Le mele di Pantianicco pronte al via: sabato si conosceranno le vincitrici

Al via dal 23 settembre il primo weekend della manifestazione dedicata alla mela più grande del Friuli Venezia Giulia. Organizzata dalla Pro Loco di Pantianicco con il sostegno di Regione-Promoturismo Fvg, Ersa e Unpli con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba, l’annuale festa “Mostra regionale della Mela”, giunta alla sua 51ma edizione. Si parte alle 18.30 di venerdì prossimo con l’annuncio della classifica delle cassette di mele in concorso, delle oltre 50 aziende partecipanti, mentre alle 19 apriranno i chioschi ricchi di gustose prelibatezze per il palato e poi via alle danze dalle 21 assieme a DJ Ufone e i suoi vinili originali per una serata dalle note revival per coloro che un tempo frequentavano la famosa discoteca Dancing Scarpandibus.

Si terrà invece sabato 24 settembre, alle 17.30, l’inaugurazione ufficiale della 51ma Mostra regionale della Mela alla presenza dell’assessore alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia, del sindaco di Mereto di Tomba, dei sindaci dei paesi limitrofi e della vicina Carinzia; farà gli onori di casa la pesidente della Pro Loco Monica Zinutti. A seguire il convegno tecnico organizzato dall’ Ersa dal titolo “Gestione delle acque reflue di lavaggio delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari e della miscela residua: problematiche e possibili soluzioni” sul tema dell’inquinamento delle acque dopo la pulizia dell’attrezzatura utilizzata per la distribuzione dei prodotti fitosanitari che, se mal condotto, può generare forme di inquinamento ambientale. È importante dunque adottare soluzioni tecniche per evitarlo. Molte aziende infatti negli ultimi anni hanno fatto importanti investimenti in questa direzione per adeguarsi a quanto indicato dal DLgs 150/2014 e dal DLgs 152/06 anche supportate dai finanziamenti previsti dai Fondi del Programma di Sviluppo Rurale Fvg. L’incontro, moderato da Lucio Cisilino, vedrà l’introduzione di Paolo Tonello dell’Ersa, gli interventi dei dottori Pierbruno Mutton e Sandro Bressan del Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa, e dei professori Nicola Zucchiatti e Rino Gubiani dell’Università di Udine.

Al termine, si conosceranno le aziende vincitrici – tra le oltre 50 aziende partecipanti e provenienti da Spilimbergo, Budoia, San Quirino, Maniago, Barcis, Montereale Valcellina, Gemona, San Lorenzo, Beano, Bertiolo, Pocenia, Tolmezzo, San Pietro al Natisone, Pulfero, Pozzuolo, Rive d’Arcano, Latisana, Sequals, Cordenons, Chiopris, Chiasellis-Mortegliano, Grions di Sedegliano, San Vito al Tagliamento – per le migliori cassette di mele in esposizione: il Premio Mela Friuli 2022 consisterà in 200 piante di melo resistenti alla ticchiolatura con la possibilità per l’azienda di sceglierne la varietà; per le altre categorie molti altri premi in palio. Il riconoscimento viene conferito alla migliore azienda agricola produttrice di mele attraverso una valutazione complessiva del management aziendale fatta da una commissione di esperti e tecnici – che hanno visitato ogni singola azienda –, composta da Emilio Beltrame e Leonardo Barberio (Regione Fvg), Barbara Oian, Michele Fabro, Marco Stocco (Ersa), Daniele Della Toffola e Marco Gani (Arpa), Severino Del Giudice e David Pascolo (Confagricoltura), Paolo Ermacora (Università di Udine), Gigi Fabro, tecnico e storico componente. Per non penalizzare le aziende che hanno raggiunto risultati ottimi ma solo per certi aspetti della conduzione aziendale, sono stati creati diversi riconoscimenti (migliore azienda fra quelle di piccole dimensioni e migliore azienda montana e a conduzione biologica). Per concludere la giornata di sabato, dalle 21, si balla il liscio con l’orchestra Novanta.
Molto ricco, poi, il programma di domenica 25 settembre che concluderà il primo weekend della manifestazione.rocinio della disciplina di Trasformazione dei prodotti dell’Istituto “Il Tagliamento” di Spilimbergo).

Pro Loco Pantianicco – www.prolocopantianicco.it
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In copertina e all’interno mele in esposizione a Pantianicco e dolci preparati con le stesse.

Spilimbergo, “Giardini Aperti” oggi all’Istituto Agrario Il Tagliamento

“Giardini Aperti” oggi all’Istituto superiore “Il Tagliamento” a Spilimbergo. L’Istituto, immerso nella natura vicino al fiume, oltre all’agrario, include l’indirizzo meccanico, informatico e turistico. Dispone di un’azienda agricola dove gli studenti, insieme con i tecnici e gli utenti della Uet, coltivano piante ornamentali e orticole, un meleto e un vigneto. Curano anche il Giardino botanico, costituito da più di 60 specie arboree ed arbustive diverse e più di 100 varietà di rose tra antiche e moderne.

Nell’ambito del progetto Psr “Paîs di rustic Amour”, “Il Tagliamento” organizza iniziative per avvicinare l’uomo al paesaggio inteso non solo come un ambiente naturale, ma soprattutto culturale. Anche per questo, ogni anno, dalla primavera 2015 partecipa alla manifestazione regionale “Giardini Aperti”, organizzando visite guidate condotte dagli studenti, all’interno del roseto e del giardino botanico che si terranno a partire dalle ore 10 ogni ora fino alle 17. Un’occasione eccezionale per visitare un ricco giardino solitamente non aperto al pubblico e concludere con il percorso sensoriale “A piedi nudi nel Parco”, realizzato dagli utenti della Unità Educativa Territoriale che se ne prendono cura e dagli studenti dell’Istituto agrario, all’interno dell’ampio progetto di inclusione e di agricoltura sociale.
L’edizione di quest’anno vede delle importanti novità. L’evento è stato interamente riprogettato dagli studenti dell’indirizzo turistico che sono stati formati grazie all’intervento progettuale della Camera di Commercio di Pordenone Udine e grazie ad un Pon Digital Marketing, che hanno dato loro gli strumenti per organizzare e gestire un evento e di promuoverlo attraverso i social media.
Durante l’arco della giornata ci saranno delle occasioni per conoscere alcuni autori del territorio e libri tematici: “ti racconto un albero”, con testi raccolti dalla professoressa Aprilis e illustrazioni di Daniele Moro, grafica e stampa realizzata grazie alla collaborazione con Ecomuseo Lis Aganis; “L’Atlante gastronomico dei prodotti regionali”, a cura di Gianna Buongiorno della Condotta Slow Food del Pordenonese, che ci condurrà anche in una gustosa degustazione dei presìdi territoriali; Il libro nato dall’approfondimento da parte degli studenti del professor Massaro di figure storiche come Italo Cosmo ed infine, dal desiderio dell’Istituto di aprirsi al territorio, ci sarà alle ore 16.30 l’intervento di Lorenzo Cardin e Paola Dalle Molle per la presentazione del libro “Quattro passi insieme. Percorsi in Friuli Occidentale, sostenibilità e donne che hanno aperto la strada”.
“Giardini Aperti” sarà inoltre l’occasione per inaugurare il microbirrificio, realizzato grazie ai fondi che ogni anno la Regione Fvg stanzia per ammodernare le aziende agricole degli Istituti agrari del Friuli Venezia Giulia; conoscere il progetto Pulchra, nato per avvicinare la scienza alle persone e per sensibilizzare ai problemi ambientali, che coinvolge 50 scuole in tutta Europa, tra cui Il Tagliamento ed altri istituti della regione coordinati dalla professoressa Sigura dell’Università di Udine e degustare alcuni prodotti dei presidi Slow food del Fvg.
L’Istituto aspetta quindi tutti dalle 10, con l’inaugurazione della Aiuola Della Pace, realizzata per celebrare i 25 anni di fax for peace, ma che ha assunto un significato particolare visto i tempi di guerra che purtroppo stiamo vivendo. A chiusura di questa splendida giornata, intervallata da momenti musicali a sorpresa, il pubblico potrà vedere in anteprima delle scenette teatrali della compagnia teatrale “i Libanimonni”, tratto dalla commedia di Aristofane “Le Rane”.

Per consultare il programma della giornata potete visitare il sito della scuola
https://www.isspilimbergo.edu.it/pagine/descrizione-azienda
e la pagina facebook
@ IIS Il Tagliamento
e instagram
@iltagliamento

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In copertina e all’interno immagini del bellissimo giardino dell’Istituto.

 

“Naturalmente, da latte friulano”, a Udine il debutto della nuova società consortile

Dall’11 ottobre 2021, con tre separati atti del notaio Andrea Maistrello di Spilimbergo, tredici aziende della regione hanno costituito “Naturalmente, da latte friulano”, una società consortile a responsabilità limitata che si propone di avviare un percorso strategico di consolidamento e di sviluppo del sistema friulano della filiera del latte bovino. La società consortile, presieduta da Narciso Trevisanut, debutterà, come già annunciato, presentando composizione, finalità e programmi oggi, 3 maggio, alle 10.45, nella Casa della Contadinanza, al Castello di Udine. Interverrà anche Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna.

Una nuova società per il latte friulano.


Le aziende consorziate – informa una nota – utilizzano tutte latte ottenuto in Friuli, con forniture alimentate da circa il 30% delle stalle attualmente in attività. Si tratta di realtà operanti in tutti i settori: raccolta e distribuzione del latte, tradizionali latterie, caseifici specializzati nella stagionatura del formaggio, Dop Montasio in particolare. Dei tredici soci, otto hanno sede nell’Udinese e cinque nel Pordenonese. Tre operano in zona di montagna. Per obbligo statutario, tutti i soci assicurano che almeno il 75% delle attività lattiero-casearie e delle lavorazioni sia ottenuto da latte munto nel territorio regionale. Di fatto nel corso del 2021 tale quota è stata superiore al 90%.
Molteplici sono gli obiettivi di questa nuova iniziativa imprenditoriale. Innanzitutto, si punta alla salvaguardia della produzione di latte e delle stalle in condizioni di qualità, benessere animale e sostenibilità, requisiti messi a dura prova dall’incertezza degli approvvigionamenti e dei costi, e che quindi a maggior ragione devono essere supportati dalla valorizzazione derivante dalla filiera nell’ambito di una strategia economica che consenta consolidamento e sviluppo. Le imprese associate traguardano oggi, grazie anche alle risorse che la Regione Fvg rende disponibili, ambiziosi programmi di modernizzazione, integrazione, potenziamento e specializzazione degli impianti produttivi, della matrice organizzativa e della funzione commerciale, in linea con le più aggiornate previsioni delle tendenze di evoluzione dei consumi.
La società consortile si occuperà, direttamente e attraverso i soci, dell’allestimento e della conduzione di nuovi impianti di lavorazione a tutto campo, dal fresco-freschissimo allo stagionato, porzionamento e confezionamento compresi, unitamente alla pianificazione di una rete di servizi integrati per le imprese nei settori dell’autocontrollo e delle garanzie igienico-qualitative dei prodotti e dei processi. Ci si propone anche la costituzione e l’uso di marchi e di sistemi identificativi dell’offerta coordinata, assieme a una costante attività di informazione del consumatore e di promozione a sostegno della domanda e dello sviluppo dei consumi, anche ampliandone la diffusione geografica e nei canali di vendita. Questi presupposti di qualità tradizionale e di identità, tutti tracciabili, saranno al più presto certificati, per consolidare e rilanciare il patto con i consumatori annunciato dalla stessa denominazione della società consortile.

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In copertina, bovine di razza Pezzata rossa allevate in Friuli Venezia Giulia.

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Fondi per l’agroalimentare Fvg – Su proposta dell’assessore regionale alle risorse Agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, la Giunta regionale ha approvato uno spostamento di risorse integrative, a seguito di una ricognizione dei fondi assegnati ai bandi dove si sono evidenziate delle economie, in modo tale da utilizzare in maniera più efficiente le stesse risorse. «Andiamo a supportare così, fattivamente, investimenti sul territorio per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli – ha detto Zannier -. Le risorse saranno assegnate tramite due bandi: il primo è quello cui si può accedere mediante il “pacchetto giovani”, con una disponibilità complessiva di circa 130 mila euro. Il secondo è quello cui si può accedere mediante i “progetti di filiera”, dell’importo di oltre 700 mila». L’operazione rientra nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Fvg. «Mai come in questo momento di difficoltà sul fronte di reperimento di materie prime, è necessario puntare sulle risorse che offrono i nostri prodotti di territorio – ha rimarcato Zannier -. La promozione del comparto, anche tramite i “progetti di filiera”, favorirà lo sviluppo dell’agroalimentare, aiutando l’economia del Friuli Venezia Giulia e i produttori del settore primario, quello su cui si fonda l’intera rete che porta dal campo fino alla tavola e al negozio».

Spilimbergo sempre più verde – «Piantumare alberi è un’operazione significativa se compiuta in aree pianeggianti e densamente abitate perché contribuisce non solo a rivitalizzare il paesaggio ma anche a migliorare la qualità dell’aria in zone antropizzate». Lo ha detto l’assessore Stefano Zannier, partecipando a Spilimbergo alla messa a dimora di alcune piante donate dai vivai del Servizio foreste all’amministrazione comunale della Città del mosaico. Alla presenza del sindaco Enrico Sarcinelli, del presidente della Pro Loco Roberto Mongiat e dell’europarlamentare Marco Dreosto, l’esponente dell’esecutivo regionale ha dapprima provveduto ad interrare una delle essenze arboree nel parco situato nella zona Peep e, successivamente, al posizionamento di un ulivo nelle rive dei giardini municipali, zona di pregio naturalistico e sottoposta a vincolo ambientale. «La piantumazione di alberi – ha detto Zannier – ha senso laddove ce n’è realmente bisogno. In un territorio come quello della nostra regione, la necessità si manifesta nelle aree urbane, nelle zone pianeggianti e in generale in quelle che nel tempo sono state private della presenza di queste essenze vegetali. Molto meno significato ha invece compiere un’operazione del genere nelle aree della nostra montagna: qui c’è sempre il timore di dar vita ad abbattimenti indiscriminati, quando invece vi è la reale necessità di gestire un patrimonio che va implementandosi a dismisura e che ha bisogno di una oculata gestione. Queste piante – ha concluso l’esponente dell’Esecutivo Fedriga – sono tutte essenze autoctone, originate da semi raccolti nei nostri territori che poi hanno germinato e sono cresciute nei nostri vivai, messe poi a disposizione delle pubbliche amministrazioni e dei privati». Nello specifico, sono state in tutto 200 le piante donate dalla Regione Fvg attraverso i vivai del Servizio Foreste all’amministrazione comunale. Le essenze arboree utilizzate sono in prevalenza quelle di quercia, frassino, carpino e tiglio. Oltre alla zona Peep, gli alberi sono stati messi a dimora anche nell’area del circolo culturale di Istrago, nei pressi del campo sportivo di Vacile e nella zona del laghetto Le Telisse di Barbeano, località individuate dal Comune di Spilimbergo. Come ricordato dal sindaco, l’iniziativa prende le mosse da un progetto avviato assieme alla Pro loco durante la manifestazione “Di erbe, di natura e benessere” che prevedeva la piantumazione di un albero ogni cento abitanti.

Piano di controllo del cormorano – L’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale ha espresso parere favorevole all’attuazione del Piano di controllo del cormorano a scopo deterrente in alcune aeree chiave per la conservazione di temolo e trota marmorata. Può così proseguire l’iter di approvazione del Piano regionale di controllo dell’uccello acquatico, strumento regolatore che una volta approvato darà la possibilità di intervenire con prelievi mirati, effettuati da operatori abilitati, per i prossimi di cinque anni nel periodo che intercorre tra il 1 ottobre e il 15 marzo. Secondo l’assessore Stefano Zannier «questo importante risultato raggiunto consentirà di iniziare una attività strutturata e continuativa nel tempo, nel pieno rispetto delle indicazioni fornite da Ispra, e potrà contribuire a salvaguardare l’importante lavoro svolto da Etpi relativamente all’immissione dei pregiati esemplari di trota marmorata e di temolo; darà inoltre una prima risposta alle sollecitazioni più volte formulate dal territorio rispetto alla massiccia presenza di cormorani». Sono già in corso le fasi di coordinamento tra i competenti servizi regionali ed Etpi per definire le modalità operative al fine di essere prontamente efficaci fin dalla prima data utile di intervento, mentre nel contempo verranno definiti i percorsi formativi per gli operatori. Riguardo al controllo del cormorano a tutela dell’attività di itticoltura, sono in fase di pubblicazione i decreti autorizzativi per i quali è già stato acquisito il parere positivo di Ispra; anche in tali aree, pertanto, sarà consentita l’attività di controllo.

Vinophila, dialogo con moda e design – Il settore vitivinicolo italiano è impegnato in un percorso di conquista della giusta corrispondenza tra valore intrinseco e riconoscimento economico. Da qui nasce l’idea di un dialogo con i settori moda e design, già capaci di colmare il gap che vedeva l’inventiva e l’eccellenza sartoriale penalizzate dal prezzo di mercato. Giovedì 17 marzo, dalle 16.30 alle 18, in occasione dell’inaugurazione di Vinophila, il primo metaverso dedicato al vino e alle bevande alcoliche, ospiti di rilievo del wine, del fashion e dell’arredamento dialogheranno guidati dal moderatore Beppe Giuliano, direttore responsabile di The Italian Wine Journal. I partecipanti condivideranno storie e strategie di successo adottate dai rispettivi settori sui mercati internazionali, offrendo spunti utili a valorizzare e veicolare la qualità della filiera vitivinicola italiana. Interverranno: Gilda Bojardi, direttrice della rivista Interni; Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione nazionale Donne del vino; Gaetano Marzotto, presidente del Gruppo vinicolo Santa Margherita; Mirco Cervi, chief digital officer Italian Design Brands; Lorenzo Biscontin, ideatore e fondatore di Vinophila. Link: zoom.us/j/8544417573?pwd=Z0FSL2taYzJ5MVN2a3FDVkJJeGJDdz09

Cesconi guida i Vignaioli indipendenti – Lorenzo Cesconi, produttore in Trentino, è il nuovo presidente di Fivi, la Federazione italiana vignaioli indipendenti. È stato eletto a Piacenza durante l’assemblea ordinaria dei soci che ha visto anche il rinnovo del consiglio direttivo della Federazione. Cesconi succede a Matilde Poggi che è stata alla guida di Fivi per nove anni e che attualmente ricopre il ruolo di presidente di Cevi, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants. Lorenzo Cesconi, 43 anni, gestisce con i fratelli e il padre l’omonima azienda agricola con 20 ettari di vigneto suddivisi tra la zona di Pressano e della Valle dei Laghi. Fa parte del consiglio direttivo della Federazione dal 2013 ed è stato vicepresidente nell’ultimo triennio. «Ringrazio i vignaioli e i consiglieri che mi hanno dato fiducia e hanno scelto di affidarmi il ruolo di presidente di questa grande famiglia che è Fivi – ha detto Cesconi –. Una famiglia che è cresciuta in numero di associati, siamo ormai quasi a 1400, ma anche come autorevolezza: Fivi è ormai riconosciuta sia a livello politico che sindacale come un interlocutore serio e affidabile. Credo nei valori che il concetto di vignaiolo esprime: lavorare nel e per il territorio, applicando la stessa filosofia, legata ai valori della terra, dal vigneto alla cantina fino alla vendita. Il mio impegno come presidente è di continuare il lavoro di chi mi ha preceduto, Costantino Charrere e Matilde Poggi. Conto sull’aiuto di tutti per farlo al meglio perché FIVI è fatta di braccia, tante braccia e teste che lavorano per raccogliere i frutti che ci dona la terra». Oltre a lui sono stati riconfermati nel ruolo di consiglieri Rita Babini, Emilia Romagna; Paolo Beretta, Marche; Luca Ferraro, Veneto; Luigi Maffini, Campania; Gaetano Morella, Puglia; Diletta Nember, Lombardia; Ermes Pavese, Valle d’Aosta, e Stefano Pizzamiglio, Emilia Romagna. Entrano nella squadra sei nuovi consiglieri: Ludovico Maria Botti, Lazio; Francesco Maria De Franco, Calabria; Walter Massa, Piemonte; Pietro Monti, Piemonte; Monica Raspi, Toscana, Stefan Vaja, Alto Adige.

Friulfruct e Friulikiwi uniscono le forze: nasce “Frutta Friuli” colosso cooperativo

Due grandi realtà uniscono le loro forze dando vita alla più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia: le assemblee dei soci della cooperativa Friulfruct di Spilimbergo e Friulkiwi di Rauscedo, in Comune di San Giorgio della Richinvelda, hanno infatti deliberato la fusione che dal 1° agosto porterà alla nascita della nuova cooperativa Frutta Friuli. Mele e kiwi (più una parte di ciliegie) saranno i prodotti principali della nuova cooperativa che eredita dalle fondatrici una spiccata predisposizione per l’esportazione e un processo di rinnovamento dei frutteti in corso negli ultimi anni, proponendo le nuove varietà che i consumatori richiedono, nonché l’ampliamento delle sedi di stoccaggio. Questi i numeri della nuova realtà, che avrà sede principale a Spilimbergo e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e la stessa Rauscedo, capitale del vivaismo viticolo: 150 soci, 14 milioni di fatturato e 170 mila quintali di raccolto nel 2021, 600 ettari di frutteti e una ricaduta occupazionale sul territorio di una 70ina di addetti.

Kiwi e mele di alta qualità.

«La fusione – ha spiegato Livio Salvador, presidente di Friulfruct – fa seguito a un ragionamento iniziato già l’anno scorso sui presupposti di una collaborazione. Un ragionamento portato avanti con maturità e con la consapevolezza che le nuove sfide dei mercati hanno bisogno di aziende con dimensioni operative capaci di razionalizzare i costi e offrire maggiori prodotti. Abbiamo così superato logiche di campanile e deciso la fusione, che avviene, questo è il fatto importante da sottolineare, tra due realtà in grande salute e con ottime prospettive, le quali avrebbero anche potuto continuare sulle proprie gambe ma che così facendo allargano il loro raggio di azione futura e la capacità di programmare e investire».
«Una scelta – ha aggiunto Juri Ganzini, presidente di Friulkiwi – nata per il bene del territorio e dei nostri soci, ai quali potremmo dare così più servizi. In questo modo potremo realizzare delle economie di scala davvero interessanti per la nostra nuova cooperativa, anche gestendo i dipendenti tra le due sedi in base ai picchi di lavoro dettati dalla stagionalità. Un elemento fondamentale, anche per dare prospettive professionali e invogliare gli addetti migliori, a fronte di un mercato del lavoro che invece non offre molta manodopera specializzata. Il tutto in un quadro internazionale in cui, da diversi mesi e ancora di più in questi ultimi giorni, le sfide non mancano: è proprio il caso di dire che l’unione fa la forza».  I due presidenti hanno anche ringraziato chi è stato accanto alle due cooperative in questo fondamentale passo, a partire dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con l’assessore regionale alle politiche agricole, Stefano Zannier, e da Confcooperative Pordenone, di cui entrambe le realtà fondatrici fanno parte, con le sue consulenze.

«A livello commerciale ci presenteremo con un unico brand Frutta Friuli – spiega Armando Paoli, direttore di Friulfruct, che con il collega di Friulkiwi, Antonio Pittana, sta predisponendo la struttura operativa post fusione – declinato in base alla tipologia di frutta. Mele e kiwi sono due prodotti che vengono venduti attraverso gli stessi canali di mercato e quindi ci rafforzeremo sia nella grande distribuzione italiana che all’Estero. Grazie al rinnovamento dei frutteti e alla capacità di conservazione aumentata puntiamo nei prossimi anni ad arrivare a 300 mila quintali di frutta raccolta. Non operavamo nell’area russa, ma alcune tensioni, oltre all’aumento dei costi energetici e dei prodotti per l’agricoltura, potrebbero arrivare da competitor che dalla Russia ora vorranno vendere gli stessi prodotti nella nostra area di riferimento, che spazia dall’Europa occidentale ai Paesi Arabi fino al Nord e Sud America. Per questo una cooperativa unica e ancora più forte darà migliori risposte».

Le sedi di Friulfruct e Friulkiwi.

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In copertina, Ganzini, Salvador e Paoli protagonisti dell’operazione frutta in Fvg.

 

 

Mele per quasi 11 milioni di fatturato alla Friulfruct che vince anche Coronavirus

L’emergenza pandemica non ferma la crescita di Friulfruct, la più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia: nella sede di Spilimbergo, situata nella zona industriale, l’assemblea dei soci ha, infatti, approvato all’unanimità il bilancio (che come per tutte le cooperative agricole va da agosto al luglio dell’anno successivo successivo) incentrato sulla raccolta di mele del 2020. Numeri positivi per l’azienda, con un fatturato cresciuto a 10,8 milioni di euro (+50%) nell’anno del Coronavirus e un utile di 109 mila euro. Concluso un primo investimento di 4,5 milioni di euro (con fondi in parte della Regione Fvg) con cui sono state realizzate 20 nuove celle per la conservazione delle mele, si andrà ora a realizzare nel 2022 un secondo lotto da 5 milioni di euro per la modernizzazione delle celle già esistenti andando così a rispondere ancora meglio alla crescita della produzione – grazie a investimenti dei soci nei propri meleti – e della domanda. In previsione nel prossimo futuro pure un terzo lotto da 2,5 milioni di euro per l’ammodernamento dei macchinari. La cooperativa lavora con la grande distribuzione nazionale per il 30% della sua produzione e per il 70% con quella estera, con le mele friulane che sono apprezzate e richieste non solo in Europa e nell’area mediterranea e del Golfo Persico, ma anche in India, Brasile e Canada. All’assemblea ha portato il proprio saluto Pietro Tomaso Fabris, vicepresidente di Confcooperative Pordenone a cui Friulfruct è affiliata, il quale ha lodato la cooperativa per la solidità raggiunta e la visione del futuro. Solidità certificata dal revisore indipendente Daniele Tosolini.

Salvador e il direttore Paoli.

«Tra i numeri positivi di questa annata – ha sottolineato il presidente Livio Salvador – pure l’aumento del patrimonio netto per 300 mila euro, dovuto anche all’allargamento della compagine associativa con l’ingresso di nuovi soci, tra cui un nostro cliente che crede talmente tanto nella qualità del nostro lavoro che ha voluto associarsi. Siamo una realtà che ha un impatto positivo anche sulle comunità locali, visto che tra nostri dipendenti fissi e avventizi e aziende agricole dei soci diamo sostegno a un centinaio di famiglie. In più lo scorso anno, non solo abbiamo risposto prontamente alle sfide del Covid-19 crescendo nella produzione e nel fatturato ma abbiamo anche assunto 5 nuove persone: quando avremo completato l’iter di ampliamento avremo un raddoppio del personale. Gli ampliamenti effettuati nella sede produttiva sono merito di una riuscita collaborazione tra settore privato e pubblico. Oltre ai primi due lotti di lavori, in previsione nel prossimo futuro pure un terzo lotto da 2,5 milioni di euro per l’ammodernamento dei macchinari».

Le nuove celle di Friulfruct…

Da un quadriennio Friulfruct ha avviato con i propri soci un progetto di ampliamento della superficie e della varietà dei meleti, coltivati in maniera integrata rispettosa dell’ambiente (i tecnici Friulfruct Chiara Zampa e Andrea Zuliani seguono i soci nell’adesione ai disciplinari della Regione e dell’Ersa): una decisione che sta dando i suoi frutti. «Se nel 2018 il raccolto era stato di 118 mila quintali – ha spiegato il direttore, Armando Paoli -, nel 2020 ne abbiamo avuti 155 mila, ovvero il 30% in più su una superficie di frutteti aumentata da 365 a 380 ettari. Gli ampliamenti che stiamo realizzando ci permetteranno di gestire fino a 250 mila quintali, produzione che stimiamo di raggiungere non appena si concluderanno le nuove piantumazioni di meli per un obiettivo totale di 400 ettari, privilegiando le varietà di mele sempre più richieste dai consumatori, a partire dalla Inored story, novità di questa ultima raccolta, molto apprezzata per le sue qualità organolettiche che ottiene crescendo in Friuli tanto da ricordare le mele antiche e che prossimamente vorremmo valorizzare con un marchio tutto nostro. D’altronde, siamo una delle realtà che meglio ripaga il lavoro dei soci, con un livello medio di liquidazione di 0,40 centesimi di euro per chilogrammo di mele conferito a fronte dei 0,35 dell’annata pre Covid-19, per una marginalità di 15 mila euro per ettaro».

L’area energetica…

… ampliamento

… e controllo digitale.

Non mancano però le sfide, poste dalla cimice marmorizzata, dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime in atto. «La sperimentazione dell’antagonista naturale, la cosiddetta “vespa samurai” – ha sottolineato Salvador – sta dando risultati, ma al contempo non bisogna cessare di attuare gli altri interventi contro le cimici, come le coperture dei meleti con le reti o i trattamenti specifici per questi insetti, combinandoli insieme». «I cambiamenti climatici – ha concluso Paoli – sono ormai sotto gli occhi di tutti: se una volta le gelate tardo-primaverili erano una rarità, ora se ne sono avute tre negli ultimi cinque anni, compreso il 2021 con una perdita di produzione fortunatamente solo del 10% circa causa nottate sotto zero nel periodo di germogliamento delle piante: per questo ci stiamo adattando con sistemi antibrina e riscaldanti. Al momento non risentiamo in maniera marcata della crescita dei costi energetici, ma siamo preoccupati, come tutto il mondo produttivo, soprattutto per il rincaro dei costi di trasporto per le esportazioni».

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In copertina, mele di questa stagione alla Friulfruct di Spilimbergo.

“Il profumo del mirto” oggi a Cormons: Kiodo e il suo pecorino sardo-friulano

Francesco Mattu, per gli amici e per tutti quelli che lo conoscono più semplicemente Kiodo, ha portato la Sardegna nella Val Tramontina sulle montagne pordenonesi – la terra della Pitina – dove risiede da oltre un decennio e dove ha trapiantato un gregge di pecore sarde da cui produce un formidabile pecorino, “sardo-friulano” come lo chiama lui, e una strabiliante ricotta. Classe 1976, dopo l’infanzia vissuta a Ovodda, nel centro della Barbagia, Kiodo si è trasferito a Olbia, e nel 2007 ha deciso di replicare la scelta di un suo amico, un pastore sardo trasferitosi da tempo nelle montagne friulane. È proprio lui, Francesco Mattu, il protagonista del film “Il profumo del mirto”, una produzione di Karel film scritta e diretta da Christian Canderan – regista, autore e produttore friulano, fondatore di Sunfilms – che si presenta al Teatro Comunale di Cormons nella serata di oggi, 18 ottobre, con repliche mercoledì 20 al Teatro Miotto di Spilimbergo, giovedì 21 al Teatro Pasolini di Casarsa e venerdì 22 ottobre a Cervignano, Teatro Pasolini. Realizzato con la fotografia di Luca Melis e la colonna sonora d’eccezione firmata dal maestro compositore e cantautore sardo Piero Marras, il film è prodotto in collaborazione con Sunfilms. Il progetto è sostenuto da un ampio pool di partners: il Ministero della Cultura, Film Commission Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna, Fondo Regionale dell’Audiovisivo Friuli Venezia Giulia e Unione dei Comuni della Barbagia.
Nel documentario “Il profumo del mirto” scorre una vita di emozionanti ricordi, che toccano l’essenzialità della vita di Francesco e della sua gioventù in Sardegna, dove ogni piccola cosa che lo circondava aveva un immenso valore. È un’opera che focalizza sulla storia, la cultura, i costumi, i paesaggi, la musica e ovviamente la tradizione agroalimentare e i sapori della Sardegna e del Friuli Venezia Giulia, come sottolinea l’autore Christian Canderan, per evidenziare il forte legame che unisce da sempre queste due regioni e le loro genti, seppur molto lontane fra loro. Traspare l’ironia del popolo sardo, che in vari momenti del film si intreccia a quella friulana. Set privilegiato per le riprese in Friuli è stata la Val Tramontina con l’ovile di Kiodo: la sua quotidianità è stata ripresa in vari momenti dell’anno. Scorci stupendi della valle si rincorrono nelle riprese dei suoi viaggi in motocicletta con un accattivante passaggio anche alle pozze smeraldine. Altre cartoline che compongono questo particolare mosaico sono la laguna di Marano e i suoi splendidi casoni per una scena in barca, un passaggio a Maniago e Spilimbergo in qualche negozio tipico, e una grotta di una valle limitrofa dove si stagionano formaggi tipici. La Sardegna e in particolar modo la Barbagia, fanno scoprire invece un territorio e una cultura non molto conosciuti con momenti estremamente onirici, fra Domus de Janas, nuraghi, querce secolari e scorci veramente da favola. Nel cast oltre a molti volti sardi conosciuti, incuriosiscono le partecipazioni straordinarie di “Catine” Caterina Tomasulo (da anni ormai volto della comicità friulana) e Paolo Massaria (attore triestino di fiction e produzioni internazionali).

www.karel.it

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In copertina, Francesco Mattu, per gli amici Kiodo, ha portato la Sardegna nella Val Tramontina.

 

“Paîs di rustic amour”, un progetto per 9 Comuni lungo il Tagliamento

“Paîs di rustic amour – Sistemi integrati di cooperazione territoriale per uno sviluppo locale sostenibile ed inclusivo” è il titolo del progetto presentato a Spilimbergo, relativamente alla strategia finanziata nella Misura 16.7.1 del Programma di Sviluppo rurale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 2014-2020. La strategia coinvolge i Comuni di Spilimbergo (capofila), Casarsa della Delizia, Chions, Cordovado, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Valvasone Arzene.

Parla l’assessore Stefano Zannier.

«Un progetto interessante, perché dimostra come si possano integrare le attrattive di un’area omogenea attraverso settori a volte poco considerati per le loro potenzialità, che invece occupano uno spazio importante nell’economia e nella vita delle nostre comunità e possono rivestire un ruolo trainante per la promozione e la conoscenza del territorio. Un esempio di buone prassi soprattutto perché consente di mettere in rete 9 Comuni dell’asta mediana del fiume Tagliamento, situati a valle di Spilimbergo, e con essi altri 22 soggetti pubblici e privati, per creare e valorizzare occasioni di attrazione e di arricchimento capaci di richiamare l’interesse di quello che oggi viene definito “turismo lento”», ha evidenziato durante la presentazione, avvenuta a palazzo Tadea, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier.

A introdurre i lavori il sindaco di Spilimbergo, Enrico Sarcinelli, che ha lodato il grande lavoro tra così tante realtà. L’assessore comunale al turismo Anna Bidoli ha sottolineato, invece, il ruolo di vettore per il turismo e marketing territoriale del progett, mentre l’assessore comunale alle politiche agricole Armando Spagnolo ha indicato come la sinergia tra privato e pubblico messa in atto sia una delle “best practice” a livello regionale. Obiettivo della strategia, che conta su 3 milioni 457 mila euro di investimenti, è quello di costruire un distretto rurale innovativo di economia sostenibile e solidale basato su un modello di agricoltura integrato con l’ambiente e che promuova un sistema socio-economico inclusivo che attragga anche il turismo slow.
Elementi chiave dell’azione operativa la valorizzazione del territorio quale patrimonio del mondo rurale, la promozione di un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, la creazione di reti come connessione tra luoghi, servizi e attori.

Il sindaco Enrico Sarcinelli.

Nel dettaglio, attraverso la strategia si andranno a unire 196 chilometri di rete ciclabile tra strade bianche e piste ciclabili, in 5 grandi itinerari segnalati da cartellonistica sul territorio che potranno usufruire anche di 7 edifici riqualificati, di 3 infrastrutture recuperate e dell’allestimento di 11 spazi fisici per l’accoglienza dei turisti e a disposizione della comunità, nei quali avviare e sviluppare opportunità di incontro e attività di animazione. Le aree verdi riqualificate sono in totale ampie 75 mila 400 metri quadri. Inoltre, ci saranno 10 interventi di agricoltura sociale e laboratori e la creazione di un portale web unico per la comunicazione con le schede dei luoghi storici, artistici e naturali da visitare e delle aziende aderenti.

Alla presentazione sono intervenuti la project manager Elisa Tomasinsig (introduzione al progetto – i numeri – le reti) anche a nome dei colleghi Antonio Ferraioli e Alessandro Mazzeschi; l’architetto Veronica Rossi (spiegazione degli itinerari); Antonio Tesolin presidente della Pro Casarsa Aps (sul logo scelto) e Davide Lorigliola (sul portale web); Alex Cittadella dell’Ecomuseo Lis Aganis (presentazione dei primi eventi in programma il 9 e 10 ottobre alla manifestazione spilimberghese De Gustibus).

Il pubblico a palazzo Tadea.


Presenti in sala, oltre all’europarlamentare Marco Dreosto, anche amministratori degli altri Comuni partner con i sindaci di Casarsa della Delizia Lavinia Clarotto, di Cordovado Lucia Brunetti, di Valvasone Arzene Markus Maurmair (presente anche l’assessore Annibale Bortolussi) e l’assessore all’ambiente del Comune di Chions Caterino Trevisan, oltre ai rappresentanti degli uffici comunali di San Vito al Tagliamento. Presente anche una delle aziende partner, azienda agricola Madonna di Campagna con Ezio Benvenuto. Il responsabile dell’Area Cultura e valorizzazione turistica del territorio del Comune di Spilimbergo, Marco Salvadori, ha presentato la conferenza.

LA SCHEDA

PROTAGONISTILa strategia coinvolge i Comuni di Spilimbergo (capofila) – Casarsa della Delizia – Chions – Cordovado – San Giorgio della Richinvelda – San Martino al Tagliamento – San Vito al Tagliamento – Sesto al Reghena – Valvasone Arzene.
Oltre ai 9 Comuni dell’asta della Destra Tagliamento hanno aderito al consorzio altri operatori ed enti pubblici e aziende agricole, per un totale di una trentina di partner coinvolti.
Operatori pubblici: Servizi sociali d’ambito, I.I.S. Il Tagliamento, AAS n.5 Friuli Occidentale, CCIAA di Pordenone – Udine, Azienda Speciale Concentro, Promoturismo Fvg.
Altri enti: Associazione Arcometa, Pro Casarsa Della Delizia APS, Comitato Regionale del FVG Pro Loco d’Italia, Associazione Lis Aganis – Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, Confcooperative FVG, Confcooperative – Unione Cooperative Friulane di Pordenone, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Associazione di volontariato Laluna Onlus Impresa sociale, Società cooperativa sociale “Il piccolo principe” Onlus.
Aziende agricole: Impresa individuale Bagnarol Simone, Azienda agricola Eredi Truant Armando di Sbrizzi Maria G. & figli S.S. Impresa individuale Bagnarol Paolo
Azienda Agricola Tina di Lenarduzzi Fausto Dino e Barbara S.S., Impresa individuale Ivo Iop, Società agricola Madonna di Campagna di Benvenuto Angelo e Giuseppe S.S., Azienda agricola De Colle Marco.

OBIETTIVO Obiettivo della strategia, che conta su 3 milioni 457 mila euro di investimenti, è quello di costruire un distretto rurale innovativo di economia sostenibile e solidale basato su un modello di agricoltura integrato con l’ambiente e che promuova un sistema socio-economico inclusivo che attragga anche il turismo slow.
Elementi chiave dell’azione operativa la valorizzazione del territorio quale patrimonio del mondo rurale, la promozione di un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, la creazione di reti come connessione tra luoghi, servizi, attori.

NUMERI Nel dettaglio attraverso la strategia si andranno a unire 196 km di rete ciclabile tra strade bianche e piste ciclabili (strutturata dallo studio Rossi), in 5 grandi itinerari segnalati da cartellonistica sul territorio che potranno usufruire anche di 7 edifici riqualificati, di 3 infrastrutture recuperate e dell’allestimento di 11 spazi fisici per l’accoglienza dei turisti e a disposizione della comunità, nei quali avviare e sviluppare opportunità di incontro e attività di animazione. Le aree verdi riqualificate sono in totale ampie 75 mila 400 metri quadri. Inoltre ci saranno 10 interventi di agricoltura sociale e laboratori e la creazione di un portale web unico per la comunicazione con le schede dei luoghi storici, artistici e naturali da visitare e delle aziende aderenti.

RETE DI OPERATORI Il percorso di elaborazione della strategia ha fatto emergere, tra i soggetti coinvolti, la consapevolezza che per uno sviluppo sostenibile e solidale del territorio è necessario sviluppare una visione, una gestione unitaria dello stesso e la realizzazione di azioni sinergiche tra i tanti soggetti in esso presenti. La strategia propone la collaborazione tra gli attori istituzionali, economici e sociali, mediante l’attivazione di reti che coinvolgano operatori economici, soggetti istituzionali, realtà del terzo settore e cittadini, al fine di rispondere meglio ai bisogni, acquisire buone pratiche, favorire lo scambio di saperi e la collaborazione.

ITINERARI L’individuazione e la sistemazione di una rete di sentieri e di strade ad uso agricolo, fornirà una inedita ma affascinante chiave per leggere ed esplorare il territorio, per scoprire le risorse esistenti (risorse storiche, architettoniche ma anche ambientali e paesaggistiche), per scoprire le realtà economiche del territorio rurale (aziende agricole, operatori dell’accoglienza), per accogliere diverse categorie di fruitori, con un’attenzione particolare alle persone fragili. Gli itinerari sono collegati alla Rete ciclabile regionale, alle rete ciclabile europea EuroVelo e a servizi di intermodalità, contribuendo allo sviluppo della mobilità lenta come previsto dal Piano paesaggistico, in coerenza con la politica regionale settoriale.

PORTALE La rete fisica costituita dagli itinerari, sarà affiancata da una rete virtuale tramite la realizzazione di un portale: un sito web che renderà immediatamente accessibili le opportunità presenti quali siti da visitare, eventi, attività da fare, i soggetti che operano sul territorio (realtà istituzionali, economiche e del terzo settore) con informazioni coerenti e aggiornate, e fornirà anche innovative chiavi di esplorazione del territorio consentendo di scaricare le tracce degli itinerari e fruibili contenuti descrittivi sui luoghi da visitare.

LOGO La conferenza stampa di “Paîs di rustic amour” ha visto anche la presentazione del logo della strategia che rende omaggio alla geografia e alle eccellenze agricole di questo angolo di terra friulana. L’idea grafica omaggia, stilizzandolo, il corso del Tagliamento che unisce geograficamente e anche storicamente tutte le realtà partner.
Ma non solo il grande fiume è protagonista del logo, visto che, sempre stilizzata, è riportata pure una foglia di vite, simbolo del prodotto agricolo principale dei 9 Comuni con oltre 5 mila 697 ettari totali coltivati a vigneto (in prevalenza con le varietà Pinot grigio, Glera, Chardonnay e Ribolla gialla), ai quali si aggiungono poi le superfici utilizzate per la vivaistica delle barbatelle, altro motivo di vanto internazionale per queste terre. La vite in questo territorio è allo stesso tempo memoria storica, elemento culturale e motore di sviluppo economico e sociale.
I due colori predominanti scelti richiamano proprio l’unione tra queste due forze locali: l’azzurro dell’acqua del fiume e il verde delle coltivazioni. A chiudere il tutto il nome della strategia, “Paîs di rustic amour”, ispirata a un verso di una poesia di Pier Paolo Pasolini, cantore noto a livello mondiale di questa parte della Destra Tagliamento.

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In copertina, il significativo logo; all’interno, nella scheda, il Tagliamento a Spilimbergo (foto di Nicola Borrelli) e l’area interessata dal progetto per i 9 Comuni vista dal monte di Ragogna.

 

Pitina da tre anni Igp, si va verso un aggiornamento del disciplinare

Da qualche anno, la Pitina, celebre prodotto agroalimentare della tradizione delle valli pordenonesi, è protetta dal marchio Igp. Ma ora si prospetta un nuovo “passaggio” normativo. Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, ha infatti provveduto alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale – numero 220 del 14 settembre 2021, della proposta di modifica del disciplinare di produzione dell’indicazione geografica protetta “Pitina”. Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, rilevando che si tratta di un doveroso passaggio tecnico, appunto a tre anni dall’approvazione della Igp, utile a migliorare il disciplinare e atteso dai produttori.
Le eventuali osservazioni alla proposta pubblicata, adeguatamente motivate, dovranno essere presentate dai soggetti interessati al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, Dipartimento delle politiche competitive della qualità agroalimentare della pesca e dell’ippica – PQAI IV, Via XX settembre 20 – 00187 ROMA, PEC: saq4@pec.politicheagricole.gov.it entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della citata proposta nella Gazzetta ufficiale (cioè entro il 13 novembre prossimo). Lo scopo dell’avviso – ha osservato l’assessore – è di dissipare ogni incertezza tra i produttori e di garantire l’assoluta salubrità e sicurezza del prodotto ai consumatori.

Spilimbergo, alimentazione
e sostenibilità agricola

Il valore della sostenibilità agricola spesso cozza di fronte alla poca flessibilità delle norme nazionali in materia. E questo aspetto rappresenta un ostacolo che rischia di mettere in discussione il tentativo di avere a disposizione sistemi che il mercato attualmente sta richiedendo in maniera sempre maggiore. Su questo concetto si è soffermato lo stesso assessore Zannier partecipando a Spilimbergo alla rassegna “Alimentazione: tra ambiente e società” organizzata dal Comune del mosaico che ha visto al tavolo dei relatori anche i rappresentanti dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica e di Agrifood Fvg. Di fronte alla convinzione secondo cui le superfici in cui è possibile mettere in atto agricoltura sostenibile sono in riduzione, è stato osservato, questo assunto non corrisponde a realtà per il Friuli Venezia Giulia: all’interno delle foreste, le superfici dedicate a questo specifico ambito sono in crescita del 10 per cento. Su questo tema per l’esponente dell’esecutivo Fedriga il problema sta a monte, in una legislazione troppo rigida che prevede l’inviolabilità di ciò che diventa foresta, quando invece in questo settore ci sarebbero ampi margini di manovra ad esempio per la zootecnia sostenibile. Si è cercato poi di ragionare su quali siano le disponibilità di terreni in Friuli Venezia Giulia per ospitare i diversi tipi di coltivazione, evidenziando come le superfici vitate siano di gran lunga superiori alla media nazionale. Un problema, questo, che si ripercuote sul resto delle produzioni, spesso destinate al consumo animale. Infine, l’assessore si è soffermato sulla necessità di poter identificare i prodotti che derivano da materie prime locali in un mercato che spesso ne utilizza altre provenienti da diverse zone dell’Italia e del mondo. A tal proposito, è stato introdotto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” che permette di dare riconoscibilità e tracciabilità alle nostre produzioni.

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In copertina e all’interno ecco due immagini nella Pitina Igp.

 

Friulfruct, è ok la raccolta delle mele: debutta Inored Story dolce e croccante

Al via la raccolta di mele per la Friulfruct di Spilimbergo, la più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia: in leggero ritardo rispetto agli anni precedenti, a causa del maltempo primaverile, quest’annata si prospetta comunque con indicatori positivi, anche grazie al progetto di ampliamento portato avanti negli ultimi tre anni dalla cooperativa, realtà sempre più solida e apprezzata anche a livello internazionale. «Piogge e gelate primaverili – spiega il direttore di Friulfruct, Armando Paoli – hanno inciso sulle tempistiche, ma è una condizione che ha interessato un po’ tutti i produttori europei. Le nostre mele confermano la loro qualità e anche sulla quantità, alla fine, ci si avvicinerà se non anche si supererà la raccolta degli scorsi anni che era attorno ai 153 mila quintali, visto che possiamo contare ora su oltre 365 ettari coltivati».

Ecco le prime Gala.


Si parte con la raccolta delle mele Gala per poi proseguire fino ai primi giorni di novembre con le altre varietà (nell’ordine Red Delicious, Golden Delicious, Granny Smith, Fuji e Morgenduft). Novità di quest’anno la raccolta delle prime mele Inored Story, dopo l’aumento della superficie coltivata: una varietà sempre più richiesta dal mercato per la sua dolcezza e croccantezza. Una volta raccolte, le mele vengono portate nella zona industriale spilimberghese nella sede di stoccaggio e lavorazione, al centro di un progetto pluriennale di potenziamento.
«Dopo aver concluso – continua Paoli – lo scorso anno a tempo record l’ampliamento con 20 nuove celle per la conservazione delle mele con un investimento di 4,5 milioni di euro, ci stiamo ora preparando al secondo lotto di lavori da 5 milioni di euro per la riqualificazione delle celle di conservazione esistenti».
I lockdown imposti dalle norme per il contenimento del Covid-19 non hanno limitato la richiesta delle gustose mele friulane, anzi il contrario, visto che il maggiore canale di vendita per la cooperativa è quello della grande distribuzione, non solo in Italia ma anche nel resto dell’Europa e altrove (da citare infatti il gradimento dei Paesi Arabi e Nordafrica). E anche la cimice asiatica sembra al momento controllabile. «Nonostante sia ancora presente – conclude Paoli – la stiamo contenendo, sperando che la lotta biologica, con la vespa samurai suo nemico naturale la cui introduzione è stata da poco permessa in regione, dia presto risultati più consolidati».

Più tardi le Golden.

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In copertina, nello Spilimberghese si raccolgono le prime mele Friulfruct.