Vertice prevendemmiale di Assoenologi. L’assessore Zannier: siamo ottimisti sull’annata 2024, pesa l’incognita meteo

«C’è ottimismo per l’annata vitivinicola 2024 anche se il clima ci ha abituati a non dire nulla fino all’ultimo momento; siamo comunque fiduciosi e speriamo di raccogliere i risultati di quella che si prospetta una vendemmia positiva». Questo l’auspicio espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier: l’occasione per tracciare qualche previsione l’ha fornita, ieri pomeriggio, l’evento prevendemmiale di Assoenologi Fvg, ospitato nella sede della biblioteca del dipartimento di Agraria del Polo Scientifico-tecnologico dell’Università di Udine.

Stefano Zannier

Matteo Lovo

«Quello di Assoenologi è un lavoro estremamente prezioso – ha commentato Zannier -. Ringrazio tutte le associazioni e gli operatori qui riuniti per le attività che svolgono. Oggi si apre la stagione in cui operano gli enologi, fino a ieri operavano gli agronomi: agronomi ed enologi sono parte di un’unica partita che in questa regione raggiunge livelli qualitativi anche superiori alle attese del mercato. Per questo il nostro vino deve ottenere il giusto riconoscimento in termini di ritorno economico, con quantità e qualità coerenti con il mercato e con una promozione corretta».
«Possiamo raccontare la qualità del nostro vino soltanto raccontando anche l’identità e la qualità di un territorio” ha sancito l’esponenente della Giunta Fedriga, invitando enologi e operatori a rafforzare le collaborazioni e a condividere la conoscenza. “La Regione – ha aggiunto l’assessore – ha il compito di mettere in campo le risorse per realizzare le idee imprenditoriali e supportare il settore nella sua crescita e innovazione».
All’evento, il più importante per Assoenologi nonché uno dei più prestigiosi del comparto, hanno preso parte le rappresentanze delle associazioni di categoria dell’ambito agroalimentare regionale e del settore vitivinicolo regionale in particolare. L’appuntamento è occasione di confronto prima dell’avvio della vendemmia sull’andamento dell’annata vitivinicola e sulle aspettative del mercato, grazie anche al contributo scientifico di relatori dell’Ateneo di Udine, dell’agenzia regionale Ersa e dell’Osmer.
Ad aprire i lavori è stato Matteo Lovo, presidente Assoenologi Fvg. Nel corso del pomeriggio si sono poi confrontati diversi esperti, tra cui Sandro Bressan di Ersa, sulla flavescenza dorata e mal dell’esca; Valentina Gallina di Osmer, sull’andamento meteo della stagione 2024; Paolo Sivilotti di Uniud e Francesco Degano, tecnico del Consorzio delle Doc Fvg, sugli aspetti fitosanitari e le curve di maturazione; Franco Battistutta di Uniud, su aspetti e considerazioni enologiche relativi alla lavorazione in cantina. Sono quindi intervenuti Stefano Trinco, presidente di Doc Friuli, e Marco Rabino, presidente di Uni.Doc Fvg.

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In copertina, la vendemmia del Pinot grigio una delle prime varietà raccolte in Fvg.

(Foto Enrico Brunelli)

Festa a Malga Montasio che ha celebrato un formaggio valore aggiunto per il Friuli

«Una produzione al cento per cento sostenibile, interamente a “chilometro zero”, e un valore aggiunto unico e irripetibile di questa regione. È importante che eccellenze così peculiari e di qualità del territorio come il Montasio vengano promosse e valorizzate, con l’intento di trasmettere al consumatore il messaggio che dietro al prodotto finito c’è molto di più che un sapore e un profumo: c’è un intero ecosistema fatto di animali, persone e un ambiente conservato da una gestione attenta e costante». Con queste parole l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha portato il saluto della Regione Fvg all’evento “Mmmuu!!! Festival”, svoltosi ieri nella Malga del Montasio (Chiusaforte) per celebrare i 250 anni dalla nascita del formaggio Montasio. L’evento è stato organizzato dall’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio di tutela del formaggio Montasio Dop e con il contributo di PromoTurismo Fvg.

«Affinché le attività legate a questi prodotti artigianali di pregio possano essere portate avanti – ha ribadito l’esponente della Giunta Fedriga – diventa indispensabile spiegare quali sono le difficoltà che gli allevatori continuano a sostenere per avere un latte sempre di qualità. Da un lato, è il consumatore l’unico soggetto che può determinare se questo mondo può sopravvivere, dall’altro la promozione delle nostre tipicità è la strada da seguire per permettere al nostro sistema produttivo di continuare a gestire territori, produrre ad alti standard qualitativi e innovare i processi di produzione. In questo scenario, l’Amministrazione regionale continuerà a supportare il comparto attraverso specifiche linee finanziarie».
Dopo aver portato i saluti del governatore Massimiliano Fedriga, l’assessore Zannier ha consegnato ai presidenti dell’Associazione allevatori e del Consorzio di tutela del Montasio, Renzo Livon e Valentino Pivetta, una targa celebrativa a nome della Giunta regionale. Successivamente, l’assessore ha partecipato all’inaugurazione del nuovo caseificio realizzato con i fondi regionali della Direzione risorse agroalimentari ed entrato da poco in funzione sulla Malga del Montasio.

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In copertina e all’interno ecco tre immagini della festa presente l’assessore Zannier.

Vini in vetrina a Corno di Rosazzo che rafforzano il sistema Vigneto Fvg. Premi a Friulano e Ribolla dei Colli orientali

«Giunti a questa 53ma edizione si rafforza ancora di più l’importanza di mantenere vive le rassegne che evidenziano la forza del sistema vitivinicolo regionale e in particolare del sistema legato all’area collinare. I nostri produttori hanno saputo garantire nel tempo l’elevata qualità dei loro prodotti, oltre a innovare le proprie aziende per essere presenti sui diversi mercati». Lo ha detto ieri sera l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, all’inaugurazione della 53ma Fiera dei vini a Corno di Rosazzo. «È sempre più importante – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – anche attraverso eventi come questo che vanta ormai una lunga tradizione, riuscire a veicolare attraverso una corretta informazione quelle che sono le peculiarità dei vini del Friuli Venezia Giulia».


La Fiera dei vini di Corno di Rosazzo proseguirà fino al 18 giugno. La tradizione vuole che i viticoltori del territorio allestiscano il proprio chiosco mettendo in mescita i vini della propria cantina: come già annunciato, per questa edizione 2024, ci saranno dieci produttori d’eccellenza con circa 90 etichette di vini in mescita. In una tensostruttura è stata allestita, invece, l’enoteca con i vini da tutta la regione. Sarà presente per la prima volta dopo dieci anni il “Blanc di Cuar”, un uvaggio d’eccellenza di tutti i produttori del territorio comunale che arricchirà le possibilità di degustazione.
In occasione della fiera, presente anche la corte ducale del Ducato dei vini friulani, sono stati assegnati i premi del 34° Concorso del Friulano e del 7° Concorso della Ribolla gialla della Doc Friuli Colli orientali, che peraltro ha sede proprio a Corno di Rosazzo assieme alla Docg Ramandolo. Per quanto riguarda il Friulano (ex Tocai), il primo premio è andato alla cantina La sclusa di Spessa di cividale con il Friulano 12 viti Doc Fco 2022. Quindi in seconda posizione la cantina Petrucco di Buttrio con il Friulano Doc Fco 2022, mentre in terza posizione ancora La sclusa con Friulano Doc Fco 2023. Per quanto riguarda la Ribolla, al primo posto si è classificata la cantina Collavini di Corno di Rosazzo, con la Ribolla gialla Doc Fco 2021, quindi Ca’ di Bon di Corno di Rosazzo con la Ribolla Doc Fco 2022 ed infine La magnolia di Spessa di Cividale con la Ribolla Doc Fco.

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In copertina e all’interno due immagini della cerimonia inaugurale di ieri sera a Corno.

(Foto Regione Fvg)

Istituto agrario di Cividale, una storia cominciata un secolo fa. E oggi la scuola è sempre più aperta all’innovazione

Quello dell’Istituto agrario di Cividale è un percorso, lungo cento anni, che ha avuto un ruolo importantissimo per lo sviluppo dell’agricoltura e dell’enologia in regione e continuerà ad averlo in un futuro strettamente legato ai processi di innovazione e automazione. Questo, in sintesi, il contenuto del messaggio portato ieri dagli assessori regionali all’Istruzione e alle Risorse agroalimentari alla cerimonia del centenario dell’Istituto tecnico agrario “Paolino d’Aquileia” di Cividale. Nato nel 1924 come Scuola pratica di agricoltura e poi divenuto Scuola tecnica agraria, è il più antico istituto agrario del Friuli Venezia Giulia. Dal 1960 al 2023 sono oltre 4 mila gli studenti che hanno conseguito il diploma e più di 500 gli specializzati in viticoltura ed enologia.

Due immagini della cerimonia di ieri.

(Foto di Rodolfo Rizzi)

Come ha rilevato l’assessore all’Istruzione, nessun’altra filiera è così rappresentata in Friuli Venezia Giulia come quella legata alla viticoltura e all’enologia, all’interno della quale l’Istituto agrario di Cividale rappresenta un simbolo del territorio. Da parte della Regione Fvg l’attenzione e il sostegno sono costanti e trasversali, in quanto intersecano istruzione e formazione con l’attività e la visione connessa al comparto agroalimentare. Quest’ultimo, ha sostenuto l’assessore, sarà protagonista nel processo di istituzione delle filiere tecnico professionali, con una stretta sinergia tra enti di formazione, Its e il sistema universitario per garantire ai giovani strumenti all’avanguardia per contribuire alla crescita del settore.
L’assessore alle Risorse agroalimentari ha sottolineato come l’agricoltura dovrà mantenere quel ruolo di produttore primario da cui non si può prescindere per il sostentamento della popolazione globale. Fondamentale sarà inoltre rafforzare l’attività formativa e di aggiornamento tecnico per consentire agli imprenditori agricoli di continuare a operare nel settore. L’assessore ha concluso mettendo in luce l’importanza che l’Istituto “Paolino d’Aquileia” riveste nel dare linfa al sistema agricolo regionale attraverso la formazione dei propri studenti.
Nel corso dell’incontro è stata presentata la pubblicazione “Un viaggio lungo un secolo. Cento anni di istruzione agraria a Cividale del Friuli 1924-2024”, che ripercorre in 160 pagine e oltre 500 immagini la storia dell’Istituto agrario e comprende l’elenco, classe per classe, di tutti i diplomati degli ultimi 60 anni. Assieme gli assessori regionali hanno partecipato all’evento, tra gli altri, il dirigente scolastico dell’Istituto, il sindaco di Cividale, numerosi ex allievi ed ex dirigenti.

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In copertina, ecco lo storico ingresso dell’Istituto tecnico agrario “Paolino d’Aquileia” a Cividale.

Agricoltura Fvg, sì a un pacchetto di norme che semplifica e tutela vari settori

Un pacchetto di norme che semplifica alcune disposizioni legislative regionali e che vanno a tutela di vari settori, dalla gestione dei parchi e della fauna, all’installazione di impianti fotovoltaici su aziende agricole, alla definizione dei percorsi formativi per gli ufficiali del Corpo forestale. È la cornice entro cui l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia ha inserito le motivazioni che accomunano le norme contenute nel Capo terzo del disegno di legge 18 “omnibus” che è stato discusso e approvato a maggioranza dall’Aula a Trieste.
Nel dettaglio, l’articolo 41, in materia di impianti fotovoltaici sulle coperture delle aziende agricole, prevede che siano ammessi al contributo regionale anche i costi di rimozione delle coperture su cui non vengono posizionati i pannelli, purché la metà di questi sia comunque collocata su superfici di amianto o fibrocemento. In taluni casi, non tutto il tetto in amianto o fibrocemento può essere idoneo a ospitare i pannelli perché le falde con una cattiva esposizione determinano una resa poco vantaggiosa in termini di produzione elettrica. A fini di tutela ambientale, si consente di vedere riconosciute le spese di sostituzione dell’intera copertura in amianto o fibrocemento anche quando la metà dei pannelli viene realizzata su un tetto diverso, con un’esposizione migliore.
Un ulteriore provvedimento prevede che, per ottenere la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria per il personale della guardia del Corpo forestale regionale in possesso di un’anzianità di servizio pari ad almeno 20 anni, sia necessario, oltre alla richiesta dell’interessato, anche il superamento di un corso di formazione. Secondo l’assessore si creano così le condizioni per garantire la formazione degli ufficiali del Corpo forestale rispetto alle nuove incombenze ed esigenze normative. Viene poi autorizzato il trasferimento di ulteriori risorse per la gestione dei parchi e delle riserve regionali in caso di esigenze di spesa imprevedibili, urgenti e successive rispetto alla data del 30 settembre, termine per la presentazione di un programma di spese, e discendenti da disposizioni cogenti. Con l’articolo 44, si procede, in un’ottica di semplificazione, ad uniformare la disciplina regionale di approvazione delle misure di conservazione specifiche delle Zone di protezione speciale (Zps) a quella propria delle Zone speciali di conservazione (Zsc).
Con altri interventi si adeguano le disposizioni normative regionali al nuovo regime “de minimis” e si aggiornano le norme in materia di disciplina sanzionatoria in viticoltura, al fine di aggiornarla alla normativa nazionale ed europea. L’articolo 53 interviene per modificare le sanzioni previste dalla legge sulla gestione delle risorse ittiche nelle acque interne e, in particolare, su quelle relative al mancato rispetto delle modalità di recupero della fauna ittica in caso di asciutte artificiali e lavori in alveo, al fine di incrementare la tutela della fauna stessa.

Il Prosecco lega Fvg e Veneto, da Verona dimostrazione di unità fra due regioni

Il Prosecco è diventato un’unica realtà che lega indissolubilmente il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, unità che va necessariamente mantenuta una volta che si esce dal confine nazionale per proporsi nei mercati internazionali. È questo, in sintesi, uno dei concetti espressi ieri dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari durante la seconda giornata della 56ma edizione di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato ai vini ed ai distillati in corso a Verona, dove il Fvg è presente con un proprio stand istituzionale curato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa).


Il programma di ieri si è caratterizzato per la partecipazione dell’esponente dell’esecutivo Fvg a vari eventi organizzati per promuovere il sistema regionale e la sua presenza agli stand di alcuni produttori del Friuli Venezia Giulia. Tra gli appuntamenti quello ospitato nello stand allestito dalla Doc del Prosecco, in cui la Regione Fvg ha posto in evidenza la necessità di proseguire uniti tra le quattro province del Friuli Venezia Giulia e le cinque del Veneto quando ci si presenta al di fuori dei confini nazionali. Una visione unica, è stato detto, che poggia su solide basi e sulle quali entrambe le realtà territoriali stanno lavorando per rafforzarne l’immagine.
Inoltre nell’area convegni dello stand del Friuli Venezia Giulia è stata presentata la 21ma Edizione del concorso enologico internazionale “Città del vino” che il prossimo anno verrà ospitato a Gorizia, tornando quindi nella nostra regione dopo 18 anni. In particolare, è stata messa in risalto l’importanza di un evento che richiamerà nel capoluogo isontino una settantina di commissari provenienti da tutto il mondo, i quali saranno chiamati ad esaminare 1500 campioni tra vini e distillati in concorso. Quello del vino, è stato ricordato dall’assessore alle risorse agroalimentari, è un settore che non sempre può essere compresso all’interno di confini geografici soprattutto quando questi ultimi si trovano lungo una linea di frontiera. Pertanto l’approdo naturale per un evento internazionale qual è quello legato al concorso delle Città del vino non può che essere Gorizia, città che ospiterà la manifestazione transfrontaliera Go!2025.
Infine, alla presenza anche del presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è seguito un incontro con una delegazione brasiliana, durante il quale sono state gettate le basi in vista di una futura partecipazione del nostro territorio ad un evento dedicato ai vini in programma in Sudamerica. Il Brasile è, infatti, un mercato al quale la nostra Regione guarda con grande interesse, per avviare collaborazioni che possano valorizzare le nostre specialità ma anche per esportare il grande bagaglio di conoscenze che il Friuli Venezia Giulia vanta in questo settore.

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In copertina e all’interno tre immagini del maxi-stand del Friuli Venezia Giulia.

Il Vigneto Fvg grande protagonista al Vinitaly: allestita una maxi-enoteca che propone quasi cinquecento etichette!

Garantire la presenza delle imprese vitivinicole a manifestazioni internazionali qual è Vinitaly è di fondamentale importanza per ampliare il mercato delle nostre aziende ed è una vetrina in termini di proposta come sistema regionale all’interno del comparto vitivinicolo. Nel futuro, l’orientamento è di guardare oltre i mercati consolidati per approdare verso nuovi mercati grazie anche a una serie di iniziative che offriranno alle imprese terreno fertile per aprirsi al nuovo.
È il concetto espresso ieri dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari in occasione dell’inaugurazione dello stand istituzionale del Friuli Venezia Giulia alla Fiera di Verona, curato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale con la degustazione di prodotti offerti dai Consorzi Dop Montasio e San Daniele. Eccellenza, innovazione e tradizione sono le tre parole d’ordine con le quali la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso Ersa, in collaborazione con l’Unione dei Consorzi vini Doc del Friuli Venezia Giulia – Uni.Doc Fvg, si presenta alla 56ma edizione di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato ai vini ed ai distillati che fino al 17 aprile potrà essere visitato nella città scaligera.


L’esponente della Giunta del Fvg ha poi rimarcato come la collaborazione rappresenti la via maestra per ottenere grandi risultati, non a caso nel padiglione 6 del Friuli Venezia Giulia vengono presentate altre due eccellenze oltre ai vini (Montasio Dop e San Daniele Dop, appunto) perché la regione deve proporsi in maniera unitaria per essere sempre più attrattiva.L’ assessore regionale ha ringraziato i produttori che hanno scelto di essere presenti nella collettiva ma anche tutti coloro che, a vario titolo, hanno garantito l’organizzazione della manifestazione e ha augurato agli operatori del Friuli Venezia Giulia di vivere un Vinitaly foriero di successi commerciali.
Sono 90 le imprese agricole con cantina di trasformazione in vino nell’area dedicata alla Collettiva regionale assieme ad altre 28 realtà vitivinicole che partecipano singolarmente con una propria postazione, ospiti del padiglione numero 6 della Fiera, dedicato al Friuli Venezia Giulia, unificate così in un’unica, grande Enoteca regionale con quasi cinquecento etichette, il numero più alto tra tutte le regioni presenti al Vinitaly in cui convergono oltre a quelle delle aziende nello stand collettivo, anche tutte quelle regionali in fiera. Nel dettaglio, la percentuale di etichette presenti nell’Enoteca regionale (tutti vini certificati, quest’anno con un focus ulteriore sulle produzioni certificate Bio e Sqnpi) è così suddivisa: Friulano 20%, Pinot grigio 17%, Sauvignon 14%, Ribolla gialla 14%, uvaggi bianchi 7%, Refosco 6%, Merlot 4%, Schioppettino 4%, produzione di nicchia (Pignolo, Picolit e Vitovska) 3%.
I 90 produttori della collettiva regionale sono suddivisi in sei percorsi espositivi rappresentanti le 8 zone di denominazione (il 40% delle aziende hanno scelto di essere presenti all’interno della Doc Friuli Colli orientali che include anche la Docg Ramandolo, il 27% Doc Collio, il 17% Doc Friuli Venezia Giulia, il 7% Doc Friuli-Isonzo, il 4% Doc Friuli-Aquileia il 2% Doc Friuli Grave idem la Doc Carso-Kras, l’1% Doc delle Venezie), così da poter rendere riconoscibili le diverse aree produttive della nostra regione e poter valorizzare la presenza di etichette di vini di assoluta qualità.
Alla cerimonia di apertura hanno partecipato, fra gli altri, anche il direttore generale dell’Ersa e il presidente di Uni.Doc Fvg. L’assessore regionale è intervenuto anche all’evento dedicato a Go!2025 – come informa l’articolo che segue – manifestando soddisfazione nell’ospitare, nello stand del Friuli Venezia Giulia, un incontro di particolare rilevanza per i nostri territori ed ha espresso un ringraziamento per la presenza dell’ambasciatore della Repubblica di Slovenia a Roma. Il vino è cultura, ha evidenziato l’assessore regionale, e racchiude una storia che accomuna le nostre genti da sempre, un percorso da valorizzare anche grazie a Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura 2025.

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In copertina e all’interno immagini del maxi-stand allestito dal Friuli Venezia Giulia al Vinitaly di Verona.

A Daniele Drius (Simon di Brazzan) la Medaglia di Cangrande: è il nuovo benemerito della vitivinicoltura Fvg

Daniele Drius rappresenta una testimonianza concreta di quel ricambio generazionale necessario alla continuità delle nostre imprese. Cresciuto all’interno dell’azienda del nonno materno, Enrico Veliscig, da 27 anni porta avanti una cantina rilevante nel panorama vitivinicolo regionale compiendo scelte agronomiche importanti. Drius rappresenta la capacità dei giovani di realizzarsi e di dare prospettiva alla viticoltura friulana cogliendo le opportunità che il comparto offre. A lui va il nostro ringraziamento ed il Premio è il giusto riconoscimento. È la sintesi dell’intervento dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia a margine della cerimonia di consegna del Premio Angelo Betti – Benemerito della vitivinicoltura 2024 con la Medaglia di Cangrande – a Daniele Drius titolare dell’azienda vitivinicola Simon di Brazzan, a Brazzano di Cormons, con 15 ettari coltivati a vigneto all’interno delle Doc Collio e Isonzo.
Drius è stato proposto per il prestigioso Premio dall’esponente della Giunta Fvg per la riconosciuta qualità del suo lavoro nel campo vitivinicolo, nonché per il nome che i suoi prodotti hanno iniziato ad acquisire a livello internazionale, onorando così non solo la sua opera privata ma anche la terra e la regione di cui è espressione.
Il riconoscimento, istituito nel 1973 in collaborazione con gli assessori regionali alle Politiche agricole, viene conferito a coloro che hanno contribuito significativamente alla promozione e alla valorizzazione della cultura vitivinicola nella propria regione, e onora il merito di essere proclamati “Benemeriti della vitivinicoltura italiana”. Drius appartiene a quelle famiglie che per diverse generazioni si sono occupate di coltivare la terra anche se i terreni non erano inizialmente di proprietà ma in mezzadria. I suoi bisnonni iniziarono ad acquistare parte delle terre che oggi coltiva nei primi del Novecento, nel tempo ha radicalmente modificato i sistemi di allevamento delle viti puntando al miglioramento della qualità dell’uva. I sistemi tradizionali di produzione, molto generosi dal punto di vista della quantità, sono stati sostituiti da quelli più idonei a produrre uve di qualità, come ad esempio il cordone speronato e il Guyot singolo o doppio, e ha abbandonato da oltre 25 anni l’uso di trattamenti chimici introducendo l’utilizzo di pratiche naturali. La cerimonia di consegna è avvenuta al ristorante D’Autore di Veronafiere, al Palexpo.

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In copertina, il produttore Daniele Drius con l’importante riconoscimento.

Da 90 anni Vivai Cooperativi di Rauscedo leader mondiali delle barbatelle grazie a un grande lavoro in unità e concordia

«L’anniversario dei 90 anni dei Vivai Cooperativi di Rauscedo è un evento importantissimo non solo per i soci dell’istituzione, per il Comune ospitante, per l’ambito vitivinicolo regionale ma anche per gli insegnamenti che tutti ne possiamo trarre: ci ricorda quanto sia fondamentale vivere dentro il contesto cooperativo e che senza sentimento, senza essere orgogliosi della propria attività, nessun risultato sarebbe conseguibile». È il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’anniversario di fondazione di un’eccellenza imprenditoriale e cooperativa del Friuli Venezia Giulia, primo distretto al mondo per la produzione di barbatelle: 2 mila occupati, 210 soci-produttori, oltre 80 milioni di barbatelle innestate all’anno e una presenza commerciale distribuita in 35 Paesi nel mondo.

Una cooperativa protagonista di una storia di rinascita, trasformazione e sviluppo iniziata nel 1920, quando l’invasione della fillossera in Europa rese incerto il futuro della viticoltura e a Rauscedo un’intuizione davvero geniale pose le basi per quelli che sarebbero divenuti i leader indiscussi del vivaismo viticolo.
L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato quanto la forma cooperativa abbia dato forma a questo successo. «Il comparto vitivinicolo è un insieme complesso, costituito da più componenti e attori. Saper parlarsi, ascoltarsi, coordinarsi, fare squadra è vitale per riuscire ad aumentare le proprie dimensioni, essere più forti e pesare di più: la cooperativa non è e non può essere solo una mera occasione opportunistica in quanto, se così fosse, il futuro potrebbe cambiare di mano: il saper vivere assieme è la base di partenza per superare le difficoltà e raggiungere il successo», ha aggiunto Zannier.
La storia imprenditoriale dei Vivai di Rauscedo insegna anche «quanto sia necessario essere previdenti per poter gestire le sfide che sopraggiungeranno nel prossimo futuro: bisogna imparare a prepararsi per l’avvenire, programmare così da riuscire a superare gli ostacoli, qualunque essi siano», ha auspicato il titolare dell’Agricoltura regionale. «Questo esempio di successo ci insegna che la concordia e l’unione entro il comparto è la strada che dobbiamo perseguire, stimolare e sostenere», ha concluso Stefano Zannier.

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In copertina e all’interno tre immagini della cerimonia di Rauscedo presente l’assessore regionale Stefano Zannier.

Agroalimentare, Zannier a Legacoop Fvg: sono necessarie le aggregazioni di filiera

«Il Friuli Venezia Giulia ha la fortuna di essere un territorio molto diversificato, ma ciò ha comportato di conseguenza anche una frammentazione degli operatori del settore agroalimentare, con aziende di dimensioni molto piccole». È la riflessione che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha portato al dibattito nel corso del convegno “Immagina. Costruiamo il futuro della cooperazione”, conferenza programmatica e di organizzazione 2024 di Legacoop Fvg, ospitato a Villa Russiz di Capriva. I lavori sono stati aperti dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig.
«Le dinamiche agroalimentari più complesse sono quelle che riguardano la filiera compresa tra la produzione primaria e il consumatore. È in questo segmento che si riscontra la maggior difficoltà ad aggregare», ha detto l’esponenente della Giunta Fedriga lanciando infine un appello al mondo cooperativo affinché «favorisca le aggregazioni di filiera come ha fatto la Regione al fine di mantenere la sostenibilità economica delle produzioni che in questo modo potrebbero ampliarsi anche oltre i comparti oggi trainanti del vitivinicolo, dei cereali e della frutta».

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier al convegno.