Schioppettino di Prepotto, fonte di reddito ma anche “veicolo” di cultura

(g.l.) Schioppettino di Prepotto, gioiello dei Colli orientali del Friuli di cui va giustamente fiera la piccola comunità in riva al Judrio. Vino fonte di reddito e di soddisfazioni primarie, ma anche “veicolo” di cultura. Come quella che sottende il concorso letterario “Prepotto, i racconti dello Schioppettino” appena giunto al termine, tanto che la premiazione avverrà a giorni, il 18 dicembre, nella suggestiva cornice del Castello di Albana, dalla cui collina si domina con lo sguardo sulla valle ricoperta di rigogliosi vigneti, dai cui grappoli si ottengono numerosi vini di pregio, oltre al celebre rosso – la varietà è la Ribolla nera – premiato una dozzina di anni fa con la sottozona denominata, appunto, “Schioppettino di Prepotto”, l’unica a essere riconosciuta nella citata zona a denominazione di origine controllata e che si colloca a buon diritto accanto alle Docg finora approvate e che soltanto quest’area prediletta vanta in tutto il Vigneto Fvg.
La premiazione del concorso letterario sarà l’ultimo atto di un pomeriggio che la civica amministrazione guidata da Mariaclara Forti ha dedicato proprio al grande autoctono friulano. “Appuntamento a Prepotto – Schioppettino, Tradizione e Cultura” prenderà il via, alle 16, con “Duino & Book – Storie di vini”, a cura di Massimo Romita, presidente del gruppo Ermada Flavio Vidonis. Al termine, conferenza sul tema Gestione sostenibile del vigneto e nuovo servizio ecosistemico del bosco quali elementi di promozione di un territorio, relatore il dottor Luca Iseppi, professore associato di Economia agraria ed Estimo dell’Università di Udine. Infine, intorno alle 17.30, la premiazione del concorso letterario “Prepotto, i racconti dello Schioppettino”, coronerà un paio d’ore tutte dedicate al grande vino e ai suoi riferimenti, appunto, nella cultura, ma anche nella tecnica.

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In copertina, ecco la terra dello Schioppettino nella frazione di Albana; qui sopra, un grappolo del pregiato vitigno.

Dolegna e Prepotto rischiano e salvano “Calici di stelle”, un volano del turismo

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – “Audaces fortuna iuvat”, dicevano i latini. Ed avevano ragione, perché qualche volta bisogna anche saper osare e rischiare. Come hanno fatto ieri sera, nonostante le incerte previsioni meteo, gli organizzatori di Dolegna del Collio e di Prepotto per riproporre la bella festa di “Calici di stelle” sul Ponte dello Schioppettino che è pieno di significati, non solo storici – perché fino alla Grande Guerra e quindi alla caduta degli Asburgo divideva il suolo ormai italiano da quello imperiale -, ma anche politico, rappresentato dalle Province di Gorizia e di Udine (sebbene i relativi Enti non ci siano più), e vitivinicolo: da una parte, appunto, il Collio e dall’altra i Colli orientali del Friuli. La serata sotto le stelle, poche per la verità, dunque c’è stata ed è riuscita pure bene, con protagonisti i viticoltori dei due Comuni, piccoli in termini di territorio e di residenti ma grandi in termini di qualità, e soprattutto i loro vini più rappresentativi: la Ribolla gialla di Dolegna e lo Schioppettino di Prepotto, cioè Ribolla nera. Come dire che protagoniste della singolare manifestazione – la prima messa in calendario, tra le ventidue programmate, dalla delegazione Fvg delle Città del vino – sono state due splendide Ribolle, anche con le bollicine per quanto riguarda la prima.

Mariaclara Forti

Carlo Comis

In una parentesi della piacevole cornice musicale, è stato ritagliato anche un momento per l’ufficialità, con tanto di taglio del nastro. L’onore è spettato all’assessore regionale Barbara Zilli, che ha portato il saluto e l’adesione del collega responsabile delle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ma anche del governatore Massimiliano Fedriga. «Il Friuli Venezia Giulia – ha detto la titolare delle Finanze – è una delle regioni vinicole più attrattive e iniziative come “Calici di stelle”, tradizionale appuntamento estivo con la degustazione dei migliori vini del territorio, sono un volano importante per attrarre ancora più turisti e visitatori. È confortante brindare in sicurezza e poter offrire una proposta di grande qualità che coniuga vini, gastronomia e intrattenimento sotto il cielo stellato dell’estate». Il Consiglio regionale era invece rappresentato da Diego Bernardis, già primo cittadino di Dolegna, attento sostenitore e promotore del territorio viticolo, al quale si deve la felicissima idea di candidare all’Unesco Collio e contermine Brda quale Patrimonio dell’Umanità.


Registi della manifestazione i sindaci Mariaclara Forti (Prepotto) e Carlo Comis (Dolegna) che hanno dato il benvenuto agli ospiti, cedendo poi il microfono per telegrafici interventi al vicecoordinatore delle Città del vino, Maurizio D’Osualdo, che ha portato il saluto del coordinatore regionale Tiziano Venturini, assente dalla regione, e ad Alessandro I (al secolo Alessandro Salvin), alla sua prima uscita pubblica di rilievo dopo la recente investitura alla guida del Ducato dei vini friulani, nella cui Corte ducale ora siede anche la stessa Mariaclara Forti.

Maurizio D’Osualdo

Diego Bernardis

Alessandro Salvin

Dopo questo breve intermezzo formale, la serata è proseguita secondo i suoi ritmi ormai collaudati, tra degustazioni di vini – veri mattatori, appunto, Ribolla gialla di Dolegna e Schioppettino di Prepotto (per inciso anche la prima meriterebbe una sua sottozona nell’ambito del Collio Goriziano) – e ottimi abbinamenti gastronomici, cercando di non perdere d’occhio le norme che ci sono richieste per difenderci da un virus che, purtroppo, non si vuole ancora arrendere. Tutto è filato liscio fino a sera inoltrata, quando sono cadute le prime gocce di pioggia. Ma ormai la festa era pressoché finita e salva dai capricci meteorologici di questi giorni. Per cui si può certamente definire pienamente riuscita – anche se miglioramenti e aggiornamenti sono sempre i benvenuti – la serata inaugurale di “Calici di stelle 2021”, quella che avevamo già avuto modo di etichettare come una edizione da record con 22 appuntamenti in 20 Città del Vino. Il prossimo e secondo appuntamento sarà martedì 3 agosto a Capriva, mentre le altre serate di degustazione sono: 5 agosto Camino al Tagliamento; 5 e 6 agosto Cividale (la manifestazione ufficiale del Movimento turismo del vino Fvg); 5 agosto Premariacco; 6 e 7 agosto Duino Aurisina (località sul Carso Triestino, rappresentata dal vicesindaco Massimo Romita), 6 agosto Povoletto, 6 agosto San Giorgio della Richinvelda, 6 agosto Sequals, 7 e 8 agosto Aquileia; 10 agosto Bertiolo, Casarsa della Delizia e Gradisca d’Isonzo; 11 agosto Corno di Rosazzo; 12 agosto Cormòns, Latisana e Torreano; 13 agosto Buttrio e Trivignano Udinese. Ma sui prossimi appuntamenti avremo altre occasioni per ritornare.

Sul ponte ancora al tramonto.

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In copertina, l’assessore Barbara Zilli (tra i sindaci Comis e Forti) al taglio del nastro inaugurale.

Calici di stelle, con Dolegna e Prepotto sabato sul Ponte dello Schioppettino

(g.l.) Conto alla rovescia per il debutto di Calici di stelle 2021. E anche quest’anno candidato a dare il via alla celebre manifestazione estiva è il Ponte dello Schioppettino, tra Albana e Mernicco, che unisce due territori estremamente vocati del Vigneto Fvg: Prepotto, nei Colli orientali del Friuli, e Dolegna, nel Collio. E’ infatti soltanto il corso del torrente Judrio a dividere le due comunità, piccole come entità amministrative e come numero di residenti, ma grandi per la qualità che riescono a esprimere con la loro viticoltura.
Sperando che il bel tempo sia alleato e non succeda come l’anno scorso, quando la manifestazione venne cancellata all’ultimo momento per le brutte previsioni meteo, l’appuntamento è fissato per sabato prossimo, 31 luglio, alle 20 e prenderà il via all’insegna dei due vini che meglio caratterizzano i due paesi: la Ribolla gialla di Dolegna e lo Schioppettino di Prepotto, protetto da una dozzina d’anni da una speciale sottozona. Comunque, se ci fosse minaccia di pioggia, l’evento verrà rinviato al giorno successivo 1 agosto, come informa il programma messo a punto con la regia dei due sindaci, Mariaclara Forti e Carlo Comis. Nello specchietto che segue ecco, dunque, tutti i protagonisti della invitante serata al chiaro di luna.

Un luogo significativo, dunque, per dare inizio a questa edizione record di Calici di stelle 2021 in Friuli Venezia Giulia, che è cresciuta ulteriormente arrivando a quota 22 serate in venti località aderenti all’associazione nazionale Città del Vino che nella nostra regione è coordinata da Tiziano Venturini: un aumento del 25% rispetto lo scorso anno, quando nonostante la pandemia non si era voluto rinunciare a questo tradizionale appuntamento estivo. E già all’epoca si era gestita l’entrata con le prenotazioni e con la massima sicurezza, elemento che sarà riproposto pure quest’estate gestendo il Green pass.
Ventidue le serate in venti località. Si parte il 31 luglio a Prepotto e Dolegna del Collio proseguendo poi il 3 agosto Capriva; 5 agosto Camino al Tagliamento; 5 e 6 agosto Cividale (la manifestazione ufficiale del Movimento turismo del vino Fvg); 5 agosto Premariacco; 6 e 7 agosto Duino Aurisina, 6 agosto Povoletto, 6 agosto San Giorgio della Richinvelda, 6 agosto Sequals, 7 e 8 agosto Aquileia; 10 agosto Bertiolo, 10 agosto Casarsa della Delizia, 10 agosto Gradisca d’Isonzo; 11 agosto Corno di Rosazzo; 12 agosto Cormòns; 12 agosto Latisana; 12 agosto Torreano; 13 agosto Buttrio; 13 agosto Trivignano Udinese. Tutti gli eventi proporranno i vini locali uniti a specialità enogastronomiche e a momenti di intrattenimento sotto le stelle. Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it
Ricordiamo, infine, tutte le 26 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia che, oltre a Dolegna del Collio e Prepotto, sono in ordine alfabetico Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese, Torreano e la nuova entrata Palazzolo dello Stella. In più anche la Pro Loco di Casarsa della Delizia è membro dell’Associazione nazionale e altre Pro Loco stanno per aderire.

 

Cormons, l’addio a “Simon di Brazzan” viticoltore più anziano del Collio

(g.l.) Il Collio ha dato l’ultimo saluto al suo viticoltore più anziano. Sulla soglia dei 103 anni si è spento, infatti, Enrico Veliscig, da tutti conosciuto come “Simon di Brazzan”, dopo una vita di intenso lavoro che l’ha accompagnato fino all’ultimo, grazie alle ottime condizioni di salute che l’hanno sempre sorretto e alla straordinaria vitalità. Quella che aveva mostrato anche tre anni fa, poche settimane dopo aver tagliato il traguardo del secolo, quando a Dolegna del Collio gli era stato attribuito un riconoscimento speciale nell’ambito della Festa del Ringraziamento con la consegna dei tradizionali premi Falcetto e Foglia d’Oro. In quell’occasione, si era dato il giusto risalto a due realtà che fanno onore al Friuli – il vicino Schioppettino di Prepotto e l’Istituto Agrario di Gradisca d’Isonzo, scuola in evidenza per progetti innovativi e lungimiranti -, ma il vero protagonista era stato proprio “Simon di Brazzan”. Suo infatti era stato il terzo Premio perché il Ringraziamento 2018 era a carattere provinciale – non locale come al solito – e la Coldiretti di Gorizia aveva voluto rendere omaggio a questo autentico personaggio, decano della campagna isontina, e la presidente Angela Bortoluzzi l’aveva consegnato proprio a Enrico Veliscig per sottolineare la sua lunghissima fedeltà al sindacato agricolo. Brazzano, frazione di Cormons, e il Collio hanno dunque perso il loro decano, ma ne conserveranno a lungo la memoria e l’esempio. Nato fra gli ultimi bagliori della Grande Guerra, aveva attraversato tutti i problemi del secolo scorso, acuiti dallo scoppio del secondo conflitto mondiale, ma nel contempo, uomo laborioso e tenace, preparato e aggiornato, aveva saputo diventare un viticoltore provetto e appassionato, distinguendosi in questo angolo fra i più pregiati del Collio. E anche Rico,  nel suo piccolo, ha contribuito alla crescita del Vigneto Fvg.

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In copertina, la premiazione di Enrico Veliscig nel novembre 2o18 a Dolegna del Collio (qui sopra, il centenario con Claudio Fabbro).

Prepotto, Schioppettino e Ribolla per i 50 anni insieme di Marisa e Sergio Marinig

di Giuseppe Longo

Schioppettino di Prepotto, vanto di questo splendido angolo dei Colli orientali del Friuli. Di cui sono giustamente orgogliosi anche i Marinig che lo producono da sempre con successo: dapprima Sergio e la sua Marisa, nata Cotterli a Moimacco, e da qualche anno il figlio Valerio, che ha preso in mano il timone della rinomata azienda. Un vino che è noto pure come Ribolla nera, ma anche quella gialla ha nei terreni bagnati dal torrente Judrio, quello che fino al 1918 divideva il giovane Regno d’Italia dall’Impero austro-ungarico, la sua terra d’elezione. Tanto che Sergio e Marisa hanno deciso pochi anni fa di mettere a dimora, proprio dietro la cantina di via Brolo, un vigneto di questa storica varietà autoctona che si presta magnificamente anche a essere spumantizzata. Ora la piccola vigna è entrata in produzione e i due bravi vitivinicoltori, ormai in pensione, hanno potuto brindare anche con una fresca Ribolla gialla al mezzo secolo di vita insieme. E l’hanno fatto domenica scorsa, quando hanno festeggiato – con i figli Martina e Valerio, con rispettive famiglie – l’importante traguardo, salendo prima di tutto al Santuario di Castelmonte per una messa di ringraziamento. La coppia è infatti molto legata ai valori della fede, tanto da trasferirli costantemente nella vita quotidiana. Anche perché Sergio e Marisa sono stati esemplari donatori di sangue – erano stati molto applauditi al raggiungimento, con grande amore verso chi ha bisogno, addirittura di una “damigiana” del prezioso plasma, meritando il massimo riconoscimento dell’Afds -, ma nessuna attività del paese li ha mai visti assenti o poco interessati. Per non parlare della dedizione che Marisa ha avuto per la vita familiare, unendo all’impegno per la crescita dei figli e l’aiuto al marito in campagna, un’assistenza speciale per molti anni alla mamma di Sergio. Una dedizione che sicuramente non ha uguali in tutto il Friuli, tanto che Marisa è giustamente indicata come un esempio luminoso che incarna appunto, giorno dopo giorno, i valori del Cristianesimo e della umana solidarietà. Coronati proprio da una vita insieme lunga 50 anni e che meritava d’essere festeggiata nel modo migliore, proprio brindando con lo Schioppettino e con un calice dell’ottima Ribolla, l’ultima nata della cantina Marinig. Esemplare anche per il Vigneto Fvg.

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In copertina, Sergio e Marisa Marinig nel vigneto di Ribolla, ultimo nato in azienda, e qui sopra al Santuario di Castelmonte con i loro familiari.

“Calici di Stelle” oggi presenta il 2020. Entro giovedì si prenota Dolegna-Prepotto

di Gi Elle

E’ cominciato il conto alla rovescia per il nuovo speciale appuntamento di “Calici di Stelle” sul Ponte dello Schioppettino che tra Albana e Mernico, attraversando il fiume Judrio, unisce i due territori comunali di Prepotto e Dolegna, l’uno espressione dei Colli orientali del Friuli, l’altro del Collio. Questa terza edizione dell’originale “gemellaggio” tra Schioppettino di Prepotto e Ribolla gialla di Dolegna ritornerà, come già annunciato, domenica prossima e sarà la prima manifestazione dell’intenso programma 2020 di “Calici di Stelle” che, con i due paesi a ridosso del confine sloveno,  vede partecipi  anche altre numerose località del Friuli Venezia Giulia. L’annuale iniziativa è indetta dalle delegazioni regionali delle Città del Vino e del Movimento turismo del Vino, con la collaborazione di civiche amministrazioni, Pro Loco e sodalizi locali. Proprio questa sera, alle 19, sarà presentato l’intero programma di “Calici di Stelle 2020” durante un incontro nell’azienda vitivinicola Fantin Nodar di Premariacco (via Casali Ottelio), in una prestigiosa zona della Doc Colli orientali.

Ma tornando alla cena di gala del 2 agosto sul Ponte dello Schioppettino, ricordiamo che, vista la necessità di rispettare scrupolosamente le normative anti-Covid, i posti saranno limitati, per cui le prenotazioni obbligatorie dovranno pervenire online entro giovedì 30 luglio a questi recapiti: prolocodolegnadelcollio@virgilio.it – telefono 3485262617. In caso di maltempo, l’evento verrà annullato con il rimborso delle quote individuali. Questi, dunque, tutti i protagonisti. Maestri vignaioli, Ribolla gialla: Ca’ Ronesca, Ferruccio Sgubin, Fruscalzo, Michele Grudina, Norina Pez, Pascolo, Ronco Scagnet, Tenuta Stella e Zorutti; Schioppettino di Prepotto: Grillo Iole, Ronc Soreli, Stanig, Vigna Petrussa, Vigna Traverso, Vignaiuoli Toti. Maestri del Gusto: Al Cjant dal Rusignul, Codromaz, Hostaria Pettirosso, Scribano, Tinello di San Urbano. Per esaltare i sapori e impreziosire l’atmosfera ci saranno le note musicali Jazz & Blues di Auro e Caio.

Ribolla gialla di Dolegna.

Schioppettino di Prepotto.

Prenotazioni per la cena del 2 agosto sul Ponte dello Schioppettino :
prolocodolegnadelcollio@virgilio.it – telefono 3485262617

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In copertina, il logo di “Calici di Stelle 2020” il cui programma sarà presentato oggi a Premariacco.

 

Colli orientali del Friuli, 50 anni di storia sulla strada della qualità

di Giuseppe Longo

Oggi è il 20 luglio. Ed esattamente in questa stessa giornata di 50 anni fa veniva approvato, con decreto del presidente della Repubblica – capo dello Stato era Giuseppe Saragat – il disciplinare della Doc Colli orientali del Friuli (la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 247 del 30 settembre successivo), la seconda denominazione di origine controllata istituita nella nostra regione dopo quella del Collio Goriziano, che fu apripista nel mettere a frutto le disposizioni della famosa legge istitutiva, la 930 del 1963. Cinquant’anni di storia, dunque, per i vini tutelati dal Consorzio contraddistinto dal marchio con lo Spadone di Marquardo e che sovrintende un ampio territorio che va dal lembo più settentrionale di Nimis e Tarcento – dove è stata ritagliata pochi anni dopo la zona del Ramandolo, evoluta nella prima Docg del Friuli Venezia Giulia -, per continuare verso Attimis, Faedis e Povoletto, con le bellissime colline di Savorgnano del Torre e Ravosa. Quindi, Torreano, Cividale, San Pietro al Natisone, Prepotto, a due passi dal confine con la Slovenia, Corno di Rosazzo, Buttrio, Manzano, San Giovanni al Natisone e Premariacco, con Ipplis e Rocca Bernarda. Piccole porzioni vitate sono comprese anche nei Comuni di Magnano in Riviera, Moimacco, Reana del Rojale e Tricesimo. La sede consortile, fin dall’inizio ubicata nella città ducale, da qualche anno è stata trasferita nella storica cornice di villa Nachini Cabassi a Corno, paese i cui vigneti s’incrociano con quelli del Collio nel limitrofo Comune di Cormons. Il Consorzio di tutela Friuli Colli orientali e Ramandolo – oggi presieduto da Paolo Valle – riunisce circa 200 soci, la maggioranza dei quali vende i vini imbottigliati. I vigneti (2 mila ettari iscritti all’albo) producono oltre 80 mila ettolitri di vino Doc, dei quali almeno il 30 per cento viene commercializzato all’estero. Un’esportazione destinata prevalentemente all’Europa, ma che non esclude Paesi lontani, tra i quali soprattutto Stati Uniti d’America e Giappone.

Paolo Valle

Oltre a quella del Ramandolo, negli anni hanno visto la luce anche le Docg Picolit e Rosazzo, oltre ad alcune prestigiose sottozone – “cru” per dirla con i francesi – che vanno sotto i nomi di Cialla (Ribolla gialla, Verduzzo friulano, Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino, Bianco e Rosso), Refosco di Faedis, Ribolla gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo e Schioppettino di Prepotto. La denominazione “Friuli” Colli Orientali – è questa attualmente la qualificazione corretta dopo l’ultima modifica del disciplinare di produzione – con la specificazione di una delle seguenti indicazioni varietali – Chardonnay, Malvasia (da Malvasia istriana), Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla gialla, Riesling (da Riesling renano), Sauvignon, Friulano (da Tocai friulano), Traminer aromatico, Verduzzo friulano, per quanto riguarda i vini bianchi; Cabernet (da Cabernet franc e/o Cabernet sauvignon e/o Carmenere), Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pignolo, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco (da Refosco nostrano), Schioppettino e Tazzelenghe, fra rossi – è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti costituiti dai corrispondenti vitigni ed aventi una composizione ampelografica monovarietale minima dell’85% in ambito aziendale. Sono ammesse anche le specificazioni “Friuli” Colli Orientali “Rosso”, “Bianco” e “Dolce”, mentre la menzione “Riserva” è ammessa qualora i vini siano stati invecchiati almeno due anni a decorrere dai primo novembre dell’annata di produzione delle uve.

La zona Doc nella storica cartina.

Il territorio – recita ancora il disciplinare – si estrinseca in una variegata alternanza di colline e pianure che si sviluppano ininterrottamente lungo le direttrici nord-ovest e sud-est, creando delle ampie superfici che possono godere di un’esposizione ottimale per la coltivazione della vite, la quale beneficia di microclimi che rendono queste zone molto vocate. I terreni dei Colli Orientali appartengono al così detto “Flysch di Cormòns” che è costituito da un’alternanza di strati di marne (argille calcaree) e arenarie (sabbie calcificate) dall’aspetto molto tipico. Questo insieme è chiamato in friulano “ponca” ed è facilmente alterabile in presenza di agenti atmosferici (soprattutto pioggia, ghiaccio e sole) e si sgretola velocemente in frammenti scagliosi, i quali in seguito si decalcificano e mutano in giallastro l’originario colore grigioazzurognolo o grigio-plumbeo, fino a dissolversi in terreno argilloso. Queste marne sono solitamente ricche di calcare (ne contengono dal 40 al 60%) e di potassio, leggermente meno di fosforo. I vigneti si collocano tra i 100 ed i 400 metri sul livello del mare, che si trova a una quarantina di chilometri: la maggior parte dei terreni vitati si trova su colline terrazzate, mentre alcuni occupano delle porzioni pianeggianti o con un leggera pendenza.

Questo, dunque, un rapido ritratto dei Colli orientali del Friuli come li conosciamo oggi, dopo un’evoluzione durata appunto mezzo secolo da quel Dpr che li istituì. Cinquant’anni che hanno segnato una crescita qualitativa notevolissima, grazie a produttori appassionati e capaci, assecondati da tecnici preparati e guidati da presidenti consortili lungimiranti – dai primissimi Pietro Rubini e Luigi Rodaro, per arrivare ai più recenti Adriano Gigante, Michele Pavan e, appunto, Paolo Valle – che hanno saputo trasformare questa zona Doc in una delle aree più prestigiose del Vigneto Fvg, producendo vini che hanno conquistato il mondo. Un impegno che sicuramente non mancherà nei prossimi 50 anni, perché i Colli orientali sono attesi da altri importanti traguardi. Sempre sotto l’insegna dello storico Spadone di Marquardo che vide il suo debutto a Cividale in occasione delle tradizionali feste epifaniche di 44 anni fa, dunque pochi mesi prima di quel terremoto che devastò mezzo Friuli e che segnò una svolta per la vita in questa meravigliosa terra friulana. Anche per la sua viticoltura di qualità.

La sede e il marchio.

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In copertina, maturazione dei grappoli al via sui Colli orientali: foto scattata ieri nel Cividalese.

Le stagioni e le uve: i Colli orientali “fotografano” il 2019

“L’assistenza tecnica della quale dispongono oggi gli agricoltori aiuta gli operatori vitivinicoli a ottenere sempre il meglio dalle produzioni, spesso anche scongiurando pericoli per il raccolto, e le difficoltà conseguenti a stagioni meno fortunate o meno regolari delle altre”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenendo a Buttrio, alla presentazione della relazione tecnica “Le stagioni e le uve 2019 – Friuli Colli orientali e Ramandolo”, svoltasi a Villa di Toppo Florio.

L’evento – come informa una nota Arc – ha rappresentato un’occasione di confronto, approfondimento e analisi su una visione comune sulle politiche agrarie, dalla quale è emerso che dagli anni del rilancio della viticoltura il Friuli Venezia Giulia dispone di tecnici preparati e qualificati, ai quali la Regione è sempre stata vicina. Si tratta di esperti in grado di assecondare le variazioni climatiche per far arrivare ai mercati e ai degustatori prodotti di pregio, di qualità e di nicchia. Una tradizione che parte dai pionieri della vitivinicoltura, i quali hanno lasciato in eredità al Vigneto Fvg una strada tracciata, che può ulteriormente essere ottimizzata, ma vincente come dimostrano i risultati e i consensi che i vini regionali continuano a raccogliere nel mondo. Zannier ha rimarcato che “la serata di Buttrio è stata occasione per trasmettere ai produttori il messaggio delle nuove frontiere valicate dalla ricerca e da tecnici che, stagione dopo stagione, sono in grado di migliorare la coltivazione delle viti, requisito fondamentale per ottenere vini di grande caratura”.

Scorcio delle colline di Rosazzo.

Il territorio del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo – organismo di tutela presieduto da Paolo Valle – si estende su una superficie vitata di 1.774 ettari, la produzione di vino annua supera i 77.700 ettolitri, ricavati per il 65 per cento da uve a bacca bianca e per il 35 per cento a bacca rossa. Quella del Ramandolo, come è noto, è la prima Docg – denominazione di origine controllata e garantita – istituita nella nostra regione, alla quale poi si sono sono aggiunte le Docg Picolit e Rosazzo, dunque tutte all’interno della stessa area vitivinicola. Sono state inoltre riconosciute alcune prestigiose sottozone: Cialla, Ribolla gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo, Schioppettino di Prepotto e Refosco di Faedis.

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In copertina, grappoli di Verduzzo che danno il Ramandolo, prima Docg del Friuli Venezia Giulia.

Schioppettino di Prepotto e sentore di pepe: oggi un convegno a Corno

di Gi Elle

Sapevate che nello Schioppettino di Prepotto c’è anche un singolare, e interessantissimo, sentore di pepe? Ebbene, a questa particolare caratteristica che rende ancora di più unico il prestigioso vino prodotto nella sottozona dei Colli orientali del Friuli, è stato dedicato anche un convegno per indagare sulla caratterizzazione aromatica del vino attribuita a una particolare molecola, il Rotundone, che si terrà proprio oggi, alle 18, a Villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Psr 2014 – 2020. La rete d’impresa per la valorizzazione del vitigno autoctono ha infatti organizzato un incontro dal titolo “Il ‘sentore di pepe’ nello Schioppettino di Prepotto, caratterizzazoone aromatica e studio del Rotundone”. Relatori Nicola Macrì e Carlo Petrussi. Moderatore il giornalista Paolo Ianna.
“Ma da dove arriva l’aroma di pepe nel vino? Ci arriva – scrive al riguardo Ianna – attraverso una molecola che si chiama Rotundone, oggetto di una ricerca guidata dallo studioso Mango Parker dell’Australian Wine Research Institute (AWRI) di Adelaide, pubblicata su Web il 20 giugno 2007. Detta molecola è stata protagonista di più recenti approfondimenti operati dal team del professor Fulvio Mattivi, presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, portati a termine e resi pubblici nel 2011. Nel 2017, si aggiunge a questi con un progetto richiesto e realizzato dalla rete d’impresa nata per questo preciso scopo, composta da sei aziende produttrici di Schioppettino di Prepotto ed una prestigiosa realtà che si occupa di servizi e di ricerca, nel settore vitivinicolo”.
“Lo Schioppettino – aggiunge – è un vino rosso, nativo dei Colli Orientali del Friuli, dotato di forte identità è conosciuto per l’eleganza e le fragranze pepate. Queste caratteristiche sono molto apprezzate e lo accomunano ad alcuni dei grandi vini rossi (Pinot nero, Syrah, Nebbiolo), come confermato in una recente manifestazione di promozione dei vini rossi autoctoni, sostenuta dalla Regione Fvg.  In quella occasione, una giuria di 30 esperti internazionali guidati da Ian D’Agata, considerato uno dei più importanti wine writer al mondo, hanno riconosciuto le potenzialità dello Schioppettino, eleggendolo al rango di rosso autoctono di riferimento del Friuli Venezia Giulia”.
“Lo studio – riferisce ancora Paolo Ianna – inizia nel 2017 e risponde a precise esigenze dei produttori che mirano a valorizzare il vino, studiando come la correlazione tra condizioni pedo climatiche, gestione agronomica del vigneto e le tecniche di vinificazione possano contribuire ad esaltare e preservare naturalmente la speziatura tipica affinando la gestione di campagna e di cantina attraverso la definizione di ‘protocolli’ condivisi, volti anche a migliorare la sostenibilità ambientale della coltura. Dal progetto ci si attende di confermare e quantificare analiticamente la correlazione, ‘sentore di pepe, concentrazione della molecola nei vini’, ma soprattutto ci si attende di capire quali siano le condizioni pedoclimatiche, le tecniche agronomiche e gli accorgimenti in cantina che possono esaltarne e preservarne la presenza. Durante il progetto sono state realizzate degustazioni guidate di uve, mosti e vini, alla ricerca dell’aroma specifico e sulla base delle azioni e dei dati raccolti.Per ogni tipo di degustazione è stata elaborata e compilata una specifica scheda di valutazione, da cui trarre una descrizione per ogni campione assaggiato”.

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Tutti i dati raccolti, i risultati degli studi ed i “protocolli di gestione agronomica e gestione della vinificazione” output del progetto verranno resi disponibili attraverso il web appoggiandosi al sito internet dell’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto.
Rete d’Impresa per la valorizzazione dello Schioppettino di Prepotto

Info: rotundone.schioppettino@gmail.com
Per maggiori informazioni: www.schioppettinodiprepotto.it

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In copertina, un grappolo di Schioppettino di Prepotto.

Il Vigneto Fvg oggi in festa a Gradisca per il “Noè” a Fabbro e Refosco di Faedis

di Giuseppe Longo

Sono il dottor Claudio Fabbro e i produttori del Refosco di Faedis i rappresentanti del Vigneto Fvg che stamane saranno festeggiati a Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata della manifestazione “La grande famiglia dei Refoschi”. Nella cerimonia che comincerà intorno alle 11, in sala Bergamas, dopo la lectio magistralis del professor Angelo Costacurta dedicata proprio a questa importantissima varietà rossa del nostro Friuli, riceveranno infatti il “Gran Premio Noè 2019”, assieme al famoso vignettista Francesco Tullio Altan e all’Istituto per l’Agricoltura e il Turismo di Parenzo, storica cittadina dell’Istria croata.
Ma gli occhi del settore della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia – senza nulla togliere agli altri premiati – saranno tutti rivolti proprio su Claudio Fabbro e sull’Associazione dei produttori del Refosco di Faedis, che riceveranno l’ambito riconoscimento per la tenacia con cui si sono impegnati per ottenere all’interno della Doc Friuli Colli orientali la sottozona denominata appunto Refosco di Faedis. La quale fa il paio con quella dello Schioppettino di Prepotto, contribuendo così a delineare l’offerta dei vini leader di questa importantissima area vitivinicola.

Più che meritato dunque il premio dei vignaioli del Comune a due passi da Cividale. Ma lo è altrettanto quello di Claudio Fabbro da sempre autorevole voce a difesa e valorizzazione del settore vitivinicolo, oltre che impareggiabile memoria storica dello stesso. “Una Commissioneha scritto infatti il sindaco Linda Tomasinsig in una lettera inviata all’agronomo, enologo e giornalista, nativo della vicinissima Sagradoha deciso di premiarla quale vincitore nella categoria ‘personaggio della regione che con la propria attività si sia particolarmente distinto nella promozione del patrimonio vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia’ per la lunga esperienza, iniziata come direttore dei Consorzi tutela vini Doc Collio e Isonzo, proseguita come funzionario regionale, poi direttore dell’Osservatorio per le malattie delle piante di Gorizia e, infine, con il prestigioso incarico di commissario straordinario dell’Ersa. Autore di numerose pubblicazioni, appassionato giornalista, collabora con tutte le testate regionali del settore enogastronomico. Accademico della Vite e del Vino, membro della prestigiosa Accademia dei Georgofili di Firenze e Senatore del Ducato dei Vini friulani”.

Appuntamento quindi, alle 11, con questa importante cerimonia con la quale, oltre alla consegna dei quattro premi, si darà ufficialmente il via anche alla tre giorni del Gran Premio Noè – dedicata appunto ai Refoschi -, storica manifestazione la cui nascita risale al lontano 1965 e che il Comune di Gradisca, con il supporto della Regione Fvg, ha voluto opportunamente rilanciare a beneficio di un settore economico strategico come lo è quello della produzione vitivinicola che con la sua indiscussa qualità ha conquistato i mercati del mondo.

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In copertina Claudio Fabbro e qui bei grappoli del Refosco di Faedis.