Trenta Comuni e cinque Pro Loco, cresce ancora la famiglia delle Città del vino Fvg

Il Triangolo della Sedia fa crescere  la famiglia delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che raggiunge quota 35 soggetti coinvolti. Si tratta di 30 Comuni e 5 Pro Loco, grazie alla recente adesione (all’ordine del giorno del consiglio dell’Associazione nazionale nella sera del 6 maggio) del Comune di San Giovanni del Natisone (che rientra tra i membri) e della Pro Loco Manzano. Quest’ultimo non è l’unico territorio di nuova adesione, visto che lo scorso anno si era registrata l’entrata di Palazzolo dello Stella quale primo Comune della Riviera friulana. E proprio in questa cittadina è recentemente avvenuta, come è noto, la cerimonia di consegna della bandiera da parte del coordinatore regionale delle Città del Friuli Venezia Giulia Tiziano Venturini al sindaco Franco D’Altilia.
«Triangolo della sedia e Riviera friulana – ha commentato Venturini – vanno ad arricchire ulteriormente la nostra realtà territoriale che già prima abbracciava tutte le zone di produzione Doc. Questo 2022 è iniziato per le Città del Vino regionali in maniera straordinaria con la cerimonia di avvio del programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022 con la partecipazione del presidente nazionale Angelo Radica il quale ha poi visitato gran parte delle nostre aderenti. C’è stata poi la ripartenza dei grandi eventi enoturistici, come la Festa del vino friulano a Bertiolo e la Sagra del Vino a Casarsa della Delizia, il cui successo ha sancito il superamento della fase dell’emergenza sanitaria e rappresenta un anticipo dei tanti appuntamenti che stiamo proponendo per l’estate, sempre in un’ottica di programmazione regionale coordinata con il calendario di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, “capitale” delle Città del Vino d’Italia per tutto l’anno».

Venturini e D’Altilia a Palazzolo.

I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 30: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 5 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo e Manzano.

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In copertina, gli storici vigneti sotto l’Abbazia di Rosazzo la zona più prestigiosa del Manzanese sui Colli orientali del Friuli. (Foto Luigi Vitale)

“Cantine Aperte”, una storia di trent’anni rievocata a Villa Russiz culla enoturistica

di Giuseppe Longo

CAPRIVA – “Cantine Aperte” compie 30 anni, tondi tondi. E dove parlare di questa importante tappa della principale manifestazione enoturistica d’Italia, ma anche del Friuli Venezia Giulia, se non a Villa Russiz? Nel cuore del Collio, dove storia, solidarietà in favore di bambini e ragazzi, e vini di prim’ordine s’intrecciano. Nel portare i saluti della Fondazione Villa Russiz, di cui è vicepresidente (leader è infatti Antonio Paoletti), il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, ha ricordato come già a fine 1800 il conte La Tour accogliesse a Russiz comitive di escursionisti (1885), i partecipanti al IV Congresso Enologico austriaco di Gorizia (1891) e scolaresche da Conegliano (1893). Insomma, un enoturismo ante litteram, come l’ha definito anche Stefano Cosma che ha coordinato la presentazione della ormai storica festa enologica che dà appuntamento sabato 28 e domenica 29 maggio, protagoniste ben 76 cantine di tutto il Vineto Fvg, tra le quali appunto Villa Russiz da sempre presente in questa “due giorni” dedicati ai grandi vini Fvg. E per la quale si stanno già scaldando i motori per accogliere gli enoturisti provenienti sicuramente da tutta Italia e dall’estero – c’è tanta voglia di tornare sempre più a una vita normale, dopo i due anni drammatici segnati dall’emergenza pandemica -, per far scoprire l’impegno con cui i vignaioli si dedicano alla cura dei propri prodotti e alla tutela del territorio. Due giorni di iniziative per raccontare il variegato mondo vitivinicolo regionale: visite in cantina, degustazioni abbinate a prelibatezze enogastronomiche, laboratori sensoriali, picnic in vigna e note musicali si aggiungono alle note olfattive e gustative che accompagneranno il “wine lover”.

Elda Felluga e Stefano Cosma.

Elettrizzata dalla frenesia organizzativa, Elda Felluga, da ben vent’anni al timone del Movimento Turismo del Vino Fvg: «Cantine Aperte è un evento dedicato alla cultura vitivinicola e alla valorizzazione del territorio. Un percorso cominciato trent’anni fa e cresciuto nel tempo grazie ai vignaioli consapevoli dell’importanza culturale del vino e del rapporto fondamentale con gli appassionati di questo mondo. “Cantine Aperte” è stato il primo evento che ha conciliato queste esigenze, facendo diventare la cantina non solo puro spazio tecnico, ma fucina di esperienze e di emozioni. Dentro ad un calice di vino c’è un caleidoscopico mondo da raccontare iniziando dalla storia unica di ciascun vignaiolo. Il mio sentito ringraziamento alla Regione Fvg, a PromoTurismo e alle istituzioni che ci hanno aiutato nella nostra crescita, agli enoturisti che continuano a credere nel nostro lavoro e ai miei consiglieri e collaboratori che coltivano con passione e professionalità questo meraviglioso “Vigneto chiamato Movimento Turismo del Vino”».

L’assessore regionale Bini.

Un fenomeno, quello dell’enoturismo, in progressiva crescita, tanto da regalare importanti soddisfazioni al settore vitivinicolo, come hanno dimostrato alcuni dati riferiti dal direttore di Mtv Fvg, Massimo Del Mestre, il cui dire si è irrobustito anche con le osservazioni di Alberto d’Attimis Maniago, che ha fatto cenno alle importanti esperienze maturate nella prestigiosa azienda di Buttrio, e Claudio Filipuzzi, leader di Agrifood Fvg, che ha fatto riferimento anche al valore strategico del marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” messo a punto dalla Regione Fvg, per la quale è intervento Sergio Emidio Bini, titolare delle Attività produttive e del Turismo: «Ritorna -ha detto – uno degli appuntamenti più attesi e apprezzati nel mondo del vino, un’occasione per conoscere le produzioni enologiche del nostro ricchissimo territorio. Una formula, attraverso la visita alle cantine e a diretto contatto con i produttori, che raccoglie sempre molti appassionati, tra i più esperti e chi invece si vuole avvicinare a questo trend, divenuto per molti uno dei principali motivi nella scelta delle destinazioni da visitare, come confermano anche i dati emersi dalla Bit, la Borsa italiana del turismo di Milano, che ci ha visto proprio qualche settimana fa tra i protagonisti. La Regione Fvg crede e continuerà a sostenere eventi come questi, in grado di valorizzare il territorio e le sue peculiarità, in questo caso enologiche: lo scorso anno, nonostante la pandemia in corso, la manifestazione ha registrato ha registrato un tutto esaurito e sono sicuro che anche per il 2022 sarà un successo. Un grazie al Movimento Turismo del Vino Fvg per l’organizzazione, a tutte le realtà che parteciperanno e aderiranno a questo bellissimo weekend e benvenuti a tutti coloro che sceglieranno “Cantine Aperte” come momento per conoscere e scoprire il Friuli Venezia Giulia».

Del Mestre e Filipuzzi.

Alla presentazione sono intervenuti anche Adriano Gigante, presidente dei Consorzi Doc Fvg, e Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del vino, associazione con la quale Mtv Fvg coltiva da sempre un proficuo rapporto. Tanto che quest’anno “Cantine Aperte” avrà una importante “coda” al mare. Tra i grandi eventi del 2022 torna, infatti, Calici di Stelle a Grado, dando fin d’ora appuntamento venerdì 12 e sabato 13 agosto sul suggestivo lungomare Nazario Sauro. Ma, come sempre, numerose saranno le manifestazioni collaterali. Così, sabato 28 e domenica 29 maggio non sono da perdere la Cena e il Pranzo con il Vignaiolo, per degustare un’esperienza a tutto campo: dai menù esclusivi agli incontri coi produttori e con le loro storie. Domenica le degustazioni potranno essere arricchite dal Piatto Cantine Aperte, che le aziende aderenti proporranno ispirandosi alla cucina del territorio e abbinandolo ad un loro vino. Grazie al kit “Cantine Aperte” e al suo tradizionale calice di benvenuto, la sensibilità per la cultura locale si rinnova e si concretizza nel sostegno ad associazioni culturali territoriali.

La presidente Elda Felluga con Bini, Sergon, Del Mestre e Cosma al termine dei lavori.

Per festeggiare il traguardo delle 30 edizioni, il Movimento Turismo del Vino Fvg non si ferma però all’evento di fine maggio: questo sarà soltanto l’inizio di dodici mesi ricchi di iniziative che nascono dalla creatività delle aziende aderenti e che si completeranno a primavera 2023. Anche gli appuntamenti settimanali con gli ormai “collaudati” Vigneti Aperti rientrano nel nuovo format dell’associazione, nel quale vengono privilegiati incontri e momenti conviviali nei bellissimi vigneti della regione e di tutta Italia. Un’occasione per scoprire le peculiarità dell’ecosistema vigneto e della sua biodiversità.
Grande attenzione è rivolta poi alla tutela del territorio grazie alla collaborazione con “Io sono Fvg”, il marchio che garantisce l’origine e la sostenibilità del settore agroalimentare regionale. A “Cantine Aperte”, le aziende ospiteranno produttori e ristoratori “Io sono Fvg” per presentare il meglio della gastronomia nostrana. Aderendo al club Wine for You, gli amanti del vino e della buona tavola riceveranno promozioni esclusive per gli eventi che si snoderanno durante tutto il 2022. “Cantine Aperte” segna poi, tradizionalmente, anche l’apertura ufficiale del 23° Concorso Internazionale “Spirito di Vino” che seleziona e premia le più belle e graffianti vignette satiriche sul tema del vino, realizzate da vignettisti di tutto il mondo: migliaia quelle presentate in questi due decenni. I partecipanti potranno, quindi, inviare le loro opere dal 29 maggio al 21 ottobre prossimo.

La visita a cantina e vigneti.

La presentazione ufficiale di “Cantine Aperte”si è conclusa nel giardino del Castello di Villa Russiz brindando con un ottimo Friulano – il vecchio, grande, inimitabile Tocai -, che ha fatto ottima compagnia con prosciutto cotto tagliato a mano e formaggio Montasio. E al termine è seguita una visita alle storiche cantine e ai vigneti dove, preparatissimo cicerone, il direttore Giulio Gregoretti ha illustrato la storia della benemerita Istituzione che affonda le sue radici negli ultimi decenni dell’Impero austro-ungarico. Il legame tra terra e vino a Villa Russiz nasce, infatti, nel lontano 1868, quando il conte Thedor de La Tour, lungimirante agronomo, crea un’azienda vitivinicola all’avanguardia per i suoi tempi, i cui vini venivano fatti invecchiare in una cantina realizzata appena un anno dopo e che oggi è affiancata da una costruzione dotata di moderne tecnologie. Anche al recente Vinitaly di Verona, i vini della Fondazione Villa Russiz sono stati molto molto apprezzati, assieme ai nuovi spumanti: il metodo classico “Pas Dosè” 50 mesi a base Chardonnay e la Ribolla gialla Spumante Brut Metodo Charmat.

Consultando il sito www.cantineaperte.info si trovano le informazioni riguardanti le aziende aderenti, nonché le modalità di partecipazione e di prenotazione alle diverse iniziative. Tutti gli amici winelovers che vogliono essere sempre informati sulle news possono consultare il sito web oppure seguire le pagine Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.
Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia è organizzato dal Movimento Turismo del Vino Fvg con il supporto di PromoTurismo Fvg e il sostegno di Civibank. Si ringraziano per la collaborazione gli sponsor tecnici: Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Juliagraf, Car&Van, Il Maggese /Novalis, Latteria di Venzone, Latte Carso e la rivista mensile Q.B. QuantoBasta.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor, 7 – Udine – Tel +39 0432.289540 – 348.0503700
info@mtvfriulivg.it _ www.cantineaperte.info

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In copertina, la cantina storica di Villa Russiz e qui sopra quella moderna che pure apriranno le porte a fine maggio.

La bandiera delle Città del vino con merito a Palazzolo dello Stella

Vini di qualità, capaci di dare emozioni e di raccontare il territorio in cui vengono prodotti. Sono quelli di Palazzolo dello Stella (Doc Friuli Latisana), entrata a far parte dell’associazione nazionale Città del vino, prestigiosa élite che conta 470 soci in Italia e una trentina in Friuli Venezia Giulia. Ma si tratta di una ricetta valida per tutte le aree della nostra regione, ha osservato alla Casa del Marinaretto il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, a conclusione della festosa cerimonia di consegna della bandiera dell’associazione al Comune di Palazzolo.

«Un tempo nel vino il criterio era la quantità – ha ricordato il presidente -, poi c’è stata una lunga e costante evoluzione qualitativa. Oggi siamo in una terza fase, ancora in transizione, quella dell’emozione». «La gente vuole quel che di immateriale c’è attorno al prodotto, l’anima del vino – ha ribadito il presidente, riprendendo le riflessioni che poco prima erano state sviluppate dal wine manager Walter Filiputti – e questo può avvenire soltanto con la riscoperta del locale, delle peculiarità del territorio».
Un criterio che è l’esatto opposto della globalizzazione. «Prima della pandemia – ha aggiunto Zanin – eravamo proiettati sul mercato mondiale, sulla quantità più che sulla qualità, e rischiavamo di perdere la nostra identità. Due anni di emergenza sanitaria e ora anche la guerra, che chiude il mercato russo e complica quello dell’Est, possono darci l’occasione di giocare un nuovo ruolo, valorizzando la straordinaria ricchezza e diversità del Friuli Venezia Giulia».

Tradotto in termini di prospettive enologiche, il ragionamento conduce «a zone Doc sempre più piccole che facciano emergere le produzioni di qualità, mettendo in risalto fin dall’etichetta i tanti paesi del vino, che diventerebbero ancora più attraenti dal punto di vista turistico». Associazioni come quella delle Città del vino possono contribuire a questa valorizzazione, «ma anche la politica – ne è convinto il presidente – è chiamata a dare indirizzi e incentivi ai produttori. Evitando i colpi di coda della massificazione, come la recente operazione della Ribolla a 1,99 euro nella grande distribuzione».
Del resto i numeri dicono che il rapporto tra vino e turismo è sempre più stretto. «Nel 2019 – ha riferito Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del vino – in Italia sono arrivati 5 milioni di enoturisti, per un giro d’affari da 3 miliardi». «Vino e cucina rappresentano il motivo del 53 per cento delle visite turistiche nel nostro Paese», ha aggiunto Filiputti. In questo contesto, Palazzolo e più in generale l’entroterra della Bassa friulana possono giocare la carta della vicinanza a Lignano, polo d’attrazione internazionale, come ha ricordato Mauro Bordin, capogruppo della Lega in Consiglio regionale e a lungo sindaco della città sullo Stella: «Il Fvg ha valori unici in fatto di storia, paesaggio ed enogastronomia, e abbiamo il dovere di valorizzare queste ricchezze che ci fanno conoscere in tutto il mondo».
Un compito che spetta innanzitutto ai produttori: alla cerimonia hanno raccontato qualcosa della loro esperienza Gabriele Vialetto di Cantina Modeano, Massimiliano Francescutto di Mister Bio e Massimo Bassani di Isola Augusta, che ha sottolineato il valore aggiunto della sinergia, del lavoro di squadra, ingrediente fondamentale ma nient’affatto scontato.
Proprio il coraggio degli imprenditori è stato al centro dell’intervento del padrone di casa, il sindaco Franco D’Altilia: «Qui ci sono aziende che hanno già 30-40 anni di storia, ma non hanno mai mollato la presa, nemmeno nel periodo della prigionia del Covid, continuando a credere nella vocazione turistica del territorio: prima della pandemia avevamo raggiunto le 22mila presenze, un numero importante». E che la comunità di Palazzolo sia accogliente lo dimostra anche la solidarietà verso i profughi ucraini: ne sono arrivati trenta, già bene inseriti nella realtà locale.
Alla cerimonia, moderata dalla giornalista Monica Tosolini, ha partecipato anche Giampietro Colecchia, ambasciatore delle Città del vino.

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In copertina e all’interno alcune immagini della festa per la consegna della bandiera delle Città del vino al Comune di Palazzolo.

Dalla Sagra del vino di Casarsa parte la sfida della sostenibilità vigneto-cantina

Che bella coincidenza! Proprio nella Giornata mondiale della Terra si è levato, forte e chiaro, da Casarsa della Delizia un appello alla ricerca della sostenibilità nel vigneto e in cantina al fine di raggiungere quell’obiettivo sempre più pressante della salvaguardia ambientale. E la sfida, perché proprio di questo si tratta, è partita dalla 74ma Sagra del Vino, che oggi vive la sua terza giornata. Una bella e importante manifestazione che, finalmente, è tornata dopo due anni segnati dall’emergenza sanitaria nel suo abituale contesto primaverile (e non sono mancate le due gocce di pioggia – ma molto apprezzate dopo la siccità – che da tradizione caratterizzano questa manifestazione). Fino al 2 maggio sono in programma una sessantina di eventi per tutte le età e i gusti (dall’enogastronomia con i chioschi al luna park, dalla musica al teatro di strada, dai mercatini all’area espositiva fino allo sport e agli eventi della memoria pasoliniana – programma completo su www.procasarsa.org). Assieme alla cerimonia d’apertura, tenutasi venerdì pomeriggio nella sala consiliare di Palazzo municipale Burovich de Zmajevich, sono stati anche premiati i vincitori dell’ottava edizione di Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia, alla quale hanno partecipato oltre 80 vini.

Nei saluti inaugurali non sono mancate riflessioni sulla ripartenza dei grandi eventi, come appunto quello casarsese, dopo la fase acuta del Covid-19 e in coincidenza con la guerra in Ucraina. Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa, ha sottolineato il grande lavoro di preparazione svolto dai volontari e l’importanza per la manifestazione di fregiarsi dei marchi di Ecofesta (che in Friuli Venezia Giulia riconosce quelle realtà che rispettano l’ambiente e la sostenibilità) e di Sagra di Qualità (assegnato dall’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia a chi valorizza prodotti tipici e territorio). Lavinia Clarotto, sindaco della Città, ha ricordato come, a fine anni ’40, la Sagra del Vino sia stata un momento di rinascita per la comunità casarsese, colpita duramente durante la Seconda guerra mondiale, ricordando al contempo le devastazioni del conflitto attuale e lodando il fatto che l’inaugurazione sia, appunto, avvenuta nella Giornata mondiale della Terra con una Sagra che punta alla sostenibilità. Valore che è la filosofia de La Delizia Viticoltori Friulani, con il presidente della Cantina Flavio Bellomo, che ha invitato gli intervenuti, visti i numerosi rappresentanti di aziende vinicole del territorio regionale, a cogliere la sfida di gestire in modo nuovo la filiera del vino guardando al futuro ora che le filiere globali di materie prime ed energetiche sono state messe a dura prova.
Tiziano Venturini, coordinatore regionale Città del vino Fvg, ha ricordato come il Comune di Casarsa e la Pro Loco facciano parte dell’Associazione nazionale Città del vino, la quale in regione si sta preparando per un’estate ricca di eventi per i winelovers, lodando anche gli organizzatori per aver saputo coinvolgere nuovamente i volontari dopo lo stop della pandemia. La Sagra del Vino quest’anno fa parte anche del programma nazionale di eventi di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022, programma illustrato dal vicesindaco della cittadina giuliana, Massimo Romita.
Mauro Praturlon, presidente di Coop Casarsa, ha poi ricordato la vicinanza della cooperativa alla kermesse che continua ininterrotta fin dalle prime edizioni, pure a sostegno dei chioschi con le sue forniture. Tra gli sponsor intervenuta anche Friulovest Banca, istituto attento al territorio in cui opera, con il consigliere Ester Pilosio. Presenti anche Venanzio Francescutti, presidente regionale Fedagripesca Fvg Confcooperative, e i consiglieri regionali Franco Iacop, Tiziano Centis e Chiara Da Giau. Sono stati portati i saluti di Valter Pezzarini, presidente del Comitato Fvg Pro Loco d’Italia, e di Michelangelo Agrusti, vicepresidente della Camera di commercio di Pordenone Udine. L’artista Giuseppe Onesti, insegnante Università Terza Età Sanvitese, ha quindi illustrato la mostra collettiva di pittura inaugurata contestualmente alla Sagra del Vino.

La seconda parte della cerimonia ha visto la premiazione di Filari di Bolle, con Pierangelo Dal Mas, vicepresidente Associazione italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia, che ha illustrato il quadro delle bollicine regionali sempre più apprezzate dai mercati e lodato il lavoro di selezione della giuria composta da Renzo Zorzi (presidente della giuria e dell’Associazione italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia), Gianni Ottogalli, Maria Teresa Gasparet, Stefano Trinco, Vladimiro Tulisso e Sergio Schinella. Prestigiosi i premi con le foto del maestro Elio Ciol e del figlio Stefano, incorniciate da Il Glifo di Vincenza Crimi. Stefano Ciol, nel portare i saluti del padre, ha spiegato che i soggetti scelti sono tutti legati alla figura di Pier Paolo Pasolini in occasione del centenario dalla nascita.

Luca Trevisan presidente della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito ha ritirato il premio categoria Metodo Charmat Prosecco Doc per il vino spumante Prosecco Doc Brut (presente anche il direttore della cantina Rodolfo Rizzi).
Adriano Teston e Nicola Gobbo di Fossa Mala hanno ritirato, invece, il premio categoria Metodo Charmat Ribolla gialla per il vino spumante Ribolla Gialla Brut.
Flavio Bellomo, presidente dei Viticoltori Friulani La Delizia, ha ricevuto il premio per la categoria Metodo Charmat al vino spumante Jadér Cuvée Brut.
Pietro Pittaro ha ritirato il premio categoria metodo Classico per il vino spumante Vsq Talento Mc Brut Etichetta Oro 2015.
Novità di questa edizione 2022 un’ulteriore categoria. Bruno Pittaro, dei Pitars, ha ritirato il premio per la categoria Charmat Prosecco Doc Rosè per il vino spumante Prosecco Rosè Brut Millesimato.
Assegnato, inoltre, il riconoscimento speciale miglior etichetta/packaging al vino spumante Viticoltori Friulani La Delizia – Uva Prosecco Doc Sostenibile Extra Dry per il suo progetto incentrato sulla sostenibilità. A riceverlo il direttore della Cantina casarsese Mirko Bellini.
Gli spumanti selezionati di Filari di Bolle saranno degustabili durante tutta la Sagra nei locali pubblici del centro di Casarsa Bar Punto d’Ombra, Bar Agli Amici, Zeb Cafè, Cafè Manù, Ristorante Al Posta.

A concludere brindisi nel chiosco dell’associazione Il Disegno che assieme agli altri sodalizi locali – Asd Vecchie Glorie Calcio con anche la collaborazione della Corale Casarsese, Asd Polisportiva Basket Casarsa, Lenza Delizia, Asd Sas Casarsa – offrono una ricca proposta gastronomica con prodotti del territorio.
La Sagra gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo Fvg – Strada vino e Sapori Friuli Venezia Giulia e dei main sponsor Coop Casarsa e Friulovest Banca. In collaborazione con Associazione nazionale Città del Vino, Camera di commercio Pordenone-Udine, Comitato del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia. La manifestazione gode del marchio di Sagra di Qualità dell’Unpli nazionale, del marchio Ecofesta per l’attenzione alla sostenibilità.
Filari di Bolle è organizzata da Pro Casarsa della Delizia, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio delle DOC-FVG e la sponsorizzazione di Friulovest Banca. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Assoenologi, Onav, PromoturismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia.

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In  copertina, l’apertura della Sagra del vino da parte del presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin che ha accanto il sindaco Lavinia Clarotto, Tiziano Venturini delle Città del vino Fvg e Flavio Bellomo, della Cantina Viticoltori La Delizia; all’interno, foto di gruppo dei premiati e pubblico.

Il Vigneto Fvg con Ribolla e Sauvignon protagonista al Vinitaly che riparte

(g.l.) Ha tutte le caratteristiche per entrare nella storia enologica del nostro Paese, il 54° Vinitaly apertosi ieri alla Fiera di Verona dove si protrarrà in un crescendo di iniziative e proposte fino a mercoledì. E dove grande protagonista, come del resto è sempre avvenuto, è il Vigneto Fvg, sia in forma associata – attraverso il megastand dell’Ersa con una ottantina di produttori -, sia individuale. Espresso anche dalle Città del Vino, presenti con Duino Aurisina leader nazionale per il 2022.

Tavola rotonda col ministro Patuanelli.

«È l’edizione della ripresa, segue un 2021 incredibile con 7,100 mld di esportazioni: l’exportagroalimentare ha fatto tutti i record, è una filiera forte, che funziona», ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla cerimonia di inaugurazione, certificando proprio il carattere storico del Salone, il più importante evento enologico del Belpaese, che finalmente riparte dopo l’interminabile stop causato dall’emergenza sanitaria. Ad accogliere il rappresentante del Governo Draghi, il presidente e il direttore generale di Veronafiere, rispettivamente Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il Presidente Ice, Carlo Ferro, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il presidente della Provincia di Verona, Manuel Scalzotto.
Patuanelli dal palco dell’auditorium Verdi ha sottolineato l’importanza che riveste il ritorno in presenza di Vinitaly, manifestazione di riconosciuto prestigio che nel tempo è riuscita ad interpretare e favorire la crescita di un grande prodotto italiano divenuto simbolo del Made in Italy nel mondo. Vinitaly, come ha evidenziato il ministro, arriva in un momento particolarmente critico non solo per l’agroalimentare, ma per tutto il pianeta, a causa della crisi geopolitica in atto in Ucraina, il cui conflitto ha acuito un contesto già difficile a causa delle problematiche dovute alla pandemia Covid e ai costi energetici.
Il titolare del dicastero di via XX Settembre, dopo aver elencato i numeri da record dell’export del settore vino, ha sottolineato come l’Italia debba puntare a essere il primo produttore nel mercato internazionale, un obiettivo da raggiungere perché il vino rappresenta il nostro Paese nel mondo e ci sono tutte le possibilità di far crescere la filiera vinicola italiana. Il Governo, ha infine assicurato Patuanelli, è al lavoro sia a livello nazionale, che in Europa, per attuare tutte le misure necessarie per proteggere i mercati e riprendere, quando sarà possibile, tutte le attività di promozione. Dal palco della 54ma edizione del Vinitaly ha poi anticipato l’arrivo di un nuovo decreto dopo Pasqua per il caro-prezzi, tema centrale in questo momento per tutti i settori produttivi.

Tiziano Venturini con Buttrio.

Ma dicevamo del Friuli Venezia Giulia. Il Vigneto Fvg dimostra di essere una forza nell’ambito della produzione enologica potendo vantare il miglior Sauvignon d’Italia. Un primato in campo vitivinicolo rafforzato anche dal prestigioso riconoscimento recentemente conferito a Duino Aurisina: Città italiana del vino 2022. Questo il concetto espresso a Verona dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura dello stand collettivo, dove la nostra regione è presente con 77 aziende vitivinicole e una promozione unitaria all’insegna della Ribolla gialla associata al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia“. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, dopo avere ringraziato il ministro dell’Agricoltura per la sua presenza allo stand Fvg, questa rappresenta una vera e propria nuova partenza dopo i due anni di sospensione dell’evento a causa dell’emergenza Covid. E proprio in ragione dei numeri ridotti in termini di partecipanti imposti in questa edizione dalle restrizioni anti-pandemiche, la Regione ha deciso di rinunciare agli spazi istituzionali per fare più posto agli espositori del territorio in quanto, come è stato rimarcato, il comparto vitivinicolo funziona se i produttori hanno l’opportunità di proporre le loro etichette.
L’assessore ha poi messo a fuoco il tema portante del padiglione Fvg di Vinitaly di questa edizione: la Ribolla gialla. Come è stato sottolineato, infatti, in questo specifico campo si è arrivati a un punto di svolta grazie alla condivisione messa in atto da tutti i produttori, che ha portato a una presentazione unitaria. Un progetto che punta a fare di questo grande vino autoctono uno dei simboli della regione enologica. Nel programma della rassegna, che si chiuderà appunto mercoledì 13 aprile, sono previsti incontri con i buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati Uniti.

Foto ricordo con Angelo Radica…

Alla giornata inaugurale di Vinitaly, presente dal Friuli Venezia Giulia anche lo “stato maggiore” delle Città del vino – rappresentate dal presidente nazionale Angelo Radica – guidato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini con il vice Maurizio D’Osualdo, esponenti della viticoltura di Buttrio e di Corno di Rosazzo sui Colli orientali del Friuli, e l’assessore Massimo Romita in rappresentanza di Duino Aurisina eletta, appunto, per l’anno in corso “regina” delle Città italiane. Nell’occasione è stato conferito il Premio Angelo Betti a Ilaria Felluga, in memoria del padre Roberto, storico viticoltore del Collio scomparso prematuramente lo scorso anno. E sono stati premiati i migliori vigneti d’Italia in base all’ormai famoso Indice Bigot volto all’esaltazione della qualità della produzione vitivinicola.

… e con il ministro Patuanelli.

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In copertina, il ministro Patuanelli e l’assessore Zannier alzano i calici di Ribolla con Rodolfo Rizzi, leader fino a pochi giorni fa di Assoenologi Fvg.

Città del vino, Angelo Radica è entusiasta di aver conosciuto il Vigneto Fvg

(g.l.) È sicuramente ripartito per la sua terra d’Abruzzo con un bellissimo ricordo del Friuli Venezia Giulia, il leader nazionale delle Città del vino. Angelo Radica ha infatti vissuto giornate entusiasmanti, perfettamente organizzate, che hanno avuto il loro apice nella grande e riuscitissima cerimonia di investitura di Duino Aurisina a Città italiana del vino 2022. Si è trattato di una visita approfondita della nostra regione e in particolare del Vigneto Fvg e delle sue eccellenze, per conoscerne realtà, territori e produttori in vista della stagione enoturistica della tanto auspicata ripartenza post-Covid.

Duino Aurisina

Rauscedo

Casarsa della Delizia

Il neo presidente nazionale delle Città del Vino – ne è al timone dall’autunno scorso – ha, insomma, vissuto un intenso fine settimana in Friuli Venezia Giulia, accolto dal coordinamento regionale dell’associazione. Al centro del programma, appunto, la ricordata cerimonia inaugurale del programma di Duino Aurisina Città italiana del Vino 2022, ovvero la “capitale” annuale de sodalizio, con il borgo giuliano che ha ricevuto il testimone da Barolo e avviato un ricco programma di oltre 30 eventi su tutto il territorio regionale: come è noto, prenderanno il via sabato, giorno di San Giuseppe, con la famosa Festa del vino di Bertiolo che ritorna dopo uno stop forzato di due anni. Ma Radica – in missione assieme al direttore generale delle Città del Vino, Paolo Corbini, e accompagnato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini, dal vice Maurizio D’Osualdo e dagli altri componenti del coordinamento Fvg – ha visitato anche Corno di Rosazzo, dove ha sede il Consorzio per la tutela dei vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, Cividale, Buttrio, Cormons, Aquileia, Casarsa della Delizia e Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda, coprendo così le varie zone a denominazione di origine controllata del Friuli Venezia Giulia. In ogni tappa l’accoglienza calorosa di sindaci e amministratori, dei produttori locali nonché dei presidenti delle Pro Loco: il Friuli Venezia Giulia è infatti la regione italiana che ne ha di più associate, ben quattro, accanto ai 29 Comuni.
Radica e Corbini sono quindi venuti a contatto con realtà molto importanti, spesso sotto i riflettori internazionali: luoghi prestigiosi delle Doc Collio, Colli orientali del Friuli, Grave del Friuli e Aquileia, con Casarsa che vanta la più grossa realtà associativa con i Viticoltori La Delizia e la piccola ma grande Rauscedo, “capitale” mondiale del vivaismo viticolo dalla quale partono barbatelle di ogni varietà per tutto il pianeta e che in questi ultimi anni si è distinta per aver prodotto assieme all’Istituto di genomica applicata e all’Università di Udine le famose “viti resistenti” in grado di affrontare con maggior forza i patogeni e quindi richiedere meno trattamenti, nel rispetto dell’ambiente.

Cividale

Corno di Rosazzo

«Le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – ha commentato il presidente Radica che ha ricevuto il testimone dal coneglianese Floriano Zambon – sono all’interno di una rete, che funziona e vede una sinergia proficua tra coordinamento, Comuni, Pro Loco, Consorzi e produttori. In questi ultimi, davvero molto preparati e innovativi, ho visto un passaggio generazionale vivo e pieno di passione e impegno. Sarà mia cura portare queste buone pratiche all’attenzione degli altri territori regionali della nostra associazione». «Siamo grati – ha fatto eco Tiziano Venturini – al presidente e al direttore generale di aver dedicato un intero fine settimana alla nostra realtà regionale, mostrando grande attenzione al Friuli Venezia Giulia che quest’anno, grazie a Duino Aurisina Città italiana del Vino e ai tanti eventi collaterali, si candida a essere una delle mete enoturistiche di punta nel panorama italiano. Ci aspettano mesi ricchi di impegni: siamo pronti con tanto entusiasmo».

Aquileia

Ricordiamo, infine, che i Comuni aderenti alle Città del vino in regione sono 29: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo. Come è noto, è in avanzata fase l’iter per l’accoglimento di San Giovanni al Natisone, per cui presto le Cdv Fvg saliranno trenta!

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In copertina, bella foto ricordo al Castello di Duino al termine di una entusiasmante mattinata per le Città del vino.

(Foto di Davide Francescutti)

Città del vino 2022, partita la “nave” di Duino Aurisina: Bertiolo il primo “porto”

di Giuseppe Longo

DUINO AURISINA – La cerimonia di insediamento di Duino Aurisina quale “Città italiana del vino 2022”, con il ricevimento simbolico dello scettro dalla piemontese Barolo, è terminata esattamente quando dal vicino campanile giungevano i quotidiani rintocchi dell’Angelus. E, lasciata la bellissima sala convegni, mentre salivo per il brindisi conclusivo al possente Castello dei Principi Thurn und Taxis – amato dall’imperatrice Sissi, ma anche dai poeti Rainer Maria Rilke e Gabriele D’Annunzio -, il mio sguardo veniva rapito dal leggendario sperone roccioso della “Dama Bianca”, tra lo scintillìo, sotto il sole di mezzogiorno, del mare appena increspato. Tanto che l’immagine di quest’angolo di Adriatico, pieno di fascino, mi ha fatto riaffiorare tra i ricordi dell’adolescenza “Partirà, la nave partirà…”, il significativo brano scritto dal cantautore polesano Sergio Endrigo oltre mezzo secolo fa, prefigurando già i guai ambientali che oggi stiamo vivendo. E mi è parso quasi automatico associare queste parole, come simpatica metafora, alle Città del vino, la cui “nave” – capitanata proprio da Duino Aurisina – stava salpando verso un “mare” rappresentato da un anno che rimarrà nella storia del Vigneto Fvg. Un 2022 pieno zeppo di proposte e di iniziative, legate all’enoturismo (oltre 30 eventi!), anche in un proficuo “dialogo” transfrontaliero con Slovenia e Croazia. E che avrà il suo esordio proprio in questo fine settimana a Bertiolo dove, tradizionalmente, in occasione della ricorrenza di San Giuseppe, si organizza quella che è conosciuta come la prima, famosa Festa del vino del Friuli Venezia Giulia.

Il messaggio di Fedriga.

L’assessore Bini.

Il tavolo dei relatori.

Duino Aurisina – Devin Nabrežina, con il sindaco Daniela Pallotta e l’assessore Massimo Romita – e l’assistenza dell’instancabile coordinatore regionale Cdv, Tiziano Venturini -, ha infatti creduto tenacemente nelle sue potenzialità, fatte di Carso-Kras, rocce aspre e terre rosse, Vitovska, Terrano e Malvasia un tempo semplici vini da “osmiza” e oggi proposti da prestigiose etichette, ma anche di angoli turistico-ambientali e storici di prim’ordine affacciati sul Golfo di Trieste, con alle spalle un Friuli che ha proprio tutto, un «piccolo compendio dell’Universo», per citare le parole di Ippolito Nievo. Tanto da presentare un progetto convincente che è stato premiato con la proclamazione di leader per il 2022, come ha sottolineato il neo presidente nazionale delle Città del vino, Angelo Radica, sindaco dell’abruzzese Tollo, intervenuto con il direttore generale Paolo Corbini. Ha infatti tutti i numeri per guidare la “grande famiglia” tricolore, a cominciare dalle altre 28 Città Fvg (più quattro Pro Loco), che presto diventeranno trenta con l’ingresso di San Giovanni al Natisone. Per cui – ha osservato Radica, entusiasta per l’accoglienza e la perfetta organizzazione – si tratta dell’associazione più rappresentativa dei Comuni italiani dopo l’Anci. Con la particolarità aggiuntiva di rappresentare l’importante mondo vitivinicolo.

Il presidente nazionale Radica.

L’assessore Romita.

Il coordinatore Fvg Venturini.

Fondamentale, però, è “fare sistema” come ha esortato l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale, portando il saluto e l’adesione del governatore Massimiliano Fedriga (intervenuto con un applaudito video-messaggio), ha osservato che «il Friuli Venezia Giulia incarna questa capacità di fare squadra che ha portato Duino Aurisina a conseguire l’obiettivo di essere Città italiana del vino 2022: il risultato di un lavoro tutt’altro che semplice, perché svolto in un periodo complicato come è stato quello dell’emergenza pandemica». Ed è proprio la capacità di “fare sistema” – unendo attraverso una progettualità di alto livello tutti gli altri Comuni – ad aver trovato il plauso dell’esponente regionale, il quale ha sottolineato la straordinaria opportunità offerta dal variegato calendario di eventi legati proprio a Duino Aurisina.
«La crescita del numero di turisti che abbiamo registrato in questi ultimi anni in Friuli Venezia Giulia – ha affermato ancora Bini – dimostra l’importanza della capacità di intercettare anche quei flussi di visitatori che ricercano le eccellenze enogastronomiche e culturali di cui il nostro territorio è particolarmente ricco». In questo il ruolo di PromoTurismo Fvg, come ha rimarcato l’assessore, è risultato essere particolarmente incisivo dando slancio all’attrattività del territorio regionale: «Allo stesso modo – ha aggiunto – PromoTurismo Fvg affiancherà il Comune di Duino Aurisina nella promozione degli eventi legati a questa importante manifestazione». Infine, l’assessore ha voluto ricordare il dramma del terribile conflitto scoppiato in Ucraina, rivolgendo un pensiero a tutti coloro che stanno soffrendo, con l’auspicio che quanto prima possa tornare la pace. Era inevitabile, infatti, non fare riferimento a quanto sta accadendo a poche centinaia di chilometri – meno che andare in Puglia! – e ai pesanti contraccolpi sull’economia e sul mondo agricolo in particolare, tanto da riacutizzare, a causa dei pesanti e generalizzati rincari, i gravissimi effetti della pandemia soprattutto sul settore della ristorazione intimamente legato a quello della vite e del vino. Tuttavia, le iniziative messe in programma dalle Città hanno acceso entusiasmo, tanto da guardare con un seppur moderato ottimismo all’auspicata ripresa.

Tanti i sindaci Fvg presenti.

Davanti a una folta platea, nella quale spiccavano le fasce tricolori di molti primi cittadini dei Comuni associati, si è così dipanata in poco più di un’ora la cerimonia di passaggio delle consegne, appunto, tra Barolo – rappresentata dal sindaco Renata Bianco – e Duino Aurisina, magistralmente condotta dal giornalista Stefano Cosma, il quale ha presentato i numerosi interventi, però tutti molto concisi e quindi ancor di più apprezzati, accompagnandoli con interessanti spunti storici. Oltre a Daniela Pallotta e a Massimo Romita, che hanno fatto gli onori di casa, hanno parlato ovviamente Tiziano Venturini, che ha spiegato la “filosofia” delle Città del vino e del significato che avrà questo 2022 tutto speciale, il presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti (che ha sottolineato l’opportunità di legare il prodotto della vite anche all’olio che sul Carso, ma pure in Friuli, ha terre d’elezione), l’architetto Roberto Filipaz sulle peculiarità dei vini locali e la senatrice duinese Tatiana Rojc (cooperazione per vivere in pace), mentre ha portato un saluto con simpatiche battute – in particolare quella del «vigneto in piazza Unità d’Italia» – il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza.

Infine una bella foto ricordo.


E ora che il primo atto formale è stato compiuto, la “nave” di Duino Aurisina è pronta a prendere il largo proprio in un “mare” di appuntamenti, il primo dei quali sarà, come detto, la mostra regionale dei vini di Bertiolo. Allora, buona navigazione a tutte le Città del vino del Friuli Venezia Giulia. Ma anche d’Italia!

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Ecco infine i 29 Comuni Fvg aderenti alle Città del Vino: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

Roccia della “Dama Bianca”…

… e ingresso al Castello di Duino.

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In copertina, lo scambio di consegne fra Renata Bianco (Barolo) e Daniela Pallotta (Duino Aurisina).

(Il servizio fotografico della cerimonia è di Davide Francescutti)

 

L’Europa salva il vino dal Cancer plan. Coldiretti: Made in Italy da 12 miliardi

(g.l.) Giù le mani dal vino! I pressanti appelli levatisi da tutta Italia – come pure dal Friuli Venezia Giulia – affinché non passasse la tanto temuta norma Ue, con cui si pretendeva di equiparare anche le etichette di qualità ai danni alla salute provocati dal fumo di tabacco, hanno infatti ottenuto l’effetto desiderato. Esulta la Coldiretti nazionale con il suo presidente, Ettore Prandini: «Il Parlamento europeo salva un settore che ha diecimila anni di storia e vale 12 miliardi di fatturato dei quali 7,1 miliardi di export e offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone». Prandini coglie pertanto l’occasione per ringraziare i nostri parlamentari che si sono spesi in un lavoro di squadra appunto per una difesa compatta del vino italiano. E anche Tiziano Venturini, coordinatore delle Città del vino Fvg, è entusiasta della importante svolta al delicatissimo problema: «Bene, l’azione corale ha sortito il risultato atteso».

Ettore Prandini


«E’ stato respinto il tentativo di demonizzare il consumo di vino e birra – aggiunge Prandini, come informa Il Punto Coldiretti – attraverso allarmi salutistici in etichetta già adottati per le sigarette, l’aumento della tassazione e l’esclusione dalle politiche promozionali dell’Unione Europea, nell’ambito del Cancer plan proposto dalla Commissione Europea, come avevamo richiesto, insieme al consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, nella lettera scritta al commissario europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni, al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli, agli europarlamentari italiani e ai leader dei principali partiti politici».
Il giusto impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi – sottolinea infatti Coldiretti – in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto. Si tratta peraltro di un orientamento incoerente con il sostegno accordato dal provvedimento alla Dieta Mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro, ma che si fonda anche sul consumo equilibrato di tuti gli alimenti a partire dal bicchiere di vino ai pasti.
L’Italia è il primo produttore ed esportatore mondiale di vino con le bottiglie Made in Italy che sono destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt, con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola. Il consumo pro capite in Italia si attesta sui 33 litri all’anno con una sempre maggiore attenzione alla qualità, alla storia del vino, ai legami con i territori che spingono italiani e stranieri anche alla scoperta di cantine e aziende.

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In copertina, un vino servito dal sommelier: immagine che rispecchia la indiscutibile qualità del Vigneto Italia.

Vino cancerogeno? Il Made in Italy a rischio. Pressante appello ai politici

di Giuseppe Longo

Vino cancerogeno? Giornata cruciale per il temutissimo provvedimento della Commissione europea di cui si parla da alcuni mesi e che proprio oggi sarà all’esame politico e potrebbe quindi vedere la luce, associando il prodotto della vite – orgoglio del Vigneto Fvg e del Made in Italy in generale – al fumo di tabacco. Ed è quello che temono i responsabili delle Città del vino che hanno rivolto un pressante appello ai nostri europarlamentari, assieme ad altre importanti associazioni del settore primario e delle sue eccellenze, affinché questa misura non venisse introdotta, se non in modo molto attenuato, in quanto assesterebbe un colpo gravissimo, se non addirittura mortale, al sistema produttivo, che ha già molto sofferto a causa dell’emergenza sanitaria e delle misure anti-contagio. Al presidente nazionale Angelo Radica, si associa anche il coordinatore del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini: «Un tema molto caldo, tanto che abbiamo sollecitato i nostri europarlamentari a portare emendamenti al testo che andrà in aula il 15 febbraio». Auspicando fortemente proprio questo, lo stesso Radica, assieme a Michele Sonnessa (Città dell’Olio), Nicola D’Auria (Turismo del Vino), Donato Taurino (Turismo dell’Olio), Paolo Morbidoni (Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori) e Sebastiano De Corato (Unione Italiana Vini), ha pertanto inviato un’accorata lettera ai rappresentanti italiani, che riportiamo integralmente:

Angelo Radica

Tiziano Venturini

Egregi Onorevoli,
gli aderenti al Patto di Spello (Associazione Nazionale Città del Vino, Associazione Nazionale Città dell’Olio, Movimento Turismo del Vino, Movimento Turismo dell’Olio, Federazione italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, Unione Italiana Vini), esprimono la loro forte preoccupazione per alcuni dei contenuti espressi dalla relazione Beating Cancer Plan, approvata nelle scorse settimane dalla Commissione straordinaria contro il cancro (Be.Ca) del Parlamento Europeo, in quanto non traspare con sufficiente chiarezza la netta distinzione tra consumo moderato e consapevole di alcuni prodotti quali, ad esempio il vino, rispetto all’assunto che “non esiste un livello sicuro di consumo di alcol” e che pertanto le bevande che ne contengono una qualunque quantità, sono pericolose per la salute umana.
Il piano europeo contro il cancro, iniziativa alla quale attribuiamo una forte valenza sociale e che nei suoi principi generali non può che essere condivisa, se verrà applicato così come previsto, penalizzerà fortemente, insieme al mondo del vino, anche altri prodotti tipici italiani e persino la possibilità di fare promozione enoturistica, settore questo che, sulla scorta di dati e ricerche anche recenti, sta assumendo un ruolo sempre più importante nello sviluppo – peraltro di natura ampiamente sostenibile – dei territori rurali.
Tra le misure previste per la lotta all’alcol, oltre alle etichette con alert “sanitari”, è previsto persino il divieto di poter fare pubblicità e di sponsorizzazione ad eventi sportivi da parte di aziende produttrici di prodotti alcolici, oltre ad un aumento della tassazione e la revisione della politica di promozione, correlata a un sistema di punteggi. In pratica, chi produce vino potrà avere meno risorse per la promozione perché nel vino c’è l’alcol. Le proposte presentate all’interno del piano vedono comparare il rischio di insorgenza di tumori dovuti al fumo con i rischi derivati dal consumo di vino, senza distinguere tra l’abuso e il bere moderato e consapevole, con il possibile esito di colpire pesantemente un settore che solo in Italia conta su 1,3 milioni di addetti, miliardi di fatturato, e una supremazia mondiale delle esportazioni in termini di volume, oltre che una riconosciuta qualità che rappresenta la migliore immagine del nostro Paese nel mondo.
Ciò che sorprende è che non venga fatta alcuna distinzione tra l’abuso ed il consumo moderato di alcol, due approcci culturalmente ben differenti, e non si consideri – come affermato da decine di studi scientifici – che un calice di vino a pasto (tanto più se vino rosso) riduce il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari grazie ai polifenoli e al resveratrolo.
Il vino è un settore fiore all’occhiello del Made in Italy, la cui dinamicità sta producendo ricadute positive nelle economie dei nostri territori che la presa di posizione della Commissione straordinaria rischia di compromettere in quanto capace di trasmettere un messaggio non corretto rispetto al tema del consumo di alcol, non facendo distinzione – ad esempio – tra il vino e superalcolici, tra abuso e bere moderato e consapevole.
La Commissione Ue ha pubblicato, inoltre, il documento per l’accesso ai fondi di promozione dei prodotti agricoli per un budget di oltre 176 milioni di euro, inserendo tra i criteri di accesso alle risorse l’allineamento al piano comunitario di lotta al cancro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel piano d’azione di lotta contro l’alcol, prevede misure analoghe, con l’obiettivo di ridurre del 20% il consumo di alcol entro il 2030. A tutto questo si aggiunge il Piano di lavoro 2022 sulla promozione in agricoltura, approvato dalla Commissione Ue, e che attribuisce punteggi ai progetti in base alle indicazioni del piano anticancro. Alla luce di queste novità, se nel frattempo non saranno apportate modifiche, i produttori di vino (ma anche di salumi, carni rosse, etc.) si vedranno decurtare il punteggio di ammissione alle graduatorie dei bandi di promozione in ambito comunitario.
Il timore è che questo insieme di norme possa provocare un effetto negativo a valanga per il Made in Italy e per la promozione dei territori e del turismo enogastronomico.
Tenuto conto di queste riflessioni, lanciamo un appello a tutti i Parlamentari europei italiani di farsi promotori delle istanze dei nostri territori affinché le politiche di prevenzione contro il cancro e per la tutela della salute dei cittadini non si trasformino in battaglie ideologiche contro le produzioni tipiche italiane.
Sono a rischio tanti posti di lavoro in un settore che vale, secondo l’Osservatorio sul Turismo del Vino, oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato (dato pre-pandemia); se consideriamo i danni provocati dal virus al settore turistico, ecco che questi provvedimenti potrebbero penalizzare ancora di più i nostri territori dove le produzioni tipiche non sono certo “attentati alla salute pubblica”, ma espressioni di una cultura e di una economia secolari.
Pertanto, auspichiamo che vengano rivisti i criteri ed i parametri in base ai quali è stata redatta questa relazione, ricordando che da più fronti è stato chiesto che venga considerato il parere della comunità scientifica che già in precedenza aveva duramente criticato la tesi, oggetto della relazione Beca, secondo cui non esisterebbe un livello sicuro di consumo di alcol definendola la lacunosa e difettosa.
Analogo appello lo rivolgiamo al ministro per le Politiche agricole, affinché il Governo italiano faccia sentire la propria voce su questo argomento a difesa del Made in Italy enogastronomico, del suo valore sociale, economico, culturale che, tra l’altro, il mondo ci invidia.

ANGELO RADICA
Presidente Associazione Città del Vino

MICHELE SONNESSA
Presidente Associazione Città dell’Olio

NICOLA D’AURIA
Presidente Movimento Turismo del Vino

DONATO TAURINO
Presidente Movimento Turismo dell’Olio

PAOLO MORBIDONI
Presidente Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori

SEBASTIANO DE CORATO
Unione Italiana Vini

Duino Aurisina Città italiana del Vino anticipa il programma agli operatori

«La Città italiana del Vino rappresenta per il territorio regionale, ed in particolare per Duino Aurisina, un’opportunità unica dal punto di vista turistico ed enogastronomico – afferma il sindaco Daniela Pallotta – e vogliamo prepararci al meglio per arrivare al 12 marzo, giorno dell’insediamento al Castello di Duino, nel migliore dei modi. L’apertura, alla presenza delle autorità, e di un numero importante di rappresentanti della stampa regionale e nazionale, avremo modo di svelare nel dettaglio la nostra proposta, che si concluderà a novembre con la Convention Nazionale delle Città del Vino a Portopiccolo. Ringrazio chi si sta adoperando per sviluppare al meglio tale proposta».

Un’osmiza sul Carso.

Per questa ragione domani, lunedì, il gruppo di lavoro incontrerà in due appuntamenti riservati agli operatori distinti: alle ore 15.30 i ristoranti e bar e alle ore 16.30 gli agriturismi ed osmize, in un’ora di presentazione delle linee strategiche, delle attività previste e delle opportunità che proprio gli operatori avranno nei prossimi mesi. «Un lavoro lungo ed articolato – commenta il vicesindaco ed assessore al Turismo, Massimo Romita, responsabile del Progetto – con molte variabili rispetto al programma presentato, che causa ancora la pandemia in atto costringono le varie entità a spostare e a rimodulare le proposte avanzate a settembre 2021. Un calendario ricco – aggiunge Romita – di iniziative lungo i nove mesi di sviluppo che vedrà proprio per il territorio un’animazione senza precedenti, dove enti pubblici, associazioni ed operatori in stretta sinergia sapranno offrire una proposta sinergica. Dall’ultimo Rapporto sull’Osservatorio sul Turismo del Vino riferito all’impatto socio-economico del Covid sul turismo del vino in Italia emerge con forza la distinta identità del turismo del vino come uno dei principali “turismi” dell’offerta del Belpaese, fino a costituire molto probabilmente, senza dubbio in una più ampia ottica “enogastronomica”, uno degli assi portanti per il rilancio della complessiva industria turistica italiana».
«Vogliamo spiegare – afferma poi l’assessore all’Agricoltura e Politiche per il Carso, commercio ed attività produttive, Walter Pertot -, quelle che sono le linee strategiche del Progetto, confrontarci ed accogliere proposte, al fine di comprendere al meglio quelle che possono essere proprio le opportunità di crescita dell’azienda e del territorio. In un ulteriore anno difficile per le nostre aziende avere un’opportunità di tale portata potrà essere una boccata d’ossigeno importante. Nelle prossime settimane saranno sentiti anche gli operatori della proposta alberghiera».

Offerta agrituristica.

«Nel doppio incontro di lunedì, in qualità di ambasciatore e componente del coordinamento delle Città del Vino – chiude Gianpietro Colecchia – avrò modo di illustrare in linea di massima le attività che l’Associazione Nazionale delle Città del Vino portano avanti per la tutela e valorizzazione dei territori ed in particolare l’importante azione che il Coordinamento del Fvg guidato da Tiziano Venturini sta svolgendo a 360°, dal progetto sostenibilità all’animazione turistica ed enogastronomica, la crescita del numero di adesioni di Comuni e Pro Loco a tale entità conferma che il percorso è valido e costruttivo». A moderare gli incontri di domani Sergio Milos, presidente della Commissione comunale Servizi sociali e sviluppo economico, che si occupa in particolare di turismo, commercio ed agricoltura.

Vigneti a Duino Aurisina.

Oggi i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono appunto 28: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, bianchi Fvg: saranno grandi protagonisti con le Città del vino.