Il patrimonio librario storico dell’Ersa sarà digitalizzato a servizio di tutti

“Il ritrovamento delle tre stampe della Carta dell’erboristeria racchiude un grande valore scientifico e culturale ed è importante per la memoria storica di un ente che dalla fondazione ha fatto della divulgazione e della didattica la sua missione. Ma è anche l’occasione dalla quale muoverà il progetto di digitalizzazione del patrimonio librario storico dell’Ersa, già archiviato, e che metterà a disposizione di cittadini, storici e ricercatori pezzi rari e fondamentali per ricostruire l’evoluzione dell’agricoltura, imprescindibile strumento culturale”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della presentazione delle tre stampe cromolitografiche “Carta dell’Erboristeria”, un erbario di 90 piante spontanee aromatiche, medicinali e alimentari, disegnate dall’agronomo e botanico Giuseppe Pozzo nel 1931.
Protagonista del recente ritrovamento, come riferisce Arc, è stata la dirigente amministrativa dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, Paola Coccolo, che, assieme al direttore Andrea Comacchio e al direttore della Bibliotheca Antiqua Aboca di Sansepolcro, Duilio Contin, hanno esposto la storia della Carta.
Sono tavole di grandi dimensioni (cm 100 x 150), in ottimo stato di conservazione, probabilmente uno strumento didattico per le lezioni delle cattedre ambulanti di agricoltura dell’epoca. L’eccellenza della stampa è dovuta alla perizia dei tipografi friulani che già nell’Ottocento avevano realizzato dei capolavori di litografia e cromolitografia. In una libreria antiquaria milanese è stato rintracciato recentemente il corposo testo integrativo che accompagnava le grandi tavole. L’autore Giuseppe Pozzo fu insegnante presso i corsi di erboristeria tenuti in varie provincie della Venezia Euganea e della Venezia Giulia per incarico dell’Istituto veneto delle piccole industrie di Venezia, dell’Istituto promotore piccole industrie di Gorizia e per mandato delle Cattedre ambulanti di agricoltura di Gorizia. Sedi culturali esporranno copia delle stampe della ritrovata Carta dell’erboristeria.

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In copertina, la sede centrale dell’Ersa a Gorizia; qui sopra, Andrea Comacchio, Paola Coccolo e l’assessore regionale Zannier.

Arga Fvg, anno proficuo nonostante il Covid. Ma ora slitta il corso vitivinicolo

di Ida Donati

Anno proficuo per Arga Fvg nonostante il virus pandemico, ma ora slitta a data da destinarsi, conformemente alle prescrizioni anti-Covid, il corso che l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio aveva programmato per giovedì 19 novembre, a Passariano, nella sede dell’azienda agricola “Vigne del Doge”, sulla vitivinicoltura nei suoi diversi aspetti. Il blocco delle attività stabilito dal consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in ossequio alle stringenti norme per la prevenzione dei contagi, ha infatti costretto a sospendere l’attività formativa diretta in presenza. Si sarebbe dovuto trattare il tema “La viticoltura tra la valorizzazione del paesaggio rurale, l’innovazione per la salvaguardia dell’ambiente, la crisi determinata dalla pandemia sui mercati globali”.

Il presidente Carlo Morandini.


“Proprio un peccato – commenta il presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini – perché stavamo per riprendere da Passariano il programma di corsi ed eventi che avevamo già saltato in primavera causa l’emergenza sanitaria. Da febbraio, in poi, circa ogni tre settimane avevamo previsto iniziative interessanti di approfondimento, anche oltre il semplice aspetto formativo, come quello tenutosi con grande successo alla Galleria La Cantina di Latisana di Giovanni Toniatti Giacometti, dove era stata esplorata l’origine delle tradizioni della cucina rivierasca, e attraverso esse, delle abitudini delle nostre genti. Grande successo di partecipazione aveva, poi, avuto l’incontro sulle fake news nel periodo del lockdown svoltosi a Casa Allegra, a Latisana, nella splendida location en plein air adiacente all’allevamento dei cavalli trottatori da gran premio delle aziende Toniatti, relatore il nostro segretario generale nazionale, Gian Paolo Girelli”. “Successo – prosegue poi Morandini – oltre le aspettative, anche anche dal lato mediatico, per l’evento conclusivo del Premio giornalistico Isi Benini-Città di Udine, svoltosi nella prestigiosa cornice della Sala Aiace, nel palazzo municipale del capoluogo friulano, presenti, assieme agli assessori comunali Fabrizio Cigolot e Maurizio Franz, il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, e l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Stefano Zannier”.
Il corso di Codroipo è comunque soltanto rinviato, e sarà cura di Arga Fvg comunicare la nuova data. Anche in questo caso, l’iniziativa mira a coniugare la formazione giornalistica con l’analisi di aspetti peculiari dei settori di specializzazione. Arga Fvg infatti fa parte dell’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga stesse, a sua volta gruppo di specializzazione della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Ricordiamo che titolo della iniziativa è “La viticoltura tra la valorizzazione del paesaggio rurale, l’innovazione per la salvaguardia dell’ambiente, la crisi determinata dalla pandemia sui mercati globali”. Con il presidente Morandini, interverranno Enrico Peterlunger, docente di viticoltura all’Università di Udine, Gabriele Cragnolini, di Italia Nostra, e Gino Vendrame, presidente provinciale della Coldiretti friulana.

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In copertina, vigneti friulani di collina, dopo la vendemmia, e qui sopra della pianura in primavera.

Vino Fvg, oltre 2 milioni per la promozione nei Paesi extra Ue

Ci sono oltre 2 milioni di euro per promozione del vino Fvg nei Paesi extra Ue. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, ha infatti attivato la misura di promozione sui mercati dei Paesi terzi per l’accesso all’aiuto comunitario per la campagna 2020-2021 dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo (Ocm vino). I progetti, finanziati con la quota regionale pari a euro 2.192.731,53, dovranno essere presentati – informa Arc – entro le 15 del 23 novembre prossimo al protocollo della Direzione regionale centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche (servizio valorizzazione qualità della produzioni). Saranno ammessi solo i progetti della durata massima di 9 mesi.

L’Ocm è un regime di aiuto che comprende specifiche misure finanziate direttamente dall’Unione europea, fra le quali la promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi – ha indicato Zannier -. Per questa specifica misura, i contributi erogati sostengono le aziende per adottare azioni di informazione e promozione dei vini attuate nei mercati dei Paesi terzi e destinate a migliorarne la competitività in queste aree”. I vini a cui si rivolge la misura sono quelli a Denominazione di origine protetta, a Indicazione geografica protetta, vini spumanti di qualità, di qualità aromatici e vini con l’indicazione della varietà. Gli importi massimi di contributo per i progetti regionali, nei quali partecipano solo le aziende del Friuli Venezia Giulia, prevedono fino a 350mila euro per progetti con un solo partecipante, cifra che sale a 500mila euro se i partecipanti sono da due a 10, 700mila euro da 11 a 30 partecipanti e, se il progetto coinvolge oltre 30 partecipanti, l’importo arriva a 750mila euro. Per i progetti multiregionali a cui aderiscono anche aziende di altre regioni, l’importo massimo di contributo pubblico non può eccedere i 350mila euro per progetto con un solo partecipante e i 500mila euro con più partecipanti. Vengono riservati 200mila euro per il finanziamento dei progetti multiregionali sia per quelli nei quali la Regione Friuli Venezia Giulia è capofila sia se capofila è un’altra Regione.
Rispetto infine al criterio adottato dal decreto ministeriale, il contributo minimo ammissibile per i progetti regionali e multiregionali nei quali la Regione Fvg è capofila, non può essere inferiore a 25mila euro per mercato o Paese terzo e a 50mila euro qualora il progetto sia destinato ad un solo Paese extra Ue.

Stefano Zannier

La delibera recepisce inoltre i criteri di priorità fissati dal decreto ministeriale delle Politiche agricole agroalimentari, Forestali e Turismo n. 3893/2019. Vengono assegnati 20 punti se il soggetto proponente è un nuovo beneficiario; se il progetto è rivolto ad un nuovo mercato o ad un nuovo Paese terzo, i punti complessivi sono 68 divisi secondo cinque percentuali (da 4 punti per percentuale superiore al 15% a 8, 12, 16 punti per oltre il 30%, 50%, 70% fino a 20 punti se l’importo complessivo del progetto è del 100%). Punteggio massimo di 10, invece, se il soggetto proponente richiede una percentuale di contribuzione pubblica inferiore al 60%. I punti andranno da 5 a 8 se il soggetto proponente è un Consorzio di tutela o una federazione di Consorzi di tutela, 7 punti se il progetto riguarda vini a denominazione d’origine protetta. Se il progetto è rivolto ad un mercato emergente si va da 3 a 13 punti a seconda della percentuale dell’importo destinato a quel mercato, da 2 a 4 punti se il soggetto proponente produce e commercializza prevalentemente vini provenienti da uve di propria produzione o di propri associati e fino a 18 punti se il soggetto proponente presenta una componente di piccole o micro imprese (da 5 a 18 punti).
La delibera quantifica il punteggio attribuito ai criteri di priorità in maniera diversa da quanto stabilito dal decreto ministeriale, per la valutazione dei progetti regionali, per adattarlo maggiormente alla realtà regionale e fissa altri criteri nel caso di parità di punteggio nella graduatoria dei progetti. Viene data precedenza, in questo senso, ai soggetti proponenti che presentano un solo progetto. Le priorità successive, sempre a parità di punteggio sono, nell’ordine, i progetti presentati da Consorzi di tutela; il coinvolgimento del maggior numero di partecipanti; soggetti proponenti che producono e commercializzano prevalentemente vini di propria produzione; il costo medio per partecipante più basso; la promozione nel maggior numero di Paesi terzi/mercati dei Paesi terzi.

Nitrati, in Fvg slittati i termini del divieto per l’uso dei fertilizzanti organici

La Giunta regionale Fvg, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha stabilito di far slittare il periodo di divieto di utilizzo dei fertilizzanti organici e azotati in genere nelle Zone vulnerabili da nitrati, a causa delle conseguenze sulla lavorazione delle campagne derivate da un ritardo generalizzato nella raccolta di soia e sorgo verificatosi nel mese di ottobre, e dall’andamento climatico particolare riscontrato dal 15 settembre in poi. I termini dello slittamento – riferisce Arc – saranno conseguenti alle decisioni tecniche dell’Arpa Osmer, che tramite il bollettino Agrometeo nitrati provvederà a informare opportunamente gli agricoltori.
Lo slittamento riguarda, in particolare, il divieto di spandimento sui terreni di fertilizzanti organici, quali letami, liquami e materiali assimilati e si è reso necessario per consentire le pratiche agrarie a vantaggio delle colture e delle campagne. Nel Friuli Venezia Giulia, come dimostrato dai dati dell’Osmer relativi all’intero territorio della pianura, l’andamento meteorologico dalla seconda quindicina di settembre a oggi è stato caratterizzato da piogge più frequenti della norma, temperature più basse della media storica, assenza di vento nei giorni non piovosi e da una umidità elevata. L’insieme di tali fattori apportava, durante tutto questo periodo, persistenti bagnature sia della vegetazione che dei suoli, che non hanno consentito lo svolgimento delle operazioni di trebbiatura per molte giornate.  Ciò impedendo anche le distribuzioni programmate di letami, liquami e assimilati, ha anche precluso il connesso interramento di tali fertilizzanti in particolare in suoli da investire a cereali autunno-vernini (frumento, orzo). Ora, alla preparazione dei terreni e semina di tali colture sarà importante poter provvedere quanto prima, certamente non oltre novembre.
“Il provvedimento – commenta l’assessore Zannier – è inteso a dare risposta alle necessità evidenziate: la riattivazione del Servizio agrometeo, introdotto nel 2019, permetterà di sfruttare ”finestre” temporali adeguate, individuate nel rispetto dell’ambiente e in relazione al decorso meteo reale, durante novembre e febbraio. Con il meccanismo di assegnazione divieti/permessi verrà ammesso lo spandimento in Zvn dei fertilizzanti organici e non, al verificarsi di condizioni agrometeorologiche idonee alle distribuzioni e atte a rendere minime le possibilità di percolamento in falda dei nitrati, in particolare su suoli con residui colturali e su terreni destinati a prati, cereali autunno-vernini, colture ortive e legnose agrarie con inerbimento permanente”.

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In copertina, soia in Friuli: la raccolta è stata ostacolata dal maltempo.

Agricoltura e ripresa del Covid: l’assessore Zannier convoca le categorie

“Un confronto immediato e sistematico con le categorie del mondo agricolo era la scelta di metodo più corretta ed efficace per affrontare le gravi incertezze prospettate dalla recrudescenza Covid e dai suoi inevitabili contraccolpi sul bilancio regionale”. E’ il concetto con il quale l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha convocato una videoconferenza con le associazioni di categoria e con il Cluster agroalimentare del Friuli Venezia Giulia per avviare un percorso di consultazione in vista della stesura della prossima legge regionale di stabilità per quanto concerne il settore primario. “Siamo di fronte a uno scenario finanziario reso incerto dalla pandemia, per effetto della quale – ha spiegato Zannier – dobbiamo osservare la linea di preservare le poste obbligatorie e i servizi essenziali di settore”.
Ricordando che in assestamento di bilancio regionale il settore agricolo ha ottenuto risorse fresche pari a 6 milioni di euro a valere sul Fondo di rotazione, l’assessore ha stimato, come si legge in una nota Arc, uno scostamento previsionale di partenza sul 2021 decisamente consistente. “E’ bene prepararsi al quadro peggiore – ha aggiunto l’assessore rivolto alle categorie – per costruire le previsioni sul profilo più realistico e beneficiare al meglio poi di tutte le eventuali risorse e situazioni migliorative, evitando premesse sbagliate in fase di avvio”. Zannier ha anche evidenziato “la totale incertezza delle prospettive del Programma di sviluppo rurale in chiusura nel 2020, di cui non si conosce né l’entità della proroga (uno o due anni) né il percorso di scrittura per la nuova programmazione, che – ha aggiunto l’assessore – vorrei delineare con le categorie prima possibile”.
Nel corso della videoconferenza l’assessore ha condiviso con i soggetti del mondo agricolo il principio guida di semplificare il più possibile i procedimenti finalizzati all’ottenimento delle risorse pubbliche, puntando su poche misure ma molto incisive. Tra gli altri spunti, i ristori nazionali per i danni della cimice asiatica, per i quali il Friuli Venezia Giulia, come ha riferito l’assessore, ha ottenuto dallo Stato il massimo riparto possibile, pari a 3,6 milioni di euro suddivisi su tre annualità. L’assessore, le categorie e il Cluster agricoltura hanno convenuto di proseguire il confronto con cadenza quindicinale.

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In copertina, l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

 

Benini e Villotta giornalisti “innamorati” del Friuli e delle sue eccellenze

di Giuseppe Longo

UDINE – Pochi giorni fa, ricorreva il trigesimo della morte prematura di Piero Villotta, che fu per lungo tempo presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, ma anche leader del Ducato dei vini friulani e uomo di punta nell’Ente Friuli nel mondo. E il suo ricordo si è giustamente incrociato con quello di un altro grande giornalista, Isi Benini, scomparso trent’anni fa, ma entrambi accomunati da un impegno preciso: quello di valorizzare la loro terra, di cui erano “innamorati”, e con essa le sue peculiarità, a cominciare dalle produzioni agroalimentari. Nomi che sono riecheggiati più volte insieme, accompagnati dalle immagini dei loro volti proiettate su uno schermo, durante la bella cerimonia per la consegna dei riconoscimenti nell’ambito della prima edizione del “Premio Isi Benini – Città di Udine”, un concorso giornalistico indetto dall’Arga Fvg, associazione degli operatori della comunicazione che, attraverso i vari canali, si sono specializzati nella trattazione degli argomenti legati al settore primario, come piaceva fare tanto sia a Benini che a Villotta, approfondendo problemi e prospettive, ma anche sottolineandone le eccellenze, con equilibrio e competenza, doti supportate da una solida cultura. Prima di tutto, attraverso quello strumento prezioso che è la trasmissione radiofonica domenicale “Vita nei campi”, mentre Benini è ricordato anche per quella bellissima rivista, “Il vino”, in carta patinata che da tanti anni ormai non abbiamo più il piacere di leggere avidamente o perlomeno di sfogliare con interesse. Ma anche il giornalista morto repentinamente a Montevideo è ricordato per il  suo ruolo di primo piano nel Ducato dei vini friulani, sodalizio che lui stesso promosse mezzo secolo fa e all’interno del quale ideò la fortunata rassegna di “Asparagus”.

Isi Benini

Piero Villotta

“Un giornalista che, con la sua conoscenza e professionalità, non ha solo permesso di valorizzare il territorio friulano, ma anche di nobilitare una professione e la divulgazione delle notizie nel modo più corretto possibile”, ha detto infatti l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, durante l’incontro avvenuto nella solennità di Sala Ajace, di fronte a una folta platea – compatibilmente, è ovvio, con i tempi da emergenza sanitaria – riunita per applaudire i vincitori di questo primo concorso tendente a valorizzare la figura di uno dei padri del giornalismo enogastronomico regionale che per anni, dopo l’importante esperienza al Messaggero Veneto, di cui fu anche direttore, guidò la redazione udinese della Rai. Con il presidente dell’Arga Carlo Morandini, che ha spiegato le finalità dell’iniziativa e coordinato l’incontro, c’erano anche il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, gli assessori comunali alla Cultura, Fabrizio Cigolot – che ha fatto gli onori di casa portando il saluto del sindaco Pietro Fontanini -,  e ai Grandi eventi, Maurizio Franz, Amos D’Antoni, vicepresidente dell’Ordine, l’artista Gianni Borta, i giornalisti Marco Buzziolo e Gian Paolo Girelli, e appunto l’assessore Zannier che ha evidenziato l’importanza dell’eredità lasciata dal grande appassionato del mondo agricolo. “La coerenza e la correttezza dell’informazione – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – sono due elementi importanti poiché permettono di ampliare la platea dei fruitori delle notizie non relegandole alla cerchia ristretta degli addetti ai lavori. Questi due aspetti, legati alla semplicità di esposizione tanto a video quanto sulla carta stampata, hanno caratterizzato la figura di Isi Benini; quando c’è la possibilità di avere a che fare con un soggetto professionalmente dedicato a dare una notizia, che si è distinto per la sua capacità narrativa e di relazioni, si è di fronte ad un uomo che racchiude un valore aggiunto al di fuori della notizia stessa, capace di nobilitare il territorio che rappresenta”. Parole che possono essere attribuite, senza tema di smentita, anche a Piero Villotta, pure lui animato da uno spirito tenace e appassionato a difesa del nostro Friuli. “Se fosse stato ancora in vita, Isi Benini sarebbe stato sicuramente un cronista battagliero a difesa del Tocai friulano”, ha detto fra l’altro il presidente Zanin.

Daniela Paties Montagner…

… e Claudio Soranzo con i premi.

Premiati quindi, fra gli applausi, Licio Damiani e Sergio Gervasutti, che hanno condiviso con Isi Benini pagine di storia della nostra terra e che hanno proposto originali ritratti del collega indimenticabile, e Daniela Paties Montagner, che ha condotto per mano alla scoperta di Udine, città del Tiepolo, tra storia, cultura e rinnovamento, sottolineando la “voglia di ripartire” dei friulani dopo i danni inferti da questa pandemia che ancora non accenna ad allentare la presa. Premiato anche il giornalista Claudio Soranzo per un servizio sulla vitivinicoltura pubblicato proprio su questo sito. E appunto su vite e vino del Friuli Venezia Giulia si è soffermato nella sua “lectio magistralis” il professor Enrico Peterlunger, dell’Università di Udine, analizzando l’evoluzione che il settore ha conosciuto soprattutto negli ultimi cinquant’anni, quando il Vigneto Fvg partendo da una produzione spesso destinata soltanto al consumo locale è approdato a livelli di eccellenza che oggi gli sono riconosciuti, soprattutto con i vini bianchi, in tutto il mondo. Una evoluzione che, per la troppo precoce scomparsa,  Isi Benini non ha potuto assaporare e che per lungo tempo ancora avrebbe sicuramente beneficiato della professionalità di Piero Villotta.

Peterlunger, premiati e pubblico.

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In copertina, si premia Licio Damiani per il suo ricordo di Isi Benini.

Montagna e Pac, una voce unica di Fvg con Alto Adige e Trentino

Una voce unica in materia agricola per i territori montani ricompresi tra la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano è quella espressa nel capoluogo trentino dai competenti assessori dei tre territori, Stefano Zannier per il Friuli Venezia Giulia, Arnold Schuler, per l’Alto Adige e Giulia Zanotelli, per il Trentino.
Come ha spiegato Zannier, a margine dell’incontro, “quella di oggi è una tappa del percorso di preparazione alla nuova Politica agricola comune (Pac) 2021-2027 avviato da qualche mese nell’ambito di una collaborazione istituzionale che si è rivelata finora strategica”. “I nostri territori – ha sottolineato l’assessore, come riferisce Arc – hanno in comune una natura montana dove l’agricoltura e l’organizzazione delle aziende ha caratteristiche precipue e del tutto diverse rispetto a quelle che si riscontrano altrove. È pertanto evidente che per valorizzare queste caratteristiche, non solo a livello nazionale ma soprattutto all’interno della più vasta politica agricola europea, dobbiamo parlare ad una voce sola”.
Tra i temi strategici affrontati nel corso dell’incontro e riguardanti la prossima Programmazione agricola comune, oltre alla gestione della fase di transizione 2021-2022, è stata trattata la necessità di richiedere al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali un quadro organico della prossima programmazione in grado di accogliere le specifiche proposte delle tre realtà regionali. Ai dirigenti tecnico-amministrativi presenti all’incontro sono stati formulati indirizzi per elaborare proposte di sintesi che valorizzino le specificità dell’agricoltura di montagna. Tra le diverse questioni, sono stati affrontati i temi dei criteri di riparto, della convergenza e dei titoli, nonché quello degli eco-schemi legati in particolare alla gestione delle superfici foraggere.
A questo incontro ne seguiranno altri finalizzati a giungere ad un documento condiviso contenente proposte e richieste unitarie dei territori montani del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige in vista dei prossimi provvedimenti nazionali e comunitari.

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In copertina, gli assessori Stefano Zannier, Giulia Zanotelli e Arnold Schuler. (Foto Regione Fvg)

Dalla Regione in arrivo un milione di euro a sostegno del Vigneto Fvg

Messo a disposizione un milione di euro per il Vigneto Fvg. E’ stato infatti approvato dalla Giunta regionale il bando per l’accesso alla misura “investimenti” prevista dal Piano nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo relativo alla campagna vendemmiale 2020/2021, dotato appunto della consistente somma di denaro.

Stefano Zannier

“Il bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione – evidenzia l’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali Stefano Zannier, come informa una nota Arc – darà modo alle aziende interessate di fruire rapidamente della somma messa a loro disposizione. L’obiettivo è quello di di favorire l’innovazione nella vitivinicoltura e consentire al settore di riposizionarsi a pieno titolo sui mercati nazionali ed esteri, confermando il perseguimento di quella qualità che ha consentito al Vigneto Friuli Venezia Giulia di entrare tra le Regioni più vocate e apprezzate nel comparto vinicolo”.
“L’intento della Regione – prosegue l’esponente della Giunta Fedriga – è di fare in modo che i vitivinicoltori utilizzino in tempi rapidi queste risorse messe a loro disposizione, in modo tale da poter eventualmente “aggredire” altri fondi del bando nazionale non utilizzati da altre Regioni, mettendoli così a disposizione del Friuli Venezia Giulia. Il passo successivo sarà quello di individuare ulteriori misure di sostegno al settore, per essere sempre al fianco di uno dei comparti che, oltre a permettere redditività alle aziende, rappresenta uno dei simboli dell’immagine di una realtà dinamica e in grado di affrontare da sempre, e superare, le difficoltà del momento”.
Il Bando contempla le operazioni ammissibili ai finanziamenti, che dovranno essere di carattere biennale e concludersi entro il 2022. Queste prevedono il sostegno per l’acquisto di contenitori di legno per l’affinamento e l’invecchiamento dei vini, l’acquisto di attrezzature specifiche isobariche per l’elaborazione di vini spumanti e frizzanti fino alla fase di pre-imbottigliamento, che comprendono autoclavi, impianti di filtrazione, gruppi frigoriferi e altre attrezzature idonee e necessarie per la spumantizzazione.
Ammesso anche l’acquisto di macchine, attrezzature, impianti finalizzati alla eliminazione dei gas nei vini e al dosaggio di elementi quali per esempio SO2, O2 e altri; strumentazioni analitiche, contenitori e impianti connessi; attrezzature informatiche e relativi programmi finalizzati al controllo degli impianti tecnologici; investimenti per la lavorazione e la vinificazione delle uve, lo stoccaggio e l’affinamento dei prodotti vitivinicoli, con esclusione delle linee di imbottigliamento e confezionamento, e di gestione del magazzino.
“Per garantire maggiore efficacia all’esito di questa iniziativa – conclude l’assessore Zannier – il bando prevede che non sia ammesso al sostegno finanziario l’acquisto di materiali usati: l’obiettivo è infatti quello di poter garantire che gli investimenti siano finalizzati al miglioramento della produzione, all’adeguamento della domanda del mercato e a una maggiore competitività”.

Povoletto, salta il convegno di oggi

Niente riflessione post-vendemmia oggi a Povoletto, dove, alle 18, nell’auditorium comunale, si doveva tenere l’annunciato incontro per la presentazione di “2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Nel contempo, era previsto un convegno avente per tema proprio “Vendemmia 2020, quale futuro” coordinato da Claudio Fabbro, giornalista ed enologo. Erano in programma anche gli interventi di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e di Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino (associazione nazionale nella quale Povoletto è appena entrato).  “Causa Dpcm di stanotte – ha informato infatti l’assessore Lisa Rossi – l’evento fisico è annullato. Stiamo organizzando uno studio per la registrazione  degli interventi di Fabbro, Rizzi e Venturini che pubblicheremo on line”.

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In copertina e qui sopra belle immagini di vigneti sulle colline del Comune di Povoletto.

Solidarietà al peperoncino, castagne a Valle e “Io sono FVG” alla Barcolana

UDINE – E’ innegabile, anche perché tutti gli esperti lo confermano, che il peperoncino, assunto in dosi opportune, fa bene alla salute. E’ infatti un componente-chiave della famosa “dieta mediterranea”. Ma fa bene a tutti noi perché offre anche un mezzo per esprimere solidarietà. Infatti, oggi e domani, nell’ambito della campagna di prevenzione della Lilt Udine per la lotta contro i tumori, soprattutto quelli femminili, entra in scena anche il “Peperoncino Day”. Così nei gazebi allestiti a Udine in piazzetta Lionello e all’esterno di numerose parrocchiali cittadine e della provincia verrà proposto, in cambio di un’offerta destinata alla Lilt stessa, un kit per cucinare la pasta aglio, olio e peperoncino, piatto simbolo appunto della dieta mediterranea, ormai patrimonio dell’Unesco, che costituisce una “medicina” fondamentale per la salute e per la prevenzione dei tumori. Si tratta della 18ma edizione del “Peperoncino Day” che gode del patrocinio della sede nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino. Nelle precedenti edizioni – a fianco della Lilt l’iniziativa “piccante” è dal 2017 – sono state raccolti complessivamente quasi 80 mila euro, tutti impiegati dalla Lega tumori friulana per l’acquisto di attrezzature e materiali sanitari per i propri ambulatori o per andare incontro a specifiche esigenze di strutture sanitarie pubbliche.

FAEDIS – Castagne protagoniste a Valle di Soffumbergo. Anche questo ottobre sarà infatti all’insegna del tipico frutto autunnale e della natura in quello che è noto come il balcone del Friuli, in Comune di Faedis, dove, rispettando le disposizioni anti Covid-19 e con ingresso contingentato, in tutti i weekend del mese si terrà la manifestazione “Ottobre tra castagne e natura”. Gli eventi sono organizzati dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo (la più piccola d’Italia) in collaborazione con il Comune di Faedis, il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Promoturismo Fvg. A prescindere dalle condizioni meteo, chioschi con specialità a base di castagne sempre aperti sia il sabato che la domenica. Il sabato raccolta di castagne nel bosco (per oggi posti praticamente esauriti, per verificare se ve n’è ancora qualcuno contattare la Pro Loco www.prolocovalledisoffumbergo.it o info@prolocovalledisoffumbergo.it) e la domenica passeggiata naturalistica (per domani saranno da verificare le condizioni meteorologiche che non sembrano affatto buone). Per quanto riguarda la viabilità, da ricordare che tutte le domeniche è istituito il senso unico dalle 8 alle 20 nel tratto di strada comunale Colloredo di Soffumbergo – Valle di Soffumbergo – Canal di Grivò.

TRIESTE – Occhi tutti puntati su Barcolana 52 a Trieste. Tra le iniziative collaterali, in vista della grande regata di domani, oggi alle 16 sarà presentato “#io sono FVG”, il marchio scelto per valorizzare la sostenibilità e la trasparenza dell’agroalimentare della nostra regione. Assieme a Claudio Filipuzzi, presidente di Agrifood Fvg – Cluster Agroalimentare Friuli Venezia Giulia, ci sarà il governatore Massimiliano Fedriga. Si tratta di una piattaforma online e di una rete di vendita dei prodotti locali che si appoggia su Comuni e Pro Loco, per il quale hanno lavorato in questi mesi gli assessori regionali alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, assieme al citato cluster AgrifoodFvg, a PromoturismoFvg, al sistema delle Pro Loco regionali e all’Anci Fvg. “L’idea – ha spiegato Bini – è quella di favorire il più possibile l’acquisto di produzioni locali che in questo momento di emergenza, da un lato, godono di una crescita della domanda interna da parte dei consumatori, dall’altro, scontano dimensioni e strutture che non consentono loro di garantire al meglio la possibilità della vendita online o della consegna a domicilio”. “Il lancio dell’iniziativa #iocomproFVG – ha aggiunto Zannier – ha avuto un forte richiamo tanto che ci stiamo scontrando con tentativi di imitazione se non addirittura di “scippo” del marchio. Ma il progetto della Regione intende superare l’emergenza e favorire la creazione di una piattaforma regionale che attivi una vera e propria filiera commerciale, promozionale e distributiva dei prodotti agroalimentari locali”. E’ un marchio che tiene conto delle nuove abitudini di consumo che, proprio a seguito dell’emergenza Covid-19, si sono fortemente orientate sui marchi e sulle specialità a chilometro zero. “C’è un cambio di sensibilità negli acquisti alimentari da parte dei consumatori – hanno commentato Bini e Zannier – e riteniamo possa essere uno degli effetti positivi che ci lascerà questa pandemia e che dovremo saper valorizzare quando, speriamo presto, si tornerà alla normalità”.

Il Friuli visto da Valle.

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In copertina, i piccantissimi peperoncini protagonisti in Friuli per un gesto di solidarietà.

Judrio e Cormor, contratti per difendere e valorizzare le acque

Un percorso esemplare quello seguito dai Comuni interessati, guidati dal Consorzio di bonifica Pianura Isontina, al fine di siglare assieme alla Regione Fvg e all’Autorità di bacino la dichiarazione d’intenti per la sottoscrizione del contratto di fiume per lo Judrio e il Cormor. Uno strumento – hanno commentato gli assessori regionali alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, e alle Risorse Agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenuti alla firma del documento con i sindaci – che consentirà di individuare con il metodo della condivisione con le realtà, la popolazione, le attività economiche, gli interventi e le forme di tutela e valorizzazione che permetteranno di salvaguardare il bene ambientale perseguendo uno sviluppo sostenibile del territorio.

L’intervento di Zannier.

“Dopo una interlocuzione abbastanza lunga – ha precisato Scoccimarro, come informa una nota Arc – tra la Regione e i Comuni del bacino dello Judrio e del Cormor e i ritardi causati dal lockdown, oggi siamo finalmente arrivati al matrimonio che consentirà di proseguire il percorso finalizzato a rendere il Friuli Venezia Giulia sempre più green. A farlo divenire una realtà di pregio sotto il profilo ambientale e per il migliore utilizzo delle risorse idriche, prima Regione in Europa a raggiungere questo traguardo anticipando di cinque anni il green deal europeo per il quale la Ue ha posto come termine il 2050”. “Una regione, il Friuli Venezia Giulia, che è stata definita dallo scrittore Ippolito Nievo ‘un piccolo compendio dell’universo’ – ha soggiunto Scoccimarro -, e che con la condivisione di tutte le realtà coinvolte nel Contratto di fiume potrà dimostrare di essere in grado di gestire al meglio le proprie ricchezze paesaggistiche e ambientali, rappresentando il punto di riferimento per la realizzazione del ‘green deal’ europeo”.

I sindaci intervenuti a Prepotto.

L’assessore Zannier ha invece colto l’occasione per soffermarsi sulle problematiche inerenti l’utilizzo ottimale del bene acqua. Obiettivo verso il quale, con la condivisione della Regione, sono impegnati i tre Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia. “Oggi – ha detto Zannier – il problema dell’acqua non può essere circoscritto alle tematiche dell’approvvigionamento delle risorse idriche, ma occorre pensare a nuove soluzioni tecniche, progettuali e strutturali che consentano di utilizzare al meglio l’acqua disponibile, riducendo al massimo gli sprechi”.
Secondo Zannier serve un cambiamento di carattere culturale nel modo di affrontare l’argomento ‘bene acqua’: occorre ripensare sia la rete strutturale di distribuzione esistente che le tecniche di erogazione, andando anche oltre i vincoli di orario imposti attualmente al mondo rurale. Per ottimizzare il ‘bene acqua’ anche rispetto alle esigenze delle aziende agricole impegnate nelle colture particolari e di pregio. Un percorso che un sempre maggior numero di realtà ha intrapreso e che deve essere valorizzato attraverso scelte e soluzioni mirate anche sotto il profilo della disponibilità delle risorse idriche.

La “Dichiarazione di intenti” per la sottoscrizione del Contratto di Fiume Judrio è stata siglata dalla Regione Fvg con i 17 Comuni del bacino idrografico del fiume Judrio, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina e l’Associazione Judrio. Con Prepotto e la dirimpettaia Dolegna del Collio, l’ambito geografico di riferimento è relativo ai Comuni di Drenchia, Grimacco, Stregna, Cormons, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Chiopris-Viscone, Medea, Romans d’Isonzo, Mariano, Moraro, Capriva, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino e Mossa.
La “Dichiarazione di intenti” che porterà, invece, al Contratto di Fiume del Cormor è sottoscritta con i 25 Comuni del bacino idrografico dello stesso corso d’acqua, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e l’associazione Valle del Cormor. L’ambito geografico di riferimento riguarda il bacino idrografico con i tributari torrente Urana-Soima, rio Cornaria e Roggia di Udine, composto da un primo tratto a regime torrentizio ed un secondo tratto con acque perenni, risultato di bonifiche idrauliche degli anni 50. Attraversa i Comuni di Buja, Colloredo di Monte Albano, Treppo Grande, Cassacco, Tricesimo, Pagnacco, Tavagnacco, Martignacco, Pasian di Prato, Udine, Campoformido, Pozzuolo del Friuli, Mortegliano, Talmassons, Castions di Strada, Pocenia, Muzzana del Turgnano, Carlino e Marano Lagunare. I corsi d’acqua tributari interessano per il torrente Urana-Soima i comuni di Montenars, Tarcento, Magnano in Riviera e Cassacco; per il rio Cornaria il comune di Moruzzo; per la roggia di Udine i comuni di Reana del Rojale, Tavagnacco e Udine.

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In copertina e qui sopra due immagini del fiume Judrio a Dolegna del Collio.

(Foto dell’incontro Arc-Morandini)