FruttaFriuli, conclusa la raccolta delle mele Gala: molto buona la qualità ma la quantità è stata ridotta dalle forti piogge

Tempo di primi bilanci per FruttaFriuli, la più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia con sede a Spilimbergo. Si è infatti appena conclusa la raccolta della varietà Gala, le prime mele che vengono colte in regione. Ora si proseguirà con le altre varietà fino al termine di ottobre-primi di novembre.


La cooperativa presieduta da Livio Salvador, e con Armando Paoli quale direttore, conta su 150 soci. Alta la qualità di questa stagione 2025, mentre per la quantità ci si dovrebbe attestare sui 200 mila quintali, leggermente inferiori ai 230 mila attesi. «Questo perché – spiega il direttore Paoli – le forti piogge del periodo tra il 10 e 20 aprile scorsi, che nella zona di Maniago hanno raggiunto quasi i 300 millimetri, hanno influito sui meleti di parte dei nostri soci, con le piante di quell’area in piena fioritura: il maltempo non ne ha permesso l’impollinazione. Detto questo per quanto riguarda la quantità, sul fronte della qualità siamo davanti a una annata molto positiva. Qualità che conserveremo al meglio nella nostra sede di Spilimbergo grazie alla nuova calibratrice e al recente ammodernamento dell’intera catena del freddo all’interno del nostro ciclo di selezione e stoccaggio della frutta».
La cooperativa esporta circa l’80 per cento della sua produzione di mele. L’export si orienta principalmente verso il resto d’Europa, Medioriente, Nordafrica e Sudamerica. Il resto prende la via nazionale, in particolare nei canali della grande distribuzione.

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In copertina, la raccolta della varietà Gala; all’interno, bellissime mele 2025 e l’impianto di calibrazione a Spilimbergo.

“Pordenone ArtandFood”, domani sera imperdibile anteprima a Spilimbergo

Parte con un sold-out il primo evento di anteprima di “Pordenone ArtandFood”, festival della qualità del Friuli Occidentale in tema di gusto, che apre la sua programmazione 2025 con un appuntamento a Spilimbergo domani, 27 giugno, nella città del mosaico recentemente inserita nella lista dei borghi più Belli d’Italia. Il progetto promosso da Territorio Economia Futuro, società consortile della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, percorre come sempre le vie della valorizzazione del patrimonio artistico accanto alle eccellenze della tavola, proponendo itinerari, incontri, degustazioni ed esperienze declinati sempre con eleganza, stile e creatività.

Chiara Domenighini

Stefano Venier

(Foto Michele Canisela Del Pup)

L’evento di Spilimbergo inizierà con una visita guidata gratuita alla scoperta delle bellezze storico-artistiche che si concluderà a Palazzo di Sopra: qui nel giardino panoramico con vista sul Belvedere sarà allestita la degustazione che avrà come tema “Il pregio di erbe aromatiche e fermentazioni”, un percorso di gusto pensato per celebrare la biodiversità del territorio attraverso aromi, fermentazioni e abbinamenti creativi.
Una selezione inedita di sapori locali metterà in tavola dei crostini con formaggi salati, dolci e stagionati, del caseificio Caseum di Travesio, accompagnati da composte a base di Cipolla della Val Cosa, a seguire Macarons con gelato gastronomico al peperone e un dessert di gelato al limone e ginepro, preparati da Stefano Venier della Gelateria Artedolce di Spilimbergo, mentre gli abbinamenti alcolici saranno proposti in eleganti cocktail con diverse etichette del marchio Opificium della Liquoreria Friulana di Spilimbergo. Per rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente e suggestiva, il ritrovo sarà accompagnato da un sottofondo musicale curato da Chiara Domenighini – Acoustic Duo.

Info sul sito www.pordenonewithlove.it e sulle pagine Facebook e Instagram @pordenoneartandfood

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In copertina, Palazzo di Sopra e qui lo splendido panorama dal Belvedere.

Terza assemblea per Frutta Friuli a Rauscedo. L’assessore Zannier: settore con ampi margini di sviluppo

«L’Amministrazione regionale ha investito importanti risorse nel settore della frutticoltura; nonostante le problematiche legate ai cambiamenti climatici e al contrasto alle fitopatie che il comparto vive, il settore ha ampi margini di sviluppo». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’assemblea dei soci di Frutta Friuli, la più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia con 150 soci, sede centrale a Spilimbergo nella zona industriale Nord e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e Rauscedo. L’incontro è avvenuto nel Vcr research center-Vivai cooperativi Rauscedo. Si tratta della terza assemblea di questa realtà sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct e Friulkiwi.

Un momento dell’assemblea.


«Le strategie adottate dal punto di vista tecnico, fitosanitario e produttivo, con impianti adeguati rispetto alla protezione dagli effetti atmosferici e il contenimento della cimice asiatica, incidono sulle produzioni che non sempre sono in linea con le aspettative sia a livello qualitativo che quantitativo. Eppure l’incremento degli ettari produttivi, le ottime liquidazioni garantite ai soci mostrano come il comparto abbia notevoli potenzialità di incremento – ha commentato Zannier -. In quest’ottica sosteniamo la messa a dimora di nuovi impianti che stanno dando una soddisfazione anche economica agli operatori nonostante le criticità. Si tratta di difficoltà che vengono affrontate con grande capacità, garantendo quella qualità che nella nostra regione è una certezza».
Ad illustrare il bilancio è stato il presidente Livio Salvador, mentre il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. Nel dettaglio, guardando ai dati si evince che la raccolta di mele è in crescita: da 173 mila a 181 mila quintali, grazie soprattutto ai nuovi meleti impiantati dai soci all’interno di un progetto di rinnovamento che sta coinvolgendo anche le sedi produttive e di stoccaggio, sempre più moderne ed efficienti dal punto di vista energetico. In calo solo la produzione di kiwi, a causa della grandinata di luglio 2023, che ha ridotto di circa il 50% la produzione, attestatasi quindi sui 16 mila quintali. Ciononostante è cresciuto il fatturato, passato da 15 milioni 800 mila euro a 20 milioni 491 mila euro.
Forte la propensione all’export, segno di come la frutta friulana sia molto apprezzata sui mercati globali. I mercati extra Unione europea sono principalmente l’area Mediterraneo e Golfo Persico ma anche India, Brasile e Canada (oltre il 70% delle vendite); a seguire l’ltalia e gli altri Paesi dell’Ue. In questo quadro è aumentata anche la remunerazione per i soci, i quali ora hanno una redditività lorda di 30 mila euro ad ettaro. Cifre che si riverberano sull’occupazione: la cooperativa ha raddoppiato i suoi occupati in 4 anni, arrivando a 80 persone, alle quali si aggiungono un centinaio di persone in più al lavoro nelle campagne dei soci.
Durante l’assemblea è stata sottolineata la validità del processo di integrazione tra le due realtà e gli importanti lavori dell’ultimo anno, quali il cambio della macchina cernitrice per le mele e la realizzazione di 5 nuove celle per il prodotto pre-calibrato e confezionato a Spilimbergo mentre a Rauscedo, dove si concentreranno diversi investimenti nei prossimi anni, si è provveduto all’adeguamento della macchina cernitrice per i kiwi. È stato anche installato a Spilimbergo un impianto fotovoltaico della capacità di kWp 497,94, così da aumentare l’autoconsumo proseguendo nel processo di sostenibilità.
Un altro dato rilevante è la capacità di conservazione, pari ai 260 mila quintali di frutta, fra le due sedi, fondamentale per contenere i nuovi volumi della cooperativa dopo l’impianto di nuovi frutteti, con una produzione che nella raccolta 2024, in conclusione in questi giorni, si attesterà su 220 mila quintali di mele e 13 mila di kiwi.

Impianti di Frutta Friuli.

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In copertina, la raccolta delle mele un settore produttivo in crescita.

 

FruttaFriuli, da oggi il via alla raccolta delle mele Gala. Poi le altre varietà e i kiwi. Paoli: magazzini per 260 mila quintali, all’estero il 70% del prodotto

Pronte per il mercato le prime mele del 2024. Oggi FruttaFriuli, la più grande cooperativa di frutticoltori della regione presieduta da Livio Salvador e con 150 soci attivi, ha infatti dato ufficialmente il via alla nuova campagna di raccolta, che comincia con le varietà più precoci come la gustosissima Gala. A tal fine, nella sede di Spilimbergo, in zona industriale, si è tenuta una riunione con i soci per illustrare la situazione di questa stagione agricola proprio in vista dell’avvio della raccolta delle mele. Dopo le Gala, si proseguirà fino a inizio novembre con le altre varietà, mentre per quanto riguarda i kiwi si partirà a ottobre con la varietà gialla, continuando poi con quelle verde e rossa. Si prevede una raccolta in aumento rispetto allo scorso anno. In più sono stati completati i lavori di ammodernamento dell’area selezione, stoccaggio e conservazione della sede centrale, per una filiera di gestione della frutta moderna e funzionale.

«Fino a qui – commenta il direttore Armando Paoli – abbiamo potuto contare su una stagione non particolarmente problematica a livello meteorologico. Forse un po’ troppa acqua in primavera, ma questo permette ora di avere riserve idriche a sufficienza per il proseguimento dell’estate. Avendo i nostri soci investito nelle reti di protezione, che hanno colore scuro, sia il troppo sole che le grandinate non hanno destato particolari problemi. Per quanto riguarda le mele, ci attendiamo quindi di superare i 200 mila quintali di raccolta, come da noi preventivato nel piano di sviluppo pluriennale. Per i kiwi sarà da attendere settembre per avere delle previsioni più certe, ma siamo fiduciosi per una buona raccolta. Nell’attesa del prodotto nuovo, abbiamo dei soddisfacenti livelli di magazzino per far fronte alle domande della clientela».
Come è noto, la cooperativa è nata nel sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct di Spilimbergo e Friulkiwi di Rauscedo, diventando il maggiore player regionale della frutticoltura in ambito cooperativistico e non solo. Dopo i lavori – anche con finanziamenti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – di ampliamento ed efficientamento energetico (fondamentali in questi periodi di rincaro dei costi e inflazione dovuta anche alle tensioni internazionali), la cooperativa ha ora una capacità di conservazione di 260 mila quintali tra le due sedi, quella spilimberghese e quella rauscedana. Ma non è l’unica novità.
«In questa raccolta 2024 – aggiunge infatti il direttore Paoli – potremo contare sulla nuova calibratrice e sull’ammodernamento dell’intera catena del freddo all’interno del nostro ciclo di selezione e stoccaggio della frutta. Prossimo passaggio sarà la riqualificazione degli uffici, ma già adesso la parte produttiva è tutta ampliata, ammodernata ed energeticamente sostenibile: un grande traguardo dopo intensi lavori in questi ultimi anni, anche durante l’emergenza Covid-19, visto che non ci siamo mai fermati».


FruttaFriuli lavora con la grande distribuzione nazionale per il 30% della sua produzione e per il 70% è vocata all’export, con la frutta friulana che è apprezzata e richiesta non solo in Europa e nell’area mediterranea e del Golfo Persico ma anche in India, Brasile e Canada. «A livello commerciale – conclude il direttore di FruttaFriuli – siamo reduci da un’annata positiva e se ne sta aprendo un’altra con premesse altrettanto incoraggianti. La domanda è buona nonché le quotazioni sui mercati sono interessanti. Di fatto, mele e kiwi friulani si stanno facendo apprezzare a livello internazionale e questa è una delle condizioni per un proseguimento dello sviluppo e della sostenibilità economica del comparto».

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In copertina, si staccano dai meli le prime Gala della stagione; all’interno, Salvador e Paoli all’ultima assemblea con l’assessore regionale Stefano Zannier e alcune delle nuove celle frigo di Frutta Friuli.

Saporibus Fvg domenica a Buttrio facendo tappa fra i vini. E poi visita all’acetaia più grande del mondo

Dopo la bellissima tappa a Spilimbergo, “Saporibus nel Friuli Venezia Giulia” domenica 9 giugno arriva a Buttrio, in occasione della 91ma Fiera regionale dei vini, che stamane, alle 11.30, sarà presentata ufficialmente nella sede udinese della Regione Fvg. Iscrizioni aperte con partenza e arrivo comodamente da Udine e pranzo compreso.
Un’occasione unica per immergersi nel cuore enogastronomico del Friuli Venezia Giulia nella famosa manifestazione dedicata ai vini autoctoni del territorio. Si potrà visitare l’area della Fiera regionale dei vini nella magnifica Villa di Toppo-Florio con il suo parco acheo-botanico. A Buttrio si pranzerà per poi proseguire con la visita a Manzano all’acetaia più grande del mondo: quella della vicina Midolini.
«Un’altra splendida tappa ci aspetta dopo la visita della meravigliosa città del mosaico – ha detto Giovanna Rossetto, presidente del Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža Unpli Aps – e sarà l’occasione non solo per partecipare ad una delle fiere del vino più antiche d’Italia, cioè quella dei Vini di Buttrio, ma anche per scoprire alcuni suoi gioielli come Villa Dragoni e Villa Toppo col suo parco. Ringraziamo di cuore la Pro Loco Buri e l’Acetaia Midolini per l’ospitalità».
Il programma prevede la partenza alle ore 9 da Piazza Primo Maggio a Udine (Infopoint). Il pullman di Saporibus farà una sosta intermedia anche a Pradamano per far salire eventuali altri partecipanti. Tutta la mattinata si svolgerà a Buttrio. In programma, la visita guidata con apertura straordinaria di Villa Dragoni, seguita da una visita pure con guida di Villa di Toppo-Florio e del suo parco acheo-botanico.
Il pranzo sarà un’occasione per gustare le eccellenze enogastronomiche locali al tendone del gusto, dove sono ospitate anche le bancarelle di prodotti tipici. Nel pomeriggio, la tappa conclusiva sarà dedicata all’acetaia Midolini, un’azienda con oltre 50 anni di storia nella produzione di aceto balsamico d’eccellenza. Riconosciuta dal Guinness dei Primati come la più grande acetaia balsamica del mondo, sarà possibile scoprire i suoi segreti e degustare i suoi pregiati prodotti.
Il costo promozionale è di 45 euro. La quota è comprensiva di trasporto, accompagnatore, visite, guida, pranzo e degustazione. La partenza del bus è dall’Infopoint di Udine in piazza 1° Maggio e rientro sempre a Udine. È possibile unirsi al tour anche in loco a Buttrio. Prenotazione obbligatoria entro giovedì 6 giugno. Per informazioni e prenotazioni, contattare il Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps al 349.8686675 (signora Giovanna).

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In copertina, l’Acetaia Midolini di Manzano la più grande del mondo.

Torre Natisone, ora con il Saporibus delle Pro Loco fra i mosaicisti di Spilimbergo

Avvio con successo per la prima tappa di “Saporibus nel Friuli Venezia Giulia” ad Aquileia e Strassoldo. Ora il pullman, che fa il giro tra le bellezze e i sapori tipici del Friuli Venezia Giulia, è pronto a ripartire domenica 19 maggio alla volta di Spilimbergo, la Città del Mosaico. Una giornata sulle rive del Tagliamento, con visita alla Scuola Mosaicisti del Friuli, al Duomo di Santa Maria Maggiore, al Castello, al Borgo orientale e Palazzo di Sopra. Pausa pranzo in una delle tipiche trattorie del centro per poi concludere la giornata con la visita del giardino all’italiana di Palazzo di Sopra (apertura straordinaria).
«La prima uscita ad Aquileia e Strassoldo è andata benissimo – ha detto Giovanna Rossetto, presidente del Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone-Tor Nadisôn-Ter Nediža Unpli Aps – e siamo pronti a replicare con l’uscita a Spilimbergo: per il 19 maggio ci sono ancora dei posti disponibili. Si tratta di un’occasione speciale perché avremo la possibilità di scoprire la Scuola Mosaicisti del Friuli che è una realtà di alto artigianato artistico, unica nel mondo e poi potremo ammirare le numerose opere eseguite durante i cent’anni di storia della scuola da cui provengono i mosaicisti che decorano monumenti celebri nel mondo. Inoltre, aderendo alla 13ma edizione di Giardini Aperti in Friuli Venezia Giulia, avremo l’occasione di visitare gli splendidi giardini all’italiana di Palazzo di Sopra, aperti in via speciale per l’occasione. Ringraziamo di cuore per l’ospitalità la città di Spilimbergo, la Scuola Mosaicisti del Friuli, la Pro Loco e l’associazione Amici in Giardino». Il programma prevede la partenza alle ore 9 da piazza Primo Maggio a Udine Infopoint, rientro alle ore 18 e tappa intermedia a Fagagna. Le iscrizioni sono aperte fino al 13 maggio.

ISCRIZIONI – Il costo promozionale è di 45 euro oppure 40 euro per gli associati Cna. La quota è comprensiva di trasporto, accompagnatore, visite, guida e pranzo. La partenza del bus è dall’Infopoint di Udine in piazza 1° Maggio e rientro sempre in città.
Per informazioni e prenotazioni, contattare il Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps al 349.8686675 (signora Giovanna).
Per acquisto biglietti: Cna di Udine – Cna Fvg via Verona 28 a Udine (orario dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12).

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In copertina e all’interno due immagini della storica Scuola Mosaicisti del Friuli.

Tutto ok il primo bilancio di Fruttafriuli la cooperativa che un anno fa ha riunito a Spilimbergo Friulfruct e Friulkiwi

«Esempio intelligente l’operazione che ha portato alla nascita di Fruttafriuli, cooperativa che ha saputo mettere assieme realtà diverse avendo nel contempo la capacità di riuscire a strutturare le attività aziendali dei singoli soci in modo da essere resilienti agli eventi meteo degli ultimi mesi, attraverso investimenti con supporto dei fondi regionali», ha osservato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’assemblea dei soci della più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia – con sede centrale a Spilimbergo, nella zona industriale nord e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e Rauscedo – i quali hanno approvato all’unanimità il bilancio (chiuso come da prassi per le cooperative agricole al 31 luglio) nell’assemblea che si è tenuta al teatro Don Bosco della frazione di San Giorgio della Richinvelda. A illustrare il bilancio il presidente Livio Salvador, mentre il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. In rappresentanza di Confcooperative Pordenone c’era il vicepresidente Pietro Tomaso Fabris.


Si tratta della seconda assemblea di questa realtà sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct e Friulkiwi, composta da 146 soci, che lavorano con passione e attenzione 650 ettari di frutteti, e un’ottantina di impiegati tra quelli a tempo indeterminato e stagionali. In crescita il fatturato, con una decisa vocazione per l’export: l’annata appena conclusa ha visto vendite per 15 milioni 810 mila euro, 3 milioni 900 mila in più rispetto allo scorso anno. Il tutto ricordando che l’estate 2022 non è stata facile per l’agricoltura in regione, visto che è stata caratterizzata da un lungo periodo di siccità e forte irraggiamento solare diretto. Nonostante le difficoltà meteo, la cooperativa ha dimostrato resilienza grazie anche ai nuovi frutteti messi a dimora negli scorsi anni e che stanno entrando sempre più in produzione, la raccolta di mele è stata di 173 mila quintali mentre quella di kiwi di 23 mila.
A regime anche le sedi produttive, che dopo i lavori – anche con finanziamenti regionali – di ampliamento ed efficientamento energetico (fondamentali in questi periodi di rincaro dei costi e inflazione dovuta anche alle tensioni internazionali), con nuove celle di stoccaggio, hanno ora una capacità di conservazione di 260 mila quintali tra le due sedi.

«Questa – ha spiegato il presidente Salvador – è stata la prima annata di operatività dopo l’avvenuta fusione tra Friulfruct e Friulkiwi, possiamo dire che il processo di integrazione tra le due entità è stato assolutamente positivo, non vi sono state criticità di alcun tipo dopo un breve periodo di rodaggio, mentre le economie di scala sono state subito evidenti. Proseguiremo nel nostro percorso incrementale, cercando di far crescere la base sociale, caldeggiando l’aumento delle superfici investite sia a melo che a kiwi, non trascurando i rinnovi varietali atti ad ottimizzare sia le rese ad ettaro sia il profilo qualitativo, quest’ultimo sempre più importante vista la fidelizzazione della clientela che continua ad accrescere la domanda».
«Possiamo dire – ha aggiunto il direttore Paoli – che un primo importante passo per la crescita frutticola friulana è stato fatto, ora si tratta di continuare con impegno e determinazione su una strada delineata, che con il contributo di tutti, ed il sostegno importante anche delle istituzioni e del sistema bancario, potrà portare a far crescere un comparto che qui in Friuli Venezia Giulia ha delle ottime potenzialità e potrà essere capace di riservare a tutti gli operatori delle buone soddisfazioni, senza dimenticare che di pari passo sta già crescendo il nostro gruppo di lavoro e tale crescita potrà continuare riuscendo ad impegnare nuovi addetti nei prossimi anni» .
Il direttore ha anche fornito una prima anticipazione sulla raccolta in corso, che dovrebbe registrare un ulteriore aumento di quantità per le mele, con una ancora maggiore qualità fornita dai nuovi meleti (si supereranno i 190 mila quintali) e un calo nel kiwi, specie che ha sofferto di più l’estate 2023 caratterizzata dalla grandine per la mancanza di coperture in alcuni frutteti, anche se la domanda sul mercato rimane viva.
Positive anche le remunerazioni per i soci in base al loro conferimento, con una liquidazione ad ettaro di terra coltivata pari a 25 mila euro: con un costo di produzione medio che si attesta sui 10 mila euro, si parla di una marginalità di circa 15 mila euro ad ettaro per i frutticoltori. «Risultati in generale buoni – ha affermato Paoli -, se visti in paragone con altre aree produttive o se rapportati a quelli di altre colture, tuttavia faremo sempre di tutto per migliorarli, naturalmente più si andrà ad elevare la qualità media, ed è quello che succede grazie agli imponenti rinnovi eseguiti, più si potrà puntare ad elevare la resa media complessiva».

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In copertina, mele e kiwi marchiati Fruttafriuli; all’interno, l’assemblea dei soci presente l’assessore regionale Stefano Zannier e il nuovo ampliamento nella sede di Spilimbergo.

Dalla Tosoni partiti Montasio e frico per aiutare l’Emilia Romagna alluvionata

“Naturalmente, da latte friulano” scende in campo in aiuto delle popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dalla recente alluvione. La nuova organizzazione protagonista della filiera del latte in Friuli Venezia Giulia, che unisce 13 aziende della regione, ha infatti deciso di donare a chi ha perso tutto una riedizione di “Razione N”, la selezione di prodotti caseari sinonimo di storia e cultura del territorio friulano, pensata per l’Adunata nazionale degli Alpini a Udine. Ieri, primo giugno – in coincidenza con la Giornata mondiale del latte -, alle 8 da Spilimbergo, dalla sede della Tosoni Formaggi, con la collaborazione della Protezione Civile regionale, sono stati affidati alle Penne nere 10 quintali di Montasio e frico: un gesto concreto che incarna lo spirito solidale dei friulani.

“Abbiamo vissuto momenti indimenticabili durante l’Adunata. Abbiamo sentito la forza della solidarietà che unisce gli Alpini e che si estende a tutti coloro che si trovano in momenti di difficoltà. Ora è il nostro turno di agire”, ha scritto in una lettera inviata a Dante Soravito de Franceschi, presidente dell’Ana Udine, Carlo Domenico Tosoni, a nome di “Naturalmente, da latte friulano”, illustrando le motivazioni all’origine della donazione e l’auspicio che possa essere un modo per portare conforto e speranza, nella convinzione che anche un piccolo gesto d’aiuto possa essere un sostegno a chi si trova in grande difficoltà.
Le “Razioni N” non sono solo cibo, ma rappresentano un simbolo di amicizia e vicinanza. Sono inoltre facilmente utilizzabili e conservabili, perciò costituiscono un aiuto pratico che può fare la differenza per coloro che si trovano al momento in ginocchio a causa di questa tragedia naturale. La ”Razione N” include un Montasio DOP, formaggio dall’alto valore nutritivo e particolarmente digeribile grazie alla sua lavorazione naturalmente privo di lattosio, il Latteria friulano e il Frico di Montasio Dop e patate, in una versione monodose pratica e veloce da cuocere.


“Naturalmente, da latte friulano” conta attualmente su 170 stalle, corrispondenti a oltre il 20% dell’intero latte munto in Friuli, dalle Alpi al mare Adriatico. L’intento è di riunire, modernizzare, valorizzare e far crescere il settore, nel rispetto del territorio e delle consuetudini di sempre. Il progetto è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e in particolare dalla sua Direzione agricoltura, con cui sono fortemente condivise le finalità di salvaguardia della produzione di latte in condizioni di qualità, a supporto della filiera con una solida strategia economica e modernizzazione degli impianti per essere competitivi, nella consapevolezza che dall’aggregazione nascono la forza e la capacità di superare i limiti fisiologici della singola azienda.

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In copertina e all’interno alcune immagini della consegna dei prodotti caseari.

Frutta Friuli vale 14 milioni di euro con l’unione di Friulfruct e Friulkiwi

L’unione fa la forza e vale 14 milioni di euro: al teatro Don Bosco di Rauscedo si è riunita la prima assemblea di Frutta Friuli, la più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia nata il 1° agosto scorso dalla fusione tra la cooperativa Friulfruct di Spilimbergo (mele, presieduta da Livio Salvador) e Friulkiwi di Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (kiwi, presieduta da Juri Ganzini).

Zannier con Salvador, Paoli e Ganzini.


La nuova realtà – con sede centrale a Spilimbergo nella zona industriale Nord e spazi produttivi tra la cittadina mosaicista e la “capitale delle barbatelle” – ha 150 soci, 600 ettari di frutteti e, appunto, 14 milioni di fatturato. La prima assemblea dei soci – alla presenza di Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari – ha visto, oltre all’approvazione all’unanimità del bilancio (chiuso come da prassi per le cooperative agricole al 31 luglio), l’elezione del nuovo consiglio d’amministrazione al cui interno sarà scelto nel corso della prima riunione il nuovo presidente. Il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. Presenti per Confcooperative Pordenone il presidente Luigi Piccoli, il vicepresidente Pietro Tomaso Fabris e il direttore Marco Bagnariol.

Ben 175 mila quintali di mele.


«La scelta di dare vita ad una fusione tra Friulfruct e Friulikiwi è stata lungimirante ed ha permesso ad entrambe le realtà di affrontare le problematiche del contesto in corso, cogliendo le molteplici opportunità offerte dal più ampio bacino commerciale a disposizione», ha osservato Zannier. «La cooperativa Frutta Friuli – ha aggiunto -, grazie alla scala raggiunta, può portare avanti una strategia maggiormente incisiva, sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo, a beneficio del proprio territorio e dei suoi soci».
«I rispettivi consigli di amministrazione delle cooperative fondatrici – ha affermato il presidente Salvador – hanno condiviso la necessità di unire le due realtà, dando prova di grande maturità. C’è stata infatti la consapevolezza del fatto che, per poter crescere e realizzare un futuro più solido, è necessario puntare all’espansione sul mercato globale, all’innovazione, alla digitalizzazione e alla elevazione della professionalità delle risorse umane. Tali obiettivi richiedono tempi non brevi ed investimenti importanti, che possono essere ottimizzati lavorando in sinergia. Grazie a tutti i soggetti che ci sono stati vicini in questi passaggi, dalla Regione a Confcooperative Pordenone».

I soci riuniti in assemblea a Rauscedo.


La nuova cooperativa eredita dalle fondatrici una spiccata predisposizione per l’esportazione e un processo di rinnovamento dei frutteti in corso negli ultimi anni, proponendo le nuove varietà che i consumatori richiedono, nonché l’ampliamento delle sedi di stoccaggio. Su questo ultimo punto a Spilimbergo sono in corso di conclusione i lavori che hanno visto la demolizione delle vecchie celle frigo e la loro sostituzione con un nuovo impianto della capienza di circa 110 mila quintali per un impegno di 6 milioni 200 mila euro (in questo modo in totale la capienza è ora di 262 mila quintali tra Spilimbergo e Rauscedo). Come per tutte le realtà produttive, preoccupa l’aumento del costo dell’energia, anche se la cooperativa vi sta tenendo fronte in parte grazie all’autoproduzione con il proprio impianto fotovoltaico e all’utilizzo delle nuove celle frigo che hanno comportato un risparmio energetico di circa il 50%.
L’annata ha visto raccogliere 175 mila quintali di mele e 23 mila quintali di kiwi, con una produzione che si prevede in crescita nei prossimi anni. Crescita che si riflette anche sotto il punto di vista occupazionale. «Abbiamo dato lavoro a 20 persone in più nella nostra sede – sottolinea il direttore Paoli -, mentre i nostri soci nelle proprie campagne ad ulteriori 100. I nuovi frutteti portano a un prodotto migliore, mentre coperture e reti moderne di distribuzione dell’acqua, con impianti a goccia, hanno evitato crisi idriche e scottature ai frutti. Stiamo attenti alle gelate primaverili, sempre più frequenti, mentre stiamo vincendo la sfida con la cimice asiatica, grazie a specie antagoniste e alle coperture. Nonostante la situazione internazionale, che ha spostato le mele dei produttori dell’Est Europa verso i nostri mercati, abbiamo buone opportunità future. Mi auguro che il territorio le sappia continuare a cogliere al meglio, come ha dimostrato di poter fare negli ultimi tre-quattro anni. L’unione di due realtà importanti in Frutta Friuli potrà ancor più fornire un servizio commerciale che meglio si saprà collocare nell’ambito ortofrutticolo generale».

Le sedi delle cooperative accorpate.

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In copertina,  i caratteristici frutti del kiwi: ne sono stati raccolti 23 mila quintali.

Progetto Montagna a Spilimbergo: stamane convegno e ora la Pastorale

Tutta nel segno del comune impegno per la salvaguardia e la valorizzazione delle Terre Alte il “Progetto Montagna”, fortemente voluto dal presidente del Teatro Verdi di Pordenone, Giovanni Lessio, che ha condiviso l’obiettivo di promuovere la valorizzazione dell’ambiente e la salvaguardia del territorio montano attraverso l’arte e la cultura con il presidente della Sezione di Pordenone del Cai Lorenzo Marcon.
Già felicemente avviata nel corso dell’estate 2020, in occasione del novantesimo anniversario del Rifugio Pordenone, il percorso ha vissuto una fase di ulteriore sviluppo la scorsa estate, con appuntamenti spettacolari proposti in Val Cellina, Val Tramontina e Val d’Arzino, consapevoli che nel contesto montano si evidenziano problematiche di vulnerabilità ambientale, spopolamento e perdita di riferimenti culturali. L’ambizioso progetto prosegue adesso con l’appuntamento che il Cai ha organizzato per oggi 15 ottobre al Cinema Teatro Castello di Spilimbergo.
Il programma è stato aperto stamane dal convegno ad ingresso libero “Ri-Generazioni: il futuro possibile della Montagna”. Un momento di scambio e confronto con presenze altamente qualificate, dal docente dell’Università di Trieste e accademico Cai Maurizio Fermeglia, all’antropologa Alpina Marta Villa, al giornalista Giuseppe Ragogna, al dottore forestale Giorgio Maresi, oltre al Ceo di Legnolandia di Forni di Sopra Marino De Santa, all’architetto Antonio Montani, presidente generale del Club Alpino Italiano, alla ricercatrice dell’Università di Udine Ivana Bassi, al direttore di Montagna Leader Pier Giorgio Sturlese, alla direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco Mara Nemela e al direttore del Parco Naturale Dolomiti Friulane Graziano Danelin. Il convegno suddiviso in due macroaree – tra interventi accademici e testimonianze virtuose e case history – sono stati conclusi dal sindaco Enrico Sarcinelli e dal presidente del Verdi Giovanni Lessio.
E ora, alle 18.30, nel Duomo di Santa Maria Maggiore in programma il concerto ad ingresso libero “La Pastorale. Da Camera” (con il sostegno di Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone-Udine). Formazione tutta al femminile, l’Ensemble Intersezioni, coordinata dal violinista Tommaso Luison, interpreta la Sesta Sinfonia di Beethoven, universalmente noto con il titolo “Pastorale”, in una rara versione cameristica per sestetto d’archi.
Il convegno e il concerto rappresentano una tappa significativa di un progetto che proseguirà nel tempo. In particolare, il prossimo 11 dicembre sarà celebrata la “Giornata Internazionale della Montagna” con un altro straordinario appuntamento sinfonico al Verdi: Vadim Repin, fra i più acclamati violinisti del mondo, sarà solista in un concerto di Max Bruch con l’Orchestra Beethoven Philharmonie diretta da Thomas Rosner. Immancabile, nuovamente, la Sinfonia Pastorale di Beethoven, simbolo universale del rapporto fra musica e natura.

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In copertina, uno scorcio delle montagne (Val Tramontina) del Friuli Venezia Giulia.