San Martino, che giornata nelle Cantine Aperte! “Oro di Ramandolo” super

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ma che bella giornata, viene spontaneo dire stamattina ricordando il titolo di un divertente film di Checco Zalone di alcuni anni fa. Proprio l’ideale per vivere appieno la seconda giornata di Cantine Aperte a San Martino”, in questo scampolo d’estate che purtroppo durerà poco, essendo prevista abbondante pioggia già da martedì. Giusto il tempo per celebrare un po’ ovunque, nella ricorrenza della festa del Vescovo di Tours, le tradizionali Giornate del Ringraziamento, tra le quali emerge quella classica di domani mattina a Dolegna del Collio con la consegna dei famosi Premi di Coldiretti e Comune.
E bella, appena smesso di piovere, è stata anche la giornata di ieri e soprattutto il pomeriggio, proprio per consentire un positivo avvio della festa autunnale dedicata all’enoturismo, all’interno della quale ha vissuto una edizione tutta da incorniciare la bellissima manifestazione “Oro di Ramandolo” che aveva segnato il tutto esaurito – sold out si usa dire oggi, visto che siamo sempre più anglofoni – fin dalla serata di venerdì. Quindi, di successo in successo, anno dopo anno. Bene avevano fatto, anzi benissimo, gli organizzatori nel 2018 a reintrodurre la festa del Ramandolo Docg dopo una parentesi di oblìo. La giornata nelle cantine di Nimis è, infatti, così amata dagli enoappassionati che la premiano con presenze che aumentano a ogni edizione.

Le bottiglie di Ramandolo Docg.

Una festa curata in ogni dettaglio per offrire il meglio ai visitatori, sia in fatto di vini – ma anche di grappe, come la storica di Ramandolo” della distilleria Giacomo Ceschia, la più antica del Friuli, premiata nelle scorse settimane anche dalla famosa Guida Bibenda” della Fondazione italiana sommelier – che di eccellenze gastronomiche soprattutto del Friuli collinare e della Carnia, come formaggi e salumi ma anche dolci della tradizione. Il tutto coronato dal Caffè Illy e, mentre stava calando la sera, dalla festa finale, con tanto di Banda (di Fagagna), alla cantina I Comelli” di via Valle, punto logistico dell’intera manifestazione. E dove sono rientrati – accolti da beneauguranti Alberi di Natale fatti di grappoli appassiti di Verduzzo giallo, quelli che appunto danno l’Oro di Ramandolo – gli enoturisti che avevano partecipato ai vari tour organizzati in altre sei aziende del territorio: Andrea Comelli, Dario Coos, La Roncaia, Osteria di Ramandolo, country-house Ramandolo Club e ritrovo agrituristico Là di Cjapen. Diciotto i produttori protagonisti che ricordiamo, accanto a quelli già citati: Alessandro Coos, Anna Berra di Monai Ivan, Bressani Giuseppe, Claucigh Andrea, Cussigh Maria, Cussigh Pietro, Dri Giovanni – Il Roncat, Dri Mario, Filippon di Comelli Lorenzo, Micossi di Revelant Walter, Monai Gildo, Vigneti Pittaro, Vizzutti Sandro e Marco, Zaccomer Maurizio. Ai quali si sono aggiunti produttori, come in una sorta di “gemellaggio”, del Refosco di Faedis e dello Schioppettino di Prepotto, due prestigiose sottozone dei Colli orientali del Friuli che, quindi, hanno fatto festa con il Ramandolo, la cui denominazione di origine controllata e garantita (dimostrata con tanto di fascetta sul collo di ogni bottiglia) è la prima ad essere ottenuta nel Vigneto Fvg.

Tra grappe e formaggi. E non solo.

E mentre i vignaioli di Nimis – la fortunata manifestazione era stata organizzata dai produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di Civibank – tirano le somme della loro festa, in Friuli Venezia Giulia si vive, come dicevamo, la seconda e ultima giornata di Cantine Aperte a San Martino”, proposta ogni anno a metà autunno dal Movimento regionale turismo del vino. Come ricordavamo ieri su questo stesso sito che abbiamo dedicato alla vite e al vino della nostra regione, sono 37 le aziende del Friuli Venezia Giulia che anche oggi aprono le loro porte ai “wine lovers”. I quali potranno, dunque, approfittare proprio di questa bellissima giornata che ancora una volta ci regala la tradizionale “estate di San Martino”.

La Banda di Fagagna.

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In copertina, ecco il beneaugurante Albero di Natale fatto tutto con grappoli appassiti di Verduzzo giallo.

 

A “Oro di Ramandolo” anche grandi vini da Faedis, Savorgnano e Prepotto

di Gi Elle

Ci saranno anche tre “special guest” – cioè ospiti speciali – nella grande giornata di “Oro di Ramandolo” in programma dopodomani, a Nimis. Faranno festa con il celebre Docg ottenuto sulle colline marnose ai piedi del monte Bernadia i vini bianchi di Savorgnano del Torre, il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. A questi ultimi, due grandi rossi autoctoni che non temono confronti, sono state riservate specifiche sottozone, le quali nel tempo potrebbero preludere a due nuove denominazioni di origine controllata e garantita, che si aggiungerebbero, quindi a Ramandolo, ma anche a Picolit e a Rosazzo.
Un’ottima compagnia, quindi, per regalare agli enoappassionati che sceglieranno questa invitante meta nell’ambito della prima giornata di “Cantine Aperte a San Martino”, l’ormai affermata manifestazione autunnale organizzata dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia. Ma anche per fare festa con i produttori di Nimis che da alcuni anni organizzano la bella manifestazione, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di Civibank. Si tratta, come già annunciato, di un evento enogastronomico “itinerante” che, appunto sabato per tutta la giornata, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la famosa Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, più di altrettanti vignaioli e numerosi artigiani del gusto” che proporranno delle specialità con cui accompagnare le degustazioni.

Ecco il Refosco di Faedis…

… e lo Schioppettino di Prepotto.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede anche sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco, appunto di Faedis (noto anche come Refoscone) o dal Peduncolo rosso.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da alcuni pulmini messi a disposizione dall’organizzazione. Per cui le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”, prima del bivio per Ramandolo-Torlano) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo, in quanto tutte le degustazioni infatti, considerata anche la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati ai due famosi rossi “ospiti”: appunto, il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto (detto anche Ribolla nera). Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, e il Caffè Illy.
Un programma più che invitante, dunque, per cui non resta che sperare in un miglioramento delle condizioni del tempo, che in questi giorni si è sbizzarrito con una vera e propria pioggia “a catinelle”. Come detto, se dovesse piovere, niente paura: tutto si terrà, opportunamente organizzato, al coperto. Ma ovviamente i  diciotto produttori del Ramandolo Docg impegnati nella manifestazione nutrono la fiducia che tutto andrà per il meglio.

Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa. Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 338 4656394.

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In copertina, grappoli di Verduzzo giallo fatti appassire per ottenere il prezioso Ramandolo Docg.

Tra colline e cantine dove a Nimis nasce l’Oro di Ramandolo

“Un vino di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia, di frutta matura, molto equilibrato e piacevole”. Così sta scritto nel decreto ministeriale che dal 2001 ha consacrato il Ramandolo primo vino a Docg del Friuli Venezia Giulia. Nasce quindi proprio dal disciplinare di produzione il titolo – “Oro di Ramandolo” – di un evento promozionale di grande richiamo, che si svolge per tradizione nel sabato più vicino alla Festa di San Martino (che ricorre l’11 novembre). Data in cui, come afferma un antico adagio, “ogni mosto è vino”.
Fa eccezione però il Ramandolo Docg, che si ricava dai grappoli di Verduzzo giallo asciugati dal sole o lasciati appassire sui graticci. La torchiatura avviene normalmente tra fine ottobre e metà novembre, ed è il momento di festeggiare la chiusura dell’annata. Con questo spirito i produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di CiviBank, da alcuni anni organizzano il loro evento “itinerante”: un tour enogastronomico che, sabato 9 novembre, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la mitica Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, altrettanti vignaioli e due dozzine di “artigiani del gusto”.

Qui e sotto immagini del 2018.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da una vera e propria “flotta” di pulmini messi a disposizione dall’organizzazione; le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo (che al momento appaiono discrete): tutte le degustazioni infatti, considerata la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati a due rossi “ospiti”: il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia e il Caffè Illy. Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa.

Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 3384656394.

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In copertina, il caratteristico grappolo di Verduzzo giallo che dà il prezioso Ramandolo Docg.

La vendemmia ok, ma il mercato tra luci e ombre

di Giuseppe Longo

Nel Vigneto Fvg la vendemmia sta procedendo con ritmi sostenuti tanto da avvicinarsi sempre più alle battute finali, escluse ovviamente alcune varietà tardive come i Refoschi, dal peduncolo rosso e soprattutto di Faedis (Refoscone), lo Schioppettino di Prepotto, il Verduzzo friulano – e quindi il Ramandolo Docg nel “cru” ritagliato tra Nimis e Tarcento – e il prezioso Picolit, altro vino protetto dalla denominazione di origine controllata e garantita. Una vendemmia che conferma le previsioni fatte nei primi giorni di settembre da Assoenologi, sia in termini di quantità che di qualità. Anche se quel 18 per cento in meno, a conti fatti, con molta probabilità dovrà essere rivisto ulteriormente al ribasso perché le rese uva-mosto soprattutto in collina sono notevolmente ridotte, complice l’estate siccitosa dopo un finale di primavera con piogge continue che avevano posticipato di molto la fioritura, anche se poi la vite ha un po’ recuperato, fruendo del gran caldo arrivato già in giugno, ma collocando comunque la vendemmia in un periodo più tradizionale per le nostre latitudini. Anche se questo non è un male, soprattutto per una regolare vinificazione che, a temperature mitigate, consente di preservare al meglio nei futuri vini aromi e profumi.

Il Refosco dal peduncolo rosso e quello di Faedis o Refoscone.

Qualità dunque buona, anche ottima, ma quantità ridotta di almeno un quinto rispetto all’anno precedente. Cosa che dovrebbe riequilibrare anche il mercato, che ha mostrato più volte segni di stanchezza. A parte l’anomala situazione che sta vivendo la Ribolla gialla, con quotazioni in pianura delle uve così basse – si è forse piantato troppo? E qui andrebbe aperta una parentesi anche sul dilagante Prosecco – che lanciano segnali preoccupanti anche per il futuro se non si troveranno soluzioni adeguate (e tra queste c’è anche la tutela del nome del vino di questo antico vitigno autoctono attraverso una Doc (o Dop come si dovrebbe dire oggi) che lo metta al riparo dalla concorrenza di altre regioni), è la situazione generale del mercato che va tenuta sotto controllo.

L’abbondante produzione italiana del 2018 – rileva la citata Assoenologi con un’analisi di “respiro” nazionale ma che, evidentemente, trova riscontri anche in Fvg – ha avuto riflessi negativi sulle quotazioni dei vini che nel complesso hanno segnato un -13% sulla precedente campagna. A determinare la riduzione dei listini sono stati soprattutto i vini comuni, da sempre i più esposti alle dinamiche dell’offerta internazionale e alla concorrenza degli altri Paesi produttori, Spagna in primo luogo. Il mercato dei vini comuni nella campagna 2018/2019, infatti, è stato caratterizzato da subito da ribassi piuttosto consistenti tanto che, soprattutto nei bianchi, in alcuni momenti si è tornati a sfiorare i prezzi di dieci anni prima. Nel complesso, l’ultima campagna si è chiusa con un -27% per i vini comuni, maturato da un -34% nel segmento dei bianchi e da un -21% nei rossi. Per i vini a denominazione (Doc-Docg) la riduzione si è limitata al -6%, a dimostrazione che i vini di qualità hanno mercati in qualche modo più consolidati e meno esposti alla concorrenza dei prodotti dei Paesi competitor”. Ed ecco spiegato il motivo per cui è urgente una soluzione anche per la Ribolla, soprattutto se spumantizzata.

Un momento della vendemmia.

In questo panorama certamente non roseo, una luce comunque è rappresentata dal commercio con l’estero, nonostante le “turbolenze” in atto a livello planetario fra le grandi Potenze, questione dazi e Brexit in primo luogo. “Il 2019 sembra avviato su binari piuttosto positivi – rileva infatti Assoenologi -, dopo un 2018 che aveva chiuso i battenti con esportazioni al di sotto dei 20 milioni di ettolitri (-8% sul 2017) a fronte, comunque, di una crescita del valore che, ancora una volta, aveva ritoccato il record positivo attestandosi sui 6,2 miliardi di euro. Intanto, secondo elaborazioni Ismea su dati Istat, i primi 5 mesi del 2019 hanno segnato una decisa progressione delle esportazioni italiane a volume, attestate a 8,6 milioni di hl (+11% sullo stesso periodo dell’anno precedente), a fronte di una meno che proporzionale progressione del valore che ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro (+5,5%)”.

“Se i dati dei mesi successivi – osserva, ancora con proiezione nazionale, la organizzazione dei tecnici della vite e del vino che in Friuli Venezia Giulia è guidata da Rodolfo Rizzi – dovessero confermare questo trend, a fine anno si potrebbero sfiorare i 22 milioni di ettolitri per un introito che, finalmente, potrebbe arrivare al traguardo dei 6,5 miliardi di euro, sebbene ad un ritmo che si sta mostrando più lento rispetto alle attese di qualche anno fa. Sul fronte export, c’è da registrare una progressione più marcata verso i Paesi Ue (+14% in volume e +6% in valore), rispetto a quella verso i Paesi terzi (+6% e +5%). Questa dinamica è correlata chiaramente al mix di prodotto e al loro valore medio. Ad avere avuto, infatti, l’incremento più importante sono stati i vini comuni che, con 2 milioni di ettolitri hanno avuto una crescita del 19% a valore, accompagnata però da una lieve flessione degli introiti. I vini comuni, per lo più sfusi, hanno come naturale destinazione i mercati comunitari e la Germania in particolar modo”.

Continua la crescita degli spumanti (+8% sia a volume che a valore) – conclude Assoenologi -, ma ormai senza l’incremento a doppia cifra a cui eravamo abituati. Anche in questo caso bisogna considerare da una parte il Prosecco che continua a crescere di oltre il 20% sia a volume che a valore mentre l’Asti, ad esempio, mostra delle difficoltà importanti a mantenere quote di mercato. L’export rappresenta circa la metà del fatturato complessivo per il vino italiano, uno sbocco di mercato tanto più importante per lo sviluppo del settore vista la situazione interna che, dopo anni di flessioni, si sta ora assestando sui 22,5 milioni di ettolitri e che potrebbe aumentare nel corso del 2019, fino a superare i 23 milioni”. E per quanto riguarda casa nostra va a tale riguardo annotato proprio il caso Ribolla gialla, sempre più gradita anche spumantizzata. Ma la difficile situazione che, paradossalmente, la varietà sta vivendo in questa vendemmia deve sollecitare, quanti di competenza, a prendere quanto prima le contromisure più adeguate. Proprio perché il mercato ha regole così rigide e impietose che non impongono distrazioni.

Picolit e Verduzzo (Ramandolo Docg): la loro vendemmia è tardiva.

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In copertina, il Tocai friulano che si sta raccogliendo nella zona di Nimis.

In ritardo (ma buona) la vendemmia dopo quella super-precoce

di Giuseppe Longo

L’anno scorso, alla data odierna, la vendemmia in Friuli era già cominciata da cinque giorni. Era, infatti, partita con un anticipo eccezionale il 13 agosto. Non è il caso del raccolto 2019 che – annotavamo qualche giorno fa, soffermandoci sulla determinazione dei prezzi delle vinacce -, avverrà in tempi più in linea con le epoche tradizionali. Anzi, piuttosto posticipato rispetto alla media degli ultimi anni, escluso appunto il 2018, super-precoce, che ha una storia tutta sua. La quantità sarà più contenuta, complice soprattutto una primavera da dimenticare che ha condizionato anche parte della fioritura, ma la qualità si annuncia generalmente buona. Addirittura meglio di come si sarebbe potuto ipotizzare, tenendo conto delle difficilissime premesse. E una “fotografia” fedele dell’annata in corso potrà essere scattata durante il consueto incontro pre-vendemmiale che Assoenologi Fvg, sotto la guida di Rodolfo Rizzi, tiene ogni anno nella seconda quindicina di agosto – l’appuntamento è annunciato per martedì 27, alle ore 18.30, a villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo -, anticipando le stime che saranno delineate dalla sede nazionale per tutt’Italia e quindi anche per la nostra regione. Proprio in quell’occasione, dati “ufficiali” alla mano, si potrà parlare di percentuali in meno: adesso è meglio soprassedere, anche perché i numeri in questa fase hanno un valore relativo. La vera conta è nei tini, anzi nelle botti. Per ora è più utile e prudente fare un’analisi di tipo generale, facendo riferimento soprattutto alle prospettive riguardanti la qualità.

Innanzitutto, bisogna riconoscere che poter parlare di buona vendemmia quest’anno è già qualcosa di veramente singolare. Perché le premesse, abbiamo appena detto, sono state disastrose. Infatti, un mese di maggio così freddo e piovoso, da non ricordarne di simili, aveva fatto accumulare dal Vigneto Fvg un clamoroso ritardo vegetativo, per cui anche la fioritura è avvenuta posticipata di due settimane abbondanti rispetto a quella dell’anno precedente, in pieno svolgimento già nell’ultima decade di maggio: a Cantine Aperte era in pieno sviluppo. E il concomitante maltempo ha influito in negativo sulla formazione dei grappolini, per cui ecco uno dei motivi del sensibile calo produttivo che si annuncia. Fortunatamente, l’estate partita con il turbo ha fatto recuperare almeno in parte il gigantesco ritardo e il caldo africano delle settimane successive – pur mal tollerato dal vignaiolo – ha dato una vera e propria “spinta” alla vite, nonostante a un certo punto si sia verificato uno squilibrio idrico (fino a poche settimane prima i terreni erano in ammollo…) dovuto alla pressoché totale e perdurante mancanza di piovosità, cosa che è stata mitigata soltanto dai temporali più recenti che purtroppo, ma in aree grazie al Cielo circoscritte, sono stati accompagnati anche da forti grandinate e da venti impetuosi. In generale, lo stato sanitario dei vigneti e quindi dei grappoli appare soddisfacente, anche se il controllo delle malattie funginee specie nei primi stadi vegetativi è stato difficile, e pure questo è indice di buona qualità per i futuri vini.

Con queste premesse, quindi, parlare di vendemmia agostana è pressoché impossibile, se non limitata a poche zone, ma comunque a fine mese, soprattutto per le uve “base spumante” (Chardonnay e Pinot bianco), e quindi Prosecco, per le quali peraltro è richiesto un grado di maturazione non troppo accentuato. Per il resto, specialmente sui rilievi – e cioè Collio, Colli orientali e Carso -, bisognerà aspettare i primi giorni di settembre anche per le varietà bianche più precoci, come il Sauvignon che sicuramente sarà il primo a essere pigiato. Quello che l’anno scorso sul Collio fu raccolto appunto il 13 agosto! Seguiranno Pinot bianco e grigio, Friulano – il vecchio Tocai che ancora non ci siamo abituati a chiamare con il nome sostitutivo dopo il famoso “scippo” ungherese – e Ribolla gialla, vino-rivelazione degli ultimi tempi soprattutto se tradotto in bollicine. Pressoché contestuale potrebbe essere la vendemmia di Pinot nero (ovviamente se non sarà destinato alla spumantizzazione), Merlot e Cabernet, mentre per Schioppettino di Prepotto e Refosco dal peduncolo rosso bisognerà aspettare settembre inoltrato. Per il Refosco di Faedis si arriverà addirittura a fine mese se non ai primi di ottobre, quando sarà anche la volta – ma anche più in là, essendo in uso almeno un modesto appassimento sulla pianta – del Verduzzo, per la produzione del Ramandolo, e del Picolit, entrambi protetti dalla Docg. E’ chiaro che le epoche di raccolta ipotizzate sono del tutto indicative, perché molto dipenderà dalle varie zone, se di pianura – Grave, Isonzo, Annia, Aquileia, Latisana – o di collina, e soprattutto dall’andamento meteorologico delle prossime settimane.

Una considerazione importante, però, ci pare di poter trarre fin d’ora. Anche se la quantità, come dicevamo, sarà meno generosa dello scorso anno, e questo non è un male viste le premesse, sul fronte qualitativo si può ipotizzare l’ottenimento di vini armonici e profumati, specialmente per i bianchi a cominciare dal Sauvignon che in fatto di aromi non è secondo a nessuno. Le ondate di caldo anticiclonico, se non con sporadici ritorni, dovrebbero essere finite, per cui le notti notevolmente allungate dovrebbero consentire proprio quell’escursione termica tanto preziosa per creare nel grappolo che sta maturando un significativo corredo aromatico che si trasferirà poi nel vino grazie anche alle mitigate temperature di fermentazione che, invece, l’anno scorso erano difficili da controllare, essendo caldissima anche la vendemmia, specialmente nelle cantine prive di adeguati impianti di refrigerazione.
Osservazioni che ci vengono dunque “di getto” a diversi giorni ancora dall’inizio della stagione dei raccolti. Ma per saperne di più, sarà bene aspettare appunto l’ormai imminente summit degli enologi, tecnici titolati a fornire un quadro puntuale ed esauriente su quest’annata davvero “miracolata”. Che però, nonostante la partenza molto negativa, non dovrebbe per nulla deludere il produttore, ma neanche il consumatore e l’appassionato che amano i vini Made in Fvg.

Pinot grigio sui Colli orientali.

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In copertina, il Sauvignon (spumanti esclusi) sarà sicuramente la prima varietà bianca a essere raccolta.

Impegno a valorizzare l’anima “green” del Vigneto Fvg

di Gi Elle

E’ noto che c’è una nuova sensibilità ambientale all’interno del Vigneto Fvg, con i produttori sempre più orientati a coltivare la vite nel rispetto dell’equilibrio ecologico. Per cui c’è l’impegno a valorizzare l’anima “green” del nostro patrimonio viticolo attraverso progetti di sostenibilità ambientale sociale ed economica assieme agli stessi vitivinicoltori del Friuli Venezia Giulia. Il dato – come informa una nota Arc –  è emerso l’altro giorno a Udine, nella sede della Regione, durante l’incontro del governatore Massimiliano Fedriga e dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, con alcuni produttori vitivinicoli che si sono resi disponibili a portare avanti, e in alcuni casi a proseguire, azioni di sostenibilità. Appunto per rendere i propri vigneti sempre più rispondenti ai criteri di difesa e salvaguardia dell’ambiente.
“Tutte le iniziative legate alla valorizzazione e alla tutela del nostro territorio che possono contribuire alla promozione del Friuli Venezia Giulia, oltre che aiutare a produrre in modo sostenibile tutelando l’ambiente – hanno indicato Fedriga e Zannier -, sono un valore aggiunto per la regione e per le nostre imprese”. “Si tratta di un primo incontro – ha aggiunto il titolare dell’Agricoltura – a cui ne seguiranno altri, convinti che il tema debba essere sviluppato a beneficio dell’intero settore”.
Per l’assessore Zannier, l’attenzione della società e del consumatore verso la sostenibilità ambientale, oltre che verso le attività legate alla viticoltura in termini ecosostenibili, è cresciuta; da qui la necessità di prestare particolare attenzione a tutte quelle pratiche che sono orientate ad essere compatibili con le esigenze dell’ecosistema. E questa sensibilità, dicevamo, all’inizio è aumentata anche fra gli operatori del settore, tant’è vero che si moltiplicano anche gli incontri in cui si parla con specificità di questi problemi. Infatti, due convegni si erano tenuti a fine primavera, a pochi giorni di distanza, dalla Fiera regionale dei vini di Buttrio e della manifestazione dedicata allo Schioppettino di Prepotto nella cornice del Castello di Albana. Ma nel contempo, come è emerso fra l’altro anche negli stessi convegni, sono in aumento pure i produttori friulani che hanno deciso di abbracciare questa formula produttiva, rispettosa appunto dell’equilibrio ambientale.

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In copertina e  qui sopra immagini di vigneti dei Colli orientali del Friuli, nel Cividalese e a Rosazzo.

Due Ribolle, un’amicizia

di Gi Elle

Tutti conoscono il valore socializzante di un buon bicchiere di vino. Sorseggiarlo con calma, apprezzandone aromi e profumi, offre una buona occasione per parlare o discutere amabilmente, ma anche per trovare un’intesa su qualche questione importante. E due Ribolle possono fare addirittura di più: cementare un’amicizia fra altrettante comunità – piccole, ma grandi per la produzione vitivinicola d’eccellenza -, offrendo opportunità di importanti collaborazioni.
E’ quello che era avvenuto esattamente un anno fa, fra Prepotto e Dolegna del Collio, quando sul Ponte dello Schioppettino si dette vita a una originalissima festa nell’ambito del ricco programma Fvg di “Calici di Stelle“.  E l’amicizia nata in quell’occasione fra le due comunità – rappresentate dal sindaco Mariaclara Forti (Prepotto) e dall’assessore all’Agricoltura Carlo Comis (Dolegna) – sarà consolidata proprio oggi perché, come già annunciato, nel variegato calendario regionale messo a punto da Città del Vino e Movimento Turismo del Vino, nella stessa località, sul fiume Judrio storico confine, si terrà la seconda edizione della festa che proprio nelle due Ribolle – gialla quella di Dolegna, nera quella di Prepotto, conosciuta meglio come Schioppettino – ha la sua massima espressione. Senza nulla togliere, ovviamente, agli altri vini di questi operosi paesi, tutelati dalle Doc Collio e Friuli Colli orientali.
Come ricordavamo pochi giorni fa, la prima edizione era stata coronata da un così chiaro successo che subito era parsa evidente l’opportunità di organizzarne una seconda nel 2019. E così l’appuntamento è fissato proprio per questa sera, a partire dalle 19.30, sempre ovviamente sul Ponte dello Schioppettino. Molto suggestivo e invitante il titolo: “Notte di vino, note di stelle. Dal tramonto all’alba”. La manifestazione è stata organizzata dai Comuni di Prepotto e di Dolegna del Collio assieme alle rispettive Pro Loco.
Tutto comincerà, dunque, al calare della sera tra le dolcissime note di un Concerto per Archi e Solisti al Chiaro di Luna.

Il saluto del sindaco Mariaclara Forti (Prepotto) che ha accanto l’assessore Carlo Comis (Dolegna). 

 

TUTTI I PROTAGONISTI

 

Ribolla gialla e altri autoctoni:

Cà Ronesca, Crastin, Fruscalzo Vini, Grudina, Jermann, La Rajade, Norina Pez, Ronco Scagnet, Ferruccio Sgubin, Tenuta Stella, Zorutti

Schioppettino di Prepotto e altri autoctoni:

Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, Nicola Bodigoi, Colli di Poianis, Grillo Iole, Marinig Valerio, Ronco dei Pini, Ronc Soreli, Segreta Winery, Sirch Luca, Stanig, Vignaiuoli Toti, Vie d’Alt, Giovanni Venica, Vigna Lenuzza, Vigna Petrusssa

Esperienze gastronomiche:

Agriturismo Scribano, Agriturismo Tinello Sant’Urbano, Allevamento Bergamasco, Azienda agricola Midun, Panificio Codromaz, Ristorante Al Cjant dal Rusignul, Trattoria Da Mario

Per ulteriori informazioni si potrà telefonare a Mattia al numero 331.1122435.

Ecco le due Ribolle.

Arrivederci, dunque, a questa sera proprio sul “Ponte dello Schioppettino”!

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In copertina, ecco il Ponte dello Schioppettino che unisce Dolegna del Collio e Prepotto.

Prepotto e Dolegna tornano sul Ponte dello Schioppettino

di Gi Elle

L’anno scorso era stato l’avvenimento top di “Calici di Stelle”: la originalissima festa sul “Ponte dello Schioppettino” che unisce i territori di Prepotto e di Dolegna del Collio, divisi dal corso del torrente Judrio, storica linea di demarcazione fra i due Comuni, anzi due Stati. A sinistra, ancora l’Impero austro-ungarico, a destra l’Italia da poco unita. Una festa che aveva sancito l’avvio di un’amicizia e di una collaborazione – una sorta di gemellaggio, insomma – nate nel nome di due Ribolle: quella Nera di Prepotto (conosciuta da tutti appunto come Schioppettino) e quella Gialla di Dolegna. Espressione di due vitigni autoctoni di altrettante zone Doc: Colli orientali del Friuli, all’interno dei quali undici anni fa è stata ritagliata una specifica sottozona denominata appunto “Schioppettino di Prepotto”, nel primo caso; Collio Goriziano, nel secondo, zona che, superato l’immediato confine con la Slovenia, assume il nome di Brda.
Una prima edizione, dunque, coronata da un così chiaro successo che subito era parsa evidente l’opportunità di organizzarne una seconda nel 2019. Quello che è puntualmente avvenuto. E così – come già emerso nel programma generale di “Calici di Stelle” organizzato dalle Città del Vino e dal Movimento del turismo del Vino Fvg di cui questo sito ha ampiamente riferito – l’appuntamento è fissato per sabato prossimo 3 agosto, dalle 19.30, proprio sul “Ponte dello Schioppettino”. Molto suggestivo e invitante il titolo: “Notte di vino, note di stelle. Dal tramonto all’alba”. La manifestazione è organizzata dai Comuni di Prepotto e di Dolegna del Collio assieme alle Pro Loco dei due paesi contermini. E per quanto riguarda proprio Prepotto è la prima importante manifestazione dopo quella, riuscitissima, sempre dedicata ai suoi celebri vini, che si era tenuta all’inizio di giugno nel castello di Albana, il paese dello Schioppettino per eccellenza. Mentre la più importante e significativa festa per Dolegna arriverà a San Martino, quando si terrà la Giornata del Ringraziamento coronata dalla consegna degli ormai prestigiosi riconoscimenti.
La serata comincerà, dunque, al tramonto tra le dolcissime note di un Concerto per Archi e Solisti al Chiaro di Luna. Quindi, via alle degustazioni. Questi i vitivincoltori che proporranno i rispettivi vini.

Ribolla gialla

Ribolla gialla e altri autoctoni:

Cà Ronesca, Crastin, Fruscalzo Vini, Grudina, Jermann, La Rajade, Norina Pez, Ronco Scagnet, Ferruccio Sgubin, Tenuta Stella, Zorutti

Schioppettino di Prepotto e altri autoctoni:

Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, Nicola Bodigoi, Colli di Poianis, Grillo Iole, Marinig Valerio, Ronco dei Pini, Ronc Soreli, Segreta Winery, Sirch Luca, Stanig, Vignaiuoli Toti, Vie d’Alt, Giovanni Venica, Vigna Lenuzza, Vigna Petrusssa

Esperienze gastronomiche:

Agriturismo Scribano, Agriturismo Tinello Sant’Urbano, Allevamento Bergamasco, Azienda agricola Midun, Panificio Codromaz, Ristorante Al Cjant dal Rusignul, Trattoria Da Mario

Schioppettino

Allora non ci resta da dire: arrivederci a sabato, sul “Ponte dello Schioppettino”!

Per ulteriori informazioni si potrà telefonare a Mattia al numero 331.1122435.

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In copertina, l’inaugurazione della prima edizione della festa: il sindaco Mariaclara Forti taglia il nastro.

 

Colli orientali, progetto a Savorgnano per valorizzare Friulano, Refosco e Passito

di Giuseppe Longo

Quella di Savorgnano del Torre, la frazione più a nord del vasto Comune di Povoletto, è una fra le più importanti aree vitivinicole dei Colli orientali del Friuli, dove si producono vini rinomati che beneficiano, su splendide colline baciate tutto il giorno dal sole, di favorevoli condizioni climatiche, ideali per la coltivazione della vite che qui avviene da tempi remoti.
Ora sulla scena dell’agricoltura locale si affaccia un interessante progetto che ha appunto quali protagonisti Savorgnano del Torre ed i suoi vignaioli. “Crediamo – dicono infatti i suoi promotori – sia venuto il momento di presentarci, ma soprattutto di parlare del territorio in cui affondano profonde le nostre radici, i nostri vini e la nostra passione”.
Savorgnano del Torre, le sue colline e le aziende vitivinicole che hanno deciso di partecipare a questo progetto, invitano pertanto a partecipare all’incontro che si terrà oggi 10 giugno, nella sede dell’azienda agricola “Perini”, in via dei Vigneti, alle ore 18.30. La serata sarà riservata soltanto agli esperti del settore vino e della ristorazione: offrirà l’occasione per degustare tre grandi vini della località, come il Friulano (cioè l’ex Tocai) , il Refosco e il Passito delle aziende Genio, Marco Sara, Perini, Pinat e Sara&Sara. Alla manifestazione interverrà anche Matteo Bellotto che presenterà il suo libro “Storie di Vino e di Friuli Venezia Giulia”.
Una bella e importante iniziativa, dunque, voluta da cinque produttori appassionati e volta alla conoscenza e alla valorizzazione di questo angolo dei Colli orientali, una delle zone più prestigiose del Vigneto Fvg, tant’è che tutte le zone Docg sono proprio al suo interno, a cominciare da quella vicinissima di Ramandolo che è stata la prima nella nostra regione ad essere premiata dalla denominazione di origine controllata e garantita. E anche Savorgnano avrebbe le caratteristiche per istituire un “cru” tutto suo appunto all’interno della più vasta zona Doc e puntare, quindi, a un ulteriore rilancio e valorizzazione dei suoi vini, a cominciare dal celebre Passito. L’esempio potrebbe essere fornito anche dalle felici esperienze compiute con il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto, vino cui è stata appena dedicata ad Albana una bellissima manifestazione.

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In copertina e qui sopra viti di Refosco nell’attuale fase vegetativa e con i grappoli già maturi.

Schioppettino di Prepotto al gran finale nel castello di Albana

di Giuseppe Longo

Seconda e ultima giornata oggi con “Appuntamento a Prepotto”, terza edizione di “Incontro con lo Schioppettino di Prepotto, tradizione e cultura”. Dopo lo splendido sabato, che ha beneficiato finalmente di un’appagante giornata di sole – ma sarà così anche oggi, come da previsioni Osmer Fvg -, la giornata domenicale è cominciata con la bella manifestazione “Cammino tra fede, arte e storia – Alla scoperta delle chiesette delle Valli del Natisone lungo il Cammino Celeste”. Nel percorso di 5 chilometri si alterneranno nella spiegazione l’Associazione Iter Aquileiese per la parte storico-religiosa legata al Cammino Celeste e la Pro Loco Nediske Doline per la spiegazione delle chiesette. Si visiteranno la chiesetta di Santo Spirito e quella dei Santi Pietro e Paolo, nonché il castello di Albana, fulcro dei festeggiamenti. A mezzogiorno rientro a piedi al punto di partenza e aperitivo a base di prodotti tipici locali con i celebri vini di Prepotto.

Vigneti nella zona di Albana.

Quindi, dalle 16 all’imbrunire, nella corte del castello Degustazione “Lo Schioppettino di Prepotto e gli altri autoctoni accompagnati dalle prelibatezze degli artigiani del gusto”. Alla stessa ora, nella sala del castello, una originale iniziativa: Degustazione “La musica dello Schioppettino di Prepotto”, vale a dire un abbinamento sensoriale fra brani musicali e 13 pregiate etichette della zona. La manifestazione è a cura della giornalista e sommelier Liliana Savioli ed è organizzata dall’Associazione Produttori dello Schioppettino. Per le prenotazioni. Ammesso ci sia ancora posto, telefonare ad Anna 3284696888 e Mattia 3311122435. Alle 16.30, invece, nel giardino pensile convegno Salute, movimento e… vino: il piacere di sentirsi bene”. Incontro con Annalisa Dorbolò e Roberto Travan, autori di “Da domani mi muovo”, un libro, un metodo, uno stile di vita. Ingresso libero. Infine, alle 17.30, nella sala del castello “Il vino sulle tavole del Basso Medioevo” a cura di Elisa Pallavicini. Incontro sull’utilizzo del vino nell’Età di Mezzo (consumi, stagionalità, conservazione…).

Liliana Savioli guida la degustazione.

Un invitante programma domenicale, insomma, che segue quello altrettanto ricco di ieri pomeriggio, che ha visto svilupparsi due seguitissimi convegni: “La salute non è solo mancanza di malattia: dalla nutrizione le indicazioni per una medicina positiva” (professor Fulvio Ursini, Dipartimento della Medicina molecolare dell’Università di Padova) ed “Ecosostenibilità della gestione del vigneto: attualità e prospettive” (professori Pietro Zandigiacomo e Sandro Sillani, del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine; dottor Pierantonio Belletti, agronomo e tecnico apistico; Maurizio Dosualdo, coordinamento Città del Vino Fvg, moderatore il dottor Claudio Fabbro). Infine, è seguita la manifestazione “Schioppettino Donna”.

“L’impegno dell’amministrazione regionale, all’interno dei futuri programmi europei, sarà fortemente orientato a sostenere la valorizzazione di un sistema di sostenibilità ambientale legato alla riduzione complessiva di sostanze contaminanti nell’ambiente”, ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo proprio al convegno sull’ecosostenibilità nel vigneto. Per Zannier, l’attenzione della società e del consumatore verso la sostenibilità ambientale, oltre che verso le attività legate alla viticoltura in termini ecosostenibili, è cresciuta; da qui la necessità di prestare particolare attenzione a tutte quelle pratiche che sono orientate ad essere compatibili con le esigenze dell’ecosistema.
“Non è più pensabile di portare avanti un’attività imprenditoriale agricola senza tenere in considerazione la prospettiva della sostenibilità – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedrigache, oltre al benessere, dà un valore aggiunto al prodotto con ricadute positive anche sulla sua commercializzazione”.

Il saluto del sindaco Mariaclara Forti e dell’assessore Stefano Zannier con Anna Muzzolini (Produttori dello Schioppettino di Prepotto).

L’assessore Zannier è quindi sceso nelle suggestive cantine del castello dove era in corso una seguitissima degustazione dello Schioppettino, guidata proprio dall’esperta Liliana Savioli, per portare un saluto assieme al sindaco di Prepotto Mariaclara Forti e alla presidente dell’Associazione Produttori dello Schioppettino di Prepotto, Anna Muzzolini. E anche nel pomeriggio di oggi ci saranno, come già detto, altre importanti degustazioni dei pregiati vini di questo stupendo angolo dei Colli orientali del Friuli, dove proprio per lo Schioppettino è stata creata una decina di anni fa una sottozona che è il vero gioiello della viticoltura nella valle del Judrio.

Immagini del castello e panorama.

“Appuntamento a Prepotto” è organizzato dal Comune di Prepotto con l’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto e la Pro Loco Prepotto, con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, di TurismoFvg, dell’Associazione nazionale Città del Vino e di CiviBank.

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In copertina, l’ingresso al castello cinquecentesco di Albana.