La Regione Fvg con l’assessore Zannier: siamo orgogliosi dell’Organismo pagatore risultato strategico per il 2024

«Il risultato più ambizioso raggiunto nel 2023 è senza dubbio il riconoscimento dell’Organismo pagatore regionale e quindi della piena autonomia del Friuli Venezia Giulia nella gestione dei pagamenti diretti dei fondi comunitari per l’agricoltura. L’obiettivo del 2024 sarà proseguire nel sostegno all’agricoltura con il fondo di rotazione e nel centrare tutta una serie di iniziative che vedono nel mondo agricolo un baluardo primario della salvaguardia del territorio, della qualità dell’agroalimentare e quindi dell’identità stessa della nostra regione». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha tracciato il bilancio del 2023 e le linee guida che orienteranno l’attività del suo comparto in questo nuovo anno.
Zannier ha sottolineato «la centralità dell’aver ottenuto il riconoscimento dell’Organismo pagatore regionale da parte del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. L’Opr ha potuto assumere la gestione, già dal 16 ottobre scorso, dei pagamenti diretti del Fondo agricolo di garanzia (Feaga) e di quello per lo Sviluppo rurale (Feasr)». Se questo è stato l’obiettivo principale dell’anno appena chiuso, molti sono quelli a cui si lavora per il 2024. «In agricoltura – ha detto infatti Zannier – partiamo da uno stanziamento di 19 milioni per il Fondo di rotazione e di altri 5 milioni per lo scorrimento delle graduatorie dei contribuiti per il fotovoltaico alle aziende agricole, oltre a 12 milioni per le opere di irrigazione dei Consorzi di bonifica».
Un’attenzione particolare è riservata all’agroalimentare, la cui promozione e valorizzazione avviene principalmente attraverso l’Ersa per cui sono previsti complessivamente 4 milioni di trasferimenti. Obiettivo che va di pari passo con il lavoro sulle mense biologiche: «Abbiamo ampliato il ventaglio di prodotti ammessi a contributo nella categoria dei prodotti agricoli e alimentari a “chilometro zero”, per dare un segno ancor più incisivo della qualità dei nostri prodotti», ha detto l’esponente della Giunta Fedriga. Per la salvaguardia del territorio nel 2024 sono allocati 15 milioni per interventi idraulici forestali, oltre 5 milioni per le aree naturali, le riserve e i parchi, 2,5 milioni per la viabilità forestale e 1,8 milioni per le azioni antincendio boschivo. Azioni che sono in linea con quanto già avviato nel 2023, in cui – ha spiegato ancora Zannier – «abbiamo rivolto un impegno straordinario al sostegno della competitività del sistema agroalimentare e di 600 imprese del settore a cui sono stati destinati 150 milioni con il programma “Anticrisi conflitto russo ucraino” e a 160 imprese con 11,5 milioni di contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici».
Quanto ai fondi comunitari, nel 2023, a valere sul Piano Strategico della Politica agricola comune 2023-2027, sono stati pubblicati 8 bandi dedicati agli interventi in materia di ambiente e clima con una dotazione finanziaria di 54,5 milioni; un bando per i giovani con 2,4 milioni; quattro bandi per zone svantaggiate e aree Natura2000 per un totale di 12 milioni; due bandi per investimenti produttivi agricoli per la competitività e per l’efficientamento dell’uso dell’acqua con un budget di complessivo di 34 milioni. E, sempre con riguardo ai fondi comunitari impiegati nel 2023, il Piano di sviluppo rurale ha erogato contributi per 38,7 milioni e il Programma nazionale di sostegno al vitivinicolo ha aiutato il settore con 12,7 milioni.
«Non va dimenticato poi il rafforzamento del Corpo Forestale Regionale che oggi conta 63 unità in più oltre agli interventi strategici di manutenzione dei corsi d’acqua e delle strade forestali in montagna, nonché tutta l’attività di rafforzamento della resilienza agli incendi boschivi in Carso», ha concluso l’assessore regionale Zannier.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Basta sprechi, con il pane invenduto ora nasce una birra artigianale Made in Fvg

Nasce PanBirretta, la birra artigianale Made in Fvg, prodotta con il pane fresco di recupero conferito da panifici, gastronomie, ristoranti e hotel del territorio. Il progetto è stato presentato a Udine alla presenza dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e del direttore di Agrifood, Pierpaolo Rovere. Si tratta di un progetto che mette in rete il Birrificio Forum Iulii, i produttori di pane, gli operatori della ristorazione e la grande distribuzione in un circolo virtuoso per ridurre lo spreco alimentare, sostenuto dalla Regione Fvg attraverso Agrifood e il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. PanBirretta nasce da un’idea del Birrificio Forum Iulii che dal 2014 produce birra artigianale nello stabilimento di Cividale che da sempre fonda la propria attività sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione delle materie prime.


“Ogni giorno si parla di economia circolare, di riciclo e di riuso – ha commentato l’assessore Zannier -, ma spesso manca una reale sostenibilità economica di questi processi. PanBirretta invece è economia a 360 gradi: economia dei conferitori che non buttano via il prodotto, economia del produttore e anche del soggetto che distribuisce la birra attraverso la propria rete. Tutto ciò avviene senza la necessità di sostenerlo: c’è quindi sostenibilità sociale, ambientale ed economica”.
PanBirretta, infatti, applica i principi dell’economia circolare con l’obiettivo di dare nuova vita al prodotto invenduto, recuperando il pane fresco non utilizzato che altrimenti diventerebbe rifiuto e che va a sostituire circa il 25% del malto presente nella birra. Lo stabilimento del birrificio, ricavato da una vecchia falegnameria, autoproduce energia elettrica grazie ai pannelli fotovoltaici installati sulla copertura, mentre l’energia termica deriva dall’impianto a biomassa che sfrutta gli scarti della lavorazione del legno.
Il malto proviene da terreni di proprietà coltivati a orzo, mentre il luppolo da produttori prevalentemente locali: i malti esausti, al termine del processo di ammostamento, vengono conferiti ad aziende agricole e utilizzati come mangime per gli animali, mentre i luppoli sono trasformati in fertilizzante per la coltivazione del suolo. Si tratta quindi di un processo di produzione ad emissioni zero, in cui anche gli scarti di lavorazione vengono riutilizzati per altri usi, come è stato spiegato anche dai mastri birrai Angelo Tsimbirlis e Sebastiano Corato.
“L’anima del progetto sta proprio nell’idea di trasformare lo scarto alimentare in ricchezza e in catena di valore per il territorio e per i produttori. – spiega il responsabile di progetto, Umberto Marangoni –. Ci è voluto un anno di lavoro, di sperimentazione e di prove per arrivare alla ricetta perfetta per sostituire parte dei malti con il pane. Abbiamo sviluppato una tecnologia di cui è stata depositata richiesta di brevetto: si chiama Breadwashing e, con una quantità limitata di acqua, assicura il lavaggio naturale del pane per eliminarne il contenuto di sale e renderlo materia prima della nostra birra, sostituendo il malto d’orzo fino ad un massimo del 30%”.


Il residuo della lavorazione (le trebbie, ovvero la componente solida che viene eliminata dopo l’ammostamento) non viene più dato agli allevatori come mangime per il bestiame, ma viene essiccato e lavorato con la farina per realizzare prodotti di panificazione dolce e salata: è il pane che diventa birra per poi ritornare pane.
Anche il packaging ha seguito il percorso della sostenibilità: il confezionamento di Pan Birretta è in lattina di alluminio che consente sia il recupero dell’85% della materia prima riciclabile sia il risparmio su emissioni e costi di trasporto grazie a peso e volume di imballaggio inferiori rispetto alle bottiglie di vetro. Le lattine di PanBirretta riportano il marchio “Io sono FVG”, nato per dare valore alle aziende e ai prodotti agroalimentari del territorio, e sono a scaffale da oggi nei supermercati Interspar del Friuli Venezia Giulia.
“Despar e PanBirretta hanno molti punti in comune – ha sottolineato Fabrizio Cicero Santalena, direttore regionale Fvg Despar – a partire dalla sostenibilità che è un valore fondamentale per noi: i punti vendita lavorano contro lo spreco, donando i prodotti non più vendibili ma utilizzabili. Questo progetto unisce sostenibilità, autosufficienza energetica, riuso e, non da ultimo, qualità del prodotto finale. Crediamo moltissimo in ciò che fa il territorio e siamo orgogliosi di sostenere PanBirretta nella distribuzione: partiamo con gli Interspar per poi allargarci agli altri punti vendita del gruppo”.
PanBirretta sarà acquistabile anche nei punti vendita dei conferitori, panifici, gastronomie, ristoranti, trattorie e hotel che cederanno il pane invenduto al birrificio. “Crediamo sia un ulteriore valore aggiunto coinvolgere nella distribuzione chi ci dà la materia prima, un modo per suggellare la catena virtuosa del progetto. Panificatori e ristoratori potranno vendere e far assaggiare ai propri clienti la birra che nasce anche grazie al loro pane”. In Italia, circa l’8% del pane prodotto rimane invenduto e solo il 3% di quest’ultimo viene trasformato o riutilizzato. Questo significa che ogni anno il pane produce circa 300.000 tonnellate di rifiuti con i conseguenti costi economici e ambientali. PanBirretta è una birra chiara ad alta fermentazione (golden ale stile inglese) con una leggera luppolatura, dal corpo pulito e fresco e con note sapide e fragranti conferite dal pane di recupero che sostituisce parte dei malti.

Elenco conferitori coinvolti ad oggi in Fvg, la cui rete si allargherà nei prossimi mesi – Panificio Francovicchio (Udine), Pizzeria Alla Lampara (Udine), Ristorante Laite (Sappada), Fratelli Panza (Udine), Enoteca Da Michele (Udine), Trattoria Da Nando (Mortegliano), Hotel Ristorante Là di Moret (Udine), Fred (Udine), Macoritto Valentino (Tiezzo), Panificio Pasticceria Paoluzzi (Udine), Panificio pasticceria Cavallo Enzo (Udine), Da Luciano gastronomia (Udine), Trattoria Da Rochet (Reana del Rojale), Forno Rurale (Remanzacco), Osteria Pieri Mortadele (Udine).

Il birrificio Forum Iulii – Birrificio Forum Iulii nasce a Cividale da un progetto che si è concretizzato nel corso dell’anno 2018 con il completamento della ristrutturazione della sede di una storica falegnameria la cui costruzione risale al 1965. L’edificio è stato completamente ristrutturato dando vita a un laboratorio con un impianto di cottura da 10 hl, impianti di fermentazione, confezionamento e un’area di conservazione e stoccaggio. Ospita inoltre una Tap Room dove poter degustare tutte le birre di nostra produzione abbinate a proposte gastronomiche. La nostra filosofia di produzione è stata fin dal principio ispirata ai principi di sostenibilità̀ ambientale. Il fabbisogno energetico è coperto integralmente da fonti di energia rinnovabile che ci garantiscono l’indipendenza energetica.

Obiettivi del progetto su base annua
Pane: recupero di 400.000 fette di pane
Emissioni: risparmio di 12.000 Kg di CO2 (anidride carbonica)
Risparmio di suolo: 40.000 mq coltivati in meno
Acqua: 50.000 litri risparmiati
Malto: 7.000 Kg sostituiti dal pane di recupero
Confezioni: 80.000 Kg riciclabili

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In copertina e all’interno la presentazione della birra artigianale in Regione a Udine.

Tutto ok il primo bilancio di Fruttafriuli la cooperativa che un anno fa ha riunito a Spilimbergo Friulfruct e Friulkiwi

«Esempio intelligente l’operazione che ha portato alla nascita di Fruttafriuli, cooperativa che ha saputo mettere assieme realtà diverse avendo nel contempo la capacità di riuscire a strutturare le attività aziendali dei singoli soci in modo da essere resilienti agli eventi meteo degli ultimi mesi, attraverso investimenti con supporto dei fondi regionali», ha osservato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’assemblea dei soci della più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia – con sede centrale a Spilimbergo, nella zona industriale nord e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e Rauscedo – i quali hanno approvato all’unanimità il bilancio (chiuso come da prassi per le cooperative agricole al 31 luglio) nell’assemblea che si è tenuta al teatro Don Bosco della frazione di San Giorgio della Richinvelda. A illustrare il bilancio il presidente Livio Salvador, mentre il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. In rappresentanza di Confcooperative Pordenone c’era il vicepresidente Pietro Tomaso Fabris.


Si tratta della seconda assemblea di questa realtà sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct e Friulkiwi, composta da 146 soci, che lavorano con passione e attenzione 650 ettari di frutteti, e un’ottantina di impiegati tra quelli a tempo indeterminato e stagionali. In crescita il fatturato, con una decisa vocazione per l’export: l’annata appena conclusa ha visto vendite per 15 milioni 810 mila euro, 3 milioni 900 mila in più rispetto allo scorso anno. Il tutto ricordando che l’estate 2022 non è stata facile per l’agricoltura in regione, visto che è stata caratterizzata da un lungo periodo di siccità e forte irraggiamento solare diretto. Nonostante le difficoltà meteo, la cooperativa ha dimostrato resilienza grazie anche ai nuovi frutteti messi a dimora negli scorsi anni e che stanno entrando sempre più in produzione, la raccolta di mele è stata di 173 mila quintali mentre quella di kiwi di 23 mila.
A regime anche le sedi produttive, che dopo i lavori – anche con finanziamenti regionali – di ampliamento ed efficientamento energetico (fondamentali in questi periodi di rincaro dei costi e inflazione dovuta anche alle tensioni internazionali), con nuove celle di stoccaggio, hanno ora una capacità di conservazione di 260 mila quintali tra le due sedi.

«Questa – ha spiegato il presidente Salvador – è stata la prima annata di operatività dopo l’avvenuta fusione tra Friulfruct e Friulkiwi, possiamo dire che il processo di integrazione tra le due entità è stato assolutamente positivo, non vi sono state criticità di alcun tipo dopo un breve periodo di rodaggio, mentre le economie di scala sono state subito evidenti. Proseguiremo nel nostro percorso incrementale, cercando di far crescere la base sociale, caldeggiando l’aumento delle superfici investite sia a melo che a kiwi, non trascurando i rinnovi varietali atti ad ottimizzare sia le rese ad ettaro sia il profilo qualitativo, quest’ultimo sempre più importante vista la fidelizzazione della clientela che continua ad accrescere la domanda».
«Possiamo dire – ha aggiunto il direttore Paoli – che un primo importante passo per la crescita frutticola friulana è stato fatto, ora si tratta di continuare con impegno e determinazione su una strada delineata, che con il contributo di tutti, ed il sostegno importante anche delle istituzioni e del sistema bancario, potrà portare a far crescere un comparto che qui in Friuli Venezia Giulia ha delle ottime potenzialità e potrà essere capace di riservare a tutti gli operatori delle buone soddisfazioni, senza dimenticare che di pari passo sta già crescendo il nostro gruppo di lavoro e tale crescita potrà continuare riuscendo ad impegnare nuovi addetti nei prossimi anni» .
Il direttore ha anche fornito una prima anticipazione sulla raccolta in corso, che dovrebbe registrare un ulteriore aumento di quantità per le mele, con una ancora maggiore qualità fornita dai nuovi meleti (si supereranno i 190 mila quintali) e un calo nel kiwi, specie che ha sofferto di più l’estate 2023 caratterizzata dalla grandine per la mancanza di coperture in alcuni frutteti, anche se la domanda sul mercato rimane viva.
Positive anche le remunerazioni per i soci in base al loro conferimento, con una liquidazione ad ettaro di terra coltivata pari a 25 mila euro: con un costo di produzione medio che si attesta sui 10 mila euro, si parla di una marginalità di circa 15 mila euro ad ettaro per i frutticoltori. «Risultati in generale buoni – ha affermato Paoli -, se visti in paragone con altre aree produttive o se rapportati a quelli di altre colture, tuttavia faremo sempre di tutto per migliorarli, naturalmente più si andrà ad elevare la qualità media, ed è quello che succede grazie agli imponenti rinnovi eseguiti, più si potrà puntare ad elevare la resa media complessiva».

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In copertina, mele e kiwi marchiati Fruttafriuli; all’interno, l’assemblea dei soci presente l’assessore regionale Stefano Zannier e il nuovo ampliamento nella sede di Spilimbergo.

Rive, tra viticoltura ed enologia fino domani in Fiera a Pordenone. Zannier: protagonista l’innovazione

«La quarta edizione di Rive è ormai un appuntamento consolidato, una sfida che può considerarsi vinta in un territorio in cui pochi pensavano si potesse realizzare una rassegna dedicata a viticoltura ed enologia. I fatti dimostrano, invece, che questa manifestazione fieristica è diventata un’eccellenza, un riconosciuto punto di riferimento internazionale per l’innovazione del settore e dell’intera filiera del vino». A sostenerlo l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha partecipato alla Fiera di Pordenone all’inaugurazione della quarta edizione di Rive, la Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia. La rassegna offre un panorama completo su tutti i prodotti, i servizi e le tecnologie per la produzione del vino: dalla coltivazione della vite fino alla commercializzazione delle bottiglie. Rive è l’unica rassegna fieristica italiana specializzata nell’intera filiera del vino con otto padiglioni e oltre trecento marchi presenti. La manifestazione si concluderà domani, 10 novembre.


«L’innovazione nel settore vitivinicolo è ormai indispensabile – ha proseguito l’esponente della Giunta Fedriga – per riuscire a vincere sfide sempre più impegnative. Sia sul fronte della sostenibilità economica, sociale e ambientale, sia rispetto alla produzione, in un contesto di repentino mutamento a causa delle fitopatologie e del cambiamento climatico, e al mercato che alla fine determina sempre la capacità di successo anche delle attività agricole».
«E’ chiaro che l’innovazione – ha precisato l’assessore – va sempre tarata sulle caratteristiche del territorio. Un sistema vitivinicolo come quello del Friuli Venezia Giulia non può, dunque, che beneficiare di un’occasione come Rive che mette a confronto diretto i produttori delle nuove tecnologie e dell’innovazione con gli operatori del settore che sono gli utilizzatori dell’innovazione. Questo scambio è fondamentale e determinante per capire quali modelli attuare a secondo delle tipologie produttive e del territorio nel quale si produce».
L’esponente della Giunta regionale ha poi introdotto, nell’ambito della rassegna, un importante convegno, organizzato da Ersa Fvg per approfondire alcuni aspetti legati alla nuova Pac in Friuli Venezia Giulia, in particolare sul Piano strategico e il completamento di sviluppo rurale, e sul nuovo Opr Fvg, l’Organismo pagatore regionale. Rispetto a quest’ultimo, Zannier ha assicurato: «L’avvio dell’Organismo pagatore regionale comporterà un cambio di operatività importante e ci consentirà di dare quelle risposte che l’intero comparto agricolo chiedeva da tempo»

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In copertina e all’interno l’assessore regionale Stefano Zannier alla cerimonia inaugurale.

“Agriflumen” decolla a Fiume Veneto per poter valorizzare i prodotti di quartiere

«Iniziative “local” come quella inaugurata oggi hanno il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore dei prodotti di quartiere, affinché possano trovare sempre maggiore interesse da parte del consumatore». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando a Fiume Veneto alla cerimonia di inaugurazione della prima edizione della fiera agroalimentare “Agriflumen”. Promossa dall’Amministrazione comunale con il sostegno dell’associazione Sviluppo e territorio, Coldiretti, Confcommercio e Camera di Commercio, l’iniziativa ha lo scopo di promuovere la cultura agroalimentare del territorio, attuando sinergia tra i vari attori coinvolti per valorizzare la filiera corta territoriale e la cultura della terra e della civiltà contadina.
Alla presenza del sindaco Jessica Canton e del direttore di Coldiretti Pordenone Antonio Bertolla, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha voluto mettere in risalto il valore della fiera agroalimentare quale momento per la promozione dei prodotti della filiera locale. «In un panorama in cui l’aspetto “globale”‘ prende sempre il sopravvento, iniziative come queste hanno il compito di valorizzare invece le filiere locali che hanno bisogno del sostegno della comunità per garantire ai produttori un reddito per continuare a stare sul mercato. Per avere a disposizione prodotti di qualità – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – bisogna essere disposti a pagare qualcosa in più allo scopo di mantenere in vita il ciclo produttivo; se invece l’attenzione del consumatore viene dedicata solo al costo, allora si rischia di mettere in ginocchio l’intera filiera».
«Se questo concetto viene portato avanti a livello locale laddove nascono alcuni prodotti della tradizione – ha concluso Zannier – allora non si fa altro che sensibilizzare la comunità sul valore e la qualità di ciò che trova sul mercato. Per questo motivo la Regione sta accanto e supporta iniziative come quelle inaugurate oggi a Fiume Veneto, nell’ottica di dare il proprio significativo contributo a sostegno dell’intero comparto agroalimentare made in Friuli Venezia Giulia».

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In copertina, un momento della cerimonia inaugurale presente l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier.

Calamità, prorogata la conta dei danni: strutture agricole colpite per 73 milioni

La Giunta regionale Fvg, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, ha richiesto al Ministero delle Politiche agricole di dichiarare l’esistenza di eccezionale calamità naturale per le avversità atmosferiche che si sono abbattute sul Friuli Venezia Giulia il 13, 24 e 25 luglio e il 6 e 7 agosto. «Si tratta – come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – di un passaggio necessario per garantire indennizzi anche alle strutture aziendali non assicurabili dal Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2023. Anche queste ultime, infatti, alla luce dei controlli effettuati dai funzionari dell’Ispettorato regionale dell’agricoltura della Direzione centrale, risultano tra quelle danneggiate dal maltempo con precipitazioni eccezionali di quei giorni. Al momento sono state ricevute oltre 2.000 segnalazioni, delle quali circa 1.200 riguardano danni alle strutture aziendali per una stima di poco superiore ai 73 milioni – ha reso noto l’assessore -. Proprio per la complessità delle operazioni di individuazione e calcolo dovuta alla sovrapposizione degli eventi calamitosi, la Regione si è avvalsa – con questa delibera – della proroga di trenta giorni del termine per la ricognizione dei danni e la definizione dell’ammontare delle spese causate alle strutture dal maltempo», ricognizione che il decreto legislativo 102 del 2004 sugli aiuti compensativi affida alle Regioni.
Per usufruire delle provvidenze previste dal decreto 102, le imprese agricole che hanno subito danni dovranno presentare le domande di indennizzo entro il termine perentorio di 45 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto ministeriale di declaratoria dell’esistenza di eccezionalità dell’evento. La delibera della Giunta, infine, si completa con la definizione puntuale dell’elenco dei Comuni del Friuli Venezia Giulia che rientrano nei territori colpiti dagli eventi eccezionali.

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In copertina, un fabbricato rurale devastato dal maltempo in un’immagine dei Vigili del fuoco.

Pomis, dalle mele colpite dalla grandine una “spremuta” di solidarietà per aiutare la Casa di riposo di Mortegliano

«Un’iniziativa che ha il merito di unire lo spirito di un imprenditore che non si fa piegare dalla difficoltà e l’impegno verso gli altri, verso un’intera comunità, facendo nascere da un danno subito un’opportunità di solidarietà per molti. Abbiamo il dovere di non pensare solo a noi, ma anche a chi ha subito un evento eccezionale senza precedenti». Sono le parole che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha riservato all’iniziativa con cui l’azienda agricola Pomis di Chiasiellis, a Mortegliano, e Aspiag Service Despar hanno voluto valorizzare le mele danneggiate dalla grandine dello scorso luglio destinandole a una produzione speciale di succo che è in vendita negli 80 punti vendita della catena di supermercati in Friuli Venezia Giulia e negli oltre 50 negozi affiliati. Parte del ricavato della commercializzazione della “Spremuta integrale di mela Julia” sarà devoluto al Comune di Mortegliano per far fronte ai lavori di ristrutturazione della Casa di riposo, anch’essa seriamente danneggiata per oltre 2,5 milioni di euro.

«La Regione – ha ricordato Zannier – è intervenuta subito con contributi straordinari per il ripristino del patrimonio pubblico danneggiato, un compito che spettava in primis all’Amministrazione regionale. Al contempo, ci siamo mossi per garantire alle imprese di avere la liquidità necessaria a consentire di andare avanti, per salvaguardare l’intero sistema. Bisogna comprendere infatti – ha proseguito Zannier – che siamo di fronte a una casistica fuori scala che non si concilia con le normali procedure di quantificazione dei danni, tanto che non riusciamo nemmeno a fare una valutazione esatta delle produzioni danneggiate tale da inserirsi nelle “definizioni” previste per i danni da maltempo. Le proporzioni di ciò che è accaduto sono comprensibili soltanto a chi è stato coinvolto. Il disastro occorso con la tempesta Vaja rappresenta in proporzione solo l’uno per cento del disastro provocato della grandinata di luglio: qui si sono persi tutti i prodotti, le attrezzature, le strutture. In assestamento di bilancio a novembre ci saranno nuove misure regionali, nel frattempo dobbiamo attendere l’apertura dei canali di contributo nazionali».
L’idea del recupero delle mele colpite dalla tempesta e l’iniziativa solidaristica collegata alla vendita del succo è stata illustrata dal titolare di Pomis, Peter Larcher. Senza aggiunta di zuccheri, conservanti e coloranti, la spremuta è anche completamente sostenibile, in quanto prodotta e confezionata da Pomis impiegando imballi riciclabili e una parte già riciclati. É facilmente riconoscibile sugli scaffali per il suo packaging che riproduce una foto di una mela avvolta da un chicco di grandine con un Qr Code che racconta quanto accaduto durante la catastrofica grandinata estiva. Alla presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Mortegliano, Roberto Zuliani, e il direttore regionale Despar per il Friuli-Venezia Giulia, Fabrizio Cicero Santalena.

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier con il titolare di Pomis Peter Larcher; all’interno, da sinistra, anche con il direttore regionale Despar per il Friuli Venezia Giulia Fabrizio Cicero Santalena e il sindaco di Mortegliano Roberto Zuliani.

A Martignacco inaugurato il frantoio per i produttori di olio Evo Fvg: dopo il collaudo l’attività al via dall’8 ottobre

«Il frantoio del Consorzio produttori di olio Evo del Friuli Venezia Giulia è un progetto di filiera diventato realtà che ha potuto beneficiare delle linee contributive di sostegno regionale pensate per il comparto e per favorire l’aggregazione dei produttori. Un progetto del valore di circa 1 milione e 800mila euro di cui l’80% è stato oggetto di contributo regionale pari a 1 milione e 400mila euro; un supporto che si è dimostrato fondamentale per la nascita dell’attività permettendo anche di creare una filiera che auspichiamo cresca attraverso i prodotti di tutti: soci o semplici conferitori perché la rete e il lavoro assieme sono fondamentali per il futuro dei nostri produttori». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, all’inaugurazione del frantoio 4.0 nella sede del consorzio a Martignacco. Accanto a lui, fra gli altri, il sindaco della località Mauro Delendi, il tecnico Ersa Gianluca Gori e il presidente del Consorzio Bruno Della Vedova.

«L’Amministrazione regionale – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – incentiva le aggregazioni, non solo per la produzione dell’ulivo ma anche per la carne, per i formaggi e per il vino soprattutto. Siamo troppo piccoli per arrangiarci da soli ed è fondamentale riuscire a lavorare assieme per commercializzare e trasformare i prodotti su elevati standard qualitativi con la garanzia di una massa critica che consenta di affrontare il mercato. Quello odierno è un inizio positivo che deve diventare prassi per l’intera agricoltura regionale: aggregarsi, trasformare, aggredire il mercato, nella consapevolezza che tutti insieme siamo più forti».
Sul territorio regionale sono presenti 600 ettari dedicati all’olivicoltura con un incremento di 20, 30 ettari l’anno; l’espansione della coltura, come è emerso nell’incontro, è dovuta a diversi fattori fra i quali il cambiamento climatico e le esigue richieste irrigue. Partendo da queste considerazioni l’assessore ha sottolineato l’importanza della diversificazione in agricoltura. «In regione – ha osservato – abbiamo una superficie agricola destinata in prevalenza a vigneto seguita da un’importante percentuale dedicata ai cereali e ai frutteti; la diversificazione fa crescere le opportunità di reddito per le imprese agricole». Zannier ha espresso poi una considerazione sullo stato di salute del sistema produttivo agricolo: «È vivo e vitale: sa e deve cogliere gli stimoli dell’innovazione. La nostra regione ha potenzialità tali che può guardare il futuro con fiducia nonostante le emergenze che abbiamo dovuto affrontare».


Il centro di trasformazione del Friuli Venezia Giulia, come ha riferito il presidente Bruno Della Vedova, si traduce in sostenibilità, qualità, innovazione e tracciabilità. In circa 15 mesi, dall’idea progettuale al finanziamento regionale, ora si è pronti per fornire un servizio di qualità a tutti coloro che vogliono trasformare le loro olive in un eccellente olio Evo, seguendo tutte le fasi, dalla molitura, all’imbottigliamento fino alla commercializzazione. I conferitori non devono essere per forza soci. Con i suoi attuali 18 associati, il consorzio si pone come obiettivo il raggiungimento di elevati standard qualitativi di prodotto e punta a produrre un olio unico e ottenere anche la certificazione Igp.
L’avvio e collaudo del frantoio avverrà il 6-7 ottobre, mentre la prima giornata di operatività è prevista per l’8 ottobre, per quei produttori che vogliono raccogliere le olive in anticipo per fare un olio dai sentori e profumi più accentuati. Il frantoio continuerà la sua attività di questo primo anno fino a circa metà novembre.

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In copertina, rigogliosi uliveti allevati in Friuli nella zona di Torlano; all’interno, tre immagini della cerimonia inaugurale del frantoio di Martignacco presente l’assessore regionale Stefano Zannier.

Mela Fvg è una scommessa per il futuro. Tutti i premiati alla Mostra di Pantianicco

(g.l.) «Il settore della mela non va sottovalutato perché sta dando buoni risultati sia nella commercializzazione che nella trasformazione e potrebbe essere così un ottimo comparto sul quale scommettere per il futuro». È questo, in sintesi, il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, a Pantianicco, in occasione della cerimonia di inaugurazione della 52ma edizione della Mostra regionale della mela in programma fino a domenica 1 ottobre. Organizzata dalla Pro Pantianicco con la collaborazione della Regione Fvg, patrocinante dell’evento, la rassegna si configura come uno dei più importanti appuntamenti del comparto agrofrutticolo regionale, oltre che la principale vetrina del comparto della mela del Friuli Venezia Giulia, e si articola tra convegni tecnici, concorsi, momenti conviviali e iniziative di intrattenimento.


Alla presenza del presidente della Pro Loco Greta Cisilino, del sindaco di Mereto di Tomba, Claudio Violino, nonché delle autorità del Comune austriaco di Sankt Paul in Lavanttal gemellato nel nome della mela con quello friulano che ospita la mostra regionale, il titolare dell’Agricoltura Fvg ha evidenziato il valore di un comparto che sta acquistando sempre più valore e importanza in Friuli Venezia Giulia.
«Apparentemente – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – potrebbe sembrare che nella nostra regione gli ettari dedicati alla frutticoltura siano pochi dal momento che dei 130 mila totali solo qualche migliaio sono utilizzati per questo comparto. Tuttavia, qui ci sono soggetti che operano su mercati internazionali con grande capacità economica continuando a crescere anno dopo anno, dando reddito anche attraverso il processo di trasformazione a quanti conferiscono questo prodotto. Il comparto della mela non è quindi da sottovalutare; per questo motivo andranno sostenuti in prima battuta i processi di perpetuazione di ciò che sta funzionando, ma anche la messa a dimora di nuovi impianti e il rinnovo di quelli esistenti».
Infine, l’assessore ha toccato altri due temi molto importanti per l’intero settore dell’agricoltura. «Non va dimenticato – ha detto infatti Zannier – che la Regione sta portando avanti molte azioni per il comparto, alcune delle quali però ancora non sono molto conosciute ma che sarebbero molto utili per i frutticoltori. Ne è un esempio il finanziamento degli impianti anticimice e antigrandine, sostenuti fino all’80 per cento del loro valore. Infine, la vera sfida di tutto il settore dell’agricoltura sarà quello legato all’acqua, dove si dovranno compiere i più grandi investimenti per evitare che il futuro “si secchi”. Questa è una linea condivisa da tutti sulla quale la Regione interverrà in modo rilevante».

Intanto, sono state annunciate ieri le aziende vincitrici per le migliori cassette di mele in esposizione e contestualmente anche i vincitori del 18° Concorso internazionale succo, sidro e aceto di mele che ha visto la partecipazione di circa quaranta aziende con settantaquattro campioni di prodotto provenienti da tutta la nostra regione oltre che da Piemonte, Emilia Romagna, Trentino, Lombardia e Veneto, ma anche dall’Austria e dalla Slovenia.
Come ogni anno aderiscono alla Mostra regionale di Pantianicco le aziende provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia con l’esposizione di centinaia di cassette con le proprie mele fresche di raccolta e di varietà diverse come le Golden, Granny Smith, Gala, Delicious rosse, Fuji o Red Chief. Sono una quarantina le aziende, provenienti da tutta la regione, dalla montagna alla pianura, che partecipano al concorso dedicato alle migliori cassette in esposizione. La commissione tecnica era composta da Emilio Beltrame (Regione Fvg), Barbara Oian, Michele Fabro e Gaia Dorigo (Ersa), Daniele Della Toffola e Marco Gani (Arpa Fvg)), Severino Del Giudice (Confagricoltura), Paolo Ermacora (Università di Udine), Andrea Zadro (Circolo Agrario Friulano), Armando De Paoli (Coop. Frutta Friuli).
Tra le aziende agricole che hanno portato in esposizione le “migliori cassette di mele per gruppo varietale”, visibili al pubblico, la giuria di tecnici ha considerato come cassette varietali migliori quelle presentate dai seguenti produttori Fvg: Azienda agricola La Ghiaia di Lanz Hannes di Sequals (Pn) per le “Gala”; l’Azienda agricola Pez Pio di Beano (Ud) con le sue “Fuji”; Azienda agricola Bonadiman Christian di Campagna di Maniago (Pn) con le “Granny Smith”; La Tiepola di Gabalin Peter e Elmar di Maniago (Pn) con le “Golden”; l’Azienda agricola Pittilini Alberto di Pozzuolo (Ud) per le mele del “Gruppo misto” con la varietà Stark Delicious; per le “mele a Ticchiolatura resistente” si distingue l’Azienda agricola Bant Società Agricola Semplice di San Lorenzo di Sedegliano (Ud) con la varietà Inored, mentre per le “mele autoctone” il riconoscimento va a Pussini Aldo di Lasiz di Pulfero (Ud) con la varietà Di Corone.


Queste, invece, le segnalazioni per il Concorso internazionale per il miglior Succo, Sidro e Aceto di mele, per il quale sono stati analizzati 74 campioni provenienti da 40 aziende. Ad essersi distinte (alcune hanno inviato più campioni) per la categoria succo figurano Pomis di Peter Larcher con ben tre oro, Soini Quinto e figli con due oro e primo posto anche per La Tiepola di Gabalin Peter e Elmar, per la Fam. Kopp Christoph, per l’azienda biologica Anna Arneodo e l’azienda Floribunda e Appleblood Cider.
Le medaglie d’oro assegnate per i migliori campioni di sidro vanno alle aziende Floribunda, Appleblood Cider, Fratelli Marzona di Marzona Claudio e Adriano, Prima Radice, Paladeus, alle Fam. Kopp Christoph, Kostinger Martina, Hasenbichler Karlheinz, Skant Walter, Sorger Gunter e alla slovena Malner d.o.o. di Kozina.
I campioni di aceto migliori invece sono pervenuti dalla Società Agricola, ben due campioni di Mostbarkeiten si aggiudicano l’oro e oro anche all’azienda agricola De Munari Giuseppe e Davide. Tra i “derivati” Oro anche all Cooperativa agricola Il Frutto Permesso per la categoria distillati e per la categoria aperitivo analcolico.

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In copertina, giuria al lavoro per la valutazione delle cassette di mele; all’interno, studenti dell’Istituto agrario di Spilimbergo in visita con la loro insegnante, produzione autoctona e tendone affollato nei primi giorni della manifestazione.

Cipolla rossa, opportunità per Cavasso: tre giorni di festa oggi al gran finale

(g.l.) «Un’iniziativa utile e di grande interesse per promuovere un’eccellenza del nostro territorio qual è la Cipolla rossa di Cavasso Nuovo. Uno dei pregi dell’evento è il coinvolgimento del circuito della ristorazione e della ricezione turistica grazie al percorso di degustazione a cura dell’associazione Cuochi Portus Naonis di Pordenone in collaborazione con la Scuola Alberghiera Ial di Aviano: questo connubio contribuirà a valorizzare aree che pur avendo tanto da offrire non sempre riescono ad esprimere completamente il proprio potenziale». È il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’inaugurazione della mostra “Cigola Rossa di Cjavàs da la Simincia a la Riesta” (Cipolla Rossa di Cavasso dal seme alla treccia) ospitata nella sede municipale della località della Pedemontana. La mostra, grazie alle fotografie di Francesco Zanet, offre la possibilità di ripercorrere i passaggi della coltivazione della Cipolla rossa di Cavasso Nuovo e conoscerne i produttori.

L’intervento dell’assessore Zannier.


Zannier ha rimarcato la qualità della proposta che «si aggancia al circuito enogastronomico e rappresenta un valore aggiunto perché – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – riuscire a inserire queste produzioni di elevata qualità, ma di numeri contenuti rispetto alle esigenze locali della ristorazione e dei privati, permette di caratterizzare il territorio per l’unicità del prodotto, di valorizzarlo e di garantire un ritorno economico ai nostri produttori».
L’evento si inserisce all’interno della tre giorni, che ha preso il via venerdì e che si concluderà oggi, dedicata alla specialità agroalimentare tipica di quest’area che qui viene coltivata e che ha caratteristiche uniche. A promuovere l’evento l’associazione Produttori Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo, sodalizio che raccoglie una dozzina di produttori tra persone che conducono un orto personale e aziende agricole strutturate. Ricco il programma della tre giorni che comprende convegni, laboratori, mostra mercato e degustazioni.


Il “Weekend tra i cipollari” oggi vivrà un’intera giornata di festa. Oltre alla mostra, per tutto il giorno ci sarà il mercato d’eccellenze locali e artigianato tipico nonché il chiosco con piatti del territorio. Inoltre, tanti eventi a partecipazione gratuita. Alle 9.30 da piazza Plebiscito partirà la Passeggiata del circuito PassiParole con l’Ecomuseo Lis Aganis e Alberto Cancian: l’itinerario sarà tutto alla scoperta di Cavasso Nuovo tra i suoi borghi, con dei momenti dedicati ad una riconnessione con la natura attraverso il “Forest bathing” e l’arte dell’intreccio della Cipolla rossa. Alle 10.30 nel Palazat convegno: “Cipolla di Cavasso, scopriamo qualcosa in più”. Dalle 14.30 alle 16.30 al piano terra del Palazat Cipollart, un laboratorio speciale di disegno con Acquerello a cura del Circolo Culturale Pensiero in Libertà. Infine, alle 15.30, nel cortile interno del Palazat Laboratorio d’intreccio della Cipolla rossa a cura dell’Associazione dei produttori. Si potrà provare a realizzare la tipica treccia, detta “riesta”, con le piante spontanee che crescono nelle zone umide del territorio cavassino.

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In copertina e all’interno la pregiata Cipolla rossa di Cavasso Nuovo che va valorizzata.