Zannier sui Fondi Ue: la Regione Fvg all’avanguardia su sinergie e programmi

«La Regione Friuli Venezia Giulia si è adoperata in questi ultimi anni per realizzare migliori sinergie sui diversi Fondi europei attuando alcune importanti azioni che possano sempre di più favorire l’utilizzo dei Fondi della programmazione Ue. Ma vi sono ancora ampi margini di miglioramento che dovremmo sfruttare nella fase attuativa degli interventi previsti dai singoli programmi. Trattare gli argomenti sulle sinergie tra Fondi e sulla bioeconomia richiede un forte sforzo e una maggiore interazione tra pubblico e privato. Per questo motivo credo che attività di coordinamento a livello europeo, nazionale e regionale hanno un ruolo fondamentale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo al workshop, che si è tenuto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal titolo “Sinergie tra i programmi dell’Ue e le politiche di coesione nei settori della bioeconomia e dell’economia blu: condividere informazioni per co-progettare sinergie di fondi più efficaci”. Un seminario organizzato dal Gruppo di coordinamento nazionale di Bioeconomia del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio e dalla Direzione generale della Ricerca e dell’innovazione della Commissione europea.

«Tra le azioni che la Regione Friuli Venezia Giulia ha attuato – ha sottolineato l’assessore che è stato delegato alla partecipazione al convegno dal governatore Massimiliano Fedriga – vi è la realizzazione, grazie alla collaborazione di tutte le Autorità di gestione regionali, del sito internet “Europa Fvg” che si sta strutturando per raccogliere tutte le informazioni sulla programmazione europea e sui relativi bandi al fine di fornire uno strumento di guida per individuare gli argomenti di interesse. Si è poi avviato un percorso – ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale – di analisi sulla possibilità di divulgare meglio la presenza di bandi aperti da altre Regioni al fine di favorire la costituzione di partenariati tra soggetti diversi cercando di migliore le sinergie e il dialogo con i Paesi con noi confinanti quali Austria e Slovenia sulle progettualità di interesse reciproco».
L’assessore nel suo intervento ha poi ricordato come la Regione Fvg abbia contribuito alla stesura del Vademecum sulle sinergie tra Fondi strutturali e altri programmi di finanziamento Ue nel luglio 2022 e abbia realizzato il primo documento strategico regionale condiviso sulla Politiche di coesione Fesr, Fse, Interreg. «Questo è stato fatto – ha sottolineato Zannier – partendo dalla consultazione del partenariato regionale ed è stato utile anche per fare una sintesi sulle sinergie tra i Fondi della politica di coesione e le missioni del Pnrr».
Rispetto alla bioeconomia, l’assessore ha evidenziato come «nella fase di aggiornamento della strategia regionale di specializzazione intelligente 2021-2027 sono stati presi a riferimento i Cluster di Orizzonte Europa ed è stato fatto esplicito riferimento alla bioeconomia la cui importanza strategica è stata riconosciuta dalle politiche regionali tenendo conto delle competenze maturate e delle esperienze in atto nell’area anche nel contesto di partenariati interregionali».
Il rappresentante della Giunta Fedriga ha anche segnalato che «il Friuli Venezia Giulia ha voluto e contribuito alla recente costituzione della Fondazione Agrifood&Bioeconomy Fvg per supportare l’Amministrazione nell’individuazione di possibili sinergie tra Fondi Ue anche grazie all’interazione tra pubblico e privato che caratterizza molte delle sue azioni in ambiti diversi».
L’assessore Zannier ha, infine, segnalato alcune difficoltà legate all’implementazione di questi strumenti di sinergia e ha avanzato una proposta per cercare dei miglioramenti. «ffinché vi sia una diretta sinergia tra i programmi – ha affermato – sarebbe molto utile che vi fossero momenti di concertazione già in fase di programmazione tra tutti gli organismi deputati alla programmazione dei Fondi a gestione diretta e le autorità regionali di gestione dei programmi. In questa fase, diventa più facile allineare gli strumenti rispetto al periodo di attuazione, quando ormai tutte le Regioni hanno concluso la fase di predisposizione dei programmi».

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier e all’interno il suo intervento durante l’incontro alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

“Equilibrium”, il primo gioco da tavolo per scoprire la ricca biodiversità Fvg

“Equilibrium”, il primo gioco da tavolo che permette di scoprire la biodiversità del Friuli-Venezia Giulia, è finalmente realtà. Grazie al grande successo della raccolta fondi online partita lo scorso anno, è stato possibile produrlo e proprio in questi giorni sta arrivando nelle case e nelle scuole di chi l’ha sostenuto e ordinato. Il progetto è di Kaleidoscienza, giovane associazione culturale udinese che da più di dieci anni si occupa di divulgazione scientifica attraverso strumenti formativi non tradizionali. “Equilibrium” nasce come un modo divertente per scoprire la ricca biodiversità della regione e, più in generale, gli equilibri che regolano la natura. L’obiettivo è creare consapevolezza e aumentare il rispetto verso l’ambiente che ci circonda.


«Avere il gioco finalmente tra le mani è stata un’emozione incredibile – afferma Giada Rossi, presidente di Kaleidoscienza -, non vedevamo l’ora di consegnarlo ai tanti bambini (ma anche adulti) che fremevano per poterlo giocare. È bello riscontrare quanto interesse suscita nelle persone che provano “Equilibrium” per la prima volta: la cura e l’amore verso il nostro territorio passa anche attraverso iniziative come questa, che sensibilizzano alla tutela e alla conoscenza della natura e dei suoi equilibri attraverso il gioco».
Il crowdfunding, promosso dal progetto di Civibank “CiviCrowd – Comunità di valori” tramite la piattaforma Ginger, ha raggiunto la cifra di 9.500 euro in 90 giorni, grazie a 95 sostenitori. “Equilibrium”, del quale attualmente sono state prodotte 70 copie, verrà distribuito a coloro che l’hanno scelto come ricompensa partecipando alla raccolta fondi, agli enti e privati che ne hanno fatto richiesta e alle scuole partner del progetto. Nello specifico, verrà utilizzato in 12 scuole del territorio regionale. L’idea di produrlo, infatti, parte proprio dal contesto scolastico: nel corso del 2020 e del 2021, l’associazione Kaleidoscienza ha fatto provare il prototipo di “Equilibrium” in 10 classi per un totale di 160 alunni ottenendo sin da subito riscontri positivi sia da parte degli insegnanti che dai piccoli giocatori. Da qui, l’idea di lanciare un crowdfunding per poterlo produrre su una scala un po’ più ampia.
«Vorremmo dare la possibilità a molti bambini e bambine di giocare con la biodiversità – continua la presidente Rossi –. Ci auguriamo che, attraverso il nostro gioco, chi vive qui avrà l’occasione di guardare la nostra terra con altri occhi, mentre chi abita nel resto d’Italia potrà scoprire una regione diversa e affascinante. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno permesso di renderlo realtà».

Il GIOCO – A testimonianza della ricchezza naturale del Friuli Venezia Giulia, sono 5 gli ambienti proposti nel gioco – montagna, collina, pianura, Carso, laguna – e 6 le specie per ciascun ambiente, tra cui vegetali, erbivori, insettivori, granivori e carnivori. “Equilibrium” è basato sul lancio di dadi e sull’utilizzo di carte, l’obiettivo per ogni giocatore è gestire le proprie risorse e capire qual è il momento giusto per far aumentare di numero gli individui della propria specie. Si può giocare da 2 a 4 persone per ciascun ambiente, il gioco è adatto dai 6 anni in su.

Il progetto ha il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, della Regione Friuli-Venezia Giulia e il supporto di Civibank, ed è stato realizzato in collaborazione con Play Res, associazione culturale di Modena per la promozione, divulgazione e ricerca sul gioco e la teoria dei giochi.

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In copertina e all’interno ecco tre immagini del gioco sulla biodiversità Fvg.

Agriflash.FVG – E non solo

Pac, in Fvg 50 milioni in più Cinquanta milioni di fondi aggiuntivi nell’arco di cinque annualità saranno messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia quale cofinanziamento obbligatorio alla Pac (Politica agricola comune): lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, illustrando in sede di II Commissione del Consiglio regionale le principali misure inserite nel Defr, nella legge regionale di Stabilità e nella collegata alla finanziaria. Nell’occasione, Zannier ha reso noto che il nuovo Programma di sviluppo rurale partirà il primo gennaio prossimo, dopo l’approvazione entro dicembre del Piano strategico nazionale. Di particolare rilievo la conferma, nel Defr, del programma anticrisi legato alle conseguenze sul settore primario della crisi Ucraina. «Il rinnovo del programma prevedrà la rimodulazione dei massimali dei contributi e un ulteriore intervento finanziario sarà attivato ad aprile», ha riferito Zannier. Nella Stabilità regionale, accanto all’intervento finanziario sulla Pac, la novità più qualificante è data dalla norma che incentiva l’utilizzo degli impianti di micro-irrigazione nelle colture, stanziando 1 milione di euro per il 2023, 3 milioni per il 2024 e 3 milioni per il 2025. Tra le altre misure di spicco figurano il rifinanziamento delle graduatorie del bando sulle sistemazioni post tempesta Vaia, con 1 milione di euro per il 2023, oltre 2 milioni per il 2024 e 500mila euro per il 2025. Nella collegata alla legge di Stabilità sarà previsto che per il bando sui nuovi insediamenti di giovani agricoltori in montagna ciascun soggetto possa avanzare una sola domanda. Zannier ha annunciato inoltre che sarà rimodulato il calendario per la pesca e l’acquacoltura del novellame. L’assessore alle Risorse agroalimentari si è infine soffermato sui protocolli fitosanitari. «La flavescenza dorata inizia a essere un problema rilevante – ha rilevato Zannier – e creano preoccupazione le cocciniglie». Anche in quest’ottica il panel dei tecnici integrato per la prevenzione e l’applicazione dei corretti protocolli sulla vite sarà ampliato.

Montagna, domani incontro a Clauzetto«Questi incontri sono momenti di confronto fondamentali perché avvengono in vista dell’apertura delle nuove programmazioni e linee di finanziamento dell’Unione europea, sia sul fronte dell’agricoltura sia sulla nuova strategia delle aree montane interne. Vogliamo informare in maniera puntuale su queste nuove opportunità, ma soprattutto vogliamo raccogliere le segnalazioni e le esigenze che provengono dei territori montani. Solo così, infatti, si potranno “scrivere” le future strategia di sviluppo, con i relativi bandi alimentati dalle risorse europee, nella maniera più coerente possibile rispetto a quanto le popolazioni e le attività economiche hanno davvero bisogno». È quanto sottolineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla Montagna, Stefano Zannier, nel corso dell’incontro pubblico sulla situazione della pedemontana e sulle politiche di sviluppo della montagna organizzato ad Aviano dalla Magnifica Comunità di Montagna delle Dolomiti Friulane. All’incontro – svoltosi nell’auditorium della Biblioteca comunale di Aviano – erano presenti, oltre al presidente delle Comunità stessa, Dino Salatin (sindaco di Caneva), anche i primi cittadini Paolo Tassan Zanin (Aviano), Ivo Angelin (Budoia) e Mario Della Toffola (Polcenigo). «Occasioni come questa – ha sottolineato l’assessore – di confronto diretto hanno proprio l’obiettivo di raccogliere attorno alle Comunità di montagna tutti i protagonisti e tutte le diverse espressioni del territorio. Le Comunità hanno proprio la “mission” di progettare gli indirizzi e le strategie di sviluppo condivise sui propri territori. Ma questo deve essere fatto insieme proprio per delineare un percorso comune che consenta alla Regione di declinare, nei prossimi mesi, le effettive linee attorno alle quali verranno costruiti i bandi e le programmazioni con i relativi finanziamenti sulle progettualità avanzate». La Regione Fvg vuole evitare di calare progetti dall’alto: per questo, attraverso le Comunità di montagna, chiede e agevola la maggiore aggregazione possibile attorno alle esigenze e ai bisogni di cui i territori necessitano. Il passo successivo sarà quello di “disegnare” le linee di sviluppo sulla base delle indicazioni che arrivano dagli stessi territori. Quello di Aviano è stato il primo di una serie di incontri, in programma le prossime settimane, con le due Comunità montane del Friuli occidentale: la Magnifica Comunità delle Dolomiti Friulane Cavallo e Cansiglio e quella delle Prealpi Friulane orientali. L’assessore regionale era accompagnato dai dirigenti e tecnici dei diversi servizi della Regione nell’ambito delle politiche della montagna, a disposizione proprio per raccogliere dettagliatamente le richieste, oltre che della Comunità e dei sindaci appartenenti, anche delle diverse categorie produttive, dei portatori di interesse e delle popolazioni che nei territori montani vivono e operano. Gli incontri programmati dall’assessorato regionale con la Comunità delle Dolomiti friulane proseguiranno il prossimo 1 dicembre a Barcis e il 6 dicembre a Tramonti di Sotto. Mentre con la Comunità delle Prealpi orientali gli incontri in calendario sono quattro: domani, 29 novembre, a Clauzetto, il 15 dicembre a Travesio, il 19 dicembre ad Arba e l’11 gennaio a Pinzano al Tagliamento.

Magredi e risorgive, al via un progetto «È lodevole che progetti come quello condotto sui magredi e le risorgive puntino a contemperare la competitività delle imprese dell’agricoltura e dei produttori primari con la valorizzazione degli ambienti naturali e la preservazione degli ecosistemi. È una strategia valida». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenuto a San Quirino all’evento di presentazione del progetto a valere sul Psr Fvg 14-20 che interessa i magredi e le risorgive e coinvolge quattordici Comuni della pianura pordenonese con capofila il Comune di San Quirino. «La strategia è valida – ha ribadito Zanier -, ma si scontra con la rigidità degli strumenti amministrativi messi a disposizione: il Psr non tiene conto, infatti, delle diverse velocità dell’agire delle imprese private rispetto all’Amministrazione pubblica». Oltre al tema degli iter procedurali, Zannier ha rilevato criticità anche sul rispetto dei preventivi di spesa all’interno di un programma che abbraccia un settennato caratterizzato da molteplici imprevisti che hanno inciso sui prezzi delle materie prime, dell’energia, causando una generalizzata inflazione. «I costi preventivati sette anni fa non sono rimodulabili in considerazione dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi perché le procedure non lo prevedono. In ogni caso – ha assicurato l’assessore – la Regione ha tutta la volontà di chiudere le rendicontazioni entro i termini stabiliti, a tutela di quanti hanno già investito e utilizzato i capitali attesi». Quanto al progetto presentato, Zannier ha evidenziato il forte interesse del territorio a realizzare iniziative che mettono assieme soggetti diversi. In futuro, le progettualità dovranno essere pensate in modo da utilizzare più strumenti di accesso ai finanziamenti pubblici, abbinandone l’efficacia in maniera organica». Il progetto «Valorizzazione dell’ambiente, del territorio, delle produzioni, della multifunzionalità delle aziende e dell’agricoltura sociale per l’ambito rurale dei magredi, delle risorgive e della pianura pordenonese» vede la partecipazione di 55 partner pubblici e privati, di cui 20 beneficiari. Sono coinvolti 14 Comuni, 10 aziende agricole oltre a enti, associazioni, Università. Sono previsti 45 interventi per un valore di oltre 22,9 milioni di euro in un territorio che comprende 190mila abitanti su una superficie di 540 chilometri quadrati.

Il Natale di Cantina Tramin Sabato 10 dicembre, dalle 10 alle 18, Cantina Tramin accoglie curiosi e appassionati in occasione dell’evento Il Natale dei cinque sensi. Dopo la sosta pandemica del 2020 e la versione ridotta dello scorso anno, l’edizione 2022 torna con un ricco programma, alla scoperta delle sue eccellenze enologiche e delle specialità gastronomiche ad opera di artigiani del cibo e produttori locali. Il momento più atteso sarà la presentazione delle nuove annate dei vini della Selezione, con accesso su prenotazione, dati i posti limitati, e diverse sessioni di assaggio organizzate nell’arco della giornata in sala Nussbaumer. Unterebner Pinot grigio 2021, Nussbaumer Gewürztraminer 2021, Glarea Chardonnay 2021, Maglen Pinot Noir Riserva 2020 e Urban Lagrein 2020 saranno i protagonisti della degustazione, arricchita da una proposta di tortelli fatti in casa dal tradizionale Pastificio Remelli di Valeggio sul Mincio (Verona). Le sessioni in lingua italiana si terranno negli orari 10.30, 12.30, 14.30 e 16.30 al costo di 37 euro a persona. In Sala Urban sarà possibile esplorare l’evoluzione di Unterebner Pinot grigio attraverso una verticale delle annate più affascinanti. Spesso consigliato da bere giovane, in realtà il Pinot grigio è un vino capace di sorprendere per il grande potenziale d’invecchiamento e quindi adatto a una lunga conservazione in cantina. Sempre in sala Urban, sarà allestito un ampio banco d’assaggio con le nuove annate dei vini delle linee Classica e Selezione, tra i quali Nussbaumer, Unterebner e Stoan, accompagnato da ricercate specialità gastronomiche: il pesce d’allevamento di Schiefer (San Leonardo in Passiria), gli squisiti formaggi affinati in Alto Adige dallo chef stellato Hansi Baumgartner (Varna e Bressanone) e lo speck Alto Adige Igp del Consorzio Tutela Speck Alto Adige. L’ingresso al banco d’assaggio è libero e i prezzi a consumazione. La sala ospiterà anche una collezione di opere dell’artista locale Evelyn Rier realizzate con tessuti incorporati su pannelli di poliestere e dettagli in pittura acrilica. Per maggiori informazioni: visit.CantinaTramin.it

Ais Vitae premia bollicine 2007Pioggia di premi per Mosnel, l’azienda di Camignone (Brescia) guidata dai fratelli Giulio e Lucia Barzanò, nella nona edizione della guida di Ais Vitae: la Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 si aggiudica il Tastevin della Lombardia, la Gemma e le Quattro Viti. Il Tastevin rappresenta il riconoscimento più prestigioso della pubblicazione, che viene conferito a chi ha contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine e che rappresenta un modello di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona. La Gemma premia invece i cento migliori vini italiani selezionati tra quelli che hanno ottenuto i punteggi più alti; le Quattro Viti sono il riconoscimento dato ai vini che hanno ottenuto un punteggio superiore a 91, perfetti sotto il profilo stilistico e organolettico. Oltre che alla Riserva 2007 Riedizione 2022 (96 punti), le Quattro Viti sono state assegnate anche al Parosé 2016 (93,5 punti) e all’EBB 2016 (93). «Siamo felici – afferma Lucia Barzanò – per i riconoscimenti ottenuti nella guida di Ais. È il segno inequivocabile che il percorso che abbiamo intrapreso ormai da anni è quello giusto, un percorso che premia la volontà di spingerci sempre oltre, alla ricerca dell’eccellenza. Così come per la Riserva, che sosta lunghi anni sui lieviti in attesa del momento perfetto per essere degustata, anche noi abbiamo saputo attendere, dando valore al trascorrere del tempo». Nella Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 la vinificazione è avvenuta in acciaio per il Pinot bianco e in piccole botti di rovere francese per lo Chardonnay e il Pinot nero. Dopo l’assemblaggio, alla Cuvée è stato aggiunto lo “sciroppo di tiraggio” e le bottiglie sono state coricate nelle cantine dell’azienda, dove sono rimaste a contatto con i lieviti per 14 anni. La lenta maturazione ha consentito alla Riserva il raggiungimento di una grande complessità: nel calice oro intenso e brillante, i profumi sfumano dall’eleganza floreale di robinia e camomilla alle note di cedro candito e bergamotto, con un tocco di zenzero e pan di spezie.

Festa del formaggio, anticipo a Gemona con una mostra sulle latterie turnarie

«L’antico mondo delle latterie turnarie, massima espressione dello spirito comunitario e solidaristico delle nostre Alpi e con esse della nostra montagna, testimonia di una realtà che non si è mai davvero completamente perduta perché affonda le radici non solo nelle tradizioni, ma nello spirito e nell’animo stesso di un popolo». È il commento che l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha rilasciato a margine dell’inaugurazione della mostra fotografica “Lat cence confins – Il modello turnario nell’arco alpino”, aperta da ieri a Palazzo Elti di Gemona.
«Le fotografie compongono un progetto del gemonese Graziano Soravito che restituisce con la sua opera quel senso mutualustico che, seppure cambiato nelle forme esterne e nella modalità pratica quotidiana, è rimasto intatto anche tra i cittadini di Gemona, dei paesi pedemontani, delle valli del Collinare e nelle Comunità montane. Ne è un esempio l’antica latteria turnaria di Gemona che tuttora opera e testimonia l’opportunità economico-commerciale ancora viva in questo modello», ha evidenziato ancora Barbara Zilli aggiungendo il suo personale ringraziamento all’Ecomuseo delle Acque del Gemonese che ha promosso questa esposizione, realizzata anche con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
L’esposizione fotografica è un’anteprima tra gli eventi che animeranno la 21ma edizione della Festa del formaggio che si aprirà venerdì prossimo a Gemona.

Caffè, Trieste si gemella col Brasile aderendo alla candidatura Unesco

Sarà all’insegna del caffè e della conferma della lunga tradizione triestina in questo settore l’appuntamento, aperto al pubblico, che si terrà domani pomeriggio, 26 ottobre, con inizio alle ore 16, nella sala Maggiore della Camera di Commercio, al primo piano dello storico Palazzo della Borsa, e che avrà il suo momento centrale nella cerimonia di gemellaggio fra l’Associazione Museo del Caffè di Trieste e il grande Museu do Cafe di Santos, in Brasile. Cerimonia che vedrà come “attori” principali i vertici dell’associazione triestina e dell’importante istituzione culturale brasiliana rappresentata dal direttore esecutivo del “Museu” Alessandra Almeida, alla presenza anche di rappresentanti diplomatici dell’Ambasciata del Brasile a Roma e del Consolato Generale di Milano nonché dell’Amministrazione municipale triestina e della Regione Friuli Venezia Giulia, mentre il prefetto Annunziato Vardè ha dato il proprio ufficiale patrocinio all’iniziativa.
E mentre il gemellaggio fra le due realtà culturali vorrà sottolineare l’intento di ogni possibile maggior collaborazione reciproca, le presenze istituzionali saranno a ribadire tutta l’importanza di quel rapporto di lunga data fra Brasile e Trieste che contribuì non poco a fare della città una delle principali “capitali del caffè” a livello mondiale. Un rapporto che già nell’ormai lontano 1977 trovò una sua formale “consacrazione” nel gemellaggio fra le città di Trieste e di Santos (stabilito con delibera consiliare del Comune di Trieste e quindi suggellato con apposita cerimonia nella città-porto brasiliana, il 13 marzo 1978, dagli allora sindaci Marcello Spaccini e António Manoel de Carvalho).
Nel corso dell’incontro, come detto aperto a tutti i cittadini interessati, ci sarà anche una relazione dello studioso Bruno Vajente sui rapporti commerciali Trieste-Brasile e verrà proiettato un inedito cortometraggio degli anni ’70 sulla movimentazione del caffè brasiliano nel Porto di Trieste.
In questo ottobre triestino contrassegnato da numerosi importanti eventi legati al caffè, il gemellaggio di mercoledì costituirà un momento di particolare significato, nell’auspicio della continuità di un fondamentale ruolo commerciale e di una storia civile e imprenditoriale della città.

Preziosi reperti all’ente camerale.

Intanto, anche l’Associazione Museo del Caffè di Trieste ha convintamente aderito all’iniziativa per la candidatura all’Unesco del “rito del caffè espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, rilanciata nel corso di un’apposita riunione in sede ministeriale romana, tenutasi ai primi di settembre al Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
L’associazione Museo del Caffè di Trieste, il cui prioritario fine sociale è appunto la costituzione, in accordo con le Istituzioni cittadine, di un Museo degno di questo nome, dedicato alle testimonianze, oggetti, reperti e molteplici connessioni che hanno profondamente legato da secoli la “nera bevanda” alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale, e perciò in grado di essere un “grande attrattore” di vaste attenzioni di turisti, curiosi, studiosi e appassionati del ramo, non poteva non essere in prima linea in questa azione congiunta e coordinata fra le più importanti realtà caffeicole del settore, nell’intento di fare di Trieste, ancora una volta – e in questo caso nell’ambito della più ampia candidatura nazionale all’Unesco – un “centro” di primaria importanza per tutto ciò che ruota attorno al “prezioso chicco”.
All’incontro all’Antico Caffè San Marco, che, in non casuale concomitanza con la “Giornata Internazionale del Caffè”, ha segnato di fatto l’avvio triestino della campagna di promozione di “Caffè patrimonio Unesco”, l’adesione dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste è stata ribadita dal responsabile stampa dell’Amdc Fulvio Sabo che, portando il saluto del presidente Gianni Pistrini e del “vice” Doriano Simonato impossibilitati a presenziare, ha sottolineato l’opportunità di una iniziativa coordinata a livello nazionale, per la maggior forza della candidatura, pur mantenendo ben evidenti le diverse peculiarità nel modo di fare e di “vivere” il caffè, a seconda delle diverse appartenenze territoriali e culturali; esempio classico Napoli e Trieste, che però in occasioni come questa dovrebbero appunto “marciare” affiancate.
In apertura della presentazione della campagna, che si estrinsecherà nella raccolta di decine di migliaia di firme di cittadini e adesione di istituzioni in tutte le città d’Italia, allo scopo, come detto, di raggiungere l’ambizioso e non facile obiettivo della candidatura all’Unesco, sono intervenuti i due maggiori “promotori” triestini dell’iniziativa, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz e il presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia !), il triestino Omar Zidarich. Polojaz, che è anche coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” triestina, che organizza tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura Unesco, ha illustrato alcuni semplici ma efficaci “strumenti” divulgativi della campagna, in primis la bella brochure intitolata “Il viaggio del Caffè” che spiega in poche paginette tutto o quasi del magico chicco (le origini, la pianta, le qualità più famose, fino al trasporto, tostatura, confezionamento, miscelazione e modi diversi di degustazione, ivi comprese le famose “particolarità” triestine in questo campo), per concludere che un mezzo importante della candidatura sarà «far capire a tutti che il caffè, secondo la nostra visione triestina e italiana, non è solo una bevanda, pur pregiata, ma è prima di tutto un’arte, un modo di essere, un’occasione per stare assieme, un simbolo insomma dell’”italian way of life”».

Il presidente Gianni Pistrini.


Omar Zidarich dal canto suo ha illustrato il progetto e la particolare “Carta dei Valori del Rito del Caffè Espresso Italiano” che è a fondamento della candidatura: una vera e propria dichiarazione di intenti e di ideali che pone alla base di tutta l’”operazione” concetti come Socialità (del caffè), Solidarietà e Uguaglianza (il caffè è per sua natura “interclassista” e solidale, basti pensare alla pratica napoletana del “caffè sospeso”) e poi Identità (torna qui il concetto del “modo di vivere italiano”), Universalità e Inclusività, ma anche Tradizione, Ritualità (spesso un vero e proprio culto che si pratica, seguendo antiche regole, anche negli spazi domestici), Creatività e Sostenibilità (con obiettivi da indicare e da perseguire sia per quanto riguarda la difesa dell’ambiente sia per la tutela dei lavoratori delle piantagioni). Su questi cardini morali e sociali si vuole basare la proposta italiana per la candidatura all’Unesco del “rito del caffè espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”.
A sostegno della candidatura, e quindi delle specifiche iniziative triestine per il raggiungimento dell’obiettivo, sono quindi intervenuti il vicesindaco di Trieste, Serena Tonel, per esprimere l’adesione e il fattivo supporto del Municipio e il sindaco di Sgonico, Monica Hrovatin, che ha ricordato come nel suo pur piccolo territorio comunale siano insediate ben tre aziende caffeicole, a testimonianza della grande importanza che questo peculiare settore riveste per l’economia dell’intera nostra provincia.
Da segnalare che le firme di adesione della cittadinanza potranno venir raccolte sia “fisicamente” sui moduli distribuiti in diversi bar e caffè della città, sia online sul sito www.ritodelcaffe.it. Per quanto riguarda ancora la Amdc va rilevato che l’associazione Museo del Caffè sarà presente e partecipe anche ai diversi successivi eventi previsti in materia nel mese di ottobre quali la fiera Triestespresso Expo e il Trieste Coffee Festival, altrettante importanti occasioni in più per ribadire e rafforzare la candidatura. Con l’occasione si ricorda infine che il neo-inaugurato “Magazin de cafè” di via Aldo Manuzio 10 B, piccolo e curioso angolo di chicche caffeicole curato dall’Amdc, è visitabile su prenotazione telefonando al 368.435343 (info: www.amdctrieste.it).

Il rito giornaliero del caffè.

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In copertina, l’adesione di Trieste, “città del Caffè”, alla candidatura Unesco del rito quale Patrimonio immateriale dell’Umanità.

“Jazz & Wine” a Cormòns, pronti al via. Brda-Collio nell’Unesco: il Fvg accelera

«Il festival “Jazz & Wine of Peace” ha la capacità di coniugare due elementi, la musica jazz e il vino del Collio, impossibili da non apprezzare con la loro amplissima gamma di suoni e sapori. È importante aumentare la conoscenza di queste eccellenze tra il pubblico con l’organizzazione di simili eventi: più si dà la possibilità di ascoltare e di degustare, più è possibile conquistare nuove fette di mercato». Sono queste le considerazioni portate dall’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, alla presentazione del 25° “Jazz & Wine of Peace” di Cormòns, il festival transfrontaliero organizzato dal locale Circolo Controtempo e il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
La manifestazione si terrà da mercoledì 19 a domenica 23 ottobre – con un’anteprima lunedì 10 ottobre – e coinvolgerà oltre al Comune di Cormòns (rappresentato dal sindaco Roberto Felcaro) numerose località tra Collio friulano e sloveno: 25 in totale gli spettacoli sul territorio, che vedranno protagonisti le grandi stelle del jazz e i musicisti della nuova scena nazionale e internazionale. A questi si aggiungeranno otto appuntamenti enogastronomici di “Jazz & Taste”.
L’esponente della Giunta Fedriga ha colto pure l’occasione per rimarcare l’importanza nel saper cogliere l’opportunità data da Nova Gorica e Gorizia capitale europea della Cultura 2025. «Un evento che durerà non un solo giorno, ma tutto l’anno – ha ricordato Tiziana Gibelli – e che il nostro sistema culturale dovrà sfruttare per fidelizzare, con produzioni di alta qualità, un pubblico che ha già dimostrato di amare la cultura e la musica. Le premesse sono ottime, tanto che sono già 250 gli spettacoli e gli eventi inseriti nel calendario di GO!2025».
Infine, la esponente dell’Esecutivo regionale si è soffermata sul progetto della candidatura Unesco di Brda-Collio. «L’obiettivo – ha assicurato – è di portarla a compimento entro il termine della legislatura. Un programma solido che si basa su una fattiva collaborazione con le autorità slovene, che dal canto loro hanno garantito l’intenzione di portare avanti l’iter di candidatura».

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In copertina, bellissimi grappoli di Sauvignon uno dei grandi bianchi che hanno reso famosi Cormòns e il Collio nel mondo.

Ritorna a Udine “Friuli Doc” la vetrina delle eccellenze enogastronomiche

Friuli Doc è da sempre una vetrina importante per le eccellenze enogastronomiche. Una ricetta vincente che in quattro giorni saprà attrarre a Udine migliaia di turisti, grazie a un ricco palinsesto di eventi e coinvolgendo quest’anno, oltre alle Pro Loco e alle associazioni di categoria, una pluralità di soggetti: dall’Udinese Calcio agli artigiani, i locali e in generale tutte le attività produttive e commerciali cittadine, rendendoli pienamente partecipi di questo evento. Questa sinergia fra città e territorio candida Friuli Doc a essere l’apice di una stagione estiva che in Friuli Venezia Giulia e a Udine ha fatto registrare un record di presenze senza precedenti.

Prosciutto di San Daniele…


È questo il messaggio portato a Udine dall’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo alla presentazione della 28ma edizione di Friuli doc. La manifestazione, in programma tra giovedì 8 e domenica 11 settembre, gode del supporto e del contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e di PromoTurismoFvg e intende rappresentare non un unico prodotto o un singolo settore, ma la celebrazione della cultura, delle tradizioni, dello spirito e delle eccellenze vinicole e gastronomiche friulane e del territorio limitrofo.
Nell’ultimo anno, come ha sottolineato l’esponente della Giunta regionale, c’è stato un cambio di passo nella promozione, con investimenti importanti sulle reti televisive generaliste e sui principali quotidiani nazionali. Tutto questo ha gradualmente portato il Friuli Venezia Giulia a recuperare e superare le presenze turistiche del periodo pre-pandemia e a scalare le classifiche di gradimento nazionali, come attestato dalle rilevazioni di Demoskopika.

… formaggio Montasio…


L’offerta di Friuli Doc sarà distribuita nei luoghi più rappresentativi del centro udinese: da piazza Libertà a via Mercatovecchio, al Castello, via Savorgnana, via Aquileia, piazza Matteotti, fino a tutte le altre tradizionali sedi dell’evento, ognuna delle quali sarà arricchita da stand, esibizioni di show cooking, incontri, concerti, aree degustazione, laboratori, mostre ed esposizioni. Come da tradizione, tutti i musei della città rimarranno aperti. Tra i protagonisti non mancheranno le eccellenze friulane come il prosciutto di San Daniele e il formaggio Montasio, le specialità della montagna, della collina e del mare, i produttori di “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, piante, funghi, spezie, frutta e verdura del territorio, gli stand degli artigiani e gli stand gastronomici di Trieste e della Stiria.
Novità di quest’anno la presenza dei ristoranti di Udine Cooking che, in aggiunta alla tradizione delle osterie udinesi e delle rispettive proposte di abbinamento cibo-vino, elaboreranno per l’occasione dieci menu del territorio che completeranno la proposta di ospitalità di Friuli Doc.

… e grandi vini del Vigneto Fvg.

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In copertina, piazza Libertà e il Castello simbolo di Udine e dell’intero Friuli.

Schioppettino e… Otto Stagioni con la “Busoni” di Belli domani a Castelmonte

(g.l.) Quando il vino s’intreccia con la musica… E in questo caso si tratta di un celebre autoctono friulano, lo Schioppettino di Prepotto, che creerà una perfetta intesa con un’altrettanto celebre formazione musicale della nostra regione: la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni”, diretta da Massimo Belli.

L’Orchestra con il maestro Massimo Belli.


Schioppettino e Busoni daranno infatti vita, domani, a un affascinante pomeriggio in un luogo di sicura suggestione: il Parco della Croce dinanzi al Santuario di Castelmonte, la meta più amata dai devoti del Friuli Venezia Giulia, ma non solo. Alle 18, nello splendido scenario, in occasione della Giornata mondiale della Diversità culturale per il Dialogo e lo Sviluppo, l’Orchestra del maestro Belli, con il violinista Lucio Degani, proporrà infatti un concerto dal singolare titolo “Le Otto Stagioni”, in quanto alle quattro classiche di Antonio Vivaldi si aggiungeranno quelle di Astor Piazzolla, il Maestro del Tango argentino, sulle… note proprio dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla. Il concerto verrà presentato da un’annunciatrice d’eccezione, la sommelier Liliana Savioli, che alla fine della ricca proposta musicale guiderà una degustazione del grande vino rosso che risponde anche ai nomi di Ribolla nera e Pocalza (in lingua slovena).

Grappoli di Schioppettino.

Il concerto è organizzato dal Comune di Prepotto in collaborazione con la Nuova orchestra Ferruccio Busoni e con il contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, Turismo Fvg, Santuario della Beata Vergine di Castelmonte e Ministero della Cultura: un’ottima premessa alle manifestazioni che la civica amministrazione di Prepotto, sotto la regia del sindaco Mariaclara Forti, ha indetto quale corollario alla tappa del Giro d’Italia del prossimo 27 maggio che, dopo la partenza da Marano Lagunare, si concluderà proprio ai piedi della famosa Chiesa mariana che da mesi, la notte, è immersa in una luce rosa, il colore della grande manifestazione ciclistica cui anche queste zone, collinari e montane, attribuiscono speciale rilevanza per il suo messaggio mediatico internazionale, prezioso per il rilancio turistico dell’area, ma anche per far conoscere i suoi prodotti d’eccellenza come appunto lo Schioppettino.

Il violinista Lucio Degani.

Ingresso libero con prenotazione fino ad esaurimento di posti – Cellulare o WhatshApp 333.7704167
Tutti i concerti della Nuova orchestra Ferruccio Busoni sono consultabili sul sito dell’Orchestra www.orchestrabusoni.it
Informazioni: Nuova orchestra Ferruccio Busoni – info@orchestrabusoni.it

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In copertina, il Santuario di Castelmonte “vestito” di rosa in attesa della tappa del Giro d’Italia farà da incomparabile  sfondo anche al concerto di domani pomeriggio.

Dal mare al Collio tra vini, storia ed enogastronomia da giugno con il bus

Un progetto per esplorare il territorio regionale, dal mare al Collio, terra di grandi vini Doc, all’insegna della mobilità sostenibile ed intermodale, attraverso “Hop on hop off Collio tour”, il nuovo servizio che verrà attivato da giugno grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia e Apt Gorizia con la collaborazione di PromoturismoFvg. A presentarlo, con il sindaco di Cormòns e la presidente dell’Azienda provinciale trasporti spa di Gorizia, è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, nella sala civica comunale cormonese.

L’esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato la qualità della proposta da subito condivisa con l’Apt di Gorizia e ha sottolineato la preziosa collaborazione di PromoturismoFvg che si è subito messa all’opera per rendere immediatamente operativo il servizio. Per l’assessore del Friuli Venezia Giulia l’iniziativa consente di promuovere e rafforzare il turismo della zona del Collio, contribuendo anche alla valorizzazione dell’intera regione proponendo soluzioni di turismo attivo per gli ospiti che arrivano a Grado, ma anche Lignano e Trieste, grazie al collegamento con le linee marittime, per far loro scoprire e apprezzare le bellezze dell’entroterra. L’assessore ha sottolineato l’importanza di lavorare per raggiungere obiettivi di alto livello, investendo energie e risorse come fatto fin dall’inizio della legislatura per portare il Friuli Venezia Giulia ad essere sempre di più meta turistica apprezzata e per creare le condizioni con le quali ottenere positive ricadute in termini economici per il territorio.
Il progetto complessivo, come è stato spiegato, prevede una serie di servizi di trasporto a connotazione turistica dal mare al Collio. Si tratta di un’offerta all’insegna della mobilità sostenibile ed intermodale che unisce bus, bicicletta e motonave con tre itinerari “slow” ideati per soddisfare i più diversi interessi. La prima proposta riguarda un servizio con le caratteristiche del classico “hop on hop off” con trasporto biciclette. Il bus si fermerà nei punti di maggior interesse e nei pressi dei percorsi ciclabili. Due anelli effettuati quattro volte nel corso della giornata che toccano le località di Capriva, Cividale, Cormòns, Dolegna del Collio – tutte Città del vino Fvg -, Mossa Preval e Spessa. Giorni di effettuazione lunedì, mercoledì e venerdì.
Previsto poi un percorso storico-culturale che, partendo da Grado, porta il turista alla scoperta degli insediamenti dei Longobardi a Romans d’Isonzo e a Cividale, con una tappa a Cormòns. Giorno di effettuazione martedì. Ci sarà inoltre un percorso ispirato all’enogastronomia che, sempre da Grado, porterà i turisti attraverso il Collio lungo la Strada del Vino e dei Sapori toccando le località di Capriva, Cormòns, Mariano e San Floriano del Collio. Giorno di effettuazione giovedì. Gli ultimi due servizi, svolti con bus dotato di portabiciclette, saranno in connessione con le linee marittime in arrivo a Grado da Lignano e da Trieste; una novità che va ad arricchire ulteriormente il ventaglio di scelte messe a disposizione dei turisti.
Per questo primo anno di lancio dell’iniziativa, verrà applicata una tariffa unica promozionale, uguale per tutti gli itinerari: 15 euro per gli adulti mentre sarà gratuita per i bambini con meno di 10 anni e ridotta a 10 euro per i ragazzi sotto i 18. Per usufruire del servizio sarà necessaria una prenotazione online nella giornata precedente il viaggio. Viene inoltre confermato il trasporto pubblico locale bicibus Grado-Gorizia-Cormòns. Partiranno, invece, dal 1° giugno le due linee marittime regionali di competenza di Apt Gorizia, Trieste-Grado-Lignano.

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In copertina, un’immagine primaverile del Collio e all’interno uno dei mezzi che saranno usati per il servizio turistico.

A Trieste il ritorno di “Olio Capitale” dopo i due anni dello stop pandemico

Torna in presenza, dopo due anni di stop a causa della pandemia, “Olio Capitale”, la rassegna dedicata a produttori e buyer in programma dal 13 al 15 maggio al Trieste Convention Center in Porto Vecchio. Hanno confermato la presenza oltre 170 aziende produttrici provenienti da Italia e Grecia, mentre i buyer arriveranno da tutta Europa e dal Giappone.


La fiera è organizzata da Camera di commercio Venezia Giulia attraverso Aries, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’olio (Anco) e gode del sostegno dell’Unioncamere e della Regione Friuli Venezia Giulia, della partecipazione del Network Mirabilia e la co-organizzazione del Comune di Trieste. Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), grazie ai finanziamenti del Programma Operativo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca (Feamp) 2014/2020, sostiene l’evento e attraverso la Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, che sarà protagonista all’interno dell’esposizione con una serie di azioni di promozione del prodotto ittico nazionale abbinato all’olio extravergine di oliva, nell’ambito di una dieta mediterranea universalmente riconosciuta quale regime alimentare ricco di proprietà benefiche.
Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, non ha dubbi: «Questa è la fiera della ripartenza. Una scommessa fortemente voluta dalla Camera di commercio Venezia Giulia assieme all’Associazione Città dell’Olio per riportare al centro del dibattito agroalimentare nazionale l’olio extravergine di oliva. Un alimento che è la base della Dieta mediterranea e un elemento importante della qualità del Made in Italy nel mondo. Il settore agroalimentare sta subendo le conseguenze dovute alla guerra in atto in Ucraina e quelle di una generalizzata incertezza economica che ormai pervade il mondo. Dopo il Covid e le sue conseguenze, ora c’è il conflitto con la drammaticità che ha generato a livello sociale ed economico. Con “Olio Capitale” abbiamo inteso riportare Trieste e il Friuli Venezia Giulia nel panorama fieristico nazionale e internazionale. In questi tre giorni di presentazioni, affari, dibattiti, corsi sull’olio extravergine di oliva e show cooking a celebrare l’oro verde ci saranno migliaia di appassionati e numerosi buyer provenienti dall’estero e ai quali abbiamo confezionato incontri d’affari con i produttori presenti in fiera. Potrei dire che finalmente ci ritroviamo in presenza dopo due anni in cui “Olio Capitale” ha comunque continuato con il Concorso internazionale e gli incontri d’affari tra produttori e i buyer in una modalità mista digitale e fisica. Speriamo che questi tempi siamo definitivamente finiti e che ripartiamo assieme».

Antonio Paoletti


Il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio ha specificato che «dopo due anni di assenza i produttori delle Città dell’Olio sono entusiasti di partecipare all’evento fieristico dedicato agli oli Evo più prestigioso d’Italia. Olio Capitale 2022 rappresenta per tutti un’occasione di ripartenza e di riscatto che darà nuovo slancio alla filiera produttiva e una preziosa opportunità di confronto su temi sui cui la nostra Associazione è in prima linea: la salvaguardia del paesaggio olivicolo e il contrasto all’abbandono degli oliveti attraverso politiche di sostegno all’agricoltura sociale e il turismo dell’olio».
“Olio Capitale” avrà anche momenti di condivisone, con convegni dedicati, di degustazione grazie all’Oil Bar e poi tanti show cooking a prenotazione libera. I produttori arriveranno da tutte le regioni italiane mentre i buyer, ovvero gli operatori che si occuperanno di fare il mercato, da Germania, Austria, Serbia, Croazia, Danimarca, Olanda, Francia, Inghilterra, Svizzera, Estonia e Giappone. Il 70% dei visitatori del salone è alla ricerca di nuovi fornitori sia per quanto concerne la grande distribuzione, la vendita al dettaglio e l’import-export.
Il salone aprirà ufficialmente il 13 maggio e alle 10.30 è fissata l’inaugurazione con i saluti istituzionali, mentre dalle 11 alle 12 ci sarà il convegno di apertura dal titolo “Olio Evo di qualità, simbolo del Made in Italy nel mondo. Rinascita degli uliveti, recupero e valorizzazione del paesaggio” moderato da Roberta Giani, condirettrice de Il Piccolo, a cui prenderanno parte Antonio Paoletti, presidente Cciaa Venezia Giulia, Michele Sonnessa, presidente associazione Città dell’olio, Angelo Tortorelli, presidente Network Mirabilia, il sindaco di Trieste e il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono previsti gli interventi del professore Luca Toschi, dell’Università di Firenze, e di Nicola Malorni della Cooperativa sociale Kairos di Termoli.

L’accesso alla fiera (aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19) è come sempre a pagamento – sette euro a prezzo pieno, cinque euro per chi effettuerà la pre-registrazione sul sito oliocapitale.it e per gli ingressi ridotti -, ma grazie all’accordo con gli albergatori cittadini chi pernotterà negli hotel convenzionati potrà richiedere un biglietto omaggio.