Agroalimentare, Zannier a Legacoop Fvg: sono necessarie le aggregazioni di filiera

«Il Friuli Venezia Giulia ha la fortuna di essere un territorio molto diversificato, ma ciò ha comportato di conseguenza anche una frammentazione degli operatori del settore agroalimentare, con aziende di dimensioni molto piccole». È la riflessione che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha portato al dibattito nel corso del convegno “Immagina. Costruiamo il futuro della cooperazione”, conferenza programmatica e di organizzazione 2024 di Legacoop Fvg, ospitato a Villa Russiz di Capriva. I lavori sono stati aperti dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig.
«Le dinamiche agroalimentari più complesse sono quelle che riguardano la filiera compresa tra la produzione primaria e il consumatore. È in questo segmento che si riscontra la maggior difficoltà ad aggregare», ha detto l’esponenente della Giunta Fedriga lanciando infine un appello al mondo cooperativo affinché «favorisca le aggregazioni di filiera come ha fatto la Regione al fine di mantenere la sostenibilità economica delle produzioni che in questo modo potrebbero ampliarsi anche oltre i comparti oggi trainanti del vitivinicolo, dei cereali e della frutta».

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier al convegno.

Oltre 450 etichette del Vigneto Fvg protagoniste al Vinitaly di Verona

«Vinitaly è la più importante fiera di settore che vede partecipe il comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia: coinvolge infatti un mercato in cui le aziende del nostro territorio sviluppano una parte di assoluto rilievo del proprio business. L’edizione 2024 si porrà come un ulteriore step rispetto al percorso iniziato quest’anno con le fiere di Parigi e Düsseldorf, portando avanti la collaborazione avviata con il consorzio Unidoc per l’organizzazione e la gestione degli spazi espositivi. Una formula ancora sperimentale, nata per rimanere al passo con l’evoluzione dei tempi, e dalla quale stiamo cogliendo spunti utili per migliorare sempre più la posizione della nostra regione nel mercato vitivinicolo internazionale». Lo ha detto ieri a Udine l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della conferenza stampa in cui sono state spiegate le peculiarità legate alla partecipazione del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly 2024. La rassegna è in programma a Verona dal 14 al 17 aprile e vedrà la presenza di 90 aziende regionali nell’area collettiva, più altre 28 che parteciperanno in forma singola e saranno ospitate nel Padiglione Fvg, per un totale di oltre 450 etichette in esposizione (il numero più alto tra tutte le regioni presenti).

Parla l’assessore Stefano Zannier.

L’assessore ha illustrato le principali novità legate alla nuova formula espositiva che verrà adottata a Vinitaly 2024 per valorizzare le cantine del territorio, già sperimentata alle recenti fiere Wine Paris a Parigi e ProWein a Düsseldorf in collaborazione con Unidoc. «I percorsi espositivi – ha reso noto l’esponente della Giunta Fedriga – saranno suddivisi in 6 zone di denominazione ben definite (Doc Friuli Collio, Doc Friuli-Isonzo, Doc Friuli Grave – Carso – delle Venezie, Doc Fvg, Doc Friuli-Aquileia, Doc Colli Orientali che include anche la Docg Ramandolo), al fine di rendere pienamente riconoscibili le diverse aree produttive della nostra regione. Saranno, inoltre, potenziate le attività collaterali alle esposizioni, avremo 9 degustazioni masterclass con buyer internazionali e 60 etichette regionali in degustazione, oltre a interventi B2B con numerosi ospiti di prestigio».
Come ha evidenziato l’esponente della Giunta, supera i 2 milioni di euro l’investimento della Regione a sostegno delle imprese vitivinicole e della loro partecipazione alle fiere di settore. «Garantire la presenza a queste grandi manifestazioni internazionali – ha concluso Zannier – è fondamentale per allargare il più possibile la fetta di mercato delle nostre aziende e per migliorare la competitività su larga scala. L’obiettivo per il 2025 è quello di partecipare a ulteriori eventi in territori che, pur non rappresentando ancora un mercato di riferimento per il Friuli Venezia Giulia, potrebbero aprire nuovi sbocchi per il commercio delle eccellenze vitivinicole regionali».

Agroalimentare Fvg, più efficacia con l’aggiornamento Anticrisi russo-ucraino

La necessità in primis di adeguare le condizioni per la concessione degli aiuti come stabilito dalle ultime modifiche apportate dalla Commissione europea al Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato e, in secondo luogo, di rendere più efficace il sostegno garantito alle imprese dal Programma Anticrisi conflitto russo-ucraino, alla luce di quanto evidenziato dall’operatività fin qui manifestata: queste le ragioni dell’aggiornamento del Programma che ha comportato la modifica delle condizioni per la concessione delle misure di aiuto e di finanziamento, oltre che dei criteri per la conversione in sovvenzione dei sostegni.
Lo ha deciso la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, il quale ha ricordato come tra le diverse tipologie del Programma anticrisi conflitto russo-ucraino particolare rilevanza abbia assunto quella riguardante i finanziamenti per il fabbisogno di liquidità necessaria alla realizzazione dei progetti di sviluppo delle filiere agroalimentari, in continuità a quanto già posto in essere per le stesse finalità nell’ambito del precedente Programma Anticrisi afferente al Covid.
Come ha spiegato l’assessore, proprio per incrementare ulteriormente l’efficacia degli aiuti alle imprese, «la delibera aggiorna le misure di aiuto alle quali si applicano le condizioni previste dal “Quadro temporaneo di aiuti Russia Ucraina”, modificando alcuni criteri e modalità per la concessione di finanziamenti da parte del Fondo di rotazione in agricoltura per l’anticipazione di liquidità. Inoltre, il provvedimento introduce nuovi criteri e modalità per la conversione in sovvenzione dei finanziamenti del Fondo di rotazione, con particolare riferimento ai progetti di aggregazione all’interno delle filiere regionali dei cereali e delle oleaginose e ai progetti di investimento per lo sviluppo del settore della trasformazione e commercializzazione delle carni biologiche».
Queste, infine, alcune delle altre principali modifiche apportate: l’innalzamento dei massimali di aiuto (approvati dall’ultima modifica del Quadro Temporaneo fatta dalla Commissione europea) fino a 280mila euro per le imprese di produzione agricola e fino a 2.250.000 euro per le imprese di trasformazione/commercializzazione e, inoltre, la modifica della misura di aiuto inerente i criteri e le modalità di finanziamento per la liquidità del provvedimento ‘salva stalle’, innalzando il massimale di finanziamento da 35mila a 140mila euro per stalle con almeno 30 capi di bestiame.

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In copertina, immagine di una coltivazione di colza (oleaginose) in Friuli.

Vigneto Fvg protagonista al ProWein: grande interesse per i nostri vini nello stand collettivo dell’Ersa

«ProWein è ancora la fiera leader del vino a livello europeo e il Friuli Venezia Giulia, con i suoi espositori, sta intercettando un costante flusso di interesse per i nostri prodotti nello stand collettivo regionale coordinato da Ersa». È quanto ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dalla Messe Düsseldorf, «che – ha rilevato – si conferma meta di buyer importanti e di cospicue transazioni commerciali. Nonostante l’esposizione di Parigi stia facendo grandi passi in avanti, la rassegna tedesca rimane un appuntamento irrinunciabile oltre che in apprezzabile fase di ripresa, dopo alcune edizioni sottotono, per chi come il Friuli Venezia Giulia si propone sul mercato internazionale».

ProWein, apertasi ieri, si protrarrà fino a domani con oltre 5700 espositori provenienti da 60 Paesi e più di 50mila professionisti del settore accreditati per un ricco programma di trend show, conferenze, seminari, dibattiti, tavole rotonde e masterclass dedicate. «Secondo una formula sperimentata – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga nel quartiere fieristico della città della Renania, la più importante zona vitivinicola della Germania -, alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per il tramite di Ersa, rimane in capo la regia delle attività di promozione del settore agroalimentare B2B, con la programmazione delle attività, l’acquisto degli spazi espositivi, la definizione dei layout degli stand e delle grafica a supporto, la selezione delle imprese agricole che stanno partecipando alle manifestazione, la selezione dei vini della collettiva regionale – dodici – per le sezioni di degustazioni masterclass e, non ultimo, il sostegno alle imprese agricole impegnate in ProWein mediante l’abbattimento dei costi di partecipazione. Ad Uni.DOC FVG il compito di allestire lo stand e gestire i servizi ad esso collegati sulla base di specifici indirizzi definiti dall’Agenzia” su un’area espositiva di complessivi 392 metri quadrati».


«Il mondo del vino – ha concluso Zannier, che ha incontrato il presidente dell’Ice, il pordenonese Matteo Zoppas, e i rappresentanti diplomatici d’Italia – vive una fase di attesa per capire quali saranno le dinamiche future: proprio in questa transizione è fondamentale ribadire il valore e la peculiarità della nostra offerta regionale, rinsaldando i contatti già in essere e allacciandone di nuovi».

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In copertina, lo stand Fvg al ProWein; all’interno, l’assessore regionale Zannier con alcuni buyer e durante un incontro con il console generale d’Italia a Colonia Luis Cavalieri e il presidente dell’Ice Matteo Zoppas.

Cia Fvg: aziende agricole montane in gravissima difficoltà per il taglio drastico dell’indennità compensativa

«L’agricoltura di montagna è fondamentale per la vita delle comunità alpine: garantisce il sostentamento a chi vive nelle terre alte, fornisce cibo, plasma il paesaggio, favorisce il turismo e conserva tradizioni e saperi – afferma Franco Clementin, presidente di Agricoltori Italiani Fvg-Cia -. Tuttavia, l’agricoltura di montagna affronta molteplici sfide, dovute innanzitutto alle difficili condizioni naturali e alle sfide strutturali del territorio, caratterizzato da una limitata disponibilità di terre coltivabili, pendii ripidi che rendono la coltivazione particolarmente impegnativa e scarsità di infrastrutture adeguate a una efficiente mobilità. Per tali motivi esiste l’”indennità compensativa” che consiste in un sostegno economico annuale basato sulla superficie posseduta, calcolato sulla base dei maggiori costi e minori ricavi dell’attività agricola esercitata in aree svantaggiate di montagna, rispetto ai costi e ricavi della medesima attività svolta in aree non soggette a disagi naturali».

Franco Clementin


«Ebbene, quest’anno i nostri agricoltori in montagna, per una serie di fattori tecnici e burocratici e per una evidente miopia della Comunità Europea, si vedranno ridotta l’indennità in una misura che, in taluni casi, è ben superiore al 50%. In conseguenza a ciò – denuncia il presidente regionale di Cia – molte aziende in Carnia, già in difficoltà, rischiano di chiudere. Della questione abbiamo interessato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, affinché intervenga con il ministro Francesco Lollobrigida e, quest’ultimo, si faccia parte attiva presso l’Ue per riparare, almeno in parte, alle storture create dagli euroburocrati. L’agricoltura sembra tremendamente facile quando il tuo aratro è una matita e sei lontano migliaia di chilometri dal campo di grano – chiosa infine Clementin con una citazione -, è questo che a Bruxelles continuano a non capire».

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In copertina, bovine al pascolo sulla montagna friulana: gli allevatori sono custodi di questi territori.

Focus Ersa sull’agroalimentare Fvg 2023 molto penalizzato dal maltempo. Zannier: ora puntiamo di più sui giovani

«Le prime valutazioni sull’andamento del settore agroalimentare in Friuli Venezia Giulia per l’annualità 2023 confermano l’impatto negativo del maltempo sulle quantità prodotte. Se, da un lato, lo scorso anno si è registrata una generale diminuzione dei costi dei fattori produttivi (energia, fertilizzanti, mangimi), dall’altro, le condizioni climatiche avverse hanno determinato un impatto negativo sulle rese e sulla qualità dei prodotti. Ingenti, poi, i danni causati dalla grandinata record di fine luglio, fenomeno senza precedenti finora». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, che ieri è intervenuto nella sede della Regione a Udine alla presentazione del rapporto “Focus Agricoltura Fvg 2023” elaborato dall’Ersa. L’esponente della Giunta Fedriga ha voluto ringraziare lo staff dell’Agenzia di sviluppo agricolo per il lavoro svolto e per il successo dell’attività di statistica e monitoraggio giunto alla quarta edizione consecutiva.

Un momento dell’incontro a Udine.


«In questi dati si analizzano condizioni climatiche, dati di produzione, di superfici. Ma ci sono due elementi che vanno letti con maggior attenzione: l’andamento dei costi di produzione e l’andamento dei prezzi alla vendita. Sono queste le condizioni che determinano la possibilità o meno delle aziende agricole di restare sul mercato e di raggiungere quel margine di utile necessario a proseguire. Mediamente le nostre aziende, inoltre, sono patrimonializzate dal punto di vista del capitale, ma scarsamente solide dal punto di vista della liquidità che si fonda principalmente sulle linee contributive e questo può costituire un fattore di debolezza», ha aggiunto Zannier. «C’è una fascia di imprenditori con un’età alta (over 75) – ha fatto notare ancora l’assessore -, dobbiamo intraprendere un percorso per ampliare la platea degli imprenditori agricoli più giovani che significa anche imprimere maggiore innovazione ai modelli produttivi».
I dati dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale fotografano, innanzitutto, le aziende e l’andamento dell’occupazione in agricoltura e mostrano che le imprese agroalimentari al secondo trimestre 2023 erano 13.543 (-3,3% rispetto al 2022), di cui 10.196 imprese individuali e 3.137 imprese di tipo societario (quest’ultime in crescita dello 0,3%); anche l’occupazione nel settore agricolo cresce contando 18.655 unità (+29,7%). Tra le colture oleaginose prevalgono soia (comunque in diminuzione sia per superficie che per quantità prodotta) con 70.625 tonnellate prodotte; girasole con 9.784 tonnellate prodotte (in aumento del 48%) e colza con 5.209 tonnellate prodotte (in aumento del 46,9%).

L’assessore Stefano Zannier.


Quanto ai cereali, il mais occupa ancora il primo posto per quantità prodotta (212.574 tonnellate, ma in diminuzione del 34,7%); seguono orzo (74.632 tonnellate in aumento dell’11,7%), frumento tenero (65.824 tonnellate, in diminuzione del 23,8%) e il sorgo (8.316 tonnellate in aumento del 105,6%). Tra le colture frutticole prevalgono uva da vino con 277.196 tonnellate prodotte, in diminuzione (-23,6%) rispetto alla superficie vitata che aumenta (31.808 ettari, + 11,6%) e il melo con 68.447 tonnellate prodotte (-2,2%) per 1.222 ettari (-5,6%).
Andando al focus sull’olio di oliva, Ersa ha registrato nel 2023 una superficie di 300 ettari coltivata ad ulivi in tutto il Friuli Venezia Giulia, con un incremento del 5,6% rispetto all’anno precedente. La superficie maggiore è in provincia di Udine (171 ettari; +4,9%), seguono Pordenone (51 ettari; + 10,9%), Trieste (45 ettari; +2,3%) e infine Gorizia (33 ettari; +6,5%).
Quello dell’olio d’oliva è un comparto in crescita se si comparano i dati 2015/16 quando furono molite 989 tonnellate di olive con una resa in olio pari al 12,9% a quelli del 2023: dopo i cali drastici degli anni della pandemia, oggi si sono superate le 1000 tonnellate con una resa del 13,6%. In regione le varietà maggiormente prodotte sono la Bianchera, che rappresenta il 30%, originaria della località di San Dorligo della Valle, e poi le varietà Frantoio, Maurino, Pendolino e Leccino, che costituiscono il restante 70%. e concorrono alla produzione dell’olio Dop “Tergeste”.

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In copertina, una grandinata così non si era mai vista in Friuli Venezia Giulia.

Aquafarm (anche oggi a Pordenone) mette a fuoco i problemi dell’itticoltura e della pesca in Friuli Venezia Giulia

«I mondi dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura si stanno confrontando con una duplice problematica che desta forti preoccupazioni nel settore. Da un lato, ci sono le tematiche legate alla siccità, alla carenza della risorsa idrica e alle complicazioni che gli allevamenti a mare e in laguna subiscono a causa delle morie di pesci o di infiltrazioni di specie aliene. Dall’altro, l’aspetto economico, con numerose aziende messe in difficoltà dall’aumento dei costi di produzione, e un impianto regolatorio troppo complesso, impossibile da gestire. La vera sfida del presente è quella di semplificare il più possibile il sistema per tornare a renderlo autosostenibile».

L’incontro con l’assessore Zannier.

Con queste parole l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha portato il saluto istituzionale al convegno di apertura della settima edizione di Aquafarm, manifestazione organizzata in collaborazione con l’Associazione piscicoltori italiana (Api) e l’Associazione mediterranea acquacoltori (Ama) in corso, ieri e oggi, alla Fiera di Pordenone. Si tratta dell’unico evento internazionale in Italia dedicato esclusivamente ad acquacoltura e pesca, rivolto a tutta la filiera dai ricercatori ai produttori di tecnologie, dagli allevatori ai trasformatori e alla grande distribuzione.
Alla presenza di numerose autorità locali e nazionali, Zannier ha sostenuto la necessità di ripensare le modalità di attuazione degli obiettivi comunitari che, «pur essendo condivisibili nei contenuti, sono imbrigliati dagli ostacoli burocratici a cui le imprese si trovano a far fronte. Ben venga l’assegnazione di risorse economiche – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga -, ma queste rischiano di rimanere fini a se stesse se non accompagnate da una revisione dei regolamenti. Per ogni euro di contributo assegnato, le aziende non ne traggono beneficio se non per pochi centesimi».
Aquafarm prosegue con un ampio spazio dedicato agli stand espositivi e con un intenso programma di convegni di alto spessore scientifico, con l’obiettivo di creare importanti occasioni di aggiornamento professionale e di incrementare le occasioni di business per tutti i portatori di interesse del settore.

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In copertina, immagine di un allevamento di trote in Friuli Venezia Giulia.

Immagine più moderna del Vigneto Fvg a Wine Paris una fiera in grande ascesa

«Un cambio radicale dell’immagine del mondo vinicolo del Friuli Venezia Giulia, molto più moderna e rafforzata. Così abbiamo voluto presentarci a Wine Paris per il secondo anno consecutivo dopo il debutto dello scorso anno fortemente voluto dalla Regione. Una scelta che ci sta ripagando con grandi soddisfazioni visto che la fiera parigina si sta confermando in maggiore ascesa rispetto al mercato del vino internazionale, anche grazie ad un sistema dei buyer presenti gestito con grande serietà e professionalità. Crediamo che Parigi stia iniziando ad erodere parte degli spazi della concorrente Düsseldorf, pertanto essere qui è sempre più importante». È il commento, che giunge da Parigi, dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, presente a Wine Paris & Vinexpo Paris, il Salone internazionale del vino e degli alcolici, manifestazione internazionale B2B dedicata agli operatori del settore. Ieri allo stand Fvg Zannier, assieme ai responsabili di Ersa, ha accolto anche la visita dell’ambasciatrice italiana a Parigi, Emanuela D’Alessandro.


«L’edizione 2024 della fiera parigina – ha spiegato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – offre al Friuli Venezia Giulia l’opportunità di sperimentare una formula innovativa, introdotta con la legge regionale 13/2023, che persegue l’obiettivo di mantenere la competitività del settore vitivinicolo regionale attraverso nuove modalità di partecipazione della Regione alle fiere internazionali di settore. Di fatto, la Regione, per il tramite di Ersa, mantiene la regia delle attività di promozione del settore agroalimentare B2B, mentre affida a Unidoc, ovvero alle associazioni dei produttori, il ruolo di promotori della diffusione della conoscenza dei vini del territorio attraverso la progettazione, la realizzazione e la gestione degli allestimenti fieristici delle collettive regionali sulla base di specifici indirizzi definiti dall’Agenzia».
Rinnovato, quindi, anche l’allestimento dello stand dedicato alla collettiva regionale, che risulta più funzionale al coinvolgimento dei buyer e alla creazione di contatti qualificati: l’area espositiva di 200 metri quadrati risulta, infatti, strutturata su quattro isole di degustazione autonoma, supportate dai sommelier per la mescita del vino, affiancate da svariati punti di contrattazione a disposizione delle 30 aziende regionali che partecipano alle trattative B2B. Un’ulteriore novità riguarda l’accoglienza dei visitatori in uno spazio dedicato alla presentazione di quattro wine cocktails preparati con prodotti Made in Friuli Venezia Giulia. Ciascuna delle trenta aziende presenta quattro etichette di vino fermo, in purezza, due scelte tra Friulano, Pinot grigio, Sauvignon e Ribolla gialla, Doc del Friuli Venezia Giulia, e due a scelta tra vino bianco autoctono, vino bianco internazionale, vino rosso autoctono, vino rosso internazionale e vino rosato, Doc o Docg o Igt, comprese le interregionali, del Friuli Venezia Giulia, anche spumantizzato.


Tra gli oltre 130 eventi in programma, Ersa ha curato anche tre delle 53 classic wine masterclass previste, per presentare alla platea di professionisti del settore uno spaccato della produzione enologica regionale: i quindici vini che saranno protagonisti di questi tre appuntamenti sono stati selezionati da una commissione di valutazione appositamente istituita tra quelli proposti dalle trenta aziende partecipanti alla collettiva. Le tre masterclass ieri in programma erano Pinot grigio & friends, con tre etichette di Pinot grigio abbinate a uno Chardonnay e ad un Refosco; Sauvignon & friends, in programma oggi, alle 13.30, con tre etichette di Sauvignon abbinate a una Malvasia e ad un Merlot; Friulano & friends, in programma domani, alle 11.30, con tre etichette di Friulano abbinate a una Malvasia ed una Ribolla gialla. Paris Expo Porte de Versailles ospita oltre 4mila espositori e si attende 40mila visitatori da tutto il mondo nelle tre giornate di fiera.

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In copertina, Stefano Zannier con l’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro e Matteo Zoppas presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; all’interno, l’assessore regionale con ospiti ed esponenti del settore vitienologico e con la delegazione Ersa.

Crisi dell’agricoltura, Regione Fvg (con l’assessore Zannier): continueremo a usare i nostri mezzi per potervi aiutare

«È stato utile ascoltare oggi le problematiche rappresentate dagli agricoltori del territorio, dalle difficoltà finanziarie che molte aziende stanno attraversando a causa dell’aumento dei costi di produzione a temi di più ampio respiro come il Green deal e le normative comunitarie. Il canale di colloquio tra la Regione con il mondo agricolo non si è mai interrotto e continuerà su tutti i livelli. Pur consapevoli che in alcune macroaree i margini di intervento delle Amministrazioni regionali appaiono ridotti, confermiamo il nostro impegno per venire incontro alle necessità del settore con i mezzi a nostra disposizione». È quanto ha affermato ieri l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha incontrato nel Palazzo udinese della Regione una delegazione di agricoltori del territorio per ascoltare le criticità che ruotano attorno l’attuale situazione vissuta dal comparto e che in questi giorni è esplosa con la protesta dei trattori in tutta Europa, con una manifestazione anche nel capoluogo friulano.
Il rappresentante della Giunta Fedriga ha sottolineato l’importanza del sostegno finanziario assicurato all’agricoltura dalla Regione Fvg, che nel solo 2023 ha erogato risorse per oltre 150 milioni di euro. «Lavoriamo – ha sottolineato Zannier – per cercare, attraverso le norme regionali, di sburocratizzare il più possibile le linee contributive di nostra competenza».
Ritornando sull’incontro in questione, «su alcuni punti trattati – ha riferito Zannier – abbiamo già avuto modo di fornire agli interlocutori risposte concrete. Su altri abbiamo assicurato piena disponibilità a farci promotori delle istanze avanzate, come, ad esempio, la richiesta di snellimento delle procedure da parte dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare».

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In copertina, trattori durante la manifestazione a Udine; qui sopra, l’incontro alla Regione Fvg con l’assessore Stefano Zannier.

 

La Regione Fvg con Zannier punta l’indice contro l’Unione Europea: trascura le differenze dei territori

«Oggi le associazioni di categoria del mondo agricolo protestano a livello europeo non sui principi ma sulla loro applicazione, su come vengono calati sui nostri territori. La Ue sta imponendo una regolamentazione uniforme per tutto il continente in modo così dettagliato da impedire qualsiasi spazio di manovra, determinando persino la tipologia delle colture da adottare. Si tratta di un’impostazione politica inaccettabile e impraticabile». Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, durante la discussione in Consiglio regionale della mozione con la quale si è chiesto di valorizzare l’autosufficienza alimentare e la tutela dei diritti dei produttori agricoli, consentendo un ricambio generazionale e garantendo i prodotti locali.
«Il vero problema che abbiamo nei confronti delle politiche agricole dell’Unione europea – ha spiegato Zannier – non riguarda assolutamente l’obiettivo di rendere più sostenibile l’attività agricola. Si vogliono applicare invece queste finalità attraverso regole che risultano inapplicabili per qualsiasi impresa. Dobbiamo ricordare inoltre che tutte le attività che devono sottostare a normativa europea devono gestire una burocrazia complicatissima e superare numerosi controlli. Tutto questo – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – non può che generare malumore e forme di protesta».
«Calare politiche impositive dall’alto e non lasciare alcuna autonomia a livello locale significa non comprendere che l’Europa – ha rimarcato l’assessore – presenta grandi differenze tra Paese e Paese e tra regione e regione anche per quanto riguarda le tipologie di agricoltura». Sul tema fitofarmaci Zannier ha sottolineato, infine, che tutti vogliono ridurre il loro utilizzo. «Sono necessarie però delle modalità operative da mettere subito in campo per contrastare le fitopatie. Altrimenti, rischiamo di non arginare lo scoppio di queste malattie, causando danni enormi alle aziende di settore».

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.