Città del Vino, grande successo per il Concorso enologico internazionale. E i giudizi espressi a Gorizia l’8 luglio saranno svelati in Campidoglio a Roma

(g.l.) «Una importante edizione del Concorso internazionale Città del Vino, giunto alla 22ma edizione, che si conferma per qualità dei territori enologici e delle produzioni e occasione strategica per attirare aziende vitivinicole da tutto il mondo». Il presidente nazionale di Città del Vino, Angelo Radica, traccia un bilancio molto positivo della grande manifestazione che si è appena conclusa, con notevole successo, a Gorizia, Città del Vino che con la contermine Nova Gorica si appresta a debuttare come Capitale europea della cultura 2025. «Siamo molto soddisfatti – gli fa eco Tiziano Venturini, coordinatore delle Città del Vino Fvg – per il successo di questo grande lavoro di squadra tra tutte le nostre Città del Vino regionali insieme ai partner di Gorizia e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, senza dimenticare la grande collaborazione con la Slovenia».


Con l’asta benefica di vini internazionali – la quale, bandita da Stefano Cosma, ha permesso di raccogliere oltre mille euro per la ripiantumazione di aree transfrontaliere del Carso tra Italia e Slovenia distrutte dagli incendi del 2022 – si è conclusa infatti la tre giorni isontina della giuria del 22° Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e 5° Grappa Award. I giurati, ospiti per le degustazioni nella storica sede dell’Unione Ginnastica Goriziana, hanno anche potuto conoscere le eccellenze del Friuli Venezia Giulia grazie a una serie di viste guidate sul territorio. Invece, i wine lover ogni giorno nella stessa sede hanno potuto degustare vini internazionali. Ora la fase successiva sarà a Roma dove in Campidoglio l’8 luglio saranno rivelati e premiati i vini e grappe vincitori e le Città del Vino a cui appartengono le cantine che hanno ottenuto il riconoscimento. Si sa già che quelli del Friuli Venezia Giulia hanno ricevuto diversi premi: 6 Gran Medaglie d’Oro e 21 Medaglie d’Oro, oltre a Medaglie d’Argento e altri riconoscimenti speciali.


«Siamo lieti di aver potuto contribuire al format di successo del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino con alcune innovazioni come le degustazioni aperte al pubblico e l’asta benefica le quali, speriamo, possano essere prese in considerazione anche per le edizioni future. Grazie anche al gran cuore di chi ha partecipato all’asta e a tutti coloro, a partire dai membri del Coordinamento regionale Città del Vino, che hanno reso possibile con il loro lavoro questa edizione goriziana», ha affermato Tiziano Venturini, leader Fvg delle Città del Vino. «Voglio sottolineare – ha aggiunto il presidente nazionale Radica – le ottime performance di nuovi Paesi partecipanti come Libano e Israele e le buone partecipazioni di Cile e Messico anch’essi alla loro prima partecipazione. Successi per i vini italiani, da Nord, Centro e Sud: nelle selezioni di Città del Vino il pregio di valutare i vini non solo dal punto di vista tecnico (per la loro qualità oggettiva), ma soprattutto per il loro legame con il territorio, per la loro capacità di emozionare e per ribadire il valore del rapporto tra le aziende e i Comuni. Essere Città del Vino è un valore aggiunto per le cantine di tutta Italia». «Edizione del Concorso che ha visto l’organizzazione logistica del Coordinamento regionale Friuli Venezia Giulia di Città del Vino – ha concluso il direttore Città del Vino, Paolo Corbini –, un grande impegno ed una bella visibilità, anche in vista della Capitale europea della cultura Nova Gorica-Gorizia del 2025».

L’evento goriziano è stato organizzato dall’Associazione nazionale Città del Vino tramite il suo Coordinamento del Friuli Venezia Giulia (che vanta in regione 39 Comuni membri e 6 Pro Loco) assieme a PromoTurismoFvg e Gect Go – Go!2025 Nova Gorica Gorizia. Il tutto in collaborazione con Unidoc Fvg, Assoenologi, Ais Fvg, Consorzio Tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, Consorzio Collio, Isis Pertini Monfalcone, Pro Loco Gorizia, Unpli Fvg e con il sostegno di Banca 360 Fvg.

In copertina e qui sopra due immagini del lavoro dei giudici a Gorizia; all’interno, il saluto del presidente nazionale Città del vino, presenti il consigliere regionale Diego Bernardis, il coordinatore regionale Tiziano Venturini e il direttore  nazionale Paolo Corbini; infine, un momento dell’asta benefica battuta da Stefano Cosma.

Città del vino, Grandi Verticali a Duino e a Monrupino: saranno protagonisti Vitovska e Terrano veri gioielli del Carso

Carso grande protagonista con Vitovska e Terranno, i suoi vini portabandiera. le Città del vino Fvg. Tocca a Duino Aurisina – Devin Nabrežina, infatti, ospitare la prossima tappa de Le Grandi Verticali delle Città del Vino. Appuntamento, pertanto, giovedì 18 aprile, alle 19.30, all’Infopoint di Sistiana con una serata tutta dedicata alla Vitovska con Kante, Lupinc, Škerk e Zidarich. Le cantine saranno raccontate da Matteo Bellotto in un viaggio sensoriale confrontando le annate e dialogando con gli stessi produttori, wine lover ed esperti del settore. Iscrizioni aperte per gli ultimi posti contattando la Pro Loco Mitreo (prolocoaurisina@libero.it 348.5166126 – 35 euro a persona).

Vitovska

Terrano

E visto il successo del progetto Verticali, il Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia ha aggiunto una tappa, quella di Monrupino – Repentabor di giovedì 9 maggio, al ristorante Carso di Col, alle ore 19.30, con il vino Terrano. Inoltre, da non perdere anche la tappa di Mariano di giovedì 2 maggio, Tenuta Luisa, ore 19.30, con il vino Friulano. Iscrizioni Pro Loco Mitreo.
«Le serate fin qui svolte – commenta Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia – ci hanno dimostrato chiaramente la bontà della strada intrapresa: il progetto piace ai winelover, segno di come abbiamo colpito nel segno con questa proposta che permette di capire l’evoluzione di un vino mettendo a confronto una bottiglia del passato lontano con una più recente della stessa cantina. Faremo frutto di questa esperienza».
La rassegna è realizzata da Città del Vino Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Pro Loco Manzano, Pro Loco Buri – Buttrio, Proloco Mitreo Duino-Aurisina e il Formaggio Montasio.

—^—

In copertina, un fresco bicchiere di Vitovska dinanzi al bel mare di Duino.

E dalle acque del Golfo di Trieste riemerge Audace, il Prosecco Doc maturato a 20 metri di profondità

Per la seconda volta riemerge Audace, il Prosecco Doc Trieste affinato sott’acqua, nato dall’incontro di Serena Wines 1881 con l’azienda triestina Parovel vigneti oliveti 1898. Sono state, infatti, appena estratte le 6 mila bottiglie millesimo 2022 che cinque mesi prima, dalle colline del Carso, erano state inabissate a 20 metri di profondità nel Golfo di Trieste per maturare “underwater”. Qui – in una piccola area di 67 metri quadrati, in concessione demaniale, sul fondo dello specchio acqueo in Punto Franco Nuovo – una vera e propria cantina subacquea ha ospitato questo Prosecco in edizione limitata per un affinamento di cui sono stati spettatori esclusivamente la fauna marina e qualche esperto sub chiamato a verificare l’integrità delle bottiglie.
Audace è un progetto fortemente legato al territorio, che nasce dall’idea di far riposare il Prosecco Doc Trieste nel suo Golfo, sfruttando l’esperienza di due grandi realtà vinicole locali e proiettando le enormi potenzialità di questo prodotto in un settore inedito.
Dopo una fermentazione di tre mesi con metodo Charmat in Friuli, il Prosecco Doc Trieste Underwater Wine invecchia godendo delle condizioni estremamente favorevoli delle acque marine profonde. Qui, innanzitutto, la temperatura ideale per l’affinamento è costante e viene raggiunta naturalmente, senza la necessità di impianti per il condizionamento e il mantenimento. In secondo luogo, le acque più profonde sono caratterizzate dalla quasi totale assenza di luce, condizione perfetta per la conservazione del vino. L’acqua del mare, inoltre, esercita sulle bottiglie una pressione forte e costante dall’esterno verso l’interno: questo riduce al minimo la quantità di aria e ossigeno che interagisce con il vino, preservandolo e favorendo l’espressione delle sue caratteristiche organolettiche una volta riportato in superficie. Senza contare che il movimento leggero e ondulatorio in profondità contribuisce a cullare le bottiglie favorendone la singolare evoluzione. Il risultato è uno spumante dall’incredibile unicità gustativa e caratteriale, un Prosecco prezioso, destinato ai veri estimatori.
Commenta Luca Serena, quinta generazione oggi alla guida di Serena Wines 1881: “Il progetto Audace, oltre a dimostrare quanto crediamo in questa innovativa benché antica modalità di affinamento, nasce prima di tutto dal legame mio e della mia famiglia con Trieste e il Friuli. Da sempre, nutro una grande passione per la città di Trieste, di cui mi affascina non solo la storia di seconda capitale dell’impero asburgico ma anche quel brio, quell’atmosfera frizzante che si respira a bordo mare. Proprio qui, presso il celebre molo Audace, io e la figlia di Zoran Parovel – a cui mio padre Giorgio era legato da una profonda amicizia – abbiamo pensato di rendere omaggio ai nostri genitori unendo le forze per dare vita al primo Prosecco Doc Trieste Underwater Wine”.
A fianco di Serena Wines 1881 e Parovel vigneti oliveti 1898, ha collaborato alla realizzazione di Audace l’agenzia grafica Francescon e Collodi di Conegliano, che detiene la proprietà del marchio e ha dato forma alla creatività di questa incredibile storia sottomarina.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.serenawines.it

—^—

In copertina, ecco una delle 6 mila bottiglie riemerse dalle acque del Golfo di Trieste.

Un invito a vedere il Carso che rinasce dopo il dramma degli incendi 2022. E c’è anche l’escursione a Sežana e Tomaj

Un’inedita, interessante escursione nel Carso devastato dagli incendi dell’estate 2022, per osservare come il territorio è cambiato a causa del fuoco e come la natura si sta rigenerando: è la proposta della Riserva naturale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa per domenica 8 ottobre, quando gli esperti del Centro Visite Gradina – gestito dalla Coop Pavees – condurranno i partecipanti su un itinerario che ricalcherà proprio le lingue di fuoco sviluppatesi nel torrido mese di luglio dello scorso anno, quando quasi 6 mila ettari di bosco erano andati persi a causa di roghi, con l’esito di una profonda, vistosa modifica all’ambiente naturale. C’è però il rovescio della medaglia, perché il fuoco rappresenta anche un fattore di rinnovamento del bosco: e proprio su questo aspetto si focalizzerà la camminata, che inizierà alle 14.30 (ritrovo nel parcheggio del Circolo Culturale Kremenjak di Jamiano) e si concluderà alle 17.
Il percorso, adatto a tutti – possono partecipare anche famiglie con bambini -, si sviluppa su sentieri e piste forestali, per una lunghezza di circa 5 km; sono consigliati un abbigliamento comodo, scarpe da trekking e una scorta d’acqua. La partecipazione è gratuita, grazie al contributo del Comune di Doberdò del Lago e della Regione Friuli Venezia Giulia, ma è richiesta la prenotazione, effettuabile al numero +39 348 794 2822 o all’indirizzo mail escursionidoberdo@pavees.it

***

Per sabato 7 ottobre la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato, dalle 9.30 alle 17, un’escursione guidata “Da Sežana a Tomaj”, sui luoghi e sull’opera del sloveno Srečko Kosovel, cantore del Carso dei primi ‘900 (l’appuntamento recupera la data del 23 settembre, annullata per maltempo). Iniziativa in collaborazione con l’Ures-Sdgz (Unione regionale economica slovena – Slovensko Deželno Gospodarsko Združenje) e la Rete delle Comunità Wigwam, per le Giornate Europee del Patrimonio, volute dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione Europea e promosse dal Programma Europa creativa.
Le guide Barbara Bassi e Tanja Coretti illustreranno natura e tradizioni del Carso, passando per i boschi tra Sežana a Tomaj, i prati di landa carsica e i vigneti dove si produce il caratteristico vino Terrano. Lungo il percorso verranno presentate e lette poesie di Kosovel, a cura di Maurizio Bekar e, per la versione originale, da Janez Beličič, storica voce ed annunciatore di Radio Trst A, l’emittente in sloveno della RAI Friuli Venezia Giulia. Un cammino di 8 km, su sentieri e strade di campagna, nei luoghi del Carso che ispirarono le liriche di Kosovel (1904–1926), icona della cultura slovena e considerato uno dei poeti più rilevanti dell’Europa Centrale dell’epoca. Segue sosta e visita a Tomaj, con pranzo al sacco. Rientro a Sežana con passaggi in auto.
Ritrovo per la partenza alle 9 al parcheggio al quadrivio di Opicina (Trieste), e spostamento in macchina a Sežana. È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costi: interi 15 euro; 8 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Le “Giornate Europee del Patrimonio” (European Heritage Days www.europeanheritagedays.com) sono la più estesa manifestazione culturale d’Europa, e puntano a valorizzare – tramite iniziative, visite ai musei ed altro – i saperi tramandati da una generazione all’altra, le identità, i valori della diversità culturale e la creatività. La Rete Wigwam (www.wigwam.it) estesa in 21 Paesi, nata tra Lombardia e Veneto nel 1971, è stata una delle prime organizzazioni dedite allo sviluppo sostenibile dei territori, ed è riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente quale Associazione di Protezione Ambientale a valenza nazionale. Punta a sviluppare Comunità locali solidali, aperte e inclusive, e ritiene che non possa esservi sviluppo sostenibile senza che sia anche solidale, equo e costruito dal basso.

—^—

In copertina, uno degli incendi che hanno devastato il Carso italiano e sloveno.

Tazzelenghe e Vitovska due perle del Vigneto Fvg: i libri di Stefano Cosma domani saranno protagonisti a Grado

(g.l.) Si parlerà di vini – e che vini! – domani pomeriggio nell’ambito di Libri & autori a Grado. Al Velarium della Git, alle 18, il giornalista ed esperto del settore vitivinicolo, Stefano Cosma, presenterà infatti i suoi libri Vitovska. Frutto del Carso e Tazzelenghe. Il vino friulano “taglia-lingua” nato in terra longobarda. L’autore – dalla cui penna sono usciti numerosi e interessanti libri dedicati al Vigneto Fvg – sarà intervistato da Leonardo Tognon e, nell’occasione, Tullio Svettini di Grado Teatro leggerà poesie di Biagio Marin. Al termine seguirà una degustazione di rinomate etichette ovviamente dei due vini.

La Vitovska…

…e il Tazzelenghe.

Mentre della Vitovska, grande bianco del Carso (assieme alla Malvasia), si sa tutto o quasi, del Tazzelenghe si sa invece sicuramente un po’ di meno. Si tratta infatti di un vino, cosiddetto di nicchia, ottenuto da un vecchio vitigno autoctono friulano, fortunatamente salvato, al quale hanno dedicato un libro scritto a quattro mani proprio Stefano Cosma e Angelo Costacurta – vera autorità in materia -, colmando così le lacune di conoscenza esistenti. “Tazzelenghe. Il vino friulano “taglia-lingua” nato in terra longobarda” è appunto il titolo del volume pubblicato da Kellermann Editore, proprio da oggi in libreria.
Ricordiamo che il vitigno, appartenente alla famiglia dei Refoschi, è originario dell’area più meridionale dei Colli orientali del Friuli – che proprio in questi giorni festeggerà i primi cinquant’anni di vita del Consorzio di tutela, nel quale si riconosce anche la Docg Ramandolo -, con particolare riguardo agli storici vigneti dell’Abbazia di Rosazzo, della vicina Buttrio, ma anche del Cividalese. Il volume di Cosma e Costacurta si apre con l’introduzione di Ian D’Agata e riporta testi anche di Enos Costantini e Francesca Costaperaria. Fa parte della collana Grado Babo, diretta dallo stesso Angelo Costacurta e da Sergio Tazzer. Un importante contributo, insomma, alla conoscenza della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, famosa in tutto il mondo per i suoi grandi e inimitabili vini bianchi, ma che pure con i rossi sa dire una parola autorevole. E il Tazzelenghe ne è un esempio, per cui si tratta di una varietà che sicuramente merita di essere maggiormente coltivata. Dopotutto il nome è così suggestivo che di certo non mancherà di suscitare interesse fra un numero sempre maggiore di consumatori affezionati ai vini del Vigneto Fvg.

—^—

In copertina, Stefano Cosma autore dei due libri che saranno presentati a Grado.

 

 

 

Anche Sgonico ora è Città del vino Fvg: domani la bandiera al Comune carsico

Salgono a 34 le Città del Vino in Friuli Venezia Giulia: la nuova adesione è quella del Comune di Sgonico-Zgonik, sul Carso. Si tratta della terza bandiera delle Città del Vino nella Provincia di Trieste (dopo Duino Aurisina-Devin Nabrežina e San Dorligo della Valle-Dolina) e sarà consegnata all’amministrazione comunale domani, 1 giugno, alle ore 19.30 all’enoteca comunale in occasione della giornata inaugurale della 58ma Festa del Vino – Rastava Vin che vedrà la partecipazione di più di 25 vini prodotti dai viticoltori del Comune. Nell’occasione, il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini, consegnerà il vessillo al sindaco Monica Hrovatin e all’assessore politiche sociali, agricoltura e turismo, società partecipate Rado Milič.
Con Venturini saranno presenti anche il vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, i membri del coordinamento Gianpietro Colecchia e Giorgio Cattarin, gli ambasciatori delle Città del Vino Claudio Fabbro e Venanzio Francescutti, e il promotore di Duino Aurisina Città Italiana del Vino 2022 Massimo Romita.

In totale ora i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono dunque 34: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

—^—

In copertina, uno scorcio di Sgonico sul Carso Triestino; all’interno, collage con immagini della Festa del vino.

Vigneto Fvg protagonista al Vinitaly che chiude. Guida Top in anteprima

(g.l.) Ultimo giorno, oggi, per il Vinitaly, dove il Vigneto Fvg è stato anche quest’anno uno dei protagonisti più gettonati e applauditi, soprattutto con i suoi grandi e inimitabili vini bianchi. Proprio alle produzioni di pregio anche della nostra regione è dedicata una Guida realizzata da Federdoc e presentata in occasione di questa 55ma edizione del Salone enologico veronese. Vengono così prese in considerazione le quattro Docg, come Ramandolo – la prima ad essere istituita in Friuli Venezia Giulia già nel 2001 -, Colli orientali del Friuli Picolit, Rosazzo e Lison. Quindi le varie Doc: Carso, Collio, Friuli, Annia, Aquileia, Colli orientali, Grave, Isonzo, Latisana, Lison-Pramaggiore e Prosecco. Come è noto, oggi Docg e Doc vengono comprese sotto l’unica siglia di Dop, cioè denominazione di origine protetta.
E proprio in questa giornata conclusiva del Vinitaly, alle 12, sarà presentata in anteprima la terza edizione della Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022. L’appuntamento è al mega-stand Ersa della Regione Fvg che rappresenta un centinaio di aziende. Nell’occasione, sarà illustrata la Guida annunciando gli attestati di premiazione e i risultati delle degustazioni.
Le analisi sensoriali dei vini recensiti erano avvenute lo scorso gennaio a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. «La guida “Top vini Fvg” – aveva detto in quella occasione l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier – ha il pregio di spingere le nostre aziende a cercare di migliorare costantemente la qualità delle proprie produzioni. Questo è fondamentale in una regione come la nostra, che conta un patrimonio vitivinicolo di 28 mila ettari corrispondente a ben il 13 per cento della superficie agricola. La guida si pone inoltre come una valida opportunità per promuovere anche le piccole attività, rendendole riconoscibili a un vasto pubblico di appassionati, ristoratori, enoteche e turisti».
Il volume, che ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, elenca i migliori vini della regione evidenziandone le caratteristiche e le qualità. Le degustazioni e la valutazione dei vini sono state realizzate in collaborazione con il Collegio territoriale dei periti agrari e Assoenologi Fvg. La giuria era composta principalmente da enologi, enotecnici e periti agrari iscritti nei rispettivi albi professionali, per un totale di 336 professionisti che hanno preso in esame più di 200 vini certificati con marchi di qualità Docg, Doc e Igt di oltre 50 produttori regionali.

—^—

In copertina, la vendemmia del Ramandolo (Verduzzo friulano) la prima Docg nata in Friuli Venezia Giulia.

Anche la Vitovska “frutto del Carso” è un prezioso traino per l’enoturismo in Fvg

Il ruolo giocato dall’enoturismo è sempre più cruciale in Friuli Venezia Giulia. Infatti, l’80 per cento dei visitatori sceglie una destinazione tenendo conto dell’offerta enogastronomica del posto. E proprio l’enoturismo è stato in grado di favorire la crescita di tante piccole aziende che oggi rappresentano uno dei motori per la promozione territoriale, anche in questa zona della Venezia Giulia, incentivando un indotto fatto di realtà agroalimentari e di agriturismi che è decisamente in crescita.
E’ questo, in sintesi, il messaggio che l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo ha voluto lanciare ieri mattina alla presentazione del libro “Vitovska frutto del Carso” all’Infopoint di Duino-Aurisina. Il volume – realizzato con il contributo di PromoTurismo Fvg – è una riedizione aggiornata e in più lingue (oltre all’italiano, sloveno, tedesco e inglese) a distanza di quindici anni dal primo libro sulla Vitovska dal titolo “Vitovska, i vitigni dal mare al Carso”. La nuova pubblicazione (con prefazione di Carlin Petrini, testi di Stefano Cosma e Veronica Marzini) vuole rendere omaggio alla Vitovska come vero tesoro nascosto del Carso e al suo intimo rapporto con la storia e la cultura del territorio.
Oggi il Carso rappresenta un panorama vitivinicolo internazionale, un simbolo di artigianalità e di forte legame con la comunità rurale. Un territorio che ha enormi potenzialità, come ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale ringraziando i produttori della Vitovska e gli altri produttori del Carso per la passione e la dedizione. Uno sforzo che è stato premiato anche con il riconoscimento di Duino Aurisina come Capitale italiana del vino nel 2022. Un riconoscimento che sta registrando effetti positivi sul fronte dell’enoturismo. Mai come negli ultimi anni, ha rimarcato l’assessore, la nostra regione ha visto molti piccoli borghi popolarsi di appassionati e intenditori. Ma anche di turisti curiosi di conoscere e scoprire territori attraverso la degustazione dei prodotti tipici e delle specialità che sanno proporre.
La Regione Fvg punta molto sull’enograstronomia, un segmento non legato alla stagionalità e che può contare su tutti i mesi dell’anno. E i risultati, è stato sottolineato, dimostrano che si è sulla strada giusta. Come dimostrano anche i 26 vini con etichette del Friuli Venezia Giulia premiati nel 2022 con i “Tre bicchieri” della prestigiosa guida del Gambero Rosso. Nell’ultimo anno, secondo i dati della Regione stessa, il segmento del vino ha pesato per il 21 per cento nel comparto agroalimentare con quasi 30 mila ettari coltivati a vigneto. Il settore occupa più di 23 mila addetti nelle 6.600 aziende vitivinicole. E il valore dell’export è stato di 180 milioni di euro.

Con Assoenologi la “radiografia” di una vendemmia in Fvg del tutto inedita

di Giuseppe Longo

Purtroppo anche con danni, alla fine la tanto sospirata pioggia è arrivata, seppure non sufficiente a spegnere la lunga sete delle nostre campagne. Per cui, anche dal punto di vista vitivinicolo, quella che stiamo vivendo resterà sicuramente un’annata da ricordare.  Sotto molti aspetti, in senso negativo. La lunghissima siccità – che, per quanto riguarda la sua durata, almeno in Friuli Venezia Giulia a memoria non ha stagioni simili – ha infatti pesantemente colpito i vigneti, ormai prossimi alla vendemmia per certe varietà più precoci – o addirittura anche già avviata, come è avvenuto oggi con il Pinot grigio dei soci della Cantina di Casarsa – e  per le basi spumanti, tra le quali ormai domina il Prosecco, influendo sulla quantità che risulterà sensibilmente decurtata – si stima un 10-15 per cento in meno -, mentre la qualità dovrebbe essere garantita sebbene certe criticità siano evidenti come la bassa acidità contenuta in acini piccoli e dalla buccia ispessita. Le piogge annunciate anche per le prossime ore – auspicabilmente tranquille, senza altri danni – potrebbero però ancora fare la differenza, soprattutto in quei terreni sprovvisti di alcun sistema irriguo. E poi c’è il problema, sempre più preoccupante, della flavescenza dorata che sta falcidiando i vigneti, con danni spesso irreversibili.

L’intervento di Cotarella e di due relatori.

Una “radiografia” certamente problematica quella emersa dall’affollato incontro prevendemmiale che Assoenologi Fvg – presente anche il leader nazionale Riccardo Cotarella – ha tenuto ieri ai Vivai Cooperativi di Rauscedo, ma che può essere affrontato con risposte efficaci proprio attraverso la competenza dei tecnici della vite e del vino, come ha sottolineato in un puntuale e interessante messaggio audio l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, trattenuto da improrogabili impegni. Di tutto rispetto i relatori che hanno sviluppato la importante tematica stagionale, dopo i saluti del presidente Matteo Lovo, al suo esordio nel tradizionale vertice tecnico-scientifico-economico, dopo avere ricevuto il testimone da Rodolfo Rizzi. «Più che la mancanza d’uva, perché i grappoli ci sono, a pesare negativamente – ha osservato – saranno le basse rese in mosto, specialmente su Collio, Colli orientali del Friuli e Carso dove l’irrigazione non esiste». E ha aggiunto: «Per fortuna in questi ultimi giorni, dopo la interminabile siccità, c’è stata una escursione termica rivelatasi benefica per l’accrescimento di aromi e profumi, visto che in questi mesi, soprattutto nelle zone non irrigate, le viti non hanno avuto uno sviluppo regolare».
Mentre Eugenio Sartori, direttore generale Vcr, ha fatto gli onori di casa, il presidente Cotarella ha tra l’altro osservato che «nessuno di noi ha la preparazione per gestire una vendemmia particolare come questa, che ci ha colti tutti di sorpresa. Ma – ha continuato – la passione e l’umiltà dell’enologo per capire, vigna per vigna, cosa è accaduto in questa estate insolita, consentiranno certamente di individuare il da farsi, gestendo al meglio le operazioni vendemmiali con sensibilità e dedizione».

Calzavara, Cotarella, Fabbro e Rizzi.


Quindi, Sandro Bressan, dell’Ersa Fvg, ha parlato delle patologie della vite e in particolare di flavescenza dorata, della sua incidenza e dei possibili rimedi, mentre Valentina Gallina, Osmer Fvg, si è soffermata sul quanto mai anomalo Andamento meteo della stagione 2022, caratterizzato appunto da una siccità che si protrae da fine inverno, facendo altresì riferimento alle complicazioni causate dal repentino cambiamento climatico. Paolo Sivilotti, Università di Udine, in collaborazione con Francesco Degano, Consorzio delle Doc Fvg, si è poi soffermato sugli aspetti fitosanitari della vite e sulle curve di maturazione dei grappoli, con interessanti indicazioni varietali. Michele Bertolami, del Ceviq, ha poi disquisito sul nuovo piano dei controlli, cedendo il microfono a Franco Battistutta, Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo friulano,  il quale ha fornito alcune considerazioni sulla lavorazione dei mosti in cantina, tenendo conto delle conseguenze provocate appunto dall’anomalo andamento meteorologico. Infatti, la prolungata carenza idrica ha causato uno stress sulle piante che ha influito notevolmente su ph ed equilibrio acidico, con non trascurabili ricadute tecnologiche e sensoriali, che si rifletteranno anche sulla longevità dei vini. L’esperto ha pertanto sottolineato l’importanza del nutrimento e della regolarità fermentativa, ma anche del contenimento dei difetti da riduzione. «Attenzione a non generalizzare – ha osservato -, le ultime piogge, anche locali, possono cambiare drasticamente il quadro acidico». E poi ha anche messo in guardia: «Non perdere di vista le diverse maturità, il raggiungimento degli obiettivi rispetto a zuccheri e acidità non significa avere uva matura».

Stefano Trinco

Adriano Gigante

Infine, gli interventi di Stefano Trinco, neo presidente della Doc Friuli, e di Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Friuli Venezia Giulia, che hanno proposto interessanti riflessioni sullo stato di salute del Vigneto Fvg e sulla situazione economica in questa importante fase che ci vede finalmente, almeno pare, all’uscita dalla crisi pandemica che tanto ha influito anche sul settore vitivinicolo, raccordandosi pure sulle considerazioni di carattere generale che aveva fatto Riccardo Cotarella all’apertura dei lavori.
Molto interessante, dicevamo il messaggio dell’assessore Zannier, il quale ha esordito riferendosi proprio alle difficoltà estreme causate dalla gravissima siccità, appunto senza precedenti, e che non ha risparmiato il settore vitivinicolo, soprattutto dove non c’è la possibilità di irrigare, per cui la Regione Fvg è impegnata a sostenere tutte quelle iniziative atte almeno ad attenuare un problema sempre più evidente, innescato dai citati mutamenti atmosferici: interessante, al riguardo, l’invaso collinare realizzato recentemente a Prepotto a beneficio delle vigne di Albana. L’esponente della Giunta Fedriga ha fatto quindi riferimento alle caratteristiche quali-quantitative di questa particolarissima annata e a una vendemmia che richiederà tutta la preparazione degli enologi per essere affrontata in modo efficace. E poi la vera e propria «esplosione della flavescenza dorata», un fenomeno ancora tutto da capire ma con contorni preoccupanti sotto gli occhi di tutti, tanto che le viti colpite «vanno messe quanto prima fuori ciclo» al fine di non compromettere anche quelle sane. Zannier ha riferito, al riguardo, che è allo studio con la Regione Veneto un efficace metodo di lotta.
Insomma, più ombre che luci, purtroppo, in quest’annata tutta eccezionale per le nostre latitudini, a cavallo del 46° parallelo. Non eravamo abituati a questi prolungati stress idrici che hanno richiesto attenzioni speciali per il vigneto, e che le richiederanno anche in cantina. La competenza e la passione dei nostri enologi sapranno, però, anche stavolta metterci la classica “pezza”. Per cui anche quest’anno, nonostante tutto, la riconosciuta qualità dei nostri vini sarà salvaguardata. Come dire che il Vigneto Fvg, con i suoi produttori e tecnici, saprà vincere anche questa inedita sfida.

Infine una bella foto-ricordo.

—^—

In copertina, Matteo Lovo con il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella ieri pomeriggio ai Vivai di Rauscedo.

(Foto Claudio Fabbro)

 

“Malvasia and Friends”, domani oltre venti aziende protagoniste a Trieste

Malvasia grande protagonista domani a Trieste. Ristorante Montecarlo & Bever Forever Organizescion propongono, infatti, la quarta edizione di “Malvasia and Friends”. Si tratta di un incontro-degustazione di vini provenienti da Istria croata, Istria slovena, Aquileia, Carso, Brda, Vipavska, Collio, Isonzo e Colli orientali. Un banco d’assaggio di qualità dedicato alla Malvasia, vino principe di queste terre, accompagnata da altri bianchi autoctoni, come Vitovska, Friulano (ex Tocai), Moscato e Ribolla. I produttori serviranno e descriveranno i loro prodotti: diversità di terreni, esposizioni, clima e modalità di vinificazione renderanno unica e originale la degustazione.
L’appuntamento è dunque fissato per domani, 2 maggio, dalle ore 16 alle 22, al ristorante Montecarlo, in via San Marco 10, a Trieste. Ingresso 20 euro – Prenotazione anticipata obbligatoria al ristorante stesso o telefonicamente allo 040.662545 oppure al 349.5435160. Durante l’evento saranno serviti assaggi di cucina tipica. Ingresso rispettando le normative anti-Covid.

Aziende e vini

1 ALESSIO KOMJANC Friulano 2016
2 ANDREJ MILIC – Vitovska Lince 2020 – Malvasia Lune 2017
3 CASTELVECCHIO – Malvasia 2020 – Vitovska 2020
4 CONTE D’ATTIMIS MANIAGO – Malvasia 2020 – Friulano 2021 – Malvasia 2017
5 DEGRASSI – Malvasia Bomarchese 2019 – Malvasia Selezione 2020 – Malvasia Riserva 2015
6 DUE DEL MONTE – Malvasia 2019 – Ribolla 2019 – Friulano 2019
7 IL CARPINO – Malvasia macerata 2015 – Exordium Friulano 2015
8 KABOLA – Malvasia 2021 – Unica Malvasia 2018 – Amfora Malvasia 2019 – Moscato di Momjano semisecco 2021
9 KORENIKA & MOSKON – Malvasia 2020 – Paderno 2015 – Paderno 2013 – Paderno 2007
10 KOZLOVIC – Malvazija 2021 – Selekcija Malvazija 2017 – Santa Lucia Malvazija 2017 – Santa Lucia Malvazija po mojen 2015
11 LA VIARTE – Malvasia 2019 – Friulano Liende 2017 – Friulano Liende 2016
12 MONTEMORO – Malvasia 2019 – Malvasia a Morus 2016
13 MORENO IVANCIC – Malvasia 2021 – Malvasia Betonica 2019 – Melaris Malvasia 2018 – Melaris
14 MURVA – Melaris Malvasia 2017 Malvasia 2019
15 PRIMOSIC – Malvasia 2021 – Ribolla gialla T. Y. 2021
16 RENATO KEBER – Collio Bianco Riserva Malchevada 2017 – Collio Friulano Riserva Zio Romi 2017
17 RONCUS – Malvasia 2019 – Friulano 2019 – Vecchie Vigne 2016
18 ROXANICH – Montona 2018 – Lara 1/6 2012
19 SCHIOPETTO – Malvasia 2020 – Friulano 2019 – Malvasia
20 TARLAO Malvasia 2017
21 VALENTA – Malvazija 2021 – Muskat Bjeli 2021
22 VIE DI ROMANS – Malvasia Discumieris 2017 – Malvasia Discumieris 2011 – Dolee Friulano 2018 – Dolee Friulano 2007
23 VIGNAL DA DULINE – Malvasia chioma integrale 2021 – La Duline Friulano
24 VINI NOUE MARINIC – Erigone Zala Locca III Malvasia Vipava 2019 – Marinic Zala Malvasia Vipava 2019 – Erigone Anne Cerou Superiore Brda 2019 – Marinic Anne Brda 2019 – Erigone Ribolla Gialla Gaugnaz Brda 2019 – Marinic Ribolla Gialla Brda 2019

—^—

In copertina, grappoli di Malvasia; all’interno immagini del Collio goriziano e dell’Istria con le sue terre rosse.