Cresce la Friulfruct: da Spilimbergo le mele che piacciono ai Paesi Arabi

Friulfruct, una realtà in salute e in piena espansione, in quanto a strutture e a forza produttiva. Prosegue, infatti, la crescita della più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia, con sede a Spilimbergo: nel corso dell’assemblea annuale, svoltasi sia in presenza che in streaming rispettando le normative anticontagio, i soci hanno approvato all’unanimità il bilancio, chiusosi con un fatturato di oltre 7 milioni di euro e un utile in lievitazione attestatosi sui 109 mila. Oltre alle cifre che raccontano di una realtà appunto in ottima forma, il presidente Livio Salvador e il direttore Armando Paoli hanno relazionato sul programma di espansione che prevede l’ampliamento della sede (già realizzate, con un gran lavoro e tempistiche record durante l’estate, 20 nuove celle per la conservazione delle mele con un investimento di 4,5 milioni di euro, sostenuti anche dalla Regione Fvg), nuove assunzioni e l’aumento della superficie di meleti dei soci con le varietà più apprezzate dal mercato. Mercato che, nonostante il Covid-19, continua a richiedere le gustose mele friulane non solo in Italia, ma anche nel resto dell’Europa e altrove (da citare il gradimento dei Paesi Arabi e Nordafrica).

Livio Salvador


“Nonostante la pandemia – ha affermato con orgoglio Salvador – siamo riusciti in pochi mesi, da giugno a ottobre, a costruire la nostra nuova sede di stoccaggio, fondamentale per accogliere la nostra produzione in crescita: si è trattato di un grande lavoro di squadra. Guardiamo al futuro ora, attraverso pure un’azione di capitalizzazione approvata dai soci che renderà la cooperativa ancora più solida. Siamo uno dei motori di sviluppo del territorio, con anche un valore sociale, visto che i prossimi ampliamenti porteranno a un aumento di circa 20 unità tra i dipendenti stagionali più altri 50 nell’indotto e un valore ambientale, dal momento che abbiamo aumentato nel bilancio di previsione lo stanziamento per la lotta integrata”.

Armando Paoli

Come è noto, i bilanci delle cooperative agricole coprono la stagione delle colture, ovvero dal mese di luglio a quello dell’anno successivo. Il raccolto 2019, per 118 mila quintali, aveva dovuto fare i conti con una primavera davvero dura a causa della grandine e del freddo. “Ma poi – ha aggiunto il direttore Paoli – siamo riusciti a immettere sul mercato tutta la quantità con una soddisfacente resa dei prezzi, cosa che stimiamo possa avvenire pure per quest’annata 2020, in cui la raccolta si sta concludendo ma che stimiamo già in crescita per un totale di 153 mila quintali, frutto sia delle buone condizioni meteo ma soprattutto dell’ampliamento della superficie coltivata effettuato negli ultimi tre anni con nuove piante di mele che forniscono più prodotto e di qualità. Il nostro piano di sviluppo, che ci ha fatto crescere fino agli attuali 365 ettari coltivati, ci porterà ad avere una produzione prevista di 200 mila quintali nel 2022, da accogliere nella zona produttiva che continuerà a migliorarsi con un secondo lotto da 5 milioni di euro per la riqualificazione delle celle di conservazione esistenti e un terzo da 2,5 milioni di euro riguardante l’ammodernamento dei macchinari. Tutte operazioni che miglioreranno le nostre economie di scala e la redditività per i nostri soci che è già interessante: si tratta di una marginalità di 15 mila euro per ettaro, stando l’attuale livello medio di liquidazione di 0,35 centesimi di euro per chilogrammo di mele conferito che abbiamo saldato loro quest’anno”.
Uno sguardo al futuro davvero convinto, nonostante l’epidemia sanitaria e la cimice asiatica che aveva colpito duro negli scorsi anni. “Noi ci rivolgiamo alla grande distribuzione – conclude il direttore di Friulfruct- e questa anche nei periodi di lockdown continua a chiedere mele di qualità come le nostre. La pressione della cimice quest’anno è diminuita, anche in zone dove non sono stati immessi insetti antagonisti: un segnale davvero confortante. In più, siamo sempre attenti all’ambiente: le nuove varietà di mele, come la Inored Story che abbiamo piantato in questi ultimi mesi assieme a varietà più tradizionali, sono naturalmente resistenti ai parassiti e hanno ottime qualità organolettiche”.

Il conferimento delle mele.

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All’assemblea sono intervenuti anche il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli (in videocollegamento), che ha lodato la cooperativa per il gran lavoro di riqualificazione della sua attività compiuto in questi anni e il revisore indipendente Daniele Tosolini che ha certificato, al pari del collegio dei revisori dei sindaci, la solidità di Friulfruct.

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In copertina, ecco le nuove celle frigo alla Friulfruct di Spilimbergo.

Agroalimentare, in rete i cinque Istituti agrari del Friuli Venezia Giulia

Mettere in rete gli Istituti statali di formazione superiore ad indirizzo agrario del Friuli Venezia Giulia affinché possano inserirsi con una voce univoca all’interno della filiera regionale dell’agroalimentare. È questo l’obiettivo perseguito dalla Regione Fvg che ieri a Cividale, nella sede dell’Isis Paolino di Aquileia, ha avviato un percorso di confronto tra gli assessori all’Istruzione, Alessia Rosolen, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e i cinque istituti superiori ad indirizzo agrario della nostra regione (oltre a quello cividalese, anche l’Isis Il Tagliamento di Spilimbergo, l’Isis Linussio di Codroipo, il Fermo Solari di Tolmezzo e il Brignoli di Gradisca d’Isonzo).

Gli assessori Rosolen e Zannier con i dirigenti degli Istituti agrari.

Il progetto regionale – come informa una nota Arc – è stato spiegato da Alessia Rosolen come “l’intento di costruire un sistema e una rete di scuole in grado di raccogliere una proposta di sviluppo e orientamento che guardi al futuro; un’associazione o un consorzio di scuole che garantisca agli istituti agrari regionali di fare un salto di qualità e alla filiera agroalimentare di cogliere nuove opportunità da un miglior raccordo tra formazione e mondo del lavoro”. “Il sistema agroalimentare è fortemente frammentato – ha aggiunto Zannier – e necessita di un maggior dialogo tra produzione agricola e industria. La filiera tutta ha bisogno di una migliore strutturazione nel suo complesso e questa può partire, ad esempio, da una specializzazione degli istituti agrari che sia in grado di colmare la carenza di figure tecnico-professionali”.

Il percorso, avviato ieri nella sede del primo Istituto agrario nato in Friuli Venezia Giulia, è un primo passo verso la creazione di un sistema organizzato di formazione, professionalizzazione, innovazione e messa in produzione dell’agroalimentare, dove la forte spinta tecnologica – quale ad esempio quella richiesta dall’agricoltura di precisione o dal biologico – è un elemento imprescindibile del futuro sviluppo del comparto.
Nel corso dell’incontro, è stato altresì evidenziato come, ad esempio, la produzione orticola regionale sconti ancora un difficile sbocco nel mercato anche per la mancanza di strutture logistiche che consentano lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti a consumo breve. Se da un lato la Regione Fvg è pronta ad intervenire su questi aspetti per trovare soluzioni alla necessaria ristrutturazione della filiera, dall’altro si chiede agli Istituti statali di istruzione superiore di farsi protagonisti di nuovi modelli di formazione specialistica e all’avanguardia.

Vigneto e stalla all’Isis di Cividale.

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In copertina, il nucleo originario dell’Istituto tecnico agrario statale “Paolino di Aquileia”.

LA RICETTA – Petto d’anatra, uva nera e patate al rosmarino

di Gi Elle

Oggi, per la consueta Ricetta del sabato, vi portiamo a Spilimbergo, bellissima cittadina medioevale in riva al Tagliamento, ed esattamente al ristorante La Torre che è inserito nel Castello contraddistinto dalla stupenda facciata dipinta anche dall’ancora giovane mano del Pordenone. Anche questo locale, come è noto, fa parte del circuito di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che durante l’estate dà vita alle ormai famose cene-spettacolo. Vi proponiamo un piatto adatto per questo periodo che lo chef Marco Talamini ha preparato abbinando le gustose carni dell’anatra con un frutto di stagione: l’uva. Ecco, dunque, la ricetta, con dosi come sempre per quattro persone.

“Petto d’anatra all’uva con schiacciatina di patate al rosmarino”

Ingredienti:
800 g petto d’anatra
200 g uva da tavola nera
500 g patate
10 g rosmarino
1 dl grappa Moscato
30 g zucchero
200 ml vino da cucina rosso

Procedimento:
Operazioni preliminari: lavare l’uva e tagliare gli acini a metà, togliendo i semi, quindi metterla a bagno in un bicchiere di vino rosso. Preparare bene i petti e incidere la pelle a griglia, cospargendola di sale fino. Lessare le patate, pelarle e schiacciarle con la forchetta o con la frusta, aggiungendo olio profumato al rosmarino e sale.
Cottura: in padella dalla parte delle pelle a fuoco basso per circa 5 minuti. La pelle deve diventare ben croccante. Girare e rosolare per un minuto, mettere a riposare su una griglia. Nella padella aggiungere una spolverata di zucchero di canna e caramellare, sfumare con la grappa e aggiungere l’uva e il vino rosso, ridurre e montare con burro freddo, aggiustare di sale e tirare la salsa.
Finitura: scaldare la schiacciata di patate e formarla a cerchio.
Servizio: lavorare le patate a cilindro e sistemarle sul piatto, scaloppare l’anatra e nappare con qualche goccia di salsa e gli acini d’uva. Servire la salsa in un pentolino a parte.

Vino:
Un giovane Merlot Doc Friuli Grave.

Ristorante La Torre
nel Castello di Spilimbergo
piazza Castello, 8
33097 Spilimbergo
Tel: +39042750555 Fax: +39042750555
info@ristorantelatorre.net
Gestione: Marco Talamini e Massimo Botter
Chef: Marco Talamini
Apertura: dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 22 tranne la domenica sera e tutto il lunedì

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In copertina, il piatto con il “Petto d’anatra all’uva con schiacciatina di patate al rosmarino”.