evidenze scientifiche. «Proteggere la biodiversità significa anche proteggere l’identità del paesaggio carsico», ha sottolineato Vladimir Ivović, dell’Università del Litorale, mentre la responsabile del progetto Sara Zupan ha evidenziato la necessità di trasformare la conoscenza scientifica in strumenti operativi condivisi.

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione attiva del territorio: le praterie carsiche, tra gli habitat più ricchi di specie in Europa, dipendono da pratiche come pascolo e sfalcio, mentre gli stagni rappresentano habitat essenziali per la riproduzione degli anfibi in un ambiente povero di acque superficiali. Ampio spazio è stato riservato anche al tema degli incendi, interpretati come segnale di un sistema sotto pressione, con interventi sul piano antincendio del Carso, sugli effetti del grande incendio del 2022 sull’avifauna e sulle conseguenze per le comunità di impollinatori. Le riflessioni hanno inoltre affrontato questioni legate all’abbandono agricolo e alla frammentazione fondiaria. Il simposio ha confermato il potenziale del Carso come laboratorio di soluzioni replicabili a livello europeo, sottolineando come Kras4Us rappresenti non solo un progetto di ricerca, ma un percorso condiviso per rafforzare la resilienza degli ecosistemi e il rapporto tra ambiente e comunità.
Tutte queste tematiche saranno ulteriormente trattate in un ciclo di incontri con esperti di settore, le “Serate biologiche”, aperte a tutti in presenza nella sala conferenze dell’Università del Litorale oppure online (https://bioloski-veceri.famnit.upr.si/sl/program/), sempre con inizio alle 19. Dopo l’incontro di oggi, 18 febbraio, sul destino dei pesci cartilaginei nel Mar Adriatico, il tema degli incendi sarà trattato mercoledì 4 marzo nell’incontro “L’impatto degli incendi sulla flora carica”, mentre il 18 marzo sarà la volta di “Impollinatori nei territori carsici bruciati”, il 1° aprile sarà la volta dell’incontro “Le praterie ed i prati da sfalcio del Carso italiano e sloveno, tra conservazione e gestione”.

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In copertina e all’interno, tre splendide immagini del Carso in riva al mare Adriatico e nell’entroterra, oltre ai partecipanti al Simposio di Isola in Slovenia.

Grandi Verticali, dopo San Dorligo e Nimis le Città del vino Fvg danno appuntamento a Capriva protagonista Moraro con le eccellenze dell’Isonzo

Terza tappa con Le Grandi Verticali delle Città del Vino. Dopo l’esordio di successo a San Dorligo della Valle e a Nimis – nelle province di Trieste e di Udine tra le Doc Carso e Colli orientali del Friuli (con la Docg Ramandolo) -, prosegue ora in quella di Gorizia il programma di queste invitanti serate sul territorio alla scoperta dei vini autoctoni in abbinamento a sapori locali con l’organizzazione dal Coordinamento regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Lo slogan scelto in questo 2026 è “Abbinalo tu!”, proprio per raccontare come i partecipanti potranno scoprire insoliti e speciali accostamenti enogastronomici.
Infatti, il prossimo appuntamento di questa nuova serie è fissato assieme alla Città del Vino di Moraro che ha scelto come location l’azienda agricola Budignac (nella vicina Capriva del Friuli) giovedì 12 febbraio, alle 19.30. Il curatore Matteo Bellotto, filosofo ed esperto di vino, ha dato come titolo alla serata “L’Isonzo e il suo incessante lavoro”. Ospite speciale della serata, invitato dal gruppo no profit Degustare in compagnia partner del progetto, sarà Joško Sirk, patron del ristorante stellato La Subida di Cormons. Saranno presenti con i propri vini le cantine Amandum, Cuessa e Murva abbinati ai gusti dei salumi Tonut, della Rosa dell’Isonzo di Blasizza e dei panificati Iordan.
«Il progetto de Le Grandi Verticali delle Città del Vino – sottolinea Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino – fa registrare sempre maggiore interesse da parte dei winelovers. Le prime tappe hanno dimostrato come questo sarà un viaggio ricco di gusto e di piacevoli scoperte. Ora appuntamento con la Città del Vino di Moraro».
Un’iniziativa sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg e Banca 360 Fvg in collaborazione con Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia, Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina e il gruppo no profit Degustare in compagnia. Ci sono ancora dei posti disponibili. Costo 35 euro a persona contattando la Pro Loco Mitreo Duino Aurisina prolocoaurisina@libero.it – 348 5166126.

LE ALTRE TAPPE

Palazzolo dello Stella, giovedì 26 febbraio – Una terra che guarda le montagne con alle spalle il mare e viceversa, capace di essere commovente e delicata con i suoi aromi salini e la sua leggerezza. Malvasie che sembrano tramonti, Friulano capaci di incantare con la loro freschezza e Refoschi di carattere e sinceri, insieme a Traminer avvolgenti di aromi. Abbineremo con Pesce della Valle del Lovo, le orticole delle Fornaci del Zarnic e i lievitati di Gorgo di Latisana.

Cervignano del Friuli, giovedì 12 marzo – Gli aromi profondi dei vini dell’agro aquileiese alla ricerca dell’abbinamento perfetto con: cioccolato Cocambo, panificati Orso, formaggi Gortani, tra Refoschi, Malvasie, Friulano, Traminer, Pinot Bianco…

Torreano, giovedì 26 marzo – Dove il vento va a nascondersi per partire verso la pianura, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli con vini di enorme carattere e sensualità tra Friulano, Sauvignon , Pinot bianco, Refosco, Verduzzo accompagnati da formaggi caprini, salumi nostrani incontrano l’arte della lievitazione.

Dolegna del Collio, mercoledì 8 aprile – L’eleganza e la freschezza dei vini del Collio sorprenderanno con la pulizia e la potenza abbinati a: panificati Codromaz, salumi Rodaro, formaggi Asan e la Mussa. Tra Sauvignon, Pinot Bianco, Uvaggi e molte altre sorprese tutto alla cieca.

San Quirino giovedì, 23 aprile – La delicatezza della pianura friulana d’occidente tra Pinot Grigio, Sauvignon, vitigni dimenticati e molto altro per incontrare salumi Del Norcino, panificati Blamek, formaggi e salumi Al Castelu.

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In copertina e all’interno tre immagini della serata alla Distilleria Ceschia di Nimis: le bravissime addette al servizio vini in uno scatto di Daniele Modesto per Blue Foto.

Via libera dell’Unione Europea al “Pacchetto vino” accolto con soddisfazione dalle oltre 500 Cdv. Il presidente Radica: dà risposte concrete, siamo grati ai parlamentari italiani

(g.l.) Via libera al “Pacchetto vino” da parte dell’Ue. Reazione positiva da parte dell’Associazione nazionale Città del vino – alla quale, tra gli oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola, ce ne sono anche una quarantina del Friuli Venezia Giulia – che si esprimono attraverso una nota del presidente Angelo Radica. «Apprezziamo – afferma il leader delle Cdvi – lo sforzo della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo nella quale i componenti italiani hanno dato un contributo importante». Radica poi prosegue: «Il cosiddetto “Pacchetto vino” si poneva l’obiettivo di fornire risposte concrete: migliorare la sostenibilità, rafforzare la redditività delle imprese, semplificare i processi burocratici e rilanciare l’export, evidenziare e preservare la funzione sociale ed economica del settore. Per questo ultimo obiettivo, la Commissione introduce strumenti per tutelare le economie rurali, contrastare il rischio di sovrapproduzione distruttiva, favorire l’innovazione e dare impulso al turismo del vino, considerato oggi leva strategica per molte regioni europee».

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Grandi Verticali, si parte!

Sarà il Carso a dare il via oggi, 15 gennaio, alle Grandi Verticali del vino 2026. Come già annunciato, l’appuntamento è a San Dorligo della Valle – Dolina, Comune della provincia di Trieste pure compreso nella prestigiosa Doc che eccelle con i bianchi Malvasia e Vitovska e con il rosso Terrano. L’incontro degustativo – primo della terza edizione della brillante iniziativa delle Città del vino Fvg guidate da Tiziano Venturini – si terrà, alle 19.30, nella sede della Cantina Parovel in Località Bagnoli della Rosandra – Boljunec. La serata s’intitola “Il Breg e la sua voce” ed è curata, come anche in passato e come sarà nelle serate successive, dall’esperto Matteo Bellotto:  i vini che accompagneranno pesce Zobec, panificati Spacciopani e salumi Bajta e saranno presentati della cantine Parovel, Ota, Kocjančič, Zahar, Sancin e Merlak. Il successivo incontro si terrà, invece, nella provincia di Udine, esattamente a Nimis, giovedì 29 gennaio, sempre alle 19.30. Protagonista, in questo caso, sarà il pregiato\\ Ramandolo Docg.

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Tra le principali novità del provvedimento – illustra ancora il presidente Radica – c’è, per favorire l’allineamento tra produzione e domanda, la possibilità per gli Stati membri di incentivare misure per evitare la sovrapproduzione — come l’estirpazione di vigneti in eccesso (grubbing-up) o il diradamento anticipato — con l’obiettivo di stabilizzare il mercato. «Riguardo lo strumento dell’estirpazione, fortemente sostenuto dai francesi, ci auguriamo – precisa – che l’Italia non se ne avvalga, essendo una decisione appannaggio dello Stato membro. Dal punto di vista dei Comuni vitivinicoli, per i territori rurali che rappresentiamo potrebbe costituire una scelta rischiosa per una serie di motivi: perdita di paesaggio, desertificazione rurale, effetti irreversibili e incoerenza con turismo e identità territoriale», sottolinea il massimo esponente delle Città del vino. «Accogliamo, invece, con favore – continua – l’introduzione della flessibilità dei nuovi impianti, strumento giusto e efficace, con il superamento del vecchio meccanismo dei diritti di impianto, l’introduzione di un periodo di revisione decennale per l’impianto dei vigneti e la previsione di incentivi comunitari per investimenti volti ad adattare la viticoltura ai cambiamenti climatici, con possibilità di coprire fino all’80% dei costi eleggibili».
Il presidente Radica aggiunge infine: «Giuste sono anche l’armonizzazione e la semplificazione delle regole sulle etichette e le informazioni obbligatorie, che riducono oneri amministrativi e facilitano il commercio su scala europea e internazionale. Diamo, inoltre, un giudizio positivo sul potenziamento degli strumenti di promozione nei mercati internazionali, sul sostegno all’enoturismo e alle attività agro‑turistiche legate alla viticoltura nelle aree rurali: proponiamo che in sede di attuazione l’enoturismo divenga asse portante attraverso l’integrazione nella Pac”. Infine, sulle novità per vini a basso o zero alcol e la regolamentazione della classificazione per vini “alcohol-free” (0.0%) e “reduced-alcohol”, rispondendo all’evoluzione dei gusti e delle abitudini di consumo, Radica ribadisce con tono molto deciso: «Noi continuiamo, però, a ritenere che non debbano essere chiamati vino».
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In copertina, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica.

Ambasciatori Città del vino, sesta edizione del concorso letterario organizzata con il Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” di Duino Aurisina

Quando il vino incontra l’archeologia: questo il tema del nuovo concorso letterario dell’Associazione Nazionale Città del Vino, giunto alla sesta edizione. Si tratta di “Racconti intorno al Vino”, importante iniziativa culturale organizzata a cura del Coordinamento degli Ambasciatori di Città del Vino. Dopo il successo delle precedenti cinque edizioni, il Premio rinnova anche quest’anno importanti collaborazioni: prosegue, infatti, il sodalizio con il Gruppo Ermada “Flavio Vidonis”, promotore del festival del libro “Duino&Book”, rassegna letteraria che anima Duino Aurisina, nel cuore del Carso, città del vino triestina di confine. Il Gruppo duinese metterà a disposizione i premi per i cinque vincitori del concorso. Continua, inoltre, la collaborazione con Edizioni Jolly Roger, che curerà la stampa e la distribuzione nazionale del volume collettivo che nascerà dalla selezione dei racconti vincitori e segnalati.

Vino e Archeologia – Il fil rouge dell’edizione 2026 del concorso “Racconti intorno al Vino” e dedicato a Nino D’Antonio – giornalista, scrittore, saggista e grande amico delle Città del Vino – invita gli autori a esplorare il dialogo tra vino e archeologia, due universi legati dalla stessa radice: la memoria del tempo. “Vino e Archeologia” significa raccontare la vita che scorre sotto la superficie delle pietre antiche, le anfore riportate alla luce dagli scavi, le viti addomesticate dai popoli del Mediterraneo, i riti del banchetto e del sacrificio, i miti di Dioniso e Bacco. Ma significa anche osservare i paesaggi contemporanei che custodiscono ancora oggi questa lunga eredità. Nei racconti potranno rivivere i gesti dei vignaioli di un tempo, le scoperte che restituiscono sapori perduti o le voci di chi, nel presente, riscopre la storia attraverso un calice di vino. intende valorizzare la scrittura come strumento di narrazione dei territori, dei loro patrimoni materiali e immateriali, e di quella cultura del vino che unisce tradizione, identità e conoscenza.

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Ricordo di Paolo Benvenuti

Le Città del Vino, con il presidente nazionale Angelo Radica, ricordano Paolo Benvenuti a quattro anni dalla scomparsa. «Il mio pensiero – scrive Radica – va a Paolo Benvenuti, storico direttore dell’Associazione nazionale Città del Vino, scomparso il 9 gennaio 2020, all’età di 66 anni». Benvenuti è stato anche Amministratore unico a Siena (città dove abitava) di Enoteca Italiana, tra 2014 e 2015, con le Città del Vino: «Paolo è stato una persona di grande visione, di grande personalità, con una notevole passione e una grande capacità di leggere i fabbisogni del territorio e legarli insieme in un progetto di caratura nazionale e internazionale», aggiunge Radica. «Con la sua generosità e capacità ha saputo creare un movimento che oggi conta oltre 500 Comuni in tutta Italia, fa parte della rete europea Recevin che riunisce oltre 800 Comuni in Spagna, Portogallo, Italia accomunati dal binomio qualità delle produzioni enologiche e bellezza del paesaggio vitivinicolo. Un affettuoso e sentito ricordo di Paolo – conclude il presidente Cdv – e un abbraccio alla moglie Federica Rinaldi ed ai figli».

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Finalità del Premio – L’obiettivo è promuovere, attraverso la scrittura, la cultura del vino come parte integrante della storia, dell’arte e dell’archeologia italiana, diffondendo il valore del racconto come mezzo per custodire e rinnovare la memoria dei luoghi e delle persone che ne fanno parte. I racconti dovranno ispirarsi al tema “Vino e Archeologia”, inteso in senso ampio, e potranno sviluppare trame ambientate nel passato o nel presente, reali o di fantasia, in cui il vino rappresenti un elemento centrale o simbolico legame fra l’uomo e le sue radici. La lunghezza richiesta è compresa tra 15.000 e 40.000 battute (spazi compresi); sono ammesse lievi deroghe. Ogni autore potrà inviare un solo racconto, in lingua italiana e rigorosamente inedito.

La partecipazione – I racconti dovranno essere inviati via e-mail entro e non oltre martedì 30 giugno 2026 all’indirizzo: nepi@cittadelvino.com. La partecipazione prevede un contributo di 10 euro, da versare tramite bonifico bancario. La copia della contabile dovrà essere allegata all’opera e alla scheda di iscrizione. La Giuria sarà composta da personalità del mondo culturale e letterario; i nominativi saranno comunicati successivamente. Le decisioni della Giuria sono insindacabili e inappellabili. Potranno inoltre essere assegnate menzioni speciali e segnalazioni. Saranno premiati cinque racconti: a ciascun autore verrà assegnato un premio in denaro di 500 Euro. I premi sono messi a disposizione dal Gruppo Ermada “Flavio Vidonis”. I vincitori verranno resi noti entro il 18 settembre 2026. Informazioni sulla cerimonia di premiazione, che si svolgerà nell’ambito della Convention d’Autunno delle Città del Vino, verranno resi noti più avanti.

Per informazioni:
Giulia Nepi
Tel. 0577 353144
E-mail: nepi@cittadelvino.com

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In copertina, il presidente nazionale degli Ambasciatori Città del vino Carlo Rossi.

Transizione energetica, nel Vigneto Fvg la norme allo studio mettono a rischio Colli orientali, Collio e Carso. Otto le proposte di modifica che le Città del vino hanno presentato con Angelo Radica anche per la tutela dei siti Unesco

(g.l.) Ci sono rischi di compromissione paesaggistica e produttiva, alla luce degli obiettivi stabiliti dalla normativa sulla transizione energetica, per gli ambiti vitivinicoli di pregio del Friuli Venezia Giulia, come Colli orientali, Collio e Carso. E questi rischi fanno parte dei punti critici conntenuti nelle osservazioni che le Città del vino hanno presentato nei confronti della normativa in esame al Senato. Un giudizio in chiaroscuro, infatti, quello dell’Associazione nazionale, di cui fanno parte oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola – una quarantina quelli del Vigneto Fvg -, che è stata audita dall’ottava commissione del Senato “Ambiente, Transizione ecologica, Energia, Lavori pubblici, Comunicazioni, Innovazione tecnologica”, sul decreto “Transizione 5.0” e sulla disciplina delle aree idonee all’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile. L’Associazione ha, pertanto, consegnato un documento in cui vengono illustrate otto proposte di emendamenti per migliorare la normativa.

«Un passo in avanti rispetto alla normativa precedente è il chiarimento del divieto di realizzare impianti nelle aree agricole – ha affermato il presidente di Città del Vino, Angelo Radica -, ma dall’altro lato riteniamo che la quota del tre per cento di superficie agricola utilizzabile a livello regionale, fissata dal provvedimento, sia eccessiva, così come un vulnus è l’assenza di una disciplina transitoria che è stata una delle ragioni per le quali la legge precedente fu annullata dal Tar del Lazio. Ancora: la definizione dell’agrivoltaico c’è, ma rischia di non essere sufficientemente chiara e di lasciare spazio ad interpretazioni, e sull’eolico si dice poco. Riteniamo poi che la disciplina della distanza dagli impianti industriali e dalle autostrade per realizzare fotovoltaico nelle aree agricole sia inadeguata».
Otto, dunque, le proposte di modifica contenute nel documento consegnato dalle Città del Vino ai componenti della Commissione di Palazzo Madama, in cui si chiede di: «dare maggiore spazio ai Comuni nei processi decisionali; gerarchizzare le aree idonee mettendo in testa le superfici artificiali, poi le infrastrutture esistenti e quindi le coperture e i parcheggi; condizionare l’idoneità delle fasce agricole contigue agli impianti industriali e alle autostrade a una valutazione di basso valore e pregio; rendere più restrittiva la disciplina delle deroghe al divieto all’installazione di fotovoltaico a terra su aree agricole; introdurre criteri nazionali uniformi per la definizione delle aree agricole di pregio, da tutelare; ridurre o almeno lavorare per diversificare e rendere meno impattante la soglia massima regionale del tre per cento di superficie agricola utilizzabile; tutelare l’integrità visiva e il valore universale eccezionale dei siti Unesco». Come si diceva all’inizio, vengono anche segnalati i rischi di compromissione paesaggistica e produttiva, alla luce degli obiettivi stabiliti dalla normativa, per gli ambiti vitivinicoli di pregio del Friuli Venezia Giulia (Colli Orientali, Collio, Carso). Come pure nelle aree riconosciute Patrimonio dell’Umanità che fanno capo ad Aquileia, Cividale e Palmanova, città che sorgono all’interno di prestigiose aree vitivinicole. Per cui servono correttivi atti a ridurre le negative eventualità evidenziate dalle Città del vino.

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In copertina, una splendida veduta dei Colli orientali del Friuli; all’interno, altre bellissime immagini di Collio e Carso; al centro, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica.

Sapori del Carso, appuntamento domenica da Ceroglie al monte Cocco assieme ai Curiosi di natura

Per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 26 ottobre, a Duino Aurisina, la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle 9.30 alle 13, l’escursione per tutti “Da Ceroglie al Monte Cocco”. Una camminata su sentieri tra i boschi e la landa carsica, con scorci sul mare, fino alla cima del Monte Cocco. Da lì, tra rupi carsiche, grotte e resti di trincee della Grande Guerra, la vista spazia sul Carso e le Alpi Giulie.
Un facile percorso di 7 km, su 200 metri di dislivello. Uscita per persone in normali condizioni fisiche; sono consigliate scarpe da escursione o con suole antiscivolo. Ritrovo alle 9.10, al parcheggio del Campo sportivo di Visogliano, a Duino Aurisina. Quote di partecipazione: adulti 12 euro; 6 i minori di 14 anni, gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o cell. 340.5569374. Dopo l’uscita, e fino al 9 novembre, possibilità di pasti e spuntini di “Sapori del Carso” con i ristoratori convenzionati, con un buono sconto del 10%. Programma in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje), Le uscite successive si terranno le domeniche, sempre dalle 9.30 alle 13: il 2 novembre si andrà dal borgo carsico di Col, ai piedi della rocca di Monrupino, fino alla cima del Monte Orsario, tra panorami sui monti della Slovenia e pittoreschi fenomeni carsici. Ritrovo alle 9.10 al cimitero di Col.

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In copertina, il fascino dei colori autunnali sul Carso e qui sopra uno scorcio di Ceroglie in Comune di Duino Aurisina.

Le Notti del vino invitano da questa sera a Monrupino, Sesto al Reghena, Premariacco e Ronchi dei Legionari

(g.l.) Fine settimana tutto all’insegna delle Notti del vino, in Friuli Venezia Giulia, con gli appuntamenti di Monrupino, sul Carso, Sesto al Reghena, Premariacco e Ronchi dei Legionari. Le previste serate di Povoletto. Aquileia e Palazzolo dello Stella sono state invece annullate: nel paese alle porte di Udine, causa previsioni meteo avverse, la Notte organizzata per domani, tutta all’aperto, a Villa Pitotti è stata cancellata, così pure quella in riva al meraviglioso fiume delle risorgive; nella città romana e patriarcale, invece, il doppio appuntamento è stato invece trasferito al 9 e 10 agosto. Ma ecco il dettaglio delle proposte che ci attendono da oggi a sabato prossimo.

MONRUPINO – Appuntamento oggi alla Rocca del Tabor. Alle ore 19.30 apertura delle degustazioni con produttori locali Bizjak Col, Gomizelj Repen, Milia Damijan Repen, Pr Stršin’veh Col, Skabar Miloš Repen, Tavčar Renzo Repen. Ristoratori: Križman Repen, Brin Col, Al Carso Col. E dalla parte slovena dell’ex territorio del Comune di Monrupino-Repentabor arriveranno Oštirjeva kmetija Voglje, Kmetija Metljak Dol pri Vogljah, Čotova klet Vrhovlje, Gostilna Ravber Dol pri Vogljah, Gostilnica Ruj Dol pri Vogljah. Inoltre, mostra della produzione di manufatti in carta Fiori che non appassiscono a cura del Rz Repentabor. Accompagnamenti musicali con la fisarmonica a cura del maestro Fulvijo Jurinčič. Nel corso della serata intratterrà con i suoi interventi Tatjana Malalan – comica stand-up. Ticket di degustazione 25 euro cauzione di 5 euro per il bicchiere. Prevendita online ed in loco, oltre che da Ticketpoint Trieste Info: +39 348.5166126 prolocoaurisina@libero.it

Monrupino

SESTO AL REGHENA – Questa sera, in Piazzetta Burovich, dalle ore 19.30 ci sarà la possibilità di partecipare all’Osteria dell’Architetto, un nuovo progetto dedicato agli appassionati di architettura e vino nato da un’idea di Fiorenzo Valbonesi e Roberto Bosi. Occasione di confronto dove gli ospiti selezionati, in dialogo aperto con i partecipanti, si misureranno su architettura, vino e territorio, accompagnati dalla degustazione di vini e prodotti locali. Durante le Notti del Vino di Sesto al Reghena, tra una portata e l’altra a cura del ristorante Parco Vittoria, si alterneranno personalità della cultura, del design e del paesaggio, accompagnati da momenti musicali dal vivo. Saranno ospiti Marco Minuz, fondatore dell’impresa culturale Suazes che parlerà di sinergie fra cultura e impresa, Erica Nonis ed Edoardo Del Conte, architetti che ci racconteranno MĀNDI, uno spazio di unione culturale, il primo riad a Marrakech con cucina friulana firmata da el Bekér Fabrizio Nonis, e Markus Scherer, architetto di Merano che illustrerà il progetto della cantina Nals-Margreid a Nalles (Bolzano). La serata sarà allietata dagli intermezzi musicali di Mauro Darpin e Gianpaolo Rinaldi. Menù a base di prodotti locali a cura di Ristorante Parco Vittoria e vini della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Costo euro 25 a persona. Informazioni presso punto IAT Piazza Castello, 5 | Tel +39 0434.699701 | mail infopoint.sesto@gmail.com

PREMARIACCO – Le Notti del Vino arrivano domani, 25 luglio, nel Comune di Premariacco: appuntamento nel Parco Scultoreo di Braida Copetti. Assieme al Comune l’associazione Arthur Zico di Orsaria coordinerà le 18 aziende vitivinicole del territorio di Premariacco e i 5 ristoratori locali, garantendo un’esperienza enogastronomica di altissimo livello. L’edizione 2025 avrà un “padrino” d’eccezione: a guidare l’evento sarà il Vladimiro Tulisso, delegato Ais Sommelier del Friuli Venezia Giulia. Noto cultore e giornalista del mondo enoico, Tulisso ha scritto numerosi libri sulla viticoltura friulana e conduce diverse trasmissioni radiofoniche dedicate al vino. La sua presenza arricchirà ulteriormente l’esperienza, offrendo preziosi spunti e approfondimenti. La manifestazione prenderà il via alle ore 19.30. La cerimonia inaugurale con le autorità si terrà alle ore 20, in una cornice davvero speciale, presso una delle affascinanti “sculture sonore” di Pinuccio Sciola. La serata proseguirà con degustazioni libere delle eccellenze vinicole. Presenti le cantine La Sclusa, Monviert, Scarbolo Sergio, La Fuea, Nadalutti, Cernetig Paolo, Ermacora Dario&Luciano. La Magnolia, Grappolo d’Oro, Rocca Bernarda, Dorigo Alessio, Bonessi, Sirch, Alturis, Gildo, Marinig Maurizio, Zorzettig, Galliussi. Per le degustazioni offerte dai 5 ristoratori locali, sarà necessario utilizzare i tagliandini forniti all’ingresso. Verso la fine della serata, un angolo dedicato alla mixology a tema vino e liquori, accompagnato da musica di sottofondo, offrirà un tocco finale di raffinatezza. Durante la manifestazione, i partecipanti avranno l’opportunità unica di effettuare visite guidate tra le numerose opere d’arte esposte. La Braida Copetti è il primo museo a cielo aperto del Friuli Venezia Giulia, con ben 56 sculture di artisti friulani, nazionali e internazionali di fama, tra cui spiccano nomi come Luciano Ceschi, Mirko Basaldella, Nane Zavagno, Marcello Mascherini e Pinuccio Sciola. A queste si aggiungono le oltre 250 opere custodite all’interno dello storico casolare adiacente. Il parco museale si estende su 1500 metri quadrati e non è solo un scrigno d’arte, ma anche un esempio della tradizionale “braida” friulana, caratterizzata da essenze erbacee e arboree che in passato erano fondamentali per la sussistenza delle famiglie locali. Per informazioni e prenotazioni, chiamare il 333 5277301. L’area è dotata di comodo parcheggio.

RONCHI DEI LEGIONARI – Le Notti del Vino sabato 26 luglio danno appuntamento anche nel Comune di Ronchi dei Legionari, nel centro cittadino, con appuntamento nell’ottocentesca Villa Blasig, che ospitò anche Gabriele D’Annunzio. Il programma prevede alle ore 19.30 apertura dell’evento con i costumi tradizionali bisiachi. A seguire discorso delle autorità. La serata prevede degustazioni illimitate di 12 produttori di vino e un piattino di finger food di accompagnamento e avrà uno straordinario sottofondo musicale dal vivo con la Flavia Quass Band. Ore 23:30 chiusura della serata. Ticket € 25 + € 5 cauzione bicchiere, previa prenotazione obbligatoria. Cibo a consumazione. Le Aziende presenti sono le aziende agricole Brotto Marcello, Barducci, Brumat Fabio, Do Ville, Tenuta di Blasig, Feudi di Romans, Katia Toti, Ronco Scagnet, Sosol Ivan, Mater, Vignis di Marian, Korsic Wines. Il Miele di Denis Zorzet. Catering a cura di Gandin Marcello Ristoro Agriturismo. Informazioni Tel. 333. 4741232, mail: lenottidelvino.ronchi@gmail.com.  La villa venne costruita nella prima metà dell’Ottocento e fu sempre legata a una fiorente attività agricola che continua ancor oggi. Come detto, viene inoltre ricordata perché più volte vi fu ospitato Gabriele D’Annunzio durante i suoi soggiorni in regione. Accanto alla villa, un portale con pilastri in pietra ed architrave conduce al cortile interno. Direttamente sul giardino si affaccia la barchessa, un lungo edificio a due piani restaurato e utilizzato come sede degli uffici dell’azienda. Sul cortile a lato, invece, si trovano la cappella dominicale sorta su reti romani e numerosi rustici. Gli altri rustici vengono utilizzati per le attività dell’azienda agricola ed esternamente mantengono l’aspetto originario.

Sesto al Reghena

Go Makers, tipici sapori del territorio e artigianato artistico protagonisti oggi e domani a Casa Krainer e in via Rastello

Al via da oggi, 26 aprile, Go Makers, intensa due-giorni di promozione e valorizzazione dell’artigianato artistico, del gusto e della creatività urbana, tra esposizione, laboratori e degustazioni dei prodotti autoctoni del territorio, di Gorizia e del Carso: una rassegna nata con il sostegno della Regione e di Promoturismo, con la cura e l’organizzazione di Confartigianato Gorizia e Cata Artigianato FVG, il Patrocinio del Comune di Gorizia e la collaborazione di Gal Carso-Las Kras e Ad Formandum. Nell’anno di GO! 2025, Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura, la manifestazione si amplia, coinvolgendo tutta via Rastello e trasformando il cuore di Borgo Castello in un palcoscenico a cielo aperto dedicato all’artigianato, alla cultura e ai sapori del territorio.

L’avvio ufficiale di Go Makers è fissato per stamane, alle 11, a Casa Krainer. Il momento inaugurale sarà preceduto da un minuto di silenzio per Papa Francesco. Sede principale di GO Makers sarà, appunto, anche quest’anno Casa Krainer in via Rastello, ma nell’edizione 2025, oltre ad utilizzare gli spazi di quella che è stata per quasi un secolo la storica ferramenta della famiglia Krainer, la manifestazione si estende a tutta la storica via del commercio, adesso sede di nuove ed entusiasmanti attività culturali e artigianali. Go Makers si struttura in tre iniziative principali: la mostra mercato dell’artigianato artistico a ingresso libero insediato sia in Casa Kranier che nello Spazio Diffuso di via Rastello 91 e nelle Botteghe Artigiane di Piazza della Vittoria 62 e viale d’Annunzio, sedi che prevedono la partecipazione di quasi 30 artigiani provenienti dalla regione e dall’area transfrontaliera con un’ampia selezione di oggetti e creazioni. A questa si affianca l’attività dei Food Lab proposti da Gal Carso Las Kras e ORA Krasa in Brkinov in collaborazione con Slow Food Italia con l’enogastronomia come occasione di scoperta di una terra senza confini: qui si potranno scoprire i profumi e i sapori autentici del nostro territorio, dai formaggi, al pane, la birra artigianale, il laboratorio sull’olio bianchera, oro verde di confine e il ricco mondo dei salumi. “Incontri e cultura” è, infine, il percorso che riunisce laboratori, dimostrazioni e incontri volti alla conoscenza delle tecniche artigiane che unisce all’osservazione l’esperienza pratica: un’occasione per riscoprire i saperi della tradizione e approfondire il legame tra manualità, identità e tradizioni.

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E domani il Festival mondiale dell’Eno(Satira)

Primo Festival mondiale dell’Eno(Satira) domani a Gorizia, organizzato dal Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione sarà ospitata nella suggestiva cornice di piazza Sant’Antonio e si aprirà alle 10 a Palazzo Lantieri con il convegno “Enoturismo con Spirito: La terra, il vino, la satira”, che vedrà la partecipazione di esperti, giornalisti e rappresentanti del Mtv. Alle 11.30 in piazza sarà la volta della masterclass “Il gusto in 4 calici live art & wine experience”, una degustazione guidata, moderata dal giornalista Stefano Cosma, alla scoperta di quattro vini selezionati con sorpresa e abbinamento gastronomico pensato per esaltare ogni sorso. Durante le degustazioni e i racconti dei vignaioli, i vignettisti realizzeranno illustrazioni dal vivo. Dalle 12 e fino alle 19, sempre in piazza Sant’Antonio, la “Degustazione a doppio sorso”, un modo per entrare nel vivo del Festival con 18 produttori di vino provenienti da Friuli Venezia Giulia, dall’intero Stivale e dalla Slovenia. Durante le degustazioni, gli artisti personalizzano calici e bottiglie con illustrazioni dal vivo creando un connubio unico tra arte e vino. Alle 14.45, infine, con partenza dalla stessa piazza, il Bus dell’Eno(Satira), un insolito e affascinante itinerario, tra Italia e Slovenia, alla scoperta di cantine iconiche e le Stanze di Spirito di Vino. In ogni tappa ci sarà una degustazione guidata, con vini del territorio raccontati dai produttori stessi. Per informazioni e prenotazioni: www.enosatira.com

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All’interno di Casa Krainer gli studenti dell’Istituto alberghiero Ad Formandum proporranno proposte culinarie con i migliori prodotti del territorio: spiccano i classici sardoni in savor, simbolo della cucina marinara triestina, il prosciutto in crosta di pane arricchito con senape e kren, gli originali gnocchi de pan con gulash con un richiamo alla cucina mitteleuropea. Sempre a Casa Krainer, un immancabile omaggio a GO!2025 Capitale Europea della Cultura con, con una piccola esposizione delle opere dello scultore Paolo Figar e una dimostrazione dal vivo della sua arte, e la Sfera di Pistoletto, un simbolo di Go2025 esposto nelle vetrine di Casa Krainer a beneficio di tutti i visitatori.
Grande fermento anche nel programma OFF, con le iniziative proposte da imprese, associazioni e persone che animano quotidianamente via Rastello. Spazio all’innovazione con l’incontro di apertura – sabato alle 9.30 a Casa Krainer – sull’Intelligenza Artificiale a cura di Alessio Matiz. Da segnalare nel programma off di Go Makers 2025 anche l’installazione partecipativa “Ri_Tessere i confini”, dell’associazione Noi dell’Arte. Novità dell’edizione 2025: il Gelato Day, in programma domani, dalle 14 alle 18, in cui verranno distribuiti oltre 100 kg di gelato gratuito al gusto “Hallelujah”, dedicato al Giubileo 2025. L’iniziativa, sostenuta dalla categoria Gelatieri di Confartigianato FVG e le offerte raccolte saranno devolute alla Caritas. Nel pomeriggio di domani Gal Carso-Las Kras aprirà una finestra sulle Nozze Carsiche con tre coppie vestite con i costumi tradizionali.

Tutte le informazioni sull’evento Go Makers e le prenotazioni per le degustazioni sensoriali, gli incontri culturali e i laboratori esperienziali al sito gomakers.it

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In copertina  e all’interno immagini della passata edizione di Go Makers.

“Le Notti del vino” oggi debuttano al Vinitaly di Verona: il format ideato in Fvg quest’anno diventa tricolore

(g.l.) Nel Friuli Venezia Giulia hanno debuttato con grande successo la scorsa estate, tanto da aver subito fatto scuola a livello nazionale così da essere “copiate” anche in altre regioni del Belpaese diventando “l’evento enoico dell’estate italiana”, in programma per tutta la durata della calda stagione, vale a dire dal solstizio del 21 giugno all’equinozio del 22 settembre. Sono “Le Notti del vino”, l’azzeccato format di serate estive, protagoniste accurate selezioni delle migliori etichette Fvg, ideate e messe a punto dal Coordinamento regionale delle Città del vino.
La manifestazione nel suo complesso debutterà oggi al Vinitaly di Verona, il famoso Salone internazionale del vino che vede di nuovo anche il Vigneto Fvg fra gli espositori di primissimo piano. E sarà presentata dal coordinatore regionale delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini, alle 15 nella sala degustazione della nostra Regione al padiglione 6 di Veronafiere.
Nella prima edizione si era trattato di ben 28 appuntamenti in ventisei Città del vino che avevano avuto il via il 25 luglio a Monrupino, Comune carsico fra i più giovani associati, per concludersi dopo un mese di partecipatissime proposte a Nimis, terra del dolce Ramandolo e località storica della rete nazionale delle Città, passando per altri ventiquattro territori super-vocati alla produzione del vino di pregio: da Palazzolo dello Stella a Ronchi dei Legionari, da Casarsa della Delizia a Camino al Tagliamento, da Buttrio, Manzano e Prepotto ad Aquileia, Duino Aurisina e Sequals, da Pocenia, San Giovanni al Natisone e Premariacco a Bertiolo, Cormons e Povoletto. E ancora da Latisana, Torreano e Codroipo a Sgonico nuovamente sul Carso, Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento. Ma c’era stata anche una prima uscita all’estero, il 23 agosto, a Buje d’Istria. Un itinerario fatto, insomma, di centinaia di cantine che è arrivato  fino in Croazia e che si è snodato nei nostri quattro territori provinciali, toccando pressoché tutte le denominazioni di origine controllata, vale a dire Collio, Colli orientali del Friuli, Grave del Friuli, Isonzo, Aquileia, Latisana, Annia e Carso, unitamente alla Doc Friuli Venezia Giulia e alle Docg Ramandolo, Picolit e Rosazzo, senza dimenticare le rinomate Igt. Per non parlare, poi, degli spumanti che hanno collocato la nostra regione in una posizione di indiscutibile prestigio e che alla imminente Sagra del vino di Casarsa troveranno la loro esaltazione nella Selezione regionale “Filari di Bolle”.

Il calendario aggiornato è su cittadelvinofvg.it

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In copertina, il coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini.