Doc Venezie, tutto ok il bilancio 2024: consumi di vino in calo, ma il Pinot grigio va in controtendenza e traina il mercato

Il Consorzio Doc delle Venezie ha chiuso, sotto la guida del presidente Albino Armani, il 2024 con un bilancio positivo, confermandosi un punto di riferimento per il Pinot grigio nel panorama enologico internazionale. In un contesto di mercato mondiale che vede i consumi di vino in tendenziale calo, la denominazione d’origine delle Venezie – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Trento – continua a distinguersi con performance in controtendenza grazie alla qualità, al sistema di controllo finalizzato alla certificazione e allo stile fresco e moderatamente alcolico del suo prodotto di punta. Rispetto al volume imbottigliato, il 2024 ha segnato un incremento del +3% in confronto al periodo gennaio-dicembre 2023, con un totale di 1.706.466 ettolitri confezionati e, rispetto al totale, un incremento della domanda di Pinot grigio Doc delle Venezie ottenuto nell’ultima annata.

Albino Armani


«Se analizziamo i dati degli ultimi anni solari dalla nascita della Doc, il 2024 si colloca al terzo posto per performance, escludendo chiaramente i due anni di forte crescita legati al periodo della pandemia che vide un’eccezionale richiesta di Doc delle Venezie da parte del mercato – sottolinea Stefano Sequino, direttore del Consorzio –. I numeri riflettono lo stato di salute della Doc e in particolare la crescita del prodotto imbottigliato è un risultato che parla da sé, dimostrando come il Pinot grigio delle Venezie sia in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori».
Il 2024 segna, poi, un incremento significativo anche sul fronte delle certificazioni: il totale è cresciuto del +8% rispetto al 2023, con dicembre 2024 che ha visto un picco straordinario del +16% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Secondo i dati forniti da Triveneta Certificazioni, la media mensile delle certificazioni è aumentata da 134.420 ettolitri/mese nel 2023 a 146.112 ettolitri/mese nel 2024, confermando un buon utilizzo del sistema da parte dei produttori.

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Al via la promozione all’estero

Al via l’attività promozionale per il Consorzio Doc delle Venezie che inaugurerà il calendario internazionale 2025 con Wine Paris&Vinexpo, in programma dal 10 al 12 febbraio a Parigi. La kermesse d’Oltrape, giunta alla sua sesta edizione, segna per il Consorzio un momento strategico di incontro con professionisti del settore, buyer, appassionati di vino, media e opinion leader di tutto il mondo. Il Consorzio sarà nuovamente il punto di riferimento per conoscere da vicino il Pinot grigio Doc delle Venezie, con la possibilità di ricevere informazioni sulla denominazione e sull’ubicazione delle imprese associate presenti in fiera, in numero sempre maggiore di anno in anno, che per la prima volta potranno sfruttare lo spazio espositivo consortile per organizzare incontri con clienti, partner o stampa.

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«Questo incremento nelle certificazioni e nell’impiego di prodotto ottenuto nell’ultima vendemmia è significativo di una domanda di mercato che si mantiene stabile e vivace. Inoltre, il passaggio da una media mensile di 134.420 ettolitri certificati nel 2023 a 146.112 ettolitri nel 2024 evidenzia non solo un buon utilizzo del sistema di certificazione, ma anche una pianificazione produttiva efficace da parte dei nostri associati. Occorre qui sottolineare – ha concluso il direttore Sequino – come sia di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta promosse dal Consorzio, strumenti che concorrono a mantenere una condizione di stabilità che rappresenta un grande valore per i nostri mercati».

Stefano Sequino


L’attività di controllo, affidata a Triveneta Certificazioni, si conferma centrale per il successo della Doc delle Venezie. Grazie a un rigoroso sistema di verifica dei requisiti di conformità al disciplinare di produzione e all’impiego del contrassegno di Stato apposto sull’intera produzione annua, pari a circa 230 milioni di bottiglie, i vini certificati assicurano alti standard di conformità e di tracciabilità a garanzia dei consumatori e degli operatori commerciali.

Consorzio Pinot grigio Doc delle Venezie: Albino Armani il miglior presidente. Soddisfazione per le raccomandazioni Ue

Albino Armani, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie dal 2017, anno della sua fondazione, si aggiudica il premio nella categoria Miglior Presidente di Consorzio nell’ambito della Vinoway Selection 2025. Selezionato dalla Commissione Premi di Vinoway, composta da Alessandro Rossi di Partesa, dal critico enogastronomico Eros Teboni, dalla giornalista di settore Leila Salimbeni, dall’architetto Fiorenzo Valbonesi e diretta da Davide Gangi, presidente ed Editor del magazine Vinoway.com, Armani è stato premiato nel corso della serata Dinner with the Stars, tenutasi al Castello Monaci Resort, Salice Salentino (Lecce).
“Da sette anni assistiamo al successo di un progetto di integrazione interregionale, il più grande a livello nazionale, che include in un’unica denominazione di origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – commenta il presidente Armani -, un disegno ambizioso e lungimirante che ha dato vita ad una sinergia territoriale mai immaginata prima. Ringrazio Davide Gangi e la Commissione di Vinoway Selection 2025 per questo prestigioso premio che desidero condividere con il consiglio d’amministrazione e con la squadra del Consorzio Doc delle Venezie che mi hanno dato la possibilità di presiedere questo gruppo di lavoro e che, con me, si impegnano quotidianamente nel percorso di crescita del valore identitario ed economico del Pinot Grigio delle Venezie. I prossimi anni ci riserveranno sfide sempre più impegnative e dovremo lavorare tutti assieme con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di una denominazione unica a livello mondiale”.


Intanto, il Consorzio Doc delle Venezie ha espresso soddisfazione per le raccomandazioni formulate dal Gruppo di Alto Livello della Commissione europea sul futuro del vino. Si tratta di un documento strategico che mira a contribuire al dibattito sulla futura Politica agricola comune post-2027, fornendo una visione chiara e concreta per il sostegno al settore vitivinicolo. Particolarmente importanti risultano le raccomandazioni e le azioni formulate con l’obiettivo di affrontare le principali sfide del settore e che si concentrano su tre ambiti chiave:
– Allineare la produzione vinicola alla domanda, al fine di garantire una gestione più equilibrata e sostenibile del mercato, introducendo ad esempio programmi di estirpazione mirati per determinate regioni o vini o modulazioni temporanee del potenziale produttivo.
– Aumentare la resilienza del settore alle sfide climatiche e di mercato, attraverso politiche di supporto e strumenti di gestione del rischio, come un accesso più ampio a soluzioni assicurative innovative e l’allineamento degli investimenti con piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
– Adattarsi alle nuove tendenze per cogliere opportunità di mercato emergenti, rendendo più flessibile la gestione finanziaria della nuova Pac e modificando i programmi di sostegno nazionali dedicati al vino in base agli eventi di mercato.
Particolarmente importante, inoltre, la maggiore flessibilità sull’utilizzo delle autorizzazioni al reimpianto e sull’applicazione della misura di promozione rispetto all’utilizzo dei fondi OCM non utilizzati alla chiusura di ogni anno finanziario.
“Il settore vitivinicolo non è solo un pilastro del patrimonio culturale dell’Unione Europea, ma anche un elemento chiave per l’economia, la società e le aree rurali. Le raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello – che incontrano le riflessioni emerse durante il nostro congresso che si è tenuto il 26 ottobre a Udine – tracciano una direzione strategica per definire un futuro più sostenibile e competitivo per il comparto e per la nostra filiera vitivinicola interregionale”, ha affermato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie.
Il Consorzio, nell’apprezzare il lavoro svolto dal Ministero dell’agricoltura e dalle organizzazioni intervenute nell’ambito del Gruppo di Alto Livello, ha rinnovato il proprio impegno nel promuovere e valorizzare i vini del territorio e nel rafforzare la competitività, sostenendo le raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello, istituito per discutere le sfide e le opportunità del settore in un contesto globale sempre più complesso.


Per maggiori informazioni
Consorzio DOC delle Venezie
PR & Comunicazione Valentina Fraccascia
M. +39 349 6225578 | Email: press@dellevenezie.it

Consumo responsabile, e oggi scatta International Wine in Moderation Day

Sulla scia del successo dell’anno scorso, ecco la seconda edizione dell’International Wine in Moderation Day, che si terrà proprio oggi in tutto il mondo. Questa iniziativa globale porta avanti il tema della campagna “The greatest wine? The one that you will remember” volta ad incoraggiare il consumo responsabile e moderato di vino. Nella giornata odierna, pertanto, gli amanti del vino dei cinque continenti saranno invitati ad unirsi per sensibilizzare sull’importanza di bere vino in modo responsabile. Il Wine in Moderation Day è organizzato dalla WiM Association e mira a coinvolgere consumatori e professionisti del settore in varie occasioni di confronto, promuovendo un più profondo apprezzamento della cultura e della storia del vino ed incoraggiando al tempo stesso scelte di consumo consapevoli. Il messaggio principale resta invariato: cultura del vino significa assaporare l’esperienza e sapere come evitare gli eccessi. La campagna sottolinea che il vero godimento del vino deriva dalla creazione di momenti memorabili e dalla promozione della moderazione, come sintetizzato nella frase: “The greatest wine? The one that you will remember”.

Sandro Sartor

Stefano Sequino

La campagna di quest’anno prevede ancora una volta una serie di eventi e attività promozionali coordinate da partner, coordinatori e sostenitori in diverse nazioni, regioni e località. Ogni Paese ha deciso come organizzare la propria giornata attorno alla stessa campagna con l’obiettivo di educare i consumatori sull’importanza del bere responsabile celebrando contemporaneamente il ricco patrimonio culturale legato al vino. Le attività includeranno comunicazione digitale, eventi, conferenze stampa, formazione e altro ancora.
Sandro Sartor, presidente di Wine in Moderation, ha commentato: «Dopo il successo della prima edizione dell’anno scorso, siamo entusiasti di rinnovare questa importante campagna con la seconda edizione del Wine in Moderation Day. Il nostro obiettivo è rafforzare la nostra missione di lunga data di incoraggiare professionisti e consumatori di vino a fare scelte responsabili. Anche se promuoviamo la moderazione tutto l’anno e vogliamo che tutti i nostri consumatori se ne ricordino ogni volta che sorseggiano un bicchiere di vino, ci piace l’idea di celebrare il concetto di bere responsabile in un giorno dedicato: comprendere ed apprezzare il vino in un modo che migliori l’esperienza e crei ricordi duraturi, che puoi ricordare. Invitiamo tutti ad unirsi a noi nel diffondere questo messaggio di moderazione e responsabilità».
Stefano Sequino, direttore del Consorzio tutela vini Doc delle Venezie – che riunisce i produttori di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino -, ha affermato: «Sostenere e comunicare la cultura del vino diffondendo un messaggio di moderazione e di corretta informazione ai consumatori resta fondamentale per il nostro Consorzio. La nostra partnership con Wine in Moderation, riferimento internazionale in materia di responsabilità sociale nell’ambito del settore conferma la nostra posizione ed il nostro impegno nella promozione di un consumo responsabile di vino, nell’ambito della convivialità e di uno stile di vita sano».

Pinot grigio delle Venezie, sabato convegno al Castello di Udine tra nuovi modelli produttivi e sfide di mercato

Pinot grigio delle Venezie e prospettive di mercato sotto la lente. Sabato 26 ottobre, alle ore 10, nel Castello di Udine, è in programma infatti il convegno organizzato dal Consorzio Doc delle Venezie intitolato “Tra nuovi modelli e sfide di mercato”. Torna, così, sotto i riflettori la Doc delle Venezie, la prima denominazione italiana per estensione che riunisce gli operatori della filiera produttiva del Pinot grigio di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – territori viticoli che producono l’85% del vino ottenuto da uve Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale – con un’importante occasione di confronto e di discussione promossa con l’obiettivo di coinvolgere imprese, operatori, opinion leader e stampa di settore su temi strategici per il futuro del settore e della Doc delle Venezie.


In occasione del prossimo forum, dunque, il Pinot grigio Doc Delle Venezie sarà ancora una volta protagonista di talk di approfondimento che toccherà dapprima il quadro normativo e gli scenari di cambiamento, per arrivare all’analisi del profilo commerciale del primo vino Doc bianco fermo per volumi di esportazione – pari a 230 milioni di bottiglie per il 95% destinate al commercio estero –, nonché il più grande modello di integrazione interregionale d’Italia, con un’area di produzione pari a 27 mila ettari di vigneto e una filiera produttiva costituita da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento.
Dopo i saluti delle autorità, i lavori si apriranno con la prima tavola rotonda intitolata “Il Pinot grigio Doc delle Venezie nell’evoluzione del contesto vitivinicolo politico e normativo”, che andrà ad analizzare le priorità della filiera nell’ambito del quadro regolamentare europeo che caratterizza il settore vitivinicolo, attualmente inserito in uno scenario di profondo cambiamento. Tra gli argomenti di grande attualità, la recente riforma delle indicazioni geografiche, che ha introdotto nuovi strumenti utili al rafforzamento del mercato ed un rinnovato ruolo dei Consorzi di tutela, e l’andamento dei lavori nell’ambito del gruppo di alto livello sulle politiche del vino recentemente istituito dal Commissario Ue all’agricoltura che consentirà di tracciare entro il 2025 una strategia che avrà impatto sulle future politiche di settore.
Un approfondimento tecnico e politico che vedrà il contributo di rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle organizzazioni e della ricerca quali Paolo De Castro (relatore dell’Europarlamento della riforma Ig), Riccardo Ricci Curbastro (European Federation of Origin Wines), Luca Rigotti (Gruppo Vino Copa Cogeca), Antonella Rossetti (Wine Institute FarmEurope), Diego Saluzzo (Unione Giuristi della Vite e del Vino) e Michele Morgante (Istituto Genomica Applicata Università di Udine).
Gli attori del mercato si incontreranno invece nel secondo dibattito, dal titolo “Il Pinot grigio Doc delle Venezie e il mercato del vino in Grande Distribuzione”, per approfondire la posizione della Doc nell’ambito della Gdo, principale canale distributivo. Ci troviamo di fronte a uno scenario mutevole per ciò che riguarda le abitudini di consumo e gli equilibri tra i canali di vendita e, in questo contesto e con l’obiettivo di rafforzare il mercato interno, per cui diventa fondamentale condividere riflessioni e indicatori per analizzare, a partire dall’attuale situazione di mercato, le sfide e le opportunità, così come la capacità di adattamento e le potenziali ricadute che i nuovi trend potranno avere sulla filiera del Pinot grigio Doc delle Venezie, con l’obiettivo di rispondere con efficacia alle esigenze della domanda e alle rinnovate dinamiche che guidano le scelte d’acquisto.
A discutere dell’attuale situazione e soprattutto degli scenari e delle prospettive future, interverranno voci di organizzazioni specializzate in indagini di mercato, dinamiche della distribuzione moderna e nella mediazione come Tiziana Sarnari (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), Patric Lorenzon (Associazione nazionale agenti d’affari in mediazione e agenti di commercio) e Vittorio Cino (Centromarca – Associazione Italiana dell’Industria di Marca), oltre a importanti realtà facenti parte della filiera – rappresentata in questa sede da Alessandro Mutinelli di Italian Wine Brands Spa, Silvano Nicolato di Vitevis e Pierluigi Guarise di Collis Veneto Wine Group – nonché della Grande Distribuzione, con la presenza di Eleanna Pizzinelli e Alessandro Cassanelli, rispettivamente responsabile bevande e buyer vini di Coop Italia. L’evento è su registrazione e, considerando il numero limitato di posti, la presenza è in ogni caso soggetta a conferma.

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Il Pinot grigio delle Venezie Doc è sponsor della seconda stagione de “Il Mio Viaggio a NY TV Show”, il docureality prodotto da Flair Media Production dedicato al mondo dei viaggi e condotto da Piero Armenti, urban explorer, influencer e fondatore del tour operator Il mio viaggio a New York e di Travelmorbido. Disponibile on demand su Mediaset Infinity, il programma si compone di quattro episodi, ognuno della durata di trenta minuti, in cui una coppia di turisti italiani viene guidata da Armenti alla scoperta dei luoghi più inediti, inaspettati ma anche di quelli più conosciuti e trendy della Grande Mela. In qualità di sponsor, il Pinot grigio delle Venezie Doc comparirà in ogni puntata del programma, protagonista di alcuni momenti dedicati, come un brindisi in aeroporto prima della partenza o durante una serata trascorsa dai turisti in un rooftop o, ancora, all’interno di un locale italiano.
«L’obiettivo del Consorzio è quello di rafforzare il posizionamento e la visibilità della nostra Doc nei mercati di riferimento, a partire da quello domestico, avvicinandoci sempre di più al consumatore finale», commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie, che continua: «Un format che accompagna i turisti per le strade di New York, tra l’altro piazza molto affezionata al Pinot grigio italiano, diventa la cornice ideale per promuovere e valorizzare la denominazione d’Origine delle Venezie, bandiera dell’eccellenza Made in Italy nonché naturale protagonista di occasioni conviviali grazie alle caratteristiche di freschezza e versatilità che l’hanno reso celebre nel mondo».

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In copertina, il Pinot grigio nelle sue due tipologie produttive: bianco e ramato.

Pinot grigio, imbottigliamenti e giacenza confermano la stabilità della Doc Venezie

Si mantiene stabile l’andamento di mercato del Pinot grigio delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino), il primo vino Doc bianco fermo italiano per area geografica e per volumi di esportazione. La fotografia fornita da Triveneta Certificazioni – ente di controllo della Doc Delle Venezie che ogni anno applica il contrassegno di Stato su circa 230 milioni di bottiglie – è complessivamente positiva, come confermato dai dati di imbottigliamento e di giacenza: al 1° settembre, infatti, la disponibilità di Pinot grigio è pari a circa 500 mila ettolitri, un dato sostanzialmente stabile rispetto ai volumi giacenti nello stesso periodo dell’anno scorso.

Albino Armani

Stefano Sequino

Resta stabile anche l’andamento degli imbottigliamenti della Doc che da inizio anno ha raggiunto 1.179.387 ettolitri, quasi 160 milioni di bottiglie, in pareggio con le quantità di prodotto imbottigliato nello stesso periodo del precedente anno solare. Si osserva inoltre, come indicato dai dati di Triveneta Certificazioni, una moderata crescita delle certificazioni pari al +4%.
«Tenendo conto dell’andamento degli imbottigliamenti, possiamo contare su una disponibilità di prodotto adeguata e in linea con le richieste del mercato – ha spiegato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – ci troviamo di fronte ad una situazione stabile ed in equilibrio che nonostante le difficoltà ed un quadro economico e geopolitico complesso, riflette lo stato di salute della Doc delle Venezie. Occorre poi considerare, quale ulteriore indicatore di stabilità, che oltre il 90% dei volumi attualmente in giacenza fanno riferimento alla campagna vendemmiale 2023».
«Rispetto alla situazione di equilibrio di mercato rimane di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta – ha commentato Albino Armani, presidente del Consorzio –. Un percorso di crescita della denominazione portato avanti con costanza dal consiglio di amministrazione che concorre a mantenere questa condizione di stabilità tra domanda e offerta e che rappresenta un grande valore per i mercati internazionali».

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezie nelle versioni bianco e ramato.

 

Doc delle Venezie, ottima la vendemmia del Pinot grigio: il punto con Assoenologi di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino

Ottima la vendemmia del Pinot grigio al via nel Nordest Italia. C’è chi ha già iniziato la raccolta subito dopo Ferragosto, chi si accinge a raccogliere i primi grappoli in queste ore e chi invece prevede di iniziare la prossima settimana: d’altra parte, in un areale così vasto come quello della Doc delle Venezie, la più estesa a livello nazionale con 27 mila ettari di vigneto – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – gli andamenti stagionali, i volumi, così come il periodo vendemmiale non possono essere omogenei.
«In linea generale, rispetto all’anno scorso, questa stagione produttiva si apre in maniera positiva, soprattutto in termini qualitativi – dice Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie –. Rispetto ai volumi, in alcuni territori ci attendiamo una minore produzione, ma in tutto l’areale riscontriamo soddisfazione rispetto al livello qualitativo delle uve Pinot grigio raggiunto, un risultato ottenuto grazie all’attenzione e al grande lavoro svolto in vigneto, che ha restituito uve sane e parametri chimico-fisici ottimali».
Ad unire le aspettative nei tre territori amministrativi della Doc delle Venezie è dunque – come confermato dai presidenti Assoenologi del Triveneto – il fil rouge della qualità. Nonostante la stagione sia iniziata con qualche preoccupazione legata alle abbondanti piogge primaverili che, con frequenza ed entità differenti tra le varie zone viticole, hanno interessato alcune fasi fenologiche della vite, la situazione registrata nelle ultime settimane, mediamente caratterizzata da un deciso incremento delle temperature, ha cambiato lo scenario. Allo stato attuale, nonostante la complessa gestione del vigneto, l’andamento meteorologico non ha condizionato lo stato di salute e qualitativo delle uve, e non si registrano comunque danni da grandine né situazioni fitosanitarie particolarmente critiche.

Il presidente del Consorzio Albino Armani…

Matteo Lovo, presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia, conferma una vendemmia certamente migliore rispetto alla stagione produttiva 2023 che «consente di portare in cantina il +15% rispetto all’anno scorso che, ricordiamo, non è stato molto positivo, con punte di decremento in termini di quantità anche pari a -30%. Complessivamente, rispetto alle medie storiche di raccolta, in Friuli Venezia Giulia dovremmo attestarci intorno al -10%, calo dovuto in parte anche a una contenuta pressione di peronospora della vite”. Per quanto riguarda l’inizio della vendemmia – ha proseguito l’enologo friulano – “si prevede un avvio dei lavori intorno alla fine di questa settimana, nelle zone in pianura anche inizio della prossima, per concludersi poi in una decina di giorni. Un’annata non semplice rispetto alla gestione tecnica e fitosanitaria, ma che nei momenti più salienti si è sviluppata in maniera positiva e che ha dato soddisfazioni ai produttori di Pinot grigio per l’elevata qualità del frutto».

Vendemmia anticipata, invece, per la varietà coltivata nel Veneto Occidentale, afferma Alberto Marchisio, presidente Assoenologi Veneto Occidentale: «La raccolta del Pinot grigio è iniziata questa settimana e si prevede di finire verso la metà di settembre per le zone ad altitudini maggiori; l’uva è perfetta, sana e con parametri ottimali, buona acidità e presenza di acido malico, da sottolineare, inoltre, l’uniformità di maturazione che restituisce una bellissima colorazione della buccia; possiamo ritenerci molto fortunati rispetto alla qualità, che definirei eccellente, mentre in termini di quantità siamo mediamente in linea con i volumi degli ultimi anni. Per quanto riguarda l’andamento dell’annata, nonostante le piogge abbondanti di inizio stagione siamo comunque riusciti ad intervenire per garantire una buona difesa del vigneto».

… e il direttore Stefano Sequino.

È previsto per la prossima settimana l’inizio della vendemmia del Pinot grigio nel Veneto Orientale. Circa l’andamento stagionale commenta Michele Zanardo, presidente Assoenologi Veneto Orientale: «Abbiamo avuto una primavera abbastanza piovosa che ha lievemente rallentato le prime fasi vegetative, ma a partire da giugno le temperature più miti hanno consentito un ottimo recupero. Possiamo affermare che la qualità delle uve è ottima e che la quantità è buona, in linea con la media delle produzioni degli anni passati».

Situazione ancora differente in Trentino, dove la vendemmia non inizierà prima di fine mese/inizio settembre, tardando addirittura la raccolta di qualche giorno rispetto al 2023. «Lo stato fitosanitario dell’uva è buono – commenta Goffredo Pasolli, presidente di Assoenologi Trentino –, in Trentino la gestione del Pinot grigio è stata impegnativa, abbiamo avuto tanta pioggia – 1.500 mm di acqua caduti rispetto alla media storica di 1.200 mm –, ma comunque siamo riusciti ad intervenire e a contenere l’insorgenza di agenti patogeni. In termini generali, l’andamento è stato buono, non si sono verificati fenomeni meteorologici importanti, come grandinate o gelate primaverili, e ci sono ottimi presupposti. Inoltre – ha concluso il tecnico trentino – il calo delle temperature di questi giorni, dopo il caldo intenso della prima metà di agosto, le buone escursioni termiche giorno/notte che stiamo registrando a pochi giorni dalla vendemmia sono state determinanti rispetto alla qualità dell’uva».

Matteo Lovo, Assoenologi Fvg.

In termini di valore, le prime quotazioni delle uve Pinot grigio Doc delle Venezie confermano un lieve incremento dei prezzi: la vendemmia parte, infatti, da un prezzo delle uve pari a 0,53-0,58 euro/kg, contro gli 0,50-0,55 euro/kg registrato nello stesso periodo della scorsa annata. «Si tratta di un incremento di valore che interviene tra l’altro dopo l’aumento della quota di produzione libera, pari a 140 quintali/ettaro, +10 quintali/ettaro rispetto alla stagione produttiva 2023 – spiega Albino Armani, presidente del Consorzio di tutela Doc delle Venezie –, un risultato quindi in controtendenza rispetto alla situazione media del settore vitivinicolo nazionale, particolarmente importante tenendo conto di un momento congiunturale di mercato nazionale e mondiale complesso, ma non casuale: si tratta di un percorso di crescita della denominazione, appena iniziato, legato all’applicazione delle misure di governo dell’offerta deliberate dal nostro consiglio di amministrazione, che concorrono a mantenere una condizione di stabilità di mercato ed un rapporto qualità/prezzo che, unite alle garanzie fornite dal contrassegno di Stato applicato su 230 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, non trova paragoni. In un tale percorso – ha concluso Armani – l’obiettivo è poter lavorare affinché tutte le categorie della filiera possano poter trovare riconoscimento e adeguata marginalità, condizione necessaria per portare avanti la propria impresa e lavorare con alti standard di qualità».

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In copertina, al via la vendemmia del Pinot grigio Doc delle Venezie.

(Foto Enrico Brunelli)

Il Pinot grigio delle Venezie verso la vendemmia: approvate le nuove misure per la grande Doc interregionale

Rimane nel segno della stabilità la Doc delle Venezie – la più estesa denominazione d’origine italiana e caposaldo del Sistema Pinot grigio del Nordest che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – che chiude il primo semestre in sostanziale pareggio rispetto allo stesso periodo dell’anno 2023 sul fronte degli imbottigliamenti, per un volume pari a circa 900 mila ettolitri, e con un lieve incremento rispetto al vino certificato (+2% su base annua) (fonte Triveneta Certificazioni).
«Un equilibrio che senza dubbio riflette lo stato di salute della Doc Delle Venezie che, nonostante le difficoltà ed un quadro economico e geopolitico certamente non ottimale, rimane stabile nei volumi e nel valore – commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie –. Rispetto alla situazione di equilibrio di mercato rimane di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta previste dalla legge 12 dicembre 2016, n. 238, c.d. Testo unico del vino: l’obiettivo è gestire il potenziale produttivo, monitorare i volumi e favorire una crescita equilibrata della denominazione – ha proseguito Sequino – e in quest’ottica risulta imprescindibile l’adozione di un sistema di governo della produzione e, a partire da quest’anno, anche delle riclassificazioni da altre denominazioni di origine coesistenti sul territorio viticolo del Nordest, così da tenere sotto controllo le disponibilità e tendere all’equilibrio tra domanda e offerta di mercato».

Albino Armani


Sono stati pubblicati a inizio luglio, infatti, i provvedimenti delle Amministrazioni competenti delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento per l’attivazione delle misure di gestione che disciplinano le dinamiche produttive nell’ambito della stagione produttiva 2024/2025. Si fa riferimento in primo luogo alla riduzione della resa massima di uva per ettaro, che passa da 180 q/ha a 160 q/ha, con uno stoccaggio amministrativo dei prodotti che saranno ottenuti nella vendemmia 2024 di 20 q/ha. Con l’obiettivo di completare ed ottimizzare il sistema di misure di gestione, il Consorzio Doc delle Venezie ha inserito, accanto all’abbassamento della produzione e dello stoccaggio dei volumi, una misura che, per la prima volta in Italia, consentirà di regolamentare le riclassificazioni dei volumi di Pinot Grigio in ingresso, provenienti cioè da altre Doc territoriali con tipologia varietale Pinot Grigio: sarà quindi consentita la riclassificazione a Pinot grigio Doc delle Venezie entro la data del 31 marzo 2025, con l’obiettivo di monitorare in maniera più efficace i volumi e le giacenze e poter quindi promuovere una sempre migliore programmazione delle misure di gestione in relazione alla disponibilità.

Stefano Sequino


Una misura in realtà già adottata nell’anno corrente mediante l’applicazione di un limite alle riclassificazioni in ingresso collocato al 15 maggio 2024. «I dati delle riclassificazioni in ingresso alla data limite del 15 maggio confermano il corretto funzionamento della misura – ha precisato Stefano Sequino – considerando che nel mese di maggio sono stati riclassificati a Pinot Grigio Doc Delle Venezie oltre 90 mila ettolitri, cioè +199% rispetto al mese di maggio 2023, provenienti da altre denominazioni coesistenti sul territorio viticolo, per un totale pari a 236 mila ettolitri dall’inizio della campagna vitivinicola a fronte di 206 mila ettolitri di prodotto riclassificato ottenuto nella precedente stagione produttiva. In altri termini – ha concluso il direttore del Consorzio – la misura ha sollecitato una maggiore riflessione ed una migliore programmazione delle riclassificazioni e ha anticipato di oltre un semestre queste operazioni di cantina».
«La nostra denominazione è un esempio virtuoso di integrazione interregionale e oggi più che mai ha una grande responsabilità che va oltre i confini del proprio areale produttivo, se consideriamo che il vigneto di Pinot grigio del Nordest rappresenta l’85% del vigneto Pinot grigio ottenuto in Italia e quasi la metà del Pinot grigio prodotto a livello mondiale – ha affermato Albino Armani, presidente del Consorzio di tutela Doc delle Venezie – ci auguriamo che il costante lavoro e l’impegno del Consorzio nell’applicazione delle misure di gestione dell’offerta possa sollecitare un maggiore coordinamento nell’ambito del sistema del Pinot grigio del Triveneto, che rappresenta il primo vino bianco fermo delle nostre esportazioni, icona del Made in Italy nel mondo e una grande ricchezza per il nostro sistema vitivinicolo».

Consorzio tutela DOC Delle Venezie – Costituito nel 2017, è il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione di origine la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento ed il Veneto. Rappresenta una superficie vitata di circa 27.000 ettari, una produzione pari a circa 240 milioni di bottiglie all’anno e una filiera produttiva costituita da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento. www.dellevenezie.it

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In copertina, bellissimi grappoli di Pinot grigio pronti per la vendemmia in Friuli: si avvicina l’ora del raccolto 2024.

Pinot grigio delle Venezie unico bianco protagonista tra gli europei di atletica

Il Pinot grigio Doc delle Venezie incontra lo sport. Un grande debutto per il Consorzio di tutela che riunisce, in un’unica denominazione di origine, gli operatori della filiera di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento – il più grande modello di integrazione interregionale – che in questi giorni è stato supplier di Casa Atletica Italiana, l’hospitality house della Federazione Italiana di Atletica Leggera negli spazi di Officine Farneto, a pochi passi dallo Stadio Olimpico, che ha accolto le stelle del mondo sportivo durante le giornate dei Campionati Europei di Atletica Leggera Roma 2024.
Il Pinot grigio delle Venezie, icona del Made in Italy nel mondo, è stato l’unico vino bianco ad essere servito all’interno di Casa Atletica Italiana, punto di riferimento di atleti, tifosi e media che hanno partecipato alla rassegna continentale organizzata nella città capitolina, sede degli incontri istituzionali e stampa ma anche delle celebrazioni degli atleti azzurri al termine delle sessioni di gara. Insomma, un palcoscenico ideale per promuovere, tra gli ambasciatori dello stile italiano nel mondo, il Pinot grigio Delle Venezie, simbolo d’eccellenza del patrimonio vitivinicolo nazionale.
Primo vino bianco fermo per volumi di esportazione, il Pinot grigio delle Venezie Doc è sinonimo di qualità, appartenenza territoriale e stile iconico, fattori che completano un processo di crescita e di valorizzazione iniziato nel 2017 con la nascita della denominazione di origine – subentrata alla preesistente Igt – e che ha portato al riconoscimento del contrassegno di Stato su tutte le bottiglie in commercio, strumento di garanzia e di tracciabilità di filiera per i consumatori.

“Diamo un taglio alla sete”, due giorni a Nimis con la grande festa della solidarietà per aiutare l’Africa bruciata dal sole

Torna per il diciottesimo anno, sabato 15 e domenica 16 giugno nella Cantina “I Comelli”, a Nimis (all’uscita del paese sulla strada che si divide prima di salire a Ramandolo o a Torlano), l’atteso appuntamento di “Diamo un taglio alla sete”. La Festa della solidarietà richiama ormai migliaia di persone ogni anno per una due giorni che unisce la beneficenza allo stare insieme con gioia, musica, amicizia e voglia di pace.
Tutto ebbe inizio nel 2007 quando gli enologi del gruppo “Fuori di sesta” – provenienti dalla sesta classe di enologia dell’Istituto agrario di Cividale, diplomati nel 1994 – decisero di imbottigliare il “Vitae”, un vino speciale proposto dal 2013 nelle due versioni “bianco” e “rosso” che non si trova in commercio, ma che viene distribuito in cambio di un’offerta.

Fratel Dario Laurencig in Africa.


“Vitae” è il risultato di una grande gara di generosità nella quale una ventina di cantine di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte e Toscana offrono la materia prima, mentre i loro fornitori mettono a disposizione gratuitamente bottiglie, tappi, etichette, imballaggi. L’imbottigliamento viene garantito dalla storica collaborazione con il laboratorio mobile del Centro di riferimento enologico di Giuseppe Lipari. In 18 anni tanti amici si sono uniti ai “Fuori di Sesta” e nel 2016 è nata una Organizzazione di volontariato, la Diamo un taglio alla sete Fvg Odv.
Quest’anno sono state confezionate oltre 4 mila bottiglie e 200 magnum da 1,5 litri, per il 60 per cento rosso, il resto bianco: sabato e domenica prossimi si troveranno a Nimis alla Festa della solidarietà e con le offerte raccolte, a completare il “miracolo” di trasformare il vino in acqua per combattere la grande sete dell’Africa, ci penserà fratel Dario Laurencig, missionario comboniano originario delle Valli del Natisone, in Africa da 50 anni. È lui che, grazie alle sue doti di rabdomante, trova e realizza pozzi di acqua potabile in Turkana (Kenya), Sud Sudan e altre regioni aride di quell’immenso continente bruciato dal sole.
La “Festa della Solidarietà” di Diamo un taglio alla sete, si aprirà sabato, alle 18, con la una nuova edizione della rassegna Cucine dal Mondo: un “giro del mondo gastronomico” – reso possibile dalla collaborazione di tanti amici provenienti da Paesi lontani, residenti nella nostra Regione – con 33 proposte che spaziano dalla nostra regione a Emilia, Puglia, Sardegna, a una serie di paesi europei (Slovenia, Croazia, Bosnia, Romania, Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Ungheria), dal continente africano (Algeria, Etiopia, Marocco), dalle Americhe (Argentina, Brasile, Messico, Perù, Santo Domingo, USA) e dall’Asia (Pakistan). Il tutto accompagnato dalla musica: si alterneranno sul palco gli Az. Tonelli’s&co, Back in blues, Blues metropolitano, Il Mercatovecchio.
Domenica, poi, la festa riprenderà con l’apertura dei chioschi, a partire dalle 10. La proposta gastronomica avrà il suo pezzo forte nel tradizionale “spiedone”, con contorno di patate fritte. Non mancheranno i prodotti degli sponsor tradizionali, tra cui i salumi della Wolf Sauris; il gelato di Giancarlo Timballo di Udine; lamponi e mirtilli caldi della Pro Loco di Avasinis; le frittelle di mele della Pro Loco di Sutrio; l’immancabile IllyCaffè. La colonna sonora della festa (dalle 11 in poi) sarà offerta da Sand of Gospel, Note Nove, Zero Six, Parsound, Cartoni Ardenti, La banda di Piero, Alessandro Lepore & band, Power Flower, Sabina, The Rookies Trio, 19songs friend, A-shell. Per i più piccoli ci sarà, come di consueto, un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento. La sicurezza sarà garantita dalla Croce Rossa Italiana (sezione di Tarcento), che sarà presente con i suoi mezzi e volontari.

I volontari dell’imbottigliamento.

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.diamountaglioallasete.it o alla pagina Facebook @diamountaglioallasete

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In copertina, ecco uno dei pozzi di acqua potabile realizzati nell’Africa assetata.

Doc delle Venezie, il ruolo dei Consorzi nello sviluppo dell’offerta enoturistica

A pochi giorni dall’applicazione della riforma europea del sistema delle Indicazioni geografiche, il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – che riunisce i produttori di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – torna a parlare del ruolo dei Consorzi nell’ambito della valorizzazione delle Dop e delle Igp, nello specifico in relazione allo sviluppo ed alla promozione enoturistica. Il direttore del Consorzio Stefano Sequino interverrà, infatti, nella sessione mattutina del convegno intitolato “L’enoturismo sostenibile: dall’azienda al territorio”, in programma sabato 25 maggio, a partire dalle ore 9.30, nella sede della Cantina Sociale di Quistello, Mantova.
L’evento, organizzato da Unione dei Giuristi della Vite e del Vino, Cantina Sociale di Quistello e Legal Hackers Mantova, vedrà la partecipazione di esperti del settore, giuristi e docenti universitari che illustreranno ruoli, norme e buone prassi che regolano l’offerta enoturistica, nonché gli effetti che la promozione enoturistica potrà avere nei territori viticoli.
“L’enoturismo è senza dubbio un fattore strategico per la crescita sociale ed economica dei territori – ha detto Stefano Sequino – e pertanto il dibattito ed il confronto su questo tema è assolutamente importante perché, anche alla luce della riforma delle Ig e del mutato quadro normativo, ci consente di individuare spazi di miglioramento e nuovi traguardi in termini di sviluppo e di formulare le migliori risposte ai visitatori, sempre più interessati alle esperienze enoturistiche e ai luoghi della produzione. In effetti, il recente Reg. (Ue) 2024/1143 di riforma del sistema Ig attribuisce ai Consorzi nuovi compiti e nuove responsabilità, compreso, tra le azioni utili per intervenire in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, anche lo sviluppo di servizi turistici all’interno dell’area geografica della Ig. In questo contesto i Consorzi, che già oggi raccontano e promuovono i territori viticoli, potranno certamente esercitare una funzione aggregante tra le imprese, gli enti di promozione turistica e gli altri attori e stakeholder territoriali, con l’obiettivo di creare sinergie utili per sollecitare e rafforzare la presenza e la qualità dei servizi enoturistici.
Il programma completo del Convegno, che sarà chiuso dall’intervento di Alessandro Beduschi, assessore agricoltura Regione Lombardia, è consultabile sul sito di Ugivi al link https://www.ugivi.org/eventi/enoturismo-sostenibile-convegno-ugivi-25-05-2024-quistello-mn/

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In copertina, il direttore del Consorzio Doc delle Venezie Stefano Sequino.