A San Vito al Tagliamento oggi al via una giornata tutta dedicata alla vite e al vino

Una giornata tutta dedicata al mondo della vite e del vino oggi a San Vito al Tagliamento. Stamane sarà, infatti, ufficialmente consegnata all’Amministrazione comunale la bandiera dell’Associazione nazionale Città del Vino: un passaggio che segue l’adesione avvenuta nelle scorse settimane e che ha fatto diventare San Vito il 38° membro a livello regionale del sodalizio che riunisce le cittadine vocate al vino, promuovendole non solo a livello produttivo ma anche turistico. Nell’occasione il Coordinamento delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia, assieme al Comune, proporrà il convegno “Fvg: Terra di vigne e calici attraverso le Città del Vino” in cui sarà presentato anche il volume “Viaggio nell’Italia del Vino” con i dati aggiornati dell’Osservatorio nazionale dell’enoturismo che saranno commentati dal coautore della ricerca senatore Dario Stefàno e dal docente dell’Università di Udine Luca Iseppi.

La bandiera delle Città del Vino.

Appuntamento, dunque, al Castello di San Vito al Tagliamento alle 9.45. Nell’occasione si terrà pure la presentazione dell’evento enoturistico dedicato alla Ribolla gialla che si terrà in città nella prossima primavera in collaborazione con la Regione Fvg (rappresentata dall’assessore Stefano Zannier) attraverso PromoturismoFvg. Partner della giornata anche l’Associazione nazionale Le Donne del Vino (presente la delegata regionale Maria Cristina Cigolotti), mentre l’evento è inserito nel programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022.
Contestualmente, in una giornata tutta dedicata al vino del territorio, si terrà nel vicino Palazzo Altan l’anteprima (con degustazione guidata di Ribolla gialla e assaggi dei prodotti gastronomici di aziende locali) di Pordenone ArtAndFood, festival culinario in programma il weekend successivo nel capoluogo (un progetto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine e Concentro e Comune di Pordenone in collaborazione con il Consorzio delle Doc-Fvg).

Questo il programma completo della giornata odierna. Nel Castello di via Marconi 13 convegno “Fvg: Terra di Vigne e Calici attraverso le Città del Vino”. Alle 9.45 saluto delle autorità con Alberto Bernava, sindaco di San Vito al Tagliamento, Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, e Maria Cristina Cigolotti, delegata Fvg dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino. A seguire interventi di Dario Stefàno senatore della Repubblica Italiana e coautore di “Viaggio nell’Italia del Vino” e Luca Iseppi economista agrario e docente dell’Università di Udine. Alle 11.15 cerimonia di consegna della bandiera delle Città del Vino all’Amministrazione comunale e a seguire presentazione dell’evento enoturistico dedicato alla Ribolla gialla che si terrà a San Vito nella primavera 2023. Interverranno Andrea Bruscia, assessore comunale alla vitalità, e Stefano Zannier, assessore regionale del Friuli Venezia Giulia alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna. Al termine brindisi con vini del territorio.

Il programma.

I soggetti aderenti alle Città del Vino in regione sono 38 tra Comuni e Pro Loco. I Comuni sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

Piazza del Popolo.

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In copertina, il senatore Dario Stefàno ricevuto ieri nel palazzo municipale.

“La Politica agricola comune limita la capacità decisionale delle Regioni”

«La nuova architettura della Politica agricola comune (Pac) di fatto limita pesantemente la capacità decisionale delle Regioni, le quali si trovano a dover adottare su scala locale quanto già deciso ai livelli superiori rendendo di fatto difficoltosa l’applicazione di alcune misure. A ciò si aggiunge la complessa gestione finanziaria delle risorse dovuta alla possibilità di utilizzarle in un arco temporale ridotto rispetto al passato». Su questi argomenti si è soffermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo ai lavori della II Commissione. L’assise è stata convocata per approvare il documento denominato “Le priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia al 2030 e gli interventi di sviluppo rurale per la Politica agricola comune (Pac) 2023-2027″.
Nel delineare la nuova architettura del programma, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in risalto alcune problematiche strettamente operative che di fatto rischiano di mettere in difficoltà i beneficiari. «La nuova Pac – ha detto Zannier – è innanzitutto nata da un difficile confronto europeo conclusosi con anni di ritardo rispetto alla sua tempistica ordinaria. Inoltre, è il frutto di un compromesso che dà origine a qualcosa che è profondamente diverso sia negli obiettivi che nelle modalità di attuazione rispetto alla programmazione precedente. Se, infatti, fino ad oggi il sistema aveva una forte vocazione regionale, adesso invece la cornice unica è quella costituita dal piano strategico nazionale; questo diverso modo di operare ha creato grosse difficoltà dovendo mettere a sistema le necessità delle Regioni ognuna con proprie specificità in un quadro definito dallo Stato nel rispetto dei vincoli posti dall’Europa” Ciò comporta la limitata capacità di decisione delle regioni sull’utilizzo dei fondi. Il piano strategico nazionale – ha evidenziato Zannier – prevede una serie di interventi predeterminati che poi possono essere solo scelti dalle Regioni e non definiti assieme a loro. Ciò che c’è scritto all’interno dell’intervento è già predeterminato a livello statale e non può essere quindi in alcun modo negoziato, portando in alcuni casi a non poterlo applicare nella realtà locale pur essendo di per se interessante guardando solo il titolo della misura».
Ultimo aspetto messo in evidenza dall’assessore nel suo intervento è stato quello riguardante la riduzione temporale della Pac, che passa dal naturale settennato al nuovo quinquennio. «Anche questa innovazione – ha spiegato il titolare dell’Agricoltura Fvg – crea non pochi problemi sulla gestione finanziaria delle risorse. Alcune misure, in particolar modo quelle strutturali, nascono con un budget spalmato su 5 annualità con volumi di risorse disponibili inferiori rispetto a quelle previste sul settennato, pur essendo queste le azioni più richieste in assoluto. Ciò comporta di conseguenza un numero inferiore di beneficiari che potranno accedere ai vantaggi della programmazione».

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari Fvg Stefano Zannier.

Le patate friulane saranno valorizzate dall’Indicazione geografica protetta

«Sono fiducioso nel buon esito del percorso per l’ottenimento del marchio europeo di Indicazione geografica protetta (Igp) per la patata friulana; una strada sostenuta dall’Amministrazione regionale che potrà contribuire a valorizzare la produzione pataticola locale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a chiusura del convegno “Forma è sostanza, le moderne tecniche di marketing” che si è tenuto nell’auditorium di Zoppola. L’evento ha fornito anche l’occasione per presentare il restyling del marchio aziendale della cooperativa Copropa, premessa per l’avvio di una nuova strategia commerciale e d’immagine, e per premiare i campioni di tuberi esposti nella Sagra delle patate di Ovoledo. Quest’anno i campioni in mostra sono stati circa una sessantina, tutti di provenienza regionale, e 19 le varietà.
Nel suo intervento, Zannier ha focalizzato l’attenzione sull’importanza delle filiere agroalimentari: «In regione le filiere ci sono anche se, a volte, incomplete e si traducono in produzione e trasformazione, ma è necessaria anche la parte distributiva. Una filiera funziona quando è completa nelle sue diverse componenti, questo significa anche garantire una sostenibilità economica; il confronto con tutti gli attori offre maggiori opportunità per trovare i corretti equilibri dando soddisfazioni a tutte le parti della catena».

L’assessore regionale Stefano Zannier con Piervito Quattrin presidente di Copropa e l’esperto di marketing Alberto Abate.

Il collegamento produttore-distributore, per Zannier, ha un’efficacia anche in termini di marketing che può essere pensato in maniera unitaria. «In questo modo è possibile dare valore a tutti gli elementi della filiera all’interno, però, di un’area geografica limitata in cui la mia comunicazione risulti efficace», ha precisato l’assessore regionale che ha voluto poi fare un richiamo alla produzione del Friuli Venezia Giulia.
«La nostra produzione agricola – ha indicato Zannier – non ha una dimensione tale da poter competere su un mercato in cui sono presenti grandi volumi, ma può trovare opportunità su un mercato diverso che oggi ha canali aperti all’interno di una logica di produzioni locali gestite in base al venduto per dare impulso al territorio come è emerso nel convegno. Un mercato che presenta volumi potenziali interessanti».
Una riflessione più generale ha riguardato, poi, la riconversione della produzione agricola. «In Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto l’assessore regionale – riscontriamo la carenza di alcune produzioni locali nonostante la richiesta del territorio non manchi; pensiamo all’ortofrutta che, ad eccezione di alcune tipologie, non riesce a soddisfare il fabbisogno della regione». Su questo aspetto, Zannier ha collegato il tema delle riconversioni produttive che «possono rappresentare un’alternativa di mercato per i produttori e una sfida per tutto il sistema. Per compiere quel passo serve, però, un soggetto che aggreghi le produzioni e le renda disponibili nei tempi e nelle quantità utili alla distribuzione per garantirle poi al cliente».
L’esponente della Giunta Fedriga ha voluto anche esprimere un apprezzamento a Copropa. «La cooperativa ha saputo evolversi anche, ma non solo, dal punto di vista agronomico; siamo all’ultimo miglio da percorrere insieme per fare quel salto di qualità per collocare sul mercato un prodotto che ha tutte le caratteristiche di qualità e riconoscibilità per essere largamente apprezzato dal consumatore».
L’incontro, organizzato in collaborazione con Ersa, ha visto dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesca Papais, di Piervito Quattrin, presidente di Copropa, e di Renato Danielis, dell’Ersa, anche l’illustrazione delle moderne tecniche per trasmettere attraverso un marchio i valori e la qualità del prodotto da parte dell’esperto di marketing Alberto Abate. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Rossano Cattivello, sono intervenuti alcuni dei rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo agricolo ed esperti del comparto.

Un momento della premazione dei produttori.

Con Assoenologi la “radiografia” di una vendemmia in Fvg del tutto inedita

di Giuseppe Longo

Purtroppo anche con danni, alla fine la tanto sospirata pioggia è arrivata, seppure non sufficiente a spegnere la lunga sete delle nostre campagne. Per cui, anche dal punto di vista vitivinicolo, quella che stiamo vivendo resterà sicuramente un’annata da ricordare.  Sotto molti aspetti, in senso negativo. La lunghissima siccità – che, per quanto riguarda la sua durata, almeno in Friuli Venezia Giulia a memoria non ha stagioni simili – ha infatti pesantemente colpito i vigneti, ormai prossimi alla vendemmia per certe varietà più precoci – o addirittura anche già avviata, come è avvenuto oggi con il Pinot grigio dei soci della Cantina di Casarsa – e  per le basi spumanti, tra le quali ormai domina il Prosecco, influendo sulla quantità che risulterà sensibilmente decurtata – si stima un 10-15 per cento in meno -, mentre la qualità dovrebbe essere garantita sebbene certe criticità siano evidenti come la bassa acidità contenuta in acini piccoli e dalla buccia ispessita. Le piogge annunciate anche per le prossime ore – auspicabilmente tranquille, senza altri danni – potrebbero però ancora fare la differenza, soprattutto in quei terreni sprovvisti di alcun sistema irriguo. E poi c’è il problema, sempre più preoccupante, della flavescenza dorata che sta falcidiando i vigneti, con danni spesso irreversibili.

L’intervento di Cotarella e di due relatori.

Una “radiografia” certamente problematica quella emersa dall’affollato incontro prevendemmiale che Assoenologi Fvg – presente anche il leader nazionale Riccardo Cotarella – ha tenuto ieri ai Vivai Cooperativi di Rauscedo, ma che può essere affrontato con risposte efficaci proprio attraverso la competenza dei tecnici della vite e del vino, come ha sottolineato in un puntuale e interessante messaggio audio l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, trattenuto da improrogabili impegni. Di tutto rispetto i relatori che hanno sviluppato la importante tematica stagionale, dopo i saluti del presidente Matteo Lovo, al suo esordio nel tradizionale vertice tecnico-scientifico-economico, dopo avere ricevuto il testimone da Rodolfo Rizzi. «Più che la mancanza d’uva, perché i grappoli ci sono, a pesare negativamente – ha osservato – saranno le basse rese in mosto, specialmente su Collio, Colli orientali del Friuli e Carso dove l’irrigazione non esiste». E ha aggiunto: «Per fortuna in questi ultimi giorni, dopo la interminabile siccità, c’è stata una escursione termica rivelatasi benefica per l’accrescimento di aromi e profumi, visto che in questi mesi, soprattutto nelle zone non irrigate, le viti non hanno avuto uno sviluppo regolare».
Mentre Eugenio Sartori, direttore generale Vcr, ha fatto gli onori di casa, il presidente Cotarella ha tra l’altro osservato che «nessuno di noi ha la preparazione per gestire una vendemmia particolare come questa, che ci ha colti tutti di sorpresa. Ma – ha continuato – la passione e l’umiltà dell’enologo per capire, vigna per vigna, cosa è accaduto in questa estate insolita, consentiranno certamente di individuare il da farsi, gestendo al meglio le operazioni vendemmiali con sensibilità e dedizione».

Calzavara, Cotarella, Fabbro e Rizzi.


Quindi, Sandro Bressan, dell’Ersa Fvg, ha parlato delle patologie della vite e in particolare di flavescenza dorata, della sua incidenza e dei possibili rimedi, mentre Valentina Gallina, Osmer Fvg, si è soffermata sul quanto mai anomalo Andamento meteo della stagione 2022, caratterizzato appunto da una siccità che si protrae da fine inverno, facendo altresì riferimento alle complicazioni causate dal repentino cambiamento climatico. Paolo Sivilotti, Università di Udine, in collaborazione con Francesco Degano, Consorzio delle Doc Fvg, si è poi soffermato sugli aspetti fitosanitari della vite e sulle curve di maturazione dei grappoli, con interessanti indicazioni varietali. Michele Bertolami, del Ceviq, ha poi disquisito sul nuovo piano dei controlli, cedendo il microfono a Franco Battistutta, Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo friulano,  il quale ha fornito alcune considerazioni sulla lavorazione dei mosti in cantina, tenendo conto delle conseguenze provocate appunto dall’anomalo andamento meteorologico. Infatti, la prolungata carenza idrica ha causato uno stress sulle piante che ha influito notevolmente su ph ed equilibrio acidico, con non trascurabili ricadute tecnologiche e sensoriali, che si rifletteranno anche sulla longevità dei vini. L’esperto ha pertanto sottolineato l’importanza del nutrimento e della regolarità fermentativa, ma anche del contenimento dei difetti da riduzione. «Attenzione a non generalizzare – ha osservato -, le ultime piogge, anche locali, possono cambiare drasticamente il quadro acidico». E poi ha anche messo in guardia: «Non perdere di vista le diverse maturità, il raggiungimento degli obiettivi rispetto a zuccheri e acidità non significa avere uva matura».

Stefano Trinco

Adriano Gigante

Infine, gli interventi di Stefano Trinco, neo presidente della Doc Friuli, e di Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Friuli Venezia Giulia, che hanno proposto interessanti riflessioni sullo stato di salute del Vigneto Fvg e sulla situazione economica in questa importante fase che ci vede finalmente, almeno pare, all’uscita dalla crisi pandemica che tanto ha influito anche sul settore vitivinicolo, raccordandosi pure sulle considerazioni di carattere generale che aveva fatto Riccardo Cotarella all’apertura dei lavori.
Molto interessante, dicevamo il messaggio dell’assessore Zannier, il quale ha esordito riferendosi proprio alle difficoltà estreme causate dalla gravissima siccità, appunto senza precedenti, e che non ha risparmiato il settore vitivinicolo, soprattutto dove non c’è la possibilità di irrigare, per cui la Regione Fvg è impegnata a sostenere tutte quelle iniziative atte almeno ad attenuare un problema sempre più evidente, innescato dai citati mutamenti atmosferici: interessante, al riguardo, l’invaso collinare realizzato recentemente a Prepotto a beneficio delle vigne di Albana. L’esponente della Giunta Fedriga ha fatto quindi riferimento alle caratteristiche quali-quantitative di questa particolarissima annata e a una vendemmia che richiederà tutta la preparazione degli enologi per essere affrontata in modo efficace. E poi la vera e propria «esplosione della flavescenza dorata», un fenomeno ancora tutto da capire ma con contorni preoccupanti sotto gli occhi di tutti, tanto che le viti colpite «vanno messe quanto prima fuori ciclo» al fine di non compromettere anche quelle sane. Zannier ha riferito, al riguardo, che è allo studio con la Regione Veneto un efficace metodo di lotta.
Insomma, più ombre che luci, purtroppo, in quest’annata tutta eccezionale per le nostre latitudini, a cavallo del 46° parallelo. Non eravamo abituati a questi prolungati stress idrici che hanno richiesto attenzioni speciali per il vigneto, e che le richiederanno anche in cantina. La competenza e la passione dei nostri enologi sapranno, però, anche stavolta metterci la classica “pezza”. Per cui anche quest’anno, nonostante tutto, la riconosciuta qualità dei nostri vini sarà salvaguardata. Come dire che il Vigneto Fvg, con i suoi produttori e tecnici, saprà vincere anche questa inedita sfida.

Infine una bella foto-ricordo.

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In copertina, Matteo Lovo con il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella ieri pomeriggio ai Vivai di Rauscedo.

(Foto Claudio Fabbro)

 

Come sarà l’imminente vendemmia? Arriva la risposta di Assoenologi Fvg

(g.l.) Come sarà la ormai imminente vendemmia nel Vigneto Fvg? Come si presenta lo stato sanitario delle viti e dei grappoli? Qual è l’incidenza della temutissima Flavescenza dorata? Quali saranno le caratteristiche quali-quantitative in un questo anno tutto particolare, caratterizzato da una perdurante siccità fra le più gravi che si ricordino? Quali sono le indicazioni che provengono dal mercato ora che l’emergenza pandemica è finalmente rientrata? Tutte domande che avranno adeguata risposta nel tradizionale incontro prevendemmiale di Assoenologi Fvg che il presidente Matteo Lovo – il quale da pochi mesi ha ricevuto il testimone da Rodolfo Rizzi – ha convocato per mercoledì prossimo, 17 agosto. Il convegno si terrà quest’anno in provincia di Pordenone, esattamente nella nuova sede del Centro di ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo, in via Ruggero Forti, Comune di San Giorgio della Richinvelda, con inizio alle 17.30.

Matteo Lovo leader Assoenologi Fvg.


L’incontro prevendemmiale – che per il presidente Lovo «rappresenta il momento di maggior importanza tecnica, mediatica e di aggregazione per la nostra associazione» – vedrà la successione di numerosi interventi che metteranno a fuoco le varie problematiche. Così dopo i saluti e l’introduzione ai lavori dello stesso Matteo Lovo, parleranno: Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi; Eugenio Sartori, direttore generale Vcr; Sandro Bressan, dell’Ersa Fvg, Flavescenza dorata; Valentina Gallina, Osmer Fvg, Andamento meteo della stagione 2022; Paolo Sivilotti, Università degli studi di Udine, in collaborazione con Francesco Degano, Consorzio delle Doc Fvg, Aspetti fitosanitari e curve di maturazione; Franco Battistutta, Uniud, Aspetti e considerazioni enologiche sulla lavorazione in cantina; Michele Bertolami, Ceviq, Nuovo piano dei controlli.
Infine, sono annunciati gli interventi di Stefano Trinco, neo presidente della Doc Friuli, e di Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Friuli Venezia Giulia, mentre le conclusioni saranno tratte da Stefano Zannier, assessore all’agricoltura della Regione Fvg.
Il presidente Matteo Lovo auspica «una numerosa e nutrita partecipazione» – l’invito oltre che ai tecnici associati è rivolto alle aziende produttrici e alle associazioni di categoria -, ma questa dovrebbe essere scontata a giudicare dagli affollati parterre che hanno caratterizzato i vertici prevendemmiali convocati da Rodolfo Rizzi durante la sua lunga permanenza alla guida di Assoenologi Fvg. Si tratta, infatti, del “verdetto ufficiale”, oltre che molto atteso, sulla nuova racccolta delle uve.

 

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In copertina, grappoli d Pinot grigio e qui sopra di Sauvignon: questa sono tra le prime varietà a essere raccolte in Fvg.

Viticoltura, ci sono 100 mila euro per combattere la Flavescenza dorata

Non solo la prolungata siccità, accompagnata da temperature eccezionali per le nostre latitudini, anche una grave fitopatia sta minacciando il Vigneto Fvg, tanto la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha disposto lo stanziamento di ulteriori 40mila euro per aumentare il numero di tecnici che svolgono attività di divulgazione, formazione, informazione ed assistenza tecnica relativamente al riconoscimento e al contenimento della Flavescenza dorata.
Come informa una nota Arc, si tratta di una fitopatia collegata a organismi di quarantena che, da qualche tempo, sta rappresentando un problema gravissimo e preoccupante per la viticoltura regionale. A causa di questa malattia, i grappoli posso presentare diversi sintomi, tra cui disseccamenti parziali o totali del rachide oppure un appassimento e cascola degli acini al momento della maturazione, provocando di conseguenza ingenti danni economici per il settore vinicolo.
Per effetto di queesta delibera, sale dunque a 100 mila euro il totale dei fondi che la Regione Fvg ha riservato per contrastare la Flavescenza dorata, così come le altre fitopatie collegate a organismi di quarantena. I primi 60mila euro erano stati stanziati con la “Programmazione del sistema integrato dei servizi di sviluppo agricolo e rurale per il periodo 2022-2024”, approvata con una delibera della Giunta regionale dello scorso mese di marzo. Tra le attività avviate in questi mesi, il Consorzio delle Doc Fvg – beneficiario del Sissar (Sistema Integrato dei Servizi di Sviluppo Agricolo e Rurale) – ha incaricato alcuni tecnici di visitare capillarmente i vigneti della regione per insegnare al personale addetto a riconoscere la fitopatia e ad adottare le opportune misure per il contenimento della stessa.

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In copertina e all’interno viti colpite dalla Flavescenza dorata grave fitopatia che minaccia anche i raccolti.

 

Agriflash.FVG

NanoValbruna, su il sipario Al via oggi, 18 luglio, a Valbruna il Festival Green del Friuli Venezia Giulia, NanoValbruna, che riunisce fino a sabato 23 luglio nella piccola comunità friulana scienziati, imprenditori, docenti, artisti, professionisti del settore con una folta partecipazione di giovani per parlare di ambiente, tutela degli ecosistemi, sostenibilità e green economy: una manifestazione di respiro internazionale – realizzato grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia con il sostegno di Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, Gruppo Luci e Biofarma e con la partecipazione dell’ Università degli Studi di Udine e con la media partnership della Rai – curata da Annalisa Chirico e Francesco Chirico e dai giovani della neonata associazione ReGeneration Hub Friuli in collaborazione con l’Accademia di Gagliato Globale. La direzione scientifica di questa edizione del festival – che offre un concreto confronto scientifico ad alto livello per innescare progetti di rigenerazione sostenibile del territorio- è affidata al ricercatore di origini friulane Enrico Di Minin, docente all’Università di Helsinki, scienziato della conservazione noto per i suoi studi sulle interazioni tra biosfera, società ed economia in rapporto alla sostenibilità ambientale. Nanovalbruna 2022 propone un’intensa settimana di attività tra panel scientifici e artistico-divulgativi, appuntamenti con esperti di politiche giovanilie di processi produttivi sostenibili, dove spiccano i “Meeting with”, incontri one-to-one tra scienziati, imprenditori, ricercatori, manager e i giovani presenti al festival. Da segnalare, tra le altre la presenza dell’accademico bioingegnere e ricercatore italiano Mauro Ferrari, del CEO della start up biomedicale GreenBone Ortho Lorenzo Pradella, del manager e fisico Roberto Della Marina, dei professori e ricercatori Antonio Massarutto, Stefano Filacorda, Paolo Pescarmona, Maila Danielis,Francesca Milocco, solo per citarne alcuni.

Le Dolomiti Friulane La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione per la partecipazione per l’anno 2022 alle attività di promozione delle Dolomiti Friulane nell’area pordenonese ed inserite nella manifestazione Dolomiti Days. “La Regione, attraverso il servizio biodiversità che coordina le attività in materia di Dolomiti Unesco – ha riferito Zannier – ha già in atto un accordo di collaborazione con la Comunità di montagna della Carnia per la promozione delle Dolomiti Friulane nell’area udinese pertanto è stato ritenuto opportuno contattare la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio, per proseguire anche nel 2022 nell’area pordenonese il percorso di collaborazione che sancisce la partecipazione dei due Enti alle attività promozionali”. Con l’accordo, infatti, le parti disciplinano la collaborazione in merito alla promozione delle Dolomiti Friulane, nonché la conservazione, la comunicazione e la valorizzazione del bene Dolomiti Unesco patrimonio dell’umanità. Sono diverse le attività previste, fra cui mostre d’arte contemporanea, convegni e workshop su diversi temi, in particolare la rigenerazione di spazi abbandonati, la cultura contemporanea della montagna, i paesaggi montani e boschivi da svolgersi nelle ex scuole elementari comunali ora adibite a spazio espositivo, nell’edificio denominato “Nuovo Spazio di Casso” nel Comune di Erto e Casso. Altre attività verranno svolte anche nei Comuni pordenonesi interessati dal riconoscimento Unesco e aventi come obiettivo la conservazione, comunicazione e valorizzazione del bene Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. Per la realizzazione del progetto, è prevista una spesa complessiva di euro 30 mila corrisposti dal Servizio biodiversità alla Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio per il rimborso delle spese inerenti le attività dell’accordo.

Si assumeranno nuovi forestali – “L’auspicio è che, entro il prossimo autunno, si chiudano le procedure che ci consentano poi di assumere nuovi forestali da integrare nell’attuale organico regionale”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse forestali Stefano Zannier partecipando a Tarvisio all’annuale celebrazione dedicata a San Giovanni Gualberto, patrono delle guardie forestali d’Italia. La manifestazione, curata dall’Associazione nazionale Forestali d’Italia del Friuli Venezia Giulia (Anfor), si è svolta a prati di Oizinger in Valsaisera. Alla presenza dei sindaci di Tarvisio Renzo Zanette e Malborghetto Valbruna Boris Preschern, del comandante del Nucleo biodiversità di Tarvisio Cristiano Manni, di altri Carabinieri forestali e del presidente regionale nonché consigliere regionale dell’Anfor Marvi Poletto, l’esponente della Giunta Fedriga nel suo intervento, ha evidenziato che la procedura concorsuale al termine della quale la Regione Fvg integrerà gli organici esistenti si trova in dirittura d’arrivo. “Sappiamo molto bene che la situazione attuale – ha detto l’esponente dell’esecutivo Fedriga – sia in forte sofferenza, poiché con il numero di forestali in servizio a malapena si riesce a garantire l’ordinarietà. Entro l’autunno di quest’anno dovrebbero essere portate a termine le procedure concorsuali bloccatesi lungo l’iter per mille problemi burocratici, tra cui lo stop legato alla pandemia. Ciò ci consentirà di avere a disposizione decine di nuovi operatori in organico con i quali ristabilire la piena operatività”. Rivolgendosi poi ai volontari dell’Anfor, Zannier ha ricordato quanto sia importante il loro supporto “poiché l’arrivo di nuove leve deve essere poi accompagnato dalla loro formazione sul campo, opera questa che potrà essere garantita anche dalla nostra sezione regionale dell’associazione nazionale forestali d’Italia. Senza il loro ausilio rischieremmo di avere più forze in organico ma senza l’adeguata esperienza formativa, che è invece il vero fulcro su cui si basa l’attività“.

Sostegni a pesca e acquacoltura“La Regione sostiene con convinzione le attività della pesca e dell’acquacoltura e mette a disposizione, attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, 150mila euro a favore delle organizzazioni di produttori che intendano avviare campagne di comunicazione sulla sostenibilità dei prodotti del settore”. Lo ha annunciato l’assessore alle Risorse agroalimentari e ittiche, Stefano Zannier, al termine della seduta odierna della Giunta regionale, durante la quale è stato approvato il bando attuativo della Misura 5.68 “Misure a favore della commercializzazione” del Feamp. “Il provvedimento – ha aggiunto Zannier – mira ad accrescere la competitività della pesca e dell’acquacoltura e, nello specifico, a promuovere la qualità e il valore aggiunto delle produzioni ittiche attraverso la tracciabilità, commercializzazione e le campagne di comunicazione e promozione di tali settori”. Il bando finanzierà le iniziative approvate nella misura del 75% della previsione di spesa complessiva, che non dovrà essere inferiore a 30mila euro. Le campagne di comunicazione e promozione proposte potranno essere di carattere regionale, nazionale o transnazionale e non dovranno essere orientate verso denominazioni commerciali. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni, anche di carattere fiscale, ottenute dal beneficiario per le medesime spese. Le spese per la realizzazione degli interventi sono considerate ammissibili solo se sostenute successivamente alla data di pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione. Tutta la documentazione e la modulistica obbligatoria, una volta pubblicato il bando sul Bur, sarà disponibilein formato elettronico nella sezione dedicata al Feamp 2014-2020 del sito internet della Regione Friuli Venezia Giulia.

Contributi per i pioppi La Giunta regionale, riunitasi a Trieste, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha approvato il bando per l’accesso agli investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della reddittività delle foreste. In termini di risorse a disposizione per l’annualità 2022 sono assegnati 2.235.000 euro (di cui 963.732 del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Come ha spiegato l’assessore, il bando è finalizzato al consolidamento della produzione del legno attraverso la pioppicoltura a basso impatto ambientale – realizzata sulla base di protocolli di certificazione forestale – e prevede la concessione di un aiuto in conto capitale per le operazioni di imboschimento con cloni di pioppo, con durata del ciclo vegetativo non inferiore a otto anni. L’intervento deve ricadere su superfici regionali agricole e non agricole, ad esclusione di quelle delle aree svantaggiate. I potenziali beneficiari della misura sono tutti i soggetti pubblici o privati, anche in forma associata, che siano proprietari o titolari di diritto reale di godimento del bene. Nel caso di terreni demaniali possono accedere al bando i soggetti privati o i Comuni gestori dei terreni. Il sostegno viene erogato in forma di conto capitale secondo l’aliquota dell’80 per cento. Le domande possono essere presentate, come negli anni precedenti, entro il 31 luglio prossimo.

Come irrigare razionalmente le colture: lo spiega un open day all’Ersa di Pozzuolo

«Mettere nelle condizioni tutti gli agricoltori del Friuli Venezia Giulia di conoscere quali sono le nuove e le migliori tecnologie per irrigare in maniera intelligente ed efficiente le proprie colture, risparmiando il bene acqua, aumentando la produttività e gestendo in maniera ottimale le proprie aziende sui fronti tempo e personale». Questo l’obiettivo dell’open day che ha preso il via ieri nella sede dell’Ersa, a Pozzuolo del Friuli, dedicato all’irrigazione efficiente, una “due giorni” aperta dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, assieme ai presidenti dei tre Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia, e alla presidente del Canale emiliano romagnolo.
«Da alcuni anni Ersa lavora a questo progetto che ha finalità molto pratiche ed estremamente chiare – ha spiegato Zannier -: mostra nella sostanza come le nuove tecnologie incidano positivamente e profondamente sui risultati dell’irrigazione degli appezzamenti, seguendo crismi contemporanei, con micro irrigazione, irrigazione mirata, gestita attraverso applicazioni da telefonino, con controllo delle condizioni del terreno da coltivare tramite sonde, con comandi e monitoraggio che si possono seguire anche a distanza grazie a sistemi wi-fi portatili e alimentati da pannelli solari».

Stefano Zannier


«Nel campo prova della Braide di Ersa, a Pozzuolo del Friuli, sono state messe a dimora in maniera alternata diverse colture, come ad esempio la patata o il riso in asciutta, tutte irrigate con questi nuovi metodi d’agricoltura 4.0 – ha detto ancora Zannier -. L’open day, che si concluderà domani pomeriggio, dà la possibilità a tutti gli agricoltori della nostra regione di conoscere da vicino i nuovi sistemi di microirrigazione, le aziende che propongono la nuova tecnologia, di chiedere consigli, di essere affiancati dai tecnici di Ersa e dai consorzi per avviare e mantenere nel tempo una metodologia di irrigazione di ultima generazione, dove l’acqua viene utilizzata esclusivamente per quanto è necessario e nei momenti in cui si richiede il suo impiego».
Per gli agricoltori della nostra regione, nello spazio della Braida di Pozzuolo fino a oggi sono attivi i gazebo delle aziende che trattano le migliori tecnologie per l’irrigazione efficace a livello mondiale.
«Inutile dire quanto sia di attualità questa tematica – ha concluso Zannier -. L’incontro di oggi, con un confronto direttamente sul “campo prova” che abbiamo ufficialmente inaugurato con un taglio del nastro, è stato molto importante anche per lo scambio di idee ed esperienze da parte degli agricoltori, dei referenti dei tre consorzi e degli operatori che lavorano con le nuove tecnologie. È dal confronto e dalla voce diretta degli agricoltori, infatti, che mettono sul tavolo le loro esigenze e problematiche, che si può operare tutti insieme, in sinergia, per trovare soluzioni e migliorare così le loro condizioni di lavoro in campagna, e di conseguenza le condizioni di tutta la comunità della nostra regione».

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In copertina, un moderno impianto di irrigazione delle colture.

Prepotto, acqua per cento ettari di vigna: l’impianto irriguo ricorderà Lucio D’Atri

(g.l.) «Un’opera importante, finanziata dalla Regione, che testimonia la capacità del sistema dei Consorzi di bonifica regionale di operare nell’interesse dei coltivatori e del territorio». Lo ha detto a Prepotto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’impianto microirriguo di Brischis-Albana, intitolato alla memoria del funzionario regionale Lucio D’Atri, prematuramente scomparso nel 2020, che consentirà l’uso razionale della risorsa idrica e l’accumulo delle acque meteoriche a beneficio di oltre 100 ettari di colture di pregio della zona, come lo Schioppettino di Prepotto.

La targa dedicata a Lucio D’Atri.

Tra le autorità presenti all’evento – avvenuto nella sede dell’azienda agricola Ronc Soreli di Novacuzzo -, il sindaco Mariaclara Forti che ha espresso tutta la sua soddisfazione per la realizzazione di quest’opera altamente significativa per quanti, nella zona di Albana terra eletta per lo Schioppettino ma non solo, operano in vitivinicoltura, e il presidente del Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, Enzo Lorenzon, ente che si è fatto carico della realizzazione dell’importante impianto per l’irrigazione di soccorso dei vigneti. C’era inoltre Rodolfo Rizzi, in rappresentanza di Assoenologi Fvg, che ha espresso tutto il suo apprezzamento per l’opera consortile.
Come ha spiegato l’assessore, dopo avere ringraziato il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia proprio per aver intitolato l’opera a Lucio D’Atri, relativamente all’impianto di Brischis-Albana lo stanziamento regionale è stato di 1.760.000 euro e «come tutte le decisioni assunte in questa legislatura, anche questa – ha detto – è partita da un ragionamento di sistema e condivisa in base a un’esigenza concreta. A riprova di ciò – ha continuato Zannier – oggi abbiamo presenti i rappresentanti di tutti i Consorzi del Friuli Venezia Giulia, perché c’è una vera cultura di sistema fondata sulla lealtà e sulla fiducia declinata più nelle strette di mano che con le carte bollate».

Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto.


L’esponente della Giunta Fedriga ha poi ricordato i 18 milioni di euro recentemente deliberati a favore dei Consorzi «per realizzare nel tempo più breve possibile in tutto il territorio regionale impianti come quello appena inaugurato». Infine, l’assessore ha concluso affermando che serve spiegare all’esterno il fatto che la risorsa idrica viene utilizzata in campo agricolo per produrre un bene primario essenziale e non per fare del business o del profitto fine a se stesso. In quest’ottica, vanno trovate soluzioni per ridurre ancora di più l’uso dell’acqua, senza però demonizzare un settore produttivo fondamentale della filiera agroalimentare.

Infine un brindisi beneaugurante.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale dell’impianto di Brischis-Albana.

 

 

Siccità in Fvg, Zannier annuncia un piano di 18 milioni per opere ad uso irriguo

«Attraverso lo stanziamento di 18 milioni di euro la Regione sostiene la creazione di nuove opere e il completamento di quelle in fase di realizzazione per la raccolta dell’acqua, di modo da far fronte alle criticità legate alla diminuzione delle precipitazioni che riguarda, ormai, anche il nostro territorio. In questo modo aggiungiamo ai 5 milioni già stanziati a favore dei Consorzi di bonifica per l’efficientamento della rete idrica le risorse necessarie a finanziare un piano straordinario per l’acqua, che renderà disponibile in modo duraturo le risorse idriche necessarie all’agricoltura del Friuli Venezia Giulia». Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale degli emendamenti all’assestamento di bilancio, che saranno ora sottoposti al vaglio del Consiglio regionale. «Si tratta – ha spiegato – di un provvedimento che guarda al futuro favorendo interventi strutturali e che si integra con il Fondo di rotazione per le progettazioni, per il quale è stata ampliata la casistica dei progetti finanziabili includendo anche le nuove opere».

Zannier mentre relaziona alla Giunta.

Zannier ha sottolineato che «l’obiettivo dell’Amministrazione regionale è contenere gli effetti del cambiamento climatico, aumentando la disponibilità di acqua ad uso agricolo anche nei periodi siccitosi attraverso la realizzazione, da parte dei Consorzi di bonifica, di nuovi bacini o il completamento delle opere già avviate che necessitano di risorse aggiuntive a causa dell’aumento del costo dei materiali. Negli scorsi anni, la Regione ha finanziato la progettazione di studi di fattibilità comprendenti valutazioni irriguo-idrologiche e irriguo-agronomiche per la realizzazione di invasi collinari ad uso irriguo ed ora, attraverso questo provvedimento verranno realizzati degli invasi che consentiranno l’accumulo di grandi quantità d’acqua da utilizzare quando necessario».
L’assessore ha, quindi, sottolineato che «la norma consente inoltre il completamento degli interventi finalizzati all’efficientamento della rete distributiva, essenzialmente per le trasformazioni irrigue, avviati o progettati che, a causa dei recenti e rilevanti aumenti dei costi di alcuni materiali, necessitano di rifinanziamenti per essere ultimati e risultare pienamente efficienti».

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In copertina, i gravi danni della prolungata mancanza d’acqua su un terreno agricolo.