Per le produzioni lattiero-casearie in Fvg c’è un manuale di buone prassi igieniche

Dopo un intenso anno di lavoro l’associazione Allevatori Fvg assieme alle Aziende sanitarie della Regione, all’Istituto zooprofilattico delle Venezie, all’Ersa, ad Agrifood e Ocse, ha pubblicato “Il manuale di buone prassi igieniche per le produzioni lattiero-casearie“, uno strumento che mira a guidare i caseifici medio-piccoli – un centinaio in Friuli Venezia Giulia – nel rispettare gli articolati parametri che l’Europa ha fissato in materia di igiene degli alimenti e di strutture di produzione del settore. Una “selva“ di norme fiorita negli ultimi 20 anni che, specie per le realtà lattiero-casearie più piccole, era di difficile interpretazione, onerosa dal punto di vista degli adempimenti burocratici, ragione di importanti investimenti in termini di tempo e risorse. Da qui la decisione, sostenuta e finanziata dalla Regione Fvg che è stata anche uno dei motori dell’iniziativa, di redigere un manuale ad hoc. Un lavoro che ha preso un anno intero e che ha fruttato un manuale pratico di 200 pagine in cui si affrontano in modo chiaro e semplice le procedure e i vari tipi di produzioni casearie della nostra regione. Il manuale è disponibile sul sito della stessa Regione Fvg e direttamente utilizzabile dalle latterie.


«Per le aziende più piccole – ha spiegato Fabiano Simsig di Allevatori Fvg –  è stato impegnativo adeguarsi alle normative comunitarie che sono entrate in vigore nel corso degli ultimi 20 anni. Questo ha fatto sì che nel tempo si siano creati confronti anche vivaci tra l’autorità di controllo e gli operatori del settore. Così, dopo anni di esperienza e di confronti fra gli enti che lavorano sul territorio si è deciso di dar vita a un gruppo di lavoro che realizzasse una sintesi facilmente accessibile di quei 20 anni di operatività e alleggerisse gli oneri burocratici per le aziende, senza in alcun modo fare sconti sulle prassi igieniche». Il gruppo di lavoro ha messo a punto una semplificazione delle procedure, individuato un piano di campionamento comune dei prodotti e ridotto le registrazioni a parità di pulizia, «che deve essere impeccabile» come lo dev’essere la gestione delle non conformità. «Nel caso si verifichino inconvenienti durante il processo di lavorazione – ha concluso Simsig -, questi vanno immediatamente individuati, risolti e registrati così che tutto sia trasparente all’arrivo dei controlli». Il lavoro del gruppo, confluito nel manuale, mira a rendere più flessibili e meno onerose le procedure andando incontro alle esigenze dei caseifici senza derogare in alcun modo agli indispensabili requisiti di igiene e qualità dei prodotti alimentari.

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In copertina, una bovina di razza Pezzata rossa italiana; all’interno, due immagini dell’incontro.

Viticoltura e irrigazione, la Regione Fvg: ecco gli incentivi per non sprecare acqua

«Rispetto all’utilizzo di nuove tecnologie che riducono lo spreco idrico in agricoltura, il settore della viticoltura regionale può essere certamente preso a riferimento. Su circa il 90 per cento dei vigneti, nelle zone di pianura servite dai Consorzi di bonifica, negli ultimi anni si è infatti investito molto sulla trasformazione verso sistemi irrigui più sostenibili che consentono un forte risparmio di acqua. La vera e urgente sfida rispetto al cambiamento climatico è trasferire quel modello virtuoso anche negli altri ambiti agricoli e in particolare nelle coltivazioni dei seminativi. Attraverso importanti finanziamenti regionali, che si sommano ai fondi del Pnrr, la Regione incentiva fortemente gli investimenti delle aziende per abbattere i consumi idrici nell’irrigazione».

L’intervento di Stefano Zannier.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo al convegno “Risorse idriche e cambiamento climatico: ricerca e innovazione in agricoltura” organizzato dal Comune di Casarsa della Delizia in collaborazione con la Regione Fvg, Arpa, Università di Udine, Consorzio di Bonifica Cellina-Meduna, Coldiretti Pordenone e Cooperativa Vitivinicola “Vini La Delizia”. Un convegno in cui esperti del clima, specialisti in sistemi irrigui innovativi e docenti universitari del Dipartimento di scienza agroalimentari dell’Ateneo udinese hanno discusso sull’impatto del cambiamento climatico in particolare sul settore della viticoltura.
«Gli investimenti e gli interventi già attuati – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga nelle conclusioni del convegno – nel comparto della viticoltura, ma anche in alcune colture specializzate e nella frutticoltura, per innovare e trasformare gli impianti irrigui a scorrimento in impianti a goccia, o comunque in impianti di precisione, fanno del comparto regionale una sorta di modello. Ora l’obiettivo – ha rimarcato l’assessore – è ampliare i margini di miglioramento in altri ambiti, soprattutto nei seminativi, per ridurre sempre più gli sprechi idrici. E questo lo si deve fare ottimizzando la distribuzione dell’acqua all’interno delle coltivazioni laddove esternamente la rete idrica di nuova generazione è già esistente. Per incentivare e agevolare le aziende a innovare la Regione ha recentemente stanziato oltre 7 milioni di euro».
A fronte delle gravi problematiche che sta ponendo da qualche anno la siccità e rispetto agli effetti del cambiamento climatico, l’Amministrazione regionale, in collaborazione con i Consorzi di Bonifica del Friuli Venezia Giulia, ha messo in campo azioni e finanziamenti volti proprio ad agevolare la conversione innovativa degli impianti tradizionali che producono una forte dispersione idrica. Sono state molte le aziende che hanno partecipato ai bandi del Piano di sviluppo rurale attingendo risorse europee ad hoc sull’innovazione irrigua.
«In questa direzione – ha evidenziato Zannier – vanno anche i progetti del Consorzio di bonifica della pianura friulana che nell’ultimo biennio abbiamo accompagnato. Tra fondi regionali e fondi del Pnrr, la somma che finanzierà i lavori di riconversione degli impianti irrigui in larga parte del territorio è di circa 60 milioni di euro. La realizzazione di sistemi di irrigazione di ultima generazione è la prima risposta che bisogna mettere in campo per fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico come la siccità che nell’ultimo anno ha messo in ginocchio molte aziende agricole del territorio regionale».

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In copertina e qui sopra ecco due esempi di irrigazione a goccia nel vigneto.

“Carbon free”, un modello la cessione crediti CO2 tra Cafc e Boschi Carnici

«Siamo arrivati, dopo un anno dai primi contatti, ad un momento importante. È stata aperta una strada che non c’era ed oggi è invece percorribile e ripetibile anche da altri enti e in altre aree. Due soggetti, Cafc e Consorzio Boschi Carnici, hanno trovato la via della collaborazione per superare quella che inizialmente costituiva una difficoltà, ovvero l’accesso ad uno standard di sostenibilità obbligatorio per legge in termini di crediti di carbonio». È il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, a margine della firma della prima cessione di crediti di CO2 su base volontaria dal Consorzio Boschi Carnici al Cafc Spa che si è tenuta nella sede della Regione Fvg a Udine.

Un accordo che mira a una progressiva riduzione degli sprechi delle risorse naturali e al contenimento dei consumi energetici, riducendo l’impatto generato dalle emissioni climalteranti dell’azienda e “compensando” con l’acquisto di crediti di carbonio. Soddisfatti i due presidenti delle parti firmatarie Salvatore Benigno per il Cafc e Luigi Cacitti per il Consorzio Boschi Carnici. «La Regione ha accompagnato con un ruolo proattivo questo percorso. Il patrimonio forestale regionale pubblico diventa così un’opportunità per implementare un sistema sostenibile in tutta la regione, con un metodo che non può prescindere da una gestione attiva della risorsa boschiva», ha aggiunto Zannier.
Centrale, nella definizione dell’accordo, l’inserimento della cessione di crediti di carbonio in una politica di gestione attiva e sostenibile delle foreste, che non si limita a compensare la produzione di anidride carbonica misurando l’incidenza dell’area verde, ma prevede pratiche di intervento nelle zone boschive in funzione della sicurezza del territorio, in particolare, incidendo sulla prevenzione del rischio di incendi boschivi, anche attraverso lo stoccaggio della CO2 nei prodotti legnosi dell’industria manifatturiera. Si tratta di un positivo sviluppo di un progetto che ha visto la Regione Fvg attiva fin dalla metà degli anni 2000 e che ha portato nel 2013 al primo scambio volontario di crediti di carbonio per i prodotti legnosi.
Con questo obiettivo Cafc ha misurato la propria impronta carbonica (5.600 tonnellate di CO2 circa prodotte) ed ha definito un piano di azione per la riduzione delle emissioni, che prevede di compensare le emissioni residue puntando su una realtà del territorio: un progetto ambientale locale per neutralizzare emissioni locali, senza ricorrere ai crediti di carbonio sul mercato globale. Obiettivo finale è raggiungere entro il 2027 la certificazione “carbon free” tramite la riduzione del 30 per cento delle emissioni di CO2 direttamente connesse alla propria attività industriale, del 16 per cento delle emissioni di CO2 indirettamente connesse alla propria attività industriale cui si aggiunge l’attività di compensazione, con l’acquisto di crediti di carbonio da enti certificati come il Consorzio dei Boschi Carnici.

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In copertina, un bosco della Carnia; all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier (a destra), con Salvatore Benigno presidente del Cafc e Luigi Cacitti presidente del Consorzio Boschi Carnici.

 

Malghe, la Regione Fvg aggiorna i criteri per la concessione degli aiuti economici

Aggiornati i criteri di priorità per la concessione degli aiuti economici ai proprietari delle malghe presenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia. Con una delibera della Giunta regionale si è, infatti, deciso di modificare alcuni dei criteri e dei punteggi al fine di precisare l’interpretazione delle caratteristiche produttive dei compendi malghivi. «Si è anche provveduto – spiega l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla montagna, Stefano Zannier, che ha proposto la delibera all’Esecutivo Fedriga – ad aumentare i punteggi di alcuni parametri legati all’attuale grande importanza dell’approvvigionamento energetico e degli adeguamenti sanitari previsti per le strutture di malga».

Stefano Zannier

Con le modifiche introdotte – anche sulla base dell’esperienza del 2022, anno nel quale la totalità dei progetti in graduatoria era stata soddisfatta – sarà consentita la predisposizione di una graduatoria dei beneficiari degli aiuti ai proprietari delle malghe. Le nuove domande potranno essere presentate agli uffici regionali entro il prossimo 31 marzo.
Con una legge del 2021 la Regione Fvg riconosce l’attività malghiva come modello di gestione del territorio montano fondato su attività che hanno consentito di conservare e qualificare la produzione lattiero-casearia regionale anche al fine di favorire la riqualificazione del patrimonio delle malghe e di promuovere la gestione sostenibile dei pascoli, nonché l’attività antropica che favorisce la prevenzione dei dissesti idrogeologici.
«La norma intende favorire – sottolinea l’assessore Zannier – il mantenimento e la riqualificazione di un patrimonio che nel nostro territorio montano costituisce una ricchezza e un valore aggiunto, oltre a rappresentare uno strumento che preserva una tradizione nel mantenimento di una gestione sostenibile dei pascoli e del territorio. Sulla base della positiva esperienza dell’anno scorso – aggiunge l’esponente della Giunta regionale con la delega alla Montagna – si è cercato di aggiornare e di affinare alcuni criteri che consentono l’ottenimento degli aiuti da parte degli operatori delle malghe soprattutto rispetto alle nuove situazioni legate all’approvvigionamento e ai costi energetici e ai richiesti adeguamenti sanitari per le strutture di malga».

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In copertina, una delle numerose malghe che sorgono in Friuli Venezia Giulia.

Fondo di rotazione, dalla Regione Fvg boccata d’ossigeno per evitare chiusure

FedAgriPesca Fvg esprime soddisfazione per i provvedimenti adottati recentemente dalla Giunta regionale a favore del settore primario. Le imprese agricole e agroalimentari stanno, infatti, affrontando una delicata congiuntura economica che registra un’impennata dei costi e una situazione di mercato complessa. Su tali questioni, l’organizzazione agricola ha da subito chiesto interventi mirati e finanziari che permettessero alle imprese associate di affrontare la tempesta in atto e di poter programmare, con senso di responsabilità e sacrificio, il futuro del settore agroalimentare regionale. In particolare, il comparto lattiero-caseario deve essere sostenuto, perché sono a rischio chiusura caseifici e allevamenti.


«L’attuazione del Programma anticrisi conflitto russo-ucraino attivata con la delibera di Giunta del 16 dicembre 2022 proposta dall’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, potenzia nuovamente lo strumento finanziario del Fondo di rotazione in agricoltura (che ha una dotazione complessiva di circa 50 milioni di euro), permettendo alle cooperative e alle imprese agricole di accedere a finanziamenti per la liquidità aziendale, il contenimento dei costi e gli investimenti che restano, in ogni caso, necessari – sottolinea il presidente della Federazione regionale delle cooperative agricole e agroalimentari (135 cooperative, oltre 10 mila soci, 1.200 addetti per oltre 460 milioni di euro di fatturato), Venanzio Francescutti -. Il quotidiano contatto con le associate segnala che vi sarà una notevole richiesta di finanziamenti sul Fondo di Rotazione, testimonianza della volontà delle imprese di guardare avanti. Rimane però necessario che l’Amministrazione regionale implementi ulteriormente la capacità finanziaria del Fondo, strumento agevolato virtuoso e peculiare del Friuli Venezia Giulia nel favorire imprenditorialità e sviluppo. Inoltre, FedagriPesca Fvg auspica una forte sinergia con il mondo bancario regionale, attore cardine nella operatività del Fondo, per individuare le forme migliori di sostegno, in primis, per le imprese in difficoltà», conclude Francescutti.

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In copertina, la consegna del latte appena munto in una latteria turnaria; all’interno, Venanzio Francescutti.

Agriflash.FVG – E non solo

Attività storiche in FriuliLa Regione Fvg, su proposta dell’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, ha attribuito sei nuove qualifiche di “attività storica” nei Comuni di Povoletto e San Vito di Fagagna. La normativa regionale prevede la classificazione come “attività storica” dei pubblici esercizi e degli esercizi commerciali che siano attivi da almeno sessant’anni, con merceologia e offerta specificatamente legata alla tradizione, al territorio e all’economia locale. In seguito all’istruttoria conclusa dal Comune di Povoletto sono autorizzate ad utilizzare la denominazione di “attività storica del Friuli Venezia Giulia” il panificio Clocchiatti, sito nel centro storico della frazione Ravosa, in attività dal 1955; la Cooperativa agricola che opera nel centro storico della frazione di Savorgnano del Torre dal 1920; l’Agri-essiccatoio Margarin della frazione di Grions del Torre, in attività dal 1958; il bar trattoria Agli amici in attività dal 1951; il panificio pasticceria Boezio, in attività dal 1954 nel centro storico. A San Vito di Fagagna, invece, sarà il Minimercato Mazzucato, attivo nel centro storico dal 1952, a potersi fregiare della denominazione.Tutte le attività parteciperanno alla messa in rete nell’offerta turistica predisposta dalla Regione.

Eyof 2023 e l’enogastronomia Fvg “Il Friuli Venezia Giulia è orgoglioso che la sua montagna ospiti un evento come Eyof 2023 ed è altrettanto fiero del coinvolgimento nella manifestazione dei nostri amici austriaci e sloveni. La torcia olimpica è infatti un simbolo universale di amicizia e fratellanza tra i popoli che deve essere sempre promosso, un messaggio forte soprattutto in un momento complesso sotto il profilo geopolitico come quello attuale”. Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, alla cerimonia di accensione della fiamma olimpica all’interno dell’evento “Road to EYOF 2023. One Regione One Festival”, che segna un altro passo verso Eyof 2023, il XVI Festival Olimpico Invernale della Gioventù Europea, che si svolgerà dal 21 al 28 gennaio articolandosi attraverso otto giorni di gare per promettenti giovani atleti europei tra 12 località alpine del Friuli Venezia Giulia, una in Austria (Spittal) e una Slovenia (Planica). Nel corso dell’evento, al quale hanno partecipato tra gli altri il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani e il presidente del comitato organizzatore di Eyof 2023 Maurizio Dunnhofer, l’assessore Zannier ha rimarcato “i positivi effetti diretti per la montagna friulana derivanti dalla presenza di un rilevante numero di sportivi, ma anche le ottime ricadute che la nostra regione avrà sicuramente dal punto di vista mediatico. Eyof è infatti una vetrina di primo piano per il Friuli Venezia Giulia a livello internazionale; i nostri poli montani avranno, ancora una volta, l’occasione di dimostrare a un pubblico internazionale la qualità degli impianti e dell’offerta ricettiva”. All’European Youth Olympic Festival parteciperanno 2.300 persone di cui 1.200 atleti tra i 14 e i 18 anni in rappresentanza di 47 Paesi. L’evento si articolerà tra 12 diverse località di gara distribuite lungo tutto l’arco alpino del Friuli Venezia Giulia, di cui due nelle confinanti Austria e Slovenia (e Planica). Zannier ha infine evidenziato che “gli atleti, i loro accompagnatori e tutti coloro che saranno coinvolti nell’organizzazione della manifestazione avranno modo di conoscere, e apprezzare, le eccellenze della nostra offerta enogastronomica. I grandi eventi sono infatti elementi trainanti dell’economia regionale perché oggi turismo ed enogastronomia sono legati a filo doppio nella strategia di promozione della nostra regione e delle sue tipicità grazie al marchio “Io sono Fvg”, che sta dando consistenti riscontri”.

I Forestali riuniti a BujaForte collaborazione con l’Associazione nazionale forestali a supporto delle attività di rappresentanza e di formazione a favore del Corpo forestale regionale grazie al prezioso patrimonio di esperienza di cui il sodalizio dispone. Questo lo spirito a cui ha richiamato l’assessore regionale alle Risorse forestali, Stefano Zannier, in occasione dell’assemblea dei soci di Anfor del Friuli Venezia Giulia tenutasi a Buja. L’associazione, presieduta da Marvi Poletto, conta oltre 250 iscritti tra forestali in pensione, ancora in servizio attivo e soci esterni simpatizzanti. L’assessore ha confermato che a breve, grazie all’immissione in ruolo dei vincitori dell’ultimo concorso al termine dei corsi di addestramento, che avverranno tutti contemporaneamente per consentire la più rapida immissione in servizio, verrà sanata una annosa mancanza di organico, ma l’apporto dell’associazione sarà ancora prezioso sia in termini di trasmissione di esperienza che di effettivo supporto. Zannier ha auspicato che anche i nuovi assunti aderiscano all’Anfor in modo che l’associazione diventi sede privilegiata di trasmissione di conoscenza e esperienza. “La formazione teorico pratica dei corsi sarà necessaria, ma non potrà – ha spiegato l’assessore – di per se stessa garantire quel passaggio immediato e operativo sul territorio che invece potrà essere agevolato dalla trasmissione di conoscenza garantita dall’esperienza di colleghi maturi. Inoltre, non riusciremo a coprire comunque alcune attività che rientrano in modo indiretto in compiti di rappresentanza istituzionale ma che sono comunque molto importanti anche per il rafforzamento dello spirito di corpo”. Il richiamo di Zannier è ad un ruolo che veda i forestali protagonisti di un atteggiamento proattivo, con la gestione virtuosa del territorio al centro della finalità del corpo in un quadro in cui le attività di vigilanza, tutela e protezione siano supporto doveroso ma non sufficiente per rivitalizzare il rapporto tra il tessuto sociale ed economico e gli operatori del corpo. “La loro indipendenza è fondamentale, ma occorre anche accompagnare il sistema, soprattutto in territori come quelli montani in cui è ancora più importante una viva presenza delle istituzioni”, ha concluso l’assessore.

Nasce Vinitaly on Tour È Monte Zovo la tappa inaugurale di Vinitaly on Tour, prima edizione dell’evento itinerante organizzato da Vinitaly in collaborazione con Volkswagen Veicoli Commerciali nel ruolo di mobility partner. Si tratta di un’iniziativa pensata per raccontare on the road le aziende vitivinicole e i protagonisti del vino italiano, dalle loro storie ai loro territori. La realtà di proprietà della famiglia Cottini è stata selezionata grazie alla valorizzazione del terroir attraverso vigneti unici, frutto della peculiare interazione tra suolo, clima, posizione geografica e varietà, e all’attenzione alla sostenibilità. “Riteniamo che l’appuntamento inaugurale di Vinitaly on Tour tra i nostri vigneti di Caprino Veronese sia un’occasione importante per raccontare l’attenzione che riserviamo alla sostenibilità e alla biodiversità – afferma Mattia Cottini, direttore marketing di Monte Zovo –. Da sempre imprescindibili per la nostra famiglia, sono questi i valori che non solo ci guidano nella gestione quotidiana delle attività in vigna e in cantina, ma conducono anche verso nuove sfide, per conseguire una crescita sempre più sostenibile, competitiva ed efficiente”. Vinitaly on Tour nasce per scoprire le realtà vitivinicole italiane attraverso un itinerario che si concluderà alla vigilia della 55ma edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile. La puntata dedicata a Monte Zovo si concentra su Calinverno, il vino icona dell’azienda, prodotto nella Tenuta di Caprino Veronese da uve vendemmiate tardivamente nei primi giorni di novembre grazie al particolare microclima dell’anfiteatro morenico di Rivoli, che gode della costante ventilazione delle brezze provenienti dal lago di Garda e dei venti che scendono dalla Valle dell’Adige. Il Rosso Veronese simboleggia l’attenzione della famiglia Cottini per l’ambiente e il territorio e rappresenta il concetto di sostenibilità al centro della filosofia aziendale, che si traduce in diverse azioni concrete come il regime biologico della Tenuta di Caprino Veronese.

Ecco il Santalucia 2021Mercoledì 14 dicembre, in occasione dell’evento benefico tenutosi al ristorante Le Calandre dei fratelli Alajmo, a Sarmeola di Rubano (Padova), l’azienda agricola Maculan e Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus hanno presentato Santalucia 2021, il prezioso vino che alla tredicesima edizione dell’iniziativa veste una confezione artistica ornata da un pendente d’argento raffigurante l’Occhio di Santa Lucia. Il simbolo, sinonimo di buona fortuna, è ispirato alla conchiglia originaria delle spiagge di Sardegna e Corsica, che assieme alla bottiglia si trasforma in un dono speciale, a sostegno della ricerca contro le malattie oculari. I 300 esemplari unici e numerati custodiscono un Cabernet Sauvignon nato in località Santo Stefano a Breganze (Vicenza), selezionato accuratamente da un panel di giornalisti, esperti di settore e imprenditori: “Santalucia 2021 abbina lo spirito di solidiaretà alla pregiatezza enologica – ha affermato Fausto Maculan, titolare dell’azienda vitivinicola –. Il vino, dopo un anno di sosta in piccole botti di rovere nuovo, presenta un colore rosso rubino intenso che sorprende con note di piccola frutta rossa e blu amarena, prugna e lampone, ma anche toni speziati che ricordano la vaniglia e il caffè ben tostato. Al sorso si sente un corpo foriero di lunga longevità e un bel rapporto tra dolcezza e tannini nobili presi dalle bucce e dai vinaccioli maturi”. Santalucia 2021 ha origine in un vigneto piantato nel 1985 che si caratterizza per l’altissima densità delle viti allevate a cordone speronato. Solo sei grappoli per esemplare, a un’altezza di appena 30 centimetri da terra, che così disposti raggiungono una maturazione perfetta senza uso di erbicidi. Sull’iniziativa è intervenuto Giuseppe Di Falco, presidente di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto: “Ancora una volta ringraziamo la creatività e la passione di Fausto Maculan, delle figlie Angela e Maria Vittoria, e di tutta Cantina Maculan per essere al nostro fianco con un progetto che, negli anni, ha sostenuto la nostra attività di ricerca con oltre 300 mila euro raccolti”. Un aiuto che continuerà con il ricavato di questa edizione: le bottiglie sono disponibili su ordinativo dallo scorso 13 dicembre con una donazione minima di 100 euro. “Il progetto che andremo a finanziare – precisa il Direttore Sanitario della Fondazione, Diego Ponzin – si concentra sullo studio di una tecnica chiamata cheratoplastica additiva per la lotta al cheratocono, una patologia molto invalidante che colpisce i giovani e gli adolescenti deformando la cornea. Il nostro studio mira a fortificare il tessuto corneale del paziente per limitare il ricorso al trapianto”.

Il Chiaretto di Bardolino – Triplo appuntamento per Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino: nel 2023 la tredicesima edizione della grande rassegna del vino rosa del lago di Garda veronese, appuntamento ormai immancabile tra le manifestazioni vinicole nazionali, si moltiplica e si distribuisce su due diverse sedi. Giovedì 2 e venerdì 3 marzo la stampa di settore potrà assaggiare la nuova annata nelle sale dell’Hotel Caesius Thermae e Spa Resort di Bardolino, mentre domenica 5 e lunedì 6 marzo sono in calendario i due giorni dedicati rispettivamente al pubblico e agli operatori di settore, che avranno la possibilità di degustare il Chiaretto di Bardolino e di conoscere i produttori negli spazi della Dogana Veneta di Lazise. In degustazione ci saranno circa 100 vini di 40 produttori. In assaggio anche le edizioni speciali del Chiaretto affinate per uno o due anni prima dell’immissione in commercio. Intanto, c’è soddisfazione in riva al lago di Garda per l’andamento del Chiaretto sul mercato. “L’Italia – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela – ci sta dando soddisfazioni sempre maggiori. Nel segmento Ho.Re.Ca. italiano nel 2022 il Chiaretto di Bardolino è cresciuto del 10% e non a caso dedicheremo un’intera giornata della prossima Anteprima alla ristorazione e agli altri operatori di settore. Non potevamo lanciare in maniera migliore la nuova fase della Rivoluzione del Chiaretto, iniziata ufficialmente il 12 aprile 2021 con l’approvazione del nuovo disciplinare di produzione, che ha portato al 95% la quota della Corvina Veronese, il nostro grande vitigno autoctono. Ha invece rallentato la grande distribuzione tedesca, che sta pagando seriamente le conseguenze della crisi internazionale. In ogni caso, contiamo di chiudere l’anno con una crescita globale intorno al 5%, anche grazie all’apertura dei nuovi mercati nordamericani e scandinavi”. La stagione decisamente positiva del Chiaretto di Bardolino ha come fiore all’occhiello le parole entusiastiche che Joe Bastianich e Tiziano Gaia gli hanno dedicato nel libro scritto a quattro mani per Mondadori Electa “Il grande racconto del vino italiano”. Scrivono infatti i due autori: “Impossibile lasciare il lago senza aver sorseggiato un Chiaretto (…). In Veneto mancava un grande rosato, ed ecco colmato il vuoto (…). Profuma di lampone, ribes e fragolina di bosco, saltella tra freschezza, succosità e dinamismo, si dona pimpante per aperitivi e una gran quantità di piatti. E non teme lo scorrere del tempo, come dimostrano fortunati assaggi di vecchie bottiglie. L’operazione di marketing, la pink revolution, com’è stata sbandierata, è riuscita nell’impresa di creare il rosato più venduto d’Italia, con 10 milioni di bottiglie annue, insistendo sullo stile pop del vino”.

Il Passito Garda DocUn nuovo vino entra a far parte di Brolo dei Giusti, la linea dedicata alla ristorazione del gruppo Cantine di Verona: è il Passito Garda Doc 2020, che nasce da uve Garganega e Chardonnay provenienti dalle colline moreniche del lago di Garda e selezionate con cura nei migliori vigneti che rientrano nella stessa denominazione Garda Doc. Dopo la raccolta i grappoli appassiscono per poco meno di quattro mesi in plateaux nei fruttai della cantina. La temperatura di fermentazione si attesta tra i 16 e i 18 gradi. Di colore giallo dorato lieve, al naso il Passito Garda Doc rivela note di spezie, frutta secca e sciroppata. Si avverte un lieve sentore terziario di vaniglia e di balsamico, con note di miele, caramello e gocce d’oro. Soffice e morbido al palato, lo connotano un lungo finale di albicocca, equilibrio e corpo dolce, che rallenta la percezione di astringenza. È un vino che si presta ad accompagnare i dessert e i tradizionali dolci natalizi, ottimo in abbinamento con piccola pasticceria secca, crostate di marmellata e dolci a base di pasta di mandorle. “Il Passito Brolo dei Giusti è un prodotto esclusivo che entra a far parte della linea dedicata al canale Ho.Re.Ca. di Cantine di Verona. È stato creato nella Cantina Colli Morenici a Ponti sul Mincio, luogo deputato alla creazione di vini di particolare pregio per le ridotte dimensioni della cantina che consentono di operare meglio con i piccoli volumi – dichiara il direttore generale Luca Degani –. Siamo particolarmente orgogliosi del risultato che abbiamo raggiunto, un prezioso prodotto di eccellenza con cui brindare a momenti speciali”. Brolo dei Giusti è la linea di Cantine di Verona dedicata alla ristorazione, che comprende vini prodotti solo nelle migliori annate. Il neonato Passito va ad arricchire l’offerta della gamma che già comprende un Amarone della Valpolicella Docg e un Valpolicella Superiore Doc e che verrà presto completata con l’espressione della Doc Custoza Superiore. Le bottiglie sono serigrafate, anziché etichettate, per poter rimanere integre nel lungo affinamento che il vino può affrontare. I tappi utilizzati, di nuova concezione, sono ottenuti da materie prime sostenibili, rinnovabili e vegetali, derivanti dalla canna da zucchero, e sono adatti a lunghi periodi di invecchiamento. Consentono la conservazione del vino fino a venticinque anni, affidabilità di imbottigliamento, facilità di apertura e reinserimento. Il Giusto evocato dal nome e rappresentato in etichetta è un omaggio alla figura dell’agricoltore che, alla fine di una giornata di lavoro, siede sulla marogna a contemplare il suo operato, immerso nella geometria delle vigne e nella bellezza della natura fuori e dentro il Brolo. Il Passito Garda Doc Brolo dei Giusti di Cantine di Verona è in vendita al prezzo di 15,50 euro nei wine shop aziendali.

I vini della sostenibilitàTollo Cantina Tollo cresce sempre di più e lo fa nel segno della sostenibilità. Il gruppo teatino ha infatti ottenuto la certificazione Equalitas, standard che definisce i requisiti secondo i tre pilastri della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nella filiera del vino. A tal fine Cantina Tollo ha presentato durante l’assemblea dei soci tenutasi domenica 11 dicembre il suo primo bilancio di sostenibilità. Nella stessa occasione è stato reso noto anche l’esercizio di bilancio per l’anno 2021–2022, che conferma il trend di crescita del gruppo. Il fatturato è infatti pari a 47,6 milioni di euro (+11%), dove il mercato estero è cresciuto del 51% rispetto all’anno precedente, con un importante sviluppo del canale trade prettamente nei Paesi dell’est Europa e in Asia. La percentuale di fatturato in Italia è del 64% nella Grande Distribuzione e del 36% nell’Ho.Re.Ca.: il fatturato GDO Italia è rimasto sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente mentre l’Ho.Re.Ca. è cresciuto dell’11%. “La sostenibilità – spiega Luciano Gagliardi, presidente del gruppo eletto lo scorso agosto – è da intendersi non come uno stato o una visione immutabile, ma piuttosto come un processo continuo, che richiama la necessità di coniugare le tre dimensioni fondamentali e inscindibili dello sviluppo. Per questa ragione guardiamo al domani, in particolare alle nuove generazioni, garantendo loro un futuro in questo luogo. Come riportato nel bilancio di sostenibilità, ben il 64% dei lavoratori ha meno di 50 anni. La fascia 30-40 anni è inoltre cresciuta grazie ai nuovi ingressi del primo semestre del 2022. Non solo: la produzione biologica, che Cantina Tollo ha iniziato nel 1991, rappresenta oggi il 10% del totale dell’azienda, segno tangibile che per noi la salvaguardia ambientale è un tema fondamentale da tempo”. “L’ottima performance registrata anche quest’anno – continua il direttore generale Andrea Di Fabio – è il risultato della politica di riassetto organizzativo che abbiamo attuato nell’ultimo periodo. Non solo: nel corso dei quattro anni trascorsi, Cantina Tollo ha investito circa 2 milioni di euro annui con l’obiettivo di migliorare la produzione. Abbiamo sostituito impianti ormai obsoleti per la pigiatura e per la lavorazione delle uve, migliorando così sia l’impatto ambientale che quello energetico. Sono state apportate migliorie anche alla linea d’imbottigliamento, aggiungendo ulteriori macchine e dismettendo quelle di vecchia generazione. Infine, stiamo realizzando un nuovo magazzino per lo stoccaggio dei prodotti finiti nelle vicinanze dell’azienda, alimentato da un impianto fotovoltaico”. Cantina Tollo è oggi tra le più importanti e consolidate realtà del settore vitivinicolo italiano. Commercializza 13 milioni di bottiglie all’anno, vanta circa 620 soci e 2.500 ettari coltivati in un territorio da sempre vocato alla produzione vitivinicola. I vigneti di Cantina Tollo si estendono dalle colline del litorale fino alle pendici della Maiella, in un clima tipicamente mediterraneo, contraddistinto da escursioni termiche notevoli. La produzione è concentrata sui vitigni tipici e autoctoni del territorio (Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola), coltivati tradizionalmente a pergola, con una spiccata vocazione alla sperimentazione in campo e in cantina. Le bottiglie Cantina Tollo sono distribuite in tutte le regioni italiane, nella quasi totalità dei Paesi dell’Unione Europea, in particolare Germania, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e Regno Unito e, oltreoceano, in Giappone, Stati Uniti e Canada. Cantina Tollo è inoltre presente nei mercati di Russia, India e Cina.

Fattorie Friulane, debutto in Italia: superato il primo test e-commerce

I primi ordini sono stati consegnati in Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e naturalmente anche in Friuli Venezia Giulia. Il primo test di Fattorie Friulane, l’e-commerce promosso e gestito dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, che ha debuttato lo scorso 25 novembre, può dunque dirsi riuscito. «Siamo soddisfatti di questo avvio, abbiamo effettuato le prime consegne la scorsa settimana, gli ordini sono arrivati da diverse parti d’Italia e continuano ad arrivare come pure le richieste di aziende che vogliono vendere i propri prodotti sull’e-commerce», fa sapere il direttore degli Allevatori Fvg, Andrea Lugo, che stamattina assieme al presidente Renzo Livoni ha fatto una consegna speciale portando una selezione dei prodotti in vendita su Fattorie Friulane al presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e al consigliere regionale Alberto Budai che del progetto è stato un fervente sostenitore.


La piattaforma, raggiungibile al sito Internet www.fattoriefriulane.it, è un unicum a livello europeo, la prima gestita direttamente da un’associazione di allevatori. Consente di far arrivare il meglio del paniere agroalimentare regionale nelle case degli italiani e con l’anno prossimo, esaurita la fase di test, anche oltre i confini nazionali. Vi si possono acquistare circa 300 diversi prodotti di 60 aziende: formaggi stagionati, ma anche birra, olio, salami, confetture, conserve, farine e succhi di frutta. Al momento, i prodotti acquistabili sono essenzialmente stagionati o confezionati, che non necessitano dunque di particolari cure in termini di refrigerazione, ma nel futuro prossimo l’intenzione dell’associazione è quella di ampliare l’offerta, includendo anche prodotti freschi e surgelati.
La logistica è gestita direttamente dall’associazione nell’ex laboratorio di lavorazione della carne De Narda a Rodeano, acquisito grazie a un contributo a fondo perduto della Regione, dove sono concentrati rifornimenti, ricevimento ed evasione ordini, preparazione delle confezioni, ricerca del trasportatore e spedizione del prodotto. All’allevatore è riconosciuto il prezzo di vendita, detratto delle spese sostenute per la gestione degli ordini e la spedizione.

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In copertina, la selezione di prodotti degli Allevatori Fvg e all’interno la sua consegna a Fedriga e Budai da parte di Lugo e Livoni.

Agriflash.FVG – E non solo

I danni della fauna selvaticaParere favorevole da parte della II Commissione del Consiglio regionale alla delibera con la quale la Giunta Fvg modifica il Regolamento che prevede “criteri e modalità per l’indennizzo dei danni arrecati dalla fauna selvatica all’agricoltura, al patrimonio zootecnico, alle opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo, ai veicoli e per la concessione di contributi per la conservazione e la valorizzazione di bressane e roccoli”. “Con la delibera approvata – ha spiegato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, illustrando le novità del regolamento in Commissione – si adegua il precedente regolamento facendo chiarezza sulle situazioni da indennizzare e si punta ad accelerare le procedure per l’erogazione degli indennizzi. Inoltre, vengono normate particolari situazioni, emerse dopo alcuni anni di applicazione della legge, prima non regolate, superando così qualche criticità evidenziata nell’applicazione concreta del precedente regolamento”. La maggiore novità introdotta nel regolamento che stabilisce gli indennizzi dei danni causati dagli animali selvatici (in modo particolare cinghiali, ma anche cervi e altre specie selvatiche) in agricoltura, zootecnia, impianti ittici e ai veicoli privati è costituita dal fatto che si è introdotta la possibilità di presentare la domanda corredata da una perizia di stima sul danno denunciato, redatta da un tecnico abilitato operante in un organismo di difesa collettivo e come libero professionista. Tale possibilità abbrevia i tempi dei procedimenti che prevedono che sia la Regione Fvg a svolgere i sopralluoghi per l’accertamento e la stima dei danni a seguito delle istanze di “risarcimento”. “Dato l’alto numero di domande che si sta registrando negli ultimi anni – ha aggiunto l’assessore – la modifica del regolamento e l’introduzione della possibilità di presentare la perizia di stima “certificata” consentiranno di snellire il lavoro in capo agli uffici regionali e quindi anche di accelerare le modalità e i tempi di liquidazione degli indennizzi dei danni causati dagli animali selvatici”.

In arrivo sessanta forestali “Con l’inizio del 2023 si irrobustirà il Corpo forestale regionale (Cfr) che soffre da tempo di una forte riduzione del personale. Saranno una sessantina i nuovi dipendenti che andranno poi formati; una formazione che deve guardare anche alle esperienze delle altre regioni, attraverso uno scambio di conoscenze. E’ attesa a breve una risposta positiva dalla Sardegna per attivare con il Friuli Venezia Giulia un rapporto di interscambio sulla formazione che sarà proficuo per entrambe le regioni”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse forestali, Stefano Zannier, all’inaugurazione della sede del distretto unico di antincendio boschivo Val Cosa-Val d’Arzino nel centro polifunzionale di Casiacco. “Quando parliamo di antincendio dobbiamo ricordare le due realtà che lavorano assieme: i volontari di Protezione civile e il Corpo forestale che ha competenza diretta sulla materia – ha sottolineato Zannier -. L’operatività di queste due componenti ha successo quando il coordinamento è stretto altrimenti si rischiano delle difficoltà esecutive”. Un passaggio del suo intervento ha riguardato il nuovo piano antincendio boschivo che potrà essere pronto e diventare operativo entro il 2023; un piano necessario per dare piena operatività alla legge regionale in vigore. “Dobbiamo tenere insieme un sistema che comprende molteplici componenti e che pur non avendo la garanzia di poterle utilizzare tutte insieme nei modi e nei tempi utili, deve garantire rapidità di intervento. In questo contesto, giocano un ruolo importante anche le squadre comunali del distretto” ha aggiunto Zannier, ribadendo la necessità di un coordinamento ampio delle attività “per migliorare ancor di più l’efficienza e l’operatività delle varie stazioni”. L’esponente della Giunta Fedriga ha ricordato, poi, la non sempre facile introduzione di strumenti innovativi per il contrasto degli incendi boschivi, accanto a quelli tradizionali: “strumenti efficaci per permettere agli operatori di intervenire in sicurezza e con immediatezza”. L’assessore ha infine espresso il ringraziamento dell’Amministrazione regionale per l’impegno che tutte le componenti del sistema garantiscono quotidianamente alla comunità.

L’irrigazione di precisione “Se guardiamo con gli occhi di oggi a cosa è stato fatto in passato ci rendiamo conto della lungimiranza con cui chi ha proceduto alle bonifiche ha compreso l’importanza della gestione della risorsa idrica per la sua redistribuzione sul territorio. Se dall’oggi guardiamo al domani, il futuro è l’irrigazione di precisione”. È il messaggio che l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha rivolto all’inaugurazione della mostra fotografica “Leggere il passato per immaginare il futuro. Uomini e donne dell’acqua”, allestita a Udine nella Cjanive di Palazzo Mantica in via Manin 18, dal 3 dicembre all’8 gennaio (ingresso gratuito – ore 10-12, 15-18). L’iniziativa è promossa dall’Anbi Fvg, associazione che raggruppa i tre consorzi di bonifica della regione – Cellina, Pianura Friulana e della Venezia Giulia – e si inserisce nel calendario delle manifestazioni per il Centenario della bonifica, che si erano aperte con il convegno organizzato ad ottobre in Castello a Udine. “Da troppo tempo parliamo dei cambiamenti climatici e delle loro conseguenze sull’acqua, sia quando questa si manifesta con esondazioni violente sia quando ne subiamo la carenza per lunghi periodi di siccità, ma stentiamo a trovare soluzioni di lungo termine – ha osservato Zannier -; per questo la Regione ha deciso di investire sui sistemi di micro-irrigazione ma anche su interventi che bilancino il ciclo dell’acqua”. Nella prossima legge di Stabilità, Zannier ha annunciato uno stanziamento di 1 milione di euro per il 2023, 3 milioni per il 2024 e 3 milioni per il 2025 rivolto a incentivare l’utilizzo degli impianti di micro-irrigazione nelle colture. “La disponibilità di acqua è limitata e per risparmiare sui costi abbiamo quale unica via l’efficientemento del sistema di gestione e la riduzione degli sprechi” ha ribadito Zannier. L’assessore ha concluso il suo intervento con un ringraziamento ai Consorzi di bonifica (presente la presidente Rosanna Clocchiatti) per il lavoro svolto e per le iniziative di valorizzazione della loro storia e del loro operato.

Tra magredi e risorgive “È lodevole che progetti come quello condotto sui magredi e le risorgive puntino a contemperare la competitività delle imprese dell’agricoltura e dei produttori primari con la valorizzazione degli ambienti naturali e la preservazione degli ecosistemi. È una strategia valida”. Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenuto a San Quirino all’evento di presentazione del progetto a valere sul Psr Fvg 14-20 che interessa i magredi e le risorgive e coinvolge quattordici comuni della pianura pordenonese con capofila il Comune di San Quirino. “La strategia è valida – ha ribadito Zanier -, ma si scontra con la rigidità degli strumenti amministrativi messi a disposizione: il Psr non tiene conto, infatti, delle diverse velocità dell’agire delle imprese private rispetto all’Amministrazione pubblica”. Oltre al tema degli iter procedurali, Zannier ha rilevato criticità anche sul rispetto dei preventivi di spesa all’interno di un programma che abbraccia un settennato caratterizzato da molteplici imprevisti che hanno inciso sui prezzi delle materie prime, dell’energia, causando una generalizzata inflazione. “I costi preventivati sette anni fa non sono rimodulabili in considerazione dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi perché le procedure non lo prevedono. In ogni caso – ha assicurato l’assessore – la Regione ha tutta la volontà di chiudere le rendicontazioni entro i termini stabiliti, a tutela di quanti hanno già investito e utilizzato i capitali attesi”. Quanto al progetto presentato, Zannier ha evidenziato “il forte interesse del territorio a realizzare iniziative che mettono assieme soggetti diversi. In futuro, le progettualità dovranno essere pensate in modo da utilizzare più strumenti di accesso ai finanziamenti pubblici, abbinandone l’efficacia in maniera organica”. Il progetto “Valorizzazione dell’ambiente, del territorio, delle produzioni, della multifunzionalità delle aziende e dell’agricoltura sociale per l’ambito rurale dei magredi, delle risorgive e della pianura pordenonese” vede la partecipazione di 55 partner pubblici e privati, di cui 20 beneficiari. Sono coinvolti 14 Comuni, 10 aziende agricole oltre a enti, associazioni, Università. Sono previsti 45 interventi per un valore di oltre 22,9 milioni di euro in un territorio che comprende 190mila abitanti su una superficie di 540 chilometri quadrati.

Il vino naturale a Milano Ricordiamo che sono aperte le prenotazioni per ViNaRi, la manifestazione dedicata al mondo del vino naturale, ideata e organizzata dalle associazioni ViTe e VinNatur. La prima edizione esordirà domenica 12 e lunedì 13 febbraio a Milano negli spazi messi a disposizione da Studio Novanta. Per scoprire le interessanti proposte enoiche dei produttori presenti, gli operatori di settore potranno beneficiare di una partecipazione anticipata dalle ore 10, mentre a mezzogiorno la rassegna sarà aperta agli appassionati del vino naturale. Per poter prender parte all’evento, verrà richiesta la pre-registrazione su Eventbrite fino al 12 febbraio e il versamento di un contributo associativo pari a 25 euro per la singola giornata e a 40 euro per entrambi i giorni. Sono già più di 150 i vignaioli aderenti all’iniziativa che arrivano da tutta Italia, nello specifico dalle regioni di: Abruzzo, Alto Adige, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e ancora Sicilia, Sardegna, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto. Rappresenteranno il mercato estero alcuni produttori provenienti rispettivamente dall’Argentina, dalla Bordeaux francese e dalla Slovenia. Ad accompagnare la due giorni ci sarà anche la proposta gastronomica dello street food italiano di Trapizzino, nato nel 2008 dall’idea di Stefano Callegari, mastro pizzaiolo che oggi vanta 14 punti vendita tra Torino, Milano, Trieste, New York e Roma, luogo in cui trova la sua prima casa. Il trapizzino è un angolo di pizza a base di lievito madre, croccante fuori e morbido dentro, che dopo una lunga lievitazione si serve farcito di ricette tipiche della tradizione romana, italiana e non solo. A completare il menu, la sfiziosità dei supplì, il classico cibo di strada romano che fin dal 1874 in un risotto panato e fritto nasconde un cuore di formaggio filante. Entrambe le specialità saranno disponibili in diversi gusti, con opzioni dedicate anche al pubblico vegetariano. L’ingresso a ViNaRi è riservato agli iscritti: bit.ly/vinari_iscrizione

A Dolegna ritorna il Ringraziamento con i suoi Premi “Falcetto” e “Foglia” d’oro

(g.l.) Dolegna del Collio è una piccola comunità, poco più di 300 residenti, a ridosso del confine con la Slovenia, in una valle – quella del fiume Judrio – vocata alla produzione di grandi vini, tra i quali eccelle la Ribolla gialla. Un piccolo paese diventato però grande – non solo per la fama, appunto, conquistata dalle sue cantine -, ma anche per una “Festa del Ringraziamento” che da anni, ormai, è la più attesa del Friuli. L’evento, giunto alla 56ma edizione, richiama infatti ogni anno, l’11 novembre in occasione della ricorrenza di San Martino, l’attenzione del mondo dei campi, poiché in tale circostanza la sezione Coldiretti conferisce il premio “Falcetto d’oro” e il Comune collinare il premio “Foglia d’oro”, due prestigiosi riconoscimenti che vengono attribuiti a illustri personalità o ad autorevoli enti che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo, sui cui nomi il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia.
Tradizionalmente sostenuta da Civibank, la manifestazione è in programma dopodomani, appunto 11 novembre, con inizio alle ore 11 nella tenuta Jermann in località Ruttars, preceduta dall’arrivo dei mezzi agricoli che dopo la Messa, celebrata nella Chiesa dei Santi Vito e Modesto, verranno benedetti. Negli ultimi anni, l’evento ha acquisito un notevole spessore per i benemeriti personaggi che hanno ricevuto il riconoscimento. Del resto, la banca cividalese è l’istituto leader in Friuli Venezia Giulia nel credito agrario e ha voluto contribuire a conferire a questa iniziativa la massima rilevanza possibile, tanto è vero che nelle ultime edizioni non sono mai mancati gli esponenti politico-istituzionali e del settore agricolo regionali. Dopo la celebrazione religiosa, il presidente della giuria, l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, condurrà la cerimonia della consegna dei riconoscimenti.
Il “Falcetto d’oro” viene assegnato a enti o personalità che hanno valorizzato con la loro attività l’agricoltura, l’enologia e il territorio. Anche l’amministrazione comunale, come si diceva, ha voluto affiancare a questo Premio un proprio riconoscimento denominato “Foglia d’oro” assegnato a personaggi di chiara fama. A Dolegna per San Martino sono attesi i massimi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Coldiretti e della Civibank.  A favore del comparto primario l’istituto di credito cividalese ha rinnovato il proprio impegno anche nell’annata agraria 2021-22 accompagnando le imprese sia sul fronte ordinario che in quello straordinario a seguito delle calamità che si sono verificate. Sul fronte ordinario, si è ulteriormente messa a frutto la convenzione stipulata con la Regione Fvg per la concessione di finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione.

La Tenuta Jermann.

L’ALBO D’ORO

FALCETTO D’ORO
(1996-2021)

1996 DAVIDE AMBROSI (viticoltore)
1997 CLAUDIO FABBRO (agronomo)
1998 VENICA & VENICA (famiglia viticoltori)
1999 GET TRIESTE (confraternita enologica)
2000 AUGUSTO BODIGOI (viticoltore)
2001 CARLO MORANDINI (giornalista)
2002 FERRUCCIO SGUBIN (famiglia viticoltori)
2003 COLDIRETTI Sezione di Dolegna
2004 Premi non assegnati
2005 RAI -VITA NEI CAMPI (giornalista Bruno Damiani)
2006 BRUNO PIZZUL (giornalista)
2007 GIORGIO TUTI (ristoratore)
2008 COSTANTINI, MATTALONI, PETRUSSI (agronomi storici)
2009 PIERO PITTARO (viticoltore)
2010 GIUSEPPE LONGO (giornalista)
2011 ANGELO E BRUNA JERMANN (viticoltori)
2012 ENZO LORENZON(viticoltore)
2013 PAOLO E DINA RAPUZZI – Ronchi di Cialla (viticoltori)
2014 ADELCHI BERNARDIS (viticoltore)
2015 EMANUELE SCARELLO (ristoratore )
2016 MOVIMENTO DONNE IMPRESA-COLDIRETTI
2017 ISTITUTO TECNICO AGRARIO “Paolino d’Aquileia “ di Cividale
2018 ASSOCIAZIONE PRODUTTORI SCHIOPPETTINO DI PREPOTTO
2019 GABRIELE DI GASPERO – IGA UDINE
2020 ENOTECA DI CORMONS
2021 GIORGIO MAURENCIG

FOGLIA D’ ORO
(2000-2021)

2000 BOFFA Diano d’Alba (Città del Vino)
2001 JOSKO SIRK (ristoratore)
2002 GIULIO COLOMBA (Slow Food)
2003-2004 non assegnato
2005 RIVISTA FUOCOLENTO (giornalismo)
2006 LUIGI SOINI (maestro cantiniere)
2007 IAN D’AGATA (giornalista)
2008 PROTEZIONE CIVILE FVG
2009 LUCA ZAIA (Ministro Agricoltura Foreste)
2010 DONALD ZIRALDO (viticoltore)
2011 HELMO PENKER (Austria) Istituzione
2012 FULVIO URSINI (docente universitario)
2013 ASSOENOLOGI (organizzazione)
2014 LORENZO PELIZZO, presidente Banca Popolare Cividale
2015 COLLIO-BRDA -Territorio Transfrontaliero
Candidato UNESCO (Istituzioni)
2016 DINO DE ANTONI, Arcivescovo emerito Gorizia
2017 ANTONIA KLUGMANN, Ristorante L’ARGINE di Vencò
2018 ISTITUTO TECNICO AGRARIO “Giovanni Brignoli” di Gradisca d’Isonzo
2019 DIEGO BERNARDIS, Consigliere regionale, già Sindaco di Dolegna
2020 non assegnato
2021 ALBERTO GALLIUSSI, Coro Tor Antighe

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In copertina, le bellissime colline nella zona di Ruttars dove sorge il Castello di Trussio.

Agriflash.FVG – E non solo

Contea di Gorizia, successo per l’astaGrande successo per l’asta dei vini dell’antica Contea di Gorizia a favore del monastero della Castagnevizza, sopra Nova Gorica. Sabato mattina sono stati venduti 14 lotti da 300 bottiglie ciascuno che hanno consentito di raccogliere una somma finale di 62.400 euro. Si trattava, come anticipato, di bottiglie, di produttori italiani e sloveni, esclusivamente dei Cru in purezza provenienti da queste varietà pregiate: per i bianchi Chardonnay, Ribolla gialla, Friulano/Jakot e Malvasia d’Istria; per i rossi Pinot nero, Refosco e Merlot. Il ricavato dell’asta andrà appunto a favore dello storico complesso monastico, che nel 2023 compirà 400 anni dalla fondazione, per il restauro degli affreschi della cappella. Una importante occasione benefica, dunque, ma anche per valorizzare e promuovere i vini di quest’affascinante area vitivinicola transfrontaliera, Collio e Brda, candidata al riconoscimento Unesco quale Patrimonio mondiale dell’Umanità, attraverso un evento di tre giorni interamente dedicato alla scoperta di un territorio unico e dei suoi prodotti.

Incentivi Fvg per le risorse idriche La Regione Fvg destinerà ulteriori 3,7 milioni di euro dei fondi derivanti dall’European Recovery Instrument per rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse idriche in agricoltura. Questo incremento di risorse consentirà alla specifica misura di poter contare ora su un budget complessivo pari a 6,2 milioni. Lo ha stabilito la Giunta regionale approvando nel corso dell’ultima seduta una apposita delibera su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. “Queste nuove risorse – spiega Zannier – derivano dal nuovo piano finanziario del Psr 2014-2022 approvato dalla Commissione Europea lo scorso 1 agosto. In quella circostanza è stata stabilita una diversa allocazione dell’importo di 3,7 milioni di fondi Euri per favorire la ripresa economica e la resilienza del settore. Le risorse sono state girate alla tipologia di interventi dedicati al miglioramento dell’uso e della gestione delle risorse idriche da parte delle aziende agricole. Questa misura ha lo scopo anche di mitigare le ricadute derivanti dai cambiamenti climatici, a migliorare la competitività e la redditività delle aziende agricole”. “La delibera – ha aggiunto l’assessore regionale – dà quindi il via libera all’utilizzo delle risorse per aumentare la dotazione del bando per l’accesso a questo tipo di finanziamento e per il quale sono state presentate numerose domande. Con questa assegnazione, i fondi complessivamente attribuiti alla misura ammontano a 6,2 milioni di euro; ciò permetterà di finanziare una buona parte delle domande di sostegno per le quali l’attività di verifica di ammissibilità dei beneficiari e delle operazioni è già stata svolta e prossimamente verrà decretata la relativa graduatoria”.

Contributi per le energie rinnovabili “Con questo bando diamo l’opportunità alle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia di ricevere un contributo per la creazione e lo sviluppo delle energie rinnovabili, in linea con gli altri importanti provvedimenti che l’Amministrazione regionale sta assumendo sul tema della sostenibilità e della riduzione delle emissioni di CO2”. Lo ha detto a Trieste l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a commento dell’approvazione da parte della Giunta della delibera, presentata dallo stesso Zannier, relativa al bando per l’accesso individuale alla tipologia d’intervento Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di energie rinnovabili intrapresi dalle aziende agricole del Programma di sviluppo rurale 2014-2022 della Regione Fvg. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, le risorse finanziarie destinate alla misura ammontano complessivamente a 784.627,79 euro, mentre – per quel che riguarda le aliquote di sostegno – ne vengono individuate tre: giovani agricoltori o imprese biologiche (che riceveranno a titolo di de minimis il 50 per cento del costo ammissibile), agricoltori con Superfice agricola utilizzata (Sau) prevalente nelle zone montane (45 per cento del costo ammissibile) e tutti gli altri beneficiari (35 per cento del costo ammissibile). “L’iniziativa si fonda sul fatto che il Programma di sviluppo rurale – ha illustrato Zannier – prevede anche una specifica tipologia di intervento finalizzata a favorire investimenti per la creazione e lo sviluppo di energie rinnovabili. In questo ambito, l’obiettivo è proprio quello della transizione verso un’economia sostenibile, sostenendo le attività di diversificazione agricola verso investimenti orientati alla produzione di energia destinata alla vendita”.

Fondo di rotazione in agricoltura La Giunta regionale ha approvato emendamenti all’assestamento autunnale per un totale di 10 milioni di euro, da destinare interamente al “Fondo di rotazione in agricoltura” (legge regionale n.80 del 20 novembre 1982). Lo ha comunicato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della seduta del Consiglio regionale a Trieste. “I contributi stanziati – ha riferito Zannier – potranno essere utilizzati in tempi rapidi su una serie di graduatorie già presenti nella nostra direzione e consentiranno di sostenere quegli investimenti che derivano dalla legge del 2020, relativa alle aziende gestite dai giovani agricoltori. Una misura che dà dunque continuità a un percorso iniziato due anni fa”. L’assessore ha infine anticipato che “altri fondi saranno previsti dalla prossima legge di Stabilità a copertura di ulteriori attività, tra cui gli interventi di sistemazione delle aree post-Vaia”.

A Trento in marzo riecco ViniferaSabato 25 e domenica 26 marzo arriverà a TrentoFiere la quinta edizione di Vinifera, mostra mercato dedicata ai vini e ai cibi dei territori dell’arco alpino. L’obiettivo della prossima edizione è mettere ancor più in evidenza l’aspetto agricolo della viticoltura. La rassegna, a cui parteciperanno piccole e medie realtà artigianali biologiche e biodinamiche, sarà infatti dedicata al legame tra agricoltura e territorio alpino. “Con questa scelta intendiamo mettere in luce l’attività dei viticoltori che saranno presenti a Vinifera – spiega Luisa Tomasini, portavoce dell’Associazione Centrifuga che organizza l’evento –. All’interno della propria azienda in molti casi si occupano della produzione di vino ma anche di frutta, ortaggi, miele, sementi, formaggi e, più in generale, di preservare e valorizzare il luogo dove vivono e le sue peculiarità, realizzando prodotti unici di altissima qualità”. Dal punto di vista geografico, l’edizione 2023 rivolgerà lo sguardo anche ai produttori d’Oltralpe, con una presenza ampliata di vignaioli provenienti da Francia, Svizzera, Austria e Slovenia e con un territorio ospite che verrà svelato a inizio anno. La crescente internazionalizzazione dell’evento ha portato alla realizzazione del sito Internet www.viniferaforum.it anche in inglese e tutta la comunicazione sarà veicolata in doppia lingua. “Vinifera è per noi da sempre uno spazio di condivisione, educazione e convivialità, ideato per scoprire gli artigiani alpini scelti con cura da Associazione Centrifuga – prosegue Tomasini –. Una selezione ispirata dalla capacità di far esprimere il territorio attraverso il vino e dalle relazioni umane che ci hanno fatto innamorare dei tanti produttori protagonisti della nostra mostra mercato”. Nel mese precedente alla manifestazione tornerà, inoltre, Vinifera Forum, con un ricco calendario di eventi, degustazioni, conferenze e visite guidate. Il primo appuntamento, in programma venerdì 24 febbraio, sarà l’inaugurazione della residenza artistica degli illustratori di Yoonik, agenzia di talent e project management. Il vernissage sarà promosso in collaborazione con i Vignaioli del Trentino. A realizzare la locandina e la grafica dell’intero evento è quest’anno Anna Formilan (annaformilan.com), disegnatrice freelance e collaboratrice di festival culturali, a cui passa il testimone Federica Bordoni, firma delle passate edizioni, nell’ottica di creare una rete virtuosa di giovani artiste locali che rappresentino con le loro opere Vinifera e il territorio trentino. Tutte le info e il programma completo presto su www.viniferaforum.it

Il Durello Brut che piace tanto a LondraIl Lessini Durello Brut di Giannitessari è l’unica bollicina italiana scelta dal ristorante stellato londinese The Hind’s Head Bray, del gruppo The Fat Duck di Heston Blumenthal, chef tra i più celebrati in Inghilterra e in Europa, titolare di tre locali per un totale di sei stelle Michelin. “Siamo una delle cantine che per prime hanno creduto nelle potenzialità del Lessini Durello Metodo Classico – affrma il vignaiolo Gianni Tessari – ed entrare nella carta vini di uno stellato del gruppo The Fat Duck è per noi motivo di grande orgoglio e stimolo a migliorarci senza sosta, nella consapevolezza che il Durello può misurarsi senza difficoltà con le migliori bollicine internazionali. Promuoviamo con decisione lo spumante del nostro territorio che, quando viene conosciuto, piace al pari dei Metodo Classico più blasonati”. A proporre il Durello dell’azienda agricola di Roncà (Verona), inserito in carta in seguito ai test di valutazione dei sommelier londinesi, è stata Gabriella Reniero, veronese di origine ma radicata in Inghilterra, titolare di BubblyBandits, società italo-britannica specializzata in importazione di vini spumanti italiani. “L’incontro con il ristorante – spiega Gabriella Reniero – è avvenuto casualmente durante una degustazione di bollicine. È stato amore a prima vista per il Brut di Giannitessari, al punto tale da convincere i responsabili di The Hind’s Head Bray a inserirlo in carta, al calice e anche come base per alcuni cocktail”. Si tratta di un successo importante e senza precedenti per la denominazione vicentino-veronese che in Inghilterra, Paese che consuma molti spumanti, può conquistare uno spazio di rilievo e ottenere risultati eccellenti. Il Lessini Durello Brut di Giannitessari affina sui lieviti per almeno tre anni nelle cave sotterranee della cantina. Al calice si presenta giallo brillante e con un perlage fine. Al naso emerge l’aroma complesso di fiori di campo e frutta a polpa bianca, con note di pane tostato. Avvolge il palato con la sua piacevole struttura, bilanciando elegantemente acidità e mineralità; il finale lungo e persistente invita al riassaggio. Perfetto per un aperitivo stuzzicante e raffinato, ideale insieme a piatti di pesce, crostacei e molluschi, in particolar modo con le ostriche.