L’addio di Ramandolo ad Albino Coos storico vignaiolo con la penna nera

di Giuseppe Longo

NIMIS – Gagliardetti schierati dinanzi alla Chiesetta di San Giovanni Battista, a Ramandolo, per l’ultimo saluto ad Albino Coos, 98 anni, alpino e da sempre viticoltore fra i più apprezzati nella frazione di Nimis, sui faticosi ronchi della Bernadia. Sul feretro era infatti posto quel cappello con la penna nera che l’anziano aveva portato con orgoglio tutta la vita, a ricordo della durissima esperienza, poco più che ventenne, sui monti della Slovenia durante l’ultima guerra.

Albino Coos aveva 98 anni.

Albino era il padre di Dario Coos – l’altro figlio, Renzo, purtroppo morì giovanissimo in un incidente oltre quarant’anni fa – la cui azione fu determinante, in qualità di allora presidente della Cooperativa agricola di Ramandolo, per l’avvio nei primi anni Ottanta della procedura, con il sostegno del Comune di Nimis e della Comunità montana Valli del Torre, per il riconoscimento della Doc Ramandolo nell’ambito dei Colli orientali del Friuli, poi tramutata in Docg, massimo grado di tutela della qualità, cosa che avvenne esattamente vent’anni fa, tanto che proprio domani si terrà in Municipio, alle 17, un incontro dedicato all’importante anniversario, ma anche alla presentazione delle nuove iniziative dell’Associazione “Oro di Ramandolo” atte a valorizzare un vino fra i più pregiati del Vigneto Fvg.
Il rito d’addio ad Albino Coos è stato officiato da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato la laboriosità e la rettitudine dello scomparso. «Ho chiesto a Dario – ha confidato l’arciprete di Nimis – cosa ricorda di suo padre. E lui mi ha risposto che amava il lavoro, la famiglia e la caccia». Caratteri che nella gente friulana, tutta d’un pezzo, rappresentano molto spesso un tratto comune.
Al termine, la salma è stata accompagnata nel cimitero del capoluogo, dove è stata sepolta a pochi metri dalla tomba della moglie scomparsa poco meno di due anni fa. Prima della benedizione finale, Gianni Paganello ha letto la struggente “Preghiera dell’alpino”, esprimendo ai familiari e alla comunità il cordoglio del Gruppo Ana di Nimis. Mandi Albin “Paut”, storico vignaiolo di Ramandolo con la penna nera.

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In copertina, vigneti nella zona di Ramandolo, dove Albino Coos era nato nel lontano 1923.

 

E ora nelle Città del Vino il Fvg avrà voce nazionale con Tiziano Venturini

Le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia entrano nella giunta nazionale dell’Associazione: il coordinatore regionale Tiziano Venturini, che è anche assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio, è stato infatti nominato nel proprio “governo” dal neo presidente nazionale Angelo Radica. E nell’occasione della riunione del consiglio (di cui fa parte anche il vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, vicesindaco di Corno di Rosazzo), che ha ufficializzato la nomina in giunta nazionale appunto di Venturini, sono anche state accolte nel novero delle Città del Vino italiane altre due realtà della nostra regione: Sesto al Reghena e Mariano del Friuli, espressione della Bassa Pordenonese e dell’Isontino.

«Un vero onore – ha commentato Venturini – essere stato scelto dal presidente Radica per la nuova giunta che già da subito si è messa a programmare il 2022. Sarà un anno importante, visto che proprio la nostra regione, con il Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, avrà il titolo di Città Italiana del Vino. Per questo e altri impegni, potremmo contare su un gruppo sempre più grande: ho già sentito il sindaco di Sesto al Reghena, Marcello Del Zotto, e quello di Mariano del Friuli, Luca Sartori, che sono entusiasti nell’entrare a far parte delle Città del Vino. Per Sesto si tratta della prima volta, andando a rafforzare la nostra presenza nel Friuli Occidentale. Per Mariano si tratta di un gradito ritorno, per una realtà con la quale è sempre un piacere collaborare».

I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione salgono quindi a 28: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Nel loro territorio vitato sono presenti tutte le Denominazioni d’origine controllata del Vigneto Fvg e vi risiedono circa 130 mila abitanti (pari al 11% dell’intera popolazione del Friuli Venezia Giulia). Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, il coordinatore delle Città del Vino Fvg Tiziano Venturini.

La “rivoluzione” parte da Ramuscello: sulle tavole di Natale il “vino vegano”

di Giuseppe Longo

Sulle tavole di Natale quest’anno ci sarà anche il “vino vegano”. Proviene dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito che ne ha imbottigliato oltre 5 mila ettolitri, presentandolo al mercato che ha subito dimostrato notevole interesse. Ma cos’è esattamente il “vino vegano”? Ce lo spiega il direttore della cooperativa vitivinicola, la seconda del Friuli Venezia Giulia, che, come è noto, per prima ha lanciato questa originale tipologia di prodotto, dandone il via con un innovativo progetto nell’ultima vendemmia. Prodotto che è stato presentato proprio in questi giorni, quando la Cantina ha ricevuto ufficialmente anche la importante certificazione del Ceviq (qui nella foto).


«Il vegano, a differenza del vegetariano – ci spiega l’enologo Rodolfo Rizzi -, oltre a non poter assimilare alimenti di origine animale si priva, per scelta, anche di tutti i suoi derivati. Quindi, partendo dal vigneto, dobbiamo assolutamente evitare concimazioni a base di letame e pollina per sostituirle con sovesci di leguminose e composti vegetali a base di humus da compiere durante l’anno a seconda delle esigenze. Per quanto riguarda il processo di trasformazione in cantina, per la produzione del vino vegano si devono eliminare tutti i derivati animali che fondamentalmente servono per la stabilizzazione e chiarificazione del vino come: gelatine, albumine, caseinati, colla di pesce e altri, per sostituirli con estratti di origine vegetale quali il pisello e la patata. Utilizzando questi estratti vegetali, eliminiamo le tante problematiche che oggi sono causate dai prodotti allergenici e che, tra le altre cose, per alcuni Stati esteri devono essere riportate in etichetta. Inoltre, grazie alle lunghe soste del vino sui lieviti di fermentazione, si riesce a conferire ulteriore stabilità e completezza aromatica al prodotto. Infine, per ottenere la certificazione a vegano, non possiamo utilizzare le colle, a base di caseina, per etichettare le bottiglie e quindi queste vanno sostituite con etichette adesive. Inoltre, tutte le fasi vegetative della vite sono seguite in campagna da uno staff di agronomi garantendo, in questo modo, un’elevata qualità dell’uva prodotta al fine di ottenere un vino che rispecchi la tradizione di questa terra che da millenni viene bagnata dalle tranquille acque del Tagliamento».

Ecco, dunque, spiegata la “filosofia” di questo “rivoluzionario” prodotto che ha debuttato proprio a Ramuscello, la cui Cantina Produttori è una cooperativa nata nel 1959 e che oggi riunisce 150 soci, i quali coltivano quasi 800 ettari di vigneti specializzati ubicati, principalmente, nella Provincia di Pordenone. La presentazione del “vino vegano” è avvenuta dinanzi a numerosi ospiti invitati dal presidente Gianluca Trevisan che ha fatto gli onori di casa assieme alla vice Laura Bertolin e allo stesso direttore Rizzi. Erano presenti, tra gli altri, per il Comune di Sesto al Reghena l’assessore al Turismo Marco Lucchin e per il vicino Comune di San Vito al Tagliamento il sindaco Alberto Bernava. Per l’assessorato regionale dell’Agricoltura c’era invece il dottor Romeo Cuzzit, mentre il Ceviq era rappresentato dal presidente Germano Zorzettig, dal direttore Michele Bertolami e dalla dottoressa Federica Buchini. Infine, per le Città del Vino Fvg, c’era il responsabile regionale Tiziano Venturini.
La Cantina di Ramuscello – è stato sottolineato durante l’incontro – crede fermamente che la sostenibilità ambientale ed economica sia alla base della moderna vitivinicoltura e per questo, con la vendemmia 2020 ha introdotto, nel suo processo produttivo, la Certificazione Sqnpi – Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (regolamentato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) che si prefigge di ridurre gli interventi fitosanitari in vigna al fine di salvaguardare sia la salute del consumatore, attraverso vini più salubri, sia l’ambiente circostante. Attualmente la Certificazione coinvolge oltre il 90% della superficie aziendale, ma l’obiettivo, nei prossimi anni, è di giungere alla totale copertura vitata controllata dalla cooperativa. Ricordiamo che la Certificazione Sqnpi viene rilasciata sui vini prodotti, dopo le dovute verifiche tecniche ed analitiche, dall’ente certificatore, il Ceviq appunto, per cui l’azienda produttrice si potrà avvalere anche dello stemma (un’ape gialla su sfondo bianco) da utilizzare sui vini commercializzati.


Con la campagna viticola 2020-2021, la Cantina di Ramuscello ha, dunque, intrapreso un ulteriore e qualificante percorso legato sia alla “sostenibilità ambientale” che alla tutela del prodotto finale. Infatti, con la vendemmia 2021, è iniziata, per i soci, la produzione su larga scala (oltre 5 mila ettolitri) proprio del “vino vegano” un prodotto che oggi, come detto, il mercato nazionale, legato ai grandi gruppi di imbottigliamento, inizia a richiedere e apprezzare. Per ottenere, anche in questo caso la Certificazione, con la menzione a “produttore di vino vegano”, si deve ottemperare ad un rigido protocollo che il Ceviq ha elaborato al fine di evitare qualsiasi contaminazione con prodotti di origine animale o suoi derivati. Al fine di ottenere la “certificazione vegana”, il vino deve essere analizzato da un laboratorio accreditato per stabilire l’assenza totale del Dna animale (bovino, suino e pesce).

I VINI CERTIFICATI
Doc Friuli Chardonnay 2021
Doc Friuli Grave Pinot grigio 2021 – Prosecco 2021
Doc Friuli Refosco dal peduncolo rosso 2021
Doc Friuli Merlot 2021
Igt Venezia Giulia Ribolla gialla 2021

La Cantina di Ramuscello
Presidente Gianluca Trevisan
Vicepresidente Laura Bertolin
Direttore generale Rodolfo Rizzi
Vendemmia 2021 oltre 100 mila quintali di uva prodotta
Fatturato in crescita verso i 10 milioni di euro
Futuri investimenti per il potenziamento del reparto produttivo di quasi 2,5 milioni

Certificazioni in corso
Processo ambientale
Residuo zero

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In copertina e all’interno due momenti della consegna della certificazione del Ceviq.

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E oggi gli auguri web
di Assoenologi Fvg

Lo scambio degli auguri per le imminenti festività e per un anno di maggiori certezze, ma anche una importante occasione per tracciare un bilancio del settore vitivinicolo e per formulare qualche riflessione sul breve-medio periodo, alla luce di un’emergenza sanitaria che purtroppo continua a perdurare, tanto che le previsioni a lunga scadenza risultano più difficili. Tutto questo, per Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, avverrà oggi, nuovamente attraverso la rete web. «Anche quest’anno – afferma, infatti, il presidente regionale Rodolfo Rizzi -, per i noti motivi legati al Covid-19, i tradizionali auguri di Natale, al posto di un accogliente ristorante, l’Assoenologi Fvg è costretta ad organizzarli online. L’appuntamento è stato fissato per martedì 21 dicembre alle ore 18.30 sulla piattaforma Gotomeeting». All’incontro presenzieranno, come l’anno scorso, anche il presidente nazionale Assoenologi, Riccardo Cotarella, il direttore Paolo Brogioni e i rappresentanti istituzionali del settore vitivinicolo regionale.

L’appuntamento è stato fissato per oggi 21 dicembre alle ore 18.30 sulla piattaforma Gotomeeting:

https://global.gotomeeting.com/join/471687021
Codice accesso: 471-687-021

Vitigni resistenti, via libera europeo all’inserimento nei disciplinari Doc

«È una bella notizia quella che arriva da Bruxelles e che è stata comunicata dal professor Attilio Scienza, neo presidente del Comitato Nazionale Vini. Parliamo della possibilità introdotta, anche per l’Italia, di poter inserire nei Disciplinari delle Doc i vitigni resistenti alle fitopatie», dice Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedAgriPesca, che poi aggiunge: «Un’importante decisione non solo per i Vivai Cooperativi Rauscedo (Vcr) che, da molti anni, sono impegnati nella ricerca sul fronte della viticoltura sostenibile e che si sono dedicati a moltiplicare e diffondere queste varietà più sostenibili che rispettano l’ambiente e che riescono a far risparmiare agli agricoltori fino all’80 per cento di trattamenti sulle viti e le uve, con le relative positive conseguenze per la salubrità dei vini prodotti».
«I responsabili di Consorzi e Denominazioni – ha poi raccomandato Scienza – si mettano in fila per chiedere al Comitato l’inserimento dei vitigni resistenti nei loro vini».
Il progetto sui vitigni resistenti è stato avviato nel 1998, in collaborazione con l’Università di Udine, l’Istituto di Genomica Applicata (che, per primo al mondo, ha sequenziato il genoma della vite) e alcuni privati. La realizzazione dei primi vitigni è datata 2011 (oggi sono già 15), da parte dei Vcr che, attualmente, li riproducono e li esportano in oltre 20 Paesi del mondo (in primis, la Francia), con una certa diffusione anche in Friuli Venezia Giulia dove sono già stati autorizzati dalla Regione Fvg (assieme ad altre cinque Regioni italiane) e sono circa una ventina le aziende che li hanno piantati. Una diffusione che ora potrà aumentare (attualmente, in Italia, si stimano circa 1.000 ettari investiti), grazie a questa decisione della Comunità Europea. Del resto, in altri Paesi europei (Austria, Francia, Germania, Danimarca, Ungheria) le Doc sono già autorizzate a inserire le varietà resistenti nei loro disciplinari mentre, in molte regioni d’Italia, la loro coltivazione è ancora limitata al solo “vino da tavola” o Igt.

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In copertina e qui sopra due dei nuovi vitigni resistenti ottenuti in Fvg: il Cabernet Eidos e il bianco Soreli.

 

 

 

Assoenologi, auguri e riflessioni domani online sul settore vitivinicolo Fvg

(g.l.) Lo scambio degli auguri per le imminenti festività e per un anno di maggiori certezze, ma anche una importante occasione per tracciare un bilancio del settore vitivinicolo e per formulare qualche riflessione sul breve-medio periodo, alla luce di un’emergenza sanitaria che purtroppo continua a perdurare, tanto che le previsioni a lunga scadenza risultano più difficili. Tutto questo, per Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, avverrà domani, nuovamente attraverso la rete web.
«Anche quest’anno – afferma, infatti, il presidente regionale Rodolfo Rizzi -, per i noti motivi legati al Covid-19, i tradizionali auguri di Natale, al posto di un accogliente ristorante, l’Assoenologi Fvg è costretta ad organizzarli online. L’appuntamento è stato fissato per martedì 21 dicembre alle ore 18.30 sulla piattaforma Gotomeeting». All’incontro presenzieranno, come l’anno scorso, anche il presidente nazionale Assoenologi, Riccardo Cotarella, il direttore Paolo Brogioni e i rappresentanti istituzionali del settore vitivinicolo regionale.
Proprio per i motivi purtroppo ancora legati alla recrudescenza pandemica, è infatti saltata la cena natalizia che era stata programmata nei giorni scorsi a Buttrio, per cui ad Assoenologi Fvg non è rimasto che optare nuovamente per le grosse opportunità offerte dalla rete. La quale già l’anno scorso aveva dato modo di realizzare attraverso gli schermi dei computer un vero e proprio convegno, consentendo anche a chi è lontano – come appunto il presidente nazionale e il direttore generale – di partecipare non solo per la formulazione degli auguri, ma anche per esprimere interessanti considerazioni sulla situazione del settore della vite e del vino. Opportunità che sarà, dunque, offerta anche quest’anno. E di motivi di approfondimento e riflessione ce ne sono sempre tanti.

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In copertina, Rodolfo Rizzi con il presidente Riccardo Cotarella.

 

Latteria di Ovaro presidio per la valle: riaperta dopo l’incendio di un anno fa

«Un presidio con un grande valore per la zona, che rappresenta una scommessa vinta per quanti, soprattutto i conferitori, hanno creduto in una sua rinascita dopo l’incendio devastante avvenuto a dicembre dello scorso anno». Così si è espresso l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo alla cerimonia di riapertura della Latteria di Ovaro. Alla presenza del sindaco Lino Not e dei proprietari della struttura, Marco e Paolo Pezzetta, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha voluto porre in risalto l’importanza che il caseificio riveste non solo per l’aspetto economico, ma anche sociale di quanti vivono nella valle.
«Quando ci è stato chiesto il supporto per riaprire la latteria di Ovaro – ha detto Zannier nel suo intervento – abbiamo garantito il sostegno della Regione Fvg. Questo perché c’è stata una condivisione di intenti nel ritenere questo presidio un punto di riferimento per coloro che vivono e lavorano nel mondo della zootecnia in questa parte del Friuli. Abbiamo così lavorato di comune accordo per trovare una soluzione ai vari problemi, attingendo da strumenti normativi e risorse che già esistevano per tenere in vita questa importante attività».
Zannier ha poi evidenziato ed elogiato «quanti – soprattutto tra i conferitori – hanno mantenuto il proprio impegno nonostante le difficoltà nel riavviare la latteria. La Regione, fino ad oggi, ha investito molto nel settore della zootecnia, allargando il raggio di azione anche alla trasformazione e commercializzazione; il nostro obiettivo è, infatti, quello di sostenere l’intera filiera per fare in modo che il prodotto possa essere valorizzato al meglio».

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In copertina, formaggio prodotto dalla Latteria di Ovaro; qui sopra, due momenti della cerimonia inaugurale presente l’assessore regionale Stefano Zannier.

A Cividale le vignette di Spirito di Vino tra le Cantine Fvg aperte per Natale

(g.l.) Anche questo nuovo fine settimana con la invitante proposta di “Cantine Aperte a Natale” avviene all’insegna dei sorrisi suscitati dalle vignette dedicate al prodotto del Vigneto Fvg e che sono esposte nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti a Cividale. La città longobarda, che festeggia il decennale dalla proclamazione di Patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, ha infatti ospitato la cerimonia conclusiva di “Spirito di Vino”, manifestazione-orgoglio del Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia, giunto alla 22ma, felicissima edizione. Nell’occasione, il noto vignettista Valerio Marini e la presidente Mtv Fvg, Elda Felluga (membri della giuria), assieme al sindaco Daniela Bernardi e al vicepresidente di Civibank Guglielmo Pelizzo, hanno proclamato i vincitori di questa nuova tornata del Concorso internazionale, indetto annualmente dal Movimento e che coniuga sempre con successo e crescenti consensi enologia e turismo, celebrando le più graffianti e originali vignette satiriche proprio sul tema del vino.

Infine foto-ricordo con i premiati.

Vincitori dell’edizione 2021, premiati con una selezione delle migliori etichette delle cantine associate, sono stati per la sezione under 35 l’italiano Stefano Dorigo con “RED Pass” (primo classificato), l’italiana Malika Romanova con “Ispirazione diVina” (seconda classificata) e la russa Anya Kuzai con “Divine Moment” (terza classificata).
La sezione over 35 ha visto trionfare, invece, lo spagnolo Manuel Arriaga con “Grande riserva” (primo classificato), seguito dall’italiano Franco Iacumin con “Abbiamo sete” (secondo classificato) e dal polacco Sławomir Makal con “A glass of wine and something else”.
Fino al 9 gennaio (sabato, domenica e festivi – escluso il 25 dicembre e la mattina di Capodanno – dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30) le vignette potranno essere ammirate nella bella mostra allestita, come detto, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti, a due passi dallo storico Ponte del Diavolo: vignette e illustrazioni satiriche sapranno sicuramente regalare tutti i visitatori sorrisi e inediti spunti di riflessione su temi di attualità, e non solo, rivisti con una graffiante ottica satirica.

Stefano Dorigo

Malika Romanova

Anya Kuzai

Esprime grande soddisfazione Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino: «Spirito di vino in questi anni è cresciuto a livello internazionale diventando il punto di riferimento della satira sul mondo del vino, unendo persone di culture e nazionalità diverse. Un’occasione importante per far conoscere il Friuli Venezia Giulia nel mondo. Grazie alla tecnologia, abbiamo reso partecipi delle premiazioni anche i vignettisti stranieri con l’augurio di accoglierli presto nella nostra regione e far loro scoprire i nostri eccellenti vini, la nostra buona tavola e la nostra calda ospitalità. Un caloroso ringraziamento alla giuria di Spirito di Vino, che ci ha accompagnato con entusiasmo in tutti questi anni, e all’amministrazione comunale di Cividale del Friuli, che ha voluto ospitare nuovamente le premiazioni e la mostra».

Elda Felluga col sindaco Daniela Bernardi e Valerio Marini.


«Siamo molto felici di sostenere anche quest’anno Spirito di Vino – è invece il commento di Guglielmo Pelizzo, vicepresidente Civibank -, una manifestazione che si è rinnovata quest’anno come nel 2020, nonostante la pandemia. Come ogni anno, ci fa piacere constatare l’entusiasmo e il talento dei partecipanti, uniti dalla passione per il vino e da un pizzico di spirito satirico. Il Movimento Turismo del Vino Fvg non ha lasciato che la pandemia fermasse le sue iniziative per celebrare la cultura del vino, così forte e sentita in Friuli. Civibank ha sostenuto il Premio come negli anni passati, così come continua a sostenere i produttori vitivinicoli di tutto il Nordest, per cui rimane un saldo riferimento».
«Il legame indissolubile tra arte e vino, così vivo nella nostra regione, è magnificamente rappresentato dai famosi stucchi del Tempietto Longobardo – ha affermato poi Daniela Bernardi, sindaco di Cividale -. Ringrazio Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia per averci coinvolto nella 22ma edizione di Spirito di Vino, proponendoci di ospitare la mostra e le premiazioni del concorso a Cividale, proprio quest’anno, in cui la città ducale ha celebrato il decennale del riconoscimento Unesco del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del Potere (568-774 d.C.)”, di cui il nostro Tempietto Longobardo rappresenta il gioiello più prezioso. L’evento ha rappresentato la felice conclusione dei festeggiamenti dedicati al patrimonio culturale, ma anche l’occasione per valorizzare l’eccellenza enogastronomica del nostro territorio».

Manuel Arriaga

  Franco Iacumin

  Sławomir Makal

Ricordiamo che le vignette in gara sono state valutate da una giuria d’eccezione capitanata dal presidente in carica Alfio Krancic e dal presidente onorario Giorgio Forattini e composta da nomi illustri della satira, del giornalismo e della grafica: Emilio Giannelli (vignettista), Valerio Marini (vignettista), Gianluigi Colin (art and cover editor La Lettura Corriere della Sera), Franz Botré ed Enzo Rizzo (direttore e vicedirettore della rivista Spirito DiVino), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Paolo Marchi (giornalista, Identità Golose), Aldo Colonetti (filosofo), Fede & Tinto (conduttori Decanter – RadioRai), Francesco Salvi (attore) e da Elda Felluga (presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg).

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La festa per la consegna dei premi a Santa Maria dei Battuti si è infine conclusa a tavola, nello storico ristorante Al Fortino della vecchia Cividale, tra ottimi piatti legati alla tradizione friulana, abbinati ad alcuni prestigiosi vini delle aziende associate a Mtv: Friulano Pitars 2020 Doc Friuli Grave, Pinot grigio Livio Felluga 2020 Doc Friuli Colli orientali, Schioppettino di Prepotto Grillo Iole 2018 Doc Friuli Colli orientali e Bolla Gialla Spumante Brut Alessandro Pascolo, abbinato quest’ultimo alla mega-torta che ha coronato i ventidue anni di vita di Spirito di Vino. E ora arrivederci al 2022, alla 23ma edizione del Concorso internazionale della satira enologica.

 

Il Movimento turismo del vino Friuli Venezia Giulia è grato agli sponsor e ai partner tecnici del concorso internazionale: PromoTurimoFVG, Comune di Cividale del Friuli, CiviBank Spa, Ceccarelli Group, Juliagraf, Dolomia e e qbquantobasta.

Movimento Turismo del Vino
Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – Cel. 348.0503700
Mail. info@mtvfriulivg.it
www.spiritodivino.cloud – www.mtvfriulivg.it

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In copertina e qui sopra la festa attorno alla torta durante il convivio che ha concluso la premiazione di Spirito di Vino 2021.

Viticultori Fvg di successo a Milano: ai giovani piacciono i vini autoctoni

Giovani e interessati a conoscere le caratteristiche dei vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia. È questo l’identikit dei numerosi visitatori che, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, hanno affollato lo stand del Friuli Venezia Giulia durante l’ultima edizione di “Artigiano in Fiera” – appena conclusasi a FieraMilano Rho – con il desiderio di scoprire le tipicità agroalimentari della nostra regione, ma soprattutto i vini proposti dal Gruppo Viticultori Fvg, presente con la produzione di 13 delle 30 cantine aderenti, ognuna delle quali ha portato tre tipi di vino del proprio territorio.

Lo stand a Rho e l’inaugurazione.

Soddisfatto il presidente Demis Ermacora, che con questa iniziativa ha voluto dare una spinta alla promozione delle aziende del Consorzio che ha sede a Corno di Rosazzo per favorire nuovi incontri e opportunità commerciali, di cui sono state gettate le basi grazie ai contatti avviati con ristoratori e distributori lombardi durante la rassegna. E soddisfatti sono anche Lisa Rossi e Lucio Vittor, della Visual Studio di Gradisca d’Isonzo, che hanno curato la partecipazione del Gruppo ad “Artigiano in Fiera”. Se Lucio Vittor riveste il ruolo di organizzatore, Lisa Rossi cura i rapporti con le istituzioni e i vari produttori anche all’interno del progetto di promozione del territorio e valorizzazione delle produzioni vinicole nazionali denominato “Città del Vino”, che in Friuli Venezia Giulia è coordinato da Tiziano Venturini. Al progetto aderiscono 26 Comuni friulani, nei cui territori hanno sede le aziende che hanno partecipato ad “Artigiano in Fiera”: Lisa Rossi e Demis Ermacora coordinano il progetto nei rispettivi Comuni di residenza, Povoletto e Premariacco, per le attività ad esso legate. Gli stessi sono oggi anche i referenti per il Friuli Venezia Giulia e il Veneto di Fiere Autonome Italiane Riunite, l’associazione italiana nata pochi mesi fa e che rappresenta il comparto degli organizzatori autonomi di eventi.

Ermacora, Lisa Rossi e Venturini.

Vittor e Lisa Rossi brindano con Collavini, Fabbro e Gambarotto.

«Lavoriamo nel comparto della programmazione di eventi e fiere da molti anni – spiega Lucio Vittor –, le negative ricadute provocate dalla pandemia hanno messo a dura prova l’intero settore e avere oggi la possibilità di aderire a un’organizzazione come Fair, con tutti i vantaggi che questo comporta in termini di supporto e formazione professionale, rappresenta senza dubbio una grande opportunità di rilancio, soprattutto in un momento ancora tanto delicato e comunque pieno di incognite. Anche per questo siamo convinti sia necessario pensare a nuove strategie come la transizione digitale sulla quale ci stiamo concentrando per garantire la continuità degli eventi in programma, a iniziare dall’importante progetto a cui sta lavorando il Friuli Venezia Giulia con un’iniziativa prevista per il 2022 che si fregerà del marchio “Io sono Fvg”, un nuovo claim ideato dalla Regione che verrà assegnato a quelle aziende che, soprattutto nel settore dell’agroalimentare, adottano disciplinari di produzione sostenibili e di qualità per produrre le eccellenze del territorio da promuovere fuori dai confini regionali e nazionali».
«Negli anni l’esperienza di Visual Studio si è specializzata in tre filoni principali – continua Vittor –: il Chocofest di Gradisca d’Isonzo, sospeso da un paio d’anni causa Covid, che ha sempre potuto contare sulla partecipazione dei più importanti maestri cioccolatieri internazionali registrando un’affluenza di pubblico enorme; ci siamo poi dedicati alla multietnicità, allo street food e alla promozione dei vini del Friuli Venezia Giulia, in particolare, alla varietà denominata Ribolla gialla, fino ad arrivare alla recente esperienza di “Artigiano in Fiera” che, vorrei ricordare, è stato l’evento in presenza che in questo periodo ha incassato la maggior affluenza di pubblico registrata nel nostro Paese a un evento fieristico: 600 mila persone».
Guardare avanti, nonostante i momenti difficili imposti dall’emergenza sanitaria, per Lisa Rossi è un imperativo. «Certamente – afferma – e lo deve essere proprio perché dobbiamo gettare le basi per il grande rilancio degli eventi e delle manifestazioni fieristiche che ci aspettiamo appena avremo superato questo periodo incerto e complicato. Un’attesa che assieme a Fair sapremo sfruttare al meglio per rispondere al bisogno che il nostro comparto ha di un punto di riferimento qualificato e proiettato a una visione innovativa del settore. I riscontri che abbiamo avuto ad “Artigiano in Fiera” dimostrano che siamo sulla strada giusta».

Il negozio del Gruppo a Corno.

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In copertina, ecco lo stand dei vini friulani ad “Artigiano  in Fiera”.

Tolmezzo, online “Il Filo dei Sapori”: incontri tecnici e idee regalo a Km0

Non ci saranno gli stand lungo le strade di Tolmezzo, ma lo spirito che da sette anni ormai anima l’evento “Il Filo dei Sapori” sarà confermato anche quest’anno: divulgare e far conoscere la biodiversità, il territorio, le tipicità agroalimentari e le specialità culinarie della Carnia. Il perdurare dell’emergenza Covid ha convinto la Comunità di Montagna della Carnia a non organizzare la manifestazione in presenza, vista anche l’impossibilità di coinvolgere in maniera diretta gli istituti professionali e gli studenti, protagonisti dell’agroalimentare del domani, ma non ha spento la voglia di trovare un’alternativa. Ecco perché l’ente si è subito messoall’opera per proporre, assieme ai produttori, una soluzione comunque efficace per far conoscere e apprezzare il ventaglio dei prodotti della terra e dei derivati che offre la Carnia tra frutta, succhi, distillati, farine, patate e ortaggi, erbe alimurgiche – cioè quelle specie spontanee che si trovano nei campi e sono ottime e salutari in cucina -, birre artigianali, mieli, salumi e formaggi, frutto di antichi e nuovi saperi. È nato così un programma di iniziative coordinate direttamente dall’ente che prevede l’organizzazione di incontri tecnici online sui temi dell’agricoltura montana e l’iniziativa dei pacchi di Natale.

Danzerini a Tolmezzo.

Gli incontri tecnici saranno organizzati a partire dal mese dicembre con la collaborazione dell’Ersa, degli Istituti tecnici locali e degli enti e associazioni che si occupano della biodiversità. Le idee regalo per il Natale 2021, invece, ripropongono l’iniziativa dell’anno scorso avviata in collaborazione con Carnia Industrial Park e con la proposta di confezioni regalo curate nel dettaglio e ricche di buoni prodotti artigianali. Le aziende capofila saranno i caseifici Alto But e Val Tagliamento, il birrificio Casamatta e Dibe Friuli con 12 golose proposte che copriranno più fasce prezzo, dai 12,50 ai 75 euro. Come sempre, “Il Filo dei Sapori” proporrà anche iniziative di carattere sociale. Al momento dell’acquisto dei cesti di Natale, ci sarà la possibilità di ricevere un regalo solidale e di effettuare una donazione da destinare alla cooperativa sociale “Davide” di Tolmezzo. Una realtà che utilizza l’agricoltura come strumento attraverso il quale favorire la crescita personale e l’integrazione sociale di persone disabili e svantaggiate. Le proposte regalo e le indicazioni per gli acquisti e le consegne sono già disponibili sul sito https://ilfilodeisapori.com.

Ma la nuova programmazione non si ferma qui e, grazie alla preziosa collaborazione con la Pro Loco di Tolmezzo, si arricchirà di nuovi momenti di valorizzazione della Carnia legati alle tradizioni ed all’agroalimentare. Così, il 18 e il 19 dicembre a Tolmezzo ci sarà il 1° Mercatino natalizio della “Porta di Sotto”, una mostra di prodotti artigianali e agroalimentari del territorio, accompagnata da intrattenimenti musicali e culturali realizzati in collaborazione con i tradizionali Zampognari Friulani, il quartetto Benandanti Ethno Music e la casa editrice Morganti editori.

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In copertina una foto di Valerio Tonino e qui sopra un’immagine di Fabrice Gallina.

Premio Trivelli, di Cavasso Nuovo e Tarcento i migliori piatti con la Pitina

L’osteria Ai Cacciatori di Cavasso Nuovo ed il ristorante Costantini di Collalto di Tarcento si sono aggiudicati – a pari merito – la decima edizione del “Premio Mattia Trivelli”, nato nel 2012 per valorizzare un tradizionale salume delle Valli Pordenonesi – la Pitina – che da prodotto a rischio di estinzione è divenuto una vera e propria icona del territorio dove nasce e al quale dal 2018 è stato riconosciuto il marchio comunitario della Igp, l’Indicazione geografica protetta).

Osteria Ai Cacciatori

Ristorante Costantini

La cerimonia di premiazione – trasmessa anche sulla pagina Facebook dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis – è avvenuta domenica nella sala consiliare del “Palazàt”, il municipio di Cavasso Nuovo, dove ha fatto gli onori di casa il sindaco Silvano Romanin. Il saluto degli organizzatori è stato portato dalla vicepresidente dell’Ecomuseo, Marina Crovato, che ha ribadito come nel sottotitolo del Premio (“La Pitina, prodotto culturale”) sia condensata la storia di questo gustoso salume, da prodotto di sopravvivenza a ingrediente protagonista di piatti gourmet. Da sempre l’Ecomuseo tutela il patrimonio culturale e valorizza i saperi che le comunità tramandano anche attraverso i prodotti della tradizione: il cibo è cultura! Il saluto dei produttori di Pitina è stato portato dal presidente della loro Associazione, Manuel Gambon; quello dell’Istituto alberghiero Ial di Aviano (dove sono avvenute le degustazioni dei piatti in concorso) è stato affidato invece ad un videoclip realizzato dagli allievi che hanno collaborato e assistito ai lavori della Giuria, composta da Ubaldo Alzetta (ristoratore e socio fondatore dell’Associazione Produttori Pitina), Giuseppe Damiani (esperto di turismo sostenibile), dal giornalista enogastronomo Bepi Pucciarelli e da Giorgio Viel, direttore del Centro studi Friuli Venezia Giulia dell’Accademia Italiana della Cucina, che ha presentato e commentato i piatti in concorso.
Per la prima volta in dieci anni la Giuria ha deciso per un premio “ex aequo”, attribuito al piatto “Blecs di farina di castagne con Pitina, mele antiche e ricotta stagionata” (Osteria ai Cacciatori) e allo “Gnocco di rape rosse ripieno di formaggio Asino e Pitina” (Ristorante Costantini). «Due piatti – ha sottolineato la Giuria nelle motivazioni del Premio – assolutamente diversi, ma entrambi di altissimo livello. I Blecs di Danêl (Daniele Corte, l’oste dei Cacciatori) sono un concentrato di tradizione e di storia del territorio, nel quale gli ingredienti – farina di castagne, Pitina, mele antiche e ricotta stagionata – sono tenuti insieme da un collante fatto di esperienza e amore. Passione e ricerca sono gli ingredienti non scritti dello Gnocco studiato e realizzato da Marco Furlano, chef del ristorante Costantini: anch’esso un piatto quasi a km zero e realizzato con un occhio particolare alla sostenibilità». La Giuria ha anche segnalato come meritevoli del tradizionale “Premio Speciale” il piatto presentati da Gelindo dei Magredi, di Vivaro, e dal maestro pasticciere Stefano Venier dell’Arte Dolce, di Spilimbergo.
In chiusura della cerimonia di premiazione (alla quale ha partecipato anche il consigliere regionale Emanuele Zanon), gli organizzatori hanno confermato la volontà di proseguire con il Premio Mattia Trivelli, la cui formula a partire dall’edizione 2022 sarà “riveduta e corretta”. Verranno aggiornati il Regolamento ed il “format” del Premio, facendo tesoro dell’esperienza accumulata in questo primo decennio; verrà anche ampliata e valorizzata la collaborazione – positivamente testata nell’ultimo biennio – con l’Istituto alberghiero Ial di Aviano. Il progetto è finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con la Lr 21/2016.

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In copertina, la Pitina (da Il Cibario, Ersa Fvg) e qui sopra la premiazione: da sinistra il sindaco di Cavasso Nuovo Silvano Romanin, Daniele Corte (Osteria ai Cacciatori), Marina Crovato dell’Ecomuseo Lis Aganis, lo chef del Ristorante Costantini Marco Furlano e Manuel Gambon.