Friuli Colli orientali e Ramandolo, bilancio di un anno difficile. Zannier: ora apriamoci a nuovi mercati

«Siamo difronte ad un cambiamento della domanda che vede il consumatore maggiormente orientato verso vini più freschi e meno impegnativi rispetto al passato, pur non abbandonando le tipologie consolidate. Per questo, a partire dal 2025, valuteremo con i Consorzi la possibilità di aprirsi a nuovi mercati anche attraverso la partecipazione a nuovi appuntamenti espositivi oltre a Verona, Parigi e Düsseldorf, dove la presenza del Friuli Venezia Giulia è ormai consolidata». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ieri a Villa di Toppo Florio a Buttrio – sede anche di un bellissimo museo dedicato alla civiltà del vino friulano – dove è avvenuta la presentazione del rapporto “Le stagioni e le uve – annata 2023” realizzato dal Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, presieduto da Paolo Valle. Il compendio è redatto ogni anno, dal 2007, dai tecnici del Consorzio e raccoglie tutte le informazioni che riguardano la produzione dell’annata.

L’assessore Zannier ieri a Buttrio.


«Il rapporto del 2023 ci restituisce lo spaccato di un’annata difficile, rovinata dalle forti grandinate e dalle difficoltà meteorologiche – ha osservato ancora l’esponente della Giunta Fedriga -; ciononostante, le vendemmie che sono arrivate a compimento, seppure con quantitativi minori, hanno garantito buoni livelli di qualità».
Come ha spiegato di fronte a un folto uditorio Matteo Bellotto, scrittore e ideatore della Tasting Academy, nonché autore della pubblicazione assieme a Luca Governo e Francesco Degano – oltre che animatore delle Grandi verticali proposte con successo in questi mesi dalle Città del vino Fvg -, tutte le informazioni contenute nella relazione vengono trasformate in una narrazione autentica del vino, vitigno per vitigno, annata per annata, così che ogni vino acquisisca una sua specifica identità.
Il potenziale insito in questo modo di descrivere e assaporare il vino è tale da aver suscitato l’interesse di molti altri Consorzi italiani verso l’esperienza nata nei Colli orientali. Un unico altro Consorzio, infatti, quello del Prosecco Valdobbiadene Docg, svolge un’indagine simile ma su un unico vitigno, la Glera (uva base appunto delle bollicine che hanno conquistato il mondo), mentre il rapporto elaborato dal Consorzio Colli Orientali e Ramandolo sviluppa la ricerca su tutte le 23 varietà coltivate in quest’area, dalle quali si rileva, tra l’altro, il germogliamento, la fioritura, lo stato di maturazione stagione per stagione, la vendemmia.
«Questo è sicuramente un unicum a livello nazionale ed un modello che può essere esteso ad altri Consorzi ed esperienze», ha concluso l’assessore Zannier riferendosi anche al lavoro della Tasting Academy. Una carta di identità del vino che è unica e irripetibile e che è un innovativo sistema di promozione del territorio e dei suoi prodotti vitivinicoli.

Dalla Regione Fvg quasi 120 milioni a sostegno di agricoltura e montagna

Le risorse complessive stanziate nel bilancio regionale per il 2024 a favore del settore agroalimentare, ittico, delle foreste e della montagna ammontano a oltre 119 milioni di euro. “Questa legge di Stabilità contiene misure di prospettiva estremamente importanti, tra cui l’incentivo alla costituzione di un’unica comunità energetica agricola regionale che sfrutta la deroga prevista dalla normativa nazionale per l’agricoltura, che consente di non essere vincolati all’allacciamento a una cabina primaria. Di fatto, quindi, potremo costituire una vera e propria rete di tutti gli operatori regionali”, ha commentato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, illustrando in Aula i contenuti di sua competenza della legge di Stabilità.
L’esponente della Giunta Fedriga è poi entrato nel dettaglio di alcune delle principali misure messe in atto: “A sostegno delle imprese agricole e agroalimentari ci sono 19 milioni di euro per il Fondo di rotazione in agricoltura; in continuità con gli interventi del 2023, sono previsti 5 milioni per scorrere le graduatorie dei contributi per gli impianti fotovoltaici delle aziende agricole e si attestano a 12 milioni le risorse destinate a opere di irrigazione e relative manutenzioni realizzate dai consorzi di bonifica. All’Ersa vanno 4 milioni di euro per la promozione dell’agroalimentare, 2 milioni di euro gli aiuti per i servizi di consulenza alle aziende zootecniche e 1,5 milioni per il Fondo emergenze in agricoltura”.
“Prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e della sicurezza in montagna sono altri due obiettivi fondamentali che la Giunta si è posta e che trovano in queste misure molteplici canali di finanziamento”, ha ribadito Zannier. Tra questi, la valorizzazione e salvaguardia del territorio può contare su 15 milioni per la realizzazione di sistemazioni idraulico-forestali; 5,1 milioni per le aree naturali regionali, riserve, parchi e biotopi; 2,5 milioni per la viabilità forestale e 1,8 milioni per azioni di antincendio boschivo. Le politiche per il territorio montano possono contare su 6 milioni di euro dedicati agli investimenti dei Comuni montani e ai contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzativo; mentre 2,6 milioni vengono stanziati per gli indennizzi e la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica”.
Tra i principali interventi legislativi si segnala poi che, con un insieme di norme tra loro coordinate, si potenzia il funzionamento del Fondo di rotazione in agricoltura chiarendo e semplificando le relative procedure, estendendone l’operatività ai finanziamenti per le attività di ospitalità e ricettività delle aziende agricole, nonché prevedendo la prosecuzione del cosiddetto Programma anticrisi conflitto russo-ucraino. In quest’ultimo ambito, si fissa infatti a 5 milioni di euro il limite di capitale che il Fondo può impiegare per consentire la conversione in sovvenzione dei finanziamenti erogati rinunciando a parte delle quote di ammortamento e si fissa a 3 milioni il limite per l’erogazione dei finanziamenti in deroga alla previsione secondo cui i rischi di ciascuna operazione creditizia del Fondo sono esclusivamente a carico delle banche convenzionate.
Si aggiorna la normativa che premia le mense biologiche, ampliando i prodotti ammessi a contributo alla categoria dei “prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero”, di recente riconosciuti a livello statale da apposita normativa. Nell’ambito degli interventi finalizzati alla razionalizzazione della risorsa acqua in agricoltura, si segnalano le norme che consentono di finanziare, sia gli impianti di micro irrigazione e fertirrigazione realizzati dalle imprese, estendendoli ai frutteti, sia la sostituzione degli impianti irrigui aziendali vetusti, con una dotazione complessiva di oltre 9 milioni di euro sul triennio.
Si segnalano inoltre le norme che estendono, anche per il prossimo anno, sia la linea contributiva per la realizzazione di nuovi impianti arborei, in particolare frutteti, con una dotazione finanziaria di un milione di euro, sia la linea contributiva per gli investimenti da realizzare nelle malghe che svolgono attività di produzione e trasformazione di latte, con una dotazione finanziaria di 1,5 milioni. Sempre per quanto riguarda il territorio montano, proseguirà anche nel 2024 la concessione di aiuti alle famiglie che si avvalgono del servizio di distribuzione di Gpl e di aria propanata, a sollievo degli oneri sostenuti per i consumi riferiti all’anno 2023.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier.

Laboratori d’avanguardia al Cefap di Codroipo con simulatori che garantiscono una preparazione professionale in totale sicurezza

«L’agricoltura è uno dei settori più dinamici e in continua innovazione. La formazione è fondamentale soprattutto per garantire sicurezza sul lavoro e competitività alle aziende. Gli operatori che devono entrare in questo mondo del lavoro hanno la necessità di essere formati sulle nuove tecnologie e sui nuovi macchinari e questo può avvenire solo se i centri di formazione hanno le dotazioni più aggiornate. Quella inaugurata al Cefap è all’avanguardia». L’ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, che ieri a Codroipo è intervenuto all’inaugurazione dei nuovi laboratori del Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente.

Il taglio del nastro inaugurale.


Sono stati due allievi a tagliare il nastro inaugurale dei nuovi Laboratori alla presenza di numerose autorità. Il Laboratorio didattico “Agricoltura 4.0” è stato dotato di due nuove strumenti: un simulatore per la guida del trattore e dell’harvester forestale (abbattitore di alberi); una serie di attrezzature per il machine learning con specificità per l’utilizzo di macchinari agricoli con sistema Isobus. In questo modo i ragazzi possono fare pratica di guida in contesti simulati di situazioni specifiche, in completa sicurezza. Oltre a questo, sono state attivate sette stazioni di macchine digitali per l’apprendimento che gestiscono i processi produttivi attraverso un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. Il Laboratorio per le lavorazioni alimentari, invece, è stato implementato con un mini-caseificio e un banco multifunzionale da “Industria 4.0”. Aggiungendo anche il rinnovo di due aule computer e l’acquisto di alcune lavagne-monitor interattive, i fondi utilizzati, provenienti dal Fondo Sociale Europeo e veicolati dall’assessorato regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia, ammontano a complessivi 385mila euro.
«Il Centro è una scuola di formazione che si evolve e sta al passo coi tempi – ha spiegato il presidente del Cefap, Sergio Vello -. Il simulatore è finalizzato a favorire la formazione dei ragazzi, anche minorenni, all’utilizzo di trattori, mietitrebbie e harvester forestale. Ciò consente di poter effettuare la pratica di guida anche in situazioni lavorative con simulazioni di lavorazioni specifiche, favorendo l’accumulo di ore di pratica in totale sicurezza, nel rispetto dell’ambiente, senza la necessità di dover effettuare attività esterne. Le 7 stazioni di machine learning sono utili alla formazione mediante la dimostrazione pratica di azioni operative con l’utilizzo della digitalizzazione dei processi lavorativi e dei dati acquisiti per la gestione delle attività aziendali e la razionalizzazione dei processi produttivi grazie all’utilizzo di un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. I macchinari da “industria 4.0”, infine – conclude Vello -, hanno una grande importanza didattica per migliorare la qualità e la sicurezza alimentare della trasformazione e conservazione del latte, della frutta e della verdura».

L’intervento dell’assessore Zannier.


Nel Cda del Cefap siedono i rappresentanti di Confagricoltura Fvg, Cia Fvg-Agricoltori Italiani e Coldiretti Fvg, oltre a quelli dell’Enaip Fvg. Diretto da Massimo Marino, capofila del Polo Formativo Agroalimentare e del Polo Formativo Sviluppo Rurale, unico Centro formativo interamente dedicato al settore agricolo e agroalimentare, in regione e in Italia, dispone di 28 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, impegnati nell’attività formativa che, nel 2023, ha organizzato ben 417 corsi, interessando 5.796 corsisti per 22.736 ore complessive di lezione.

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In copertina,  un allievo si esercita in piena sicurezza all’harverster forestale.

La Regione Fvg con l’assessore Zannier: siamo orgogliosi dell’Organismo pagatore risultato strategico per il 2024

«Il risultato più ambizioso raggiunto nel 2023 è senza dubbio il riconoscimento dell’Organismo pagatore regionale e quindi della piena autonomia del Friuli Venezia Giulia nella gestione dei pagamenti diretti dei fondi comunitari per l’agricoltura. L’obiettivo del 2024 sarà proseguire nel sostegno all’agricoltura con il fondo di rotazione e nel centrare tutta una serie di iniziative che vedono nel mondo agricolo un baluardo primario della salvaguardia del territorio, della qualità dell’agroalimentare e quindi dell’identità stessa della nostra regione». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha tracciato il bilancio del 2023 e le linee guida che orienteranno l’attività del suo comparto in questo nuovo anno.
Zannier ha sottolineato «la centralità dell’aver ottenuto il riconoscimento dell’Organismo pagatore regionale da parte del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. L’Opr ha potuto assumere la gestione, già dal 16 ottobre scorso, dei pagamenti diretti del Fondo agricolo di garanzia (Feaga) e di quello per lo Sviluppo rurale (Feasr)». Se questo è stato l’obiettivo principale dell’anno appena chiuso, molti sono quelli a cui si lavora per il 2024. «In agricoltura – ha detto infatti Zannier – partiamo da uno stanziamento di 19 milioni per il Fondo di rotazione e di altri 5 milioni per lo scorrimento delle graduatorie dei contribuiti per il fotovoltaico alle aziende agricole, oltre a 12 milioni per le opere di irrigazione dei Consorzi di bonifica».
Un’attenzione particolare è riservata all’agroalimentare, la cui promozione e valorizzazione avviene principalmente attraverso l’Ersa per cui sono previsti complessivamente 4 milioni di trasferimenti. Obiettivo che va di pari passo con il lavoro sulle mense biologiche: «Abbiamo ampliato il ventaglio di prodotti ammessi a contributo nella categoria dei prodotti agricoli e alimentari a “chilometro zero”, per dare un segno ancor più incisivo della qualità dei nostri prodotti», ha detto l’esponente della Giunta Fedriga. Per la salvaguardia del territorio nel 2024 sono allocati 15 milioni per interventi idraulici forestali, oltre 5 milioni per le aree naturali, le riserve e i parchi, 2,5 milioni per la viabilità forestale e 1,8 milioni per le azioni antincendio boschivo. Azioni che sono in linea con quanto già avviato nel 2023, in cui – ha spiegato ancora Zannier – «abbiamo rivolto un impegno straordinario al sostegno della competitività del sistema agroalimentare e di 600 imprese del settore a cui sono stati destinati 150 milioni con il programma “Anticrisi conflitto russo ucraino” e a 160 imprese con 11,5 milioni di contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici».
Quanto ai fondi comunitari, nel 2023, a valere sul Piano Strategico della Politica agricola comune 2023-2027, sono stati pubblicati 8 bandi dedicati agli interventi in materia di ambiente e clima con una dotazione finanziaria di 54,5 milioni; un bando per i giovani con 2,4 milioni; quattro bandi per zone svantaggiate e aree Natura2000 per un totale di 12 milioni; due bandi per investimenti produttivi agricoli per la competitività e per l’efficientamento dell’uso dell’acqua con un budget di complessivo di 34 milioni. E, sempre con riguardo ai fondi comunitari impiegati nel 2023, il Piano di sviluppo rurale ha erogato contributi per 38,7 milioni e il Programma nazionale di sostegno al vitivinicolo ha aiutato il settore con 12,7 milioni.
«Non va dimenticato poi il rafforzamento del Corpo Forestale Regionale che oggi conta 63 unità in più oltre agli interventi strategici di manutenzione dei corsi d’acqua e delle strade forestali in montagna, nonché tutta l’attività di rafforzamento della resilienza agli incendi boschivi in Carso», ha concluso l’assessore regionale Zannier.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Molto pesante il conto del maltempo estivo in Fvg. Fedriga: dalla Regione una pronta risposta alle emergenze

«Il Friuli Venezia Giulia è la regione che, a seguito della drammatica ondata di maltempo della scorsa estate, ha investito maggiori risorse per dare una risposta celere ed efficace alla situazione emergenziale. Ancora una volta abbiamo dimostrato di saper reagire con tempestività nel momento del bisogno, con 150 milioni di euro prontamente stanziati. Una risposta importante, resa possibile da una struttura organizzativa altamente efficiente e da una fattiva collaborazione con le Amministrazioni locali». È quanto ha comunicato il governatore Massimiliano Fedriga nella conferenza stampa, tenutasi ieri nel Palazzo della Regione Fvg a Trieste, inerente alle misure adottate dall’Amministrazione regionale stessa per il ristoro dei danni causati dagli eventi meteorologici avversi occorsi tra il 13 luglio e il 6 agosto scorsi. Presenti anche l’assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che coordina la cabina di regia istituita per la gestione dell’emergenza, e gli assessori Cristina Amirante (Infrastrutture e territorio) e Stefano Zannier (Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna), le cui Direzioni di competenza, assieme a quella delle Attività produttive guidata dall’assessore Sergio Emidio Bini, supportano la gestione delle istruttorie per la concessione dei ristori da destinarsi a edifici, veicoli privati, imprese agricole e non agricole.

Riccardi, Fedriga, Amirante e Zannier.


Come è emerso nel corso dell’incontro, il procedimento contributivo approvato dalla Giunta Fedriga, che prevede in alcuni casi anche l’anticipazione fino al 50 per cento dell’importo concedibile, è semplificato dalla possibilità di presentare le richieste di ristoro tramite autocertificazione. «Una scelta – ha osservato il governatore – che snellisce in maniera significativa le procedure e che deve essere accompagnata da un forte senso di responsabilità pubblica. Saranno attivati in tal senso gli opportuni controlli, che verranno ulteriormente potenziati nel caso in cui vengano rilevate delle irregolarità. Contiamo su provvedimenti semplificatori anche a livello nazionale: non si possono aspettare le emergenze per velocizzare le procedure, ma al contrario è fondamentale risultare efficienti anche nell’ordinarietà».
Secondo il governatore, «è necessario essere consapevoli che in futuro le calamità atmosferiche saranno sempre più frequenti e, per questo, vogliamo incentivare comportamenti a tutela dei beni del territorio. La visione che stiamo cercando di tradurre in realtà è quella di costruire un percorso che preveda interventi strutturali e preventivi, come dimostrano ad esempio le misure attuate in questi anni per il contrasto del dissesto idrogeologico, che hanno permesso di mitigare la portata dell’emergenza meteorologica».
L’assessore Riccardi, dopo aver ringraziato tutti gli operatori che si sono impegnati nel fronteggiare la situazione emergenziale, ha illustrato nel dettaglio le azioni messe in campo dalla Regione a seguito del maltempo. «Accanto agli interventi di somma urgenza (50 in 23 Comuni per un importo complessivo di 4.243.000 euro), è stato attivato l’apposito portale online tramite il quale – ha riferito Riccardi – tra metà settembre e metà novembre sono state raccolte 29.364 domande di contributo, che sommate tra loro raggiungono un valore di 665,1 milioni di euro. Per i veicoli sono state finanziate il 68 percento delle istanze presentate per un valore di 5.225.000 euro, per gli edifici il 91 percento per 96.408.000 euro, per le imprese non agricole il 99 percento per 25.000.000 euro, per le imprese agricole 98 percento per 16.500.000 euro».
Per quanto riguarda il cronoprogramma per l’erogazione dei contributi, «entro il primo trimestre 2024 – verrà emessa la comunicazione di concessione del ristoro, in modo progressivo e in base all’istruttoria e alle istanze di regolarizzazione – ha reso noto Riccardi – . Per gli edifici per cui sarà previsto un ristoro superiore a 5mila euro, dal 1° febbraio al 31 dicembre 2024 sarà possibile richiedere l’anticipazione fino al 50 percento dell’importo concesso. Le liquidazioni partiranno dal mese di marzo 2024 e saranno erogate entro 90 giorni dalla presentazione della richiesta».
L’assessore Amirante ha precisato che i criteri adottati per l’ammissibilità delle domande hanno tenuto conto delle riparazioni ritenute necessarie per la circolazione dei veicoli (cristalli, fanali, specchietti, fino al 50 percento del danno) e per l’abitabilità degli edifici (coperture e serramenti, fino al 45 percento del danno). Per i veicoli non più riparabili il valore del ristoro sommando le spese rottamazione e sottraendo l’utile di vendita. «Il range dei danni indennizzabili – ha aggiunto l’assessore – va dai 50 ai 1.500 euro per le auto riparabili, dai 50 ai 3.000 euro per quelle non riparabili e dai 50 ai 30.000 euro per gli immobili. In tutti i casi la rendicontazione delle istanze sarà possibile per tutto il 2024».
L’assessore Zannier ha specificato che il canale contributivo regionale dedicato al comparto agricolo i danni inferti a strutture, impianti e prodotti a magazzino, mentre le produzioni agricole «sono definite per legge assicurabili e non indennizzabili. Per poter derogare a questo principio – ha spiegato Zannier – è necessario un atto legislativo nazionale non ancora perfezionato e l’attivazione di un fondo di solidarietà nazionale per le produzioni».
L’assessore Sergio Emidio Bini in un messaggio ha infine riferito che, per il comparto imprenditoriale, sono ammesse a ristoro tutte le tipologie di danno (esclusa la ricollocazione), per un importo del 20 percento fino a un massimo di 100.000 euro. L’esponente dell’Esecutivo ha inoltre sottolineato la costante vicinanza dimostrata dalla Regione in questi mesi al tessuto produttivo colpito dal maltempo, a partire dalle agevolazioni per l’accesso al credito adottate già a ridosso degli eventi atmosferici.

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In copertina, enormi chicchi di grandine, mai visti in Fvg, hanno devastato metà regione.

Abete rosso in sofferenza per il bostrico: ecco le misure urgenti adottate in Fvg

«Lo stato di sofferenza dei boschi di abete rosso della nostra regione, causato dalla proliferazione del bostrico, così come ci viene costantemente segnalato da parte dei proprietari boschivi, amministratori pubblici, imprese boschive e singoli cittadini, ha richiesto l’urgente attivazione di misure di contrasto, e supporto, miranti a compensare la perdita di valore economico delle piante colpite. Per questo abbiamo disposto una riedizione nell’erogazione degli indennizzi». Lo ha spiegato l’assessore alle Risorse forestali, Stefano Zannier, che ha portato all’attenzione della Giunta Fedriga una delibera che definisce criteri e modalità per la concessione degli indennizzi da parte del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura, per contrastare la diffusione del bostrico (“Ips typographus”) ai sensi dell’articolo 1 bis 1 della Legge regionale 22/2002. La delibera è stata approvata dall’Esecutivo.

L’assessore Stefano Zannier.


«Tra gli obiettivi dell’importante provvedimento ci sono il contenimento della diffusione dell’agente patogeno, il ripristino della funzionalità degli ecosistemi forestali, la riduzione del rischio di innesco e della propagazione degli incendi boschivi per il permanere nelle foreste di materiale secco e, infine, quello di favorire il recupero e l’immissione sul mercato del legname attaccato dal bostrico», è entrato nel dettaglio, a margine, Zannier, precisando che si tratta di una riedizione della linea contributiva già utilizzata, con nuovi fondi e nuove condizioni per la loro assegnazione.
I beneficiari degli indennizzi sono i proprietari forestali pubblici e privati, o i loro delegati, quindi anche comproprietari, affittuari, locatari, concessionari, comodatari e le imprese forestali. Gli indennizzi sono concessi in conto capitale in misura forfettaria, in base ai metri cubi netti utilizzati di piante di abete rosso secche o deperite, a seconda del metodo di esbosco utilizzato (da 10 a 30 euro a metro cubo), in modo da ridurre i costi di utilizzazione e garantire così un margine di valore residuo al legname attaccato, incentivandone l’utilizzazione.
«Per poter dare in tempi rapidi una risposta a quest’emergenza – ha rimarcato, ancora a margine, Zannier -, a seguito della modifica della Legge regionale 13 dell’agosto 2002, numero 22 “Istituzione del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura”, con l’introduzione di un articolo dedicato all’emergenza bostrico, in attuazione del Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina, con questa delibera si definiscono i criteri e le modalità per la concessione degli indennizzi da parte del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura per contrastare la diffusione del bostrico».

Sono ammissibili a indennizzo gli interventi di utilizzazione che rispettano alcuni requisiti minimi: sono realizzati in lotti in cui il bostrico ha già attaccato, o sta attaccando, almeno il 60% delle piante da destinare all’utilizzazione: le piante devono essere abeti rossi secchi o deperiti, ovvero con chioma ancora verde ma sottoposti all’attacco dell’agente patogeno in corso – riscontrabile da “sintomi” caratteristici come caduta anomala d’aghi, presenza di fori sul fusto, accumulo di rosura alla base – e verificabile con specchiature della corteccia a titolo di sondaggio. La quota rimanente può essere costituita da piante anche in buone condizioni il cui prelievo è funzionale alle operazioni di utilizzazione o con chiome a stretto contatto con quelle attaccate dal bostrico.

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In copertina, un bosco di abete rosso devastato dal bostrico; all’interno, il pericoloso insetto e i danni che produce.

Basta sprechi, con il pane invenduto ora nasce una birra artigianale Made in Fvg

Nasce PanBirretta, la birra artigianale Made in Fvg, prodotta con il pane fresco di recupero conferito da panifici, gastronomie, ristoranti e hotel del territorio. Il progetto è stato presentato a Udine alla presenza dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e del direttore di Agrifood, Pierpaolo Rovere. Si tratta di un progetto che mette in rete il Birrificio Forum Iulii, i produttori di pane, gli operatori della ristorazione e la grande distribuzione in un circolo virtuoso per ridurre lo spreco alimentare, sostenuto dalla Regione Fvg attraverso Agrifood e il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. PanBirretta nasce da un’idea del Birrificio Forum Iulii che dal 2014 produce birra artigianale nello stabilimento di Cividale che da sempre fonda la propria attività sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione delle materie prime.


“Ogni giorno si parla di economia circolare, di riciclo e di riuso – ha commentato l’assessore Zannier -, ma spesso manca una reale sostenibilità economica di questi processi. PanBirretta invece è economia a 360 gradi: economia dei conferitori che non buttano via il prodotto, economia del produttore e anche del soggetto che distribuisce la birra attraverso la propria rete. Tutto ciò avviene senza la necessità di sostenerlo: c’è quindi sostenibilità sociale, ambientale ed economica”.
PanBirretta, infatti, applica i principi dell’economia circolare con l’obiettivo di dare nuova vita al prodotto invenduto, recuperando il pane fresco non utilizzato che altrimenti diventerebbe rifiuto e che va a sostituire circa il 25% del malto presente nella birra. Lo stabilimento del birrificio, ricavato da una vecchia falegnameria, autoproduce energia elettrica grazie ai pannelli fotovoltaici installati sulla copertura, mentre l’energia termica deriva dall’impianto a biomassa che sfrutta gli scarti della lavorazione del legno.
Il malto proviene da terreni di proprietà coltivati a orzo, mentre il luppolo da produttori prevalentemente locali: i malti esausti, al termine del processo di ammostamento, vengono conferiti ad aziende agricole e utilizzati come mangime per gli animali, mentre i luppoli sono trasformati in fertilizzante per la coltivazione del suolo. Si tratta quindi di un processo di produzione ad emissioni zero, in cui anche gli scarti di lavorazione vengono riutilizzati per altri usi, come è stato spiegato anche dai mastri birrai Angelo Tsimbirlis e Sebastiano Corato.
“L’anima del progetto sta proprio nell’idea di trasformare lo scarto alimentare in ricchezza e in catena di valore per il territorio e per i produttori. – spiega il responsabile di progetto, Umberto Marangoni –. Ci è voluto un anno di lavoro, di sperimentazione e di prove per arrivare alla ricetta perfetta per sostituire parte dei malti con il pane. Abbiamo sviluppato una tecnologia di cui è stata depositata richiesta di brevetto: si chiama Breadwashing e, con una quantità limitata di acqua, assicura il lavaggio naturale del pane per eliminarne il contenuto di sale e renderlo materia prima della nostra birra, sostituendo il malto d’orzo fino ad un massimo del 30%”.


Il residuo della lavorazione (le trebbie, ovvero la componente solida che viene eliminata dopo l’ammostamento) non viene più dato agli allevatori come mangime per il bestiame, ma viene essiccato e lavorato con la farina per realizzare prodotti di panificazione dolce e salata: è il pane che diventa birra per poi ritornare pane.
Anche il packaging ha seguito il percorso della sostenibilità: il confezionamento di Pan Birretta è in lattina di alluminio che consente sia il recupero dell’85% della materia prima riciclabile sia il risparmio su emissioni e costi di trasporto grazie a peso e volume di imballaggio inferiori rispetto alle bottiglie di vetro. Le lattine di PanBirretta riportano il marchio “Io sono FVG”, nato per dare valore alle aziende e ai prodotti agroalimentari del territorio, e sono a scaffale da oggi nei supermercati Interspar del Friuli Venezia Giulia.
“Despar e PanBirretta hanno molti punti in comune – ha sottolineato Fabrizio Cicero Santalena, direttore regionale Fvg Despar – a partire dalla sostenibilità che è un valore fondamentale per noi: i punti vendita lavorano contro lo spreco, donando i prodotti non più vendibili ma utilizzabili. Questo progetto unisce sostenibilità, autosufficienza energetica, riuso e, non da ultimo, qualità del prodotto finale. Crediamo moltissimo in ciò che fa il territorio e siamo orgogliosi di sostenere PanBirretta nella distribuzione: partiamo con gli Interspar per poi allargarci agli altri punti vendita del gruppo”.
PanBirretta sarà acquistabile anche nei punti vendita dei conferitori, panifici, gastronomie, ristoranti, trattorie e hotel che cederanno il pane invenduto al birrificio. “Crediamo sia un ulteriore valore aggiunto coinvolgere nella distribuzione chi ci dà la materia prima, un modo per suggellare la catena virtuosa del progetto. Panificatori e ristoratori potranno vendere e far assaggiare ai propri clienti la birra che nasce anche grazie al loro pane”. In Italia, circa l’8% del pane prodotto rimane invenduto e solo il 3% di quest’ultimo viene trasformato o riutilizzato. Questo significa che ogni anno il pane produce circa 300.000 tonnellate di rifiuti con i conseguenti costi economici e ambientali. PanBirretta è una birra chiara ad alta fermentazione (golden ale stile inglese) con una leggera luppolatura, dal corpo pulito e fresco e con note sapide e fragranti conferite dal pane di recupero che sostituisce parte dei malti.

Elenco conferitori coinvolti ad oggi in Fvg, la cui rete si allargherà nei prossimi mesi – Panificio Francovicchio (Udine), Pizzeria Alla Lampara (Udine), Ristorante Laite (Sappada), Fratelli Panza (Udine), Enoteca Da Michele (Udine), Trattoria Da Nando (Mortegliano), Hotel Ristorante Là di Moret (Udine), Fred (Udine), Macoritto Valentino (Tiezzo), Panificio Pasticceria Paoluzzi (Udine), Panificio pasticceria Cavallo Enzo (Udine), Da Luciano gastronomia (Udine), Trattoria Da Rochet (Reana del Rojale), Forno Rurale (Remanzacco), Osteria Pieri Mortadele (Udine).

Il birrificio Forum Iulii – Birrificio Forum Iulii nasce a Cividale da un progetto che si è concretizzato nel corso dell’anno 2018 con il completamento della ristrutturazione della sede di una storica falegnameria la cui costruzione risale al 1965. L’edificio è stato completamente ristrutturato dando vita a un laboratorio con un impianto di cottura da 10 hl, impianti di fermentazione, confezionamento e un’area di conservazione e stoccaggio. Ospita inoltre una Tap Room dove poter degustare tutte le birre di nostra produzione abbinate a proposte gastronomiche. La nostra filosofia di produzione è stata fin dal principio ispirata ai principi di sostenibilità̀ ambientale. Il fabbisogno energetico è coperto integralmente da fonti di energia rinnovabile che ci garantiscono l’indipendenza energetica.

Obiettivi del progetto su base annua
Pane: recupero di 400.000 fette di pane
Emissioni: risparmio di 12.000 Kg di CO2 (anidride carbonica)
Risparmio di suolo: 40.000 mq coltivati in meno
Acqua: 50.000 litri risparmiati
Malto: 7.000 Kg sostituiti dal pane di recupero
Confezioni: 80.000 Kg riciclabili

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In copertina e all’interno la presentazione della birra artigianale in Regione a Udine.

“Disegnare l’acqua”, oggi debutta VinArte il progetto che coniuga terra e cultura nella cantina Lis Neris di San Lorenzo

Nuovo nato in casa Lis Neris, il progetto VinArte – realizzato con la collaborazione dell’associazione culturale QuiAltrove – coniuga la passione per la terra e la produzione agricola dell’antica famiglia di produttori vinicoli con quella per l’arte e la cultura. Il lavoro millenario dell’uomo in campo, osservatore attento e paziente, cesellatore fine e armonioso, ben si incontra nell’azienda di San Lorenzo Isontino con l’opera dell’artista che più di tutti è riuscito a dare forma e visibilità all’acqua, condizione fluida per eccellenza, Serse Roma. La sua mostra di opere “Disegnare l’acqua” – primo appuntamento della rassegna che inaugura anche la nuova ala che l’azienda ha interamente destinato al progetto – è stata presentata in una vernice stampa alla presenza dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, con il padrone di casa, rappresentante di quarta generazione di Lis Neris, Alvaro Pecorari, l’operatrice culturale, già assessore provinciale alla cultura e già presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin, e lo stesso artista.


La mostra – che sarà inaugurata ufficialmente stamane, alle 11, per restare visitabile sino al 20 di gennaio – riunisce opere di Serse (in tutto 16) che raccontano il mistero e la potenza di una risorsa preziosa e irrinunciabile come l’acqua, restituita su tela con una tecnica sorprendente, unica, attraverso l’utilizzo della grafite e del carboncino poi incollati su alluminio. Accanto al notissimo artista di origini trevigiane e triestino d’adozione – che ha esposto nei principali musei del mondo – anche due giovani emergenti formatisi all’Accademia di Venezia: Eric Gerini, con 6 opere, e Nicola Facchini con 6 oli su tela.
In particolare, “Disegnare l’acqua” propone uno spaccato significativo del lavoro di Serse Roma sull’inafferrabile forma dell’acqua catturata in un disegno. “Restituire l’immagine della cangianza e del mutamento è il compito che si è dato Serse, cioè portare al limite dell’ancora descrivibile e riconoscibile quello che per sua natura muta incessantemente (…)”, scrive di questo nucleo di opere Riccardo Caldura, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Lo strumento utilizzato in questa questa ricerca è, appunto, il disegno, mezzo prescelto per dare compiutezza a ciò che appare in continua oscillazione e mutamento. La grafite distribuisce luci e ombre alternando forme geometriche ad altre liquide, naturali o artefatte: un connubio in grado di immortalare l’inesausto moto. Si apprezza quasi una similitudine con le antiche fotografie: una suggestione che accompagna chi guarda nel raggiungere quel che non può vedere. Dare visibilità alla condizione fluida per eccellenza, in costante mutamento, è stata da sempre una sfida per le arti. Se potessimo immaginare due estremi nella scala di rappresentazione dell’acqua, questi potrebbero essere la goccia e il mare, il dettaglio e lo sconfinato. La trasparenza dell’elemento, la sua cangianza e pervasività sono difficili da descrivere in una forma, quasi che lo stesso concetto di forma venga contraddetto dalla natura dell’acqua.


«In queste opere, e più in generale nei miei lavori, io mi rapporto con la natura non mi rapporto con i paesaggi», ha spiegato l’artista Serse Roma. «La natura è quella cosa nella quale l’uomo sente tutto il peso dello spaventamento: a me interessa proprio guardare questi aspetti della natura, ovvero la figura infinitesima che ha l’uomo nei confronti del ciclopico, del gigantesco». Osservando i lavori di Serse non sono più le parole a parlarci di quell’elemento minimo e vastissimo, ma le immagini nel loro silenzio, un silenzio che permette ad ognuno di noi di rivivere stati d’animo non meno fluidi e difficili da descrivere dei sorprendenti disegni che stiamo osservando. La sequenzialità dei riflessi sull’acqua è allo stesso tempo descrizione minuziosa del movimento, e limite del rappresentabile: solo l’accurato controllo del gesto evita che l’immagine diventi puramente astratta.
L’acqua è una risorsa fondamentale per la vita e l’agricoltura. Un elemento che incarna visceralmente il connubio tra l’arte e l’impegno in campo di un’azienda come Lis Neris. «Nel mondo rurale non c’è mai stato fermento come ora – spiega Alvaro Pecorari, quarta generazione dell’azienda -. L’agricoltura tutta rincorre nuovi modelli, sostenibili, salutistici, sociali. Le produzioni alimentari hanno un forte impatto sulla vita del pianeta. Da un lato il lavoro millenario dell’uomo, osservatore attento e paziente, cesellatore fine e armonioso. Dall’altro lo sfruttamento dei suoli, tecniche e tecnologie aggressive, sprechi alimentari. Virtuosismo e imperizia due facce della stessa medaglia. La nostra collocazione e il nostro ruolo sono la risultante di un comportamento in cui prevalgono profonde radici culturali, storiche e famigliari, che danno un senso al nostro lavoro e un significato al nostro futuro: fermiamoci a disegnare l’acqua».
Come detto, l’inaugurazione ufficiale della mostra è in programma oggi alle 11. La mostra sarà quindi visitabile fino al prossimo 20 gennaio dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18; sabato dalle 9.30 alle 18 e festivi dalle 10 alle 13.

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In copertina, l’artista Serse Roma con  il titolare dell’azienda Alvaro Pecorari.

Anche il Consorzio Uni.Doc Fvg nella gestione del megastand che la Regione allestirà in aprile al Vinitaly 2024

«La presenza della Regione Friuli Venezia Giulia alla prossima edizione di Vinitaly si arricchisce della partecipazione alla gestione del Consorzio Uni.Doc. In questo modo, i rappresentanti delle categorie vitivinicole, con il contributo e il supporto amministrativo di Regione ed Ersa, saranno protagonisti della gestione dello spazio espositivo con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente le imprese». È quanto ha spiegato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ieri a Udine ha illustrato i contenuti di due bandi con cui la Regione Fvg sostiene la partecipazione delle aziende vitivinicole alla più importante fiera di settore italiana, Vinitaly appunto, in programma a Verona dal 14 al 17 aprile del prossimo anno.


«Il 2024 sarà un anno transitorio di sperimentazione di questa collaborazione – ha specificato l’esponente dell’Esecutivo Fedriga – con cui vogliamo affiancare Ersa nella gestione dello stand di Vinitaly, che sarà anche completamente rinnovato. Il bando per accedere ai fondi, circa 1,6 milioni di euro messi a disposizione dalla Giunta regionale, è stato anticipato a dicembre per consentire agli interessati di organizzarsi per tempo per quello che è l’appuntamento più importante per il mondo del vino». Altra novità del 2024 sarà la presenza, al padiglione 6, di una enoteca regionale che presenterà sia le aziende della Collettiva regionale sia quelle esterne ad essa, con una panoramica completa sulle produzioni Fvg.
Il bando, i cui termini si aprono mercoledì 13 dicembre, è dedicato alle imprese agricole da ammettere, in qualità di co-espositori di Ersa, alla Collettiva regionale della Regione Friuli Venezia Giulia e di quelle, tra di esse, da ammettere alle degustazioni assistite e alle sezioni di degustazioni masterclass. La Collettiva regionale della Regione Friuli Venezia Giulia è composta da un numero massimo di novanta imprese agricole co-espositrici di Ersa.
Nel secondo bando, invece, sono stati definiti i criteri e le modalità per la selezione delle aziende che aderiranno alla manifestazione con una propria postazione, sempre all’interno del padiglione che ospita la collettiva regionale, di quelle da ammettere alle degustazioni assistite e alle sezioni di degustazioni masterclass. Sono stati, inoltre, precisati i criteri e le modalità per la concessione, alle aziende selezionate, di un contributo diretto ad abbattere i costi per l’iscrizione e la partecipazione alla manifestazione e alle diverse iniziative. Per le finalità di questo bando sono stati destinati 195mila euro.
Alle imprese agricole della Collettiva regionale verrà riconosciuto un contributo in regime de minimis, diretto ad abbattere fino al 100% il costo di iscrizione alla fiera e di partecipazione allo stand allestito da Uni.Doc Fvg e ai servizi accessori ad esso connessi, per un ammontare compreso tra un minimo di 6.000 euro e un massimo di 13.388,90.

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In copertina, vini in esposizione nel megastand della Regione Fvg in una passata edizione della rassegna.

Confcooperative Fvg, coltivare il mare con la pesca sostenibile: gli scopi del progetto oggi in un convegno a Marano

Con il completamento della posa di 64 strutture artificiali sommerse, al largo di Lignano Sabbiadoro, si è conclusa la parte più impegnativa del progetto “Upi – Unità Produttiva Ittica” realizzato da Confcooperative Fvg su un’idea del consorzio Cogepa, con un sostegno europeo pari a 570mila euro, erogato dalla Regione Fvg tramite il fondo Feamp 2014-2020. Scopi e risultati attesi saranno illustrati dai protagonisti, oggi 5 dicembre, a Marano Lagunare (in Pescaria Vecia), a partire dalle ore 16.30.
Dopo l’introduzione del presidente regionale di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz, il progetto sarà descritto da Giovanni Dean, di Confcooperative FedAgriPesca Fvg. Ai partner del progetto è stato affidato il compito degli approfondimenti durante una breve tavola rotonda alla quale parteciperanno: Riccardo Milocco, presidente del Consorzio di pescatori Cogepa, che avrà il compito di gestire le Upi; il progettista Guido Beltrami; Pietro Gentiloni del Cirspe e Claudio Franci di Bio-Res. Walter De Walderstein, responsabile scientifico del Consorzio Cogiumar, porterà una panoramica di altre strutture simile presenti in Friuli Venezia Giulia. Gli interventi conclusivi sono stati affidati all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, e al coordinatore del Settore pesca e acquacoltura di FedAgriPesca Fvg, Achille Ghenda.

Per sostenere il settore regionale della pesca e aumentare la biodiversità marina, a 9 e a 14 metri di profondità, rispettivamente a circa 2 e 3 km al largo di Lignano Sabbiadoro, sono stati immersi gli “scogli” artificiali realizzando due aree circolari che avranno lo scopo di offrire riparo e vita per pesci, molluschi e crostacei. La porzione di mare afferente al progetto, costantemente monitorato, investe una superficie di circa 800 ettari. Si tratta di un modello innovativo di gestione delle risorse marine e della pesca, sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Non si deve dimenticare, infatti, lo stato di crisi del comparto regionale, sia a causa della riduzione del pescato che delle flotte dedicate. Una crisi che colpisce soprattutto la pesca artigianale in conseguenza della mancanza di risorse ittiche, della riduzione dei “nutrienti”, dei cambiamenti ambientali e dell’invasione di specie “aliene”.
«Favorire il ripopolamento delle nostre acque significa dare prospettive concrete alla diversificazione delle attività legate alla gestione della risorsa mare che, in futuro, saranno sempre più importanti come il pescaturismo e l’ittiturismo – sottolinea Milocco -. Per rispondere alle sfide che la pesca ha davanti e per favorire il rinnovamento generazionale rendendo la professione più attrattiva per i giovani, i pescatori hanno l’esigenza di integrare la tradizionale attività di pesca con nuove fonti di reddito. Progetti come questo, insomma, possono davvero far fare quel passo nel futuro a tutto il comparto, dando continuità alla filiera della pesca nella nostra Regione, nei prossimi anni».
Le piramidi sono “protette” dalla pesca a strascico da apposite strutture posizionate sui fondali. Come detto, l’intervento ha lo scopo di aumentare le superfici sottomarine solide con degli scogli “artificiali” ottenendo un effetto protettivo per il pesce di taglia piccola e di aggregazione per la fauna ittica in generale, aumentando così anche la presenza della specie ittiche pregiate: spigole, orate, ombrine, sogliole, triglie di scoglio, come già verificato dai risultati dei primi monitoraggi, a 90 giorni dalla posa.
In futuro, ci si aspetta di vedere aumentare la presenza e la biodiversità ittica con la presenza di altre specie come saraghi, corvine, scorfani e anche qualche astice, tipiche dei fondali rocciosi e con apprezzabile valore commerciale. Nell’area di mare considerata, l’attività di pesca artigianale verrà condotta direttamente dai pescatori (“coltivatori del mare”), grazie a un regolamento di gestione redatto dal Cogepa, verificando costantemente quantità e qualità dei prelievi. Durante l’incontro maranese, il progetto verrà presentato anche tramite la proiezione di un filmato illustrativo realizzato dalla cooperativa Varianti di Udine.

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In copertina, pesca tradizionale a Marano Lagunare e all’interno la posa di tecno reef a Lignano.

(Foto Cooperativa Varianti)