San Martino a Dolegna, dopo lo stop torna il Ringraziamento con i suoi Premi

(g.l.) Anche Dolegna del Collio è una rinomata Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – come la contermine Prepotto, terra dello Schioppettino – e nel prossimo anno sicuramente beneficerà della scelta del Vigneto Fvg, con Duino Aurisina, a sede della Città Italiana del Vino 2022. Ma, nel frattempo, fa una riflessione sul presente, tirando le somme dell’annata agraria e dei brillanti risultati, soprattutto in termini qualitativi, ottenuti dal settore vitivinicolo, il principale peraltro del paese in riva al torrente Judrio che eccelle per i suoi grandi vini, a cominciare dalla Ribolla gialla, vero vanto di questi produttori. E lo farà in occasione della imminente e attesa ricorrenza di San Martino, quando la piccola comunità si riunirà, secondo consolidata tradizione, per “ringraziare” e “premiare”. E quest’anno la manifestazione è ancora più attesa e sentita dopo lo stop imposto l’anno scorso dall’emergenza sanitaria.

Ecco l’ultima Festa nel 2019.

Quella di Dolegna del Collio è, infatti, la Festa del Ringraziamento più nota e partecipata del Friuli. Perché l’evento, giunto alla 55a edizione, richiama ogni anno, l’11 novembre, proprio in occasione della ricorrenza di San Martino, l’attenzione del mondo dei campi poiché in tale circostanza la sezione locale della Coldiretti conferisce il premio “Falcetto d’oro” e il Comune collinare il premio “Foglia d’oro” a illustri enti o personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo, sui cui nomi il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia.
Sostenuta da CiviBank, la manifestazione è in programma appunto giovedì 11 novembre, alle ore 11, nell’area della cooperativa agricola di via Zorutti. Negli ultimi anni l’evento ha acquisito un notevole spessore per gli illustri personaggi che hanno ricevuto il riconoscimento. Del resto, la banca cividalese è l’istituto leader in Friuli Venezia Giulia nel credito agrario e ha voluto contribuire a conferire a questa iniziativa la massima rilevanza possibile, tanto è vero che nelle ultime edizioni non sono mai mancati i massimi esponenti politico-istituzionali e del settore agricolo della nostra regione. Dopo la celebrazione eucaristica e la successiva benedizione dei mezzi agricoli (l’unica cerimonia che si era potuto fare nel 2020), il presidente della giuria, l’agronomo, enologo e giornalista Claudio Fabbro, condurrà la consegna dei riconoscimenti. Riguardo al rito religioso, sarà sicuramente avvertita l’assenza di monsignor Paolo Nutarelli che ha lasciato Cormons in quanto scelto per la guida della sua Grado, dove farà il solenne ingresso proprio questo pomeriggio.
Ricordiamo che il “Falcetto d’oro” viene assegnato dalla Coldiretti a enti o personalità che hanno valorizzato con la loro attività l’agricoltura, l’enologia e il territorio. Anche l’amministrazione comunale ha voluto affiancare a questo premio un proprio riconoscimento denominato “Foglia d’oro” assegnato a personaggi di chiara fama. A Dolegna per San Martino sono dunque attesi i massimi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Coldiretti e della CiviBank.
A favore del comparto primario la banca cividalese ha rinnovato il proprio impegno anche nell’annata agraria 2020-21 accompagnando le imprese sia sul fronte ordinario che in quello straordinario a seguito delle calamità che si sono verificate. Sul fronte ordinario, si è ulteriormente messa a frutto la convenzione stipulata con la Regione Fvg per la concessione di finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione.

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In copertina, vigneti a Dolegna del Collio tra i colori autunnali post-vendemmia; qui sopra, il centro del piccolo paese con Chiesa e Municipio.

A Gradisca riecco il Gran Premio Noè: sotto la lente anche il Prosecco rosato

di Giuseppe Longo

Non ci sono dubbi! Il nuovo “affare” del settore vino si chiama Prosecco Doc Rosè, la bollicina ultima ad aver debuttato fra i consumatori e che subito li ha “stregati” riscuotendo grande successo soprattutto fra i giovani all’estero (Usa in primis), pur tra le opinioni contrastanti che fin dall’inizio ha suscitato fra i produttori questa innovativa tipologia, facendola diventare un “fenomeno” che si colloca accanto a quello ormai consolidato del Prosecco normale, ma anche a quello dell’altra bollicina sempre più richiesta, la Ribolla gialla, e del Pinot grigio. Uno spumante millesimato a base di Glera e Pinot nero (10-15%) entrato a far parte della macro-denominazione del Prosecco Doc, la denominazione di origine interregionale che si estende su 9 province tra Friuli Venezia Giulia – dove “pesca” il suo nome nell’omonimo paese del Carso Triestino – e Veneto.
E proprio del nuovo Prosecco Doc Rosè, a cura del Consorzio per la tutela del Prosecco, si parlerà domenica prossima nel corso della tavola rotonda “Assemblaggi e cuvée come base spumante” con degustazione in abbinamento a prodotti del territorio che si terrà alle 11 in sala Bergamas, a Gradisca d’Isonzo, nella giornata conclusiva del Gran Premio Noè che si svilupperà nell’arco di tre giornate nel prossimo fine settimana.
Intenso e interessante il programma della storica manifestazione isontina che prenderà dunque il via domani, venerdì, alle 11 nel Nuovo Teatro Comunale con la cerimonia di premiazione, mentre nel pomeriggio, alle 17, seguirà nella ricordata sala Bergamas la presentazione del libro “Essenze, leggende e storie” di Andrea Zanfi con testimonianze di produttori ed esperti del Friuli Venezia Giulia. Seguirà la tavola rotonda sul tema “Differenza tra uvaggio e vinaggio, assemblaggio e cuvée”, con relativa degustazione.
La giornata di sabato vedrà invece protagoniste le Città del vino Fvg, per parlare – ore 11, ancora sala Bergamas – di Agenda 2030, quella cioè ormai famosa sullo sviluppo sostenibile, e quindi di futuro. Concetti che riecheggeranno anche nel pomeriggio – stesso luogo, ore 17 – alla tavola rotonda “Sostenibilità in vigneto: assemblaggi bianchi e rossi con varietà Piwi e altre tecnologie a tutela dell’ambiente”. In altre parole, si porrà l’accento sui vitigni resistenti, quelli studiati e prodotti con successo anche in Friuli Venezia Giulia e che vedono lavorare insieme l’Università di Udine attraverso l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo. Domenica, invece, oltre al focus sul Prosecco Doc Rosè – inevitabili di certo i riferimenti alla polemica attualissima che vede al centro il Prosek croato -, alle 17 sempre in sala Bergamas ci sarà una interessante tavola rotonda di Vinibuoni d’Italia, la guida edita dal Touring club che si occupa ogni anno della Fiera regionale degli autoctoni di Buttrio, sul tema “La forza dei vini italiani: gli assemblaggi e i tagli più famosi”.
Un “ventaglio” di argomenti, dunque, di grande attualità e interesse che non mancheranno di richiamare l’attenzione di coloro che si occupano del “pianeta vino”. Fra i quali, dicevamo, primeggiano proprio le nuove bollicine rosate che piacciono tanto, soprattutto sui mercati stranieri. «Il via libera europeo al disciplinare di produzione del Prosecco Rosé Doc con la modifica da noi richiesta che rende possibile contare sulla nuova tipologia, è un’ottima notizia. Che consente ai produttori di un vino che da sempre oltre confine riscuote uno straordinario successo, di presidiare e conquistare un mercato sempre più ampio e che negli ultimi anni ha registrato una crescita sempre più importante in termini economici e di quantitativi. Parliamo di un esercito di 11.460 viticoltori, 1.192 aziende vinificatrici, 347 case spumantistiche che concorrono al successo senza eguali di una denominazione tutta Made in Italy, diventata emblema e indiscussa bandiera nel mondo. L’accoglimento della nostra richiesta sarà traino per l’intero sistema vitivinicolo nazionale che a causa della pandemia ha registrato una contrazione del valore delle vendite all’estero dopo il record fatto segnare lo scorso anno con oltre 6 mld di euro e che sta soffrendo in modo evidente anche per gli evidenti problemi che il canale della ristorazione sta affrontando», aveva detto l’allora ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, commentando la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Unione Europea dell’approvazione della comunicazione di modifica richiesta dal Mipaaf del Disciplinare di produzione del Prosecco Dop. Modifica tesa proprio all’introduzione della tipologia Rosè con obbligo dell’indicazione d’annata. «Un vino, il Prosecco, che tutto il mondo ci invidia e che in molti tentano di imitare e contraffare», aveva aggiunto la titolare del Dicastero di via XX Settembre.

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In copertina, il Prosecco rosè ormai protagonista sulla scena mondiale.

Anche da New York per gli 80 di Aurelio in quel… Paradiso amato dai buongustai

di Giuseppe Longo

POCENIA – Sono arrivati perfino da New York, oltre che da tutto il Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e dal Trentino, per festeggiare gli 80 anni, bellissimi, di Aurelio Cengarle, nella sua altrettanto bellissima Trattoria “Al Paradiso”, nella omonima borgata di Pocenia, che ricorda un’epica battaglia, ultimo atto della Grande Guerra. Una festa davvero meritata dall’anziano ristoratore per aver fatto di questo locale, in mezzo ai campi della Bassa friulana – quella che oggi si preferisce chiamare Riviera -, uno dei templi più affermati dell’enogastronomia Made in Fvg.

Aurelio, Annamaria e Federica.

Come ha sottolineato Walter Filiputti, presentando il simpatico e affettuoso incontro voluto dal grande amore che per Aurelio nutrono la moglie Annamaria Mauro e la figlia Federica, il ristorante ha scritto infatti una delle pagine più belle di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il consorzio che da una ventina d’anni promuove con efficacia (ricordate le famose cene-spettacolo che animavano diverse sere d’estate prima del Covid? E che si spera riprendano quanto prima) la “tavola” di casa nostra assieme ai grandi vini del Vigneto Fvg. Una festa che ha inorgoglito ed emozionato il sempre giovane Aurelio che, prima di soffiare sulla grande Millefoglie fatta in casa dalla sua Annamaria – e con gli ultimi ritocchi direttamente in sala, davanti agli occhi incuriositi degli ospiti -, ha ringraziato di cuore tutti coloro che gli sono stati vicino,  prime fra tutti ovviamente moglie e figlia. Ma anche gli chef che si sono succeduti nella cucina del locale, dove i piatti del territorio – o a km zero come si usa dire spesso – hanno sempre avuto la preferenza, pur con l’innesto di un po’ di fantasia e innovazione, “ingredienti” che tra i fornelli non guastano mai. E maestro impareggiabile è stato il grande, indimenticato Gianni Cosetti.

Walter Filiputti


Proprio i cuochi che hanno reso famosa la Trattoria, un vero… Paradiso per i buongustai, hanno voluto essere presenti, offrendo ognuno un piatto per festeggiare Aurelio. Portate che hanno rappresentato un tributo a questo “tempio della tradizione, in un percorso tra passato e presente”, come recitava il menu che gli ospiti hanno trovato accanto ai piatti. Così, un aperitivo di benvenuto in giardino preparato da Michele Zucchiatti, con grande protagonista, lodata da tutti, la “Sopressa del capo”, quella di cui Aurelio, nella veste di norcino (perché è anche questo che sa fare il nostro ristoratore), va molto orgoglioso. Quindi il primo piatto di Paolo Migliore: una sinfonia di sapori che mescolava mare e campagna con i bocconcini di coda di rospo alla segale e la polpettina di stracotto d’asino, con agro di radicchio, rafano, “perle” di birra, cavoletti alla senape e purea di ceci. Seguivano i deliziosi gnocchi alla carnica con ricotta affumicata di malga Sauris, di Domenico Monte, e un classico: l’oca in tecja al Refosco con polenta biancoperla macinata a pietra del Mulino Zoratto, preparato da Claudio Bassobondini. Infine, un incontro tra due generazioni per chiudere in bellezza: sandwich di purea di lampone ripieno di una mousse leggera al cioccolato bianco e anice stellato con sorbetto di uva fragola, di Mario Spanu, e la citata Millefoglie di Annamaria. I vini? Dalla fornitissima cantina del “Paradiso” una scelta ben azzeccata per ogni piatto: Ribolla gialla Ronco Vieri- Vigneti Pittaro e Moscato giallo – Paradiis, accanto all’Aperitivo Nonino Botanical Drink; Chardonnay “Sun of winter” ’18 – Bortolusso; Pinot nero ’18 – Forchir; Vinea Mea Electa ’15 – Terre Rosse; Moscato Rosa – Forchir. E per i saluti alla famiglia Cengarle e al suo neo ottantenne i prodotti della Nonino, classificata come Miglior distilleria al mondo 2019 da Wime Star Awards. Che meraviglia, tutto questo. Mi prenoto già per i 90, caro Aurelio!

Paolo Migliore

Domenico Monte

Claudio Bassobondini

Mario Spanu

E ora un po’ di storia

L’Ostarie al Paradiis – Renzo Lepajer nei primi anni ’60 ingrandisce il piccolo bar-alimentari del borgo rurale di Paradiso utilizzando alcune stanze di un latteria dismessa per servire cibi e bevande ai paesani e agli avventori. E’ presso Renzo che Annamaria Mauro, oggi chef patron del locale, inizia a lavorare come cameriera. Sono gli anni in cui l’Osteria viene frequentata da giocatori di carte e morra che, inseparabili dalle loro fumose Nazionali senza filtro, ricordano gli eventi bellici vissuti a Paradiso e discutono animosamente sul comunismo, attirando così le ire del parroco. Il luogo viene anche frequentato dai cacciatori che, attratti dalla ricchezza faunistica della zona delle Risorgive, spesso arrivano con abbondati carnieri di selvaggina, facendo la loro entrata trionfale con i cani ancora eccitati dalla giornata e movimentando la già brulicante atmosfera. E’ così che si alzano i calici, vola il vino e il bottino viene subito spiumato e messo in padella. Annamaria, riversando le sue doti naturali in cucina fin da subito, si appassiona talmente alla variopinta atmosfera dell’osteria che nel ’72 ne rileva la gestione. A breve, dopo una formazione presso diverse botteghe alimentari storiche come Ridolfo a Lignano, il marito Aurelio Cengarle lascia il suo lavoro di agente di commercio di prodotti alimentari per affiancarla e per iniziare quella straordinaria avventura che ancor oggi vivono ogni giorno.

Le radici di Annamaria – Le proposte della tavola si caratterizzano subito per l’utilizzo della selvaggina più ricercata, delle erbe di campo, dei funghi e della pietanze tipiche, sapientemente trasformate dalle delicate mani di Annamaria secondo le ricette della tradizione nobiliare e popolaresca friulana lasciatele in eredità dalla signora Rosalie. Rosalie Del Negro si presenta come una donna esile e minuta ma tenace e frizzante come “..un gran di pevar”: non vi è famiglia nobile o agiata che non richieda le sue mani da cuoca sopraffina per le occasioni speciali. E’ lei che diviene mentore di Anna durante i primi passi nel mondo gastronomico, lasciandole un’impronta definitiva che si riconosce ancor oggi nei suoi piatti. Pochi anni dopo inizia a lavorare in Trattoria Domenico Monte, giovane paradisino doc, che affianca Anna e Aurelio negli anni del boom economico: la piccola Trattoria si trova frequentatissima, e alcuni piatti diventano immortali…come i famosi Gnocchi alla carnica.

Il 1994 anno della svolta – Nel ’94 la svolta decisiva: dopo anni di speranze, preghiere e insistenze la proprietà cede l’immobile alla famiglia Cengarle, che ora può contare anche sull’aiuto della figlia Federica che, terminati gli studi universitari, decide di fermarsi a casa. Iniziano così lunghi lavori di restauro diretti dall’architetto Giovanni Pante di Belluno. La sensibilità, lo studio del contesto e la grande preparazione portano l’architetto a valorizzare gli antichi caseggiati del ‘600 in cui si sviluppa la Trattoria. Ne risulta un locale di grande fascino e accoglienza, dove gli spazi funzionali ben si sposano con i particolari architettonici secondo un linguaggio nascosto che rivela grande attenzione e radicamento verso il territorio e la cultura friulana.

Interpretare il territorio – Non solo nella struttura ma è anche nella cucina, che si riflette questo amore per Paradiso. Anna intuisce naturalmente l’importanza di interpretare il territorio attraverso la cucina, ma è grazie al felice incontro con Gianni Cosetti che compie questo definitivo passaggio. Gianni, uno dei cuochi più celebrati del Friuli Venezia Giulia, condivide la passione per la caccia con Aurelio, e su tavole imbandite di beccaccini, quaglie, starne e ogni altro “ben di Dio”, si discute come al solito di gastronomia. La grandezza di Gianni non sta solo nelle sue doti di cuoco, ma soprattutto si rivela in quella grande valorizzazione del territorio da lui operata secondo la convinzione che non si può prescindere dal contesto in cui si cucina. Un pensiero questo che oggi appare comune ed ampiamente consolidato, ma che pone Gianni come un illuminato precursore. Per lui questo contesto è la Carnia, per Paradiso è il fiume Stella, le Risorgive, le zone umide, i boschi planiziali… ambienti unici dove poter attingere materie prime del tutto particolari come erbe spontanee, funghi, bacche, selvaggina, rane, lumache, anguille, temoli ecc. Non si può di certo dimenticare la vocazione agricola del luogo costellato di piccoli orti, aie, cortili, campi e “camarins” che offrono pollame, frutta e verdura, insaccati, e tutte quelle produzioni di cui i contadini sono atavici custodi.

L’apporto di vari chef – Oggi l’offerta del menu del locale, pur differendo nella forma, non si scosta nella sostanza dal percorso operato, sebbene molte siano state nel corso della storia le spinte verso la sperimentazione di tecniche e pietanze diverse. Una svolta in questo senso è stata compiuta grazie all’arrivo nel 2000 di Claudio Bassobondini, allievo del “decano” Aldo Morassutti, e nel 2008 di Claudio Turrin, chef di grande preparazione che annovera tra le sue esperienze collaborazioni con personaggi del calibro di Ducasse, Adrià, Beck e Witzigmann. Dopo la fruttuosa collaborazione con Claudio, ma anche con Andrea Trivellato, Paolo Migliore e Matteo Contiero, oggi è Michele Zucchiatti ad aver raccolto l’eredità della cucina del Paradiso, traslandola verso livelli più elevati e raffinati, per coinvolgere l’ospite verso sensazioni e soddisfazioni sempre più intense.

La cucina e le stagioni – I piatti della primavera e dell’estate sono contraddistinti dall’utilizzo delle erbe spontanee di campo come germogli di tarassaco e di papavero (Tale e Pevarine), asparagi selvatici (Sparc salvadi) e germogli di pungitopo (Ruscli o Rusculins), germogli di luppolo (Urticions), silene (Sclopit), asparagi bianchi, verdi e violetti di Paradiso, fiori d’acacia e di sambuco, e si potrebbe continuare… In autunno e in inverno sono le carni a farla da padrone. Animali ruspanti di “bassa corte” come polli, oche, anatre, faraone, piccioni e conigli; selvaggina da piuma coma beccaccini, quaglie, fagiani, germani reali, canapiglie, alzavole, fischioni; selvaggina da pelo come lepri, caprioli e cervi. Le preparazioni sono diverse: dalle cotture espresse a convezione alle reinterpretazioni di lunghe ricette medioevali, ma su tutte capeggiano lo spiedo e le cotture delle carni alla griglia preparate con maestria da Aurelio, magari accompagnate da un buon Pignolo d’annata. Il locale è un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti dei funghi: vi si trovano diverse qualità sia di montagna che di pianura, in un’esaltante fantasia di sapori che coinvolge tutto il menu. Squisiti sono anche i radicchi di campo invernali, magari conditi con “lis fricis”, ovvero i ciccioli del maiale a cui è lo stesso patron Aurelio a fare la… festa, ottenendo quelle sopresse di cui è tanto orgoglioso!

Aurelio con Gianni Cosetti e beccacce.

Informazioni: Trattoria al Paradiso
Via S. Ermacora, 1 – Paradiso di Pocenia, UD
Tel. 0432 777000 – www.trattoriaparadiso.it – info@trattoriaparadiso.it
Facebook: http://www.facebook.com/pages/Trattoria-Al-Paradiso/173631309364652

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In copertina, Aurelio Cengarle soffia sulla candelina degli 80 anni festeggiato dai suoi storici chef.

 

Al lavoro per la Guida Top vini Fvg 2022: in novembre le commissioni d’assaggio

(g.l.) L’ha definita «unica e storica annata» quella che si sta avviando alla conclusione e che sta vivendo le battute finali della vendemmia. Le parole sono di Paolo Valdesolo, enologo di lungo corso e voce autorevole del settore vitivinicolo friulano nel quale, pur essendo vicentino di origine, ha speso tutta la vita professionale. E che ora continua ad assicurare il suo competente apporto in varie attività e iniziative, come la “Guida Top vini Friuli Venezia Giulia” per la quale, visto il successo della prima edizione, è stata avviata l’organizzazione della seconda, la cui uscita è prevista all’inizio della primavera. Per cui anche quest’anno – afferma il tecnico, coordinatore delle commissioni di assaggio – «sarà indispensabile l’intervento dei migliori esperti del settore enologico per la valutazione dei vini presentati dai produttori della nostra regione», anticipando che le commissioni stesse si riuniranno a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo (dove ha sede anche il Consorzio tutela vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo), nei giorni compresi fra il 15 e il 26 novembre. Gli esperti che vorranno partecipare alle sedute degustative sono invitati a comunicare la propria disponibilità all’indirizzo di posta elettronica valdesolo@gmail.com oppure al cellulare 338.7130225.
L’enologo ricorda che alla Guida “Top vini Fvg 2022” possono partecipare tutti i produttori di vino certificato con marchi di qualità Docg, Doc e Igt della nostra regione. Con questo vademecum si vuole infatti «offrire una visione completa del panorama enologico, ricco e articolato del Friuli Venezia Giulia e vuole essere uno strumento di confronto e di crescita anche per i piccoli e medi produttori che hanno l’opportunità di valorizzare la propria realtà aziendale. Una opportunità per promuovere il territorio, i produttori e i vini che permetterà a tutte le aziende, anche a quelle che non trovano spazio nelle guide nazionali, di valorizzare la propria produzione e diventare riconoscibili ad un vasto pubblico di appassionati, turisti, ristoratori, enoteche ed entrare così nelle case di tutti».
Nel contempo, in una nota, si ricordano i principali plus della Guida 2022:
– Una giuria di assaggiatori competenti, seri e indipendenti, presieduta da Nicola Biasi, giovane enologo emergente a livello nazionale e coordinatore tecnico del Wine Research Team, e diretta dallo stesso Valdesolo.
– All’interno della giuria parteciperanno due giornaliste del settore enologico del territorio austriaco.
– La Guida ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
– Redatta in 3 lingue: italiano, inglese e tedesco.
– Le cantine avranno a disposizione 2 pagine per illustrare al meglio la propria azienda.
– La promozione sarà effettuata in diversi momenti ed eventi enogastronomici in Italia e all’estero.
– Saranno assegnati due premi speciali ai migliori vini autoctoni Ribolla gialla e Pignolo.
– La Guida uscirà a marzo 2022.
Ricordiamo, infine, che la Guida verrà distribuita nelle edicole allegata alla rivista Top, Taste of Passion e venduta nelle librerie del Friuli Venezia Giulia. Sarà pure scaricabile dal sito Top Taste of Passion.

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In copertina, l’enologo Paolo Valdesolo, coordinatore delle commissioni tecniche della “Guida Top vini Friuli Venezia Giulia”, durante una degustazione.

La vendemmia secondo Assoenologi Fvg: -7 per cento. Ma di una qualità ottima

di Giuseppe Longo

Primi a partire con la vendemmia, all’inizio della settimana appena conclusa, con la raccolta del Pinot grigio, sono stati i viticoltori della Cantina di Casarsa. E ora si preparano i soci della Produttori di Cormons, ma anche altri viticoltori, singoli o in cooperativa, soprattutto delle zone rivierasche e del Medio Friuli. Due aree importanti del Vigneto Fvg dalle quali sono giunti segnali molto buoni per la stagione vitivinicola 2021, soprattutto in termini qualitativi grazie all’eccellente salute dei grappoli, mentre la quantità è ovunque stimata con un leggero calo, dovuto soprattutto ad avversità atmosferiche come le grandinate che hanno devastato importanti aree della Destra Tagliamento. Indicazioni confermate da Assoenologi Fvg, voce notoriamente autorevole in materia, attraverso la propria riunione prevendemmiale, dalla quale è emerso un decremento produttivo di circa il 7 per cento rispetto alla precedente campagna, che pure non era stata particolarmente generosa, per un totale che supera di poco 1 milione e 700 mila ettolitri di vino. Ma, appunto, di ottima qualità.

Calzavara, Rizzi, Zannier, Cotarella e Brogioni a Corno di Rosazzo.

Una “fotografia” scattata grazie alle parole di qualificati relatori, presenti i vertici di Assoenologi: a Corno di Rosazzo c’erano, infatti, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore generale Paolo Brogioni, che hanno dato una “lettura” a livello nazionale del settore della vite e del vino proprio alla vigilia della vendemmia che è ormai quasi ovunque ai nastri di partenza (pur essendo sensibilmente posticipata rispetto alla media degli ultimi anni), eccettuate le zone più a nord dei Colli orientali del Friuli, non solo per questioni ambientali ma anche per la presenza di varietà tardive come Verduzzo (per il Ramandolo Docg) e il Refosco di Faedis (o nostrano) e dal peduncolo rosso, o il pochissimo ma eccelso Picolit.
C’era anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha sottolineato che un ruolo determinante per la produzione vitivinicola, ma anche per la tutela e la valorizzazione del territorio, si ritrova proprio nella figura dell’enologo, che ha il compito di assicurare al processo produttivo dei vini, dalla coltivazione del vigneto alla diffusione delle bottiglie sul mercato, un percorso atto a garantire una qualità sostenibile e il successo tra i consumatori, portando giovamento all’intera economia del Friuli Venezia Giulia.
I temi principali affrontati dai qualificati relatori ruotavano attorno al concetto che il vino risulta essere sempre di più un “ambasciatore” della qualità del territorio che lo esprime, attraverso una realtà produttiva nella quale la necessità di coesione, del saper fare sistema – argomento questo che da sempre sta molto a cuore dell’assessore Zannier – risulta essere ancor di più oggi elemento cardine per la tenuta e la crescita di un settore che in certi segmenti ha ancora spazi di espansione, come quelli del Prosecco Doc e del Pinot grigio. Occorre però che l’intera filiera vitienologica si impegni, sempre più unita, per consolidare e rafforzare il livello di qualità, già alto, dimostrandosi altresì capace di affermare nel mondo l’immagine del vino Fvg. Per raggiungere questo traguardo – è stato sottolineato durante la convention prevendemmiale a villa Nachini Cabassi, dove ha sede anche il Consorzio Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo – bisogna essere in grado di affrontare e superare il confronto con le altre realtà di produzione, che hanno ormai consolidato la loro immagine.

Fabbro e Rizzi

Stefano Zannier

Albino Armani

Stefano Zanette

Per favorire questo processo, la Regione Fvg – ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga – è disponibile a fornire un sostegno mirato, nella consapevolezza che dovranno essere sempre le aziende e i loro Consorzi a voler investire con convinzione nella promozione, in quanto le istituzioni non si potranno sostituire alla loro capacità di conoscere e interpretare i mercati e le tendenze. Le quali sono spesso determinate da una non approfondita conoscenza delle specificità di un settore articolato e complesso qual è, appunto, quello della vitivinicoltura, tanto che proprio gli enologi possono dare un importante contributo alle stesse aziende, ma anche gli enti pubblici e ai consumatori, nell’affermazione di una cultura del territorio, attraverso la quale il Vigneto Fvg non potrà che vincere nuove sfide.
Approfondite le analisi dei relatori, presentati e moderati da Claudio Fabbro, intervenuto pure con le sempre interessanti e puntuali osservazioni sul settore, anche con richiami ad annate pregresse. La “scaletta” dei lavori prevedeva, infatti, dopo il saluto di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, le relazioni del meteorologo Marco Virgilio, sull’andamento atmosferico primavera-estate; dell’agronomo Giovanni Bigot, sulla sanità e sul potenziale qualitativo delle uve; del professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, sulla vendemmia in generale e sulla necessità di vinificare con attenzione avendo come primo obiettivo proprio la qualità. C’erano anche Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco, e Albino Armani, leader della Doc Delle Venezie (Pinot grigio), i quali sono intervenuti con interessanti considerazioni riguardanti i rispettivi ambiti di competenza che sottendono settori ancora in piena espansione, veri e propri “fenomeni” produttivi del momento.

Vertici Assoenologi e relatori.


E, allora, via alla vendemmia 2021 che, come dicevamo, parte con il piede giusto perché lo stato sanitario delle uve è ottimale e solo in alcune varietà a grappolo compatto si è notato qualche lieve attacco di Botrite. «Allo stato attuale, rispetto allo scorso anno – ha osservato a tale riguardo Rizzi – la quantità di uva si attesta attorno ad un meno 7% e i primi dati analitici (rapporto zucchero-acido) fanno registrare la stessa concentrazione zuccherina della scorsa vendemmia, con un leggero aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino». Dopo le basi spumante, scatta dunque l’ora per la raccolta in grande stile del Pinot grigio, Pinot nero e di alcuni cloni di Sauvignon, varietà che in Friuli ha trovato la sua “patria” di elezione facendosi amare in tutto il mondo. A seguire si vendemmieranno le uve di Traminer aromatico, Chardonnay, Pinot bianco, Glera, varietà atta a dare il Prosecco (essendo questo soltanto il nome del vino e non del vitigno) e Ribolla gialla, altro “caso” produttivo di questi anni. Stando alle attuali condizioni climatiche – sono ancora le previsioni Assoenologi Fvg -, solo dopo il 20 di settembre dovrebbero arrivare nelle cantine i primi carri di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet franc) per terminare con la raccolta delle varietà tardive (gli appunto già ricordati Verduzzo, Refosco e Picolit).
E il mercato? «Per quanto riguarda le contrattazioni, sul mercato delle uve – sono le osservazioni conclusive di Rodolfo Rizzi -, per ora c’è una certa stagnazione dei prezzi in attesa che si consolidino le varietà più richieste come il Glera per Prosecco e il Pinot grigio. Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un venti per cento dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot, al Cabernet sauvignon e al Pinot nero che, dallo scorso anno, è entrato nella produzione del Prosecco Rosé». E’ chiaro che sul mercato hanno pesato finora, e non poco, gli effetti pandemici. Ma che un’estate così bella, soprattutto dal punto di vista turistico, potrebbe anche far presto dimenticare, o quasi. Ce lo auguriamo, per il bene di tutti. Intanto, però, buona vendemmia!

La foltissima platea.

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In copertina, grappoli perfettamente maturi di Pinot grigio, nel Cividalese, sui Colli orientali del Friuli.

Produttori Cormòns, bilancio record e premi. E ora un’ottima vendemmia

(g.l.) Quella che sta per partire ha tutti i numeri per essere un’ottima vendemmia, soprattutto in termini di qualità. Un’annata quindi favorevole che s’incrocia con i risultati più che lusinghieri dell’ultimo bilancio e con la indubbia soddisfazione per l’assegnazione di prestigiosi riconoscimenti: è questo il “ritratto” della Cantina Produttori Cormòns alla vigilia della raccolta delle uve 2021. E di tutto questo i vertici aziendali hanno parlato con i soci che si sono ritrovati in occasione della consueta riunione prevendemmiale, per un’analisi sull’andamento della stagione e per stilare il programma delle prossime giornate, quando si cominceranno a staccare i primi grappoli nei vigneti della zona interessata dall’attività della Cantina, divenuta ovunque famosa per il suo “Vino della Pace”.

La riunione prevendemmiale.

Il presidente Filippo Bregant ha anticipato ai numerosi associati il risultato di bilancio 2020, che verrà approvato in assemblea ad ottobre: «Nonostante le chiusure e le restrizioni causate dall’emergenza Covid, la Cantina registra uno dei migliori bilanci degli ultimi vent’anni – ha dichiarato soddisfatto -, con il fatturato in aumento e una maggior remunerazione delle uve ai soci. La politica di rinnovamento e di efficientamento degli ultimi anni sta dando i primi risultati. Quando ci riuniremo per l’approvazione del consuntivo, contiamo di inaugurare il nuovo impianto di imbottigliamento, l’ultimo grande sforzo finanziario per ammodernare la Cantina».
Successivamente, il direttore generale Alessandro Dal Zovo ha analizzato l’annata viticola che si sta concludendo: «Dopo un inizio difficile, dettato da un aprile freddo e siccitoso, il germogliamento – ha spiegato – è partito con un ritardo di una decina di giorni rispetto alla media degli ultimi anni. Da giugno in poi l’andamento climatico è stato favorevole, senza lunghi periodi di grande caldo e con piogge che si sono susseguite con costanza. Da qualche settimana le temperature notturne e diurne si sono abbassate creando la situazione ideale per la produzione degli aromi primari varietali nelle bacche. Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni sono molto buone e si prospetta un’annata tipicamente friulana e di ottima qualità. Decideremo a breve quando iniziare a vendemmiare, in base ai campionamenti delle uve».


La Cantina Produttori ha in questi giorni conquistato, inoltre, importanti premi. Il Collio Bianco Uve autoctone 2019 è, infatti, stato premiato con la Corona, il massimo riconoscimento da Vinibuoni d’Italia, l’unica guida dedicata ai vini da vitigni autoctoni. Un vino di qualità che si è distinto fra 904 etichette finaliste dell’edizione 2022, soprattutto per la sua eleganza e finezza, ottenuto da uve indigene – Tocai friulano, Malvasia istriana e Ribolla gialla – che donano ai vini fragranza e mineralità. Un altro grande riconoscimento arriva dalle commissioni di degustazione di Gourmet’s International del Merano Wine Festival, che attestano prodotti di elevata qualità, assegnando alla Malvasia Doc Friuli Harmo 2019 il premio “The WineHunter Award Rosso”. Ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, dalle quali nasce un vino elegante e profumato, la Malvasia Harmo è stata imbottigliata e messa in commercio da poco, ma si è subito distinta lo scorso aprile con la medaglia d’oro a Parenzo, nell’Istria croata.

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In copertina, uve con un ottimo stato di maturazione nei vigneti del Cormonese, tanto che la vendemmia è ormai imminente.

Dalla Ribolla gialla a Corno di Rosazzo al Collio di Cormons e alla Doc Latisana

(g.l.) Passata la ricorrenza di San Lorenzo, ecco gli ultimi fuochi di “Calici di stelle”. Così, tra oggi e domani, in attesa del gran finale di Buttrio e di Clauiano fissato per venerdì prossimo, vi proponiamo le serate di Corno di Rosazzo, Cormons e Latisana. Ecco pertanto le manifestazioni in dettaglio di queste tre Città del vino.

CORNO DI ROSAZZO – Il Comune di Corno di Rosazzo, con la collaborazione del Gruppo Viticultori dei Colli Orientali e del Comitato Fiera dei Vini di Corno di Rosazzo, ha organizzato l’appuntamento con Calici di Stelle per la serata di oggi, dalle 19.30, nei Giardini di Villa Nachini Cabassi. Il tema è “La Ribolla gialla Signora degli Autoctoni friulani”. L’evento avrà interessanti e curiosi appuntamenti, a partire dalla degustazione “Il Suono del Vino” che si terrà nel Giardino del Pozzo. L’esperta conduzione di Matteo Bellotto accompagnerà gli ospiti nell’assaggio di 6 vini autoctoni e di territorio in abbinamento “acustico” con alcune delle più belle canzoni che ci hanno accompagnato dagli anni 60 ad oggi. La serata proseguirà con degustazioni dei vini selezionati dal Gruppo Viticultori di Corno di Rosazzo. Nei tre giardini di Villa Nachini Cabassi saranno in degustazione le bollicine, i bianchi ed i rossi autoctoni. Nell’immenso Giardino della Civiltà, in mezzo al verde, alle 21, sotto il Bersò delle Rose, verrà servita una cena in onore della Ribolla gialla, dove ogni piatto uscito dalla Cucina dell’Osteria in Villa, sarà accompagnato dal nobile vino autoctono. La cena sarà presentata e animata dal sommelier Francesco Scalettaris e dal disegnatore Gio Di Qual. Sarà un modo insolito di cenare, con una degustazione guidata e “disegnata” dal vivo. La serata sarà piacevolmente avvolta dalle note del dj set Andrew B. In onore della Signora degli autoctoni, la Ribolla gialla, è ovviamente gradito l’abito giallo. La prenotazione è obbligatoria, portando con sè il Green pass, al cellulare 366.7177593 o e-mail: info@gruppoviticultori.com

Villa Nachini Cabassi.

CORMONS – Ritorna Calici di Stelle a Cormòns, grazie alla collaborazione tra Comune, Enoteca e associazione Autoctona. L’evento, con il sottotitolo Degustazioni d’Eccellenza nel cuore del Collio, è in programma domani sera con un pic-nic sotto le stelle. Re della serata i vini del territorio. Il via alle 19.30 per concludersi alle 24. L’appuntamento sarà alla Rocca del Monte Quarin, che per l’occasione si tingerà di colori e suoni. A tutti i partecipanti verrà fornito un cestino con i migliori prodotti della gastronomia locale. Accesso come da normative vigenti con Green pass. Prenotazione consigliata. Info e prenotazioni telefono 0481.630371 – info@enotecadicormons.com

Il Monte Quarin a Cormons.

LATISANA – Calici di Stelle è tra le manifestazioni più attese dell’anno nella città di Latisana, grazie alla collaborazione tra il Comune e la Pro Loco. Appuntamento anche qui domani 12 agosto. L’evento è pensato per essere un suggestivo incontro tra le proposte culinarie tipicamente friulane e le degustazioni dei migliori vini offerti dalle aziende vitivinicole della zona nell’incantevole scenario del Parco Gaspari, ad un passo dal fiume Tagliamento. Le luci soffuse e la musica accompagnano, dalle ore 20 alle ore 24, i banchi di assaggio e le degustazioni offerte dalle aziende della Doc Friuli Latisana e dai ristoranti del territorio. Un gioco di luci creerà un’atmosfera particolare e suggestiva: la natura del parco, la passeggiata che incornicia il corso del fiume Tagliamento a pochi passi e la musica renderanno ancor più magica la serata. Accesso come da normative vigenti con Green pass. Prenotazione consigliata. Inf: telefono 0431.521550 – info@prolatisana.it turismo@prolatisana.it

Il Tagliamento a Latisana.

Il tutto è all’interno del programma complessivo di Calici di Stelle. Il Coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino ha lavorato all’organizzazione al fianco dei vari Comuni membri e le Pro Loco che collaborano, mentre a livello regionale c’è il sostegno di PromoturismoFVG, Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia e BancaTer. La manifestazione è organizzata a livello nazionale insieme al Movimento Turismo del Vino e Italia – Agenzia nazionale turismo.

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In copertina, bellissimi grappoli di Ribolla gialla, uno fra i più pregiati vitigni autoctoni friulani.

San Lorenzo, “Calici di stelle” all’apice oggi a Bertiolo, Casarsa e Gradisca

(g.l.) Ed eccoci arrivati al grande appuntamento con la ricorrenza di San Lorenzo martire e con la tradizionale notte delle stelle cadenti, intorno alla quale è stata costruita quella bellissima iniziativa enogastronomica che va sotto il nome di “Calici di stelle”. Cominciata già alla fine di luglio sul Ponte dello Schioppettino, protagonisti i viticoltori di Dolegna del Collio e di Prepotto, la manifestazione raggiunge l’apice proprio oggi e poi continuerà per tutta la settimana ferragostana con altri richiami. Il tutto, appunto, all’interno del programma complessivo. Il Coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino ha lavorato all’organizzazione al fianco dei Comuni membri e delle Pro Loco che collaborano, mentre a livello regionale c’è il sostegno di PromoturismoFvg, Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia e BancaTer. La manifestazione è organizzata a livello nazionale assieme al Movimento Turismo del Vino (che ha tenuto con successo a Cividale la sua manifestazione ufficiale) e Italia – Agenzia nazionale turismo. Ecco, dunque, i nuovi appuntamenti a cominciare appunto da quelli di San Lorenzo.

Brindisi a San Lorenzo.

BERTIOLO – Calici di Stelle arriva a Bertiolo oggi, dalle 19.30, in piazza della Seta: assieme al Comune, membro delle Città del Vino, e alla Pro Loco Risorgive Medio Friuli si potranno degustare i vini selezionati per la 38ma Mostra concorso “Bertiûl tal Friûl”, tra i quali sono rappresentate tutte le DOC regionali. Saranno anche svelati i due vini vincitori della 37ma edizione della Mostra che con l’occasione, visto che non poterono essere premiati nel marzo 2020 causa l’avvio dell’emergenza sanitaria, riceveranno il loro riconoscimento nelle due categorie “Bertiul tal Friul” e “Best Wine 2019”. Il tutto accompagnato dalle delizie gastronomiche dei ristoratori locali. Contestualmente, la Pro Loco di Bertiolo coglierà l’occasione per consegnare il premio “Stelis di chentì”, ovvero Stelle del posto, avente l’obiettivo di premiare chi lavora dietro le quinte ed offre un contributo alla collettività. Non mancherà la musica: la serata dalle 20.45 sarà allietata dal terzetto jazzistico Bizzarre Trio, composto da Francesco de Luisa al piano, Giovanni Maier al contrabbasso e Jacopo Zanette alla batteria. Accesso come da normative vigenti con Green pass. Prenotazione consigliata. Info e prenotazioni telefono 329.4987633 – info@bertiolo.com

Il Bizzarre Trio.

CASARSA – Come già annunciato, torna anche a Casarsa della Delizia Calici di Stelle. Appuntamento, pertanto, all’arena estiva dell’Antico frutteto del Palazzo Burovich de Zmajevich (ingresso da via Segluzza), oggi dalle 19 con la presentazione e degustazione dei vini di “Filari di Bolle”, Selezione dei migliori Spumanti del Friuli Venezia Giulia. Alle 21 concerto Note sotto le stelle con Sara Bradaschia e Serena Rizzetto, canto, assieme alla band composta da Marco Vattovani alla batteria, Luigi Buggio al pianoforte, Max Pasut al basso, Emanuele Grafitti dei 40 fingers alla chitarra. Repertorio d’eccezione con grandi hit.
Per info e prenotazioni telefono 338.7874972 – e-mail all’indirizzo segreteria@procasarsa.org – www.procasarsa.org. Prenotazione obbligatoria e accesso consentito solo con Green pass/Certificazione verde. La degustazione prevede i vini di Filaridi Bolle in abbinamento a prodotti del territorio, con un contributo di 10 euro. In caso di pioggia si terrà esclusivamente il concerto a teatro, non la degustazione. Si può accedere anche solamente al concerto, con ingresso gratuito e sempre con Green pass.

Gli spumanti premiati a Casarsa.

GRADISCA D’ISONZO – Oggi musica e degustazioni d’eccellenza a Gradisca d’Isonzo, Comune delle Città del Vino, con l’evento estivo Calici di Stelle. Dalle 18.30 alle 23, in Piazza Unità d’Italia stand con degustazioni di prodotti gastronomici e vini del territorio in accompagnamento al concerto “Gipsy and Balcan Beats” con il Gruppo “Disadattato e la sua orchestra”. Accesso come da normative vigenti con Green pass. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: telefono 0481.967911 – comune.gradiscadisonzo@certgov.fvg.it

Gradisca in festa con i vini.

CORNO DI ROSAZZO – Il Comune di Corno di Rosazzo, membro delle Città del Vino, con la collaborazione del Gruppo Viticultori dei Colli Orientali e del Comitato Fiera dei Vini di Corno di Rosazzo, ha organizzato la serata di Calici di Stelle per domani 11 agosto, dalle 19.30, nei Giardini di Villa Nachini Cabassi. Il tema della serata è “La Ribolla gialla Signora degli Autoctoni Friulani”. L’evento avrà interessanti e curiosi appuntamenti, a partire dalla degustazione “Il Suono del Vino” che si terrà nel Giardino del Pozzo. La sapiente conduzione di Matteo Bellotto ci accompagnerà nell’assaggio di 6 vini autoctoni e di territorio in abbinamento “acustico” con alcune delle più belle canzoni che ci hanno accompagnato dagli anni 60 ad oggi. La serata proseguirà con degustazioni dei vini selezionati dal Gruppo Viticultori. Saranno in degustazione le bollicine, i bianchi ed i rossi autoctoni. Nell’immenso Giardino della Civiltà, in mezzo al verde, alle ore 21, sotto il Bersò delle Rose, verrà servita una cena in onore della Ribolla gialla, nella quale ogni piatto uscito dalla Cucina dell’Osteria in Villa, sarà accompagnato dal nobile vino autoctono. La cena sarà presentata e animata dal sommelier Francesco Scalettaris e dal disegnatore Gio Di Qual. Sarà un modo insolito di cenare, con una degustazione guidata e “disegnata” dal vivo. La serata sarà piacevolmente avvolta dalle note del dj set Andrew B. In onore della Signora degli Autoctoni, appunto la Ribolla gialla, è gradito l’abito ovviamente giallo. La prenotazione è obbligatoria, portando con sè il Green pass il giorno dell’evento, al cellulare 366 7177593 o email: info@gruppoviticultori.com

La Ribolla gialla.

TORREANO – Causa questioni organizzative, la tappa di Calici di Stelle di Torreano di Cividale del 12 agosto è stata annullata.

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In copertina, il bicchiere simbolo della Festa del vino di Bertiolo.

Calici di stelle, con Dolegna e Prepotto sabato sul Ponte dello Schioppettino

(g.l.) Conto alla rovescia per il debutto di Calici di stelle 2021. E anche quest’anno candidato a dare il via alla celebre manifestazione estiva è il Ponte dello Schioppettino, tra Albana e Mernicco, che unisce due territori estremamente vocati del Vigneto Fvg: Prepotto, nei Colli orientali del Friuli, e Dolegna, nel Collio. E’ infatti soltanto il corso del torrente Judrio a dividere le due comunità, piccole come entità amministrative e come numero di residenti, ma grandi per la qualità che riescono a esprimere con la loro viticoltura.
Sperando che il bel tempo sia alleato e non succeda come l’anno scorso, quando la manifestazione venne cancellata all’ultimo momento per le brutte previsioni meteo, l’appuntamento è fissato per sabato prossimo, 31 luglio, alle 20 e prenderà il via all’insegna dei due vini che meglio caratterizzano i due paesi: la Ribolla gialla di Dolegna e lo Schioppettino di Prepotto, protetto da una dozzina d’anni da una speciale sottozona. Comunque, se ci fosse minaccia di pioggia, l’evento verrà rinviato al giorno successivo 1 agosto, come informa il programma messo a punto con la regia dei due sindaci, Mariaclara Forti e Carlo Comis. Nello specchietto che segue ecco, dunque, tutti i protagonisti della invitante serata al chiaro di luna.

Un luogo significativo, dunque, per dare inizio a questa edizione record di Calici di stelle 2021 in Friuli Venezia Giulia, che è cresciuta ulteriormente arrivando a quota 22 serate in venti località aderenti all’associazione nazionale Città del Vino che nella nostra regione è coordinata da Tiziano Venturini: un aumento del 25% rispetto lo scorso anno, quando nonostante la pandemia non si era voluto rinunciare a questo tradizionale appuntamento estivo. E già all’epoca si era gestita l’entrata con le prenotazioni e con la massima sicurezza, elemento che sarà riproposto pure quest’estate gestendo il Green pass.
Ventidue le serate in venti località. Si parte il 31 luglio a Prepotto e Dolegna del Collio proseguendo poi il 3 agosto Capriva; 5 agosto Camino al Tagliamento; 5 e 6 agosto Cividale (la manifestazione ufficiale del Movimento turismo del vino Fvg); 5 agosto Premariacco; 6 e 7 agosto Duino Aurisina, 6 agosto Povoletto, 6 agosto San Giorgio della Richinvelda, 6 agosto Sequals, 7 e 8 agosto Aquileia; 10 agosto Bertiolo, 10 agosto Casarsa della Delizia, 10 agosto Gradisca d’Isonzo; 11 agosto Corno di Rosazzo; 12 agosto Cormòns; 12 agosto Latisana; 12 agosto Torreano; 13 agosto Buttrio; 13 agosto Trivignano Udinese. Tutti gli eventi proporranno i vini locali uniti a specialità enogastronomiche e a momenti di intrattenimento sotto le stelle. Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it
Ricordiamo, infine, tutte le 26 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia che, oltre a Dolegna del Collio e Prepotto, sono in ordine alfabetico Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese, Torreano e la nuova entrata Palazzolo dello Stella. In più anche la Pro Loco di Casarsa della Delizia è membro dell’Associazione nazionale e altre Pro Loco stanno per aderire.

 

LA RICETTA – La Rosa dell’Isonzo con i ciccioli

(g.l.) Tempo di radicchi invernali. Così oggi, per il quindicinale appuntamento con la “Ricetta del sabato”, vi proponiamo un bel piatto preparato dallo chef Roberto Franzin e che abbiamo tratto dal libro “La Rosa dell’Isonzo” pubblicato nel 2019 dalla casa editrice “L’orto della cultura” con il coordinamento di Adriano Del Fabro. Come sempre, è studiata come sempre per quattro persone. Eccola:

“La Rosa con i ciccioli”

Ingredienti
100 g di ciccioli freschi
6 boccioli di Rosa dell’Isonzo
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
uova, aceto qb

Preparazione
Mondare i boccioli in acqua ghiacciata, tagliarli longitudinalmente in 4 parti e asciugarli in un telo di cotone. Lasciarli riposare in una terrina mentre si riscalda dell’olio in una padella. Una volta caldo, tuffarci i ciccioli e lasciarli rosolare per 5 minuti, fino a quando raggiungono la giusta croccantezza. Nel frattempo, condire il radicchio con l’olio e l’aceto (a piacere). Versare i ciccioli, accompagnare il tutto con delle uova sode sminuzzate.

Vino
“Rivela” Angoris vino frizzante bianco non filtrato a base di Ribolla gialla.

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In copertina, ecco il piatto preparato dallo chef Roberto Franzin con la Rosa dell’Isonzo.

(Foto Laura Tessaro)