Confagricoltura Fvg preoccupata per i rincari esagerati di gasolio ed energia. L’aumento dei fertilizzanti mette una seria ipoteca sulle semine primaverili

I primi segnali di aumento dei costi energetici dall’apertura del conflitto in Medio Oriente sono già palesi e potranno avere conseguenze in termini inflattivi sui consumi. Sul portafoglio delle famiglie i carburanti incidono per il 4%, l’energia per il 9,8%; sul carrello della spesa per il 20%. Nel settore primario si registra già una situazione di instabilità che, per vari motivi, sta interessando diversi comparti, e che ora si somma a significativi incrementi di prezzo per i fertilizzanti (urea) e i carburanti, aumentati rapidissimamente negli ultimi giorni.
«Siamo preoccupati – commenta il presidente di Confagricoltura Fvg, Nicolò Panciera di Zoppola Gambara – per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito alle decisioni europee antecedenti il conflitto in Medio Oriente. Questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione». Un aggravarsi della guerra provocherebbe ulteriori aumenti delle quotazioni del petrolio, con effetti indiretti sui costi energetici e logistici e, conseguentemente, sui prezzi dei fertilizzanti.
I rincari, nonostante gli sforzi da parte delle imprese, potrebbero avere effetti sul quadro dei prezzi portando a un’inflazione da costi, come accaduto qualche anno fa. Le aziende agricole, tuttavia, – evidenzia Confagricoltura Fvg – sono il primo anello della filiera e potrebbero non essere in grado di trasferire a valle i maggiori oneri. Anche relativamente a questo aspetto è importante l’analisi per verificare il rischio che le imprese agricole possano subire un calo di redditività e di competitività. Va ricordato, peraltro, che la legislazione nazionale prevede che la fissazione dei prezzi dei prodotti agricoli ceduti debba tenere conto dell’evoluzione dei costi.
Confagricoltura Fvg, quindi, invita a monitorare costantemente la situazione, ma anche a individuare eventuali interventi per riequilibrare le quotazioni di benzina e gasolio dopo la scelta dell’unificazione dei tassi di accisa. Non ultimo, a rivalutare il provvedimento del cosiddetto “DL Bollette”, che è stato concepito in un contesto del tutto diverso da quello attuale, con perturbazioni notevoli del prezzo dei beni energetici.

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In copertina, il rifornimento di un trattore con il gasolio agricolo.

Brugnera dedica un bagolaro alla biologa Rachel Carson leggendaria pioniera dell’impegno ambientalista e prima nella battaglia contro il Ddt in agricoltura

Omaggio alla “madre” dell’ambientalismo, la biologa e zoologa Rachel Carson, la prima a prevedere con forte anticipo gli effetti delle tecniche in agricoltura – come l’utilizzo del Ddt sulle coltivazioni, vietato anni dopo proprio grazie alla sua battaglia – e la prima a denunciare pubblicamente i danni inferti alla natura da fenomeni come la deforestazione e l’incontrollato intervento dell’uomo sull’ambiente. Stamane 5 marzo, a Brugnera, alle 10.30 nel Giardino della Biblioteca, un bagolaro sarà intitolato proprio alla memoria di Rachel Carson, aggiungendo così una nuova tappa al patrimonio culturale della “Foresta dei Giusti” del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Brugnera, rientra nel vasto cartellone di incontri ed eventi “La memoria del legno”, in programma in vari centri del Friuli Venezia Giulia per iniziativa di Damatrà onlus e della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, capofila il Comune di Spilimbergo. Alla cerimonia di intitolazione, che vedrà la partecipazione del vicesindaco Silvia Piovesana e dell’assessore alla Cultura e Pari opportunità Paola Covre con gli alunni delle classi quarte e quinte delle primarie di Brugnera-Maron-Tamai, assieme alle rispettive insegnanti. La cerimonia è aperta alla partecipazione del pubblico, partner di riferimento è l’organizzazione internazionale no profit Fondazione Gariwo – La Foresta dei giusti. Info e dettagli damatra.com.
Solo dopo 16 anni dalla sua morte, Rachel Carson fu assegnataria della Medaglia Presidenziale della libertà, l’onorificenza civile più alta prevista negli Stati Uniti, e la sua appassionata ricerca della verità servì da modello nella lotta per la difesa dell’ambiente in tutto il mondo. Nata nel 1907 e morta nel 1964, Carson sin da giovanissima si era dedicata ad articoli e testi scientifici sul mondo marino che non raggiunsero il grande pubblico, per il difficile periodo storico in cui vennero pubblicati: quello degli anni ’30 e ’40. Raggiunse il successo nel 1951 con The sea around us (Il mare attorno a noi), rimasto per quasi due anni tra i best sellers del New York Times. A partire dagli anni ’50 la Carson si dedicò interamente alla scrittura. Il suo interesse si allargò presto allo studio delle coltivazioni e alla difesa di quel mondo naturale che tanto amava e che, come dichiarò, “veniva maltrattato senza che lei potesse fare nulla”. Iniziò così la sua campagna contro il Ddt, il cui risultato forse più importante e duraturo fu la capacità di aprire per la prima volta un dibattito sull’ambiente a tuttotondo, come insieme di correlazioni che non possono prescindere l’una dall’altra. Nel breve saggio Primavera silenziosa, che Al Gore definì “una pietra miliare dell’ambientalismo”, la Carson descrisse dettagliatamente i danni irreversibili all’ambiente e all’uomo causati dall’uso in agricoltura di pesticidi, sostanze inquinanti e cancerogene. Non solo, propose delle alternative biologiche all’avvelenamento del pianeta, basate sulla conoscenza degli organismi viventi. Per questo fu attaccata duramente dalle multinazionali della chimica, dalla comunità scientifica e dai media. Contro di lei fu montata una campagna di denigrazione molto brutale. Morì nel 1964 per un grave cancro al seno.

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In copertina, la biologa e zoologa Rachel Carson scomparsa nel 1964.

Decreto bollette, Confagricoltura sollecita modifiche per non penalizzare in Fvg un centinaio di impianti che producono biogas e biometano

L’Italia non può rinunciare a un’importante produzione elettrica rinnovabile al 100% nazionale, il cui utilizzo ha forte valenza ambientale e garantisce una parte di rilievo dell’economia agricola e delle aree interne. A maggior ragione in un quadro geopolitico che sta producendo forti aumenti dei prezzi del gas, in grado di limitare gli impatti positivi della riduzione dei costi in bolletta previsti dalla misura. Lo ha ribadito Confagricoltura nell’audizione alla X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati sul “Decreto Bollette” varato dal Governo.
Pur condividendo la necessità di individuare soluzioni per diminuire il costo dell’energia elettrica in Italia per imprese e cittadini, Confagricoltura evidenzia che occorre farlo gradualmente, intervenendo a più livelli e tenendo anche conto che l’investimento nelle rinnovabili ha effetti tangibili sulla decarbonizzazione e sulla sostenibilità del Paese. Il biogas e le biomasse contribuiscono per circa l’11% alla produzione elettrica rinnovabile.
In Friuli Venezia Giulia sono una novantina gli impianti a biogas con taglia media di 700 kW e sono alimentati soprattutto con prodotti agricoli poiché hanno una composizione più uniforme e ciò semplifica la gestione. La maggior parte degli impianti viene alimentato con un misto di reflui zootecnici e insilati di cereali. Nel corso degli ultimi anni i processi di digestione anaerobica hanno avuto un notevole sviluppo e numerose sono state le esperienze di utilizzo di differenti biomasse. Ad oggi sono utilizzabili liquami zootecnici, biomasse da colture dedicate, fanghi di depurazione, frazione organica dei rifiuti urbani, residui agricoli e rifiuti dell’industria agroalimentare. Gli impianti per la produzione di biometano sono, invece, una quindicina.
Non contrastare, ma valorizzare e sostenere le risorse locali. La situazione internazionale, anche in seguito ai recenti drammatici sviluppi bellici, impone il miglioramento dell’autosufficienza energetica valorizzando le risorse locali. L’articolo 5 del Decreto-legge, invece, non è in linea con questi obiettivi, poiché prevede la riduzione progressiva dei prezzi minimi garantiti (PMG) per la generazione elettrica a biogas, biomasse e bioliquidi a partire dal 2026 fino a un azzeramento dal 1° gennaio 2031. Il décalage per il meccanismo dei PMG introdotto con il Decreto cancella tutto il faticoso lavoro, anche da parte delle stesse amministrazioni pubbliche centrali, a tutela delle filiere agroenergetiche – ha sottolineato Confagricoltura –. Filiere che hanno assunto un valore strategico per l’economia dei territori, per la gestione sostenibile dei residui agricoli e forestali e per il rispetto alle normative ambientali sulla qualità delle acque, del suolo e dell’aria. Le proposte avanzate da Confagricoltura sul Decreto-legge si declinano in una serie di misure correttive all’articolo 5 che vanno nella direzione di un sostegno, e non di contrasto alla filiera delle agroenergie. Per Confagricoltura, insomma, è necessaria una profonda riflessione su quanto previsto dall’articolo in questione, non escludendo neanche il posticipo alla sua applicazione.

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In copertina, ecco un impianto di biogas realizzato in Friuli Venezia Giulia.

Il vino del futuro? Dovrà raccontare sempre più il suo territorio come ha ribadito un convegno di Assoenologi Fvg all’Istituto Tecnico Agrario di Cividale

(g.l.) Il vino del futuro dovrà sempre più raccontare il suo territorio, con un’impronta identitaria che lo renderà inconfondibile. Su questa importante, ma nel contempo affascinante domanda, è ruotato il convegno che si è tenuto, con una grande partecipazione, all’Istituto Tecnico Agrario di Cividale del Friuli, protagonisti gli esperti Luigi Moio e Graziana Grassini, e l’imprenditore vitivinicolo Nicola Manferrari. L’incontro è stato ospitato nell’aula magna del “Paolino d’Aquileia” con l’organizzazione di Assoenologi Fvg e la collaborazione dello stesso Ita, registrando una partecipazione numerosa e qualificata di enologi, enotecnici, produttori, insegnanti e le classi quarta, quinta e sesta di enologia dell’Istituto, alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier. Titolo dell’incontro “La pulizia sensoriale come elemento di promozione dell’identità territoriale, perché il vino del futuro si riconosce ad occhi chiusi”.

Al centro del confronto un tema cruciale per il comparto vitivinicolo contemporaneo: appunto, la pulizia sensoriale come condizione indispensabile per far emergere l’identità territoriale dei vini. Nel suo intervento, il professor Luigi Moio – ordinario di enologia all’Università di Napoli, esperto di analisi sensoriale nonché autore di numerosi testi di riferimento – ha ribadito con forza che la tecnica deve essere al servizio del territorio e non sostituirlo. Eliminare i difetti — che tendono a standardizzare i vini rendendoli simili in ogni parte del mondo — significa restituire spazio all’espressione autentica del luogo. Solo attraverso una rigorosa pulizia sensoriale è possibile permettere alle caratteristiche identitarie di emergere con chiarezza. Per cui è uscito un messaggio netto: il futuro del vino non è nella standardizzazione, ma nella riconoscibilità.
L’enologa Graziana Grassini, consulente di fama internazionale, ha, invece, sottolineato come la componente aromatica rappresenti l’anima identitaria di un vino. La frazione profumata va preservata con attenzione e competenza, perché è proprio attraverso il profumo che un territorio si racconta e si distingue. Di grande interesse anche la testimonianza del vitivinicoltore Nicola Manferrari, che ha condiviso la propria esperienza aziendale: una scelta compiuta anni fa, quella di valorizzare le differenze tra le diverse aree vitate attraverso l’utilizzo mirato di lieviti selezionati, trasformando tale approccio in un elemento distintivo di comunicazione e identità.
La tavola rotonda, vivace e partecipata, è stata condotta con precisione tecnica e sensibilità professionale dall’enologo e sindaco di San Giorgio della Richinvelda, Michele Leon, che ha saputo guidare il confronto con domande puntuali e stimolanti, mentre i lavori erano stati introdotti dal presidente dei tecnici della vite e del vino, Matteo Lovo. L’incontro era inserito in un percorso più ampio promosso appunto da Assoenologi Fvg, volto a rafforzare la centralità dell’identità territoriale come leva strategica per la promozione del vino regionale. Fondamentale in questo cammino è il ruolo della formazione, per cui la collaborazione con l’Istituto Tecnico Agrario di Cividale testimonia la volontà di costruire un dialogo costante tra mondo professionale e nuove generazioni di tecnici del vino.
L’ampia partecipazione e la qualità degli interventi confermano come il tema dell’identità di un vino, oggi più che mai, rappresenti una priorità culturale oltre che economica. Perché il vino del futuro, come è stato ricordato durante l’incontro, sarà quello capace di raccontare il proprio territorio con precisione, eleganza e riconoscibilità. Un vino che si riconosce, davvero, ad occhi chiusi.

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In copertina, il professor Luigi Moio con l’enologa Graziana Grassini; all’interno, immagini del convegno aperto dal saluto di Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, presente un foltissimo uditorio.

Il Carso goriziano, triestino e sloveno laboratorio europeo di biodiversità: le comunità come tutelano gli ecosistemi?

La tutela della biodiversità e la risposta ai cambiamenti climatici rappresentano oggi una delle principali sfide strategiche per l’Europa. In questo scenario il Carso, territorio fragile e straordinariamente ricco dal punto di vista ambientale che si distende tra Trieste, Gorizia e le aree confinarie della Slovenia, diventa un laboratorio transfrontaliero di sperimentazione e buone pratiche grazie al progetto Kras4Us cofinanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia 2021–2027.

Aleš Pernarčič


Azioni pilota, monitoraggi scientifici, nuovi modelli di gestione sostenibile: la mission del progetto è costruire strumenti concreti per la tutela del Carso transfrontaliero, coinvolgendo attivamente comunità locali, agricoltori e operatori del territorio. A guidare questo percorso una partnership composta da Gal Carso – Las Kras con Università del Litorale, BirdLife Slovenia e l’Autorità governativa slovena. Tra le attività aperte al pubblico spiccano le Serate biologiche, incontri di divulgazione scientifica con esperti del settore. Il prossimo appuntamento è in programma mercoledì 4 marzo alle 19.00 con il talk online del direttore di Gal Carso – Las Kras, Aleš Pernarčič (link Zoom: https://bioloski-veceri.famnit.upr.si/sl/program/), che approfondirà il ruolo attivo della popolazione locale nel mantenere alto il livello di biodiversità del Carso triestino e goriziano.
Tra i territori più ricchi e complessi dell’area italo-slovena, il Carso custodisce 23 habitat di interesse comunitario (di cui 5 prioritari), 6 specie vegetali di interesse comunitario – comprese specie endemiche – e 27 specie animali, esclusi gli uccelli. Un vero “mosaico” dove ambienti diversi si alternano e si integrano, dando vita a un sistema tanto prezioso quanto vulnerabile. «Proteggere e implementare la biodiversità del Carso rappresenta una sfida che riguarda tutti e può essere vinta solo con il pieno coinvolgimento di enti pubblici, soggetti privati, agricoltori e comunità locali, con il supporto di ricercatori ed esperti», sottolinea Aleš Pernarčič. «La gestione sostenibile del territorio non è solo una priorità ambientale, ma una responsabilità condivisa che richiede modelli partecipati e visione a lungo termine».
Preservare questa ricchezza significa tutelare l’identità stessa del territorio e costruire un equilibrio possibile tra natura, comunità ed economia, principi fondanti del progetto Kras4Us. Nel corso dell’incontro Pernarčič approfondirà temi centrali come la protezione dei siti degradati, la tutela degli habitat seminaturali — in particolare le aree agricole — e la creazione e il mantenimento dei corridoi ecologici, strumenti essenziali per garantire continuità ambientale e adattamento ai cambiamenti climatici. Kras4Us proseguirà con ulteriori incontri con esperti — il prossimo il 18 marzo — e con attività esperienziali aperte al pubblico durante la primavera, in fattorie e agriristori del Carso triestino e goriziano. Tutte le informazioni sono disponibili sui canali social di Gal Carso / Las Kras, Trieste Green e sul sito ita-slo.eu

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In copertina, panoramica su un tipico ambiente del Carso triestino.

Il Pinot grigio Doc delle Venezie sarà “official wine” di Vinitaly & The City in aprile nel cuore di Verona

Il Pinot grigio Doc delle Venezie (Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto) sarà l'”official wine” di Vinitaly & The City 2026, il fuori salone della più attesa fiera del vino italiana che ogni anno trasforma il centro storico di Verona in una grande vetrina internazionale. Una collaborazione che segna un passaggio chiave nella strategia del Consorzio, con un presidio culturale e promozionale capace di tenere insieme reputazione, territorio e grande pubblico, proprio nei giorni in cui Vinitaly accende i riflettori mondiali sul vino italiano.


Sarà dunque l’iconico bianco del Nordest a firmare il brindisi inaugurale della manifestazione, in programma il 10 aprile prossimo, e a essere protagonista fino al 12 aprile sotto la Loggia di Fra Giocondo e in Piazza dei Signori, nel cuore della città scaligera, dove la Doc delle Venezie incontrerà operatori, stampa e wine lover nel momento di massima attenzione internazionale sul vino italiano. La presenza a Vinitaly & The City si traduce in un presidio ad alta visibilità pensato per raccontare, attraverso degustazioni e incontri, lo stile distintivo del Pinot Grigio Doc delle Venezie e il suo legame con il Nordest, rafforzando la riconoscibilità della Doc in una cornice autorevole. L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione responsabile portato avanti dal Consorzio – anche attraverso collaborazioni come con il Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, Fondazione Symbola e Wine in Moderation – e che potenzia il suo ruolo nella valorizzazione del territorio e dell’enoturismo, in linea con l’evoluzione del quadro europeo in tema di Indicazioni Geografiche.
«Questa partnership rappresenta per il Consorzio una scelta strategica di posizionamento: vogliamo consolidare il valore identitario della denominazione e rafforzarne il percepito sui mercati attraverso contesti di alto profilo istituzionale – afferma Luca Rigotti, presidente del Consorzio Doc delle Venezie e continua –, essere “official wine” di Vinitaly & The City ha una doppia valenza: da un lato accresce il prestigio della Doc, dall’altro afferma il nostro legame con il territorio del Triveneto, dove Verona rappresenta una delle città più iconiche e visitate al mondo per bellezza, arte e patrimonio storico-artistico. In un momento in cui i riflettori del mondo sono puntati sul vino italiano il Pinot Grigio Doc delle Venezie si propone come bandiera di un sistema produttivo integrato, dinamico e responsabile, capace di coniugare numeri, qualità e certificazione».
Una visione che poggia su una dimensione unica: Pinot grigio Doc delle Venezie è la prima denominazione italiana per estensione e il primo vino bianco fermo italiano per export, oggi il Pinot grigio più consumato al mondo. La Doc rappresenta la filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento, il più grande modello di integrazione interregionale del Paese, con 27.000 ettari di vigneto potenziale, il 43% del Pinot grigio mondiale e l’85% di quello nazionale, una produzione annua di circa 230 milioni di bottiglie e una filiera composta da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento: numeri che testimoniano la portata sistemica della Denominazione e la responsabilità che essa esprime sui mercati internazionali.
«La promozione istituzionale è innanzitutto finalizzata a rafforzare riconoscibilità e distintività: far emergere con chiarezza ciò che rende unica la nostra denominazione e comunicare i valori, la qualità e l’autenticità della Doc delle Venezie – afferma Stefano Sequino, direttore del Consorzio –. E in tal senso la partnership con Vinitaly & The City è un’occasione preziosa per raggiungere un pubblico ampio e trasversale che potrà trovare e degustare in Piazza dei Signori, all’interno della nostra enoteca, una ricca selezione di etichette rappresentative dello stile unico del Pinot grigio Doc delle Venezie: un vino fresco, moderatamente alcolico e versatile, adatto a tutte le occasioni di consumo, capace di interpretare in chiave contemporanea i valori della convivialità e della cultura enogastronomica italiana».
Il Consorzio sarà inoltre nuovamente presente anche a Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati in programma a Verona dal 12 al 15 aprile,con il proprio spazio espositivo (pad. 5/F2) come punto di riferimento per operatori e stakeholder: un luogo pensato per raccontare il territorio viticolo delle tre aree, orientare i professionisti tra le imprese associate e far conoscere, attraverso un’ampia selezione di etichette in degustazione, lo stile distintivo e contemporaneo del Pinot grigio Doc delle Venezie.

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In copertina, il Pinot grigio della Doc delle Venezie nelle classiche lavorazioni in bianco e in ramato.

Vigneto Fvg, vino del futuro sempre più legato al suo territorio: convegno Assoenologi oggi all’Agrario di Cividale

(g.l.) Importante convegno stamane all’Istituto Agrario di Cividale con obiettivo puntato sulla vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia. “La pulizia sensoriale come elemento distintito dell’identità territoriale, perché il vino del futuro si riconosce ad occhi chiusi” è, infatti, il tema dell’incontro tecnico che vedrà protagonista la sezione Fvg di Assoenologi guidata da Matteo Lovo in collaborazione con il “Paolino d’Aquileia” che, come è noto, da molti anni offre anche la specializzazione enologica. L’invito, oltre che ai tecnici della vite e del vino, è infatti rivolto in primo luogo proprio agli studenti dell’Istituto. Il convegno si terrà dunque nell’aula magna con inizio alle 9.30.

Matteo Lovo

Interverranno il professor Luigi Moio, ordinario di enologia all’Università di Napoli, esperto di analisi sensoriale e autore di numerosi testi di riferimento, tra cui “Il respiro del vino”, e Graziana Grassini, consulente enologa di fama internazionale. La mattinata incentrata sul Vigneto Fvg sarà così dedicata ad un approfondimento tecnico e culturale sul ruolo della pulizia sensoriale e della riconoscibilità olfattiva come elementi chiave nella costruzione e nella comunicazione dell’identità territoriale del vino.
«L’incontro – anticipa il presidente Lovo – si articolerà in una “lectio” introduttiva sulle tecniche enologiche che mettono in risalto o deprimono l’identità territoriale, alla quale seguirà una tavola rotonda che metterà a confronto approcci scientifici, esperienze produttive e visioni enologiche, con l’obiettivo di riflettere sul vino del futuro: un vino sempre più riconoscibile, coerente e profondamente legato al proprio territorio».

Cividale, EnoArmonie invita domenica sui Colli orientali del Friuli con il pianista Andrea Bacchetti e l’Orchestra Busoni

“Capolavori e basta” domenica prossima a Spessa di Cividale. Un vero e proprio cambio di programma ha dato vita a questo sorprendente titolo di EnoArmonie, affascinante tour musicale-enologico giunto alla ventesima edizione. Alcuni nomi di primo rilievo nel calendario della prestigiosa rassegna si riuniscono per un appuntamento unico nel suo genere e tra i più attesi. Fa tappa infatti all’azienda Monviert, sui Colli orientali del Friuli, la rassegna curata dall’Associazione Musicale Sergio Gaggia di Cividale – guidata da Andrea Rucli –  che quindi stavola “gioca” in casa. E a Spessa, l’1 marzo alle ore 18, arrivano tre grandissime composizioni.

L’Orchestra Busoni con il maestro Belli.

A “rapire” il pubblico saranno il concerto di Haydn in re maggiore, il concerto Kv488 di Mozart e la “Musica notturna nelle strade di Madrid” di Luigi Cherubini. Un programma nato dall’incontro tra il pianista Andrea Bacchetti e la Nuova Orchestra Ferruccio Busoni, diretta da Massimo Belli. E a fare da narratore attraverso le note sarà Guido Barbieri, musicologo e drammaturgo, una delle voci più apprezzate di Rai Radio 3 e amico di EnoArmonie da lunga data. A lui il compito di intrecciare la musica con i vini, come da tradizione della kermesse, forniti questa volta direttamente dall’azienda ospitante.

Andrea Bacchetti

EnoArmonie, rassegna culturale curata dall’Associazione Musicale Sergio Gaggia, si avvale del supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e di Io Sono Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, i vigneti di Spessa sui Colli orientali del Friuli che faranno da scenario a EnoArmonie di domenica.

Sviluppo rurale, la Regione Fvg aumenta l’anticipo ai beneficiari di tre bandi a sostegno della liquidità delle imprese

La Regione Friuli Venezia Giulia ha appena deliberato (Dgr n. 212) un aumento che porta dal 30 al 50 la percentuale di anticipo dei tre bandi dello Sviluppo rurale Fvg Ps Pac 23-27, ovvero SRD01, SRD02, SRD03. Una variazione che si basa sul Regolamento UE 2021/2116 (Parag. 3 / Art. 44), nel quale si prevede che “gli Stati membri possono decidere di versare anticipi fino al 50% nell’ambito degli interventi di cui agli articoli 73 e 77 del reg (UE) 2021/2115”, tra cui rientrano anche gli interventi oggetto dei citati bandi regionali.
Lo Sviluppo Rurale Fvg ha dunque colto questa opportunità di modifica resasi necessaria anche alla luce delle crescenti esigenze di liquidità manifestate dalle imprese agricole, determinate dal perdurare di conflitti militari a livello globale, dal verificarsi di condizioni meteorologiche avverse e di eventi climatici eccezionali, nonché dai continui aumenti dei prezzi dei fattori di produzione e dell’inflazione, a fronte di prezzi relativamente bassi dei prodotti agricoli di base. Si sottolinea che la modifica riguarda gli articoli 19 dei bandi SRD01 (DGR 1811/2023), SRD02 (DGR 2086/2023) e SRD03 (DGR 1772/2024), ormai scaduti ma i cui progetti sono in corso. Obiettivo dei tre bandi è quello di accompagnare le imprese agricole in una fase di trasformazione che richiede investimenti concreti, maggiore efficienza nell’uso delle risorse e nuove opportunità di reddito. Le misure incidono infatti su tre ambiti strategici e complementari: ammodernamento e competitività aziendale, gestione sostenibile della risorsa idrica e diversificazione delle attività. La dotazione complessiva è pari a 37 milioni di euro, di cui 30 milioni destinati al bando SRD01, 4 milioni al bando SRD02 e 3 milioni al bando SRD03.

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Il Valore agricoltura

«Con l’approvazione del Programma valore agricoltura per il 2026, la Regione mette in campo risorse per oltre 5,4 milioni di euro con l’obiettivo di potenziare la competitività, la redditività e la sostenibilità ambientale delle nostre imprese agricole. Si tratta di un piano organico di investimenti mirati a favorire l’innovazione tecnologica, la transizione energetica e il miglioramento delle condizioni di lavoro, sostenendo al contempo la multifunzionalità del settore». Lo ha comunicato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier (nella foto) illustrando i contenuti della delibera approvata dalla Giunta Fedriga che definisce le linee d’azione per l’annualità 2026 del Programma valore agricoltura (Pva), in attuazione della legge di stabilità 2025. L’intervento dispone di uno stanziamento complessivo di 5.490.000 euro e individua 13 interventi prioritari suddivisi tra i comparti zootecnico, orticolo, del vivaismo viticolo, frutticolo, viticolo e pataticolo. Nel dettaglio, per il settore zootecnico sono previsti contributi per l’automazione dei processi, il miglioramento del benessere animale (anche per l’allevamento di conigli) e l’efficientamento delle malghe, con una specifica linea di finanziamento dedicata alle imprese condotte da giovani agricoltori. Sul fronte delle colture, il piano sostiene l’innovazione nell’orticoltura, includendo tecniche avanzate come l’acquaponica, l’idroponica e l’aeroponica, e la promozione della filiera pataticola e della frutticoltura in zona montana. «Il Programma – ha aggiunto Zannier – guarda con attenzione anche alla protezione delle colture, attraverso il sostegno per l’acquisto di macchinari antigelo e antibrina, e alla diversificazione del reddito agricolo, incentivando le imprese agrituristiche a investire in strutture ricettive ecocompatibili come il glamping e le bio-costruzioni». Tra le novità, figura anche un intervento per coprire i costi di certificazione dei crediti di carbonio sostenuti dalle aziende. L’attuazione del Programma avverrà tramite successivi bandi regionali che definiranno nel dettaglio le modalità di accesso ai contributi. La delibera prevede inoltre che eventuali risorse aggiuntive potranno essere impiegate sia per incrementare i fondi delle linee già attivate, sia per finanziare nuovi interventi.

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«Con l’incremento portato al 50% dell’anticipo ai beneficiari di questi tre bandi – spiega l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali, Stefano Zannier –, la Regione offre strumenti operativi e di sostegno alle esigenze molto concrete manifestate dalle aziende: disporre di maggiore liquidità per investire e restare competitive, migliorare l’efficienza irrigua e ampliare le fonti di reddito. Si tratta di un intervento organico che coglie le opportunità offerte dal regolamento comunitario puntando a sostenere la tenuta economica del nostro comparto agricolo e, al contempo, ad accompagnarne l’evoluzione in chiave sostenibile».
Il bando SRD01 sostiene gli investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole, con spese ammissibili comprese tra 30 mila e 1,5 milioni di euro. Il contributo è in conto capitale con aliquota ordinaria del 40%, elevabile al 60% per i giovani agricoltori e, in specifici casi previsti dal bando, anche per le aziende che operano prevalentemente in aree svantaggiate. Il bando SRD02 è rivolto agli investimenti irrigui finalizzati a migliorare le prestazioni ambientali e climatiche delle aziende e a favorire un uso più efficiente dell’acqua, anche in relazione al benessere animale. La spesa ammissibile per domanda va da 20 mila a 350 mila euro. Il contributo è pari al 60%, elevabile al 75% per i giovani agricoltori in possesso dei requisiti previsti. Il bando SRD03 finanzia la diversificazione in attività non agricole, comprese le attività agrituristiche previste dagli allegati di bando, con l’obiettivo di rafforzare la multifunzionalità delle imprese. Il contributo è in conto capitale, con un’alienazione del 40%, elevabile al 60% per i giovani agricoltori. L’aiuto è concesso in regime “de minimis”, con un tetto massimo di 300 mila euro nell’arco di tre anni per impresa unica.

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In copertina, panoramica su un paesaggio rurale in Friuli Venezia Giulia.

Vigneto Fvg, oltre 5,5 milioni di euro per sostenere competitività e rinnovamento. A Trieste Vitae 26 Gran Galà dei vini Top

«Con oltre 5,5 milioni di euro sosteniamo la competitività e il rinnovamento del comparto vitivinicolo regionale, garantendo continuità agli interventi e procedure più snelle ed efficaci», ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Giunta delle disposizioni che disciplinano l’applicazione del regime di sostegno comunitario alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti dalla campagna 2026/2027. Il provvedimento dà attuazione all’articolo 58 del regolamento (Ue) 2021/2115, nell’ambito del Commissione europea relativo alla Pac 2023-2027, e si inserisce nel quadro del Piano Strategico Nazionale approvato a fine 2022. Per la misura, alla Regione Friuli Venezia Giulia sono assegnate risorse pari a 5.518.039 euro per la campagna 2026/2027, a valere sulla dotazione nazionale di 323.883.000 euro annui destinata al settore vitivinicolo.
Con questa delibera della Giunta Fedriga vengono, dunque, approvati disposizioni, indirizzi e criteri per l’accesso agli aiuti destinati al Vigneto Fvg, mentre un successivo decreto del direttore del Servizio competente definirà il bando con le regole operative. In particolare, sono predeterminati i soggetti beneficiari, la superficie minima oggetto di intervento ed eventuali deroghe, le attività ammissibili, l’entità dell’aiuto, la dotazione finanziaria con il relativo riparto tramite graduatoria e i criteri di attribuzione dei punteggi. La novità procedurale, prevista dalla legge regionale 7/2025, sostituisce il precedente strumento regolamentare con la modalità della delibera di Giunta e successivo bando, con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficiente l’accesso agli incentivi per le imprese vitivinicole.

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«Il vino non è solo qualità, ma un modello di sviluppo che coniuga sostenibilità e storia: in ogni bottiglia c’è l’identità del nostro territorio e la tutela dell’ambiente passa anche attraverso la salvaguardia delle superfici agricole di pregio», ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e allo sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, intervenendo a Trieste alla manifestazione “Esperienze di Vitae 2026 – Gran Galà dei vini Top». L’appuntamento è stato proposto al Generali Convention Center e ha celebrato l’eccellenza enologica regionale riunendo un centinaio di aziende selezionate dall’Associazione italiana sommelier – presente il vicepresidente Ais nazionale Marco Aldegheri – per gli altissimi punteggi raggiunti nella guida nazionale.
Scoccimarro ha rimarcato come il settore vitivinicolo rappresenti un pilastro che unisce cultura, turismo ed economia, sottolineando che «investire nella terra non è solo un business, ma un atto di tutela del territorio: è fondamentale evitare l’utilizzo delle aree agricole per scopi diversi dalle coltivazioni d’eccellenza». L’assessore ha, inoltre, evidenziato che, nonostante le complessità dello scenario internazionale, la Regione Fvg resta ottimista e pronta a vincere le sfide globali puntando sulla professionalità e sulla visione dei propri produttori. Esprimendo grande soddisfazione per la crescita della manifestazione e ricordando lo straordinario valore dei vini del Carso e della zona del Prosecco che arricchiscono l’offerta del territorio, Scoccimarro ha confermato che l’Amministrazione regionale continuerà a sostenere attivamente tutti gli investitori e le iniziative volte a promuovere la qualità e la storia del Friuli Venezia Giulia.