Agricoltura, dalla Regione Fvg oltre 800 mila euro per l’avvio di imprese giovani

“Nel 2021 dobbiamo promuovere il ricambio generazionale nel settore agricolo. Il nostro obiettivo è quello di aumentare la redditività e la competitività del settore, favorendo l’insediamento di giovani agricoltori che devono essere adeguatamente qualificati e che vanno supportati nella fase di avvio della loro attività imprenditoriale”. L’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, introduce così la delibera, appena approvata dalla Giunta Fedriga, che assegna fondi regionali integrativi per il raggiungimento di queste finalità.
“Per il bando dedicato all’avviamento di imprese per giovani agricoltori abbiamo previsto, infatti, oltre 800mila euro, derivanti – spiega Zannier, come informa una nota Arc – da economie generatesi nell’ambito del pacchetto giovani 2017”.
“Si tratta di un intervento necessario anche perché le risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) saranno assegnate – ricorda infine l’assessore regionale all’Agricoltura – solo successivamente all’approvazione del regolamento comunitario nel periodo di transizione fra la programmazione 2014-2020 e quella 2021-2027 e dopo la modifica del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 del Friuli Venezia Giulia”.

—^—

In copertina, l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Zannier. (Foto Regione Fvg)

 

Ecco “Fish Very Good” un piano per rilanciare il prodotto del mare Fvg

La somma di oltre 450 mila euro provenienti dai fondi europei per le attività marittime e della pesca (Feamp) sarà messa a disposizione per la promozione del prodotto ittico del Friuli Venezia Giulia. Lo stanziamento, approvato dall’assemblea del Gruppo d’azione costiera Fvg (Flag Gac Fvg) prevede – come specifica l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier, che ha partecipato all’assemblea – “il sostegno a un progetto per diffondere la conoscenza delle produzioni locali a favore del consumatore finale”. “In questo momento – sostiene Zannier – risulta estremamente necessaria una forte attività di informazione sulla produzione di alta qualità realizzata con le risorse ittiche che vantiamo in regione, al fine di valorizzare il comparto ma anche per sensibilizzare i cittadini del Friuli Venezia Giulia a privilegiare il consumo di prodotti provenienti dalla nostra realtà”.

Stefano Zannier


Il Gruppo di azione costiera, presieduto da Antonio Paoletti, è costituito – come informa una nota Arc – sottoforma di Ats da undici soggetti pubblici e privati, i quali hanno formalizzato un partenariato per l’attuazione di misure di sviluppo sostenibile per le zone di pesca e acquacoltura. Ne fanno parte i Comuni di Duino Aurisina, Grado e Marano Lagunare, le associazioni di categoria e sindacali del settore ittico e Aries Scarl-Camera di commercio Venezia Giulia con il ruolo di capofila.

Il “boreto a la graisana”.


Il finanziamento fa seguito ad una serie di approfondimenti, nel corso dei quali sono state messe a fuoco le difficoltà del settore e individuate alcune delle iniziative da mettere in campo. Una di queste è il piano “Fish Very Good” il quale ha a che fare con un progetto di promozione e divulgazione per indirizzare i consumi verso le produzioni locali, facendo conoscere e valorizzare le diverse tipologie di pesce “nostrano” e i prodotti dell’acquacoltura, assieme alla loro stagionalità, andando oltre l’attuale orientamento dei consumatori verso quelli più conosciuti. L’intento è anche quello di promuovere i prodotti trasformati ricavati dalle risorse ittiche locali, che mantengono le caratteristiche di qualità del pescato e del prodotto degli allevamenti interni e costieri.
“Il progetto – conclude Zannier – vuole non solo accompagnare la crescita del settore ittico regionale favorendone l’ampliamento, ma anche sostenere il processo di preparazione di prodotti semilavorati all’interno del Friuli Venezia Giulia. Ciò avverrà con una serie di azioni che andranno dalla presenza alle fiere e ai saloni, alle azioni di marchio, a eventi di sensibilizzazione e campagne informative, alla individuazione di nuovi canali di vendita nonché al rafforzamento dei partner della filiera ittica regionale.

—^—

In copertina, un peschereccio nel porto di Grado e qui sopra uno scorcio della laguna.

 

Al Consorzio Agrario Fvg dopo cinque mesi Benedetti sostituito con Vendrame

di Giuseppe Longo

Ricorda i “governi balneari” della tanto vituperata Prima Repubblica il breve bis di Fabio Benedetti alla guida del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia, appena uscito da un nuovo e clamoroso cambio al vertice, un vero e proprio ribaltone come si usa dire oggi. Riunito ieri a Orgnano di Basiliano, il consiglio di amministrazione ha infatti eletto alla presidenza Gino Vendrame dopo avere revocato il mandato all’imprenditore sacilese, del quale era stato investito appena la scorsa estate. Il giovane enologo-viticoltore di Passariano, che attualmente riveste anche il ruolo di presidente della Coldiretti provinciale di Udine, prende dunque le redini del Consorzio, prima azienda dell’agricoltura regionale con i suoi 240 dipendenti, i 2.400 soci e un fatturato 2019 che ha chiuso sulla ragguardevole cifra di 120 milioni di euro. Ringraziando il consiglio per la fiducia accordatagli, il neo presidente Vendrame ha dichiarato di voler operare «per il bene del Consorzio, dei dipendenti, dei soci e del territorio del Friuli Venezia Giulia. Confido – ha aggiunto – di poterlo dimostrare da subito e mi impegno ad affrontare le decisioni che dovranno essere prese in maniera collegiale e condivisa perché voglio essere il presidente di tutti».

Fabio Benedetti


Come detto, Fabio Benedetti guidava il Consorzio Agrario Fvg da poco più di cinque mesi, vale a dire dai primi di luglio, quando era tornato al vertice della centenaria cooperativa raccogliendo il testimone da Dario Ermacora. E nell’occasione, il consiglio aveva confermato Piergiovanni Pistoni, di Confagricoltura Fvg, nel ruolo di vicepresidente. La revoca del mandato a Benedetti mette in luce un evidente malessere all’interno della compagine amministrativa che pare logico vada collegato al futuro assetto del Consorzio stesso, un problema di cui si è parlato parecchio in questi ultimi mesi.
Proprio Confagricoltura Fvg aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, tanto che l’organizzazione imprenditoriale chiedeva più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, ricordando che pure a livello di Nordest emergevano contrarietà al progetto. «È di tutta evidenza che le decisioni che devono essere prese, con estrema attenzione, hanno una grande ed evidente valenza politica e sociale vista la rilevante dimensione della cooperativa di cui si parla. Di certo, il tutto non può ridursi a una questione interna a Coldiretti», aveva detto a tale riguardo il presidente regionale Philip Thurn Valsassina.
Sulla questione era scesa in campo anche la politica Fvg, tanto da chiedersi se non ci fossero altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione, il futuro del Consorzio Agrario. «Tutta la nostra attenzione – aveva sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiede massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito. Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale. Vanno garantite infatti – ha puntualizzato l’esponente della Giunta Fedriga – tutte le condizioni affinché siano mantenuti sia i servizi resi dal Consorzio che la sua capacità di governance. Sostanzialmente, la politica regionale non intende subire una decisione senza poter proporre la propria posizione. Una politica che, anzi, ha chiesto se esistano soluzioni diverse da sottoporre agli organi direttivi del Consorzio».

La sede centrale a Orgnano.

—^—

In copertina, il nuovo presidente del Consorzio Agrario Friuli Venezia Giulia Gino Vendrame.

Quasi 5 milioni di euro dalla Regione Fvg a sostegno delle produzioni agricole

Salgono a quasi 5 milioni di euro i fondi destinati dalla Regione Fvg a favore del settore primario, relativamente agli investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli. Su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, l’esecutivo regionale ha infatti deciso di incrementare – come riferisce una nota Arc – di oltre un milione e 732 mila euro la dotazione finanziaria del bando del Piano di sviluppo rurale (Psr). “Il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – risente dell’assenza delle strutture di trasformazione dei prodotti, che per la gran parte avviene in altre realtà, dove tali impianti sono presenti da tempo. Questa lacuna – aggiunge – ha finora trasferito gli introiti derivanti dall’ultima fase della filiera agricola in altre regioni, privando inoltre gli operatori agricoli dei relativi ulteriori ricavi”.
Accanto a ciò, insiste Zannier, “occorre considerare che nel paniere dei prodotti realizzati sulla nostra terra ve ne sono alcuni caratterizzati da un elevato potenziale di penetrazione nei mercati, su quello nazionale come in quelli esteri, ma che finora non sono stati valorizzati. Pertanto – conclude l’assessore -, la Regione intende favorire lo sviluppo dei prodotti agricoli secondo le aspettative dei consumatori e le possibilità di crescita, ma anche la loro commercializzazione”.
La somma reperita dalla Amministrazione regionale per poter finanziare il maggior numero di progetti presentati sul bando “Tipologia di interventi 4.2.1 – investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo di prodotti agricoli”, è stata ricavata da economie sui bandi attinenti altre tipologie di intervento del Psr rispetto alle quali era stato presentato un numero di domande inferiore rispetto alla dotazione finanziaria disponibile. Come detto, il bando con la nuova assegnazione di fondi è ora dotato complessivamente di quasi 5 milioni di euro.

—^—

In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

 

Sostegno della Regione ai piccoli agricoltori della montagna Fvg

“Nella legge di Stabilità abbiamo inserito due misure per sostenere in particolare gli imprenditori agricoli più piccoli sia nelle procedure di acquisto di nuove attrezzature che nella creazione di filiere nelle aree montane”. I provvedimenti – come informa una nota Arc – sono stati illustrati in videoconferenza dall’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della seduta della I Commissione che ha preso in esame la manovra di bilancio, composta dal Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2021, dalla Legge collegata (ddl 116), dalla Stabilità 2021 (ddl 117) e dal Bilancio di previsione 2021-23 (ddl 118).
“Tramite il Fondo di rotazione abbiamo destinato 600mila euro per l’acquisto di macchinari e attrezzature per la produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Si tratta di una misura – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – pensata per le aziende medio piccole che normalmente fanno fatica ad accedere al Programma di sviluppo rurale (Psr) anche a causa dell’imponente mole di lavoro burocratico-amministrativo necessario per presentare le domande”.
“Il secondo provvedimento prevede, invece, finanziamenti agli imprenditori agricoli delle aree montane che decideranno di fare rete per rinnovare gli strumenti di produzione, per sostenere i costi di promozione, le spese tecniche e gli interventi di ristrutturazione e di acquisto degli immobili. Il nostro obiettivo – ha specificato Zannier – è quello di definire un modello per attività agricole che sappiano anche promuovere la vendita dei loro prodotti”. “Le imprese che sapranno lavorare insieme in modo efficace – ha detto in conclusione l’assessore all’Agricoltura – finiranno per realizzare delle filiere di prodotto che oggi sono strategiche soprattutto per le aree fragili come quelle della montagna del Friuli Venezia Giulia”.

L’assessore regionale Zannier.

—^—

In copertina, formaggi di malga tipici prodotti della montagna friulana. (Foto Claudio Rizzi)

Politica Fvg unitaria sul Consorzio Agrario: ci sono anche altre strade?

di Gi Elle

Ci sono anche altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione, il futuro del Consorzio Agrario? E’ quanto si chiede la politica Fvg che si è ritrovata concorde sul suo futuro assetto. “Sulla fusione del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia si è rivelato certamente corretto l’iter di interessare da subito il Consiglio regionale chiedendo prima la convocazione della II Commissione e poi la discussione di una mozione in Aula per poter esprimere una posizione unitaria e trasversale da parte della politica”, ha detto infatti l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiede massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola.
“Tutta la nostra attenzione – ha sottolineato Zannier, come informa una nota Arc – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito”. “Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale. Vanno garantite infatti – ha puntualizzato l’esponente della Giunta Fedriga – tutte le condizioni affinché siano mantenuti sia i servizi resi dal Consorzio che la sua capacità di governance”.
“Sostanzialmente la politica regionale non intende subire una decisione senza poter proporre la propria posizione. Una politica che, anzi – ha precisato in conclusione l’assessore Zannier -, ha chiesto se esistano soluzioni diverse da sottoporre agli organi direttivi del Consorzio”.

L’assessore Stefano Zannier.

—^—

In copertina, la sede del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia.

Confagricoltura Fvg: dalla Coldiretti nessun invito sul Consorzio Agrario

di Gi Elle

Si sta alzando la temperatura sulla delicata questione del futuro assetto del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia, sulla quale ci siamo soffermati anche ieri riferendo della preoccupazione della Regione Fvg e in particolare dell’assessore delle Risorse agricole, Stefano Zannier. Oggi a scendere nuovamente in campo è Confagricoltura, la quale, attraverso una nota del presidente regionale Philip Thurn Valsassina, precisa che i consiglieri espressi dalla organizzazione imprenditoriale«non hanno ricevuto alcun invito a partecipare a incontri organizzati da Coldiretti per il giorno 20 novembre, a Udine, sul futuro del Consorzio Agrario del Fvg, come riportato da alcuni organi di stampa».
E la nota diramata a proposito del vertice odierno prosegue: «Lo stesso era successo negli incontri “di convincimento” che Coldiretti ha organizzato a Treviso. Si tenga conto che la nostra organizzazione esprime tre consiglieri di amministrazione, compreso il vicepresidente del Consorzio Agrario Fvg. A questo punto è lecito chiedersi se neppure la direzione sia stata invitata. Quello che sta accadendo attorno alla vicenda Cai – sottolinea Thurn Valsassina – è paradossale. Non è accettabile che i contenuti del progetto di aggregazione vengano presentati, a esempio, prima ai segretari di zona della Coldiretti che agli organi deputati a discutere e deliberare: il Consiglio di amministrazione della cooperativa e l’Assemblea dei soci. Questo la dice lunga sugli interessi in gioco, riducendo la questione a una semplice e inaccettabile diatriba interna alla Coldiretti».

L’assessore Stefano Zannier.


Come ricordavamo ancora ieri, Confagricoltura Fvg, già nelle scorse settimane, aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che appunto interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, considerato che pure a livello di Nordest si esprime contrarietà al progetto, per cui per l’organizzazione guidata da Thurn Valsassina ulteriori approfondimenti sono indispensabili. Mentre, per quanto riguarda la Regione, il presidente e il direttore del Consorzio Agrario, Fabio Benedetti ed Elsa Bigai, sono stati ascoltati dalla II Commissione permanente del Consiglio regionale, e dallo stesso assessore Zannier, rispondendo ai consiglieri con le poche informazioni a oggi disponibili. E in questa occasione era stata richiesta l’audizione degli stessi rappresentanti di Coldiretti e Confagricoltura Fvg appunto per capire meglio come potrebbe delinearsi il prossimo futuro della strategica cooperativa agricola.

Il presidente Fabio Benedetti.

—^—

In copertina, il leader di Confagricoltura Fvg Philip Thurn Valsassina.

L’ipotesi di fusione dei Consorzi agrari sotto la lente della Regione Fvg

di Gi Elle

Futuro del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia sotto la lente d’ingrandimento della Regione Fvg. L’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha infatti partecipato in videoconferenza all’audizione convocata dalla II Commissione permanente del Consiglio regionale per esaminare le ipotesi e le tematiche conseguenti alle notizie diffuse in questi giorni – e di cui anche questo sito si è occupato, in particolar modo riguardo alla posizione preoccupata di Confagricoltura Fvg – sulla possibile fusione del Consorzio agrario della nostra regione all’interno di una realtà nazionale.
L’audizione – come informa una nota Arc – era stata proposta dallo stesso Zannier nella seduta consiliare di ottobre, in risposta a una interrogazione sul medesimo tema. A tale riguardo, l’assessore sostiene come sia “indispensabile, su una partita di tale portata, che l’intera assise consiliare sia a conoscenza dell’evolversi della situazione, per poter assumere una determinazione che sia la più ampia possibile, in rappresentanza dell’interesse dell’intera comunità agricola del Friuli Venezia Giulia, pur non avendo l’Amministrazione regionale una diretta capacità d’intervento in via amministrativa o di controllo“.

Fabio Benedetti


Il presidente e il direttore del Consorzio agrario – Fabio Benedetti ed Elsa Bigai -, ascoltati dalla Commissione, hanno risposto alle richieste dei consiglieri mettendoli al corrente delle poche informazioni a oggi disponibili. Nei loro interventi hanno lasciato comunque trasparire la necessità di ottenere a loro volta maggiori dettagli, in quanto nella condizione attuale non è possibile assumere impegni rispetto a una progettualità così importante. Pur nella posizione espressa da più parti di una non contrarietà a prescindere a valutare progetti industriali, è emersa chiaramente la preoccupazione di non poter disperdere definitivamente un patrimonio storico e così centrale rispetto al comparto agricolo della regione Friuli Venezia Giulia. Pertanto, al fine di seguire l’evolversi della vicenda, è stata richiesta l’audizione di Coldiretti e Confagricoltura in quanto rappresentanti dei consorziati, di fatto i proprietari dell’importante realtà. Volendo comunque assumere una determinazione trasversale tra le forze politiche che possa rendere evidente la posizione del Friuli Venezia Giulia rispetto alla questione della possibile fusione, l’assessore Zannier ha infine proposto di portare all’attenzione del Consiglio regionale, in via d’urgenza nella seduta della prossima settimana, una mozione condivisa da tutte le forze politiche.
In particolare per quanto riguarda Confagricoltura Fvg, avevano riferito che l’organizzazione imprenditoriale ha molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che appunto interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, considerato che pure a livello di Nordest si esprime contrarietà al progetto, per cui ulteriori approfondimenti appaiono fin d’ora indispensabili. «Val la pena evidenziare – aveva infatti osservato il presidente regionale Philip Thurn Valsassina – che il Cda del Consorzio Agrario del Nordest (di Verona, capofila del progetto), presieduto da Ettore Prandini, presidente di Coldiretti nazionale e convinto promotore dell’operazione della quale tanto si parla, a oggi, ha detto no a questa ipotesi di aggregazione».

Philip Thurn Valsassina

—^—

In copertina, l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier.

 

Montagna, online criteri e moduli per gli aiuti alle giovani imprese

“Il contenimento della crisi economica ed il sostegno alle imprese sono vitali, dato che appare purtroppo ancora lontano il superamento dell’emergenza epidemiologica. In questo contesto, la Regione ha quindi ampliato l’operatività del Programma anticrisi Covid-19 a favore del comparto agroalimentare”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier, evidenziando che “sul sito istituzionale dell’Amministrazione regionale sono pubblicati i criteri, le modalità, la modulistica ed ogni altra indicazione utile alle imprese per richiedere aiuti, in base alla norma varata ad hoc dal Consiglio regionale lo scorso agosto, per realizzare progetti di investimento aziendale tramite una innovativa modalità di agevolazione che prevede l’erogazione, da parte del Fondo di rotazione in agricoltura, di finanziamenti per i quali la Regione può rinunciare, ad investimenti conclusi, a parte del rientro delle quote di ammortamento”.
Il meccanismo delle agevolazioni – informa una nota Arc – prevede che, in luogo di contributi già concedibili ai sensi di determinate leggi regionali, l’impresa possa optare per l’erogazione di un finanziamento agevolato godendo poi, al momento della sua restituzione, di uno “sconto” per un importo pari ai contributi stessi. “In pratica, se per l’investimento aziendale l’impresa ha la possibilità di richiedere una contribuzione pari al 40% della spesa sostenuta, nell’ambito del Programma anticrisi può scegliere di realizzare l’investimento ricorrendo ad un finanziamento agevolato a tasso zero per l’intero importo, del quale restituirà al Fondo il 60%, in un periodo massimo di 15 anni. Inoltre, va evidenziato che aderendo a questa iniziativa della Regione tutti i richiedenti otterranno il finanziamento del loro investimento garantendo, di fatto, la concessione del contributo”.
In base alla normativa, è la Giunta regionale a determinare le tipologie di investimenti alle quali applicare, in prima battuta, le nuove opportunità offerte dal Programma anticrisi, quindi l’Esecutivo Fvg ha scelto di individuare gli investimenti già oggetto di contribuzione attraverso la legge regionale 24/2019, con la quale è stata promossa la razionale utilizzazione dei territori montani e lo sviluppo di attività economiche in ambito agricolo e forestale.
“L’obiettivo è favorire la residenzialità dei giovani evitando l’abbandono e il conseguente dissesto idrogeologico delle aree montane e a questo scopo sono impiegate modalità e intensità di aiuti eccezionali che hanno riscosso un notevole consenso da parte delle imprese: sono infatti oltre 160 i progetti sin qui presentati in Regione – ha concluso Zannier -. Un centinaio di questi sarà nelle prossime settimane finanziato con la contribuzione ricorrendo alle disponibilità stanziate dal bilancio regionale. Per gli altri progetti è già possibile usufruire della nuova modalità di agevolazione tramite il Fondo di rotazione”.

—^—

In copertina, scorcio della montagna carnica in un’immagine da Wikipedia.

In Fvg quasi 4 milioni per far fronte ai danni della cimice asiatica

Ci sono quasi 4 milioni di euro a disposizione degli agricoltori del Friuli Venezia Giulia per far fronte ai gravi danni subiti a causa della enorme diffusione, in certe zone, della ormai tristemente famosa cimice asiatica. Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, il quale ha evidenziato che si tratta del risultato dell’intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni per la distribuzione nei territori italiani interessati dal fenomeno della somma complessiva di 110 milioni di euro, destinata proprio agli indennizzi agli agricoltori. In Fvg sono state presentate 100 domande per l’accesso ai benefici a ristoro dei danni causati della diffusione dell’insetto infestante (Halyomorpha halys).

Stefano Zannier

La somma complessiva di 110 milioni di euro – come si legge in una nota Arc – verrà prelevata dal Fondo di solidarietà nazionale e sarà ripartita tra Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Dei 3,68 milioni di euro effettivamente destinati alla nostra regione, 2,34 milioni potranno essere utilizzati nel 2020, 670mila euro nel 2021 e altrettanti nel 2022. Dopo la sigla dell’intesa tra il Governo e la Conferenza delle Regioni e il relativo riparto, il provvedimento dovrà ora essere approvato dal Consiglio dei ministri. Successivamente, lo stanziamento sarà a disposizione della Regione Fvg per l’assegnazione a coloro che hanno presentato richiesta di indennizzo.
L’assessore Zannier ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto a favore delle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia che hanno patito gravi danni a causa della temutissima cimice. “Si tratta di un ristoro che era atteso da tempo dal nostro mondo rurale – ha aggiunto l’assessore -. Anche per questo, non appena il provvedimento avrà concluso il suo breve iter, la Regione applicherà procedure di pagamento rapidissime, con le quali poter andare incontro alle attese degli agricoltori rispetto alle richieste presentate, a fronte dei gravi danni arrecati dal fenomeno infestante.

—^—

In copertina, esemplare di cimice asiatica: ai produttori presto gli indennizzi per i gravi danni subiti.